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Raccolta di poesie di Anna Cenni
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Sale di smeraldo

È nello smeraldo dell'onda

che si posa il tuo viso,

sule sono vela con ali

le berte singulti che sfiorano 

gocce di spuma dissolta, 

sono stille selvagge che

tengo nel pugno e che

il sale consuma  mentre 

il vento mi scuote,  mi soffia

lontano,  la schiuma si adagia

e l'incanto ora è,  neve di mare.


Id: 74736 Data: 23/03/2026 08:09:35

*

Quinta soglia

Bastava dirlo,  oltre la quinta soglia

oltre il buio addomesticato,  dove

la musica si stende inebriata da

Calvados,  mentre il fiore di geranio

china il capo e non è fuga che

accampa.

Ha un peso ed è aperta la corvina

ala sul mio sonno di ansia,  su

cuscini lacerati caduti nel vuoto,

vuoti.

Non partii mai e mai feci ritorno 

nel "resta" e così  sia.

Non è preghiera ma in verità,

è quì accanto al suo respiro  che

mai rimasi e mai andai.


Id: 74714 Data: 17/03/2026 11:55:56

*

Elisir d’aconito

Sul palmo guantato in cuoio

piccolo fiore si adagiò con

forma di elmo.

L'amore,  bisbigliò il bosco,

è fatto da spade intinte

d'aconito blu indaco feroce

e linfa velenosa. 

Usignola impolverata tenevo 

onore e amore,  aritmie

del cuore e voli di parole verso

il tuo capo segnato,  ferite di

guerra o dolori impronunciati. 

Mani capovolte su un bacio

solo,  mi feci piuma per

coprirlo col gorgheggio. 

Fece male guardare oltre,

tra i capricci e incostanze 

mentre tramontana stringeva 

me sui fianchi.

Nei fossati cadranno corpi

mai scossi da emozioni.

L'amore tenne fissa la mia

pena,  veleno è l'elisir che

sa di lui e tutto ciò che manca.

 


Id: 74700 Data: 14/03/2026 11:44:43

*

Nastri scuri

Dondolando sul dirupo 

ho avvertito una spinta,

la mia vita verso altre

direzioni.

Tanta lucentezza non è

seta ma purezza ben

concreta e prende forma

da un concetto. 

È tutto calcolato sono

nastri scuri tra i capelli, 

comete senza code,

i misteri che proteggo 

son virtù e così do spazio

alla distanza.

Fui astuta a scandire 

nella gola la mia voce.

Non è un tocco che

mi manca, ma è amarezza

che tiene alta la mia testa.

 


Id: 74680 Data: 10/03/2026 17:02:59

*

Acre tenerezza

Erano incerti i giorni

da calpestare,  doleva

tutto l'intorno,  l'aria e

la luce accecante. 

Poi, la penombra  alleviava 

di poco un sorriso fatto  

di striscio a chi la incontrava. 

La gonna in velluto sfiorava

le aiuole  di fiori, come

dipinti sui muri mentre

con un sussurro  apriva

boccioli,  battiti chiari

sul cuore.

Nulla più sincero, la linfa

dei pini fu colla superflua,

grumosa sui polpastrelli, 

ma dal senso acre di tenerezza. 

Vagava incerta sui giorni

stordita,  mancava la spinta

errata, ma era la sua,

era la vita che ritornava.

 


Id: 74660 Data: 05/03/2026 07:43:40

*

Ventre di nebbia

Di notte, di giorno,

strofina il suo ventre

la nebbia sui ruderi

di vecchi palazzi,

si aggrappa ai balconi

sui cornicioni va fluttuando, 

mi avvolge sulla panchina

dove il cuore di piuma

s'incrina un istante, 

va di battito  greve nel

fruscio del lembo della

sua veste grigia.

Disperde d'un tratto 

macchia di pece,

sull'asfalto  l'urlo del vento

sibila e spazza la nebbia

mentre l'aurora dipinge

di rosa il mio viso,

e viola le labbra

brunite dal gelo.

Nebbia si insinua

poi lieve svanisce,  

io riprendo colore.

 

 


Id: 74626 Data: 26/02/2026 17:29:29

*

Sguardo tenue in tinta mite

E venni a te mai

col cuore travestito

con sguardo tenue

che nulla può turbare.

Io non sarò mai prigioniera

libera da grumi sagomati 

sotto i piedi.

Chi mi scorge là tra i campi

vede che, con pena

mi allontano e attraverso 

il tempo che mi tiene

con uncino.

