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Raccolta di poesie di Giuseppe Stracuzzi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Caro cuscino

La sera stanca

affonda

nel tuo cuore

morbido

di piume

e di speranze,

isoletta incantata

in mezzo

al mar d’affanni

dove l’onde

si placano,

i sospiri del fondo

vengono a galla

come bollicine,

si condensano in gocce

di silenzio.

*

Dolce sentire

Dolce sentire

germogliare un fiore

nei vicoli assetati,

dolce sentire il senso

di brividi d’amore

accesi sulla pelle,

dolce ascoltare il volo

di una stella

che si lancia

nell’infinito spazio

e infiamma il cielo

per appagare un sogno,

dolce sentire immenso

nel bagno di un cuscino

un sentimento grande

che si muove

negli occhi di un pensiero.

*

Non vendeṛ il mio cuore

Le acque rimosse dal maltempo

sono tornate calme

è rimasto un alito diffuso

nelle note che il vento aveva posto

accanto ai versi dolci,

la pioggia ha tolto il polline

alle ali dell’amore,

l’arcobaleno ha spartito il cielo,

la mia metà è rimasta

orfana di colori ed il mio cuore

è dovuto scendere dal palco,

ha preso posto tra gli spettatori,

ora sento i tuoi palpiti vibrare

al vento fresco di nuove stagioni.

È venuto a trovarmi il tuo silenzio

mi ha sgridato fino a farmi male,

così ho guardato dentro la tua stanza

dal chiavistello …

perciò non scriverò versi d’amore

da affidare al vento che sparpaglia

i fogli pieni di malinconia.

Ora che il sereno è ritornato

non venderò il mio cuore alla magia

a costo di picchiarlo

oppure di tenerlo imprigionato.

*

Sull’ali scolorate della sera

Siil'ali scolorare

della sera

partono ombre

come sospesi aliti

accappiati

dallo specchio icastico,

rotolano a valle

nell’egro mare.

Quest’involucro opaco

dove con l’ego sommo

l’io dimora,

gamete impercettibile

abbrancato

alle ceneri dell’archetipo,

vuoto imperfetto

tra covile e cuna,

è un fiume pullulante

di piranha,

polpa avvizzita

masticata di vacuo sermone,

canti e contesti

tra celeste e pane.

*

Sepoltura

Tra le marmoree solitarie siepi 

tentenna il sol dai cipressi ventosi

guizzi di vago novembrino ardire.

Marcia il corteo, i velati volti

sfogliano i riti, calpestio di passi

grava come il sapore dell’addio …

O come corre questo treno fermo

coi finestrini aperti alla campagna,

tende la mano all’albero di sogni

dolci pendenti carico maturi,

sfioran le dita quello di rimpianti,

foglie ingiallite, sterili pensieri.

La terra pia che ci raccoglie, cruda

inghiotte questo sacro appuntamento,

non la placano né fiori recisi

e nemmeno il dolore, sepoltura

come un blocco di marmo s’addolcisce

allo scalpello di chi accende un fiore.

E’ un ponte che congiunge le due rive,

la scala dove sale una preghiera,

un silenzio sbocciato sullo stelo

di una lacrima muta.

*

Splende un silenzio inciso di malore nelle cariatidi marmo

Splende un silenzio

inciso di malore

nelle cariatidi marmoree

e telamoni

di questo mausoleo ferito

dalle ingiurie del tempo,

un silenzio che parla alle rovine

con la voce pesante

come una montagna

sospesa sui pensieri.

I giganti si sciolgono nell'onda

vivendo ciò che resta

dopo il giorno

dove la notte vince sulla luce.

La morte non è morta,

si aggira sonnolenta

negli intervalli

di deserti di frotte

l'aria impregnata

di sapore che antico si rompe

sgranocchiata

dal passo di motori.

