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Raccolta di poesie di Davide Rocco Colacrai 2
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

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La solitudine della parola #SaveAshrafFayadh

La solitudine della parola

Quando tacciono le aurore

su lingue oblique già sepolte,

mi aggrappo all’afosa arresa

di carne, che piroetta senza passi

per le curve delle mie ceneri,

incolore come la solitudine

della luna, dal ventre di una parola

senza nome, dove inciampa

in se stessa, in uno strappo

alle lenzuola di cielo, il sapore

di ruggine e sale.


Id: 35759 Data: 14/01/2016 15:40:54

*

D’un istante, soltanto (Epifania)

Dun istante, soltanto
(Epifania)

E allimprovviso, fu attesa
Unattesa inaspettata che
Aveva lamaro sapore della nostalgia
Una nostalgia cos profonda
Che potei sentire, per la prima volta
Quel che il mio cuore aveva da dirmi
E mi ritrovai avvolto da astrattezza
Unastrattezza che si sposava allimmensit
Per poi rimanere sullincerto filo del nulla
Come una ciglia che cade lentamente al suolo
Non prima daver danzato nel vento, per lultima volta
Mi sentii catturato, con materna benevolenza
Ma non son capace di dire da cosa
La nostalgia era cos intensa, cos vissuta
Eppure cos repentina
Mi parvero ore, lunghe ore dindicibili sensazioni
Nelle quali fui a contatto con la mia vera parvenza
Ma tutto fu un istante soltanto
Si, duna sorprendente epifania un istante soltanto
Nel quale mi ritrovai incredulo e commosso
Come allimprovvisa perdita di un sogno, che non sar pi.

Id: 2319 Data: 09/06/2009 10:04:24

*

Io, sulla mia croce

Io, sulla mia croce

Anche lultima candela si spenta poi
Col fumo che sale sinuosamente in alto
Verso quellimmensit che provo ad acchiappare, io
Come un bambino che vuole quel che vede
Eppure le mie mani restano vuote sfiorate dalla silenziosa solitudine
Che riempie questa stanza, invisibile tuttavia percepibile
Le mie mani restano l allora,come impalate in aria
Mentre lultimo fumo si dirada definitivamente come un addio mancato
E lacrime di malessere colano improvvisamente
Al richiamo strozzato daffetto o damore o di quel che sia
Un richiamo che proviene da quel vuoto stesso
Che dentro di me mha stretto violentato e ucciso
Eccomi dunque, un fantasma che si ostina a blaterale ancora rendendosi ridicolo
Mille bugie che mi hanno donato un vestito di cartapesta
Con cui coprirmi in quei grigi giorni di desolazione
Ma eccomi nudo, invece mentre tremo
Crocifisso su legno grezzo o diamanti appuntiti tanto non v differenza
Per non volermi piegare al volere del destino
Quel destino che mi ha rubato persino lultimo afflato di fantasia
Eppure una storia gi stata scritta per me a prescindere che io sia daccordo o meno
Una storia destinata a mescolarsi ad altre mille e mille ancora
Per poi ritrovarsi sempre ed inesorabilmente da sola
Sotto pallidi soli o solitarie lune come pensieri fuggiti oltre la percezione
Al pari di me, su quella croce l, da qualche parte tra straniere nebbie
Quante domande senza risposta
E quante risposte vane o inutilmente attese
Che bruciano l non molto lontano dalla verit
Senza poter avere nuove possibilit
Non c mai una seconda volta
Specialmente quando non c mai stata la prima
E le preghiere non servono a niente
E appaiono come parole di fumi puzzolenti soltanto
Rintocchi di campane severe mi spaventano
E pianti dimenticati tornano a farmi visita in questo presente sfocato
Mischiandosi a sacrifici che si levano al cielo
Per divenire lotte contro le oscurit della mia anima
Come pugni battuti su porte chiuse
Lasciando impronte che sanno di sangue
Che restano l, anche nel domani disegnando figure contorte
Che solo il cuore avrebbe potuto interpretare
Ed io
Io continuo a battere i pugni contro quelle porte
Alle quali saccompagnano grida dal mio animo
Che fanno emerge quellanimale solo e ferito che c in me
Come di chi sta per morire
E vuole lasciare un ultimo lamento
Che il mondo quel mondo cos lontano e sconosciuto per me
Possa ricordare un giorno qualsiasi
Lotto e combatto e mi ritrovo sempre allo stesso punto
Come un angelo ancora lontano dal trionfo
Perso nelle supposizioni evanescenti di un amore proibito
E contornato da mere superstizioni umane
Dove niente ha senso neanche il mio nome
Perch solo la pazzia sfiora quella cecit indotta
Nella quale vivo perennemente, io
Dove le scuse pungono con i loro aghi delicati tutto quel che rimasto
Tramite le proprie recriminazioni inespresse
E quelle condanne che mhanno torturato gi
Mi sfondano il cuore una volta per sempre, in maniera cos desolata
Che non posso non farmi uccidere una seconda volta sperando sia lultima
E la strada, la mia strada di asfalto bagnato
ancora l, vergine in attesa di essere percorsa da me
Ma io
Relegato nell angolo pi tenebroso della mia stessa prigione
Fuggo da tutto e tutti perch niente ha pi un significato per me
Niente pi in grado di farmi restare attaccato allultimo filo di vita
Che mi sta abbandonando, oramai
Come un aquilone perso che vola verso nuvole distanti e famigliari
Dietro ad ogni cosa vedo inganni soltanto
E dietro gli inganni ci sono solo perfidi ghigni da pagliacci
Che seguono lo scoccare delle ore ore che passano, semplicemente
E allora non mi rimane che appassire sulla mia stessa croce
Per lincapacit di accettare di attendere e di piegarmi
Per non essere capace di recitare una parte che non la mia
Io, come il primo dei veri peccatori o lultimo, forse.

