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Raccolta di poesie di Davide Stocovaz
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

La ragazza col sole negli occhi

Te ne stai lì
distesa sul lungomare 
con in mostra il tuo costume,
la pelle ambrata
le tue gambe lunghe
mentre il mare vicino
romba, s' infrange sulla roccia.
Alzi lo sguardo 
lo fissi sull'orizzonte 
mentre il sole ti rischiara la fronte.
A cosa starai pensando? 
A qualche amore rimasto lontano?
A quanto è vasto e misterioso il mondo?
A cosa cucinerai stasera?
A quando rivedrai un lui?
Dischiudi le labbra
esali un respiro profondo, 
mentre l'orizzonte intero
sembra imprimersi nel tuo sguardo.
E io vorrei essere come questo sole
che ti arroventa la pelle
che ti trafigge lo sguardo
che ti abbraccia il cuore.
Ma invece sono perenne eclissi
e starò poco distante
a scrivere di te
sirena sconosciuta 
che hai scosso i miei abissi
in un giorno qualunque.

*

Quanto manchi

Quanto manchi

tu, che risvegliavi in me

sentimenti sopiti.

Perché, adesso, 

mi regali solo tenebre?

Mentre ricordo il tuo sorriso

quando mi stavi vicino.

Povero sciocco.

Povero illuso,

ben sapevo che ti avrei perduto

e che mi saresti mancata tanto

e non ho potuto fare nulla per impedirlo.

Ora, la notte scende su ogni giorno

sperando di trovare qualcuno

che mi stia accanto.

Ma chiunque sia, se mai sarà,

non sarai tu

e questo lacera la mia anima.

Sapevo che mi saresti mancata

ma non avrei mai immaginato tanto.

Ti ricordo

splendore che eri

e già una lacrima 

solca il mio volto

mentre un solo sogno

abita la mia mente:

il vederti, il parlarti

un domani

che non può avvenire. 

*

Naufrago sperduto

Sono naufrago

su vaste spiagge di fuoco.

Adesso ne sono sicuro

l'amore non è un gioco.

Sono sperduto

in un oceano in tempesta.

Da me è lontana ogni aria di festa

da quando ti ho perduto.

Adesso solo l'inferno mi resta

con un'anima che si desta

e piange la tua mancanza.

Ogni giorno è una tortura.

Oh amore,

per me sei scherzo di una natura

ostile, che non perdona.

E adesso da quest'altura

contemplo la cittá

con te lì, da qualche parte nascosta.

E mi appare in sonno la tua bella figura

che mi condanna a destarmi senza fiato

con il cuore trafitto da coltelli di ricordi

di un tempo in cui vissi veramente.

*

Dimmi che mi pensi

Con gli occhi brillanti

e lo sguardo lucente

ti vedo anche se non ci sei più.

E la tua voce è eco lontana.

Ti ricordo, anche troppo,

non ci crederai.

Sei immersa adesso in una nuova vita

un misto di doveri e di fantasia,

grandi amori a riempire il vuoto

che io sento, anche troppo,

da quando non ci sei.

 

Ma la vita è un giro di vento,

siamo tutti attaccati a un filo;

il nostro si è spezzato

inevitabilmente

da quando di te mi sono innamorato.

 

Ora non restano che ricordi

sottili come lamine di luce

a rischiarare le mie giornate oscure.

Puoi pensarmi ancora?

Oh, dimmi che mi pensi,

anche solo un pò.

Dimmi che non siamo poi così distanti

e che un domani potremmo rivederci.

Che questo cuore è anche tuo

ed è esausto di battere in tutto questo buio. 

 

*

Lacrime

Lacrime di gioia

riempivano questo cuore

quando mi stavi accanto.

Ogni minuto passato con te

era puro incanto.

Lacrime di gioia

riempivano il mio petto

ogni volta che vedevo il tuo sorriso.

Non dimenticherò quanto stavo bene

in tua compagnia.

Ma era sogno a occhi aperti

e una realtà truce

lo ha spazzato via.

Lacrime di dolore

abitano adesso questo cuore

pesano nel mio petto.

Crollo avvinto su questo letto

e tutto attorno a me

si fa pesante silenzio

mentre mi esplode dentro

un dolore senza nome.

*

Come nebbia

Eri soffio di vita

e si apriva la primavera

nel mio arido cuore.

Eri come tramonto

su vaste colline in fiore.

Eri come il sole

che si affaccia sul mondo

e lo riscalda con dolcezza.

Tutto questo e molto altro

eri per me,

finché la realtà 

non ha svelato il suo volto oscuro

con questo sentire ardito

ch'era solo barlume di sogno.

E adesso, restano giorni vuoti

colorati dal tuo ricordo

mentre io da te svanisco

mi dissolvo

come nebbia in un lugubre mattino.

*

A te lontana

Quest'alba che gioca con il cielo,

quest'aria fresca che mi solletica lo spirito,

fanno salire un solo pensiero

un pensiero che parla di te.

 

Dove sarai, adesso?

Cosa stai facendo, in questo momento?

A chi schiuderai il tuo sorriso?

A chi ruberai tutta l'anima?

 

A me non resta che qualche rima

sparsa su questo bianco foglio.

Sapessi, quanto io ti voglio!

Per riscoprire parti anche di me.

 

Ma tu sei troppo lontana

come scintillare di stella;

splendente e irraggiungibile

così troppo lontana da me.

 

Chissà se mi pensi anche tu, qualche volta.

Chissà se ho lasciato qualche traccia.

Ricorderai ancora la mia faccia,

con i miei occhi che morivano di te?

 

E se succede, se mi pensi, cosa fai?

Sorridi? Piangi? O sei indifferente?

Ti ho amato tanto, lo sai?

Anche se tu non lo volevi.

 

Ora sei spettro che abita la mia mente

sei un dolore nuovo, che blocca il respiro.

Oh, se solo potessi averti vicino!

Ma no, sono spettro anch'io, tra tutta questa gente.

*

Musa

Tu, cosa fai emergere dagli uomini?

Cosa hai fatto al cuor mio?

Bastava che ti guardassi negli occhi

e tanto mi sentivo a un passo da Dio!

 

Ora sei eco che mi trapassa la mente

ahi, pare che non possa mandarti via,

e ci sei tu, al centro di ogni mia poesia

mentre un grido, che nessuno sente

 

mi sale dai recessi dell’anima;

è come grido di animale sofferente

perché tu, ormai, sei troppo lontana

e io piango questo dolore cocente

 

mentre restano sogni spazzati dal vento.

Oh, quanto vasto e grande è questo mio tormento!

Io, che sogno ancora di rivedere quel tuo volto

e di affogare nel suono della tua voce.

 

Mi resta, però, solo qualche sparuta rima

con nel cuore un’eterna eclissi.

Tu, hai infiammato gli spaventosi abissi

della mia infinita fantasia.

*

Ti ho sognato

Stanotte ti ho sognato.

Ti abbracciavo

ed eri così vicina

che il tuo cuore si fondeva con il mio.

I nostri respiri, piano

si incrociavano

e io mi inebriavo

col profumo intenso dei tuoi capelli.

La mia anima, tutta, si librava

in un volo libero, infinito

superava valli e colli

giungeva in un prato fiorito

e si distendeva quieta

lontana dal mondo,

lontana da ogni dolore.

Poi, è salito su il giorno

ho maledetto il mattino

e il mio risveglio.

Ahimè, tu non mi eri vicino.

Oh, quanto sarei stato meglio!

Adesso non vedo l’ora che torni la sera

e mi sforzo di pensarti

in modo che possa risognarti.

*

Il nuovo avvenire

Un tramonto vasto, copre il nostro paese.

Tenebre profonde, allungano le loro dita.

Ahimé, in molti hanno perso la vita!

In chi resta, le speranze restano accese.

 

Perché nessun tramonto dura in eterno.

Perché nessuna tenebra, divora per sempre la luce.

Appena scemerà tutto questo tormento,

noi rimasti faremo ancora sentire la nostra voce.

 

E tutto riprenderà il suo corso, il suo fluire

verso spiagge lontane, nuovi orizzonti.

Le strade saranno ancora piene di volti,

di lotte e speranze il nuovo avvenire.

*

L’inferno in terra

L’inferno è in terra, amore mio,

i sogni vanno tenuti stretti,

ognuno col suo percorso

tra sole e nebbia.

