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Raccolta di poesie di Massimo Caccia
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Essere come appeso...

Essere come appeso all’impossibile,

già il titano con urli s’alza fosco

come JHWH che cavalca le nubi

e con la mano possente sbaraglia

dei filistei le torme innumerevoli.

Il rombo sordo del silenzio stende

un ronzio di parole piatte sotto

truffate stelle: quale il segreto?

Nero d’asfalto, lamiere e carcasse

e questa terra desolata e stanca.


Id: 56055 Data: 10/01/2020 16:39:27

*

...mi scuote...

mi scuote
- e te ne parlo -
del nulla del sapere,
del gusto desserci
come occhi che specchiano
il tempo,
mani che sintrecciano,
forse cos
leterna affermazione
di Dio dal niente

Id: 36015 Data: 26/01/2016 16:04:09

*

Notte

Poi si parla del tempo,
dellacqua che scroscia
sul vuoto,
del suo suono
e della notte
come di mani che si sfiorano

Mi sveglio,
gli occhi nel buio,
nelle narici lacre umore
del corpo:
mai ho pensato alla morte
come opportunit estrema.

Id: 35972 Data: 24/01/2016 15:24:45

*

Animula vagula...

Animula vagula blandula

Brucio fuoco!
Nulla ho scritto
che vorrei salvare
stanco che sono
delle vanit
che inseguo.

Si placa la pugna,
come un tempo
detto damore,
cieco cantore,
il vento salza
lontano sibila.

Urlo per nulla
se musica appare
il folle ritorno
dellanima amante.
Taccio del resto
per questo sopire.

Id: 22714 Data: 16/10/2013 14:48:20

*

dentro...

dentro, se non dolore, rabbia,
di quella buona, da sfogare
quando vorresti cazzottare
il primo nel quale inciampi

poi ricordi quello che sei,
mastichi il bolo amaro
scaglie vetrose che sputi
con fibre dure fintanto

che le nubi sciamano
e tutto passa, cos dico
scemo che sono, ormai
loccasione trascorsa.

Id: 22683 Data: 14/10/2013 16:30:46

*

Sul teschio...

Sul teschio del drago,
dopo la lotta, avvampa la gola
di sete che loste, vista limpresa
gi che scaraffa fiotti di vino
nel cranio spaccato.

Sar colpa del mosto
che ribollisce ancora,
il delirio della notte
chiusa dal gelo mentre
ora diluvia che della fatica

rimane il marciume contuso
di squame del serpente
antico e le mie mani lorde
che artigliano vento di gioia
mentre gi lontano galoppo.

Non ditelo affatto,
ma furtivo ho intrecciato
le mie dita a quelle dellaurora,
goduto senza nulla pagare
a demoni numi bottegai di turno.



Id: 19830 Data: 01/04/2013 12:20:40

*

Hic et nunc

la zavorra del fango
misura dellesser-ci
liquidato il riscatto
sprofondo
nel bagliore algido
del tramonto

dico ci sono, ora
nel forse approssimato,
labbraccio che scioglie
la densit del presente,
forgia la chiave
del sancta sanctorum


Id: 19055 Data: 06/02/2013 19:02:58

*

Grigio

Grigio
troppo per oggi
quando non esco
e annaspo di noia
non stare nel nulla

Dita intrecciate
ozio d'ebbri pensieri
alcol che evapora
amaro sentore

E passata
la sbronza idiota
delle passioni
il male alla testa

La mossa
dello struzzo
- penso -
bambino scemo

Sono lidiota
di turno
ora padrone
di cartaceo livore

Id: 18615 Data: 13/01/2013 16:42:46

*

Deserto

Deserto,
spoglio risuona
laccenno.

Notte,
vulva profonda,
materno labbraccio.

Cielo,
antico latte,
sperma

salso,
florido il ventre
disteso.

Lo spirito,
senza tempo
latto.

Solitudine
dabbracci,
carne.

Terra,
figli tratti
da pietre.

Stirpe
eletta,
maledetta

dal mondo.
Massacro
quotidiano.

Collo
alla scure,
macabro

ballo,
rituale damore,
solo voce:

e la Parola?
Nel principio
della fine.

