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Sale di smeraldo
È nello smeraldo dell'onda che si posa il tuo viso, sule sono vela con ali le berte singulti che sfiorano gocce di spuma dissolta, sono stille selvagge che tengo nel pugno e che il sale consuma mentre il vento mi scuote, mi soffia lontano, la schiuma si adagia e l'incanto ora è, neve di mare.
Id: 74736 Data: 23/03/2026 08:09:35
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Quinta soglia
Bastava dirlo, oltre la quinta soglia oltre il buio addomesticato, dove la musica si stende inebriata da Calvados, mentre il fiore di geranio china il capo e non è fuga che accampa. Ha un peso ed è aperta la corvina ala sul mio sonno di ansia, su cuscini lacerati caduti nel vuoto, vuoti. Non partii mai e mai feci ritorno nel "resta" e così sia. Non è preghiera ma in verità, è quì accanto al suo respiro che mai rimasi e mai andai.
Id: 74714 Data: 17/03/2026 11:55:56
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Elisir d’aconito
Sul palmo guantato in cuoio piccolo fiore si adagiò con forma di elmo. L'amore, bisbigliò il bosco, è fatto da spade intinte d'aconito blu indaco feroce e linfa velenosa. Usignola impolverata tenevo onore e amore, aritmie del cuore e voli di parole verso il tuo capo segnato, ferite di guerra o dolori impronunciati. Mani capovolte su un bacio solo, mi feci piuma per coprirlo col gorgheggio. Fece male guardare oltre, tra i capricci e incostanze mentre tramontana stringeva me sui fianchi. Nei fossati cadranno corpi mai scossi da emozioni. L'amore tenne fissa la mia pena, veleno è l'elisir che sa di lui e tutto ciò che manca.
Id: 74700 Data: 14/03/2026 11:44:43
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Nastri scuri
Dondolando sul dirupo ho avvertito una spinta, la mia vita verso altre direzioni. Tanta lucentezza non è seta ma purezza ben concreta e prende forma da un concetto. È tutto calcolato sono nastri scuri tra i capelli, comete senza code, i misteri che proteggo son virtù e così do spazio alla distanza. Fui astuta a scandire nella gola la mia voce. Non è un tocco che mi manca, ma è amarezza che tiene alta la mia testa.
Id: 74680 Data: 10/03/2026 17:02:59
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Acre tenerezza
Erano incerti i giorni da calpestare, doleva tutto l'intorno, l'aria e la luce accecante. Poi, la penombra alleviava di poco un sorriso fatto di striscio a chi la incontrava. La gonna in velluto sfiorava le aiuole di fiori, come dipinti sui muri mentre con un sussurro apriva boccioli, battiti chiari sul cuore. Nulla più sincero, la linfa dei pini fu colla superflua, grumosa sui polpastrelli, ma dal senso acre di tenerezza. Vagava incerta sui giorni stordita, mancava la spinta errata, ma era la sua, era la vita che ritornava.
Id: 74660 Data: 05/03/2026 07:43:40
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Ventre di nebbia
Di notte, di giorno, strofina il suo ventre la nebbia sui ruderi di vecchi palazzi, si aggrappa ai balconi sui cornicioni va fluttuando, mi avvolge sulla panchina dove il cuore di piuma s'incrina un istante, va di battito greve nel fruscio del lembo della sua veste grigia. Disperde d'un tratto macchia di pece, sull'asfalto l'urlo del vento sibila e spazza la nebbia mentre l'aurora dipinge di rosa il mio viso, e viola le labbra brunite dal gelo. Nebbia si insinua poi lieve svanisce, io riprendo colore.
