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Raccolta di poesie di Luciano Valera
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

La voglia di partire

Ecco la notte, un’altra

Giunge taciturna

Accompagnata dalla luna

Che sale su,

partorita dalla terra.

Il suo silenzio, invito

a lasciar libero il pensiero.

Con la voglia di partire,

il faticoso moto delle labbra

- lasciare –

per inutili parole scagliate

incapaci ormai a colpire

e alzare gli occhi dalla terra

senza dover più fare domande

per guardare storie

fatte di giorni uguali

a strappare solo un gesto,

il dono di un sorriso

che sappiano di abbraccio

da non dimenticare.

Il passo incerto, solo quello

dentro non c’è paura.

È il viaggio della vita

con l’attesa della meta

e questi versi restano

graffitto tolto all’anima


*

Lo Straniero


Profugo in terra,
prigioniero dell’umanità
ti ritrovo – Straniero – accanto,
sulla sommità della salita
lontano dal frastuono della vita

Distanti dalla terra
dove le parole ammutoliscono
rimane l’ascolto del fiato
il rumore del cuore calpestato
piegato dalla bufera

La vita è materia prima
- terracotta –
da plasmare senza fretta

L’uomo è un albero
quando giungono i taglialegna
non può fuggire, li accoglie.

Nella potatura cadono fronde
lasciano spazio ai nuovi germogli

Vita in più, rincalzo di forze.
Contro la morte, la vita.

*

Futuro




Il Futuro è il tempo che scorre
il tempo che non vuoi sciupare
quello che hai lasciato dietro di te
ma che ti fa guardare avanti

Il Futuro è il tempo che regali all’amico
che invecchia solo i tuoi anni
che ringiovanisce il tuo cuore
curioso di ogni giorno che nasce.

Il Futuro è il tempo che va oltre il sole, la pioggia
che va oltre la gioia, il dolore.
Il Futuro è una promessa per tutti
Basta guardare avanti e per una volta osare




Ascoltando Guccini: << Il futuro è una promessa per tutti, basta non restare indietro, basta riuscire a liberarsi delle paure, basta osare. >>

*

Le mani nelle tasche


Le mani nelle tasche
vuote ormai di sogni
lasciati lungo la strada
come seme nella terra.

Cerco un pensiero
che dia parola e suono
a questa attesa di qualcosa,
perduto nel vuoto del ricordo

Lascio che la pioggia
mi parli col suo scroscio
mentre il mare s’adira
contro la scogliera
e più non trova le parole.

Ma riconosco la sua voce,
grida ancora la mia rabbia
nel turbine del vento.

E lascio i miei passi sulla pietra

*

Il Grillo


Ti diverti a saltare su e giù
per i cunicoli del mio cervello,
a volte vorrei tu stessi quieto.

Ma son felice della confusione
di cui farcisci il mio intelletto
facendomi zompar pur dentro il letto.

E penso: meglio un po’ scombussolato
che rischiar di ritrovarsi troppo rilassato


E' tutto semplicemente vero

*

Ultima stella a destra



Ed io qui ad aspettarti
come altri ad attendere
che la marea notturna
ti riconsegnasse alla riva.

Ti avvicinasti - silenziosa -
danzando sulla luce della luna
a piedi nudi - quasi dea -
sfiorando appena la sua spuma.

Equilibrista sul filo del suo raggio
mi prendesti per mano
- ad attenderci vascello -
liberi gli ormeggi del tempo,
le vele tese, lasciammo indietro
- Scia - il bianco delle nuvole

Via per la galattica autostrada
la luce delle stelle a far da spia
a tentar di leggere parole
che le labbra nascondevano
in un sospiro trattenuto
per non rompere il silenzio

Non scoprirò mai se fu realtà
ma porto ancora dentro
il sapore forte dei tuoi baci
ed il bagliore di una luce
lassù diventata stella.

*

Colpi d’ala


Un colpo d’ala,
puntando l’azzurro,
per lasciare, lontano, il gelido inverno.
Lanciarsi in volteggi, piroette
guadagnando, l’ebbrezza, la felicità.
Ecco, terra rossa, l’Africa,
suoni, dialetti incomprensibili
dove nascondersi, trovare pace.
Viaggi del pensiero
come gabbiani che attraversano il mare.
Sogni tra i chicchi della rugiada mattutina,
nei fasci di luce che il sole lancia
come strali infuocati sulla terra arsa.
Colpo d’ala che vibra nervosa,
porta lontano dalla folla.
Folla inutile di solitudini
per cercare, raccogliere ogni giorno,
i fiori dispersi della felicità
Che mi sta accanto
Basta che io chiuda gli occhi,
e apra il cuore, per vederla.

