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Raccolta di poesie di elenagiavelli
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Il nostro Inferno personale

Pura emozione 

leggendo quello che tu

anni or sono scrivesti.

 

Raccontasti del bel 

paese di Firenze,

dell'interminabile 

ma stupefacente

viaggio nei tre

mondi dell'oltretomba

e dell'innamoramento

della bella Beatrice.

 

Quel tuo struggente amore,

funge per me da musa

perchè anche io come te,

sono stata illusa.

 

 

*

Sogno di vent’enne

Fu così,

all’improvviso,

che una consapevolezza mi gelò il sangue.

 

Ne ero ormai certa.

 

Volevo che mi aiutassi,

che mi sollevassi,

che mi sorreggessi.

 

Ma più di tutto,

che mi avvolgessi

in un soave e dolce abbraccio.

 

Quello sempre desiderato.

 

Che mi facesse scivolare,

in un sogno

che più tardi avrei preteso

diventasse realtà.

*

Morte Dolce

 

Dopo una bollente discussione,

con chi di più caro ho,

compresi il vero significato di morte dolce.

 

È uno stato di rabbia, insicurezza,

paura, ansia e incomprensione

che ti procura chi di più caro hai,

per questo definita dolce.

 

Un padre, una madre, un fratello

sono proprio loro gli artefici di questo tuo stato.

 

Tu sei lì,

inerme e completamente impotente.

 

Cerchi di capacitarti, di muoverti,

di respirare a pieni polmoni

e di sentire l’aria fresca trapassarti il corpo.

 

Ma non riesci,

sei bloccato, immobile come un morto,

ma soprattutto

sei intossicato come il peggiore dei fumatori.

 

La sensazione di costrizione

è smisurata.

 

Sprofondi.

*

Animali

 

Animali comunemente sono:

cani, gatti, farfalle e uccellini.

 

Ma giorno dopo giorno comprendo,

come un vento gelido nel tepore estivo,

che loro sono la più piccola parte

dell’insieme “animali”.

 

Animali sono quelle persone tossiche,

che volenti o nolenti ci stuzzicano,

ci tagliano, ci soffocano la mente

ogni giorno, ogni ora, ogni secondo.

 

E rendono questo dono divino,

la vita,

un inferno tascabile

*

Il mio dolore

Il mio dolore

 

Sempre beffardo mi fu quel maledetto sorriso,

che assai dolore mi provocò.

               

Sempre preferisti utilizzarmi per scopi tuoi,

per poi mollarmi e scagliarmi via,

come il peggiore dei tuoi incubi.

 

Mi scagliasti come la più comune delle pietre,

nel mare,

così profondo e limpido,

ma mi ritrovasti e mi accolsi,

quando mi accorsi che era solo il bisogno tuo a muovere questi istinti.

 

Mai mi sarei immaginata,

di provar così forti movimenti dentro me,

poi sprofondai,

e sentii un dolore lancinante

e un caldo soffocante,

ero arrivata nel mio inferno.

 

Un mondo senza te al mio fianco,

era un mondo vuoto e spaventoso,

per questo acconsentii a questa mia tremenda condizione,

che implica lo starti accanto,

senza poterti avere.

 

Ma un accorgimento voglio porgerti,

non burlarti di chi amor vuol prometterti,

ma tienilo come oro

e curalo come se fosse figlio tuo.