Id: 74626 Data: 26/02/2026 17:29:29
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Sguardo tenue in tinta mite
E venni a te mai col cuore travestito con sguardo tenue che nulla può turbare. Io non sarò mai prigioniera libera da grumi sagomati sotto i piedi. Chi mi scorge là tra i campi vede che, con pena mi allontano e attraverso il tempo che mi tiene con uncino. Frantumi son le risa e i silenzi tra le ciglia, che sul viso danno un che di scuro e tutto pare addormentato. Ora piove e piove tanto, a lungo sul dorso delle mani della schiena e vado a capo chino fischiando per la via tanto che, anche l'aria si avviluppa attorno a sè per farmi spazio. E così a passo lento, cado dentro un vuoto che scolora in tinta mite.
Id: 74597 Data: 20/02/2026 19:47:30
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La sua bocca buia
Ho solo un amore inciso nel cuore e quando viene l'alba sento il dolore e le immense distanze. Gocce morte sopra i vetri, lontano è la luna che sfoglio con dita rapprese dense pure illusioni. Le stelle bevono luce, singhiozzando il vento le scuote e invoca solo brevi sospiri. Da me al cielo si fa ombra di un pensiero la sua bocca ora è buia, forse perché sopra io possa morire? Sa tanto e tutto di sangue e di terra, io taccio lui esangue da anni tace e addolora, l'amore mio è sangue null'altro che sangue.
Id: 74571 Data: 16/02/2026 08:03:04
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Memoria d’acqua
Peonie tremolarono all'urlo di seta delle cicale, mentre l'abito mio si mosse, fu acqua di torrente catturando luce pigra che emanava la sera. Sedendo sulla pietra striata da vene muschiate memorie d'acqua, pelle di verde smeraldo si accese. Vidi un sasso lanciato da riva, sul palmo appoggiato lo feci danzare un rimbalzo e poi due fino ad essere quattro, non mi accorsi delle dita che si fecero piena. Poi come onda che esce da sponda sulla riva lo adagiai. Ero acqua che ancora credeva di essere umana, palpitò il cuore o l'ala del martin pescatore, oppure fu solo mormorio di corrente.
Id: 74544 Data: 11/02/2026 13:59:16
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A volte la notte
La notte a volte, abbassa la luna per sentir meglio i mormorii d'amore. Il silenzio che spazza le menti, mi incute timore se nemmeno un bisbiglio si sente. Gli amanti si sfiorano la pelle con fili di parole appese ai lampioni. Sussurrano cercandosi l'anima con occhi languidi chiedendo alla luna una luce nel cuore. La notte a volte diventa più buia quando l'uomo ha paura e rantoli di morte son come sussurri.
Id: 74523 Data: 08/02/2026 13:29:52
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Battito sospeso
È soffio di seta, è palpito quando ala di pettirosso mi sfiora la pelle. Marchia con l'unghia insudiciata l'aria diafana, va allora un'onda di apprensione, nostalgia velata mentre conto gli istanti che impiega per posare il capo sulla spalla. Lui sa cosa sta in un bacio e non nel labbro che gli offro. Ha il battito sospeso tra le gote e il cuore, un respiro muto mia luce che, non fa rumore.
Id: 74445 Data: 25/01/2026 22:20:04
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Eco vuoto
Bagliori nel lento piegare di ciglia segreti muti, naufragio di sguardi. Ho appena bussato alla porta del vento eco della mia voce soffio di vuoto nella mente, e ho avvertito solo un sospiro d'aria assorta.
Id: 74363 Data: 14/01/2026 10:48:30
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Stolta
Il sole cadeva feroce sull'umida nebbia e io con ciglia ancora bagnate confondevo rugiada col pianto. Entrai in zona deserta del cuore. "Stolta, mi dissi, credevi che il mattino stia immobile e la ragione taccia e soccomba, con il tempo che è sempre miseria e dolore?" Le volpi per boschi, attaccavano prede, io fuggii tra gli abeti in un presente sonoro, impigliando la voce tra i rami più alti.
