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Raccolta di poesie di Caterina Niutta
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Le foglie morte

Danzano,
pallide le foglie morte.
Lievi come sogni
nel loro volteggiare.
Danzano,
al canto del vento,
si adagiano al suolo
a colorare l'humus
dei sogni e delle sconfitte.
Danzano,
le foglie morte
sussurrandoci parole di vita.

Id: 16911 Data: 11/10/2012 11:41:54

*

Stasi

Non cera modo di sognare,
in quel tempo
e anche a voler trovare
uno spazio,
un angolino,
una piega tra il lenzuolo sgualcito,
e il guanciale intriso di lacrime
un non so ch
dove nascondere quel sogno.
No, non si poteva.
Perch non cera.

Declinava al passato quel tempo,
sperando che passasse in fretta,
e velocemente, lasciasse spazio ad altri tempi,
quelli in cui a tutti concesso sognare.
Avvolta nella nebbia, cercava segni
che le indicassero la via
e il luogo dove adagiare quel sogno,
mai nato, aborto di un tempo che non amava,
troppo estenuante e avido
dei suoi sentimenti.

Id: 16315 Data: 02/09/2012 21:50:50

*

Senza titolo


Mentre il vento porta con se
profumi di terre lontane
Mescolate a fragranze
note al tuo cuore e al tuo sentire,
cerchi il nesso tra le parole dette e i tuoi pensieri,
troppo spesso tallontani da essi e da te stesso
cercando nuove forme a cui adattarti,
e mentre il tempo passa non senti pi la brezza
che dolcemente ti sfiorava la sera, sul finir del giorno
mentre attendevi impaziente la luna,
i suoi pallidi raggi.
Nostalgia di speranze, ti coglie,
alcune svanite, altre divenute ormai certezze.
Eco di giorni tormentati
Dal desiderio darrivare presto alla meta.
Ora, guardi il cammino,
la strada che fino a qui hai percorso
e dolce ti pare il giorno che sta nascendo.
Ora, solo adesso che hai imparato
a non temer la notte.

Id: 15163 Data: 12/06/2012 22:32:41

*

Nuvole

Come ovattati petali
deterei fiori,
nuvole,
tingono di bianco il cielo.
Rincorrono arcobaleni
dopo la pioggia,
seguendo traiettorie ignote,
spinte dal vento
a riversare altrove il loro pianto.
Ombre,
brandelli di mondi
lontani e sconosciuti,
si perdono nel nulla
mentre la luna, pallida e solitaria,
giunge a omaggiarci
dun argenteo riflesso
del giorno a pena andato.
CN

Id: 14867 Data: 25/05/2012 23:17:36

*

Imperfetta

Se mille volte, guardandoti allo specchio
quel riflesso par giunger da lontano
e in quell'immagine non ti riconosci,
solo una cosa pu voler dire:
Non sei tu quella che vedi
ma quanto han fatto di te.
 E' il risultato d'una trasformazione
precisa e laboriosa.
Non sei l'angelo, di nessun focolare.
La fatina buona, dolce e bella.
Non vesti tanta perfezione.
Sei donna, madre, moglie
sei figlia e mille altri volti, icone di normalit.
Corri tutto il giorno
cercando di quadrare un cerchio
che a stento riesci a chiudere.
Sei demone, a volte, e altre benedetta,
angelo ribelle, percorri questa vita,
l'unica, la sola, che ti concessa.
Chiudi gli occhi, Eva, guarda come sei fatta dentro,
di quale essenza fatto il tuo cuore,
quell'angolo, dove alcuna mano s' posata
e vivi, prima che giunga la notte.


Id: 14639 Data: 13/05/2012 09:57:04

*

Rapid Eye Movement.

 

In un giardino pensile

SOSPESA.

Rami, germogli debordanti,

e zampilli di luce

                        SUONI.

Amorfo sottofondo

colonna sonora di un film in bianco e nero.

Vertigini

Precipitovolteggio

GIOSTRA

Un altro giro.

Situazioni.

Momenti.

Attimi.

Che fuggono via

Lasciandosi dietro una scia di ricordi.

                                           COMETA

Eco di vite

vissute nel nulla

e un cerchio alla testa

AUREOLA

non di santit!

Farfalle svolazzano e bucano lo stomaco

SINTOMO

vuoto

SBORNIA

 non di vino ma di VITA.

Esserci

ARRIVO

              No,  PARTENZA

Riepilogo :

vorrei dormire
R.E.M.

