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Raccolta di articoli di Riemmaeditore
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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- Letteratura

In pubblicazione il lavoro scientifico di Ramiro Fasano

A breve sul mercato librario il lavoro di Ramiro Fasano “Destinazione sconosciuta. Viaggio attraverso il concetto si spazio dall’Antichità all’Evo Contemporaneo”, a cura della giornalista Bianca Fasano, per l’Accademia dei Parmenidei. Il testo, giunto alla sua seconda edizione, ha visto la luce nel 2011 in forma ristretta dedicata al pubblico degli studiosi della materia. Così lo presenta l’autore: “Questo mio lavoro nasce nel 1980 senza alcuna previsione di conclusione. Più volte abbandonato, ma sempre ripreso nel corso degli anni, solo nel 2011, ha trovato il suo compimento, conservando sostanzialmente nelle sue parti la esposizione con cui è stato progressivamente generato. L’opera attraversa la evoluzione del concetto di spazio dall’antichità ai nostri giorni con specifico riferimento agli sviluppi che esso ha avuto nel mondo occidentale ed oggi, possiamo dire, nel consesso mondiale delle scienze. In effetti, la scelta del concetto di spazio come elemento portante della discussione non è stato dettato dall’idea di produrre uno studio di carattere accademico di tale argomento, piuttosto, quello di avere un solido riferimento rispetto al quale valutare gli interrogativi che mi avevano spinto a mettere in discussione il significato profondo da dare alla evoluzione dell’uomo in relazione al progresso scientifico e collegate rivoluzioni tecnologiche ed industriali. La esposizione del lavoro svolto rappresenta oggi per me una forma di dialogo verso quei lettori che, pur non avendo una cultura scientifica specialistica, intendono almeno valutarne i risultati conseguiti; così come, e siamo in tanti, pur non avendo una preparazione politica specifica, non rinunciamo a seguirne i dibattiti per accostarci, nel possibile, ella comprensione delle evoluzioni sociali che ne conseguono. Per effetto del progressivo accrescimento del manoscritto nel tempo, ho deciso di ripartirlo in quattro sezioni: • 1. Meditazioni; • 2. Il concetto di spazio dall'antichità a Copernico. • 3. Il concetto di spazio in Fisica Classica e Relatività Speciale • 4. il concetto di spazio in epoca moderna e contemporanea.” La curatrice ne riassume una breve biografia: “Ramiro Fasano, dottore in Fisica, napoletano di origine, si trasferisce a Roma nel 1970 dove assume ruoli importanti di ricercatore per le tecnologie della società Selenia nei settori aerospaziale, missilistico, radaristica e di difesa elettronica. Successivamente egli diverrà dirigente del Dipartimento Tecnologie dell’Alenia. Questo saggio sul concetto di spazio ha le sue origini nel 1980 come possibile itinerario introspettivo per la ricerca di un soddisfacente equilibrio tra la evoluzione scientifica e tecnologica degli ultimi secoli e la visione Filosofica e Teologica che l’uomo ha del suo divenire e della sua percezione dello Spazio, della Materia e del Logos dell’Universo. L’autore spiegava che una volta riacquisito, come amava dire, lo stato di “libero pensatore” avesse deciso di concludere la sua opera principalmente per potere riprendere con più assiduità gli studi fisici ed estendere i suoi interessi scientifici a quelli della biologia molecolare. Al momento della realizzazione del libro, non avendo mai abbandonato la ricerca, era impegnato nella rivisitazione dei concetti che sono alla base sia della Teoria della relatività Generale che della Meccanica Quantistica, convinto che una risposta unificante di tali teorie potesse avvenire, considerando lo spazio e la materia come un continuum non separabile di cui la parte spaziale è il substrato portante di quella materiale. Secondo tale teoria la dualità onda - corpuscolo della materia sarebbe soltanto una manifestazione del fatto che non ha senso parlare di corpi che si muovono nello spazio in quanto ciò che noi percepiamo come movimento è il trascinamento solidale della materia da parte del suo spazio proprio, trascinamento che avviene localmente con caratteristiche solo in parte assimilabili alla propagazione ondosa in quanto sostenuto dal continuum spaziale di cui la materia costituisce in termini parcellari un insieme di punti singolari di frontiera”. La decisione di ripubblicare il libro per un pubblico più vasto di quello scientifico, nasce dal fatto che il lavoro è scritto in modo da rendersi fruibile anche per quanti non sono settorialmente interessati alle scienze e alla fisica, ma anche soltanto curiosi di comprendere meglio l’universo di cui facciamo tutti parte. Il libro offre anche una apertura mentale verso la filosofia che, in tempi passati, quasi per intuizione, ha condotto grandi menti greci e latini ad percepire cose che soltanto gli studi scientifici, nei tempi successivi, sono stati in grado di dimostrare. D’altra parte non è ignoto che esistono stretti legami tra la filosofia e la scienza, che in passato sono stati di volta in volta ridimensionati ed esaltati. Legami controversi per cui la questione è stata più volte messa in campo parlando di cultura. L’idea che la mente umana potesse giungere laddove la tecnologia non era ancora in grado di arrivare. Intanto il progresso scientifico ha trasformato ai nostri occhi l’immagine che avevamo del cosmo e di quanto noi fossimo in grado di adattarci ad esso o addirittura modificarlo. Già le prime fotografie le scattate dal James Webb Space Telescope (Jwst), ossia il più potente e complesso che sia mai stato inviato in orbita non hanno potuto non colpire la nostra immaginazione. Con uno specchio principale da 6,5 metri, per un totale di 25 metri quadri disponibili, appollaiato a 1,5 milioni di km dalla Terra, per l'esattezza nell punto "lagrangiano" L2 del sistema Terra-Sole, il James Webb Telescope è il telescopio più all'avanguardia operante oggi e guarda per noi nel passato per spiegarci il futuro. E la domanda su quali siano le ragioni della scienza ci accompagna, visto che, assieme alla tecnologia, ha cambiato e continua a cambiare la nostra vita quotidiana in ogni settore, compreso quello medico. Così, seguendo il libro possiamo anche provare a definire un modello etico, politico, pedagogico, che in qualche modo si appoggi alla filosofia della vita dell’uomo le quali in ogni caso, devono fare i conti con le ragioni della scienza. Ci si attende che la lettura del lavoro scientifico/filosofico di Ramiro Fasano faccia sentire il lettore più compreso dell’Universo per chiedersi, anche, se la conoscenza possa camminare a braccetto con la necessità dell’uomo di credere in un Dio. Ciro Riemma, editore.

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- Libri

Ricordato dallla autobiografia Carmine Moriniello

Ricordato dalla ristampa della sua autobiografia “Briciole di vita”, il Maestro Carmine Moriniello, pittore sociale, premiato anche, nel 1965, dall’allora Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat con medaglia d’oro, per meriti artistici. Ricordato al pubblico dalla ristampa della sua autobiografia “Briciole di vita”, a cura della nipote Bianca Fasano, il Maestro Carmine Moriniello, pittore sociale. L’autobiografia di Carmine Moriniello, nato a Napoli nel 1914 e scomparso nel Dicembre 1983, è andata in stampa molti anni fa (Tip. G. Calabrò, 1979 - 111 pagine). La nipote, Bianca, anch’essa pittrice, conosciuta principalmente per la sua attività di scrittrice e giornalista, ne ha curato una ristampa sia in Ebook sia in cartaceo e ci ha precisato in merito: “ Mi sono sentita quasi a disagio nel presentare quest’autobiografia di mio zio, Carmine Moriniello, perché, sono stati davvero tanti i critici d’arte di ottima levatura che hanno parlato della sua arte e non ho inteso esprimere pareri sulla pittura di mio zio, sotto un profilo critico. Con l’incarico d’insegnante di storia dell’arte, per esperienza personale e acquisita, non credo molto nella critica che si fa agli artisti, difatti ho avuto modo di costatare come molti di loro, sia del passato sia attuale, abbiano sofferto anche la fame, restando misconosciuti, per realizzare le loro opere. Credo, invece molto, negli artisti stessi”. È appurato che Carmine Moriniello sia stato “Principe, titolato in Spagna - Arma della Casta Molinos - repertorio de Blasones de la Comunidad Hispanica - lettera M - pag. 117 A. discendente diretto dei principi regnanti di Granada”. La famiglia dei Moriniello proviene, difatti, dai Molinos di Granada. Bianca Fasano ci ha spiegato trattarsi di quei “mori pelle di luna” che vennero cacciati nel 1492 da Isabella di Castiglia e che Boabdil (Abù’ Abdallàh, 1452-1528), il sultano spodestato, si salvò con la fuga e si rifugiò a Malaga presso il fratello Zaghal. La storia ci insegna che l'espulsione dei moriscos dalla penisola iberica, invece, fu ordinata dal re Filippo III e fu portata a termine nel giro di pochi anni, sia pure per gradi, tra il 1609 e il 1614. Dopo di che vi fu la diaspora. Tornando al pittore Carmine Moriniello, questi è stato sempre ricordato come grande pittore sociale, di fama mondiale e nell’arco della sua vita, ricevette innumerevoli riconoscimenti, nazionali ed internazionali, che lo videro protagonista; fu premiato anche, nel 1965, dall’allora Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat con medaglia d’oro, per meriti artistici. Da ultimo, non solo cronologicamente e non per importanza, tra i vari riconoscimenti si vide assegnare quello internazionale alla Biennale di Venezia il 3 settembre 1983. La nipote ci racconta che, come uomo, ebbe un grande dolore, avendo per l’amatissima moglie Anna alla nascita della loro figlioletta Elvira. Dall’autobiografia sappiamo che successivamente fu chiamato a combattere nella seconda guerra mondiale. Ritornato salvo da questa, dedicò all’arte tutta la sua vita, chiuso, più avanti, nel suo studio di Via Giacinto Gigante, ore, coi colori e le idee sociali che gli fluttuavano per la testa e si gettò in un’arte dapprima quasi monocroma, in cui si poteva leggere la sua anima tormentata, per poi colorire, nel tempo, le sue immagini a volte crude e concrete, con quella che sarà poi la sua tavolozza pittorica. Il numero di opere da lui compiute e le occasioni in cui queste vennero mostrate al pubblico sono innumerevoli e, pur lavorando come bancario, dedicò alle esposizioni personali una gran parte del suo tempo. In proposito la nipote ricorda: “Di certo quel suo chiudersi in uno studio, con il balcone serrato e l’immancabile sigaretta tra le labbra, bene non gli fece, giacché morì per un tumore ai polmoni”. E aggiunge,a proposito della ristampa: “Rileggendo l’’autobiografia, laddove sono nominati (ovviamente), tanti personaggi che hanno fatto parte anche della mia vita, ho fatto un’immersione totale in un passato, in parte anche mio, visto sotto il punto di vista di un altro. Mi sono commossa rivedendo passaggi di vita suoi che l’hanno marchiato di quell’aurea d’infelicità perenne, ben nascosta, spesso, però visibile nella sofferenza che si ritrova nei suoi personaggi. Non soltanto sua, ma della società che lui ha visto vivere, di un popolo, schiantato dalla guerra, dagli strascichi di questa, dai tentativi di risurrezione morale e fisica. Mio zio era davvero, davvero, un artista. Non perché lo dico io e neanche in quanto grandi critici lo hanno affermato. Lo era di nascita. Aveva in sé un’urgenza nel dipingere e nell’esprimersi. Urgenza espressiva, a volte dolorosa nella convinzione che non servisse poi a molto a modificare la società”. Ricordiamo che di lui hanno tanto parlato e scritto, autorevoli scrittori e critici d’arte, tra cui: Yosè Albert, Carlo Barbieri, Aurelio Benetti, Michele Biancale, Raffaelle De Grada, Salvatore di Bartolomeo, Chiares Ducan, Luigi Eboli, Giliberto Finzi, Pietro Girace, Nicola Iovino, Aldo Lucchetti, Carmine Manzi, Marina Morani, Ignazio Mormino, Pietro Munnicchi, Gianna Pagano, Paolo Perrone, Domenico Petrocelli, Pietro Piciullo, Domenico Rea, Carlo Restagno, Paolo Ricci, G.Oberdan Rizzo, Nik Romano, Enrico Regazzoni, Paolino Robiati, Alfredo Schettini, lvo Senesi, Luigi Servolini, Salvatore Sicilia e Marco Valsecchi, Sul suo operato artistico è stato pubblicato: “Carmine Moriniello, pittore sociale” a cura di Paolo Perrone; introduzione di Domenico Rea; Napoli ; Milano. Schettini, 1973. Monografia - Testo a stampa; “Carmine Moriniello, un espressionista sociale” / Perrone, Paolo Milano: Nuove edizioni culturali, 1982; Monografia - Testo a stampa. Artisti 74: Campania: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno; Puglia: Bari, Brindisi, Lecce, Foggia, Taranto. [Milano: A. Mondadori]; [Torino] : Bolaffi, 1974. Ed altri. Ciro Riemma editore.

