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- Libri
Leggi una donna - Lettura del prof. Nazario Pardini
LEGGI UNA DONNA di Lorena Turri - Kairòs Edizioni - 2015 - Prefazione di Antonio Spagnuolo Lettura del prof. Nazario Pardini su " Alla volta di Lèucade" http://nazariopardini.blogspot.it/2015/05/n-pardini-lettura-di-leggi-una-donna-di.html
Id: 1463 Data: 20/05/2015 00:06:02
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- Libri
Leggi una donna - Lettura di Maria Rizzi
LEGGI UNA DONNA di Lorena Turri - Kairòs Edizioni- 2015 Prefazione di Antonio Spagnuolo Lettura di Maria Rizzi su "Alla volta di Lèucade" http://nazariopardini.blogspot.it/2015/05/maria-rizzi-leggi-una-donna-di-lorena.html
Id: 1462 Data: 20/05/2015 00:00:43
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- Natura
Lazzurro profumo del rosmarino
Il Rosmarinus officinalis appartiene alla famiglia delle labiate in compagnia di molte altre piante aromatiche. E un arbusto sempreverde le cui foglie contengono un olio volatile dal caratteristico profumo pungente e amaro. In Italia lo si trova allo stato spontaneo lungo tutta la costa e, proprio perch questi arbusti si affacciano sul mare, al mare, i fiori del rosmarino hanno carpito il colore azzurro. E al mare si riferisce il suo nome latino: ros = rugiada e marinus= del mare. Di questa pianta sono noti gli impieghi culinari ed anche medicinali per le sue numerose propriet terapeutiche. Oltre allolio essenziale, le sue foglie e i suoi fiori contengono acidi organici, glucosidi, saponine e colina. Questi costituenti giustificano le sue azioni antisettiche, antispasmodiche, stimolanti, diuretiche, toniche e altre ancora. Trova la sua applicazione in terapie riguardanti la depressione, la cellulite, laffaticamento, lasma, ledema, lemicrania, la frigidit, limpotenza, la memoria, il nervosismo, le rughe e la pelle pi in generale, il sonno, il torcicollo, i denti, il cuore, il colesterolo, i capelli, ecc.. Una vera panacea. Il sollievo derivante dalle innumerevoli propriet curative di questa pianta odorosa intrinseco al significato letterario di ros = rugiada. Si narra che la regina Isabella dUngheria, settuagenaria e piena di acciacchi, ritrovasse la salute e una seconda giovinezza grazie al rosmarino. Lacqua di giovinezza ha una ricetta molto semplice: basta mescolare alcolaturo di lavanda di rosmarino e menta (mentha pulegium). Credo che il rosmarino sia un arbusto da tenere a caro, come un vero amico. Un amico dallazzurro profumo. Non forse lamicizia un sollievo che rasserena? E un cielo sereno non forse sempre azzurro?
Id: 44 Data: 16/02/2008
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- Storia
MENO MALE CHE CI FURONO I BARBARI!
Se si parte dal principio che un dato mutamento linguistico altro non che la conseguenza di un fatto storico ben determinato, risulta superfluo dire che nella maggior parte dei casi sono i linguisti a ricostruire la storia. G. Bonfante nel suo volumetto intitolato Latini e germani in Italia fa unanalisi storica sintetica ma molto efficace ed attenta delle invasioni barbariche, evidenziando quanto questi popoli bellicosi abbiano inciso sulla storia e sulla cultura di Roma. Quando nel V secolo cadde lImpero Romano dOccidente, tre gruppi germanici si insediarono in Europa: i Germani orientali, i Germani Occidentali e i Franchi. Al di l della semplice cronaca dei fatti e della distribuzione geografica di questi popoli, interessante vedere come, nonostante il loro ardore guerriero, le stirpi germaniche non siano riuscite a germanizzare completamente i paesi conquistati ma, al contrario, come addirittura, spesso, si siano inchinati alla romanit. I Goti, ad esempio, pur avendo a disposizione una propria lingua letteraria, grazie allacuto ingegno di Ulfila che aveva tradotto in visigoto la Bibbia, redassero la Lex Visigothorum in latino, riconoscendo la superiorit della tradizione giuridica romana. Sta di fatto che, pur rimanendo padroni di vaste terre, vennero sempre pi assorbiti dai romani e molto relativa stata la loro influenza sulla lingua italiana. I Longobardi, invece, ottennero un punto in pi dei Goti; demograficamente pi deboli, ma pi fieri e tracotanti, furono favoreggiati dalla precedente guerra greco-gotica che aveva largamente stremato il nostro paese. Ecco perch, laddove in spagnolo troviamo parole di origine greca, latina o araba, in italiano e in francese si hanno parole di origine longobarda. ESEMPI:
SPAGNOLO FRANCESE ITALIANO necesidad besoin bisogno azul bleu biavo rubio blond biondo moreno brun bruno quemar bruler bruciare extraviar garer smarrire sanar guerir guarire mirar regarder guardare demasiado trop troppo
