chiudi | stampa

Raccolta di testi in prosa di Maura Pot
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

La casa sulla grotta IV Parte

Nancy

Il rumore di passi frettolosi sulle scale fece trasalire Amedeo, che immagin una scena da film, dove lei, pentita di una decisone poco ponderata, e assalita dai sensi di colpa, prende il primo volo per Brindisi per raggiungere il suo amato, nella terra eletta a paradiso dei sogni.
Silvia, Simona, o come diavolo si chiamava, quella della singola al primo piano, la ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi, ciabattava stringendo in mano una mappa, con un paio di sabot simili a quelli indossati da Nancy quando si occupava di giardinaggio insieme a lui e ad Angelo.
Amedeo, scusami, ho bisogno di uninformazione, ti raggiungo io?
Angelo fece un cenno con la testa, come a ricordargli che dopotutto erano suoi ospiti e non poteva abbandonare completamente il b&b: avrebbe iniziato da solo il primo tracciato per il recinto, lo avrebbe aspettato per lo scavo.
Arrivo, giusto un attimo, Nencio, Sinon fece in tempo a pronunciare il suo nome che si trov faccia a faccia con la sconosciuta ospite, lunica ad avergli inviato la prenotazione tramite agenzia, con la quale non aveva ancora scambiato due chiacchiere.
Sonia, mi chiamo Sonia, scusa ma ho bisogno che mi aiuti ad organizzare un piano alternativo, mi pare che non sia una giornata da maredove mi consiglieresti di andare? e gli sventol uno dei depliant che erano allingresso a disposizione degli ospiti.
Amedeo sfoder uno dei suoi sorrisi migliori, di quelli che irritavano terribilmente Nancy, perch lei, una volta, era anche gelosa, ricordava quasi fosse un elemento a favore di un suo possibile ritorno a casa.
Scendiamo nel patio, seguimi, ti mostro nel dettaglio litinerario consigliato via terra: le barche ovviamente oggi non partono, potresti aggregarti al gruppo di Milano, se non gi partito, fece lui, sbrigativo.
Fu sorpreso nel trovare il pc di Antonio ancora acceso e, mentre si congedava da Sonia, dopo averla affidata agli ospiti milanesi gi in assetto di partenza zaino in spalla, si guard intorno per scorgere la presenza di Antonio che generalmente per quellora era gi uscito da un pezzo.
Lo intravide tra gli alberi di limone, impegnato in una conversazione al cellulare.
Non sapeva perch lo stesse facendo ma sollev lo schermo e rimase impietrito, per un tempo che sembr fermarsi in una specie di incantesimo, nel leggere una @ di Nancy :
da Nancy Gironi@libero.it 14 giugno 2010

Caro Antonio, questo il mio primo articolo sul Musical Theatre News, non sai quanto ti sia grata per questa occasione, sono eccitata e spaventata insieme, ma felice come mai avrei immaginato.
Ho ricevuto gi discreti consensi, la redazione soddisfatta e io ho scoperto di possedere un vero talento in questo settore giornalistico e questo lo devo a te, alle nostre lunghe chiacchierate su questo genere teatrale e a tutte le recensioni che mi hai fatto leggere in questi anni.
Se anche il prossimo sar considerato un buon articolo, mi confermeranno lincarico con un contratto trimestrale rinnovabile e allora dovr cercarmi una sistemazione definitiva a Londra.
Peter gentilissimo, ma non posso continuare a dividere la stanza con lui, anche perch sta diventando insopportabile: gli manchi, e manchi anche a me, quando ti fai vedere?
Ti allego il video del musical e il testo della recensione: dimmi sinceramente cosa ne pensi e cerca di essere spietato, lo sai che i tuoi consigli sono preziosi per me.
Ti lascio il mio nuovo numero di cellulare, inutile dirti che deve restare un segreto, non voglio essere reperibile. Come sta Amedeo? La storia della volpe come andata a finire? I micini stanno guarendo?
Ti prego di salutarmi Angelo, dagli tanti baciotti da parte mia.
Chiamami appena puoi.
Un abbraccio grande grande.
Nancy.
Amedeo misur la distanza tra lui e Antonio che, di spalle al patio, continuava a parlare nascosto tra gli alberi: in altre circostanze, lo avrebbe immaginato impegnato in una telefonata amorosa con qualche compagno occasionale, ora aveva la certezza che allaltro capo del telefono ci fosse Nancy.
Rosso in viso e con le mani sudate, smanett sulla posta elettronica, alla ricerca di ulteriori prove della comunicazione avviata tra i due nelle ultime settimane:

da Nancy Gironi@libero.it 30 maggio 2010
Ciao, bellAntonio, sono appena arrivata a Roma, c un caldo afoso e gi non vedo lora di prendere il volo per Londra.
Mi fermer giusto qualche ora, il tempo necessario a fare i bagagli e a raccontare ai miei levoluzione degli ultimi avvenimenti.
Ti terr aggiornato via @, mi sembra pi prudente.
Ora scappo, ci sentiamo domani.
Baci baci