 

Qui sembra crollare un po’ tutto,

non sembra esserci certezza.

Parole al vento e frasi fatte

con incoerenza.

 

L’inferno è in terra, amore mio,

dobbiamo stare sempre attenti

e tenere gli occhi aperti

anche se siamo al buio.

 

Tu guardami negli occhi

e trovaci un futuro.

Se lo vedi bene

prova a mostrarlo anche a me.

 

Tu cerca le mie mani

e trovaci un domani.

E se vuoi baciarmi

fallo senza chiederti perché.

 

L’inferno è in terra, amore mio,

dobbiamo stare un po’ più uniti.

Il tuo raggiante sorriso,

così vicino al mio,

è pezzo di paradiso.

*

Spleen 2

Ho in corpo il veleno di centinaia di vipere.

Oscuro e pesante mi risulta il quotidiano vivere.

Una vocina maligna mi alita dentro:

“Non troverò mai, ciò che cerco.”

 

Cielo di roccia, abbraccio di tenebra,

un’altra lunga notte, densa,

carica di ricordi e potenti malinconie,

alimenta soltanto incubi senza fine.

 

Oh, dannato, me dannato!

Che d’Illusione sono stato trafitto;

e crollo sul mondo senza forze, sconfitto

perché a nulla ho amato.

*

Spleen

Cielo scuro, tenebra che divora ogni cosa.

Pioggia insistente, sembra non voler smettere.

Quiete e luce, la mia mente non se le può permettere.

Come sotto a febbre, sento che manca sempre qualcosa.

 

Vasta, estenuante, inutile pare essere la ricerca

di un bacio nelle vie del centro

di un po’ d’amore che renderebbe più leggero

il veleno del vivere quotidiano, senza meta.

 

E questo cielo scuro, questa pioggia battente

abitano il mio animo anche fosse estate

calda, rovente, con cieli tersi e sole splendente.

Vagherà ancora in solitaria la mia anima errante

 

che, ahimè, non sa darsi pace

e brama di venir divorata dalla luce

anche fosse di un amore destinato presto a morire

così almeno il mio cuore avrà avuto motivo di battere.

 

*

a K...

Conoscerti è stato per me privilegio,

cara amica di una sera.

Tu, dall'anima sensibile e leggera

dei sensi sei il risveglio.

 

Note della melodia più dolce

scorrono dentro di te

sono parte del tuo sangue

musica pura è la tua voce.

 

I tuoi occhi, così splendenti!

hanno della vita l'ardore.

Parlandoti, è sparito da me ogni dolore

e le ore sono state stelle cadenti

 

perché ammaliante e fresca è la tua compagnia.

Ma gioco del fato, scherzo del destino

presto dovrai andartene via.

Terrò con me il tuo ricordo

come il cielo tiene la luce del mattino.

 

E tu, splendore

ti prego, non spegnere mai

la musica che sei. 

 

 

 

 

*

Ora che ti ho perduta

Ora che sento di averti perduta

tutto, attorno a me, si dissolve in una nebulosa.

È strano, perché da quando incrociai i tuoi occhi

ben sapevo che sarebbe, presto o tardi, successo.

Ma il mio cuore non voleva ammetterlo.

La mia mente non voleva accettarlo.

E ti portavo dentro, come il più antico e oscuro dei tesori.

Adesso, la realtà si abbatte su di me come scure.

Tutto sembra coperto da una tenebrosa nube,

perché ti amo ancora, nonostante tutto,

anche se non vorresti mai sentirtelo dire.

Ora, a me non restano che tristi versi

stesi con mano tremante e sangue che scorre.

E sento, nonostante tutto, che non ti serbo rancore.

Il mio cuore vuole portarti ancora dentro,

fino in fondo al suo più profondo anfratto.

La mia mente vuole ancora ricordarti,

in ogni sua singola sinapsi.

Mi spengo nell’ombra di ogni giorno

perché, lo so, è già tardi per un tuo ritorno.

Non mi resta che attendere la mia ora del giudizio,

arrancando nel caos quotidiano,

senza ritrovare nemmeno un tuo pensiero, una frase, un saluto.

Oddio, sapessi quanto ti ho amato!

Ma a nulla è servito. Ora lo sento,

ti ho inesorabilmente perduta.

*

Occhi

Perdo me stesso, in quei tuoi occhi profondi e vasti

in cui risplende tutta la potenza degli astri.

Ogni parola stenta a trovare le labbra

e si annulla, viene come sommersa da calda sabbia.

 

In un tuo battere di ciglia

si dissolve il tempo e si spalanca un universo

in cui annego, vago senza meta, disperso,

avvolto da fumi di una seria malattia.

 

E quanto mancano, adesso, i tuoi occhi!

Sangue amaro scende nelle vene.

Si alza una nebbia pesante, l’anima viene

soffocata da una nevicata che scende a fiotti.

 

Ahimè, rivedo ancora quel tuo sguardo

in quelle notti in cui sembra tutto calmo.

Mi perseguita come spettro in un incubo.

Allora sussulto, mi agito, fremo

 

e mi desto con il respiro bloccato.

Nel giorno appena sorto, Noi non ci saremo.

Restano i tuoi occhi, fissi nei miei, come monito severo:

“per quanto tu lo volessi, io non ti ho mai amato.”

*

Ora che non ci sei più

Ora che non ci sei più

è vasto e profondo il mio tormento.

Pensieri e parole si disperdono nel vento

e vorrei poterti stringere ancora, tu

 

 

che sapevi risanarmi l’anima.

Bastava un tuo sorriso e io volavo.

Oh, sapessi quanto ti amavo!

E adesso non mi resta che qualche triste rima

 

 

mentre vengo sommerso dai ricordi

che mi travolgono come grandine.

Ora, resterai parte dei miei migliori sogni.

Scendono adesso amare lacrime

 

 

e sussulto a ogni risveglio

senza ritrovarti qui

mentre calano dense tenebre

che divorano il giorno.

*

Il mare d’inverno

Il mare d’inverno

è come il tuo volto,

il suo ondeggiare continuo

mi richiama quel tuo sguardo.

Un intero inferno

mi si agita dentro

pensando a te, onda tra le onde

della vita, mentre io naufrago

su vaste spiagge di fuoco.

Lento, mi abbandono

portato via dai flutti della realtà

come fossi tronco

da un grande albero caduto.

Rimango immobile, spettatore muto

mentre tutto intorno a me freme, si agita

come avvolto da vento di tempesta.

Ci fosse un modo per tenere a freno la testa!

con i ricordi che si gonfiano come marea

e malinconie che affiorano in superficie.

Ma no, è lontano il tempo d’esser felice

e, forse, la felicità stessa non è cosa terrena.

*

In un giorno qualsiasi

In un giorno qualsiasi 
mi ritorni in mente.
Così, all’improvviso
trovandomi impreparato.
Allora torno a casa
e provo a scrivere di te.
Potrei stendere poesie e poesie
sudare di rime in rime
ma non riuscirei mai
a descrivere quanto tu sei per me,
oh, splendore intramontabile,
che sembri portare il mondo con te.
Mi arrendo, non ce la faccio.
La penna cade sul foglio
mentre ricordo il nostro ultimo abbraccio.
Mi sento come naufrago su uno scoglio
con la nave lontana che affonda.
La mente gronda
il cuore non sa darsi pace
è come corpo steso su una brace.

*

Desiderio e spavento

Quando incrocio i tuoi verdi occhi

e ammiro la tua scura capigliatura

vedo tutta la potenza della natura

e svaniscono i miei pensieri più sciocchi.

 

La parola stenta a trovare le labbra

il respiro si ferma in gola.

Brividi caldi risalgono la schiena.

Il mio corpo, tutto, è come fiamma.

 

Ah, sapessi com’è amaro il sapore del dolore

quando le nostre strade si separano.

Nell’aria, più pesante, le tue parole echeggiano

e s’incidono brucianti nel mio cuore.

 

Penso sempre di te: “Che donna singolare!”

Sei desiderio e spavento: un male speciale.

*

Poeta

Porti tutto, dentro di te.

Senti la potenza degli astri

non puoi non scrivere

delle tue gioie, dei tuoi disastri.

