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Raccolta di poesie di Salvatore Armando Santoro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Pasqua senza Resurrezione

Versai lacrime amare sulla Croce,
sotto la Croce tutte le raccolsi
nessuno mano mosse,
nessuna spina dalla testa tolsi.

Lasciai che la candela accesa
lentamente la cera poi sciogliesse,
cera su cera sul moccolo poi crebbe
s’accese anche il supporto che la resse.

E illuminò quel volto flagellato
da anni di ignoranza e intolleranza
la fede non bastò a rimodellare
quel Cristo tante volte bestemmiato.

Su quel barcone provò più d’una volta
a chiedere accoglienza
ma chiusero i cancelli e dopo i porti
invano si cercò bambini e morti.

Ed aspettò un suono di campane,
ma a sciogliere quei nodi
non bastò taglio con la lama ardente,
non bastò dire: “Per oggi son credente”!

Sbarcò a terra, ma che terra amara
sentì cantare da un nero pescatore
quel barcone appena galleggiava
nel sangue del Cristo sprofondava.

E già s’alzava l’urlo nelle tende
pesava lavorare con le spine
ma la corona in testa era pesante
e l’opulenta sponda più distante.
 
Ed aspettò che il suono di campana
il silenzio sciogliesse. S’illuse.
Per il suo soffrire non c’è liberazione
e non c’è Pasqua che dia Resurrezione.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 04.04.2021 : 9:40)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

*

Pupazzetti

 
Siam tutti pupazzetti senza cuore:
L’amore? Lo scambiamo per affetto
non so se un giorno l’hai provato in petto,
in me è rimasto ancora il gran tremore
 
che un dì provai in quel distributore.
Nel tappo ci trovai un pupazzetto
con un “Ti amo” sopra il pagliaccetto,
giovane eri e ricca di calore.
 
Una bambina molto smaliziata
che passeggiavi senza mutandine
e sulle rocce nude ti sei data
 
urlando “amore” tutte le mattine
ma la passione non l’hai mai provata
erano solo voglie adulterine.
 
Mi resta adesso in mente un pupazzetto
ed una donna che più non rispetto.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 4.9.2020 – 12:23)
 
- Sonetto ritornellato
 

*

Fabiolo

 

Tanto di te in rete hai seminato

anche a Fabiolo cosa hai raccontato?

Le tue schifezze con la scorza e polpa

“Se t’ecciti - scrivevi - è tua la colpa”.

 

E intanto stuzzicavi col linguaggio

era il sistema tuo per l’abbordaggio

salvo poi dire ch’eri verginella

ma a volte senza buco è la ciambella.

 

Ti sei aperta senza alcun pudore

nelle solite storie di squallore

che ti piaceva usare tutti i buchi

e guardar copular anche gli eunuchi.

 

Che spasso a pubblicare certi scritti

che tu nell’olio hai fritto e rifritti?

Ed ogni tanto rimesto nel secchiello

e trovo tutta roba da bordello.

 

Che uomo sciocco che un dì son stato

e come un burattino tu m’hai usato

Ed ho creduto a quando con vigore

dell’amor mi parlavi e del Signore.

 

Ma quando un giorno poi ti sei stancata

hai ripetuto la tua sceneggiata

al meccanico ed anche al carrettiere

al vecchio decadente e al cameriere.

 

L’elenco è lungo, ma la gente parla

e ci si stanca infine d’ascoltarla.

Spesso ripeton cose che già sai

ma tutti sanno quel che sei e che fai.

 

Infine trovi un povero imbecille

ed anche a lui accarezzi le tonsille

e gli racconti certe tue avventure

ma sempre son le solite fritture

 

che poi in portali immondi hai pubblicato

col maschio resistente ben dotato

che accompagnava certe esibizioni

che offrivi senza tante esitazioni.

 

Ora di tanto affetto cosa resta?

Sudici stracci e un po’ di cartapesta.

Di tutto quello che chiamavi amore

una schifosa montagna di squallore.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 11.1.2021 – 06:24)

 

La foto è presa dal portale: https://mabastainsoma.blogspot.com/2020/07/cechov-e-le-donne-nei-cechov-si-propone.html

*

Autunni



Or che il tuo corpo florido sfiorisce
e te io sto pensando moglie e amante
ricordo il tempo quando ancor sognante
tanto t’ho amato ed il pensier gioisce.

Ora, anche la mia carne deperisce
come in autunno avviene per le piante
di foglie a terra or ne vedo tante
anche la pelle mia sbianca e ingiallisce.

Analizzo la vita mia infedele
la lista elenco delle mie emozioni
che son consunte come le candele.

Dolce è la lista delle mie passioni
ma han lasciato in petto solo fiele
e queste mie tardive confessioni.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 5.9.2020 – 13:02)

 

- Sonetto

 

La foto è tratta dal portale di Monte di Malo:
https://lh3.googleusercontent.com/proxy/60WuV58jju8DiIVV6HfBINvkTPzU2IKSk1yG7DoReL-3RpvjlmwH2IDjeDP1xOW_dUfbUeJsu6pqvBtDMz68ny6zaycUYiFsYVuOz5N4W17lmaiTh4NUrRoo2Q

*

Il volto dei poeti

 
Mai guardare il volto dei poeti,
meglio leggere il loro animo
analizzare i loro pensieri disegnati nei versi
scavare nei loro cuori
rivoltare con un vomere le loro emozioni
ubriacarsi con il dolce liquore della frutta matura
della spremitura ricavata dagli acini dell’uva prodotta.
 
Leopardi, Foscolo, Pascoli, Pasternak, Montale,
Ungaretti, Garcia Lorca, Whitman, Merini,
immagini meglio da pensare che da vedere
che non emanano nulla di poetico dai loro volti anonimi
che non emozionano.
 
Ma emoziona l’ascolto,
la declamazione altrettanto anonima d’una voce vibrante,
intensa,
emozionante,
che scaturisce da un box metallico
ricco di suoni,
di tensione,
di malinconia,
di gioia,
di espressioni che addolciscono il cuore.
 
Non guardate il mio volto,
oggi appassito dagli anni,
non osservate i miei capelli bianchi,
ma analizzate i miei versi
le parole che echeggiano in rete
che diffondono emozioni per nulla represse
che svolazzano libere nel cielo come aquiloni
che urlano rabbia per l’indifferenza del mondo
per i drammi che lo attraversano
per le guerre che mai finiscono
per le prepotenze che si ripetono
per l’amore che urlano
e che nessuno raccoglie.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 27.12.2020 – 10:24)

*

Il muretto

 
“Ci vediamo al muretto”!
Quante volte ogni giorno,
e per anni,
questa esclamazione
quasi una liberazione
per le ore ricurvi sui libri a studiare.
 
Lo rivedo, ogni tanto,
quel malandato muretto,
scordato dai bimbi d’un tempo.
 
Non il muretto
rimesso a nuovo, risistemato,
ma quello a metà diroccato
coi mattoni qua e là sbriciolati
e l’intonaco tutto crepato,
dove si stava a disagio a sedere
e ci si reggeva, l’uno sull’altro,
tutte le sere.
 
E poi si cantava beati
alla luce oscillante
d’un vecchio lampione antiquato,
il più delle volte smorzato.
 
Lo cerco, ogni tanto,
quel vecchio muretto cadente,
e mi par di vedere anche mia madre
alla finestra sporgente
a stendere abiti e panni,
i poveri panni
dei nostri sfioriti e teneri anni.
 
Salvatore Armando Santoro
(Lillianes 12.01.2003 – 15:56)
(Boccheggiano 27.12.2020 – 21,26)
 
La foto della Via Cupola è stata scatta oggi 27.12.2020 dal mio amico Franco Poner di Reggio Calabria. La casa sulla destra era di nostra proprietà e poi alienata. Io sono nato in questa casa l'11 Marzo 1938 (e non 16 come dichiarato all'anagrafe).

*

Arrabbiature

 
Che schifo che mi faccio
d’averla un giorno amata
lo dico e non lo taccio
 
fuori di testa è stata
ha acceso dentro il fuoco
ed era appena nata.
 
Esperta più d’un cuoco
sapeva cucinare
ma dopo, a poco a poco,
 
m’ha fatto disperare
il cibo preparato
era via da buttare.
 
E dopo aver mangiato
restava un peso in pancia
la colpa a Cristo ho dato
 
che il cuor forò una lancia.
Con me se l’è poi presa
perché mai prese mancia.
 
