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Raccolta di articoli di Danilo Mar
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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- Letteratura

Dialetti

Affrontiamo il discorso dei dialetti italiani.
Possiamo dividerli in gruppi:

1. dialetti galloitalici (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia e Romagna);
2. dialetti veneti;
3. dialetti toscani:
4. dialetti romaneschi;
5. dialetti centromeridionali;
6. dialetti sardi;
7. dialetti ladini e friulani.

Sono 7 gruppi che a loro volta hanno dei sottogruppi e, in modo pi marcato, i gruppi 1 5 7.

Partiamo dal gruppo numero 1, ovvero i dialetti galloitalici. Essi riguardano il nord Italia ed il confine lo possiamo immaginare come una linea che dalla punta pi a levante della Liguria dove confina con la Toscana - arriva fino al confine tra Romagna e Marche.

Questa linea di confine separa idealmente i dialetti del nord da quelli centromeridionali, escluse quelle regioni che fanno testo in proprio e che sappiamo essere Veneto, Toscana, Lazio e Sardegna.

Caratteristica dei dialetti del nord la perdita di vocali e consonanti nel comune parlare. Al contrario, nei dialetti centromeridionali s portati di pi al raddoppio delle stesse, pi nel meridione che nel centro. Nel quale centro, nei dialetti, si portati a confondere la T con la D, la C con la G e la S con la Z.
Tanto per capirci: Macerata diventa Magerata! Aranciata diventa arangiata! Senza diventa sensa e lavandino diventa lavantino.

Ma queste differenze sono solo fonetiche perch quando vanno a scrivere, tutto torna a posto.

Tornando ai dialetti del nord di influenza galloitalica, c da dire che questa influenza la ritroviamo nel Principato di Monaco, nel Cantone Ticino ed in alcune enclave meridionali situate in Sicilia e Basilicata. Anche in Sardegna che pure ha un suo proprio gruppo di dialetti, troviamo enclave galloitaliche. Esse sono presenti nelle isole di San Pietro e SantAntioco. Vedremo in seguito come si sono formate.

Per quel che riguarda i dialetti veneti, li ritroviamo in Istria, questo perch lIstria stata italiana per molto tempo ed ha influenzato anche le regioni interne di Slovenia e Croazia un tempo tutta Yugoslavia.

I dialetti centromeridionali hanno influenzato la Corsica. Soprattutto i dialetti umbri. Infatti c molta assonanza tra la fonetica corsa e quella umbra: u populu corsu, anchellu ha dirittu a parl un detto popolare per rivendicare lindipendenza corsa dalla Francia. Ora se analizziamo il testo e lo confrontiamo con un testo umbro centro-meridionale, ovvero da Foligno a Terni, le somiglianze si notano: piju nu turturu e te scocciu lu mellone, (prendo un bastone e ti rompo la testa) le assonanze in U sono imbarazzanti! Poi, altra cosa che ci dice di un rapporto tra la Corsica e lUmbria, sono le citt. Ben due citt corse, Bastia e Calvi, le ritroviamo in Umbria. Di Bastia abbiamo gi accennato e si trova in provincia di Perugia. Di Calvi dico che il dialetto calvese risente dellinfluenza romana e quindi oltre ad usare molto la lettera U per chiudere le parole, difetta della doppia erre, come i romani, quando parlano. Ecco allora che RR diventa R, terra diventa tera. Con una aggravante: la erre viene raddoppiata dove non serve. Ed allora la famiglia Ferrante abita in via Taro, foneticamente per i calvesi diventa la famiglia Ferante abita in via Tarro! E vi pu capitare, come capitato a me, di ascoltare una telefonata di questo genere: una signora da un telefono pubblico stava dettando un indirizzo e <esatto, famiglia Ferante, via Tarro. No, Ferante con due ere e Tarro con una ere>. Mi posso immaginare la faccia del ricevente la telefonata!

Abbiamo accennato ai dialetti sardi e ladini, ma sbagliato: bisogna parlare di due vere e proprie lingue.

La lingua sarda divisa in due sottogruppi:

1. sardo settentrionale;
2. sardo centromeridionale.

La lingua ladina ha tre sottogruppi:

1. ladino dolomitico, che si parla a cavallo delle province di Trento, Bolzano e Belluno;
2. ladino friulano, in Friuli;
3. ladino romancio o grigionese che si parla nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera.

Torniamo alla lingua sarda e ai suoi 2 sottogruppi. Quello settentrionale anche detto logudorese ;
quello centromeridionale detto campidanese.

questa la divisione per cos dire storica della lingua sarda. Ma oggi, per semplificare, s portati a dividere la lingua sarda in 5 sottogruppi:

1. nuorese, parlato nella parte centrale dellisola;
2. gallurese, parlato nella parte nord orientale;
3. logudorese, parlato nel centor nord;
4. sassarese, nella citt di Sassari e dintorni;
5. campidanese, parlato nel sud dellisola.

Tra questi sottogruppi il logudorese quello che meno di tutti ha risentito delle influenze esterne, ovvero continentali. Chi ne ha risentito di pi il campidanese e, in tono minore, il gallurese. Ci dovuto alla forte spinta turistica che porta sempre pi gente continentale ad eleggere la Sardegna come seconda zona di residenza.

Ma la storia della lingua sarda viene da lontano ed ha subito diversi influssi. NellVIII secolo a.C. lisola fu colonizzata dai Fenici per poi passare nel VI secolo a.C. ai Cartaginesi. Linflusso punico non alter una cultura sarda gi radicata, tanto vero che Cagliari mantenne il suo nome Kalaris e i Cartaginesi non fecero nulla per incidere sulla lingua. Resta il fatto di una occupazione e qualche riflesso ci sar pure stato.

Abbiamo poi linflusso greco-bizantino. Sicuramente Olbia fu colonia greca, cos come SantAntioco dove le chiese denotano una spiccata architettura greco-bizantina.

Influsso germanico: quello che meno ha inciso nella lingua sarda. Il suo passaggio non fu avvertito dagli isolani e solo studiosi attenti ne vanno alla ricerca di tracce labili.

Influsso arabo: anche questo incide poco ma certamente pi del teutonico. Gli Arabi fecero incursioni nellisola intorno allanno 1000 per lesattezza nel 1015 e sicuramente araba la citt di Arbatax, che vuol dire 14. La spiegazione di questo nome sta nel fatto che in quella zona era posizionata la 14esima torre nautica di avvistamento. Spiegazione che non mi convince ma che prendo per buona. Se qualche amico sardo ne ha una pi plausibile e documentata, tanto meglio.

Influsso catalano: gli Spagnoli occuparono lisola dal 1323 al 1478. linflusso molto forte perch gli occupanti imposero la loro lingua. Ci comport la traduzione di tutti gli atti amministrativi e tutti i decaloghi di legge. Gli Spagnoli fecero quello che sapevano fare: colonizzare! Ma lo facevano con la leggerezza latina e non con la determinazione inglese. Ma questo non centra un accidente.

Siamo allinflusso italico: gi prima degli Spagnoli le Repubbliche marinare di Genova e Pisa erano sbarcate in Sardegna. E vi era tra lisola e le due Repubbliche un forte scambio economico che port maestranze pisane e toscane in genere ad insediarsi sullisola radicando ed incidendo il toscano ed il sardo. Poi col Regno dei Savoia lincidere fu quasi legislativo.


Da anni in Italia si dibatte a proposito dei dialetti: dialetti si o dialetti no? Io sono per il SI! Credo che essi siano ricchezza e che la nostra storia e cultura non pu farne a meno.

Tra le varie forme dialettali, quella pi fortunata stata quella toscana e fiorentina specialmente. Il perch va ricercato nellampia produzione di quelli artisti e in particolare della triade inarrivabile: Dante, Boccaccio e Petrarca. Tre campioni di questa stazza e contemporaneamente, cosa rara. Le fortune del dialetto toscano nascono da qui! E con laffermarsi del modello Toscano, anche chi toscano non era, era portato ad andare in Toscana e scrivere con quel modello di scrittura. Un esempio il Boiardo, Emiliano, che si trasferisce in Toscana per meglio capire questa nuova lingua.

Nel prossimo post tratteremo le minoranze etniche italiche, anchesse coinvolte nel bailamme delle lingue e dei dialetti.

Sono dobbligo i ringraziamenti a due persone pi una che mi hanno fornito notizie utili a questo post. E rispettando la rigidit alfabetica dico grazie al Professor De Robertis che, quando non invasato di politica e quindi non litighiamo sa essere persona splendida! Ma si sa: la perfezione non di questo mondo!

E grazie anche al signor Marongiu, conosciuto occasionalmente. E ringrazio il Padreterno di averlo incontrato perch mai m capitato di conoscere una persona pi attenta e precisa nelle sue ricerche. La mia post-fazione ad una sua dispensa ha gratificato pi me che lui.

Id: 342 Data: 08/05/2011 21:58:05

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- Storia

Risorgimento?! Ma per favore...!!!

Tempo fa ho pubblicato un articolo dal titolo "Garibaldi: un lestofante per eroe", dove mettevo in evidenza che eroe proprio non lo fu e che l'Unit d'Italia fu una questione decisa dall'Inghilterra in combutta con le bande armate e i Savoia. Ma fu - soprattutto - un'aggressione ad uno Stato sovrano.
Ma tant': la storia la scrivono i vincitori! E cos quella che fu una aggressione (del tipo Iraq quando invase il Kuwait), diventata un'epopea da festeggiare. Ma mica tanto! Il 4 luglio si festeggiavano i 200 anni della nascita di Garibaldi e tutto si svolto in modo molto soft. Sono curioso vedere - nel 2011 - come verranno festeggiati i 150 anni dell'Unit d'Italia.
Tutta quell'epopea va sotto il nome di Risorgimento! Risorgimento di che? Ma davvero ancora vogliamo far credere ai nostri figli e nipoti che i Savoia, Cavour, Mazzini, Garibaldi i carbonari e compagnia bella avessero la medesima idea di "unit" e che la stessa era agognata dai popoli italici? Il Risorgimento stato solo l'ingrandimento del regno dei Savoia a discapito di popoli che nulla avevano in comune coi piemontesi! Il tutto ottenuto calpestando il diritto all'autodeterminazione dei popoli!
Il Meridione della penisola non aveva nessuna intenzione di unirsi al Piemonte! Ma la propaganda di regime se ne usciva ogni tanto con risultati plebiscitari con i quali i popoli del Sud volevano unirsi a Torino! Falsi! Falsi storici. In realt era Torino che voleva annettersi il Meridione e - con esso - le ricche casse dello Stato Borbonico, che valevano molto pi delle casse piemontesi. Ad unione avvenuta il Meridione incideva, come ricchezza fresca, ovvero soldi contanti, per 2/3 e il Regno sabaudo per 1/3! C' poi il mistero dell'oro, per un valore dell'epoca pari a 445.000.000 di lire sabaude, ovvero circa 1.000.000 di ducati del Reame, sparito e solo in parte rientrato nelle casse ufficiali del Piemonte. Ma di questo parleremo in altra sede.
Torino incamerava un tesoro e ridistribuiva al Sud molto meno di quanto prelevato! Nasce qui la mai risolta "questione meridionale"! Ma vediamo come era articolato - economicamente - il Regno delle due Sicilie (Reame), prima dell'aggressione.
1860 - il Reame vanta:
1. la maggiore industria metalmeccanica della penisola con oltre 100 aziende sparse sul territorio;
2. il primo bacino di carenaggio in muratura;
3. un terzo di tutta la forza lavoro metalmeccanica della Penisola lavorava nelle province del Reame;
4. il primo Vascello a vapore fu costruito nel Reame;
5. fino al 1860, il 90 percento della produzione mondiale - ripeto mondiale - di zolfo fu quella siciliana e da sola assorbiva un terzo di tutta l'industria estrattiva italiana;
6. la prima flotta mercantile della penisola apparteneva al Reame;
7. la prima Compagnia di navigazione del Mediterraneo anche;
8. la pi imponente flotta mercantile che commerciava con le Americhe e con l'Asia era del Regno delle due Sicilie;
9. il primo ponte sospeso della penisola, in ferro, fu costruito a Napoli e ci vollero i tedeschi nel 1944 per farlo saltare;
10. il primo telegrafo d'Italia si trovava nel Reame;
11. la prima rete di fari lenticolari per la gestione del traffico portuale, le cosiddette "lenti di Fresned" l'ha avuta il Reame;
12. la prima rete ferroviaria della penisola, idem.
Mi fermo qui senza accennare alle politiche di salvaguardia del territorio, alla alta densit di banche, delle prime societ per azioni, della "Borsa merci" e altro ancora. Dai documenti contabili dell'ex Banco di Napoli, del Monte di Piet San Paolo (in seguito Istituto San Paolo), risulta in modo inequivocabile che il Reame era pi ricco del Regno! Ed era all'avanguardia per quel che riguarda anche l'assistenza medico-sociale. Dopo l'Unit d'Italia mancata una giusta ridistribuzione della ricchezza al Meridione. E i soldi sottratti alle terre del Mezzogiorno d'Italia, hanno contribuito a fare la fortuna del Nord
Consiglio ai dubbiosi di andare a leggere Francesco Saverio Nitti, che proprio Borbone non era, dove c' testimonianza che le riserve del Banco delle due Sicilie (che dopo l'annessione si scinder in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) erano superiori a quelle torinesi! E possiamo dire, con amarezza, che l'annessione del Reame a Torino s' conclusa anni fa, ovvero quando - per ironia del destino - l'Istituto San Paolo di Torino ha inglobato il Banco di Napoli e quello di Sicilia! Tornando a Nitti, egli scrive che le riserve del Reame erano di "gran lunga pi cospicue di tutti gli altri Stati della Penisola, compreso il Regno sabaudo". E che il "potere di acquisto del Ducato era altissimo perch valeva 4.5 volte la Lira sabauda".
La supremazia sociale e bancaria del Reame ampiamente dimostrabile! In Piemonte, invece, il sistema sociale ed economico era povera cosa. Esistevano solo alcune Casse di Risparmio e le istituzioni pi attive erano i Monti di Piet, tra i quali spiccava - come abbiamo gi visto - quello di San Paolo, fondato nel 1563 (oggi Istituto San Paolo).
I primi ad avere una vera banca - nel Regno - furono i genovesi, con la Banca di Genova, fondata nel 1844 per sconti, depositi e conti correnti da alcuni commercianti. E solo nel 1846 si costitu la Banca di Torino. Nel 1849 le due banche si fusero e nasce la Banca Nazionale degli Stati Sardi, la futura Banca d'Italia.
In Lombardia, addirittura, non c'era alcuna banca di emissione e le attivit commerciali riuscivano ad andare avanti solo perch operava la Banca d'Austria. E tutto questo gi da solo dovrebbe rendere evidente che, prima dell'invasione, il Sud era nettamente pi avanti del nord, l'esatto contrario di quello che afferma - o meglio affermava - la storiografia dei vincitori. Ed proprio la presenza di banche, di industrie, di un valido stato sociale e di una moderata pressione fiscale, che allarma gli Inglesi, sempre attenti a seguire tutti i cazzi di tutti. La Corona inglese teme la crescita socio economica del Reame e si prepara a contrastarlo, sappiamo come!
S' detto di una moderata pressione fiscale che per aument con l'annessione al Piemonte. Nel Reame si pagavano 5 tasse:
1. la tassa fondiaria, sui terreni di propriet;
2. la tassa di Registrazione sugli acquisti di bene e servizi;
3. la tassa sul lotto. Esiste tuttora e - anzi - l'ha aumentata portando da una a tre le estrazioni settimanali, senza contare i "gratta e vinci" e i vari concorsi;
4. la tassa sulle poste;
5. la tassa indiretta che comprendeva i tabacchi,il gioco delle carte, la dogana, la polvere da caccia e il sale.
Nello stesso periodo, nel Regno, si inventavano una tassa al giorno! Ed oltre a quelle di prassi (che erano le stesse del Reame e di qualsiasi altro Stato, lotto escluso), i sudditi dei Savoia pagavano tasse su:
1. le successioni;
2. le donazioni;
3. i mutui;
4. le adozioni;
5. le spese per la salute,
6. le emancipazioni;
7. sulle persone;
8. sulle societ;
9. su pesi e misure;
10. sulle esportazioni;
11. sul consumo delle carni, dell'acquavite e della birra;
12. sulla caccia;
13. su i mezzi di trasporto;
14. e la famigerata "manomorta"! Che non la libert di toccare il culo alle donne se uno pagava dazio! Ma si tratta di quella infamante tassa che il Regno pretendeva se un piccolo proprietario voleva vendere il suo terreno. Se durante gli anni di propriet non pagava annualmente questa tassa, non poteva vendere o - se vendeva - doveva onorare gli anni non pagati! Che era come dire: tu vendi ed io incasso! Oppure il bene veniva confiscato. Nasce da qui la lunga teoria di cessioni di beni alla Chiesa! Era meglio donare il bene al clero anzich allo Stato vessatore. Sulle donazioni alla Chiesa non si pagava tassa!

Ma veniamo a quantificare queste tasse. Le 16 province del Reame, prima che "il lestofante" andasse a "liberarle", pagavano l'equivalente di 130.000.000 di lire sabaude, ovvero poco meno di 300.000 Ducati. Nel Reame vivevano circa 10.000.000 di persone, fatti quattro conti, lira pi, lira meno, la contribuzione pro capite era di circa 13 lire sabaude, ovvero 2.9 ducati.
Nello stesso periodo nel Regno si pagavano le stesse tasse ovvero 130.000.000 di lire ma con una differenza: gli abitanti del Regno erano poco pi di 5.000.000 e - se due pi due fa ancora quattro - essi pagavano il doppio!
Un esempio su tutti: secondo quanto riportato da documenti ufficiali del Banco delle Due Sicile, nel 1860 i sudditi del Reame pagarono 40.000.000 di lire sabaude di Tassa Fondiaria, ovvero circa 900.000 ducati. Nel 1865, come risulta dagli archivi della Banca Nazionale degli Stati di Sardegna, gli stessi proprietari versarono nelle casse sabaude ben 70.000.000 di lire di Tassa Fondiaria: quasi il doppio! E la disparit ancor pi evidente se si pensa che nel Meridione si pagavano 9.6 lire per ettaro, nel Nord 7.4! E per fortuna che erano arrivati i liberatori!
Dopo il 1860, quando l'unit fu fatta, il Sud si vide appioppare la miriade di tasse del Nord e possiamo affermare che da qui comincia l'evasione fiscale! Mentre il Nord mantenne lo stesso standard di pagamento, il Sud fu vessato. E lo fu due volte perch la ridistribuzione della ricchezza avvenne in modo massiccio al Nord che in pochi decenni elettrific le ferrovie, ne costru di nuove, fece strade, ponti, argin i fiumi, si dot di centrali elettriche, ampli il porto di Genova, costru case e finanzi gli industriali per avviare le loro aziende. Anche gli Agnelli ebbero dei soldi a fondo perduto - ed altri a tassi ridicoli - per avviare la FIAT! Ma poi stato sempre cos!
E pi la ricchezza veniva distribuita a Nord, pi ne veniva data meno a Sud. Cominciarono a chiudere le imprese metalmeccaniche, le zolfatare e ben presto il fenomeno della disoccupazione si approprier del Meridione. Comincia il grande esodo verso Nord per cercare lavoro e cresce il fenomeno delinquenziale, quella Camorra e quella Mafia che aiutarono Garibaldi e i suoi a perpetrare lo scempio del Sud.
Tutto questo malessere, i Savoia, lo scaricarono sui Borboni, tacendo la verit. Una verit che ci dice che quell'annessione indebita sar fatale agli eredi di Biancamano che, solo dopo 80 anni, videro dissolversi il Regno. Ed ironia della sorte vorr che l'ultimo sabaudo - Umberto II - partir proprio da Napoli per il suo esilio a Cascais.
Ore dico: possiamo considerare i Cavour, i Garibaldi, i Mazzini e i Savoia i "Padri della Patria"? Cavour, in una lettera al Farini, cos scriveva del Re: "Il Re non mi ama ed geloso di me, mi sopporta Ministro, ma lieto quando non mi ha al fianco; dal canto mio mentirei se vi dicessi aver dimenticato che il giorno in cui il Re entrava nel palazzo Pitti, esso lungi dal rivolgermi una sola parola di ringraziamento, mi disse cose villane e dure, che dette da altri che da un re, ci avrebbero condotti sul terreno.come uomo desidero da lui un solo favore, il rimanerne il pi possibile distante". E a Costantino Nigra, sempre Cavour, il 1 Agosto del 1860 scriveva: "Se Garibaldi passa sul continente e si impadronisce del Regno di Napoli, diventer lui il padrone assoluto della situazione, il re Vittorio perde a questo punto quasi tutto il suo prestigio". Ci sono poi le richieste di Garibaldi a Vittorio Emanuele perch liquidasse Cavour il quale onestamente annotava: "Garibaldi il pi fiero nemico che io abbia". Ed ecco quello che Mazzini scriveva a Cavour "Signore io vi sapevo, da lungo tempo, tenero alla monarchia piemontese pi assai che della patria comune; adoratore materialista del fatto pi che di ogni santo, eterno principio perci se io prima non vi amavo, ora vi sprezzo, eravate finora soltanto nemico, ora siete bassamente, indecorosamente nemico..". E poi c' Vittorio Emanuele II che cos scriveva a Francesco II di Borbone: "La Casa Savoia non mossa da fini ambiziosi o da brama di signoreggiare l'Italia lungi dal volere e dal desiderare che sia turbato alla reale casa di Napoli il pacifico possesso degli Stati che le appartengono . non sarebbe migliore salvaguardia dell'indipendenza d'Italia che il buon accordo fra i due maggiori potentati di essa". E questi sarebbero i "Padri della Patria"! Falsi, bugiardi, lestofanti e pusillanimi. Mi sembra proprio sia giunta l'ora di innalzare Gioberti a pensatore principe dell'epoca e a ridare lustro ai vari Pietro Micca e Amatore Sciesa.

