chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Martin Palmadessa
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Il tocco lieve del Tempo perduto

​Vorrei parlarti.

Parlami e basta​.​

Nel caso va bene anche un gelato

mangiato con gli occhi di g​h​isa

che sorridono alle carezze

dolcissime di chi non c'è mai

sui nostri persi sorrisi

che anelavano all​'​Amore

perso in mari sconosciuti

​e mai più ritrovati.

Calma piatta.​

Come vulcani quiescenti

in dolce attesa.

 

©Martin Palmadessa - 2021

Tratto da "L'Amore è una guerra" (Edizioni Setteponti)

*

L’ Amore per i figli

È finito il tempo delle mele
avanza spavalda quella lancetta
dove vedi i figli ormai non più tuoi.
Gratti, bacchetti sul tavolo le unghie
per non pensare a ciò che eri anche tu.
Per distruggerti nel dubbio fangoso
di non essere stato un buon Padre.
Guardi tua moglie negli occhi
e ti lancia sguardi da Madre.
Col tuo stesso pensiero in testa.
 
©Martin Palmadessa 29.09.2021

*

La strada

Sfondo senza garbo
le mie tasche
camminando cattivo.
Testa bassa e pensieri alti
quasi celesti
rosso fuoco
profumo di braci accese.
Sento il rumore fragoroso
del volo delle farfalle
che sanno di libertà.
Mi domando
in privato
se sia più ruvido il gusto
di vivere così
oppure percorrere
con calma
il viale dei cipressi di Bolgheri.
Per arrivare da qualche parte
dove il crinale del tempo
non ha più una ragione.

 

©Martin Palmadessa - 09.05.2021

*

Nemo

Mal sopporto la solitudine
quella imposta
non quella mia
dove riesco anche a toccare
la serenità.
Invidio gli anemoni
e i pesci pagliaccio
pensando alla meraviglia
che uno si nasconda
dentro l'altro
per diferndersi
dalle onde della vita.
Nessun predatore
può scalfire
una simbiosi perfetta.
 
©Martin Palmadessa - Agosto 2020

*

Il tuo profumo

Non ci siamo
eppure sì.
Saremo perennemente
una ruvida mancanza
odorosa di buio e
sospiri tattili.
Il mancato tocco
delle tue mani
che mi sfiora il cuore
non mi fa dormire
mentre penso
semplicemente
al tuo sguardo dentro me.
Mi hai portato via
eppure non ti vivo.
Manca il tuo sorridere.
Ci si manca.
Io sento ancora
il profumo di te.

 

©Martin Palmadessa 13.04.2021

*

Purgatorio

Non sento più niente

e sono ancora vivo.

 

©Martin Palmadessa - 31 Maggio 2021

*

Tsunami

Le vedo le onde
azzurre e blu spumose
inarrestabili.
Sono bellissime.
Senti profumo di alghe verdi
e schiuma salata di mare.
Sorridi
perché non ci puoi fare un cazzo.
Non scappi dal destino.
Apri le braccia ed accogli
una scelta non tua.

 

© Martin Palmadessa 09.05.2021

*

Cuor di leone

Ti ho osservata di nascosto
con occhi bramosi di sangue
spiazzati dai tuoi di gazzella arresa.
 
Ho capito guardando il tramonto
che il vermiglio spetta al ciel di sera
non a chi ti porta via le nuove albe.
 
Ruggisco. Non ti toglierò il respiro.
 
 
© Martin Palmadessa 23.09.2020

*

Amore senza tempo

(A mio figlio)
 
Mi domando
in quel tempo in cui non ci sarai
cosà farò
da solo senza un tocco
senza uno sguardo
senza pietà.
Mentre asfalterai la tua via
sotto i colpi forti del tuo cammino
starò assorto col sorriso agrodolce
di chi ha aperto la strada al tuo futuro
e chiuso il nostro tempo insieme.
Mi rispondo
con un flebile sorriso di soddisfazione
che la tua alba è il mio tramonto
senza aspettarmi indietro niente
ti guarderò imboccare il viale verde
della tua primavera
dalla mia panchina bersagliata
dalle foglie d’autunno.
 
©Martin Palmadessa - 2020

*

Cuori

Sbocciano rose in me, nere

come il perdono che invoco

urlando senza voce.

 

E cadono le spine,

quale struggente resa

a un Amore possibile.

 

©Martin Palmadessa - 12 Giugno 1998

 

 

*

Lieve tocco del ciel di sera

 
Fisso questo Monet nel cielo
improvvisamente incendiato
in un silenzio fuori tempo.
Pennellate di fuoco
dietro nuvole turchesi
contornate di bianco
rubano il respiro a chi ha cuore
per guardare
e perdersi in quell'inchino
che il sole ti dona
prima di accendere le stelle
e sparire.
È notte di nuovo garbata ma buia;
su quel lenzuolo donato ai tuoi occhi
appoggi i sospiri paurosi
attendendo in trepida attesa
il nuovo risveglio di Monet.
 