*

C’era una volta

C’era una volta

un palpito di cuore

cadde per caso sulla terra brulla

amareggiata da delusioni

e subito attecchì,

la radice del sogno coi suoi tralci

bonificò il terreno

che si coprì di fiori e di colori

come una festa della primavera.

L’albero di sogni

divenne grande

da abbracciare il cielo,

divenne luminoso come un sole

e diede frutti d’oro.

Ma era inverno,l’albero incantato

ora si trova lungo il mio cammino

carico di sogni desideri

scintillanti dentro il mio pensiero.

Se potessi afferrarli con le mani!

Ma sono come cocci di cristallo

che solo toccarli fanno male

oltre il vestito bello di parole.

*

Il canto dell’autunno

Senti nell’aria

il canto dell’autunno,

scorre malinconia

del tempo bello,

Il vento porta

lacrime di foglie,

traspare un qualche sole,

carezza coi palpiti d’oro

la noia di campi

che sognano

onde di grano,

la vigna si duole spogliata

dal peso dell’uva nei tini,

risponde una rosa matura

con gli occhi

che implorano il cielo

e petali rossi d’amore.

*

Un cuore che partiva da lontano

Un cuore che partiva da lontano

passò nubi gremite di tempesta

vinse mille chilometri di guardia

bussò la porta

del cuore coi vestiti dell’attesa

che fomentava il suo cammino amante

coi baci nel pensiero delle notti,

si presentò confuso alla finestra

del sogno dell’attesa, al primo bacio

fu sorpreso dal grigio delle nubi

e la corrente gli strappò dal cuore

tutti i progetti dell’itinerario,

la nebbia venne fuori dalle note

dove soffiano raffiche di vento,

disseppellite gocce 

salgono in superficie come avanzi

di sonnoveglia assorti, si appiattisce

il colo di pensieri sul cuscino 

velato come un pianto che si perde

nel fiume della notte che si sveglia

sull’alba senza sole

a sfiorargli le rughe della fronte.

*

Effusioni

Azzurro cielo inonda

la quiete oro scintilla,

su palpiti di foglie,

grappoli rossi

achenii

guizzano dai cespugli,

alberi danno al sole

le cime brizzolate,

campi estesi

guardano il letto vuoto

di foglie affastellate

e ascoltano i pensieri

dell’autunno

che inganna i tempo

con le effusioni.

*

Genesi del male

Nel giardino di fiori

che palpitante

anela di sbocciare,

quella metà di cielo

che luminosa

accende

il filo dell’amore,

divelta da soprusi,

che contesta

l’egemonia covata

nella latebra umana

del sistema,

offesa perseguita

fustigata

perfino uccisa,

confonde

l’ipocrisia celata

tra le righe

del sedicente credo

di chi creando un dio

simile all’uomo

offende

tutto il Cielo.

*

L’autunno

L’autunno

che strazia

pensieri

di foglie cadenti

convoglia

su bianchi capelli

il soffio di vento

che gioca

col pianto

degli alberi spogli.

*

Crepuscolo mattutino

Sai non voglio più parlare

di sogni, li ho abbracciati

tutti, ho dormito insieme

ad essi, ho accarezzato il

colore dei capelli, ho

assaporato le labbra rosa

dolce, ho sentito col gusto

del cuore vertigini di baci,

ho nascosto le mani dietro

il velo come brividi dolci

sulla pelle, perciò vorrei

toccare la tua mano, ma

siamo già al crepuscolo

dell’alba, ora le stelle

affogano nel cielo,

non posso più aspettare,

voglio danzare con

le carole tenere del sole.

*

Coagoli di buio

Coaguli di buio

dominanti

dietro profonda luce,

fonti oppresse

dagli spiragli fuori

di burca accesi

come silenzi

ascoltano le ombre.

*

Settembre

Settembre attutisce

la voce di agosto

sfollando emozioni

di rive succinte

tra le intermittenze

di raggi di sole.

Consegnano gli alberi buoni

il frutto maturo

al vento che sfiora le fronde.

Affretta roseto selvaggio

la gioia degli ultimi fiori.

