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Raccolta di poesie di Caterina Alagna
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Certe sere

Certe sere un tonfo silenzioso

rimbomba nel cuore.

Sono gli istanti in cui dagli occhi

non sgorga più la luce

ma una tempesta rovente

che sputa cristalli di ruggine.

Una crosta insistente

non riesce a staccarsi dal cuore,

ruvida irrita le nari

e a fiotti si staccano brandelli di anima.

Quella povera anima che

incompresa continua sui suoi passi,

ama perdutamente ma non lo dichiara mai.

 

*

Sanguinano lacrime

Sanguinano lacrime

sotto un cielo irto e spinoso

dove i padri lasciano tracce smemorate

e crollano gli ideali,

dove i figli piangono e ignorano le cause,

dove l’infinito ha un duro prezzo da pagare,

dove le carezze di mani delicate sono

solo un effimero piacere, ormai sempre più raro.

La morte è ormai un fiero baluardo

dove la coscienza s’è smarrita

in un nulla senza bordi che impedisce di sognare.

 

*

Il tacito rumore delle stelle

Il tacito rumore delle stelle

più non odo nel mio pianto,

muto canto che risuona in un

bosco invisibile, che si libera

sotto un manto di pioggia

per volare in solitudine col

sorriso stampato di un'anima pia.

 

Il tacito rumore delle stelle

più non odo tra le onde lacrimanti,

sulla volta del cielo un velo nero risplende.

A malapena una tenera luce ancora trema,

mi piace pensare che sia una voce

che ancora vibra, ostinata e sincera.

*

La sera

Spedita s’incammina la sera

e spinge il pianto in una fulgida via

che in uno specchio di luce s’abbevera.

 

 

Spedita ti sfiora la sera

quando la tua animas’infervora

al labile tocco di un’amara brezza.

 

Spedita procede la sera

sopra nuvole bianche strappate agli orli,

mentre sanguinano parole sincere

dietro maschere di vita a colori.

 

*

Notti senza luna

Nelle notti senza luna

l'intangibile alito dei morti

soffia nei miei ricordi la vita.

L'amore, come un sigillo carnale,

ha lasciato le spoglie senza linfa,

ma soffia ancora un battito di vita

su una tenera frasca che profuma

di giovinezza spaurita.

Il lume dei cari è ormai spento,

ma come un miracolo, la sua luce

ancora brilla e muove il mio piccolo

mondo, caotico e fermo. 

 

*

Linfa nera

Uno spicchio di mare nero

mi avviluppa in un vortice

di nettare e miele dipinto

da un'acre punta di piacere.

Scorre come un fiume in piena

quel luccicante sorso di linfa nera,

corposa e sincera come la voce

d'un'amica quando la vita si fa sera

e l'oscurità sotto un cielo fremente

alla tua essenza s'incatena. 

*

Soffocanti nebbie

Soffocanti nebbie

strozzano il cielo ,

inquinano i polmoni

e gettano la mente

in un lugubre gelo.

Non più l’aria diletta

profuma di limpide voci

e di purezza,

luride parole di zolfo

si propagano come cenere.

I valori della vita

sfavillano come perle,

fulgidi come lucidi diamanti

passano nell’aria

come orme insignificanti.

 

 

*

Luce Celeste

Luce Celeste

ci donasti il sacrificio

del tuo Figlio Innocente,

inchiodato a una livida croce

che ancora assorbe il sangue e il dolore

dei figli frustrati e afflitti

che accolgono il calvario nel cuore,

che ancora assorbe il pianto famelico

dei bambini ricoperti di polvere,

delle madri che si struggono sul sangue

dei figli trafitti dalle guerre

o dai lavori che usurano l'anima e la pelle.

Luce Celeste,

stendi la tua mano divina

su quelle povere teste che ogni giorno

trascinano flaccide membra

e trovano la forza di mangiare ancora

un umile pasto di polvere. 

*

Come foglia

Come foglia sciupata,

sbiadita di vita,

fluttua l’amore trascinato dal vento.

Fragile spoglia che trova riparo in terre assopite,

versando dolore dalle vene di ruggine coperte.

L’amore oggi è solo una bella poesia,

versi decantati da note deliziose,

una carezza distratta nel vento

che vaga nell’immensità in cerca

di valori bagnati di umano sentimento.

 

 

*

Cammino

Cammino su un letto

di aride foglie.

Le nostre coscienze malsane

si muovono indifferenti

dinanzi alla violenza

e alle macabri ingiustizie sociali,

affondano in un magma infuso

di sterili banalità.

L’essenza della vita

si libra in un’aria diradata,

risucchiata da un torbido oceano,

quel confuso specchio di vita

dove l’ignoranza come un sovrano

s’impone, di niente farcita.

*

Unico pensiero

Non ode alcun fremito la mia pelle

quando la vista di un vuoto fiorente

trapassa le pareti dell’anima.

Tutto si perde in uno stormo

di immagini spente cantate su foto

di facce tutte diverse ma identiche.

Tutte dipinte di un unico pensiero,

uno sterile sogno di apparenza,

mentre la pura forma della sostanza

s’è smarrita un in vuoto

che divora coscienze ad oltranza.

*

Ruppero il dolore

Ruppero il dolore

in mille cristalli di luce,

morbide movenze luminose

che si fecero spazio in un terreo grigiore.

Curarono ataviche ferite

da cui ancora sgorga talvolta

una cascata di acre tremore,

un cereo spasmo di sofferenza

che in pochi attimi s’espande

e scolorisce la tela dell’esistenza.

Vividi colori si sciolgono in

un magma inconsistente,

una matassa inodore

che ogni umano nasconde

negli anfratti del cuore,

lì dove la nebbia cala come

acini di piombo

e si dirada solo quando il sole

di due occhi rinfresca l’anima

e le ore cadenti della giornata.