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Raccolta di testi in prosa di SilviaDeAngeliss
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Alla ricerca di Irene

Mary desidera da molto tempo avere un figlio, ma gli eventi della vita non le hanno dato questa possibilità.

Spesso si sofferma fuori delle scuole elementari, per godere di “quel cicaleccio infantile”, che le trasmette un senso di profonda allegria.

Un  giorno tornando a casa dal lavoro, incontra un vecchio compagno di liceo, al quale confida il suo desiderio e Marco (questo è il nome dell’uomo) la informa di lavorare presso il Ministero, all' ufficio adozioni. Fa presente alla donna, che con delle buone referenze, potrebbe aiutarla ad adottare un bambino.

Mary è davvero piena di gioia, per questa bella notizia, e cerca di industriarsi, per presentare un ottimo curriculum che la riguardi,  al Ministero,  e avviare la pratica di adozione.

Passa del tempo e finalmente la ragazza viene convocata, presso il pubblico ufficio, per un colloquio con gli assistenti sociali.

Inaspettatamente arriva il “gran giorno”  dell’affidamento e Mary conosce Irene, una splendida bambina di otto anni, che le viene assegnata, e a cui dovrà fare da mamma.

Irene è molto socievole, e si adatta subito alla nuova situazione che dovrà vivere, anche perché mamma Mary è piena di attenzioni e dolcissima, nei suoi confronti.

Si crea un bel feeling fra le due donne, pronte a condividere giornate serene, cercando soprattutto di alimentare quegli interessi che le avvicinano, come la lettura, i film gialli e l’approfondimento di materie scolastiche. Inoltre per far gioire ancora più la ragazza, Mary le fa dono di Jerry, un meraviglioso cane cocker.

La vita purtroppo riserva dei colpi di scena, e infatti un bruttissimo mercoledì, la donna ha una dolorosa sorpresa. All’uscita da scuola non trova sua figlia. L’insegnante le comunica che le era stato recapitato

un biglietto firmato da Mary, con l’autorizzazione a consegnare la fanciulla a una donna di nome Cecilia.

La genitrice sconvolta asserisce che il messaggio non è autentico, in quanto non scritto da lei e sicuramente qualcuno aveva interesse a rapire Irene.

Rivoltasi alla polizia Mary fa in modo, che vengano fatte delle approfondite ricerche per ritrovare sua figlia, e soprattutto di rivolgere le indagini verso i genitori biologici della piccola, che forse, dopo averla

abbandonata, avevano cambiato idea, e volevano rientrarne in possesso.

Questa ipotesi viene scartata del tutto dalle autorità, perché la mamma e il papà della piccola da molto tempo risiedevano in Australia, e con approfonditi controlli, si era giunti alla conclusione che erano deceduti in un incidente aereo.

Le giornate di Mary si fanno sempre più cupe e preoccupanti, perché la ricerca di Irene è divenuta molto complessa e di difficile risoluzione.

Una domenica la donna riceve la visita di sua sorella Claudia, una donna arcigna e di poche parole. Tra l’altro rende noto, a Mary, di sentirsi molto sola dopo la morte della figlia, e di voler sapere come si svolge la prassi per l’adozione di un minore.

Mary le dà tutte le informazioni del caso, e rimane dubbiosa per l’atteggiamento freddo della consanguinea, che sfugge anche il suo sguardo.

Nel frattempo le ricerche di Irene proseguono incessantemente, da parte dell’autorità giudiziaria, ma senza alcun risultato tangibile.

In un piovoso pomeriggio Jerry guaisce insistentemente, e Mary non riesce a calmarlo in alcun modo.

Infine, il cane, le morde un lembo dell’abito, tirandolo verso di sé, come se volesse condurla da qualche parte.

La donna prima cerca di calmarlo, poi lo asseconda e il quadrupede fa capire che vuole essere seguito.

Mary indossa l’impermeabile e segue Jerry fuori dell’appartamento in cui risiede. L’animale si ferma di fronte alla casa di Claudia e inizia ad abbaiare forte.

La sorella di Mary, esce stizzita e chiede alla donna cosa voglia, ma esita a farla entrare nella sua casa.

Mary si insospettisce, e in seguito alle sue insistenze Claudia la fa entrare, con fare ambiguo, cercando soprattutto di abbreviare la conversazione e di far in modo che la visita volgesse presto al termine.

Mary capisce che qualcosa non quadra nell’atteggiamento di Claudia e inventa uno stratagemma.

Decide di travestirsi da idraulico e di far nuovamente visita alla sorella il giorno dopo.

Infatti, con la scusa di un controllo condominiale alle tubazioni, riesce ad entrare a casa di Claudia, cambiando il tono di voce, e chiede di entrare in uno scantinato ove si trovano anche i contatori dell’acqua. La donna sente un flebile lamento provenire da quel luogo, e allarmata si spinge più avanti.

Inaspettatamente trova la piccola Irene, intontita dal sonnifero e legata ad una sedia.

La piccola riconosce la madre e le chiede aiuto. La donna le dice di pazientare ancora un po’.

Saranno i carabinieri a liberarla, dopo che Mary ha denunciato sua sorella per rapimento di minore.

A volte, il lutto di un figlio, fa perdere la testa anche alla persona più sana mentalmente.

@Silvia De Angelis

 

 

 

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Scimmie alla ribalta

Nei tempi lontani del globo, in una zona indefinita, boscosa e delimitata da qualche corso d’acqua si era popolata una tribù di scimpanzé assai evoluta.

Probabilmente una situazione climatica favorevole, aveva permesso a questi esemplari , di sfruttare un comprensorio territoriale ameno e di porvi, le basi, per una supposizione di lunga vita in comune.

Job, un orango robusto, e dotato di  carattere predominante, era stato nominato,  all’unanimità,  capo del gruppo e si dava un gran da fare per apportare migliorie e rendere sempre più agevole la vita del villaggio, nonostante le  inevitabili lamentele di qualcuno e soprattutto la gelosia di Red, anima nera di quel collettivo.

Red era un personaggio contorto mentalmente, pretendeva il consenso delle femmine e amava essere al centro dell’attenzione, non disdegnando qualche oscura pratica stregonica, che metteva in pratica nelle solitarie notti in cui la luna appariva come tagliata della sua interezza.

Le femmine del branco svezzavano i piccoli, allattandoli per svariato tempo e  procurandosi moine fra loro, infatti si spiluccavano al sole, rendendo il loro manto più morbido e vaporoso.

Non tutte avevano partorito, alcune giovanissime girovagavano nel branco, arrampicandosi sulle liane degli alberi e improntando delle vistose acrobazie,  che intrigavano i maschi in cerca d’una compagna per procreare.

La vita del villaggio scorreva pacata, ma sembra debba sempre esistere, ovunque, qualcuno che potremmo definire” guastafeste” e, nel caso specifico, si tratta di Red, che ha in mente di togliere l’autorità a Job, con l’aiuto di altre scimmie, che cercherà di istigare a nuova nomina, per un valido capogruppo della ciurma e, cercando in un’imboscata, di uccidere Job.

Nelle notti di luna Red si batte fortemente il petto, per raffermare il suo io e la potenza che ne consegua e cerca di adoprarsi, in stratagemmi mentali ,per portare, dalla sua sua parte, la maggior parte di maschi mastodontici, che possano dargli manforte nel piano che pensa di attuare, a danno di Job, per poi prendere il suo posto nella tribù.

Red si procura una notevole quantità di frutti e riesce anche a catturare degli insetti ed è assai attento al segnale di animali amici, quando si presenti un pericolo imminente nelle vicinanze, per mettersi in allarme, ed eventualmente trovare un riparo sicuro da qualche feroce fiera, male intenzionata.

Job ormai è invecchiato, ed è molto tempo che si trova alla guida del branco ed ha anche gestito con cura la prole, che ha avuto da qualche femmina del gruppo. Forse è passato il suo momento di gloria ed è ora che venga detronato, lasciando l’eredità del potere a un maschio giovane e forte.