La vite pensosa raccoglie

il genio dell’uva nei tini.

I raggi gentili

attenti a scolpire le strisce

di cielo sospese

tra nubi leggere dagli orli

impregnati di luce

fendono tinte vivaci

su verde di campi che accoglie

confuso di aloni

il canto del sole che cala.

Lo stagno che gracida all’ombra

raccoglie le foglie dorate

col vento che fluttua

vermiglie canzoni

nel verde che brulica piano

si stempera il sogno man mano

nel folto di nuove visioni.

*

Amo la notte

Tengo nel cuore

note sempre vive,

sono fasci di luce

in lontananza,

splendono confuse

nei colori del giorno

dove il sentimento

non respira

in mezzo ai gorghi

delle inappetenze.

Amo la notte,

fiori di ricordi

sfiorano,

sono come puntini

luccicanti

salgono dalla cuna

in superficie …

regala il cielo stelle

al cuore buio

delle notti insonni.

*

Dolce profumo amico

Dolce profumo amico

nell’alito di vento

in lontananza,

come uno specchio

riflette 

giochi di muri antichi

piantati in mezzo al verde,

e l’aria intorno

grida un silenzio

forte

che si sente

sulla pelle di brividi,

rimbomba

nella valle assolata

tra gi ulivi

dove risiede

l’anima del tempo

rimasto acceso

al cuore pellegrino

nel seno delle notti

trafugate

a questo inverno

trepido che sente

la parentesi chiusa

della vita.

*

A questa età

A questa età

degli ultimi gradini

posso contare i torti

e le ragioni,

entro nella memoria

a rimirare

quadri di sogni affissi

alle pareti,

trovo dappertutto

molti errori

torno con gli acquarelli

a recitare

le melodie sospese

al filo di un contesto

che risale

agli anni dolci

della primavera.

Le stanze trascorrendo

colgo fiori,

sono lacrime

dolci, amare, chiuse

che non hanno

il permesso di scoppiare

e allagare di pianto

il cuore muto.

*

Vola pensiero

Vola pensiero

sui bambini immersi

nel bagno di una vita

venduta

in mezzo agli occhi

di civiltà avanzate,

su pellegrini

di ragione imposta

a beneficio di supremazie,

su egemonie

martellanti il cuore,

coaguli di buio

fonti oppresse

dagli spiragli fuori

di burca accesi

come silenzi

sgridano le ombre.

Ipocrisia si avvale

della facoltà di prevalere

si elegge santa

predica l’amore,

condanna i muri

tiene eretto il muro,

ipocrisia del muro

che nega

la parità di credo

a mezzo cielo.

*

Turpi imprese

Uomo gigante

sterile

al senso della luce

dona lo sguardo

al fine

legato dal destino

a questi tempi

indicizzati

a insulti

del tuo genio.

Il tuo colore

unto

di sangue degli abusi,

ed innocenti bimbi

cui silenzio

condanna la memoria

più forte del silenzio,

punge,

a cospetto del tempo

che cammina

votato a immortalare

turpi imprese

per anatemi

di pensieri ostili.

*

Gatta randagia incinta

Gatta randagia incinta

implora col pianto,

la voce

attratta da sole gentile

che splende nel cuore

di bimbi, riscuote

alloggio e carezze, la gatta

sorprende il mattino

col dono di otto gattini

dolcissimi.

Il padre non vuole,

il padre che vede lontano

non vuole il futuro impegnato

dal peso di otto gattini.

Affiora dal fondo un pensiero

funesto,

più forte del cuore …

Il pianto trafigge, la terra pressata

più forte

si spegne,

ma l’eco rimane.

la gatta la gatta la gatta

insegue col fiuto

il tormento

e sterra la terra calcata,

la zampa affannata dolente

lancia le unghie degli occhi

sugli occhi del cuore assassino

che graffiano,

più forte del tempo.