 



Id: 14250 Data: 21/04/2012 22:19:00

*

Tacita intesa.



Brusiie voci,
di notte
di giorno
... poi tutto tace.
Nessuno sa.
Nessuno vede,
che daltre cose meglio parlare!
Gli occhi bendati
le orecchie pien di cera
la prua rivolta altrove,
come Ulisse
in cerca di nuove terre.
Unaltra Itaca, magari a Nord,
libera e bella.
Dimenticando le sirene
i bisbigli e le voci,
messa a tacere la coscienza
e nelloblio
chi ci ha sorretti
nei nostri primi passi.
Tornare
per il mare.
Tornare
per il sole,
per chi ci ha amati
per chi ci aspetta ancora,
facendo finta di niente
ignorando di sapere,
che donne e uomini
muoiono,
perch nessuno dona a loro voce.
MUOIONO !
Perch il male oscuro
col suo riverbero,
acceca,
ammutolisce!


Id: 13837 Data: 30/03/2012 23:41:10

*

sentimento di sintesi

Voci, eco di passi nella notte.

Un crepitio di ciocchi, eco

di momenti rinchiusi nel cuore.

Ricordi di parole, eco di discorsi

dialoghi col nulla

ipotesi,

e passi per la strada.

Ombre che si rincorrono.

Sallungano.

Saccorciano.

E voci nella notte,

eco di sogni

e sprazzi di cuore

che schizzano via, in un getto

lasciando gocciolanti tracce

sui muri,odoranti di vernice fresca.

Notte.



Id: 13719 Data: 23/03/2012 20:36:36

*

Prima che arrivi la notte.

 

Appena un attimo prima del buio,

 un barlume sinsinua nel mondo.

Per un istante, tutto si ferma e tace.

 Mentre il cuore smette di battere allimpazzata,

una voce ti sussurra di fermarti.

 Se per caso, in quellistante

 timbattessi in un essere umano,

di qualsiasi colore fosse la sua pelle,

 ti sentiresti di chiamarlo fratello.

Forse, ti verrebbe di abbracciarlo,

e la tua storia gli racconteresti,

velocemente, magari ingarbugliando le parole,

 per dirgli tutto dun fiato, prima che cali la notte,

lo guarderesti dritto negli occhi

e  con pazienza ascolteresti la sua.

  Lui ti capirebbe, perch la tua storia a mille altre uguale,

  le tue parole, son proprio  quelle che ha in mente,

nel suo cuore alberga, tutto ci che ti fa gioire.

  Il tuo dolore, lo conosce, quello, che la notte non lo fa dormire.



Id: 13242 Data: 02/03/2012 21:44:35

*

Essenza

E  fatto di mare e cielo

 il mio mondo.

In mezzo la terra.

La mia casa e il  cuore.

Son daria e vento

 i miei pensieri,

liberi, sospesi sopra il mare.

Son acqua  e fuoco,

 tormento e pace,

vento impetuoso

e brezza leggera.

 Spazio infinito,

naufragio e approdo.

Porto dove riposare.



Id: 13205 Data: 01/03/2012 13:46:57

*

Alienazione

 

Legami le mani

con corde sottili,

e bendami gli occhi

chio non tocchi e non veda,

non senta quel che avviene.

Rinchiudimi lanima

in un cassetto

o gettala via

nel mare delle illusioni

chio possa trovar pace,

smettere di ragionare.

Non mi cercare,

non mi tormentare

per un istante rinnego

la tua maternit.

 Ho gli occhi chiusi,

 spento il tuo lume,

oggi ho bisogno di sognare.



Id: 13188 Data: 29/02/2012 22:14:12

*

Ionia

Antiche fragranze portate dal vento,

Odore di spezie e colori iridescenti.

Riemergono dal nulla,

dai pi profondi abissi, dove riposano gli Dei,

tesori sommersi, abbandonati da uomini vili,

rei, scappati in preda alle loro paure.

Da questo mare e questalito di vento,

traggo la linfa che scorre nei miei pensieri.

Pervasa da tanta bellezza

guardo lorizzonte,

linea immaginaria

che delimita i miei sogni

dal mare della sofferenza.

Mi adagio cullata dallo sciabordio
della risacca
e lascio andare i miei pensieri.