Ma l'unit d'Italia non poteva funzionare - e non funziona - perch troppo diversi erano i popoli che l'abitavano. Diversi per cultura, per tradizioni, per retaggi storici e per le influenze esercitate su di essi dai Galli e dai barbari del Nord da un lato e dalla Magna Grecia e mondo arabo dall'altro! Stiamo vivendo ora noi le stesse cose patite dal Meridione, con l'Europa unita! Si sono alzate le tasse, abbiamo perso il potere di acquisto degli stipendi, c' crescita limitata e continuano a prosperare Mafia, Camorra, Ndrangheta e s' aggiunta la Sacra Corona Unita.
Nel 1861 s'era formata una Nazione anomala. La base di una Nazione la lingua e l'Italia non ne aveva una! I Savoia - e gran parte del Piemonte - parlavano il francese, in Sardegna il loro dialetto che poi una lingua, cos come il dialetto veniva parlato nelle altre zone della Penisola. E le attinenze con l'Europa di oggi si fanno preoccupanti.

Le idee chiare le aveva Gioberti, che per primo si rese conto delle difficolt e ne parl anche con Garibaldi, senza per convincerlo alla causa federalista. Cos scriveva: "L'Italia, tutto al contrario della Francia, divisa in molti stati da parecchi secoli; stati diversi di costumi, di massime, di dialetto, d'interessi; stati che nutrono vicendevolmente un'avversione gli uni degli altri. Ora il voler riunire questi stati ad un tratto con una rigenerazione politica in un solo governo, in un solo stato, con una sola costituzione, lo stesso che cercare il moto perpetuo o la pietra filosofale. Non si pu distruggere in pochi giorni, e modificar subito diversamente l'opera di molti secoli, avvalorata dall'abitudine di tante generazioni, senza guerra tra popoli e popoli, senza spargimento di sangue, senz'anarchia. Andiamo per grado, e noi otterremo il nostro gran fine con poco disturbo, e col minimo possibile di disordini. La guerra a morte sia solo contro i birbanti coronati, contro gli assassini dei popoli. Si risparmino i popoli e si cerchi di avvicinarli, ma gradatamente, al comune interesse, alla generale felicit, in una sola parola, al FEDERALISMO". significativo che oggi, dopo 140 anni di unit, si riparli di federalismo che probabilmente era la soluzione pi giusta, allora come oggi.

Ho accennato alla situazione italiana di oggi rispetto all'Europa e il paragone mi sembra pertinente. Vi rendete conto di quanto s' ridotto il potere di acquisto degli stipendi? Prima, se un lavoratore guadagnava 2.500.000 lire mensili era un bel guadagnare! Oggi con l'equivalente in euro, ovvero 1.300 euro, si fa la fame! E siamo proprio noi Italiani che rischiamo di diventare il "Meridione d'Europa"! Perch la squallida Europa di Maahastrict (non si scrive cos ma fa lo stesso), nata solo per salvaguardare gli interessi di una minoranza, ovvero di quella oligarchia socio economica che cos controlla tutto e tutti. E' l'Europa delle banche e dei banchieri, degli arrampicatori e di chi si inventa alchimie finanziarie, l'Europa degli sciacalli che arricchiscono sulla pelle dei poveracci. E' un'Europa che non mi piace come non mi piaciuta l'aggressione al Reame! Oggi gli Stati non si acquisiscono con le guerre militari, ma con quelle economiche. E noi ne stiamo combattendo una. E intanto la met delle famiglie italiane fa fatica ad arrivare alla fine del mese!


Id: 297 Data: 29/01/2011 21:50:21

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- Storia

L’oro del Reame

L'oro del Reame
A Genova fu fondata la "Banca di Genova" (1844) e due anni dopo Torino vide la sua prima banca: la "Banca di Torino" (1846). Nel 1849 le due banche si unirono e nacque la "Banca Nazionale degli Stati Sardi". Che nel 1861, fatta l'unit d'Italia, prese il nome di "Banca d'Italia". E fin qui ci siamo ed tutto semplice. Ora seguitemi: sia la Banca di Genova, sia quella di Torino erano banche private, unendosi fondarono una unica banca privata.
Cavour, che aveva forti interessi nella neonata "Banca Nazionale degli Stati Sardi", oper al fine di fare ottenere alla suddetta banca compiti di tesoreria. Abbiamo quindi una banca privata che incassa, gestisce ed emette denaro dello Stato Piemontese. E fin qui sono cazzi loro ed anche se non etico, ci pu stare.
In quegli anni solo il Regno emetteva carta moneta, il Reame emetteva, o meglio - coniava - solo monete d'oro, argento e metalli inferiori. Ma per il forte movimento commerciale che sviluppava, il "Banco delle due Sicilie" emetteva "note d credito" e "polizze di credito" il cui valore doveva essere coperto dall'equivalente in oro, quindi per un massimo di 445.000.000 di lire pari a circa 1.000.000 di ducati. Cifra enorme!
Anche il Piemonte aveva una sorta di parit con l'oro in suo possesso (tra i 25 e i 27 milioni di lire), ma a causa della forte crisi finanziaria dovuta alla guerra del 1848, a quella di Crimea del 1855, portarono la parit da 1: 1 a 1:3 senza per risolvere il problema. Che anzi peggior per cui nel 1861 la "Banca Nazionale degli Stati Sardi" batteva moneta senza tenere pi conto della parit: il Piemonte era sulla via della bancarotta!
Nel frattempo s'era perpetrato lo scempio del Meridione e gli Staterelli del Nord s'erano piegati ai Savoia. E che fece Torino? Si impossess di tutto il denaro degli Stati sottomessi. La "Banca Nazionale degli Stati Sardi" si trasform in "Banca d'Italia" restando privata, come lo ancora oggi. Chi sono i proprietari? Altre banche: l'Istituto Centrale delle Casse di Risparmio, la Banca San Paolo IMI (che s' cuccato il Banco di Napoli e quello di Sicilia), il Monte dei Paschi, Mediobanca ed Unitalia (Unicredito e Capitalia insieme).
Ricordate? Il Reame non emetteva carta moneta, ma solo monete tra cui quelle in oro. Con un a leggina fatta ad hoc, Torino viet alle Banche meridionali di rastrellare le monete d'oro e trasformarle in carta moneta. Perch se lo avessero fatto, rastrellando le monete d'oro (che erano pari al deposito in lingotti), potevano stampare carta moneta per un valore di 890.000.000 di lire e potevano diventare i padroni del mercato finanziario della neonata Italia. Questo perch in assenza di una Banca centrale, le banche potevano stampare moneta cartacea.
Quell'oro in moneta fu rastrellato dai Piemontesi e pian piano trasferito a Torino, oltre a quello dei depositi in lingotti. Tuttavia alla fine della fiera, la Banca d'Italia non aveva tutto l'oro che doveva avere. Quell'oro aveva preso altre strade: c'era da pagare i malavitosi di Sicilia, Campania, e Calabria. C'era da dare la pensione agli "eroici garibaldini", c'era da finanziare Menotti Garibaldi per fare cosa non si mai capito! Resta il fatto che ottenne 200.000 lire, l'equivalente di 2.5 milioni di euro di oggi.
C'erano, in poche parole da sistemare alcune cose. Ma erano quisquiglie al confronto della massa sparita. Che improvvisamente e riappare ( lui o non lui? Ceeerto che lui!) sotto forma di banche in una Torino rinvigorita. Nascono banche con tutti i crismi della regolarit ed ognuna col suo deposito, pi o meno vasto, d'oro.
Nascono il "Credito Mobiliare", il "Banco di Sconto", la "Cassa Generale di Genova" e la "Cassa di Sconto di Torino" queste banche, naturalmente private, diventano socie della privata "Banca d'Italia" formando un cartello potentissimo, coi capitali della gente del Sud.
Ma fecero anche di peggi il cartello bancario , vista l'enorme massa di carta moneta che circolava, (perch come s' detto ne stamparono a iosa), nel 1863 ne dichiararono il "corso forzoso" e non poteva pi essere convertita in oro!
I danni per la popolazione furono enormi, soprattutto per i popoli dell'ex Reame, che defraudati dalle monete d'oro che avevano e riempiti di carta, pensavano di riconvertirla in oro! Ed da qui, dal 1863, che comincia a nascere il "Debito Pubblico": lo Stato, ovvero il neonato Regno d'Italia, in assenza di una Banca Centrale, cominci a chiedere soldi alla Banca d'Italia e al "cartello" che s'era formato.
Lo Stato quindi, grazie a quel genio di Cavour. (ma lui e la sua famiglia fecero sicuramente i cazzi propri!) cedette la propria sovranit, in campo monetario, ad una banca privata che non ne aveva titolo (la sovranit non cedibile perch appartiene al popolo sovrano, che poi lo Stato stesso). Ed i privati, ovvero il cartello di banche di cui era leader la Banca d'Italia, riportarono la lira ancorata all'oro! Ricapitoland si sono fottute l'oro senza dare in cambio nulla, rubando - la parola forte ma cos - alla gente lasciandola in mutande, poi per stampare carta moneta nuova, ritorna la parit con l'oro! Lo Stato deve depositare nei forzieri della Banca d'Italia altro oro! Cavour - che nel frattempo era morto - l'aveva studiata non bene, benissimo!
Ci volle una legge fascista del 1935 a rimettere le cose a posto, cio a sganciare definitivamente - e per sempre - la lira da una riserva aurea, e fare si che il suo valore fosse dettato dal mercato. Questa del Governo Fascista fu una ottima legge, ma toppo spesso ce ne dimentichiamo!
La carta moneta, in effetti, non ha nessun valore in se per se e non si capisce perch lo Stato doveva "pagarla" alla Banca d'Italia! Il denaro circolante del popolo sovrano e NON della Banca d'Italia.Questo in un "Paese normale" - per usare un termine caro a D'Alema. Ma viviamo in Italia e di "normale" c' solo la precariet. Poi c' da dire che la Banca d'Italia ha un potere cos immenso che tutti i Governi ci sbattono il muso. Basta ricordare quanto tempo c' voluto per cacciare Fazio, l'ex Governatore della Banca d'Italia! Che poi non che l'hanno cacciat se ne andato!
Negli USA, Bush pu cacciare il Presidente della Federal Riserve, come e quando vuole. Perch la Federal Riserve non privata, ma dello Stato, ovvero del popolo! Ura con l'euro siamo alle stesse condizioni del Reame: una banca Centale praticamente privata controlata per la gran parte da capitali inglesi che per non sono dentro la moneta unica, ma ne possono decidere la fluttuazione. In poche parole: un casino senza fine!

Fu quindi l'avidit della borghesia Piemontese, di cui Cavour era esponente, a favorire la depauperazione del Sud e delle sue genti, complice anche una classe militare, e mi riferisco ai vertici, corrotta, del Reame. E - diciamola tutta - alla pochezza di "Franceschiello". Un sovrano pi illuminato avrebbe badato pi alle questioni di Stato che a quelle "corporali", visto che il suo unico problema era di andare a bagno tutte le mattine!
Con l'oro del sud parte la riscossa del nord e i risultati sono quelli che abbiamo dinanzi agli occhi. Non sol l'impoverimento del meridione (chiusura delle fabbriche, fine dell'artigianato, fuga dei lavoratori), convinse i vincitori a riversare sempre meno capitali all'ex Reame col risultato che la Calabria - per fare un esempio - che nel rapporto Campbell era considerata "Regione a forte concentrazione industriale", oggi una delle pi povere Regioni del Paese.
Non contenti, i nuovi padroni vendettero anche le terre demaniali (che Garibaldi per assicurarsi il loro appoggio aveva promesso ai contadini). E quei terreni finirono nelle mani dei soliti noti, borghesi di corta veduta che credevano che solo "la terra" fosse ricchezza. Era quella borghesi che insieme ai contadini, appoggiarono Garibaldi. E quando padroni e operai si mettono insieme, chi lo prende in quel posto sono i pi deboli! E questo dappertutt pensate a quello che successo in Russia con Stalin e i culachi!
So d'essere stato lungo e noioso, ma era doveroso far sapere anche questo lato della storia.


Id: 296 Data: 29/01/2011 21:47:25

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- Storia

17 marzo festa una tantum per l’unit d’Italia

cosa ufficiale: il prossimo 17 marzo sar festa nazionale: si festeggia lUnit dItalia. Ma talmente bislacca questa unione che c vergogna nel festeggiarla ogni anno e cos s scelto un italico compromesso: sar solo per questanno lasciando per la porta aperta a festeggiamenti cinquantennali. Cos in un futuro non proprio prossimo, il 17 marzo, sar festa nazionale nel 2061, 2111, 2161, 2211..

Meglio sarebbe stato non festeggiare affatto quella che fu una vera e propria invasione di uno stato sovrano, sul modello di quella subita dal Kuwait da parte di Saddam Hussein. Fosse successo oggi, avremmo avuto lintera comunit mondiale contro.

Ma le cose stanno cambiando. La cosa palpabile. Si avverte. Quelle che erano le certezze di pochi, stanno diventando i dubbi di molti. Il mito di Garibaldi traballa, la guerra di liberazione del Sud oggi vista come una guerra di convenienza del Regno Sabaudo e del Regno Unito contro chi minacciava la supremazia commerciale delluna e contro chi rappresentava la salvezza economica per laltra.
Eppure sarebbero bastate poche visure presso gli organi competenti per capire la verit.

Il fitto scambio di lettere tra Londra e Torino - dove si parla apertamente della minaccia che il Reame rappresentava per i sudditi di Sua Maest la Regina Vittoria e della grossa riserva aurifera conservata nei forzieri del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia - da sole ci dicono la verit. (a meno che anche quelle non siano opera di dossieraggio ordito da Berlusconi! Ma Berlusconi allepoca dei fatti non cera! Zitto cretino, Berlusconi centra sempre).

Sarebbe bastato leggere la sentenza depositata presso il Tribunale di Montevideo dove si acclara che Garibaldi Josph Marie il nome presso il Municipio di Nizza cos registrato - condannato alla pena prevista per abigeato. E la pena prevista era il mozzare un orecchio.
Sarebbe anche bastato leggere la velina della lettera che la Capitaneria di porto di Shangahi consegn brevi manu al nostro eroe del cazzo, dove gli si intimava di non attraccare pi a Shanghai col suo carico di povera gente di colore che rivendeva come schiavi.
1.
Sarebbe bastata una sola di queste cose per archiviare la pratica Garibadi con un timbro: DELINQUENTE.

Ecco allora la mia proposta - che invier al Comitato per i festeggiamenti dei 150 anni dellUnit dItalia, nella figura del suo Presidente, On. Giulano Amato:

buttiamo alle ortiche sto cavolo 17 marzo di date della vergogna basta e avanza l8 settembre e per ricordare:

- loltre un milione di meridionali massacrati nei lager dei Savoia;
- i morti delleccidio di Bronte dove il criminale di guerra - lo psicopatico Nino Bixio massacr anche donne e bambini;
- i morti delleccidio di Gaeta dove le navi dei liberatori cannoneggiarono la citt con 160.000 bordate sissignori: proprio 160.000 causando oltre 6.000 morti tra la popolazione civile;
- i 400 ragazzi di et compresa tra i 14 e 18 anni massacrati a colpi di baionetta - per risparmiare munizioni - si vant il comandante quel plotone di macellai;
- i morti della strage di Biancavilla dove 80 eroici garibaldini massacrano donne e bambini perch non trovarono gli adulti che serano organizzati nei boschi i gruppi partigiani;
- i 36 morti della strage di Girgenti;
- i morti delleccidio di Castellammare;
- i morti di Messina. Erano operatori sanitari che si rifiutarono di non soccorrere alcuni rivoltosi feriti e per questo giustiziati;
- i morti delleccidio di Licata: donne e bambini rinchiusi nella locale prigione e finiti a frustate perch si rifiutarono di rivelare il luogo dove i resistenti avevano messo il quartiere generale;
- i morti delleccidio di Petralia dove una intera famiglia fu bruciata viva;
- per il muto di Reggio di Calabria ucciso perch non poteva parlare e non sapeva scrivere per dire dove erano i rivoltosi;
- i morti la rivolta di Palermo del 1866:
- per i morti delle rivolte di Bagheria, Misilmeri, Piana dei Greci, Parco, Portella della Paglia, Boccadifalco, Villabate, Torretta, Montelepre, Lercara Friddi, Castellaccia, Santa Flavia, Marineo, Recalbuto, Aragona, Termini Imerese, San Martino delle Scale, Corleone, Prizzi;
- i morti bruciati di Vena Martello, San Vito, Pagese, San Martino, Paranesi;
- i 673 contadini teramani massacrati senza motivo alcuno;
- i 160 morti della strage di Gioia del Colle;
- gli oltre 300 morti della strage di Vieste;
- i 59 morti nel massacro di Montecillone;
- i 45 morti di Auletta;
- i 48 di Pietralcina;
- i 31 fucilati a Padula;
- i 232 fucilati a Nola;
- i 140 morti a Scurgola;
- i 47 fucilati a Casamari una Abazia -
- i 150 fucilati a Montefalcione;
- i 1.300 massacrati da Cialdini a Pontelandolfo;
- gli oltre 400 di Casalduini.

E mi fermo qui per carit cristiana. Lelenco di oltre 200 stragi.

A Tagliacozzo, l8 dicembre 1861i Piemontesi fucilano il Generale Jos Boges, venuto dalla Spagna, per sostenere la causa del Reame. La cosa di una gravit assoluta perch un esercito regolare che cattura un generale nemico, non lo fucila appunto per il grado che riveste, ma lo consegna al Comando generale. Regola rispettata da sempre. Solo le bande armate commettono crimini simili. Ma chi non ha nobilt danimo non ha manco lonore. E chi non ha onore solo un criminale. I Savoia questo sono stati.

L8 dicembre indica anche un segno di svolta: la presa di coscienza che qualcosa non andava nel racconto a pi voci che ci avevano fatto del Risorgimento. Le persone cominciarono a documentarsi e a capire.

L8 dicembre 1966, nel posto dove fu giustiziato il Generale Borges, fu messa una targa commemorativa dove si leggeva: " In questo remoto casolare l'8 dicembre 1861 al comando di Enrico Franchini soldati italiani e guardie nazionali di Sante Marie fidenti nell' unit d' Italia prodemente debellavano ardita banda mercenaria che capeggiata da Jos Borges mirava a restaurare il
vecchio defenestrato nefasto regime borbonico.

Nel 2003 la targa fu cambiata per un' altra che dice "In questo remoto casolare l'8 dicembre 1861 si infranse l' illusione del Gen. Jos Borges e dei suoi compagni di restituire a Francesco II il Regno delle Due Sicilie. Catturati da soldati italiani e guardie nazionali de Sante Marie al comando di Enrico Franchini furono fucilati lo stesso giorno a Tagliacozzo. Riposino in Pace"

Aprite gli occhi!



Id: 295 Data: 28/01/2011 18:46:42

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- Medicina

Parkinson: quando il corpo divorzia dal cervello

Parkinson: quando il corpo divorzia dal cervello

Mi sono svegliato una mattina e il dito mignolo della mia mano sinistra si muoveva, si contraeva, ballava e io non potevo fare nulla per fermarlo!

Ne parlai col mio medico e fatti dei controlli il responso non lasciava dubbi: il signor Parkinson era entrato in me e aveva occupato la parte sinistra del mio corpo. E non mi pagava neanche laffitto!

Ultimamente una ulteriore visita specialistica ha confermato la diagnosi. Una mano inizia a ballare e il corpo divorzia dal cervello: ecco il Parkinson!!!

Dico a te signor Parkinson: nella mi vita ne ho passate di rutti i colori e non sarai tu signor Parkinson a sconfiggere me! Certo, tu sei forte, appartieni alla schiera dei sudditi di S.M. Britannica e io ahim sono solo il figlio di unItalia pasticciona e maneggiona, ma che il pi bel Paese del mondo e che io amo: non ci contare, io non me ne vado!