Id: 74333 Data: 09/01/2026 22:59:01
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Legni d’ontano
Possa ora laguna o specchio di mare dormire nel raggio dolente di una luna aranciata. Sul pontile viscido si posa rugiada che ho sempre pensato fosse gocce di calma scesa da un filo di perle dal cielo. E' tempo che la malinconia esca dal corpo sfibrato dall'aria che punge questo amaro silenzio, un ritorno di cambi di scena come il ponte ora fosse solo un proscenio. Ho esalato seduta un respiro profondo sul legno d'ontano che appena tagliato si macchia di rosso. Ho girato la tela del quadro rivolta al muro, e guardo dispersa in un mare di pali d'ontano d'arancio rossastro.
Id: 74317 Data: 07/01/2026 11:22:48
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Neon
Intreccio nell'aria una trama, è solo un'idea, fluttua sotto un cielo di mille lampade al neon. Avrà un nome l'ombra nascosta dal salice, chiedo, sorride, l'enigma sta sulle labbra dischiuse, ha voce fioca che dice di essere piuma. La veste di seta leggera è vortice che ruota come un derviscio. L'idea si avvinghia ai corti capelli creando un diadema. Il fruscio è brezza soave è un essere d'aria, mi sfiora. La notte fugge, il giorno subentra e tutto svapora, ma di certo ritorna, basta accendere stelle al nobile gas, dinuovo stasera.
Id: 74274 Data: 02/01/2026 11:43:16
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Filli e le mani
Il sorriso nel silenzio fioriva, muoveva labbra come giunchi scossi dal vento, confusa osservavo muovere mani delicati petali di camelie dischiuse. A due metri stava lo sguardo, dolce vista calda come un riparo, culla a volta di botte. Emanava aroma di miele, era l'attimo in cui dolce sarebbe stato morirgli addosso per poi rinascere tra i suoi occhi di flauto.
Id: 74185 Data: 16/12/2025 14:41:51
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Fragile corpo
È gioco per chi non ha discernimento, per l'uomo che cade sotto i colpi di un bastone si allunga la matassa di un supplizio, la giornata intorno è rumore deformante e ho un sospetto, è forse incoscienza crudele che porta dentro sè il male? Presumo nei suoi occhi lo stupore e poi una resa, la pozza ai piedi, come avesse intorno il mare. La foto sul giornale, poco colore per quanto forma umana reca in sè ombra del nero. Nessuno accorre al corpo fragile a terra, furibondo solo il cielo si fa di oscura notte, e grigio è il mio dubitare forse animali e non umani. Resta solo un atto immondo.
Id: 74163 Data: 13/12/2025 09:04:22
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Diamond Dust
Polvere di diamante cadeva, alone del sole chiara la neve. Tra i fitti boschi correvo, a mani tese coglievo il respiro del ghiaccio, dal passo sul manto nevoso definivo quanti gradi fossero intorno. Intesi uno sguardo febbrile dietro il crostone di roccia, una mano come soffio sul capo, o così credetti sentirti, sembianza in controluce di una voce avvolgente. Parlavi, parlavi come mi fossi dentro l'orecchio, eco di ghiaccio volante. Ti presi la mano evanescente sulla guancia l'adagiai, sentii non freddo ma un tepore diffuso. La mia lacrima col dito adamantino scostasti, polvere di stelle e fiocchi come diamanti, fecero luce mentre te ne andavi, ancora e ancora ma non per l'ultima volta.
Id: 74138 Data: 09/12/2025 13:10:01
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Alter Ego
Hai tra i capelli profumo di cedro, essenza d'altana legno corroso dal tempo confuso. Ti ho vista andare e tornare scuotendo le ciglia per luce abbagliante senza vedere una fine, quella semmai poteva essere mia evanescenza. Noi acrobate aeree, il tessuto si adagia sulla tua spalla e sulla mia fa un piccolo cerchio, corda ricurva. Io conto gli istanti, tu anche gli inganni ma quelli non posso capirli, io slitto sopra di essi. La mia voce ti fece vela lontana, ma ora il passo è eterna trama, inalterabile ordito, rinnegarti lo farò forse un domani, oggi è ignoto anche il mio unico nome. Poi giù tutt'e due, come lampo dal cielo, mite la terra ci accoglie. E siamo un tutt'uno. Io e me sola.
