|
I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.
*
- Societ
I prodotti della terra...
...e limpegno sociale.
La globalizzazione ci obbliga ad una sempre maggiore deferenza verso nuovi valori: libero scambio, competitivit, investimenti, produttivit, progresso tecnologico. Ma tutto ci render meno poveri i pi poveri? Migliorer le nostre condizioni di vita? Manterr insolubile letica dei nostri imprenditori? Favorir loccupazione? Garantir lecosistema? Domande retoriche per le quali abbiamo gi pronte delle risposte. Io mi sono interrogata sullArte. Che ispirazione possono trarre dalla globalizzazione gli artisti contemporanei? Riuscite voi ad immaginare unopera darte globalizzante?
Il Cinquecento il secolo dei ritratti, della riflessione sulla religione e sul destino delluomo. La riscoperta del naturale, della verit oggettiva, vengono introdotte tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento da Annibale Carracci e da Caravaggio: questo un secolo in cui convivono lusso e miseria, abbondanza e carestia, libert creativa ed oppressione politica, festosit e lutto. Ed anche larte, ovviamente, risente della presenza contraddittoria di questi elementi.
Carracci dipinge il Mangiafagioli (1584) perch mosso dagli stimoli della storia, perch avverte lesigenza di ispirarsi alla verit naturale, perch vuole giungere ad una pittura che colpisca al cuore e allimmaginazione. E vi riesce superbamente. Il contadino l a consumare il suo semplice pasto, seduto ad un tavolo umilmente apparecchiato: minestra di fagioli, pane, del vino rosso. Abitudini semplici, tempi lenti, ritmi di vita assai duri ma probabilmente non stressanti, lantitesi delle nostre vite di oggi: pasti veloci, precucinati, surgelati, in piedi davanti ad un bancone self-service; obesi galleggiamo in paludi di maionese ed anneghiamo in ettolitri di birra e tavernello, con lauricolare del cellulare nellorecchio e il palmare nella destra, per combattere solitudine e stress e per produrre come i cinesi.
Nel 1596, sempre ispirandosi al naturale Caravaggio dipinge il Canestro di frutta: le forme cos seducenti, i colori cos vividi, cos invitanti che che si ha quasi la sensazione di poterne aspirare i profumi. Se fosse ancora vivo, se avesse dovuto ispirarsi al naturale, lartista maledetto avrebbe potuto dipingere, sempre magistralmente da un punto di vista tecnico, ma suscitando minori emozioni, zucchini clonati, frutti gonfi di acque reflue, sfere dai nomi bizzarri incrociate geneticamente, che ci indurrebbero, tra laltro, a porci qualche domanda sul genere e sul numero (si dice il mapo o la mapa? E il plurale?) arance lucidate con la cera, uve trasudanti di pesticidi, pompelmi transgenici e melagrane con metastasi.
Rodolfo II e i cavoli
In quegli stessi anni Giuseppe Arcimboldi traeva ispirazione dal Dio delle messi e dellabbondanza per dipingere Vertumno (1591), lo stravagante ritratto di Rodolfo II di Strasburgo. La sua tensione per il nuovo, la ricerca di una espressivit che uscisse dalle regole consuete per provocare reazioni ed emozioni avrebbe dovuto, anche in questo caso, contentarsi dei frutti della terra che il mercato della globalizzazione oggi offre e temo che la sua fantasia ne sarebbe rimasta profondamente ferita.
Lultima cena del Tintoretto del 1592, nella sua ambigua relazione tra miracolo (gli angeli che aleggiano nel buio) e realt, evoca invece il cibo degli dei, la lentezza nelle preparazioni, la semplicit e la cura e non gi le raffinatezze inaccessibili che il geniale Stefano Benni ci descrive nel suo racconto Il pi grande cuoco di Francia, satira memorabile contro gli snobismi enogastronomici: ostriche imbalsamate in gelatina, tartufi alle braci con limoni, quaglie alla negresca, zuppa di tartaruga malgascia, spuma ai pistacchi, biscotti nocciolati dei padri di Saint Verres, bign alle pere moscadelle: una cuisine nababe da opporre alla nouvelle cuisine, porzioni da convento di suore nane!.
