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Raccolta di poesie di Salvatore Armando Santoro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Bastardi

Non voglio turbare i tuoi pensieri
ne rubarti le notti
neppure vorrei che mi dicesti:
“Hai vinto tu bastardo,
brucia la fiamma
ed ora anch’io ti amo”.
 
So che per me precaria è questa vita
corto il tragitto che mi porta in vetta
il tempo passa, o Dio, se passa in fretta
e tu vai ancora agile e spedita.
 
E non voglio che a me tu troppo pensi,
so che è un tormento,
ci sono già passato tante volte
e mi diresti ancor:
“Bastardo lo sapevi,
perché tal fuoco in corpo mi accendesti”?
 
Vivo di sogni, a volte creo ad arte,
son come un pescatore su una barca
che per pescare amore all’alba parte
ma arriva una tempesta ed acqua imbarca.
 
E’ lui che spesso crea quella tempesta,
gioca con le emozioni,
ma poi trasmette ad altri la passione
giustificando chi con un sorriso:
“Bastardo mille volte” - poi gli dice -
ma gli regala un bacio sul suo viso.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 17.12.2021 – 16:49)
 
La foto è tratta dal portale:
 
Potrebbe essere un contenuto artistico raffigurante una o più persone
 
 
 
 
 
 

*

Emozioni dormienti

Ti toglierò il cappuccio dalla testa
e il collo scoprirò alle mie carezze
per me sarà come un bel dì di festa
se mi dirai di scioglierti le trecce.
 
Le mani lisceranno la tua pelle
per non sentirti dire mi fai male
e succhierò goloso le mammelle
dolce sarò ma anche un po' immorale.
 
Risvegliar proverò i tuoi sensi spenti
per trasmetterti un poco di calore
e veglierò fin quando ti addormenti
lieve ascoltando i battiti del cuore.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 16.12.2021 - 22:59)
 
 
https://www.stilearte.it/munch-al-mare-con-vampirella/
 
a munch il bacio
 
 
 
 

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Dissonanze sensitive

Non puoi inventar l’amor se non ce l’hai
neppur gustarlo a fondo non potrai
se non l’assaggi dimmi come fai
a dire:”È buono?”, mai tu lo saprai.
 
Io l’ho gustato già diverse volte
rose fiorite sui rosai ho raccolte
rose ho donato a tante donne stolte
tra zolle inaridite le ho sepolte.
 
M’hanno travolto spesso le emozioni
e poco accorto fui alle tentazioni
più volte in mano presi dei tizzoni
ma a nulla son servite le lezioni.
 
Non m’accorgo del tempo che va via
vince a questa mia età la nostalgia
l’età camuffo dietro una bugia
celo anche il referto di cardiologia.
 
Ma io vivo così, anzi rinasco,
cerco la libertà come un fuggiasco
ma dopo a volte dentro ai rovi casco
poi m’addolora d’aver fatto fiasco.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 8.12.2021 – 21:54)
 
La scultura in legno è del mio amico Pino Bettoni di Perloz (Aosta)
 
 
 
Nessuna descrizione della foto disponibile.
 

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Oleum et operam perdidi

È inutile che a te dimostri affetto

sei spigolosa come riccio in mare

dalla scogliera te ne stai a guardare

inutilmente che ti muovi aspetto.

 

E t’ho portato già troppo rispetto

son tornato, sembravi pien d’ardore,

ma quello che per te sembrava amore

nel Golfo di Piombino lo rigetto.

 

Sei vuota dentro, senza sentimento,

mi dici che non serve alla tua età,

ma senza una emozione dove vai?

 

Mi dici in cambio cosa tu mi dai?

Sfiorita è dal tuo corpo la beltà

sei foglia secca che via porta il vento

 

se dentro il cuore hai spento le emozioni

cenere resta insieme a due tizzoni.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 30.11.2021 – 22.32)

 

- Sonetto ritornellato

 

* "Oleum et operam perdidi", locuzione latina: ”Ho perso il tempo e la fatica”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine è presa dal portale:

https://culturasalentina.wordpress.com/2011/03/07/il-corvo-nero-e-la-giovane-pozza-d%E2%80%99acqua-sorgiva/

 

 

*

Sui Navigli senza Alda

E ritorno sui Navigli

chi mi vuole cerchi e pigli

nascon rose, zinne e gigli

sotto maestosi tigli.

