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Il profumo del panettone lunica cosa che mi piacedel Natale. Mi piace sentirlo per strada quando il pasticcere di via Pacini lo sta sfornando. Nellaria umida di nebbia, stagna intorno a tutto lisolato comese ci fosse una barriera fisica a contenerlo. E un profumo insuperabile, quando scendo alla stazione di Lambrate e cammino verso il centro. Lo pregusto ancor prima di attraversare la strada. Quel misto dolce che ricorda canditi e sultanina e uova fresche e lievito. Il calore del termosifone, dove la mia pseudononna lo metteva a scaldare per smollare il burro, diceva cos, favoriva lo sprigionarsi del mio profumo Natalizio. E diventato costoso per, tanti anni fa ne acquistai uno e lo pagai come si dice qui profumatamente. Per farlo artigianalmente occorrono ben sette lievitazioni e solo pasta madre biologica. Non so se questanno me lo potr permettere. Non capisco proprio cosa abbia la gente per essere felice in questo periodo dellanno. Quando la popolazione era prevalentemente contadina il natale, non era molto pi che il solstizio dinverno. Segnava solo, con un rito pagano, la consapevolezza del lento riallungarsi delle giornate. I lavoratori con la tredicesima decurtata (noi precari o extra non sappiamo nemmeno come sia fatta) si ripagano a malapena i debiti dei mesi precedenti. Ho letto sul giornale gratuito in stazione, che negli USA noleggiano pure i giocattoli da mettere sotto lalbero e bisogna restituirli entro febbraio. Certo per i bambini organici pi difficile, sono stati abituati da troppo tempo a videogiochi e telefonini. Ora che bisogna tirare la cinghia chi gli racconta la storiella dei regali utili? Una volta insieme al profumo del panettone si sentiva il suono allegro degli zampognari. Mi ricordava le risonanze della mia casa primeva. Ora tutte quelle musichette elettroniche, quei jingle bell da suoneria telefonica mi danno la nausea sonica. Preferisco starmene in casa col mio vecchio giradischi. Stamane al supermercato conteggiavo mentalmente la mia spesa mentre la cassiera, nella sua orribile divisa, passava i miei acquisti allo scanner. Non avete mai notato quanto siano orrende e insignificanti le divise delle cassiere? Rosino a quadrettini o verdolino color cesso degli anni 60. Bah! Tre pacchi di pasta Barilla scontata al prezzo di due, i miei preferiti sono i Garofalo, ma questo mese ho gi speso troppo. Sei uova, un chilo di sale, un chilo di farina, tre scatolette piccole di tonno in offerta speciale, un sacchetto di mele piccole, una retina di patate... fanno otto e novanta euro... i miei fondi non sono illimitati... La cassiera, che speravo muta, alla fine del conteggio si rivolgea me in un tono che trovo sorprendentemente cordiale distogliendomi dalle mie oscure elucubrazioni:
- Lo vuole il panettone per novanta centesimi?
- Comeee?-
Dico io preso in contropiede.
- Ho detto se vuole il panettone per novanta centesimi, una promozione...-
Un rapido ragionamento sulla crisi e sulla mia situazione finanziaria mi fanno approvare la spesa supplementare. Come faranno a venderlo cos a basso prezzo non capisco, pure Motta, un paio di cicli fa era una marca famosa. I panettoni a Milano erano o Motta o Alemagna. I fan avevano una distribuzione geografica precisa a Nord Alemagna, a sud Motta intorno ai rispettivi stabilimenti di produzione. Soppesandolo nella sua confezione azzurra dorata, stimo che sia meno di un chilo, ci sar scritto da qualche parte ci guarder dopo. Abito in una di quelle case dei ferrovieri costruite negli anni venti, con un giardinetto sul retro. Lho ereditato da nonna. La mia precaria situazione economica non era prevista e la povert di mezzi ha limitato lo svolgimento del mio incarico. Non ho mai lavorato e non era previsto che lo facessi. La mia specializzazione la linguistica. Il mio dovere era solo quello di raccogliere informazioni. Avrei dovuto vivere sfruttando la mia scorta di metalli preziosi, ma il rame che da noi il top, qui viene usato per far passare lelettricit. E lo scandio non viene neppure valutato. Errore di traduzione o di calcolo, non certo mio. La vicina sulla destra mi fa un cenno di riconoscimento scorbutico, ma almeno quella saluta. Quella