 

Sei nuvola solitaria nella notte

lontana da ogni chiarore di luna.

A volte, di rima non ne esce nessuna

e una profonda tristezza t’inghiotte.

 

Scrivi di amori vicini o lontani,

col sudore che ti bagna le dita,

la magia e il dolore della vita

finché non bruciano le mani.

 

Sei viandante in un mare di nebbia

che non segue nessuna rotta.

L’anima aperta, il sangue che scotta

col tuo grido, che nessuno ascolta.

 

Ma sai, ben poco importa.

A volte, nostra è la sorte più triste.

Scrivi, e scrivi ancora, questo conta!

perché la tua anima pura resiste

 

allo scorrere incessante del tempo,

alle grida lanciate nel buio.

E quando calerà il pesante sipario

forse ci sarà qualcuno

 

che pronuncerà il tuo nome

che seguirà le tue rime

forse si emozionerà o piangerà

e farai parte dell’eternità.

*

Qui ti amo

Qui ti amo

dai recessi di questa piccola città

con i suoi vicoli che guidano al colle,

le sue strade che si spalancano sulle piazze.

Tra il verdeggiare dei suoi giardini

nel volare frenetico dei piccioni.

 

Qui ti amo

negli scorci che danno sul mare

e questo stesso che si fonde con l’orizzonte

con un castello di bianco ammantato

ultima appendice del suo confine.

 

In giornate di primavera

quando s’insinua una dolce brezza

questa mi porta il tuo respiro;

nello stormire dei rami, la tua risata.

Nel suono continuo della risacca

sento i tuoi passi nel mio cuore.

 

Nelle serate d’inverno

quando si alza quel forte vento

che ghermisce i tetti

storce il volo dei gabbiani

sento tutta la potenza

della tua mancanza.

Noi due, oh, così lontani!

 

Osservo la dorsale del Carso

che accarezza la volta celeste.

Il mio è amore a senso unico

con l’anima che non si dà pace.

E rivedo te, in questa città

come se voi due foste un tutt’uno.

E poco importa

quanto sia profondo il mio dolore,

quanto singhiozzi da solo il mio cuore,

ti porto dentro come faccio con questa città

in un ricordo intramontabile.

*

La tua bellezza

La tua bellezza

è tesoro sacro.

Non è quel filo di trucco

che ti delinea lo sguardo.

Non sono quei vestiti che indossi

che suggeriscono la tua figura.

La tua è bellezza di natura.

I tuoi occhi profondi,

color di puro assenzio,

sono gemme preziose

da osservare in silenzio.

Le tue labbra delicate

sembrano disegnate

da mano sensibile.

Il tuo corpo snello

sembra opera scultorea

che scuote il cervello

e fa salire un’onda di marea

dai recessi dello spirito.

Poi, ebbi l’onore

di guardare dentro di te

e trovarci un oceano vasto

di quiete e tempesta,

di arcobaleni e grandine.

Da allora, la mia poetica non si arresta.

La tua bellezza non ha confine

è totale, paralizzante.

E io ti ricorderò ancora, sempre

Perché quando un raggio di sole

irrompe nella tua vita

devi tenertelo ben stretto

legato al cuore

per sopravvivere

all’avanzare delle tenebre.

*

Il tuo sorriso...

… è acqua calda

che scende in fondo al cuore

e lo riscalda, lo riattiva.

 

Il tuo sorriso

è un cielo terso

che avvolge il mondo

e lo culla tra le sue immense braccia.

 

Sì, quel tuo sorriso,

che ti incendia il volto,

che ti fa brillare lo sguardo,

vorrei vederlo più spesso

 

e magari esserne io l’artefice,

che con un gesto, una parola

lo faccio apparire.

Oh, se solo lo sapessi fare

lo dipingerei sulla tela più resistente

e lo esporrei

nel più grande dei musei.

 

Ma no, ogni forma di bellezza è effimera.

E anche quel tuo sorriso, purtroppo, si spegne.

*

Fratello

A te

sangue del mio sangue

essenza della mia vita.

Rendi più leggera la fatica

del mio vivere quotidiano.

Il tuo sorriso è mare aperto.

Ti sento anche quando sei lontano.

Nel tuo essere allegro

c’è tutta la potenza dell’esistere.

Alla tua sfrenata ilarità

non riesco mai a resistere.

Gioia sublime sale dal profondo

ogni volta che ti rivedo,

hai sempre parola di conforto

anche quando non la richiedo.

 

Tutto è racchiuso in te,

i tuoi sogni infranti,

le speranze più solide,

e vai avanti

con forza e determinazione

nel tuo percorso

così diverso dal mio.

 

Possa ogni tristezza

restarti ben lontana.

Non smarrire mai la tua limpidezza.

La vita intera è tramontana

e ci affanniamo

come uccelli marini

a tenere alto il volo.

Il nostro legame è unico,

poco importa degli ostacoli,

noi due non ci perdiamo.

Sei in ogni dove del mio cervello,

Tu, caro e prezioso fratello.

*

Sogno

Quanto strazio

deve sopportare l’anima mia.

Io, che di te, sognavo un bacio

e la realtà lo ha spazzato via.

 

Era sogno troppo grande,

vasto, sapeva d’infinito.

E così fragile, di cristallo

che, presto, si è infranto.

 

Ora so, di averti perduta.

Ora sento l’ombra che avanza.

Incolmabile ci separa la distanza.

Mia, tutta, questa sventura.

 

Mio, tutto, questo dolore

che dentro mi si muove

come tentacoli di un mostro senza nome,

mentre qualcosa in me tace

sparisce ogni traccia di luce

forse è la migliore parte di me

che si abbandona

e, piano piano, muore.

*

L’ombra di ogni giorno

Sei la poesia che non ho mai scritto.

Sei l'amore che ho vissuto a metà.

Sei quel brivido che fa tremare il cuore, che sconvolge l'anima.

Vorrei rivederti nelle vie del centro,

un saluto, anche uno solo, a me basterebbe.

Ma no, tu sei destinata a restare un sogno ad occhi aperti.

Ed io, piano piano, mi spengo nell'ombra di ogni giorno.

*

a E...

Capita, spesso, di risentire la tua voce

nella brezza che sussurra tra gli alberi

nei sospiri della notte più buia.

Capita, spesso, di rivedere i tuoi occhi

nei riflessi del sole tra le onde del mare

nel chiarore della luna che rischiara la città.

Sei in ogni luogo al di fuori di me.

Sei in ogni meandro di me stesso.

Il tempo che scivola via non conta nulla.

La distanza che ci separa non è importante.

Ti porto dentro perché non riesco a lasciarti andare.

E scrivo di te, di noi lontani

perché la mia anima ha bisogno di farlo.

Forse, non avrei dovuto dirti “ti amo”,

ma come poterlo non fare?

Come riuscire a non innamorarsi di te?

Adesso sei come spettro

che mi perseguita di minuto in minuto

mentre continuo a sognare un tuo bacio.

E mi agito, ho paura

di non rivederti mai più.

Oh, se solo potesse capitare!

Quanto vasta sarebbe la mia gioia!

E così profondo l’oblio

quando te ne andresti.

Ma no, anima, placati!

Tu non passerai domani.

Ti ho amata.

Ti ho perduta.

*

Il Flusso della Vita

Abbandonati.

Arrenditi.

Non opporre resistenza.

Ascoltati.

Sentiti.

C’è una luce pura

dentro di te.

Osservala.

Senti come svanisce ogni traccia di paura.

Ascolta quel calore salirti fino alla mente,

avvolgerti tutto in un abbraccio lieto.

Avverti un’onda salire dai tuoi piedi

e infrangersi sulla punta della testa.

Accogli ogni traccia di energia che ti attraversa.

Quella luce, più forte di ogni tenebra

sei Tu, al di là della tua forma

al di là dei tuoi pensieri.

Tu, senza tempo, senza luogo,

unico, eterno.

In alcune pieghe del tempo

persino la Morte non può morire.

Se necessario,

entra nei recessi più profondi di te stesso,

supera le tenebre che si annidano,

e risali la Fonte,

attingi forza dalla tua stessa energia.

Non dar adito alle voci che ronzano nella mente,

non soccombere alle loro punture.

Sei molto più grande di loro.

Contemplale, perdonale, e si dissolveranno.