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- Letteratura

Pasquale D’Aiuto Riflessioni di un pianistavvocato

Salerno, luglio 2023. Pasquale D’Aiuto: un avvocato cilentano incuriosisce con le sue “Riflessioni di un pianistavvocato”, pubblicato da Accademia dei Parmenidei. Traendo spunto letterale dalla scherzosa – e brevissima – autobiografia adattata a presentazione nel suo libro “Riflessioni di un pianistavvocato”, edito da Accademia dei Parmenidei, proviamo a porre qualche domanda a “Pasquale D’Aiuto, classe 1979, cilentano (ma campano apolide per vocazione evidente); musicista, padre, coniuge, sportivo da poltrona con il sangue azzurro. Ah, pure avvocato”. D): “Pure avvocato”. Perché quel “pure”? R): Perché amo la mia professione ma, in questo caso, deve vedersela con la musica, cosa divina che non ha eguali al mondo! Io sono due elementi giustapposti: sono bifronte. Però, la veste di avvocato è il mio fondamento per riflettere, detta il mio sistema di pensiero. Nel libro, parlo spesso di avvocatura e di lavoro in generale ma, per l’appunto, la mia attività funziona soprattutto come spunto, come collettore di idee. Sempre dalla presentazione, compreso l’interrogativo: “Maestro di solfeggio a tredici anni, di pianoforte a ventuno (con lode) presso il Conservatorio di Salerno; laureato in Giurisprudenza, sempre a Salerno, nel 2003 (con lode). Ma serviranno tutte ‘ste lodi, nella vita?”. Lo chiediamo a lui. D): Nella sua vita hanno avuto importanza, per la carriera e la vita sociale, queste “lodi”? R): Sì e no. Questo non è un mondo meritocratico e, del resto, non di rado un cattivo studente diviene un ottimo professionista! Non c’è solo la teoria… Non ho percorso la mia strada sin qui grazie ai voti ma a ciò che ho fatto per meritarmeli. Poi, certo: sono soddisfazioni che ti restano dentro, ti arricchiscono, ti donano un pochino di sicurezza. D): Ancora testualmente: “Fiero della maturità classica al Liceo Parmenide, in Vallo della Lucania (SA); orgoglioso partecipante al Certamen ciceronianium arpinas nel 1997, dove ha vinto. Però la moglie, non il concorso: lì non si è proprio classificato”. Fiero della maturità classica? La ritiene importante come base di studio? R): Non immagino altra maturità! La filosofia ti accompagna per la vita; greco e latino organizzano il pensiero e ti spiegano il peso delle parole che usi ogni giorno. Immagino i miei figli al Classico oppure in un buon Liceo musicale… confesso che sono molto indeciso! D): Ancora: “La sua gioia (ed il suo cruccio) più grande: insegnare musica ai figli”. Insegna musica ai suoi figli? Con quale risultato? R): Sì, lo faccio, e credo con amore e determinazione. È dura ma mi rende orgoglioso. Loro sono dotati di talento (oltre che molto pazienti) ed io sento di saper comprendere quanto lo siano, grazie ai miei studi. Suonare, per me, è come respirare. E non perché io eccella ma solo perché è il mio habitus, sono fatto così. D): “Vive tra il Cilento, Salerno ed il napoletano, trovandosi bene ovunque. Il suo motto preferito: “Temi il cretino più che il nemico!”. Quanti cretini si incontrano ogni giorno? R): Eh, più di qualcuno! Sono pericolosi perché non sanno dove risieda il bene, neanche per se stessi. Dal nemico puoi aspettarti un male “logico”, dal cretino le peggiori sorprese, perché non ha un fondamento di buon senso, nemmeno egoistico! Il cretino è imprevedibile. A partire da quelli alla guida... Vero è che nessuno di noi è del tutto esente dalla cretineria, pur con ogni cautela! In effetti, i cambiamenti sociali sollecitano riflessioni, specialmente nel periodo del Covid. Gli chiediamo: D): Che effetto hanno avuto su di lei, sulla professione, sulla vita personale, i mesi del lockdown? R): Notevole. In quei mesi ho meditato tanto sui valori della vita e sulle priorità. Spero di aver capito qualcosa in più… Poi, ho cominciato ad insegnare musica anche al più piccolo dei miei figli ed ho potuto rinsaldare quanto già appreso dal primo. Sono stato molto tempo con loro. Ho goduto della famiglia. Ho potuto pensare. Scrivere è nato in quel periodo! Mia moglie, invece, che è un ottimo medico ospedaliero, ha lavorato letteralmente all’ombra della morte; al contrario, la mia attività professionale era sospesa! Terrificante, costruttivo. Ma non ho mai avuto dubbi che ne saremmo usciti. D): Lei ha vissuto la sua crescita, in un lungo arco di tempo, tra lo studio del pianoforte, l’impegno metodico del Liceo Classico, dapprima e della facoltà di Giurisprudenza, poi. Le è costato scegliere la strada dell’avvocatura? Ha mai davvero abbandonato il pianoforte? R): Quella scelta è stata frutto delle considerazioni di allora. Avrei anche potuto proseguire col pianoforte ma mi sarei laureato molto più tardi – e forse… – perché avrei dovuto specializzarmi e studiare tantissimo. Tornassi indietro, forse agirei diversamente: la musica è IL linguaggio universale, non v’è pari. Però sono contento della mia attività lavorativa: mi piace, è stimolante. Un confronto costante. Persino nel meridione d’Italia, dove noi avvocati siamo davvero troppi e, spesso, sfiduciati, abbandonati. Però confido nelle recenti riforme. E no, non ho mai davvero lasciato la tastiera! È lei che non può lasciare me, sarebbe una cosa inconcepibile. La vita è musica. D): Joanne Lipman, in un articolo del New York Times del 2013, dal titolo “Is music the key to success?”, sostiene che suonare il pianoforte aiuti ad avere successo nella vita, qualsiasi sia la scelta lavorativa concreta. Cosa pensa di questa affermazione? R): Sono d’accordo. Comprendere la musica migliora la vita in così tanti modi… La rende più bella e profonda. E penso ti consenta di avere empatia ed intuizione maggiori. Sono un privilegiato. Basti pensare al fatto che posso suonare a quattro mani coi miei bambini… o anche solo che posso cantare accompagnandomi al piano! D): É d’accordo sul fatto che la musica aumenti la concentrazione e la capacità di memorizzare? R): Mah. Nella musica, è tutto diverso: persino la lettura! Noi leggiamo da sinistra a destra; il pentagramma, dal basso in alto. La memoria musicale è altra cosa: ha una forte componente legata al movimento delle mani. Non tendo a scorgere una grande correlazione. D): Quali maestri ricorda, tra quelli che l’hanno accompagnato nella sua carriera di studio? R): Guglielmo De Leva, un signore prima che un ottimo musicista. Il mio primo maestro. Persona meravigliosa, di famiglia. Lo penso spesso, non c’è più. Poi, certamente Susy Buonocore, con cui mi sento sui social, maestra competente, paziente, autentica musicista! E, naturalmente, Davide Costagliola, il mio maestro di pianoforte al Conservatorio: intelligentissimo, un concertista fenomenale, elegante, con un carattere rigoroso e sobrio ma anche sorprendentemente ironico e giocoso. Un animo musicale con uno stile assoluto. Lo ammiro. D): Secondo lei, corrisponde a verità l’asserto che suonare il pianoforte migliori le capacità di ascolto e anche quella di interazione con le persone, cosa che risulta indispensabile, ad esempio, nella professione di avvocato? R): Sì, per le ragioni che ho spiegato prima. Ti rende capace di ascoltare. D): È d’accordo sul fatto che le emozioni vengano trasmesse anche dalla musicalità? R): “Anche”? D): Cosa l’ha spinta a fondare, assieme all’avv. Raffaele Battista (che ne è l’ideatore) l’Associazione Giorgio Ambrosoli Salerno? R): La storia personale di Giorgio Ambrosoli. Un uomo straordinario, non devo dire altro. Volevamo ricordarlo e ci stiamo riuscendo! Da ultimo, abbiamo ottenuto dal Comune di Napoli l’intitolazione di una strada a Napoli. Invito tutti a leggere di lui sul sito dell’Associazione e… un po’ ovunque, sul web. Inoltre, invito a comprare i libri dei figli Umberto e Francesca, persone luminose con cui sono in contatto. Si tratta di testimonianze umane rare. D): Pensa che le sue “riflessioni”, possano, in qualche modo, incidere, quali “suggestioni di cambiamento”, in modo attivo e creativo, a spingere la società in cui vive quale stimolo positivo? R): Se tutti noi riflettessimo di più, anche su noi stessi, con fiducia, il mondo sarebbe un posto migliore. D): La ringraziamo per la sua disponibilità, augurandole di soddisfare la sua predisposizione alla musica. R): Grazie, davvero, a lei! Non mancherò di suonare e godere della musica, ci conti. Sempre. Ciro Riemma. Editore.