Questo è l’assillante pensiero che frulla nella testa di Red, che ormai, quasi giornalmente , si esibisce in prove di forza per mostrare la sua possenza.

Ma è in un’oscura notte quando l’orango si aggira nei pressi della tana d’una femmina, che improvvisamente rimane impigliato in una trappola lasciata da qualche umano, e precipita in una profonda buca, ferendosi seriamente  e lanciando degli inutili guaiti….infatti non saranno ascoltati da altri membri del gruppo, nonostante Red aumenti il tono delle sue grida.

Nel frattempo una iena randagia e affamata, che transitava nei dintorni, inizia a ringhiare intorno a quella probabile preda, cercando di aguzzare il più possibile la mente ed escogitare un sistema veloce, per poterla azzannare quanto prima.

Una colonia di uccelli assiste allarmata alla cruenta scena, che potrebbe trasformarsi in un dramma, per la povera scimmia, intrappolata in quel losco tranello, senza vie d’uscita. I volatili dopo essersi compattati in  fitto stormo raggiungono velocemente il villaggio di scimmie e iniziano a starnazzare, con forza,  sul cielo della comunità per allertarne gli abitanti. Questi ultimi, compreso il segnale di pericolo, si riuniscono in gruppo e tenendo presente  il tracciato segnato dagli uccelli, riescono a raggiungere il luogo ove Red, continua a dar vita dolorosi lamenti. In un batter d’occhio Job, a capo degli altri gorilla,  organizza un cerchio intorno alla iena, e con guaiti disumani la atterrisce, riuscendo a metterla in fuga.

 Con dei fasci di liane, assestate tra loro, si cala all’interno della  buca ove si trova, dolorante,  il malcapitato Red e con un’inaudita forza, trascinandolo con sé, lo tira fuori dal tranello  e lo corica su una barella improntata al momento, dalle altre scimmie,con dei rami secchi, riconducendo, lo sventurato,  al villaggio, ove le femmine si prenderanno cura di lui.

Trascorrono dei giorni e Red, lentamente, riprende le forze…le stesse che lo avevano abbandonato nel momento del pericolo e la voglia di acquisire il potere , nel branco,diviene  più che mai, la sua ragione di vita, soprattutto adesso che Job aveva riaffermato lo scettro  e  la sua capacità organizzativa nel gruppo.

E in una notte silenziosa e solitaria, Red chiede il favore degli spiriti demoniaci,  per poter oscurare l’anima di Job e indebolire la sua emergente personalità, così sarà più semplice , sopraffarlo e diventare la nuova guida del collettivo di scimmie. Red, però, non si accorge di essere osservato da una delle femmine mentre compie questo rito propiziatorio. Ciakra, comprende subito le intenzioni di Red e, messa in guardia dalla mossa scorretta dell’orango,  cerca di trovare una soluzione attuabile per salvare la vita di Job, al quale è legata da un sentimento di profonda amicizia.

Ella è in possesso di un talismano antico, assai prezioso, col quale si potrà mettere in contatto con esseri alieni d’universo molto evoluti e potenti e, ai quali, potrà chiedere un solo desiderio, perché suo padre, un anziano gorilla, in tempi remoti li aveva aiutati a rimettere in sesto un’astronave danneggiata, a seguito della quale erano riusciti a  far ritorno nella loro lontanissima galassia.

Ciakra, dopo qualche tentativo fallito, riesce a contattare Igor, importante personaggio nel clan della comunità  extraterrestre e cercando in tutti i modi, di farsi capire, fa presente che ha bisogno del loro aiuto per salvaguardare la vita di un amico a lei molto caro.

Igor, compresa la situazione, proietta intorno al corpo di Job, uno schermo trasparente di amianto impenetrabile, così rimarrà illeso, di fronte a qualsiasi attacco di violenza sul suo corpo.

Job ha delle strane sensazioni, l’indomani, si sente molto più sciolto, nei movimenti, e pieno di rinnovata energia, ma ciò, non basta, purtroppo, a salvarlo da un morbo maligno che ha attaccato ferocemente il suo corpo e lentamente lo sta dilaniando, eliminando anche l’effetto dello scudo d’amianto che era stato procurato apposta per rendere inefficaci attacchi di malintenzionati.

Ed è a questo punto che Igor, decide di riapprodare  sul suolo terrestre per colonizzarne una parte di territorio e avvalersi della collaborazione di quella tribù di scimmie, dotate di ottima forza fisica, per costruire un villaggio innovativo e farvi sopravvivere buona parte dei suoi consanguinei.

Il progetto  di Igor riesce alla perfezione, si stabilisce con buona parte dei suoi seguaci nel territorio delle scimmie, cercando di farle evolvere e riappacifando fra loro tutti gli orango in competizione.

Sembrerebbe  incredibile, ma col trascorrere di innumerevoli  lustri  questi animali, e i nuovi ospiti del collettivo, si tramuteranno in ominidi,  per dare il via a inedite generazioni di esseri,  che diveranno sempre più imprevedibili….

@Silvia De Angelis

 

 

 

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Osvaldo

E’ una sera qualunque e le sovrastrutture della giornata fanno il loro gioco nella mente, facendola soffermare sulle varie incombenze, che si sono portate a termine, e i particolari non ancora conclusi…insomma il solito canovaccio del quotidiano….

Il riflesso di luce, che arriva di sbieco dalla finestra, trasmette un imput gioioso, che dà adito alla crescita di nuove idee da mettere in pratica nell’arco delle ore a venire..

Ma ecco, inaspettatamente, mentre controllo la corrispondenza del giorno, che una busta dalla forma insolita e dal cartaceo anticato, colpisce la mia attenzione. La scrittura non è rotondeggiante, ma a tratti piuttosto rigidi….finalmente riesco a leggere il contenuto dell’affascinante missiva.

Si tratta dell’ invito, di un fantomatico corteggiatore, ad un coctail di beneficienza….

Inizio una faticosa ricerca nei meandri della memoria, ma non riesco a ricordare, fra le mie conoscenze qualcuno che si chiami Osvaldo.

Penso che si tratti di uno scherzo, o di un errore….ma e  non è possibile perché il nome e l’indirizzo, riportati sulla lettera, sono inequivocabilmente precisi, si riferiscono proprio alla  mia persona…

Tra l’altro Osvaldo si rivolge a me  con toni assai garbati, direi da vero gentiluomo, cosa assai rara, in tempi come questi, ove sono tutti sbrigativi e molto poco intriganti…

Non perdo l’occasione per cominciare a sognare che Osvaldo sia un nobile, residente in un castello tramandato, e nel fascino d’uno scenario autunnale, ospiti delle persone speciali, nella sua residenza  per mettere all’asta delle antichità di famiglia e narrare agli ospiti l’avvincente storia dei suoi antenati…

Comincio già a pensare a quale sarà il mio abbigliamento per quel giorno…certamente romantico, per essere intonata ad un’atmosfera, forse medioevale, e provo un abito che sarà perfetto per l’occasione.

Il tempo sembra togliere respiri alle giornate, trascorrendo velocissimo, fino alla data del fatidico incontro…

Aziono, nella mia piccola autovettura, il navigatore satellitare per giungere alla meta senza problemi, e sono visibilmente emozionata, e pronta, a vivere questa avventura, inedita, propostami dalla vita…

Ma a metà del percorso il mio veicolo inizia a fare i capricci, finchè, inesorabilmente, arresta la sua corsa…scendo dalla macchina, piuttosto adirata e mettendo un piede in fallo, cado in una buca  sottostante, colma di fango….non ci posso credere, il vestito si è tutto stropicciato e macchiato e ora sono davvero impresentabile e impanne!

Improvvisamente sento dei rumori, che si fanno sempre più densi…sono dei passi decisi ... intravedo la sagoma precisa di una persona che si avvicina a me….sorridendo mi porge la mano e mi aiuta a tirarmi su, poi con voce suadente mi ricorda che ogni evento che accada, ha un suo preciso significato e soprattutto che non bisogna mai eccedere nell'intensità d’un desiderio, perché in quel caso la nostra ferrea volontà metterà in azioni delle energie opposte, che si interporranno,  fra l’urgenza dell’evento,  e la sua realtà, creando delle complicazioni….

