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Raccolta di poesie di Salvatore Armando Santoro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

L’amore dura non si consuma

 
L'amore dura non si consuma
lavi e rilavi alla fontana
ma il colore non si sbiadisce
anzi il tessuto non si infeltrisce.
 
Tu nella cesta lo lasci in fondo
ma alla fine sempre riappare
è uno straccetto, non sai che fare,
ma ti ricorda che ancora serve.
 
L'amore è strano, a volte è lontano,
tu non ci credi ma è una fortuna
sempre ritorna, risplende in cielo
quando la sera spunta la luna.
 
Spunta la luna dietro una nube
ti sembra opaca ma poi riprende
quando ti aiuta un poco il vento
la nube sposta, la luna splende.
 
Mentre t'avvolgi nei tuoi conflitti
la mano stringi a chi è vicino
ma il tuo pensiero vola lontano
al tremolare d'un lumicino.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 20.5.2023 - 11:06)
 
Nella mia foto: Luna nel cielo di Niccioleta (GR)

*

L’amore degli anziani

 

L'amore d'un anziano è assai speciale

è come l'acqua fresca di sorgente

sgorga alla fonte e va velocemente

ed addolcisce il mare pien di sale.

 

 

E non servono ormoni innaturali

bastano quelli che produce il cuore

liberi di muoversi e sbocciare

e sono figli sol d'un grande amore.

 

Tu la provochi con un cuore o un fiore

e lei ti stuzzica in modo assai innocente

"la doccia ho fatto, son tutta profumata"

eccita i sensi, stuzzica la mente.

 

Lo fa con spirito ed animo gentile

ma in lei fermenta lo stimolo dei sensi

non scorgi vizio o alcuna devianza

come un ballo ti spinge in una danza.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 14.5.2023 - 15:02)

 

La foto è tratta dal portale:

https://miloghe.wordpress.com/2016/12/22/anima-e-tango/

 

*

Precarietà



Il verde avvampa e già perde il colore
ed una foglia giù per terra cade
e un giallo fiore scintillante al sole
un'ape sfiora e l'indomani muore.

Anche la pelle mia come una foglia
ogni giorno che va cambia colore
una ruga ricama anche il mio volto
e dentro il petto batte forte il cuore.

E il mondo va ormai senza valori
nell'animo fermenta odio e guerra
nessuno guarda le miserie umane
e le ricchezze resteranno in terra.

E tutti indosseremo nella bara
vestiti senza tasche e senza firme
che ostentare al buio d'una tomba
non serve il trombettiere con la tromba.

Salvatore Armando Santoro
(Roccastrada 9.5.2023 - 17,05)

*

In un angolo di cuore

 

Ci sarà sempre un angolo del cuore

dove ho creato un nido con le piume

allevierà per te ansia e dolore

le pene tutte porterà via il fiume.

 

Della tua pelle tratterrà l'odore,

che sapeva di zagara e d'agrume,

di bianco ricamava i rami in fiore

e brillava nel buio come un lume.

 

Ora nel cuore se ne sta negletta

ma ogni tanto si sveglia e la risento

un poco si allontana, senza fretta,

 

ma la sua voce me la porta il vento,

si sente trascurata e non l'accetta

perché l'amor del tutto non ha spento.

 

Ormai lo sa che indietro non si torna

ma il mio amore ancora la frastorna.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 13.05.2023 – 2:07)

 

- Sonetto ritornellato

 

 

*

Umanità senz’anima

 

 

 

Vivo di poesia,

e non è morta,

acqua sorgiva che da fonte emerge

bolle produce

borbottio che allaga

pianto si allaccia

a salice che il primo verde tinge

della stagione nuova che s'affaccia.

 

Che dir dell'incertezza che m'assale?

Degli anni che s'ammucchiano incostanti?

Tante tristezze timide disegnano

paure per i giorni a noi davanti

rombo di voli tenebrosi e cupi

odor di morte e supplicar di genti.

