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Raccolta di poesie di Fortuna Della Porta
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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Poemetto di colore scuro



Per quanto tu possa andare, viaggiatore delle sette lune,
delle sette tuniche delle sette fiasche di lacrime,
se pure il sentiero della vita scorra liscio
disteso come una freccia nellarco
neanche allora, canuto e il piede carico di anni
percorrendo lintero tratto con mansuetudine dagnello,
la maestosa veemenza del mare,
neanche allora giungerai ai confini della terra.
In quel punto anche una pietra ti racconter
di venire dal nulla e di dirigersi verso le cose che non sono.

Naufragio del tempo
i giorni
che stramazzano in ricordo.
La mano,
un pugno
di carezze negate,
lo scrigno senza chiave
del rimpianto.
Eclissata tra i pampini
di quella che fu uva
la passione che bevve
la brutale grazia del cielo
e i passi
a due a due intrecciati.


Il destino della luce
si logora dinverno,
il declino del sole dura
un battito del cuore.
Dopo il tracollo,
simmensa negli occhi
-convulsa-
la falce della notte.
Cos, la regina che guarda oriente
si confonde,
procede a ritroso,
col nero ai fianchi
che infittisce in continuazione.
Anche una moneta capovolta
proietta il livido notturno.
Sembra svelare
un lato non coniato:
oggetti persi
pensieri dangoscia.
Dinverno, quando
il giorno non torna
sui suoi passi.



Gli anni nascondono il segreto,
il giorno caldo e reale
se ne va.
Cos langolo del sole muta
senza trasalimenti.
Tra le cose sfuggenti
il lampo che diverge.
Nessuna pi luce
alla finestra
la porta non pi aperta
del cuore sullattesa.


Ancora una volta
bussa al petto la notte.
Gelido con le foglie
e col sangue
il cinico vento
li strappa e li accatasta
in rovine di rossi maceri.
Sui fili della luce, lass,
uno stormo in partenza
trasale alle folate.
Allimbocco della sera
nel breve lasso del mio tempo,
rabbrividisce un sasso,
gi polvere nella pelle nuda.
Laia del cosmo,
nellora che trabocca,
cela un gorgo in abbandono.
Per questo, il sonno interregno
che, sempre pi,
tarda a calare sui gesti
che non vorrebbero concludersi mai:
esita ogni fibra,
si rifiuta.
Pesa, sullora che si chiude,
il sospetto di un addio.
( da La sonnolenza delle cose, ed. LietoColle)


Id: 5345 Data: 20/09/2010 15:44:51