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Raccolta di poesie di Daniela Iodice
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Primavera 2020

Socchiusa è la finestra della stanza,

lo sguardo proteso ad ammirare,

oltre i vetri, il viale bianco

di acacie e le panchine

spolverate di fiori profumati.

Una raffica di vento più forte

la spalanca: è lo Zefiro

che impollina e dà vita.

Magari la Primavera trionfante

fosse un nuovo principio, che illumini

il presente, oscuro, come il Caos

primordiale che su tutto regnava

prima che fosse il tempo: noi non siamo

frutto del Caos, ma della Logica

di chi ha creato il mondo. Spiegatemi

come può una pietra mutarsi

in rondine e volare alta nel cielo.

Esiste una intelligenza superiore

che regge il mondo. Chiamatela

Dio o Ragione, chiamatela Armonia.

Potete negare che esista 

un Autore del Logos, ma non

il Logos o l'impronta razionale

di Dio nella sezione aurea,

il gradioso progetto universale

di cui l'uomo è solo una miserevol

parte e che l'uomo stesso

da troppo tempo ormai va distruggendo

in un delirio di folle

onnipotenza, nell'illusione,

vana, di esorcizzar la morte. Ed ora 

siamo qui, nel chiuso di una stanza, come

in un sepolcro, da cui non ci è permesso

di fuggire, ad osservar la vita, che

fuori ferve, e gli alberi coprirsi

di fiori e non sentirne più il profumo,

mentre vediamo svanire ogni

speranza e tradire ogni attesa

nell'indifferenza del mondo.

Per chi suonare quella chitarra ormai

scordata, per chi comporre versi che

non saranno mai cantati:

assoluta vanità d'ogni

talento nell'assoluta vanità

del tutto: la natura si è difesa,

ci ha escluso dalla vita

di cui non abbiamo avuto

alcun rispetto. Tutti sapevano.

Con le nostre mani ci siam calati

il coperchio sulla bara. Sento dire

ovunque: "Ce la faremo." A cosa?

A sopravvivere per tornare a

contagiarci con parole malate,

svuotare il tempo con programmi

spazzatura, ripetere esperimenti

nucleari, perseguire politiche

cieche di destabilizzazione

dell'ordine mondiale.

Per far pace con la Natura

dobbiamo tornare agli inizi

del tempo, per una nuova 

Primavera che sia Resurrezione.

E non sarà lieve il prezzo da pagare.

 

*

Rileggendo Elio

Quell'amore,

che tiene incatenati come

Prometeo sulla rupe

in attesa di essere ancora

e ancora divorato, e

come Leandro rende incauti

e sfida la tempesta, annegando

in un mare di passione; quell'amore,

che sfinisce di carezze senza alcun

rimorso, che vive dell'agonia

di un gesto un alito un suono

che diano senso al vuoto dell'assenza,

che arde come un ceppo di quercia

o profumata acacia

o salice piangente, che empie

di allegria sfrontata o di malinconia

segreta e che ti fa sentire come

uno strumento scordato che nessuno

fa vibrare nella lontananza; quell'amore

per sempre mi ha dannato.

*

gerundio

GERUNDIO
Il modo dell'anima è il gerundio.
Racconta un modo di esistere
perennemente in divenire
e, nello stesso tempo, fermo,
così com'è in bilico, sospeso
tra passato e futuro.
Andando, amando, sognando.
Da dove veniamo e verso
quali luoghi andiamo? Chi
abbiamo amato? E chi
ameremo poi? Chi o che cosa
ha abitato i nostri sogni? E chi
o cosa tornerà ad affollare
il buio della notte?
Prigioniero dei ricordi ed incapace
di costruire il futuro, da sempre
l'uomo nega a sé il presente.
Quando il nostro Gerundio incerto
farà la sua scelta e si trasformerà
in un ridente Gerundivo?

*

lascia che il cuor

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