 

Fuggo nel mio rifugio

e scrivo un verso

le paure sotterro e sto in ascolto

penso a quell'attimo finale

alla parola che più non favella

che speranza non semina e agonizza

che nel petto silenziosa giace

e a disegnar pensieri più non sale

e che silente e indifferente tace

di fronte alla follia che l'uomo assale.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 01-04.2023 . 7:50)

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.panorama.it/news/dal-mondo/guerra-ucraina-aerei-a-terra

 

 

 

*

Esplode il biancospino

 
Esplode il biancospino e l'ape chiama
pesco e ciliegio stan facendo festa
ma dell'inverno il freddo ancora resta
oggi è stata giornata un poco grama.

Ed il freddo m'ha colpito come lama
sole splendente ma giornata mesta
la primavera non procede lesta
rallenta il passo e ancor l'inverno chiama.

Ma dentro i campi aumentano i colori
il giallo allaga seguito dal rosato
ed anche i fossi s'empiono di fiori.

S'ode il fischiar d'un merlo innamorato
il freddo non rallenta i primi amori
e già tra i rovi un nuovo nido è nato.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 04.04.2023 - 14,15)

- Sonetto

 

- Nella mia foto peschi e ciliegi in fiore sulla provinciale senese



 

*

Di te mi resterà

 

Di te mi resterà questa tuo foto

ed il tuo sguardo perso verso il mare

mi resterà quel poco sillabare

ed una brace spenta dopo il fuoco.

 

Di te mi resterà quel rumeggiare

ed una scia di luce tremolante

il tuo guardare il mar tutta sognante

e l'onda sulla spiaggia spumeggiare.

 

Di te mi resterà il tuo sorriso

gli occhi lucenti pieni di speranza

un raggio che t'illuminava il viso

 

il passo tuo leggero come danza

quel tuo sparir d'un colpo all'improvviso

che nel mio cuore ha spento ogni esultanza.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 22.3.2023 – 22:02)

 

-Sonetto

 

-Nella mia foto Elena a Senzuno di Follonica

 

*

Le désespoir est assis sur un banc (Traduz. di S.A. Santoro)

(De Jacques Prevert)
 
Dans un square sur un banc
Il y a un homme qui vous appelle quand on passe
Il a des binocles un vieux costume gris
Il fume un petit ninas il est assis
Et il vous appelle quand on passe
Ou simplement il vous fait signe
Il ne faut pas le regarder
Il ne faut pas l'écouter
Il faut passer
Faire comme si on ne le voyait pas
Comme si on ne l'entendait pas
Il faut passer et presser le pas
Si vous le regardez
Si vous l'écoutez
Il vous fait signe et rien personne
Ne peut vous empêcher d'aller vous asseoir près de lui
Alors il vous regarde et sourit
Et vous souffrez attrocement
Et l'homme continue de sourire
Et vous souriez du même sourire
Exactement
Plus vous souriez plus vous souffrez
Atrocement
Plus vous souffrez plus vous souriez
Irrémédiablement
Et vous restez là
Assis figé
Souriant sur le banc
Des enfants jouent tout près de vous
Des passants passent
Tranquillement
Des oiseaux s'envolent
Quittant un arbre
Pour un autre
Et vous restez là
Sur le banc
Et vous savez vous savez
Que jamais plus vous ne jouerez
Comme ces enfants
Vous savez que jamais plus vous ne passerez
Tranquillement
Comme ces passants
Que jamais plus vous ne vous envolerez
Quittant un arbre pour un autre
Comme ces oiseaux.
(Scritta e pubblicata nel 1947)
 
 
LA DISPERAZIONE SEDUTA SU UNA PANCHINA
(Traduzione ed adattamento poetico di Salvatore Armando Santoro)
 