No signor Paarkison: non mi fai paura! Sei tu che dovrai temermi! Chiunque s intromesso sulla mia strada ne uscito con le ossa rotte e tu non farai eccezione! Signor Parkinson non sono il tipo duomo che si piange addosso, non lo sono mai stato e non comincer ora perch tu ti sei appropriato di una parte di me. Io sono lopposto e lotter fino a riprendermi ogni centimetro del mio corpo!

Ti ricaccer nellinferno da cui sei venuto e ci andrai di malavoglia perch stando con me imparerai quanto sia bello far poesia, ascoltare musica classica, viaggiare, parlare di politica ai giovani che saranno le promesse e il futuro di questa Nazione. E quanto sia bello
fare allamore!

Conoscerai persone splendide e conoscerai la donna che amo Patrizia - mia figlia Flaminia e gli altri miei parenti e tutti remeranno contro di te! Anche i miei amici lotteranno con me e con me lotteranno tutte quelle persone che mi conoscono e che mi stimano. No Signor Parkinson: non hai scampo!

E poi lo vedi da te: la mia vita non cambiata! Lavoro, scrivo, mi diverto,viaggio, scopo, (dicono anche bene!),gioco a poker (se il bluff mi viene naturale, il barare unarte sopraffina!), a scacchi (il mio mito Tal perch era imprevedibile), a biliardo (coi 5 birilli lo vedi anche tu che perdo una partita su 100!), parlo di poesia (hai visto quanti ne vengono ad ascoltarmi nei convegni cui partecipo ed hai notato che quando parlo io c un religioso silenzio che diventa brusio se non addirittura chiasso quando tocca agli altri) e mi occupo ancora di politica (eh si, sono euroscettico! Ma voi Inglesi del cazzo lo siete pi di me)! Come dici? Non ce la fai a starmi dietro? Cazzi tuoi!

Non ti ho chiamato io! Ma tu mi hai voluto sfidare e ora ci devi stare: si gioca con le mie regole!

Certo, in alcune cose mi metti in difficolt: faccio fatica ad allacciare le scarpe, ma ho ovviato con quelle senza lacci, ti!!! Come faccio fatica ad allacciare la camicia! Ma qui caschi male: non porto mai camicie perch detesto la cravatta e la giacca: uso solo pullover! Certo che sei stato sfortunato: hai beccato uno che in pullover ci vive!

Ti stai rendendo conto che con me non puoi farcela!? Vinco io Parkinson! Fottiti!!

Dopo aver parlato col bastardo mi rivolgo agli amici che mi leggono: il male si sconfigge! Ci si deve credere e io ci credo fermamente!! Certo la medicina utile ma pi utile avere fiducia in se stessi!

Se c qualcuno che ospita il noiosissimo signor Parkinson mi scriva pure in privato per confrontare le cure e parlarne!

Scusate se vi ho parlato delle mie beghe, so benissimo che ognuno ha le proprie e che magari ma mi auguro di no c anche chi ha problemi pi seri, ma ho voluto raccontarvi questa cosa con la speranza di poter essere di aiuto a qualcuno. Ovvero, se anche riuscir a ridare forza e speranza ad uno solo afflitto da questo morbo, ne sar lieto. E ritorno al concetto di base: la medicina serve ed utile, ma serve ancor pi la fiducia in se stessi!

No Signor Parkinson, non MI sconfiggerai!

Id: 289 Data: 21/01/2011 18:18:24

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- Storia

Il 68: le conseguenze

Il 68: le conseguenze

Chi mi legge lo conosce, ma non la tiro per le lunghe: il 68 fu un disastro per tutti!
Tranne per quelli che ne hanno raccolto i frutti, chi facendo il "salto della quaglia" (Giuliano Ferrara, Paolo "straccio" Liquori); chi "posando il culo" su uno scranno parlamentare (Marco Boato, Mario Capanna); chi "facendo bella mostra" di s in partiti e partititi (Oreste Scalzone, Paolo Florais DArcais); chi riscopertosi "intellettuale" (Adriano Sofri, Massimo Cacciari); chi "facendo i cazzi propri" nel mondo degli affari (Aldo Brandirali, Franco Russo). Tutta "brava gente" che s giovata del momento favorevole per decollare! Chi sta pagando per tutti Renato Curcio (un atto di pentimento poteva dire avere la grazia) ma lui non ha mai abiurato ci in cui credeva! Da questo punto di vista ha tutta la mia ammirazione.
Oggi, per certi versi, sta succedendo la stessa cosa coi "movimenti". Chi se n giovato? Agnoletto (parlamentare europeo a Bruxlelles); Caruso e Luxuria (onorevoli! Sic) e presto toccher a Casarin (quello dei disobbedienti). Ma come cazzo si fa!
Tornando al 68, i primi ad essere delusi furono quei giovani che rappresentarono lanima propulsiva della rivolta (io fra questi!) che videro il "Movimento" appiattirsi su posizioni borghesi, quelle posizioni contro cui avevano lottato. Si resero conto - allora - che coloro che protestavano e che volevano cambiare il mondo, nei fatti volevano solo sostituirsi a chi il potere lo aveva gi!
Non solo, capirono che le ideologie andavano a distruggere quello che di buono sera costruito negli anni 50 e 60. Non v dubbio che quei 20 anni rappresentarono la rinascita del Paese, dopo i disastri di un altro "ventennio". E la rinascita del Paese pass attraverso un impegno serio di chi ci governava e di chi si opponeva, avendo come punto principale, entrambi, il bene comune della collettivit. E lopposizione dura dellallora PCI, era condotta da uomini la cui etica era fuori discussione. E De Gasperi e Togliatti guardavano verso la stessa direzione.
Il 68 azzer tutto questo! Le Universit sfornano laureati che andranno a formare una classe dirigente incapace, viene azzerata la meritocrazia e il mito delluguaglianza spinge tutti verso una omologazione al ribasso. Culturalmente un periodo buio, insulso e non ha prodotto che la spettacolarizzazione degli eventi. Allora - come oggi - la televisione dettava i ritmi della vita.
I danni del 68 cominciano a rarefarsi negli anni 80. Gli "anni di piombo" hanno raggiunto il vertice massimo e comincia una fase prima di stagnazione poi di regresso delle dimostrazioni. Ci si interroga su cosa hanno voluto dire il 68 e le sue idee e le risposte restano nel vento perch il 68 ha rappresentato lo "zero assoluto" in ogni campo. Anche se non nego che qualcosa di buono lha partorito: lo Statuto dei lavoratori, la nascita del movimento referendario che ha introdotto laborto ed il divorzio, un maggiore impegno delle donne nella vita pubblica. Ma questi lati positivi non debbono trarre in inganno! Nella sua totalit quel periodo va visto come un periodo buio per la nostra nazione. E non solo per noi, ma per tutti.
Delloggi cosa dire? Che ci siamo impelagarti in una ricerca della perfezione e del consenso che generer solo delusioni: per tutti! Ci ha deluso lEuropa Unita, ci ha deluso lEuro, ci ha deluso la classe politica e si vive in uno stato di quasi rassegnazione! Ed una situazione pericolosa perch proprio in questi frangenti che attecchisce lo Stato etico, magari sotto forma di "un fuori di testa" che azzera tutto e
Ma non voglio pensarlo! Questo Paese sapr reagire e come non volevo morire democristiano, oggi non voglio morire prodiano o veltroniano o berlusconiano! Cazzo ci sar pure un modo per modificare lo stato delle cose!
Letica politica s persa per strada: una vota chi faceva politica metteva il suo potere al servizio dei cittadini. Oggi si fa politica per acquisire potere! La politica non pi uno strumento ma diventa fine. E il falso bipolarismo ha accentuato la crisi della politica che vive e sguazza con circa 50 tra partiti e movimenti!
Negli anni del CAF (Craxi, Andreotti e Forlani) sapevamo di vivere sopra le nostre possibilit. Sapevamo che il potere si gestiva solo per aumentare il consenso e non per le necessit delle persone. Sapevamo che il clientelismo ci stava uccidendo per mai nessuno s risparmiato dal "chiedere". Cera una sorta ti intesa tra leletto e lelettore per cui tutto veniva veicolato tramite le Segreterie dei partiti che erano dei veri e propri "uffici di collocamento". Il 68 stato anche questo!
Ora tempo di cambiare! E come recita lEcclesiaste, "c un tempo per ogni cosa". Ma per cambiare c bisogno di una nuova classe politica perch il bisturi pu essere dei migliori, ma se chi lo usa un incapace, da strumento di vita, diventa strumento di morte!
Ecco allora che va ricercata una nuova intesa tra gli eletti e gli elettori, che passi attraverso la meritocrazia, abolendo le caste privilegiate, gli ordini professionali e rimettendo al centro di tutto la persona umana. E che lo Stato, ovvero il Governo, non si affidi pi - in campo economico - al comprare per vendere, ma passi ad un pi giusto vendere per comprare.

E allora "votate Danilo Mar" alle prossime imminenti elezioni! Sto scherzando naturalmente.

NOTE
1. In attesa di leggere questo brano "altrove" (e ti anticipo che anche l far la stessa domanda) e premesso che condivido la gran parte delle tue affermazioni, mi corre lobbligo di chiederti quali disastri sarebbero avvenuti in un altro ventennio: la guerra? le leggi razziali? il bavaglio alla stampa ed il divieto di criticare il regime? Tutte cose molto gravi, anche se si potrebbe dibattere sulle responsabilit reali di quel regime in merito ad esse. Volendo per si potrebbe parlare di qualcuna delle tante cose che vennero fatte per il benessere di questa Nazione e che vengono taciute o volontariamente falsificate da sessantadue anni in qua per mascherare i casini combinati da chi venuto dopo. Con stima, [Ardengo]

2. Per Ardengo: allaltro ventennio io imputo solo un colpa, che fu per deleteria: la scesa in guerra al fianco di Hitler! Per il resto il Fascismo fu una dittatura allacqua di rose! Fu peggio il Franchismo per non parlare del Pavelismo. Lultimo, il Nazismo li super tutti! Mi si potr obiettare ma il caso Matteotti? O i fratelli Roselli?. Non nascondiamoci dietro fatti che seppur gravi rappresentano episodi. Episodi che ritroviamo anche nelle democrazie. Guardiamo in casa nostra: il caso Montesi, il caso SIFAR, il caso Pinellidevo continuare? So che sono osservazioni ciniche ma cos! Diceva Churchill che la democrazia non un buon sistema di governo, ma il meno peggio. Poi vanno riconosciuti i meriti di quel regime che, non possono essere dimenticati. Come non vanno dimenticati i grandi lavori dellepoca. Roma passata sotto le mani di giunte di ogni colore - in oltre 60 anni non ha realizzato grandi opere urbanistiche: siamo fermi allEUR fatto dal fascio! Oggi, in 20 anni, se va bene si realizza un campo di calcio! LEnte Ponte di Messina, sorto negli anni 60, ha partorito solo debiti e clientele. Ma quello che pi mi fa piacere che anche a sinistra si sta affermando un movimento che riabilita, seppur velatamente, il Ventennio. Spero, caro mio, dessere stato esaustivo. Per quel che concerne pubblicare su Versi & prosa, trovo tante difficolt coi testi lunghi! O forse sono io che sono imbranato!
[Danilo Mar]


3. il 68 in italia (dico in italia) stata una lue dellintelligenza. Per il resto, daccordo con te, fatta eccezione per Curcio. Vorrei solo aggiungere che fra i disastri del 68 aggiungo il donmilanismo.
[Prof. Grimaldi]

4. Per Grimaldi: nel suo discorso di Torino - dove accettava dessere il candidato Segretario alla guida del PD Walter Veltroni ha detto che bisogna ripartire da don Milani. Non una novit! Gi qualche anno fa,ad un Congresso del PDS , campeggiava lo slogan del sacerdote fiorentino: I care! Di pi: gli ex allievi di Barbiana hanno scritto a Papa Ratzinger per riabilitare don Milani. Si sono mossi anche don Ciotti, don Gallo. Don Vitaliano, don Mazzi ed altri. E tutto questo movimento mi fa pensare che la tua osservazione sia giusta.
[Danilo Mar]

5. Ciao. Analisi cruda e realista quella sul 68. Ancora pi veritiera quella sul CAF. E sulloggi ? Come facciamo ad accorgerci che il politico di turno, di qualunque colore politico, apparentemente carico di buone intenzioni tenga fede allimperativo di dare voce quanto pi possibile alle aspettative del popolo e ad i veri problemi della nazione ? Sembra appiattirsi del tutto lo scenario politico. (Penso al centrodestra che rivendica la paternit del programma del PD espresso da Veltroni che pure un fatto emblematico). Davvero non saprei, tanto pi che mi fa anche una certa impressione lidea della deriva plebiscitaria che queste situazioni di disillusione politica rischiano di generare. Chi vincer le prossime elezioni lo far, verosimilmente, con un ampissimo consenso. E per cinque anni e senza una opposizione credibile. Come li rimettiamo in riga? Come mettiamo in discussione le caste ? Come si instilla nei politici il sacrosanto principio da te espresso che c "luomo" al centro di tutto? In attesa che il tuo programma fornisca delle risposte comincio a stampare i volantini. Un saluto
[Franco Meda]

6. E noi chi siamo? Ecco! Oggi mi sei piaciuto, ma andiamo al concreto. I discorsi li porta via il vento. Roma deve essere liberata dagli abusivi coi colpi delle nostre poesie.
[Valentina Bruni]

7. Per Franco Meda: Belle domande! Chi ci garantir che il politico di turno manterr limperativo di dare voce alle aspettative della gente? Come li rimettiamo in riga? Come mettiamo in discussione le caste? Come far capire ai politici che al centro tutto c luomo? Tu hai fatto una osservazione molto giusta: chi vincer le prossime elezioni lo far in maniera molto ampia! Vorr dire che avr 5 anni per mantenere fede ad un programma. Ma il problema un altro: oggi ci vediamo imposti i candidati! Questa sciagurata legge elettorale andrebbe modificata immettendo il voto di preferenza. Il top sarebbe il modello tedesco con un forte sbarramento. Questo metterebbe i partiti minori dinanzi ad un bivio: o non avere rappresentanza o accorparsi! Uno sbarramento al 5 percento farebbe piazza pulita di una miriade di mangia pane a tradimento. Poi il voto di preferenza deve privilegiare i candidati del territorio. Ovvero nel mio collegio io voter una persona che conosco. Una persona che vive nella mia zona, che conosce i problemi del territorio, che abbia una segreteria che raccolga le istanze di quelli che La Pira chiamava i bisogni della povera gente! Che me ne faccio parlando sempre del mio collegio di un Elio Vito, eletto qui perch paracadutato dallalto, che qui non s mai visto? ovvio che questo non garantisce una risposta al tuo primo quesito, ma almeno mi da la possibilit, se leletto di zona, di incontrarlo o a passeggio, o da Pazzaglia, o nel suo ufficio e mandarlo pubblicamente a fare in culo! Elio Vito non posso manco mandarlo affanculo perch non ha colpe: qui ce lo hanno messo! Poi chiedi: come li rimettiamo in riga? C un solo modo: non rieleggendoli la volta successiva! lunico strumento che abbiamo. Andrebbe anche modificato larticolo di legge che recita: il parlamentare eletto SENZA vincolo di mandato! E che cazzo! Questo prende i miei voti e poi scappa da unaltra parte? Con questi giochini, nato il primo Governo Berlusconi (Tremonti stava nel Patto Segni e trasloc armi e bagagli in FI). Sempre con questa prassi nato il Governo DAlema (arrivarono le truppe mastellate), per non parlare del Governo Dini! Ed ancora oggi Prodi s salvato grazie a quel campione di coerenza che Follini e la su aItalia di mezzo! Un deputato deve rispetto a chi lo vota, ecco perch deve essere eletto CON vincolo di mandato! Riguardo al rispetto verso gli elettori, ti racconto un aneddoto: il Divo Giulio, nel suo ufficio di Piazza San Lorenzo in Lucina, proprio dietro Palazzo Chigi, era solito ricevere chi voleva conferire con lui e lappuntamento veniva fissato dalla mitica signora Enea. Un giorno in sala dattesa cera lAmbasciatore americano con lintera delegazione, lallora Presidente di Confindustria che era un certo Gianni Agnelli e alcuni Sindaci della Ciociaria. Andreotti ricevette prima tutti i Sindaci presenti, poi - in ultimo la delegazione Americana e quella di Confindustria. Fu lAmbasciatore che fece le proprie rimostranze protestando per lattesa. La risposta di Andreotti fu Vede ambasciatore, se io sono qui, grazie a quella gente!. Questo il rispetto che un eletto deve ai suoi elettori. Come mettiamo in discussione le caste? In maniera drastica e forti del consenso elettorale! Grazie al largo margine di vittoria. Gli ordini professionali vano aboliti per legge! E per legge vanno riviste le Fondazioni bancarie. I primi sono socialmente inutili e servono solo a gestire un potere occulto e deviato. Le seconde sono il crocevia di interessi che a tutti giovano tranne che ai cittadini. Servono a salvaguardare le rendite di posizione, e a cementare un patto fra finanza e politica che laberrazione della civile convivenza. Daltra parte se non si agisce in modo drastico, non ci toglieremo di torno certi bubboni. Come far capire ai politici che al centro di tutto c luomo? Forse rivalutando Rosmini e Campanella. Ma non so se basta! Di certo mettendoli dinanzi alle loro responsabilit. Creerei un Comitato delle Istanze e al deputato eletto nella mia citt di maggioranza o di opposizione non importa sottoporrei delle urgenze che egli dovr tramutare in interpellanze, interrogazioni o mozioni (non sto qui a spiegare la differenza, non importa) e denuncerei pubblicamente le sue mancanze. La mia non una novit: in Grecia, nella polis ateniese, questo succedeva oltre 2.000 anni fa! E anche gli Etruschi mutuarono questo metodo dai Greci. Ci sono notizie che i Sumeri avessero elaborato un simile metodo. Gli strumenti ci sono ma troppo spesso c una sorta di rassegnazione e questo giova solo alleletto che pu fare i cazzi suoi. Riappropriamoci della nostra democrazia e non diamo pi deleghe in bianco! Allora li prepari questi volantini?
[Danilo Mar]


8. Hei...ma questo il manifesto politico del profesor Mar ! Wow ... smetto di essere pessimista per un p. Riguardo ai volantini per...ho difficolt a immaginare un simbolo che sia di purezza imperitura e incorruttibile, (li hanno presi tutti la Chiesa e la Dc)ma sono fiducioso nel leader che mi sono scelto oggi. Ti verr unidea...anzi Le verr unidea Presidente. Ossequi
[Olga Laureti]

9. Ti ringrazio per la risposta e per le precisazioni, sei un Signore daltri tempi! Intendo come stile e non certo come et :-) Se stesse nascendo il partito di Danilo Mar, potrei valutarlo seriamente, non fosse altro che per la notevole trasversalit che vi si coglie. Saluti e a presto rileggerti,
[Ardengo]

10. Condivido, a va sans dire. Oggi, per usare le parole di una scrittrice che oggi non c pi, rimangono solo i ruderi, rappresentati da "sessantottini scoglionati". Sacrosanto anche lo sbarramento, per i miei gusti pure poco il 5 per cento, non si far mai piazza pulita e dare voce in parlamento ad un gruppuscolo di s e no 20000 individui non democrazia, ma idiozia, per quanto mi riguarda.
[Pietro Chisno]

11. Buond, vecchio mio! Ti rimando al bel libro di Nino Tripodi (ormai introvabile, ma forse scartabellando su Internet si pesca una copia o due;-) "CAMERATA DOVE SEI?" CREDO CHE QEULLO SIA IL VADEMECUM DI COME SI FA A VIVERE in un regime o nellaltro, cambiando semplicemente casacca e manco sempre, volendo!
Per la tua elzione va benissimo, ma solo se facciamo voto di scambio.. Io te voto a te, tu me voti a me e siamo felici tutti! Care cose.
[Andrea Emiliani]





Id: 252 Data: 09/09/2010 05:51:19

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- Societ

Le Province e le Comunit Montane: ABOLIAMOLE

Le province e le Comunit montane: aboliamole
La nostra Amministrazione Territoriale si suddivide in:
1. Regioni
2. Province
3. Comuni
4. Circoscrizioni
5. Comunit Montane
Senza dubbio sono troppe . A mio parere lente Provinciale , oltre che inutile, anche dannoso. E sicuramente pu essere abolito senza che ne risenta il cittadino. Pensateci bene: andate mai in Provincia? Mai! Andate in Comune, e se il Comune abbastanza grande, andate in Circoscrizione, qualche volta vi sar capitato di andare in Regione, ma mai in Provincia! E mai in Comunit Montana!
Domanda: a cosa serve lEnte Provincia? E per questo ci aiuta "Report", con una bella indagine e con dati alla mano, forniti dall UPI, Unione Province Italiane, dove si evince che il 73 percento dei bilanci provinciali se ne va in "spese correnti", e solo il 27 percento in investimenti.
Cerco di chiarire meglio la cosa: ogni 1.000,00 euro che gestisce la Provincia, 730,00 servono a mantenere in piedi il carrozzone e 270,00 vengono investiti per migliorare la vita dei cittadini. Ora ditemi voi: producente che per avere 270 debba spendere 730? Se una Azienda privata agisse cos, sarebbe al fallimento! E allora diciamolo a chiare lettere: le Province sono carrozzoni che servono a distribuire posti di lavoro "agli amici degli amici".