Frantumi son le risa e

i silenzi tra le ciglia, che

sul viso danno un che

di scuro e tutto pare

addormentato. 

Ora piove e piove tanto,

a lungo sul dorso delle mani

della schiena e vado a capo

chino fischiando per la via

tanto che, anche l'aria

si avviluppa attorno a sè

per farmi spazio.

E così a passo lento, cado

dentro un vuoto che

scolora in tinta mite.


Id: 74597 Data: 20/02/2026 19:47:30

*

La sua bocca buia

Ho solo un amore

inciso nel cuore

e quando viene l'alba

sento il dolore e

le immense distanze.

Gocce morte sopra

i vetri,  lontano è la luna

che sfoglio con dita

rapprese dense

pure illusioni.

Le stelle bevono luce,

singhiozzando il vento

le scuote e invoca solo

brevi sospiri.

Da me al cielo si fa

ombra di un pensiero

la sua bocca ora è buia,

forse perché  sopra

io possa morire?

Sa tanto e tutto di sangue

e di terra,  io taccio

lui esangue da anni

tace e addolora,

l'amore mio è sangue

null'altro che sangue.

 

 


Id: 74571 Data: 16/02/2026 08:03:04

*

Memoria d’acqua

Peonie tremolarono

all'urlo di seta delle cicale,

mentre l'abito mio si mosse,

fu acqua di torrente 

catturando luce pigra

che emanava la sera.

Sedendo sulla pietra 

striata da vene muschiate

memorie d'acqua,

pelle di verde

smeraldo si accese.

Vidi un sasso lanciato

da riva, sul palmo appoggiato 

lo feci danzare

un rimbalzo e poi due

fino ad essere quattro, 

non mi accorsi delle dita

che si fecero piena.

Poi come onda che

esce da sponda

sulla riva lo adagiai.

Ero acqua che ancora

credeva di essere

umana,  palpitò il cuore

o l'ala del martin pescatore,

oppure fu solo

mormorio di corrente. 

 


Id: 74544 Data: 11/02/2026 13:59:16

*

A volte la notte

La notte a volte,

abbassa la luna

per sentir meglio

i mormorii d'amore.

Il silenzio che spazza

le menti, mi incute

timore se nemmeno

un bisbiglio si sente.

Gli amanti si sfiorano

la pelle con fili di parole 

appese ai lampioni.

Sussurrano

cercandosi l'anima

con occhi languidi

chiedendo alla luna

una luce  nel cuore.

La notte a volte

diventa più buia

quando l'uomo ha paura 

e rantoli di morte

son come sussurri. 

 


Id: 74523 Data: 08/02/2026 13:29:52

*

Battito sospeso

È soffio di seta, è palpito quando

ala di pettirosso mi sfiora la pelle.

Marchia con l'unghia insudiciata

l'aria diafana,  va allora un'onda

di apprensione,  nostalgia velata

mentre conto gli istanti  che impiega 

per posare il capo sulla spalla.

Lui sa cosa sta in un bacio e non

nel labbro che gli offro.

Ha il battito  sospeso  tra le gote

e il cuore, un respiro muto mia luce

che, non fa rumore.


Id: 74445 Data: 25/01/2026 22:20:04

*

Eco vuoto

Bagliori nel lento piegare di ciglia

segreti muti, naufragio di sguardi. 

Ho appena bussato alla porta

del vento eco della mia voce

soffio di vuoto nella mente,

e ho avvertito solo un sospiro 

d'aria assorta.


Id: 74363 Data: 14/01/2026 10:48:30

*

Stolta

Il sole cadeva feroce

sull'umida nebbia e io

con ciglia ancora bagnate

confondevo rugiada

col pianto.

Entrai in zona deserta

del cuore.

"Stolta, mi dissi, credevi 

che il mattino stia

immobile e la ragione

taccia e soccomba,

con il tempo che è sempre

miseria e dolore?"

Le volpi per boschi,

attaccavano prede,

io fuggii tra gli abeti

in un presente sonoro,

impigliando la voce

tra i rami più alti.

 


Id: 74333 Data: 09/01/2026 22:59:01

*

Legni d’ontano

Possa ora laguna o specchio di mare

dormire nel raggio dolente di una

luna aranciata.

Sul pontile viscido si posa rugiada

che ho sempre pensato fosse gocce

di calma scesa da un filo di perle

dal cielo.