Id: 74112 Data: 05/12/2025 12:34:26
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Sonnambula
Questa notte con passo leggero scendevo lungo la sponda di un fiume, al margine del labbro fioriva un nome e tra i denti lo sillabavo, sonnambula. Sagome sul fiume in corteo all'orizzonte oscillavano verso la riva, sul pantano smosso da impronte, le mie, quelle di un tempo. La luna strizzando il suo occhio si fece di falce, con filo di luce legò il silenzio sfiorandomi il collo e si intrecciò fra i capelli. Scossi le mani come l'applauso dei muti, sull'acqua petali rosa e bianchi oleandri, scie odorose che mi avvolsero in volo verso l'ampio respiro del mare.
Id: 74027 Data: 24/11/2025 11:47:42
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Partitura in ottavi
Ritagliai la tua persona a mia misura, forbici lunghe come dita, suonavi al piano sulla mia veste bianca dalla cintura indaco profondo, su note di viaggi, deliri della tua mente. Portavo ali di colomba mentre ascoltavo, curve sulle mie spalle bianche, luna calava su ombre che scivolando scuotevono piume. Tenevo le mani a reggere il mento mentre una folle discesa in partitura d'ottavi scivolava su labbra devastate dai morsi. Disegnai passi d'addio sulle punte, e rimase il dolore di cicatrice profonda.
Id: 73998 Data: 20/11/2025 22:02:25
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Cartapesta
Luce sporca filtrava tra la nebbia in un giorno smorto, deformando i rattrappiti scampoli di pozze dopo la pioggia. Consapevole divenni di un pensiero il pensiero stesso, e il respiro mi si fece fragile. Avevo, e forse ancora possiedo una mente come l'inverno e osservo così meglio il gelo e l'arido occhio di chi credevo essere vero. Finzioni, in un nulla sotto una maschera di molto, se ascolto non sento, è ghiaccio ne percepisco gli effluvi mistificatori. Sgretolandosi il marmo svela cartapesta, intanto il cielo lo vedo con crespe, crepato.
Id: 73973 Data: 16/11/2025 12:02:00
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Sole accecante
Accecava il sole con la sua luce sporca scendeva su un mondo stinto, stavo con un senso di freddo contratta. Nessun' ombra da proiettare, niente aveva piu' il senso di un tempo. Riparai nella notte tra i singhiozzi di strade deserte, alle curve scomparse solo i fossi mostravano i denti. L'idea che venne alla mente in tumulto, fu lo stupore del tutto vagando nel niente.
Id: 73952 Data: 11/11/2025 18:21:04
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Il mio dissenso
Forse è questo l'ultimo giorno d'appello, l'abete si incurva, mi porta come un fardello, vorrebbe buttarmi nel ghiaccio, si impiglia la rabbia tra i rami, l'inverno si sente scontento. Come lo scricciolo cerco un riparo, vedo nidi ma son tutti guastati non c'è un posto tranquillo, il pensiero diventa pesante nella tormenta che avanza. A pezzetti come un mosaico mi ricompatto, ma è nel nevischio che mi dissolvo e dissento.
Id: 73926 Data: 07/11/2025 11:45:36
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Aridi spiazzi
Poso la mano sul capo, fragili sono di un rosso tramonto i capelli, nell'arido spiazzo i piedi in fretta indietro si fanno, offrono inchini con viso alla terra. Il cielo a tempesta col vento irato coglie ginestre strappando anche lembi agli steli, come se a me, lacerasse la pelle. Lo sguardo abbassato, si piega ondulante su aria ormai rarefatta, potrei impigliare i pensieri tra rami da lunghe dita o meglio buttare le vesti col corpo giù nel dirupo. Tragedie da sempre sfiorate io credo che sia, adrenalina che manca.