Id: 18250 Data: 22/12/2012 14:56:58

*

Avvento

Il nulla,
il nulla si distende
la neve nel profondo,

ghiaccio l'essere
aggrappato,
poi

il silenzio srotola
bianco
l'inatteso

io sento il sonno
vecchio
secoli di storia

le spalle curve
la volta
le stelle

il blu
che consuma
occhi

vista,
attesa
che riavventa:

cosa? Chi?
Notte nuda
di freddo

denti
che stridono
e qual masso

Noi
non sappiamo
pi stare!

Id: 18117 Data: 14/12/2012 16:47:47

*

Memoria

Ombre,
seta di ricordi.
Nelleterno

la memoria
incede
dallevento,

lo scroscio
scioglie
bistro di male

nel diluvio
che sbatte
ogni respiro.

Mani alzate
scongiurano
stordite

dopo lestasi,
lavvento
della fine.

Id: 18039 Data: 09/12/2012 15:57:16

*

Jabbok

In lotta,
angelo terribile
polvere sbuffa

come toro
infuriato,
sussulta la terra

nell'atroce
spasso
che divide

malvagio.
Lamento dolori
ovunque

mentre la scala
arpiona spaghi
celesti.

Id: 17905 Data: 01/12/2012 15:56:26

*

L’abisso

Labisso,
orrore spiazza
lo sguardo,

freme sconcerto
sul bello
tremendo fisso,

risale la scala
paziente Diotima
luce volto

occhio di brace,
meraviglia
soffoca cuore

impulso ragione
cava
il sollievo.

Id: 17794 Data: 25/11/2012 16:57:04

*

Caduta

La mano tesa,
il poco
accusa lo strappo.

Genere prossimo,
scarsa materia
celeste

rievoca il dirupo
antico
e frana nel dramma.

Voi siete dei!
Differenza specifica
trafigge il destino.

Id: 17771 Data: 24/11/2012 17:33:56

*

24 novembre

Oggi freddo.
Nel limpido
traslucido

una lacrima
precipita
nel mare magnum

all'istante
dispersa.
Troppo instabile

questautunno:
mancano le strette
del gelo

per tracciare
il segno
del percorso.

Id: 17755 Data: 24/11/2012 08:57:09

*

Arma virumque cano

Ti attendo.
Buio, di fuori,
finestre chiuse occhi ciechi
nell'intrico di celle
che chiudono lintimo
della dimora.

Il pio Enea, chiss perch?
Il mare urlante di legni
squassati, loscuro metallo.
Meglio le api, per il Poeta,
e a noi cosa rimane,
se non tempo sospeso?

Ricado sul libro
percosso dal ritmo
lesametro suona
cavalli al galoppo.
Lavinia dai boschi atri,
tu finalmente esci!

Id: 17743 Data: 23/11/2012 16:33:33

*

I libri dei poeti

Perch non si trovano i libri dei poeti?
Perch non fanno mercato, come si dice,
e nelle enormi librerie catene di smontaggio
danno bella mostra quelli dei premiati e vinti.
Se poi li cerchi, le commesse, paludate grazie,
ti guardan storto, quasi fossi cariatide e telamone,
stanco di sgobbare templi che ormai pochi
osano percorrere, perch il silenzio uccide,
se non sei avvezzo all'oracolo che berciando
spasima umane contorsioni dinfinito.

E ancora. Se qualcuno scopre che li leggi, i poeti,
fa la bocca storta quando mancano topten
e cose varie, promozioni per lestate,
ugge modaiole, il nume del momento
e allora, gi lo sai: ubi maior, minor cessat!
Sono troppo bambini, i poeti, lo capisci?
Ancora stupiscono per le burrasche interiori,
anche se lindustria stride nelle orecchie
metallo e fuoco, e gli accordi delle sensazioni
ricercano armonie vive nelle lingue morte.

E allora? Lo share non fa poesia! Impariamolo.
Questo un mondo che ti massacra, un mondo
Tritacarne che impasta ignavi dogni specie
e tinsacca nel cervello quel che devi sapere,
poco, infarcendolo dillusioni e roba varia.

Il libri dei poetiforse paglia, carta straccia.
Per non parlar dei libri dei filosofi, quelli
che tutti citano, ma che nessuno legge
poich postulano lo smazzarsi delle mente,
ma questa unaltra storia. Senza offesa, gente!

