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Raccolta di testi in prosa di Errico Tentarelli
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Dialogo sulla conoscenza

Maestro, immaginiamo che
Cosa dobbiamo immaginare, figliolo?
Qualsiasi cosa allentare le briglie della fantasia, lasciar correre i pensieri su quei territori mai esplorati, di cui neppure si immagini lesistenza. Aprire la mente allignoto.
Ma, dimmi, come pensi sia possibile immaginare qualcosa che non esiste? Come figurare lignoto?
Vedi, Maestro, penso che la conoscenza sia limitata alle cose che, in qualche modo, si avuto occasione di sperimentare, con cui si entrati a contatto anche solo indirettamente, ma ci che non sai pu risiedere nel sapere di altri che non conosci ancora; se immagini, esci dai tuoi confini del sapere per entrare nellignoto infinito.
vero, caro ragazzo, ma cos come la singola conoscenza limitata, parimenti lo , pur se estesa in modo diverso ed entro diversi confini, ciascuna singola conoscenza. Ed anche se sommiamo tutte le conoscenze, la somma di elementi finiti, mi insegni, a sua volta finita. La conoscenza complessiva, dunque, quella che raccoglie tutti i saperi, contiene il mio ignoto come quello di tanti altri, ma non copre linfinito.
Maestro, allora devo pensare che limmaginazione sia limitata, che abbia dei confini ben definiti, pur se molto vasti.
Ho parlato di conoscenza e del suo opposto, lignoranza, non di immaginazione.
Forse non sono un allievo disciplinato, ma insisto nel contrastarti su questo concetto; non mi insegni nulla di nuovo nel dirmi che la conoscenza limitata, anche nella somma di tutte le conoscenze. Essa investe, infatti il sapere delle cose che esistono e che sono esistite. Ma, seguendo la tua logica, questa limitazione si dovrebbe estendere anche alle cose immaginate: come potrebbe la mente umana figurare qualcosa che non sia gi o non sia gi stato o non si rifaccia a qualcosa che o stato? Il cervello umano, Maestro, progettato per acquisire ed elaborare, non per creare.
Sei un allievo molto attento e fai buon uso della logica. Ma sta appunto nella logica la limitazione che tu dai allimmaginare. Nelle tue deduzioni hai dimenticato un particolare: quel che sar. Lorigine del tuo errore devi cercarla nellaffidamento che fai sul tempo e sul suo legame con la conoscenza. Quel che era quel che ... e, se ricorri al tempo, la conoscenza non suoner mai sulle sue corde quel che sar. Se affidi limmaginazione alla proiezione della conoscenza confinata negli stereotipi di un cervello che elabora cose acquisite, in quel che sar ritroverai sempre un vincolo allimmaginazione.
Sono confuso, Maestro. Quel che sar oltre i confini della conoscenza, ovvero lignoto. Mi dici che lignoranza ha gli stessi limiti del suo opposto, la conoscenza, ma non forse vero che lignoranza non ha limiti?
Smetti per un attimo di pensare ed abbandona la ragione. Affida i tuoi neuroni a questa follia: lignoto quel che tu non sai ma altri sanno; limmaginazione quel che, se non stato e non , di sicuro sar qualcuno, ricordi?, ha pensato il paracadute in unepoca in cui luomo non sapeva come volare; lignoranza, ed intendila come incapacit uscire dagli schemi o volont di soffocare la fantasia, se praticata bene, non ha n limiti n confini. Allora, usa limmaginazione per colmare la tua ignoranza, anche se gli ignoranti ti considereranno un folle .
Ricominciamo, Maestro. Immaginiamo che le ombre esistano .
S, ragazzo mio, un giorno, di sicuro.

Id: 759 Data: 02/11/2010 14:02:20

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