chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Francesco Rossi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Distacco.

In un vassoio di cristallo
il fasullo appare vero.
Senza riposo alcuno
lavora l’intelletto
per mettersi a braccetto con l’ingegno
senza essere circospetto.
Se non fosse contraffatto
sarebbe l’antefatto del certo
che misuro con il dubbio
per non essere ingannato
dall'acquisto taroccato.
Dove andrò
solo io lo saprò
e, a condurre il gioco
io non ci sarò.
Questo peso a voi lo lascerò.

*

Il mio tempo.

Si confronti con la lealtà,
domini il linguaggio
sfogli i petali rossi
per la mia voglia di eternità.

*

Ancora oggi vorrei

Sapere di quello che mi è ignoto.

Conosco l’altura per averla raggiunta e goduta.

Vorrei sapere quale è il conto
che presenta la vita.

Dicono che non ha prezzo.

Mi spieghino allora della risalita dei venti,
dei gorghi del calore,
dei mulinelli.

Vorrei sapere la verità
sulla crocifissione,
senza le stazioni, i penitenti,
i preti, con i loro paramenti.

Vorrei sapere del principio.

E, ancora di più dove è che l’universo
compie il suo tragitto per essere
cellula del corpo di Dio,
staminale dell’eterno.

*

Tra i cenni

Estorti agli occhi
si estingue il senso compiuto
della consapevolezza.

Eccito il margine
dove rimbalza il vento.

Mi arrendo.

Io sto dove il confine cede
non dove si restringe,
dove il mio sguardo
non si ferma.

*

Rivolgi

Gli occhi all'abbacinante luce
e, nella cortesia del contegno
sazia l’indugio del mio tempo.

Grato ai teneri ricordi
non dimentico i giorni dell’infanzia
e, i colloqui con le notti
foriere di sogni e fantasie.

Ricordi? Sì.

La cameretta, i due letti, la scrivania
e, il costante agitarsi dei ricami,
l’orto, il basilico in fiore, il mortaio,
il fischio allegro del merlo
e poi, il gozzo, il mare,
il palamito da innescare,
gli ami da cambiare,
la corda da sbrogliare.

Ricordi? Sì.

Il sole, il fermento
e, da quel punto privilegiato
io so che mi osservi, contento.

*

Avrei voluto

Reggere il capo del Cristo,
detergergli le ferite
con l’acqua del mio mare
dove le alghe danzano
al ritmo della risacca.

Avrei voluto ripiegarne la veste
e, rammendarne le toppe.

Pure la veste di un martire
ha gli odori della pelle
e i segni dei giorni
distesi sulle pietraie
e, sui prati verdi ammantati di fiori.

Da uomo è stato proclamato Dio.

*

Cerco

L’armonia con la natura
quando di buon mattino m’incammino
su per il sentiero per conquistare la meta
che anzi tempo mi son prefissato.

La trovo nel cielo del mattino,
nel vociare del vento,
nel sordo rumore del bosco,
nel canto degli uccelli
che fan da sottofondo.

Al di fuori da questo
l’animo mio, voce non sente.

Al sorgere dell’alba mi rallegra
la mia esuberanza,
al tramonto, quando il vento si zittisce
ornata di un delicato chiarore
la sera sul mare riposa.

Pure il cielo arricciato mi è compagno,
la veduta del paese con la porta spalancata
come era d’uso una volta,
ora sì; la mia anima è coinvolta.

*

Il vuoto fruscio del tempo

Questo è il tempo
in cui non posso entrare,
a cui non posso oppormi
e, in esso io appartengo.

*

Mi mancano

I boschi, le rocce,
il mio nipotino, e chi mi è stato vicino.

Quando chiudo gli occhi mi sento
in un deserto sperduto.

Mi viene in mente il torrente,
il verde e, gli uccelli
a cinguettare alla primavera.

Segna sempre le ore
l’orologio sul campanile della chiesa
e penso, alle ore della gioia
che presto arriveranno.

Malgrado tutto, scrivo,
e, resto in casa mia.

*

L’ incosciente

Viola, vaga senza rispetto
è come una bandiera al vento,
che così rimanga pure
da una minacciosa nube, sommerso.
Che rimanga pure nell'aria disperso,
comprenda il valore del solo
nell'euforia del suo volo.
Forse comprenderà
che il suo traguardo
è il vanto.

*

Come credo.

Non credo come crede mia madre,
non frequento più i templi
con i suoi sacerdoti.
Leggo con piacere le parabole di Cristo
semplici come lo sono io
e, penso a Dio che non sorride.
Onoro in solitaria preghiera Dio
nelle bianche pezze dell’infanzia
stretto tra le amorevoli braccia
della mamma e delle mani callose del papà.
Non aggiungo altro.
Tutto qua.

*

Similitudine

L’onda quando si frange sulla riva
è viva;
poi, come si depone la corona
si ritira;
un’altra onda arriva
e, nuovamente vita;
il mare, solo il mare
ha il potere di generare nuove isole
e, nel suo germogliare:
il futuro, la vita.

*

Alla natura

Prendere la vita con semplicità
come con naturalezza cresce l’erba nel prato
e, lo strato interiore
si rigenera a novello vigore.

Decodificatore il valore aggiunto del cuore
che arreda l’intimo con genuino istinto.

Intinto di consapevolezza
per donare alla natura
la giusta accordatura
della musica celestiale
recitata dalla pioggia,
dal vento,
dal temporale,
dal mare
solo per dire:
la natura è da amare.

*

Nel mondo d’oggi

Ci sono tanti stupidi
ma ci sono dei dottori,
infermieri, internisti,
barellieri e inservienti
che lavorano stringendo i denti.

Ci son pure i stravaganti,
ahimè, per non parlare degli ignoranti.

Pur le banche hanno aperte
questioni importanti
per la truffa dei diamanti.

Sulle piazze affollate
pure in tempo di emergenza
i cretini fanno festa.

C’è pure un gran parlare
senza arte e ne parte
solo per fare
un teatrino spettacolare.

C’è la scuola
che oggi è chiusa
ma, studiando e leggendo
la cultura è un portento.

Nel cammino quotidiano
incontriamo i volontari
che soccorrono i disperati.

Per finire la tiritera
non tutti assomigliano
alla murena.

E, con questo vi saluto
con un dire solidale
che vuol dire aiutare.

Non far come l’egoista
che si veste di nascosto
e, il suo motto è sempre uguale:
ho un impegno
per voi io, non ci sono
e, infine non vi conosco,
chi si alza perde il posto.

*

Riflessione

Pensando e ripensando
è giunto un cambiamento;
tutto il mondo è in subbuglio
perché quel che ci era dato
all'improvviso è mutato.

Però, il codardo è rimasto tale e quale
proprio come un maiale.

Il coraggioso si presta sempre
per un aiuto solidale,
che sia emergenza o normalità
il suo slancio sempre a noi arriverà.

Mi ripeto tutto il giorno:
che contorno!

Chi mi dice, non ci pensare
vai tranquillo, passerà
gli rispondo con una rima:
questa è una bugia.

Non è tutto, un momento!

E’ arrivato un decreto
che occorre rispettare,
non son io, è la scienza a parlare.

Un cretino parla a vanvera,
è saltata la democrazia;
gli rispondo sempre in rima:
ma che dici, ma va’ via.

Mi risponde: la tua è solo fantasia!

C’è chi ha pianto per ore e ore
per la demenza della gente
forse poi, dopo aver letto
mi daranno del deficiente.

Ma, io dico: viva sempre l’efficiente
l’equilibrio non guasta niente.

Poesia pubblicata in esclusiva sul sito Scrivere.

*

Pettegolezzi

Il pettegolo all'angolo si fermò
e, un altro ne incontrò;
oggi ci raffredderemo,
beccheremo il mal di gola
perderemo la voce e la parola.

Dovevamo raccontarlo giovedì
quel che è successo mercoledì,
da qualche giorno lo abbiamo promesso
a quello lì.

Arrivò appena in tempo
chi si aggira sulla piazza
che a gran voce urla e schiamazza:
lo sapete? La perpetua mi ha informato
che il dottore è ammalato.

Quelli seduti sulla panchina
sentenziarono: stava già male!
Sarà moribondo. Che ne pensate?
Chi stava in veranda disse:
ma no! Ne avrà per un mese intero.