Sii presente a te stesso, al tuo prossimo.

C’è una profonda pace dentro di te,

ascoltala.

E poi, getta ogni spada, getta ogni remo

e lasciati guidare dalla corrente,

sia essa placida o turbolenta;

E poi, vivi, godi di ogni respiro, di ogni difficoltà,

di ogni gioia e dolore.

Siamo laghi profondi,

a volte, sferzati dalla burrasca

ma solo in superficie.

Le nostre acque profonde

non si agitano, restano immobili.

Accetta la tua vita, il tuo viaggio,

accetta te stesso, così come sei.

E se anche nubi oscure cariche di pioggia

si addenseranno su di te,

sentirai il sole bruciare dietro di loro.

*

Ti sento

Ti sento
anche nel cuore dell'inverno.
Il tuo ricordo è fiamma che riscalda.
Ti sento
con ogni fibra di me stesso
il vento
porta il tuo profumo
il sole
ricorda il tuo viso
il mare
sussurra con la tua voce.
Sei ovunque,
fuori e dentro di me.
E ti tengo stretta,
nella masnada di ricordi, di volti, di anime
perché non riesco, non posso
lasciarti andare.

*

A Red

Ciao fratello,

a dispetto del tempo

ti porterò sempre dentro.

Sei ricordo indelebile

destinato a non sbiadire mai.

Nei momenti più oscuri

ricordo il tuo musetto

con i tuoi grandi occhi

sgranati sul mondo;

ricordo quando ti tenevo stretto

e i nostri cuori

battevano in sincronia;

già sale una profonda malinconia

ma un sorriso mi rischiara

e ogni foschia del vivere si dissolve.

M'insegnasti cos'è l'amore puro

quello incondizionato

che supera ogni malumore,

tu, piccolo caro

che mi accettavi così com'ero

senza pretendere nulla in cambio.

Portasti gioia e allegria

in un percorso altrimenti tetro

e ora, che non ci sei più

ti ricordo anche con questi versi

sgorgati dal cuore

nel quale occupi un posto d'onore.

 

 

*

Ti penso

Ti penso

ed è come un rivederti.

Tu, cara luce dei miei occhi

che il tempo non può spegnere.

Mi ritorna in mente

il tuo splendido sorriso,

le tue labbra sottili

come vele, verso mari senza nome.

Il tuo delizioso viso

è come un quadro

dipinto da una mano sensibile.

Risento persino la tua voce

soffice alito di vento

sinfonia che non smetterei mai di ascoltare.

Oh, se solo ti potessi rivedere!

Quanta gioia mi esploderebbe dentro!

Ma, ora, le nostre strade sono diverse.

Il tuo cuore canta per un altro.

Ogni giorno ci vede sempre più distanti.

E io, forse anche scioccamente

rimango punto fermo, e ti penso.

Coltivo il sogno di rivederti presto

magari persino per caso

in un incrocio di passi.

Oh, benedetta speranza!

Risplendi ancora in me, non mi lasciare!

E tu, Amore distante

continua a portare la tua luce lungo il cammino

a chiunque ti starà vicino

e avrà il privilegio della tua compagnia.

Io vagabonderò per la mia strada,

ti ritroverò nel mondo poetico:

in quella fase che precede un viaggio nell’infinito

e ha sapore di eternità.

*

Poesia

Poesia

sbocciata di getto dal cuore

raggiungila, se puoi.

 

Valica colline e montagne.

Sorvola mari e oceani.

Attraversa boschi e foreste.

Arriva a lei come voce soave.

 

Falle addolcire lo sguardo

mentre gli occhi scorrono sulle righe.

Falle vibrare l'anima, tremare il cuore

mentre passa di rime in rime.

 

E inciditi salda nella sua mente

in modo che possa sentire la mia voce

che piano piano le sussurra

non dimenticarmi”.

*

Mi manchi

Mi manchi

è l'unica certezza che ho

è l'unica cosa che sento;

è un vuoto di pensieri, di parole

un abisso freddo

che accompagna ogni giorno.

Chissà se anche io

almeno un pò, ti manco.

Ma no, non credo.

E nulla si può fare se non andare avanti lo stesso

con un macigno nel cuore

e la malinconia che riempie l'anima.

*

Vi sono anime

Vi sono anime

orfane d'amore

prede del giogo

di un dio minore.

Così spesso, la mia stessa anima

si assopisce, appassisce

nell'assenza dei tuoi baci

nella mancanza delle tue carezze.

Chissà quanto sei distante.

Chissà se mai le nostre strade si uniranno.

Sembra di aspettarti da un'eternità

nella masnada di volti d'ogni giorno.

Già, chissà... se ci incontreremo.

Saprò allora coglierti?

Sarò pronto?

Intanto, quel giogo diabolico continua

e tu non ci sei. 

*

La danza delle ombre

Capita che all'improvviso

si alza dal mondo

una musica tetra

partorita da mente diabolica.

Ti trova sempre impreparato

e subito vieni circondato

da spettri dalle mani artigliate

che ti si stringono contro.

Le loro voci acute

avvelenano il pensiero,

la loro morsa soffoca ogni respiro.

Ti privano della tua energia

la divorano come farebbe un vampiro.

Tuo malgrado, ti trovi a fluttuare tra loro,

in cerchi sempre più stretti

col cuore che trema

la mente che vacilla.

Ma non temere, questa danza non è eterna.

A volte, la musica diabolica si spegne da sé

è solo questione di tempo

e tutto sarà sembrato solo un incubo. 

 

*

La casa degli spettri

Forse fu sogno
forse fu dolorosa realtà.
Mi trovai vagabondo
in un grande maniero
dal pavimento in legno nero
avvolto da un silenzio profondo.
Poi, negli aliti della notte
sentii dei respiri tutt'intorno
come se le pareti fossero bocche
che esalavano gemiti, frasi rotte
da un pianto senza tempo.
Oh, quanta sofferenza
in quelle vaste stanze vuote!
Quei gemiti mi entravano dentro
come frecce sparate al cuore.
Presto, non riuscii a trattenere le lacrime
mentre un solo nome prese a vorticare
nell'aria stantia, come eco incessante.
Era il tuo nome, era la tua voce
che forte gridava il mio.
Oh tu, mio fiore
che la morte ha spezzato
ti speravo vicino a Dio
non in un luogo triste e abbandonato!
Perdonami, amore mio
se sono fuggito in preda al delirio
ma spine contorte mi stringevano il cuore.
No, non tornerò in quella casa
portale tremendo dell'aldilà...
ma forse fu sogno
forse fu dolorosa realtà.

*

Scrivo una poesia...

a te, sì, a te

che sei somma delle mie poesie.

Ti penso ancora, sai?

Tu, splendore caro,

amore impossibile,

sembri non passare mai.

Rivedo ancora

il tuo volto magnifico

confondersi con i colori dell’aurora.

Poco importa quanto sei lontana,

quanto siano distanti le nostre vite,

io ti sento vicina

sei ancora maledettamente presente

Sì, anche se tu non lo vorresti

io scrivo di te

anche se mai leggerai

queste mie parole

anche se io stesso

mi annullo, scivolo via

nel tempo che ci separa

ti scrivo questa poesia

perché non riuscivo a non farlo.

*

Vorrei poterti dire ti amo

Vorrei poterti dire “ti amo”,

ancora e ancora…

quando te lo dissi
ti ritraesti con occhi lucidi
e già le nostre strade
arrivarono a un bivio.
Ora siamo su sentieri diversi.
Ora tu hai trovato la felicità
con una nuova persona.
E io vagabondo per la mia strada
portandoti dentro
come si porta dentro un sogno
che si estingue nel tardo pomeriggio,
quando la sera scende a inghiottire la luce.
Ah quanto brucia l’anima tutto questo!
E il mio “ti amo”, è un sospiro nel vento
destinato a spegnersi presto
e tu non lo sentirai.

*

Spirito della notte

Stanotte, la luna piena

fa da contorno al mio tormento.

Allunga le sue dita spettrali

fino all’interno della stanza,

penetrano nel mio petto

si serrano attorno al cuore

e sembrano soffocarlo.

Lì, nell’intenso chiarore

che rischiara la finestra

appare la tua figura:

la tua pelle bianca luccica d’avorio;

la tua chioma fluente ondeggia cupa

e appare e scompare in scintillii d’argento.