Le Province, che sono.ho perso il numero perch continuano a farne di nuove, ci costano ogni anno 130 miliardi di Euro!!! 260.000 miliardi delle vecchie lirette! Pensate a quanto si potrebbe dare di pi al cittadino! Pensate a quale aiuto si potrebbe dare ai disoccupati, ai malati, ai sottoccupati e ai sottopensionati!
Vi siete chiesti come si finanziano le Province? Ve lo dico io: con lRCA. Esatto, con lassicurazione della nostra automobile! Una quota parte - ed esattamente il 12.5 percento - va al Fondo Provinciale che poi pensa a distribuire i pani e i pesci. Ma non solo anche una parte della famigerata IPT (Imposta di Trascrizione), che si paga allacquisto di unauto, sia nuova, sia usata, va alle Province. Ed esattamente incassano il 30 percento dellimposta che, mediamente, incide per 400,00 euro ogni auto transata. Fatti i conti della serva, lIPT mi costa 120,00 euro in pi del dovuto. E ogni anno - considerando che pago 1.275,00 euro di assicurazione , (Milano Assicurazioni), 153,00 euro miei vanno a mantenere sto cazzo di carrozzone! Aridatece la bonanima!!!!!!!!!! E cos, con le giuste rivalutazioni, diciamo che a tuttoggi ho versato alla Provincia 153,00 X 32 = 4.896,00 euro! 32 sono gli anni di assicurazione! Anche se non guido, ho avuto sempre unauto a partire dai miei 24 anni.
Un altro ente da eliminare la Comunit Montana. Sono in tutto 356 e costano alla collettivit 200 milioni di euro lanno (uno sputo rispetto alle Province).
Le Comunit Montane furono create nel 1970 - con lintroduzione dellautonomia regionale - per portare servizi e sviluppo nei paesi di montagna. Nobile e giusto il motivo, se non fosse che poi sono diventate il ricettacolo dei trombati alle elezioni Regionali e non producono nulla di quello che erano preposte a fare. Non solo sono nate Comunit Montane anche dove monti non ci sono. Due esempi per tutti: non vi fa ridere la Comunit Montana di Orbetello? E la Comunit Montana di Costa Smeralda? Dove si riuniscono? A Liscia di Vacca? Ma per piacere!
E come se non bastasse, la Comunit Montana di Costa Smeralda ha una spesa di mantenimento pari ad 1 milione di euro lanno! Riceve dallo Stato 1.1 milione di euro. Ovvero, ai cittadini vanno solo 100.000,00 euro! Anche troppi se si considera la montagna che non c! E che i beneficiari della zona, probabilmente 100.000,00 euro quello che spendono ciascuno per mantenere la "Barcheeeetta".
C da dire che un bellesempio di come si crea un carrozzone che regala 1 milione di euro al Presidente dellEnte, al suo vice e ai Consiglieri Montani!!! Vogliamo i nomi, caro Capellacci!!
Devo riconoscere, a malincuore, che negli anni di governo, il Berlusca nulla ha fatto per rimettere a posto le autonomie e ridurre le spese. Lattuale Ministro, la Lanzillotta*, ci ha messo buona volont ed ha preparato un nuovo codice etico per le autonomie.
Peccato solo che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta (ma la famiglia Letta ce lha per contratto sto lavoro? Prima lo zio Gianni e ora il nipote Enrico), ha presentato un emendamento che rimette le cose come stanno ora. Praticamente si apprezza il lavoro fatto dalla Lanzillotta, ma meglio non toccare certi tasti.
Un emendamento presentato dal Governo contro se stesso! Paranoia!! Ma cosa non si fa per salvare i culi degli amici! Vero Berlusconi? Vero Prodi?
Fonti:
Reporter
LUnit
* larticolo di qualche anno fa

NOTE

1. Noto con piacere le fonti le quali citi. Io sono daccordo per labolizione delle province e delle comunit montane, purtroppo continuano a farne di nuove, ora hanno fatto anche la provincia di Barletta, Andria e Trani, praticamente si sono consorziate in tre cittadine per fare una nuova provincia. Inoltre io sono pure per stabilire una volta per tutte un numero minimo di cittadini per formare una circoscrizione, in modo tale che non si moltiplichino, e voglio che una volta per tutte vengano stabilite le prebende per i consiglieri circoscrizionali che in Italia ognuno mangia quanto gli pare. Noto inoltre con sommo dispiacere che tali studi economici sono alquanto negletti dai fruitori di questo sito che invece sono molto pi presi dalle storie riguardanti la loro sfiga amorosa, il che mi porta a ritenere che i sitaioli o non hanno problemi economici (beati loro) oppure ambiscano semplicemente a fottere; a questo punto si potrebbe introdurre un capitolo sulla distinzione fra beni materiali e beni immateriali, ma questo ci porterebbe molto lontano per cui preferisco fermarmi qui.
[Nicola Santi]

2. Per Nicola Santi: ho letto, sorridendo, le tue argute riflessioni sui sitaioli! Sono un ottimista per natura e voglio pensare che sia la stagione, sto caldo africano, la poca voglia di dialogare e magari starsene col culo a mollo adocchiando la fatalona del momento a frenare le discussioni. Per conto mio, ahim, visti i gravi problemi da salute di mio padre (ictus) e di mia madre (infarto) non andr da nessuna parte e continuer a scrivere. Una cosa per mi preoccupa Nicola: siamo daccordo su troppe cose! Sei tu che stai venendo a destra, o sono io che sto venendo a sinistra? Ma forse la verit vera che su alcuni principi non esistono destra e sinistra, ma persone che hanno un solo pensiero: il bene comune! E dovremmo smetterla di discuter per compartimenti stagni (destra, centrodestra, destra centro, sinistra centro, centrosinistra e sinistra) ma cominciare a ragionare tutti in termini propositivi! Io amo questo Paese!
[Danilo Mar]

3. Io sono convinto che una dei guai attuali dell Italia sia quello di guardare continuamente al passato baloccandosi con polemiche sterili tipo "sei comunista" o "sei fascista", eludendo in tal modo di affrontare i problemi reali. Una delle colpe gravi di Berlusconi politicamente proprio di aver ideologizzato al massimo il dibattito politico, facendosi campione dellanticomunismo fuori tempo massimo, quando il blocco mondiale comunista non esisteva pi. E chiaro che Bertinotti non vuole prendere il Palazzo dInverno. Naturalmente lo stesso ragionamento vale allincontrario dove non si pu definire il tutto "fascismo". Ma ho limpressione che a molti della nostra classe politica tali rigidi e artificiali steccati ideologici servano proprio affinch i cittadini non prendano coscienza dei propri diritti e non reclamino dallintera classe politica uno stato pi efficiente, dove gli sprechi e le ruberie trovino un argine. In tal modo i partiti molto spesso possono continuare ad esistere come delle consorterie che assicurano privilegi ai loro affiliati e ai loro clienti, bisogna anche dire che i clienti dei partiti sono molti, forse per questo che molto difficile cambiare la situazione attuale e avere uno Stato pi serio.
[Nicola Santi]

4. Bellissimo articolo Danilo ! Altro che levasione fiscale di piccoli commercianti e artigiani, i soldi si sperperano con la spesa pubblica, la corruzione, e con i favori agli amici degli amici, capisce a mme !
[Walter Angelucci]

Id: 251 Data: 09/09/2010 05:08:38

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- Storia

1861 - 1871 - La pulizia etnica dei Savoia

1861 - 1871: 10 anni dimenticati dai libri di storia. Ovvero la pulizia etnica voluta dai Savoia e i lager sabaudi.
Torno a parlare della questione meridionale e dei guasti che il Sud della penisola ha subito a causa di quell'unit d'Italia, che unit non fu - e non - ma si tratt di una vera "annessione".

Nel 1815, quando i Borboni rientrarono a Napoli, la popolazione del Reame era di 5.100.000 abitanti. Nel 1835 era cresciuta di 1.000.000 e nel 1846 tocc gli 8.500.000 abitanti, che diventarono 9.117.050 nel 1856 (ultimo censimento disponibile).

I Borboni - a dispetto dell'immobilismo spagnolo - costruirono strade, formarono un esercito, svilupparono l'industria e il commercio, potenziarono la pesca e svilupparono il turismo. Prosperarono ricchezza e cultura e il Reame divenne uno degli Stati pi ricchi al mondo.

La ferrovia fece la sua apparizione nel 1839, con la tratta Napoli - Portici, poi estesa fino a Castellammare. Seguirono la Napoli - Capua, la Napoli - Nola estesa in seguito dapprima fino a Sarno e poi fino a Sansevero.

Nel 1837 arriva il gas e il telegrafo nel 1852. Col benessere aumentarono i consumi e si svilupparono nuove aziende, si migliorarono le strade, le scuole, si debell la delinquenza, si riform la scuola rendendola obbligatoria affinch tutti sapessero leggere e scrivere. Le scuole religiose furono parificate alla pubblica e si visse un rinascimento culturale: architetti, ingegneri, pittori, scultori trovarono nel Reame ampio spazio. Si costruirono teatri (il San Carlo in soli 270 giorni!) e si svilupparono attivit connesse alla cultura. Nascono cos l'Officina dei Papiri, l'Orto Botanico, il Museo di Archeologia, l'Osservatorio di Astronomia, la Biblioteca Nazionale e l'Osservatorio Sismologico del Vesuvio.

Anche lo sviluppo industriale ebbe una crescita senza limiti, raggiungendo primati che hanno del miracoloso. Pensate il settore metalmeccanico impiegava 1.600.000 persone e il resto della penisola 1.100.000. nascono opere di alta ingegneria come i primi ponti di ferro, sul Calore e sul Garigliano.
Ampio sviluppo si ha nella cantieristica navale tanto che la flotta mercantile del Reame era seconda solo a quella inglese e quella militare era terza al mondo, dopo l'inglese e la francese. Si deve al Reame il Primo Codice Marittimo Internazionale.

Il Reame era un immenso polo industriale! Anche il settore tessile trov ampio sviluppo e a Pietrarsa nasce il pi grande opificio della Penisola, con 8.000 addetti. E si deve al Reame l'istituzione della Pensione di fine rapporto, trattenendo il 2 percento dello stipendio mensile. La disoccupazione era prossima allo zero, infatti oltre al 1.600.000 addetti all'industria v''erano 3.500.000 addetti all'agricoltura, 1.000.000 alle attivit marittime e circa 300.000 a quello che oggi chiamato terziario.

Ogni paese del Reame aveva la sua banca e si deve alla Banca delle Due Sicilie l'invenzione degli assegni. Sempre nel Reame nascono le prime Agenzie Viaggi che sviluppano un turismo di massa facendo conoscere al mondo intero Pompei ed Ercolano. In seguito i resti greci in Sicilia con la Valle dei Templi.

Le paludi furono bonificate, nascono Accademie Militari come la Nunziatella, Accademie Culturali, Scuole di Arti e Mestieri e i Monti di Pegno. Le Universit sono piene e licenziano - oltre a ingegneri e architetti - professori illuminati e medici. E proprio grazie ai medici - erano 9.000 in tutto il Reame - i Borboni sommano un altro traguardo: la pi bassa mortalit infantile del mondo e la migliore gestione sanitaria sul territorio.

I conti dello Stato erano in salute e non vi era deficit pubblico e alla Borsa di Parigi - la pi grande al mondo a quei tempi - e alla Borsa di Londra, i Buoni del Tesoro del Reame erano quotati a 120, ovvero lo Stato delle Due Sicilie era considerato tra i pi affidabili al mondo.

Tralascio altri primati del Reame - chi interessato pu leggere i miei post o scrivermi privatamente - dico solo che tutto questo non lo troverete nei libri di storia.
Sappiamo poi cosa successo !

E siamo nel 1861, il 13 di febbraio. Cade Gaeta, ultimo baluardo borbonico. Dopo 3 mesi di resistenza e 160.000 bombe, Gaeta cede e il Generale Cialdini entra in citt con un ordine ben preciso di Cavour: distruggere Gaeta rea di avere rallentato i suoi progetti.

Cavour sapeva bene che lo Stato Sabaudo era alla bancarotta e aveva bisogno delle ricchezze del Reame, come sapeva bene che la sifilide lo stava uccidendo ed egli, prima di morire, voleva vedere "l'unit d'Italia"! Ovvero appropriarsi delle casse borboniche e dare vita al suo progetto di ingegneria finanziaria che culminer con la nascita del Banco di Sardegna che diventer poi Bankitalia. (leggere il mio post).
Nasce il 13 febbraio 1861 quella che oggi viene chiamata "questione meridionale".
Il Reame viene saccheggiato per salvare il Piemonte e il tutto sotto l'occhio vigile degli Inglesi e della Massoneria che avevano deciso di distruggere il Regno delle Due Sicilie perch rappresentava un pericolo alla supremazia navale di Londra! Con la fine del Reame moriva anche un ideale unico quello di uno stato libero da ingerenze straniere!

Comincia ora una vergogna che umilia la nostra dignit di cittadini! Da Londra, per ordine del Gran Maestro Venerabile della Massoneria Inglese, il Piemonte riceve l'ordine di iniziare una "pulizia etnica" verso il Meridione.

In agosto i giornali danno ampia eco alla battaglia di Castelfidardo, che fu meno di una scaramuccia. Tacciono invece sulle stragi di innocenti che vengono commesse in nome dell'unit.

Vengono trucidati giovani, preti, vecchi. Vengono violentate donne, sgozzati bambini e processi sommari fanno lavorare a pieno regime i plotoni di esecuzione.

Dal 1861 al 1871 furono massacrati 1.000.000 di cittadini su 9.117.050! Oltre il 10 percento della popolazione! come se oggi venissero massacrati 6.000.000 di italiani. Ma nessuno sapeva e nessuno doveva sapere!
Qualche giornale straniero pubblic la notizia e le cifre sono terribili! Dal settembre 1860 al settembre successivo vi furono:

8.968 fucilati;
10.804 feriti;
6.112 prigionieri;
64 preti, 22 frati, 62 giovani e 63 donne uccise;
13.529 arrestati;
1.000 case distrutte;
6 paesi incendiati;
12 chiese saccheggiate;
1.428 comuni depredati.

Dati sicuramente sottostimati ma erano i dati, diciamo cos, ufficiali.
Nasce in quel periodo il Movimento per la Resistenza cui seguir il Movimento Rivoluzionario Antipiemontese, che poi verr indicato col nome di Brigantaggio.
Dal 1861 al 1862 i Comandanti Sabaudi emanarono bandi che avrebbero fatto impallidire i comandanti nazisti. Oggi sarebbero bollati come criminali di guerra!
Il Generale Salaroli - che definiva i contadini grande canaglia dell'ultimo ceto - cos scriveva a Vittorio Emanuele:

"I contadini devono essere tutti fucilati, senza far saper niente alle autorit . Imprigionarli non conveniente perch una volta in galera, lo Stato deve provvedere al loro sostentamento".

Il pi feroce era proprio il Generale Cialdini che, dopo aver distrutto Gaeta, telegraf al Governatore del Molise: : "Faccia pubblicare un bando che fucilo tutti i paesani che piglio armati e do quartiere solo alla truppa".

Il Generale Fanti, in un bando, sanciva la competenza dei tribunali militari straordinari anche per cause civili. E il Generale Pinelli estese la pena di morte ".. a coloro che con parole od atti insultassero lo stemma dei Savoia, il ritratto del re o la bandiera nazionale".

Il generale Della Rocca, altro campione di democrazia, impart l'ordine che "non si perdesse tempo a far prigionieri, dato che i governatori avevano fatto imprigionare troppi contadini".

Il Colonnello Pietro Fumel si vant di avere mandato alla fucilazione " briganti e non briganti" e sottoponeva a torture e sevizie i civili prigionieri.

I Piemontesi in 10 anni distrussero il Meridione. Dopo averlo invaso senza motivo alcuno e senza una dichiarazione di guerra (si comportarono come Saddam Hussein con il Kuwait), lo saccheggiarono portando a Torino oro e denaro, massacrando senza piet.
Il 14 febbraio Francesco II lascia Gaeta e disse al Comandante Vincenzo Crisculo - uno dei pochi restatogli fedele: "Vincenzino, i napoletani non hanno voluto giudicarmi a ragion veduta; io per ho la coscienza di avere fatto sempre il mio dovere. Il Nord non lascer ai meridionali neppure gli occhi per piangere".
Mai parole furono cos vere!

In 10 anni i Piemontesi si portarono via tutto quello che c'era da portare via. Oltre a saccheggiare citt, Paesi e chiese. Smontarono i macchinari delle fabbriche per rimontarli al nord. Si appropriarono di quadri, sculture, gioielli arrivando al punto di saccheggiare anche le case dei contadini portando via le vere nuziali di quei poveracci! Fu un'azione che definire criminale poco.
Alienarono i beni della chiesa e quelli demaniali incassando circa 1.200.000.000 di lire dell'epoca. Avete letto bene: 1.200 miliari di lire.
Le fabbriche smantellate causarono disoccupazione e gli operai raggiunsero le montagne per diventare partigiani e combattere l'aggressore.

La feroce repressione ha inizio quando il Generale Ferdinando Pinelli, affrontato dai contadini ascolani nei pressi del fiume Tronto, fu colpito da una sassata. Incazzato come una stufa, eman un bando che cos diceva:

"Ufficiali e soldati! La vostra marcia tra le rive del Tronto e quelle della Castellana degna
di encomio. S.E. il Ministro della Guerra se ne rallegra con voi. Selve, torrenti, balze nevose, rocce scoscese non valsero a trattenere il vostro slancio; il nemico, mirando le vostre penne sulle pi alte vette dei monti ove si riteneva sicuro, le scambi per quelle dell' aquila Savoiarda, che porta sulle ali il genio d'Italia: le vide, impallid e si diede alla fuga.
Ufficiali e soldati! Voi molto operaste, ma nulla fatto quando qualche cosa rimane da fare. Un branco di quella progenie di ladroni ancora si annida tra i monti, correte a snidarli e siate inesorabili come il destino. Contro nemici tali la piet un delitto. Vili e genuflessi, quando vi vedono in numero, proditoriamente vi assalgono alle spalle, quando vi credono deboli, e massacrano i feriti.
Indifferenti a ogni principio politico, avidi solo di preda e di rapina, or sono i prezzolati scherani del vicario, non di Cristo, ma di Satana, pronti a vendere ad altri il loro pugnale. Quando 1'oro carpito alla stupida crudelt non baster pi a sbramare le loro voglie, noi li annienteremo; schiacceremo il vampiro, che con le sozze labbra succhia da secoli il sangue della madre nostra, purificheremo col ferro e col fuoco le regioni infestate dall' immonda sua bava, e da quelle ceneri sorger rigogliosa e forte la libert anche per la provincia ascolana".

giunto il momento che i Savoia, i Cavour, i Bixio, i Garibaldi, i La Marmora e i Generali come Pinelli o Cialdini vengano processati e giudicati da un tribunale morale. Ma credo che sar il tempo - galantuomo - che ristabilir la verit.
Il Conte di Saint-Jorioz Alessandro Bianco, piemontese, anch'egli sterminatore di innocenti, nelle sue memorie scrive:

"...Il Piemonte si avvalso di esuli ambiziosi, inetti, servili, incuranti delle sorti del proprio paese e preoccupati soltanto di rendersi graditi, con i loro atti di acquiescente servilismo a chi, da Torino, decide ora sulle sorti delle province napoletane. E accanto a questi uomini, adulatori e faziosi, il Piemonte ha posto negli uffici di maggiore responsabilit gli elementi peggiori del paese: figli dei pi efferati borbonici, per fama spioni pagati dalla polizia, sono ora giudici di mandamento o Giudici circondariali, sotto prefetti o delegati di polizia; negli uffici sono ora soggetti diffamati e ovunque personale eterogeneo e marcio che ha il solo merito di essersi affrettato ad accettare il programma Italia e Vittorio Emanuele ed una sola qualit :quella di saper servire chi detiene il potere".

Nel terribile decennio che stiamo trattando si assiste anche allo sfaldamento delle famiglie del sud. Motivo il servizio di leva.
Una legge di Ferdinando II, del 1834, esentava dal servizio militare i giovani sposati, i figli unici, i figli orfani di padre o di madre, i figli il cui stipendio era necessario per sostenere la famiglia, i seminaristi e chi si occupava, come diacono, della chiesa. E se una famiglia aveva due o pi figli, ne dava solo uno all'esercito.