Questa è una catena
che difficile è da spezzare
velenosa come un virus
porta i pettegoli a sentenziare.

A voi, amici miei, che ve ne pare?

*

A quella parte di umanità

Che genera il buio della terra
e, costruisce per distruggere.

Diamogli la nostra voce
prima di morire
perché la vita scorre
nel frastuono e, nella solitudine.

Siamo in corsa
assetati dal denaro
e, degli altri non ci curiamo.

Nonostante i pareri dei benpensanti
gli angeli terreni hanno ancora per noi
milioni di attenzioni.

A noi il compito di afferrare l’aria
che senza voce da respiro
passando fra le pareti di pace.

Distribuiamo sorrisi
e, inviamo un saluto al mondo
e, a chi ci sta intorno.

Poesia pubblicata in esclusiva sul sito Scrivere.

*

Pensando

E,ripensando
è giunto un cambiamento;
tutto il mondo è in subbuglio
perché quel che ci era dato
all'improvviso è mutato.

Però, il codardo è rimasto tale e quale
proprio come un maiale.

Il coraggioso si presta sempre
per un aiuto solidale,
che sia emergenza o normalità
il suo slancio sempre a noi arriverà.

Mi ripeto tutto il giorno:
che contorno!

Chi mi dice, non ci pensare
vai tranquillo, passerà
gli rispondo con una rima:
questa è una bugia.

Non è tutto, un momento!

E’ arrivato un decreto
che occorre rispettare,
non son io, è la scienza a parlare.

Un cretino parla a vanvera,
è saltata la democrazia;
gli rispondo sempre in rima:
ma che dici, ma va’ via.

Mi risponde: la tua è solo fantasia!

C’è chi ha pianto per ore e ore
per la demenza della gente
forse poi, dopo aver letto
mi daranno del deficiente.

Ma, io dico: viva sempre l’efficiente
l’equilibrio non guasta niente.


“Poesia pubblicata in esclusiva sul sito Scrivere”.

*

Il pettegolo

All'angolo si fermò
e, un altro ne incontrò;
oggi ci raffredderemo,
beccheremo il mal di gola
perderemo la voce e la parola.

Dovevamo raccontarlo giovedì
quel che è successo mercoledì,
da qualche giorno lo abbiamo promesso
a quello lì.

Arrivò appena in tempo
chi si aggira sulla piazza
che a gran voce urla e schiamazza:
lo sapete? La perpetua mi ha informato
che il dottore è ammalato.

Quelli seduti sulla panchina
sentenziarono: stava già male!
Sarà moribondo. Che ne pensate?
Chi stava in veranda disse:
ma no! Ne avrà per un mese intero.

Questa è una catena
che difficile è da spezzare
velenosa come un virus
porta i pettegoli a sentenziare.

A voi, amici miei, che ve ne pare?

“Poesia pubblicata in esclusiva sul sito Scrivere”.

*

Femminilità.

Solo grazie alla femminilità

posso partecipare ai riti dell’amore.

La nostalgia del corpo

che toglie il respiro nel petto,

precipita sul fondo del mio mare.

Tu, che mi fai giungere a quella bellezza

che niente può sostituire e,

apri l’attimo dell’amore nel profondo del cuore.

Sono tuo debitore colmo di felicità; femminilità!

Ascolto le parole, rubo i pensieri,

sento il cuore battere

nel momento più sincero della vita.

Percorro la strada dell’incanto

pensando a quante iniziazioni

delicate  mi hai dato; femminilità.

La bellezza dell’anima tanto decantata

non mi da alcuno di questi tesori

se non ci fossi tu, femminilità.

"Poesia pubblicata in esclusiva sul sito Scrivere"

 

*

Ciarlatani

Non splende in cielo il sole,
le nubi non lo osservano
a essere del tutto sinceri
lo nascondono.

Con gli occhi spenti dalla paura
chi mira il cielo
e, non va oltre la visuale
biascica parole oscure.

Sono come una lama tagliente
tranciano il cuore
e, l’offesa tormenta l’anima.

Perché dove soffia il vento
anche le docili nuvole si muovono
e, con naturalezza l’aurora
sparge i suoi colori dorati
a differenza del grigiore opprimente
di chi santifica sentenze.

*

Dopo l’intervista.

Chi svolgeva la missione del signor inquisitore
diventava per sua sorte paladino della morale
dichiarando a gran voce prima d’altro non rubare.

Il clamore del suo linguaggio
causa un moto di rivolta
che scuote con veemenza
la coscienza della gente
che a gran voce grida e urla
sei un vero delinquente.

Chi gridava a perdifiato
agitando il cappio al collo
poi, sedeva in parlamento
combinando un quarantotto.

Con la faccia assai tosta
abbandona la procura
per tentare la fortuna
con un partito provinciale
che inneggia la morale.

Trent’anni son passati
tra governi multicolori
e, ancor oggi c’è
chi accumula tesori.

Anzi, un aspetto assai strano
lega oggi il lombardo al siciliano
suscitando il clamore
di chi in coro a gran voce protestava
in quell’ora giustizialista
per dar contro a chi era Socialista.

*

Tra l’amore e il pudore

Dal nato pudore
le giovani figure
nascondevano le rotondette forme
oscurando ai curiosi
le fattezze di quelle sinuose onde
a chi in agguato la giovinezza prende.

Al sublime amore si offre
l’acerba creatura
con le dolcezze dei baci
e, nei felici pensieri
ai principati degli amori guarda
con occhi aperti e chiari.

Pubblicata sul sito Scrivere il 9/7/2013






*

Per il trittico.

La scoperta del nuovo
per il futuro dell’umanità
è il servizio della scienza
per ogni tipo di società.
Nella bellezza dell’emozione,
nella dote creativa dell’artista
l’arte in ogni campo
è una grande e libera conquista.
Quando si scrive
della vita, dell’esperienza,
della conoscenza, della bellezza, dell’illusione
la poesia ne è l’intima trasposizione.

*

Al despota.

Quando le campane
scandiscono il rintocco
per la tua fine
io, ne sarò felice.

Il sopruso è letale.

Le tirannie per perseguitare
sono le calunnie fomentate
dalle tue schiere per compiacerti.

Verrà il giorno in cui le coscienze
si ribelleranno alla tirannide
io, sarò li a rallegrarmi
con chi ha lottato per la libertà
l'autodeterminazione
a prescindere dall'idea politica e dal colore.

*

A voi

Non ho mai provato simpatia
per chi esercita arbitrariamente
il mandato che gli è stato assegnato.

Provo un senso spiccato di repulsione per chi
ha fomentato in modo illusorio
le passioni di una moltitudine
servendosene come strumento di lotta.

Non mi piace la comprensione della morale
perché sa tanto di ecclesiale.

Non mi piace per niente tollerare
quello che è detto senza pensare,
lo considero dannoso anche se per molti ahimè;
questo mio dire non vale.

Non sono per la riverenza e la devozione
perché sono Socialista con convinzione.

Sono legato semplicemente ai Socialisti
che non hanno cambiato
secondo la convenienza
o, dell’opportunità dell’ultima ora.

Fraternamente e con teneri eccessi
conservo il ricordo
di un partito lontano
in cui fin da giovane ho militato
e, il carattere non certo remissivo
per il futuro mi ha dato.

A voi tutti, fraternamente
una stretta di mano.

*

Il ritorno.

Prima che agli occhi suoi affaticati e stanchi
la dolce luce perennemente manchi
l’emigrante, per tradizione vuole
passeggiare sulle antiche vie,
gustare il sole e le antiche compagnie.

Nessuna delle tante vie conosciute
sono belle come quelle.

Sarà perché emigrò per terre lontane
fuggendo dalle monotonie
delle stesse strade, delle stesse vie
a sospirare la sua terra d’amore, di mare e collina.

Si può fuggire per un miraggio che ammalia
ma, come un sublime sogno della sua terra baciata dal mare,
sempre il suo calore rimpiange.

Pbbl. Scrivere 21 – 01 - 2012

*

Foglio.

Il sorgere del sole
illumina la mente
a chi in pace
di scrivere si sente.

Una calma armoniosa
avvolge il pensiero
scrivendo su quel foglio
si svela il segreto.