Mi soffermo col pensiero su questo ragionamento e nel frattempo sento una forte strattonata sul braccio….è mio figlio….. mi ricorda che abbiamo un appuntamento e mi sono assopita sul divano…

Ci rechiamo all’ufficio immobiliare per trattare la vendita d'un appartamento e la persona che ce lo propone stranamente si chiama Osvaldo!

 

@Silvia De Angelis

 

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La fontana

E’ in un gelido giorno d’inverno che Marianna, vista dalla finestra la coltre di neve che copre le strade, si imbacucca dalla testa ai piedi, perché è una ragazza molto freddolosa.

Deve compiere molta strada a piedi, prima di raggiungere la tipografia, ove trascorre molte ore della giornata, per guadagnarsi da vivere.

A un certo punto del cammino non può fare a meno di fermarsi di fronte a una fontana, disposta a metà del tragitto, perché stranamente sente il gorgoglio dell’acqua, nonostante il ghiaccio abbia preso il sopravvento ovunque….

Incuriosita si avvicina alla conca della sorgente e si sente stranamente attratta da essa, anche perché sembra essere cessato quell’incredibile morso di freddo della giornata, superato da una temperatura accattivante.

Sempre più sbalordita la ragazza prova a toccare l’acqua e come, in un lontano eco, ode un sussurro che le mormora di conoscerla bene e che vorrebbe riavvicinarsi a lei.

Marianna stupita, ha una attimo di paura, e anche di incertezza….non sa se sta sognano, o vivendo una Incredibile realtà, che la trova del tutto impreparata.

La voce, sempre più insistente narra di essere la sua gemella, che non è riuscita a venire alla luce, ma che vorrebbe reincarnarsi, naturalmente con l’aiuto della sorella, che dovrebbe portare dei pesci rossi nella fontana, viventi, nonostante il gelo…                                             

La ragazza è molto titubante, e senza rispondere, riprende il cammino per recarsi al lavoro, anche se per tutto il tempo pensa a quanto accadutole…

Sarebbe bello avere una sorella coetanea, con la quale trascorrere bei momenti…questo è ciò che frulla nella mente della donna, e nello stesso tempo, come fare a non far morire dei pesci nell’acqua gelida…..

Marianna sceglie dei pesci di taglia media, in un acquario della sua città, e con molta precauzione li porta a casa, cercando di studiare delle soluzioni valide per risolvere la problematica che dovrà affrontare…

Durante la notte sogna che una fanciulla, scolpita nella fontana, prende vita e l’abbraccia, mentre i pesci, che la ragazza ha portato, iniziano a riprodursi riempendo la conca….

Al mattino, decisa a voler definire la questione, la nostra protagonista si avvia alla fontana, ma nonostante si guardi minuziosamente intorno, la stessa è scomparsa…..La ragazza si informa per sapere se sono stati

fatti dei cambiamenti in quella zona, ma le viene riferito di no.

Nel frattempo il contenitore dei pesci, che la Marianna aveva con sé è scomparso stranamente…..

La ragazza è smarrita…quando  improvvisamente, si sente afferrata per un braccio, e vede la sorella che le sorride e le spiega che è stata proiettata indietro, nel tempo, e la sua tenacia, e buona volontà, la hanno

riportata in vita. Lei le sarà sempre riconoscente per il resto dei suoi giorni e farà di tutto per meritare il suo affetto…

@Silvia De Angelis 2020

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Case sicure

Abbiamo constatato, purtroppo che l’Italia è una località ad alto rischio sismico.

Dall’Irpinia, ad Amatrice, il nostro paese, è stato nel dopoguerra, il più colpito dal terremoto.

L’ultimo dei quali (2016) con epicentro lungo la valle del Tronto, e con una magnitudo di 6.0, ha causato la morte di 298 persone.

Uno dei modi per evitare questi dolorosissimi eventi, durante “un fatto sismico” potrebbe essere la costruzione di una casa prefabbricata in legno, che non è solo garanzia di eco-sostenibilità, e risparmio energetico, ma anche sinonimo di sicurezza e protezione.

Infatti una casa prefabbricata completamente in legno resiste ai movimenti tellurici e protegge i suoi abitanti da eventuali terremoti.

Anche se sembrerebbe incredibile la casa in bioedilizia, costruita in legno è molto più resistente, e robusta, di quegli edifici tradizionali per cui è stato usato il cemento armato.

Infatti il legno è il materiale privilegiato più utilizzato nell’edificazione di case antisismiche progettate secondo le tecniche più innovative.

Inoltre il legno è un notevole isolante, sia per quanto concerne l’acustica ( permette quindi di isolare alla perfezione dai rumori circostanti), sia per quanto riguarda il calore, agevolando il risparmio di riscaldamento, nella stagione fredda.

Una casa prefabbricata in legno antisismica ha lo scopo di dare assoluta sicurezza e incrollabilità in caso di violento evento sismico.

Gli edifici in legno sono robusti, resistenti e costruiti secondo le più avanzate tecnologie del settore.

In particolare le principali caratteristiche tecniche delle case antisismiche sono due :

. l’isolamento sismico : riguarda l’isolamento della casa, inserendo alcuni dispositivi flessibili tra   il terreno e la base dell’edificio. Tali dispositivi si flettono in caso di sciame sismico e danno modo   alla casa in legno di muoversi senza subire crolli o danni. L’edificio, eventualmente, si muoverà

  sul piano orizzontale, lasciando indenne la salute dei suoi ospiti

.  l’uso dei dissipatori di energia : questa tecnica di costruzione permette di utilizzare materiali  specifici in grado di catturare e di concentrare l’energia sprigionata dal terremoto, che viene  tramutata in calore. L’uso dei suddetti dissipatori di energia nelle case prefabbricate, consente    una grande diminuizione dei danno ed evita crolli durante l’evento sismico.

@Silvia De Angelis

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L’incantesimo

In un gelido paese della Transilvania nasce Breasha, erede al trono, d’un reame secolare che ha vissuto lo svolgersi, di svariati conflitti bellici, per il predominio del territorio.

I genitori della ragazza hanno provveduto, con molta cura, alla sua educazione, e alla sua istruzione, scegliendo i migliori docenti, per far si che Breasha, diventasse una vera e colta principessa.

La ragazza è di carattere allegro, e spesso si trova in difficoltà, a comportarsi in modo “regale” e serioso, infatti questo tipo di atteggiamento è lontano dalla sua ilare indole.

Il castello ove vivono i nobili è immerso in un meraviglioso scenario di montagna, spesso imbiancato dalla neve, per le bassissime temperature, tipiche di quei luoghi.

La principessa è solita, di tanto in tanto, nei mesi primaverili a intrattenersi nei vicini boschi per immedesimarsi nelle meraviglie della natura, che sa offrire scenari, di rara bellezza, con lo schiudersi d’essenze di variopinti boccioli.

E’ durante una di queste piacevoli escursioni , nel verde, che la ragazza sente un accentuato fruscio di foglie dietro di sé…..si gira ma non vede alcuno. Riprende il suo cammino, e ha l’impressione di essere seguita. Si gira di scatto, e osserva dietro di lei, un ragazzo slanciato, dalla pelle chiarissima.

Breasha senza spaventarsi, chiede al giovane, chi sia , e cosa faccia, in quella zona ,di proprietà dei reali.

Senza scomporsi, l’individuo si presenta, il suo nome è Vasile e dice di essersi allontanato dal gruppo, durante una battuta di caccia, e di aver proseguito il cammino, per la bellezza di quell’ambiente verde e rigoglioso. Inizia fra i due ragazzi una piacevole, e spontanea conversazione, come se si fossero conosciuti da sempre. Breasha si rende conto, a un certo punto, di dover rientrare al castello, quindi tronca il dialogo e si affretta a tornare alla reggia.