da Nancy Gironi@libero.it 31 maggio 2010
Sono a Londra, Peter venuto a prendermi in aeroporto, carino, sembra anche molto pi giovane della sua et, non mi avevi detto dei suoi numerosi tatuaggi!
Per ora divideremo la stanza, tanto non hai motivo di essere geloso : )
Domattina ho appuntamento con la redazione, prender la metro, anche se piove come Dio la mandacome sempre daltronde!
Amedeo ti ha chiesto nulla? Sei riuscito a sviare il discorso?Io sono sicura di aver scelto la situazione a me pi congeniale in questo momento, anche se temo che Ami non ce la faccia da solo, convincilo tu a prendere un aiuto! Mia madre rimasta malissimo quando le ho raccontato della mia decisione e teme una reazione spropositata di Amedeo, convinta che possa venire a Roma a chiedere il supporto dei mieiin realt, quello che temo anchio ma confido nel tuo intervento, amico mio.
Mi attende una giornata faticosa, devo prepararmi per il colloquio di domani: ti aggiorner appena posso.
Una carezza ai miei micini, ad Argo, e un abbraccio immenso a te.
Nancy.

Un tramestio di foglie lo avvis della fine della telefonata di Antonio: fece in tempo a recuperare lultima @ da visualizzare e a riabbassare lo schermo del pc, fingendo di sfogliare un depliant di gite consigliate nel Salento.
Simul a se stesso una lucidit che non gli apparteneva pi da qualche settimana e che si sarebbe trasformata da quel momento in un atteggiamento di propensione allattivit frenetica, di tipo compulsivo: ci vediamo tra qualche ora, Ant, ho appena chiamato un muratore che ci dia una mano, intanto raggiungo Angelo e gli usc un ghigno che ad Antonio sembr uno spasmo di fatica fisica.

Id: 678 Data: 20/07/2010 17:40:04

*

La casa sulla grotta III Parte

III Parte

Antonio, Angelo e la coscienza di Amedeo

Come annunciato dalle previsioni meteo, le nuvole delle prime ore del giorno furono spazzate via dal soffio di un forte vento di tramontana che ritard il risveglio degli ospiti, fornendo ad Amedeo lopportunit di riallineare i suoi tempi.

Riusc a concedersi il piacere di una sigaretta, camminando su e gi per il patio, cercando di raccogliere lentamente i suoi pensieri, mentre Antonio raggiungeva in fretta un angolo protetto dal vento, davanti al mare, con il pc sulle gambe e laria impegnata.

Amedeo indugi a lungo lo sguardo su di lui: quel ragazzone alto e prestante, abbronzato estate e inverno, dagli occhi castani intensi ed un sorriso bianchissimo che sembrava rivolgere sempre a qualcuno, anche quando si trovava solo, come se fosse capace di elaborare pensieri esclusivamente positivi sul mondo, era proprio una bella persona.

E quel difetto di pronuncia, motivo di ironia da parte di molti, contribuiva a rendere sofisticate le sue conversazioni sui pi svariati argomenti, senza mai eccedere in saccenza, suscitando una piacevole curiosit nei suoi interlocutori.

Manager di una grossa azienda pubblicitaria, con la passione per il teatro e il balletto, cos bello e solare, deludeva ad ogni stagione le aspettative femminili di giovani e meno giovani ospiti del b&b.

Gi in paese lo conoscevano ormai da due anni, da quando un giorno, acquistato al mercatino del porto un grande cappello bianco a larghe tese, sotto lo sguardo ammirato delle ragazze del posto, con quellaria da vip consapevole della propria seduttivit, raggiunse al caff Greco, locale assolutamente esclusivo della zona, un attempato signore che ebbe il torto di abbracciare e baciare pubblicamente sulla bocca con grande trasporto.

Fu scandalo e il definitivo crollo di un mito.

Antonio non apparteneva alla tipologia di omosessuali che ostentano gestualit e atteggiamenti femminili e pur tuttavia amava gli uomini senza risparmiarsi, e soprattutto senza nascondersi, visceralmente, in modo totale, spiazzante, centrifugoe spesso i suoi compagni si erano dati davvero alla fuga!

Amedeo confess a se stesso di aver provato allinizio un senso di fastidio per questa sessualit cos manifesta, in netto contrasto con la sua apparenza di "macho".

Molto presto per gli era riuscito facile, non solo accettare questo aspetto, ma addirittura apprezzarlo, al punto da averlo scelto come affabulatore deccezione nelle serate con amici e con gli ospiti del b&b.

Del resto, era anche un bel vantaggio potergli affidare Nancy in alcune specifiche incombenze per le quali si sentiva inadeguato, come quando lei fu costretta a prendere il primo volo per Roma perch aveva deciso improvvisamente di dare un esame.