All'amara solitudine
doni il refrigerio
di chi in quiete scrive
un dolce suo pensiero.

A tutti tu concedi
briciole d'amore,
si spande con i versi
tutto il calore.

Niveo, con i versi ti sciogli,
soffia un forte vento
e, tutti gli accogli.

*

Vita.

Catena infinita
che il tempo
infaticabilmente tesse.

Piante,animali,
odio,amore,
la forza e l'atto
il senso e la mente.

Palpita in ogni tua specie
l'animo mio
come somma di ogni tua creatura.

Il cuore di tante forze
primo erede ti scruta
e, come vivo specchio
l'eternità e l'infinità
riflettono.

*

Versi.

Lanciati in cieli lontani
ricordi di lieti sogni
custodi di animi gentili
coscienti siete
dei palpiti di cuori felici.

Delle gioie custodite i segreti
dei dolori lenite le arsure,
testimoni di lontani passati.

Quanto vi amo, sensibili versi
come coriandoli gettati ai venti.

*

Il mare saluta dicembre.

Ecco l’onda che tutto travolge
sussurrare al mio povero cuore
questo grande mistero d’amore
che dicembre un giorno portò.

Un amore disceso dal cielo
con rispetto bagnato dal mare
porta a tutti una lieta speranza
e, l’effluvio di una dolce fragranza.

Questo mare divino e potente
gli occhi d’azzurro ha bagnato
ora guardo il maestoso creato
ed un astro risplende nel cuor.

Dolcezze e amori infiniti
rechino al mondo aurore divine
affinché un giorno
dalle cadute rovine
sorga la pace,letizia e amor.
 

*

La croce.

Sulla cima di quell’incrollabile scoglio
in cui batte l’eterna marea
troneggi nitida in alto,
inviti all’antica preghiera.

Il mare, con fremito alterno
s’infrange sulla bella scogliera
il vento, sussurra una nuova e dolce preghiera:
“del popolo sei il gemito,
dell’Eterno il sospiro
un suono felice esclama
un inno al magnifico Dio.”

Piantata la in alto
nessuno ti potrà scordare
da secoli attenta vedetta,
proteggi la gente di mare.

*

Uomini.

Nel tragitto, l'angiporto di Genova è popolato di uomini per nulla estranei. Un alitare di terre lontane e, io mi ritrovo nella moltitudine svestito ma, non mi vergogno. Perché pure l'abito che ho lasciato sul lucido asfalto ha l'odore della mia pelle, i segni dei giorni, i rammendi della vita.

*

Infinita pace.

Quieta alla riva l’immensa spiaggia
nella preghiera si stende,
nel cielo stellato improvvisa si accende
a specchio dell’onde la faccia lunare
e, come rapiti da un’intima ebbrezza
nel profondo silenzio, una dolce carezza.

Ed ecco i flutti che tormentan la riva,
con lieve sussurro il vento trascina
quei spruzzi salmastri che i volti ravvivan.

Un empito strano di sensi benigni
avvolge i cuori di buoni consigli,
le membra stanche bagnate dal mare
riposano ora, su spiagge dorate.

E’ un’intima pace, un fremito sembra
che sale al cuore e giunge alla testa.

*

Natività.



Questo giorno assai speciale
il mio cuore fa palpitare
di speranza e d’amore
mi riempie tutto il cuore.

Oggi è nato un bambino,
porta un lieto gaio annunzio
di dolcezza e tepore
che riscalda ogni cuore.

Questa notte così bella
ci ha donato una stella
che per sempre rimarrà
in ogni cuore di bontà.

Il giaciglio e la capanna
dove è nato il buon Gesù
ci ricorda con speranza
che ricchezza non ci fu.

Tra le braccia di Maria
e, la fede di Giuseppe
questo bimbo celestiale
che Iddio ci ha donato
ha portato la speranza
in un mondo di arroganza.

Predicando con fervore
contro l’odio e l’ingiustizia
dal nemico fu trafitto
il suo dolce sacro Cuor.

Questo grande sacrificio
di quel giovane Signore
vale più delle parole
che noi tutti sappiam.

Sono stufo di ascoltare
chi in fondo l’ha tradito
ma, per me rimane un mito
di amore e bontà.

Quante guerre seminate,
nel suo Nome proclamate
non da Lui certo volute
che parlò solo di luce;
una luce universale
che irradia il mondo intero
per dar Gloria a quel bimbo
che disceso è dal cielo.

Questo giorno è tutti i giorni
l’anno intero v’è racchiuso
a Natale Tu ritorni
per dar gioia a chi è perduto.

Questa festa è una gran festa
non ce l’hanno regalata,
Gesù l’ha conquistata
con la gioia e l’amor.

E’ un bambino assai speciale
che infonde gioia e amore
rende certa la speranza
in un mondo d’ignoranza.

Solo chi ti ha nel cuore
e, rispetta la tua via
ti festeggia a Natale
con amore e simpatia.

*

Sensi

Ultime note languenti
muoiono come sospiri sonori,
mutano le forme
ridipinte di strani colori.

Fantasmi di notti agitate,
rimpianti di gioie passate.

Bagliori fugaci,
presagi di nuovi dolori.

*

Lamento.

Se Tu indaghi con spirito sacro
del cuore il profondo,
se non è una menzogna che Tu sei probo
mi domando:
perché il mondo è ingiusto?

La pietra miracolosa dell’antichità
ha consumato la vita,
annientato il corpo
e, sul ceppo nefasto
non cade più
una lacrima di vita e d’amore.

Invisibile polvere,
distruttrice del corpo
non della mente
perché fai soffrire?

Perché salda alla terra
è ancora la radice?

Perché se devo continuare a soffrire
non mi fai morire?

*

Battigia

Seduto sulla rena
tutto m’avvolge,
tutto mi strabilia.

Il mare, con il suo sciabordio
irrompe nel cuore,
amore infinito.

L’azzurro del cielo
si specchia nel mare
formando un colore
davvero irreale.

In quell'universo bello è sognare.

Una voce, in un sussurro mi dice:
è stato davvero un momento felice
quello che insieme abbiamo provato
cullati dall’onde del mare argentato.

Un sasso lancio nel mare,
un tenue rumore mi fa innamorare
di quell’incanto, di quella magia,
impressa per sempre nell’anima mia.

*

La luce

Quando il mattino si veste del chiaro,
il viso riflette un radioso sorriso.
Si ravviva la fantasia,
e, la magia della poesia
s’incontra per strada
poco alla volta;
a mia insaputa
trovo la pace perduta
lei, mi invita a dire:
nessuna paura.

*

L’incontro saffico.

In una nitida giornata
la ragazza raggiunse
una contrada fiorita;
ascoltò i fischiettii degli uccelli,
e traballò per il penetrante profumo,
e quando vide le rose
gli rivolse un inchino.

Dal silenzio ossequioso
la rosa rossa la osservò
e, dallo sguardo implorò:
non cogliermi ragazzina,
non togliermi la vita.

Improvviso,un sorriso sbocciò
e, sul volto una lacrima spuntò.

Si umetta le labbra
e con la lingua
nella carnosità si tuffa.

Si protrasse per ore
quel sensuale gioco d’amore
poi, si dileguò come fa una benefattrice;
si eclissò nel chiaroscuro sopraggiunto
e la rosa della rugiada si inebriò.

*

Anima

Quest’anima soffre
per ogni essere umano ucciso,
si rattrista per il pianto di un bambino,
vivere con te è positivo.

Senza di te non sarei felice
e, la pioggia verserebbe copiose lacrime
per il mio infelice destino.

Non è un’anima come tante
perché severamente mi ricorda
la differenza tra amare e odiare,
respingere, accogliere,
includere, escludere.

Vive con me nell'interiore
è lei il mio custode.

*

L’incanto

Nello splendore degli occhi tuoi
s’incantano i miei.
Il tuo sguardo s’incontrò con il mio
e, un raggio di sole
con il beneplacito del buon Dio
irradia il calore dell’amore sul nostro viso.
Lasciare le parole al fluire delle onde
affidandoci alla sorte.
Contornare la corsa socievole del cuore
senza pudore, per un amore tra le rughe.

*

Appunto 14

Quando la mano è ferma
per una carezza donata
l’amore non ha data.

*

Appunto13


Compiamo il nostro cammino
di redenzione
per glorificare il desiderio
anche quello più lontano
che ha bisogno
di essere da noi realizzato.