I Piemontesi cambiarono la legge: tutti i figli maschi dovevano prestare servizio di leva! Non sol il servizio veniva prestato al nord dove i giovani del sud venivano istruiti e mandati poi a sparare contro i fratelli nel sud!

Quella piemontese era una crudelt gratuita che port molti giovani a darsi alla macchia ed ingrossare cos quei gruppi partigiani che sfoceranno nel brigantaggio.
Recita un proverbio: dimmi con chi vai e ti dir chi sei.

Ora state attenti, quello che segue un articolo apparso sul "Globe", un quotidiano inglese, nel 1849, giornale vicino a Lord Palmestron, Ministro Britannico molto ascoltato da Sua Maest la Regina Vittoria.

Scriveva il Globe: ".. .E' da ritenere che gli accadimenti dell'anno scorso non siano stati che la prima scena di un dramma fecondo di risultati pi vasti e pi pacifici. L'edificio innalzato dal Congresso di Vienna era cos arbitrario e artificioso che ciascun uomo di stato liberale vedeva chiaramente che non avrebbe sopportato il primo urto dell'Europa. L'intero sistema stabilito dal Congresso di Vienna stava dissolvendosi e Lord Palmerston ha agito saggiamente allorch ha rifiutato il proprio concorso a opporre una diga all'onda dilagante. Il piano che egli ha concepito quello di una nuova configurazione dell'Europa attraverso la costituzione di un forte regno tedesco che possa costituire un muro di separazione fra Francia e Russia, la creazione di un regno polacco-magiaro destinato a completare l'opera contro il gigante del nord, infine un reame d'Italia superiore guidato dalla casa Savoia."!

Era chiaro che l'Inghilterra stava ridisegnando l'Europa (lo ha sempre fatto anche in seguito! Chi ha ridisegnato i confini del medioriente? Sempre loro!) e lo faceva secondo la Profezia Comenius espressa in Lux in tenebris.
COMENIUS: chi interessato pu leggere la nota del Professor Talenti alla fine del post.

E torniamo a noi! Secondo la Profezia "Lux in tenebris" si doveva avere una Europa fatta di chiese nazionali, con scopi filantropici e che fossero tutte sullo stesso piano, disconoscendo di fatto il Papa che di fatto non aveva motivo d'essere.
Questo progetto per cozzava con gli Asburgo cattolici, con la Russia anch'essa cattolica e col Reame.

Quest'ultimo infatti fu il primo stato che aveva saputo integrare il dogma cattolico con il verbo del Vangelo; tradotto in pratica da leggi che non disdegnavano le novit della rivoluzione francese o quelle comuniste del Campanella e di Marx.
E come s' visto, nella Penisola italiana era il Piemonte preposto a tale funzione. D'altra parte i Savoia - legati mani e piedi alle consorterie massoniche inglesi - poco avevano da obiettare.

E Londra mand Lord Gladstone a Napoli e Lord Mintho nei vari stati italiani a preparare il terreno, ovvero quella che doveva essere una rivoluzione geo-politica.
Rivoluzione che doveva essere guidata - ideologicamente - da Giuseppe Mazzini, capo della Carboneria Italiana, il cui scopo finale, secondo il suo fondatore genovese Antonio Maghella, era "..quello di Voltaire e della rivoluzione francese: il completo annientamento del cattolicesimo ed infine del cristianesimo".

La pianificazione del progetto che riguardava il Piemonte ebbe buon fine, con enormi vantaggi per i Savoia!

Il bottino finanziario sabaudo fu enorme e parte serv per pagare i mercenari che si unirono a Garibaldi e i suoi mille. Che mille non erano ma erano molti di pi.
Scrive Vittorio Gleijes storico e profondo conoscitore degli intrecci sabaudo-inglesi:

"... il tesoro del Regno delle Due Sicilie rinsangu le finanze del nuovo stato, mentre l'unificazione grav sensibilmente la situazione dell'Italia meridionale, in quanto il Piemonte e la Toscana erano indebitate sino ai capelli ed il regno sardo era in pieno fallimento. L'ex Regno delle Due Sicilie, quindi, san il passivo di centinaia di milioni di lire del debito pubblico della nuova Italia e, per tutta ricompensa, il meridione, oppresso dal severissimo sistema fiscale savoiardo, fu declassato quasi a livello di colonia. Con l'unificazione, a Napoli, aumentarono le imposte e le tasse, mentre i piemontesi videro ridotti i loro imponibili e col denaro rubato al Sud poterono incrementare le loro industrie ed il loro commercio " .
Ferdinando Ritter ha scritto che: "... il Regno delle Due Sicilie contribu alla formazione dell' erario nazionale, dopo l'unificazione d'Italia, nella misura di ben 443 milioni di lire in oro, mentre il Piemonte, la Liguria e la Sardegna ne corrisposero 27, la Lombardia 8,1, il Veneto 12,7, il Ducato di Modena 0,4, Parma e Piacenza 1,2, la Romagna, le Marche e l'Umbria 55,3; la Toscana 84,2; Roma 35,3...".

Edoardo Spagnuolo, nel n 5 dei quaderni di Nazione Napoletana, cos commenta la fine del sogno vissuto dalle popolazioni meridionali dopo l'annessione piemontese:

" I grandi progetti ferroviari del Governo Borbonico avevano dunque un fine preciso. Le strade ferrate dovevano divenire un supporto fondamentale per l'economia meridionale ed essere di servizio allo sviluppo industriale che il Mezzogiorno d'Italia andava mirabilmente realizzando in quei tempi.
Il governo unitario, dopo aver distrutto le fabbriche del Sud a proprio vantaggio, realizz un sistema ferroviario obsoleto che, assieme alle vie marittime, serv non per trasportare merci per le manifatture e gli opifici del meridione ma per caricare masse di diseredati verso le grigie e nebbiose contrade del Nord o delle Americhe".

Abbiamo visto all'inizio alcune cifre che ci hanno detto come i Savoia non avessero nessun rispetto per le popolazioni del Reame. Ripartiamo da l.

Quel milione di morti ci dice che vi fu una vera e propria persecuzione contro il popolo meridionale e ci avvenne grazie alla cosiddetta Legge Pica, voluta dal Governo Minghetti e promulgata nell'agosto 1863.

Questo il testo della Legge: Legge Pica:

Art.1: Fino al 31 dicembre nelle province infestate dal brigantaggio, e che tali saranno dichiarate con decreto reale, i componenti comitiva, o banda armata composta almeno di tre persone, la quale vada scorrendo le pubbliche strade o le campagne per commettere crimini o delitti, ed i loro complici, saranno giudicati dai tribunali militari;

Art.2: I colpevoli del reato di brigantaggio, i quali armata mano oppongono resistenza alla forza pubblica, saranno puniti con la fucilazione;

Art.3: Sar accordata a coloro che si sono gi costituiti, o si costituiranno volontariamente nel termine di un mese dalla pubblicazione della presente legge, la diminuzione da uno a tre gradi di pena;
Art.4: Il Governo avr inoltre facolt di assegnare, per un tempo non maggiore di un anno, un domicilio coatto agli oziosi, ai vagabondi, alle persone sospette, secondo la designazione del Codice Penale, nonch ai manutengoli e camorristi;

Art.5: In aumento dell'articolo 95 del bilancio approvato per 1863 aperto al Ministero dell'Interno il credito di un milione di lire per sopperire alle spese di repressione del brigantaggio. (Fonte: Atti parlamentari. Camera dei Deputati).
Come ben si evince, si trattava di una vera e propria persecuzione che favor il crescere del fenomeno del brigantaggio.

Lo storico Lemkin che per primo ha dato una definizione di genocidio affermava che " genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazioneesso intende designare un piano coordinato di differenti azioni miranti a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali. Obiettivi di un piano siffatto sarebbero la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali, della cultura, della lingua, dei sentimenti nazionali, della religione e della vita economica dei gruppi nazionali e la distruzione della sicurezza personale, della libert, della salute, della dignit e persino delle vite degli individuinon a causa delle loro qualit individuali, ma in quanto membri del gruppo nazionale".

Bisogna dire anche delle carceri dove furono rinchiusi i vinti meridionali. Il primo impatto parla di 1.700 ufficiali e 24.000 soldati fino alla fine del 1860. C' da dire poi - ne abbiamo gi parlato - che divenne obbligatoria la leva militare anche se - ad onor del vero - la prima chiamata fu volontaria e si presentarono solo in 20 mila a fronte degli 80.000 sperati. E anche questi 20.000 furono ospitati al nord.

Ma proprio in quella chiamata volontaria stava il subdolo inganno! Infatti i restanti 60.000 furono considerati disertori e furono arrestati. Solo chi si un ai briganti si salv dall'arresto.

Tornando ai prigionieri, essi furono internati in carceri del nord e il Generale La Marmora, in un editto, ordin che nessuno venisse liberato senza il consenso dell'esercito.

I Savoia istituirono dei veri campi di concentramento e l furono ammassati i prigionieri. Vediamoli allora questi campi:

Fenestrelle,
S. Maurizio Canavese,
Alessandria,
nel forte di S. Benigno in Genova,
Milano,
Bergamo,
Forte di Priamar presso Savona,
Parma,
Modena,
Bologna,
Ascoli Piceno.

C' da dire che nei dieci anni di funzionamento dei lager molti prigionieri morirono di fame e sete.

La fortezza pi tristemente famosa era quella di Feenstrelle di Sestriere, gi usata da Napoleone. Qui vennero internati gli ufficiali e sottufficiali che non tradirono i Borboni e quei civili che si rifiutarono di prestare servizio di leva. Non vi sto a dire come era organizzata Fenestrelle perch argomento che tratter in un altro post. Dico solo che era il lager pi temuto!

Il 22 agosto 1861 vi fu un tentativo di rivolta che per fall e come risultato i prigionieri si ritrovarono le palle ai piedi del peso di 16 chili!
Mal nutriti, picchiati, con le finestre senza imposte ma solo provviste di grate, il freddo uccideva quelli che erano larve umane. Anche i carcerieri avevano libert di azione e potevano uccidere per qualsiasi motivo. Un prigioniero che inve contro i Savoia fu ucciso a colpi di baionetta.

Altro sopruso: ai prigionieri venivano confiscati tutti i beni familiari per cui le mogli e i figli si trovavano sulla strada e la loro casa svenduta ai sodali della Real Casa Sabauda.

Ancora oggi, entrando a Fenestrelle, su un muro ancora visibile l'iscrizione: "Ognuno vale non in quanto ma in quanto produce".

In seguito furono istituiti altri campi. Ecco dove:

Gorgonia,
Capraia,
Giglio,
all'Elba,
Ponza,
in Sardegna,
nella Maremma.

Importante: tutte le atrocit che si susseguirono per anni sono documentate negli Atti Parlamentari, nelle relazioni delle Commissioni d'Inchiesta sul Brigantaggio, nei vari carteggi parlamentari dell'epoca e negli Archivi di Stato dei capoluoghi dove si svolsero i fatti.
Se avete dei dubbi andate a controllare perch sono pubblici! Naturalmente i libri di storia tacciono.
Quella che segue la risposta che La Marmora da a Cavour circa i prigionieri detenuti in Lombardia, di fatto confermando l'esistenza di campi in Lombardia!

"non ti devo lasciar ignorare che i prigionieri napoletani dimostrano un pessimo spirito. Su 1600 che si trovano a Milano non arriveranno a 100 quelli che acconsentono a prendere servizio. Sono tutti coperti di rogna e di verminiae quel che pi dimostrano avversione a prendere da noi servizio. Jeri a taluni che con arroganza pretendevano aver il diritto di andare a casa perch non volevano prestare un nuovo giuramento, avendo giurato fedelt a Francesco Secondo, gli rinfacciai altamente che per il loro Re erano scappati, e ora per la Patria comune, e per il Re eletto si rifiutavano a servire, che erano un branco di carogneche avessimo trovato modo di metterli alla ragione".

Ancora un documento tratto da Civilt Cattolica:

"Per vincere la resistenza dei prigionieri di guerra, gi trasportati in Piemonte e Lombardia, si ebbe ricorso ad un espediente crudele e disumano, che fa fremere. Quei meschinelli, appena coperti da cenci di tela, rifiniti di fame perch tenuti a mezza razione con cattivo pane ed acqua ed una sozza broda, furono fatti scortare nelle gelide casematte di Fenestrelle e d'altri luoghi posti nei pi aspri luoghi delle Alpi. Uomini nati e cresciuti in clima s caldo e dolce, come quello delle Due Sicilie, eccoli gittati, peggio che non si fa coi negri schiavi, a spasimare di fame e di stento per le ghiacciaie".

In un prossimo post vedremo nello specifico le varie prigioni.
Fonti:
- archivio di Stato di Torino;
- archivio di Stato di Milano;
- atti Parlamentari in Torino e Firenze;
- archivi di Londra;
- documentazione di Civilt Cattolica;
- archivio di Casa Borbone.