In una piazza seduto a una panchina
C'è un una persona che vi chiama quando passate
Inforca dei piccoli occhiali e indossa un vecchio abito grigio
Fuma un pezzetto di sigaro consunto è seduto
E vi chiama quando gli passate davanti
O semplicemente accenna un saluto
E' prudente non guardarlo
E neppure ascoltarlo
Conviene non fermarsi
Fingere di non averlo visto
Di non averlo sentito
Dovete passare accelerando il passo
Se lo guarderete
se vi fermerete ad ascoltarlo
Vi saluterà ed ignorerà tutti gli altri
E vi sentirete obbligati a sedervi accanto a lui
Allora vi guarderà e sorriderà
E voi soffrirete atrocemente
Questa persona continuerà a sorridere
E voi sorriderete insieme a lui
Alla stessa maniera
Più voi sorriderete più soffrirete
Terribilmente
Più voi sorriderete più soffrirete
Irrimediabilmente
Resterete seduti accanto a lui
Immobili come congelati
Sorridenti sulla panchina
Dei bambini giocano accanto a voi
Alcuni passanti passeggiano
Senza fretta
Degli uccelli svolazzano
saltando da un albero
all'altro
E voi resterete là
Seduti alla panchina
E lo sapete ne siete consapevoli
Che mai più potrete giocare
Come quei bambini
Voi siete coscienti che mai più passeggerete
tranquillamente
Come quei passanti
Che mai più potrete svolazzare
Saltando da un albero all'altro
Come quegli uccellini.
(Boccheggiano 24.3.2023 – 1:49)

*

Meriggio Ozioso

(Nella foto: Incontro di Dante con Virgilio nel dipinto di Gustavo Doré). 

 

 

A te io sto pensando, inutilmente,

non so se tu mi pensi o m'hai pensato

a casa tutto il giorno sono stato,

a tratti mi tornavi nella mente.

 

Ed oggi l'ore son passate lente

la notte dietro l'uscio ha già bussato

ed il lampione è acceso e illuminato

svolazza una falena stancamente.

 

Svolazzo anch'io, rincorro i miei pensieri,

la noia mi ha tenuto compagnia

silente è il borgo senza vacanzieri

 

soltanto un cane abbaia nella via.

Io leggo pigro un canto di Alighieri*

parla di Prata** ed anche della Pia**

 

e penso a questa terra sempre in guerra

a quella antica tra Siena e Volterra

 

e ai conflitti tra Guelfi e Ghibellini

alle contrade ricche di assassini

 

ed al campanilismo ricorrente

che litigare fa ancor la gente

 

e che si aggiunge all'odio dissennato

dalle grandi potenze alimentato

 

che hanno nel cervello poco sale

e rischiano una guerra nucleare.

 

Alla fine a farne poi le spese

sarà la gente saggia del paese.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 19.03.2023 – 21:08)

 

- Sonetto ritornellato

 

* Canto V° del Purgatorio, dialogo di Dante con Pia detta dei Tolomei.

 

** Si racconta che a Prata un tempo esisteva un castello abitato dalla Pia citata da Dante nella Divina Commedia. Ma recenti ipotesi identificano Pia con una Malvolti, sposatasi per procura con Tollo, signore di Prata (oggi frazione di Massa Marittima a pochi km da Boccheggiano), vassallo degli Aldobrandeschi, che si dice uccise la Pia per risposarsi, ma a sua volta venne poi ucciso nel 1285 dai suoi tre stessi nipoti, per aver stretto alleanza con Siena.

 

 

*

Alla ricerca del vero

 

Quando la mente e il cuore sono tristi

e l'animo è stracolmo di veleno

di bile l'intestino è ancor più pieno

bile e veleno son nel sangue misti.

 

E' inutile che in testa tu rovisti

se ti manca nell'animo il sereno

e ti sballotta viaggiando il treno

sui sassi ballerai se resti e insisti.

 

Sembra che a poco serva la sostanza

eppure tanta di strada tu ne hai fatta

ma tanta ancor da far vedo ne avanza.

 

Ma chi nel proprio cuore indaga e gratta

il vero scoverà se avrà costanza

ed anche troverà la strada adatta.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 21.02.2023 – 20:20)

 

. Sonetto

 

La foto è tratta dal portale:

https://www.visioneolistica.it/la-ricerca-della-verita-lo-scopo-della-vita/

*

Anche il silenzio ha voce

 

 

A volte anche il silenzio parla e dice

basta ascoltare, un sibilo produce,

ma ti riporta immagini sbiadite

d'un vecchio amore che nel cuore giace.