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- Società

Venerdì dieci marzo 2023

Venerdì 10 marzo 2023, ore 16.30, l’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola”e il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, organizzano il convegno: “Il giornalismo nel Cilento, dalla carta stampata al web journalism”. Modera - Marianna Vallone. Giornalista dal 2010, direttore del Giornale del Cilento. Collabora con il quotidiano La Città di Salerno, il settimanale Cucina a Sud e Le Guide di Repubblica. Cura la comunicazione sui social media di due aziende legate al mondo del mare e della sua trasformazione. Relatori - Antonella Casaburi (scrittrice), nata a Vallo della Lucania (SA), vive a Roma. Di formazione classica, docente d’italiano e latino nei licei, laureata con lode in Storia della Critica Letteraria Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha frequentato un Master per Organizzatori di eventi culturali e dello spettacolo e un Corso di Giornalismo ambientale. Si occupa di Teoria della Letteratura e della Critica Letteraria, di Letteratura Comparata e Filologia romanza e ugro-finnica. Traduttrice di ungherese, di cui ha studiato i rapporti culturali con l’Italia. È del 2021 il suo primo romanzo, “Mirari”, edito da Lastarìa Edizioni, in collaborazione con Delia Agenzia Letteraria; presente al Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Fiera del Libro di Roma. Recente la sua partecipazione a un format televisivo su LA7. Il suo intervento: ”Cilento: Parco nazionale e ruolo del giornalismo ambientale”. Bianca Fasano (giornalista). Napoletana, sociologa, scrittrice, giornalista, è iscritta all’albo dal 1980. Già corrispondente del Roma e successivamente del Mattino e del Giornale di Napoli. Ha diretto emittenti radio-televisive e giornali, tra cui, dal1987al 1991, “Il Mezzogiorno Culturale”, periodico dell’Associazione di Cultura Storica Cilentana CI.RI. Cilento Ricerche, Fornelli C.to (SA). Esperta in grafologia, fisiognomica e parapsicologia. Ha fondato nel 1995 l’Associazione “Accademia dei Parmenidei“. I suoi libri sono anche sul web in ebook e cartaceo. Per l’opera omnia le è stato assegnato in cinque occasioni il Premio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Cultura. Parlerà su: “Il giornalismo nel Cilento"; Fiorella Franchini, scrittrice, giornalista pubblicista, direttore del webmagazine napoliontheroad è nata e vive a Napoli. Ha collaborato con il quotidiano Il Denaro, pubblica con riviste e periodici specializzati e ha pubblicato undici interviste nell’antologia “Donna è Anima” (Savarese editore). Ha esordito con i romanzi “L’orchidea bianca”, (1995) e “I fuggiaschi di Lokrum”, (1998), ispirati ad alcuni conflitti del secondo Novecento, seguiti poi dai thriller “Nanhai” (2002) e “I fuochi di Atrani” (2006). I romanzi storici “Korallion” (2014), “Il velo di Iside” (2018) e “Pulsa de Nura, la maledizione di Berenice di Cilicia” (Guida editore marzo 2022), sono ambientati nella Napoli greca e romana. Argomento: "Esperienze di web journalism" Pasquale Martucci, Sociologo e ricercatore. Ha iniziato l’attività giornalistica dalla fine degli anni ottanta, pubblicando numerosi articoli, saggi e recensioni su giornali e periodici locali. Dal 1992 al 1995 ha ricoperto la carica di direttore de, “Il Mezzogiorno Culturale”, periodico dell’Associazione di Cultura Storica Cilentana CI.RI. Cilento Ricerche, Fornelli C.to (SA). Dalla fine degli anni 80 al 1998, è stato direttore dell’Associazione Culturale “CI.RI. – Cilento Ricerche”. Formatore, didatta e docente in discipline sociologiche, antropologiche, cultura e tradizioni popolari, comunicazione, marketing, mediazione e counselling. I suoi interessi riguardano: identità, comunità e vita quotidiana; feste, manifestazioni e forme rituali; tradizioni, religiosità e cultura popolare; epistemologia dei sistemi e della complessità. Svolge da più di trent’anni ricerche nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, con un approccio metodologico che studia le relazioni dell’individuo nella società, partendo dalla dimensione storica ed approdando alle interazioni tra individuo e comunità in una società complessa ed in rapido cambiamento. Parlerà di: "Quando c'era ... Il Mezzogiorno Culturale”. L’evento, on line, si terrà sulla piattaforma Googlemeet sul link: meet.google.com/bcz-fuwf-vqq Per informazioni telefonare al numero: 389/5813347 Ciro Riemma. Editore.

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- Letteratura

Intervista a Bianca Fasano: autrice self made woman.

In un mondo dove la cultura fa fatica ad esprimere concetti, a restare viva, a non lasciarsi intrappolare dalla politica e dalla economia e gli scrittori trovano nuovi spazi di sopravvivenza efficace, chiediamo alla scrittrice Bianca Fasano come mai abbia deciso di divenire “Self made woman”. Perché così si definisce. R) Una scelta inconscia per sfuggire al bisogno di ricercare “il grande editore” che ci prenda a bordo e diriga i nostri lavori letterari verso gli importanti premi come il “Pulitzer”, o il “Cervantes”, lo “Strega”, il “Campiello” o il “Bancarella”. D) Non più “figlia di un dio minore”, come amava definirsi fino a qualche tempo fa? R) No: tutto sommato mi sono detta che con quel titolo rendevo me stessa sempre e soltanto degna di piccoli traguardi. Invece ho compreso che, da anni oramai, navigo ben protetta dalle capacità che mi sono guadagnata negli anni con l’esperienza e non ho più bisogno di una divinità. Alla Nietzsche: “dio”, come grande editore, è morto. D) Da “piccolo” editore le chiedo: cosa le abbiamo fatto o di cosa ci accusa, in quanto editori, così dall’avere scelto dopo le esperienze editoriali del passato, di divenire “un navigatore solitario?” R) Assolutamente di nulla. Guardando a me, semplicemente, ho subito un’evoluzione. Vengo dall’editoria, dal seguito di manifestazioni in cui s’invitano amici e pubblico alla presentazione del proprio lavoro letterario. Vengo, addirittura, dagli inviti stampati imbustati e spediti via posta, dalla ricerca del “nome adatto alla presentazione”, dai libri venduti durante la serata, firmati e dedicati. Qualche soddisfazione e una gran fatica. D) Per poi lasciarsi queste cose alle spalle? R) Senza nessun rimpianto. Mi sono tuffata nel cyberspazio, nel world wide web («ragnatela intorno al mondo»), utilizzando il self-publishing e l’insieme di contenuti testuali, visuali e audio/video, attraverso cui presento me e i miei lavori sfruttando l'infrastruttura di Internet e mettendoci la faccia. Come su Youtube: iscrivetevi al mio canale! @biancafasano, 225 iscritti, 96 video. D) Quanti lavori suoi sono pubblicati sul web, di che tipo? R) Ecco uno dei problemi che mi allontanano dall’editoria: al momento ho sul web (ho scelto StreetLib dal 2014), 64 ebook (di cui quindici sono però gratuiti, racconti o storie che hanno lo scopo di promuovermi e promuovere ideologie o fatti) e quindici cartacei print on demand. Alcuni libri, tra cui “Il tempo degli eroi” che ho felicemente pubblicato con lei, o anche “Scripta manent” (Società gruppo editoriale), non ho sentito la necessità di riproporli in cartaceo, perché ne avevo una quantità tale da offrirli in giro, come fossero un biglietto da visita un po’ costoso. Altri sì. Li ho anche migliorati. Nel tempo sono diventata molto attenta ai particolari e ho migliorato la cura editoriale. D) Effettivamente chiedere ad un editore un tale numero di pubblicazioni, non sembra possibile. Ma era indispensabile? R) Per me sì: mi occupo di grafologia, comunicazione non verbale, criminologia, storia, sociologia, parapsicologia, romanzi, racconti, poesie ed altro. Sono una giornalista- scrittrice e mi lancio verso tutto ciò che mi attira e m’incuriosisce. D) Quindi niente “nicchie”. Chi vuole leggere di lei deve avere la capacità di sentirsi coinvolto dal “suo” scrivere, non da un settore dello scibile. R) Purtroppo sì: ultimamente mi son fatta regalare da mio fratello Alessandro (matematico e scacchista), un libro di Massimo Teodorani, che parla di meccanica quantistica. La mia ricerca del paranormale non trova spazi nella fisica positivistica. La quantistica che parla del potere essere “onda” e “particella” assieme… D) Nel mondo dell’infinitamente piccolo… R) Già. Però è coinvolgente. D) Quali ritiene siano le impossibilità dell’editoria, rispetto a ciò che vorrebbe per sé? R) In primis: la quantità delle mie esperienze letterarie. Quindi la diffusione. Attraverso il self-publishing sono ovunque e mi chiamo Amazon, ma anche Feltrinelli, Mondadori… Devo ammettere che la piccola e media editoria ha tenuto testa alla crisi economica scatenata dal coronavirus nei mesi peggiori della pandemia, quelli del lockdown e delle librerie chiuse, e nei mesi immediatamente successivi che portano a oggi. Faccio loro i complimenti. Mi risulta che Il 53,4% degli editori attivi nel 2021 (1.534 in tutto) è classificato come “micro-editore” (con una tiratura annua non superiore a 5mila copie), il 37,4% come piccolo editore (tiratura massima di 100mila copie), il 6,7% come medio editore (tiratura non superiore a un milione di copie) e solo il 2,5% è classificato grande editore (tiratura superiore a un milione di copie). Sono il sogno di ogni scrittore. Quei 2,5%. D) Precisando le carenze di questi piccoli e medi editori? R) Diciamo, intanto, che nel 2021 sono 6,645 milioni le persone che hanno dichiarato di aver letto e-book e/o libri online. Aggiungiamo che, per il fatto stesso di realizzare pubblicazioni a cui l’autore contribuisce di tasca propria, capita che non diffondano le loro opere tramite canali di distribuzione adeguati; e anche nei casi in cui si appoggino a distributori importanti, di fatto, distribuiscono in maniera limitata e parziale perché non investono sulla parte promozionale e perché spesso hanno scarso interesse a promuovere e pubblicizzare i loro libri, dato che i loro guadagni derivano soprattutto dal contributo iniziale dato dall’autore. D) Un tantinello cattiva con noi? R) No: tuttavia resto dell’idea che “il denaro si ottiene con i sogni degli altri”. Sono soltanto realistica. D) Grazie della sincerità. Però deve ammettere che molti editori “minori” o “medi” s’impongono sul mercato per la qualità dei lavori pubblicati, l’accuratezza e la scelta delle copertine, l’attenzione alla pubblicazione di lavori “di qualità”. R) Certamente. Di editori medi rispettabili sono a conoscenza anche io. Resta il fatto che, dopo le esperienze conosciute e l’età raggiunta, presentarsi al pubblico su Youtube e altri canali del web mi sembra una bella novità che sta dando qualche felice risultato e spero che essere una “Self made woman” sia più positivo che essere “figlia di un dio minore”. Grazie! Interessante dialogo sulla editoria. Chiaramente io parteggio per gli editori. Ciro Riemma editore.