Id: 250 Data: 08/09/2010 13:21:33

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- Storia

La spedizione dei mille: una carnevalata

LA SPEDIZIONE DEI MILLE: UNA CARNEVALATA
LA PARTENZA
il 4 maggio del 1860 e nello studio del Notaio Gioacchino Vincenzo Baldioli, a Torino, sono presenti Raffaele Rubattino e Giacomo Medici. Il primo un armatore genovese, il secondo un prestanome che fa la testa di legno a Garibaldi. Il motivo dellincontro lacquisto di due navi. Garanti delloperazione sono il Re Vittorio Emanuele II e il Primo Ministro del Governo sabaudo, Camillo Benso, Conte di Cavour.
Tutto pronto per mettere nero su bianco in un contratto redatto il giorno precedente a Modena, alla presenza dellavvocato Ferdinando Riccardi e del Generale neri, appartenenti ai Servizi Segreti piemontesi e che avevano ricevuto lincarico dallUfficio dellAlta Sorveglianza Politica e del Servizio Informazione. Sia lavvocato Riccardi, sia il Generale neri, rispondevano direttamente al Cavour. Ci sta a dimostrare la partecipazione attiva che il Piemonte ha avuto nellaggressione al Reame.
La firma del contratto prevedeva lacquisto di due navi da parte del Medici, navi che servivano per trasportare gli uomini di Garibaldi in Sicilia. Cos il 6 maggio salpano da Quarto, destinazione Marsala, due vapori, il Piemonte e il Lombardo, con a bordo 1.089 uomini. Alla partenza da Quarto era presente anche tale Fauch, esponente della Massoneria genovese, in stretti rapporti con quella inglese.
Quellarmata brancaleone, chiamata i Mille, era composta per lo pi da gente del nord, la met era lombarda, ma cerano anche piemontesi,veneti, toscani, emiliani e anche qualche umbro.
Il 7 maggio i due vapori attraccano al porto di Talamone, in Toscana, dove avevano appuntamento con una squadra dellesercito piemontese, al comando del Maggiore Giorgini. Lesercito provvide a rifornire, oltre che di viveri, anche di armi gli uomini della spedizione. Soprattutto cannoni e fucili con le dovute munizioni. A Talamone sbarcarono anche 230/250 uomini, al comando di tale Zambianchi,che avevano il compito di aizzare il popolo abruzzese contro Francesco II. Non arrivarono mai in Abruzzo perch, oltrepassata Orvieto, furono incrociati dalle guardie del Papa nei pressi di Grotte Santo Stefano,e dispersi.
Intanto gli altri uomini di Garibaldi, rimasti a Talamone, si distinsero per le loro razzie ai danni della gente del posto. La cosa fu talmente grave che Garibaldi, il giorno dopo, ovvero l8 maggio, consegn gli uomini. Che vuol dire che non potevano lasciare le navi.
Il 9 maggio, dopo, dopo avere imbarcato carbone e altre armi, nonch altri 2.000 uomini, per lo pi avanzi di galera, riprese il mare alla volta della Sicilia scortato, a debita distanza, dalle navi appoggio piemontesi. L11 maggio i vapori Lombardo d Piemonte erano a Marsala.
MARSALA
Le due navi garibaldine furono avvistate in ritardo dalla Marina borbonica. Che pure era presente in forze nelle acqua di Marsala. La flotta borbonica infatti, si componeva di 4 navi che presidiavano le acque del porto: la pirocorvetta Stromboli, il brigantino Valoroso, la fregata a vela Partenope e il vapore armato Capri. Questultimo era comandato dal Capitano Marino Caracciolo che, seppure avvist i Piemontesi, vuoi per incapacit, vuoi per un errore di valutazione, non imped lo sbarco degli uomini in rosso, limitandosi ad una azione di controllo verso le navi inglesi Argus ed Intrepid, due cannoniere che avevano il compito di scortare i Mille.
N poteva impedire lo sbarco la fregata a vela Partenope, al comando del Capitano Guiglielmo Acton, gi al soldo dei Savoia. Solo dopo che furono sbarcati gli uomini e le cose, la Lombardo fu affondata, mente il Piemonte fu rimorchiato fino a Napoli. Cosa sta a significare? Che i mezzi per fermare lo sbarco cerano, se solo fossero stati onesti i due Comandanti.
Allarrivo dei piemontesi in citt la gente si chiudeva nelle case e solo gli inglesi - che erano gi sbarcati, mostrarono entusiasmo per i sabaudi. Che, come prima cosa, abbatterono il telegrafo isolando di fatto la citt. Poi si accamparono nella periferia temendo se si fossero accampati in centro - una ritorsione degli abitanti. Lo stesso Garibaldi prefer andare a dormire sullisola di Mozia, e con lui tutto lo Stato Maggiore.
Il giorno 12, il Ministro Carafa, a Torino per un incontro bilaterale, protest con Cavour per linvasione dei Mille, Cavour si limit a dire che ...Torino nulla centrava con quello che stavano facendo quei filibustieri amici di Garibaldi.
In politica larte della menzogna una prassi! E mentre mentiva al Ministro Borbonico, Cavour aveva allertato tutte le logge massoniche del Piemonte per raccogliere fondi da destinare alla riuscita dellimpresa.
CALATAFIMI
Il 13 maggio Garibaldi e la sua banda entrarono a Salemi, accolti dal Barone SantAnna che coi suoi uomini in odore di mafia- sera schierato coi Savoia. Fu proprio a Salemi che il nostro eroe si proclam dittatore della Sicilia. Contemporaneamente il legittimo Governatore borbonico, Castelcicala, chiese al Generale Landi di attaccare linvasore.
Cosa che Landi si guard bene dal fare! Anzi, dette ordine ai suoi soldati di ritirarsi laddove ci fosse stato un conflitto a fuoco. Atteggiamento remissivo, da incapace o da pauroso? Nulla di tutto questo: atteggiamento di chi ha tradito incassando una buona stecca in denaro.
Il 15 maggio il Maggiore Sforza incrocia gli invasori e non pu fare a meno di attaccarli costringendoli alla fuga fino a riparare su un altipiano, in balia dei borboni. Il Maggiore Sforza chiede allora che il Generale Landi si unisca a lui per chiudere definitivamente la partita con Garibaldi e Landi cosa fa? Anzich andare in aiuto del Maggiore, ordina il ritiro, senza dare spiegazioni ( e ti credo, mica poteva dire ho preso la mazzetta). A questo punto il Maggiore Sforza, a corto di munizioni, costretto a mollare la presa. I garibaldini non credono ai loro occhi: un esercito che sta vincendo si ritira! La situazione si fa anche grottesca perch qualche camicia rossa si mette ad inseguire il nemico che scappa, sparando alle retrovie. Il 17 maggio il Generale Landi porta le sue truppe a Palermo: i Mille hanno campo libero!
Oggi si direbbe che una cosa del genere la si deve al lavoro di intelligence , ed vero! Le cose funzionavano cos anche un secolo e mezzo fa! Ma anche tre, dieci secoli fa! Chi dispone della diplomazia migliore e del migliore portafoglio ha pi possibilit di altri di vincere. Napoleone poteva chiedere ai suoi soldati anche il culo, perch erano ben pagati e percepivano la stessa paga anche in periodi pochi in verit di pace.
Lazione svolta dagli Inglesi e dai Piemontesi, corrompendo i generali e sensibilizzando i latifondisti e i nobili a sostener la causa sabauda, dava i suoi frutti. I Generali prendevano soldi mentre ai latifondisti e ai nobili andavano quelle terre demaniali che i piccoli proprietari pensavano fossero per loro! Non si resero conto che erano strumenti in mano a gente senza scrupoli. Lo capiranno coi fatti di Bronte!
Lo capirono anche gli abitanti di Alcara Li Fusi che si ribellarono alle truppe garibaldine e la rivolta fu sedata con luccisine di gente innocente. I garibaldini uccidevano e depredavano. Garibaldi per calmare gli animi abol la tassa sul macinato e i dazi.
Ma torniamo a Landi, il Generale Landi! Fu comprato con 14.000 ducati. Come sa chi mi legge, facendo il paragone con il valore odierno, 1.000 ducati valgono 56,250 euro. Landi si vendette per un tozzo di pane!
Ma la cosa sconcertante fu che, assodato il tradimento, fu destituito e manco arrestato! Evidentemente i corrotti allinterno dellesercito e della Marina, erano un bel po! Il posto di Landi fu preso dal Generale Lanza. Corrotto anche lui? Staremo a vedere.
PALERMO
LAmmiraglio inglese Rodney Mundy arriv a Palermo, col suo Vascello Hannibal: era il 20 maggio. Cosa ci faceva lAmmiraglio a Palermo? Doveva incontrare il Generale Lanza (ahi,ahi). E altri incontri Lanza li ebbe con Garibaldi. Vedremo gli sviluppi. E tra un incontro con Lanza ed uno con lAmmiraglio inglese, il nostro eroe provvide anche a sequestrare tutti i soldi della Banca delle Due Sicilie. Non contento di ci, istitu un Comitato per il sequestro dei fondi esattoriali! Praticamente poteva chiedere soldi a tutto e a tutti! Soldi che servivano per alimentare i suoi gaglioffi, mentre quello sequestrato alla Banca delle Due Sicilie era destinato a Torino.
Nel frattempo Franceschiello non capiva perch Lanza non attaccava e lo sollecit pi volte a farlo. A questo punto Lanza si decise ed affid una parte dellesercito al Maggiore Von Merkel e una seconda parte al Maggiore Ferdinando Beneventano da Bosco. Il 21 maggio Von Merkel si scontr con una parte degli invasori a Partitico, fra loro cera anche Garibaldi. Costretti alla fuga ripararono sul Monte Calvario; erano in trappola! Von Merkel decise di non attaccare subito, aspettando larrivo di Lanza! (mi ricorda qualcosa!). Arrivo che non ci fu! A questo punto Von Merkel attacc ma erano passati due giorni e i garibaldini serano riorganizzati. Lattacco di Merkel fu feroce e le truppe dinvasione sbandarono pi volte. Poi, al calare della notte, Garibaldi decise di abbandonare il Monte Calvario e, divisi due gruppi, fortunosamente riuscirono a fuggire inseguiti dai Von Merkel. Uno dei due gruppi fugge verso Corleone e laltro? Indovinate un po? Ma certo: a Palermo! In bocca al nemico! Che nemico evidentemente non era! Ed il gruppo di Garibaldi a riparare a Palermo, mentre laltro inseguito dai borboni, andava verso Corleone.
Sbagli Von Merkel? Secondo me no! La scelta di aspettare rinforzi era legittima! Che ne sapeva che erano tutti corrotti! Col senno di poi possiamo dire che se attaccava subito,coi garibaldini allo sbando, avrebbe fatto una grande cosa! Ma coi se e coi ma non si fa la storia.
Si fa, invece, col denaro! Come abbiamo visto. Ma Von Markel era un mastino e deleg il Capitano Colonna ad andare verso Palermo per impedire ai fuggitivi di entrare in citt. Mossa indovinata che mise in crisi Lanza che aveva deliberatamente lasciate sguarnite le porte della citt. Colonna era giunto in citt prima di Garibaldi e lo aspettava al varco. Fu allora che Lanza, forte del grado che aveva, ordin di lasciare la guardia delle porte ed fare riposare i soldati ormai stanchi. Colonna fece come il Pazzaglia di Quelli della notte, ovvero non capisco ma mi adeguo. Le porte furono di nuovo libere e il nostro eroe si salv!
Intanto Garibaldi, nella fuga verso Palermo apr le carceri dei vari paesi e ingross il suo esercito di altri 3.500 uomini, per lo pi avanzi di galera. E con loro assal Palermo ottenendo una facile vittoria perch le porte erano difese da 260 reclute! Mentre il grosso dellesercito era consegnato in caserma. Pensate: cerano 16.000 soldati armati e con tutta lartiglieria sia leggera sia pesante, che avrebbero fatto a fette Garibaldi! Ma i soldi.
LA FLOTTA DEL REAME
Nel porto di Palermo era alla fonda gran parte della flotta del Reame, forte di 22 unit tra navi appoggio, pirofregate, fregate, vascelli ed altro. I soldati di marina aspettano solo di scendere e cacciare linvasore: lordine non arriver mai! Era chiaro che i comandanti della flotta serano venduti ai Savoia! Ed era buffo o tragico? vedere come le navi piemontesi sbarcavano continuamente armi e munizioni per i garibaldini.
Il generale Lanza che evidentemente sera venduto bene fece anche una furbata: chiese rinforzi al re e lingenuo Franceschiello mand due navi con soldati ed armi pesanti e leggere. Il chieder rinforzi convinse il re della fedelt del Lanza.
Il 28 maggio al porto di Palermo attraccano le due navi e che ti fa il Lanza? Non fa sbarcare i soldati! Mica scemo! Garibaldi non ha ultimato la presa d Palermo e se i soldati sbarcavano lo avrebbero impedito. Li fa sbarcare il giorno dopo, 29 maggio. E li fa andare al Palazzo Reale ad oziare.
Garibaldi, nel frattempo, ha ultimato la presa d Palermo e si insedia a Palazzo Pretorio che diventa il suo quartiere generale e come primo atto apre le patrie galere liberando i prigionieri, 1.000 dei quali si arruolano coi garibaldini, portando la forza di occupazione a circa 5.000 unit!
VON MERKEL
Lo abbiamo lasciato a circa 3 chilometri da Palermo e, parlando coi suoi ufficiali si chiede del perch non si ode nessun suono o rumore della battaglia. Decide allora, di sua sponte, di entrare a Palermo. Cosa che fa subito e si rende conto che gli invasori hanno occupato la citt. Da ordine allora ai suoi uomini di cacciare il nemico ed ancora una volta mette in crisi Garibaldi. La citt con Von Merkel che spazza via la resistenza dei garibaldini e dei delinquenti a loro fianco, occupa il cuore della citt e sta per entrare a Palazzo Pretorio per catturare il Garibaldi. Questo per dire un esercito appena fedele avrebbe fatto polpette dellinvasore.
Lanza si vede perduto ed ancora una volta fa valere il suo grado! Manda due Capitani dello Stato Maggiore, Michele Bellucci e Domenico Nicoletti, da Von Merkel con un falso dispaccio dove si asseriva che cera un armistizio tra Torino e Napoli e che con effetto immediato dovevano cessare i combattimenti. Von Merkel, soldato puro, accett ma parte dei suoi soldati i ribellarono allordine: non sopportavano lidea che Garibaldi ancora una volta la facesse franca mentre era gi con un piede nella fossa.
Il 31 maggio Garibaldi ed un suo luogotenente, Turr, si incontr con gli emissari borbonici (Letizia e Chretien) sul vascello inglese Hannibal, alla presenza di ufficiali francesi ed americani e firmarono quellarmistizio che era servito il giorno prima! Il giorno seguente 1 giugno un Garibaldi raggiante annunci che aveva concesso larmistizio per umanit cristiana! Uno dei punti dellarmistizio riguardava loro (che poi erano monete, il Reame come abbiamo detto non stampava cartamoneta) che veniva trovato nelle banche: doveva essere consegnato a lui che provvedeva a mandarlo a Torino. Cosa che fece trattenendo, per, parte dello stesso che dispens alle sue truppe. Si calcola che trattene per se e le sue truppe, circa 5.000.000 di ducati!!! Alla faccia del bicarbonato di sodio!
CATANIA
Il 31 maggio si cominci a combattere anche a Catania le truppe del Reame, al comando dl Maresciallo Clery, stavano avendo la meglio su i garibaldini ma arriv lordine del Ministro Pianell di firmare una convenzione col nemico! Alla rinuncia a combattere si ribell il tenente Ruiz de Balestreros che col suo plotone, in sole 7 ore, liber Catania! Tuttavia lordine di Pianell era tassativo ed il Maresciallo Clary fu costretto, controvoglia, a richiamare il suo tenente.
Clary spost le sue truppe a Messina che ormai era diventata lultimo baluardo. E per difendere Messina erano arrivati altri rinforzi al comando di Afan de Rivera.
Nelle casse comunali di Catania i garibaldini trovarono 16.300 once di oro: non s mai saputo che fine abbia fatto quelloro! Tenete presente che 1 oncia equivale a 28,35 grammi per cui loro trovato nelle casse comunali di Catania ammontava a 16.300 X 28.35, ovvero 462.105 grammi che fanno 462 chili e 105 grammi; una fortuna!
ARRIVANO ANCORA I PIEMONTSI
Il 1 giugno, il piroscafo Utile, partito da Genova, arriva a Marsala dove scarica 5.000 fucili e una quantit industriale di munizioni. Rientr poi a Genova per ripartire il giorno 9 giugno trainando con s il clipper nordamericano Charles & Jane c on a bordo circa 1.000 volontari.
Il 10 giugno le due navi vengono intercettate dalla pirofregata Fulminante e condotte a Gaeta. Il giorno dopo - e siamo all11 giugno, il Console Americano a Napoli, (Joseph Cahandler) protesta energicamente con il Re e gli uomini vengono liberati rimpatriati a Genova.
Questi 1.000 uomini erano ex soldati sabaudi, congedati in anticipo o fatti disertare, per dare loro modo di andare a rinforzare le truppe irregolari dei garibaldini. Fatto questa specie di aggiornamento, il 14 luglio vengono di nuovo imbarcai su una nave la Amazzon e raggiungono finalmente la Sicilia.
Ma i piemontesi vanno oltre e, mentre accadevano questi fatti, una nave sabauda, la Governalo, sbarca a Messina un numero imprecisato di volontari con il compito preciso sobillare la citt.
I SOLDATI INUTILIZZATI LASCIANO PALERMO
24.000 soldati, per ordine del Generale Lanza, lasciano Palermo alla volta di Messina per imbarcarsi e passare in Calabria. Alla vista di un esercito cos numeroso, la folla palermitana protesta e chiede spiegazioni di come e percome un esercito cos grande si sia arreso senza combattere. La rabbia dei soldati la interpret un soldato dell8 di linea che, al passaggio a cavallo di Lanza, usc dalle file e gli disse "Eccell, o vv quante simme. E ce navimma accuss?" Ed il Lanza gli rispose : "Va via, ubriacone!".
Continuano intanto gli sbarchi di volontari: a bordo delle navi Washington ed Oregon, 2.000 uomini vengono sbarcati Castellammare dl Golfo, li comanda il Medici. Unaltra nave, la Franklin, partita da Livorno, sbarca altri 900 uomini.
Garibaldi, intanto, alle prese con quei gruppi di siciliani che lo avevano aiutato a liberare il Reame dai Borbone. Queste persone si erano rese conto che non di liberazione si trattava ma di cambiare solo padrone!! Il popolo di Sicilia aveva davvero creduto che la liberazione consisteva nellindipendenza dellisola! Onde evitare problemi, Garibaldi sciolse quei gruppi paramilitari che li avevano aiutato, perch potevano rappresentare un problema serio. Si iscrisse anche alla Loggia massonica di Palermo, dove venne innalzato al grado di Gran Maestro. Fu bene accolto dagli altri , tutti nobili e latifondisti, perch speravano di avere le terre demaniali e quelle espropriate ai poveri contadini. (cornuti e mazziati!!)
[b]PALERMO: SACCHEGGI E MORTE [/b]
Il 16 giugno 1860 verr ricordato dai palermitani come il giorno dellorrore. Il liberatore Garibaldi dette mano libera ai suoi uomini che commisero ogni genere di atrocit; rubarono, stuprarono, uccisero e il tutto sotto gli occhi del lestofante che poi sar nomato Eroe dei due Mondi. Eroe un cazzo! Delinquente dei due Mondi. Fu un giorno di terrore e di follia. E delinquente come Garibaldi era Lanza, che stava imbarcando i suoi soldati mentre dei criminali compivano o delitti pi atroci.
Francesco II, nel contempo, era venuto a conoscenza del tradimento di Lanza e appena giunto a Napoli lo fece arrestare confinare ad Ischia. Ma lo doveva fucilare non confinare! Insieme a Lanza furono arrestati tutti i suoi subalterni: si salv il solo Von Merkel e si suoi ufficiali!
Garibaldi, appena formato il Governo Provvisorio per la Sicilia, fece stampare 400.000 ducati in buoni del Tesoro, portando il debito pubblico del Reame a 16 milioni di ducati. Non contento, rastrell tutte le banche e le tesorerie diffidando i cittadini dal conservare ducati in oro: tutto doveva essere dato al Governo Provvisorio. La sua arroganza non conosceva limiti e confisc anche i beni della chiesa e dei Gesuiti in particolare e li scacci da Palermo.
Ma il giorno della paura, il 16 giugno, non rest un caso isolato: sempre pi spesso quei giorni si ripetevano consumando le solite atrocit. Tra i pi spietati vano ricordati tale Mele e tale La Porta. Questultimo, nel Governo Provvisorio ricopriva lincarico di Ministro della Giustizia e dellOrdine Pubblico.
UNA SORTA DI LEGIONE STRANIERA
Quella di Garibaldi era una sorta di legione straniera. Tutti avanzi di galera che speravano di mettere insieme soldi e per questo erano pronti ad uccidere anche gente innocente,
vediamoli questi campioni della libert!
Inglesi Giovanni Dunn Colonnello
Peard
Forbes
Spechee Cesare Abba, che dei Mille era lo storico, nel suo libro modifica il nome di Spechee in Specchio, per poterne raccontare tutte le nefandezze
Ungheresi Turr
Eber
Erbahedt
Tukory
Teloky
Magyarody
Figgelmesy
Czudafy
Frigyesy
Winklen
Algerini Zwawi
Polacchi Milbitz Ufficiale
Lauge Ufficiale
Tedeschi Wollff In verit erano molti di pi
Turchi Kadir Bey Avventuriero
LA COSTITUZIONE
In punto di morte il Re convoc Francesco, erede al trono e tra le altre cose, gli disse di non concedere mai la Costituzione .
Francesco venne meno a quella promessa.
Concedere la Costituzione signific liberare le carceri da tutti anche di chi si era macchiato di omicidio. Voleva dire anche rafforzare le truppe di invasione ma soprattutto - voleva dire, anzi capire, chi era fedele alla corona e chi, al contrario, era un traditore. Solo un traditore poteva consigliare un qualcosa che portava il Reame alla rovina.
Favorevoli risultarono essere il Conte dellAquila e il Conte di Siracusa, zii del giovane Re e cugini di Napoleone III di Francia. Votarono per la Costituzione su consiglio proprio di Napoleone III. E ti credo: la Francia aveva brigato con lInghilterra per affossare il Reame! Tra i contrari, tra gli altri, i Ministri Troya e Carrascosa. Addirittura Carrascosa ebbe a dire: "la Costituzione sar la tomba della Monarchia". In occasione del ripristino, Francesco II disse queste poche parole: "Desiderando dare a Nostri amatissimi sudditi un attestato della nostra Sovrana benevolenza, ci siamo determinati di concedere gli ordini costituzionali e rappresentativi nel Regno, in armonia co principii italiani e nazionali in modo da garantire la sicurezza e la prosperit in avvenire, e da stringere sempre pi i legami che Ci uniscono a popoli che la Provvidenza Ci ha chiamati a governare.
Il danno fu enorme perch permise a molti nemici della Monarchia di rientrare, essendo state azzerate tutte le condanne, e rientrando andavano ad occupare posti chiave nella nuova amministrazione che Garibaldi stava costruendo. Un errore di valutazione che Franceschiello pagher caro. Oltretutto non si rese conto dei traditori che aveva in seno alla famiglia.
Il primo a muoversi fu lAvvocato Liborio Romano che incontr subito il Console francese a Napoli. Ma molti furono gli incontri clandestini di fuoriusciti tornati a Napoli.
AUMENTANO LE TRUPPE PIEMONTESI E NASCITA DELLA CAMORRA DI STATO
Nei due mesi che seguirono, ovvero dal 26 giugno al 21 agosto, Cavour invi 24.000 volontari ad aggregarsi a Garibaldi, e lo fece con le navi che facevano la spola tra Genova e la Sicilia.
Il 27 giugno Francesco II incaric Antonio Spinelli di varare un nuovo Governo, Lo Spinelli nomin Prefetto di Polizia proprio Liborio Romano, che stava in combutta con Francesi e camorristi per rovesciare la monarchia e preparare lingresso di Garibaldi a Napoli.
Fu proprio grazie allinvasione piemontese che camorra e mafia entrano nei gangli vitali dello Stato e non ne usciranno pi. Ma c da dire che Francesco era attorniato da un mucchio di serpenti traditori, compreso il suo Capo di Governo che, dopo Liborio Romano, nomina il Conte dellAquila comandante supremo della Marina e rimuove il fidato Rinucci dal Ministero della Guerra nominando al suo posto il traditore Giuseppe Pianell. Nominato Ministro si dimise da capo supremo dellesercito di terra e il suo posto fu preso dal Generale Debenedictis, anche lui traditore? Un attimo di pazienza.
Per effetto della Costituzione, dovevano essere nominati 16 rappresentanti del Governo nelle Province del Reame, lequivalente dei nostri Prefetti. Il 1 luglio le nomine furono fatte e quasi tutti i nominati erano massoni!
Il 3 luglio ad Avellino e Salerno c la prima rivolta popolare contro linvasione sabauda e la gente scende nelle piazze al grido: "Viva o Re Francesco. Anche a Vasto si ebbero manifestazioni popolari a favore del Re Borbone.
IL TRADIMENTO DELLA MARINA
Il 5 luglio il Capitano Amilcare Anguissola, comandante di una pirofregata che faceva la spola tra Messina e Napoli per portare i soldati a difendere la capitale, invert marcia e si consegn al Contrammiraglio piemontese Carlo Pellion di Persano. Questi cedette la pirofregata Velocea Garibaldi che la ribattezz Tuckery. Dei 200 marinai imbarcati solo una quarantina tradirono, gli altri preferirono gli arresti e la deportazione (ne parleremo unaltra volta).
Il Re ordin allora al Capitano di Vascello Rodriguez di riprendere la nave che era stata consegnata ai piemontesi, il Rodriguez, al comando di una piccola flotta di tre pirofregate, si mise a caccia della nave ceduta ai piemontesi. Ma limpresa fall perch il capo supremo della Marina, lo zio del re, il traditore Conte dellAquila, brig perch fallisse.
LA GUARDIA NAZIONALE
Per effetto della Costituzione appena concessa, ogni citt e paese si dota di una propria polizia: nascono le Guardie Nazionali, la gran parte ostili a Francesco II. Capisce tutto la Regina madre che lascia Napoli per Gaeta.
Aumenta vertiginosamente il fenomeno del banditismo su tutto il sud del reame, ed un fenomeno inarrestabile! Considerate che la Sila, che diventer tristemente famosa per i sequestri di persona e per essere il ricettacolo di delinquenti, fino al 1860 era praticamente un Paradiso che tutti potevano godere perch non v era nessun pericolo.

