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Raccolta di poesie di Salvatore Armando Santoro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Frenesie

Potrebbe essere un'illustrazione 

 

Sei entrata nel mio cuore e più non esci

ti scaccio, ti trascuro e poi ti cerco

a volte mi fai schifo, sei uno sterco,

ma in mare poi galleggi come i pesci.

 

Guizzi gioiosa e l’anima colori

riporti in vita la mia giovinezza

risvegli nel mio cuore la gaiezza

di notti insonni ricche dei tuoi odori.

 

Pelle sudata, orgasmi e la mania,

quel godere selvaggio che m’hai dato

invano penso averlo cancellato

ma galleggia, lo sogno alla follia.

 

Mi manchi, ricordo quei bei giorni,

ed anche se m’ hai dato sofferenza

a volte non riesco a stare senza

solo a pensarti ancor piacere sforni.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 26.6.2022 – 15:12)

 

La foto del dipinto è di Anna Redaelli di Arcore (g.c.)

 

 

*

Ragazza in motoretta

 
T’ho visto in motoretta
tranquillamente andare
marcia ho cambiato in fretta
per starti a pedinare.
 
Al cuor provai una stretta
m’ha fatto emozionare
era una giovinetta
m’ha fatto risognare.
 
Corsi con il pensiero
ai giorni dell’incanto
adesso ho il cuore nero
 
in gola un groppo e un pianto
il mio fu amore vero
in versi ancor lo canto.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 24.06.2022 – 00:33)
 
- Sonetto di settenari
 

*

La rondinella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E sto ascoltando ancor “La Rondinella”

mentre Ristola annega tra i tramonti

e quando il sol s’abbuia in mezzo ai monti

ricordo mi chiamavi “Dolce stella”.

 

E allor fioriva già l’acetosella

frusciava al Ciolo il mare sotto i ponti

l’onda batteva e non faceva sconti

accompagnava il suon di tarantella.

 

E t’ho perduta e non ho fatto nulla

per trattenerti mentre andavi via

or la passione dentro il cuor maciulla

 

e la condisce con la nostalgia

l’amor finisce poi per un nonnulla

se in cuor muore passione e fantasia.

 

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 31.3.2018 – 17,17)

 

- Sonetto

 

La canzone è tratta dal portale:

https://www.youtube.com/watch?v=0iPLmnmfGqU

 

*

Le vie del destino




A volte inseguo i sogni di bambino
ammucchiati al muretto che resiste
tutti maschietti con calzoni corti
coi nostri cani adesso tutti morti.

E c’eri pure tu, ancor bambina,
col vestitino lacero e consunto
con i ginocchi scorticati e rossi
le mani unte ed i capelli smossi.

E guardavamo le tue mutandine
quando scaltra per terra ti sedevi
e la malizia già allignava un petto
ch’era appuntito quasi per dispetto.

La malizia, figlia del peccato,
che accarezzava anche le preghiere
che, ripeteva spesso il confessore,
gradita non fosse al Creatore.

Ancor ci penso a quelle notti insonni
a quelle prime nostre frenesie
ai giochi audaci al buio dove spesso
si sproloquiava sempre intorno al sesso.

A caso ci abbracciò dopo il destino,
che getta l’amo con appesa l’esca,
chi lì rimase e chi partì lontano
chi il dialetto cambiò con l’italiano.

Ora a volte ritorno in quella strada
e in mente mi ritorni ancor Maria
rivedo foto antiche e cartoline
e quelle tue indecenti mutandine.

Mi chiedo allor che fine anche tu hai fatto
se fosti sposa pudica e felice
se la tua vita fu poi retta o sana
o persa su una strada americana.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 15.12.2021 – 1:58)

 

La foto “Il muretto” di Via Cupola a Reggio Calabria è di Franco Poner (g.c.)

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La lingua batte dove il dente duole

All’ombra dei castagni sto leggendo
nel meriggio che l’afa smorza il fiume
e un venticello sparge pigro il suono
di mosche svolazzanti come piume.
 
Giro lo sguardo, l’occhio si ristora
tra questo verde e qualche panca rotta
due cani neri ruzzano tra l’erba
il più piccino col più grosso lotta.
 
Quello grosso di corsa s’avvicina,
m’annusa, da un leccotto e salta addosso
(non so perché attiro sempre i cani)
eppure non gli porgo manco un osso.
 
Forse è l’afa del giorno, il mio sudore?
Forse trasmetto qualche simpatia?
Ci rido sopra e penso a qualche amore
che ogni tanto arriva e poi va via.
 
Anche l’ultimo ha avuto vita breve
s’è acceso ma è durato solo un poco
forse non uso legna stagionata
con quella verde dura poco il fuoco.
 