E' tempo che la malinconia esca

dal corpo sfibrato dall'aria che punge

questo amaro silenzio, un ritorno di

cambi di scena come il ponte ora fosse

solo un proscenio.

Ho esalato seduta un respiro profondo

sul legno d'ontano che appena tagliato

si macchia di rosso.

Ho girato la tela del quadro rivolta

al muro, e guardo dispersa in un mare

di pali d'ontano d'arancio rossastro.


Id: 74317 Data: 07/01/2026 11:22:48

*

Neon

Intreccio nell'aria una trama,

è solo un'idea,  fluttua sotto

un cielo di mille lampade

al neon.

Avrà un nome l'ombra

nascosta dal salice,  chiedo,

sorride,  l'enigma sta sulle

labbra dischiuse,  ha voce

fioca che dice di essere piuma.

La veste di seta leggera è

vortice che ruota come 

un derviscio.

L'idea si avvinghia ai corti

capelli creando un diadema. 

Il fruscio è brezza soave

è un essere d'aria,  mi sfiora.

La notte fugge,  il giorno 

subentra e tutto svapora,

ma di certo ritorna,  basta

accendere stelle al nobile

gas, dinuovo stasera.


Id: 74274 Data: 02/01/2026 11:43:16

*

Filli e le mani

Il sorriso nel silenzio fioriva,

muoveva labbra come giunchi

scossi dal vento, confusa

osservavo muovere mani

delicati petali di camelie

dischiuse. 

A due metri stava lo sguardo,

dolce vista calda come

un riparo, culla a volta

di botte.

Emanava aroma di miele,

era l'attimo in cui dolce

sarebbe stato

morirgli addosso

per poi rinascere

tra i suoi occhi di flauto.

 

 

 


Id: 74185 Data: 16/12/2025 14:41:51

*

Fragile corpo

È gioco per chi

non ha discernimento,

per l'uomo che cade

sotto i colpi di un bastone

si allunga la matassa 

di un supplizio,  la giornata

intorno è rumore deformante

e ho un sospetto,  è forse

incoscienza crudele che porta

dentro sè il male?

Presumo nei suoi occhi

lo stupore e poi una resa,

la pozza ai piedi,  come

avesse intorno il mare.

La foto sul giornale,  poco 

colore per quanto forma

umana reca in sè ombra

del nero.

Nessuno accorre al corpo

fragile a terra, furibondo 

solo il cielo si fa di oscura

notte, e grigio è il mio

dubitare  forse animali e

non umani.

Resta solo un atto immondo.

 


Id: 74163 Data: 13/12/2025 09:04:22

*

Diamond Dust

Polvere di diamante

cadeva, alone del sole

chiara la neve.

Tra i fitti boschi correvo,

a mani tese coglievo

il respiro del ghiaccio, 

dal passo sul manto

nevoso definivo quanti 

gradi fossero intorno. 

Intesi uno sguardo

febbrile dietro il crostone 

di roccia, una mano come

soffio sul capo, o così

credetti sentirti,

sembianza in controluce

di una voce avvolgente.

Parlavi, parlavi come

mi fossi dentro l'orecchio, 

eco di ghiaccio volante.

Ti presi la mano evanescente

sulla guancia l'adagiai,

sentii non freddo ma

un tepore diffuso.

La mia lacrima col dito

adamantino scostasti,

polvere di stelle e fiocchi

come diamanti, fecero

luce mentre te ne andavi,

ancora e ancora ma

non per l'ultima volta.

 


Id: 74138 Data: 09/12/2025 13:10:01

*

Alter Ego

Hai tra i capelli profumo

di cedro, essenza d'altana

legno corroso dal tempo

confuso.

Ti ho vista andare e tornare 

scuotendo le ciglia per luce

abbagliante senza vedere

una fine, quella semmai

poteva essere mia

evanescenza. 

Noi acrobate aeree, il tessuto 

si adagia sulla tua spalla

e sulla mia fa un piccolo

cerchio, corda ricurva. 

Io conto gli istanti,  

tu anche gli inganni

 ma quelli non posso

capirli, io slitto sopra di essi.

La mia voce ti fece vela

lontana,  ma ora il passo

è eterna trama, inalterabile

ordito,  rinnegarti lo farò

forse un domani,  oggi è

ignoto anche il mio unico 

nome.

Poi giù tutt'e due,  come

lampo dal cielo,  mite

la terra ci accoglie.

E siamo un tutt'uno. 

Io e me sola.