*

Il tempo

Sminuzzate nella trepidazione delle suppliche fatalità e urgenze schizzano veloci. Fogli inquinati dai frastuoni, dagli orrori del non osare.

*

Istantanea 1

I cuori santi
Concepiscono l'enfasi
Dei loro spasmi

*

Linea immaginaria

Sulla linea immaginaria l'incanto prende la forma della consapevolezza.

*

Mare

Lo amo
Questo infinito splendore
Che per mia sorte
Posso ammirarlo a tutte le ore.

*

Un suono di aiuto

Nel bosco, un suono

lo ascolto;

voglio interpretarlo:

è un doloroso lamento

per l'egoismo dell'uomo.

 

Silenzioso,

solo il fiato si fa sentire,

superfluo parlare.

 

Accolgo quel suono lamentoso,

in quel momento chiede

il mio aiuto.

 

Mi pongo una domanda:

che fare di quello

che viene a mancare?

 

 

*

Compongo il mio rebus

La mia coscienza entra nel cervello
con toni tenui
così come nelle vette,
nei colori,
negli occhi di uomini e donne,
nei rami degli alberi
che con braccia supplici si protendono
e, in quel che passa,
che aletta, che muta.

Cerco di non far stridere
le pagine del mio libro
in fraseggi indistinti
per non corrompere
la mia curiosità.

Il tempo porta con se il riassunto
del vissuto e, così accedo al ricordo
del mio passato in sintonia
con quel che rimane
del mio futuro.

Sempre contro l'arroganza,
le lusinghe delle religioni
la tracotanza dei potenti.

Conservo con orgoglio
la bandiera rossa che mi fu donata
nella giornata della disfatta
e, con essa nell'ideale
vivo il resto della mia vita.

*

Ode stagionale

Creatore,
donaci la felicità nei fiori
dove Tu hai racchiuso il tuo cuore.

Non distoglierci dal nostro osservare.

Fa che ogni luce
penetri dove il buio oscura.

Il mio,il nostro amore
per ogni stagione
che dalla creazione si succede
in questo nostro paradiso terrestre
così ricco di bellezze esposte.

Ode agli animi nobili
che compiono il loro cammino di redenzione
per glorificare i desideri,
anche quelli più lontani
che hanno bisogno
che noi li realizziamo.

*

L’amore.

Lo riconosco dalla felicità,
dalla vicinanza,
dalla vena che pulsa,
dalla ruga che marca;
dal pizzicore che si spande
sul mio corpo
a tutte le ore del giorno.

*

Il prato.

Appare come una distesa in movimento.
Non sono solo,
ci sono gli uccelli
che frusciano fra i rami
fischiettando;
gli Aceri, i Faggi
che nella voce del vento
pare, si pieghino supplici
in quel momento.
E'presente pure il Creatore
in questo prato in movimento;
avrei voluto chiudere le braccia
in quell'istante;
perdonami se non ti trattengo
perché non sei solo mio
mio Dio.



*

La natura.

E'quello che si osserva
fin dalla prima ora
alla notte desta.

Armonia che veste il decoro
del silenzio.

Offre la sua semplicità.

La sua venuta non ferma
lo stropiccio invadente
di chi osa.

Mai si accartoccia.

Parla sottovoce
e, avanza pian, piano
tenendoci per mano.

*

La primavera.

Questo chiarore
non è presente
in nessuna altra stagione.

Si presenta puntuale
talvolta ritardataria
e,sul verde del prato in fiore
il colore si distende.

Solo la sensibilità umana
sente e comprende.

La luce è confidenziale
per non essere estranea alla stagione
e,si attarda
per mostrarci la vetta in lontananza.

*

Mattino

Il mattino ingenuo
fece capolino
e, cortese ci alitò
il suo buonumore
che rimase con noi
per il resto delle ore.

*

L’orco Baldanza.

Nella pancia dell’orco Baldanza
il pasto caldo fa un giro di danza
di minestra la pancia ne è piena
lui riesce a respirare a malapena.

I pantaloni alle bretelle
sono agganciati
perché non cadano
sotto gli stivali.

All’orco Baldanza
non piacciono i bambini
solo cavalli e adulti bovini.

Solo i bricconi
sono i suoi amici
e insieme vanno
per galli e pulcini.

Tavoli rotondi
e bottiglioni di vino
per ingozzarsi
fin dal primo mattino.

Quando trovano
i maiali ingrassati
si leccano i baffi
pensando agli insaccati.

Sono una combriccola baldanzosa
che non conosce né giorno né ora
per cibarsi di tutto quello che adora.

Il peso varia tra i cento e i centocinquanta
e, per arrivare ai duecento poco ci manca
e per fortuna non si alzano più
da seduti sulla panca.

Felici e contenti
galli e pulcini
ai quali si aggiungono
ovini e suini.

Agile e lieve
salta felice
pure la lepre
allegra e contenta
che Baldanza ora non danza.

*

Prigioniero di un sogno

Erano compatte le notti
e, la sposa nella cittadella
mascherava contentezza
mentre in carcere,
isolato con il mio dolore,
gemevo così:

troppo in alto son salito
quando giunto sulla vetta
una fitta stretta, stretta
dal cuore alla cavezza
mi dilania nello spirito
perché so che non ti conquisto.

Ho patito tante pene
per il tuo viso che ho sognato
e, per un attimo accarezzato.

Tuo padre arrabbiato
capo zona del mercato
in prigione mi ha cacciato.

Dopo anni di dolore
e, scontata la condanna,
esco in fretta dalla prigione
e, mi tiro una canna.

*

Da ponente a levante

Miro gli scogli scolpiti dal mare
avvolti da fragranze d’un verde ancestrale.

Inebriano l’aria del mio paese
di dolci essenze, antiche preghiere.

Il sole nascente si specchia nel mare
formando un colore davvero irreale.

Colore e magia, pare sognare
l’antica punta bagnata dal mare.

Manara,dolce nome
eterna mira di ogni pescatore.

Quando lo sguardo volgo a levante
ecco lo scoglio dipinto con arte;
magnifico il nome, la croce è l’emblema
qui nasce un poema di un borgo marinar.

L’onda si frastaglia su quello scoglio antico
ricordo sempre vivo che si porta nel cuor.

*

Dolcezza

Cullata dall'onda
sciabordi sulla battigia
inopinatamente scompari.

Rimane l'essenza!

L'anima è pervasa
da un'unica sensazione;
magnifica, universale
che assale.

Sarà forse per il candore di una stella
o,il ricordo del passato
che tu compari all'improvviso
sul viso d'un bambino?

*

Peccati d’amore

A lei,

che l’anello come novello sposo

ha messo al dito

tra le nebbie degli incensi,

tra gli applausi dei fedeli curiosi e devoti,

porga la sua benedizione

a questi versi liberi e sinceri

rivolti al cuor suo di pastore.

Raccolga gli infelici, li consoli.

Ricordi loro che Cristo

predicò più con l’esempio

che con la parola. Metta in guardia i giovani

da chi cammina col collo torto e il viso basso

e assolva chi pur in quaresima

mangia di grasso.

Inviti i giovani a ballare

liberi di far l’amore

e quando essi timorosi,

si confessano dica loro:

quel che è stato è stato,

far l’amor non è peccato.

Non bacchetti eminenza reverendissima la donna

che la sua libertà cerca e trova

perché il peccato d’amor Dio lo perdona.

*

Sguardi uniti

Quando il tuo e il mio sorriso
fa breccia nella giornata serena
tutto prende forma.

Il fiato nostro invade l’aria
di aromi speziati d’amore.

Le parole assumono forme indefinite,
primeggiano le sensibilità infinite.

Quando la tua e la mia felicità
sconfina nell'universale,
la realtà diventa fonte
di spiccata sensibilità.

Solo allora l’amore, il pensare, il percepire
la dimensione profonda che trabocca dal cuore
inebria l’anima del gusto della felicità.


Pure nell'aldilà dove l’immensità
non ha confini, liberi e leggeri
come bianche piume,
voleremo oltre.

Il giorno ritornerà
e, lo saluteremo
con il nostro sorriso scolpito sul viso.

*

Mutismi

Abbiamo asserito corti silenzi
tra gli spigoli del cuore,
dove non contano le parole.