Id: 17736 Data: 23/11/2012 09:02:45

*

Conflitto

Nuovo giorno
alba rossa,
dintorno

ossa di rivalsa,
gelido trangugio,
atroce incendio

frange di pace:
nel conflitto sordina
lo strappo.


Id: 17687 Data: 20/11/2012 20:19:53

*

Sepolcri vuoti sull’orizzonte

Sepolcri vuoti sull'orizzonte
disgiunto, bianchi di calce
stringono il mondo ai vivi
coloro che morti smontano
limpervia scala.

Langelo frantuma lindugio,
appiglia la tromba, sbuffa
nellottone lalito dellorigine,
cos frana il riparo del nulla
in me, in te, ovunque nellorbe.

Non so niente dellimmane
boato, di quando il mare abusa
la terra e nella spuma disperde
il seme antico e le secche del cuore
costano albe e tramonti.

Quello che so scritto sul vento,
sullacero rosso, nel turbine spento
improvviso che innalza polvere
e nebbia e imbroglia la sera,
quella fatta di poco e dattesa.

Id: 17683 Data: 20/11/2012 19:00:20

*

Heidegger

Sentiero interrotto,
folto che sommerge,
lessere rifratto

non mappartiene,
sfugge,
discende il velo

dellillusione a chiudere
il cielo.
Quieto pastore,

con perizia riscontro
che nessuno
disperda il gregge.

Id: 17606 Data: 17/11/2012 09:48:08

*

Ubiquitas

Ubiquitas

Oggi non riesco a leggere poesia!
Ad essere sinceri, non lo faccio tutti i giorni.
Non rileggo sempre nemmeno le mie, poesie.
Cosa strana, quella che mi passa dentro adesso:
rifuggo un mondo per un altro,
smonto piani desistenza, analizzo
quanto pi possibile. Dopo?
Mi ritrovo con pezzi sparsi ovunque,
annoiato per lunitile fatica.
Disilluso! Questo con matematica certezza.

Ora cosaccade? Nella miriade di associazioni
che la mente mi combina,
sono ad Orta in piazza Ragazzoni, fermo
a guardare il lago, a bere lautunno sui monti
sorbendo un cappuccio al tavolino dun caff.
Cosa mimporta se lumidit spessa
minzuppa fino alle ossa. Lisola di fronte,
la Madonna del Sasso sopra la sua rupe,
Pella oltre lo specchio dacque profonde
sono ovunque, se lo voglio!

Id: 17556 Data: 14/11/2012 09:23:33

*

staccano i pensieri

staccano i pensieri
al ritmo del cuore
stanco di sonno
pulsa di luce che
scende obliqua lenta
nel profondo:
l'attimo suona
l'inizio
del silenzio.

Id: 17549 Data: 13/11/2012 21:21:19

*

Pazienza

Rintocchi lontani
pestano
luggia del presente,

pochi i respiri,
gli affanni,
lodio inclemente,

mentre lente
scendono
maschere dindifferenza.

Il gioco della pazienza
richiede attenzione
e costanza.

Id: 17492 Data: 10/11/2012 15:07:57

*

2 novembre

Il sole non saddice
staccato in cielo, oggi:
sgela il cemento

intristisce i fiori
asciuga le cripte
invase dai vivi.

Ovunque il chiasso
sulloltre schiarito
e dentro sconfesso

ogni mostra del fuori
evitando il decesso
preferendo i bagliori!

Id: 17342 Data: 03/11/2012 08:07:58

*

Di sera


- Di nuovo sera!
sussurra una voce
ancora si spera

e guizza il muscolo
del cuore
poi acqua, rivolo

scroscio dumore
quando i cieli
smuntano storie

di crepuscoli blandi,
tenerezze molli
paesaggi profondi.

Id: 17312 Data: 01/11/2012 16:05:35

*

Rami

Rami sospesi nel vento,
come foglie vanno le parole,
poche,
strappate al silenzio,
perciò vibrano per l’eterno.

Stare,
come gocciole d’umido
che sfuggono sul vetro gelido.

Il dito di dio che scrive su questo
subisso combinando nel caso,
come mostra,
e oltre l’ordito
di linee e curve…

Rami sospesi nel vento.


