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Raccolta di poesie di michele.caccavale
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Pianto di libertÓ

Perché piangi? … operosa contadina, curva sotto il sol a lavorar nei campi,
certo il tuo pensier è con tuo figlio in battaglia impegnato.
Preghi pel suo ritorno e che da morte scampi,
mentre le lacrime solcano il tuo viso precocemente invecchiato.
 
Perché piangi? … dolce bambina dai lunghi biondi capelli,
cresciuta in fretta, … piccola donna sola.
con un balzo hai saltato gli anni più belli
perso l’infanzia, i giochi, le bambole, i compagni di scuola.
 
Perché piangi? … coraggioso soldato,
partito per combatter una guerra che neppure capisci.
Hai lasciato l’amore con un bacio rubato,
per qualcosa che ti spaventa e ti fa orrore, ma … a cui obbedisci!
 
Perché piangi? … amico partigiano, la tua vita è una sfida
costretto alla fuga, dal nemico braccato come lepre ferita.
Salvo è il tuo eroe, la tua stella guida,
che impavido si sacrificò per la libertà e l’altrui vita.
 
Perché piangi? … Patria mia, lacerata da anni di guerra che paion millenni,
col sangue dei tuoi figli a frotte versato
partiti per la morte poco più che ventenni,
caro hai pagato … il prezzo di un fato spietato.
 
Smetti di piangere! … la guerra è infin finita!
dal timor del doman non farti sopraffare.
Rinasci nell’alba di una nuova vita,
è il momento di rialzarti e di tornare a sognare.
 

*

Il vitalizio

C’è una cosa che accomuna

i politici di ogni color,

e che quando poi matura

son per tutti noi dolor.

 

Tutti i giorni a litigare

per salvare l’apparenza:

“questa legge non sa da fare,

… c'è ... c’è bisogno … (ah si!) di coerenza!”.

 

La sua origine è persa ormai

… in un alone di mistero.

Si sa solo che giammai

si abolirà sto ministero.

 

Pochi anni di “lavoro”

mettiam pur le virgolette,

basta e avanzan a costoro

che si dicon persone “elette”.

 

Ai! … Italia mia … tutti ormai sanno

che sei sull’orlo di un precipizio.

Tante son le cose che non vanno,

ma la peggiore è il vitalizio.

*

Amore nei campi di grano

Ogni anno, a luglio si rinnova

in campagna un rito che è una festa.

Sotto il sole, madre natura si giova

e dei suoi frutti al raccolto ci si appresta.

 

Le giornate passan liete

sempre intenti a lavorare,

tra le spighe rigogliose

un amore può sbocciare.

 

Gli sguardi ad incrociarsi

come fuoco fan scintille,

mentre i cuori, prima rischian di fermarsi

poi all’unisono batton a mille.

 

Le fatiche del lavoro

trovan conforto e refrigerio.

Nel pensiero di un sol bacio

cresce il sentimento, con timore e desiderio.

 

Venuta è ormai la sera, i campi è tempo di lasciare,

finito è il giorno e così … anche un altr’anno.

Nelle menti degli amanti resterà vivo il ricordo dell’amore,

e pel domani … se son rose fioriranno.