MILAZZO
Francesco decise di difendere Messina ed i paesi vicini, Barcellona Pozzo di Gotto su tutti. Ma il Comandante in capo, Generale Clary tergiversava. Fu allora che Beneventano dal Bosco, promosso Colonnello, riusc ad ottenere il comando di circa 3.000 uomini e lasci Messina per fare quello che Clary, forte di 20.000 soldati, si rifiutava di fare: cacciare e scacciare Garibaldi che era l con 5.000 volontari.
Il del Bosco lasci Messina il 14 luglio, diretto a Milazzo.
Contemporaneamente Cavour continuava a mandare facinorosi a Napoli per fomentare la folla, aiutati anche dai camorristi e dal capo della polizia, il traditore Liborio Romano. Che bordello!!
Il 17 luglio il dal Bosco incroci una parte de garibaldini e li sconfisse nei pressi di Barcellona. La stesa coda successe il giorno dopo, contro unaltra retroguardia degli invasori. Fu cos che decise di puntare direttamente su Milazzo per difenderla. Lazione del Colonnello dal Bosco spavent il comandante degli invasori, il Medici, che mand emissari per chiedere aiuto a Garibaldi.
Da queste cose si evince la pochezza degli invasori che potevano vincere solo se aiutati dai traditori. Altrimenti per loro non vera scampo.
Garibaldi arriv in soccorso del Comandante Medici,con 4.000 uomini che, sommati ai 5.000 del Medici, fanno 9.000. Anche dal Bosco chiese rinforzi a per aiutare i suoi 3.000 uomini, ma Clary, forte ancora di 22.000 soldati, non si mosse! una storia gi vissuta, purtroppo!
Il 20 luglio ci fu il primo scontro tra i due eserciti e i duosiciliani riuscirono, bench minoritari, a respingere gli invasori. Lesercito borbone ebbe 120 caduti, gli invasori contarono 780 morti. Dal Bosco , per, si rese conto che non poteva resistere ad un altro attacco: troppa la disparit di uomini. Decise allora di entrare a Milazzo e li arroccarsi. Continu a chiedere aiuto a Clary, ma non se ne fece nulla.
La difesa del forte di Milazzo fu eroica e molti dei duosiciliani si distinsero per coraggio ed eroismo. Oltretutto il forte di Milazzo cominci ad essere bombardato dalle navi piemontesi giunte al porto, e che la marina borbonica, comandata dal traditore Conte dellAquila, non ostacol.
Anche questa di Milazzo fu una occasione persa! Dal Bosco aveva messo a nudo la pochezza degli invasori, ma il tradimento di Clary imped una vittoria certa. Oltretutto Garibaldi sapeva del tradimento, perch attacc frontalmente Milazzo, certo che alle spalle non avrebbe avuto guai!
Il 22 luglio Garibaldi chiese la resa di del Bosco. Ma il colonnello rifiut. Intervenne allora la Marina Borbonica e il suo comandante, il famigerato Conte dellAquila, che ordin a del Bosco di lasciare Milazzo e imbarcato su una nave quello che restava del suo esercito, fece rotta verso Napoli.
DEPRETIS
Il 22 luglio, su richiesta dello stesso Garibaldi, sbarc in Sicilia il deputato piemontese Agostino Depretis, spedito da Cavour in sostituzione del La Farina, con il quale Garibaldi era entrato in forte contrasto. Il giorno dopo, incontratosi con Garibaldi, questi lo nomina Prodittatore con un decreto.
CLARY ABBANDONA LA SICILIA
Il 24 luglio Clary dichiara che non ci sono possibilit di difendere la Sicilia e si arrende a Garibaldi! 24.000 soldati, senza sparare un colpo, in superiorit numerica, meglio armati, si arrendono al nemico! Il tradimento di Clary chiaro! Saputo della resa, alcuni soldati, che evidentemente erano dotati di palle, si ribellarono alla decisone di Clary e cercarono quasi di linciarlo. Il Comandante in capo fu costretto a fuggire dai suoi soldati e di nascosto raggiunse Napoli.
incredibile come Landi prima, poi Lanza ed ora Clary, tutti e tre si siano venduti al nemico!
Il 27 luglio larmatore siciliano Florio si mise a disposizione di Garibaldi e con le sue navi trasport gli invasori dalla Sicilia alle coste campane. Florio, imprenditore, cercava dal suo punto di vista di salvare la sua azienda. Non gliene faccio una colpa: di altri sono le colpe!
Tra la popolazione regna il malcontento: si rendono conto sempre pi che il liberatore altro non che un nuovo padrone peggio del precedente. Nascono manifestazioni spontanee a favore di Francesco II e sapete chi le reprime? Non i garibaldini, ma la Guardia Nazionale!
Il 28 luglio cadono anche le ultime roccaforti in mano ai Borbone: e ti credo! Non c manco la puzza di un soldato a difenderle! Ripeto: se non fosse che ci sono stati morti innocenti, questa sarebbe una buffa carnevalata!

I TRADITORI
Siamo a fine luglio, per lesattezza il 29 luglio e Cavour riceve lavvocato napoletano Nicola Nisco che linforma dellavvenuta nomina dellavvocato Romano Liborio a capo della polizia, non solo, lavvocato Nisco consegna al Cavour una lettera del Generale Alessandro Nunziante che si dice disponibile a mettersi al servizio dei Savoia. Ormai i traditori sono venuti allo scoperto! Ed imbarazzante constatare quanti e quali personaggi si sono astenuti dal tradire.
IL CASO BRONTE
Ne parleremo diffusamente a parte.
ANNESSIONE
Il 3 agosto, con una delibera del pro-dittatore Depretis la Sicilia viene annessa al Piemonte. I Siciliani,che serano schierati con i Savoia sperando di ottenere unindipendenza a lungo chiesta anche ai Borbone., si rendono conto del danno arrecato, oltre che a loro stessi, anche agli altri sudditi del Reame.
Si allunga, nel frattempo, la lunga lista dei traditori. Anche il Conte di Siracusa, un altro parente del povero Franceschiello, si mette al servizio dei Savoia! Gi da allora gli italiani correvano in soccorso dei vincitori! Per mantenere lordine, dopo i fatti di Bronte, la forza di occupazione in Sicilia viene portata a 36.000 unit! Ma non dovevano essere 1.000 in tutto?
CALABRIA
La Calabria era la prossima tappa. Era difesa da 20.000 uomini divisi in quattro tronconi al comando dei generali Ghio di Monteleone, Cardarelli, Marra e Melendez. Comandane in capo era il generale Vial che, senza motivo, aveva schierati gli eserciti allinterno, anzich sulle coste, come logica imponeva. Marra, che era un buon generale, cap che qualcosa non andava e ne parl col Ministro competente, Pianell. Non sapeva Marra che Pianell sera gi venduto ai Savoia! E che ti fa Pianell? Sostituisce Vial? Naaaaa! Sostituisce Marra e al suo posto nomina un altro massone, ovvero il Generale Fileno Briganti.
Il 6 agosto, con un proclama, Garibaldi dichiara dessere pronto a occupare le Calabrie. L8 agosto 150 garibaldini sbarcano a Cannitello e senza colpo ferire (i soldati sono tutti allinterno) riescono a raggiungere un bosco da dove dirigere le operazioni di occupazione. Anche la Guardia Nazionale non pone ostacoli: Liborio si sta dimostrando un buon alleato per i Savoia!
Il 12 agosto Garibaldi va in Sardegna dove ci sono pronti 9.000 uomini che andranno a rinfoltire le truppe di sbarco per la Calabria. Continuano nel frattempo piccoli sbarchi di garibaldini a Bovalino e in Puglia nascono comitati spontanei favorevoli ai Savoia.
I moti pugliesi sono attivi a Bari, Ginosa e Laterza e anche qui i garibaldini non trovano resistenza. Manca solo Napoli e poi loccupazione totale. Ma di Napoli parleremo in altra sede.


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Id: 249 Data: 08/09/2010 13:17:41

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- Storia

Garibaldi: un lestofante per eroe


Sicuramente, dopo che avr postato questo pezzo, la lista dei miei nemici si allungher di un bel po perch toccare leroe dei due Mondi deleterio. Garibaldi, nellimmaginario collettivo, leroe senza macchia e senza paura, osannato e e non c Comune grande o piccolo - che non ha una Piazza o uno slargo o una Via intitolata
alleroe! E non solo: in molti di questi Comuni ci sono case pi o meno ben tenute dove una targa ci dice che qui ripos leroe il giorno prima della marcia su Roma , riferito in questo caso - alle mie parti. Nei paesi della Romagna il solito cartello ci dice che qui ripos leroe con la sua compagna ferita pria chella dipartisse. E cos i cartelli cambiano a seconda della posizione geografica interessata.


Soltanto a Terni ci sono due ruderi, protetti dal Comitato Storico per la Salvaguardia dei Beni Ambientali del Risorgimento, che hanno in comune una cosa: in entrambi dorm Garibaldi! E fin qui niente di male se non fosse che dorm l la stessa notte. Il primo di questo rudere storico trovasi in Zona Polymer, un vecchio fabbricato color rosa, e laltro ubicato a Collescipoli, a circa tre chilometri dallaltro! Come abbia fatto lo sa solo lui. Lunica cosa certa che nel 1867, per lennesimo tentativo di liberare Roma, part da Terni.


Ma la mia riflessione sul Garibaldi unaltra: credete davvero che lUnit dItalia labbia fatta lui? E come ha fatto se ha passato il suo tempo a gozzovigliare fra un Comune e laltro?


Garibaldi assomiglia ad un eroe dei fumetti, pi attento alle sue esigenze, ovvero quella di difendere la sua leggenda costruita a Montevideo. Ed eccolo allora vestire anche da noi il poncho e restare fedele al personaggio! Una cosa gli va riconosciuta: era uno che le donne le battezzava appena gli arrivavano a tiro! Vittorio Emanuele lo considerava un simpaticone, lo stesso non si pu dire di Cavour: i due si detestavano! Ma Cavour ebbe il merito dima lo vedremo pi avanti.


Nei suoi 12 anni di permanenza in Sud America, vive di espedienti, mai svolgendo un lavoro onesto. Frequenta ambienti esoterici e giunto in Italia si avvicina alla Massoneria. La stessa Massoneria che frequent, appena ventenne, quando era al soldo degli Inglesi come spione. Poi, sempre al soldo di Sua Maest Britannica, divenne un apprezzato comandante della filibusta, ovvero un pirata. Dopo lapprendistato inglese il buon Giuseppe pronto al salto di qualit e chiede ed ottiene di mettersi in proprio. E da furbo lo fa in Uruguay, dove ripara per sfuggire alla galera di Genova, dove era destinato per una condanna. LUruguay terra non pericolosa, coi grandi fiumi che portano i suoi legni in Argentina e Brasile. Dove arriva saccheggia, impone la sua legge e, se necessario uccide. Stanno con lui i satrapucci di quartiere, ma anche gli evasi di galera e quelli che la galera la devono fare, ma erano latitanti. In tutto questo bailamme si becca anche una condanna per abigeato, ovvero furto di bestiame. La condanna prevede che venga mozzato un orecchio al condannato. Cosa che il nostro eroe subisce. Ma, per non far vedere lincidente di percorso, don Peppino si fa crescere i capelli e indossa sempre il cappello atto a nascondere linfamia.


In una delle tante scorribande incontra Anna Maria Ribeiro da Silva, sposata con Manuel Duarte de Aguilar, bella e non indifferente al fascino de Litaliano. Ma Anita (cos viene chiamata, ovvero piccola Anna) sposata eopl: il marito muore ma non si sapr mai come! Anzi: si sa ma non si dice! Anita ora libera di seguire il suo amore italiano.


Nonostante la sua attivit poco consona, Garibaldi non fa soldi come dicono gli americani. Si arricchiscono i suoi uomini ma lui, pi interessato alla cura del suo mito che a quella di incassare e metter da parte. E questo suo poco interesse per il denaro diventer la sua fortuna quando, in certi ambienti uruguayani, si comincer ad indagare su di lui. Smette di fare saccheggi e robe del genere e si mette a lavorare in una fabbrica di candele: si rif cos una verginit!


Rientra in Italia e subito organizza un gruppo di persone per liberare Roma! Ha carisma e tutti pendono dalle sue labbra. Ma lesercito francese non come quello argentino o uruguayano! ben armato, civile, ha generali che sanno il fatto loro e, soprattutto, ha il rispetto dei ruoli: ufficiali, sottufficiali e soldati. Dallaltra parte c Garibaldi, che si fa chiamare Generale e poi i soldati! La batosta cocente e drammatica e il generale costretto alla fuga col suo manipolo di soldati e la sua amata (tradita per decine di volte). E a Comacchio la bella sudamericana muore. Anche qui lombra del dubbio aleggia: stato lui o non stato lui? In un altro post tratter della signora Ribeiro.

La batosta salutare perch gli fa capire che lItalia non lAmerica Latina! Ma soprattutto, fa capire a Cavour che quello la persona giusta per attuare il suo piano di unificazione dItalia. Cavour sa che con la sola forza dellesercito piemontese, forte e ben armato, con ufficiali di primissimo ordine, non ce la far mai ad avere ragione in tempi brevi dei Borboni. E questo per un motivo molto semplice: la mafia (operosa ed attiva) avrebbe intralciato tale operazione. E non tanto per amor di Patria (ovvero salvate il Regno delle Due Sicilie), quanto perch voleva il suo guadagno. E la stessa cosa succedeva coi banditi calabresi, quelli pugliesi e campani. Cavour cap che foraggiando il brigantaggio , fortissimo in quelle zone, poteva ottenere la caduta dei Borboni in poco tempo. E il tornaconto della Mafia? Duplice: incassava un bel po si soldi e soprattutto si liberava della polizia borbonica che, pi di ogni altra, conosceva tutto dei banditi, essendo polizia del posto. Con lavvento dei Piemontesi si sarebbero azzerate le cariche, ci sarebbero stati nuovi comandanti e la mafia avrebbe prosperato grazie allinesperienza di questi. Non dimentichiamo che la mafia odierna ha avuto i guai pi grossi quando ad occuparsene sono stati Siciliani come Falcone e Borsellino: nulla cambiato.


Ma per fare questo, ovvero comperare la mafia e averla ai suoi servizi, non poteva poi essere lesercito - diciamo cos ufficiale ad operare. Ecco perch Cavour vide in Garibaldi luomo della provvidenza. Il Generale fu contattato e nel contempo emissari dei servici segreti (cerano anche allora) cominciarono a trattare con la mafia e gli avi di ndrangheta, Sacra Corona Unita e Camorra! Le trattative si protrassero per 3 anni e parte attiva fu recitata dallInghilterra: vedremo il perch!


Quando tutto fu pronto i Mille partirono per la Sicilia dove trovarono i picciotti che si arruolarono e , facendo il doppio gioco, mandarono lesercito dei Borboni al massacro. Limpresa riusc e a supervisionare tutto cera una vecchia conoscenza del Generale: la marina inglese! La quale voleva assolutamente che le cose andassero bene ed era pronta ad intervenire se si mettevamo male! Gli Inglesi, che non fanno nulla per nulla, vedevano bene loperazione costruita da Cavour perch cos si indeboliva la Spagna, che contrastava Sua Maest nelle rotte commerciali col Nuovo mondo! Ma soprattutto temeva che la Spagna potesse invadere anche le rotte del Nuovissimo Mondo che Cook aveva scoperto nel 1600.


In tutto questo chi ci ha rimesso sono stati, come sempre succede, i poveracci che subirono lannessione al Piemonte e che soprattutto, impoverirono ancora di pi perch i nuovi dirigenti guardavano pi ai ricchi che a loro. Succedeva cos che tutte le terre strappate al demanio o alla Chiesa ed anche i piccoli appezzamenti di piccoli proprietari, furono venduti allasta andando ad arricchire la mafia o i nuovi latifondisti conniventi con la mafia stessa! Ma andavano soddisfatti anche gli Inglesi che erano pronti ad agire se le cose si mettevano male. Orbene. per gli inglesi furono riservate terre nei comuni di Bronte (dove peraltro la famiglia dellAmmiraglio Nelson aveva gi una tenuta) , Niscemi e Racalbuto. Qui le terre furono tolte ai piccoli proprietari e date ad alcuni Lord Inglesi, con il beneplacito della Mafia. I piccoli proprietari si ribellarono, ma ecco mettersi in luce il vice del Generale: il patriota Nino Bixio!


Patriota un cazzo! Era un pazzo scatenato, psicologicamente instabile, sanguinario e fece uccidere, e lui stesso uccise, decine e decine di poveracci! Oggi sarebbe stato giudicato un criminale di guerra e giudicato dal tribunale dellAja. Ma si sa la storia la fanno i vincitori e Bixio un eroe! Pensate un po che se vinceva Hitler, anche lui e Himmler e Gobbels e tutti i gerarchi sarebbero stati eroi! E Patton, Eishanawer, De Gaulle e compagnia, dei criminali di guerra.


A Napoli contavano di fermare Garibaldi sullo stretto di Messina durante il passaggio in Calabria. Lesercito Borbonico era forte di 17.000 unit, quello del Generale di 1.500 unit. Sapete come and. And che i filibustieri di mafia e soci chiesero ancora denaro a Torino e pagarono i comandanti dellesercito napoletano, mentre ai soldato fu consigliato di lasciar perdere. Morale: il Generale occupa la Calabria senza colpo ferire! Eh si perch la Ferita dAspromonte non si riferisce alla spedizione del Mille, ma al tentativo maldestro di organizzare un esercito per occupare Roma (il suo pallino). I fatti: nel 1862 il Generale torna in Sicilia per un viaggio di piacere e qui incontra delle persone piene solo di ideali che vogliono liberare Roma. Garibaldi si mette al comando di questa banda simili agli straccioni di Valmy - e da Catania salpa alla volta di Mileto , in Calabria, deciso a risalire fino a Roma: sono il Garibaldi, non mi ferma nessuno!!!!! Illuso: il Regio Esercito Piemontese lo aspetta in Aspromonte. il 29 agosto e gli fanno la bua ad un piede! Alt, finita la marcia su Roma! Io credo che qualcuno doveva dire a Peppino che qualche anno prima le cose andarono bene perch Camillo Benso, Conte di Cavour, il Regno delle due Sicilie se lera comprato!


La presa di Napoli avvenne allo stesso modo: sotto locchio vigile dellInghilterra e con lappoggio della Camorra! Gli ufficiali che si arrendevano venivano promossi e per quelli che non lo facevano cera un certo Bixio! Chi si ribellava veniva fatto prigioniero e furono costruiti veri e propri lager nel bresciano dove furono deportati 32.000 tra soldati fedeli ai Borboni e cittadini che volevano difendersi dallinvasore. Dei 32.000 deportati si sono perse le tracce! Ma facile immaginare che fine abbiano fatto!


Preso il potere, Garibaldi instaur, a Napoli, un governo di transizione che resta una esperienza tragica e drammatica. Coi soldi dello Stato Borbonico, anzich far sviluppare le aziende, vengono pagati alti esponenti della camorra e vengono privilegiati gli anici degli amici. Non solo: vengono aboliti i dazi portando le aziende in rovina e continuano a sparire soldi come fossero bruscolini. Si calcola che durante il governo provvisorio di Garibaldi , siano stati bruciati qualcosa come 2.000 miliardi di euro al cambio di oggi! Ci fu un tentativo di mandare in Francia un vascello con tutta la documentazione delle malefatte, ma locchio vigile di Sua Maest vigilava! Quel vascello affond appena lasciato il porto di Napoli. Ma sappiamo dove sono finiti i soldi che sparivano: andavano a Torino! Dal Banco di Napoli al San Paolo! Cavour rientrava delle spese! Morale! I Borboni sono stati abbattuti pagando loro gli abbattitori! Una operazione economico-politico-finanziaria degna dei migliori guru della finanza di oggi! Ma non scopriamo oggi Cavour: era davvero un grande! Lunico vero statista che abbiamo avuto! Che il Piemonte ha avuto. Faccio notare come la storia si ripeta, in termini finanziari: oggi il Banco di Napoli non esiste pi! E stato acquisito dallIstituto San Paolo di Torino! Ma sappiamo che lacquisizione cominci con la spedizione dei Mille


Lesperienza del Governo di Napoli poteva rappresentare una svolta per la nazione Italia appena nata. E lo aveva capito Cattaneo che, sceso a Napoli, consigli al Generale di imporre uno Stato federale. Cerano tutte le premesse e soprattutto lo vedeva bene anche Cavour che, da snob quale era (preferiva parlare il francese anzich litaliano), male si rapportava coi meridionali ed il federalismo avrebbe mitigato quella corsa al nord che poi invece si verific. Ma Garibaldi, consigliato da Mazzini, declin il consiglio di Cattaneo. E fu persa unoccasione!


Dopo i fatti di Aspromonte, il Generale riceve unofferta che non si poteva rifiutare: Lincoln gli offr il comando dellesercito del Nord conto gli secessionisti del Sud! lambasciatore di Washington a Torino che consiglia al Presidente il Garibaldi. Il quale accetta ad una condizione: che Abramo Lincoln dichiarasse ufficialmente che la guerra serviva per liberare gli schiavi del Sud! Cosa che Lincoln non poteva dire perch non era quello il motivo della guerra; e soprattutto perch non poteva distruggere la forza economica dellagricoltura che rappresentava una forte voce attiva nel bilancio della Nazione. Ma Lee continuava ad infliggere solenni batoste agli Unionisti e , nel 1963, Lincoln torna alla carica, accettando di dichiarare pubblicamente che quella era una guerra di liberazione degli schiavi! Ma, inspiegabilmente, Garibaldi rifiut! Probabilmente non si aspettava che Lincoln accettasse la sua proposta e nellattimo che laccetta si sente fregato: non aveva mai avuta nessuna intenzione di recarsi in Nord America!


Dopo limpresa dei Mille e lofferta americana e nonostante il massimo grado raggiunto allinterno della Massoneria, Garibaldi non riusc a capitalizzare la sua fama e anzi posizionandosi sempre pi a sinistra, si isol. La sua partecipazione poi allInternazionale Socialista, con Marx e Bakunin, segna il suo tramonto in Patria. per furbo quando Marx gli offre il Comando dellEsercito della Comune a Parigi, memore delle botte rimediate dai Francesi a Roma, ringraziando, rifiuta.


Per concludere: era un uomo spregiudicato, vanesio, sempre al servizio del pi forte cui sapeva rispondere ubbidisco, ed era forte coi deboli, cui imponeva le sue decisioni che poi Bixio faceva rispettare. Era un personaggio squallido che la vita ha premiato oltremisura. Un personaggio che ha costruito la sua fortuna - oggi si direbbe mediatica approfittando delle difficolt dei poveracci e alimentando una aureola di consensi. E non stato neanche un grande generale: ha vinto solo battaglie truccate! Quelle giocate alla pari le ha perse tutte! Aveva per un grande sponsor: la Corona Inglese! E per quei tempi era il massimo. Evidentemente i servigi resi quando spiava per conto di Londra devono essere stati notevoli. Si spiega cos anche il forte contributo inglese allunit dItalia! Daltra parte gli Inglesi sono abituati a disegnare e cancellare confini e Stati! Basta dare unocchiata agli stati del Medio Oriente (Giordania e compagnia bella) per rendersene conto. Ma, soprattutto sono le parole di Churchill: quando abbiamo ridisegnato il Medio Oriente lo abbiamo fatto con sigari e wiscky! Ma forse era pi wiscky!. Tornando a Garibaldi, si pu davvero dire che la sua stata la vittoria di un lestofante!