Ricord che lestate prima, senza preavviso, trov Nancy con il trolley nel patio che pretendeva un passaggio in aeroporto : " mi arrivata una @ da una collega, lultimo appello, il prossimo sar a novembre, star via un paio di giorni", dai Ami, non posso perderlo, devo fare in fretta a laurearmi, lo capisci vero?".

Il terrazzo era affollato dei primi ospiti della stagione, Amedeo lanci uno sguardo supplice ad Antonio che era gi pronto con le chiavi dellauto in tasca.

Si, era davvero una bella persona, sempre disponibile, gli era davvero grato per la crostata della mattina, salvata per miracolo!

Lincontro con la volpe rossa aveva costretto Amedeo a fare i conti con i propri limiti e soprattutto con la mancata elaborazione della sua nuova condizione.

Numerosi erano i segnali ricevuti in quelle ultime ore, non poteva pi ignorarli.

Primo avviso: la paternale di Angelo sul mancato avvertimento dellavvistamento dellanimale, peraltro ferito: in questi casi, si chiama la guardia forestale, o la protezione animali, o anche solo un veterinario, in ogni caso si avvisa la comunit che c un potenziale pericolo per gli altri animali. E cosa aveva pensato in quel momento? Che non doveva dirlo a nessuno perch se la sarebbe dovuta cavare da solo!

Secondo avviso: Argo aveva provveduto da solo a garantire la sicurezza dei micini e della sua stessa vita. Lui era stato capace solo di concentrare tutta lattenzione su una bestia investita, anche dopo essersi assicurato di non averla ammazzata e nemmeno ferita gravemente, perch mai non aveva pensato ai suoi animali? Il senso di colpa, esagerato ed infantile, aveva avuto la meglio sulla preoccupazione per lincolumit dei suoi amici a quattro zampe.

E i gattini erano stati affidati alle sue cure dopotutto!

Terzo avviso: la fastidiosa abitudine di Antonio di curiosare in cucina si era trasformata in un prezioso intervento demergenza che gli aveva risparmiato unulteriore mortificazione.

Avrebbe dovuto interrogarsi sui motivi che gli impedivano di accettare laiuto, se pure non richiesto, di un ospite tra i suoi preferiti, quasi un amico fidato.

Una mano si ferm sulla sua spalla, proprio mentre, scuotendo la testa, si dava dellidiota.

"Qui c un bel da fare, Amed, ho chiamato lEnpa, ci penseranno loro ad intervenire e a diramare la notizia: per la volpe, direi che non dobbiamo preoccuparci, se arrivata al mio pollaio, vuol dire che sta bene. Ma per i nostri animali, dobbiamo fare qualcosa. Pietro ha gi provveduto a rinforzare lo steccato gi da me, io comincerei a chiudere i gatti ed il cane in un recinto, che ne pensi?"

Amedeo finse un improvviso pragmatismo e con aria grave rispose "Certo, esattamente quello che stavo pensando. Andiamo!".

Angelo sollev gli occhi al cielo con un sorriso indulgente e beffardo e gli indic il posto dove aveva temporaneamente sistemato i gattini, dopo aver loro somministrato la terapia antibiotica.

Amedeo non era ancora riuscito a conoscere la vera et di questuomo, alto, magro e asciutto come un albero secolare, con un passato degno di un vecchio centenario ma con una vitalit da trentenne.

Sapeva che aveva fatto il pescatore in giovent, che era stato uno dei pi prestanti tuffatori nella prestigiosa localit del "Ciolo", dove ancora oggi giovani ardimentosi ( anche un po incoscienti ) si esibiscono in voli nelle acque cristalline della costa salentina da altezze davvero vertiginose;

che un giorno, stanco del mare, spinto dal desiderio di mettere pace tra la terra rocciosa e brulla e quella parte dell'Adriatico cos pescoso, aveva acquistato per due soldi un appezzamento di terreno apparentemente infruttuoso da cui aveva ricavato unoasi, utilizzando una tecnica che fu poi imitata dagli altri contadini del posto: sulla roccia degradante fino al mare erano sorte in breve vegetazioni destinate a caratterizzare la macchia mediterranea.

Viveva da solo, in una fattoria costruita con laiuto di suo cognato Pietro; nulla mai si seppe della moglie e dei figli, che pure aveva avuto, in un passato lontano.

Dal primo giorno dellacquisto della casa, aveva dimostrato grande simpatia per quella coppia di giovani innamorati che aveva coraggiosamente deciso di avviare unattivit senza nulla saperne della fatica e dellimpegno che avrebbe rappresentato: in modo assolutamente non invadente, aveva assicurato tutta la sua disponibilit nellavviamento, nella promozione del b&b e soprattutto nella manutenzione del verde, che avrebbe richiesto la sua grande competenza.

Nancy aveva una speciale ammirazione per quella specie di vecchio zio, quei solchi di rughe che improvvisamente si distendevano nei dolcissimi sorrisi che solo a lei destinava, le ricordavano laffetto di suo nonno, scomparso ormai da tanto tempo.

