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Raccolta di pensieri di Nina Della Santa
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Fuori

 

Fuori dalle convenzioni

ci si perde

quando un mucchio di anime

anche a tavola

gestisce i propri interessi

Mescolati alle moltitudini

quale singolare libertà

Nel tenere alta la testa

piuttosto che soccombere

allo svago

di schermi sempre accesi

Nello scambio di sguardi fugaci

con chi arriva

fino all’ultima fermata

Fuori dalle regole

ci si perde

la spinta evolutiva

i rituali tribali

i minuetti del ceto medio

Chissà come arriverò ai 65

cambiando sempre binario

serrando le imposte

senza affondare radici

ma soprattutto

senza fondo pensione?

*

Il miglior piano possibile

Penso razionalmente
Vivo disordinatamente 
Per dimostrare che posso 
Che ho cura
di quello che sento

Che ascolto

quel che vado dicendo 
Per essere libera 
di divagare, perdermi

di continuare a camminare

sul filo sottile dell'equilibrio

Fosse stato deciso a tavolino 
Sarebbe stato sicuramente

il miglior piano possibile 

 

*

Ci si ritrova

Ci si ritrova nei fatti

nelle risate che ti stringono la pancia

Tra le piccole schermaglie

che ti costringono a chiudere il cerchio

a marcare il territorio

Nelle dimostrazioni di equilibrio

su un confine invisibile

ché anche se cadi non so cosa importi

ma rimani in bilico

sulla vertigine di un filo logico

d’oro

come il tempo che resta

come scegliere

come tacere

L’assenza di comportamento

regna

sui sensi dei più

Presenti a se stessi

in pochi

si lasciano realmente trasportare

*

Concittadino

dall’alto della tua collina

arido cumulo

di terra ammucchiata

la vanga appena poggiata al muro

senza riposo

già blateri e insulti

fiero di un feudo

a pochi metri sul livello del mare

cambi faccia coi tuoi cani

per farti difendere

e non restare da solo

appendi a un filo i tuoi ninnoli

specchietti per le allodole

terrore dei passeri

ripulisci la casa, l’immagine

e imbratti la pelle

ma quel che è peggio

quando torni calmo

dispensi perle

 

potessero restare al sicuro

nelle loro ostriche

quanto più preziose riuscirebbero

trovate per caso!

*

Non cercarmi

Non cercarmi

fra i ritagli

di un venerdì pomeriggio

Non aspettarmi

al varco

di un telefono futuristico

-anche se è vecchio

è lo stesso,

riesco sempre a non rispondere

Non solo

ti svelo un segreto:

trattiene molto

la mia mente cache

ma è il sistema involontario

a decidere

sull’onda delle sensazioni

delle reminiscenze, dei desideri

e al seguito delle fasi lunari

Sono quindi poche le speranze

di tenermi ancorata

ai ritmi forsennati

del criceto che gira la ruota

Fammi i conti in tasca

Aspettati qualcosa

Legami al calendario gregoriano

Ma alla prossima luna piena

non sorprenderti

se entro in casa

e sbrano i tuoi cuccioli

Non sarò esattamente

nel pieno possesso

delle mie facoltà

*

Id

madre forza

padre ricordi

sacrifici di una vita

per un avvenire sereno

orizzonti sfumati

le speranze riposte

oggi mutate

in questa precarietà

che non si poteva prevedere

ma che tengo stretta

che non mi sazia

che non mi invecchia

che mi tiene accesa ancora un po’

prima di addormentarmi

che mi mette sugli occhi una benda

e mi dice: scegli!

che mi leva i pesi dalle tasche

e mi chiede: è davvero quello che vuoi?

che mi costringe a capire

a tagliare rami

ad avere nemici

 

ma non ho padroni

sento tutti i sapori

seguo le stagioni e gli umori

la luna e l’oroscopo

viaggio anche quando non posso

e non penso al futuro

ma ai luoghi esplorati

a verdi forre

prima solo vagheggiate

alle pazzie

ai ritorni

a immagini così affollate

da cancellare i ricordi