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Raccolta di pensieri di Francesco Rossi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Barare.

Molti non sanno giocare; barano per vincere sempre.

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Consapevolezza.

La vedo come il cardine della cognizione, come il presupposto di un rapporto sereno che si alimenta di solidarietà tra gli esseri umani. Un valore aggiunto della scambievole conoscenza.Costa fatica la conoscenza e solo dopo aver faticato si comprende che l'arroganza degli ignoranti sta nelle verità convenienti.Non ci si può affidare ai moralisti e alla morale, sono schermi comodi per sbirciare sotto i tavoli e, consumare desideri per giustificarsi, se scoperti,giustificarsi con il classico:non sapevo. E' stancante dissertare sulle questioni quando il tutto viene filtrato per il proprio vantaggio.

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Paura

La paura provoca delle tentazioni, a volte irresistibili: una limitazione di libertà e una compressione di diritti già conquistati, una più ampia licenza di difesa armata, una centralizzazione e una verticalizzazione dei. poteri decisionali.

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Solidarietà

Solidarietà non è esclusivamente un principio cristiano di carità da praticare per una buona convivenza comune fra simili. Quando da quello umano ci si sposta a un contesto di Stati e di loro amministrazione, la solidarietà è un principio giuridico operativo che ha come principale scopo la salvaguardia di quelli che sono i diritti fondamentali della persona. Per chi volesse approfondire l’argomento, può leggere – e con profitto – il libro di Stefano Rodotà: Solidarietà. Un’utopia necessaria.

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Democrazia

Non si fanno conquiste di democrazia con antidemocrazia. Ogni vantaggio dato
a questa si volgerà contro la democrazia.

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Vita

La vita è una in ogni momento; tutto diviene e si trasforma. Il socialismo non è una rivelazione di Dio, è una lenta creazione degli uomini.

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Ogni uomo ha una sua sigla personale.

Ha un volto suo, un cuore suo. Respingo con decisione la visione determinista che sembra prendere campo in ampi settori della politica e della società civile nazionale e internazionale per cui ogni individuo non sarebbe altro che l’unità di un gregge. L’individuo che apprezzo è quello che non si fa influenzare dal sentire comune, quello che ha in dote la capacità non comune della sua originalità personale. Questo tipo di individuo, e se vogliamo parlare di collettività osiamo pure, “queste tipologie di individui reagiscono in maniera positiva alla tradizione, all'autonomia, alla classe sociale di appartenenza.

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Numero chiuso a medicina e, non solo.

A introdurre il numero chiuso per legge fu, nel 1987 tramite apposito decreto,
dell’allora Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ortensio Zecchino.
“ Governo Fanfani”.Questo genio nel 1988 fa parte del governo D’Alema come ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,succedendo a Luigi Berlinguer alla guida del dicastero (Berlinguer fu tuttavia confermato come ministro della pubblica istruzione).DA QUEL MOMENTO L’INIZIO DOLENTE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI!

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Intermezzo1

La paura si specchia nella tristezza. La gioia nel coraggio.

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Da un particolare punto di vista.

Il sole nell'erba è come un leone che a morsi si fa strada nella terra.

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Assolo di un pensiero non musicato.

Lei aprì la porta convinta della bontà; lui entrò, aprì la finestra, la gettò. Non era in ragione furono i commenti.La folla si ritirò.La macchia sull'asfalto restò ancora un bel pò!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’elemento.

Il fuoco è percepibile come rifugio del sacro; esaltazione ambiziosa del profano.
Per questo solo un bravo artista riesce a dipingerlo.

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Lettera aperta ai santificatori.

La mia storia frantumata e scolorita per il fuoco vivo dell'odio lascia oggi intravedere la ragione del mio vivere con essa.
Nel personalismo tendente a santificare nessun segno di comprensione per me è possibile.
L'edificazione ormai è ricoperta di polvere bianca e di questa polvere vi ciberete voi che santificate per restare immobili a adorare ben sapendo che nella storia dei Socialisti Italiani queste pratiche religiose non hanno mai avuto terreno fertile. Questo era uno dei tanti motivi, forse il più nobile che ci differenziava dai Comunisti Italiani.Io ho il ricordo di quel rosso dove il vecchio militante mi stupì per le sue passioni diventate pure le mie. Aderii nel 1972 restando fedele all'ideale fino al giono ahimè del scioglimento. Quindi, non sono tra i santificatori del 2020. E neppure perdono.

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Rinnovamento

Tra la speranza sparsa c'è sempre un fine che si rinnova.

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Particelle microscopiche

Aprì la finestra entrò la polvere quando la chiuse spuntò il sole.

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Insieme

Una nota musicale ride contenta di essere insieme alle altre.

