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Raccolta di poesie di Lino Lista
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Noi voleremo

Sar un mare sereno
limpido e d'acqua dolce, non immobile,
un po' increspato da un leggero soffio.

E correremo noi a piedi nudi
senza smuovere sabbia sulla riva,
veloci pi di Achille al primo slancio,
sospinti dolcemente dalla brezza.

E noi c'innalzeremo,
senza pi peso, senza pi dolore,
portando in cuore tutto il bene agto,
lasciando il male fatto nella rena.

E voleremo noi per cieli nuovi,
vedremo nuove terre dove il tempo,
dove lo spazio sono cancellati
dall'unica misura, l'Infinito.

Ci poseremo su giardini eterni
illimitati, privi di confini,
dove perennemente il pesco in fiore
dove giammai l'arancio non ha frutti.

Sar per sempre gioia
ritroveremo tutto ci che amammo,
nell'Infinito niente vien perduto.





14 febbraio 2018



Id: 49882 Data: 27/07/2018 19:04:31

*

Ricordo di una donna


Ancora mi ricordo di una donna
che mi cercava innamoratamente
in riva al mare, al tempo che correvo,
correvo e manco pi so dove andavo.
Non serbo la memoria dei percorsi
con cui segnavo la battigia tutta,
intrecci e labirinti dorme vane
che ricolmava e cancellava londa.

Non ho per disciolto nelloblio
limmagine di lei che mi ritrova,
ben la ricordo incedere superba
sopra la rena, coi capelli sciolti,
fasciata in veste lunga color fuoco
che un vento sospingeva contro il corpo
lasciando intravedere lunghe gambe,
colonne nel tramonto a Capo Sunio.

Seppure di quel tempo abbia scordato
il numero delle copiose stille,
sudori vacui dun cavallo bianco
che scalpita e galoppa senza briglie,
rammento gli occhi suoi col taglio a mandorla
illanguiditi da recente pianto,
onici incastonati tra le ciglia
nel volto da Madonna bizantina.

Finanche ho perso il conto dei granelli
che sollevavo nei veloci passi,
chiss quantaltre volte il mar li ha mossi,
voltati, rivoltati e spinti altrove,
ma nella mente ho fisso il suo sorriso
di quando mi fermai per starle accanto,
lo vedo ancora schiudersi e mostrare
file di perle tra coralli rossi.

Id: 46427 Data: 11/01/2018 12:31:28

*

Baudelaire line

Oltre il confine duro del tangibile
esiste un bosco dove gli occhi ascoltano
e parlano i profumi, dove i fiori
son donne virtose innamorate;
la foresta che sorse dal Caos
sul limite tra il senno e la follia,
prstina residenza degli archetipi
in cui la vita sogno e il sogno vita.
Divenne inaccessibile agli umani
quando fu perso il senso delle Forme,
smarrita lempatia con la Bellezza,
confusa la parola dai Demni;
la foresta dove le radici
lambiccano lessenza delle cose,
dove lAmore il fuoco che sostiene
mirti immortali e sempre fresche rose.
I cumuli di pietre del rumore
con polveri sottili hanno assordato
la vista dei viandanti, tronchi marci
ai margini del bosco prodigioso
sono scambiati per arbusti doro
e deviano il cammino dal sentiero
che allalbero conduce da cui stilla
la linfa delleterna primavera;
l dove le viole sono Vergini,
dov nei myosotis la memoria,
lungo una linea di virenti allori
sconfina qualche volta un buon poeta.


Id: 20147 Data: 25/04/2013 18:57:46

*

Europa demitizzata

Ed ecco il Sommo Zeus che come si muta!
fu aquila imperiale e poi pioggia doro
nella forma di Toro sta stuprando Europa,
si sgonfier la borsa sullamate sponde.

Mercurio leloquente vede e tace,
deve zittirsi e spingere le mandrie,
Giove comanda ed Ermes deve voti e onori
ai ladri suoi protetti; ogni prestigio
deve ai mercanti, e i sacrifici umani;
il sangue porter sui sacri Monti.

Atena del palladio sta bocconi:
Vrgine sono io, gena dei tecnici,
se taccio qualche botta la procaccio.
Giunone le risponde: "Ma che cazzo,
questo secondo voi si chiama Olimpo?
Vendetelo al dio Odino, poi, magari,
guadagneremo in pace e dignit".

Mentre la Bestia taurina monta e fotte Europa
sta un uomo incatenato sulla ciminiera,
chiamiamolo Promteo col fegato mangiato,
grida che non si spenga la speranza,
che non sestingua il fuoco allaltoforno.


l.l.