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- Scrittori

Sognando il grande editore. Pagina Facebook

“Sognando il grande editore”. Intervista a Bianca Fasano sul perché della nuova pagina Facebook aperta a quanti, amando scrivere, vivono le loro esperienze nel mondo della editoria. D) “Sognando il grande editore”. È il nome che lei ha dato alla nuova pagina Facebook. Perché l’ha creata? R) Volevo tentare di rispondere alla domanda: "É vero che il denaro si fa sui sogni degli altri?" Nel vastissimo entroterra di quanti amano scrivere e sono “figli di un dio minore” accade di tutto e tutti vogliono guadagnare su di lui. Sarebbe bello se volessero - davvero - farlo sulle vendite del libro che l’autore produce e sarebbe anche l’unica, autentica, possibilità di successo. D) Il denaro si fa sui sogni degli scrittori? R) Vediamo: che siano davvero autori degni di nota o scribacchini, c’è un mare di possibilità di “pubblicare”, in cartaceo e in ebook. Un mare di piccoli e medi editori e di piattaforme disponibili. Le seconde per libri auto-prodotti. Ricordiamo: Amazon KDP (Kindle Direct Publishing), Ilmiolibro.it, Kobo, StreetLib, YouCanPrint. Naturalmente Il Self-publishing può avvalersi del "Supporto Professionale ed Umano", ossia “il connubio fra la libertà del self publishing e la qualità e il supporto di una casa editrice”. D) Supporto a pagamento? R) Ovviamente. Ti forniscono l’ISBN ed un seguito di aiuti. Facciamo un esempio? Cento copie, 230 pagine, con alette, copertina morbida, correzione di bozze (importante!), editing editoriale, impaginazione editoriale, deposito legale, libro elettronico ed epub del libro stesso, optimizer e costo spedizioni. Ti arrivano a casa con circa 1800 euro. In sostanza un editore. D) Lei crede nella pubblicazione? R) Chi non vorrebbe vedersi tra le mani il proprio libro stampato? Tuttavia il vero problema del cartaceo è la distribuzione. Anche riuscendo a stampare il tuo lavoro con una casa editrice seria, ci si rende presto conto di come il costo della distribuzione incida in modo determinante sul successo del libro e pochi editori possano permetterselo. A causa di ciò, dopo la primitiva soddisfazione di stringere tra le mani il tuo lavoro letterario potrai, volendo, relegarlo negli scatoloni o usarlo come un biglietto da visita piuttosto costoso e distribuirlo per fare sì che siano letti. L’ho fatto e lo faccio tuttora con i miei libri stampati con case editrici anche rilevanti. D) Così ci si spiega perché lei, una scrittrice e giornalista, che giunge dal passato di pubblicazioni cartacee, sia divenuta un’assertrice degli ebook. R) Appunto. Sognando il grande editore. Ma esiste la possibilità di essere tra i pochi che possono permetterselo? Vien fatto di chiedersi: “Se avessi davvero tanti soldi, ma tanti, da potermi permettere tutte le pubblicità possibili, potrei pagarmi un “grande editore”? D) Chi è “il grande editore?” R) Al momento sappiamo che Mondadori libri potrebbe acquisire RCS Libri (che comprende marchi come Rizzoli, Bompiani, Adelphi, Fabbri, Sonzogno, Marsilio…) e che controlla anche Einaudi. Ci troveremmo di fronte alla creazione di un colosso che da solo vale il 40% del mercato librario italiano. Potendo sceglierei lui. D) Partecipa ai premi letterari? R) Se mi proponessero per: 1) Premio Strega; 2) Premio Campiello; 3) Premio Bancarella; 4) Premio Bagutta; 5) Premio Andersen; 6) Premio Pulitzer; 7) National Book Award; 8) Man Booker Prize; 9) Premio Gouncourt; 10) Premio Cervantes. Altrimenti faccio da giuria, se mi offrono di farlo. Gratis. In passato ho partecipato a vari concorsi letterari ed ho anche avuto qualche soddisfazione, però di certo c’è sempre che “il banco vince”. Chi ci guadagna (e neanche sempre), è l’organizzazione. D) Quindi lei sconsiglia? R) Ma no, perché? Vincere è un appagamento, fosse anche un secondo, terzo premio, premio speciale della giuria, premio speciale per l’argomento trattato. Si va a riceverlo, si viaggia, si fanno nuove amicizie, si ottiene, magari, un articolo su qualche giornale. Fame di fama. Il tuo libro esiste. D) Eppure si pubblica, vero? R) Mi risulta di sì, che il numero di titoli pubblicati nel mondo (compresi i miei) continui a crescere. Nel 2013 secondo Bowker (l'agenzia ISBN ufficiale per gli Stati Uniti, che fornisce anche risorse per aiutare gli autori a pubblicare, distribuire e promuovere i loro libri), sono stati assegnati nel mondo 1,4 milioni di codici ISBN, ossia il numero che identifica ciascun titolo. Se ci confrontiamo con il 1960, gli ISBN erano circa 8.100. D) Si guadagna? Si guadagna? Qualcuno sicuramente ci guadagna. Sappiamo, però, che le vendite sono convogliate su un numero sempre più limitato di titoli (e di editori), best seller e “megaseller”. Perché “Sognando il grande editore?” Perché i “grandi” sono favoriti dalle economie di scala. Anche i grandi autori che richiedono anticipi elevati allo scopo di permettere una solida presenza nei punti vendita. Alle spalle ci sono tutte le necessarie competenze professionali. D) Che cosa vorrebbe accadesse sulla pagina Facebook? R) Che gli autori, anche senza apporre una firma, disegnassero la realtà delle loro esigenze e delle difficoltà che incontrano. Noi scrittori siamo vanagloriosi. Non ci piace ammettere che ci arrampichiamo sugli specchi per vendere qualche copia. Ci piace, invece, vantarci dei premi vinti e illuderci un pochino sui risultati delle nostre pubblicazioni. In modo che, sui nostri sogni di gloria, qualcuno il guadagno lo faccia davvero. D) Insomma: l’insieme è una chimera? R) Se riusciamo a fare sì che il nostro libro venga letto davvero, almeno da un centinaio di persone e pensiamo che possa cambiare il mondo, forse no. Diceva Giuseppe Giusti: “Il fare un libro è meno che niente, se il libro fatto non rifà la gente. Grazie e auguri. “Sognando il grande editore” avrà l’attenzione degli scrittori? Vedremo. Ciro Riemma. Editore.

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- Cultura

Jessica Smith association for revival and reliance

"Jessica Smith association for revival and reliance” Risveglio (Idea da un fatto di cronaca). Lo strano caso del libro, che tratta di criopreservazione umana, “cresce” sul web e a breve da racconto diviene romanzo. Tra i tanti modi con cui uno scrittore tenta di entrare in contatto con il suo pubblico, per non perdersi nel magma delle migliaia di libri che il Web, sui vari Store, pone in vendita, la scrittrice Bianca Fasano, che ha pubblicato sia in cartaceo che in ebook molti lavori, tra cui anche non fiction, dedicate alla sociologia, alla grafologia, alla criminologia e alla parapsicologia, ne ha pensato uno piuttosto originale che rimanda ai “Romanzi d'appendice”, ossia quel genere di romanzo diffusosi nei primi decenni dell'Ottocento che usciva su un quotidiano o una rivista, a episodi di poche pagine, pubblicati in genere la domenica. Nel caso di: "Jessica Smith association for revival and reliance” Risveglio (Idea da un fatto di cronaca)”. questi, che tratta della criopreservazione umana e di possibili “risvegli” di esseri umani crioconservati, risvegliati nel futuro, è stato pubblicato con la StreetLib per la Casa editrice Accademia dei Parmenidei come racconto e in tal senso, è molto piaciuto da una parte del pubblico. Le recensioni hanno spinto l’autrice a decidersi di trasformarlo in un romanzo e l’ha “fatto crescere”, pubblicando di volta in volta le pagine che nascevano nel tempo. Interessa. Al momento in cui ne parliamo, su 2,267 gratuiti nel negozio Kindle Store , la posizione nella classifica Bestseller di Amazon è: n. 1 in eBook fantascienza viaggio nel tempo; n. 8 in eBook racconti brevi di fantascienza e n. 89 in Racconti (Kindle Store). Sul link che riporta al libro si legge: “RACCONTO IN CRESCITA. A grande richiesta di tanti che hanno letto ed apprezzato questo mio racconto gratuito, difatti la storia si sta evolvendo, ossia la sto trasformando in un romanzo. Man mano che procederò nello scrivere, aggiungerò testo al romanzo che era e resta gratuito. Al momento in cui lessi la storia vera ( Roma, 18 novembre 2016), che si nasconde dietro questo scritto, restai fortemente impressionata sentendomi molto vicina sia alla sofferenza della ragazzina (un'adolescente britannica ammalata di cancro, che ovviamente, desiderava vivere), che a quella dei genitori. La madre era decisa ad aiutare la figlia nel desiderio di speranza che poteva darle l' ibernazione dopo il suo decesso, ma il padre non era d'accordo, per cui alla fine la ragazza ottenne dai giudici il via libera per essere ibernata (tra l'altro con un alto costo), con la speranza di essere un giorno "risvegliata" e guarita con nuove cure. Il corpo della quattordicenne venne trasportato negli Usa e congelato tramite "criogenesi". Il testo pubblicato è quindi, cambiato, rispetto a quello precedente. Tanti nuovi personaggi che vengono dal passato ed altri che vivono nel futuro e spero di finirlo per fine aprile. Ho il tempo per farlo, avendo terminato, come ripromessomi, la terza parte del mio libro "La grafia dell'amore e dell'odio ed altri metodi di conoscenza dell'essere umano", con la "comunicazione non verbale e la menzogna," e la quarta, dedicata alla scrittura semiautomatica. Quindi forse è venuto il momento. La protagonista, Carla (che adesso si fa chiamare Fiorella), vive la sua nuova vita. Dovrei terminarlo per la fine di Aprile. Seguitemi!” Tra le recensioni con quattro e cinque stelle: “L'autrice prima o dopo riprenderà la storia e sono curiosa. Di solito non mi piace uscire dalle cose di ogni giorno. La fantascienza non è per me. Però è vero: ci sono persone che aspettano una medicina nuova, di essere salvate. Il futuro è anche questo e spesso la fantascienza ci indovina. Speriamo. Aspetto il resto della storia.” E ancora: “Si tratta di un racconto in sospeso. Mi è piaciuta l'idea. Il racconto sembra in sospeso, anche se realizza, comunque, una storia finita. Chissà se si avvererà un giorno.” “Bello. Bell'inizio di un possibile romanzo, o per lo meno di un racconto più lungo”. Pare che la promessa sia stata mantenuta, per cui a breve il romanzo, sempre gratuito, apparirà completo sul web. Ciro Riemma, editore.

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- Società

La donna nel Cilento, ieri, oggi, domani.