Amedeo si sorprese a rivolgere a lei un pensiero damore, il primo forse da una settimana, e si diresse verso il capanno degli attrezzi, per raccogliere loccorrente per il recinto, confortato dalla sollecita collaborazione dei suoi amici.




Id: 671 Data: 13/07/2010 10:20:59

*

La casa sulla grotta II Parte

Argo


Una delle incombenze pi pesanti per un ristoratore che non disponga di un cambio turno doversi svegliare prestissimo al mattino.
In realt, quella giornata era cominciata senza soluzione di continuit con la precedente, gli sembrava di non aver nemmeno sentito il canto del gallo ma la cosa non lo stup pi di tanto: viveva ormai in una dimensione surreale.
Il suo primo pensiero inquieto, dopo una rapida doccia, fu rivolto ad Antonio, ospite fisso ormai da un paio danni, con lodiosa abitudine di precederlo in cucina.
Quellappuntamento quotidiano che una volta condivideva piacevolmente con Nancy, ora stava diventando un fastidio: desiderava il silenzio, almeno fino ad un orario coerente con la sveglia di un soggiorno di vacanza.
Dopo aver infornato il pane per la colazione e messo su il caff, avvi la cottura della mitica crostata di fichi dindia nella pentola/forno che rappresentava il segreto successo dei suoi deliziosi dolci.
Antonio quella mattina doveva aver deciso di abbandonarsi ad un sonno profondo, meglio cos.
Mentre passava in rassegna mentalmente tutte le cose da fare quella mattina, riconobbe il rumore della carriola del giardiniere e per un attimo pens di aver dimenticato un appuntamento con lui.
Il vecchio Angelo fece ingresso in cucina, senza bussare, passando direttamente dal patio, con espressione accigliata.
Amedeo gli and incontro con aria interrogativa ma lui lo ferm subito con un gesto della mano: Amed buongiorno, devo mostrarti subito una cosa, prima che si sveglino gli ospiti. Non sar una bella vista, quindi preparati.
Gli porse un sacchetto di plastica e lui ci guard dentro, allarmato.
Quel che rimaneva di tre galline e un gallo offrivano uno spettacolo davvero inquietante.
Mio Dio, la volpe rossa e corse in giardino alla ricerca di Miou e Pastis, maledicendo la sua avventatezza, con il cuore in gola.
Realizz di non aver ancora visto Argo e che la visita di Angelo non era stata preannunciata dal suo latrato un po rauco ma pur sempre efficace.
Incurante del disturbo che avrebbe potuto arrecare agli ospiti, cominci a gridare con quanto fiato avesse: Argo, bello, vieni qui e nel frattempo fece irruzione prima nel patio, poi nel capanno degli attrezzi, avvertendo il sangue pulsare progressivamente sempre pi forte alle tempie.
Dallingresso delle camere al piano seminterrato, ud la voce rinfrancata di Angelo: Scendi, Amed, tranquillo!.
Davanti a noi, una scena degna di Quattro bassotti per un danese dove questa volta i cuccioli accuditi erano i due micini incimurrati: probabilmente Argo, avvertita la presenza della volpe, notte tempo li aveva condotti al sicuro al piano interrato, vegliando sul loro sonno.
Rasserenato, commosso e divertito, Amedeo gest linsieme di queste emozioni, sprofondando pesantemente sulla sedia a dondolo con in braccio i mici e la zampona del cane fedele sul ginocchio.
Angelo attendeva una spiegazione e lo costrinse ad affrontare il racconto di quanto gli era capitato la sera prima.
Non lo interruppe durante lintera narrazione ma, alla prima pausa, lo apostrof: Lo capisci, Amed, che non puoi fare tutto da solo? cosa ne puoi sapere tu di animali predatori e di come velocemente pu riprendersi una volpe da un investimento, con molta probabilit nemmeno tanto lesivo? Avevi il dovere di avvisarmi di avere individuato nelle vicinanze una tana con i cuccioli: pur sempre un canide, con un forte istinto materno, oltre che di sopravvivenza, doveva certamente essere affamata e tu, con quel pezzo di carne, le hai solo offerto un aperitivo.
Fu questa la frase che lo ridest di colpo dai pensieri di autocommiserazione che generalmente producevano i discorsi sui suoi maldestri tentativi di sbrigarsela da s.
Certo, certo, le ho offerto un aperitivoe io che offro ai miei ospiti? aiutami Angelo, ti prego, sono le 8 e non ho ancora apparecchiato la tavola ecavolo, il caff, la crostata!
Lamico giardiniere si occup dei micini e, seguito da Argo, risal in giardino meditando sul da farsi.
Amedeo intanto corse trafelato in cucina e, per la prima volta da qualche settimana, tir un sospiro di sollievo nel trovare Antonio intento a girare la crostata, dopo aver bevuto una prima tazzina di quel caff, un po troppo forte, ebbe a dire, ma va benone stamattina, dopo il sonno profondo di questa notte e sorrise con aria solidale e compiacente.