Id: 2264 Data: 03/06/2009 20:32:19

*

Solitudine

Solitudine

C cecit nei miei sentimenti
Incapaci anche di dire bugie
La percezione un velo strappato
Dal quale respira il maledetto vuoto
La musica del mio essere
Sa damara e fragile sincerit
E mimpaurisce ed uccide nello stesso istante
Il mio corpo, pare lultima fiamma di un fal
In ricordo di angoli di vita che
Si sono persi nel silenzio del cielo
E solitudine, solitudine soltanto quel che respira in me
Ed io, io mi chiedo ancora perch.

Id: 2250 Data: 31/05/2009 11:18:19

*

Anche mia madre

Anche mia madre

Anche mia madre
Fu una donna
Si anche mia madre
Fu una donna
Quando sotto la calda trapunta
Nelle sere dinverno, io
Facevo finta di dormire
E sentivo i soffocati singhiozzi di lei
Che aveva capito la vita troppo tardi
E non riusciva ad arrendersi ancora
Anche mia madre
Fu una donna
Quando la vedevo l
Seduta in un angolo della stanza
In una malinconica penombra
Persa nelle proprie rinunce
Senza aver mai pensato alla sua contropartita
Mentre io non capivo
E mi sentivo cos impotente
Anche mia madre
Fu una donna
Quando con passi lievi
E pesanti gesti che non si ripetevano
Giocava con me nel giardino
Come un passero di strada che
Aveva perso la sua direzione
Tra mille sensi e nessuna ragione
Anche mia madre
Fu una donna
Quando quella mattina la trovai l
Con gli occhi chiusi sul suo letto
Come un fragile punto interrogativo su lenzuola pulite
Di chi ha atteso sempre quella risposta che
Poi non giunta mai
Un sorriso di sbieco sul suo viso
E il colore pallido della sua pelle
Che la rendevano dolcemente vulnerabile
Come una bambina dormiente
E adesso, soltanto adesso
Da uomo adulto, ho capito finalmente
Che anche mia madre
Si che anche mia madre
Era una donna.

Id: 2084 Data: 29/04/2009 18:46:36

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Ceneri nel vento (Briglie slacciate, soltanto)

Ceneri nel vento
(Briglie slacciate, soltanto)

Libere mani che giocano nellimmenso
Lambendo di curiosit il silenzio che
Vibra di echi stranieri tra i sottili fili di fiato
Solleticanti di sorpresa i petali del mio cuore
Ed come suonare le corde di unarpa immaginaria
Sotto il cielo spento come un televisore muto
Nel quale non si osa guardare
E la mia identit di giocoliere di vita
Viene consumata da un mancato sorriso
Che resta l, in attesa nellaria immobile
Perso nella propria intimit che gli fu sconosciuta
E poi, allimprovviso
Le dita sono sfiorate da ceneri
Che come grigi fiori intrecciati seguono il vento, fedeli
In una danza segreta e mai immaginata
Per unirsi allasfalto dei sensi consumati
Ed infine divenire il quotidiano incosciente
Ed io
Io resto l, da qualche parte
Come in un sogno mai sognato
Con briglie slacciate soltanto.