L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola”, in collaborazione con il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, Sabato - 19- febbraio - 2022, ore 17, organizza il Convegno - Dibattito: “LA DONNA NEL CILENTO, IERI, OGGI, DOMANI” INTRODUCE E MODERA Prof. Bianca Fasano; nata a Napoli, giornalista e scrittrice. Fondatrice e presidente dell’Associazione “Accademia dei Parmenidei”. I suoi lavori, che spaziano dalla storia alla grafologia, sociologia, parapsicologia, comunicazione non verbale, sino ai romanzi, racconti e poesie, si possono trovare anche sul web. INTERVENTI Prof. Antonella Casaburi; “La donna nel Cilento, usi e costumi per una raffigurazione storica” Antonella Casaburi, nata a Vallo della Lucania (SA), vive a Roma. Laureata con lode in Storia della Critica Letteraria Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Frequenta un Master per Organizzatori di eventi culturali e dello spettacolo e un Corso di Giornalismo ambientale. Si occupa di Teoria della Letteratura e della Critica Letteraria, di Letteratura Comparata e Filologia romanza e ugro-finnica. Traduttrice di ungherese, di cui ha studiato i rapporti culturali con l'Italia. Docente di Lettere, nel maggio del 2021 è uscito il suo primo romanzo, "Mirari", edito da Lastarìa Edizioni in collaborazione con Delia Agenzia Letteraria, presente al Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Fiera del Libro di Roma. In uscita un romanzo storico che si svolge nell'antica Roma ma tratta anche del Cilento. Dott. Luigi Leuzzi; “Corrispondenze archetipiche e simboliche della donna nel Cilento”. Luigi Leuzzi, nato a Piaggine (Sa) in Lucania occidentale; Salernitano per adozione e Napoletano per cultura . Laureato in Medicina e Chirurgia e Specializzato in Psichiatria presso l'Ateneo Federiciano. Psicoterapeuta d’ispirazione antropo-fenomenologica e cultore di psicopatologia intersoggettiva ha svolto un training in psicoterapia sistemica e familiare oltre ad un’analisi personale junghiana. Ha insegnato clinica psichiatrica presso il polo didattico dell'Ateneo Federiciano nel corso di Laurea in Scienze Infermieristiche e si è occupato di formazione del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Salerno area Sud . Autore di sei testi editi dal Centro di Promozione Culturale sul tema dell'identità etno-culturale e delle corrispondenze simboliche ed archetipiche del Cilento e della Lucania Occidentale. Ha contribuito nel 2019 alla fondazione del movimento letterario ed artistico denominato "empatismo",nello stesso anno ha contribuito alla stesura del libro dal titolo "Psicoanalisi e Televisione a cura di Massimo Recalcati ed edito dal Melangolo ed ha ricevuto il premio nazionale "Cilento,Poesia" per le sue ricerche mito-archeologiche . Prof. Ezio Martuscelli “La donna nell’emigrazione transoceanica: i matrimoni per procura” Ezio Martuscelli, è laureato in chimica, Direttore dell’Istituto di Ricerca e Tecnologia delle Materie Plastiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. E’ stato Docente, presso le Università “Federico II” e “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Dal 2010 è presidente dell’Associazione storico-cultuale “Progetto Centola”. È autore di pubblicazioni e libri sia nel campo scientifico (nuovi materiali a base di macromolecole anche per la conservazione dei Beni Culturali) sia in quello della storia del territorio del Comune di Centola e del Cilento. Recentemente si è dedicato allo studio dei processi emigratori dal Cilento. In questo contesto, con la collaborazione di Bert Marinko, ha dato alle stampe i seguenti volumi: “La storia di Nicola Imbriaco e Teresa Gabriele. Dalle Campagne del Cilento alle miniere di Hazleton in Pennsylvania”, Printed in Poland by Amazon (2021). “Fortune e sventure di una famiglia di emigranti italiani. Dal Cilento alla Pennsylvania-USA”, Printed in Poland by Amazon, 2021. Francesco Scianni “Infanzia negata”. Francesco Antonio Scianni; Fashion designer, architetto giornalista. Dal 1996 è socio del gruppo di consulenza stilistica e di ricerca dei nuovi "trends" Project Group SRL Proprietario dei marchi ”lebelleforme” (www.lebelleforme.com), e “fashion & design lab” (www.fashiondesignlab.com. Dal 2000 socio fondatore del gruppo Project Group Srls (composto di architetti progettisti, progettisti, ingegneri strutturalisti), con focus su progettazione architettonica, strutturale e urbana a varie scale, dal singolo edificio fino a complessi architettonici a grande scala. Dal 2014 socio fondatore e vicepresidente dell’Associazione culturale “Sapere Mediterraneo”. Collabora con riviste di moda. WEB MASTER Bonaventura Di Bello; è un autore di videogiochi e scrittore italiano. Prolifico autore italiano d’interactive fiction o avventure testuali, racconti interattivi in cui l'utente immette via tastiera le istruzioni per far proseguire la storia, è anche un'importante figura dell'editoria specializzata dei videogiochi in Italia. L’incontro, causa la pandemia, si terrà a distanza sulla piattaforma GoogleMeet. Per partecipare cliccare sul seguente link, meet.google.com/ijw-iztb-ivr Per informazioni telefonare al numero: 389/5813347 Ciro Riemma.

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- Letteratura

Ciro Riemma intervista Bianca Fasano

D): - Sono davvero settantacinque i suoi lavori pubblicati con la StreetLib in questi ultimi anni? R): - Stringiamo un po’: quindici di questi, in realtà, sono soltanto dei racconti, pubblicati a scopo pubblicitario e gratuiti. Per farmi conoscere. In particolare mi ha stupito il successo di: “L’isola di Down sul Pianeta Sereno e la “sindrome di high.” Questo scritto è stato ispirato dal fatto di avere notato come le persone che nascono con la sindrome di down siano, per quanto ho avuto modo di notare, molto dolci e gentili. Per questo mi è piaciuto immaginare che "da qualche parte nel cosmo" possa esistere un mondo dove "essere down sia la normalità" e che in quel felice territorio non esistano tutte le situazioni negative che contraddistinguono il nostro mondo. Dove, insomma, l'anormalità sia la "sindrome di high”. Di questo racconto, in un solo giorno, sono state acquisite 160 copie e mi è restata la curiosità di comprendere chi le abbia prese. D):- Quindi stiamo parlando “soltanto” di sessanta lavori? Tutti in ebook? R):- Restando nell’ambito della StreetLib, che è stata una mia scelta, successiva all’avere pubblicato con diversi buoni editori in cartaceo, sì. Però di questi quindici sono sempre acquisibili in cartaceo con un sistema che ricorda in qualche modo il metodo Just in Time, utilizzato anche per la produzione delle automobili. Se tradotto dall'inglese significa “giusto in tempo”, ossia le copie del libro vengono realizzate e spedite a chi le richiede in brevissimo tempo. D):- Giusto per chiarire a chi non la conosce: lei è scrittrice e giornalista da tempo immemorabile? R): Non mi faccia diventare paragonabile ad un animale preistorico, però, sì: la mia iscrizione all’albo giornalistico risale al 1980 ed il mio primo lavoro letterario (cartaceo, pubblicato con un editore), risale al 1977. Si chiamava “Fantasie”, stampato con lo Studio P, di Salerno. Ha poi avuto una riedizione modificata e ampliata come molti altri miei libri cartacei anche in ebook. D): Sempre per chi non la conosce: ha interessi particolari per ciò che scrive? Tratta temi specifici?- R): Specifici, sì, anche particolari, però decisamente svariati: sono una curiosa e amo scrivere di cose che mi colpiscono. Da questo alla pubblicazione di testi storici, ricerche parapsicologiche, lavori sociologici e molti libri di studio sulla grafologia, il passo è breve. D): Ha pubblicato anche due tesi di laurea?: R): Ancora sì: la prima, in sociologia economica, del 2003, sulla situazione femminile; "Politiche di pari opportunità e pratiche di segregazione", la seconda, tesi di laurea in magistrale di comunicazione del 2011; "New Design: L’Estetica Globale i database e l’ibridazione mediale." D): E romanzi, racconti, poesie? Quale ama di più? R): “Il tempo degli eroi”. Le sembrerà strano, ma per questo desidero riportare il parere di una mia lettrice (recensione): Un bel cinque stelle su cinque. Definito: Appassionato! Recensito in Italia il 12 febbraio 2021 “Molto interessante e preciso nel riferire i fatti storici. Avvincenti anche le vicende personali dei personaggi che si intrecciano in una trama appassionata. Mi ha spiazzata il finale …che non rivelo ovviamente. L'ho letto con crescente interesse e non ha deluso le mie aspettative: Bianca Fasano è una narratrice attenta e precisa! Lo consiglio vivamente a chiunque volesse godere la lettura di un bel romanzo, ma anche a chi voglia documentarsi ulteriormente sui fatti storici del 1963.” Un parere di “Pina”, che non conosco ma conservo nel cuore. È anche risultato vincitore di molti premi letterari. D): A proposito di premi: Lei è risultata vincitrice di ben cinque Premi della Cultura? R): Sempre sì: istituiti, un tempo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e attribuiti da un’apposita commissione. D): Lei crede nella possibilità di riuscire come scrittore, cioè di realizzarsi per le proprie capacità e divenire, con questo, indipendenti economicamente? R): Vogliamo parlare di una Jane Austen, che riuscì a vivere delle sue capacità di scrittrice in un’epoca difficile per le donne, o di una Dacia Maraini? Mi accontento di avere i mie libri, sia gratuiti sia a pagamento, sia in cartaceo che in ebook, acquisibili in tutto il mondo. Sembrava una impresa assurda fino a qualche tempo fa. D): Viene fatto di chiedersi come mai lei, una scrittrice e giornalista che giunge dal passato di pubblicazioni cartacee, sia divenuta una assertrice degli ebook. R): -Il problema del cartaceo è la distribuzione. Se si è figli di un dio minore, come me, anche riuscendo a stampare il tuo lavoro con una casa editrice seria, ci si rende presto conto di come il costo della distribuzione incida in modo determinante sul successo del libro e pochi editori possano permetterselo. A causa di ciò, dopo la primitiva soddisfazione di stringere tra le mani il tuo lavoro letterario potrai, volendo, relegarli negli scatoloni o usarli come un biglietto da visita piuttosto costoso e distribuirli per fare sì che vengano letti. L’ho fatto e lo faccio tuttora con i miei libri stampati con case editrici. D): Ha fatto una scelta simile per quanto riguarda gli articoli giornalistici. Ci risulta che abbia scritto per molte testate di valore, mentre attualmente preferisce lavorare per le tante testate giornalistiche web, che le pubblicano articoli molto vari nella tipologia. Vediamo che tratta tematiche molto varie, si è anche interessata delle problematiche scolastiche ed i linea generale qualsiasi argomento che sia a carattere sociale. Non crede più nel cartaceo? R): Per carità, ho tutto il rispetto per il cartaceo: ho provato di volta in volta una sensazione di appartenenza, la condivisione di un percorso di lavoro, la soddisfazione che la carta stampata non smette di dare. Ero giovane quando ho iniziato ed ho avuto la fortuna di potere contare sui consigli e le lezioni dei tanti colleghi più preparati giornalisticamente. Ritengo che questa indicazione di vita manchi, oggi, per le giovani leve che si muovono in alcuni casi nel mondo del giornalismo senza preparazione e senza misura del reale, specialmente quando non lavorano concretamente a contatto con le redazioni, come avveniva per me. Tuttavia non potrò mai dimenticare le parole di un mio collega del passato, Luigi Valletta del Roma, che mi diceva: “Gli articoli sono farfalle". Ed è vero. Ammesso che qualcuno li legga, hanno vita brevissima. Quelli virtuali, invece, restano sul web e si possono rintracciare anche in spazi/tempo differenti. In teoria sono meno "veri", in pratica sono più duraturi." Ciro Riemma. Editore.

