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Raccolta di poesie di Maria Teresa
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Il bacio sulla bocca



Ho pensieri che non hanno forma
disegnano nuvole per i denti dei bambini

pensieri che hanno il profumo delle mani
rimboccano lembi ai tetti

ho pensieri che non sanno dove andare
fuggono dalle gambe

pensieri che ogni notte profanano il corpo
il mio, in nome dell’amore, bendato

baciandomi sulla bocca, chiusa da una vita
e muoio da un’ora, chiedendomi perché

ma muoio…

Silloge Collisione d'interni, Il Convivio Editore, 2019

*

Ieri


Avevamo ancora tra le contee
– non più contese ormai –
i carretti brilli di vendemmie
coi grappoli andati a male
mentre i tini rotolavano
i cerchi tra i pendii
e i tramonti sostavano
gli occhi tra gli ulivi.
Avevamo falci, imbalsamate
tra la fuliggine dei camini
e le mele avevano sangue dolce
quando il pane attendeva all’alba
il fattore che conducesse a casa.
Avevamo fame
ma fino a sera eravamo sazi
avevamo sete
ma le gole infioravano i canti.
Avevamo l’ora
gli orologi brucavano i polsi
le Madonne si lasciavano toccare
dai rosari delle perpetue
e le bocche imbrattate dei vinai.
Avevamo figli
partiti per non mendicare
e fogli
imbrattati per non dimenticare.
Avevamo noi
un cero sull’altare
– l’obolo per peccare –
un letto per amare
una tomba per riposare
e una lapide
per non voler andare via.
Mai.

Da Collisione d'interni (2019)

*

L’ora

L’ora

Aspetterò che muoia la mia sorte
la notte nera, buia, silenziosa
che sappia amarmi senza consumarmi
che porti via con sé la mia condanna
dove non ci son stelle a illuminare il buio
e a dare un senso al volto della luna.

Arriverà
e svestirò per lei
le lunghe gambe che mi regalò
e al sangue donerò il mio latte.

Arriverà
ho già schiodato i cardini alla mia corazza
denuderò del corpo solo l’apparenza
consacrerò alle sbarre l’onda che mi frange.

Forse del tempo sarò un suo fuscello
o solo carta che dimena il verbo

non c’è rumore ad annunciarne l’Ora.

Silloge Il viaggio 2016

*

Il ritorno



Abbiamo spazi
che mirano a voler viaggiare
e l’occhio che si tende al cielo
scocca il desio di ritornare al grembo
dove le stelle
– lacrime per noi sorelle –
sono giunture a ritrovar le culle.

Muto il silenzio, decora l’universo
e si rinasce ancora in altra forma.


Silloge Collisione d'interni

*

La veste

Non discese o montanti

la riva mia
le strade aveva piatte
più del mare
se le tempeste erano in catene.

Non di spazi o terrazzi

a brulicare la valle
che attecchiva al cielo
dove ogni nube è inizio
d’altra quiete.

Solo da questa mia pietra

puntando il dito
fino al precipizio
odo dell’eco l’urlo
e il paradosso è il faro
che m’inquieta

ma dove flotte puntano allo sbarco
per saccheggiare forzieri
ed oro giallo
con la mia sacca, a dorso di cavallo
sconfino il monte
eremo mi pianto

e l’intelletto levita sovrano
mentre la veste s’alza a mostrar vanto
che dei miei fiori s’abbia la misura
pur se non colti e chini su di un gambo.

Silloge Collisione d'interni

*

La svolta



Sarebbe bastato andare sempre dritto
e non svoltare a sinistra
in quella strada in fondo agli occhi
in cui le pance erano soddisfatte

spostai a lato il piatto
gli spaghetti erano già annegati
nel rosso
che allertava i sensi
emanando profumi mai persi

scavai nel frigo
le provviste assiderate dal tempo
ebbero il gelo delle mani
e i brividi restarono in un sacchetto.

Fu il digiuno a montare a neve
i giorni rimasti tra i denti
dove pietre al cospetto
sono caramelle
al sapore di un bacio
ingoiato.