Id: 73863 Data: 24/10/2025 12:51:07
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Non ho visto abbastanza
Non ho visto abbastanza del mare. Mi stancava la sabbia, sfumava l'acqua nel nulla più chiaro. Sullo scoglio osservavo dell'onda un richiamo sul viso, gocce di sale cadute, sosta di sangue del cuore. Lievi impulsi, ultimi fili forse, di ansia latente. Tra i capelli scostavo ricordi e lento il battito si rallentava. Non ho visto abbastanza del mare mi dissi, così del corpo ne feci marea. Gridavano i granchi rosati, sentivo le voci allarmate. Di squame le gambe, nell'acqua avvolte in un grumo di pace, una quiete sorretta da ali e piume pernici di mare, becco a sfiorare un velo sull'acqua. Non ne avrò mai abbastanza dello stridere alto del falco.
Id: 73840 Data: 19/10/2025 12:12:48
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Morbide gabbie
Noi quelli più fragili, uscimmo da molte sbarre dietro le dita, inventammo storie per stordimento fino a genuini scontri con la coscienza. Battemmo su porte coi catenacci mentre morbido era l'interno fatto di urla a mani giunte forse in preghiera. Uomini probi ci avete sottratto i silenzi, le poche parole che avevamo tra i denti e ora della terra comprendiamo il respiro. Rimangono solo tremori dove i pianti furono ombre leggere a sostegno di luci, e i voli fuori da gabbie fecero gente più sana. Sono palazzi dismessi oramai, ma ancora le cinta di muri si ergono alte intorno agli oppressi di adesso.
Id: 73810 Data: 14/10/2025 22:20:54
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Le rocce di Erbil
In quelle stanze buie vi hanno tolto tutto spogliati all'osso dell'esistenza. Finite sotto torchio anche le antiche jacarande che portavate in grembo e gli ideali seppelliti nei ruvidi rifugi crepati come i cuori delle madri. Era d'estate, poi fu un prolungato inverno aveste sulle ciglia un soffio caldo, poi un lungo gelo prima che dalle rocce si udisse a malapena un tonfo. Il vento si fece tomba mentre l'aria tradiva la presa e il vostro mondo precipitò nel vuoto che inghiottì un ultimo grido.
Id: 73759 Data: 04/10/2025 11:25:05
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Di tutte le solitudini
Viene incontro a me correndo, il ricordo usurato di un tempo fuggito. Lungo le corte onde sonore il cuore non muore come dovrebbe. La strada che vedo è una lama di luce stranita, vanno i pesi degli anni, io un nulla, io fui, ora sono biancospino che nessuno ha tra i capelli, ma canto sopra le spine e di cristallo ho il respiro, mia è la curva d'asfalto che rasenta la china. In questo giorno estremo sento imbrigliato anche il vento che è solo, come un vuoto cade e sparisce. Nessuna fra tutte le mie solitudini pare quella più tenue.
Id: 73741 Data: 29/09/2025 22:39:28
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Binario notte
Piovve tutta notte sugli arcani di fughe e partenze, sperai che all'indietro con minacce d'ametista, mi riportassero. Tenevo un fiore in mano avvolto da una pietra andavo contro ma era andare incontro a me con paure ed ombre avvoltolate lungo i polsi. Quella gente sui binari camminava dietro a poche cose era un'onda di un mare moribondo. Io saltavo su una gamba e poi via sull'altra per scostare una tenda che posata sul mio capo mi impediva di vedere. Eravamo già in ritardo, tutti in fila, uno sparo squarciò l'aria, si imparò così a soffrire.
Id: 73708 Data: 23/09/2025 11:07:20
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Sfiorando se stessa
Stava in disparte, la frangia scostata sul viso da onde dell'aria più calma, intravedeva luci frementi sul grande canale. Sui ginocchi portava l'assenza di meraviglie, presto lasciata orfana di perfezioni, vide le ore indecise sul rivedere la sua esistenza. Niente più accordi di visi riuniti, schegge di imperfezioni. Dal pontile acqua blu color di fiamma, scoloriva in un azzurro abbracciato alla notte e il freddo entrava dentro le ossa. Toccò brevemente una guancia bucata da un chiaro di luna, unico mezzo il toccare per il solo sentire.