A tavola, durante il pranzo racconta a papà Ioan e mamma Demi, dell’incontro avvenuto nel bosco ed i reali, molto accorti, raccomandano, alla donna, di fare attenzione, e di non dare troppa confidenza, allo

sconosciuto, se avesse dovuto rincontrarlo.

Prima di addormentarsi la principessa pensa insistentemente al giovane Vasile, come se si sentisse attratta da un fascino misterioso, che la coinvolge, nel pensiero della sera.

E’ durante la notte che Breasha si sente attirata da una forza oscura, che sembra toglierle il respiro, mentre intravede, accanto al letto, una sagoma dal volto orrendo, dedita, quasi, ad azzannarla…è dopo un forte

grido della ragazza, che accorre il re, temendo che la figlia fosse stata, in qualche modo aggredita, ma si rende conto, che la sua erede, è stata vittima di un brutto sogno, e dopo qualche carezza, e parola dolce, la ragazza si tranquillizza e si addomenta.

Avvengono, nei giorni a seguire, altri incontri della principessa con Vasile, sempre più intensi….e il legame fra i due giovani si fortifica, anche se Breasha quando si avvicina a lui ha l’impressione, che il ragazzo, emani un’inspiegabile forza magnetica, che la spaventa….

A corte è in preparazione un ballo mascherato, cui parteciperanno molti invitati, e Breasha indosserà un magnifico abito da dama del ‘700, ricamato, per lei, da abili mani.

La ragazza è emozionatissima, e aspetta con ansia di fare il suo ingresso nel gran salone adibito all’evento, per ballare con qualche fascinoso cavaliere, che la inviterà in una sontuosa danza.

Si fa avanti un baldo giovine, mascherato da vampiro, che, con grazia, la invita a ballare. La donna, affascinata dal fisico prestante del ragazzo, concede il ballo, e scambiando qualche parola col cavaliere,

riconosce, in lui, la voce di Vasile. I due “amici” trascorrono insieme vari momenti, della serata, e verso la mezzanotte, raggiungono la veranda, dalla quale s’intravede, un magnifico panorama montano.

La conversazione è brillante e Breasha, molto rilassata, chiede al ragazzo di scansare dal volto, la maschera da vampiro…..ma haimè, Vasile, con inquietudine, dice di non poterlo fare, perché quello è il suo vero volto.

La principessa, non riesce a credere a quella terrificante affermazione….,e sconvolta, scappa nella sua residenza privata.

Trascorrono molti giorni, e Breasha non riesce a darsi pace, perché le manca tantissimo la compagnia di Vasile, ma è sconvolta dalla sua originaria natura.

In un’altra sua uscita nel bosco, incontra di nuovo Vasile, che ormai non nasconde più il suo aspetto, nella speranza che la ragazza, lo accetti, per quello che è veramente…ma Breasha prova quasi un senso di repulsione, che non riesce a nascondere.

Non sapendo più cosa fare, la ragazza decide di rivolgersi alla chiromante di corte, per vedere se almeno lei potrà darle, qualche indicazione utile, su come poter proseguire una frequentazione accettabile con Vasile.

L’anziana signora osserva molto attentamente la mano della principessa, e dopo aver valutato l’intreccio delle linee si pronuncia così : una soluzione al problema esiste. Venendo a conoscenza della data di nascita

del ragazzo, al compimento del suo ventunesimo compleanno, prima dello scadere della mezzanotte dovrai formulare un incantesimo.

Breasha tiene a mente ogni cosa le abbia detto la chiromante, e il giorno dopo, viene a sapere dal ragazzo che fra pochi giorni compirà il fatidico compleanno.

Senza perdere tempo, la ragazza mette al corrente Vasile degli ultimi eventi, cercando anche di organizzare un incontro serale, per poter effettuare il rito, che le è stato suggerito.

Infatti la sera “incriminata”, Breasha invita il ragazzo in una cripta silenziosa, ove poter effettuare l’incantesimo .

Prende una candela rossa accesa, scrive su un foglio il nome Vasile, lo piega in due e lo brucia, recitando le seguenti parole : “Stelle amate di lassù., è forte la storia d’amore, scacciate il male, un candido volto donate”. Poi la ragazza scappa di corsa, per gettare in un fiume il foglietto bruciato.

Al suo ritorno, il dolore è forte, Vasile non è cambiato, il suo volto, è rimasto invariato, ed è visibilmente sconvolto.

Le lacrime solcano il viso di Brasha, che decide di troncare del tutto la sua sentita amicizia con il ragazzo.

Trascorre svariato tempo, e la principessa, sebbene immalinconita per la perdita della piacevole compagnia di Vasile, cerca di riorganizzare al meglio la sua vita. Infatti inizia a seguire delle lezioni di danza classica.

Riprende poi, le sue verdi passeggiate nel bosco e, in un giovedì di primavera, vede un giovane andarle incontro gioioso…..non crede ai suoi occhi…è Vasile, con uno splendido aspetto….il suo viso è liscio!

La donna incredula, vuole accarezzare l’incarnato del giovane, e la consistenza della pelle, è di una incredibile morbidezza.

Le narra Vasile, che, leggendo un vecchio testo di magia, aveva appreso, che dopo aver gettato il foglietto con la formula magica nel fiume, doveva specchiarsi in esso, fin quando, l’irruenza dell’acqua, non fosse diventata flebile, e lui si era premurato di farlo, perdendo, per sempre, la sembianza di vampiro.

Breasha, lo fissa negli occhi, allontanandosi da lui…..un nobile danzatore atletico, la attende nella piazza del paese, per entusiasmarla con i suoi occhi verde mare…..

@Silvia De Angelis

 

 

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Donne

E’ veramente interessante, come ogni donna abbia una sensibilità diversa e faccia delle scelte di vita così disparate, che la rendano unica e con personalità da tracciare con delle linee sinuose.

Nessuna è uguale all’altra, e anche se a volte sembra che delle sfumature caratteriali coincidano, approfondendo la conoscenza delle interessate, ci si renderà conto che in realtà sono molto diverse.

La mente femminile è molto creativa, sempre alla ricerca di miglioramenti della sua persona, tramite obiettivi, che con convinzione,  porta a termine dotta di tenacia e preparazione. Soprattutto nella nostra epoca, ella cerca di rendersi indipendente economicamente, per poter provvedere, con serenità ,allo svolgimento del suo iter di vita.

Il desiderio di un rapporto sentimentale appagante è sempre nel suo profondo, anche se questo desiderio non sempre si avvera, perché nella società “di scontenti” in cui viviamo, sembra sia molto difficile trovare, una buona situazione di equilibrio, a due. 

Naturalmente esistono ragazze realizzate con una bella famiglia e splendida prole, ma vi sono anche donne molto sole, e insoddisfatte, che spesso si rifugiano in attività lavorative appaganti, per essere in qualche modo remunerate, della situazione intima, non soddisfacente.

In ogni caso qualsiasi signora, o signorina che sia, è in grado di risolvere la maggior parte delle situazioni, a cui viene sottoposta dalla vita e, in linea di massima, è dotata di particolare pazienza in quei casi a cui viene sottoposta a difficili momenti di stress psicologico.

@Silvia De Angelis

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Silenziosamente

Camminando silenziosamente sulla battigia del mare, si avverte quel fragile “cicaleccio”di minuscoli fossili, calpestati lungo il cammino ventoso, reso vivace dall’andirivienid’onde, frastagliate e dipinte, di sfumature di cielo.
E’ allora che il pensiero inizia il suo viaggio a ritroso, guidato dall’odore inconfondibile della salsella, e scavalca attimi del presente, soffermandosi su lidi della gioventù…..allora era tutto diverso, la mente si nutriva esclusivamente di immagini e sensazioni dell’attimo,
cogliendone le sfumature più intense e assegnando un valore del tutto innovativo, ai primi sguardi importanti, che si soffermavano sulla propria persona…..
Il tutto era accompagnato da canzoni simbolo, prettamente melodiche, e speciali in quei respiri, che avrebbero accompagnato giorni indimenticabili e significativi della vita…
Allora non ci si rendeva assolutamente conto dell’importanza di quel tratto d’esistenza, che invece segnerà l’inizio d’un lungo percorso emotivo, fulcro d’un bagaglio di esperienza, che guiderà, col suo fervido spessore, il cammino sentimentale delle varie stagioni.
Nel tempo che va le emozioni assumeranno un’essenza del tutto diversa, indubbiamente più matura, ma sempre bellissima, e con un particolare in più da apprezzare, quello che ci renderà consoni dell’immenso valore della vita.
@ Silvia De Angelis

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Nei dintorni della memoria femminile

Una sensibilità spiccata e una visione oltremodo ampliata del percorso di vita, sono doti che caratterizzano la personalità femminile,dandole la possibilità, attraverso anche una genetica fisica di notevole portata, di rendere rilevanti, le mansioni della memoria, nel suo arco esistenziale.