 

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Per i dimenticati

Il 25 aprile è una festa di popolo. La festa di tutti quegli italiani che non sono rimasti a guardare. Quegli italiani che hanno rischiato la propria vita per la libertà.
L’Italia era sotto lo scacco nazista, ogni giorno c’erano esecuzioni. Dopo l’8 settembre, la guerra è contro tutti gli italiani, anche i civili sono coinvolti. E se non collaborano, saranno uccisi tutti, donne, vecchi e bambini.
La rivolta non poteva che dilagare. Grandi e piccoli eroi.
Le 4 giornate di Napoli (nel 43) avrebbero potuto esserci senza il coinvolgimento di tutta la città? I famosi scugnizzi che tiravano bombe a mano dalla cima dei palazzi. Studenti e professori insieme sulle barricate. Donne che portavano l’acqua e mordevano le mani ai soldati nazisti.
A Boves, in provincia di Cuneo l’11 settembre 1943 – tre giorni dopo l’armistizio – c’era già nei boschi un nucleo di soldati guidati da Ignazio Vian. Catturano due tedeschi. Il maggiore delle SS Peiper arriva in paese e minaccia ritorsioni. Si fanno avanti un industriale, Antonio Vassallo e il parroco don Giuseppe Bernardi , ai quali il maggiore delle SS promette di risparmiare i civili se i suoi uomini verranno liberati. I due mantengono la parola, e tornano con i prigionieri. Ma al nazista non basta. Carica i due su una camionetta e li porta in giro per il paese come monito.
Poi li brucia. Vivi.
Due eroi troppo spesso dimenticati. Non pago, l’ufficiale tedesco dà fuoco al paese e uccide 25 civili, inermi, incolpevoli.
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A Roma la resistenza silenziosa dei cittadini è dilagante.
Lo stesso governatore della città, “Stahel” dichiara con sarcasmo che metà della popolazione vive nelle case dell’altra metà.
Sono le donne in prima battuta a nascondere non solo i loro uomini,
ma anche i primi inviati degli alleati, i renitenti alla leva,
i partigiani.
Trasmettono messaggi, cercano il cibo per i clandestini, curano i primi feriti. I ragazzini si infilano ovunque. Portano notizie e nascondono bombe a mano.
Come non ricordare i “pischelli” del film di Rossellini “Roma città aperta”?
C’è un quartiere nella capitale, dove per estirpare la resistenza i nazisti ricorrono ad un vero e proprio rastrellamento e si portano via quasi mille uomini. È il “Quadraro”, sud est della città. A Roma si diceva che quando uno voleva sparire si rifugiava o in Vaticano o al Quadraro. E li non lo trovava nessuno. I nazifascisti lo chiamavano “il nido di vespe”. Tutti, ma proprio tutti gli abitanti del quartiere in quegli anni maledetti hanno collaborato a mantenere una rete clandestina fittissima. Formata da realtà locali intrecciate fra loro non solo per idee politiche o religiose, ma soprattutto da legami familiari e territoriali forti.
Persino i nobili si sono mobilitati. Gli Afan de Rivera – aristocratici spagnoli naturalizzati a Roma – hanno tutt'ora un palazzo nelle adiacenze del ghetto. Il marchese Achille , fascista della prima ora, durante il rastrellamento degli ebrei , ne nascose a decine nelle soffitte e nelle cantine e, quando seppe che i nazifascisti stavano per perquisire il palazzo, si presentò con la divisa della milizia, sbraitando che fino a che lui era in vita nessuno poteva entrare nel suo palazzo senza il suo consenso. I nazi se ne andarono e alla famiglia Afan de Rivera è stato dato il riconoscimento di “giusti tra le nazioni “.
Si potrebbe continuare a lungo. Raccontare di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli.
Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo
“vi accompagno io davanti al Signore” o di don Pappagallo, il sacerdote che nascondeva partigiani e che fu tra le vittime delle Fosse ardeatine ; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché “le nostre montagne sono nostre”; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare
gli ostaggi ; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi – il papà di Don Camillo e Peppone – restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani.
Dei ferrovieri che raccoglievano i biglietti dei deportati , col rischio di essere deportati anche loro. Di casellanti che tenevano chiuse (o cercavano di tenere) più che potevano le sbarre dei passaggi a livello per aiutare le azioni partigiane.
Di maestre che facevano cantare a squarciagola gli alunni per coprire il suono di radio Londra o i rumori del partigiano nascosto in soffitta. E tanti, tanti ancora.
Dimenticati, sottaciuti, sottovalutati. Eroi anche solo per un giorno, che per amore o per odio, non sapendolo neppure, hanno fatto la storia.