Id: 17564 Data: 14/11/2012 16:49:34

*

Al pianista di Roman Polanski


Va libera parola, non cercare
la rima, va nel modo in cui van sciolte
le dita del pianista di Polanski
sopra la sua tastiera immaginaria
nel ghetto devastato di Varsavia,
va libera senza cercare un bacio.

Va libera parola, non bloccare
lo slancio, non lasciare che il pensiero
offenda la memoria ed offra spazio
a riflessioni storiche e giudizi
per colpe nuove, usure e deicidi,
va libera senza cercare un metro.

Va libera parola, non frenare
lo sdegno, ti sospingano limmagini
di donne, bimbi e vecchi dietro il filo
spinato, ti soccorrano i ricordi
di forni crematori e marchi ai polsi,
va libera, componi pure a braccio.

Va libera parola, non temere
interruzioni della tua spirale
di fiati senza sosta, uguale a Primo
Levi domanda che scolpita sia
nel cuore la Shoah: come al pianista
sta certa non ti mancher la musica.

Id: 14508 Data: 06/05/2012 17:27:32

*

Un fiume chiamato Follia


Passavo il ponte sul fiume chiamato Follia
mirando lacque chandavano controcorrente,
mi rispecchiavo nei vortici sorti improvvisi
attorno ai raggi riflessi dun lampo incidente.

Veloce andavo, lo vidi seduto sullargine,
meditabondo poeta, sembrava Siddharta,
nel fiume pareva cercasse la vita cosmica,
ma non taceva, cantava monotono un verso.

Mavvicinai e gli chiesi: Scusate maestro,
son gi passato laltrieri, lidentica strofa
recitavate, mi piace, quanto pi bello
io abbia udito sul fiume chiamato Follia.

Lui sorridendo rispose: E fluido il fiume,
osserva da qui come scorre, simile a verso,
come combacia la goccia alla goccia vicina,
una parola mi manca perch cos sia.

Trascorsero gli anni e tornai di nuovo sul ponte,
gi vecchio il poeta cantava lidentica strofa,
cambiato aveva soltanto un accento e una voce,
gli dissi: Maestro, capisco, adesso perfetta.

Lui confut sorridendo: Il fiume ci parla,
che sensazioni, emozioni, presagi cincute,
ma non riesco a trasmetterli, devo cercare
ancora, son certo chesiste, un verbo migliore.






Id: 11870 Data: 02/01/2012 21:31:32

*

Abu Ghraib


Non confidate
di trovare scampo,
quando trabocco anniento,
vindurir nel tempo dun istante
e diverrete un blocco inseparabile,
lopera somma tra le brute immagini.
Sollever la mia furia
come unondata di magma,
verutter sui pensieri
lapilli e montagne di cenere;
sono il nemico dognuno,
ignoro la tregua e la pace,
confondo carnefici e martiri,
accorpo carcerieri e carcerati:
io sono il vulcano pi attivo del mondo
di repentine eruzioni, chiamatemi Odio.
Mi coprir col mantello
della nottata pi buia,
minietter nello sguardo
il fuoco perenne degli inferi,
innalzer dagli abissi
i cerberi cani ringhianti,
impietrir le vostre carni assieme
e diverrete un gruppo immortalato,
dei vostri cuori vuoti far calchi.
Susciter linvidia inappagabile
dogni sorta dartista maledetto
e strozzer la voce dei poeti
quando pronunceranno il nome Amore.
Dovr Botero le sue forme tonde
mutare in corpi duri e spigolosi.


.

Id: 11279 Data: 28/11/2011 00:13:38

*

Acini Sparsi


Quegli acini duva
sfuggiti alla presa del grappolo
e sparsi nel fondo del piatto
erano forse
i pi saporiti e maturi.


Id: 10613 Data: 22/10/2011 18:10:49

*

Donna Bellezza

Se tu non esistessi,
se fossi solamente il parto candido
della sublime mente dun filosofo,
idea di perfezione,
ti porterei rispetto perch, donna,
prima di te,
non fu Diotima, non Urnia Venere
n Pllade virginea
a dare adempimento alla bellezza.

E se tu fossi solo pura immagine,
tratti duno scultore o dun pittore,
guglia di un architetto,
con te sarei ossequioso
pensando alla piattezza della terra
senza le cattedrali a Notre Dame,
immaginando la desolazione
delle pareti nei musei dellarte,
larido dellestetica
senza i dipinti del Beato Angelico,
di Botticelli e Giotto,
priva della Piet di Michelangelo.