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- Letteratura

Cartaceo di Multiverso, Poesie e immagini di Bianca Fasano

É In vendita il cartaceo, produzione StreetLib, edizioni Accademia dei Parmenidei, del lavoro di Bianca Fasano (disegni e copertina di Giuseppe D’Aiuto J.), dal titolo “Multiverso – Poesie e immagini”. Incontro tra l’espressione poetica di un’adulta e le immagini di un bambino di sette anni. Si tratta, evidentemente, della volontà di “fermare il tempo” per questo bambino, che si esprime con una grafica davvero particolare, facendo sì che l’interesse del lettore si divida tra le poesie (davvero suggestive), di un’autrice già conosciuta in molte espressioni letterarie e i disegni, spontanei, che non hanno alle spalle l’insegnamento di un professore, ma rapiscono davvero lo sguardo. Una nuova forma d’arte? La penna nera a punta sottile sembra tracciare ghirigori che non lasciano il foglio. Oggetti tridimensionali nuovi, si collegano con immagini realistiche di alberi e personaggi di un mondo incantato. A volte rigorosamente bianco/nero, altre a colori. A punta di pennello. Parlandone con lui si resta stupiti dalle “storie” che si nascondono dietro quei disegni. Di lui è stato scritto: “Giuseppe D’Aiuto J. (autore anche della copertina), ha sette anni, ma i suoi disegni sono degni di essere esposti in una Galleria d’Arte. Ho osservato attentamente le sue “opere d’arte”. Sono immagini/momenti senza tempo, spesso senza luce, senza ombre. E’ fantasia pura, mista a realtà sconcertanti. La modernità si intreccia con il futuro in uno spazio indistinto, atemporale. Geometrie irregolari si intrecciano in una fisica astratta, creando immagini affascinanti, ma incomprensibili. Visioni notturne dai profili indistinti diventano, nell’ osservatore, fantastici presepi. I pensieri si assiepano nel cervello creando un caos immateriale, difficile da interpretare. Anche sforzandoci, non riusciremo mai a “leggere” fino in fondo i disegni di Giuseppe, perché sono come le galassie: entrambi sono fatti così e non coglieremo mai la loro essenza, se non ce la spiega il suo “creatore”!” Intanto, a pagine alterne alla grafica, ritroviamo le poesie mature e realistiche della scrittrice Fasano: “Chi vi ama, figli,/voluti o meno,/sa che siete venuti/dal mistero/ di una nascita di probabilità./Un ovulo/e tanti pretendenti/alla vita./ C’é chi vince/ed è chiamato figlio,/stretto al seno,/sofferto,/seguito più o meno/secondo le possibilità./ Educato,/nella sua lingua madre,/o nel dialetto,/confortato,/nutrito:/ al figlio si dà affetto,/tenerezza,/amore,/e si circonda/come concede/il tempo,/di più o di meno,/di cure.(…)/” Il giovanissimo grafico immagina mondi in cui le pale eoliche si alternano con miriadi di costruzioni altissime, piene di finestre, mondi abitati da minuscoli individui, quasi formiche, che vi si agitano dentro e robot/mostri distruttori che seminano spavento. Gli alberi sono ovunque, alcuni, enormi, forniscono spazio entro di loro a città; la natura, a volte, prende il sopravvento, oppure diviene motivo di preoccupazione (giornata mondiale per il clima e l’ambiente). Strane città sono trasportate sulle navi o nascono su piattaforme in mezzo al mare. Nel cielo s’inseguono rondini e mongolfiere dalle bizzarre forme; nasce il progetto di una camera con colonnine tortili e terrazzi. Uno scienziato crea la macchina del tempo, però dimentica che avrebbe dovuto usarla una sola volta e, nel riutilizzarla, crea un caos spazio/temporale, laddove templi greci si ritrovano nel mezzo di città ultramoderne. Il nostro piccolo grafico passa ore a disegnare, alternandosi con lo studio (a volte in DAD), della classe che frequenta (la seconda elementare), o con i giochi assieme al fratellino più piccolo (Mauro), che, come lui, sta apprendendo a suonare il pianoforte. Le poesie della Fasano, che si contendono l’interesse, hanno tematiche familiari: “Madri,/ascoltate i vostri figli./Per quanto assurde appaiano/le loro frasi./ Ascoltate i loro respiri,/se variano,/se s’affannano/senza motivo./Non lasciateli soli,/se da quando sembravano allegri/divengono tristi/ e pensosi./Se da quando alla scuola/parevano bravi,/divengono pigri./Mamme,/”ascoltate” le loro espressioni,/se variano,/paiono strane,/nascoste,/diverse./Ascoltate le loro parole,/se pure vi sembrano/assurde,/prestate interesse.(…)”. Un gallerista si è offerto di incorniciare e mettere in mostra, a breve, i lavori del giovanissimo artista, il quale, ovviamente, non è interessato alla fama. Cerca di comprendere come appaiono i bicchieri in trasparenza e come realizzare una sorta di prospettiva/assonometria, per dare la sensazione dello spazio. Disegnare è una passione. Dove lo condurrà? Non si può ancora sapere. Per ora c’é il libro, gratuito, in ebook e chiunque voglia leggerlo, può trovarlo sul Web. C’è anche il cartaceo. Gli facciamo i migliori auguri per il suo futuro. Ciro Riemma. Editore. Tags: “Multiverso – Poesie e immagini”, Accademia dei Parmenidei, Bianca Fasano, cartaceo, copertina, disegni, disponibile, ebook, Edizioni, Giuseppe D’Aiuto J., gratuito, Incontro, lavoro, lavoro letterario, poesie mature, produzione, scrittrice, StreetLib, vendita, Web

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- Letteratura

Castiglione della Pescaia. Bianca Fasano.

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. BIANCA FASANO; LA SCRITTRICE CHE LEGGE OGNI GIORNO UN SUO RACCONTO, IN TEMPO DI CORONAVIRUS, RICORDANDO IL DECAMERONE DI BOCCACCIO, PER FARE COMPAGNIA A CHI DEVE RESTARE A CASA. C’è qualcuno che ha preso molto sul serio la necessità di restare a casa e anche quella di approfittare del web per mantenere i contatti con il suo pubblico di lettori. E’ la giornalista e scrittrice Bianca Fasano che, da diversi giorni e puntualmente ogni giorno, saluta gli ascoltatori dalla sua postazione, registrando brevi racconti tratti dai sui libri che si trovano in ebook e cartacei sul web. Alcuni da “Milioni di mondi possibili”, altri da “Scripta manent”, e “Bisogni”. E’ dal nove marzo 2020, che li legge, in ricordo dei fatti terribili e della peste per cui Boccaccio scrisse il Decamerone, le novelle dei fiorentini che in quarantena affrontarono l'incubo della PESTE NERA. Bianca Fasano, nell’introduzione delle sue letture, ricorda come il Decamerone di Boccaccio sia una raccolta di Novelle (il cui titolo significa dieci giorni) che ci racconta come sette donne e tre uomini, che scapparono da Firenze e si rifugiarono nelle campagne per allontanarsi dal contagio, abbiano utilizzato il loro tempo di quarantena, senza emittenti radio televisive, face book, e mail, lavoro a distanza e altro per tenersi lontano dai focolai. Ci ricorda, inoltre, che si trattava di un’epidemia che causò venti milioni di morti solo in Europa. Sostiene che questo raffronto sia necessario per ricordare agli italiani, però anche a tutto il mondo globalizzato che è investito dal coronavirus ad ondate, come Boccaccio, con il suo lavoro ci mostri anche il senso di responsabilità che ebbero quelle persone (e con loro altre), di isolarsi senza perdere la ragione, senza lasciarsi vincere dal momento di preoccupazione. Boccaccio insegna a noi, alle prese con il coronavirus (dice la Fasano), “Come la mente debba essere più forte del senso di terrore.” E aggiunge: - “Stiamo parlando della peste nera per cui la gente moriva in continuazione, senza cure, senza che qualcuno si occupasse di loro, per cui vi erano decessi in ogni casa ad ogni ora. Non c'erano né farmaci antivirali né camere di terapia intensiva... ” - Il Decamerone, difatti è composto dalle novelle dei fiorentini che in quarantena (oggi sono quattordici giorni), dovettero confrontarsi con la terribile pestilenza chiamata PESTE NERA. Facendo un rapido riepilogo ricordiamo che si parla del 1346, quando, pare dal nord della Cina (sì, la Cina), si diffuse una malattia molto pericolosa, partita molto probabilmente dai ratti e dalle pulci e che con i ratti e le pulci proliferò, passando dalla Siria, approfittando delle invasioni mongole, per cui, in circa un anno (pur senza viaggi veloci come quelli attuali), giunse dapprima in Sicilia e a Genova, e poi si diffuse in tutta Europa. Questa malattia è stata battezzata “peste nera”. Fu nel 1347 che colpì anche la città di Firenze, proprio nell'ultima fase e tutta la toscana fu devastata dalla pandemia. Ci dice ancora: - “In questi tempi di quarantena ho pensato che avrei potuto distrarre me stessa (ho settanta anni e i miei figli mi costringono affettuosamente a restare in casa più tempo possibile) e quanti vorranno ascoltarmi leggendo, non le boccaccesche storie del Decamerone, ma, di volta in volta, un racconto da uno dei miei libri che si trovano sia ebook sia in cartaceo, sul Web. Anche gratuiti.” - Un’idea per essere presente senza causare danno. Io la sto seguendo da Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, restando a casa. Buona visione. Ciro Riemma.