Racconti con la mente
di animi silenti,
pulsioni di frasi incompiute
mai ambigue,
colmano le spaiate differenze
da maschio a maschio
da femmina a femmina
mentre la fievole luce
irradia il colore
dell’olio sbattuto
dall'istante del sale
caduto dalle lune.

*

L’idea o meglio l’ideale.

Col cuore che sussulta e desidera
nel firmamento, nel mondo, nel mare;
allegra, felice, festosa
l’idea continua a viaggiare.

Sempre nel cervello sarai
con lo spirito rivolto al pensare
nessuno mai potrà rubarti
l’antico e umano ideale.

Illusoria chimera non sei,
alla pari della pace delizi
l’uomo stracolmo di vizi
che rinnova il puro ideale.

Limpida, ribelle, sincera
che fiera ardi nel cuore
come pura alma segreta
la bianca scia dei sogni
porti alla stella cometa.

*

Appunto di vita

La vita insegue
la gioia e il dolore
e, nelle sere stellate
appisolarsi sotto il manto stellato
è il gioioso regalo
che il Creatore ha donato.
Il mattino, osando,
senza alcun rimpianto
ripercorrere la stessa strada
per la via di casa.
Giorno dopo giorno, lavorando.
Per molti non sarà molto,
per me è tanto.

*

Mare

Quando il vento increspa le onde
le vele gonfie delle derive
dalle onde accarezzate
pronte per suggestive regate
nell’azzurro del mare.

Quando di fronte alla rena
l’onda schiumosa frange
il vagare del moto del mare
fa la felicità del bambino
che si lascia spruzzare.

Mi piace il brontolio del mare
e, il risuonare dell’emozione
quando varo il gozzo
per andare a pescare.

Poi, dalla corrente mi lascio trasportare
nel silenzio sicuro;
nella cassa sistemo il pescato
e nel mezzogiorno soleggiato
ritorno da dove son partito
ricompensato dal riflesso del sole
che a riva mi ha accompagnato.

*

La mia passione per la primavera

Come il sole si specchia nel mare
il sorriso nella giornata appena incominciata
è forza vitale.

La fioritura del narciso
annuncia la primavera vestita a festa
e, regala ritagli di dolcezze
per la gioia di adulti e bambini
che comprendono le voci
dei fiori invaghiti.

Tra le fantasie dei prati
nelle notti temperate
le stelle fanno la corte
alla luna argentata;
io corteggio il momento
dell’ispirazione che la stagione
mi regala.

Un periodo passeggero
che anno dopo anno ritorna
è l’amante segreto
che di me si ricorda.

Lo amo oltre la soglia del prevedibile
come si ama chi sa giocare
nel torneo della stagione
e, la vita attende la primavera
con il suo volto sciolto
e io la amo.

*

Acque di mare

I flutti baciano le sponde,
sussultano le onde
nelle balzanti acque
con voci stupite.

Nell'ansa azzurrina
l’onda spumeggia,
si frange,
si rovina.

*

Non piangerò

Come stavo comodo
seduto sulla poltrona
a scrivere poesie per te.

Infedele alla mia passione
il coltello lo affondava affondo.

Ferite.

Piaghe aperte.

Stimmate profonde
della mia mente.

Memore delle tue acide parole
che calano nel mio cuore
sopra i capricci delle notti insonni.

Quanti pensieri ipocriti.

Che disinganni.

Curvo nel silenzio attendo
la tua ultima sentenza.

La mia anima sorella, sorridendo
bisbiglia: uscirà dalla sua bocca il tuono.

Dai suoi occhi i fulmini
e dirà:
il tuo povero cervello
chi l’ha portato via?

Non verserò più
lacrime per le tue parole.

Pieno di sogni affronterò la vita
che non posso averla dimenticata.

Solo i casti, i morali fino all'ultimo respiro
imiteranno con gli atti schivi
le tue amare parole.

Non sgorgheranno inutili lacrime
nel cielo che non ha mai notte.

Preso dal bisogno ardente
di un po’ di refrigerio
a frotte le idee ronzano
e abbagliato dai miei più dolci ricordi,
ne guardo il viso.

Che rottura, lacrimare
per chi non ha mai un sorriso.

*

Auschwitz

Tristezza racchiusa in un cerchio di ferro e di fuoco;
nell'aria essenze dolciastre e profumi di carne.
Esseri umani marchiati d'infamia.
Silenzi omertosi. Giudei sterminati.
Popoli afflitti da lutti biblici
che nemmeno Dio può comprendere.
Sterminio di anime che vagano nell'universo
alla ricerca dell'agognata pace.
Urla di dolore.
Rabbia.
Silenzi.
Storie di uomini spogliati della loro aura celeste
hanno nascosto le loro memorie nella roccia.
Neppure gli elementi della natura
sconvolti da tanto orrore
riescono a scalfirle.
Recondite paure
custodite nell'intimo del cuore
scritte su questo foglio
per non dimenticare.

*

Spirito

Dell’animo umano
cui conosci i misteri
con dolci respiri,
ne sveli i segreti.

Visiti e proteggi
con uguale misura
chiese, conventi
e, Madre Natura.

Ti getti sul mondo
seminando l’amore
inebri la mente
di un lieve vapore
alito fecondo
che entri nel cuore.

Avvolto di luce
tra armonici canti
ti allietano in coro
le schiere degli angeli.

Conforti gli afflitti
nei tristi tormenti
alberghi sovrano
nei cuori ridenti.

Il tuo soffio feconda
il Verbo divino
che giunge sereno
al ricco e al meschino.

Sei come l’anima,
che per volere universale
comune è a ogni mortale.

*

Amianto Assassino

Nelle estati le giornate
scorrono lente tra lamiere roventi.

Negli inverni gelidi
tra gli spruzzi del mare
e,le folate dei venti.

Aliti che dovrebbero spazzare via
nubi che non spariranno mai.

Spore invisibili
si nascondono nei meandri
dei soffi della vita
per rapire gli ultimi respiri.

Nello stupore della paura
mamme, mogli e figli
parlano di morte.

Un dolore febbrile
entra nel cuore
di ciascun figlio
e, dalle labbra sue
esce un bisbiglio.

Nel cuore un rancore
troppo tenace
perché tramonti con il sole
e trovi la pace.

*

L’incontro

Nello splendore degli occhi tuoi
s'incontrarono i miei
e,come fiamme vive
le lacrime davano nuova linfa
alla nostra vita.

Il tuo morbido sguardo
s’incontrò con il mio
e,un raggio di sole
con il beneplacito
del buon Dio
incoronò l’incontro.

Lasciammo le parole
al fluire delle onde
per vivere pienamente
affidandoci alla sorte.

Contornammo la corsa socievole
del nostro cuore
con delizia e passione.

E, osammo.

*

Come vedo l’autunno.

Non è triste vedere le frasche spoglie,
e un giallo tappeto di foglie.

E’ piacevole camminare
sul soffice manto
che regala la sorpresa
e non si pensa più
né all'estate né alla primavera.

La luce tenue toglie
il leggero velo
nell'alto del cielo.

Amabili energie si rinnovano
presentandosi sconosciute all'oggi
per essere sorprendenti domani
nei vivaci colori autunnali.

*

Vado

Sventatamente mi getto nel viaggio
lascio aperta la porta finestra
il vento fa entrare
oggi è il mio ospite naturale.

Studio il percorso,
ho il mio riferimento
che non perdo mai di vista
per giungere in cima
e poter scattare una fotografia.

Il libro di vetta
è dentro a una cassetta,
lo sfoglio e da una scritta
riconosco chi ha intrapreso
la via del ritorno.

E’ la ricompensa pacata
che sempre è elargita
a chi con passione e amore
intraprende la sua camminata
a tutte le ore della giornata.

*

Il riposo

Il bosco si è addormentato
l’anemone perenne
insegna alle persone
che sanno osservare
verità da ricordare.

Sogna il bosco
e,il ritornello scorre
come il nutrimento degli alberi
che gli fanno da contorno.

L’entusiasmo accende la passione
e,nel momentaneo riposo
prospera la forza del verde
grondante di umide gocce
al far della sera.

Non c’è passaggio obbligato,
la porta è aperta
e, girandoci d’intorno
con passo sicuro
entro nel riposo del bosco
portandomi sulle spalle
la leggerezza dei miei anni.