che sta dallaltra parte protesta sempre e solo, che la mia edera le invade la facciata e io ormai ne ho soppresso anche la visione. Mi chino acarezzare il micio che mi cammina sempre trai piedi quando ha finito i croccantini. Forse perch si diverte a vedermi incespicare. Prendo il mio panettone nuovo e lo annuso, il mio olfatto come quello del gatto. Al supermercato non avevo osato farlo in mezzo alla gente. Odora solo di cartone, con un vago lontano sentore di detersivo, come il supermercato del resto. Cosa mi aspettassi non so, sigillato. La mia memoria olfattiva collegata direttamente con lipotalamo gi prefiguravo il festino? Domani sar Natale. Mio fratello di sangue incasinato in Africa e sta peggio di me. Il mio contatto non si vede pi da una decade. Anche se non ho nessun amico sul pianeta, almeno stasera mi preparo il cenone di magro come vuole la tradizione locale. Faccio cuocere due patate e le schiaccio con la forchetta insieme al tonno di una scatoletta, olio di girasole trasparente compreso. Aggiungo unacciuga salata spappolata bene e una diecina di capperi che mi ha portato un messaggero dalla Sicilia. Scolpisco il mio finto pesce simulando le scaglie premendo il composto gialliccio con il cucchiaino. Disegno la coda e le pinne con i rebbi della forchetta, una bocca sorridente e un cappero per occhio. Il mio finto pesce per secondo pronto el o metto al centro della tavola. Non lho mai preparato prima e mi sono ispirato ad una ricetta trovata su di un giornale ingiallito trovato in cantina. Di primo mi far gli spaghetti aglio, olio e peperoncino cos risparmio il formaggio grattugiato per la pasta di domani. La pasta stata lesperienza migliore della mia missione. Piccante come la preparo io non la fa nessuno in tutta la galassia. Per dessert volevo farmi le mele fritte in pastella, ma il panettone ha sconvolto i miei piani. Lho piazzato sulla destra del tavolo nella sua bella confezione blu. Cener tardi adeguandomi agli usi regionali e mentre aspetto ascolto le notizie alla radio. Per paura che qualcuno entrasse in casa a scoprire i fatti miei, avevo bruciato il televisore della nonna. Successe quando si present un ispettore della RAI alla mia vicina per pretendere dieci anni di tasse arretrate. Aveva suonato anche a me, ma io non avevo aperto. Nessuna novit, nessun avvistamento. Son passati quasi dieci cicli di raccolta di dati e ho quasi perso la speranza. Hanno solo ripetuto mille volte i particolari dibattuti sulla riduzione delle pensioni, per far ripartire leconomia stagnante. Mi sembra impossibile che non capiscano che lunica soluzione per il loro sistema economico bizantino sia quello di smettere di spendere i soldi che non hanno. Avevo scelto lItalia perch sul manuale era indicato come il paese dove era pi facile passare inosservati, ma non avrei mai pensato di riuscire a mimetizzarmi in modo cos efficace. Ero nascosto cos bene che forse nessun fratello mi avrebbe mai pi trovato. Metto a bollire lacqua per la pasta, una manciata di cloruro di sodio e dodici minuti di cottura come spiega la confezione. Ogni volta che faccio gli spaghetti aio e oio e peperoncino li assaporo lentamente, masticandoli piano e lasciando sprigionare tutta la forza dei profumi intrappolati. Laria che passa dalla bocca al naso moltiplica la sensazione. Ogni volta li gusto come se fosselultima. Affronto il mio pesce povero come intitolava la ricetta del 1943. Non male, anche se era progettato per riempire lo stomaco, la miscela apprezzabile. Avrei dovuto tenerlo in caldo, tiepido sarebbe stato meglio. Scarto il panettone dal fondo. Allapertura del sacchetto il profumo mi colpisce, fresco. E lo stesso profumo che usciva dal laboratorio di pasticceria. Non mi sbaglio mai sugli odori. Chiss se lartigiano li faceva proprio lui o li comperava allo spaccio della fabbrica...
Me ne taglio una fettona e mentre addento il primo boccone, suonano alla porta. E mio fratello di sangue, con un grande sorriso mi abbraccia e mi dice:
- E finita torniamo a casa, sono venuti a prenderci. La finestra si apre a mezzanotte, prendi solo il cubo memoria, hai gi deciso se voterai per invadere il pianeta? -
Abbranco il panettone rimasto e penso che ne varrebbe la pena.