Un’attenta cura nelle manifestazioni che man mano accadono nel viavai del tempo, permettono alla donna di focalizzarne, con attenzione, il significato, analizzando ogni sfumatura che si è resa consona ad un evento e che ne ha corredato la struttura, rendendola assai eloquente nel messaggio mentale.

L’insieme di quei concetti, strutturati nell’andare delle stagioni, hanno impresso, nell’intelletto femmineo, transiti essenziali che lascerebbero individuare l’atteggiamento più razionale da seguire, a seconda dell’impatto che hanno posato, in lei, i ricordi vissuti.

Reminiscenze sfocate, o precise, di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato una tappa nell’immaginoso, rendendola suscettibile alla sua registrazione, e in quel caso,l’esperienza acquisita, permetta all’indole, d’affrontare il fatto con una dinamica più positiva e vantaggiosa per l’ego.

L’ego femminile, infatti, è in grado di iscrivere, con particolare cura, i fatti salienti della vita, soprattutto quelli inerenti la sfera emotiva, assai accentuata, probabilmente perché compito della donna è di essere,  fra l’altro, una madre attenta alle esigenze più peculiari della sua prole.

Inoltre ella vive il sentimento d’amore in modo totalitario, carente d’egoismo, per cui nel suo limbo ideale  questo trasporto di sentimento, spiccato, si articola nelle forme più svariate e intense.

Anche la depressione, che talvolta, s’impossessa di menti femminili, si può considerare  una forma di decadimento della memoria, che ha perso la sua verve e la sua vitalità,  mettendo, così, da parte il ricordo di felici circostanze, che hanno corredato la parabola del vissuto, per precipitare in una dimensione di buio, nella quale è assai complicato ritrovare uno spiraglio di luminosità.

Particolare creatività e disinvoltura nello svolgere contemporaneamente più di una mansione alla volta, rendono assai efficace l’associazione di idee nella donna, sempre pronta a rimettersi in discussione nelle contingenze del momento, che si rifanno, spesso, a ricordanze del passato.

Molte menti femminili sono dotate di ecletticità, virtù di rilievo, nella quale la memoria ha un ruolo essenziale, per la  sua capacità di dettare, in contemporanea, nozioni variegate, celate nei meandri più segreti del cervello e che permettono all’interessata di sbizzarrirsi in settori artistici,

ma anche in azioni quotidiane, molto diverse tra loro.

Anche se è difficile comprendere il concetto di mente, perché racchiude in sé una serie infinita di astrazioni, è più semplice raffermare il pensiero di memoria, perché nella sua crescita permetta di definire, a linee decise, la sagoma di una personalità e “di più”  tutta al femminile…..

@Silvia De Angelis

 

 

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Vivere oggi

Una serie di persone sconosciute, in una metropoli che si muove compulsivamente, nelle giornate colme di impegni, di tutti i generi, ai quali attenersi con la migliore precisione.
I contatti, fra esseri umani, sono sempre più sporadici, nelle città super abitate e in cui il modo più veloce, per sentirsi, è quello dei messaggi sul telefonino.
Da quando si è diffuso l’uso del web, le persone si guardano negli occhi e si toccano meno, lasciando trapelare le loro sensazioni su strumenti altamente tecnologici, ormai, alla portata di tutti.
Forse sono una romantica, ma preferivo i tempi addietro, quando ci si parlava fra simili e attraverso un contatto, prettamente umano, ci si scambiavano punti di vista ed emozioni, a volte indimenticabili.
Inoltre, in quest’epoca, è tutto velocizzato, come se fossimo degli automi, alle prese con una continua corsa, per il raggiungimento di  una qualsiasi cosa della vita.
In strada si cammina con sospetto, molto guardinghi, per paura di essere scippati, o di essere avvicinati da qualcuno che abbia reconditi scopi, pericolosi per noi.
Decisamente non è un bel vivere, ancorati principalmente ad amicizie di vecchia data, che sappiano trasmetterci sicurezza o, in alternativa, avere conoscenze superficiali con cui argomentare in modo
generico, senza far trapelare la parte più genuina di noi.
Mi auguro che la situazione possa evolversi al meglio, ritornando a momenti di solidarietà, fra la gente, e fiducia gli uni negli altri, anche diminuendo episodi spiacevoli, e violenti, che talvolta ci dànno un senso
di grande ansia interiore.
@Silvia De Angelis

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Confidarsi

Talvolta si sente la necessità di parlare dei propri crucci, o le proprie preoccupazioni, con qualcuno che abbia la voglia di ascoltarci. In linea di massima questo “qualcuno” è sempre una persona amica, o, altrimenti chi sia in sintonia coi nostri pensieri.

Infatti si ha l’impressione che condividere un’idea, che momentaneamente ci affligga, con un altro essere umano, in qualche modo alleggerisca, la questione che abbiamo in testa.

Allora “l’ascoltatore” si arma di pazienza, e buona volontà, e cerca di consolarci e di trasmetterci idee positive, facendo in modo di tranquillizzarci e di rendere meno ardua l’entità del problema in

questione.

Menomale che esistono queste persone, così disponibili, nell’occasione di cui trattasi, altrimenti in alcuni momenti, di intensa inquietudine, si sprofonderebbe in un oscuro vuoto d’anima,  molto difficile da risanare.

E’ importante parlare, esprimere i propri punti di vista e le incertezze che ci affliggono, perché estrapolandole, è come se diminuissero di valore, essendo portate alla luce e smitizzate nella loro complessa essenza.

Parlarne con qualcuno, rappresenta anche uno scambio di opinioni sulle varie problematiche della vita, sempre così presenti, e imprevedibili, nel loro porsi.

Naturalmente per confidarsi, sarà opportuno scegliere sempre persone positive, che col loro carico di benessere mentale, potranno dare il giusto apporto emotivo a una “sindrome di pessimismo”, e incertezza, che di tanto in tanto si appropriano della nostra mente.

@Silvia De Angelis

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Il karma

Era lì come sempre, in quel rifugio, ove trascorreva parte del suo tempo, ove si trovavano dei gatti randagi, a cui portava qualche scatoletta di latta con del tonno e una ciotola di latte..

Quelle bestiole si erano affezionate a lui, che di tanto in tanto, si recava nei pressi di quella discarica abbandonata dalla gente, per riempire la pancia di quei qudrupedi dimenticati  dal mondo.

Amedeo era uno strano personaggio, piuttosto solitario e guardingo, nei pensieri pessimistici  che gli gironzolavano intorno alla mente, eppure, in alcuni momenti della sua vita, aveva un  cuore tenero, inaspettato per uno come lui, che amava far trapelare una personalità da duro.

Di tanto in tanto si soffermava sui bordi d’un lago, dalle acque quasi ferme, per i pochi sussulti  del vento e lì, a diretto contatto con la natura, si perdeva con l’immaginoso in sogni e desideri  che da sempre covava nel suo dentro e che il più delle volte, per una serie di motivazioni non  riusciva a vedere chiaramente.