Id: 1913 Data: 04/04/2009 17:26:11

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Col telefono nella mano (Mal d’amore_Parte III)

Col telefono nella mano
(Mal damore Parte III)

E mi ritrovo col telefono nella mano
E lo guardo
Lo guardo, in silenzio
Con unimprovvisa speranza
Che freme da qualche parte, l
Consapevole della perdita
E del vuoto che si fatto strada, in me
E guardando il telefono
Quel telefono stretto nella mia mano, muto
Penso a te
E vedo apparire il tuo viso, l
Che fa una smorfia di vittoria
Nellatto di abbandonarmi definitivamente
vero io non sono il vincitore
Ma soltanto il perdente della situazione
Sono quello che tha amato
Al di l della propria vita
Sono quello che ha tirato il tutto da s
Per donartelo, con passione
Sono quello che ha creduto e combattuto
Per proteggerti ed amarti davvero
E poi sono rimasto qui
Sospeso in uno dei mille frammenti di vetro
Che tu hai scordato, un giorno qualunque
E mi ritrovo con quel niente
Che mi dona brividi di fredda solitudine
E sensazioni di taglienti rimorsi
Dove sono finito?
Dov la vita?
Ma non ci sono risposte da dare
Solo fantasmi lattei
Che aleggiano nel presente
E sanno bene dove conficcare le loro lame
Si hai ragione
Sembro un patetico bambino
Che non ha ottenuto il giocattolo del momento
Ma sei consapevole daltro anche
Ho unanima anchio, infatti
Ed per questo
Che da uomo soffro terribilmente
E tento di nascondermi
Tra le ombre del mio stesso essere
Per ritrovare lacrime
Che mi tengono compagnia brillando
Ho desiderato lamore, e lo sai
Lamore quello assoluto
Non mi sono accontentato di niente
Non ho goduto dellistante mai
Ho cercato di andare sempre pi in profondit
Per possedere lanima la tua anima
Quel prezioso e delicato fiore
Che tanto desideravo
Ed ora invece
Eccomi qua
Mentre inciampo e scivolo
Su quello che ho costruito io stesso, un tempo
Castelli di sabbia e spine
Che luccisione del sentimento tenta di distruggere
Ma invano
Pi vuoi scordare quel che stato
E pi quel che stato diventa presente
Ed per questo che sto divenendo sempre pi debole
Questa lotta continua
Mi fa gi presagire il sapore della morte
Cos amaro per la nostra consapevolezza
Eppure cos dolce per le nostre ferite
Ma il cuore dopotutto
Il cuore invecchiato gi
Aspettando il tuo ritorno
E vivendo in unattesa
Tra consapevoli illusioni
E il telefono
Il telefono resta sempre nella mia mano, ancora.

Id: 1532 Data: 21/01/2009 13:51:17

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MaleDentro

MaleDentro

Con la voce roca
Di un cuore graffiato
Grido al cielo il mio dolore
Che non si mai placato
Il maledentro che tormenta
Quei ricordi che vi trova
Il maledentro che ogni giorno muccide
Mettendomi sempre alla prova
Il dolore mi stringe caldamente a s
Come un vestito bagnato
Ed io mi sento come un automa
Che la vita stessa da qualche parte ha dimenticato
Le mie viscere sono ormai squartate
Dal primo giorno che fu
Ed il cuore, tra artigli affilati
A battere non ce la fa pi
Sapore di morte e di sconfitta
Allorizzonte del mio stesso viale
Paura e vomito mescolati assieme
In una sensazione profondamente esiziale
Dov il senso dessere
In tutto quel che ho?
E perch io, nella penombra della vita
Devo solo accontentarmi del solito no?


