|
I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.
*
Noi voleremo
Sar un mare sereno limpido e d'acqua dolce, non immobile, un po' increspato da un leggero soffio.
E correremo noi a piedi nudi senza smuovere sabbia sulla riva, veloci pi di Achille al primo slancio, sospinti dolcemente dalla brezza.
E noi c'innalzeremo, senza pi peso, senza pi dolore, portando in cuore tutto il bene agto, lasciando il male fatto nella rena.
E voleremo noi per cieli nuovi, vedremo nuove terre dove il tempo, dove lo spazio sono cancellati dall'unica misura, l'Infinito.
Ci poseremo su giardini eterni illimitati, privi di confini, dove perennemente il pesco in fiore dove giammai l'arancio non ha frutti.
Sar per sempre gioia ritroveremo tutto ci che amammo, nell'Infinito niente vien perduto.
14 febbraio 2018
Id: 49882 Data: 27/07/2018 19:04:31
*
Ricordo di una donna
Ancora mi ricordo di una donna che mi cercava innamoratamente in riva al mare, al tempo che correvo, correvo e manco pi so dove andavo. Non serbo la memoria dei percorsi con cui segnavo la battigia tutta, intrecci e labirinti dorme vane che ricolmava e cancellava londa.
Non ho per disciolto nelloblio limmagine di lei che mi ritrova, ben la ricordo incedere superba sopra la rena, coi capelli sciolti, fasciata in veste lunga color fuoco che un vento sospingeva contro il corpo lasciando intravedere lunghe gambe, colonne nel tramonto a Capo Sunio.
Seppure di quel tempo abbia scordato il numero delle copiose stille, sudori vacui dun cavallo bianco che scalpita e galoppa senza briglie, rammento gli occhi suoi col taglio a mandorla illanguiditi da recente pianto, onici incastonati tra le ciglia nel volto da Madonna bizantina.
Finanche ho perso il conto dei granelli che sollevavo nei veloci passi, chiss quantaltre volte il mar li ha mossi, voltati, rivoltati e spinti altrove, ma nella mente ho fisso il suo sorriso di quando mi fermai per starle accanto, lo vedo ancora schiudersi e mostrare file di perle tra coralli rossi.
Id: 46427 Data: 11/01/2018 12:31:28
*
Baudelaire line
Oltre il confine duro del tangibile esiste un bosco dove gli occhi ascoltano e parlano i profumi, dove i fiori son donne virtose innamorate; la foresta che sorse dal Caos sul limite tra il senno e la follia, prstina residenza degli archetipi in cui la vita sogno e il sogno vita. Divenne inaccessibile agli umani quando fu perso il senso delle Forme, smarrita lempatia con la Bellezza, confusa la parola dai Demni; la foresta dove le radici lambiccano lessenza delle cose, dove lAmore il fuoco che sostiene mirti immortali e sempre fresche rose. I cumuli di pietre del rumore con polveri sottili hanno assordato la vista dei viandanti, tronchi marci ai margini del bosco prodigioso sono scambiati per arbusti doro e deviano il cammino dal sentiero che allalbero conduce da cui stilla la linfa delleterna primavera; l dove le viole sono Vergini, dov nei myosotis la memoria, lungo una linea di virenti allori sconfina qualche volta un buon poeta.
Id: 20147 Data: 25/04/2013 18:57:46
*
Europa demitizzata
Ed ecco il Sommo Zeus che come si muta! fu aquila imperiale e poi pioggia doro nella forma di Toro sta stuprando Europa, si sgonfier la borsa sullamate sponde.
Mercurio leloquente vede e tace, deve zittirsi e spingere le mandrie, Giove comanda ed Ermes deve voti e onori ai ladri suoi protetti; ogni prestigio deve ai mercanti, e i sacrifici umani; il sangue porter sui sacri Monti.
Atena del palladio sta bocconi: Vrgine sono io, gena dei tecnici, se taccio qualche botta la procaccio. Giunone le risponde: "Ma che cazzo, questo secondo voi si chiama Olimpo? Vendetelo al dio Odino, poi, magari, guadagneremo in pace e dignit".
Mentre la Bestia taurina monta e fotte Europa sta un uomo incatenato sulla ciminiera, chiamiamolo Promteo col fegato mangiato, grida che non si spenga la speranza, che non sestingua il fuoco allaltoforno.
l.l.