Quei pensieri si fissavano in lui e la sera prima di addormentarsi, diventavano quasi un’ossessione  a tal punto, che nelle ore notturne era come se vivesse un’altra vita, in una dimensione del tutto nuova, in cui estrapolare una personalità completamente diversa da quella che gli toccava nella realtà…

Infatti Amedeo sognava di essere una famosa  pattinatrice su ghiaccio e di piroettare con grazia  sulle piste gelate più famose del mondo, insieme a un compagno, Ilario, anche lui abilissimo sui  pattini, a tal punto che insieme, erano sul podio di importanti gare olimpioniche.

In coppia i due campioni attraversavano buona parte del globo, esibendosi in performance di notevole spessore e bravura, e la loro complicità nella danza, pian piano aveva avuto anche un risvolto  sentimentale nella vita.

Al mattino Amedeo era quasi euforico per quanto gli sembrava di aver realmente vissuto nelle ore  precedenti e si soffermava profondamente  col pensiero su quella realtà notturna che trovava assai  affascinante.

Ed è in un giorno qualsiasi che il nostro personaggio, prima di recarsi, come sempre alla discarica, in un flash improvviso intravede, lungo la strada, un tipo che sembra proprio Ilario.

Amedeo è impressionato da quell’inaspettato, quanto incredibile incontro, e senza perdersi d’animo fa   in modo di avvicinarsi all’uomo.

Quest’ultimo non sembra affatto meravigliato di vedere Amedeo e lo saluta, come se si fossero conosciuti  da sempre…Amedeo, sempre più incredulo, fa una serie di domande all’amico, che con fare intrigante  fa presente che, anche se è stato faticoso intromettersi nei sogni del compagno, è riuscito a conoscerlo e a far  breccia nel suo cuore, visto che il Karma della vita aveva programmato una storia “calda” per loro due….

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Intorno al rugby

Sabrina è proprietaria di un fornitissimo negozio di articoli sportivi e vi passa parecchia parte delsuo tempo.

Cerca di essere sempre aggiornata sugli ultimi articoli presenti in commercio, per accontentare anche i clienti più difficili.

E Roberto, è proprio uno di questi, infatti le ha chiesto l’abbigliamento protettivo per il rugby, composto da paradenti, caschetto e corpetti, che la venditrice vuole affidare, al compratore, della miglior marca.

L’acquirente si dimostra soddisfatto per la qualità dei materiali propostigli, e inizia una piacevole conversazione con Sabrina, sempre disponibile e gentile con la sua clientela.

Dopo qualche giorno Roberto si ripresenta alla bottega di Sabrina, fingendo di voler acquistare altri articoli e, tergiversando sulla scelta di scarpe da ginnastica, infine è costretto a “smascherarsi”, chiedendo alla ragazza un appuntamento.

Sabrina si sente gratificata da quell’invito, perché, istintivamente prova una certa attrazione per l’uomo, ma per farsi desiderare di più, trova delle scuse, e fa presente che accetterà l’invito quando sarà meno oberata di lavoro.

I giorni passano velocemente e anche qualche mese e la donna si pente di non aver accettato di uscire con Roberto, perché pensa, fra sé, che non lo rivedrà mai più.

Ma in una domenica, in cui con i suoi amici si reca al bowling, rivede Roberto. E’ in compagnia di una bella ragazza e stanno effettuando un’animata partita con quelle pesantissime sfere da abbattere.

Sabrina finge di non vederlo, ma si muove sinuosamente per farsi notare, e infatti riesce perfettamente nel suo intento. Il ragazzo si avvicina a lei, salutandola con cordialità, e intrattenendo qualche breve chiacchera.

Dopo un bel po’ di tempo si avvicina alla venditrice per salutarla, e le fa scivolare sulla mano un biglietto.

Sabrina, emozionatissima legge subito il contenuto della missiva….parla di un appuntamento presso un cinema, dove Roberto le aveva detto di lavorare.

La donna è felicissima ed ha anche un po’ di batticuore, fa dei nuovi acquisti d’abiti per essere bellissima e sentirsi all’altezza della situazione.

Arriva il fatidico giorno, è una mattina d’inverno ( la ragazza si è fatta sostituire al negozio) e Roberto la sta aspettando sul retro del cinema. La invita ad entrare dentro;  i due si trovano in un silenzio ovattato,

dentro una sala cinematografica deserta. L’uomo senza parlare la abbraccia con veemenza, baciandola con passione e lì, in piedi fanno l’amore. Il trasporto sensuale è molto intenso, intinto in un’attrazione senza limiti, che coinvolge i due ragazzi.

Il tempo non dà tregua e Sabrina deve tornare al lavoro. Si riveste velocemente, si stringe all’amato e scappa di corsa.

I giorni passano, la donna è sempre attentissima a chi entra nel suo negozio, sperando di rivedere Roberto, ma inutilmente, l’uomo sembra sparito nel nulla.

Le stagioni si alternano, come sempre, ma Sabrina ha una pungente spina nel cuore, sentendo sempre più la mancanza di Roberto.

Per caso, un giorno, un cliente aspettando il suo turno, per essere servito, sta leggendo un quotidiano e la donna , sbigottita, intravede, in prima pagina il volto di Roberto, che insieme ad altri complici ha rapinato una banca ed è stato arrestato.

Viene colta da un malore, ma è subito soccorsa da un bel ragazzo, presente  nel negozio, che, nel Frattempo, stava osservando l’abbigliamento protettivo da rugby.

@Silvia De Angelis

 

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Velocità

Effettivamente non è semplice essere aggiornati alle innovazioni frequenti del ritmo dei nostri giorni.
Sembra sfuggire quell’attimo, in cui si recepisce una nuova nozione, attenendosi, per un breve tempo, ad essa e già, la stessa, viene superata da una recentissima creazione, più pratica e veloce, che proietta la precedente nel dimenticatoio.
Nei tempi passati un atteggiamento tecnico aveva una più lunga durata e c’era il tempo di assaporarlo.
Con calma traendone le giuste conclusioni,e apportandone, eventualmente, qualche modifica soggettiva, ora è tutto prestabilito, e immodificabile, altrimenti si va fuori uso.
La problematica, diventa più pesante, per le persone anziane, sempre restie a immagazzinare nuovi dati nel loro stanco cervello, e vogliosi di una pace e serenità interiore, che la vita sembra non volergli consentire.
Ma quanto riusciremo tutti, ad assecondare il vortice delle varie innovazioni che si presentano al nostro orizzonte? Si ribellerà una massa di persone a questo voler “triturare”, la mente, con osservazioni e regole sempre diverse, di cui, infine si fa fatica ad assimilare il meccanismo?
O forse è un esercizio costante per abituarci, nel tempo, a imparare, a velocità supersonica nozioni sempre nuove, per acquistare la capacità di districarle in tempi supersonici? Chissà….. l’evoluzione è davvero
imprevedibile in tutti i sensi!!!
@Silvia De Angelis

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La fiaba del barbagianni

Nel velo della notte un assordante battito d’ali rasentava le pieghe del vento, che trovava opposizione nel suo gelido gemito serale…  un barbagianni intinto in variopinte piume s’addentrava nella selva in cerca di qualche piccolo mammifero da catturare….il volo dell’uccello si faceva sempre più concentrico e nervoso perché non avvistava traccia alcuna di preda…

La vegetazione, promiscua di alberi e nicchie di verde , nel suo movimentarsi, proponeva illusioni ottiche, dietro le quali, l’animale annaspava, per intravedere topi o ranocchi da sgranocchiare ….ma la fortuna, in quel particolare frangente non era dalla sua ….

Improvvisamente l’uccello ode uno scampanellio, seguito da un intenso bagliore di luce; intravede una donna bellissima, che gli fa  cenno di avvicinarsi a lei…

Con un tentennante volo il barbagianni si avvicina alla creatura, quasi eterea, la quale inizia ad elogiare la bellezza del pennuto e con voce dolcissima e suadente lo convince a farsi accarezzare da lei...non appena le candide mani della donna sfiorano le mobili membra del volatile, lo stesso viene imprigionato in una sfera fangosa, che lo immobilizza quasi, perché le sue ali restino impigliate nella melma fluida dell’involucro…

Nel frattempo la fata ha ripreso le sue vere sembianze, di perfido gnomo del bosco, che cattura begli esemplari di animali per imbalsamarli e farne una personale mostra nel suo pertugio malefico.