 


Id: 74112 Data: 05/12/2025 12:34:26

*

Sonnambula

Questa notte con passo leggero

scendevo lungo la sponda di

un fiume, al margine del labbro

fioriva un nome e tra i denti

lo sillabavo, sonnambula.

Sagome sul fiume in corteo

all'orizzonte oscillavano verso

la riva, sul pantano smosso

da impronte,  le mie, quelle

di un tempo.

La luna strizzando il suo occhio

si fece di falce, con filo di luce

legò il silenzio sfiorandomi 

il collo e si intrecciò fra i capelli. 

Scossi le mani come l'applauso

dei muti, sull'acqua petali rosa

e bianchi oleandri,  scie odorose 

che mi avvolsero in volo verso

l'ampio respiro del mare.

 


Id: 74027 Data: 24/11/2025 11:47:42

*

Partitura in ottavi

Ritagliai la tua persona a mia misura,

forbici lunghe come dita, suonavi

al piano sulla mia veste bianca

dalla cintura indaco profondo,

su note di viaggi, deliri della tua mente.

Portavo ali di colomba mentre ascoltavo,

curve sulle mie spalle bianche,

luna calava su ombre che scivolando

scuotevono piume.

Tenevo le mani a reggere il mento

mentre una folle discesa in partitura

d'ottavi scivolava su labbra devastate dai morsi.

Disegnai passi d'addio sulle punte, e rimase

il dolore di cicatrice profonda. 

 

 


Id: 73998 Data: 20/11/2025 22:02:25

*

Cartapesta

Luce sporca filtrava tra la nebbia

in un giorno smorto,  deformando 

i rattrappiti scampoli di pozze 

dopo la pioggia.

Consapevole divenni di un pensiero 

il pensiero stesso,  e il respiro 

mi si fece fragile.

Avevo,  e forse ancora possiedo 

una mente come l'inverno  e

osservo così meglio il gelo

e l'arido occhio di chi credevo

essere vero.

Finzioni,  in un nulla sotto una

maschera di molto,  se ascolto

non sento,  è ghiaccio ne

percepisco gli effluvi mistificatori. 

Sgretolandosi  il marmo  svela

cartapesta,  intanto il cielo

lo vedo con crespe, crepato.

 


Id: 73973 Data: 16/11/2025 12:02:00

*

Sole accecante

Accecava il sole con

la sua luce sporca

scendeva su un mondo

stinto, stavo con un senso

di freddo contratta.

Nessun' ombra da proiettare,

niente aveva piu' il senso

di un tempo.

Riparai nella notte tra 

i singhiozzi  di strade deserte, 

alle curve scomparse solo i fossi

mostravano i denti.

L'idea che venne alla mente

in tumulto, fu lo stupore 

del  tutto vagando nel niente. 

 


Id: 73952 Data: 11/11/2025 18:21:04

*

Il mio dissenso

Forse è  questo l'ultimo giorno d'appello,

l'abete si incurva, mi porta come un

fardello, vorrebbe buttarmi nel ghiaccio,

si impiglia la rabbia tra i rami, l'inverno 

si sente scontento. 

Come lo scricciolo cerco un riparo,

vedo nidi ma son tutti guastati non

c'è  un posto tranquillo, il pensiero 

diventa pesante nella tormenta che

avanza.

A pezzetti come un mosaico mi

ricompatto, ma è nel nevischio

che mi dissolvo e dissento.


Id: 73926 Data: 07/11/2025 11:45:36

*

Aridi spiazzi

Poso la mano sul capo,

fragili sono di un rosso tramonto

i capelli,  nell'arido  spiazzo

i  piedi in fretta indietro si fanno, 

offrono inchini con viso alla terra.

Il cielo a tempesta col vento 

irato coglie ginestre strappando 

anche lembi agli steli,  come se

a me, lacerasse la pelle.

Lo sguardo abbassato,

si piega ondulante su aria

ormai rarefatta,  potrei impigliare

i pensieri  tra rami da lunghe

dita o meglio  buttare le vesti

col corpo giù nel dirupo. 

Tragedie da sempre sfiorate

io credo che sia,  adrenalina 

che manca.

 


Id: 73863 Data: 24/10/2025 12:51:07

*

Non ho visto abbastanza

Non ho visto abbastanza  del mare.

Mi stancava la sabbia,  sfumava

l'acqua nel nulla più chiaro.

Sullo scoglio osservavo dell'onda

un richiamo sul viso,  gocce di

sale cadute,  sosta di sangue

del cuore.

Lievi impulsi,  ultimi fili forse,

di ansia latente. 