L'uomo con le sue ansie è prigioniero delle leggi della società in cui vive.
Il suo pensiero no, se lui vuole può essere libero.

*

Vorrei parlarvi

Vorrei parlarvi di notti buie
e sperare che il sole si trattenga
ancora un poco
per magiche risposte
ad esseri umani
la dottrina dell'amore - conoscere -
durante la notte.

La mia vita è un ponte
attraversandolo
ho scoperto realtà nuove
sogni che si avverano
senza paura.

Le delusioni, le sconfitte
indicano il cammino da fare.

Questo pensiero porto dentro
con i volti, gli occhi, i lievi gesti
sfogliati come libri
scrigno di conoscenza
alla ricerca dell'altra parte di me
separata dal tempo
che il tempo ricondurrà a me
nel bagliore di uno sguardo.

non so quante vite ho vissuto ne quante ancora mi toccherà viverne

*

Il Pittore


Ho rubato la tavolozza
ad un vecchio pittore.
Lanciato colori arrabbiati
sulla tela bianca della luna.
L’azzurro del cielo,
il rosso fuoco delle stelle,
il nero della terra, della Morte,
l’alba del nuovo giorno
ecco in un arcobaleno.
L’Arco attraversa il mondo,
lo colpisce con la sua luce.
vi ho trovato un bambino,
ho seguito la sua cantilena
in cerca di un sogno,
mi ha insegnato la strada.
Arrivato dove finisce il colore,
camminando sui ciottoli della vita,
sono entrato nel sogno
senza più guardarmi indietro.

(Entrare nel proprio sogno è rischioso, talvolta diventa necessario, definitivo, sempre coraggioso.)

*

Il cercatore di sogni



Cercatore di sogni
in cerchi concentrici,
folla di umani,
di sassi lanciati
in acque profonde.
Luoghi dove vivere
-sempre-
appena sfiorati
da una realtà
che sfugge.
Seguendo il cammino del sole
scoprirla e trovare
qualcosa per vivere.

*

Via del Porto

Prendo la via del porto
mentre respiro rabbia
e cerco ancora aria
per le mie illusioni
e solo due parole
per un cuore imbalsamato
da frasi fatte,
inutili architravi
di vite senza senso
con l'orologio a tempo.

E scappo qui
guardando questo mare
col sole che ci affoga
e non è poi lontano.
Così nell’imbrunire
sembra che mi guardi
e vorrebbe raccontare
di navi in partenza,
di storie conservate
nelle maree notturne.

Sale su la luna,
l’attacco con lo spago
perchè non debba
mai cadere giù.
Ci attacco la mia vita
e getto lì, sull’acqua,
l’ ultimo pensiero,
sasso levigato
prima che affondi,
senza lasciare traccia.


Il porto di Bia è il mio rifugio quando le tempestesembrano affondare la mia barchetta.

*

Cervelli sgarrupati

Beh è arrivato il momento di presentarmi


Mi piace andare in giro
portando a spasso
il mio cervello “Sgarrupato”
senza virgole, punti o esclamativi
che abbiano a dare un senso
a cose che senso non han più.
Mi guardo intorno con l’occhio
ancora un poco stralunato
dal travaglio insonne della notte
per accorgermi, se mai ce n’è bisogno,
che pazzo non son io, ma voi
che correte ogni giorno, infaticabili,
appresso a una realtà ricostruita
quasi un film, così non è più vita

*

L’anima ha occhi custodi



La mia anima si trova da sola
nel buio di un pensiero
Nel silenzio ritroverò l’ardore
della lotta

La notte, limpida, mi guarderà
con le stelle a fare luce
sulle pagine di un libro
che racconta vita