La fame è un’ingorda che uccide.

Domani forse
un Rocher addolcirà la sorte
e il frigo
avrà le scorte per la notte.



*

Apparenza

Tu mi chiedi
dove ho lasciato i piedi
che vogavano verso te

io rispondo
che non ho gambe
a inseguire il cuore.

Non sempre il pensiero
è l’immagine di me.

Da Rosso sangue (2018)


*

Segreti



Questo scorrere d’occhi
più non galleggia
dove sprofondo i piedi

l’ingegno
s’avventa strano
tra il disgregare
che fa troppo male

delle miserie che non so parlare

dieci, cento notti
ho sezionato all’alba

quando credevo di saper contare

forse di troppa penna
ho confidato invano
forse sarei già straccia
senza inchiostro in corpo.

Vedi?
Mi fermo qui
perché non puoi capire

ciò che non scrivo
è il sangue che mi opprime.

Silloge Collisione d'interni, Il Convivio Editore (2019)

*

Il coraggio di non vivere

Il coraggio di non vivere
(Antonia Pozzi)

Poco importa
se l’amor discusso
bussò un giorno alla tua porta

tu lo vestisti a nozze
ed indossasti il tuo cappotto rosso

senza saper che il sangue non ha sponde
e straripò dal fiume fino agli occhi.

Poco importa
se pur fanciulla te ne andasti in fretta

qui non è luogo per chi la sorte affronta
qui son capestri mentre si filan versi.

E non importa
se or ti chiamo Antonia
senza saper di te e del tuo duolo

sono la donna c’ama, poi si sgozza
e ti somiglia quando ogni notte muore.




Dalla silloge Rosso sangue, 2018




Antonia Pozzi nasce a Milano il 13 febbraio 1912 e il 3 dicembre 1938, si tolse la vita.
Poetessa dell’angoscia, dell’amore e dall’animo ipersensibile, ma anche donna dal carattere volitivo e forte.

*

Segreti



Questo scorrere d’occhi
più non galleggia
dove sprofondo i piedi

l’ingegno
s’avventa strano
tra il disgregare
che fa troppo male

delle miserie che non so parlare

dieci, cento notti
ho sezionato all’alba

quando credevo di saper contare

forse di troppa penna
ho confidato invano
forse sarei già straccia
senza inchiostro in corpo.

Vedi?
Mi fermo qui
perché non puoi capire

ciò che non scrivo
è il sangue che mi opprime.


Silloge Collisione d'interni, Il Convivio Editore, 2019




*

Giulietta

Giulietta

Lieve, il peccato
di bocca in bocca
muore
– ama più che puoi e se ti dicono che è peccato
ama il tuo peccato e sarai innocente –
e si compone
nella lunga attesa
dove ogni inizio
è resa
e uccide a fil di spada
ogni contesa.

Antidoto
è veleno sulle labbra
a nuova morte
ambita
non v’è arrivo.

Sciolte le trecce, fiorirà il balcone
sul ciglio di una notte senza stelle.




Silloge ROSSO SANGUE, 2018

*

Mille volte donna

È una storia scritta con le lettere dell’inganno.

Nella follia del disinganno
le radici
affonderanno i piedi nella tua carne
le unghie
rapprese tra le mani degli usurai
scaveranno buche nel tuo orto
i tuoi frutti
sfameranno brame attorcigliate
agli occhi di conchiglia
che ti porti addosso
– fardello ingombro, per due ossa e un soldo –
e sazieranno bocche ingorde
di saliva torbide e disinvolte
cucite attorno ad un cavallo brado.

Mille volte ti condanneranno
e altre mille pugnaleranno il tuo nome
– ne avrai da vendere o da comprare –
ti chiameranno come non vorresti
infamando il ventre
che cullò le notti
dei dormiveglia dei ciechi
quando le ninne nanne
assopivano
le lavande delle lenzuola
e morivano
tra i limoni verdi
delle notti gravide di maree.

Mille volte ti strapperanno il cuore
inchiodando l’anima al dolore
innalzeranno croci
sul Pantheon della ragione
dove la morte sconfessa ogni tua colpa
e dell’amore non ci sarà più ascolto
ma solo solchi a dire ch’era nato.

