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Raccolta di poesie di Cristina Polli
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Uscita

Le foglie sui rami filtrano

un azzurro d'ombre

tremulo respiro.

Il passo ubriaco d'aria

torna all'asfalto dopo una vertigine

dopo un rimpianto.

Il luogo è una memoria incongruente:

uno spazio frantumato che ricomponi

e sfili via togliendoti i guanti.

*

Trasformazioni II

E' caduta di nuovo la mia muta

- traspaiono i riflessi iridescenti -

Si svela, improvvisa, dall'adagio

un'emersione in bilico, un sapore

che fluttua tra gli occhi e la mia stanza.

La serpe d'oro della conoscenza

eleva le sue spire oltre il mio dire.

*

Acqua di fonte

Come materia mobile lo stato d'io

confine sdrucciolo di margini di pelle

e dei luoghi della mente acqua di fonte

fluente e senza forma sparsa e

un io non io

che erra le risposte

riversate espanse nei plurali

*

La lingua che ci lega

credo che se anche in spirito tornassi

o non te ne fossi andato e fossi qui

io non saprei ugualmente cosa dirti

o cosa vorrei sentirmi dire

mi strugge il desiderio di una nostalgia

un desiderio di trovare sguardi

ma lo stato irreversibile tra noi

era una storia di tanto tempo fa

e la sola lingua che ci lega sono fotogrammi

in bianco e nero erano

poche parole dette

e che sia inverno.

*

Come di carta azzura

Come di carta azzurra appare il monte
sotto le nubi nere a mezzo cielo
contorni tagliati per un collage
che dispone memoria e lontananza.
Torna presente il lago d'autunno
superficie di nebbia che disperde
ogni inquietudine ogni domanda
ogni inutile sforzo della mente.
Sotto il cielo mutano le forme
il pensiero sponda dello sguardo.

Cristina Polli

*

Inizia la sera

Luce obliqua

Margine del giorno

Attendono nell'ombra

Un risveglio d'insetti

E i miei pensieri

       A terra si riflette

       Un gioco d'ali

*

Buio

Lo spazio buio immaginato

è il cuore di Amleto

che non sceglie.

Nell'ossario delle frasi

Avanzare di un passo

Ogni volta

                Di un passo.

 

 

 

 

*

Ho attinto barlumi di stelle

Ho attinto barlumi di stelle

In acqua di pozzo

E misurato costrutti d'essere

Su spigoli di pietre angolari

Ora vedo

L'oltre dei miei gesti

E dei tuoi sguardi

Quel divenire presente all'essenza

Che apre l'attimo all'eterno

 

 

*

Per resistere

Al confine dello sguardo

dietro la spalla mi appare

la Perdita dal volto diafano.

Inevitabile e innocente

dilaga oltre il limite precario

della fila d'alberi che additi

e sparge il suo candore 

tra i passi, le voci che si inseguono,

le finestre che si aprono

e si chiudono,

le chiavi girate nelle porte,

la fila davanti alla cassa,

le foglie dei platani

che rincorrono le stagioni.

Noi, per scommessa e preghiera,

alitiamo sulla creta del sogno

e scorriamo le dita a incidere

segni di passaggi

letture da tramandare

per resistere.

 

*

Alla fine di giugno

E' il laccio più sottile

Quello che ti impiglia

Il nodo che non scorgi

Tanto somiglia ad una permanenza

Di nubi tenaci e leggere

Che non piovono e non migrano

E tu curva cerchi tracce d'acqua

Tra fili di foglie che rinverdisci

D'aliti e a tratti richiami 

Orizzonti segnati col dito

Ora riversi di sogni 

E di tagli-seme da fiorire

 

*

Dirti Essere

A uccidere una donna non sempre

Si arriva a grandi passi

-Roghi di streghe o schiave-

A volte è la goccia quotidiana di veleno

La rete perversa delle convenienze

Gli sguardi distolti

Le parole non dette

I silenzi non ascoltati

Donne uccise in piazza

O riverse sul pavimento di casa

Donne morte dentro

Senza aiuto senza

Parola per dire

L'oltraggio di Tereo, 

Canto d'usignolo ad allietare

Il cielo della colpa, 

Sospese nell'aria perché non lascino

Impronte nella storia.