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- Letteratura

Intervista a Bianca Fasano

Pubblicata in ebook, edito dall’Accademia dei Parmenidei, su StreetLib, la prima parte del lavoro di Bianca Fasano "La grafia dell'amore e dell'odio e altri metodi di conoscenza dell’essere umano". Intervista dell’editore Ciro Riemma D:-“Rieccoci. Parlammo del suo lavoro in luglio 2019, quando ha preso il via.”- R:-“Ricordo bene: faceva molto caldo”- D): - ”Cerca sempre l’elemento umano?”- R):- “Più che mai: cerco i segnali dell’amore e dell’odio nelle grafie, ma anche le ansie, i modo con cui ci si pone verso il sociale, le problematicità che si riscontrano nel quotidiano. Non tralascio i segni che ci hanno indicato i maestri della grafologia, tuttavia: quale grafologo non spera di incontrarne di nuovi? Nel tempo l’essere umano, necessariamente, si è evoluto. Nel bene e nel male, purtroppo.” D:-“Quindi sta pubblicando il lavoro dividendolo in parti distinte?”- R:-“E’ stata una necessità: rischiavo di creare un libro troppo lungo da digerirsi, specialmente visto che non è diretto agli esperti (ovviamente), quanto a chi desidera accostarsi all’argomento come è più utile: in punta di piedi”- D): - “Come si presenta questa “Prima parte?” - R) : -“Tratta di una serie di persone del passato e del presente, passate agli “onori della cronaca” per vari motivi, di cui, nel lavoro, viene definita più o meno approfonditamente la biografia. Attraverso le grafie, si crea una chiave di lettura, permettendone - in modo differentemente limitato - la conoscenza degli stati d’animo e delle pulsioni psicologiche . Questo prima di cominciare a trattare, nella seconda parte del lavoro (di prossima pubblicazione), il tipo di segni che più facilmente possono porre in grado di comprendere il carattere dell’individuo che dovremo studiare.”- D): - “E’ già un avvio allo studio dei caratteri grafologici?”- R) . - “In effetti, sì. “leggere alcune grafie”, di persone le cui caratteristiche psicologiche, affettive, emozionali e sociali siano già chiaramente conosciute, renderà più facile, in seguito, accostare le caratteristiche grafologiche alle individualità che non si conoscono.”- D): - “Quindi nel libro si parla della grafie di persone esistenti ed esistite?” - R) . - “Ancora sì: Ho preso in considerazione una serie di grafie interessanti sia per quanto riguarda l'aspetto sentimentale che per quanto riguarda l'aspetto sociale degli individui trattati. Parto dal presupposto che, conoscendo le personalità che hanno prodotto il testo grafico e in qualche caso, anche le motivazioni per cui queste sono state prodotte, risulteranno chiare alcune caratteristiche che poi riscontreremo - nel secondo volume - in altre grafie a noi non altrettanto conosciute. “- D) : - “ Quali caratteristiche ha scelto?” - R) : - Si tratta di grafie stimolanti, grafologicamente singolari, sia per quanto riguarda l'aspetto sentimentale che per quanto riguarda l'aspetto sociale. Il riferimento a grafie “dell'amore e dell'odio”, deve essere considerato in termini piuttosto astratti, laddove per il concetto di “amore”, ho portato all'attenzione la scrittura di personalità che hanno dedicato la loro vita al lato considerato umanamente “positivo” dell’esistere, come, ad esempio, alla poesia, allo scrivere, all’arte, o hanno espresso capacità di tipo umanitario. In tal modo potremo constatare quali sono i segni che si riscontrano principalmente in questo tipo di grafie. “- D): - Quelle che consideriamo “dell’amore?” - R): - “ Nella parte dedicata alle “grafie dell’odio”, per contrasto, ho preso ad esempio quelle di persone che si sono comportate nella vita in modo poco amabile, che si sono ritrovate (anche ingiustamente), collegate a situazioni poco chiare o che sono state decisamente criminali; saremmo in grado, in quel caso, di riscontrare i segni molteplici che caratterizzano queste personalità negative. Come il nascondimento e la sofferenza interiore. Senza considerare che si stia davvero inserendo questi personaggi in una sorta di “Divina Commedia”, dividendo il lavoro in Inferno, Purgatorio e Paradiso.”- D) : - “ Il lavoro continua?”- R): - “In effetti sono già avanti per quanto riguarda la parte seconda. Ho creato il distacco per lavorare in modo più libero alla parte dedicata alla spiegazione vera e propria del metodo per addentrarsi, se pure a grandi linee, verso la grafologia e una conoscenza più intima degli esseri umani.”- D:-“ Non unicamente grafologia?”- R:-“No. Però questa altra tipologia di conoscenza vedrà un terzo lavoro in cui dedicherò attenzione allo studio dl come “Riconoscere i segni della comunicazione non verbale.” - D): - “In che modo?”- R): - “Ne abbiamo già parlato. Mi riferisco, per capirci, alla serie tv americana dal titolo “Lie to me”. L'attore, Tim Roth, interpreta un personaggio particolare, considerato nell'ambito della serie, un grande esperto in espressioni facciali. Questa si riallaccia al lavoro di Paul Ekman e molte situazioni che nella serie si fanno ascrivere alla vita personale del dottor Cal Lightman, sono tratte, appunto, dagli scritti di questo studioso.”- D): -“ Quando ha iniziato ad interessarsi di questo lato della conoscenza?”- R) : - “Per quanto riguarda la “curiosita” rispetto agli aspetti della psicologia umana, praticamente da sempre. In riferimento, invece, al lavoro di Paul Ekman, ho avuto modo di conoscerli e studiarli in più occasioni, compreso nel corso degli studi di sociologia e di comunicazione. Successivamente anche nel corso di criminologia. L’applicazione dello studio delle microespressioni e altresì, quello delle posizioni che vengono assunte dalle persone in varie situazioni (anche quando queste non si stanno usando consciamente tentativi di menzogna), mi è stato sempre molto utile, per cui considero che la conoscenza, anche se parziale, che intendo fornire con il mio lavoro, possa essere utile nel quotidiano a chiunque. D:-“ Dedicherà uno spazio alla scrittura così detta “automatica ”?- R:- “penso proprio di sì: Mi sono impegnata negli studi della scrittura automatica e semiautomatica per il mio testo di parapsicologia “Voci dal passato”. Quello attuale sarà una verifica. D:-“Le ripongo la domanda che già le feci nella precedente intervista: A quanto il lavoro finito?”- R:-“Non posso ancora dirlo. Mi occorre tempo. Avevo in mente questa opera da anni e la considero troppo impegnativa per ridurla all’essenziale.”- D):-“Dopo l’ebook il cartaceo?”- R:-“L’ ebook mi permette riletture, rielaborazioni e controlli mediante i lettori. Seguirà il cartaceo, così come ho fatto per “Appunti di sociologia”.- D:-“Allora, auguri per la prima parte e buon lavoro per la seconda! Ho avuto già modo di comprendere che sarà degno di nota”- -“Grazie. Spero lo dicano i lettori.”- Ciro Riemma.

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Intervista a Bianca Fasano

Farsi conoscere con StreetLib. Cartacei ed ebook si possono pubblicizzare con gli omaggi? La scrittrice napoletana Bianca Fasano ci prova e ottiene successo. Ultimo arrivato: “Lo sbobinatore e il piccolo killer”. D); -“Proviamo a chiedere alla diretta interessata se corrisponde a realtà che questo sia un metodo valido per pubblicizzare i propri lavori. Che si dice su StreetLib?”- R): -“Ci ritroviamo? Comprendo che da editore lei sia interessato a questi nuovi mezzi di comunicazione libraria. Sa la novità? StreetLib non rappresenta un concorrente per la pubblicazione: Per gli editori c’è la possibilità di creare delle pagine ultradedicate con tutti i titoli che l’editore stesso sceglierà di mettere in promozione. Quindi anche lei, come editore, potrà trovarlo utile. “- D):-“Interessante; lo prenderò in considerazione. Che mi risponde a proposito degli omaggi?”- R):-“E’ il tentativo di risolvere il solito problema: farsi conoscere. Benché i miei libri, sia in cartaceo sia sotto forma di libro elettronico, sono praticamente ovunque, si perdono, in ogni caso, in mezzo ad un mare di pubblicazioni. Mi sono resa conto, ponendo in omaggio un mio romanzo (“Il tempo degli eroi”, gratis, in una sola giornata, oltre 400 copie), che i lettori ricercano attivamente le letture gratis. Mi sono anche chiesta (la domanda non ha una risposta convincente), se sia più difficile di quanto si creda, approcciarsi all’acquisto di un libro via Web. Occorre poter pagare on line; non tutti sono in grado di farlo. Prendere un omaggio in una delle tante “librerie virtuali” (ho provato a farlo), è invece piuttosto facile.”- D):- “Non teme che “regalando” un suo titolo, questi venga “bruciato”?”- R):-“Senza dubbio. Ecco perché, per non “bruciare” i titoli, metto gratuiti alcuni lavori brevi, in omaggio. Io non soffro del “crampo dello scrittore”. E’ dimostrato dal fatto che, tra omaggi e lavori in vendita, in questo periodo sul web ci sono circa trenta miei lavori letterari. Racconti brevi ne scrivo in continuazione. Mille cose della vita m’ispirano. Prenda, ad esempio, il mio “Lo sbobinatore e il piccolo Killer”. Nasce da un testo Work in progress: "Le grafie dell'amore e dell'odio ed altri metodi di conoscenza dell'essere umano". Tra le grafie dell'odio ho inserito quella di un serial Killer: Theodore Robert Cowall Bundy. Estrapolando dal testo ho anche pubblicato due video che ne parlano: https://www.youtube.com/watch?v=ZEseb_1FYg4 https://www.youtube.com/watch?v=9AIo6hOGm48 Nello scorrere giornalisticamente la vita di questo individuo, che appariva tanto normale nella sua "doppia vita" da sorprendere, mi sono chiesta se ci fosse stato un momento in cui, intervenendo sul suo passato, si sarebbe potuto evitare che divenisse l'essere orribile che ha ucciso, violentato, stuprato anche da morte, conservato le teste, di oltre trentacinque donne. E’ stato seguendo questo pensiero che ho scritto "Lo sbobinatore e il piccolo killer". (di cui sarebbe gradita una recensione). La copertina è mia, inoltre sponsorizzo anche la mia pagina Facebook : “Violenza e dintorni. Fatti, numeri e storie vere.”- D): “Quali altri lavori ha posto gratis? Dove si possono trovare?”- R):-“Si trovano, è il caso di dirlo, un po’ ovunque. Anche a : https://imieigratis.stores.streetlib.com/it/ . Quattro racconti, molte poesie ed al momento anche il romanzo “Quel magico mondo lontano”. Fino alla fine di ottobre.”- D):-“ Si ritiene soddisfatta?”- R):-“Dipende dal punto di vista con cui si guarda alla pubblicazione dei propri lavori letterari. Sotto il profilo comunicativo certamente sì: mi leggono, sono conosciuta, i miei libri sono ovunque e non devo occuparmene sotto il profilo della distribuzione. Se parliamo dal lato economico, certamente non posso ritenermi tra gli autori più ricchi. Chissà: se un giorno un mio libro venisse scelto per farne un film, o un serial televisivo, potrei anche divenirlo. Sarebbe interessante anche prendere me, come personaggio. Non le sembra?”- D):-“Certamente: penso che di scrittori prolifici come lei e che trattano argomenti tanto diversificati, ve ne siano pochi. Andrò a confrontarmi con le nuove possibilità per gli editori: Auguri!”- Ciro Riemma (Editore).

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Sulle orme del serial killer Theodore Robert Bundy.