Tua la sorte
lacrime di un Dio che mente
quando ti volle figlia, poi penitente
quando ti fece madre del tuo carnefice.

Tua la morte, atea tra la tua gente.

*

senza titolo

Tu mi chiedi
dove ho lasciato i piedi
che vogavano verso te

io rispondo
che non ho gambe
a inseguire il cuore.

Non sempre il pensiero
è l’immagine di me.


Silloge ROSSO SANGUE, 2018

*

Il bacio

Dammi un bacio

perché ritorni il tempo delle mie calze a velo
quando la mano osava e il cuore lacrimava
per riportarmi a te, l’inopinato stralcio
ai margini di fogli rinchiusi nel cassetto.

Dammi un bacio

io te ne ho dati cento
per farti innamorare della mia bocca amara
che sa di terra, vino e melograno acerbo
e sentirai il sapore del pane che ho mangiato.

Dammi un bacio
magari sarà amore, quando ti avrò incontrato.


Silloge Rosso sangue (2018)

*

Bastanze

Bastanze

Vidi una stella con i capelli sciolti
più in là una donna, col volto di Madonna

pensai che al nero non si può fare mistero
se questa mente all’alba fugge il vero

solo nel sogno torno a mostrare la coda
e mi rigiro mentre la mordo ancora

forse di fame potrei morire domani
che i sogni a morsi ho falcidiati invano

i denti rotti non hanno mai pretese
oggi di pane, un tozzo, basta e avanza.



Da Collisioni d'interni, Il Convivio Editore, 2019

*

Insonne

Insonne

Si espande senza remore
questa notte
dalle tende tirate al cielo

il liquido allinea interni
ristrutturati da poco
e i salotti hanno trame
da dover viaggiare

le monete contano niente
quando in odore di sonno
più non trascende il sangue
e di dormire s’è fatto troppo tardi.

Da Collisione d'interni, Il Convivio Editore (2019)

*

La resa

Ogni volto indosso il tuo volere
svestendo lune che non han pudore.

Ogni volta dilapido i miei averi
come la sposa che non ha più ori.

Ogni volta vorrei che fosse amore
lo sconosciuto assioma

che mi condanna, sola
tra la tua carne e un abito di lana

comprato a rate 
a un angolo di strada.

Silloge Rosso sangue, Oceano Edizioni

*

La stola

Meglio sarebbe il gravame imposto

che questo vento

a depredarmi il petto

e più non fa che veda la mia trama.

 

Sono la stola che non indossai

e il freddo mi trafisse a tarda sera 

 

 

Silloge "Il Viaggio" 2016 

*

Groviglio d’ossa

Non vi aggrappate ai morti

che parlano con bocche di sapienza

sarete figli della luna eterna

quando

galassie senza spazio e tempo

sconfinerete oltre l'universo.

 

Qui

senza vita è il corpo che vi tiene

solo groviglio d'ossa

e un grumo di pretese

che più non sanguina

perché rappreso 

 

Silloge "Il Viaggio" 2016

 

 

*

Via

Il suo bacio dragò

tutto l'oro dal sangue 

 

andai via senza vita

l'arsura rimase in vena 


Dalla silloge "Rosso sangue" (2018)

*

Onde

Tra l'estate 

dei tuoi occhi di mare

bagnai le mani

avide d'acqua

 

e navigai le labbra

tra le onde.



Dalla silloge "Rosso sangue" (2018)

*

Apparenze

Tu mi chiedi

dove ho lasciato i piedi

che vogavano verso te 

 

io rispondo

che non ho gambe

a inseguire il cuore.

 

Non sempre il pensiero

è l'immagine di me.


Dalla silloge "Rosso sangue" (2018)

*

Onde

Tra l'estate
dei tuoi occhi di mare
bagnai le mani
avide d'acqua

e navigai le labbra
tra le onde 

 

 



Silloge "Rosso sangue", Oceano Edizioni. Anno 2018

*

Come Lei


Come Lei 

Era l'incedere che spettinava l'aria 
e alla gazzella
rubava il passo e l'elegante andare.