 

Di chi poi saranno i figli

rilassati nei giacigli

se li guardi gli assomigli

ma in silenzio poi bisbigli.

 

Nelle rime un po’ ti appigli

nelle strofe ti aggrovigli

annoiato poi sbadigli

non accetti mai consigli.

 

Nelle reti anzi t’impigli

cerchi solo guai e perigli

e rabbioso ti scompigli.

 

Ti stupisci e meravigli.

nei tramonti suoi vermigli

ma la penna in man ripigli

 

e di versi ti imbottigli

ma sei solo sui Navigli.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 28.11.2021- 8:58)

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.facebook.com/dialog/share...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto: Tramonto sui Navigli a Milano

*

Vagando sotto la pioggia

A te cosa più importa del mio affetto

cosa mai sai se a te io stia pensando?

M’hai regalato un poco di diletto

nulla più sai se adesso sto penando.

 

Ma che racconto a chi vuota è nel petto

ed ora mentre piove sta vagando?

Chiusa è la stanza adesso, vuoto il letto,

ma tu non sai se ancor ti sto sognando.

 

Non ti crucciar son io quello inadatto,

quello che di emozioni ancora vive,

che una carezza cerco e non baratto

 

con finti amplessi di donne lascive.

Ma poi l’amore mio con versi imbratto

che dono a donne di passioni prive.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 28.11.2021 – 17:54)

 

- Sonetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.pitturiamo.com/it/quadro-moderno/donna-sotto-la-pioggia-35x50cm-125827.html

*

Fine di un viaggio

E sento un vuoto al cuore
invano cerco il tuo nome che ho bloccato
sempre uomo impulsivo sono stato
parlo e straparlo e traggo conclusioni
non faccio riflessioni.
 
M’hai sviato con le tue parole
ed hai utilizzato quelle ardite
le ho fraintese
pensavo fossi un ragno
che le sue tele ha tese.
In fondo sono io da condannare
tu m’hai confuso un po’ con le parole
ti andava di parlare
ma io cercavo ancor dell’erba e fiori
ma d’autunno sono morte le viole.
 
E già l’inverno avanza
e ho perso il tuo sorriso
ed anche il tuo giudizio mi addolora
la neve è già caduta sul mio cuore
e il sole tra le nubi è addormentato
e senza sole il cuor s’è congelato.
 
E sento ancora cigolare il treno
che l’altro giorno solo m’ha lasciato
l’ho visto con un fischio allontanarsi
mi sono seduto e qualche verso ho scritto
versi pieni di rabbia e delusione
versi di un uomo ormai vinto e sconfitto
che han spento la mia inutile passione
e in odio ho avuto il treno e la stazione.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 17.11.2021 – 2:18)
 
Nella mia foto: Stazione di Campiglia Marittima
 
Potrebbe essere un'immagine raffigurante treno e ferrovia

*

Smarrimenti emotivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io non provavo amor, solo passione,

liquido rosso di mosto nel tino

tossina che mi stava intossicando

uva pigiata che sta fermentando.

 

Vapori che dal Capo* spinse il vento

incontro causale che sconvolse

risvegliando affetti inesistenti

un incontro tra anime morenti.

 

Cercato abbiamo quello che non c’era

fantocci costruiti con gli stracci

illusi a soddisfare dei bisogni

ch’eran figli di fantasie e di sogni.

 

Abbiamo umanizzato poi i fervori,

un sentimento assente dentro il petto

abbiam cercato a forza quell’incontro

s’è trasformato infine in uno scontro.

 

Cadde il castello delle mie illusioni

vinse la realtà, la discrepanza,

emerse schiuma nera tra le onde

e ci trovammo soli tra due sponde.

 

Soli così siam stati per più giorni

tu a sibilar su un letto occasionale

io li vicino, colmo di rimpianto,

anch’io a russare dalla porta accanto.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 16.11.2021 – 10:18)

 

* Metafora che ricorda una esperienza passata a Gagliano del Capo.