Id: 17240 Data: 28/10/2012 14:30:52

*

Mattino...

Mattino d'assurdo sfatto come mondo che sbianca sogni sognati
sarebbe folle non scrivere nulla con mano ferma quando pronta
l'ardesia sconnessa da giornate di triste abbandono. Pulsa
cuore pensante in questo declinare stanco di forzosi aggettivi
svuotati di senso e di semantiche sensate. Vanno le nuvole alte.
Vanno oltre laddove esuli passi vorrebbero battere la sabbia
umida d'un passato che scivola su orme sbavate dalla notte.
Ecco, allora, che passano le anime.

Id: 16967 Data: 14/10/2012 15:52:30

*

Vita...

Vita offesa nuda vita ridotta
ammorbata e tradita, fuori.
Dentro saffatica il pertugio
che getta nella libert, bianca
luce sul nulla che dico, forse
sogno quando scemano mente
e tresche dinganno e sere vanno
lucide dacqua. Ho bisogno
di tutto loceano mare profondo
per lavare la colpa, io immondo
desistere, desto e senza pudore.

Id: 16696 Data: 30/09/2012 11:47:20

*

Limes

Io, separato dagli altri per un compito,
malato di consapevolezza, studio il mondo
infetto e tutte quelle insidie che bucano
lattesa del cammino. A quando il tempo
giusto, lopportunit disvelata nel formicolare
dove lopera confonde nellindustria?

Lultima visita al cronicario, dopo il commiato
un cero ai poveri morti, lo sguardo estremo
in cerchio con lorecchio sordo al clangore:
tutti sammazzano! Come possono sentire
dio sopra la sirena cupa dello sterminio?
Sono proprio alla fine, se ho preferito
non portare nulla con me, ma messo a memoria
una sola poesia da intonare lungo il viaggio.

Saranno i passi a decifrare la mappa,
le vie dei canti, laddove tutto ha unanima,
anche linsegna arrugginita e divelta dal vento.
Sar solo? Con te? Con i figli? La tua, loro libert
mi preoccupa, ma so che con voi non rimane
che giocare la carta del richiamo alla veglia.


Id: 16634 Data: 26/09/2012 11:31:14

*

Nel vuoto...

Nel vuoto pendente vibra larpeggio
guizzo nel cielo fuso di biacca
con mani rotte dafferrare il nulla
predace deventi di conflagrato ritorno.
Sar un momento, certo, il singulto
che fiacca limprovvida aritmia
col pungolo del presagio dun male
mortalese fosse? Brindo alla notte
da far giorno sputando nellavello
perch ad altro votato questo sangue.

Id: 16620 Data: 25/09/2012 16:37:11

*

Tra dire...

Tra dire e non dire tradire lintento
gioco che scopre carte dinganno
lingua forcuta dimmane bellezza,
pensieri di fuoco sfuggono alla rete
che comprime il tutto nella chora
madre inizio fine, profondo assoluto.
Si tesse linganno delluomo
su corde dinattesa perfidia, ripeto,
senza troppo sperare, ma qui diverso
sotto linghippo del tempo quando
il cuore sussulta silenzio di pioggia.

Id: 15923 Data: 02/08/2012 15:31:08

*

Sera...

Sera di parole morte volano nulle
in vuoti danime sospese e mute,
bestia braccata ferita vago solo
con occhi scuri di pianto perch
soffro male dentro quando forte
livore trabocca impossibile pace.

Scrivo versi nella risacca dumori
che sbracano voglia di vivere
dallenfasi spianata demozioni,
brullo attorno di presagi il mondo
chiude giorni uguali di noia marcia
tediosa:
eppure, cavaliere indomito
proseguo guerra damore per te!

E poi, poi quando su lame di luce
opache trame cadono sotto colpi
ferali frugo brandelli di plasma
emotivo deterso dallinclemenza
e poi, poi ancora nembi che aprono
su spazi dinfinito vagabondare
acque gelide di fusione, atomi
di speranza carichi per reagire
spleen in ogni neurone dattesa.

Dallalto scendono gocce bianche
in vapori tattili cosicch, studio
il sublimare nelle storte interiori
del liquido che spumeggia estasi:
fuori tutto diviene fiume piena,
dentro permane statico cuore.