©Martin Palmadessa 30.07.2020
 

*

Malessere

 

E niente… continuano a volare

squali affamati su di me

sul mio niente…

 

Vedo nitidamente oltre la nebbia fitta

vessilli pinnati

che attendono la mia resa.

 

Sono un faro su una scogliera

spento per tutti, anche per me.

Nemmeno riesco più a fare ombra.

 

 

©Martin Palmadessa - 2020

*

Morte in diretta

Vi chiedo scusa a priori, ma qualcuno deve pure scriverlo.
Ho guardato, per scelta, e fino alla fine, un video dove lapidano una Donna in Afghanistan, arrivatomi su FB.
L' ho vista morire. So esattamente quale è stata la pietra letale.
Mai più.
Messa in una fossa, trasportata dentro un lenzuolo viva, Donna, femmina, urlante, urlo nero...
Buttata lì dentro.. senza difese e con un branco di uomini-bestie a lanciare pietre.
Da vicino.
E le coprono il viso, il volto, con un velo del cazzo per non guardare la vergogna di quello che stanno facendo...
Si difende con le mani, vedi solo quelle...
Poi le riassettano il sudario, il copricapo, il copri-occhi. E sblam... una pietrata in fronte, poi sul corpo, poi tutti quanti, tutti maschi e armati, lanciano pietre, e prendono la mira.
È uguale dove colpisci ma vuoi mettere?...
E un disumano va a vedere a che punto siamo con la macellazione. Ancora copriamo lo scempio e finiamola.
Un deficiente filma tutto.
Vedo le mani che cercano di proteggersi ancora. Non può farlo. Non sente più dolore.
Ma è viva. Ancora. Probabilmente chiede giustizia. Giustiziatemi. Subito. Trova chi lo fa. Una cazzo di pietra le sfonda il cranio da dietro, tanto non si vede nemmeno il sangue.
C'è il foulard correttamente buttato su un corpo vivente come una sfilata di morte.
E le braccia cadono, come foglie morte sul colpo, come un felice trapasso ad un posto senza pietre, senza dolore imposto gratis.
Il cretino va a controllare se è morta o fa finta. Magari un'altra pietrata te la tiro.
E sono armati. Basterebbe un colpo. Quindi siete figli di puttana.
È morta.
L'hanno lasciata nel buco.
Pieno di pietre.
Aveva solo guardato, con occhi maliziosi, un altro.
OLTRE AL CORONAVIRUS DOBBIAMO RICORDARCI DI QUESTE COSE.

 

©Martin Palmadessa 10 Marzo 2020

*

Difesa a oltranza

Sono incapace di stare a centrocampo.

In attacco mi sento “Alessandro”

in difesa mi sento Gandalf.

La porta è più difficile;

di solito la apri

qui la devi chiudere.

Improponibili maree di sogni

spezzati

su scudi di bronzo

dal clamore di morte.

O solo

resistenza,

o solo

resilienza.

 

©Martin Palmadessa 15.04.2020

*

Aforisma 5

"Continua e basta,

sempre con i piedi per terra,

ed ogni tanto svolazza"

 

©Martin Palmadessa - 06 Aprile 2021

*

Alessandro e Barsine

Scena 4
 
B. Parlami Alessandro.
A. Cosa ti dovrei dire?
B. Quello che provi.
A. Dimmelo tu.
 
(si alza dalla vasca e va verso di lei)
(vapore acqueo bollente si solleva)
 
B. NON TE LO DIRÒ MAI.
A. Voglio sentirtelo dire.
B. Non lo farò.
B. Già lo conosci il profumo di quelle parole.
A. Conosco il tuo di profumo.
 
(si siede sul giaciglio e la guarda profondamente, nudo e fumante
e le accarezza le spalle)
 
A. Dimmelo adesso.
B. Non te lo dirò mai.
A, Devo leggerti Catullo?
B. "Odi et amo"? Quella dici?
A. Sì, è bellissima.
B. Non servirebbe a nulla.
Sono già tua.
Trattami bene, Alessandro.
 