Id: 1519 Data: 17/01/2009 16:03:59

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Briciole di rosa (Mal d’amore Parte II)

Briciole di rosa
(Mal damore Parte II)

Ed gi passato un altro anno, cos
Con la tipica inesorabilit delle cose
Che ci lasciano perplessi ed interdetti
Da qualche parte, semplicemente
Ed io
Io sono sempre qui
Abbandonato sul mio letto disfatto
E dimenticato dal tempo stesso
In quel passato
Che mi ha tolto tutto
Tutto quello che allora possedevo
E addirittura la mia anima
Che evaporata, silenziosamente
In quellaria viziata e pesante
Nella quale io stesso mi ritrovo
Puzzo dabbandono e darresa
Che grava sul vulnerabile terreno squartato
Di quello che era la mia anima, allora
Ferite senza limiti n confini
Che il tempo stesso, da gran dottore
Non ha saputo guarire
La vecchia rosa rossa
Che mi sorrideva un tempo
L, dal mio com
marcita di disperata attesa
E sono sparse sue briciole sul lurido pavimento
Sul quale feci ripetutamente lamore, io
Tracce di passione consumata
Sento ancora oggi
E profumi di gemiti lontani
Pervadono la mia mente
Accoltellandola
Senza alcun ritegno n vergogna
In uno spasmodico orgasmo triviale
Di cui ignoro il senso
Mentre quella lettera damore
Che io stesso strappai
Furioso e pazzo per quello che avevo perso
Giace ancora l
Come indelebile testimone
In mille pezzi
Che emettono caldi afflati
Di rassegnazione dovuta
In presenza di una felicit appena sfiorata
E non goduta pienamente mai mai
Le mie mani
Sono svigorite dallunica cosa rimastami
Un freddo carico di tensioni negate
E di parole inespresse e seccate in gola
E di possibilit negate in maniera assoluta
Ed il cuore
Il cuore non pu che battere forzatamente
Con respiri carichi di vita non vissuta
O vissuta troppa intensamente, forse
Per unillusione
Travestita da splendente speranza
Ed una punizione
Nascosta dietro ad un bianco sorriso
E il grezzo desiderio di carne
Mascherato da uneterna promessa damore
E dietro a tutto questo cosa cera?
Cera una semplice fame
Di carne fresca e debole e sensibile
Con lo scopo di violare la profonda intimit
Di chi uomo ancora non era
E di turbare e poi infrangere i sogni colorati
Di chi aveva la testa immersa tra le dolci nuvole ancora
E di rubare infine quel prezioso dono della vita
A chi poi rimasto qui, come un cadavere
Senza sogni n speranze
Senza richieste n pretese
Privo di unanima
Con la quale volare al di l
Degli spazi della propria consapevolezza
Dove limmaginazione fa da regina
E la libert laria che si respira
Privo di un cuore
Col quale poter assaggiare il sentimento
Laddove tutto niente e viceversa
Con farfalle che sintrecciano, meravigliose
Su note che richiamano piacevoli nostalgie
Dai polverosi armadi delle nostre sensazioni
Ma ora
Ora dov finito tutto ci?
Io disteso sul mio letto
In un mutismo incosciente
Vedo solo un orizzonte nero, l
Che mi inghiottisce in se stesso
Come lantico richiamo della morte
Dove la natura stessa non esiste pi
E tutte queste parole pronunciate
Non hanno alcun senso per me
Non ci sono significati, qui ed ora
N tantomeno suoni
Io affogato tra muti silenzi
Solo freddo quello che percepisco
Ed intorpidimento della carne violentata
E le briciole nere di una rosa spirata
Ed i pezzi
Di quella che era una lettera
Di quello che fu un cuore
Laddove ora
Lamore non c pi, oramai
No lo so bene
Lamore non c pi, oramai.


Id: 1485 Data: 09/01/2009 16:22:45

*

E all’improvviso, tacitamente

E allimprovviso, tacitamente

E allimprovviso, tacitamente
Un grigio velo di densa cecit
Mi rende insicuro ed esitante
Dietro ai cantilenanti sibili del vento
Mentre camminando io, inciampo
Graffiandomi la delicata pelle
Del bambino ancora presente oggi
Parole soffocate e balbettii stentati
Fuoriescono in una contenuta smorfia di scoraggiamento
Come farfalle trattenute da fredde spille
E sangue che poi mimbratta le mani
Mi spaventa per lultimo palpito della vita
Che il cielo risucchia in s
Mentre il colore nero lunico da me visto
Minghiotte nella sua muta nullit
Facendomi perdere la cognizione del mio essere
Volatilizzata chiss dove
Nelle ultime briciole di tempo che non esistono pi.