Id: 15702 Data: 19/07/2012 14:40:35

*

Iconostasi

Volti tumefatti, perfetti, mirabili visioni
folle trangugiare frapp esistenziali
alla salute dellarchetipo conforme.
Ai santi falsi di belletto e lustrini, ciprie
e spoglie di soli imbroglioni, preferisco
cogliere il fiore del nulla mistico e li
trovare il profondo sicuro dellabbandono.
Cosa mai mi fotte della crisi di mercato,
dei maquillage intellettuali, deglincravattati
in lunghe file vocianti profitto e interesse?
Dellimmagine facciata, il design industriale,
la domotica sepolcrale, limbiancatura
del marciume putredine ossa e rifiuti,
quando si muore cos, come fato scritto
per ogni essere senziente sotto luci gialle
perch the show must go on e buona notte?
Coglier il fiore del nulla mistico, certo,
mentre molti guarderanno attoniti con occhi
cerchiati per patto di nera disperazione.
Ora, minebria un profumo, vago sentore:
il fiore del nulla tra le mani e la lingua
pronta al dire lindizio raccolto di straforo.
Lascio la comoda difesa nicchia e avanzo

Id: 15426 Data: 29/06/2012 12:16:08

*

Come dire...

Come dire, quando ebbro dogni cosa
e dove, cos che rincorro fantasmi spenti
dinutile spreco.Che la festa cominci!
lurlo che sbriciola lerebo etilico
del silenzio contratto in postulati dinganni.
Sullabaco il computo degli anni ritorna,
prova del nove, catodica disillusione
che determina onirico hobbismo di massa.
Giace bellezza confusa, esausta di bagni
e defil su passerelle laccate di nulla.
Ridda di parvenze, su specchi ustori
che avvampano insani svolazzi retorici
e incinerano vite vissute in emotivi coaguli.
Cosa far, se non cantare il buio triste
dei crocicchi solitari, il bitume fangoso
di scroscio acido, le foglie morte e sole
sui sepolcri grigi, le insegne divelte?
Oltre, sapre il tempo prima del tempo,
lopportuno memento, il singulto del vuoto,
lascetica distanza, larcaico armonico mantra.

Id: 15421 Data: 29/06/2012 07:09:07

*

Notte di sogno

Notte di sogno incubo afflosciato stanco,
fisso il rumore del cielo grumoso di caldo.
Non il cimbalo del temporale lontano,
forse il cuore che bussa il richiamo roco
nelle ombre cangianti del sonno strozzato.
Fuori, un manto dombra schiaccia sul vuoto
mentre io maccorgo del doppio accovacciato
accanto al letto che scruta le mie membra
sudate. Chi sono, nello specchio rifratto,
nellintrigo rosso di segmenti esistenziali?
Lio impoetico che si sbatte disperso
tra carte sdrucite e strappate nellurlo
delloggi assemblato da mani impietose?
Oppure quel lui ingessato nellaria da savant,
ma condannato ad insozzarsi nellopporsi
del mondo paludoso dattriti e contrari?
Mi ricongiungo nellamplesso, io tu molti,
traccia di materia oscura sostanza di luce:
qualcuno, lontano, cerca con spari dabbattere
il diverso, per questo maccingo alla cerca
della molteplice identit del mistero sublime.

Id: 15387 Data: 26/06/2012 22:04:26

*

...mercoled 7 giugno 3B foto di classe...

Dimensione distorta da Claire de Lune sul vociare,
in cortile foto di classe brunita in metallici nembi,
schiamazzano le fronde senza tema del vento ora pi forte.
E ancora troppo lunga la notte dellessere, indomito
custode di storie scritte nelle crepe del tartan consunto
da salti corse gare. Stessa grigia corte, cambio di scena,
reti rugginose alte come memoria di contenzioni forzose
quando ormai lindividuo e le sue dimensioni sono abbaglio
nel progetto domologare chiunque quale indefesso
consumatore di cotanto pattume sullinfinito ermo colle.

Nostra Signora dellIpermercato, della fiera tecnocratica,
orribile onnivoro ventre che macina inghiotte e ingolla
incauti incoscienti per evacuare subumana putredine.
Ormai i lager sono antiquariato bellico poich il folle
sterminio comincia con la deriva social didattica
per gli abissi allucinati dun fittizio imperio economico.

