chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Giuseppe Stracuzzi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Al cimitero

Flutti   

nel gorgogliante mare

dilatano la nebbia,

veglie

di colori recisi

alla campagna

per adulare il cielo,

sussurri di candele

spazzano

polvere di tempo

dalle righe

a questa età di occhiali

che si affaccia

sulla piazzola invasa

dalla marea di volti

che parlano il silenzio.

Questo sereno incontro

porge la mano tesa

sulla soglia

di spiragli di luce

per consentirci

di accarezzarla.

*

Madre Natura

Guardo l’alba incerta e silenziosa

schiude le sue finestre piano piano

sorride al mare coi riflessi rosa

Bella Natura!

 

Quando giochi con chiazze di colori

e ritagli di forme, coi pennelli

tingi farfalle, petali di fiori,

prati, declivi, limpidi ruscelli.

Vaga Natura!

 

Quando calcoli seria, tuoi diademi

posti nel cielo in equilibrio, reggi

gli spazi, orbite e sistemi

ammansisci secondo le tue leggi.

Grande Natura!

 

Quando si accende un palpito sincero

fiorisce il sentimento dell’amore,

dentro un piccolo grembo il tuo mistero

infondi, e l’infinito dentro il cuore.

Dolce Natura!

 

Nella valle mortale agnelli e lupi

sono tuoi figli, è mare di dolore.

Perché?  T’avvolgi di silenzi cupi,

miseria e strazio non ti tocca il cuore.

Madre Natura!

*

Prendo per mano il vento

Prendo per mano vento di ricordi

e trascorro coi sogni

le melodie perdute,

affiora dai riflessi il tuo sapore

sulla riva del mare mentre ascolto

lo sciabordio dell’onda,

guizzi di luna bagnano la riva,

attutiscono agli occhi la distanza

dell’effetto di baci

che mi prende,

e allungo come  passi nella nebbia

il piede all’altro lato,

il cellulare complice mi guarda,

trovo il numero vecchio,

percepisco le corde della voce,

la scintilla riaccende toni dolci

come ali volteggiano nel cielo

ed imprimono al cuore il desiderio

di rivedere il tempo,

il silenzio che osserva alza la voce

e spicca il volo contro versi antichi,

suonano come un grido le parole

arrampicate al muro,

(vorrei abbracciarti e piangere)

si buttano col pianto

tra foglie secche e fiori inariditi

dove sono cambiate le stagioni.

*

Cara luna

Cara luna     

intensamente sveglia

tacita fissi

oppur giocosa ridi,

come pupilla sei

vaga        

severa

attenta...

leggi a ciascun

negli occhi

i suoi segreti

e scrivi sugli sguardi

il tuo pensiero.

 

 

*

Ascolto il mare

Su sentiero che porta

in cima al monte

seguo sfogliando libri di pensieri,

dove rileggo versi 

macerati dall’onda

in riva al mare.

Per allentare il peso del silenzio

ritorno alle carezze

di dormiveglia,

l’onda di rimpianti

stringe sulla battigia malumori.

Vorrei retrorso confidare i passi,

ma è vano di pensieri,

foglie verdi

non si svegliano

all’alba dell’autunno,

ti prego

non lasciare la mia mano

forse potrei giocare con l’amore

soltanto nello spazio delle stelle

senza toccare il sole …

mentre rincorro ancora

il tuo sorriso

ruotando intorno a un pianto

ascolto il mare,

sono annegati nella traversata

senza potersi spolverare al vento

versi d’amore.

*

La ragnatela

La ragazza vestita di velo

addolciva le corde del cuore

con l’incanto delle parole

sottili diffuse dal vento

negli occhi che anelano amore.

Scorrazzava su web col flusso

di parole mielate, lambiva

torrenti assopiti dal gelo

colorando di luci il deserto

con le stelle dell’illusione,

ma fili celati dall’ombra

all’alba del giorno

scoprirono raggi di sole

come una ragnatela alle pareti

d’insetti imprigionati da parole.

*

Ottobre

Passano pennellate

di pensieri

sulla tavolozza del presente,

come uno specchio

ottobre dietro il tempo

ascolta coi rimpianti

la melodia di fiori,

nidi d’amore,

dolce di germogli.

Ottobre

tinge il fogliame d’oro

degli alberi avviliti,

infiamma il cielo

rosso di tramonti,

ma nostalgie graffiano la pelle

col tormento di raggi dietro nubi,

qualche poesia scordata

suona ancora

versa gocce di miele

sotto gli occhi severi della luna …

ottobre che gioca col vento

ammantato di foglie ingiallite

conduce pensieri maturi

nella solitudine del cuore.

Lenisce il sole il pianto

con le carezze d’oro.