Id: 73691 Data: 20/09/2025 10:37:42
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Mille lune
La fiamma indugia e cola cera, malgrado il vento scompigli il rosso ed è di sera. Si strazia il suono calmo di una voce su brusii caduti tra i lampioni, luce di marmo come neve che non fonde, ma confonde. Sento profumi, effluvi come sbadigli sulle mani, si aprono porte sui gradini e un passo avanza. Mille lune oppure una, esita sui ventri molli di falene mentre van le dita a frantumare diesis in chiave e accordi in si bemolle. Sventra il cuore della notte l'occhio nero che si stende ad oriente, da tre giorni scivolando come un' onda mi sovrasta. Muta la parola, ed è un suono che mi parla. Sono attimi, termini di rughe sulla fronte, ed è come quando nei miei occhi tengo il mare.
Id: 73671 Data: 16/09/2025 11:50:14
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Frantumi di vita
Un triste frantume io sono, nel fondo di un volto conficco un filo di sabbia, che al vento risuona di suono ed è unguento. Risana ferite, sibila, scivolando sulle parole riflette l'immagine sulle pozzanghere. Non voglio che tu abbia una forma, un volto, ma sia come l'acqua che scorre e dissolve il tuo zucchero portandoti al mare. Invento e disegno la gente come la mente compone, poi stringo gli occhi e tutto trasforma. Invisibile linea su cui viaggiare, acqua di lacrime per tratteggiare piccoli solchi di passi sfiniti. Siamo solo frantumi di vita.
Id: 73659 Data: 12/09/2025 14:23:59
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Quando mi scossi dal torpore
Misi in testa la paura di sedere in terra su cartoni arrotolati che di notte come domino dovevo srotolare. La mia curva del sorriso era solo un darsi un tono credo fosse esitazione. Da una casa e dopo un'altra, con un pane sulle mani vidi solo un astro bianco che stendeva su di me la sua sbirciata. Ciondolavo con i sogni barcollanti e parevo troppo spesso una sonnambula. Poi una luce, era fioca ma si avvicinava sibilava, non capivo la parola. E successe, avanzando una mano fatta d'aria mi pervase e poi mi scosse dal torpore. La mia mano.
Id: 73596 Data: 01/09/2025 17:58:47
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Madeira
Se ne andò a poco a poco su tiepide acque limpide che mai scurirono per i fanghi di altri. Si fecero distinte le cose, diafane terre deserte. Il filo sdipanò dei tre gabbiani i singhiozzi, vagavano muti come veli nuziali su porte. Lastricarono i passi in avanti, di una tenue dolcezza svanita. Lassù, vendicarono lacrime di chi bevve alla fonte a becco di cigno. Venne bufera e i cieli tinti di nero furono cappe cangianti, per soli pensieri. Di fuoco e passione sfilarono spaghi di un rosso che fino a Madeira risaltarono i legni bruciati, suoi giardini visti da dentro.
Id: 73579 Data: 27/08/2025 22:56:23
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Suoni
Bruciava di fiamma costante, la fine illuminava spesso un inizio, quando ombra avanzò. Squillo gaio di aquilotti. Si piegò la bocca in una curva, fu ansa di torrente quando non si sente più sgomento. Ora il vuoto gli usciva dalla fronte, al tramonto non più agguati, ma da un filo perso in una voce si staccò dal muro un suono silenzioso, un fremito interiore dal profondo. Sul velluto le parole senza virgole ma, punti fermi ed euforia. Germogliarono ninfee nello stagno di piastrelle catturandone la luna.