E’ uno dei piccoli barbagianni, non vedendo tornare il genitore nella tana, a spiccare un volo di perlustrazione, per rintracciare il padre che non torna…

L’aura del pulcino è scura mentre vola, ma si illuminerà di luce, non appena sarà sulle tracce dell’avo. E infatti, in prossimità d’un cespuglio, nei pressi del rifugio dello gnomo, il piccolo produce intorno a sé, un alone fosforescente, che indica la presenza d’una gran dose d’amore, talmente forte che prima scalfirà la sfera di fango, poi la scioglierà del tutto, facendo librare in volo il barbagianni imprigionato, liberando gli  animali  imbalsamati  e gettando in un baratro infinito lo gnomo perfido.

@Silvia De Angelis

 

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La festa mascherata

Michele e Luisa sono sposati da molti anni, e nonostante la buona volontà della donna di portare avanti il matrimonio, le liti accese sono all’ordine del giorno, amareggiando seriamente la vita in comune della coppia.

Si erano conosciuti giovanissimi, in discoteca, e l’attrazione fra loro, era nata subito, quindi dopo un periodo non breve, di frequentazione, avevano optato per un’unione seria, Michele è molto insofferente, la situazione con la compagna è divenuta insopportabile e, nella sua mente si fa sempre più forte il pensiero di sbarazzarsene, una volta per tutte.

Quella crudele idea s’instaura in modo ossessivo nel cuore dell’uomo, che vaglia tutte le possibilità esistenti, per attuare il suo drammatico piano.

Ed ecco presentarsi, a Carnevale, un’ottima occasione, da non lasciarsi  sfuggire,  per poter eliminare, definitivamente, una donna divenuta davvero insopportabile.

I vicini di casa hanno organizzato una festa mascherata, a cui sono stati invitati anche i nostri due protagonisti.

Michele per l’occasione indosserà il costume da Romeo, e la moglie, naturalmente da Giulietta.

L’uomo prega anche una cara amica (Gemma), di indossare la medesima maschera da Giulietta, così quando lui, per fare una sorpresa alla moglie, la inviterà ad una romantica cena fuori, tutti noteranno ancora la presenza di Luisa ( falsa Giulietta) alla festa, che poi lui riaccompagnerà a casa a tarda sera.

Tutto avviene secondo il piano di Michele… si allontana dall’evento  con la moglie, promettendole una dolce cena a due. Durante il percorso in macchina finge di fermarsi accidentalmente, soffocando la malcapitata, e poi nascondendola in un’oscura  una nicchia di verde, nei pressi di un lago

Dopo un paio d’ore Michele torna al party per riaccompagnare.  Gemma a casa.  Le racconta  di aver trascorso una bella sera con l’amata, che stanchissima  aveva preferito rincasare.

Qualche giorno dopo Gemma si reca nell’abitazione dei due coniugi per restituire un foulard a Luisa, ma Michele , colto di sorpresa, e molto imbarazzato, è costretto a parlare alla donna  della sparizione della moglie, e del fatto che dovrà sporgere denuncia, perché ormai è trascorso diverso tempo da quando ne ha perso completamente le tracce.

L’autorità giudiziaria inizia a fare le ricerche di Luisa, ma sembra non arrivare a capo di niente, per un bel po’ di tempo, finchè  una coppia, che si è recata a fare una gita nei pressi del lago, non fa una macabra

scoperta: trova il corpo di Luisa, incastrato  in un cespuglio  sulla sponda sud del lago.

 Michele, avvertito dalla polizia, del ritrovamento, dovrà fare il riconoscimento ufficiale della salma.

Da abile attore, in quel giorno, si mostra disperato e piangente, ma la sua recita avrà ben poca vita, perché Lucia, prima di morire, aveva tolto la fede nuziale al marito e la aveva inserita in una taschina del suo costume da Giulietta. Sull’anello erano state trovate le impronte digitali dell’uomo, che durante la breve colluttazione con la moglie, le aveva lasciate sull’anello, mentre lei lo stava sfilando.

@Silvia De Angelis

 

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A un caro amico scomparso

Sembra in  alcuni periodi della vita, sfoltirsi d’improvviso, il contorno delle persone che da sempre hanno orbitato nei nostri giorni. Il verificarsi di questi eventi, talvolta imprevedibili, altre conclusivi di situazioni dolorose trascinate da tempo, acuisce nella nostra coscienza l’entità di quegli irrisolvibili perché, radicati in noi, ai quali non riusciamo a dare risposta, né spiegazioni che abbiano un senso compiuto, secondo il nostro sensibile sentire.

Forse l’impostazione che, in linea di massima ci viene data, sin dai primi anni di vita, sul creato e sulla morte sarebbe pressoché inesatta, perché in realtà non  terrebbe minimamente conto del fatto che prima del meraviglioso dono esistenziale eravamo nulla e tornare ad essere nulla dovrebbe essere una manifestazione accettata con naturalezza; un passaggio obbligato dopo una meravigliosa sintesi d’esistenza che permetta di conoscere le fattezze della natura, la tecnologia dell’uomo e tante incredibili emozioni che trasformino continuamente le sensazioni dell’anima. Accettando, quindi, la diversità e la lunghezza di questo percorso, per ognuno di noi,  significherebbe essere dotati di misurata logica mentale, eppure il discorso risulta davvero arduo.

Infatti l’idea di non poter più godere della presenza e del calore di un individuo a noi caro  crea uno sconforto indicibile, complesso da  accettare e superare, e il desiderio di avere vicino la persona scomparsa  pare  ancor più tenace.

Eppure dopo un’assidua ripetizione  di questi dolorosi eventi la signora in nero sembrerebbe, apparentemente, lasciarci più indifferenti, nel suo alitare senza tregua su anime che si estinguono…come se il suo tracciato  facesse parte di un progetto prestabilito,  da portare avanti senza un attimo di respiro…quello ultimo di cui si appropria con ferocia, senza un tocco di ritegno per il volto che gela...

@Silvia De Angelis

 

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I social

Il mondo sembra allargarsi sempre di più, infatti ognuno di noi può “decantare” la propria opinione sui social. In questi contenitori variegati, ormai, leggiamo le notizie e i pareri più disparati, perché ogni individuo, si sente in dovere di scrivere il proprio pensiero, i propri crucci e soprattutto la propria critica, spesso acerba, rivolta ad altre persone.

Ci siamo abituati a leggere di tutto, su queste piattaforme virtuali, e non ci meravigliamo più, nel constatare che il livello culturale e sociale della collettività, molto spesso è di basso livello culturale, ed esageratamente portato alla contestazione su qualsiasi argomento della nostra vita.

La gente pensa che possa scrivere di tutto, anche mancando di rispetto al prossimo, e creando un notevole disagio a chi legge anche con delle notizie travisate, o riportate in modo del tutto scorretto.

Credo che il web, in genere, comodissimo per molte attività, anche lavorative, racchiuda in sé anche dei lati oscuri, che andrebbero controllati, anzi del tutto eliminati, per evitare che persone sotto falsi nomi, possano approfittare della libertà di scrivere, per danneggiare gli altri o per pubblicare notizie false e allarmanti, che tanto nuocciono alla comunità.

Purtroppo, invece di prendere in considerazione il lato positivo di una piattaforma web, alcuni personaggi ne fanno tappa di malessere e comunicazioni ingannevoli, senza rendersi conto che creano danno anche a sé stessi,  soprattutto nel modo acre, e nocivo, di mettersi in

cattiva luce.

Comunque sono sempre esistite persone corrette, e altre subdole e diseducate, che andrebbero sradicate dalla nostra società…..impresa ardua e quasi del tutto impossibile!