Te ne stai eretta, immobile e muta.

Quanto è spettrale la tua figura!

Sei spirito della notte

venuto da lontano a togliermi il sonno.

Allungo una mano, verso di te

mentre lacrime chiuse da troppo tempo

emergono con potenza di fiume.

E tu, lievemente, scompari,

ti dissolvi nel chiarore di luna.

Un ultimo singulto

prorompe dalla mia gola arida.

La luna biancheggia ancora.

E io ricado sul letto

avvinto dal sordo dolore

che accompagna le mie notti.

*

Sei

Sei il pensiero più profondo
dei miei infiniti pensieri.
Sei gocce di sangue
che accendono il mio cuore.
Sei brivido elettrico
che folgora ogni mio muscolo.
Sei tutto questo
e molto altro di più.
E anche la penna 
si arrende
di fronte a ciò che sei.

*

Abiti i miei sogni

Abiti i miei sogni

anche quando sono sveglio.

Sento un acuto tormento

quando non ci sei,

quando non ti vedo,

quando non ti sento.

Senza di te,

si disperdono le migliori parti di me stesso;

sono voci che si ammutoliscono.

E se mai un domani

dovessi ritornare,

mi troverai ad aspettarti

davanti la porta dei tuoi sogni,

chiedendoti il permesso di entrare.

 

*

L’Addio

Così, ci siamo detti addio.
Non un banale, sciocco, arrivederci.
Ma addio, 
che ha sapore di assenzio.
C'è un gran silenzio 
adesso, che appesta la stanza.
Sì, forse adesso me ne sto rendendo conto.
Ci siamo detti addio
perché il mio amore era d'intralcio,
con i miei monologhi precisi
e i tuoi silenzi rumorosi
carichi di parole,
col cellulare che cade dalle mani;
già, non ho potuto vedere i tuoi occhi
almeno un'ultima volta,
né sentire la tua voce,
almeno un'ultima volta.
Ma ho detto tutto ciò che potevo dirti.
E anche tu, nel tuo silenzio, 
mi hai detto tutto.
Poco importa, adesso, che fuori piova ancora
o che domani splenda il sole,
tu porti via la luce
ed io avanzerò cieco
in un mare di tenebre.

*

Affascinante Sconosciuta

Stai lì, al tavolo del bar,

seduta con i tuoi amici;

gli occhiali ti ingrandiscono gli occhi,

scuri al calar della sera;

i tuoi capelli corvini 

si fanno via via più cupi.

Lanci occhiate al cellulare,

rispondi ai messaggi, chissà quanti!,

e chissà quanti spasimanti!

Forse, solo uno

al quale hai aperto il cuore.

Sembri spensierata, felice.

Quando ridi, ti scuoti tutta,

la sedia sembra non tenerti.

Parli, ti accarezzi un orecchino,

ravvivi i capelli,

sorseggi il tuo vino.

Ridi, di una risata fresca e sincera,

ti illumini tutta.

E io, a tua insaputa,

scrivo di te,

affascinante sconosciuta,

che non incrocerò mai più.  

*

Gli occhi vanno da te

Gli occhi vanno da te,

quando arrivi,

quando quel tuo viso

si affaccia lungo la strada,

appare come raggio di stella

e oscura gli altri di passaggio.

 

Gli occhi vanno da te,

quando passi,

appari e scompari

come spettro luminoso

per le vie e i vicoli

e vorrebbero seguirti,

incollarsi sulla tua figura,

slanciata, a testa alta.

 

Gli occhi vanno da te,

anche quando non ci sei,

ti ricordano,

hanno bisogno di farlo,

e ti tengono ben salda nella memoria

come riflesso di un sogno

che li ha rapiti, scossi, turbati.

E ti rivedono 

nei raggi del sole 

che giocano tra le chiome degli abeti di montagna,

negli scintillii argentei delle rose piene di rugiada,

e come brillano, questi occhi, 

ebbri solo di te.

*

Splendore

Vorrei sentire ancora l’aroma dei tuoi capelli;

vederli splendere tra i raggi del sole,

come fossero parti del sole stesso;

vorrei sentirli fluire tra le mie dita,

e, lentamente, scivolare via.

Vorrei vedere ancora i tuoi occhi grandi,

sbocciare come fiore sconosciuto,

in quel tuo sguardo profondo,

viaggio nell’infinito,

nel quale i miei stessi occhi si perdono,

vagando in mondi sconosciuti,

pellegrini, nelle tue iridi.

Vorrei vedere quelle tue labbra sottili,

schiudersi, lasciar passare

quella melodia che hai per voce,

e toccarle poi con le mie,

col mondo che si stacca da sotto i piedi,

la realtà che sfuma in una nebulosa calda,

in uno spazio indefinito,

dove esistiamo solo tu ed io.

Vorrei sentire la tua pelle delicata,

frusciare sulla mia, in carezze senza tempo,

tra respiri sospesi, silenzi pieni,

colmi di passione:

i miei baci sarebbero cascate sul tuo corpo;

e poi, le mie braccia, come porto sicuro,

ti terrebbero fino al sorgere di un nuovo giorno.

Oh sì, quanto vorrei poter vivere con te tutto questo

e continuare il mio viaggio con occhi spalancati,

colmi di un sogno che non svanisce nei bagliori dell’alba.

Forse, questa mia fantasia vola troppo in alto,

e tu, essere più prezioso dell’universo,

alito d’estate e sussulto del cuore,

chissà se proverai mai la stessa fantasia,

e se mai, potrà riservarsi a me,

cuore solitario,

che darebbe solo a te, tutto ciò che ha.

*

Lasciarti andare...

... è un dolore senza nome;

è notte densa, senza stelle;

è un fiume secco,

con ortiche tra le crepe del greto;

è valle vulcanica 

sulle cui ceneri

nessun seme germoglia.

Saremo lontani.

I giorni passeranno come anni,

cadranno dal calendario 

e un'ombra, come nuvola nera,

calerá sul sole

eclissando ogni mia dolce parola.

Se solo potessi fare qualcosa!

Ma no, ogni gesto, ogni pensiero 

diventa superfluo.

Anche se il cuore e la mente 

non si daranno pace,

faccio ciò che è giusto fare,

e ti lascio andare. 

*

Fotografia di un momento

Ci sono momenti

che sono fotografie,

destinate a rimanere indelebili

in future memorie.

Come la tua figura,

seduta sul grande molo,

vicina, al mio fianco.

Il sole ti lambiva la pelle,

la faceva risplendere

in un misto tra oro e avorio.

I suoi raggi si rincorrevano

in riflessi accecanti tra i tuoi capelli.

Come lì in fondo,

dove il cielo si tuffava nel mare,

io mi tuffavo nella tua voce vellutata,

soffio tenero per il mio udito.

Come quei gabbiani, laggiù tra le onde,

si facevano cullare dalla marea,

io mi cullavo nel brillare del tuo sguardo,

nei tuoi occhi inebrianti,

gemme preziose per la mia vista.

Quando il sole scivolò nel mare,

infuocando l’orizzonte,

come sipario che scende sulla scena,

sentii la mente farsi di colpo leggera

e l’anima in pace,

come di rado riesce a essere,

perché tu sei uno spettacolo senza fine

e ogni momento o istante vissuto con te

è viva fotografia, impressa nel cuore.

*

Quando ti penso

Quando ti penso,

acqua fresca sale fino al cervello;

un’onda si gonfia, dentro,

travolge il cuore,

lo riattiva, lo fa pulsare

con rombo di tuono.

 

Quando ti penso,

aria calda vortica nella testa;

smuove parole, compone frasi,

che altrimenti non sboccerebbero;

nuvole immense, cariche di pioggia,

svaniscono senza lasciare traccia,

e rimane un cielo tappezzato di stelle,

così vivido, così splendido,

che ha sapore di infinito.

 

Poco importa se le nostre strade sono diverse.

Poco importa se le nostre vite si incrociano di rado.

Io continuo a pensarti, costantemente

perché non posso, non riesco, a non farlo.

*

Amica mia

Sei arrivata da una terra abbracciata dal sole,

accarezzata dal mare cristallino.

Porti tutto di lei, nel tuo essere,

nel tuo carattere, nel tuo cuore.

La vedo splendere nei tuoi occhi.