Id: 670 Data: 13/07/2010 10:19:35

*

La casa sulla grotta I Parte

E' la prima parte di un romanzo che divider in Parti , per agevolare la lettura.
Mi piacerebbe ricevere critiche e suggerimenti.
Attendo i vostri commenti.
Grazie!



1 Parte

La volpe

Un'ultima salita da infarto e pot finalmente abbandonare la bicicletta sul selciato, sollevando un polverone che ricopr disastrosamente le auto in sosta e corse verso la dispensa alla ricerca di un pezzo di carne, passando dal patio dove raccolse velocemente un telo da bagno.

Gli ospiti del B&B erano tutti in terrazzo, con lo sguardo rivolto verso il mare, rapiti dal tramonto rosso sullorizzonte del golfo, intenti a sorseggiare lottimo vino della casa e a sgranocchiare i tarallini dellaperitivo: nessuno fece caso ad Amedeo, in preda ad una crisi di affanno dopo una corsa da campionato.

Nella cesta degli attrezzi riusc a trovare la torcia che gli era servita per stanare i gattini soccorsi sul ciglio della strada qualche settimana prima; si guard intorno realizzando che il momento dellora blu avrebbe richiesto la sua solita cordiale partecipazione alle conversazioni e sper che nessuno desse peso alla sua assenza.

Nancy laveva abbandonato proprio durante il tutto esaurito del locale, per rincorrere un obbiettivo improbabile, che annunciava la fine del loro sogno comune, infranto chiss da quanto tempo contro un muro di false aspettative di carriera.

Gli aveva lasciato un cane e due gattini che lei stessa si era offerta di curare da una seria forma di cimurro e, naturalmente, la pesante attivit del B&B.

Amedeo amava molto quel posto, nato dalla fatica di un contadino/giardiniere, figura leggendaria, che era riuscito a domare quella natura selvaggia, realizzando sulla collina terrazzamenti coltivati a limone ed ulivi che degradavano fino al mare.

Durante un viaggio in barca a vela, cinque anni prima, lui e Nancy avevano attraccato in prossimit di una grotta lungo la costa di Otranto, attratti dalla rigogliosa macchia mediterranea che prometteva generose raccolte di capperi, origano e basilico: a bordo, era Amedeo che deliziava gli ospiti con primi piatti a base di pesce raffinatamente conditi con spezie di ogni specie.

Avevano percorso un sentiero strettissimo tra i muri a secco che si snodava sinuoso dal porticciolo attraverso rovi e sterpi fino ad una casa in pietra arroccata sulla collina, quasi completamente nascosta dalla fitta vegetazione: fu amore a prima vista.

Nel giro di pochi mesi decisero di chiudere lattivit della piccola azienda nella capitale e di abbandonare quella stagionale di skipper, per gettare definitivamente lancora delle loro vite nelle acque di quello splendido golfo.

Questi pensieri attraversarono la sua mente come in un flash back cinematografico, mentre inforcava la bici per ridiscendere a rotta di collo verso il cespuglio a valle dove lattendeva unopera di pronto soccorso da affrontare, questa volta, con laiuto dellistinto e del buon senso.

La volpe era sempre l, i suoi occhi lampeggiavano nella nuova oscurit di una prima tiepida sera di giugno: lo guardava attenta, traballando sulle zampe malferme che pure minacciavano balzi repentini, anche solo di ritirata e Amedeo non poteva concederle la fuga, questo lo sapeva con assoluta certezza.

Qualche minuto prima, di ritorno dal paese per la quotidiana scorta di pane e frise per la colazione del giorno dopo, aveva pensato di usare la bicicletta al posto del Dobl, e in questo vide un chiaro segno del destino: lavrebbe uccisa di sicuro se quel giorno non avesse deciso di fare un po di moto.

Era abituato allattraversamento di piccoli animali sui sentieri dei pescatori e tante volte aveva schivato porcospini, tartarughe e gatti selvatici ma quel tardo pomeriggio, forse un bicchiere di vino in pi misto a quella sorta di bolo che non riusciva a mandar gi nel fornire spiegazioni della mancanza di Nancy agli ospiti pi indelicati, gli aveva come intorpidito il cervello esemplicemente non laveva vista!

Non riusciva a spiegare come fosse riuscito a tenersi in sella, dopo aver avvertito qualcosa sotto le ruote, fren e fu allora che gli parve di sentire un guaito; si avvicin ad un cespuglio ma non gli sembr di vedere nulla, poi ad un tratto percep dei tramestii provenienti dallinterno di una piccola cava nella roccia e fu allora che comprese di trovarsi di fronte ad una tana di volpe: tre cucciolotti indietreggiavano smarriti cercando disperatamente la madre.

Si guard alle spalle e incontr per un attimo lo sguardo della bestia ferita che scomparve lasciando un rivolo di sangue tra le foglie secche.