 

La foto è tratta dal portale: https://www.wikihow.it

 

 

*

Nebbia nel cuore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi è giorno di pioggia,

anche nebbioso,

così è sempre il dì di San Martino,

non c'è freddo ma umida è la pelle

sono solo, silenzioso a ricordare

i giorni che dovevi qui arrivare.

 

Ora sei andata via e sto pensando,

quella tua treccia nera mi tormenta,

trovo ancora capelli sparsi in casa

il desiderio sale e mi avvilisce

penso al tuo agir che un poco mi sgomenta.

 

Provo disagio e tanta delusione,

lo so che pura tu non sei,

ma simuli un candore che non hai:

mi hai voluto umiliare e tu lo sai

non ne capisco il senso e la ragione.

 

Ho atteso per anni una carezza:

il tempo poi mi ha offerto l’occasione,

ma le tue mani son rimaste fredde

così vicine ma tanto lontane,

insensibili, chiuse alla passione,

in me hanno smorzato l'emozione.

 

Hai ignorato le tenere attenzioni

il messaggio che il tocco trasmetteva

in fondo quella mano sol chiedeva

una carezza che desiderava.

 

Penosa è stata anche infine la partenza,

ricca di delusione e di disgusto,

un abbraccio da me freddo e distante,

un fischio stonato, alquanto tremolante,

una porta che si chiudeva cigolante.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 11.11.2021- 18:25)

 

Nella mia foto: Stazione di Campiglia Marittima 6.11.2021

*

Coincidenze sbagliate

Provavo per lei uno strano affetto

una passione che accendeva il cuore

ma lei non avvertiva quel calore

che dentro il petto invece mi scaldava.

 

L’ho avuta poi vicina alcune sere

e m’ero illuso, le ho fatto una carezza,

ma lei ha declinato con dolcezza

s’è chiusa dietro un gioco di parole.

 

Cosa cercasse ancor non l’ho capito

s’è trascinata un giorno sopra i treni

mi ha detto poi:”Noi donne siamo strane”

tra me ho pensato meglio le puttane.

 

Almeno sai che il loro intendimento

non cela affetto ma vendono l’amore,

cosa che a me disgusta e dà squallore

non compro carne dal rivenditore.

 

Certo l’incontro è stato salutare,

per queste coincidenze valutare,

però nel petto s’è spenta la passione

lasciando un po’ disgusto e delusione.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 11.11.2021 – 15:30)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine della donna con la treccia è tratta dal portale:

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQEnyWvcByU-FCgc9ycZOqfgNzMRXCgQ5_a5g&usqp=CAU

*

Ad A. R.

T’ho portata sempre in cuore
anche quando parole acerbe mi hai donato
quel giorno di pioggia non ho mai dimenticato
quel tuo amplesso in mente conservato.

Non ho neppure scordato il tuo sorriso,
quella freschezza nell’età curata,
quella tua gioia di darti, di mostrarti,
inadatto fui io,
volevo amarti.

Strano amante incrociasti
la tua lussuria non ho poi apprezzato
eppur mi davi affetto
ed ho succhiato il prospero tuo petto
altro volevo e tu altro cercavi
d’amar non t’importava
e non mi amavi.

Ma ti donasti:
felice ti sei data
non lo capì
ma solo a dare quell’amor sei nata
ma ancora mi ricordi,
come farfalla voli intorno al fiore,
fiore che ormai reclina petali e colori
che conserva ancora per te
un po’ d’affetto e amore.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 4.7.2021 – 9:38)

 

La foto è di mia proprietà e l'uso è limitato alla condivisione della poesia.


 

 

 

 

*

Battiti di cuore

"Vuota è la casa", dico.

 

Non è vero"!

 

Poi tracce trovo della tua presenza:

un pacchetto con dentro dei torroni,

soletti se ne stavano in silenzio

facendo, invece, zitti un gran rumore.

 

E mi batteva il cuore

mentre scendevo tacito le scale

per evitare di far io rumore.

 

Ed ero solo!

 

Ma forte mi batteva sempre il cuore.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 1.11.2021-13,31)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*

Smarrimenti

Mi sono perso per le vie del mondo

e venni meno, lo so, ai miei doveri

tante le mie illusioni

le erronee convinzioni.