*

Un qualche cielo

Intelligenza liquida

si scioglie

nella fantasia

dell’infinito

come

un cielo di stelle

che si sente

avvolto dentro l’onda

di un pensiero.

Il senso che conduce

traccia la rotta

sull’itinerario

diretto verso il guscio

del mistero,

sullo scorcio di vita

che prorompe

incontra un’alba

accesa su sentiero

di petali di fiori,

si ferma e inventa

il verso

di una poesia

d’amore

come un velo

spalmato sulle onde

di questo mare 

che lascia intravedere

oltre profondo buio

un qualche cielo.

*

Le quattro stagioni

Scioglie la primavera coi germogli

il canto delle primule,

cela l’estate crespe dell’autunno

dove mille pensieri senza penna

inginocchiati ai piedi dell’inverno

sfogliano tra le pagine illuse

le foglie imbalsamate.

O questo libro!

Questo romanzo sempre vecchio e nuovo

delle quattro stagioni.

O questo mare!

Tra selvagge scogliere, rive, spruzzi

incespica fruscio del mulinello

con l’onde cupe,

frastagliati contesti, canti, voci

spalma il navigatore sui marosi,

dalle creste azzurre come altezze

suonano i desideri

muse, corone, allori

sono sospesi luccicanti inganni

tentano come i pesci le lampare,

cadono i sogni nelle valli fonde.

Schegge di fumo tra le righe insorte

sospinge il vento i fogli

verso l’ultimo punto ...

butta il vestito logoro non serve

oltre il velo che incombe,

nudo, che cosa, niente …

vosco lettor sospeso

alla parola “Fine” dell’Autore.

*

Diamo ragione a senso

 

Diamo ragione al senso

che conduce

oltre la realtà

nuovi sentieri,

la carne guasta

gli ultimi gradini,

si rialza lo spirito

stravolto

dalle acrobazie

del controsenso,

aleggiano pensieri

fluttuanti

sulla battigia buia

del mistero,

Il verso pellegrino

che tende ravvisare

l’altra sponda,

contiene fili dove

l’atomo d’infinito

che dentro noi alberga

destinato a rivivere

in eterno,

dona ragione al senso

che propone

oltre il pentimento

una preghiera.

*

Al cimitero

Flutti   

nel gorgogliante mare

dilatano la nebbia,

veglie

di colori recisi

alla campagna

per adulare il cielo,

sussurri di candele

spazzano

polvere di tempo

dalle righe

a questa età di occhiali

che si affaccia

sulla piazzola invasa

dalla marea di volti

che parlano il silenzio.

Questo sereno incontro

porge la mano tesa

sulla soglia

di spiragli di luce

per consentirci

di accarezzarla.

*

Madre Natura

Guardo l’alba incerta e silenziosa

schiude le sue finestre piano piano

sorride al mare coi riflessi rosa

Bella Natura!

 

Quando giochi con chiazze di colori

e ritagli di forme, coi pennelli

tingi farfalle, petali di fiori,

prati, declivi, limpidi ruscelli.

Vaga Natura!

 

Quando calcoli seria, tuoi diademi

posti nel cielo in equilibrio, reggi

gli spazi, orbite e sistemi

ammansisci secondo le tue leggi.

Grande Natura!

 

Quando si accende un palpito sincero

fiorisce il sentimento dell’amore,

dentro un piccolo grembo il tuo mistero

infondi, e l’infinito dentro il cuore.

Dolce Natura!

 

Nella valle mortale agnelli e lupi

sono tuoi figli, è mare di dolore.

Perché?  T’avvolgi di silenzi cupi,

miseria e strazio non ti tocca il cuore.

Madre Natura!