Anche il cane se n’è scappato via
a rotolarsi insieme all’altro al sole
ed io a pensare ad una in Romania,
“la lingua batte dove il dente duole”.
 
Che strana coincidenza col volume
che avevo ritrovato l’altro ieri
che stavo con pigrizia sfogliazzando
del duo De Mauro e Andrea Camilleri.
 
Salvatore Armando Santoro
(Donnas 15.06.2021 – 1:21)
 
 
 

*

Erano i giorni dell’innocenza


Nella foto: Io e mia sorella a Melicucco (RC) nel 1942

Erano i giorni dell’innocenza
vuoto il piatto e la credenza
e si rideva per un nonnulla
la casa spoglia d’arredo brulla.

Erano i giorni del freddo in casa
con la tavola tabula rasa
castagne secche, patate lesse
adesso chiedo come si resse.

Erano i giorni con gli invasori
a ruota anche i liberatori
finì la guerra non il patire
ma si rideva senza finire.

Erano i giorni dell’innocenza
ora non posso più stare senza
la fame era tanta ed abbondava
ma il sorriso non ci mancava.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 30.12.2021 – 2:25)
 

*

Nella notte

Fotografati i primi istanti di vita di una stella: ecco il vagito  dell'astro nascente
 
Avverto nella notte una chiamata
il cellulare squilla intermittente
è lei che chiama o forse l’ho sognata
mi sveglio, ma poi il segnale è assente.

Lo squillo m’ha sciupato la nottata
mi giro sul cuscino ma la mente
me la presenta ancora scapigliata
rincorro il sonno adesso inutilmente.

E allora mi siedo alla tastiera
provando a scribacchiare qualche verso
me la ricordo giovane qual’era

l’amor per strada tutto quanto ho perso,
si è spento il sole ed è scesa la sera
ma lei risplende in mezzo a un cielo terso.

Salvatore Armando Santoro
(Donnas 9.5.2022 – 2:51)

- Sonetto
 
 

*

Un bene così grande

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un bene così grande a chi l’ho dato?

Lo so, tu la risposta già la sai,

un giorno ad una donna lo donai,

pensavo d’esser nato fortunato.

 

Meglio sarebbe ch’io non fossi nato

mi son trovato immerso in mille guai

a dare amore non si sbaglia mai

ma sempre a chi l’apprezza va donato.

 

Ma a chi l’ho dato in fondo tanto amore?

Ad una donna avvezza ai tradimenti

o all’ultima leale nel donarlo

 

che preferì in silenzio ricambiarlo?

La prima lo disperse ai quattro venti

l’altra, per non ferir, nascose in cuore.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 08.03.2022 . 15:42)

 

- Sonetto

 

 

 

*

Sognando la pace

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fuggo da tutto, inseguo solo i sogni,

per questo me ne sto tra le coperte

m’avvolgo tutto e prendo anche un calmante

voglio dormire

da questo mondo strano via fuggire.

 

Ma il sonno tarda e onirici pensieri

volano nel buio della stanza:

a volte il sonno arriva

ma mi propone scene stravaganti

immagini di donne e vecchie amanti.

 

Mi rigiro nel letto, cambio posizione,

quasi a cancellar dalla lavagna

l’errore che ho tracciato col gessetto

spolvero ma non serve a niente

m’impolvero le mani inutilmente.

 

E quella polvere solleva i rei fantasmi

che vagano incostanti nella mente

ma almeno m’addolciscono i pensieri

riportano un amore un po’ indecente

e a volte m’addormento dolcemente.

 

Vorrei dormire, godere quei miei sogni

che mi portano in un mondo surreale

ma avverto sorda nel sonno una esplosione,

penso ad una donna che avuto un po’ vicina

e a una bomba che esplode in Ucraina.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 07.02.20232 – 10:31)

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2022/02/27/ucraina-donna-originaria-crimea-sotto-arcobaleno-sogna-pace_8ecbb99f-3ba0-4966-8358-edcdb9fdab64.html

 

*

Un vetro trasparente

Chi romperà quel vetro, chi lo romperà?
So che il mio cuore ha perso il suo vigore
i battiti sono oggi irregolari
troppa fatica ha fatto
ha faticato solo a dare amore.

E ci ha creduto
e tutti ha poi abbracciato
guarda negli occhi e legge anche i pensieri
non guarda se son gialli o se son neri
regala a tutti sempre un bel sorriso
anche se nel suo petto
nasconde spesso il pianto e non il riso.

Non conosce il rancore,
la stizza sì,
ma per un sol momento
perché poi tutto scorda ed ama ancora,
amor produce ed amor regala
per darlo le montagne a volte scala.

