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Raccolta di testi in prosa di Paolo de Cristofaro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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SAPORE DI MARE

Un bel giorno, al primo smeriglio dell'alba, ho sentito una mormora dentro di me: "che barbo vivere in questa mansarda, con il mio gattuccio, rinnovando continuamente le pene di un vecchio storione d'amore con la bella Alice, detta la sarda, magra come un acciuga, ma con le bionde ricciole, con le occhiate azzurre, e con la bocca d'oro, che mi ha lasciato l'animo indurito come un crostaceo !!".
Che squalor imporsi di vivere tra queste 4 murene o girando tonno tonno lisolato a passo di lumaca, o andando a cantare un salmone in chiesa, o giocando nel solito bar la solita schedina al totanocalcio.
E'altrettanto umiliante introtarsi il sangue girando tutta la notte con la torpedo a caccia di balene e restare con un palmo di nasello o finire come un baccal tra le branchie di una pescatrice di uomini, con il rischio di trovarsi una bavosa con lalito del merluzzo.
Al limite meglio alimentare le speranze ballando il rombo in piazza con l'occhio di triglia e guardare certe pezze di razza, piuttosto che ritirarsi in casa come un gambero restando con il dentice avvelenato.
Che tinca fa!!
O mi chiudo come un riccio o mi apro come un'ostrica.
Ormai, dopo aver vissuto tristi anni da scampo, solo come uno scorfano, agitato come un polipo, alle sogliole del 2000, ho deciso di smussare molte spigole, senza scambiare lucci per lampare e cercando di fare una cernia in mezzo a tante cozze.
Se sgombro il cefalo dalla paura di prendere altri granchi e cercando di sfuggire come un anguilla al mio destino calamaro, pregher un S. Pietro perch mi salvi da un'altra mazzancolla.
E' giunta l'ora del "carpa diem"...!
Per te Medusa, mia musa, che mi attiri come una palamita, dimenticher Alice e con te fuggir a Venezia e mi spender tutto il mio capitone e dopo aver visto i palombi di Piazza S. Marco, ti porter in vongola sul Canal Grande e poi andremo all'Hotel "Delfino" e per un'orata mi sazier delle tue occhiate, della tua boatta e perch no.... della tua passera !!
...Ahi..ahia!!.... che sarago !!! Su...dai, non mi
guardare come un'orca !!
Ho sputato il rospo e mi vergogno come una seppia, per se mi perdoni, torner da te con una mazzolina di fiori e finalmente per fare pace, ti porter a mangiare un po' di pesce.....


Id: 110 Data: 01/05/2008