Id: 17564 Data: 14/11/2012 16:49:34
*
Al pianista di Roman Polanski
Va libera parola, non cercare la rima, va nel modo in cui van sciolte le dita del pianista di Polanski sopra la sua tastiera immaginaria nel ghetto devastato di Varsavia, va libera senza cercare un bacio.
Va libera parola, non bloccare lo slancio, non lasciare che il pensiero offenda la memoria ed offra spazio a riflessioni storiche e giudizi per colpe nuove, usure e deicidi, va libera senza cercare un metro.
Va libera parola, non frenare lo sdegno, ti sospingano limmagini di donne, bimbi e vecchi dietro il filo spinato, ti soccorrano i ricordi di forni crematori e marchi ai polsi, va libera, componi pure a braccio.
Va libera parola, non temere interruzioni della tua spirale di fiati senza sosta, uguale a Primo Levi domanda che scolpita sia nel cuore la Shoah: come al pianista sta certa non ti mancher la musica.
Id: 14508 Data: 06/05/2012 17:27:32
*
Un fiume chiamato Follia
Passavo il ponte sul fiume chiamato Follia mirando lacque chandavano controcorrente, mi rispecchiavo nei vortici sorti improvvisi attorno ai raggi riflessi dun lampo incidente.
Veloce andavo, lo vidi seduto sullargine, meditabondo poeta, sembrava Siddharta, nel fiume pareva cercasse la vita cosmica, ma non taceva, cantava monotono un verso.
Mavvicinai e gli chiesi: Scusate maestro, son gi passato laltrieri, lidentica strofa recitavate, mi piace, quanto pi bello io abbia udito sul fiume chiamato Follia.
Lui sorridendo rispose: E fluido il fiume, osserva da qui come scorre, simile a verso, come combacia la goccia alla goccia vicina, una parola mi manca perch cos sia.
Trascorsero gli anni e tornai di nuovo sul ponte, gi vecchio il poeta cantava lidentica strofa, cambiato aveva soltanto un accento e una voce, gli dissi: Maestro, capisco, adesso perfetta.
Lui confut sorridendo: Il fiume ci parla, che sensazioni, emozioni, presagi cincute, ma non riesco a trasmetterli, devo cercare ancora, son certo chesiste, un verbo migliore.
Id: 11870 Data: 02/01/2012 21:31:32
*
Abu Ghraib
Non confidate di trovare scampo, quando trabocco anniento, vindurir nel tempo dun istante e diverrete un blocco inseparabile, lopera somma tra le brute immagini. Sollever la mia furia come unondata di magma, verutter sui pensieri lapilli e montagne di cenere; sono il nemico dognuno, ignoro la tregua e la pace, confondo carnefici e martiri, accorpo carcerieri e carcerati: io sono il vulcano pi attivo del mondo di repentine eruzioni, chiamatemi Odio. Mi coprir col mantello della nottata pi buia, minietter nello sguardo il fuoco perenne degli inferi, innalzer dagli abissi i cerberi cani ringhianti, impietrir le vostre carni assieme e diverrete un gruppo immortalato, dei vostri cuori vuoti far calchi. Susciter linvidia inappagabile dogni sorta dartista maledetto e strozzer la voce dei poeti quando pronunceranno il nome Amore. Dovr Botero le sue forme tonde mutare in corpi duri e spigolosi.
.
Id: 11279 Data: 28/11/2011 00:13:38
*
Acini Sparsi
Quegli acini duva sfuggiti alla presa del grappolo e sparsi nel fondo del piatto erano forse i pi saporiti e maturi.
Id: 10613 Data: 22/10/2011 18:10:49
*
Donna Bellezza
Se tu non esistessi, se fossi solamente il parto candido della sublime mente dun filosofo, idea di perfezione, ti porterei rispetto perch, donna, prima di te, non fu Diotima, non Urnia Venere n Pllade virginea a dare adempimento alla bellezza.
E se tu fossi solo pura immagine, tratti duno scultore o dun pittore, guglia di un architetto, con te sarei ossequioso pensando alla piattezza della terra senza le cattedrali a Notre Dame, immaginando la desolazione delle pareti nei musei dellarte, larido dellestetica senza i dipinti del Beato Angelico, di Botticelli e Giotto, priva della Piet di Michelangelo.