Odia la presunzione e l’ingordigia,
come formica
solo poche risorse lui trasporta in tana
ma non per sé
la vita da lui or s’allontana.

Ma è felice di esser previdente
e di pensare al bene altrui,
altro non interessa,
altro non sente,
con se lui sa non porterà mai niente.

Salvatore Armando Santoro
(Donnas 14.04.2022 – 14:01)

Nella foto Tisbe (di John William Waterhouse, 1909) ascolta le parole di Piramo dall’altra parte del muro (da le Metamorfosi di Ovidio).


*

Non fate pettegolezzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando sarò in un letto d’ospedale

con la flebo infilata dentro un braccio

nel dormiveglia, tra chi starà più male,

ti inseguirò sfilando in motoretta.

 

Sarò impotente, non potrò volare,

come volavo nei miei giorni andati

ma i sogni miei nessun potrà rubarmi

quelli li ho tutti in cuore conservati.

 

E scorreranno là, nella mia mente,

inutilmente al letto mi han legato

su quel Vereto in mezzo all’uliveto

io sto correndo libero sul prato.

 

E guarderò dall’alto la pianura,

le case bianche e i mandorli fioriti

che tutto coloravano il sentiero

che a primavera allora mi hai spediti.

 

Ricorderò le fughe nella notte

la pioggia che scrosciava e la tempesta

ed anche se m’affogherà il dolore

a te io penserò vestita a festa.

 

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 23.3.2022 – 15:53)

 

Nella foto: l’appunto che Cesare Pavese lasciò sul comodino dell’albergo torinese dove si è suicidato.

 

 

 

 

 

*

Sognando la pace

SOGNANDO LA PACE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fuggo da tutto, inseguo solo i sogni,

per questo me ne sto tra le coperte

m’avvolgo tutto e prendo anche un calmante

voglio dormire

da questo mondo strano via fuggire.

 

Ma il sonno tarda e onirici pensieri

volano nel buio della stanza:

a volte il sonno arriva

ma mi propone scene stravaganti

immagini di donne e vecchie amanti.

 

Mi rigiro nel letto, cambio posizione,

quasi a cancellar dalla lavagna

l’errore che ho tracciato col gessetto

spolvero ma non serve a niente

m’impolvero le mani inutilmente.

 

E quella polvere solleva i rei fantasmi

che vagano incostanti nella mente

ma almeno m’addolciscono i pensieri

riportano un amore un po’ indecente

e a volte m’addormento dolcemente.

 

Vorrei dormire, godere quei miei sogni

che mi portano in un mondo surreale

ma avverto sorda nel sonno una esplosione,

penso ad una donna che avuto un po’ vicina

e a una bomba che esplode in Ucraina.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 07.02.20232 – 10:31)

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2022/02/27/ucraina-donna-originaria-crimea-sotto-arcobaleno-sogna-pace_8ecbb99f-3ba0-4966-8358-edcdb9fdab64.html

 

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Sotto le coperte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con te abbracciato tra le coperte

guardar la pioggia cadere sui tetti

picchiare lenta sugli embricini

sentir tubare i colombi vicini.

 

Con te sognando mondi infiniti

con le tue mani alle mie strette

e sognar di tornare bambini

tra il fumo acre che va dai camini.

 

Guardarti mentre lieta sorridi

sciogliere lieve la nera treccia

i tuoi capelli accarezzare

sul petto farli poi scivolare.

 

Chiudere gli occhi, provare a sognare,

ed è così che nascono i versi

se un verso muore il bene va via

uccidi l’amore e la poesia.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 11.2.2022 – 11:12)

 

La foto è tratta dal blog:

https://elisaedintorniblog.files.wordpress.com/2016/08/pioggia-1.jpg?resize=200%2C200

 

 

 

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Nulla marcisce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niente marcisce ma tutto cambia forma

quello che resta è solo estrema traccia

di quello ch’era un semplice virgulto

di un seme che aveva messo le radici

e succhiava nel terreno il nutrimento

per resistere fuori al freddo e al vento.

 

Quel semplice virgulto rami ha messo

tronco robusto col tempo è diventato

voli di uccelli e nidi ha in se ospitato

dalle intemperie i piccoli protetto

rifugio è stato con foglie come tetto.

 

E poi il tempo passa, passa il tempo,

l’usura scioglie i rami, logora le foglie,

e perde forza anche la radice,

più non succhia la linfa dalla terra

perde vigore il tronco, indebolisce,

e dopo lentamente deperisce.