*

Il cielo

L’ho fissato, ho ascoltato il fischio del merlo,
ho osservato l’erba verde del prato oscillare
e so che era presente la metà del tuo cuore.

L’altra era in compagnia di Dio.
Padre mio.

Il fascino del ricordo
mi accompagna nel bosco
con il tuo spirito intorno.

Non vedo come i veggenti, gli angeli,
tocco con le mani i faggi, gli aceri, i fiori,
osservo la bellezza del bosco
dai mille colori.

Sento il brontolio del vento
e, come mi hai insegnato
non mi spavento.

Prima che giunga il tramonto
voglio essere di ritorno
per osservare la caduta del sole
da una posizione privilegiata
quella che sovrasta il cuore
e,regala la quiete divina
di questa bella giornata.

*

Il chiarore

Quando il silenzio del giorno
apre le porte sulla ciarliera città
il chiarore, consapevole della confusione
veglia e ritempra ogni ora.

Nel ricordo, il movimento
del gradevole badare
e,il dinamismo diurno
all'angelo custode
mi fa pensare.

La verità che mai si congiunge
all'anello mancante
ribollisce per gradevoli pensieri
e,quello che è esplicito
si distende chiaro senza confondere.

Mi attrae la vita
e, dolcemente mi rallegro,
a volte mi entusiasmo
oso e ringrazio
e, i versi miei non li cancello
in onore al buon Dio che mi ha dato
un poco di cervello.

*

Aria

I respiri sono stati giustiziati
urli attaccati ai ricordi
nei bordi confidenziali
degli anni passati.

Chi è convinto che i vivi
sfogliano le pagine di libri
per nutrirsi del sapere
si accorgerà ben presto
che per alcuni il pretesto
del non ho tempo
è il voler sapere la fine
anzitempo.

Nell'indice del perdono
il frullo di una bianca falena
che si posa sul fiore
e,la libidine del suo succhiare
le apre le ali per volare.

I ronzii fastidiosi delle mosche
mi arrivano senza sosta
ogni volta che nel mio camminare
faccio tappa per riprendere fiato
accaldato, in modo sfrontato chiedo
il tuo conforto.

A Te che sempre mi stai d’intorno.

*

Non rinuncio.

E’ sempre più bonaria
e, aperta la natura.

La notte serena
rafforza la scorza,
il venticello fresco
vivacizza l’amicizia
con l’ambiente circostante
popolato di fusti e secolari piante.

Chi vuole può ascoltare
il sonoro parlare del bosco
senza spendere un soldo.

Il destino mi porta
a bussare alla porta
della fortuna.

La trovo nell'audacia
che svolazza d’intorno
al mio mondo quando sono
con gli amici
nella fronda del bosco.

Amabile la natura
e, la vivo nella quotidianità
aperta alla scoperta
e, disponibile al cambiamento.

Proprio per questo
non c’è pretesto
e, girando d’intorno
resisto e non cedo
al torrido e all'umido
in tua compagnia nulla temo.

Alla tua vita
non rinuncio.

Mi aiuti il tuo splendore
a ogni fare della stagione
nella dolce combinazione
nel mutare il silenzio
nel suono del vento.

*

Stradina stretta e buia.

Tra la luce lunare
mosso da un istinto
che spesso mi assale
nell'angiporto di Genova
mi son ritrovato
e,ho guardato quello
che da qualche tempo
desideravo invano.

Vico Santa Croce
l’ho attraversato
e, da una finestra vicino a un muro
ho sentito il vociare roco
di chi si sente al sicuro.

L’arietta di mare
si fa sentire
inebriando la notte
del sapore del sale.

Io nel vicolo guardo
e cammino, mi osserva il cielo
strizzandomi l’occhiolino.

Alla fonte del piacere mi avvicino,
sull'uscio c’è chi mi aspetto
e senza fare circospetto entro
e,mi stendo sul letto.

Ho chiuso gli occhi
e, mi son lasciato carezzare
da quella bella insegnante
dall'arte di amare.

Poi con quel suo accento napoletano
mi disse: vuoi un consiglio?

Da queste parti vai pure tranquillo.

Correva l’anno mille novecento settantatre
non c’era inferno o paradiso
il sorriso abbondava su tutte le labbra,
oggi credo non ci sia più
terra e generosità alcuna.

Non mi resta che augurare ai posteri
buona fortuna.

*

Fuori dall’ordinario

E’ assodato, quel che è stato.
E’ stato.
Il pensiero padre dell’intelletto,
afferma che il ricordo
di quel che è avvenuto
svanirà nella contemporanea quotidianità.

Riprendo gli arredi che ho conservato
e,li propongo all'asta del libero pensiero.

Nessun euro, solo sentimento.

Per negare il consenso
all'arroganza del prepotente,
all'attrattiva della religione,
all'insolenza della persona
perché presto una nuova farsa ci sarà.

Un male dimenticarsi
del c’era una volta
una moltitudine che adorava
il luccicore della vergogna
e, poi cambiando bandiera
non cambiò la storia.

*

Bevanda

Dalla morsa della giornata
si è liberata l’essenza,
la fragranza aromatica
della pianta spunta e divampa
nella giornata afosa.

Il fertile verde
distende la pace
delle ore assolate
e, delle piante
le foglie son schiave.

Scrivo con il rossore dell’incertezza
queste parole e, in compagnia
della mia armonia
gusto la bevanda fredda
dal sapore forte fragrante
che disseta e rinfresca.

Lo svelo.

E’ la menta.

*

Plana e vola.

Discorrevo del più e del meno
con l’amico mio Marco
quando all’improvviso
un branco di uccelli in volo
sotto il benevolo sguardo del sole
planava compatto
poi nuovamente in alto
verso il cielo intonando
in maniera corale
un armonioso canto.

Ora gli occhi incuriositi
sembrano smarriti,
inteneriti, arrossati
dai pollini primaverili.

Perdiamo il filo
del nostro parlare
per un bisogno impellente
di capire quel melodioso fischiare.

Nel salutarci
qualcosa si mise in mezzo a noi,
non so dir cosa.

E’ certo che siamo rimasti
a parlare per una buona mezzora
mentre il branco di allodole vola ancora.

*

Rituale

Nel cerimoniale dell’amore
ci stanno tutte le ore.

Osservano.

Appagamenti intensi
evidenti sui nostri volti.

I piaceri perversi,
i respiri affannati
le bocche che si schiudono
nel momento dell’atto.

Reciproco possesso.

Ascolto i cuori che sbattono
sulle pareti degli incanti
di noi focosi e viziosi amanti.

Vicendevoli iniziazioni,
dedicazioni ai particolari
e le mani, le mie
sulle tue cosce a risalire
e,noi animali privi di morali.

*

Fantasia

Nell'arcipelago della fantasia
ci sta una tartaruga
che si mangia la lattuga
che Rosanna ha seminato
ad aprile inoltrato.

Nel pollaio tutto solo
ci sta un pulcino
e nel cielo azzurrino
vola e danza l’uccellino
fischiettando allegramente
un richiamo permanente
per la festa imminente.

Nello stagno lì vicino
ci sono le anatre
che pescano il pesciolino.

Ecco a valle la mucca bianca
che accompagna il vitellino
non distante la bruna alpina
sta seduta sulla riva
mentre il toro
sempre attento
guarda fisso
in quel momento.

Sotto le querce e sugli ontani
ci sono tanti animali
dai colori assai strani.

Tutti insieme a costruire le bandiere
per le feste fantasiose
che non hanno patrocinio
se non quello naturale
che avviene con lo slancio
di chi dice, non ci casco.

Tutto questo non è mica una bugia
è soltanto il compleanno della fantasia
che si festeggia in allegra compagnia.

*

Risoluto

Resterò libero,
nessun vincolo,
solo un proposito
quello di morire
come la mia mente vuole.

Lo rivendico
come un mio diritto
e so che è
il mio umano egoismo
che si ciba d’idealismo.

Tormentato dalla sete della verità
come un malato di asbesto dell’aria
compongo la mia poesia
che della vita vissuta si ciba.

*

Spazzato via

Nel frastuono del traffico

uno stridore di gomme

lascia l’impronta scura sull'asfalto.