La sento nell’inflessione della tua voce.

Io ho sempre abitato qui, nella città del vento;

di lei ho preso un carattere burbero, a tratti freddo.

Con la tua sola presenza,

la Bora stessa si trasforma in umile brezza.

Con la tua sola presenza,

il mio animo, altrimenti invaso dalla tempesta,

si quieta e beatamente si riposa.

Oh, cara, quanto sai essere dolce e radiosa.

Molti uomini si affollano attorno a te,

vogliono sempre e solo qualcosa.

Oh, come li capisco!

Ci sono passato pure io:

col fiato che in gola si strozza,

con la mente che non trova una parola,

col brivido caldo lungo la schiena,

lo stomaco che si chiude.

Mentre cadevo, crollavo, nel tuo diniego,

tu stessa hai reso leggera la caduta,

mentre mi accingevo stanco al risveglio

dal sogno pazzo dell’innamoramento.

Sembra essere cosa inevitabile:

di te, non ci si può non innamorare.

Ed è gioia estrema saperti ancora vicina,

ancora presente, nonostante i diversi percorsi di vita.

Non riesco a non tenerti stretta al cuore,

anche quando ci separano chilometri,

anche quando vivrai un nuovo amore,

insieme, abbiamo coltivato un fiore

che nessun inverno potrà appassire.

Nel mio vivere sull’orlo della follia,

in un mondo indifferente,

con il futuro denso di foschia,

l’unica certezza sei tu,

cara e preziosa amica mia.

*

Certi giorni

Certi giorni,

la notte si fonde con il giorno.

Scende dentro,

nei recessi dello spirito.

Annulla il pensiero.

Strozza la parola.

La penna crolla sul foglio,

non stende nemmeno una virgola.

Tutto intorno diventa muto,

tutto attorno a me sfoca.

E nei bagliori di tenebra

distinguo appena la mia figura

solitaria, su se stessa ricurva

che si agita, trema, ha paura

di dissolversi in un respiro.

*

Preghiera

In un mondo corrotto dal denaro

che affonda se stesso ogni giorno;

in un’umanità feroce

che si ammazza e si annienta ogni minuto;

prendimi la mano, conferma la tua presenza;

fammi vedere gli oceani di luce

al di là dei veli di tenebra che li coprono;

fammi perdere i sensi tra le tue braccia

finché non sorge un nuovo mattino.

 

Parlami come non hai mai parlato con nessuno.

Spalanca la porta dei miei sogni più arditi

ed entraci da protagonista indiscussa.

Condividi con me ogni singola parte del tuo essere

e lotta al mio fianco nella visione di un futuro

che ci vede ancora uniti, forti di noi stessi.

 

Dimmi, sussurrami, senza promesse superflue,

che ci sarai, che ci saremo,

quando la vita farà sentire il peso su di noi,

e gli anni addietro saranno valanghe di ricordi,

di parole, di gesti, che abbiamo vissuto assieme.

Perché, oltre alle frustrazioni di ogni giorno,

oltre alle paure che si annidano dentro e crescono,

oltre alla rabbia che brucia le vene e il pensiero,

oltre alla tristezza che soffoca il respiro,

sono solo un povero uomo

che ha bisogno di te

e di te solamente.

*

Miraggio di una notte

Percorro vicoli e strade

che si alternano uguali ogni notte,

tra volti ignoti e risate sguaiate.

E tra quei volti, il tuo non c’è.

Tra quelle voci, la tua non c’è.

 

Rotolo verso casa nel dissiparsi del buio.

I rintocchi dei miei passi sono l’unica musica rimasta.

L’alcol che alleggerisce la testa non basta,

perché prepotente ti affacci alla mente,

in tutta la tua figura, e un urlo sordo

si diffonde attraverso di me.

 

Nei fumi del ricordo, rivedo i tuoi occhi

fissi nei miei; i nostri sguardi

che si fondono assieme 

e che palpitano al ritmo del mio cuore.

In saette di ricordo, ritrovo i tuoi gesti,

di come, piano, la tua mano toccava i tuoi capelli e li arricciava.

In brandelli di musica, risento la tua voce 

che si alterna alla mia, volando sulle parole con leggerezza

e accarezzando gli accenti.

 

Chissà dove sarai adesso, compagna di quella notte,

che il giorno dopo sembra averti portata via.

Forse, ti sei dissolta alle prime luci del mattino.

 

Vano è tutto questo mio vagabondare,

tutto questo mio sperare di ritrovarti.

E così nella memoria ti tengo,

come miraggio di una notte diversa

che non tornerà più.

*

Sono ombra

Senza la tua pelle,

le mie mani sono viandanti sperduti nel deserto.

 

Senza le tue labbra,

la mia bocca è un torrente senz'acqua.

 

Senza la tua anima,

io stesso sono ombra

che scompare in una notte senza luna.

 

*

Sfiorarti mi fa tremare

Sfiorarti 

mi fa tremare.

Un brivido si perde nei recessi di me stesso.

Già sento che ti sto perdendo.

E ti lascio andare

mentre la notte abbraccia il cuore.

*

Spettri nell’eternità

La tua voce

è brezza

che spira fin dentro la mia anima.

 

Il tuo corpo

è onda

che, di colpo, travolge il mio.

 

Lontana è ogni riva.

 

Il mondo, tutto, esplode

fino poi a svanire.

 

E persino noi,

come spettri,

ci dissolviamo nell'eternità.

 

 

 

*

Il tuo volto...

è una carezza per gli occhi.

 

Quei tuoi capelli sono un mare

nel quale le mie dita affonderebbero

senza voler tornare più indietro.

 

Quel tuo sguardo è abisso

nel quale la mia anima si perde.

No, non posso, non devo guardarlo!

Chissà quando mi ritroverei.

 

Le tue labbra sono tizzoni per la mia pelle,

e il loro tocco sa di estate eterna.

Sì, anche se solo di sfuggita,

regalami uno scorcio di luce.

 

Il tuo volto…

 

vagabondo per strade e vicoli

dove il pensiero si perde,

fin dove il mare col cielo si fonde,

e una vocina dal profondo

implora di incrociarlo

tra tutti questi volti di passaggio,

affinché non resti solo un miraggio.

*

Pugno di stelle

La Bora spira dentro di me

e mi porta oltre le nuvole

quando vedo la tua figura.

 

Il mare si gonfia attraverso di me

e si placano le onde

quando mi rassicuri

e mi dici che ci sarai.

 

Ma poi te ne devi andare,

perché i nostri passi

hanno strade e mete diverse.

 

Io che resto accuso il colpo,

tutto si contorce dentro.

 

E tra le mani, in tutto il mio essere

mi rimane un pugno di stelle

che stringo forte al cuore.

*

Mille poesie...

non basterebbero per descriverti,

tu, arcobaleno per i miei occhi,

tu, oasi per il mio cuore.

 

Non basterebbero a descrivere

la tua delicatezza, fiore immortale;

la tua bontà, oceano senza onde;

la tua pazienza, roccia eterna.

 

No, non basterebbero davvero,

perché nessuna penna

saprebbe incidere su carta

la poesia che sei.

*

Dell’amore non so niente

Dell'amore non so niente,

ne ho solo sentito parlare.

Immagino sia come volare

e so che capita a molta gente.

 

Dell'amore non so niente,

immagino si muova per vie misteriose,

portando sole anche nelle giornate più nuvolose.

Mi assalgono domande che nessuno sente:

 

perché non mi è concessa la sua luce?,

perché ciò che provo torna sempre indietro?,

perché, cuor mio, non ti dai pace?,

perché, Amore, per me sei solo uno spettro?

 

E la mente vacilla, trema, teme qualsiasi risposta.

Immagino che tu, Amore, sia colpo di fortuna

che capita solo a determinati eletti

e di questo, non ho colpa alcuna.  

*

Rivederti

Rivederti è come sentire un abbraccio caldo

avvolgermi il cuore. Come in stato di sogno

vengo da te perché sento l’estremo bisogno

di incontrare la tua anima di smeraldo.

 

Rivederti non è mai cosa banale.

Ogni secondo trascorso in tua compagnia

dissipa dal mio spirito ogni traccia di foschia

del vivere e annienta di colpo ogni male.

 

Rivederci, per te, è cosa normale

perché ognuno vive le cose a modo suo.