Se poi tu fossi un verso, il desiderio dun poeta orfico che disperatamente discese nellinferno dei pensieri per dare vita allEuridice propria io ti sarei devoto perch senza di te non ci sarebbe il fremito pi alto, il canto trentatr del Paradiso.
Se infine processione tu fossi, solamente tradizione, quindici agosto dun paese in festa, campane, luminarie e fuochi a mare, grazielle ballerine, ritorno demigranti e bancarelle, abbasserei la testa siccome adoro i riti popolari e le vecchine in nero che sgranano rosari di speranza avanti a case vuote e trovano con te conforto e pace.
____________________________ Buon 15 agosto a voi tutti. linolista
.
Id: 9665 Data: 15/08/2011 15:34:42
*
I colori del cielo a Birkenau
Non c pi luce negli occhi di Sara, giace nelle pupille distese sui vetrini nella baracca trenta a Birkenau, le studiano gli allievi di Mengele.
Piet. Non dite i colori del cielo, troppo scuro il fumo che salza in nembi dalle ciminiere e sporca il blu coi grigi, non ditele mai manna, non ditele mai neve, quella che piove a Birkenau cenere, polvere bianca che ricopre il campo, che si solleva ad ogni passo doca, e Sara sa che cosa la produce, Sara conosce a Birkenau che brucia nella speranza che diventi colla in gola e sulle labbra della Storia. Non dite Altrove, domani pi bello, loriente gi sindora e porter il mattino loro in bocca, unalba, Sara sa, sorge e tramonta; non ditele mai sole, non ditele mai raggi, Sara conosce i runici gioielli, le svastiche vendute nei mercati dei denti, dei capelli e dellusato.
Non c pi luce negli occhi di Sara, erano gocce azzurre diversamente chiare, nella baracca trenta a Birkenau la specie si degrada con gli studi.
Id: 9502 Data: 31/07/2011 22:07:23
*
Dove tu credi
Ai bordi della pozza di Narciso, un palmo dacqua limpida e nientaltro dove tu credi si rifletta il mondo, scorrono vene di lacrime calde e polle ribollenti rosso sangue.
E tuttintorno un turbinio di falci celate nelle nebbie del mattino, cadono i bocci bianchi e dei vermigli non restano che polveri purpuree ma tu non vedi, sogno di parole.
Dove tu credi viva la bellezza un refolo di vento basta e avanza per increspare rughe in superficie e rivelare un greto d'aspri sassi dell'amor sui destino, voce d'Eco.
Id: 9306 Data: 18/07/2011 10:26:19
*
Nativit mistica
Lasciamoci sorprendere, sgraniamo gli occhi come da fanciulli. Pulviscolo dargento di stelle palpitanti, Lucifero si ottenebra, falce di luna rossa che si eclissa. Nella costellazione planetaria sotto il segno profetico dei Pesci Saturno e Giove uniscono le luci. Diparte dallOriente una Cometa seguiamola finch giunge al Presepe, nel cuore un poco tutti siamo Magi. Cori di cherubini dalla volta, suoni di serafini con sei ali dalle sfere, un angelo perfetto che con voce altisonante convoca pastorelli umili e impuri. Lasciamoci stupire, loro dei re a un Bimbo in una greppia.
25/12/2010
Id: 6446 Data: 25/12/2010 13:55:20
*
E tu soffiavi fiori
Nel mar dove biancheggiano le voci e spumano le risa donde lievi Zefiro buono, tu soffiavi fiori per raddolcire il gelo di febbraio e preparare il letto alla Bellezza. Cullando il nicchio dove nacque Venere, di l della materia e dellorrore, oltre la castrazione disumana, vergin vedesti sorgere dai flutti l'idea chiara del bello e lo stupore. Spirasti spore tra quete brine ed affrontasti i rischi di misura precoce vita dando al fine anmone, del lino confortando fino al Tigri dimporporata polvere il destino. Tra colli e insenature, oltre gli scogli di Cipro, rivelasti il desiderio, le frecce dellanelito dal cielo scagliate in mare. Vento di Ponente, per raccontarlo tu soffiavi fiori.
Id: 6011 Data: 14/11/2010 21:08:27
*
Don Peppino Diana
Se passerete per paesi dove spuntano come funghi le cappelle di santi protettori e padri pii e cristi coronati con i rovi,
dove stanno tempietti di madonne che piangono in silenzio senza stille, non indugiate, son pizzini a Dio, bestemmie ed empi voti di camorre.