Id: 73537 Data: 20/08/2025 08:17:47
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Stella perduta
Mi hanno chiamato toccandomi i piedi, han messo sull'albero il tormento di un fiore seduto dentro il mio petto, con la schiena toccavo appena la terra. Sentivo le ombre di voci volare leggere dentro gole di starne appese alle foglie. Ho stravolto le mani nella sera incombente, urtando l'erba e con fili strappati, mani a coppa, ho fischiato dentro quel ventre. Nessuno ha sentito, erano tutti partiti dopo che il vento li ha biasimati. Io sola guardavo la luna baciarmi in un cono di luce sul palco, ormai stella perduta.
Id: 73505 Data: 11/08/2025 14:55:31
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Pensiero di bacche e di muschio
Malevolo legno fu il suo andare un venire, in controluce fatto uomo ogni eccedenza mandò altrove o spense il bottone. Vedevo tra le piaghe dei tronchi vagando per boschi, uccelli dai singhiozzi dolenti lenire col becco scorze dure tra piume. L'aria, respiro in gola, calura sofferta in pausa estiva. Cicale ai bordi di tenerezze mi davano vertigini, un ascolto diafano dentro. La vita. L'uomo curvo pareva olmo, bruni i desideri volavano alti, e tante volte ero a lui vicina. Contorna con bacche, disse una voce, la traccia del bacio sul piede e zoppica appena per sfiorare l'incanto. Il bosco era grande per le sue strette dita, era di legno, odorava di muschio, sempre lui il mio pensiero.
Id: 73484 Data: 06/08/2025 12:50:53
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Tacito consenso
Nell'erba ancora alta la mia pena si accosta al passo ricurvo che avanza. Il ghigno si assottiglia, mi tocco appena la guancia come violino la seta. Se sospendo il fiato avverto nostalgia di reti tra fronde su fonti fresche e giardini con frutti ondeggianti, cancelli aperti come bocche ridenti. Tacito è il consenso, attraverso correndo i varchi del tempo, spedita mi metto di lato e osservo che passi.
Id: 73344 Data: 01/07/2025 12:42:40
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Inchiostro di rosa
Non lascia traccia il vento sulla mano tesa, così si stringe nella spalla l'aria e cerca se stessa negli occhi che incontra. Cupa è la fragranza che emana e insiste nei giorni a non essere vuota. Indossa ferite, emarginate da chi cammina e finge che ignora. Distenderà a sera le membra come ponte su illusioni, acido inchiostro colerà veleno di ape su di lei, una rosa.
Id: 73327 Data: 28/06/2025 10:44:33
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Nature morte
Tingi la piccola mano vestita di fango, colora dal grigio al bianco che sia come neve. Voglio incontrarti pittore, nature morte tu solo dipingi. Hai uno sguardo che fa ombra profonda, tutti ti evitano dal livore del viso che muta anche la folla di stelle dal cielo. La mia fronte si china sulla tua spalla, a me che non ti temetti promettesti ricami argentati filtrati da luna sulla mia veste. Ogni notte ti indosso, il tuo corpo, il mio corpo, nei tuoi colori vive e non muore natura. La piccola mano si insinua tra la tua pelle e camicia. Io e la mano così stiamo al sicuro.
Id: 73273 Data: 17/06/2025 20:31:02
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Effige di carta
Fragranza di incenso ha il sopracciglio a coprire tutta la fronte, siedo e ascolto sul banco giocando a scacchi da sola. Li guardo in fila, neri avvoltoi dal canto sublime, vorrei andarmene senza voltarmi ma il mio viso è ancora incompiuto stasera. Mi investe la forza del coro lacrima sale e non scende è oasi brulla. Sola, mi vedo adombrata lineamenti nel buio, fiammelle sollevano legnose bugie che salmodiando intingono il dito nell'acqua dopo la lode. Il giorno si fa di un freddo marmoreo e trascina in basso calura sui ginocchi piegati per timore, come il guizzo di un battito d'ala dentro la sacca dell'uomo in marsina. L'effige di carta che spunta è il suono dell'organo scuro.