 

Persi la giusta strada in mezzo al bosco

quella diritta poi più non trovai

ho scorto tracce delle altrui presenze

solo in silenzi e rovi m'imbrigliai.

e come in sogno urlai,

la strada giusta invano ricercai.

 

Adesso l'elenco faccio degli errori

ma più non trovo lo strumento idoneo

a potere la strada raddrizzare.

 

E mi tormento, l'animo è in subbuglio,

cerco una soluzione ai tanti guai,

ma è troppo tardi ormai per riparare.

 

Salvatore Armando Santoro

(Valpiana 5.11.2021 – 15,59)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella mia foto: Autunno nell’aria pic.nic di Valpiana (Massa Marittima)

 

 

*

Desolazione

Son solo questa sera e allor che fai?

In auto m’aggiro pei viali

di questo autunno solo e abbandonato

e una passeggiatrice incrocio e la fermai.

 

Le chiedo il prezzo della prestazione

scanso la roba che abbonda sui sedili,

libri ed aggeggi di telefonia,

posto le faccio e poi giro per via.

 

Mi fermo in un viale fuori mano,

la gente questa sera ha disertato

la passeggiata a mare non attira

anche l’Elba sonnecchia

e il vento spira.

 

Le chiedo qualche cosa, avvio il discorso,

tutto è strano per uno come me

che detesta il mestier delle puttane.

 

Trovo la cosa molto deprimente

lei sembra un po’ distante, indifferente

ai miei pensieri che scavano la mente

pensando ad un amor da poco assente.

 

Non può capire ed a me poco interessa

le chiedo perché ha scelto quel mestiere

e lei mi chiede se sono un Buon Pastore

uno dei tanti che da solo lotta

per un mondo crear senza più vizi

per liberare le donne dal dolore

di dare amore senza provar niente

simulando un amore inesistente.

 

E intanto parla e libera la mente

e mi racconta in parte la sua vita

priva d’amore che simula e rivende

ed io l’ascolto pur se la mente è assente.

 

In fondo a me non interessa fornicare

mi sono fermato solo per parlare

per ricreare un pezzo di illusione

tenere sveglia in petto la passione

di un affetto ch’era appena nato

e che adesso da me si è allontanato.

 

Poi la riporto al solito viale

pago il prezzo della prestazione

e, intanto, fischia un treno

che passa davanti alla stazione:

sembra addolcir la mia desolazione.

 

Salvatore Armando Santoro

(Bocchgeggiano 1.11.2021 – 14:15)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella mia foto: Lungomare di Follonica a fine Ottobre!

 

*

Cors de chasse di Apollinaire (Traduz. di S.A. Santoro)

CORS DE CHASSE

(De Guillaume Apollinaire)

 

Notre histoire est noble et tragique

Comme le masque d’un tyran

Nul drame hasardeux ou magique

Aucun détail indifférent

Ne rend notre amour pathétique

 

Et Thomas de Quincey buvant

L’opium poison doux et chaste

À sa pauvre Anne allait rêvant

Passons passons puisque tout passe

Je me retournerai souvent

 

Les souvenirs sont cors de chasse

Dont meurt le bruit parmi le vent

 

 

CORNI DA CACCIA

(Traduzione ed adattamento poetico di S. A. Santoro)

 

Il nostro passato è nobile e tragico

Come la maschera di un tiranno

Nessun dramma periglioso o magico

Nè un dettaglio con poco interesse

Riduce il nostro amore in patetico

 

E Thomas de Quinsey sorseggiando

L’oppio velenoso dolce e lascivo

Alla sua squallida Anna pensando

Non badiamoci perché tutto passa

Ritorneremo al passato penando

 

Come corni da caccia sono i ricordi

Il vento porta via il loro lamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel dipinto: Cavallo con cacciatore John Wootton - 1732

 

*

Donne di vita (Maria)

Maria, 
povero nome, 
sussurrato nell'ombra d'un viale,
al freddo soffiar del maestrale,
al tenue chiarore d'un lampione.