Se poi tu fossi un verso,
il desiderio dun poeta orfico
che disperatamente
discese nellinferno dei pensieri
per dare vita allEuridice propria
io ti sarei devoto
perch senza di te non ci sarebbe
il fremito pi alto,
il canto trentatr del Paradiso.

Se infine processione
tu fossi, solamente tradizione,
quindici agosto dun paese in festa,
campane, luminarie e fuochi a mare,
grazielle ballerine,
ritorno demigranti e bancarelle,
abbasserei la testa
siccome adoro i riti popolari
e le vecchine in nero
che sgranano rosari di speranza
avanti a case vuote
e trovano con te conforto e pace.


____________________________
Buon 15 agosto a voi tutti.
linolista

.

Id: 9665 Data: 15/08/2011 15:34:42

*

I colori del cielo a Birkenau


Non c pi luce negli occhi di Sara,
giace nelle pupille
distese sui vetrini
nella baracca trenta a Birkenau,
le studiano gli allievi di Mengele.

Piet.
Non dite i colori del cielo,
troppo scuro il fumo
che salza in nembi dalle ciminiere
e sporca il blu coi grigi,
non ditele mai manna,
non ditele mai neve,
quella che piove a Birkenau cenere,
polvere bianca che ricopre il campo,
che si solleva ad ogni passo doca,
e Sara sa che cosa la produce,
Sara conosce a Birkenau che brucia
nella speranza che diventi colla
in gola e sulle labbra della Storia.
Non dite Altrove, domani pi bello,
loriente gi sindora
e porter il mattino loro in bocca,
unalba, Sara sa, sorge e tramonta;
non ditele mai sole,
non ditele mai raggi,
Sara conosce i runici gioielli,
le svastiche vendute nei mercati
dei denti, dei capelli e dellusato.

Non c pi luce negli occhi di Sara,
erano gocce azzurre
diversamente chiare,
nella baracca trenta a Birkenau
la specie si degrada con gli studi.

Id: 9502 Data: 31/07/2011 22:07:23

*

Dove tu credi


Ai bordi della pozza di Narciso,
un palmo dacqua limpida e nientaltro
dove tu credi si rifletta il mondo,
scorrono vene di lacrime calde
e polle ribollenti rosso sangue.

E tuttintorno un turbinio di falci
celate nelle nebbie del mattino,
cadono i bocci bianchi e dei vermigli
non restano che polveri purpuree
ma tu non vedi, sogno di parole.

Dove tu credi viva la bellezza
un refolo di vento basta e avanza
per increspare rughe in superficie
e rivelare un greto d'aspri sassi
dell'amor sui destino, voce d'Eco.

Id: 9306 Data: 18/07/2011 10:26:19

*

Nativit mistica

Lasciamoci sorprendere,
sgraniamo gli occhi come da fanciulli.
Pulviscolo dargento
di stelle palpitanti,
Lucifero si ottenebra,
falce di luna rossa che si eclissa.
Nella costellazione planetaria
sotto il segno profetico dei Pesci
Saturno e Giove uniscono le luci.
Diparte dallOriente una Cometa
seguiamola finch giunge al Presepe,
nel cuore un poco tutti siamo Magi.
Cori di cherubini dalla volta,
suoni di serafini con sei ali dalle sfere,
un angelo perfetto che con voce altisonante
convoca pastorelli umili e impuri.
Lasciamoci stupire,
loro dei re a un Bimbo in una greppia.


25/12/2010

Id: 6446 Data: 25/12/2010 13:55:20

*

E tu soffiavi fiori

Nel mar dove biancheggiano le voci
e spumano le risa donde lievi
Zefiro buono, tu soffiavi fiori
per raddolcire il gelo di febbraio
e preparare il letto alla Bellezza.
Cullando il nicchio dove nacque Venere,
di l della materia e dellorrore,
oltre la castrazione disumana,
vergin vedesti sorgere dai flutti
l'idea chiara del bello e lo stupore.
Spirasti spore tra quete brine
ed affrontasti i rischi di misura
precoce vita dando al fine anmone,
del lino confortando fino al Tigri
dimporporata polvere il destino.
Tra colli e insenature, oltre gli scogli
di Cipro, rivelasti il desiderio,
le frecce dellanelito dal cielo
scagliate in mare. Vento di Ponente,
per raccontarlo tu soffiavi fiori.

Id: 6011 Data: 14/11/2010 21:08:27

*

Don Peppino Diana


Se passerete per paesi dove
spuntano come funghi le cappelle
di santi protettori e padri pii
e cristi coronati con i rovi,

dove stanno tempietti di madonne
che piangono in silenzio senza stille,
non indugiate, son pizzini a Dio,
bestemmie ed empi voti di camorre.