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Frammenti 1

L’universo accelera il moto
e, sulla terra si disegna pure il pianto.
L’affanno scoraggia il respiro
che il vento rianima.

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Miracolo

Sarà ovvio ma vale la pena di fare una breve ricerca sulla parola “ miracolo” dal latino “ miraculum”. Scopro che in teologia è definito un evento straordinario. Bene.
Io appartengo a una corrente di pensiero non dottrinale in nessun senso quindi penso, di essere abbastanza razionalista. Mi piace la ricerca e visionare documenti antichi.
Ho scoperto che nella biblioteca universitaria di Bologna, un documento mss 1239 che
dall’ anno 1362 va al 1407; si legge: “1384 del mese d’ aprile fra Iacomo rettore della chiesa di Sasso Negro con il suo sangue macchiò un’ ostia”.
Il risultato fu che guadagnarono molti soldi.
Ovviamente il frate sentenziava che era sangue di Gesù Cristo.
Le autorità vollero che si sapesse la verità. Pensate a come le autorità dell’epoca, ritenessero il fatto doloso e il frate fu posto in una gabbia e condannato a perpetuo carcere.
Per chi non sapesse che cosa voleva dire allora essere messo in una gabbia: ferri ai piedi e incatenato. Punizione esemplare per chi con naturalezza rende le persone schiave della credulità e incamera soldi sonanti.
Forse questo trattamento si potrebbe riservare ai nostri giorni agli imbonitori di turno presenti via etere e non.
Pensare che molte persone si affidino ai tarocchi per sapere il loro futuro e mettere i propri problemi nelle mani di sconosciuti che senza il mezzo televisivo non sarebbero in grado di guadagnarsi un tozzo di pane.
E’ la disperazione, la solitudine, il non aprire la mente attraverso la lettura, stare davanti allo schermo televisivo e assuefarsi alle parole create ad arte che permette a questi impostori non solo di rubare i soldi ma, le più intime sensibilità.
A proposito d’ intime sensibilità, soffermiamoci sull’ aspetto dei miracoli: non prendiamo in considerazione nessun posto in particolare, tanti sarebbero da elencare i posti dove sono avvenute apparizioni o presunte guarigioni miracolose.
Non c’è posto in Europa, dove, non si conservi una Madonna miracolosa che ha pianto, sanguinato o sudato, secondo la bontà del veggente di turno o dell’autorità ecclesiastica. Eppure in Italia il miracolo si rinnova ed è celebrato solennemente; il sangue di san Gennaro per dirne una su tutte.
Mi diranno quelli che hanno un alto concetto della morale: “ Si fa presto a ridacchiare dei miracoli”; ma per mio conto fin quando su questa terra ci sarà della scaltrezza condita con la malizia, dei miracoli ce ne saranno sempre.
Pensate alla compravendita dell’acqua miracolosa che guarisce tutte le malattie e fa una concorrenza terribile al viagra. Pare che sia più a buon mercato che la pastiglia blu. Fortunatamente dico io non tutti ci credono a queste proprietà miracolose e taumaturghe.
Se n’è reso conto, pure chi ha una particolare predisposizione per questo tipo di cura cattolica. Tutto accade un po’ di tempo fa quando in un luogo, dove le guarigioni avvengono con periodicità quasi metodica, si verificò uno stranissimo caso di risanamento fisico di una persona affetta da grave malattia che era stata immersa nella fonte miracolosa.
Divagazione: non vi pare casuale o strano che quasi tutte le apparizioni avvengano nelle vicinanze delle fontane? Lasciamo pure questa impressione che del resto rimane assolutamente personale e ritorniamo a bomba al fatto straordinario che ha del miracoloso.
La reazione fu di un evento e come tale la massima autorità ecclesiale andava avvertita, in questo caso il vescovo responsabile della diocesi.
I fabbricieri che gestivano le finanze della parrocchia decisero di correre ad avvisare il vescovo perché verificasse di persona quello che ormai era definito da molti un vero miracolo.
Il vescovo non fu trovato. Era al mare.
Sicuramente sarò giudicato irrispettoso ma non posso fare a meno di domandarmi il perché di un prelato che ha nella sua diocesi acqua dotata di effetti taumaturgici vada a tuffarsi al mare. Questo rimane uno scritto, un esercizio di scrittura, uno sfogo che non vuole assolutamente privare a chi sente la necessità di una manifestazione miracolosa il bisogno di crederci.
Del resto per le persone che credono nei miracoli il sangue di san Gennaro per esempio bolle sempre e la cura delle acque miracolose rimette in posizione eretta, pure i gobbi nonostante i prelati preferiscono notevolmente l’ acqua salata del mare.