Dite tre Gloria Patri e pace ai morti ma non vi soffermate sulle nicchie, il marmo dossa trite, le candele grondano sangue come piaghe aperte;
non fatevi domande sui misteri e non tenete troppo fissi gli occhi, dei propri paradisi artificiali assai sono gelosi i costruttori.
Se varcherete luscio di una chiesa mentre un pastore celebra le nozze tra guardaspalle ed abiti alla moda con un padrino che bacia la sposa
non vi chiedete quando sar vedova, chi lordine dar che i cuori spezza e chi dal dito strapper la fede per rendere un anonimo il cadavere.
Se invece incapperete in un Battesimo, o Cresima con Prima Comunione, non siate sospettosi dei compari se diverr ben presto il bimbo un orfano. Un prete a tutto questo disse: No!. Vibrarono al diniego le campane, tremarono le ville e i cascinali, di petto un muto seppe fare il do.
Se passerete un giorno per Casale chiamatelo il paese di don Diana non vi fermate fuori sul sagrato della parrocchia sua di san Nicola.
Entrate nella scena del delitto, la polvere da sparo ancora esala, sodono allalba le rivoltellate, entrate, entrate, non abbiate fretta...
II
Aveva ricevuto per talento da Cristo don Peppino la Parola ma non la seppell sotto un terreno, la port in giro andando senza manto,
la port in giro ed era acuta spada tagliente al punto che fendeva il male tanto che fino ad oggi porta pena a chi patteggia e alla Camorra cede
e dellAltare fece una trincea con le due sacre Pietre e coi Vangeli, non apre porta il Cielo ai criminali che dicono mors tua est vita mea.
Un prete, quand prete veramente, capatosta da sfiancare i muli, perci ci sono i santi e i missionari che vivono di Dio, tra salmi e stenti;
don Diana apparteneva a uguale specie, la stirpe dei profeti seccatori, dellomert la nebbia dirad, tuon contro i padrini la sua voce.
Nella terra perduta e devastata grid con Isaia: Per amore del popol mo io non tacer!, servono preti e laici pi arditi.
Lo strillo raschi i muri dei Palazzi del malaffare, ruppe i doppi vetri fum delle Mercedes dei padrini, smacchi coscienze con la sua chiarezza.
Nasce da riti il camorrista, segue le processioni e in prima fila latra, infilza un dito e cola sul santino nei giuramenti un gocciolo di sangue,
molto devoto a san Michele arcangelo ogni famiglia ha i propri santuari per s ciascuno adotta una Madonna cos che lestorsione ha il nome obolo.
Peppino il Paradiso s'era preso, e pure pretendeva che i compari non fossero omicidi, da Gomorra due colpi gli spararono sul viso...
III
Sopprimere un profeta fa paura mica per fede, per superstizione, fu scosso Erode Antiba dal Battista i designati nebbero terrore.
Pi volte sadun lorda dei lupi ma sempre si disperse pi di un cane, restarono talune fosche bestie con fauci colanti bava e sputi.
Il diciannove marzo, a san Giuseppe, entr la Morte fin dentro la chiesa: Chi don Diana?. Io! e cinque morsi prevennero lofferta della Coppa,
Chi don Diana?. Io! e le canee ringhiarono nei giorni dopo a iosa, un quotidiano in lungo e in largo sparse un fiele per macchiarne la nomea,
scrissero chera stato un camorrista, che andava a donne e custodiva larmi, chera affiliato a un gruppo di Gomorra fu tra i briganti annoverato Cristo.
Per buona sorte il Tempo galantuomo e mitiga ogni piaga, non si ferma, egli buon testimone e sempre corre appresso a Verit, la sola chama;
con le sue conoscenze il Tempo un giudice onesto che sa leggere le croci, don Diana concret le predizioni, Luce vedr con il tormento il martire,
avr per premio lui le moltitudini perch fu giusto e rese giusti i molti, annoverato fu tra i malfattori perch prese su s colpe del prossimo.
Se passerete un giorno per Casale chiamatelo il paese di don Diana non ascoltate leco degli spari n le menzogne in bocca ai criminali,
gridate voi: Posa non mi dar finch Giustizia non sar una fiamma, dite con don Peppino: Per amore del popol mo io non tacer!.