E poco importa se ci vediamo tra tanti o in duo,

della mia vita resti comunque il sale.

*

Dirti quello che sento

Sei entrata nella mia vita con passo felpato,

scintillar d’occhi e sorriso radioso.

La tua compagnia ha un qualcosa di favoloso

e la tua bellezza sa mozzare il fiato.

 

Nessuna, come te, sa entrarmi così forte nella testa,

tanto da rendere la mia mente leggera.

Ogni mio senso vortica in musica di festa

quando ti vedo, e sento aria di primavera.

 

Sai essere cura per il mio cuore agitato e sofferente.

Sai essere spirito soave che mi ristora l’anima.

Sei fortuna e dolcezza del mio presente

e con te ho trovato la giusta rima.

 

E non riesco a non portarti dentro.

Non riesco a non pensarti quando sei lontana.

Lo so, col tuo amore vero io non c’entro,

e mi restano solo queste parole per dirti quello che sento.

*

Ti perderò

Vivo in un mondo sospeso tra ombre e paure,

ma non per questo devono diventare anche le tue.

Abbiamo percorsi e orari diversi, ottiche opposte.

Ma, lo so, almeno le nostre anime sono oneste.

 

Io spesso sogno lontano da me,

per avere un volo d’amore, ma è solo fantasia.

E, a volte, s’insinua la pazzia

di avere accanto una come te, e sentirla anche mia.

 

Ma no, tu questo non vorresti, non lo pensi nemmeno.

Hai forza e coraggio per sostenere le tue ombre

e vivere la tua vita con cuore leggero e spirito sereno.

Io mi lancio nella poesia e piango il mio dolore.

 

Perché, lo sento, ti perderò.

Presto o tardi, arriverà quel momento

in cui qualcuno riempirà il tuo tempo

come io non potrei mai fare.

 

E io nient’altro sarò che un’eco del passato

che, forse, raramente farà sentire la sua voce.

Al solo pensiero, vengono già a mancarmi le forze.

Poco importerà, allora, quanto t’ho amato

 

perché dovrò lasciarti andare,

ben sapendo quanto dovrò soffrire.

Ma se, con ogni mia lacrima, potessi renderti veramente felice

ne verserei un oceano intero fino a svenire.

*

Rabbia

Sei bestia nera che fa saltare il cuore

mentre la notte cala sul giorno

e divora ogni spiraglio di luce.

Occhi ciechi si guardano attorno

 

e cercano porti sicuri nella tempesta.

Ma tu, verme infido, sali dai recessi dello spirito;

lo travolgi, lo consumi, lo distruggi

lasciandolo morente in sentieri selvaggi.

 

Sei veleno amaro che non vorrei bere;

ribollire di sangue e gonfiarsi di vene,

tremare di muscoli e vacillare di mente.

Soffoco un ruggito che nessuno sente.

 

Mi arrendo alla tua potenza

perché per tenerti testa non ho la forza.

Il cervello fuma, scendono lacrime, stringo i pugni.

E crollo sconfitto, in una dimensione senza sogni.

*

Credevo

Credevo che quegli occhi

mi stessero vedendo.

Stavano solo guardando.

 

Credevo che quelle orecchie

mi stessero ascoltando.

Stavano solo sentendo.

 

Credevo di ricevere parole

simili a carezze.

Sono state pugnalate.

 

La nebbia adesso si alza.

Quant’è umido il suo abbraccio!

 

Arranco tra sagome di esseri umani

tra le quali la mia stessa si dissolve.

*

Questa è la città del vento

Questa è la città del vento.

Lungo vie e viali ti porto dentro,

non come brezza estiva che accarezza,

ma come veleno che il cuore ammazza.

 

Questa è la città del silenzio.

Illusoria e dannata come l’assenzio.

Luci spente presto e vociare lontano;

e la voce tua, eco nello spirito.

 

Sei ancora ricordo fin troppo vivido.

Sei un abbraccio finto e gelido.

Se solo potessi non affondare nel passato

e nel dolore del tempo perduto!

 

Invece, sei con me ogni sera

per svanire poi in un antro buio,

mentre il cuore distrutto s’arena

implorando un inutile aiuto.

 

Questa è la città del rimpianto.

Polveri e ceneri impresse sul suo suolo malato;

corpo ferito e lasciato perire.

Forse rinascerò un domani, all’imbrunire.

*

Un altro Natale

Mani tremanti fissano una stella cometa.

Stefano espira un nodo d’aria, afflitto.

L’albero sfavilla di luci che si alternano a ritmo.

Stappa una bottiglia di vino.

Tracanna senza pensiero.

Vede, in una pallina, il suo riflesso:

volto stanco; sguardo spento:

uomo che dalla vita è stato sconfitto.

Un altro sorso, un altro giro di testa.

Gli si annebbia la vista.

Quel riflesso si dissolve.

E così scivola via un altro Natale.

*

Se solo riuscissi ...

... a stare dinnanzi a te

senza provare le vertigini;

 

a unire le nostre mani

senza provare brividi;

 

a sostenere il tuo sguardo

sospirando “Ti amo”,

 

mi libererei del peso

che mi blocca il respiro,

 

ogni volta che ti vedo,

ogni volta che ti penso.

 

Ma tu questo non vorresti

sentirtelo dire da me.

 

Ti dissolveresti

restando dolce e amaro ricordo.

 

E questa certezza soffoca ogni coraggio,

ogni gesto, ogni parola.

 

Senza di te cadrei nell’oblio,

lontano da ogni preghiera.

*

Le nostre ombre

Ogni mio passo è accompagnato

da un’ombra che vive dentro di me.

Macchia d’inchiostro indelebile,

fin da quando sono nato.

 

Presto o tardi, salterà fuori

oscurando i miei sogni migliori.

Ma se tu saprai guardarmi,

se saprai ascoltarmi,

 

non temerò il suo ritorno.

Potrò ancora guardarmi attorno

sostenendone il peso,

e gettarla di nuovo in fondo

 

agli abissi nei quali dimora;

potrò rialzami col cuore che batte ancora

e rimettermi sul mio percorso

con l’energia e la volontà di un tempo.

 

E tu, non nascondermi la tua ombra.

Vorrei vederla tutta!, in contrasto con la tua luce.

E magari un domani cammineremo insieme,

uniti, unici come tutti, ma con le nostre ombre.

*

Chilometro dopo Chilometro

Poco importa quanti chilometri ci dividono;

per dar voce ai sentimenti che vivono

e svolazzano nel profondo del mio essere,

io li coprirò tutti e verrò da te.

 

Poco importa se dovrò attraversare cieli oscuri

o rollare e aver mal di schiena su binari malridotti.

Farei di tutto pur di rituffarmi nei tuoi occhi

e svanire poi nel calore di un tuo bacio.

 

Con la consapevolezza della nostra unione,

ogni forma di distanza non esiste.

Tu sai esserci anche quando non ci sei.

Sai trasformare in realtà anche il mio sogno più spinto.

 

In un mondo dove persino la tecnologia, a volte, divide,

in un mondo dove abbondano senza freno le lingue maligne,

tu e io sappiamo muoverci nella giungla quotidiana

illuminati unicamente dalla fiamma che alimentiamo

 

giorno per giorno, senza ansie né paure,

perché il solo sapere che ci siamo, l’uno per l’altro,

ristora l’anima e la fa risplendere

di un’energia che non credevo d’avere.

 

Supererò chilometro dopo chilometro,

non importa quanti siano,

perché amo e sono amato.

*

Com’è triste

Lacrime amare cadono sulla tastiera

mentre stendo queste poche parole.

Un volo di fantasia mi ha reso cieco

e insonne per tutta la notte.

 

In quel volo, solo mio!, eravamo vicini,

quasi da fonderci insieme;

le labbra a un passo dal baratro;

sentivo il ribollire del sangue.

 

Com’è triste il doversi svegliare.

Com’è pesante il respirare

sapendo che non mi starai accanto.

 

L’orologio batte le cinque.

Sento il cuore più stanco,

la mente più affaticata

con dentro solo nuvole.

*

Avrei Voluto

Avrei voluto essere

quel sole che scaccia ogni maledetta nuvola.

 

Avrei voluto essere la pioggia sottile

che porta via tutte le tue lacrime.