Tra i capelli scostavo ricordi 

e lento il battito si rallentava. 

Non ho visto abbastanza del

mare mi dissi,  così del corpo

ne feci marea.

Gridavano i granchi  rosati,

sentivo le voci allarmate.

Di squame le gambe,  nell'acqua

avvolte in un grumo di pace,

una quiete sorretta da ali e piume

pernici di mare,  becco a sfiorare 

un velo sull'acqua.

Non ne avrò mai abbastanza 

dello stridere alto del falco.


Id: 73840 Data: 19/10/2025 12:12:48

*

Morbide gabbie

Noi quelli più fragili, uscimmo da

molte sbarre dietro le dita,

inventammo storie per stordimento

fino a genuini scontri con la coscienza. 

Battemmo su porte coi catenacci 

mentre morbido era l'interno

fatto di urla a mani giunte forse

in preghiera. 

Uomini probi ci avete sottratto 

i silenzi, le poche parole che avevamo 

tra i denti e ora della terra comprendiamo 

il respiro.

Rimangono solo tremori dove  i pianti

furono ombre leggere a sostegno 

di luci, e  i voli fuori da gabbie

fecero gente più sana.

Sono palazzi dismessi oramai,

ma ancora le cinta di muri

si ergono alte intorno agli oppressi 

di adesso.


Id: 73810 Data: 14/10/2025 22:20:54

*

Le rocce di Erbil

In quelle stanze buie

vi hanno tolto tutto

spogliati all'osso

dell'esistenza.

Finite sotto torchio 

anche le antiche 

jacarande che

portavate in grembo

e gli ideali seppelliti 

nei ruvidi rifugi

crepati come i cuori

delle madri.

Era d'estate, poi fu

un prolungato  inverno 

aveste sulle ciglia

un soffio caldo, poi

un lungo gelo prima

che dalle rocce

si udisse a malapena 

un tonfo.

Il vento si fece tomba

mentre l'aria tradiva

la presa e il vostro

mondo precipitò 

nel vuoto che

inghiottì un ultimo 

grido.

 

 


Id: 73759 Data: 04/10/2025 11:25:05

*

Di tutte le solitudini

Viene incontro a me

correndo, il ricordo 

usurato di un tempo 

fuggito.

Lungo le corte onde

sonore il cuore non

muore come dovrebbe. 

La strada che vedo

è una lama di luce

stranita, vanno i pesi

degli anni, io un nulla, 

io fui, ora sono

biancospino  che

nessuno ha tra 

i capelli, ma canto

sopra le spine e di

cristallo ho il respiro, 

mia è la curva d'asfalto 

che rasenta la china.

In questo giorno estremo 

sento imbrigliato anche

il vento che è solo,

come un vuoto cade

e sparisce. 

Nessuna fra tutte le

mie solitudini pare

quella più tenue.

 

 

 

 

 


Id: 73741 Data: 29/09/2025 22:39:28

*

Binario notte

Piovve tutta notte

sugli arcani di

fughe e partenze, 

sperai che

all'indietro 

con minacce

d'ametista,

mi riportassero.

Tenevo un fiore

in mano avvolto

da una pietra

andavo contro

ma era andare 

incontro a me

con paure ed

ombre avvoltolate

lungo i polsi.

Quella gente sui binari

camminava dietro

a poche cose era

un'onda di un mare

moribondo.

Io saltavo su una

gamba e poi via

sull'altra per scostare 

una tenda che posata 

sul mio capo mi

impediva di vedere.

Eravamo già in 

ritardo, tutti in fila,

uno sparo squarciò 

l'aria, si imparò 

così a soffrire. 

 


Id: 73708 Data: 23/09/2025 11:07:20

*

Sfiorando se stessa

Stava in disparte,

la frangia scostata

sul viso da onde

dell'aria più calma,

intravedeva luci

frementi sul grande

canale.

Sui ginocchi portava

l'assenza di meraviglie,

presto lasciata orfana 

di perfezioni, vide

le ore indecise

sul rivedere

la sua esistenza. 

Niente più accordi

di visi riuniti, 

schegge di imperfezioni. 

Dal pontile acqua blu

color di fiamma, 

scoloriva in un azzurro 

abbracciato alla notte

e il freddo entrava

dentro le ossa.

Toccò brevemente 

una guancia bucata

da un chiaro di luna,

unico mezzo il toccare 

per il solo sentire. 