Id: 8255 Data: 27/04/2011 21:38:30

*

vento

Il vento profuma di te...
di te,coriandolo e limone,
zafferano, lavanda, cardamomo...
profuma di spezie.
Folate tiepide giungono a noi
fragranze che ritemprano l'anima.
Raggi di sole,
attraverso vetri di cattedrale
colorando i nostri pensieri.

Id: 7091 Data: 07/02/2011 18:51:33

*

Thanatos

Thanatos
Figlio della notte,
ipnotizzi i mie pensieri
Trascinando i sogni
in terre sconosciute.
Pulsione dellanima
Che vuole vivere, ma non sa
Opporsi alla tua forza cosmica.
Triste fardello di una vita
Vissuta inseguendo sogni altrui,
note di una canzone
che non sgorga dallanima,
che il mio cuore non conosce,
e nella notte si perde.

Id: 6474 Data: 28/12/2010 18:39:11

*

Thoughts blues



Legna da ardere le nostre misere vite.
Esistenze scoppiettanti e fugaci,
trasciniamo a stento i nostri pensieri
e lenti scorrono eventi senza senso.
Cerchiamo aurore,
albe che non sorgeranno mai
nei nostri cuori.
Ci portiamo dentro
miserabili mostri
incatenati dai nostri desideri.
Desiderosi anchessi
di veder la luce
ululano al chiaro di luna.
Latrano come cani incatenati
dallodio e dalla sofferenza.
Tristi pensieri che muoiono allalba
e si risvegliano ogni notte.

Id: 6379 Data: 19/12/2010 20:45:28

*

Haiku


Luci di notte,
danzano aironi
sotto le stelle!

Id: 6328 Data: 13/12/2010 15:23:32

*

Haiku

Rinasco in te
alba chiara e nuova
splendente vita.


Sogni infranti
in una notte calda
suoni, parole.


Pensavo a te
e sei arrivato.
Ore felici.

Id: 6226 Data: 03/12/2010 14:12:04

*

Scirocco

Pendevano da un ramo
come foglie di salice
mosse dal vento,
pensieri e idee confuse,
portate da folate di fumo
e Scirocco d'autunno, nella notte.
Voci, e il borbottio di un onda,
leco di un sospiro ,
giungeva da spiagge lontane
caldo e umido,
come il vento che lo portava.
Alla fioca luce di candela
rimirai quei volti ,
mentre una lanterna
dissip la notte, come un faro ,
e quando anch'essa si spense,
un soffio intriso di salsedine
mi avvolse,smisi di pensare .
Al tempo
al vento
al mare
lasciai tutto
e tutto mi lasci.

Id: 6141 Data: 25/11/2010 09:00:26

*

Respirandoti

nei tuoi silenzi ,
nei tu occhi occhi
che mi perdo.
Nel tuo respiro mi ritrovo,
dimenticando luce e buio
in un abbraccio che confonde
e lascia il posto a ogni mio pensiero.
Passione sovrapposta ad ogni logica,
confusa in un turbinio di emozioni.
E poi, ritrovarci in uno sguardo
a domandarci dove va il mondo.
Dove andiamo noi,
naufraghi in questo mare.

Id: 5785 Data: 29/10/2010 22:40:47

*

Decantando (travasi danima)


Travasavo lanima mia
da un recipiente allaltro.
Sul fondo, le imperfezioni
si adagiavano piano.
Uninvisibile mano
mesceva, con gesti maligni e lesti,
attenta che la posatura
non si confondesse al chiaro.
In un canto, i sedimenti dei desideri miei,
e un recipiente vuoto,
deposito di sogni ormai precipitati,
unaltra brocca pronta
ad accogliermi e travasarmi ancora.

Id: 5738 Data: 25/10/2010 21:55:23

*

Aicha ( seconda parte)