Id: 5892 Data: 06/11/2010 12:18:33
*
....................................Distanze
Sai, avremmo noi dovuto ............... di pi io non potevo tentare perlomeno ....................di superare il lei.
Mi spiego, non ci sarebbe stata sconvenienza nellabbandono a qualche confidenza, penso a un Martini, intendo a mensa insieme ................. di pi tu non sapevi cercando dandar oltre .....................la regola del lei.
Concordo, erano i ruoli ad impedirlo, un badge con la foto troppo seria, la valigetta tua da Direttore riempita di problemi e dinteressi ..................... daltri, non tuoi le divergenze tecniche, i rendiconti e la carriera certa con lazionista di riferimento, la mia giacchetta blu di Presidente.
Ricordo, non mera mai passato per la testa che, convenientemente, cera di meglio dei saluti nostri Buon giorno, come sta? Salve, alla prossima! finch non tho rivista con i capelli corti e troppo radi ma col sorriso in volto, la gioia per la vita di quando il Male pare che sarretri.
Mi dolgo, ............... stato per la fretta, un po per la sorpresa, se non ho colto il senso del saluto, linusitato ciao che mhai rivolto, se non lho ricambiato prontamente facendoti ritrarre e dire: ..............................Scusi! Buon giorno, come sta? Dimenticavo, noi due siamo rimasti ...........................con il lei.
Id: 3526 Data: 08/02/2010 23:04:48
*
Macchine
Mi sorpass scorrettamente a destra rasente la vetrina di Ferr, andava troppo svelta sulle Prada a pattini, inavvertitamente mi strusci. Non per il graffio, per il disappunto col tasto demergenza registrato sulliPhone l'impulso le mandai del blocca freni, il codice di Hamming per correggere gli errori, per la Seconda Legge dei robot lei si ferm.
Era un automa femmina mutante brevetto giapponese del duemilaventitr, aveva labbra rosso Maranello al silicone, la pelle artificiale un poco tesa sul telaio e un tono da pistone che picchietta la testata, udendo la mia voce cos docile trem.
Le curve erano uguali a Montecarlo, gli zigomi agli alloggi dei fanali di una Porsche, portava i seni troppo grossi e gonfi come due airbag, pu darsi per lo scontro.
Poi che lei si ferm le sussurrai quel verso mio immortale che dice: Ama la carne, pur se molto fragile, dopo chebbe vibrato per due o tre microsecondi tent di darmi un bacio e sincepp. Fu rottamata.
Il Parlamento a seguito del tragico incidente promulg la Quarta Legge che protegge i robot fu pubblicata da Gente Motori e al carcere condanna quei poeti che con versi ardiscono rivolgersi alle macchine moderne.
--------------------------------------------------------------------------------------- [NdA: il testo esclude interpretazioni maschiliste. Il primo verso della seconda stanza, infatti, recita "Era un automa femmina mutante". La deliberata specificazione del sesso della macchina d a intendere che esistono linee di produzione di maschi mutanti :-)]
Id: 3342 Data: 23/01/2010 12:29:18
*
I serpenti di Coleridge
Danzavano i raggi di luna sullacqua del golfo, dal tuo balcone a Posillipo li contemplavi, dal corpo di donna distesa distante di Capri muovevano scie lustre dun bianco abbagliante. Miliardi di scaglie, di lucide lingue guizzanti, deccentrici sprazzi rotondi di forme argentate, di spire brillanti sul bruno velluto del mare condotti dalle correnti sattorcigliavano. Sono i serpenti di Coleridge tu mi dicesti, Io li conosco, risposi: I serpenti marini sono abissali creature, viscide e tetre, diventano cose viventi felici alla luce, tu benedicili e, sai, porteranno fortuna.
Id: 3279 Data: 17/01/2010 21:50:12
*
Ancora vieni, qualche volta...
Ancora vieni, qualche volta, incedi tra mattoni di memoria franti dal tempo e ricomposti nella visuale dei dmoni cubisti della notte. E quando avanzi cedono le muffe dellinverno del pensiero, lungo sentieri brulli mai percorsi di boschi misteriosi le tinte scolorate si ravvivano, gemmano i rami dalberi deformi; poche parole dici e sono calamai di sapienza, i popoli ciarlieri dei miei incubi sgomenti si dileguano davanti allodor tuo di rara essenza.
Id: 3249 Data: 13/01/2010 17:27:59
|