 

 


Id: 73691 Data: 20/09/2025 10:37:42

*

Mille lune

La fiamma indugia 

e cola cera, malgrado 

il vento scompigli 

il rosso ed è di sera.

Si strazia il suono

calmo di una voce

su brusii caduti

tra i lampioni,

luce di marmo

come neve

che non fonde,

ma confonde. 

Sento profumi, 

effluvi come sbadigli

sulle mani, si aprono

porte sui gradini

e un passo avanza.

Mille lune oppure una,

esita sui ventri molli

di falene mentre van

le dita a frantumare 

diesis in chiave e

accordi in si bemolle. 

Sventra il cuore della

notte l'occhio nero

che si stende ad oriente,

da tre giorni scivolando

come un' onda

mi sovrasta.

Muta la parola,  ed è 

un suono che mi parla. 

Sono attimi, termini 

di rughe sulla fronte, 

ed è come quando 

nei miei occhi

tengo il mare.

 

 


Id: 73671 Data: 16/09/2025 11:50:14

*

Frantumi di vita

Un triste frantume 

io sono, nel fondo

di un volto conficco 

un filo di sabbia,

che al vento risuona

di suono ed è

unguento. 

Risana ferite, sibila, 

scivolando sulle parole 

riflette l'immagine 

sulle pozzanghere.

Non voglio che tu

abbia una forma, 

un volto, ma sia

come l'acqua che

scorre e dissolve

il tuo zucchero

portandoti al mare.

Invento e disegno 

la gente come la

mente compone,

poi stringo gli occhi

e tutto trasforma. 

Invisibile linea su 

cui viaggiare, 

acqua di lacrime

per tratteggiare

piccoli solchi

di passi sfiniti. 

Siamo solo

frantumi 

di vita.

 

 

 


Id: 73659 Data: 12/09/2025 14:23:59

*

Quando mi scossi dal torpore

Misi in testa la paura

di sedere in terra su

cartoni arrotolati  che

di notte come domino

dovevo srotolare. 

La mia curva del sorriso 

era solo un darsi un

tono credo fosse

esitazione.

Da una casa e dopo

un'altra, con un pane

sulle mani vidi solo

un astro bianco che

stendeva su di me

la sua sbirciata. 

Ciondolavo con i

sogni barcollanti e

parevo troppo spesso 

una sonnambula.

Poi una luce, era fioca

ma si avvicinava

sibilava, non capivo

la parola. 

E successe, avanzando 

una mano fatta

d'aria mi pervase

e poi mi scosse dal

torpore.

La mia mano.

 

 


Id: 73596 Data: 01/09/2025 17:58:47

*

Madeira

Se ne andò

a poco a poco su

tiepide acque limpide

che mai scurirono

per i fanghi di altri.

Si fecero distinte

le cose, diafane

terre deserte. 

Il filo sdipanò

dei tre gabbiani

i singhiozzi,

vagavano muti

come veli nuziali

su porte.

Lastricarono i passi

in avanti, di una tenue

dolcezza svanita.

Lassù, vendicarono 

lacrime di chi bevve

alla fonte a becco

di cigno.

Venne bufera e

i cieli tinti di nero

furono cappe cangianti, 

per soli pensieri. 

Di fuoco e passione 

sfilarono spaghi

di un rosso che

fino a Madeira

risaltarono i legni

bruciati, suoi giardini

visti da dentro.


Id: 73579 Data: 27/08/2025 22:56:23

*

Suoni

Bruciava di fiamma

costante, la fine

illuminava spesso 

un inizio, quando 

ombra avanzò.

Squillo gaio di

aquilotti.

Si piegò la bocca

in una curva, fu

ansa di torrente 

quando non si

sente più sgomento. 

Ora il vuoto gli

usciva dalla fronte, 

al tramonto non più 

agguati, ma da un filo

perso in una voce

si staccò dal muro

un suono silenzioso, 

un fremito interiore 

dal profondo. 

Sul velluto le parole 

senza virgole ma,

punti fermi ed euforia. 

Germogliarono ninfee

nello stagno di piastrelle 

catturandone la luna.

 

 


Id: 73537 Data: 20/08/2025 08:17:47

*

Stella perduta

Mi hanno chiamato 

toccandomi i piedi,

han messo sull'albero 

il tormento di un fiore 

seduto dentro il mio

petto, con la schiena 

toccavo appena la terra.

Sentivo le ombre di

voci volare leggere 

dentro gole di starne

appese alle foglie.

Ho stravolto le mani

nella sera incombente, 

urtando l'erba e con

fili strappati,  mani a 

coppa, ho fischiato 

dentro quel ventre. 