Maria,
docile e vinta,
ogni sera replichi il copione
della donna allegra, generosa,
recitando una parte disgustosa
per attrarre un possibile cliente.

Tratti,
concordi il prezzo
di una prestazione sconveniente,
per un attimo di piacere amaro,
che simuli col tuo amante ignaro
per rendere credibile un rapporto.

Maria, 
donna smarrita,
che t'inchini con umiltà e trasporto
davanti al Cristo prima d'uscir la sera
e reciti sommessa una preghiera
mentre passeggi tra i platani sfioriti.

Preghi,
forse, tu un Dio
che non distingue tra cuori pervertiti?
Tra quello d'una borghese interessata
e quello d'una donna sfortunata?

Per questo
io ti stimo, Maria;
colgo la tua sofferta decisione
di simulare voluttà e passione
stando col tuo cliente occasionale;
e poi ti segni...
quasi ad allontanar da te ogni male.

Salvatore Armando Santoro
(Lillianes 25/02/2000 22,35)

 

Mani Che Pregano Seppia Modificata Fotografia Stock - Immagine di luce,  chiesa: 19187692

 

 

 

 


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Marizibill di Apollinaire (Traduz. di S.A. Santoro)

MARIZIBILL

(di Guillaume Apollinaire 1880-1918)

 

Dans la Haute-Rue à Cologne
Elle allait et venait le soir
Offerte à tous en tout mignonne
Puis buvait lasse des trottoirs
Très tard dans les brasseries borgnes

 

Elle se mettait sur la paille
Pour un maquereau roux et rose
C’était un juif il sentait l’ail
Et l’avait venant de Formose

Tirée d’un bordel de Changaï

 

Je connais des gens de toutes sortes
Ils n’égalent pas leurs destins
Indécis comme feuilles mortes
Leurs yeux sont des feux mal éteints
Leurs coeurs bougent comme leurs portes

 

MARIZIBILL

(Traduzione ed adattamento poetico diSalvatore Armando Santoro)

 

Lungo la Via Alta di Cologne
L
a sera lei andava avanti ed indietro

Offrendosi a tutti lei così graziosa

Stanca di passeggiare si ristorava

Più tardi in malfamate birrerie.


Si distendeva su un pagliericcio
E
si concedeva ad un magnaccia dal pelo rosso

Era un ebreo che puzzava di aglio

L’aveva portata via da Formosa

Comprandola in un bordello di Shangai

 

Ho conosciuto persone di ogni specie

Non all’altezza dei loro destini

Tremolanti come foglie morte

I loro occhi sembrano fuochi moribondi

I loro cuori porte sbattute

 

(Boccheggiano 23.10.2021 – 23:50)

 

 

La foto del dipinto è di Caroline Zilberstein

 

 

 

 

 

 

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La Tzigane (di Apollinaire - Traduz. di S.A. Santoro)

LA TZIGANE

(Di Guillaume Apollinaire)

(Da Alcools 1898-1913)

 

La tzigane savait d’avance

Nos deux vies barrées par les nuits

Nous lui dimes adieu et puis

De ce puits sortit l’Espérance

 

L’amour lourd comme un ours privé

Dansa debout quand nous voulumes

Et l’oiseau bleu perdit ses plummes

Et les mendiants leurs Ave

 

On sait très bien que l’on se damme

Mais l’espoir d’aimer en chemin

Nous fait penser main dans la main

A ce qu’a prédit la tzigane

             

 

LA ZINGARA

(Traduzione ed adattamento poetico di Salvatore Armando Santoro)

https://www.poetare.it/santoro/santoro6.html (e pagine precedenti)

 

la zingara conosceva da tempo

Le nostre vite oscurate dalle notti

Noi le dicemmo addio e poi

Da quel pozzo fuggì la Speranza

 

L’amore ballò come un orso ammaestrato

Danzò eretto a nostro piacimento

E l’uccello blu perse le sue piume

E i mendicanti le loro preghiere

 

Sappiamo molto bene che ci danneremo

Ma la speranza di amare mentre andiamo

Ci fa meditare mano nella mano

Alle cose che la zingara aveva predette

 

(Boccheggiano 23.10.2021 – 4:46)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La foto è tratta dal portale:

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQOjjlOOLzxB3VOr5JCZTCb9VNLiU7Kt4ONrA&usqp=CAU

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May de Apollinaire (Traduz. S.A. Santoro)

MAI
De Guillaume Apollinaire
 
Le mai le joli mai en barque sur le Rhin
Des dames regardaient du haut de la montagne
Vous êtes si jolies mais la barque s’éloigne
Qui donc a fait pleurer les saules riverains ?
 