Dite tre Gloria Patri e pace ai morti
ma non vi soffermate sulle nicchie,
il marmo dossa trite, le candele
grondano sangue come piaghe aperte;

non fatevi domande sui misteri
e non tenete troppo fissi gli occhi,
dei propri paradisi artificiali
assai sono gelosi i costruttori.

Se varcherete luscio di una chiesa
mentre un pastore celebra le nozze
tra guardaspalle ed abiti alla moda
con un padrino che bacia la sposa

non vi chiedete quando sar vedova,
chi lordine dar che i cuori spezza
e chi dal dito strapper la fede
per rendere un anonimo il cadavere.

Se invece incapperete in un Battesimo,
o Cresima con Prima Comunione,
non siate sospettosi dei compari
se diverr ben presto il bimbo un orfano.

Un prete a tutto questo disse: No!.
Vibrarono al diniego le campane,
tremarono le ville e i cascinali,
di petto un muto seppe fare il do.

Se passerete un giorno per Casale
chiamatelo il paese di don Diana
non vi fermate fuori sul sagrato
della parrocchia sua di san Nicola.

Entrate nella scena del delitto,
la polvere da sparo ancora esala,
sodono allalba le rivoltellate,
entrate, entrate, non abbiate fretta...


II


Aveva ricevuto per talento
da Cristo don Peppino la Parola
ma non la seppell sotto un terreno,
la port in giro andando senza manto,

la port in giro ed era acuta spada
tagliente al punto che fendeva il male
tanto che fino ad oggi porta pena
a chi patteggia e alla Camorra cede

e dellAltare fece una trincea
con le due sacre Pietre e coi Vangeli,
non apre porta il Cielo ai criminali
che dicono mors tua est vita mea.

Un prete, quand prete veramente,
capatosta da sfiancare i muli,
perci ci sono i santi e i missionari
che vivono di Dio, tra salmi e stenti;

don Diana apparteneva a uguale specie,
la stirpe dei profeti seccatori,
dellomert la nebbia dirad,
tuon contro i padrini la sua voce.

Nella terra perduta e devastata
grid con Isaia: Per amore
del popol mo io non tacer!,
servono preti e laici pi arditi.

Lo strillo raschi i muri dei Palazzi
del malaffare, ruppe i doppi vetri
fum delle Mercedes dei padrini,
smacchi coscienze con la sua chiarezza.

Nasce da riti il camorrista, segue
le processioni e in prima fila latra,
infilza un dito e cola sul santino
nei giuramenti un gocciolo di sangue,

molto devoto a san Michele arcangelo
ogni famiglia ha i propri santuari
per s ciascuno adotta una Madonna
cos che lestorsione ha il nome obolo.

Peppino il Paradiso s'era preso,
e pure pretendeva che i compari
non fossero omicidi, da Gomorra
due colpi gli spararono sul viso...


III

Sopprimere un profeta fa paura
mica per fede, per superstizione,
fu scosso Erode Antiba dal Battista
i designati nebbero terrore.

Pi volte sadun lorda dei lupi
ma sempre si disperse pi di un cane,
restarono talune fosche bestie
con fauci colanti bava e sputi.

Il diciannove marzo, a san Giuseppe,
entr la Morte fin dentro la chiesa:
Chi don Diana?. Io! e cinque morsi
prevennero lofferta della Coppa,

Chi don Diana?. Io! e le canee
ringhiarono nei giorni dopo a iosa,
un quotidiano in lungo e in largo sparse
un fiele per macchiarne la nomea,

scrissero chera stato un camorrista,
che andava a donne e custodiva larmi,
chera affiliato a un gruppo di Gomorra
fu tra i briganti annoverato Cristo.

Per buona sorte il Tempo galantuomo
e mitiga ogni piaga, non si ferma,
egli buon testimone e sempre corre
appresso a Verit, la sola chama;

con le sue conoscenze il Tempo un giudice
onesto che sa leggere le croci,
don Diana concret le predizioni,
Luce vedr con il tormento il martire,

avr per premio lui le moltitudini
perch fu giusto e rese giusti i molti,
annoverato fu tra i malfattori
perch prese su s colpe del prossimo.

Se passerete un giorno per Casale
chiamatelo il paese di don Diana
non ascoltate leco degli spari
n le menzogne in bocca ai criminali,

gridate voi: Posa non mi dar
finch Giustizia non sar una fiamma,
dite con don Peppino: Per amore
del popol mo io non tacer!.