 

 

La triste scena che fino a quel momento

per tanti era un pretesto

diventò la vera ragione

per affermare che la velocità

fa scendere lacrime di dolore

per chi senza nessuna colpa

è investito e muore.

 

Si offusca lo sguardo,

si stringe il cuore

la tragedia che si consuma

in poche ore.

 

Tutto intorno. Un pianto muto.

 

L’urlo rabbioso per il pirata

accompagna questa triste giornata.

 

Le pattuglie, le ambulanze

militi e poliziotti quanti tristi addii

hanno conosciuto a fondo.

 

In questo lucido mondo

dove la vita per alcuni

non vale un soldo

c’è ancora chi si diletta con la procedura.

 

Dove si va?

 

Non si fugge dal dolore.

 

Osservare e comprendere

che cosa è il crepacuore

per una vita che muore.

 

 

*

Distacco

In un vassoio di cristallo
il fasullo appare vero.

Senza riposo alcuno
lavora l’intelletto
per mettersi a braccetto
con l’ingegno senza essere circospetto.

Se non fosse contraffatto
sarebbe l’antefatto del certo
che misuro con il dubbio
per non essere ingannato
dall'acquisto taroccato.

Dove andrò
solo io lo saprò
e, a condurre il gioco
io non ci sarò.

Questo peso a voi lo lascerò.

*

Benevolenza

La clemenza di una mite giornata
contornata dalla saggezza dell’aria
nella setosa armonia della nottata
non trema per una sguaiata voce lontana.

Le ultime parole siano amabili.
Danze amorose di nuvole in calore.


Al centro dell’attenzione
nell'astuta movimentazione della coscienza
senza alcuna appartenenza
si muove l’insolvenza.

Fallimento.
Non è un’ossessione.
Solo pura constatazione
di quel che è stato il movimento.

Pensiero astratto
dal contesto del cambiamento
per un fine diverso
che non è questo.

*

Prigioni

Reclusioni le preclusioni.
Togliere gli striscioni.
Ammiccamenti tra gli uni e gli altri.
Noi. Sempre avanti.
Direzioni.
Dove portano le attitudini.
Dignitari di valori.
Non comuni.
Universali.

*

Ispirato dal sogno

Quando il chiarore mi assorbe
e la voce si orienta nel respiro del globo
salvo il mio sogno notturno.

Nitido il cielo nel mattino
e, il sole rinvigorisce
pure in un caldo mattino d’estate,
il ricordo del notturno.

Rifiuto l’invito dell’ombra
passeggio all'aperto
nell'aria temperata
per niente afosa
e, il mio sogno ancora ora
nel mio fiato riposa.

Mai avrei pensato
che il soffio custode del sogno
trovasse nel mio intimo
la sua naturale dimora.

Con gioia oscilla il mio cuore
nello splendore del giorno
felice di essermi svegliato
e dal sogno ispirato.

*

A Caterina

Guardando con nostalgia
quella finestra aperta
che un tempo fu alcova
ne varcai felice la soglia
con il volto arrossato
non per la vergogna.

La telefonata e il codice
“amico del bar Ancora”
e, tutta la novità era mia.

Non c’era mai monotonia
in quell'abitazione
ogni settimana
si cambiava compagnia.

La tassista, la studentessa, la casalinga
arrotondavano la quindicina
e, poi la mensilità
sempre con garbo
e tanta qualità.

Il maldicente osservava e commentava
senza mai varcare la soglia
forse per paura di spendere
o tenersi la voglia?

Non importa, la maldicenza
ha portato in galera “la Rina”.

Mi sembra sentirla dire:
un tempo lavoravo in posta
ora io apro solo la porta.

La Caterina è morta,
il suo spirito resta
e ricorda a me
quando da ragazzino
mi ha fatto perdere la testa.

*

Metamorfosi

Mutazioni.

Esseri umani riciclati
per costruzioni di castelli in aria.

Esposti i cimeli sacri
per ammansire le immoralità.

Seduzioni di esseri umani.

*

Avanzo

Cammino con gusto
e, d’intorno osservo
quello che accade
in quel momento.

Mi sento sciolto
e, sospinto dal vento
solo per rinfrancarmi
mi fermo.
Al margine del sentiero
mi chino e colgo un fiore vero.

Dell’intenso valore suo mi pregio
e, incontro l’avventura
in questa colorata natura.

In mezzo ci sto io
tra il mare e il cielo
quando a bruciapelo
volgo lo sguardo in alto e vedo
il bianco dell’onda
nel cielo azzurrino.

Appare all'orizzonte
la sagoma di una terra
è la magia della limpidezza
che mi accarezza.

*

Uno sbaglio?

E’ inutile che tu pianga
e, ti senta sconsolato
perché lungo il pendio
che conosco solo io
son giunto in soccorso
a te, che ti sei nascosto.

C’è un lato di te
che non conosco;
sarà per questo
che non ti giravo mai d’intorno.

Ora ti osservo e mi domando
ne è valsa la pena per me
di rischiare tanto?

Mangiando, bevendo
e, rievocando il dettaglio
termino dicendo:
nel portare aiuto
nessun sbaglio.

*

L’evidenza



L’evidenza

C’è chi disprezza la modernità
e vorrebbe ritornare alla carrozza
perché i tempi si sono troppo evoluti
e gli ideali sembrano incompiuti.

Per tanti la vita
è funzionale all'interesse
per altri ancora,
modesta e faticosa.

In evidenza ci si metta
pure la convenienza
e, con trasparenza
arrendiamoci all'evenienza.

Un senso di sgomento
prende il cuore
udendo queste tristi parole.

Fiammelle spente
dal nuovo vento mattutino
che infuria sul destino.

Ed essendo noi i fautori
della nostra sorte
dobbiamo essere pronti
a non chiudere le porte.

In controtendenza alzare la testa
perché ciò che ci contraddistingue
è l’accoglienza.

Il vento gira a una velocità vertiginosa
e cambia direzione di ora in ora.

Io sono ottimista e convinto
che dalla parte mia
soffierà ancora.

*

Devastante

Il masochismo genera eroi
il sadismo, carnefici.

Nemici della dignità.

Il sangue depaupera il respiro
intinto nel nero.

I giochi sono aperti
compiacimenti, sortilegi
rinunce e costrizioni
sono i giocatori.

Perversione.

Il cilicio la personificazione.

Aculei per le scarnificazioni,
paramenti per le denudazioni,
indossati per le vestizioni sacrali
conferiti alle inutilità,
delle mostruosità che non hanno
le cognizioni delle diversità.

Stupefacenti.
Annientanti.
Sfiguranti.

L’orrido è valicato
agghindando il superfluo
con l’ipotetico.

Carne umana devastata
da un piacere senza traccia.

*

In una notte d’estate

La notte abbellita dalla luna
festeggia la mostra di madre natura.

Nella quiete delle ore
la spiaggia deserta
è animata dal pescatore.

Nei boschi i grilli canterini
agli albori mattutini
con i saltelli fan gli inchini.

Trame che raccontano
segreti, passioni, amori e, avventure
in queste notti scure.

Al cielo sale l’umido vapore
d’oltremare che dal terreno
biancheggiando sale.

La notte osserva e si domanda
se il buio che porta
non nasconda una grave mancanza.

In questa notte d’estate
si contano le costole degli alberi
che sopravissuti agli eventi
sono rimasti saldi
alla furia dei venti.

*

DA VICO della CASANA a VICO CARLONE “GENOVA”

Nel mattino nuvoloso
si spegne l’entusiasmo
e quando l’umore si rattrista
ampio è lo spazio per lo sconforto.

Un chiodo usato dal carpentiere
è lì sul marciapiede,
altre cose al lato opposto
sono ammucchiate
e le brezze di ponente
le fan volare.

Una porta si schiuse improvvisa,
e ravvivata la vista
dalla figura matura
che spiccava tra le altre
che mi sembravano scaltre,
chiesi il prezzo
per un’ora condivisa.

Nella stanza una poltrona a sofà
e il profumo d’incenso saliva
dal basso verso l’alto
in deliziose spire.

Felice gustavo il suo profumo
e, seguivo il movimento
del suo corpo sopra il mio.

Le labbra glabre
rosse e umide
come le ferite
le gustai.
Erano squisite.