Sulle orme del serial Killer Theodore Robert (Cowall) Bundy. L’editore Ciro Riemma intervista la giornalista e scrittrice Bianca Fasano che ha pubblicato due video, tra cui: ”Le donne che Ted Bundy non uccise.” Sulle orme del serial Killer Theodore Robert (Cowall) Bundy. L’editore Ciro Riemma intervista la giornalista e scrittrice Bianca Fasano che ha pubblicato due video, estrapolando le notizie dal suo lavoro letterario di prossima pubblicazione “Le grafie dell’amore e dell’odio ed altri metodi di riconoscimento dell’essere umano”. D:- “Buongiorno professoressa Fasano. Ci ritroviamo; lei non smette mai di sorprendermi: da dove nasce questo interesse per un serial Killer che ha terrorizzato l’America per decenni?”- R:- “Dalla volontà di comprendere l’essere umano nelle sue varie sfaccettature. Dal testo di grafologia cui sto lavorando, in cui porto esempi positivi e negativi, dai miei studi di criminologia e dalla convinzione che l’indole dell’assassino seriale più pericoloso può non differire, almeno in apparenza, da quella del simpatico vicino di casa. Un esempio? La scrittrice statunitense Ann Rule, ex poliziotta, diventata maestra del romanzo criminale, ha pubblicato un libro intitolato “Un estraneo al mio fianco”, spiegando come avesse avuto modo di conoscere il serial killer Ted Cowall Bundy, eppure nonostante la sua esperienza, non fosse stata capace di rendersi conto con chi avesse a che fare. Tuttavia, conoscendo la grafologia ed avendo modo di leggere un suo scritto, avrebbe potuto invece comprenderlo, o almeno, sospettarlo.”- D:- “Lei è’ riuscita a comprenderlo? Che cosa prova per lui?”- R:-“La sua grafia è illuminante e provo una grande pena. Le potrà sembrare strano, lo sarà di meno se si porrà la domanda: vorrei essere nato con la sua voglia determinata di uccidere e seviziare? Con la sua incapacità di diventare un essere umano normale?” D:-“No. Direi di no: Cosa l’ha colpita maggiormente di lui? R:-“Rimandando il lato grafologico al mio lavoro, non vorrei essere fraintesa: la pena maggiore si prova per tutte quelle donne inermi che l’hanno trovato sulla loro strada e hanno perso la loro. Doveva morire, non sono per la pena di morte, però di fronte al bisogno che aveva di morte, non c’era altra alternativa che un’altra morte:la sua.”- D:- “E’ un personaggio da incubo?”- R:-“Il peggiore possibile: un killer che avresti potuto incontrare al supermercato, o dal benzinaio. Ci si può chiedere come facesse questo individuo all’apparenza piacevole, che tuttavia non era poi munito dell’intelligenza che gli vollero riconoscere in tanti, a nascondersi nell’ombra e colpire con tanta ferocia e tranquillità’. “La dote” che gli venne riconosciuta fu che riuscisse ad essere una specie di camaleonte, sia come atteggiamento umano sia sotto l’aspetto fisico. Un giudice, durante un processo disse di lui: -“ Ogni giorno era diverso. Il processo durò diverse sedute e ogni volta lui appariva diverso dalla volta precedente. Un giorno sembrava un agente di borsa, il giorno dopo uno studente. A lui bastava cambiare pettinatura, tagliare i capelli pochi centimetri, dimagrire un paio di chili, cambiarsi d'abito e diventava assolutamente irriconoscibile.”- A questo va aggiunto che alle volte cambiava a voce ed espressione del viso come fosse posseduto da una diversa personalità. I pochi che hanno assistito a questo mutamento e sono stati in grado di raccontarlo ne sono rimasti profondamente turbati per il resto della loro vita.”- D:-“Allora, per lei, anche un pessimo compagno di studi?”- R:-“La cosa davvero strana è che, pur riconoscendolo come l’omicida seriale capace di uccidere oltre trenta donne, pur sapendo che il suo primo omicidio risale a quando aveva quindici anni e che avrebbe continuato ad uccidere, se fosse tornato in libertà, non si può fare a meno di comprendere come le tante persone che l’hanno conosciuto “quando non uccideva”, potessero trovarlo piacevole, simpatico, interessante, coinvolgente. Persino il giudice che gli commutò la pena di morte sentì la necessità di spiegargli quanto fosse dispiaciuto di vedere persa l’umanità di quell’uomo che si era autodifeso e andava ucciso. D:-“ Qualche particolare?”- R:-Tutti orridi. D’altra parte sappiamo (per sua stessa ammissione), come, oltre al fatto di tornare a violentare le donne morte finché lo stato di decomposizione non fosse troppo avanzato, aveva anche l’orrenda abitudine di portare con sé alcune teste e tenerle come trofeo, fino a quando poi potesse disfarsene, quindi non è strano che in alcuni casi si ritrovassero solo i crani delle sue vittime. D:-“Malgrado ciò continua a farle pena?”- R:-“Siamo propensi a credere che una gran parte della violenza nascosta ed evidente dei serial Killer, nasca dall’avere vissuto un’infanzia in cui la violenza (vissuta su di sé), sia stata di casa. Per Ted lo è stata. Figlio di Eleanor Louise Cowell Bundy , abbandonato, poi ripreso, vissuto con la convinzione che la madre fosse sua sorella, a contatto con un nonno che probabilmente era il padre ed aveva violentato sua madre. Samuel Cowell era falsamente puritano, razzista, tirannico nei confronti della moglie e dei familiari (una volta scagliò giù dalle scale di casa la figlia minore Julie) e la sua ira debordava in violenza soprattutto quando si poneva in discussione la paternità di Ted. Ossessionato dalla pornografia (dato che passò al nipote), si sospetta che avesse verso il bambino interessi pedofili. Che cosa vogliamo di più?”- D:-“Chi ne pianse la morte?”- R:-“Penso nessuno. Forse la madre “ne pianse la vita”. Dovette chiedersi se non sarebbe stato meglio decidere per l’aborto. Negli anni 1982-1986, tramite appelli, ricorsi e abili mosse legali, Bundy riuscì ad evitare per ben due volte l’esecuzione capitale tuttavia il 24 gennaio del 1989 questa venne eseguita. Alle 7:00, 06 venne abbassata la leva dell'Elettricità nel braccio della morte. 10 minuti più tardi Theodore Robert Bundy, uno dei più spietati serial killer della storia, venne dichiarato morto. Fuori della prigione, al saperlo morto, s’innalzarono urla di felicità. Salirono verso l’alto i fuochi artificiali. Prima dell’esecuzione anche Carole Boone, che aveva sposato legalmente il 9 febbraio 1980 e con cui aveva avuto una bambina, decise di scomparire nel nulla.”- D:- “Conclusioni?”- R:-“Per sua stessa ammissione non era un folle e non soffriva di personalità multiple, Tuttavia definiva quella insano desidero di morte e perversione come “la forza”. Più volte aveva tentato di vivere una vita “normale”. “La forza” non glielo aveva permesso. Una forza che nessuno di noi potrebbe essere in grado di invidiargli per cui, sì, pace all’anima sua.”- Ciro Riemma

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La grafia dell’amore e dell’odio e altri metodi di conoscenz

Napoli. La scrittrice Bianca Fasano lavora a: "La grafia dell'amore e dell'odio e altri metodi di conoscenza dell’essere umano". Intervista dell’editore Ciro Riemma. La scrittrice Bianca Fasano lavora a:"La grafia dell'amore e dell'odio e altri metodi di conoscenza dell’essere umano". Con il caldo estivo, ore al computer, tra fascicoli di grafie differenti da catalogare. Intervista dell’editore Ciro Riemma. D:-“Come mai questo lavoro con l’afa d’agosto? Niente vacanze?”- R:-“La mia vacanza è nello studio dei reperti grafologici raccolti in anni d’insegnamento e nei reperti raccolti nelle varie occasioni possibili: cerco i segnali dell’amore e dell’odio nelle grafie, ma anche le incertezze giovanili, i timori verso il futuro, le difficoltà del vivere il quotidiano. Vecchi segni che i grandi della grafologia ci hanno indicato, ma anche nuove connessioni dovute ai cambiamenti nella vita sociale.” D:-“Perché?”- R:-“Trovo che sia utile la conoscenza del carattere di una persona con cui stiamo avviando una relazione di qualsivoglia tipo: Essere a grandi linee in grado di farlo ci renderebbe più chiara la via da seguire per cui, a ragione di ciò, dopo aver mandato in stampa tanti lavori (di cui alcuni anche con lei), ho deciso che fosse il caso di scriverne uno, senza la pretesa che sia un testo scientifico ad alto livello, atto però, a grandi linee, di permettere la conoscenza più intima di un individuo di cui ci si invaghisce o verso cui si comincia a provare un sentimento o anche soltanto contattato per motivi di lavoro.”- D:-“ Non unicamente grafologia?”- R:-“No: Uno studio altresì sul come “Riconoscere i segni. La comunicazione non verbale.” Penso che molti stiamo seguendo o abbiano seguito, la serie tv americana dal titolo Lie to me. In realtà in Italia è arrivata in ritardo. L'attore Tim Roth, interpreta un personaggio particolare, considerato nell'ambito della serie, un grande esperto i espressioni facciali. Questa si riallaccia al lavoro di Paul Ekman e molte situazioni che nella serie si fanno ascrivere alla vita personale del dottor Cal Lightman, sono tratte dagli scritti di questo studioso. Personalmente, ho avuto modo di conoscere e studiare i lavori di Paul Ekman in più occasioni e ne sono stata affascinata, anche per la mia propensione alle applicazioni propedeutiche alla comprensione dell'essere umano nelle sue varie sfaccettature. Lo studio delle microespressioni e altresì, quello delle posizioni che vengono assunte dalle persone in varie situazioni (anche quando queste non stanno usando consciamente tentativi di menzogna), mi è stato sempre molto utile e la conoscenza, anche se parziale, che intendo fornire con il mio lavoro, ritengo possa essere utile nel quotidiano a chiunque. D:-“ E’ vero che intende dedicare uno spazio alla scrittura così detta “automatica”?- R:- “Vero: Mi sono occupata di scrittura automatica e semiautomatica nel mio testo di parapsicologia “Voci dal passato” e intendo confrontare le mie esperienze con altre, per trovare punti di affinità che possano chiarire questo grande dilemma: “Possono gli esseri incorporei porsi davvero in contato coi vivi attraverso la scrittura?”. Una verifica, insomma. D:-“A quanto il lavoro finito?”- R:-“Non posso dirlo: è un albero con molte ramificazioni, compreso la presentazione grafologica e biografica (breve), di alcuni serial Killer (grafia dell’odio) e di personaggi che nel sociale si sono distinti nell’arte e nell’amore per il prossimo (grafie dell’amore). Mi occorre tempo. Avevo in mente questa opera da anni e la considero troppo impegnativa per ridurla all’essenziale.”- R:-“Sarà pubblicato in ebook o cartaceo?”- R:-“Prima in ebook, che mi permette riletture, rielaborazioni e controlli mediante i lettori, quindi in cartaceo, così come ho fatto per alcuni lavori precedenti come “Appunti di sociologia”.”- D:-“Allora buon lavoro! Sarà certamente qualcosa degna di nota”- -“Grazie. Dopo lo diranno i lettori.”- Ciro Riemma. Paul Ekman (Washington, 15 febbraio 1934) è uno psicologo statunitense. Grazie alle sue ricerche scientifiche è considerato il pioniere dello studio atto a riconoscere le emozioni enfatizzando le espressioni facciali. La scrittura semiautomatica (o automatica), è il processo di scrittura di frasi che non arrivano direttamente dal pensiero cosciente dello scrittore. Può avvenire in stato di trance, oppure in maniera cosciente ma senza la consapevolezza di quello che si sta scrivendo. È stata a volte usata in psicoanalisi nel tentativo di fare emergere conflitti inconsci. È uno degli strumenti più usati della tecnica di scrittura surrealista.