Id: 73250 Data: 11/06/2025 17:19:56
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Versi clandestini
La gente che incontro guarda la chimera che mi pende dal corpo e son ricurva dal peso che porto. Suona qualcosa da dentro come avessi corde di violino scordate ma fingo di scordare parole taglienti, che il lino tra le dita mi ha spifferato ora son tutta sfilata. Non è più quel bel garrire che avevo della rondine in corpo. È un malore la luce irradiata sul capo che mi ha sfiancato, non son più me stessa a distorcermi tanto. Passerò al clandestino verso infisso sui muri con una sigla e sarà abbastanza.
Id: 73233 Data: 08/06/2025 11:39:01
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Reyhaneh
Si nascose il respiro dentro un'orazione, mentre la soglia del labbro vibrava, scansava il ricordo dentro una ciocca, serpe di seta, dei neri capelli. Lavò il viso nella polvere grigia, smettesse di apparire sulla fronte rialzata la macchia carminia, lei disse. In mano teneva avanzando un frammento di luce dorata e profumo d'oriente, sandalo e noce moscata tutto avvolgeva. Unica fede l'amore, verso calvario voci, il silenzio non protegge nessuno. Reyhaneh dietro il velo sfilò guanti, occhi dolci divennero chiari, dammi al vento che prima di adesso possa portarmi lontano. In memoria di R. Jabbari Iran
Id: 73139 Data: 18/05/2025 15:07:58
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Sibilla
Forse è questa l'ora di non vedere se tutto sia chiaro, lo sguardo si insinua dentro le cose e mi chiedo ciò che ancora non so. Mi alterano di notte le stelle nel canto sconnesso di tanti usignoli, si infiammano i capelli alla luce mentre mi cerco. Consulto Sibilla tessendo una tela, e sussurri di linee così prendono forma. Invento domande e la interrogo su quando il tempo finirà in un velo sul viso. Mi strega come viaggia il pensiero su tenere foglie in germogli ancora dischiusi, mentre ancora ritorna il mattino.
Id: 73045 Data: 02/05/2025 07:46:24
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Giorno qualsiasi
Sono un giorno qualsiasi ma vorrei essere notte una notte qualunque vorrei nascondere i miei dubbi i miei deliri nella notte oscura invece son giorno dove tutto si vede dove su strade fatte a ritroso trovo anime sparse vorrei essere notte per celarle al male con cappa scura trapunta di sogni invece son giorno e mi tormento sui loro destini e a nulla posso poi però mi addormento e notte divento.
Id: 73021 Data: 28/04/2025 18:15:57
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Fatta di vento
Fu divino il momento in cui vidi sorvolare sopra il suo capo la mia ombra. Ebano il viso, eppure luccicava, muoveva la passione, spingeva l'emozione, cercava il sole figura altera, aprendo la mano come fosse un ingombro. Abbozzando un sorriso passai come brezza calda soffiandole sopra, e allora mi parve sembianza, fatta di vento.
Id: 72948 Data: 18/04/2025 08:26:06
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Palestina Gaza
Non è rimasta speranza tra macerie di genti. Vedo un disastro nelle bocche che tremano nei corpi scarniti accerchiati da muto spavento. Polvere nera di carte bruciate per coprire le spalle di chi non ha braccia e si tiene la fronte per sentire i pensieri e se sa, ancora pensare. Strascica i piedi umanità senza più niente e nel delirio cerca l'oblio. Eppure si nasce ancora a Betlemme, ma le gemme di ulivo ora sono proiettili neri. L'angoscia assale la lingua si arrota in stoffe di kefiah ultimo sogno di un'era.
Id: 72890 Data: 09/04/2025 08:32:12
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Papaveri rossi
Distendo la mano mi tocco la tempia ascolto un violino che vibra tra i crini, volano a tempo papaveri rossi a coprire le ciglia e in penombra son sfumature. Sfumano i giorni lasciati appesi sui fili, pelle già scorticata. Si fa di luce l'oblio, sudario che scende come neve e l'impronta non lascia. Per un secondo appena potrei arrestare il respiro e provare a vedere come sarebbe a sparire.
Id: 72863 Data: 04/04/2025 20:19:50
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