*

Cuore ferito

Le frecce di parole

lanciate a tradimento

pungono a squarciagola,

piangono le ferite

rimaste conficcate

nel cuore della pelle,

i giorni renitenti 

svuotano i giorni belli

nel sacco delle ore,

il sogno li raccoglie

li stringe forte al cuore,

ma pungono le frecce

più forte del dolore.

*

Errare del pensiero

Errare del pensiero

si inabissa,

ruota intorno

dentro un cielo ignoto

parla più forte

resta sempre muto,

formula teorie,

stratagemmi,

con la mente incapace

a tutelare

i consigli di un senso

dell’anima che sorge 

dall’infinito Senno,

forse sono soltanto

invisibili cocci

di parole

artefici del senso

che conduce

due corpi ad inventare

una ragione. 

*

A lungo andare

A lungo andare il campo di sentieri

è diventato impervio,

ora sono cambiate le stagioni,

vago nel mare mosso di pensieri

tratteggiati di foglie secche e spine,

il cuore fa la parte di nocchiero

con la ruota a caviglie

in mezzo al vento

e le vele spiegate tra gli scogli

traccia la rotta sulle illusioni,

un qualche fiore bello mi conduce

sbocciato nel giardino di parole,

passa attraverso isole di baci

per sogni che si accendono la notte.

*

Il senso del senso

 

Il colore di passi

custodisce

l’itinerario incerto sulla cima,

come un afflato

lega memorie

all’attimo che passa,

ansie timori angosce

stringono forte

gli ultimi gradini

al futuro

che invita penetrare

col pensiero

nel fondo dell’oblio,

si prende cura ancora

oltre lontano.

O questo immenso

infinito che accoglie l’infinito!

Ha un senso questo senso

di tutelare il senso

dove non entra

un piccolo pensiero?

Forse è postato

un atomo divino

nel silenzio dell’anima

che sente

come un amore 

conglobare il tutto

nello spazio infinito

di un momento.

 

*

Come faccio a lasciarti

La mia anima vive

nel subbuglio

di un cielo stellato

dove stelle cadenti

che ho raccolto

stanno bruciando i fogli

del mio libro di sogni

col bagliore.

Come faccio a lasciarti

se ti incontro ogni notte

prima di addormentarmi,

se mi sfiora il tuo vento,

se pure la tua cenere spenta

mi entra negli occhi.

Come faccio a lasciarti

se conservo sorrisi imbalsamati

in un astuccio d’oro,

le tue mani dal sapore di cielo,

baci sfiorati

ed un altare

dove ogni sera

prima di addormentarmi

pianto un fiore.

La tua ombra è incollata

al mio respiro,

come faccio la lasciarti.

*

Fiori di carta

Fiori di carta

non appassiranno

basta innaffiarli

con parole belle

sbocciano all’ombra

delle notti insonni 

vagano in mezzo

vaporose nubi

alla ricerca ardita

di un rifugio

che faccia scivolare

il dolce

di un pensiero

dentro l’ali di un sogno

per volare.

 

*

Intimo celato

timida
palpitante
dolci sponde
custodiscono
l'intimo celato
tra sinuose
melodie
si sfiora
con gli occhi
delle mani
e naufragare
nel vago incontenibile del cielo.

*

Trovai un fiore bello

Trovai un fiore bello

stava crescendo

all’ombra di cespugli,

c’erano spine intorno,

m’insanguinai le mani

per afferrarlo

si strappò lo stelo …

vidi appassire petali

soltanto

mi rimasero i resti

e il rimpianto.

*

Grazie Perdono

Inginocchiato ai piedi

di un pensiero

che lentamente sale,

sospeso sulla via

che guarda il cielo

ascolto il senso immenso

che circonda

l’orizzonte del tempo

che si perde

in prossimità dell’infinito.

Trascorro coi colori della vita

campi fioriti, sole, primavera …

lo sguardo aprico

spalanca i sensi

al cielo delle notti,

tutta la fantasia della natura

mi illumina di stelle fino al cuore,

faccio ricorso al senso

che esula dai sensi

come un pensiero

vagola sperduto

dentro la fantasia dell’universo

ed incontro nell’anima

che sente

l’infinito sospeso a due parole:

Grazie, perdono.

 

*

Piccoli invisibili

Sono come un sorriso

in mezzo al pianto

dove traspare

la dolcezza nuda, 

sono un pensiero grande

in mezzo al gelo

come un eco lontano

si ripete,

sono vento che sfiora

fili d’oro

di una musica dolce

che scintilla

sulle corde del cuore,

sono fiori sbocciati

sulle pietre,

sono stelle tra nuvole

profonde,

Sono bimbi innocenti

in mezzo al pianto

nuotano nelle lacrime

del cuore

come gelo negli occhi

di parole,

e cuore chiuso

dall’indifferenza

come pioggia incapace

a dissetare

si smarrisce,

dietro un pensiero

grande

in mezzo al cielo.