Ora, nonostante la fragorosa sgommata e la concitazione dei movimenti, quei piccoli fari nella semi oscurit gli confermavano che lo aveva aspettato, sempre in assetto di difesa, ma era l!

Pos il telo e la carne sul tappeto di foglie e indietreggi un poco, guardingo.

Per qualche minuto che gli parve interminabile, attese sperando in unimprobabile fiducia dellanimale nelluomo e ad un tratto si accorse che la bestia, fiutando per terra, zoppicando, si avvicinava a lui: rimase immobile, paralizzato dallemozione di quellincontro, ma ne rest presto deluso.

La volpe, afferrato il pezzo di carne, con un balzo fu dentro la tana e cal il sipario delloscurit sullimproduttivo tentativo di soccorso di Amedeo.

Al ritorno, gli ospiti del B&B erano ormai rientrati nelle stanze, a godere degli ultimi preziosi attimi di ozio, dopo unintera giornata passata allaria aperta, prima di affrontare i clamori della dancing night.

Amedeo quella notte la pass sveglio, assediato da pensieri deliranti.


Id: 669 Data: 13/07/2010 10:16:30

*

Il profumo

Non lo facevo pi da quando avevo nove anni.
Era rimasto un pensiero affondato nei ricordi come una caramella avvolta in un sacchetto al profumo di frutta e liquirizia.
Il medico ha parlato chiaro:per guarire dalla mia malattia, occorre ripercorrere le tracce del passato e riconnettersi con l'infanzia, ritrovare memorie rimosse e prendersi cura del bambino che in noi.
Entro nell'androne buio di quest'albergo inospitale e il tanfo di muffa e grasso di macchina si sovrappone alle percezioni olfattive del mio corpo che da mesi mi ossessionano.
Riconosco il corrimano della scala elicoidale e ricostruisco mentalmente il sonoro di una scena di gemiti e subito dopo di urla lontane in un coro tragico proveniente dallattico.
E il suono di una sirena che spalanca le porte di una serenit domestica, relegando in un angolo buio la mia infanzia e la dimora avita, per sempre, ad usurai.
Ero molto legata a mia nonna, la sua casa aveva rappresentato per un decennio un porto sicuro per tutti i suoi otto figli e i venti nipoti che spesso tutti insieme allietavano la sua tavola.
Tra i vapori della cucina e lodore del pane fresco appena sfornato, il nonno riusciva a mantenere un burbero silenzio tra gli esuberanti nipoti e le querule figlie ma mai era riuscito a sottrarsi al sorriso di quella dolce e paziente moglie.
Ed ecco riaffiorare nitido un altro ricordo olfattivo, una ghiotta pietanza che avevo dimenticato e che mi conduceva con immediatezza nei boschi della foresta umbra: le fettuccine al tartufo e funghi nella cui preparazione cera pi che un contributo infantile, visto che collaboravo fattivamente alla raccolta della materia prima, accettando di buon grado le dure sveglie alle prime luci dellalba.
Erano magiche quelle levate, tra le lenzuola dei nonni profumate di lavanda e tabacco, ristorate subito dopo dalle sensazioni stimolate dalla nebbia e dai colori del bosco ancora dormiente.
E al ritorno, sul marciapiede del corso principale, in prossimit del portone della casa padronale, cera sempre un ragazzotto che mi porgeva un mazzetto di gerani selvatici e un foglio di giornale pieno di semini di lupino, sotto lo sguardo poco compiacente di mio nonno, seguito dal ruvido commento a proposito della mia giovane et.
Il giovanotto dei fiori era il mio primo spasimante.
La nonna mi aspettava nel suo vestito a fiori bianchi e blu e la collana di perle, pronta per andare alla messa ed ero felice di accompagnarla insieme alle sue amiche, disposta a condividere le chiacchiere, nel torpore del sonno.
Lo stesso torpore, luogo non luogo di totale annullamento delle sensazioni, che mi accolse allarrivo della barella, quel pomeriggio, in quellandrone che sapeva di fumo di pipa e di sughi buoni, di beatitudine e di armonia.
La radio trasmetteva la notizia della morte di papa Giovanni XXIII e forse non fu solo una fantasia infantile limmagine del papa buono mano per mano con mia nonna in volo verso il paradiso.
Paradise, il nome di questo albergo pidocchioso in cui mi addentro ora per dare un nome alla mia ossessione: questa mattina ho avuto limpressione che la mia pelle morta, nonostante la ricca doccia e laspersione esagerata di profumo, emanasse un odore anche peggiore del solito.
Porcherie maleodoranti si insinuano sotto pelle, senza che possa farci nulla.
Solo io ne avverto la sensazione sgradevole, sono stata contaminata in qualche modo ma nessun medico interessato a curare le malattie non visibili n riconoscibili, malattieorfane, cos le chiamano i testi scientifici.
Forse plausibile che siano le mie narici le responsabili di ingannevoli percezioni ma perch solo su di me?
Inizio a salire gli scalcagnati gradini e il senso di rancido e di vecchio sembra come scollarsi dalle pareti fino a cadere ai miei piedi, sotto forma di fuliggine e poi di cenere e polvere bianca e un colpo di vento, infilatosi allimprovviso attraverso il portone e per la tromba delle scale, spazza via in un vortice il tanfo estraneo alla memoria di questa amata casa.
Mi annuso, istintivamente, il mio odore sempre l!
Maledico il mio medico, ma del resto, cosa mi aspettavo? Un miracolo? Non mi sono rivolta mica ad un mago o un santone.
Inforco la bici e mi immergo nel traffico cittadino ma gi al primo semaforo, ho una prima sensazione di riappropriazione: c una bancarella, allangolo della strada che vende lupini, castagne, frutta secca efunghi.
Mi fermo inaspettatamente per acquistare un cartoccio di frutta secca e un chilo di cardoncelli e mi riavvio pedalando con il naso colmo di profumi della terra.
Marco mi aspetta a casa per pranzo, spero che non abbia cucinato la solita orata allacqua pazza.
Mi accoglie invece unondata di vapori di incenso indiano e una fitta nebbia comincia a diradarsi attraverso il corridoio fino alla stanza da bagno.
Amore, ti ho preparato un bel bagno con dei sali al sandalo che mi ha consigliato lerborista.
Poso sul tavolo gli involucri della spesa e per la prima volta dopo mesi lo abbraccio senza esitazione, e soprattutto senza chiedergli rassicurazione sullodore della mia pelle.
Lo spingo con risolutezza verso la cucina e mentre lavo con cura i funghi, rispondo alle sue domande sullesito del mio esperimento.