@Silvia De Angelis

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Fiducia

In questa era, in cui si avvicendano fatti incredibili e non sempre dal finale positivo, siamo tutti sospettosi e portati a non dare molta fiducia al nostro prossimo.
Molti anni fa la gente era più semplice e ben pensante, oggi per svariati motivi, tra cui anche la tecnologia veloce ed esasperante, è avvenuto un peggioramento mentale nelle persone, davvero preoccupante.
Poca educazione, cultura minima, crescente malessere interiore, e tanta insoddisfazione, tutti elementi che non contribuiscono, nel loro complesso, ad una buona crescita della personalità.
In  questa società turbolenta è difficile, muoversi con serenità, e trovare appigli positivi, cui far capo, con momenti di benessere.
Normalmente si cerca di frequentare persone di vecchia data, più affidabili, cercando di fare un’attenta analisi delle nuove conoscenze, per non trovarsi, poi, in situazioni ingarbugliate, che ci metterebbero, di sicuro, a disagio.
Sembrerebbe strano, ma anche le persone del condominio, in cui abitiamo  a volte sono inaffidabili, con i loro atteggiamenti subdoli, e incomprensibili, e soffermarsi a un veloce buongiorno sembrerebbe la cosa migliore da fare…
Comunque non fa bene allo spirito, essere sempre diffidenti, e guardinghi…..allora cerchiamo di affidarci anche al nostro istinto interiore, che, certamente, ci trasmetterà una sensazione positiva se
siamo nei pressi di una persona, che, almeno in parte, meriti la nostra fiducia….
@Silvia De Angelis

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Incidenti di percorso

Siamo tutti soggetti, nel corso della nostra vita, a degli incidenti, o infortuni, più o meno gravi, che in un determinato periodo, ci creano un senso di profondo disagio.

Questi spiacevoli episodi, a volte sono dovuti alla nostra distrazione, altre volte alla poca professionalità di un sanitario, per non parlare poi di qualche incontro davvero sfortunato, che ci avvicina a persone poco affidabili mentalmente.

Di certo non è cosa facile riuscire a risolvere, velocemente, il problema che ci coinvolge, ma con molta pazienza e razionalità, cose che non dovrebbero mai mancarci, riusciamo a venire a capo della situazione.

In quei periodi far capo a pensieri positivi è la cosa migliore, perché solo così, il nostro organismo non precipita in una situazione di stallo, o di forte malessere interiore, che di certo non aiutano a venir fuori dalla vicenda.

La distrazione, e l’allontanamento del fatto che ci assilla, sono ottime tecniche, per cercare di guardare avanti, e trovare degli stratagemmi momentanei, che portino la mente in una dimensione di tempo diversa, e anche un po’ fuori dalla realtà dell’attimo.

Credo esista una soluzione alla maggior parte delle tematiche di vita, e forse, nel tempo che va, si è più allenati, mentalmente,  a mantenere la calma, e a cercare soluzioni valide, che possano aiutare a trovare una forma di equilibrio interiore.

La vita è un insieme di eventi, non sempre semplici di affrontare, e ci permette, giorno per giorno, di crescere e di nutrire quella parte di esperienza acquisita, per farne un uso sempre migliore.

@Silvia De Angelis

 

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Apache

 

Si sono accampati in un vasto territorio del New Mexico, gli Apache, sperando che quella zona porti, alla loro tribù, del benessere e tanta stabilità.

Lì hanno avvistato varie mandrie di bisonti e hanno scorto, nelle acque dei fiumi ,lo sguazzare di numerosi salmoni, ottime prospettive, per una certezza d’esistenza, che duri nel tempo.

Queste popolazioni hanno delle tradizioni antichissime, che rispettano  rigorosamente, soprattutto per quanto concerne l’ideale religioso, incatenato a feticci, che sono la voce degli spiriti dei loro antenati, nonché l’affido a una persona speciale, chiamata sciamano, che cura i malesseri fisici e ricerca la stabilità mentale nell’individuo.

Kasa è una giovane donna attenta, ed appena giunta nella nuova terra inizia ,a costruire la capanna, detta wickiup, fatta di pali , foglie e canne incurvate; all’entrata metterà una coperta. E’ molto indaffarata per gestire al meglio la nuova situazione, e rendere confortevole l’abitacolo, per il proprio compagno Nosh.

Nosh è un abile guerriero, ha un fisico possente ed è uno dei candidati alla nuova elezione

del capo tribù.

La vita scorre normalmente nel villaggio, che ormai gli Apache gestiscono in modo disinvolto.

Purtroppo la siccità inizia a farsi sentire, sempre più precaria, nei giorni che passano.

Lo sciamano Sike indice allora la danza della pioggia, in cui, tutti in circolo, con degli involucri colorati in testa, e una maschera con strisce turchesi, dovranno lasciar ondeggiare i capelli  dietro il suono di flauti ,tubi e sonagli, per onorare gli spiriti e far gocciolare il cielo.

Kasa presente al rituale, non vede il suo compagno Nosh, e preoccupatissima, va a cercarlo.

Velocissima balza in sella al suo cavallo nero, e, a galoppo, sostenuto inizia la corsa nella prateria.

Si imbatte in una mandria di bufali, presa d’assalto da feroci lupi e, fatta rovinare a terra da un grosso esemplare di questi, perde i sensi.

La ragazza, intontita, si risveglia stupefatta presso una radiosa oasi, e sente una voce di sottofondo che le parla : “sono lo spirito Manitou e ti ho convocato qui per dirti che porterai in grembo il nuovo capo della collettività e Nosh avrà un altro importante compito da svolgere”.

Kasia non ha il tempo di replicare, quando si ritrova ancora a terra, soccorsa dal fratello Adahy, che avvolgendola in una coperta, la riporta alla wickiup, porgendole una bevanda calda e facendola stendere per riposare.

A tarda sera rientra anche Nosh e, sbalordito, narra alla moglie di quanto le sia successo poco prima della danza della pioggia.

Una forza incredibile lo ha trascinato in una oscura foresta e lì ha dovuto fare i voti e la promessa che sarebbe diventato  il nuovo sciamano.

I mesi passano e la coppia trascorre come sempre le giornate fra caccia, semine, costruzioni di cesti in vimini e riti magici atavici, propri della tribù.

Kasa è in attesa di un figlio, e la sua felicità è grandissima.

E’ nel giorno d’un temporale che Nosh mentre sta preparando le frecce, colorate col simbolo della tribù,  viene sfiorato da una luce fortissima che attraversa il suo corpo, rendendolo speciale e immune da qualsiasi evento doloroso che possa colpirlo.

Si avverano, nel tempo le profezie di Manitou, e quella popolazione si ingrandisce, e prospera, grazie anche allo sciamano Nosh, che riesce a estrapolare la forza interiore d’ogni individuo della comunità, rendendolo consapevole del grande valore dell’esistenza.

@Silvia De Angelis

 

 

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Quando piove

Quanto ci pesano quelle giornate di pioggia, che si presentano al nostro mattino, colmo di nuova energia per vivere intensamente la vita.
Eppure anche quelle nuvolosità, che tanto vorremmo lasciarci alle spalle, fanno in modo di trasmetterci una pacata malinconia interiore, che, il più delle volte ci riporta a trascorsi momenti di vita piuttosto
significativi.
Probabilmente la mancanza di luce tersa e di cielo azzurro, offuscato dal grigiore di nubi, influisce a rendere opachi i nostri pensieri, sempre alla ricerca di soluzioni dell’attimo, da prendere con una certa velocità e razionalità.
Infatti sembra incredibile, quanto il tenore di luce, dotato di notevole apertura, possa influenzare la nostra mente rendendola anche più pronta,  e prepositiva, nell’affrontare le varie problematiche
della giornata.
Il  senso di cupo, trasmesso da un  dì scarsamente assolato, sembra incupire anche la nostra mente, coinvolta in una girandola di osservazioni in continuo cambiamento, e decisioni da prendere,
con una forzata velocità, soprattutto rispetto all’andamento esistenziale di anni or sono.
Del resto la variabilità meteorologica rende diversissimo ogni nostro “scoccare di ore”, che assume una sintonia insolita a seconda dei colori della natura e della nostra quantità d’amore che in ogni attimo vibra in noi….
@Silvia De Angelis