Apprenda a dirti Essere

Il padre e la madre

Il fratello, l'amante, il giudice. 

Apprendi a dirti Essere tu stessa.

*

Incontro

L'attesa dona ai sensi la distanza

Vagata in acque d'ombra

Sotto incompiute stelle

C'incontriamo immersi d'infinito

Dove lo sguardo accoglie la memoria

*

La voce del poeta

Corteggia la mia malinconia

La voce del poeta

Sillabando dipinge ombraluce

Luoghi di ascolto e di memoria

Di cui riconosco la polvere

Che smorza i colori

Baluginati nell'attimo

La strada inventata nel sogno

Andare e restare nel vertice

Nell'abisso del punto.

*

Dichiarazione

Solo per un errore ho pensato

di cercare la pace nel ricordo 

di versi, di leggerne ancora, 

di ritirarmi per trovare un segno, 

una foglia, il sole tra i rami, 

la spuma del mare che bianca veste

gli abissi, di seguire il vento

per specchiare in parole stupite 

un'armonia di mondo. Ma adesso

le vedo ritirarsi, adombrarsi 

per essere state chiamate

a compiti d'uomini: sublimare,

nello studiato scorrere del verso, 

dolori, e cantare ingiustizie 

da sconfiggere invece con gesti 

d'impegno e coraggio costante.

E che non s'adombri la Poesia,

perché nel dire queste cose la amo

ancora più di prima,

amo il suo dialogo col mondo, 

il suo girarmi intorno e il suo stare

acquattata all'angolo del vento.

 

*

Nausicaa

Se approdi naufrago alla mia riva

Avrai di certo vesti

E unguenti

Per toglierti il sale

Disseterò l'arsura 

Dei giorni abbacinati

Stretti alla catena

Delle notti insonni

E ti toglierò dai lobi

Il fragore delle onde in corsa

La corsa dei venti battenti sulla prora.

Rinnegherai il tuo vagabondare

E sarai il mio dolore d'abbandono.

Se approdi naufrago alla mia riva.

*

Assenza

Oggi sono comparse 

Le foglie nuove dei cedri 

E il prato è macchiato di rosso. 

Qualcuno per strada mi saluta 

Ma io ho già chiavi d'assenza 

Tra le dita e le nuvole grigie.

Ci saranno raccolti e parole

Sopra la pelle cieca. 

*

Le tue parole, Ashraf.#SaveAshrafFayadh

Non avrei, in realtà, parole 

Per te, Ashraf: mi piovono dentro 

Come gocce troppo pesanti e dense

Condensate di metallo di chiodi di croce

E lame di coltelli.

Ad ogni nuovo giorno spero 

L'uomo e riconosco poeta

Il dire oltre la polvere del tempo

Il canto intonato tra le angustie.

Le tue parole.

Ascolto. 

*

Ophelia#controviolenzadonne

Ophelia.

 

Avvinghia il pensiero

l’ombra che torna

per una questua di sopravvivenza.

 

Non cambiarle il nome:

per la caduta non ci sono appigli,

finzioni soccorrevoli di sorta.

 

Fuori trillano i passeri

E le cornacchie se ne stanno mute.

 

*

Come sale sulle piaghe#controviolenzadonne

Come sale sulle piaghe.

 

A ciò ch’è trattenuto fra le ciglia,

Nessuna conoscenza si compara,

Nessun sapere è posseduto meglio

della corrente che travolge le vene.

 

Dalle pieghe intime all’aria che

Respiro alla tua bocca,

Niente so con maggior sicurezza

del pugnale che trapassa la carne.

 

E se la carne non mi appartiene

mi attraversa la lacerazione,

lo scontro affilato di parole

versate come sale sulle piaghe. 

*

Come sale sulle piaghe

Come sale sulle piaghe.

 

A ciò ch’è trattenuto fra le ciglia,

Nessuna conoscenza si compara,

Nessun sapere è posseduto meglio

della corrente che travolge le vene.

 

Dalle pieghe intime all’aria che

Respiro alla tua bocca,

Niente so con maggior sicurezza

del pugnale che trapassa la carne.

 

E se la carne non mi appartiene

mi attraversa la lacerazione,

lo scontro affilato di parole

versate come sale sulle piaghe.