Nessuno ha sentito, 

erano tutti partiti

dopo che il vento li

ha biasimati. 

Io sola guardavo 

la luna baciarmi

in un cono di luce

sul palco, ormai

stella perduta.


Id: 73505 Data: 11/08/2025 14:55:31

*

Pensiero di bacche e di muschio

Malevolo legno fu il suo

andare un venire,

in controluce fatto uomo

ogni eccedenza mandò 

altrove o spense

il bottone.

Vedevo tra le piaghe

dei tronchi vagando

per boschi, uccelli 

dai singhiozzi dolenti 

lenire col becco scorze 

dure tra piume.

L'aria, respiro in gola,

calura sofferta in pausa

estiva.

Cicale ai bordi di

tenerezze mi davano 

vertigini, un ascolto

diafano dentro. 

La vita.

L'uomo curvo pareva 

olmo, bruni i desideri 

volavano alti, e tante

volte ero a lui vicina.

Contorna con bacche,

disse una voce,

la traccia del bacio

sul piede e zoppica 

appena per sfiorare 

l'incanto.

Il bosco era grande per

le sue strette dita, era

di legno, odorava di

muschio, sempre lui

il mio pensiero.


Id: 73484 Data: 06/08/2025 12:50:53

*

Tacito consenso

Nell'erba ancora alta

la mia pena si accosta

al passo ricurvo che

avanza.

Il ghigno si assottiglia, 

mi tocco appena

la guancia come

violino la seta.

Se sospendo il fiato

avverto nostalgia 

di reti tra fronde su

fonti fresche e giardini 

con frutti ondeggianti, 

cancelli aperti come

bocche ridenti. 

Tacito è il consenso, 

attraverso correndo 

i varchi del tempo,

spedita mi metto

di lato e osservo

che passi.


Id: 73344 Data: 01/07/2025 12:42:40

*

Inchiostro di rosa

Non lascia traccia il vento 

sulla mano tesa, così

si stringe nella spalla

l'aria e cerca se stessa

negli occhi che incontra. 

Cupa è la fragranza che

emana e insiste nei giorni 

a non essere vuota.

Indossa ferite, emarginate

da chi cammina e finge

che ignora.

Distenderà a sera

le membra come ponte

su illusioni,

acido inchiostro

colerà veleno di ape

su di lei,

una rosa. 

 

 


Id: 73327 Data: 28/06/2025 10:44:33

*

Nature morte

Tingi la piccola mano

vestita di fango, colora

dal grigio al bianco

che sia come neve.

Voglio incontrarti 

pittore, nature morte

tu solo dipingi.

Hai uno sguardo che

fa ombra profonda, 

tutti ti evitano dal

livore del viso che

muta anche la folla

di stelle dal cielo. 

La mia fronte si china

sulla tua spalla, a me

che non ti temetti 

promettesti ricami

argentati filtrati da

luna sulla mia veste.

Ogni notte ti indosso,

il tuo corpo, il mio corpo,

nei tuoi colori vive e

non muore natura.

La piccola mano si

insinua tra la tua pelle

e camicia.

Io e la mano così 

stiamo al sicuro.

 


Id: 73273 Data: 17/06/2025 20:31:02

*

Effige di carta

Fragranza di incenso 

ha il sopracciglio 

a coprire tutta la fronte, 

siedo e ascolto sul banco

giocando a scacchi

da sola.

Li guardo in fila, neri

avvoltoi dal canto

sublime, vorrei andarmene 

senza voltarmi ma il

mio viso è ancora

incompiuto stasera.

Mi investe la forza 

del coro lacrima sale

e non scende è oasi brulla. 

Sola, mi vedo adombrata 

lineamenti nel buio,

fiammelle sollevano 

legnose bugie che

salmodiando intingono 

il dito nell'acqua dopo

la lode.

Il giorno si fa di un freddo 

marmoreo e trascina

in basso calura sui

ginocchi piegati per

timore, come il guizzo

di un battito d'ala dentro

la sacca dell'uomo 

in marsina.

L'effige di carta che

spunta è il suono

dell'organo scuro. 

 


Id: 73250 Data: 11/06/2025 17:19:56

*

Versi clandestini

La gente che incontro 

guarda la chimera che

mi pende dal corpo

e son ricurva dal peso

che porto.

Suona qualcosa da dentro 

come avessi corde

di violino scordate 

ma fingo di scordare 

parole taglienti,  che

il lino tra le dita mi

ha spifferato ora son

tutta sfilata.