- BACIO -
 
(sfumato il calore sul corpo, si accendono le labbra tra le lenzuola)
 
©Martin Palmadessa 22.03.2021

*

Alessandro e Barsine 2

A. Sento schiaffi lievemente potenti. Hai della colla?

 

B. Servirebbe?

 

A. Non lo so Barsine.

 

B. Mi sto spogliando Alessandro.

 

A. Tolgo l’armatura. Resto un Re. Non mi avrete mai.

 

B. Io sì, senza spada. Con un abbraccio, un bacio.

 

A. Cosa vuoi Barsine? Cosa vuoi da me mentre ho un temporale dentro?

 

B. Solo, solo calore. TI SENTO.

 

A. Ci può stare. Chiedi la resa o prendo tutto?

 

B. Non mi arrenderò mai.

 

A. Delicato invito.

 

 

-AMORE-

 

 

B. Cosa dobbiamo fare?

 

A. Il volere degli Dei.

 

B. Sono una donna non un oracolo. Vivo, provo, soffro, sorrido con garbo di fronte al mio Re. Ma brucio.

 

A. Non sono il tuo Re. Sono solo Io. Il Re nudo. Sono Alessandro.

Non lo so

 

B. Stiamo deliberatamente sputando in faccia al tempo.

 

A. Sono il Signore del mio esercito.

Devo essere con loro.

Hai ragione.

 

B. Va bene, aspetterò.

 

A. Vieni con me.

 

B. Dovunque.

 

A. Mangeremo i deserti e prenderemo nuove lune, fino alla fine del mondo. Io ci vado.

 

B. Muoio con te.

 

A. Io sono già morto.

 

©Martin Palmadessa - 2020

*

Risvegli

Esseri Umani,

abbiate quell'orgoglio infinito

di mettervi in ginocchio

di fronte ad un fiore,

ad una aurora boreale.

Sono i sospiri colorati degli Angeli

e petali di gioia.

L’arroganza è figlia della stupidità.

Non farla nascere dentro te, meglio abortire.

Lasciati letteralmente sbriciolare il cuore

dall’Arte e dalle carezze.

Basta uno sguardo, un tocco, un sospiro.

Una coccinella impertinente.

Usa quei 5 sensi che ti hanno dato, con Amore. Fino a farli consumare. Se ci riesci.

Niente è più disgraziato di buttare il tempo

e non sorridere alla Vita.

Diventeresti di marmo.

Ecco, quello vallo a guardare,

nei capolavori di Michelangelo,

Canova e compari.

Quello è un buon motivo per svenire,

come il tocco lieve di una Donna;

come il tuo primo bacio e l’ultimo respiro.

 

Dannazione, e piangi ogni tanto. Di gioia.

 

 

©Martin Palmadessa - Febbraio 2021

*

Alea Iacta Est

Cosa facciamo, pensava

nell'attimo di vuoto precedente.

Ho 5000 soldati
300 cavalieri circa
e sono io il Generale.

Non si possono attraversare i confini.
-Ma ho soggiogato i Galli-
rifletteva di fronte ad un piccolo fiume.

Pochi secondi e il braccio destro levato
"ALEA IACTA EST".
Cavalli e uomini oltre i confini
mai visti
per andare a prendere ROMA.
Nitriti e clamori di scudi
una cadenza militare perfetta
e l'acqua schiacciata che sbruffava.
Nella sua testa "eatur"
pur col timore di un Padre di figli non suoi.
Ha tracimato il dubbio dell'errore
della scelta
per un secondo solo
mentre gli uomini passavano
ed anche la cavalleria.
Sorriso all'improvviso
per niente
per buttare le responsabilità
alle spalle.
Colui che sarebbe diventato un dittatore
era un uomo.
In un secondo
ha riscritto la storia.

Era Gaio Giulio Cesare.

 

©Martin Palmadessa - 2019

*

Invictus

Rigagnoli di vita e non di sangue.

Quello non c’è più.

Vividi arcobaleni intoccabili. 

Adesso, ieri, domani.

Si calpestano i presenti. Tutti quanti.

Ci si calpesta.

Ma la lacrima arriva al pavimento, e fa rumore. TANTO.

Si svegliano i topi e le Anime.

La potenza è così forte che si crea un cratere sulfureo.

Le lacrime di Dio, con le piogge, lo faranno diventare un lago.

E le anime tristi osserveranno questa imbarazzante

tristissima calma piatta da una panchina.

 

Con un uragano dentro.

 

©Martin Palmadessa - 2020

*

Donatori di vita

(Dedicato a chi il proprio sangue lo spende)

 

"Puoi fare l'Amore sì

in mille modi 

differenti sempre.

Corpi su corpi

occhi come gallerie

che sfondano 

e trapassano

le montagne rocciose

come una lama

rovente

su fetta di burro.

Amori impazziti

impazienti

come feti

mai nati.

Mescoli il tempo

stemperi passione

con sospiri amaranto

sempre più bollenti.

Posso prendere tutto

adesso, come Alessandro,

e come grande Re

farò affluire il mio sangue

nelle tue vene.

Che non è blu

ma rosso come il tuo.