 

E ti risveglia vividi momenti,

le fughe nella notte e le risate

le corse sulla rena e le carezze

quelle che ho ricevute ed anche date.

 

Assorda, suona come una campana,

ogni rintocco è quasi una frustata

a lei pensi sul letto abbandonata

e la rivedi nuda ed accaldata.

 

Risenti i suoi discorsi discordanti

ai quali non restavi spesso attento

un sogno ingannatore ti avvolgeva

che via ha portato un refolo di vento.

 

Quei sogni adesso tornano opprimenti

mentre lei chatta o incide i suoi pensieri

e tu sei preso da problemi seri,

il sentimento e le emozioni hai spenti.

 

Soffri, mediti su questa indifferenza,

tendi una mano, un poco ti trattieni,

son spente in petto ormai e tue passioni

vizi sol vedi e le depravazioni.

 

E ai suoi discorsi resti indifferente

il silenzio ha coperto la tua mente

ormai tu sei convinto che ella mente

per altri il cuore batte e lei non sente.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 16.02.2023 – 13,37)

 

La foto è di Enrico Forti di Pavia (g.c.)

*

Verità

 

 

 

Ognuno racconta quello che ha,

dentro il sacco le parole s’ammucchiano

al buio si confondono

chiacchierano

patiscono.

 

Il brontolio si sente:

impetuoso emerge l’urlo dell’ignorante

soffoca i pensieri altrui

racconta il falso.

 

La diga delle ambiguità deflagra,

dilaga e il vero sommerge,

le coscienze confonde.

 

La verità galleggia tardi,

tardi la coscienza accarezza.

 

Tardi per evitare i danni

che i sudditi dovranno pagare.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 19.01.2023 – 13:29)

 

La foto è tratta dal portale:

http://www.comune.bologna.it/iperbole/llgalv/iperte/mito/scopo/caos.htm

*

Dal dentista



Mentre ero dal dentista ti pensavo,
era carina, è vero, l'assistente
e sorridevo col bavaglio in bocca
mentre il dentista mi curava il dente.

Forse dagli occhi si è accorta del sorriso
la bocca era al riparo sotto un telo
avrà pensato: "Che cliente matto
lo stanno penetrando e pensa al cielo".

Tanto al dolor mi sono abituato
ne assaporo ogni dì qualcuno nuovo
non ha il sapore della carne ai ferri,
neppure sa di pesce e né di uovo.

A te pensavo che cerchi un bambino
e quel bambino anch'io un dì volevo
l'avrei cullato, gli avrei dato amore,
solo a pensarci già mi commuovevo.

Con la cannuccia al suo lavoro intenta
l'assistente non mi leggeva in mente
ed io pur trapanato ti pensavo
e ti sognavo sempre sorridente.

E pensavo a dei versi e non trovavo
la rima giusta e i termini appropriati
poi a casa leggendo i tuoi commenti
versi e parole insieme li ho creati.

 

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 12.4.2022 - 14:42)

 

La foto è tratta dal portale:
https//www.ilmessaggero.it/.../5167968_5166632_2105...

*

Una bella amicizia

Dormirò questa notte ricordando il tuo sorriso,
quel prendermi a braccetto e accarezzarmi
quel rimbrottarmi a tratti
per un mio parlarti ardito
e poi dirmi sinceramente:
"Non mi parlare più
del tuo amore precedente
da me non aspettarti niente
parlami di simpatia e d'affetto
sol d'amicizia e non di letto".

“Quello che provi tu lo sai che mi lusinga
non centra che tu dica mi respingi
perché non ho l'età, manca la forza.
A me non interessa più l'andare a letto,
a stare a fianco a un uomo resistente
si logora ogni cosa a questo mondo,
niente dura in eterno,
ed io l'amor ce l'ho, in abbondanza,
non mi serve di certo la prestanza,
quello che ho, per me, basta ed avanza".

Salvatore Armando Santoro

(Mele-Genova 12.3.2022-21:15)

*

Frustrazione