Non è più quel bel

garrire che avevo

della rondine in corpo. 

È un malore la luce

irradiata sul capo

che mi ha sfiancato, 

non son più me stessa

a distorcermi tanto.

Passerò al clandestino 

verso infisso sui muri

con una sigla e sarà 

abbastanza. 

 


Id: 73233 Data: 08/06/2025 11:39:01

*

Reyhaneh

Si nascose il respiro 

dentro un'orazione,

mentre la soglia del

labbro vibrava, scansava

il ricordo dentro una

ciocca, serpe di seta,

dei neri capelli. 

Lavò il viso nella

polvere grigia,

smettesse di apparire

sulla fronte rialzata

la macchia carminia,

lei disse.

In mano teneva

avanzando un frammento 

di luce dorata e profumo 

d'oriente,  sandalo e

noce moscata tutto

avvolgeva.

Unica fede l'amore,

verso calvario voci,

il silenzio  non protegge 

nessuno.

Reyhaneh dietro il velo

sfilò guanti, occhi dolci

divennero chiari,

dammi al vento che

prima di adesso

possa portarmi lontano.

 

In memoria di R. Jabbari

Iran

 

 


Id: 73139 Data: 18/05/2025 15:07:58

*

Sibilla

Forse è questa l'ora

di non vedere se tutto

sia chiaro, lo sguardo 

si insinua dentro le cose

e mi chiedo ciò  che

ancora non so.

Mi alterano di notte

le stelle nel canto

sconnesso di tanti

usignoli, si infiammano 

i capelli alla luce mentre

mi cerco. 

Consulto Sibilla tessendo 

una tela,  e sussurri di

linee così prendono 

forma.

Invento domande e

la interrogo  su quando 

il tempo finirà  in un

velo sul viso.

Mi strega come viaggia 

il pensiero su tenere

foglie in germogli 

ancora dischiusi, 

mentre ancora ritorna 

il mattino. 


Id: 73045 Data: 02/05/2025 07:46:24

*

Giorno qualsiasi

Sono un giorno qualsiasi

ma

vorrei essere notte

una notte qualunque

vorrei nascondere

i miei dubbi

i miei deliri

nella notte oscura

invece

son giorno 

dove tutto si vede

dove

su strade

fatte a ritroso

trovo

anime sparse

vorrei essere notte

per celarle al male

con cappa scura

trapunta di sogni

invece son giorno

e mi tormento

sui loro destini

e a nulla posso

poi però

mi addormento 

notte divento.


Id: 73021 Data: 28/04/2025 18:15:57

*

Fatta di vento

Fu divino il momento 

in cui vidi sorvolare 

sopra il suo capo

la mia ombra.

Ebano il viso, eppure

luccicava, muoveva

la passione, spingeva 

l'emozione, cercava

il sole figura altera,

aprendo la mano come

fosse un ingombro.

Abbozzando un sorriso 

passai come brezza

calda soffiandole

sopra, e allora mi parve

sembianza, fatta di vento. 


Id: 72948 Data: 18/04/2025 08:26:06

*

Palestina Gaza

Non è rimasta speranza 

tra macerie di genti.

Vedo un disastro nelle

bocche che tremano 

nei corpi scarniti  

accerchiati da muto

spavento. 

Polvere nera di carte

bruciate per coprire 

le spalle di chi non

ha braccia e si tiene 

la fronte per sentire 

i pensieri e se sa,

ancora pensare.

Strascica i piedi umanità 

senza più niente  e

nel delirio cerca l'oblio.

Eppure si nasce ancora

a Betlemme,  ma 

le gemme di ulivo

ora sono  proiettili 

neri.

L'angoscia assale

la lingua si arrota

in stoffe di kefiah

ultimo sogno di un'era.

 


Id: 72890 Data: 09/04/2025 08:32:12

*

Papaveri rossi

Distendo la mano

mi tocco la tempia 

ascolto un violino

che vibra tra i crini,

volano a tempo 

papaveri rossi

a coprire le ciglia

e in penombra 

son sfumature.

Sfumano i giorni

lasciati appesi sui

fili, pelle già scorticata.

Si fa di luce l'oblio,

sudario che scende 

come neve e l'impronta 

non lascia.

Per un secondo appena 

potrei arrestare il

respiro e provare 

a vedere come

sarebbe a sparire. 

 


Id: 72863 Data: 04/04/2025 20:19:50