Di certo s’era offesa
d’essersi arrampicata
su una vetrata lesa.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 22.12.2020 – 6:28)

*

Morale (saffica)

 

 

 

 

Nell'ondeggiare fosco della mente

tra lo sconcerto che tra tutti sale

non si conosce più chi sia immorale

chi tace mente

 

Spesso si pensa senza approfondire

sgorgano le parole ma avventate

e fanno sempre danno se lasciate

sole a marciare

 

Ormai il marasma invade le coscienze

dov'é non si capisce il male e il bene

pensa oramai ognuno alle sue pene

la vita è breve.

 

Ma se a tacere sono le coscienze

e quanti d'onestà s'empion la bocca

ci prenderemo poi quel che ci tocca

nessun condanni.

 

Non so l'esempio che noi seminiamo

chiudere non possiamo sempre gli occhi

o finger d'esser diventati sciocchi

complici siamo.

 

Ma se a tacere son le istituzioni

e l'immoralità si fa costume

anche la chiesa tiene spento il lume

della ragione.

 

E la demagogia già tutto invade

gioca anche la politica al massacro

ognuno crede giusto il suo lavacro

ma tutt'è sporco.

 

Se allora tutto ormai è concesso

e chi governa porge tale esempio

se gente e chiesa tace a tanto scempio

tutt'é morale.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 6.2.2011 - 11.16)

 

 

La poesia si sviluppa in quartine saffiche di tre versi endecasillabi e chiusa con un verso quinario. L'innovazione sta nel distico a rima baciata posto a cavallo di ogni quartina. Non so se tale libertà sarà gradita ai critici, ma a me piace innovare...

(Salvatore Armando Santoro)

 

 

 

 

Immagine tratta da http://www.ioarte.org/artisti/Bingo/opere/l-orgia/

*

Le chat - Il gatto

LE CHAT
di Charles Baudelaire (da "Spleen et idéal")

Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d’agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s’enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit. Son regard,
Comme le tien, aimable bête
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum
Nagent autour de son corps brun.

IL GATTO
Traduzione di Salvatore Armando Santoro

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore amorevole;
Trattieni gli artigli nelle zampe,
E lasciami naufragare nel tuoi dolci occhi
Che lampeggiano acciaio ed agata.

Quando le mie dita carezzano teneramente
La tua testa ed il tuo dorso flessuoso,
E la mia mano pregusta il piacere
Di palpeggiare il tuo corpo che elettrizza,

Io rivedo lo spirito della mia donna. Il suo sguardo,
Simile al tuo, adorabile animale
Profondo e freddo, tagliente e appuntito come un dardo,

E, dai piedi fino alla testa,
Un’espressione sottile, un profumo contagioso
Si diffonde intorno al suo corpo color marrone.
 
(Boccheggiano 14.12.2010 - h-18,10)
 
https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/131432294_412763940166591_8975809717946500975_n.jpg?_nc_cat=109&ccb=2&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=Cdu18nkxWQ8AX_0zpct&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=97cab63488ca80bdc90694d7b2f0f194&oe=5FFE482A

*

Il bianco ed il nero

Il bianco non esiste più
penso non sia mai esistito.
Il bianco l’hanno creato dopo,
è arrivato dopo.
 
Ci hanno provato anche i chimici
ma le macchie di nero resistono.
 
È inutile aggiungere sbiancanti al bucato.
Siamo tutti figli dell'Africa.
 
Quindi il primo colore del pittore è il nero,
che colora di scuro soprattutto il nostro DNA.
 
Sì, il nero.
 
La razza pura,
quella bianchissima che il nazismo voleva creare,
non è mai esistita,
inutilmente si è provato a crearla con la candeggina.
 
Le macchie di nero sono rimaste:
retaggio della stupidità umana e del razzismo.
 
Rassegnatevi: il nero l’ha creato Dio,
più bianco di lui non esisterà nulla
neppure il migliore detersivo lo potrà generare.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 15.12.2020 – 17:11)
 
L’immagine è tratta dal portale:
 
 

https://scontent.fcia2-1.fna.fbcdn.net/v/t1.0-0/s600x600/131629792_413342743442044_7155836553190523520_n.jpg?_nc_cat=107&ccb=2&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=yxRWmEER0bUAX_uHpda&_nc_ht=scontent.fcia2-1.fna&tp=7&oh=0dfc9be7319568a25912ef52b5b78c83&oe=5FFE01D8

*

Il mio cane assassinato

L'immagine può contenere: cane
 
Il mio cane è stato ucciso,
sembra sia morto per amore,
glielo hanno negato l’ignoranza e la stupidità popolare.
 
È morto scioccamente una mattina
inseguendo una cagna in amore
che non ha potuto soddisfare.
 
La sua bava, scambiata per rabbia,
lo condannò alla fucilazione come un partigiano
che stava lottando per conquistare la libertà.
 
È triste soffrire per amore,
doloroso morire per amore,
penoso pensare sempre a quell’amore assassinato.
 
Ne so qualcosa io che ho gustato le pene dell’amore,
io che ho tanto amato,
che ho anche tanto sofferto per amore.
 
Eppure ho ricordi belli dei miei amori,
non li ho mai dimenticati,
anche le lacrime ricordo,
tante e sincere,
disperato per amori giovani e vecchi,
disperato per il mio cane
che ha pagato per non aver potuto dare l’amore.
 
Tra le mani, a volte,
penso di avere un guinzaglio di pelle intrecciata,
il collare gli era rimasto sul collo
e giace con le sue ossa consunte,
rimaste sotto il cemento del convento delle suore.
 
Ogni tanto avverto il suo lieto abbaiare
quando tornavo da scuola:
per un attimo lascio la cartella
e corro fuori su una strada polverosa,
battuta dal sole,
solo,
con un guinzaglio di pelle intrecciata tra le mani.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 16.12.2020 – 9:36)
 
Nella foto del 1953: il mio cane Lupo in Piazza Duomo a RC

*

La mort des Amants (La morte degli amanti)

LA MORT DES AMANTS
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Nous aurons des lits pleins d’odeurs légerès,
Des divans profonds comme des tombeaux,
Et d’étranges fleurs sur des étagères.
Ecloses pour nous sous des cieux plus beaux.
 
Usant à l’envi leurs chaleurs dernières
Nos deux coeurs seront deux vastes flambeaux,
Qui réfléchiront leurs doubles lumières
Dans nos deux esprits, ces miroirs jumeaux.
 
Un soir fait de rose et de bleu mystique,
Nous échangerons un éclair unique,
Comme un long sanglot, tout chargé d’adieux;
 
Et plus tard un Ange entr’ouvrant les portes
Viendra ranimer, fidèle et joyeux,
Les miroirs ternis et les flammes mortes.
 
Charles Baudelaire
 
- Sonetto
 
LA MORTE DEGLI AMANTI
(traduzione ed adattamento poetico di Salvatore Armando Santoro)
 
Avremo alcove olezzanti di effluvi delicati,
Dei canapé sfondati come sepolture,
E curiosi fiori sulle mensole.
Germogliati per noi sotto cieli più sereni.
 
Esaurendo a gara gli ultimi ardori
I nostri cuori saranno come due ardenti torce,
Che rifletteranno il loro duplice fulgore
Di anime identiche come specchi gemelli.
 
In questa serata floreale e sotto un cielo turchino,
Noi scambieremo una unica energia,
Come un lungo pianto convulso, ricco di addii;
 
Poi, più tardi, un Angelo ci aprirà le porte
Verrà a rianimare, fedele e gioioso,
Gli specchi appannati e le fiamme morte.
 
Da “La morte” di Charles Baudelaire
 
Boccheggiano 16.9.2020 – 22:40

 

*

Turbamenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Perché piangi?” mi chiese la coscienza.

“Non so”, io le risposi francamente,

quel volto m’è già entrato nella mente

e scava e non riesco a stare senza”.

 

“Vai sempre in fretta senza aver prudenza”,

rispose la coscienza mia paziente,

“sempre impulsivo come uno studente

vedo che a te mai serve l’esperienza”.