Con rischio, sfuggo allaritmetica fobica della decesso,
lasciando ad ignari bagnanti il mare dellapparenza:
sulla risacca, i poeti raccattano quel che resta del naufragio.

Riemergo. Sono ancora qui per coloro ai quali ho trasmesso
tracce sulla mappa del disinganno insegnando la libert
dellumano fare, la magia della materia bretone, che addita
laccusa laddove si deturpano i prossimi del tempo a venire.


Id: 15099 Data: 09/06/2012 11:01:54

*

Sul confine...

Sul confine, allestremo col dovere
di dire usando ridotte parole
per afferrare della notte tracce
dumido quasi materia marchiata
e graffita dallintreccio dei sensi,
occhi, uno sguardo giovane luce,
indagano laddove dietro spettro
la malizia descrive il proibito
dun respiro con la mente che fila
gonfia del bello sconvolto nel sogno.

Id: 15042 Data: 05/06/2012 17:53:03

*

Alchimia amorosa

Le bizzarre complesse alchimie dellamore,
sono estenuanti manovre, giorni memoriali,
quando lo cerchi e lincontro non scatta
nellingegneria rosso amorosa dei corpi
per dirompere laddove e quando solo carne
savvampa di quella vita viscerale e opaca
che sconvolge ogni umana simmetria
nella passione.
Non conosco molto, oltre
lanatomia spicciola, i minimi massimi dovuti
alligiene, le clausole soporose delleducazione
affettiva, eppure ho intravisto che in origine,
questa natura sessuata, ombrosa e materica,
gioisce in parole che tuonano benedizione.
So solo che la pura libert dellatto ha un costo,
per scalare e vincere le prurigini dellipocrisia.

Id: 15026 Data: 04/06/2012 16:21:58

*

Scritto in blu

Scritto col blu, come i pensieri che mancano,
le paure che stramano, il bolo damaro
che soffoca e che sputerei con tedio.
Maledetto
il quotidiano quando tradisce in ismo e si fa
lideologia del tutto che vorrebbe forzare lesistere
nel vivere, ridurre il panta rei nellordinato
compitino di biologia marina o in qualche scolare
reazione di chimica sentimentale. C di pi se Il y a,
ma dove come quando e ancora: perch?
Sono stramazzato sulla scacchiera! Quale mossa?
Mi lancio in una variante, sacrifico il cavallo? Scacco!
Ora il rischio dellassurdo strozza, dita di morte,
e rimane quellolezzo infame, ovunque

Scritto in blu e sottolineato in rosso,
come inaspettata correzione al tema, ma da chi?
Forse il destino? E perch? Oltre lampi tuoni e procelle
qualche deuccio da parata spocchioso e vile,
univoca proiezione dellipocrisia umana quando
non scommette sul fato e preferisce la quiete
disperata del nulla, lipermercato dellidiozia,
del qualunquismo in sempiterna promozione:
avanti voi, nellimpero del tre per due!
A me, per, comincia a fare un tantino schifo.
Lo scrivo in blu, correggo rosso e sottolineo nero.

Id: 15020 Data: 03/06/2012 22:00:46

*

Una sola moltitudine

Fu Bernardo Soares, Alvaro de Campos, prima
fu mastro Caiero, dopo i due Reis e i Search
in ricerca di s e chi sono. Ancora: Teira, Mora,
di nuovo Pessoa, colui della pioggia obliqua,
la chuva stilla del cuore, in seguito i molti sperduti
in quel di Lisbona: ricordo il mondo prono
sulloceano furia antica col maschio Tago
che scuro penetra profondo il tepore del mare
fecondo di embrionale pneuma, brodo, passione.
Poeta trafitto, Fernando, il bicchiere gelato
tra le mani, un mazzo di lettere giocate
su promessa scommessa damore nel turbine
sinuoso e femmina del Fado cantilenato su nenie.
Bramata sfortunata Ofelia, corteggiata tentazione
in lunghi tramonti di sangue, spremi inchiostro
per carte essiccate nel cimitero di bauli e schedari.
I molti sannullano nei diversi e vociano
vita non morte agli io/legione garruli dattesa,
muto demone per inquieto dolce stormire
della burrasca estrema che smorza nel fuoco.
Bussano. Avanti! sussurra il vegliardo sapiente.
Entrate, qui attorno c dio per tutti!