I genitori concordarono presto la data delle nozze, le modalit, la dote di lei e il prezzo, anche se simbolico, che doveva versare lui, alla sua famiglia, la loro religione lo raccomandava fermamente.
Il grande giorno si avvicinava e le sue cugine, insieme a qualche amica, si prodigavano a preparare dolci e stabilire il men per il ricevimento. Pensarono pure a procurarle gli abiti che avrebbe dovuto indossare durante i due giorni di festa. Certo non avrebbero potuto comprarli tutti, ma quale ragazza rinuncerebbe a cambiarsi sette volte dabito? Dovevano essere bellissimi, tanto da farla apparire una principessa, il suo principe sarebbe stato sicuramente molto elegante.
Il gioved precedente il grande giorno affittarono lhannam, e vi si recarono tutte, una cerimonia da non perdere. Aicha, si sentiva come Cherazade in le Mille e una Notte in quel luogo dove, suoni, vapore essenze, si mescolavano e il lento scorrere dellacqua evocava sensazioni di benessere e pace dellanima. Uscendo non pot fare a meno di specchiarsi in una vetrata, guard con la coda dellocchio, non voleva che le altre la notassero, ma le sembr dessere bellissima. Era risplendente ma agitata e confusa allo stesso tempo. Aspettava questo giorno da anni, una vita le pareva, ma pi si avvicinava a quello che avrebbe dovuto essere la materializzazione dei suoi sogni, pi cresceva in lei una strana sensazione che non sapeva descrivere. Pens di parlarne con Amina. Sentiva il bisogno di confidarsi con qualcuno. Ma qualcosa le imped di parlare. Avrebbero capito le sue titubanze? No, gi simmaginava gli occhi sgranati di sua madre, e lo stupore di tutti, non sera mai detto che una ragazza rifiutasse una tale occasione! E poi. Per quale motivo allimprovviso si sentiva insicura? Sciocchezze, si disse, il suo principe era li, in quella bellissima tenda, allestita con tanta cura, insieme agli uomini e gi si sentivano le litanie del talba, la cerimonia era iniziata, tra un paio di giorni, la festa finita, inchAllah! Il viaggio in aereo, ma a quello avrebbe pensato poi, adesso tutti laspettavano.
Fatti tutti i cerimoniali che la sharia consiglia, venne il momento dessere introdotta nella stanza del suo amato. Si accinse ad affrontare questincontro, con il cuore che le batteva, tanto daver limpressione che il corsetto stesse per scoppiare da un memento allaltro. Sua madre non le aveva detto niente, e poco, qualche indiscrezione lera arrivato allorecchio tramite Amina, ma tutti le dicevano di non dare ascolto a quella ragazza, non era certo un tipo per bene, e poi era pure andata a scuola!

Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere. (Sura 2:223).
Mustaf recitava, questo versetto, e laspettava. Lei entr nella stanza, le gote rosse e nonostante gli occhi bassi,non pot fare a meno di notare limbarazzo sul viso del marito.
Non si conoscevano. Non erano mai stati insieme, mai lasciati da soli. N un sorriso, uno sguardo, nulla, tutto sotto la rigida sorveglianza di uno stuolo di parenti. Ma la Sharia era chiara, il matrimonio andava consumato, e tutti erano fuori ad aspettare la prova della sua illibatezza.
S, qualche ragazza laveva conosciuta in Francia, ma quelle erano un altro genere di donne, libere e infedeli, da passarci una notte ma non da sposare. La donna che gli avrebbe garantito una discendenza e dignit davanti ai suoi pari, era li, ferma sulluscio e visibilmente in forte imbarazzo.
Mustaf decise di compiere velocemente il suo obbligo. Prendendola per un braccio, la spinse dentro la stanza e chiuse la porta. Labbracci e la rivers sul letto. Per due secondi lesse nei suoi grandi occhi nocciola, velati di lacrime, il terrore. Spense la luce, e fece ci che un uomo deve fare in queste occasioni. Quindici minuti dopo, inchAllah, tutto era finito. Ritornarono ai festeggiamenti. Lui nella tenda degli uomini, lei in casa con le donne. Il drappo, testimone della sua purezza era stato esposto, del suo dolore e del suo sbigottimento, della sua anima ferita a nessuno interessava, infondo era una donna, e il Profeta a tal proposito sera espresso saggiamente.
Non aveva idea di cosa le serbasse quellincontro, tanto era il suo candore e la sua purezza danimo, ma tanta brutalit, non lavrebbe mai pensato possibile.
Forse qualcuno sera sbagliato, il Profeta non poteva certo aver stabilito una pratica cos crudele. Tutti cantavano e gustavano prelibatezze, servite in splendidi vassoi, solo Aicha smise di sorridere e cerc di pensare ad altro per trattenerle lacrime, che pressavano e a fiotti sarebbero uscite e solcato le guance pallide.