 

“Coscienza mia lo sai che mi commuovo”

(ma era il cuore che parlava adesso)

“se una persona sofferente trovo

 

e lo sai bene: sempre io son lo stesso

dentro il mio petto una passione provo

perché d’amore vivo e in cuor l’ho impresso”.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 26/11.2020 – 14,57)

 

- Sonetto

 

La foto è tratta dal portale:

http://www.klpteatro.it/wp-content/uploads/2011/05/turandot_corsetti_atto3_1.jpg

 

 

 

*

Nella notte

Ti vedo per la strada sola andare
con la cagnetta che ti da un leccotto
la sento un po’ grintosa anche abbaiare
per farla stare zitta dai un biscotto.
 
L’impronta di un amor non sai scordare
perché dentro il tuo cuor non s’è interrotto
e ti tormenti ma più non può tornare
vivere a questo mondo è un terno al lotto.
 
Ti svegli una mattina e sei felice
ma poi ci mette un asse il reo destino
quel che decide fa e nulla dice
 
e si comporta come un aguzzino
ch’ogni letizia estirpa alla radice
e buio regala all’alba del mattino.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 26.11.2020 – 16:11)
 
- Sonetto
 
Nella mia foto: Sera a Follonica
Dedicata a Tiziana di Manciano

*

Fuori pista

 
Non so che cosa mai ci possa fare
ma più ti penso e più mi sei vicina
mi sembri tuttavia una ragazzina
che questo affetto non potrà accettare.
 
Ma sei riuscita a farmi innamorare
in cuor ti sei piantata come spina
che abbonda in mezzo ai rovi e alla saggina
ed anche il cuore hai fatto sanguinare.
 
Che posso farci? È la mia natura
di dare amore spesso a prima vista
la chiave infilo nella serratura
 
neppure noto che va fuori pista,
che son bloccato con la clausura
e me la suono come un chitarrista.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 28.11.2020 -15,08)
 
- Sonetto

*

Sognatori

 

Io veglio

a te sto ancor pensando

e alla tua treccia nera,

anche se l’hai tagliata

ricordo allor com’era.

 

E ti sognai

con i tuoi seni al vento

nuda sdraiata a letto

ed i capelli sciolti

che davano diletto.

 

Ora ti penso

ancor nel letto sogno

mentre a dormire stento

quei seni prosperosi

tra le mie mani sento.

 

Già lo sapevi

certo te n’eri accorta

quel giorno nella piazza

forse pensavi allora

di fare un po’ la pazza.

 

Te n’eri accorta

che i seni ti guardavo

fissavo i tuoi capelli

inseguo spesso in cielo

il volo degli uccelli.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 4.11.2020 – 5:42)

 

Nella foto: Torino Piazza San Carlo.

*

Vita

C'è la vita in mezzo a tanto verde
cinghiali, volpi, daini nei boschi
sugli alberi cuculi e fringuelli
nel cielo terso il volo degli uccelli.
 
E poi una miriade di insetti
api, formiche, farfalle e calabroni
dall’alto sembra non esista niente
ma pulsa la vita incessantemente.
 
Basta entrare nel bosco e allora avverti
l’urlo allarmato delle gazze ladre,
senti un volo confuso e un batter d’ali
mentre dai poggi ridiscendi o sali.
 
E guardi in cielo le rondini volare
daini nella macchia scivolare
anche il vento fa i rami tremolare
sui ciocchi le viole germogliare.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 14.03.2020 – 10,25)
 
La foto è di Leonilde Luslini (g.c.)
 
 

*

Padre non fui

Padre non fui,
non sono,
né figlio fui
che ebbe padre e amò,
nulla io fui.
 
Neppure nonno,
limpida voce udii
o singhiozzo di notte
o pianto antico.
 
Cosa mai fui
vorrei saperlo un dì,
ma non c'è voce tacita
che parla e dice e spiega.
 
Quello che sono oggi
non lo so.
Vorrei sentirmi padre,
o amarlo un poco,
vorrei sentirmi me
ma non lo sono,
forse nulla sarò
e chi io sia
forse mai lo saprò.
 
Salvatore Armando Santoro
(2019)

*

Consuntivi

Di quale amor mi ornai nel mio passato,
con lancia in resta sopra un bel cavallo,
all’assalto andai sotto al castello
a circuir la dolce castellana.
 
E colsi affetti, almeno così penso,
che legger nella donna è affar complesso
ma che l’amor non si sa dare spesso
cosa reale e vera a volte appare.
 
Ma lei mi fu fedele tutto il tempo
almeno così lessi alle apparenze
certo infedele un poco io lo fui
ed anche col pensier spesso mi persi.
 
Ora è arrivato il di dei consuntivi
invano sfogli i tempi tuoi giulivi
ora ti affanni ed anche un poco gridi
sui tuoi difetti a volte piangi e ridi.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 28.10.2020 15:12)
 

*

Come un’onda di mare

 

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/120359589_351336462976006_8064564058617952149_n.jpg?_nc_cat=107&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=PnaEp9AADVEAX9ulHDS&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=25abdc8b35acec53517330f039d23b58&oe=5F950009

Sto sorridendo mentre penso al mare,
alla risacca che colpisce i massi
al frigolar dell’onda sulla sabbia
che sotto i piedi il suo risucchio scava.

E la mia mente dai pensieri lava
con se inghiotte anche la mia rabbia
il cuor vorrebbe che il livore passi
poterti come un tempo ancora amare.

Ma c’è l’inferno adesso nella mente,
la delusione è stata grande e tanta
non trova più l’accordo con il cuore

ed il ricordo lentamente muore
come l’onda che sulla roccia schianta
e in mare defluisce lentamente.

Lo strillo ascolto in volo d’un gabbiano
sembra la voce afflitta di un umano.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 5.7.2020 – 9:52)

 

La foto è di Antonio Fino (g.c.)

*

Pasqua di Resurrezione


https://blog.giallozafferano.it/lemilleunapassione/cudduraci/

Mi sono svegliato col suono di campane
ed ho pensato agli anni spensierati
con l’uovo in mano tutti sulla strada
bambini sparsi come una masnada.

Poi ho capito che non era Pasqua,
quella dei cudduraci* fatti in casa,
la Pasqua dei salumi e degli ovini
delle lasagne, dei buoni pecorini.

Questa è Pasqua solitari in casa
prigionieri di un male non cercato
le strade vuote, svolazzano gli insetti
ed i rondoni tornati sotto i tetti.

Solo loro regalano la vita,
chi potrebbe ancora regalarla
è chiusa in casa o gira nel giardino
ma oramai non è più a me vicino.

Allora ho alzato un muro sulla strada
non voglio più sentirla, né ascoltarla,
troppa è durata questa sofferenza
anche il Cristo ha perso la pazienza.

Finalmente sarà libera e felice
e non dovrà più favole contare
senza nessuno che le blocchi il volo
finalmente ora è sola, ed anch’io solo!

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 12.04.2020 – 14:12)

 

*Cudduraci, dolci pasquali tipici della zona di Reggio Calabria

*

Nuda

Ero con te,
nuda agli occhi altrui,
sentivo il vento frusciar sotto la gonna,
nuda ero sotto ma per te vestita,
fin quando non ti dissi:"Allunga e tocca".
 
E la mano allungasti,
il vibrare delle dita nude avvertii nella vagina,
ed ero tra la gente,
fine erotismo intenso,
travolgente.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 11.9.2020 - 18:53)
 
Sotto il vestito niente | Recensione film

La foto è tratta dal portale: http://www.darkveins.com/184069-vestito-niente-recensione-film/

 

 
 
 

*

Autunno 2020

Spoglio di nuvole è il cielo di Maremma
privo di voli di rondini e colombi,
anche i passeri tacciono silenti
tra i rami spogli
che la brina copre.
 
E già la nebbia su dal mare sale,
copre il bosco, occulta la collina,
e avverto un merlo che frullando vola
tra la siepe di more e biancospini.
 
Odo assordante il ciacciare della gente,
l'urlo gioioso e stridulo dei bimbi,
un rumore vibrante di motori.
 
Vivide luci splendono distanti
s'accendono i lampioni per le strade,
mugula un cane e un altro l'accompagna
con abbaiar stancante e rimbombante.
 
E l'ombra s'accompagna in questa sera,
umida e bigia che il colle affoga
che d'indolenza avvolge uomini e cose.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 11.9.2020 - 19:51)
 
 
Nella mia foto: Boccheggiano tra la nebbia.

*

Squaldrine

E non son stato al gioco e l’hai capito

allor per altro amore m’hai lasciato.

Altro amor?

Ma quando mai l’hai tu provato?