Id: 14947 Data: 30/05/2012 14:53:26

*

Ruggito...

Ruggito roco dimmaginazione
tradita sorte di dadi gettati
sul calpestio polveroso e sozzo,
per omissione dinfamia mi spezzo
le unghie per strapparmi via dal ventre
squame dinsensibile vivere sommerso.
Oltre il giusto del cerchio si ritrova
il quesito che interroga il tranquillo
decedere del tempo.
Rosso sangue
sono sempre i tramonti per chi giura
guerra al destino: basta una rapina
ai danni deglidoli incrudeliti
dal furto antico del fuoco, coscienti
che lindustria consuma spazio sacro
allesercizio della vita semplice.


Id: 14874 Data: 26/05/2012 10:23:57

*

Essere come...

Essere come appesi allimpossibile
gi il titano con urli salza tetro
come JHWH che cavalca le nubi
e con mano possente sbaraglia
dei filistei le torme innumerevoli.
La poesia cos?
Il boato sordo
del silenzio che si distende piatto
e ronza tutte le parole dette
sotto truffate stelle: quale segreto
ancora velano ai poeti doggi?
Nero dasfalto, lamiere e carcasse
e questa terra desolata e stanca.

Id: 14841 Data: 24/05/2012 15:12:48

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Vento...

Vento, vento che urla monti vitrei
lontano da questo mattino freddo
che ancora giace molle intorpidito
da un sonno non giusto.
Nella serata
mi sono attardato a giocare troppo
danzando con le falene impossibili
coreografie letali damore.
Intreccia, monna Vanna, le tue piccole
mani alle mie affinch rinserrandoci
nel caldo dellamplesso questo vento
sferza furiosa non scombini il gioco
del vagheggiare senza mai trovarsi.

Id: 14802 Data: 22/05/2012 07:02:04

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Una chiocciola...

Una chiocciola appesa al muro striscia
bave interrotte nel groviglio fitto
della clematide in fiore. Adesso,
dopo la collera dun terremoto
domestico, catturo la struttura
dellazzurro che stempera il crepuscolo.
Con negligenza studio le funeste
equazioni che sguardano sul bene
delle cose che troppo poco contano
nei commerci brutali e nello scippo
sulla trama desistere. Tu sai
quanta fatica cerco di prestare
con limpegno indefesso e incaponito
nel tentativo onesto di non perdere
le staffe del decoro. Almeno un tempo,
nel remoto Olocene muovevamo
passi con estrema circospezione.
Se pure i ragni cantano le note
della rugiada e vibrano al singulto
della mosca predata e persa anchio,
che per umana vilt ho interrotto
il contrappunto dellombra fugata,
posso sperare nel baleno amico.

Id: 14710 Data: 16/05/2012 20:48:52

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Fu sera e fu mattina...

Fu sera e fu mattina si pu leggere
nel mito antico e nel tempo scandito
l'oceano che inghiotte e slava vite
d'ignaro palpito...poi ancora batto
il barbarico ritmo del richiamo
nel solco d'un giorno qualunque speso
in faccende di poco spessore e conto.
Che ci faccio adesso, qui, spalmato
nell'attesa che transiti il banale
che sfoghi il temporale nell'elettrico
tripudio quando il forte degl'abbracci
smorza l'ansia dell'essere all'altezza?
Questo cielo di lana delle Erinni
smunto di lacrime scritto d'inchiostro
m'invita all'adunanza dell'occaso.
Basta, m'impongo! Sono ancora poche
le rondini che venerano guglie
e campanili: devo far memoria
di come sanno trovare l'indizio
per non smarrire la strada di casa.

Id: 14693 Data: 15/05/2012 20:44:54

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Uccidere un poeta...per Zarmina

Uccidere un poeta, perch? Forse
perch dice il mistero della notte,
il segreto taciuto della sera,
la bianca luce dellaurora.

Per alcuni sarebbe nulla, questo,
per i soliti stolti a voler dire
poco limmane bestemmia rivolta
a un idolo muto di morte.