*

Prendo per mano il vento

Prendo per mano vento di ricordi

e trascorro coi sogni

le melodie perdute,

affiora dai riflessi il tuo sapore

sulla riva del mare mentre ascolto

lo sciabordio dell’onda,

guizzi di luna bagnano la riva,

attutiscono agli occhi la distanza

dell’effetto di baci

che mi prende,

e allungo come  passi nella nebbia

il piede all’altro lato,

il cellulare complice mi guarda,

trovo il numero vecchio,

percepisco le corde della voce,

la scintilla riaccende toni dolci

come ali volteggiano nel cielo

ed imprimono al cuore il desiderio

di rivedere il tempo,

il silenzio che osserva alza la voce

e spicca il volo contro versi antichi,

suonano come un grido le parole

arrampicate al muro,

(vorrei abbracciarti e piangere)

si buttano col pianto

tra foglie secche e fiori inariditi

dove sono cambiate le stagioni.

*

Cara luna

Cara luna     

intensamente sveglia

tacita fissi

oppur giocosa ridi,

come pupilla sei

vaga        

severa

attenta...

leggi a ciascun

negli occhi

i suoi segreti

e scrivi sugli sguardi

il tuo pensiero.

 

 

*

Ascolto il mare

Su sentiero che porta

in cima al monte

seguo sfogliando libri di pensieri,

dove rileggo versi 

macerati dall’onda

in riva al mare.

Per allentare il peso del silenzio

ritorno alle carezze

di dormiveglia,

l’onda di rimpianti

stringe sulla battigia malumori.

Vorrei retrorso confidare i passi,

ma è vano di pensieri,

foglie verdi

non si svegliano

all’alba dell’autunno,

ti prego

non lasciare la mia mano

forse potrei giocare con l’amore

soltanto nello spazio delle stelle

senza toccare il sole …

mentre rincorro ancora

il tuo sorriso

ruotando intorno a un pianto

ascolto il mare,

sono annegati nella traversata

senza potersi spolverare al vento

versi d’amore.

*

La ragnatela

La ragazza vestita di velo

addolciva le corde del cuore

con l’incanto delle parole

sottili diffuse dal vento

negli occhi che anelano amore.

Scorrazzava su web col flusso

di parole mielate, lambiva

torrenti assopiti dal gelo

colorando di luci il deserto

con le stelle dell’illusione,

ma fili celati dall’ombra

all’alba del giorno

scoprirono raggi di sole

come una ragnatela alle pareti

d’insetti imprigionati da parole.

*

Ottobre

Passano pennellate

di pensieri

sulla tavolozza del presente,

come uno specchio

ottobre dietro il tempo

ascolta coi rimpianti

la melodia di fiori,

nidi d’amore,

dolce di germogli.

Ottobre

tinge il fogliame d’oro

degli alberi avviliti,

infiamma il cielo

rosso di tramonti,

ma nostalgie graffiano la pelle

col tormento di raggi dietro nubi,

qualche poesia scordata

suona ancora

versa gocce di miele

sotto gli occhi severi della luna …

ottobre che gioca col vento

ammantato di foglie ingiallite

conduce pensieri maturi

nella solitudine del cuore.

Lenisce il sole il pianto

con le carezze d’oro.

*

Cuore ferito

Le frecce di parole

lanciate a tradimento

pungono a squarciagola,

piangono le ferite

rimaste conficcate

nel cuore della pelle,

i giorni renitenti 

svuotano i giorni belli

nel sacco delle ore,

il sogno li raccoglie

li stringe forte al cuore,

ma pungono le frecce

più forte del dolore.

*

Errare del pensiero

Errare del pensiero

si inabissa,

ruota intorno

dentro un cielo ignoto

parla più forte

resta sempre muto,

formula teorie,

stratagemmi,

con la mente incapace

a tutelare

i consigli di un senso

dell’anima che sorge 

dall’infinito Senno,

forse sono soltanto

invisibili cocci

di parole

artefici del senso

che conduce

due corpi ad inventare

una ragione. 