Un ovulo volevi fecondare

non t’importava mai chi fosse nato.

L’avresti bassamente barattato

come amor frutto d’amore

ad altri presentato.

 

Turpe mercato,

in mente di sgualdrina maturato,

infida e volgare donna da trivio,

priva di morale,

che d’amor parli,

come a me parlavi,

figlio di un vero amore barattavi,

amor che non provavi.

 

Ma non son stato al gioco,

nuova vita non ho poi generato,

l’istinto con il cuor ho soppesato

non ero il maschio idoneo alla sgualdrina

che con la paglia

frigge l’uovo in padella e lo cucina,

e allora hai spento il fuoco,

a capire chi sei ci vuole poco.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 13.9.2020 – 5:29)

 

https://paroledalthiasos.files.wordpress.com/2014/10/messalina.jpg

La foto di Messalina è tratta da Wikipedia

*

Insipido pane

Callose e dure erano le mani
le rughe ricamavano il suo viso
da tempo aveva perso il suo sorriso
come l’oro teneva quei tre pani.
 
E già pensava forse al suo domani
tante lacrime nuove e poco riso
nel dramma della vita ancor più intriso
e sangue rosso come i melograni.
 
Di terra tanta per anni ne ha zappato
scarso era il grano e parte del raccolto
la grandine ed il freddo gli han gelato:
 
Chi governava il resto poi gli ha tolto
la guerra i figli tutti ha massacrato
or solo il pianto gli accarezza il volto.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 13.04.2’20 – 20:01)
 
- Sonetto
 
- L'immagine è stata presa dalla rete.
 
 
 

*

Travi di castagno



Travi di castagno sul mio tetto,
travetti e mezzane un poco smosse
cascan sovente briciole di cotto
le trovo poi al mattino tra i cuscini.

E' la miniera che m'è entrata in casa
si nota nei sassi dei muri di sostegno
emerge ad ogni scavo d'occasione
per far passare un cavo della luce
per ancorare un'anta alla parete.

A Boccheggiano parlano le pietre
da millenni s'è scavata la collina
ed ora sono sparse in ogni dove
ammucchiate ai margini dei boschi,
negli angoli ed ai bordi dei poderi,
lungo il Merse ed il torrente Farma
che scava le vene di schisto rilucente,
tra le brecce vermiglie di silicio.

Parlano anche i suoi boschi di castagni
che han dato nutrimento a tanta gente,
raccontano le lotte anche cruente
e quell'orgoglio che morir non vuole
d'una razza che si crede onnipotente.

Quella supremazia si manifesta
nelle dispute tra i borghi del paese,
vien sventolata in tutte le occasioni
nessuno vuole piegar schiena e ginocchi
dura l'alterco a lungo da millenni
l'ira fa lampeggiar pupille ed occhi.

Quando poi ognuno torna verso casa
il borgo piomba triste nel silenzio,
i vecchi se ne vanno giù in pianura,
i giovani si danno all'avventura.

Nei boschi riecheggiano i richiami
in un linguaggio per tutti sconosciuto
sono voci in macedone o albanese
son loro che ripopolano il paese.

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 6.4.2016 . 21.11)

 

- Nella foto: il borgo di Boccheggiano nel comune di Montieri.

*

Siesta

http://www.poetare.it/santoro/santoro_siesta.jpg
 
Quelle sedie aspettano qualcuno,
sottovoce raccontano una storia
i tavoli li stanno ad ascoltare
una storia poi da rammentare.
 
E ne han sentite storie
vecchie e antiche,
chiacchiere e fantasie,
ne ha sentite baggianate,
battute allegre,
risate sgangherate ed argentine,
ne han sentite bugie.
 
Ne han visti giocatori,
carte nel mazzo sbattute,
schiaffeggiate,
con rabbia poi abbassate
in seguito ad una mano mal girata,
carte in aria volate.
 
Ne han visti bevitori,
bicchieri sul tavolo svuotati,
rumore di vetrame sui lastroni,
ne han visti brontoloni,
vagabondi col cane e col borsone,
ne ha visti ubriaconi
ridere da soli ed ai passanti
qualche volta imprecare
e poi dimenticarsi di pagare.
 
Se ne stanno adesso oziose,
le sedie insieme ai tavolini,
aspettano forse ancora d'ascoltare
qualche battuta nuova in allegria,
dei nuovi clienti senza fretta,
che si fermano ad oziare in quella via.
 
Salvatore Armando Santoro
(Donnas 20.10.2016 - 16,58)
 
- La foto è di Maria Pacoda (g.c.)

*

Occasi


La foto è di Antonio Fino (g.c.)

Nel rinverdire di visioni antiche
sfiorano il volto zeffiri sereni
che allieteranno ancora il mio domani
col volo pigro e dolce dei gabbiani.

E fisso l'orizzonte ed anch'io volo,
vago con il pensiero e sfioro l'onda
col sole che inargenta la marina
a Rìstola m'inebrio alla panchina.

Quella panchina che paziente aspetta
che io ritorni, ché si sente sola,
con quella statua sempre indifferente
che volge il dorso all'onda risplendente.

Mi sembra d'avvertir un frullar d'ali,
lo strido dei gabbiani mi colpisce
ma è il luccichio del mar che mi stordisce
e quell'azzurro profondo dei fondali!

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 20.11.2016 - 22,26)

*

Le puttane


La foto è tratta da un dipinto di Henri de Toulouse-Lautrec: “Il sofà”, 1894-’96
(New York, Metropolitan Museum of Art)

Le puttane non hanno mai cuore
cercano sempre e solo il piacere
quando a volte si fanno pagare
con una fava ancor da piantare
due piccioni san catturare.

Le puttane le vedi dal culo
bisogna soltanto saper osservare
se ce l’han largo lo muovono intorno
se tanto indugi o sei indifferente
né dietro e né avanti poi pigli più niente.

Le puttane cambiano spesso
hanno gli ormoni sempre in fermento
quand’è ottobre ed hai fatto vendemmia
come il mosto il vino fermenta
se non rimesti poi l’oste bestemmia.

Le puttane sono donne un po’ strane
sembrano tutte sante vestali
sia dietro che avanti c’è chi scende e chi sale
ma dopo giurano tra lacrime e pianti
che li han raggirate dei diavoli santi.

Le puttane, sono solo puttane,
nascono tali e ancor non son nate
a tutti fanno la serenata
ma dopo dicon che le hanno sfruttate
perché qualcuno non le ha poi pagate.

Per questo spesso non sono fedeli
e ti ripetono che sei duro a capire
forse era vero ed oggi lo dico
va sempre pagato chi mangia quel fico
che loro dicono sia dolce e pudìco

ma restano male se a fondo non spingi
perché tutti sanno che le puttane
nascono male e sono malsane
e se c’è poi chi sostien ch’è cambiata,
cambiata è di letto dove poi s’è infilata.

Morale di questa allegra storiella
è sempre la stessa sarà sempre quella
se dice è cambiata sei stato fottuto
se dice ch’è t’ama sei becco e cornuto
a meno che gratis non hai sempre fottuto.

Salvatore Armando Santoro

Boccheggiano 16.04.2020 – 1:34)

*

Rosa fresca aulentissima

“Rosa fresca aulentissima”
fosti te a dichiararmi amore
di notte in chat nuda ti mostravi
m’hai dato il tuo candore
i panni hai tolto dal tuo corpo
l’hai fatto con il sole e con le stelle
il primo giorno hai esposto
fresche, aulenti, le grosse tue mammelle.

 

Il giorno dopo hai passeggiato,
con me ignaro lungo la marina,
sì m’hai amato ma non ho capito
perché l’hai fatto, cosa progettavi,
forse pensavi che t’avrei costretta
ma tutto hai fatto senza costrizione
con me sei andata, come le mignotte,
in mini gonna e senza le culotte.

 

Sentivi il vento frusciare tra le cosce,
“rosa fresca aulentissima” tu eri,
e mi strusciavi a Santa Caterina
m’hai sussurrato che libera tu eri
da costrizioni, che ti ribellavi,
sapevi invece che mi stuzzicavi,
che nessuna penale avrei pagato
sapevi che soltanto tu hai peccato.

 

“Rosa fresca aulentissima”,
l’amore è poi passato e passan l’ore
fiera tu andavi per la trasgressione
mi proteggeva allor l’Imperatore
che tra i suoi menestrelli mi teneva
capiva lui l’affetto e la passione,
ma fresco vento intorno ti girava
tra le tue cosce e un po’ mi stuzzicava.

