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Raccolta di poesie di Annamaria Invernizzi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Generero’ col cuore

Notte,

nel tuo buio, 

sul mio giaciglio, 

profumo di incenso mi circonda.

Una luce fioca

come una candela consumata dal tempo

illumina la mia speranza.

Dio, ultima spiaggia, rispondimi!!!

Una spada invisibile all'occhio

mi perfora fino al polmone:

urlo di dolore! 

Ecco il segno! 

La luce fioca si spegne. 

Lampo nella mia carne, 

presagio ancora di Morte nel mio ventre. 

Fiat voluntas tua! 

La pace pervade il mio animo, 

luogo di nera angoscia 

e di grigia tristezza:

"Genererò col cuore!" 

Essenza mista di fiori delicati

ritrovati,

abbondanza di cesti di frutta di cui nutritmi

inebrerianno la mia esistenza. 

La mia sorte è caduta su luoghi deliziosi, 

la mia eredità è magnifica. 

Solo nella tua volontà è la nostra pace. 

 

 

 

 

*

Il volto di Dio

Il nostro corpo lentamente si consuma, 

diventa polvere 

che vola via come una brezza soave, 

Dio, che col suo alito ci ha dato Vita. 

L'anima che nutre il corpo

nasce nuda 

e mai si spegne... 

Il cuore è anima, 

amore e dolore insieme. 

Gesù, offrendosi alla Croce, 

sprigiono' una forza mai esistita.

Dal suo cuore trafitto sgorgarono

sorgenti di Salvezza e di Vita Nuova per noi.

Quando i nostri corpi scompariranno... 

saremo solo Amore. 

Dio in noi,

noi in Dio!

Tutti uniti in Lui!

In quella terra nuova, promessa, 

avremo un corpo glorioso. 

Di questa Vita ci è stato dato solo l'annuncio

ma è ancora tutto Mistero per noi e... 

quando l'angelo suonerà la tromba,

tutto il Creato risorgera'

e si manifesterà il Volto di Dio:

la Misericordia! 

*

Il giardino nuziale fiorito

La mia speranza, il mio gaudio, amore mio,

é cominciare a ricostruire questo giardino nuziale 

dove i nostri corpi possano rilassarsi ancora,

l'uno accanto all'altro, 

abbracciarsi stretti

in tenerissimi, puri amplessi, 

lontani dal passato 

che ha macchiato il candore della neve.

Trovo in te, o mio amato,

un amore puro, delicato e incontaminato,

rose bianche senza spine, 

unico nutrimento del tuo sentimento per me. 

Ahimè, la tua sposa, invece, 

ha trafitto più volte la Sacra Fiamma che ci unisce

con l'aculeo nero della morte.

Ambisco verso l'alba di un nuovo giorno

per ricominciare e, se cadro', 

mi rialzero' con maggior fiducia.

Voglio perder me stessa per te.

Sarà una perdita feconda e

voglio seguir questo sentiero

con lo sguardo verso il futuro. 

In questo giardino coltivato per Amore

sbocceranno altri fiori, di variegati colori 

che ci allieteranno con sentimenti d'amicizia e fraternità

e il profumo delizioso di quella pace, 

costruita attimo dopo attimo, 

farà di questo giardino una gioia per tutti. 

*

Ciņ che conta

I bimbi possiedono la purezza dell’anima come la poesia possiede la pura essenza di tutto ciò che esiste

*

Tutto mi parla di Dio

Tutto mi parla di Dio!

Il mondo è bello perché è vario!

Che noia se ci fossero solo rose

tutte bianche e pure!

Ci sono le colline, le valli, le montagne, 

l'acqua tranquilla e quella burrascosa,

come siamo noi nella diversità 

delle emozioni che proviamo...

che viviamo !

Tutto parla di Dio!

Chi sa scrivere un bel componimento,

chi una bella melodia...

Insieme faranno una canzone di successo!

Ci si è mai chiesti perché sì parla

dell'amore nelle canzoni?

E le canzoni straniere 

sono preghiere in lingue. 

Tutti pregano perché pregare 

è vero pregare

se in spirito e verità! 

Dio ci ha redenti tutti 

e ogni vita non è vana! 

*

Il frutto della perseveranza

Per comprendere ciò che dona la sofferenza

bisogna uscirne un po' 

per poter osservare ciò che ha prodotto. 

Il frutto sarà in proporzione al soffrire 

*

Il volo delle rondini

Il cielo biancastro

di luce ferma,statica,assente,

parla di deserto.

Non vi sono più le rondini 

ad animarlo col loro volo, 

a darci vita con la loro armonia vitale. 

Tutto sembra povero,disanimato,bloccato:

è un giorno come tanti,

ma diverso. 

E' la primavera della pandemia:

la vita è morta.

Il creato non ha più espressione:

privo di luce,il cielo non ha senso,

non ha più sfumature colorate,

perde di significato la sua essenza, 

il suo fine. 

Senza la vita che è dentro di noi 

anche il creato non ha vita. 

Tutto è fermo 

come noi.