*

A lungo andare

A lungo andare il campo di sentieri

è diventato impervio,

ora sono cambiate le stagioni,

vago nel mare mosso di pensieri

tratteggiati di foglie secche e spine,

il cuore fa la parte di nocchiero

con la ruota a caviglie

in mezzo al vento

e le vele spiegate tra gli scogli

traccia la rotta sulle illusioni,

un qualche fiore bello mi conduce

sbocciato nel giardino di parole,

passa attraverso isole di baci

per sogni che si accendono la notte.

*

Il senso del senso

 

Il colore di passi

custodisce

l’itinerario incerto sulla cima,

come un afflato

lega memorie

all’attimo che passa,

ansie timori angosce

stringono forte

gli ultimi gradini

al futuro

che invita penetrare

col pensiero

nel fondo dell’oblio,

si prende cura ancora

oltre lontano.

O questo immenso

infinito che accoglie l’infinito!

Ha un senso questo senso

di tutelare il senso

dove non entra

un piccolo pensiero?

Forse è postato

un atomo divino

nel silenzio dell’anima

che sente

come un amore 

conglobare il tutto

nello spazio infinito

di un momento.

 

*

Come faccio a lasciarti

La mia anima vive

nel subbuglio

di un cielo stellato

dove stelle cadenti

che ho raccolto

stanno bruciando i fogli

del mio libro di sogni

col bagliore.

Come faccio a lasciarti

se ti incontro ogni notte

prima di addormentarmi,

se mi sfiora il tuo vento,

se pure la tua cenere spenta

mi entra negli occhi.

Come faccio a lasciarti

se conservo sorrisi imbalsamati

in un astuccio d’oro,

le tue mani dal sapore di cielo,

baci sfiorati

ed un altare

dove ogni sera

prima di addormentarmi

pianto un fiore.

La tua ombra è incollata

al mio respiro,

come faccio la lasciarti.

*

Fiori di carta

Fiori di carta

non appassiranno

basta innaffiarli

con parole belle

sbocciano all’ombra

delle notti insonni 

vagano in mezzo

vaporose nubi

alla ricerca ardita

di un rifugio

che faccia scivolare

il dolce

di un pensiero

dentro l’ali di un sogno

per volare.

 

*

Intimo celato

timida
palpitante
dolci sponde
custodiscono
l'intimo celato
tra sinuose
melodie
si sfiora
con gli occhi
delle mani
e naufragare
nel vago incontenibile del cielo.

*

Trovai un fiore bello

Trovai un fiore bello

stava crescendo

all’ombra di cespugli,

c’erano spine intorno,

m’insanguinai le mani

per afferrarlo

si strappò lo stelo …

vidi appassire petali

soltanto

mi rimasero i resti

e il rimpianto.

*

Grazie Perdono

Inginocchiato ai piedi

di un pensiero

che lentamente sale,

sospeso sulla via

che guarda il cielo

ascolto il senso immenso

che circonda

l’orizzonte del tempo

che si perde

in prossimità dell’infinito.

Trascorro coi colori della vita

campi fioriti, sole, primavera …

lo sguardo aprico

spalanca i sensi

al cielo delle notti,

tutta la fantasia della natura

mi illumina di stelle fino al cuore,

faccio ricorso al senso

che esula dai sensi

come un pensiero

vagola sperduto

dentro la fantasia dell’universo

ed incontro nell’anima

che sente

l’infinito sospeso a due parole:

Grazie, perdono.

 

*

Piccoli invisibili

Sono come un sorriso

in mezzo al pianto

dove traspare

la dolcezza nuda, 

sono un pensiero grande

in mezzo al gelo

come un eco lontano

si ripete,

sono vento che sfiora

fili d’oro

di una musica dolce

che scintilla

sulle corde del cuore,

sono fiori sbocciati

sulle pietre,

sono stelle tra nuvole

profonde,

Sono bimbi innocenti

in mezzo al pianto

nuotano nelle lacrime

del cuore

come gelo negli occhi

di parole,

e cuore chiuso

dall’indifferenza

come pioggia incapace

a dissetare

si smarrisce,

dietro un pensiero

grande

in mezzo al cielo.