 

“Rosa fresca aulentissima”
su rocce nude poi tu ti sei data,
non ho capito ancora quegli ardori
le foto ti scattai sulla scogliera,
l’inferno tutto quanto mi mostravi
sullo Jonio splendevano gli umori,
gabella avrei pagato per amore
mi porteggeva allor l’Imperatore.

 

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 4.9.2020 – 4:10)

 

Nella foto, dipinto di Federico II°

L'immagine può contenere: una o più persone

*

Quei geni maledetti

Quei geni maledetti mi tormentano,
son sempre in movimento, mai sereni,
quei geni viaggiano instancabili
nelle mie vene, e vanno dritti al cuore
ristagnano a momenti,
fluttuano e si ribellano incostanti.

 

Non son viandanti senza compagnia
lo so, lo so chi ancor li alleva in corpo,
non sono solo ma viaggiamo in coppia,
son nati nelle vene d’un parente
che avevo visto già in fotografia
lei m’ha sorriso e me li ha messi in mente.

 

Quei geni immuni sono anche al vaccino,
perché più volte mi son vaccinato
ma già erano ribelli appena nato
e m’han seguito su è giù per lo stivale
sempre attaccati al corpo come zecche
m’han sempre diabolicamente stuzzicato.

 

No, solo non sono, è come una infezione
che nel sangue della razza si è infilata
ed io non penso la mente sia ammalata,
anzi risveglia spesso le passioni
passa da un lucido pensare
ad una voglia intensa di trescare.

 

E non serve invecchiare,
anzi la mente sembra non sanare,
l’istinto resta sveglio e mai non muore
forte gli impulsi invia a mente e cuore,
ed il ricordo galleggia stancamente,
ragione non ascolta, età non sente.

 

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 3.9.2010 – 00:12)

 

La foto è tratta dal portale: http://www.in-verso.it/i-poeti-maledetti/

Nessuna descrizione della foto disponibile.

*

Abbandonato

Abbandonato dalle ore

ad ascoltare il vento,

farsi carezzare la mente

dal suo fruscio

che cambia ad ogni folata

si modifica ad ogni soffio.

 

Osservarlo

mentre piega l'erba insecchita,

che lo schernisce,

ondeggia ma non si spezza,

gioca con lui,

lo confonde.

 

Fiutare

gli odori che trasporta,

la salsedine del mare,

quelli della macchia marina.

 

Ed io qui,

solitario,

perso nel buio della sera

a guardare le tue spiagge,

gli anfratti sulle rocce carsiche,

dove giaci con lui,

ti sublimi,

gioisci,

ignara dei miei tormenti,

della mia sofferenza.

 

Ed io maledico la vita

che mi ha negato un ultimo amore,

e ha spaccato il mio animo,

in bilico sull'abisso.

 

Salvatore Armando Santoro

(Scritta a Leuca nel Luglio 2009)

 

La foto è stata scattata a Punta Ristola e quell'erba è ricordata nella poesia!

L'immagine può contenere: pianta, spazio all'aperto, natura e acqua

 

*

Souvenir

L'immagine può contenere: albero, pianta, spazio all'aperto e natura
 
Nelle mie foto ci sono i miei ricordi
ci sei tu nuda calda e appassionata
i luoghi dove allegra mi hai portato
dove ricca di ormoni ti sei data.
 
Ci sono vecchie case ed i tratturi,
anche un muretto che ci riparava
ci si sdraiava all’ombra degli ulivi,
sull’erba secca che ci tormentava.
 
Conservo scioccamente anche i filmati
dove poi ritornavo a immortalare
e ascolto le parole, anche i miei pianti
incisi che mi fanno tormentare.
 
Che stupida persona che son stato,
eppur l’avevi detto tante volte
ma a quell’affetto m’ero ubriacato
e m’hai stordito con parole stolte.
 
Ora, tardi, ho capito, Dio che artista!
Stavi tentando di vendere il tuo corpo
sui vetri ancor ti stavi arrampicando
e ti donavi a un vecchio beccamorto.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 30.8.2020 – 22:46)
 
Nella mia foto: Campagna nei dintorni di Patù (Lecce)

*

Maturità

Ora che sei adulta e più matura
di certo troverai un ragazzetto
ti parlerà d’amore, anche di Cristo,
e poi di strapperà il tuo reggipetto.
 
Flaccide e appesantite dall’età
fuori ti salteranno le mammelle
ma adesso non son sode ma cadenti,
saranno come tremule fiammelle.
 
Ti illuderai di poter donare
ancora amor ma poco durerà
è giovane e sospinto dagli ormoni
come lo eri tu tant’anni fa.
 
E dopo che avrà spento la fiammella
lo sai di certo ti abbandonerà
inutilmente la terrai accesa
su un fresco fiore altrove volerà.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 30-8-2020 – 00:29)
 

*

Amore perso

Frasi sull'Amore Finito: le 100 più belle | Frasi Mania
 
Avevi un amore e l’hai perso
adesso lo cerchi ma invano
per te lui non scrive più un verso
non serve distender la mano.
 
Rimane nel cuore tuo impresso
la voce di un lieve richiamo
lo cerchi ma è tardi, e adesso
non dice e ne scrive :”Ti amo”!
 
Ti sembra che dorma vicino
lo senti finanche russare
ai suoi baci pensi perfino
 
al giorno che hai smesso d’amare.
Di lui resterà un lumicino
e una foto in rete a guardare.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 21.8.2020 – 2:26)
 
- Sonetto

*

Amore senile


.moondo.info/files/2019/02/cibo-salva-cuore.La foto è tratta dal portale:
https://maniagre.jpg
 
L’amore mi confonde e mi stordisce
non serve ricordarmi la mia età
ché non s’accorge mai chi tanto n’ha
anzi il tempo, passando, istupidisce.

Ed anche se lo specchio rinsavisce,
quel che riflette guardare non si sta
e si galleggia su nuova voluttà
ma di illusione anche si perisce.

Ma il cuor riceve nuovo carburante
e avvia brillantemente il suo motore
che gira bene pur se riaggiustato

e ci ricorda quel che un tempo è stato
fornendogli la forza e nuovo ardore
per ricercare ancora un nuovo amante.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 9.3.2010 – 10:01)

 

- Sonetto
 

*

Illusioni

L'immagine può contenere: pianta, fiore, albero, spazio all'aperto e natura
 
Quel cuore che vaga in silenzio
esprime un pensiero sincero
ma è tardi, ormai più non spero,
di toglier di bocca l’assenzio.
 
A volte in un verso evidenzio
un mio segreto pensiero
mi illudo ma subito azzero
e i sogni dal cuore licenzio.
 
Mi guardo allo specchio, mi vedo,
ma nuoto incurante nei sogni,
nei sogni non spero e non credo
 
ma aiutano i nostri bisogni.
Allor chiudo gli occhi e ci vedo
i fiori sui melocotogni.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 5.8.2020 – 15:04)
 
- Sonetto (dedicato a Luciana)
 

 

*

Le mie sensazioni

 
L'immagine può contenere: nuvola, cielo, montagna, spazio all'aperto e natura
Le mie sensazioni
vulcani in piena eruzione,
fumo, magma, odori di zolfo,
respiro vitale che manca,
di cui si avverte il bisogno
come svegliarsi da un sogno.
 
E dopo ventate improvvise
che spazzano fumi ed odori
e spazi infiniti, azzurri di mare,
voli di bianchi gabbiani,
spruzzi di onde su rocce
labbra seccate e salate
linde giornate pensate e cercate.
 
Le mie sensazioni
figlie di mente e di cuore
d’un sorriso di donna
d’una frase per caso lasciata
su una pagina in rete silente
che parla di vita vissuta,
sussurra disagi e armonia,
che nuovo calore riaccende dal niente
e nuvole bianche in ciel sparge ed invia.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 5.8.2020 – 15:45)
 
- La foto è tratta dal portale: http://www.strettoweb.com
 
 

*

Passa una donna

      L'immagine può contenere: una o più persone, motocicletta e spazio all'aperto
Passa una donna su una motoretta
col casco in testa viaggia indifferente
la chiamo da lontano ma non sente
ondeggia e sulla moto un poco svetta.
 