Id: 5892 Data: 06/11/2010 12:18:33

*

....................................Distanze


Sai,
avremmo noi dovuto
............... di pi io non potevo
tentare perlomeno
....................di superare il lei.

Mi spiego,
non ci sarebbe stata sconvenienza
nellabbandono a qualche confidenza,
penso a un Martini, intendo a mensa insieme
................. di pi tu non sapevi
cercando dandar oltre
.....................la regola del lei.

Concordo,
erano i ruoli ad impedirlo,
un badge con la foto troppo seria,
la valigetta tua da Direttore
riempita di problemi e dinteressi
..................... daltri, non tuoi
le divergenze tecniche,
i rendiconti e la carriera certa
con lazionista di riferimento,
la mia giacchetta blu di Presidente.

Ricordo,
non mera mai passato per la testa
che, convenientemente,
cera di meglio dei saluti nostri
Buon giorno, come sta? Salve, alla prossima!
finch non tho rivista
con i capelli corti e troppo radi
ma col sorriso in volto,
la gioia per la vita
di quando il Male pare che sarretri.

Mi dolgo,
............... stato per la fretta,
un po per la sorpresa,
se non ho colto il senso del saluto,
linusitato ciao che mhai rivolto,
se non lho ricambiato prontamente
facendoti ritrarre e dire:
..............................Scusi!
Buon giorno, come sta? Dimenticavo,
noi due siamo rimasti
...........................con il lei.

Id: 3526 Data: 08/02/2010 23:04:48

*

Macchine


Mi sorpass scorrettamente a destra
rasente la vetrina di Ferr,
andava troppo svelta sulle Prada a pattini,
inavvertitamente mi strusci.
Non per il graffio, per il disappunto
col tasto demergenza registrato sulliPhone
l'impulso le mandai del blocca freni,
il codice di Hamming per correggere gli errori,
per la Seconda Legge dei robot lei si ferm.

Era un automa femmina mutante
brevetto giapponese del duemilaventitr,
aveva labbra rosso Maranello al silicone,
la pelle artificiale un poco tesa sul telaio
e un tono da pistone che picchietta la testata,
udendo la mia voce cos docile trem.

Le curve erano uguali a Montecarlo,
gli zigomi agli alloggi dei fanali di una Porsche,
portava i seni troppo grossi e gonfi
come due airbag, pu darsi per lo scontro.

Poi che lei si ferm le sussurrai
quel verso mio immortale
che dice: Ama la carne, pur se molto fragile,
dopo chebbe vibrato per due o tre microsecondi
tent di darmi un bacio e sincepp.
Fu rottamata.

Il Parlamento
a seguito del tragico incidente promulg
la Quarta Legge che protegge i robot
fu pubblicata da Gente Motori
e al carcere condanna quei poeti che con versi
ardiscono rivolgersi alle macchine moderne.



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[NdA: il testo esclude interpretazioni maschiliste. Il primo verso della seconda stanza, infatti, recita "Era un automa femmina mutante". La deliberata specificazione del sesso della macchina d a intendere che esistono linee di produzione di maschi mutanti :-)]

Id: 3342 Data: 23/01/2010 12:29:18

*

I serpenti di Coleridge


Danzavano i raggi di luna sullacqua del golfo,
dal tuo balcone a Posillipo li contemplavi,
dal corpo di donna distesa distante di Capri
muovevano scie lustre dun bianco abbagliante.
Miliardi di scaglie, di lucide lingue guizzanti,
deccentrici sprazzi rotondi di forme argentate,
di spire brillanti sul bruno velluto del mare
condotti dalle correnti sattorcigliavano.
Sono i serpenti di Coleridge tu mi dicesti,
Io li conosco, risposi: I serpenti marini
sono abissali creature, viscide e tetre,
diventano cose viventi felici alla luce,
tu benedicili e, sai, porteranno fortuna.

Id: 3279 Data: 17/01/2010 21:50:12

*

Ancora vieni, qualche volta...


Ancora vieni, qualche volta,
incedi tra mattoni di memoria
franti dal tempo e ricomposti nella visuale
dei dmoni cubisti della notte.
E quando avanzi cedono
le muffe dellinverno del pensiero,
lungo sentieri brulli mai percorsi
di boschi misteriosi
le tinte scolorate si ravvivano,
gemmano i rami dalberi deformi;
poche parole dici
e sono calamai di sapienza,
i popoli ciarlieri dei miei incubi
sgomenti si dileguano
davanti allodor tuo di rara essenza.

Id: 3249 Data: 13/01/2010 17:27:59