Id: 1438 Data: 31/12/2008 10:29:01

*

Cerone d’innocenza

(Mi scuso se non ho pubblicato pi niente ma il tempo stato particolarmente tiranno in quest'anno. Eccovi allora, per rimediare, la mia ultimissima novit in anteprima)


Cerone dinnocenza

Eccola, la mia anima
Come un foglio di carta dai mille buchi
Che sventola incosciente al vento
Leggero eppure possente
Mille mani che applaudono, silenti
Allappassimento di un sorriso
Che muore lentamente come una stella
Dopo lorgasmo sudicio di una vita ingiusta
Ghiaccio su nuda pelle
Afflati polverosi dallo spirito
Il museo delle memorie sprangato
E le vene che puzzano di vuoto sconfinato
Mentre del cerone, inaspettatamente
Cola dalle guance
Per poi sporcarmi le labbra
Dinnocenza perduta e mai ritrovata.

Id: 1432 Data: 30/12/2008 17:21:46

*

Rimpianti/Uomo


Rimpianti/Uomo


Un giorno
Per caso
Nella penombra
Della tua stanza
Ti guardi allo specchio
E non ti vedi pi
Non ti riconosci affatto
Solo sensazioni
Indefinite
Vedi unombra
Soltanto
Confusa
Che riflette l
Davanti a te
Un uomo
Si
Un uomo
Un uomo
Che
Ha perso
Se stesso
Un lontano giorno
Di quello che fu
E non si ritrovato
Pi
Un uomo
Che
Per fuggire dal passato
Si messo a rincorrere il futuro
Freneticamente
E non sa
Che cosa ne
Del presente
Un uomo
Che
Si sente a pezzi
Completamente
Per il vissuto
Per quello
Che non riuscito a volere
E per tutto ci
Che non ha osato chiedere
E che ha perso
Una volta per sempre
Come polverizzato
Allistante
Un uomo
Che
stato debole
Nellessersi rassegnato
A quello che non
Il suo destino
Ma solo un incrocio
Della Vita
Al quale passare
Decisi
Puntando dritto
Verso la prossima meta
Un uomo
Che
Ha passato
Le ore
I giorni
E i mesi
A guardare il bianco soffitto
Unico appiglio
Della sua
Disperazione immensa
E del suo
Sentirsi profondamente un fallito
E a percepirsi come morto
Con un corpo
Abbandonato l
Al caso
Nella solitudine dimenticata
Dal mondo
Indifferente
Vergine alle tentazioni
E motivo del suo
Pi duro disprezzo
Un uomo
Che
Ha sempre sbagliato
Nei pensieri
E nelle parole
E nei gesti
E che
Per questo
stato castigato
Una volta per tutte
Ma ingiustamente
Un uomo
Che
Nonostante tutto
Un cuore
Lo ha
Ma non riesce ad usarlo
Perch c la paura
Si
La paura
La paura
Di conoscersi
Per la prima volta
La paura
Di sapere
Per la prima volta
La paura
Di amare
Per la prima volta
Perch l
In quel punto che
Ognuno di noi
Tiene ben nascosto e difeso
Dalle aggressioni esterne
Esattamente l
Nel centro
Dellessenza
Della nostra vulnerabilit
Ci sono numerose ferite
Che hanno messo profonde radici
Nellanima
Ferite
Che nessuno
riuscito a rimarginare
Nessuno
Men che meno il tempo
Che tutto
Tranne che
Fedele alleato
E sincero guaritore
E poi
Quelle stesse ferite
Come delle vere puttane
Tengono sotto braccio
I loro uomini
I rimpianti
Inesorabili accompagnatori
Delluomo
Che un passato
Ce lha
E poi
Poi
Quanto rancore
Quanta condanna
Quanto dolore
E quanto desiderio
Di rivincita
Conclusiva
Unattesa
Che sembra non finire
Mai
Unossessione
Che vive
Nelle viscere pi profonde
Ma
Nel frattempo
Gli anni passano
E quelluomo
Sar sempre l
Nello specchio
A riflettersi
Nella confusione
Delle tue calde lacrime
Che ti inondano
Le guance
In penombra
Mentre ancora una volta
Il presente ti sfugge
E le mani
Le tue stesse mani
Ancora vergini
Stringeranno solo laria
Consumata
Della tua stanza
E ti fa compagnia
Il rumore della pioggia
Soltanto.





Id: 262 Data: 23/02/2008