Or des vergers fleuris se figeaient en arrière
Les pétales tombés des cerisiers de mai
Sont les ongles de celle que j’ai tant aimée
Les pétales flétris sont comme ses paupières
 
Sur le chemin du bord du fleuve lentement
Un ours un singe un chien menés par des tziganes
Suivaient une roulotte traînée par un âne
Tandis que s’éloignait dans les vignes rhénanes
 
Sur un fifre lointain un air de régiment
Le mai le joli mai a paré les ruines
De lierre de vigne vierge et de rosiers
Le vent du Rhin secoue sur le bord les osiers
Et les roseaux jaseurs et les fleurs nues des vignes
 
(Guillaume Apollinaire, Rhénanes, Alcools, 1913)
 
 
MAGGIO
(Traduzione ed adattamento poetico di Salvatore Armando Santoro)
 
In maggio nel dolce maggio in barca lungo il Reno
Dall’alto di una collina alcune donne guardavano
Siete così belle ma scivola via la mia barca
Su queste rive chi mai ha fatto piangere i salici
 
Dei frutteti fioriti raggelavano incurviti
I petali caduti dai ciliegi di maggio
Somigliano alle unghie di colei che ho tanto amato
I petali appassiti sembrano come le sue palpebre
 
Lentamente sulla stradina che costeggia il fiume
Gli zingari trascinano un orso una scimmia un cane
Dietro un carrozzone trainato da un asino
Che si confonde tra le vigne del Reno
 
In lontananza un piffero sibila una marcia militare
Il maggio il dolce maggio adorna le rovine
Di edera di vigne verdeggianti e di rosai
Il vento del Reno scuote i giunchi lungo le riva
Ed i canneti chiassosi e i fiori spogli delle viti
 
(Boccheggiano 22.10.2021 – 17:00)
 
Il dipinto nella foto è di Van Gogh
 
Potrebbe essere un contenuto artistico
 

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Le Pont Mirabeau di Apollinaire (Traduzione di S.A. Santoro)

LE PONT MIRABEAU

 

Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Et nos amours

faut-il qu'il m'en souvienne
La joie venait toujours après la peine

 

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

 

Les mains dans les mains restons face à face
Tandis que sous

le pont de nos bras passe
Des éternels regards l'onde si lasse

 

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

 

L'amour s'en va comme cette eau courante
L'amour s'en va

comme la vie est lente
Et comme l'espérance est violente

 

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

 

Passent les jours et passent les semaines
Ni temps passé

ni les amours reviennent
Sous le pont Mirabeau coule la Seine

 

Vienne la nuit sonne l'heure
Les jours s'en vont je demeure

 

 

IL PONTE MIRABEAU

 

Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna

E i nostri amori

Io non posso dimenticarlo

La gioia arrivava sempre dopo la sofferenza

 

Venga la notte scocchi l'ora

I giorni passano io rimango

 

Ci scrutiamo con le mani tra le mani

Mentre sotto

Il ponte delle nostre tenerezze

Scorre l’onda stanca di sguardi infiniti

 

Venga la notte scocchi l'ora

I giorni passano io rimango

 

L'amore passa come questa acqua che scorre

Passa l’amore

Lentamente come la vita

E doloroso come la Speranza

 

Venga la notte scocchi l'ora

I giorni passano io rimango

 

Passano i giorni e passano le settimane

Ma il tempo passato

E neppure gli amori ritornano

Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna

 

Venga la notte scocchi l'ora

I giorni passano io rimango

 

(Traduzione ed adattamento poetico di Salvatore Armando Santoro)

Boccheggiano 19.10-2021 – 16:18

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.exlibris20.it/wp-content/uploads/2016/11/pont-mirabeau-945x603.jpg