Alla voce del cuor più non da retta
neppure più saluta con la mano
anche lei sta invecchiando piano piano
d'amarla è giunta l'ora che io smetta.
 
A cosa serve ancora ricordarla?
Qual frutto coglierò nel suo giardino?
Svolazza adesso come una farfalla
 
felice abbaia come un cagnolino
che più di me di certo saprà amarla
che con dei versi sciocchi la sviolino.
 
Salvatore Armando Santoro
(Valpiana 7.8.2020 - 19:02)
 
- Sonetto
 
 

*

Il tempo se ne va

Il tempo lentamente se ne va
anche volendo tu non puoi fermarlo,
quando siam nati poi a ricordarlo
qualche persona intorno a noi ci sta.
 
Il tempo vola, anche questo si sa,
è chi ci ama che non vuol scordarlo
tu invano proverai a dimenticarlo
lui in questo giorno ti ritroverà.
 
Ed anzi arriverà un giorno avanti,
il giorno che ha provato sofferenza,
di affanni in cuore ne teneva tanti
 
e sorrideva con indifferenza.
Tu avevi smesso d’invocare i santi
ed anche il Cristo persa la pazienza.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 7.8.2020 – 9,05)
 
- Sonetto
 

*

Crepuscolo

Campo di grano con cipresso verde - Vincent van Gogh - pittore ...
 
Ricerco dentro l'anima, in me stesso,
pezzetti di coscienza colorati
han sete l'erba e i fiori sopra i prati
geme sul colle l'ultimo cipresso.
 
Affido al vento un mormorio sommesso
si spengono le idee e gli apparati,
gli estremi sono anch'essi scolorati,
arduo è capire il nuovo, lo confesso.
 
Anche il popolo nulla più capisce,
cerca una guida, che in salita arranca,
che un giorno dice sì e poi smentisce.
 
Questa crisi ch'ogni coscienza stanca,
ch'ogni decoro e ideologia sbiadisce
pure l'uomo più forte spacca e scianca.
 
Salvatore Armando Santoro
 
- Sonetto
 
- Il dipinto (campo di grano con cipresso) è di Van Gogh.
 
L'erba ed i fiori dei prati sono una metafora e rappresentano il popolo, mentre il cipresso
solitario sopra il colle rappresenta la ragione, l'uomo saggio che ormai è in balia del vento e delle intemperie ed è destinato a piegarsi ed a soccombere. Questa idea, in fondo, percorre tutto il sonetto ed il concetto è ripreso in modo più chiaro e meno metaforico dalla seconda quartina in avanti per evidenziarsi in modo concreto nel finale dove la crisi della leadership diventa reale e passa dall'allegoria alla realtà.

 

*

Spavaldo ed incosciente

Spavaldo e spensierato in par misura,
illuso, disilluso ed incosciente
conoscevo già favola e fattura
la storia finì poi miseramente.
 
Penso che lei non fosse ancor matura
(era fuori di testa o adolescente?)
mi illuse, poi prevalse la paura
che nell’animo umano è ognor presente.
 
La mia spavalderia finì in dolore
le sue certezze sol fuoco di paglia
il dubbio rese incerto anche l’amore.
 
Per giorni poi vagai tra la boscaglia
tracce cercavo di quel tanto ardore
ma sol due facce aveva la medaglia.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 01.08 2020 – 14:30)
 
- Sonetto
 
- Nella foto: Nelle campagne di Taviano (Lecce)
 
https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-0/p180x540/117107503_306233464152973_444443210266095683_n.jpg?_nc_cat=100&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=hVJl2rioqj4AX8tFqld&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&_nc_tp=6&oh=39949d495927212a2aee9dc0ca242d67&oe=5F4B5D37

*

Quando nel mio silenzio

 
 
Quando nel mio silenzio sto silente
lo so, lo so che ella ancor mi sente
ma non potrà far finta di ignorare
il frusciare dell’onda in riva al mare.
 
L’orgoglio spesso offusca cuore e mente
si finge di ignorar, spesso si mente,
ma è l’onda che sa lenta ricamare
e nella roccia dura sa scavare.
 
Giorno verrà, se ancora sarò vivo,
che io risentirò una voce stanca,
presenterà il tempo il consuntivo
 
quando la treccia nera sarà bianca;
ritornerai allor sotto l’ulivo,
là, cercherai l’amore che ti manca.
 
Riascolterai le mie parole spente
ricorderai le mie lacrime lente.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 31.07.2020 – 15:41)
 
- Sonetto ritornellalto
 
- Nella mia foto: Ulivi a San Gregorio di Patù (Lecce)

*

Sintesi

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-0/p180x540/109222981_299057354870584_2976521737459882890_n.jpg?_nc_cat=110&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=aknP08FvBqsAX9koK8x&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&_nc_tp=6&oh=7464d7606d50fdb0f0092b1ee3f2d501&oe=5F3D2419
 
Ricordo tutto di te
frasi e pensieri,
filmati e foto indecenti,
a tua voce,
i tuoi sospiri nuda sul letto,
il tuo piacere che hai filmato,
tutto ho archiviato.
 
Ricordo tutto di te,
le tue pazzie sotto la pioggia,
sotto il sole cocente,
in mezzo ai grilli della tua campagna,
l’ultima foto e un dito
che più non ho toccato
ma per sempre è scolpito.
 
Se vuoi tutto ti faccio riascoltare,
solo per ricordare,
per non dire bugie ai nuovi amici occasionali.
 
Anche al nuovo cretino ora racconti
dell’ultima tua distrazione,
e ripeti quello che a me ripetevi:
“Non so cosa m’è preso,
non l’amo, mai l’amerò, sempre lo tradirò”.
Acquieti la coscienza,
ma le stesse cose tu hai fatto,
sempre farai,
dici che cambi ma non cambierai.
 
Io a volte mi confesso
discuto con l’ultimo tuo amante che hai tradito,
con me lui si confida, mi confido.
Dopo io rido, insieme noi ridiamo
d’una donna infedele discorriamo
che tutti tradisce e si tradisce,
e non si stanca mai delle bugie
che senza alcun pudor sempre costruisce.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 23.07.2020 – 00:57)
 

*

Lavandaie

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/109819534_299033134873006_8764349834246090189_n.jpg?_nc_cat=108&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=Y5yQRU0I4FUAX-EgGNz&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=9d20be2fbdf07f3c78ec447f4ca97906&oe=5F3DB42F
 
C’è gente che ha nulla da fare tutto il giorno,
insudicia il bianco di un quaderno
col nero inferno d’una penna.
 
Pensieri strizzati sul torrente che scorre,
acqua gelida che le mani tormenta
e schizza negli occhi, nella mente,
e dice: “Che freddo che fa, quant’è opprimente”.
 
C’è gente immersa in onirici pensieri
gode per frasi dette e fatte
vuole stupire e si stupisce
sciacqua pensieri,
impazzisce.
 
Poi il pirla di turno che insegue la sua preda
ragno nascosto tra molli cortecce
di platani che cambiano la pelle
che saltella, traballa,
legge e costruisce critiche indecenti
cerca lo scoop innaturale
ed io mi chiedo: “Alfine, cosa vale?”
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 22.07.2020 – 23:58)
 

*

Controcorrente


Uno solo nel mucchio
controcorrente
nessuno mi ascolta
mi sente
ma il vero io succhio
mi riempio la mente
intorno candore raccolgo
come concime disperdo
m’incanto a guardare una siepe
tra i rovi risplende
da solo un bianco vilucchio.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 15.3.2020 – 10,44)

 

 

*

Turbamenti

Ci son momenti nella nostra vita
che non sappiamo quello che facciamo
e il nostro amore allora regaliamo
a chi col sesso al letto suo ci invita.
 
E il vero amor ci sfugge dalle dita
perché con lo squallore lo scambiamo
ma tanto dopo poi ci vergogniamo
d’aver la nostra vita immiserita.
 
L’amore vero l’abbiam buttato via
per una donna rozza e dozzinale
che, sì, ci ha dato un poco d’allegria
 
ma l’amor suo era un canto di cicale
che ha lasciato un senso di asfissia
in chi l’aveva inteso celestiale.
 
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 22.7.2020 – 13:18)
 
- Sonetto
 
- Nel dipinto di Ciro Ferri: Gesù e la Maddalena
 
Gesù e la Maddalena? Erano marito e moglie, assicura un libro
 
 

*

Nuovi approcci

“Non posso farci nulla, non ti amo”,
tu me l’hai ripetuto: “Non importa,
dammi per ora un poco del tuo tempo,
non chiudere anzitempo cuore e porta”.