Chiudo con le parole di alcuni studiosi. Comincio con quelle dello storico Gennaro De Crescenzo che si chiede: chi fu, dunque Garibaldi? Leroe che dedic la vita a combattere per ideali di libert e di giustizia? Oppure lo strumento inconsapevole di una trama di potere ordita da massoni e liberali per impossessarsi dellintera penisola? O ancora, il rivoluzionario che collabor attivamente alla conquista del Regno delle Due Sicilie, condividendo pienamente gli scopi e i mezzi delle forze unitariste? E continua ancora De Crescenzo: Garibaldi va riletto o meglio processato per la falsit del suo eroismo, per l'immoralit del suo comportamento (invase senza dichiarazione di guerra un regno pacifico), per i danni morali e materiali subiti dal Sud (con lui fin il tempo dei primati borbonici e inizi una questione meridionale prima sconosciuta e tuttora irrisolta).

Anche Del Boca riferisce cose interessanti, ovvero che la Spedizione dei Mille altro non fu che una scampagnata e che lesercito Borbonico si sciolse come burro a suon di milioni e promozioni sul campo. Scrive Del Boca: Garibaldi non aveva pi niente da fare. Poteva continuare a litigare con la grammatica poetica. Questi sono alcuni suoi versi:

Salve, o terra del Vespro

il tuo destino

desser grande!

Salve, o falange di gagliardi! I Mille

Guerrieri avventurosi

Invan linvidia

Della canaglia vi dilagna. (sic.).

E questo mentre veleggiava per Marsala dove sarebbe cominciata, appunto, quella scampagnata che con solo mille persone avrebbe, alla fine, portato alla conquista di un regno forte e ben armato. .

E in Wikisource ci si chiede di: rispondere alla angosciosa domanda di come mai abbiano potuto 1.000 armati irregolari, ancorch veterani e raggiunti da rinforzi, sgominare un esercito imponente che giocava, sostanzialmente in casa. E nella disamina troviamo le solite storie di soldi, massoni e mafia!

Chiudo consigliando un libro dello storico inglese Gorge Trevelyan, Garibaldi in Sicilia, dove con dovizia di particolari parla della preparazione della spedizione. Nel libro sono riportate cifre e documenti della trattativa con la mafia e le prime pagine dei giornali londinesi che annunciavano la cosa! Ma soprattutto raccontato tutto lintreccio diplomatico tra Torino e Londra con lavallo tacito prussiano e francese che portava si ad unire lo stivale ma quello che pi interessava a Londra e Parigi - ad un indebolimento di Madrid e Vienna! E lo storico inglese, pur giudicando Garibaldi un guerrigliero, affascinato dalla ingenuit delluomo che davvero crede di aver - da solo unito lItalia! Secondo Trevelyan, Garibaldi il primo Che, ovvero lesportatore di una rivoluzione quasi empirica. Ma con una fortuna rispetto a Guevara: nessuno lo fece assassinare tra coloro coi quali si rapportava (leggi Cavour, Vittorio Emanuele e Mazzini). Guevara purtroppo per lui aveva a che fare con Castro, che non esit a sbarazzarsene vendendolo ai Carabineros! Guevara era un pericolo per un Castro assetato di potere! Ma forse i Piemontesi non giudicavano pericoloso Garibaldi! Bastava farlo giocare alla guerra!


Id: 248 Data: 07/09/2010 14:53:54

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- Economia

I nuovi poveri

Quello che andate a leggere un articolo di qualche anno fa, ma attualissimo anche oggi perch in Italia nulla pi stabile del precario. Governo compreso.
[Danilo Mar]


I nuovi poveri

Le notizie sono su tutti i quotidiani ormai da tempo! Siamo il Paese pi vecchio e pi povero di Eurolandia! I numeri sono crudeli e disarmanti: una famiglia su sei vive sotto la soglia della povert! E due su sei arrivano a fatica alla fine del mese! Ci significa che solo tre famiglie su sei non hanno problemi! Sta scomparendo il ceto medio e si va verso una societ quasi manichea: ricchi sempre pi ricchi e poveri sempre pi poveri!

Le colpe - essenzialmente - sono due! Una di carattere strutturale e laltra la definirei quasi morale. Quella strutturale la mancata riforma delle pensioni, che andava fatta a met degli anni 80 con scelte coraggiose, come quelle fatte dalla lady di ferro - Margareth Thatcher - in Inghilterra. La signora Thatcher non si lasci intimorire dalla minaccia del sindacato di uno sciopero ad oltranza e var la legge, approvata anche dai Laburisti - che prevedeva il completo riordino delle pensioni, ovvero la possibilit di fare gestire ai Fondi oppure alle aziende. Nel primo caso uno poteva - e pu - scegliere come e quando andare in pensione, tanto ricever in proporzione del versato. Nel secondo caso linnalzamento dellet pensionabile, ovvero luscita pi tardi dal mondo del lavoro, produrr pensioni pi ricche. Anche Regan aveva fatto la stessa cosa negli USA, adottando un braccio di ferro coi Controllori di volo che licenzi in tronco!!

La riforma della Thatcher sollev lo Stato centrale del peso delle pensioni danzianit di servizio, liberando capitali ingenti Capitali risparmiati e investiti nella pi grande crescita del PIL in Europa in quei tempi. Di quella crescita si giovarono le imprese e di riflesso i lavoratori, che ebbero aumenti salariali e premi di produzione. Sono passati 20 anni e da noi ancora si dibatte su quello che gli inglesi fecero in 48 ore!!

Laltra causa, quella morale, riferita allo scempio delleuro!! Sono da sempre stato un euroscettico, perch da sempre convinto che la squallida Europa di Maahstricht non poteva favorire il popolo ma solo i poteri forti!! Lunione europea nasce per volont delle banche centrali e della grande finanza! Nel mio ultimo intervento a Cernobbio - poi non sono stato pi invitato - era il 2003, denunciai apertamente queste cose e dissi che sarebbe stato un atto di coraggio uscire dalleuro e bisognava farlo subito, onde evitare unimplosione del sistema! Un atto coraggioso che fu bocciato dalle banche e dalla grande finanza! Nella mia replica, a braccio e con enfasi, dissi che andavano tutelati i bisogni della povera gente e non quelli dei "salotti buoni". La povera gente aveva - e oggi vieppi - problemi di sopravvivenza mentre i "salotti buoni" quelli del metraggio della barca! Mi feci molti nemici e non fui pi invitato! Chissenefrega!

Leuro stato un disastro perch siamo entrati in una societ con persone che avevano capitali e noi solo debiti! Per raggiungere i parametri furono varate finanziarie "lacrime e sangue", lultima - quella di Amato di 90.000 miliardi!

Vedete, se io mi devo mettere in societ con tizio e ognuno deve versare 5 milioni di capitale, se io non ce li ho, li devo chiedere alle banche, che poi li rivuole indietro. Quindi io devo pagare ogni anno il rimborso del prestito che mi ha permesso di entrare in societ con Tizio. Ora. Se a fine anno c un utile di 100.000 lire, sono 50.000 ciascuno. Ma con una differenza: Tizio, che i capitali li aveva di suo, intasca le 50.000 e se ne sta tranquillo mentre io intasco le 50.000 ma ne devo 60.00 alla banca! Come cazzo faccio? quello che successo a noi! Siamo entrati in Europa prendendo soldi ai cittadini con tasse, balzelli, gabelle e addirittura prestiti (CCT, BOT, CTZ), ma lo Stato deve rimborsare i prestiti e deve dare un minimo di servizi, per cui resta deficitario!

Altro problema stato il valore di cambio, il fantomatico 1.927,36! Studi fatti dalla LUISS, da societ che dettano il rating internazionale di un Paese, e da Fondazioni, erano concordi nel dire che un cambio equo era di 1.250/1.300, ma chi ci governava accett il cambio proposto. Perch? Semplice: quando conti poco, poco ottieni! Poi s detto che non ci sono stati controlli e cazzate del genere! Balle: ogni cambio di moneta porta un aumento dei prezzi! Lo sa la Francia, quando pass dal vecchio al nuovo franco e la stessa ex Jugoslavia quando pass dal vecchio al nuovo dinaro! E lo sanno i nostri politicanti! Ricordate quando il Governo Craxi cominci a parlare di "lira pesante"? Ovvero togliere tre "zeri"! Le mille lire diventavano 1 lira, le 5.000 diventavano 5 lire e cos fino alle 100.000 che diventavano 100 lire. Era prevista la reintroduzione dei centesimi. Ma tutto questo rest nel cassetto e sapete perch? Perch da studi fatti si calcol che poteva esserci un aumento del costo della vita del 30 o 40 percento! E Bettino, che stupido non era, lasci perdere.

Che poi leuro avrebbe generato aumenti gli addetti ai lavori lo sapevano. Lo sapevano nel momento in cui furono definiti i "tagli" della carta moneta! I Paesi economicamente forti hanno tagli piccoli! Prendiamo gli USA: il taglio pi piccolo di 1 dollaro! Eurolandia risponde con 5 euro! I tagli grandi sono un segnale pericoloso perch vuol dire che leconomia si avvita su se stessa e non produce nulla. Lesempio classico la Repubblica di Waimar: si stampava cartamoneta di un miliardo di marchi!! Poi, aggravatasi la crisi, stampavano carta moneta solo da un lato, per guadagnare tempo! Non siamo certo a Waimar, ma la scelta dei tagli delleuro la dice lunga!

La crisi della moneta non solo un problema italiano ma un problema generale. I tedeschi - se potessero - tornerebbero al marco e cos i francesi rivogliono il franco. In Danimarca col referendum hanno detto no alleuro e no hanno detto Svezia e Norvegia! Poi ci sono i soliti inglesi che fregandosene dellEuropa, non hanno aderito alleuro ma si sono tenuti la sterlina! E sono certo che se si proponesse anche da noi un referendum sulleuro, vincerebbe la vecchia amata lira! Paradossalmente le nazioni cosiddette "ricche" prima dellavvento delleuro, ovvero Germani, Francia e Italia, sono quelle che pi hanno pagato il cambiamento. Nazioni di seconda fascia, come la Spagna o il Portogallo o la Grecia, sono quelle che pi se ne sono avvantaggiate! Vi siete chiesto il perch? Perch la crescita bassa ha favorito i Paesi pi poveri! Facciamo un esempi se prima delleuro noi crescevamo di 3 punti percentuali e la Spagna di 1 punto, eravamo noi nettamente pi ricchi! Ma se con "Eurolandia" di media si cresce 2, noi impoveriamo di un punto e la Spagna arricchisce di un punto! Ovvero cresce la povert!

E le cose andranno peggio con lingresso dei Paesi dellEst che si gioveranno di una crescita sempre pi bassa ridimensionando i Paesi di seconda fascia a vantaggio di quelli di terza fascia! Spero che abbiate compreso il problema anche se spiegato in modo da fare aborrire i santoni delleconomia, ma sono quelle 3 famiglie su sei che patiscono il fine mese che devono comprendere! Le altre tre di problemi non ne hanno! E sono sempre pi convinto che entro il 2050 si torner alle monete nazionali per limplosione di "Eurolandia"!

Anche il recente aumento del tasso di sconto rema in una direzione pericolosa, cos come - per quanto ci riguarda - la mancata riduzione delle tasse (oltre alle gi citate pensioni). Se non si liberano capitali freschi da reinvestire nelle aziende, non andremo da nessuna parte!

Altro grave problema costituito dal "sistema banche". Da noi le banche controllano giornali e aziende e sono - di fatto - esse i padroni! Ed cosa sbagliata! Le banche dovrebbero esercitare un ruolo esclusivamente creditizio e non partecipare alla gestione aziendale! Cos come gli imprenditori (o prenditori?), dovrebbero assumersi la "responsabilit di rischio" e non intascare gli utili e spalmare le perdite sulla collettivit! Troppo comodo! E se ci sar una diminuzione della pressione fiscale, questo dovr accadere perch i capitali che si libereranno dovranno servire a rendere le aziende pi ricche, il che vuol dire stipendi pi alti e benessere per tutti! E poi ci sono i giornali! La figura delleditore puro sparita. Di fatto i giornali sono delle Aziende, ovvero delle banche! Basta vedere la guerra che s scatenata, un paio di anni fa, intorno a RCS: ha fatto "morti" a non finire (chiedere a Ricucci e soci). Eppure le mosse di Ricucci - avventate quanto si vuole - dovevano pure avere un fondo di logicit!!! Cazz parto dal presupposto che Ricucci non matto e che sapeva benissimo che il patto di sindacato che controlla RCS non era scalabile. E allora? Ripet Ricucci non un fesso (anche se di fatto lo diventato) e se ha scalato RCS perch "qualcuno" lo ha invitato (o obbligato?) a farlo. Se lo ha invitato a farlo deve avergli fornito anche delle garanzie. Se - al contrario - stato "obbligato" , di garanzie non ne aveva ma ha dovuto cedere scegliendo il male minore. E dopo tutto quel patatrac siamo alle nozze Unicredit - Capitalia, che porta Geronzi ai vertici di Piazzetta Cuccia! Ma daltra parte intorno al "corrierone" si sono combattute sempre battaglie cruente. Da De Benedetti agli Agnelli, da Cefis alla public company, da Romiti a Galaeri e oggi a Geronzi, chi controlla Piazzetta Cuccia controlla il capitalismo italiano. Ovvero le banche! Mi viene in mente quello che dicono gli inglesi: chi controlla il Tamigi controlla Londra, chi controlla Londra controlla lInghilterra e chi controlla lInghilterra controlla il mondo! E non a caso, quando c nebbia a Londra si dice che "lEuropa isolata".

Dubito che questo Governo possa attuare quella riforma pensionistica che urge (troppo sotto scopa dalla CGIL, Cobas e compagnia cantante), dubito anche che possa farlo il prossimo governo di centrodestra (la triplice porterebbe a Roma qualche milione di pensionati in gita a Piazza San Giovanni). E allora? Duole dirlo, ma credo che la forbice tra i nuovi poveri e i nuovi ricchi tender a crescere generando una voragine nel buco gi ampio formatosi alla voce "prestiti personali". Ovvero, ci saranno sempre pi "soldi di plastica" per arrivare a fine mese. Carte di credito "cariche" di 1.500 euro fino ad un massimo di 5.000 euro, ricaricabili, che aiuteranno - nellimmediato - le famiglie. Ma che alla lunga, se non tenute sotto controllo, segneranno la fine della stabilit familiare. Cio, quando la famiglia non sar pi in grado di rimborsare mensilmente il dovuto, ecco che la banca si rifar sul quinto dello stipendio, di fatto "uccidendo" la famiglia malcapitata. Basta dare una occhiata ai numeri: sono sempre di pi i dipendenti soggetti al pignoramento dello stipendio. Che volete: le banche sono forti con i deboli e deboli coi forti! Permettono a Cirio e Parmalat (due nomi a caso) di cuccarsi migliaia di miliardi che poi vanno a recuperare con la povera gente o coi conti "in sonno". Vale quello che diceva Keynes: " meglio togliere ai poveri, si prende poco ma sono tanti! E non si possono permettere avvocati che li salvano!". Crudo cinismo, ma orrenda verit!

E qui stanno anche le colpe della Magistratura, che corre appresso alle vallette, ai calciatori, a Berlusconi, con inchieste che non portano a nulla e che il pi delle volte si risolvono con un salasso per le pubbliche finanze (ricordate il caso Merola? Proprio lui, il "merolone"! Orbene, sembrava che dovesse finire in galera e che dovessero buttare la chiave e.un cazzo! stato assolto, e lo Stato gli ha dovuto versare 300 milioni di lire e tante scuse come rimborso per danno allimmagine! Soldi nostri!!!). E di casi come questo ne piena ogni cancelleria di Tribunale. Vogliamo scommettere su Moggi? Tornando a bomba, parlavo delle colpe della Magistratura e mi chiedo come pu un Giudice deliberare che ad un dipendente che paga 500 euro di affitto, monoreddito, con due figli, che percepisce 1.200 euro di stipendio, vengano prelevati 240 euro (un quinto) per risarcire la banca di 1.500 euro? Se non poteva arrivare prima alla fine del mese, come pu dopo con soli 960 euro? Di fatto si "uccide" una famiglia. La crisi porter alla fine del matrimonio, figli allo sbando, a volte ci scappa il suicidio, e si va ad infoltire la fila dei poveri in cerca di cibo alla Caritas. Possibile che non esiste un Giudice che dica: cara banca, tu hai concesso la carta di credito a questo signore sapendo che aveva un reddito basso e ora la mia morale ed il rispetto per la vita umana, mi impongono di non accettare la sua richiesta di prelievo coatto dallo stipendio. Questi 1.500 euro mettili in "conto sofferenza" insieme a quelli di Cirio e Parmalat (e mille altri) e stai pi attenta a come elargire il credito.

Se un Giudice avesse questo coraggio si salverebbero molte famiglie e si ritroverebbe quella carit cristiana che tutti stiamo perdendo. Lo urlo forte: ce n uno? Col cazzo! E mica si fa carriera andando contro le banche!!!

Vi siete accorti come cambiata la pubblicit sia televisiva, sia sulla carta stampata? La gran parte degli spot riguardano il credito al consumo (compri oggi e cominci a pagare fra 8/10 e anche 12 mesi!), molti altri riguardano i prestiti personali (sono nate societ, collegate a banche che impongono interessi da usuraio! Di fatto, le banche essendo vincolate da leggi specifiche, creano societ parallele prestando soldi a interessi criminali. E quello che bello - o brutto - che nessun giudice va ad indagare su queste societ collegate, e si che di materiale ce ne sarebbe! Siamo di fronte al classico conflitto di interesse: ma tutto tace). Altri spot riguardano le cosiddette banche on line, mangiasoldi senza fondo (pure queste collegate alle banche tradizionali), ma il fatto che quando non si arriva pi alla fine del mese, ci si aggrappa a tutto! E tutti questi investitori pubblicitari solo lesti a finanziare la famiglia in difficolt; basta ci sia un contratto di lavoro a tempo indeterminato e loro sono a posto. E se il beneficiario del prestito va in pensione e non ha ancora estinto il debito, tanto meglio! La legge prevede che un quinto del TFR vada alla banca o chi per essa. E se ancora non ci siamo c sempre un quinto da cuccare dalla pensione! Che schifo!

Lo dico con tutta franchezza: spero che il prossimo Governo riveda le leggi sul prestito al consumo, sui prestiti personali e sulle banche on line e societ finanziarie. Inoltre provveda alla separazione delle carriere dei Magistrati onde evitare lobby tra Giudici, PM e giudicati! Ma vi rendete conto? oggi il Magistrato tizio Giudice in un processo la cui pubblica accusa sostenuta dal Magistrato Caio e domani i ruoli si invertono! Voi cosa dite: ci pu scappare "laccomodamento del giudizio?". Io dico di si! E ci sono mille esempi! Allora che il Giudice sia sempre Giudice e il PM sempre PM. Spero anche che finisca la "compra dei parlamentari", ovvero modificare larticolo di legge che recita: "il Parlamentare eletto SENZA vincolo di mandato", che deve diventare "il Parlamentare viene eletto CON vincolo di mandato". Ovvero chi eletto in una coalizione non deve tradire il mandato elettorale e cambiare casacca! Ma noi elettori chi siamo? Solo fessi da prendere per il culo? Se ci fosse stata questa "leggina" non sarebbe nato il primo Governo Berlusconi (Tremonti e Cecchi Gori passarono dal Patto Segni al Polo delle Libert); non sarebbe nato il Governo Dini che, Ministro col Polo, si trasfer armi e bagagli dallaltra parte insieme alla Lega che aveva invece stipulato un patto elettorale con FI; non sarebbe nato il Governo Dalema, che si giov di Mastella e soci che abbandonarono il Polo e fondarono lUDR (poi UDEUR), per soccorrere "baffino"; e ultimo in ordine di tempo, sarebbe andato a casa Prodi salvato - invece - da Follini e la sua "Italia di mezzo". Ma come diceva Flajano "noi corriamo in soccorso dei vincitori"! Daltra parte cosa aspettarsi da chi, in due guerre mondiali, parte con un alleato e arriva col nemico?

E qui sono con Battiato che canta "Povera Patria"!

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese devastato dal dolore...
ma non vi danno un po di dispiacere
quei corpi in terra senza pi calore?
Non cambier, non cambier
no cambier, forse cambier.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambier, non cambier
si che cambier, vedrai che cambier.
Voglio sperare che il mondo torni a quote pi normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli pi di dittature
se avremo ancora un po da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare



Id: 247 Data: 06/09/2010 21:23:03