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Raccolta di testi in prosa di Martin Palmadessa
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Si scrive cosė

 

Si scrive così, a biro. Così. Punto.

Ho riletto ciò che ho scritto da poco e mentre ascolto la canzone di Jovanotti & Company (che credo abbia rubato alla colonna sonora de “Gli Aristogatti” della Disney) mi spavento.

Occhio, non è paura, è spavento.

Quello che leggo mi sorprende e mi fa felice

ma anche un po' burrosamente triste.

Non ricordo quegli attimi

seppure ci metta tutto quello che mi porto

nello zaino viola dei ricordi.

Rileggo. Lo hai scritto tu? -mi chiedo-

È buono. È bello. Penso mentre prendo coscienza della realtà.

Il cielo ora è ancora greve.

Ha però smesso di buttare giù quelle lacrime pungenti

e ammantellanti.

Il vento ha ripiegato nel suo buio senza fine

ed il cielo attende un nuovo squasso

per dannare i vivi sulla terra

(e per bagnare le tombe dei morti che già si è portato via tra un librare fantabuono di respiro (il respiro))

Tutto tace ed ora niente ha parvenze rosa e turchesi

di vita propria.

Passano sulla strada orgasmi meccanici di automobili

non costruite dal Vento

ma da davanzali di futuri sopra le nuvole.

“Scrivi per noi”, mi hanno chiesto più volte.

Non so se sono in grado di farlo.

Forse sono miope.

MA PER DIO ora ci proverò.

Rischio di credere di creare un sorriso, una speranza.

 

©Martin Palmadessa - Maggio 2019
 
 

*

Ti ho baciata di blu

Sono ancora attaccato al calore di un giorno difficile

che stempera i giorni difficili.

Momento sospeso tra i futuri di femmine che stanno crescendo

e uomini che stanno imboccando momenti di gloria perduta

e meraviglie riconquistate.

Biro in mano. Blu. Rigorosamente.

Dà più calore del nero di scelte più o meno sbagliate.

Tiro fuori le unghie più che le intenzioni

e so che la tua arrendevolezza è feroce. LETALE.

Come le lacrime che arriveranno. Arrivano.

Le mie in segreto come un’aquila.

Ma piovono dolori colorati di fragole e panna.

Ancora ci si sfiora.

Dolore tra le labbra, gli occhi ed il quadrante impietoso dell’orologio.

... Attendo ... sfodero tutto l’Amore che ho

con ancora sulle labbra un futuro pazzesco

e sfilo la mia biro blu.

Non ho da scrivere, uso un fazzoletto.

Torni. 4 occhi. Meraviglioso.

La biro ha finito il suo lavoro.

Lynn ha avuto il suo bacio.

A te non posso più darlo... ma TI HO BACIATA DI BLU.

Su un fazzoletto c’è un Universo.

 

©Martin Palmadessa 20.02.2020

*

La nevicata del ciliegio

Piovono petali sui miei pensieri, bianchi e tanti.

Mi si riempie il tavolino e così alzo gli occhi e vengo trafitto da una spada di raggio di sole che sfonda i rami del ciliegio in fiore sopra di me, a fianco a me.

Come una magia, come fossi fuori dal tempo in una triste favola di un forzato isolamento.

E la Primavera esplode ed il vento di sud-ovest schiaffeggia con garbo tiepido gli alberi, fuori dall’ isolamento degli Uomini.

E loro si abbandonano.

Così petali morbidi nevicano giù dal ciliegio, come una benedizione pasquale su di me.

Una coriandolata di piume di Angeli bianchi che sorridono e nevicano meraviglie su di noi.

La Natura rinasce sempre e parla con i mezzi che ha.

Dunque è ora di tornare ad alzare la testa al cielo.

“Alzatevi Uomini, è l’ora della RESURREZIONE”.

 

Buona Pasqua

 

©Martin Palmadessa - 12 Aprile 2020