 

“Conosco la tua storia e ti capisco,
la mia la sai e te l’ho già spiegata
ho dato affetto, ma il mio tempo ho perso
perso dietro una donna esagitata”.

 

“Ed ora è tardi. Ricordi la cantante
che un di cantava che non ha l’età?
Ora non ho l’età neppure io
è tardi e indietro non si tornerà”.

 

“Vicino ti starò, te l’ho promesso,
di molte cose sì, discuteremo,
non mi parlar di storie complicate
si parlerà se vuoi del più e del meno”.

 

“Vedremo che deciderà il destino
lasciamo l’acqua scorrere alla fonte
gustiamoci sereni il bel miraggio
del sole che tramonta all’orizzonte”.

 

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 7.7.2020 – 23:58)

 

Nella mia foto tramonto a Valpiana 23.6.2020.

L'immagine può contenere: cielo, albero, pianta, spazio all'aperto e natura

 

*

Leggendo i tuoi versi

Ho letto quei versi d’amore
(che incanto!)
e ci ho intravisto una grande emozione
sembravano versi un po tristi di pianto
ma mi han colpito
sembravano musica e canto.

E m’ha sconvolto la tanta passione
che tra le righe hai detto e nascosto
ma son poeta e leggo il pensiero
forse ad amare son frivolo è vero.

Non sono costante, e spesso saltello,
ed amo più donne con gran devozione
e tutte tradisco, non sono costante,
ma tante ne amo che gran mascalzone.

E soffro in silenzio ma dono l’amore
illudo e m’illudo con grande imbarazzo
m’incendio ed attizzo trasporto e furore
e poi mi commuovo ed archivio disagio.

Ma leggo i tuoi versi dolci e dolenti
soffri per tutto l’amor che hai donato
ho letto i tuoi versi e mi hai coinvolto
hai perso tutto, amore sprecato.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 13.02.2020 : 1:11)

*

Vi sono notti

Vi sono notti che tu mi svegli
avverto il suono del mio cellulare
e vi leggo un messaggio:
vecchi messaggi
lasciati in archivio a torturarmi
a interrogarmi su un amore ormai spento.

Come può una piccola fiamma
distruggere un bosco di larici?
Come può la sua brace covare
tra tanta cenere che sembra spenta
e riaccendere sempre quel fuoco
che non vuole morire?

Ah, l’amore, che malattia contagiosa
e non esiste ancora un vaccino
che possa immunizzarci?

Eppure sono certo che il prodotto
sarebbe davvero venduto.

Io lo cerco sui banchi del supermercato
ma odo la tua voce maledetta
che urla una frase sconcia al viva voce
e che fa girare i clienti.

Qualcuno sorride guardando i miei capelli
qualcuno sembra inquietarsi
solo io son felice per essere tornato giovane.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 14.02.2020 : 12:28)
 

*

Partenze


La foto è tratta dal portale:
https://www.picclickimg.com/d/l400/pict/273861134589_/cartolina-REGGIO-CALABRIA-LO-STRETTO.jpg

Cruda mia terra
che un giorno ho abbandonato
che ho amato e tanto odiato,
ricca di gente allegra e rumorosa
che nel pensier sol rabbia m’hai donato
eppure sempre t’ho cercata,
distesa e abbandonata fra due mari,
fra due differenti territori,
inseguendo dei geni
persi tra razze antiche e tra persone
ricche di estro e fantasia
che poi il destino ha sparso per la via.

Ti cerco oggi,
mi manchi,
ma ti sogno ancora in bianco e nero
con i tramonti traguardati con un filtro giallo
che un mondo fa sognare ormai scomparso
ma che nel cuore mio sempre ricerco
e penso sia lo stesso
disteso sullo Stretto ad aspettare
splendente in una terra rossa
che nel Salento nessuno più vuol coltivare.

Vi cerco amici miei dì un tempo,
ricerco i miei parenti,
le vostre voci mi pare di sentire
piene di amore,
colme di rancore
per un dissidio che non può guarire,
per una gioia che non può tornare.

Giorni di festa andate
bimbi ridenti e lunghe tavolate
pasti frugali in casa preparati
ed allegrie fuggenti d’altri tempi
quando bastava poco per gioire
vi cerco oggi
scavo tra i pensieri
ma vedo solo croci e dei lumini
e allor m’affretto a cogliere i ricordi
insieme ammucchio gli ultimi miei affetti
che chiudo in cuore prima di partire.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 16.02.2020 – 8:34)

*

Bruma autunnale

Pioviggina la nebbia, mentre sale
dal cuore, che patisce, il tuo ricordo,
ti insulto, maledico, poi m'assale
l'affetto che cancella l'odio sordo.

Tanta dolcezza a volte mi pervade
quando ricordo le care tue parole,
neve tardiva che sul prato cade
e che non scalda più raggio di sole.

A volte rileggo qualche tuo messaggio,
parole scritte senza mai pensare
che di quel dire poi si resta ostaggio

che basta poco a farci disprezzare,
essere oggetti di rancore e oltraggio
e nell'indifferenza poi annegare.

E sembra un peso da non sopportare
scordar l'amore e fingere di odiare

quella persona che ami immensamente
che ti tortura ancora cuore e mente

che è stata per noi fonte di bene,
ed ora partorisce solo pene.

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 11.9.2011 - 10.19)

- Sonetto ritornellato

*

Haiku - Opaco raggio


La foto è tratta dalla rete (Livio Gec)

Opaco raggio -
tra rami secchi filtra
luna di notte

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 15.02.2020 – 9:35)

*

Azzurra

Azzurra non lo sei e non ti vedi
il nome non vuol dire proprio niente
te l’han messo, s’accetta per com’è
qualcuna avrebbe scelto Giosuè.

 

Questa sera viaggio tra i ricordi
e vago su e giù per lo stivale
mi fermo in cerca dei miei vecchi amori
del seme sparso colgo sol dolori.

 

Un sol splendente acceca la tua casa
che sempre guardo quando vò al Vereto
tu poverina sei del tutto ignara
ma a sol guardare fò la vita amara.

 

Io amore ho seminato tra le zolle
anche loro son rosse come il sangue
rossi papaveri poi il terreno ha dato
con il mio sangue tutto l’ho bagnato.

 

Volano i petali, farfalle rosseggianti,
con le rondini volteggiano sul colle
passano gli anni, imbiancano i capelli,
e tocca a te portar gli altrui fardelli.

 

E manco sai che a te io sto pensando
sapessi quante cose che ho archiviato
ma i segreti con me poi moriranno
e orecchie estranee mai nulla sapranno

 

di quello che nel tempo mi ha narrato
la strana figlia che tu hai generato
perché a me non interessa ormai
di seminare quello che non sai.

 

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 20.05.2020 – 23:07)

 

La foto è di mio cugino Santoro Enrico delicato pittore di Cutrofiano (g.c.)

L'immagine può contenere: fiore, pianta, cielo, albero, spazio all'aperto e natura

*

La verità fa male

Renato Natali (It, 1883-1979) - Mondana - Degas, Case, Painting, Painting Art, Paintings, Draw

 

Mi ripetevi: “Tu non hai capito”,
l’hai detto tante volte e non son sordo
al fine ho inteso, è vero ho inteso, eccome,
bastava utilizzare il giusto nome.

Eppure nel vocabolario esiste,
c’è la parola giusta e universale
ed una notte in macchina l’hai detta
ti riportavo a casa e avevi fretta.

C’era un blocco notturno là a Gagliano
tu eri in sottoveste e sotto ignuda
neppure avevi dietro un documento
io rallentai viaggiando un po’ più lento.

Tu mi dicesti allor di non temere
nel caso che ci avessero fermati
e la risposta mi sembrò assai strana
avresti detto: “sono una puttana”!

Ancor ci penso dopo tanto tempo
finsi di non capire e allontanai
il vero che avvolgeva i miei pensieri
per una volta bugiarda non lo eri.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 04.02.2020 – 15:31)

 

Il dipinto "Mondana" è di Renato Natali (1883-1979)

*

Cicli


La foto e di Maria Recupero (g.c.)

In quella antica casa di campagna
cigolano finestre e porte consumate
battito d’ali in tane impolverate.

