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I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.
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Guancia (frammento)
Posso aggrapparmi? chiede Perch sei alto, e dunque non ti abbraccio... mi aggrappo. Sorride compiaciuta della sua trovata dialettica. Lascia mollemente aderire la guancia al mio braccio sinistro, che ghermisce con entrambe le mani. Camminiamo senza fretta, il cielo terso e stellato. Indosso strati di vestiario per proteggermi dal freddo ma mi sembra di sentire il suo viso lunare abbandonato sulla mia pelle. Stagioni, lacrime, io, lei, la citt, il tempo: tutto si scioglie in puro appagamento perlaceo.
Era prevedibile: niente di quel che avvenne in seguito riusc ad eguagliare quella passeggiata, anzi fu un repentino allontanarsi, guizzo di bestia braccata. Qualcosa che merita la cimosa, che dovrebbe scomparire e invece ancora persiste batterico in qualche piega della memoria ribellandosi alla necessit della propria morte, della sola sopravvivenza di quel volto appena conosciuto e gi lievemente posato su di me. Qualcosa che incarognisce, imputridisce: ogni parola nacque gi superflua, sbagliata, avvolta dal vetro dellincomprensione con la stessa logica con cui, prima, scaturiva ispirata giusta e rapida.
--------------------------- (inedito)
Id: 508 Data: 05/01/2010 18:49:02
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