 

Avrei voluto avere l'impeto della bora

per sollevarti oltre ogni tua fantasia.

 

Avrei voluto essere quella tempesta che ti travolge

facendoti mormorare la parola “amore”.

 

Avrei voluto essere colui che non posso essere

per averti qui, in forma reale.

 

E nel cuore della notte,

mi sveglio ancora, e sto male.

*

Tra i Sospiri del Vento

Una brezza arriva da est.

Accarezza l’acqua del lago,

creando dolci increspature sulla superficie.

Me ne sto sulla sponda,

sotto a un salice piangente.

Il vento sibila delicatamente.

Il cielo si oscura.

Ogni scintillar di luce si spegne.

La tua assenza è opprimente.

Afa d’estate. Manca il respiro.

Lampeggia il cielo.

E, dal profondo dell’animo,

sgorga un lamento

che svanisce tra i sospiri del vento.

*

Se in un Momento

Se in un momento,

metto tutto da parte,

tengo solo l'essenziale, e vado via,

forse è Magia;

per vedere luoghi e volti

sconosciuti,

scoprire nuovi orizzonti

e vedere spiragli

di un mondo migliore,

forse è Fantasia;

ripartendo da zero

in una centrifuga

di pensieri, idee, parole,

sangue, lacrime e sudore,

forse è Poesia.

Il respirare tutta l'aria che c'è

solo per poterti riabbracciare un giorno,

sognando l'unità di due anime,

forse è Follia...

o semplicemente Amore.

 

 

*

A Maddalena

Cara nonna,

spero che queste povere, misere parole

possano accompagnarti nel lungo sonno.

L’anima, di tutti noi, adesso duole

nel darti un ultimo addio.

 

Tu, che mi hai visto camminare, crescere

leggere e scrivere.

Chissà se, adesso, potrai restare la mia

accanita lettrice di sempre,

fonte d’ispirazione

e grande sostenitrice.

 

I giochi che facevamo assieme,

i felici momenti trascorsi,

ritornano a galla nella mente

e voglio custodirli nello scrigno

del mio cuore.

 

Se puoi, vienimi a trovare la notte,

in quella fase che precede il sogno,

per dirmi che c’è speranza,

che c’è ancora qualcosa

oltre il quotidiano vivere e vedere.

 

Vieni a dirmi che le mie parole scritte

si vedono anche lì, dove sei adesso.

Dimmi che il cuore si accende ancora;

che puoi sentirci e guidarci

lungo il nostro percorso,

verso il nostro destino.

 

Dimmi che niente finisce così,

in un nulla senza senso.

Dimmi che sbaglio di molto,

se solo lo penso.

 

E, intanto, qui vieni a mancare.

E le parole vibrano sulla carta,

bruciano e logorano la mia anima;

faticano a uscire.

 

No, non ti potrò mai dimenticare.

E un ultimo pensiero mi balena nella mente:

che il Cielo ti possa benedire.

*

Un Bacio al Cielo

Dormi, dormi caro nonno,

che ali e cori di serafini 

ti accompagnino nell'eterno sonno.

Mancheranno la tua voce e la tua persona,

tu, che eri un secondo padre per me.

 

E i ricordi dei tempi passati insieme

affollano la mia mente, ora

e posso solo sperare

di essere stato un bravo nipote.

 

Già da tempo non mi riconoscevi,

ma chissà se eri comunque fiero di me.

 

Lenta è stata la tua agonia,

prima che la notte scenda su di te

portandoti via.

 

Mando un bacio al cielo stellato,

sperando che ti raggiunga lì dove sei adesso.

Io andrò avanti,

ma senza di te,

vivere non sarà più lo stesso.  

*

Sole Nero

Da quando ho ricordo,

vivo piegato sulle giornate,

come fiore appassito

che il fertilizzante chiamato Amore

non ha saputo curare,

ma solo abbattere, e piegare ancora di più.

 

Da quando ho ricordo,

vivo in apnea un giorno dopo l'altro,

come pesce senza stagno,

perché Lei che ho sempre anelato

mai è passata di qui

a darmi sensazioni fresche,

di pioggia primaverile.

Per me ci sono solamente tempeste,

forti e impetuose, difficili da superare.

 

Da quando ho ricordo,

sono accompagnato da un terribile e inquietante Sole Nero,

che lancia i suoi dardi avvelenati fin dentro al mio cuore.

L'anima, tutta, si agita e non trova pace.

Attorno a me, tutto invecchia, muore e tace.

Tacciono in me sentimenti che non possono germogliare

e crescere, perché sarebbero curati da una sola mano.

E questo dannato Sole Nero continua a lanciarmi i suoi dardi,

che penetrano nel midollo come macchie di inchiostro.

Stringono il cuore in una morsa di ferro e di gelo

perché colei che anelo

forse nemmeno esiste.

 

E pesante, privo di senso, risulta il quotidiano vivere,

ammesso che un senso ce l'abbia veramente.

E la mancanza di lei, pesa nel cuore e nella mente.

Uscirne fuori mi sembra impossibile.

 

E intanto, il dannato Sole Nero troneggia sulla mia persona

e la martoria con i suoi dardi, senza sosta.

Allora, ogni giorno, attendo il calare della notte,

possa ella portarmi effettivamente consiglio

e ridarmi forza ed energia per riaffrontare quel dannato Sole Nero,

che ogni giorno si ripresenta.

E intanto, sotto i suoi colpi e la sua arsura,

avanzo, arranco, diretto verso il mio destino,

senza speranza né pretesa alcuna,

diretto verso l'eterno oblio.

*

Non ci sarai

Come Icaro

ho viaggiato sull'onda del mio sentimento

con ali fatte di cera.

Ma fin troppo mi sono avvicinato a te,

caro e prezioso sole,

senza tenere conto dei tuoi sentimenti.

E queste mie ali, presto, si sono sciolte.

Allora sono caduto da un cielo sereno

ch'era tutta mia illusione,

e sono finito in una terra arida e deserta

che questa è la dura realtà:

come vorrei, tu non ci sarai.

E tanto alto è stato il mio volo,

tanto tremenda è stata la caduta.

Sono solo, adesso, a curarmi le ferite.

E quanto vorrei che tu fossi ancora qui,

caro e prezioso sole,

a scaldarmi e a darmi forza.

Ma come vorrei, tu non ci sei,

e non ci sarai.

 

*

Ti amai e ti amo

Come carnevale di felicità assoluta

i primi giorni passati insieme

corrodono ogni malinconia.

Tu risanavi le mie cicatrici

e riparavi ai miei dolori

con musica e poesia,

che nascevano dai tuoi occhi,

che scendevano sulle tue guance,

e mi riempiva con i tuoi sorrisi il giorno.

Non fui mai così innamorato.

Sapesti tu capire quanto ti amo.

Perchè ti amo come si ama l'estate d'inverno.

Come il cielo anela la terra.

Come la terra arida anela la pioggia.

Come la luna anela le stelle.

Com'è vero che il giorno succede la notte,

io ti amo. 

 

*

Vorrei che tu fossi qui

scritta con Ivan Fanucci

 

 

Tutto scorre velocemente,

il tempo scocca i suoi battiti,

l'alcol annebbia la mente

mentre mancano sensazioni tattili.

 

Vorrei che tu fossi qui,

silenziosa o loquace,

e starsene soli così,

dandomi l'impressione di Pace.

 

Ma il tempo scivola via,

e tu assieme a lui.

Ho perso il senso della vita,

sono tornati i momenti bui.

 

Ricordarti fa male,

dimenticarti è insesato.

Gronda di sudore e sangue

questo cuore ancora innamorato.

 

E anche se il tempo continua a scivolare

portandosi dietro brandelli di me,

so solo che una come te

è impossibile da dimenticare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*

Un giorno ci sarai

Forse arriverai per caso

o per gioco del destino.

 

Sarai pensieri, parole, gesti, gioie e dolori.

sarai a volte pace in terra e a volte rabbia in Cielo.

 

Sarai aria di primavera anche nell'inverno più gelido.

Sarai il sole che mi gira intorno,

facendo risplendere il mio mondo.

 

Un giorno ci sarai, questo voglio pensare

per sentirmi un pò più vivo,

mentre continuo a naufragare

nell'oceano immobile di ogni giorno.