Senti questodore di terra? Ecco, il mio profumo l, lo avevo perso, e nei pori della sua assenza avevano preso posto tutte le scorie degli altri, che non mi appartengono e che non posso riconoscere che sotto forma di cattivo odore.
Ho ritrovato le mie radici, Marco, sono guarita, senti come profuma la mia pelle.


Id: 437 Data: 03/10/2009 17:11:15

*

Un’estate torrida

Si preannunciava unestate molto torrida, non perch lavessero prevista i metereologi ma perch leccezionale invasione di cavallette a maggio era sicuro preludio di siccit.
A me non dispiaceva vederne cos tante, a gruppi ordinati, come in assetto di guerra, fantasticavo che fossero squadroni di Ortotteri venuti a salvare il pianeta!
Mia sorella un po meno, per quella sua a me ben nota idiosincrasia per tutto ci che vola e che risulta inafferrabile
Ogni mattina, da che era finita la scuola, facevamo colazione in veranda, sotto il pergolato costruito dal nonno per far crescere la profumata vite portoghese e quella per me era unoccasione di divertimento un po sadico: Sandra saltellava da una sedia allaltra lasciando cadere briciole di torta che attiravano ancor di pi i simpatici Ortotteri e io, fingendo di averne uno tra le dita, la rincorrevo suscitando deliziosi risolini di complicit da parte dei miei fratellini.
Se vero che c una giustizia a questo mondo, con me avrebbe cominciato a manifestarsi presto: aspettavamo da giorni larrivo dei cugini di Milano e proprio mentre raggiungevo mia sorella con la mano libera, decisa a portare compimento la mia inutile crudelt infantile, squill il telefono dallinterno della villa: Pronto? mamma aveva le mani impastate di farina e uova e prov a passare la cornetta a Mario che invece la lasci cadere penzoloni dal muro fino quasi al pavimento.
Chinata a squadra per continuare la conversazione, mamma sembrava un medico che auscultasse un piccolo paziente, lorecchio poggiato sul cuore, senza uso di mani Vi aspettavamo ieri, cosa successo? Ah, prendete il treno delle 22? Davvero? C anche Alfio con voi! Non doveva partire per Londra? Cosa? B, andata bene, dopo tutto. Daccordo, domattina veniamo a prendervi in stazione.
Un tuffo al cuore, panico, smarrimento, e la vana speranza di aver intercettato male gli interrogativi telefonici, daltra parte ero in veranda, tra le proteste di mia sorella e gli urletti di approvazione dei gemelli
Mamma aveva tolto il grembiule e si era precipitata in giardino: ragazzi, arrivano stasera, e c anche Alfio e il suo sguardo di vaga apprensione incroci il mio, disperato!
Provai a replicare che non cerano altri posti letto disponibili in casa, che forse sarebbe stato opportuno che io andassi a dormire da Monica, cos potevamo iniziare a fare i compiti per le vacanze, che dopotutto avevo 12 anni e mio cugino era ormai un adolescente e che non mi andava di vederlo in mutande tutto il giorno, chemamma interruppe questa sequela di goffi argomenti, annunciando placidamente che Mario e Marco avrebbero diviso la stanza con Alfio e io e Sandra con le cugine, come daltronde gi deciso.
E, indovinando una possibile obiezione da parte mia, aggiunse che pap avrebbe recuperato unaltra brandina dalla casa al mare e, risolto questo problema di carattere logistico, dava la sua benedizione a queste magnifiche settimane di vacanza tutti insieme.
Mio cugino mi aveva dato il tormento per tutta linfanzia, con scherzi di una tale crudelt che per anni ero stata costretta a dormire nel lettone con i miei genitori: chiudermi per ore nel capanno degli attrezzi, con il soffitto letteralmente tappezzato di gechi, al buio e con ununica lama di luce attraverso un buco di finestrino, quel tanto che mi permetteva di intravedere i loro guizzanti movimenti sopra la mia testa, era stata la sua bravata per me pi devastante, degna di un film di Alfred Hitchock.