Casablanca Lione. Era in Francia. Percorsero in autobus i chilometri che li separavano dal villaggio in cui Mustaf aveva preso un appartamento in affitto. La nebbia lavvolse, e il freddo le trafisse il cuore, appena messo piede fuori dallabitacolo. Due stanze in un vecchio caseggiato, abitato interamente da immigrati, e un mondo nuovo e per niente colorato laspettava.
Il marito la lasci sola gi dalla prima sera, gli amici lo aspettavano gi al bistrot. A tarda notte, maleodorante di fumo e un po alticcio, al rientro si sarebbe accinto a arare il suo campo!
Aicha prov a ribellarsi, ma gi al secondo tentativo, ladorabile uomo dagli occhi di fuoco e baffetti birichini, esercit il suo diritto di batterla, perch il sommo profeta non sera dimenticato dimpartire precise raccomandazioni a tal proposito!
Nebbia, freddo, solitudine e due stanze da dividere con un estraneo. La Francia. Incominci a odiarlo quel paese estraneo e poco accogliente. Gli mancava il sole, e nulla era come al suo villaggio. I datteri che comprava al mercato erano insipidi, e luva passa non profumava di spensieratezza, come quella che il padre le riportava, ogni volta che si recava in paese. Solo il ricordo di quel dolce sorriso e il profumo che emanava quel pacchettino, sapientemente chiuso, quando con mani tremanti lo apriva e gustava con avidit quei chicchi che racchiudevano tutto il sapore della sua terra. Solo quel pensiero la consolava. E ora si trovava qui, a fare i conti con quella fitta nebbia che le trafiggeva lanima e lavvolgeva come un triste sudario.
Fu cos che un giorno si risvegli in terapia intensiva, con tubicini che entravano e uscivano dal suo corpo e un cerchio alla testa, un dolore lancinante che lobblig a richiudere gli occhi.
Pens di voler rimanere l per tutto il resto della sua vita. In quella stanza asettica e incolore. Gli occhi serrati, stretti in uno spasmo di dolore e paura. Sarebbe stato facile staccare uno di quei tubi, quando linfermiere lasciava la stanza, un gioco da bambini, uno scherzo, e tutto sarebbe finito. Respir piano, per non far rumore, e inspirando un sentore di balsamo e mirra le solletic le narici. Quellodore, un angelo era stato sicuramente l da poco, pens, forse era ancora nella stanza.
Un angelo. Pensieri confusi si affollavano, facendola rabbrividire. S, ecco, la sua piccola Nadia, ora ricordava. Era nata nove mesi dopo quellindimenticabile sera. Carina, paffutella chiacchierona e sempre sorridente. A volte guardandola giocare doveva fare uno sforzo sovrumano per non pensare che quel fiore fosse il frutto di un gesto cos crudele. Ma era la sua vita, e per lei sarebbe uscita da quella stanza e continuato a vivere.
Langelo per il momento poteva attendere, non era ancora giunta la sua ora, no, non se lo poteva concedere.

Id: 5725 Data: 25/10/2010 00:26:28

*

Tanka

Sogni sospesi
a un filo di luna
stella cadente.

Nel mentre tu muori
calda notte stregata.

Id: 5716 Data: 24/10/2010 09:12:13

*

Distanze

Sola. Sto, su un filo
di un logoro maglione sfatto,
teso sull' abisso
a volteggiare.
Un ombrellino di carta colorata
nella mano destra ,
lo tengo stretto
per aggrapparmi a una nuvola
caso mai cadessi.
Percorro
a stento,
velocemente,
e senza fiato
l'ultimo tratto
prima che arrivi la pioggia

Id: 5712 Data: 23/10/2010 17:22:21

*

Ti aspettavo

Ti aspettavo,
come braciere ardente,
a riscaldare i miei freddi giorni
e illuminare le mie notti.
Fiaccola che brucia davanti agli dei
Fuoco che arde e non si consuma.
Scoppiettante e rumoroso,
fuoco di paglia.
Breve scintilla,
incandescenze colorate
flebile luce sul mio cammino
furono i tuoi giorni
quando sunirono ai miei.


Id: 5697 Data: 22/10/2010 16:31:11

*

La mia casa

Lento scorreva il fiume
oltre la strada,
iris sulla collina, blu
come cielo senza nubi.
Fiori bianchi in una grigia corte,
campanule di stramonio,
il casolare dei miei sogni.
Poco ricordo di quei giorni,
solo il canto del vento,
una ripida e stretta scala
che mi portava fino in cielo.
In cima una finestra
che sapriva sul mondo.
Odor di fieno allalba e
un sentiero che tra i fichi dIndia
mi riconduceva a casa.


Id: 5696 Data: 22/10/2010 16:25:37