Era la pioggia che accarezzava il vento
quando, dalla sua porta
si intravedeva il cielo, disteso sul suo letto.

Era la luna piena che si mostrava
-nuda- celando per pudore
le due metà del cuore.

Era la sera chinata su due seni
quando, tra il raso
e i suoi capelli sciolti, chiedeve di morire.

Era come mantello aperto
sul tuo petto
quando, si mescolava all'aria e respiravi
Lei 


*

Schegge di pioggia


Piove
sui miei cent'anni
e su quel poster
dove c'è sempre il sole.

Piove 
tra le mie labbra
e sulla goccia
che scivola tra i vetri.

Piove 
sul cielo terso
e sul bagnato
che annega i sentimenti.

Piove
sulla pozzanghera 
tra i marciapiedi
e il ghigno di un sagrato.

Piove
sulla mia strada
tra un cornicione
e un ramo di cemento 

e questa pelle
pudica abbassa il mento
si è messa a nudo
ora ha freddo dentro

e sotto un manto
di nuvole pervinca
cerca riparo
tra pergole d'argilla.

Silloge "C'è sempre una ragione" (2014)


*

Sentimi



Ho sceso il fiume
non senti il mio profumo?

Tra le sue sponde 
ho sparso le mie vesti
mi son calata
ho immerso le mie carni

ho dato all'acqua 

due scampoli di pelle
alla corrente

la scia di un'emozione
e tra i canneti

ho steso il mio sorriso.

Ho sceso il fiume
ma tu non puoi sentirmi


Silloge "C'è sempre una ragione" (2014)

*

Depredati



Hanno rubato l'onda ai marinai
e fra le reti ora s'impiglia il canto
del pescatore che non ha più voce.

Hanno rubato il mare, poi la sabbia
tuonano tra le mura diroccate 
mille cannoni e sputano la rabbia.

Ci hanno rubato gli occhi di conchiglia
gozzovigliando con le nostre valve
e delle perle più non v'è le tracce. 

Ci hanno rubato tutto, tranne il pianto
e le preghiere tracimano a fiotti.

Da Il Viaggio, Oceano Edizioni (2016)


*

Come foglie

Come foglie 

Quando gli occhi della notte

doneranno il sonno al cielo
solleverò gli steli
e dai rami intrecciati
delle balaustre del tempo
caduche come foglie 
cadranno le mie mani.

Nessun risveglio a riportarle in vita.

Come d'autunno
accoglierà il mio grembo
colore e morte di questa breve vita

Silloge Il Viaggio, Oceano edizioni. Anno 2016


*

Quando parlerai di me


Quando parlerai di me
saprai pensieri mai svelati
sarò di voce il suo lamento
e nelle sere il tuo tormento.

Quando parlerai di me 
sarà già mare il temporale
sterile goccia la valanga 
arida pietra la montagna.

Quando parlerai di me 
abbandonato avrò chi ero
e come giunco in riva al mare
al cielo donerò il domani.

Quando parlerai di me
sarai lontano... e io, con te

Silloge "C'è sempre una ragione", La Lettera Scarlatta Edizioni. Anno 2014

*

Mai nato

Senz'alba
(Mai nato)

Cercai di non pensarti
relegandoti nel ventre che non ti nacque
annegando i rami delle tue radici
tranciate tra il mio costato.

Mai ho dimenticato
i fratelli che non ti ho dato
segregandoti tra i chiodi delle mie stanze 
e le nenie mute delle culle vuote.

Non ho mai scordato
il tocco delle manine sconosciute 
sui capezzoli prosciugati dalla tua assenza
e il latte inacidito che dissanguai.

Senz'alba
fu il cielo che ti partorì
tra le oscure doglie della notte eterna
in cui fui vittima e carnefice
dell'imperfetta sostanza che mi fece donna
tra la croce e la condanna.

Nascesti altrove 
non seppi mai chi eri.

Morii di te... tu, di me

Silloge "Il Viaggio", Oceano edizioni. Anno 2016