Provai a riflettere che tutti crescono, magari migliorano, diventati adulti, per questi gesti cos stupidamente malvagi potrebbero arrivare a vergognarsi, ad avere rimorsi, sensi di colpa, ma non riuscivo a tranquillizzarmi.
Per tutto il pranzo restai muta, sotto lo sguardo indagatore di Sandra, mentre i gemelli assorbivano le attenzioni dei miei, sempre cos riottosi e lenti nel mangiare.
E per la storia dei gechi? sussurr mia sorella, pi piccola di tre anni ma sicuramente pi saggia e comprensiva di me in quella circostanza.
Annuii, sentendomi tremendamente in colpa, assolutamente non meritevole di queste sincere apprensioni, e cercai la sua mano sotto il tavolo.
Non ti preoccupare, siamo in maggioranza e mi rivolse un sorriso di complicit.
Non so se sia stata colpa dellafa ma quella notte mi svegliai ripetutamente, madida di sudore, e tutte le volte incontravo gli occhi assonnati e rassicuranti di Sandra.
Forza, gi dal letto, fra mezzora arriva il treno, si va tutti a prendere i cugini, pap sollev il lenzuolo con vigore e mi accorsi che altri quattro paia di occhi attendevano il mio risveglio.
Laria era profumata di gelsi e glicine, quanto amavo quel giardinoma il ricordo del capanno, del buio e di tutto quello che aveva comportato, per un periodo che a me sembrava lunghissimo, aveva come annullato la mia capacit di compenetrarmi nel mondo dove ero nata e cresciuta...ti odio, Alfio, mi sorpresi a pensare.
Nel piazzale della stazione scorsi subito gli zii e poi, in successione, Michela, Daniela e, sorretto da un bastone, con un gesso che partiva dal piede e finiva allinguine, mio cugino, con unaria falsamente sorniona che della spavalderia di un tempo non conservava nemmeno lombra, anzi, a ben pensarci, era lui a sembrare lombra di se stesso!
Istintivamente io e Sandra, dopo aver abbracciato tutti con gioia, ci avvicinammo allinfortunato ( caduta dalla moto, scoprimmo subito ) e lo accompagnammo allauto, chiacchiericciando di amenit.
Forza della compassione tutta femminile, sacrosanto desiderio di rivalsa, non so cosa fu a produrre un cambiamento cos repentino: scoprii quellestate il potere del perdono e una capacit di indulgenza che forse serviva sopratutto a me per assolvermi da una colpa simile a quella commessa da Alfio anni prima.
Qualcuno un giorno mi spiegher perch mai i bambini riescano ad essere cos cattivi da carnefici e cos docili da vittime e perch da adulti preferiscano sotterrare il ricordo di quanto commesso, utilizzando il comodo strumento della rimozione.
Quasi tutti i bambini rispettano questa regola, quasi tutti gli adulti seguono tale modalit.
Eravamo in giardino ad ascoltare lultimo disco di Battisti quando allimprovviso avvicinai la mia sedia a quella di Alfio e presi a disegnare sul suo gesso fiori, animali e cose, con abilit e precisione, sotto lo sguardo divertito di lui, finch su quello sfondo bianco in corrispondenza del suo piede comparve limmagine di un enorme geco con la bocca socchiusa.
Si accigli e fece per scostarsi e Mario, correndo dietro ad una palla, ma sempre vigile ed attento ed inconsapevolmente complice, indicando il mio disegno, esord: ma quello un dinosauro, che brutto, perch lo dedichi ad Alfio?.
Non fu possibile a nessuno dei due ignorare che quella era loccasione per un chiarimento ed una confessione e fui sorpresa di sentire: Scusami, so di averti fatto del male e ancora pi sbalordita nellascoltarmi rispondere: Scusami per avertelo ricordato ma penso che sia lunico modo per superare il trauma.
Furono serate di racconti, di chitarrate e di scambi di pensieri.
Alla fine dellestate, le cavallette si ritirarono in buon ordine, nessuno le ha mai pi viste e, con loro, via per sempre anche gli incubi notturni, i rimorsi e le ombre.

Id: 359 Data: 24/04/2009 14:41:58