Ed il silenzio zitto s’accompagna
in quelle stanze con ancor gli strilli
di bambini urlanti insieme ai grilli.

E un albero fiorito ora disegna
l’arrivo d’una nuova primavera
e pare d’ascoltare una preghiera

in quella pace che d’intorno regna
mentre il suono del vespero lontano
insegue il buio che copre il colle e il piano.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 15.02.2020 – 00:39)

*

Fischia il vento

Il vento fischia e scuote la mia porta
gelido s’aggira per un borgo
che spesso sol silenzio mi regala
a tratti rotto dal grido d’un passante;
la gara di Sanremo è già finita
ma lui l’ignora pensa sia un cantante.

Un foschia leggera cela il mare
pioviggina incostante sui lastroni
di questa strada in parte rinnovata
chiudo la porta e nella stufa getto
un ciocco d’acero o quercia stagionato
poi sul PC dei nuovi versi immetto.

Parlo di sole, di mare, anche di passioni,
che ormai da anni ho dimenticate,
parlo di qualche donna che s’infiamma
a leggere i miei versi disperati,
con me lei si commuove e mi consola
ma i veri amori li ho dimenticati.

Rimane sempre in mente il bel ricordo
dei tanti sentimenti seminati,
e mi diletto di narrare in versi
un bacio, una carezza che ho donato,
una pelle lucente che vibrava al tocco
che ancor ricordo, che m’ha emozionato.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 10.02.2020 – 10:23)

*

Riflessioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al giorno del rimpianto non pensare

scopri la carne laida nel letto

larghe le gambe tieni e metti in mostra

il sesso che a molti da diletto.

 

Eccita pure ancora la mia mente

nella notte fai squillare il cellulare

sussurrami le frasi trasgressive

che tanto mi facevano eccitare.

 

Non importa che fossero bugie,

tu le sapevi bene raccontare,

quel povero ragazzo t’ha creduta

per bene lo sapevi cucinare.

 

Ma dalle sbornie poi ci si risveglia

per un poco si prova mal di testa

se prendi un’aspirina tutto passa

“gabbi lo santo” e passa anche la festa.

 

E festa è stata ma con tante spine

come colui che a Pasqua utilizzava

per penitenza, e il corpo si copriva,

se un palo urtava poi bestemmiava.

 

E sono state proprio quelle spine

che alla fine mi hanno risvegliato

col tappo ho chiuso bene la bottiglia

e sobrio e ben cosciente son tornato.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 15.06.2020 – 23:03)

 

Nella foto: Dipinto di Egon Schiele, donna nuda seduta con gambe aperte, 1912

*

Mareggiata

 
La foto è tratta da:

https://it.wikipedia.org/wiki/Tiresia

La foto della mareggiata a Leuca è di Antonio Fino (g.c.)


Leuca ricordo con il cuor contento
l’onda bianca che sfiora la falesia
il volo dei gabbiani contro vento
per il destino mio ci va Tiresia*.

Tra queste rocce del color d’ardesia
Enea approdò con il suo cuor sgomento
forse di lui narrò anche Milesia**
dopo che Ilio, Ulisse, aveva spento.

Rimane nel mio cuore una gran pena
tanti ricordi, la mente mia turbata,
ma un poco di sollievo infonde Atena***.

che l’anima alla tua ha incatenata
ma spezzerò un dì questa catena
che a te la dea mi lega da ostinata.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 17.01.2019 - 12:23)

- Sonetto

* Tiresia – Indovino della mitologia greca
**Fabula Milesia – raccolta novelle mitologiche greche
*** Atena (Minerva) – Dea protettrice di Enea il cui tempio sorgeva a Castro (LE) dove Enea, in fuga da Troia, sbarcò.

*

Qual fosse, qual ero


L'immagine è tratta dal portale: https://ilfastidioso.myblog.it/tag/gesu/

Qual fossi di certo lei forse ha capito
sicuro dormiente per niente assopito

di certo lei era di molto più sveglia
nata in Salento non certo ad Oneglia.

Mi illuse, da uomo immaturo m’illusi
ma dopo lei ammise con te mi confusi

anch’io alle volte confuso chiedevo,
qual’ero e qual sono assai bene vedevo.

Ma lei non vedeva o si era invaghita
dopo ho capito, forse era impazzita.

Non proprio pazza ma fusa di testa
forse assonnata comunque non desta.

Ora analizzo, mi chiedo qual fosse
“del senno di poi sono piene le fosse”

esamino adesso tra arguto e severo
mi chiedo anch’io quel fesso che ero.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 22.01.2019 – 14:37)

*

Scavando tra i ricordi


- La foto è di Massimo Pisa (g.c.)

Ed è la giovinezza che va via

che ci riporta nel bel tempo andato

a chi ha avuto e a chi qualcosa ha dato

e a me ha lasciato tanta nostalgia.

 

Il cuor tra questi Alburni ancora spia

una traccia che un tempo ci ho lasciato

e spesso poi ritorno a quel passato

per ritrovar passione e frenesia.

 

E il vento suona ancora tra i castagni

tra quei silenzi vado a ripararmi

ricerco un volto caro o i miei compagni.

 

Ma quel che provo non può consolarmi

sembra che un suon di fonte mi accompagni

tra quelle vecchie case ritrovarmi.

 


Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 12.01.2020 – 6:30)

 

- Sonetto

*

Pinocchio


La foto è tratta dal pagina:
https://www.linkuaggio.com/2018/08/frasi-per-le-persone-bugiarde-aforismi-citazioni.html

Non sento alcuno intorno a me
quando a te penso,
né mi distrae tramonto,
neppure voce nuova che m’alletta,
sfarfalla intorno a me l’Amore
e non l’avverto,
più non sento il rumore
neppure l’affannarsi della gente,
a te penso, indolente,
bugiarda e intransigente,
Pinocchio
che un dì al cuore mio hai bussato
seduttrice e insistente.

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 14.01.2020 – 10,25)

*

Un nido per la luna


La foto condivisa da FB è di Lina Monte (g.c.)

La luna è un po’ assonnata questa sera
tra i rami sta cercando un posticino
e si comporta come un uccellino
per riposare in mezzo alla brughiera.

Dei vecchi non ascolta la preghiera
ma a loro rende lucido il cammino
perché è compagna d’ogni pellegrino
che nei suoi raggi luminosi spera.

Ma è troppo vecchia ed anche troppo stanca
è dura scavalcar fiumi e colline
di strada in cielo ormai ne ha fatta tanta

e un posto cerca in mezzo a scrasce e spine
poi abbassa un poco la sua luce bianca
lasciando accese poche candeline.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 10-1-2020 – 3,13)

 

- Sonetto

*

Una casetta dal colle

Per me l’amore tuo un dì hai scordato,
eri impazzita più non ragionavi
e in fondo io sol poco avevo dato
ma a letto volentieri con me stavi.

 

Ma quel che avevo tutto ho regalato
affetto e amore e non ti lamentavi
quand’ero triste tu m’hai consolato
e a volte lui lasciavi e me cercavi.

 

Mi ero illuso, ma sempre cosciente,
era forse l’età che alimentava
tutto quel fuoco che avvampava in mente

 

ma anche il cuore mio ti ricambiava
l’amor che davi e fu riconoscente
ma già intuiva il prezzo che pagava.

 

Ora il mare è tacito e tranquillo
ma a volte ancor di te sono un po’ brillo

 

perché vado a guardar dal colle antico
una casetta che oggi maledico.

 

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 4.06.2020 – 15:13)

 

- Sonetto ritornellato

 

Nella mia foto: Patù vista dal Vereto.

L'immagine può contenere: albero, cielo, pianta, erba, spazio all'aperto e natura
 

 

*

Mangiavamo carrube

 

Mangiavamo carrube e castagne
fichi secchi, patate bollite,
certamente oggi poco capite
nel sughetto annegate lasagne.

Non bevevo di certo champagne
ma acqua fresca in brocche sparite
le carrube son tutte finite
già scordate le fave terragne.

Oggi è facile tutto trovare
surgelati e frutta importata
col carrello ora basta cercare

non ti chiedi da chi è coltivata
si sta sempre poco a pensare
tanta povera gente sfruttata.

E la guerra chi più la ricorda?
Eppure si sente se apri la porta.

Si pensa che sia sempre lontana
nel sacco era della befana.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 15.01.2020 – 7:51)

 

- Sonetto ritornellato

*

Luci nella brughiera