Ma l’anima è un bambino
non ha paura
è ancora guarda, di curiosità,
ma sazia

L’anima ha occhi
custodi di un segreto
nel cielo del mio cuore

Lune ancora tramontano e sorgono
spegnendo ogni volta la luce delle stelle

Lei giace e guarda dal suo cielo
finestra aperta sulla notte
vuole ancora cullare un'emozione
accarezza i tuoi occhi
fa delle tue labbra, farfalle,

Lassù il disco notturno
dona ancora il suo bagliore
col rosso fuoco dell’amore
e indugia ad ascoltare
quei fremiti di vita

Io non ti rapirò al tuo sonno
per risvegliarti al sole, in un sorriso
col vento che scompiglia i miei pensieri
nella la memoria del tempo
e il complice silenzio del mare
ricoprirà di spuma corpi d' anime

*

Il Poeta

chiedo scusa per gli errori di inserimento ma sono un poco cecatielle e sbagliavo iconetta
Questo è unmio elogio personale a tutti i poeti, una bella faccia tosta eh!

Lascia cadere le parole
petali di una margherita
e senza cercare di saper
se viene amato
- ama -

A dileggio,
lo chiamano poeta
- ciarlatano -
quasi che il verso
- la parola -
stessero a simular
mancanza d'arte.

In genere d'effetto
a molti sconosciuto
- lui - trascrive immagini
e senza mentir nasconde
- abile tessitore -
le ipocrisie dell'uomo
d'astuzie venditore.

Il giogo del pensiero,
che gli altri rende schiavi,
come vela al vento
per lui è libertà

*

Gente di mare

Nello scintillio delle onde,.
nelle parole di preghiera
dette come bestemmia
il mistero della magia
Nel silenzio del vento
il tempo tramite
tra umano e divino.
Parlare di noi, uomini,
destinati a vita terrena,
noi al capolinea del mondo
non ancora pronti a scendere.
Navi improbabili all’attracco
di porti mai raggiunti.
Un bicchiere di vino in mano
a raccontare storie di donne
in attesa,
affacciate ai balconi
a guardare la luce della luna
che ci riporti a terra
per il calore di un abbraccio
il sapore di un bacio
fino alla prossima marea.

*

Una foto in bianco e nero

Una foto in bianco e nero
Chè i colori non servono
Quelli li porti dentro
Nella scintilla dei tuoi occhi
Che guardano sempre oltre
Che si lasciano leggere,
Ascoltare nelle cose antiche
Aprendo il forziere della vita
In quegli occhi sta la fantasia
Come prima delle macchine
Inventate per aiutare l’uomo
Come nei disegni dei bambini
sgorbi lasciati sulla carta
Calati sopra un foglio
per scappare via dalla realtà
Per immagini di sogni colorati

*

La conoscenza


La conoscenza è questa:
frasi semplici, composte,
tirate su dall’anima
insieme ad un respiro
davanti a coppie d’occhi
che scrutano orizzonti
di desideri lasciati
tra una virgola ed un punto

La conoscenza è ascolto
di voci, come fiumi,
prigioniere della terra
ruggendo cercan strade
per via di un’emozione
che s’affoga in gola

La conoscenza è questo:
la parola e il gesto
la gioia e pure il pianto
la vita in un minuto
raccontata in versi
per non tirarsi indietro
per non lasciarsi andare
perché c’è qualcosa che
ancora puoi donare

Roma 9 settembre 2009

*

Come cantano le donne

Qualcono mi ha onvogliato a presentarmi bene ecco qua la mia presentazione vi racconterò le mie storie nella maniera che più mi è congeniale, forse, come dice qualcuno, non rispettanto i canoni della poesia, cercado di farvi arrivare le mie emozioni.


Il traino dei buoi
A fare solchi, lunghe ferite
E donne chine
Su quel grembo gravido
A curar la vita

sento ancora la loro voce
la voce della terra
di pioggia e di canicola
col rumore della falce
lo schiocco della frusta.

Ricordo bene
I gesti lenti , canto
gettato li nel cielo
nel vibrare dell’aria
nell’ alzar la testa.

Al termine del giorno
quando il sole
tradiva la stanchezza
s’apriva il cuore al desiderio
alcova di un pensiero
mi regalavi la tua voce
col sapore del respiro.

Ancora oggi sono qui
a piedi nudi come allora
ad ascoltar le tue canzoni
senza parole solo gesti
la stessa terra e il sole
complici accoglieranno
il nostro abbraccio.