 

Legna per chi la coglie poi fornisce

in fuoco ardente si trasforma

calore in casa allor distribuisce,

cenere bianca nel camino rende

sparsa nel campo al sole poi risplende

la pioggia la trasformerà in concime

di verde colorerà poi piani e cime.

 

 

E il tronco ancor non muore:

si colora di muschi e di licheni,

ospiterà formiche o calabroni,

sede sarà di splendidi porcini

vita regalerà a chi l’apprezza

a chi seduto a terra alla sua sponda

nuove passioni nel suo petto imprime

che un poeta trasformerà in versi e rime.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 15.02.2022 – 23:12)

 

La foto è di Carnelo Salvaggio ed è tratta dalla pagina FB “Anima di Vento I am in the wind”.

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Andare lontano

Andare lontano
ma restare attaccato alle radici
provi a fuggire
ma dove fuggi se l’albero rimane
espande i rami
e corre verso il cielo
dove adesso con nostalgia ti spingi
e poi t’attacchi ai sogni
scavi tra i tuoi ricordi
ed una lacrima ormai più non trattieni
che in silenzio dentro gli occhi spunta
scorre e accarezza il viso
ti crea un rimpianto
ma nascere ti fa anche un sorriso.

Ma è un riso amaro che ti porti dietro
tu lo reprimi ma non lo nascondi
il tempo passa ma restano i ricordi
maturano come il mosto fa nel tino
che ti regala poi a suo tempo il vino
sorseggi e gusti ma ha un sapore amaro
come il rimpianto che ristagna in cuore
d’un bene perso e che tu hai sprecato
di qualcosa che avevi e via hai buttato.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 8.2.2022 – 10,58)

Nella mia foto: Alberi invernali lungo il Viale Italia a Follonica.

 

 

 

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Bastardi

Non voglio turbare i tuoi pensieri
ne rubarti le notti
neppure vorrei che mi dicesti:
“Hai vinto tu bastardo,
brucia la fiamma
ed ora anch’io ti amo”.
 
So che per me precaria è questa vita
corto il tragitto che mi porta in vetta
il tempo passa, o Dio, se passa in fretta
e tu vai ancora agile e spedita.
 
E non voglio che a me tu troppo pensi,
so che è un tormento,
ci sono già passato tante volte
e mi diresti ancor:
“Bastardo lo sapevi,
perché tal fuoco in corpo mi accendesti”?
 
Vivo di sogni, a volte creo ad arte,
son come un pescatore su una barca
che per pescare amore all’alba parte
ma arriva una tempesta ed acqua imbarca.
 
E’ lui che spesso crea quella tempesta,
gioca con le emozioni,
ma poi trasmette ad altri la passione
giustificando chi con un sorriso:
“Bastardo mille volte” - poi gli dice -
ma gli regala un bacio sul suo viso.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 17.12.2021 – 16:49)
 
La foto è tratta dal portale:
 
Potrebbe essere un contenuto artistico raffigurante una o più persone
 
 
 
 
 
 

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Emozioni dormienti

Ti toglierò il cappuccio dalla testa
e il collo scoprirò alle mie carezze
per me sarà come un bel dì di festa
se mi dirai di scioglierti le trecce.
 
Le mani lisceranno la tua pelle
per non sentirti dire mi fai male
e succhierò goloso le mammelle
dolce sarò ma anche un po' immorale.
 
Risvegliar proverò i tuoi sensi spenti
per trasmetterti un poco di calore
e veglierò fin quando ti addormenti
lieve ascoltando i battiti del cuore.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 16.12.2021 - 22:59)
 
 
https://www.stilearte.it/munch-al-mare-con-vampirella/
 
a munch il bacio
 
 
 
 

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Dissonanze sensitive

Non puoi inventar l’amor se non ce l’hai
neppur gustarlo a fondo non potrai
se non l’assaggi dimmi come fai
a dire:”È buono?”, mai tu lo saprai.
 
Io l’ho gustato già diverse volte
rose fiorite sui rosai ho raccolte
rose ho donato a tante donne stolte
tra zolle inaridite le ho sepolte.
 
M’hanno travolto spesso le emozioni
e poco accorto fui alle tentazioni
più volte in mano presi dei tizzoni
ma a nulla son servite le lezioni.
 
Non m’accorgo del tempo che va via
vince a questa mia età la nostalgia
l’età camuffo dietro una bugia
celo anche il referto di cardiologia.
 
Ma io vivo così, anzi rinasco,
cerco la libertà come un fuggiasco
ma dopo a volte dentro ai rovi casco
poi m’addolora d’aver fatto fiasco.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 8.12.2021 – 21:54)
 
La scultura in legno è del mio amico Pino Bettoni di Perloz (Aosta).