Con sdegno quando mi confessai
il prete mi disse: volgare!

Poi non so come
mi diede l’assoluzione.

Non mi sentivo affatto peccatore
ma schiavo della bestia
che ancor oggi mi rode
l’anima e il cuore.

*

Eterno

Basterebbe una voce
rito d’incompreso pianto
per avvolgere nel ricordo
una distrazione che unisce.

L’anima si nasconde
nel vortice del tempo.

Il mistero cristallizzato
è il ricordo del momento
in cui l’immenso creato
si accende improvviso.

Un invito al sole
a concepire eterno calore.

*

Spiragli

Aperture contrapposte alle incognite
per vestire le nude giornate.

Per non sprofondare
nelle sabbie mobili delle ore
senza sapere cosa fare.

Nelle tappe quotidiane
le incertezze fanno crollare
le intelaiature dei tragitti conosciuti
per offrire il vago
a discapito del certo.

Uno spiraglio che detesto.

*

Pudore

La vergogna è uscita
da dietro la porta
sazia del delirio benefico
per giungere all'apice
di un piacere perverso.

Ora predomina la sfrontatezza
travolgente insidia
della giovinezza.

*

A te

Ragazza o pur donna
femminile lo sguardo sia
perché il viso tuo ispira
la squisita voce della poesia.
Pregiato il sentimento
che del romantico si abbellì
in virtù di quel sorriso radioso
che lucente al cuore giunge
e, con impulso spontaneo
all'animo arriva.

*

Inseguimento

Corro all'inseguimento del buio.
Impatto violento
nel vuoto universo dell’oscuro.
Nella notte mi abbandono.
Osservo le ombre.
Trovo le sequenze
di brevi pensieri.
Accatastate emozioni.
Isolate commozioni.
Sulle note graffiate
di questo disco
non so se sarò in grado
di giocare con la luce
per riflettermi nello specchio
del vissuto.

*

Fantastica danza

Dal torpore la bella si alza
e con baldanza
un giro di danza.

Balla la donzella
agile e graziosa
come giovane gazzella.

Sulle punte
in vortice gira
e c’è, pure chi ammira.

Seduta sulla poltroncina vellutata
scosta la gonna inamidata;
civettuola la ragazza
mostra l’attaccatura
completando il disegno
di Madre Natura.

*

Distacco

In un vassoio di cristallo
il fasullo appare vero.
Senza riposo alcuno
lavora l’intelletto
per mettersi a braccetto
con l’ingegno senza essere circospetto.

Se non fosse contraffatto
sarebbe l’antefatto del certo
che misuro con il dubbio
per non essere ingannato
dall'acquisto taroccato.

Dove andrò
solo io lo saprò
e, a condurre il gioco
io non ci sarò.

Questo peso a voi lo lascerò.

*

Nel bosco

Ci siamo sbronzati d’amore
e, il cielo compiaciuto
bisbigliò al vento:
i giochi che i più nascondono
loro li mostrano
alla luce del giorno.

*

Approdo

All'imbrunire nel mare increspato
un pesce ha abboccato
all'amo infioccato.

Nelle acque perlacee
danze di onde schiumose
per congiungere i frangenti
alle sfrontate carezze del mare.

Al solitario pescatore
non rimane che lo stupore.

*

La pioggia

Atterra sulla terra
assaggia la morbidezza
e intirizzita gocciola
sulla strada cementata.
Rigurgita vita
quando è giusta.
Vomita inopportunità
quando si riversa violenta.
L’acqua penetra, sgretola.
Resta la colma misura
di una smarrita società
che non ha nessuna età.
Zampilla l’incognita
lambita dalla stupidità
che ha la sua stonata vocalità.

*

Respiro

Soffio dell’onore
rivendicato dal cuore
per nobilitare l’amore.
Dipanata la matassa
la domanda:
Ordinaria quotidianità?
No!
Novità.

*

Follia “Gioco d’azzardo”

Ti afferra la mano.
Nell'inquietudine della mente
avanza inesorabilmente.
Scioglie le membra
in movenze ballerine
La fiamma viva della vita
incatenata alle pene terrene.
La mente estingue il nobile istinto.
E, la fortuna instabile come la luna
gira a favore delle slot
con ritmo lento, uguale, inesorabile.
Toglie risorse sacre
sperperate dalla costante
che invita a giocare
l’ultima partita.
Che non è quella della vita.

*

Questua

Giornata di raccolta
e, frugando nella tasca
un euro.
Non basta per andare
e tornare.
Rimbomba nella coscienza
la domanda e la risposta.
Il quesito.
Qual è il prezzo giusto?
Forse quello forgiato dal pianto?
Svestito il ricordo
lo strazio è un graffio ricevuto.
E’ il grido d’aiuto.

*

Alternare

Parole di dolore tra i rifiuti delle incombenze

che non hanno l’olezzo dell’uomo.

Nutrito da timori, ossessioni, tentativi

desiderando l'estraneità.

Malattia contemporanea.

Nell'attesa si scioglie.

 Senza limite.

Priva di resistenza.

Alternanza a un brano,

a un racconto,

un modo di dire per non soffrire.

Oltre le indulgenze conservate in un’ampolla di sangue.

Vestendo le attese.

Denudando le promesse.

Alternando il salmodiare,

con il melodico cantare.

*

Pregiato intenso

Nella fronda cespugliosa
la speranza avvampa.
Esplora. Indaga.
La schiva esigenza
dell’anima pioniera.
Che d’intenso si pregia.
Una preghiera
per lumeggiare l’attesa.

*

A voi

Ragazze o pur donne
femminile lo sguardo sia
perché il viso vostro
ispira la squisita voce
della poesia.
Pregiato il sentimento
che del romantico si abbellì
in virtù di quei sorrisi
radiosi e lucenti
che al cuore giungono sempre.
Sublima e appaga
sorridere.
Un detto antico dice.
Le donne vogliono il mondo
e, l’uomo mite.

*

Esistenziale

Tra i brevi rimandi
strappati alle pupille
note musicali si smorzano.
Fluiscono sul ventre
aspirando un canto roco
dal senso compiuto.
La passione ha nel suono
il suo trascorso
e, un incerto domani.

*

Accesi desideri

Li abbiamo vestiti di stracci
e, nei sussurrati segreti
evidenti gli abbracci.
Per noi,
che intrecciamo i sogni
ai quotidiani momenti
senza vergognarci
dei desideri immorali.
A dispetto dei benpensanti
e, dei santi.

*

Contenitore

Un valore assoluto
per ricomporre affinità o diversità
con l’ausilio della parola
e, con l’esempio.

Ecco il moto perpetuo
che avvalora il tempo.

Comprendere.

Discernere.

Le consuetudini
opprimono le coscienze.

Sancire il patto liberamente
oltre le credenze,
avamposti delle ignoranze
che sublimano sempre
arroganze e prepotenze.

*

Dal mio osservare.

Dal mio osservare

Le nubi si sciolgono,
gocce di pianti
su fiori appassiti.

Sul fare selle sere
i silenzi vestono
le sfide delle giornate
sulle quotidianità
che si appartano.

Vivere e soffrire,
duelli giocati
sui fili delle esistenze.

I vincitori non corrompono mai
le dolcezze dei giorni.

I perdenti continuano la sfida
mordicchiandosi le dita.

*

Adolescenziale paura.

Un brandello della mia paura
esaltato dal pentimento;
uno statico pensiero
del turbamento adolescenziale
tra il mutismo e il tranello.
Il pensiero assente,
lo strazio nascosto
nel cuore di un piccolo angelo.

*

Il mio giorno.

Lo porto a tracollo supplicando
che non giunga il tramonto
e, delle sue di carezze,
ne conservo il ricordo.
Nel giorno mi specchio,
rovisto il cuore,
vado e torno sempre
dove il cielo ride
e, la nube è
il punto d’incontro.

*

Meraviglioso.

Di quel sentore
che chiamano amore
ne rivendico il gusto, l’odore
e, non per ultimo l’ardore.

Lo si conosce fin dal primo respiro
quando nel cuore entra improvviso.

Si colma di grazia e bellezza
per una grata carezza.

La naturalezza compie la magia
e, ci sublima senza nessuna incertezza.

Prodigiosa la sensazione
che sale dal basso ventre
e, arriva al cuore
con rinnovato vigore.