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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 08/10/2018 12:00:00
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Tre poesie inedite

di María Ángeles Lonardi (Biografia/notizie)

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*

 

Cuando ante el espejo

en el que te encuentras,

descubres que eres real

y te devuelve las primeras canas

y las arrugas te contemplan,

testigos de mil aventuras

que atesoran tu historia,

te preguntas:

¿Que saldo arroja el balance?

¿Es para conformarse con la cosecha?

O ¿echas de menos

aquella oportunidad perdida

o lo que se fue de tus manos?

¿Que sentimiento te embarga

al echar la mirada atrás?

Y sola, frente al espejo,

¿eres capaz de sostener la mirada?

 

 

 

Cuando los dioses pasean distraídos

 

El tiempo siempre es implacable

y cae sobre nosotros

como la lluvia de otoño

o como el frio invierno.

El tiempo es independiente

y se lleva todo,

hasta los recuerdos.

 

Los dioses pasean distraídos

cuando intentas comprender

aún, qué es lo que ha sucedido.

 

Cuando pierdes el norte

y, el sur se hace única referencia

de antiguos dominios,

no hay nada más

y te sobran los puntos cardinales.

Sin embargo,

no siempre tienes tiempo suficiente

para volver a intentarlo.

 

 

 

Intimas revelaciones

 

Soy un todo de sólo dos mitades.

Soy dos partes de un todo.

Dos orillas, dos mares.

Y dos lánguidos ojos

en suspenso en el aire.

Hoy el horizonte parte el ensueño

para devolverme, a la realidad,

más pronto que tarde.

Habita la memoria

en mi mitad huérfana.

Sin embargo, los sueños

persisten, no me abandonan.

Se alimentan de retazos

y de ilusiones marchitas

y de vez en cuando

me hacen soportable la vida.

La otra mitad,

entregada a la melancolía

no sabe hablar, solo suspira.

Y cuando tiendo las manos

hacia el norte o hacia el sur,

mis piernas se entrecruzan

y voy perdiendo el sentido.

Desde el centro

miro hacia los puntos cardinales

y no puedo evitar marearme.

Ahora no alcanzo a reconocer

las estrellas

de cada hemisferio desconocido.

Pero si giro sobre mi eje,

casi todo se normaliza

y es como otro día cualquiera

de danza improvisada.

Como si no pasara nada o todo.

Como si todo fuera a la deriva.

 

©María Ángeles Lonardi

 

 

 

Traduzione in italiano a cura di Roberto Maggiani

 

 

*

 

Quando davanti allo specchio

in cui ti osservi,

scopri che sei reale

e ti restituisce i primi capelli grigi

e le rughe ti contemplano,

testimoni di mille avventure

che fanno ricca la tua storia,

ti domandi:

Che saldo chiede il bilancio?

Si accontenta del raccolto?

O ti manca

quella opportunità perduta

o ciò che se n’è andato dalle tue mani?

Quale sentimento ti travolge

al gettare lo sguardo indietro?

E sola, davanti allo specchio,

sei capace di sostenere lo sguardo?

 

 

 

Quando gli dèi passeggiano distratti

 

Il tempo è sempre implacabile

e cade sopra di noi

come la pioggia d’autunno

o come il freddo inverno.

Il tempo è indipendente

e si porta via tutto,

anche i ricordi.

 

Gli dèi passeggiano distratti

quando cerchi di capire

ancora, cos’è successo.

 

Quando perdi il nord

e, il sud diventa l’unico riferimento

di antichi domini,

non c’è altro

e hai fin troppi punti cardinali.

Purtroppo,

non sempre hai abbastanza tempo

per riprovare.

 

 

 

Rivelazioni intime

 

Sono un tutto di sole due metà.

Sono due parti di un tutto.

Due rive, due mari.

E due occhi languidi

sospesi nell’aria.

Oggi l’orizzonte spezza il sogno

per restituirmi, alla realtà,

prima possibile.

La memoria abita

nella mia metà orfana.

Tuttavia, i sogni

persistono, non mi abbandonano.

Si nutrono di scarti

e di illusioni appassite

e di tanto in tanto

mi rendono sopportabile la vita.

L’altra metà,

consegnata alla malinconia

non sa parlare, solo sospira.

E quando tendo le mani

verso nord o verso sud,

le mie gambe s’incrociano

e perdo il senso.

Dal centro

guardo verso i punti cardinali

e non posso evitare le vertigini.

Ora non riesco a riconoscere

le stelle

di ogni emisfero sconosciuto.

Ma se giro sul mio asse,

quasi tutto si normalizza

ed è come un giorno qualsiasi

di danza improvvisata.

Come se niente o tutto fosse successo.

Come se tutto fosse alla deriva.

 

 


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