La natura e la realt quotidiana nella pittura di denuncia
Con il Settecento si cambia musica: gli artisti si dedicano soprattutto alla decorazione ma durante questo secolo che compaiono i primi accenni ad una pittura sociale che si manifester pienamente nell800. In Francia il maggior interprete Jean Francois Millet con le sue Spigolatrici del 1848. In Italia saranno i Macchiaioli ad innovare il linguaggio pittorico: al soggetto storico o allallegoria essi contrapporrano la visione diretta della natura e della realt quotidiana e per questi motivi verranno fortemente avversati dalla critica e respinti dalle mostre ufficiali. Il paesaggio rurale, la durezza del lavoro dei contadini, il disagio sociale, la sacralit degli animali ispirano Giovanni Fattori: con Le macchiaiole del 1865 e Il carro con i buoi del 1887 Fattori partecipa al mondo i suoi sentimenti di ammirazione e di rispetto per le faticose attivit dei contadini della Maremma e delle zone agricole depresse della fascia tirrenica toscana. Anche Angelo Morbelli, come Fattori, legato a temi di impegno sociale ed umano: tocca il cuore una sua tela in cui sono ritratte delle mondine, curve su s stesse, con i piedi in ammollo negli acquitrini piemontesi e lombardi, impegnate nella raccolta del riso. Per 80 centesimi del 1893 un concreto jaccuse sia rispetto al misero salario sia rispetto alle condizioni di lavoro tremende cui le donne erano sottoposte. Ma al contempo Morbelli riesce a lirizzare la funzione che lagricoltura aveva ed dovrebbe avere ancor oggi nelle economie dei paesi del mondo.
Realismo sociale quello rappresentato nel celebre Quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo del 1898. Siamo alla fine dell800 ed una nuova classe sociale, quella degli operai, incombe in tutte le regioni del settentrione italiano: lo sviluppo dellindustria provoca massicci spostamenti di lavoratori dalla campagna alle nuove periferie cittadine con una serie di conseguenze sociali, economiche, urbanistiche. Pellizza rappresenta una folta e compatta schiera di uomini e donne che lascia un fondale dove si intuisce un paesaggio verdeggiante e viene avanti in un progressivo schiarirsi dei colori dal fondo al primo piano. Definire la classe dei lavoratori delle industrie quarto stato signific prendere coscienza della nascita di una nuova realt. Lunit dItalia del 1870, le delusioni post-unitarie, la necessit di una rapida riconversione delleconomia verso lindustria, il formarsi di un ceto nuovo avrebbero potuto offrire agli artisti italiani pi sensibili loccasione per una pittura nuova, non priva di un senso di denuncia. Ma non and cos: le Avanguardie del 900 si concentrarono su altri temi: Cubismo, Dadaismo, Astrattismo, Futurismo dapprima, e la Pop Art poi, dovevano rifiutare i i valori e i modelli della cultura tradizionale e cos i paesaggi bucolici, il disagio sociale, la ruralit in genere furono relegate, marginalizzate, se non addirittura disconosciute dallarte stessa.
Il silenzio stato rotto dallavvento della fotografia e, pi tardi, dal cinema, che hanno saputo svolgere, dalla met dell800 ad oggi, una azione continua ed inesorabile di rappresentazione della realt, anche la pi dolorosa, fissando fin dai primi dagherrotipi, fin dai primi centimetri di pellicola, immagini e sequenze in bianco e nero, che conserviamo gelosamente per testimoniare, con un po di nostalgia e un po di noia (per le generazioni future!) quel che oggi non c pi, quei personaggi, quei paesaggi, quegli ambienti, quelle atmosfere, quella natura e quei frutti della terra che avevano sapori ed odori che il nostro palato ed il nostro olfatto non possono davvero immaginare.
Id: 14 Data: 05/12/2007
*
- Societ
Le ossessioni dellimprenditore (Silvio)
Le ossessioni dellimprenditore (Silvio!) e lo smantellamento del sistema educativo
Lultima trovata della signora Moratti quella della eliminazione dellinsegnamento della musica. E Roman Vlad ha cominciato a delirare....... Forse, fra non molto, anche il solo ascolto della musica potr essere considerato un delitto.....
La Politica, quella con la P maiuscola, stata definitivamente relegata al ruolo di un accessorio scomodo. Il Paese inteso come unazienda. La sanit intesa come unazienda. Anche la scuola intesa come unazienda. Le tre "I" che Berlusconi ululava nella sua campagna elettorale del 2001 (Inglese, Informatica, Impresa) comunque mal si coniugano con le richieste degli imprenditori che invece inneggiano alle tre "S": Sapere, Saper fare, Saper essere. Tre "S" di cui la riforma Moratti non ha tenuto in alcun conto.
I danni che questa riforma ha provocato sono incalcolabili. E tutti devono preoccuparsi: genitori, studenti, insegnanti, imprenditori. Labolizione di taluni insegnamenti, il finanziamento alle scuole private, la revisione dei testi scolastici tacciati di filocomunismo, la contrazione del numero dei docenti, laumento del precariato, labolizione del tempo pieno sono tutti provvedimenti che lasciavano gi un anno fa presagire un disastro che avrebbe investito non solo il sistema istruzione ma anche quello sociale.