E certo, dunque che i Longobardi riuscirono, in parte, l dove i Goti fallirono e lo dimostra il fatto che una delle nostre regioni porti il nome di Lombardia. "Italia" glossato Longobrdia nelle glosse di Reichenau dellVIII secolo (libro V di Mos, 24, 24) e Carlo Magno nel suo testamento scrive: Italia quae et Longobardia dicitur. Da notare lironia della storia che ha spostato laccento sulla i ad usanza greca; Lombarda (come Albana, Romana, Turcha, Unghera, Bulgara) porta accento greco, perch il nome fu molto usato dai nemici dei Longobardi, i Bizantini di Ravenna, mentre il territorio greco di Ravenna fu, ed ancora, detto con laccento latino Romnia, oggi Romagna, cio territorio dei Romani dOriente, ovvero i Bizantini. Il regno longobardo cadde per mano dei Franchi nel 774. In gran numero sono anche le parole franche nella lingua italiana ma, poich i Franchi erano bilingui (a tal proposito si ricordi Il Giuramento di Strasburgo) e ampiamente romanizzati, difficile verificare se una parola franca in italiano derivi dal franco o dal francese. Allo steso modo arduo tenere distinti i tre strati di elementi germanici in Italia. Un metodo valido fornito dalla cosiddetta rotazione consonantica di Grimm, per la quale, in longobardo le occlusive sorde divennero affricate o fricative e le occlusive sonore divennero occlusive sorde. E quindi longobardo litaliano zolla, mentre la forma pi antica tolla, conservata in Corsica, gota. Gotico tetta, longobardo zizza (con la zeta sorda, ts), longobardo zaffo e gotico tappo e cos arraffare, strofinare, zazzera, zuppa (specie di polenta) sono longobardi e arrappare, stropicciare, tattera, suppa, sono gotici. E sono quasi tutte di derivazione longobarda le parole italiane con z o zz (sempre sorda) come: chiazzare, gruzzolo, inzaccherare, aizzare, milza, rintuzzare, scherzare, sferzare, stronzo, stuzzicare, zecca, zeppo, zinna e quelle con cc, che sostitu laffricata longobarda kx, impronunciabile per gli italiani, come: biacca, bracco, briccone, cilecca, pacca (natica), ricco, smacco, spaccare, stracco, struccare, stucco. In termini numerici, poche e di scarsa importanza sono le parole gotiche conservate in italiano, mentre ben diversa la situazione per le parole longobarde. Ma quali parole abbiamo mutuato dai Germani? Per quale motivo? Che differenza di cultura o di barbarie troviamo tra i tre popoli germanici? Quali erano i rapporti tra i Latini e i Germani? Le parole ostrogotiche pervenute nella lingua letteraria italiana sono davvero un numero esiguo e quasi tutte di carattere modesto e familiare e molte sono scomparse dalla nostra lingua odierna. Forse pi interessante vedere le parole che non ci sono: mancano quelle di carattere giuridico e amministrativo poich i Goti furono ben presto assimilati dai vincitori Longobardi. Saltano allocchio alcune parole molto significative circa al carattere di questi invasori, tutte riferite alle passioni: passioni violente. Abbiamo cos ereditato parole come bramare, che denota violenza bestiale, astio, grinta, bega e guercio, tutte nel loro senso peggiorativo. Molto pi significativa la portata delle parole longobarde. Sono scomparse tutte quelle relative al diritto longobardo ( guidrigildo, guiffa, guizza, lonigildo, mefio, morghendabio) ma paghiamo ancora il fio e parliamo di faide, sappiamo chi sono i manigoldi (lantico boia) e lo sguattero (guardiano ted. Wacth, wacther), ma sono usciti dalla sfera giuridica ed hanno assunto un forte senso espressivo e peggiorativo, segno delle aspre relazioni tra Latini e Germani per via del carattere pi violento e passionale di questi ultimi. Sicuramente, una volta in Italia, i Longobardi dovettero mantenere le loro abitudini e i loro antichi costumi e ai Latini, probabilmente, apparvero rozzi e ripugnanti. Non mancarono certo di scandalizzarsi nel vedere gli edifici germani in pietra, poveri e grossolani a confronto con i grandi palazzi romani. E dunque la casa divent stamberga e le sedie scranne, le porte si chiudevano con le spranghe e le donne i fazzoletti li lavavano con il ranno. Parole che ben evidenziano il cattivo gusto e la grossolanit germanica. Sorprendente la frequenza delle parole relative alle parti del corpo a significare una intima convivenza, almeno nellultimo periodo di invasione. Troviamo: anca, fianco, groppa, guancia, nappa, nocca, zinna, schiena, zanna, stinco e anche sberleffo, cio il labbro inferiore pendulo di certi animali. In certi casi si pu anche pensare a una carenza o a una incertezza del lessico latino per cui si ricorse, quasi per disperazione, a quello longobardo. I barbari trincavano, rissavano, urlavano, scompostamente; sotto leffetto di una sbronza, sicuramente, avranno spaccato qualche scranna e scaracchiato per terra e poi saranno caduti con un tonfo, sotto locchio inorridito dei romani, ma sicuramente incuriosito! Rimanevano in ogni caso dei nemici. E allora, che parte hanno le parole germaniche nella lingua letteraria italiana? Non potevamo continuare a dire albo e bello invece di bianco e guerra? Sicuramente la compenetrazione ci fu anche a livello linguistico e molto spesso la lingua un fatto estetico ed obbedisce pi al gusto che al bisogno. Cos si hanno parole latine (o anche greche) e il loro peggiorativo, contrario o corrispondente germanico:
amante (vedi Dante)>>>>>>>>>>>drudo (Dante: Taide la puttana che rispuose al drudo suo) ballo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>ridda bagnarsi>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>sguazzare bello>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>laido ben fatto>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>sbilenco bere>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>trincare o lappare (inglese to lap) cavallo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>marrone (italiano meridionale vecchia bestia persona malaticcia) cosa>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>roba desiderio>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>brana dolore>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>affanno freddo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>fresco faccia, viso, volto>>>>>>>>>>>>>>grinta gola>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>strozza (da cui strozzino) ingannare>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>abbindolare insidia>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>agguato intelligenza>>>>>>>>>>>>>>>>>>>senno intermediario>>>>>>>>>>>>>>>>>>ruffiano lavorare>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>rubare lite>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>baruffa, faida, bega, baratta litigare>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>bisticciare sterco>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>stronzo misero>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>gramo morire>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>schiattare nero>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>bianco odio>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>astio pace>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>guerra parlare, perorare>>>>>>>>>>>>>>arringare pezzo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>tozzo povero>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>ricco ridere>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>sghignazzare ruga>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>grinza sorriso>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>ghigno stanco>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>stracco umilt>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>orgoglio unghia>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>grinfia verit>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>bugia vile>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>baldo Confrontando queste parole possiamo capire quali fossero i rapporti tra i due popoli. E indubbia, ad esempio, la superiorit militare dei Germani che mantenevano con guerre continue e con il costante esercizio della milizia. Ai vinti (Latini) non restava altro che predicare la pace, pi ultraterrena che terrena, intanto che subivano la guerra! I Latini ridotti a servi soffrivano la tracotanza dei Germani e, mentre il dives latino diventava un ricco germanico, il pauper, povero era e povero rimaneva. E cos lumilt romana si oppose al germanico orgoglio! Uno scrittore della bassa latinit chiam i Germani latrones, praedones, barbari, turba latrocinatium . Ai Latini depauperati delle loro terre, rest il lavoro, nel senso di fatica (francese travail da cui travaglio), di sofferenza (laboro stomacho). Anche il mondo linguistico dei colori fu modificato (nero e bianco) e quello della cucina e dellabbigliamento. Nero e verde restano colori latini di cui non chiara la motivazione. Che siano legati ad un pessimismo crescente (nero) e ad una speranza impellente (verde)? Probabilmente queste mutazioni non furono del tutto indispensabili, ma sicuramente furono adottati i nuovi termini per arricchire la lingua di parole talvolta drammatiche, passionali, violente, orrende, ma anche dalle delicate sfumature (si pensi a: garbo, lesto, rigoglio, senno, schietto). Per concludere, si pu dire che per quanto oppressive e distruttive, le dominazioni barbariche contribuirono alla formazione di una nuova Italia. Con la morte di Roma nacque una nazione italiana destinata ad incivilire lEuropa una seconda volta.
Id: 40 Data: 04/02/2008
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