La conquista è sempre

un dono.

Ti dono il mio sangue."

 

©Martin Palmadessa - 2020

 

*

Il tocco

Indistruttibile battito

imperfettamente rosa

dannatamente indaco.

Sospiro di nuvole blu

cattivissime

come cuori che mai vedranno

ogni giorno

una nuova alba.

Ti stacco le pupille

dalle braccia

perché ti sento

dalle curvature

dei tuoi brividi.

 

©Martin Palmadessa - 2020

*

Parole di un assassino

Quando, lievemente ed in modo sottile,

ammazzi una rosa perché ne vuoi donare

la sua essenza per farti capire
(o almeno provarci),

sei un assassino. 

Lei non ne aveva colpa.

I petali non ricresceranno più.

 

Almeno abbiate un Amore decente.

 

©Martin Palmadessa - 2020

*

Merli

Si è spaccato il cielo.

Sta venendo giù L’IRA DI DIO.

Ci saranno disastri ma da qui a poco passerà tutto.

C’è acqua in ogni posto, ovunque.

Le nuvole, senza vento, mitragliano in verticale

le nostre vite.

Non ci possiamo sottrarre al Volere della Natura.

Ma possiamo sottrarci al NOSTRO volere?

E che cosa vuoi?

 

Vedi... tutto passa e anche la tempesta

è andata a far domande ad altri.

Sarebbe opportuno che tu avessi già

dato risposte.

Le devi dare a te stesso; vivi.

 

Il rombo del tuono non ha colore

ma si sente bene.

Il rombo del cuore non ha colore m

a si sente altrettanto bene.

Profumo di salvia.

 

Adesso ancora all’improvviso

si sentono dei rantolii grevi,

come fossero DEI 

a cercare di spaventare

i piccoli esseri umani.

L’acqua continua a scorrere verticale

ed impietosa. 

 

Ora non più. 

Devo andare, forse mi bagno.

 

Vedo un bambino che non ha paura della pioggia ed anzi la

ascolta sul suo corpo

mentre viene cazziato perché si bagna.

 

Vedo e sento anche un merlo

come quello di venerdì scorso

che teneva nel becco un lombrico marrone,

per i piccoli merletti.

L’ha posato sulla terra ma poi lo ha ripreso.

Non lo ha mangiato.

E’ qualcosa che fai per i figli.

Un grande merlo.

E noi? 

Siamo dei merli?

 

©Martin Palmadessa - 2019

*

Robot

Guardo questa ragazza dolcissima

ma triste.

Spazza la pasticceria, sguardo per terra.

È sempre così.

Avrà vent’anni.

L’Anima almeno 50.

Sembra una badante. È moldava.

 

Sguardo basso di diamante

pietrificato

su un manico di legno

che non spazza via i pensieri.

E ancora lavora, con dedizione,

è un robot.

Non si può vivere così.

 

©Martin Palmadessa - Estate 2019

*

Alba all’orizzonte

Vulcani di sabbia

corrosi dal sale del mare impetuoso

della sofferenza sopita ne cuore.

 

Onde brillanti si stagliano

nella tua anima mente hai il cuore stracciato

e prendi schiaffi dal sale sul duro del viso.

 

Ti volti e ti guarda un vecchio fossile

spappolato sulla roccia

così come ti hanno impiccato ai doveri.

 

Ti frusta una lama di sole e ti giri,

l’orizzonte sorride e chiama i coraggiosi.

Sorridi anche tu. Ti alzi e te ne vai.

 

©Martin Palmadessa - 2020
 
 

*

Dragonfly

Come volano

i tuoi pensieri.

Libellule

col guizzo spigolato

di voli imperfetti

pieni di angoli bui

a cui non puoi accedere.

Hai più ali che corpo

più nuvole che sostanza;

vincolo drammatico

il tuo

perché quelle ali di elicottero

sono il limite dei tuoi spazi.

 

©Martin Palmadessa - 2020
 
 

*

Peter Pan

Io cerco SEMPRE
di non avere MAI 
il sole alle spalle. 
 
Non ho intenzione 
di correre dietro 
alla mia ombra.


©Martin Palmadessa - Gennaio 2020

*

Arriverà quel giorno

Vedrò mio figlio

un giorno

uscire sulla balaustra

del mio terrazzo

a guardare quell’albero.

Mio Padre scriveva lì sotto

-il suo pensiero-

con uno dei miei libri in mano.

La sedia sarà vuota

il gatto Jack sarà già con me.

E d’improvviso ti sorrideranno

le foglie del ciliegio

e tu sentirai

da un lieve fruscìo delle foglie

­che noi siamo ancora lì

­a far poesia.

 

©Martin Palmadessa - 2020