Gli insegnanti che avevano gridato allo scandalo di fronte alla "passerella" introdotta dalla riforma Berlinguer (la possibilit, cio, per uno studente, di entrare ed uscire dal mondo della scuola per sperimentare il mondo del lavoro anzitempo) sono la categoria pi a rischio, quella che, a voler essere catastrofisti, destinata a scomparire. A fine legislatura potrebbero essere sostituiti da un comodo e non ingombrante kit software, o collegarsi ad internet da un personal computer (per il cui acquisto contribuir lo Stato con una sovvenzione di 150 euro, come dice la pubblicit che viene trasmessa da qualche tempo in televisione) per poter apprendere in modalit elettronica oppure restar svegli di notte per seguire le lezioni su RAI Education o su qualunque altra rete (preferibilmente MEDIASET!!) che proporr videoconferenze su arte, storia, lingue straniere (purch non si tratti di idiomi dei paesi comunisti), matematica e religione, perch no?
La scuola intesa come unazienda. Certo, i produttori di software hanno pubblicizzato la e-learning come la panacea per tutti i problemi di formazione ed aggiornamento professionale del personale delle imprese. E un sistema economico, non necessita di spostamenti fisici, lapprendimento personalizzato, consente di dialogare con il tutor, prevede pure una classe virtuale e, se lazienda acquista una bella piattaforma per l e-learning (fondamentalmente un bel contenitore vuoto a 100-200 mila euro) si possono addirittura contare i click che il mouse ha eseguito, monitorare il numero degli accessi, controllare a quale lezione il discente arrivato, verificare se ha svolto i test di verifica dellapprendimento, quale punteggio ha ottenuto, e cos via. E, grande vantaggio per le aziende, siccome essere competenti ed aggiornati un diritto/dovere del lavoratore, si studia al di fuori dallorario di lavoro contrattuale. Altro che Grande Fratello!
Fermo restando il personale apprezzamento per talune offerte (vedasi, ad esempio, il sito dellENEA Casaccia, che propone una ventina di corsi gratuiti on line su varie materie, dai sistemi di qualit Vision al florovivaismo), ritengo che la tecnologia in questo settore possa dare s un contributo ma non essere sostitutiva. Lapprendimento elettronico comporta dei grossi disagi: la solitudine, la difficolt a confrontarsi con gli altri, lassenza di rapporti sociali, la freddezza del mezzo, larchitettura dei contenuti che sono necessariamente standard e non tarati sulla maturit individuale dellallievo che anche e soprattutto una persona. Da un software possiamo esigere tecnicalit ma non psicologia comportamentale ed empatia.
Evviva la scuola allora, anche quella con i muri imbrattati, anche quella con i cessi otturati, con la Prof che ti mette la nota sul registro e ti rimprovera perch ti stai frugando nel naso, con il Preside che manda a chiamare i tuoi genitori perch sei senza il libretto delle giustificazioni! Pazzesco, ma ne avremo nostalgia.
C un altro aspetto che mi inquieta, quello della possibile modificazione del tessuto sociale. Gi nel suo Rapporto del 2003 lOCSE affermava che sempre pi comprovata la relazione tra apprendimento ed investimento nel capitale non solo con un aumento del PIL ma anche con una maggiore partecipazione civica, un maggior senso di benessere ed un minor tasso di criminalit. Anna Diamantopolou, Commissaria UE, rafforza questa tesi dichiarando che "la nostra societ e la nostra economia sono basate sulla conoscenza, che c un deficit di qualifiche e discrepanze tra domanda ed offerta, che il mondo sociale e politico diventato complesso e che pertanto gli obiettivi della UE non possono che essere la cittadinanza attiva, linserimento sociale, la capacit di inserimento professionale e la realizzazione personale".
Riappropriamoci, dunque, della funzione della nostra scuola, combattiamo la dispersione scolastica, finanziamo progetti in partnership con gli altri paesi europei, restituiamo dignit ai nostri docenti, investiamo pi soldi nella loro formazione continua, allunghiamo i tempi di permanenza a scuola, aggiorniamo i programmi didattici, introduciamo linsegnamento di nuove materie, ridisegniamo i tempi delle nostre citt: laccesso allistruzione ed alla qualit dellistruzione non sono negoziabili!!
In fondo, cara Ministra, non difficile, basta copiare! Copiare quel che si fatto nel resto dEuropa. Sempre che, in Europa, questo Governo ci voglia restare. LEuropa vuole cittadini istruiti, consapevoli, partecipi, competenti, integrati ed occupati e la riforma che questo governo sta applicando va, ahinoi!, in senso opposto. Io sogno una controriforma. E voi?
Id: 13 Data: 05/12/2007
|