Cos passano e vanno i giorni tristi
di vite clandestine per se stesse,
mormorate negli attimi rubati
allingiustizia del dolore.

Zarmina, donna dun crudele oriente,
laddove ancora succide il diverso,
colei che vive per lstante magico
dandosi al pudore del canto.

Non pi tempo di favole, ora,
ma le stelle trapuntano il tuo nome
e brillano di quellamore a te
negato dai legami di sangue.

Io posso solo sussurrare il tuo
ricordo, sognare un mondo migliore
e beatamente illudermi che luomo
possa esser meno animale.

Id: 14614 Data: 11/05/2012 23:23:25

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ode di maggio

Ode di maggio

Quanta stranezza in questa primavera
che ancora gusta dinverno in quei volti
cupi di morte inflitta per condanna
dun sistema corrotto. Tempus fugit,
suono su temi bruni dabbandono
nel controcanto della sera molle
mentre discendo gironi gremiti
da disperati ignari del naufragio.

Sono andato nel bosco, ieri, senza
troppo pretendere al solo vivere
e cosa rubo alla saggezza dessere
quando del poco midollo lasciato
non riesco suggere neanche il sentore?
Sono rimasto sul ciglio del tartaro,
fermo a guardare, tralcio nel tormento,
coloro affranti demaciata attesa.

E che io non son fatto per la guerra
richiamato dai molti immiseriti
che gi contestano per la dignit
persa a modico prezzo nel baratto
didee ormai fiaccate dal conflitto.
Alle vedove non son pi conformi
quei peana intessuti da tiranni
loschi, gonfi di boria e indifferenza.

Provo a scrivere qualche rima sparsa
sgrattando cancrizzati sentimenti
per meglio mordere umori glassati,
anche se queste timide parole,
ancora prima di staccarsi libere
dalla penna, gi sanno di poetico
aborto: quando torneranno i giorni
buoni per trafficare umane lettere?




Id: 14507 Data: 06/05/2012 17:16:52

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Lascio...

Lascio quartiere alle parole affinch scorrano via.
Questa cachessia di appunti il brogliaccio
delle opere e dei giorni che consegno alle muse
stranite per quanto e troppo vicino decede.
Ormai, di ieri ho scritto tutto, anche di quello
abbandonato alla livella del tempo e sprecato.
Adesso, qui, mostino ad osservare per il dopo,
quando torner sulle pagine scritte a bere il sentore
delle emozioni vissute, spillate sui fogli gialli
di fragranza, cotti al tatto, come pane quotidiano.

Id: 14344 Data: 27/04/2012 19:11:22

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Contrasto

Ebbene si, leggo e faccio poesia! Qualcuno
potrebbe obbiettare che si tratti di follia.
Cos rispondo, sopra le spoglie di questo giorno
compiuto sul rimare ostinato: forse immensa
mania per quel demone vetusto che scrolla
e che a terra ti sbatte se non strepiti il suono.
Ora mi bastona in testa e tambura immane contro
le tempie e perquisendo nel disordine atro
ti comprime sbrindellando quella proporzione
bugiarda della mente che consegna al poetare staccato.

Ma ecco lincanto riuscito. Magia dei versi
che quietano il tumulto del diluvio, smorzano
la combustione delle emozioni, riassettano il talamo
alle passioni. Dunque ho scritto. E tempo
per il silenzio raccolto gemmante di spore
creative che impillaccherano le dita. E tempo
del medicamento per lanima, quellumano
impiastro per calmare le contusioni dello spirito
e ridurre le ulcere interiori. Sar acciacco
questo, ma percorso damore anche se bislacco.


Id: 14323 Data: 26/04/2012 17:30:28

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Parmenide 1

Tenebre assassine voraci dincubi,
ho attaccato le cavalle al carro, ebbro
di sogni inconclusi e via, voce a succubi
pensieri, con stridore barbaro di ferro
sulla strada dei numi.
Madre oscura,
grembo profondo, lombra dura
strazia remote emozioni damore,
calce spenta, quartieri e suburre,
ferrofuocofiamme, pietra che frana.
Sono fuori, finalmente, sotto un cielo
rigato daurora, vetro infranto, coccio
(un mattino tetro mattende). Un rogo
avvampa la carne: per troppe estati
ho ceduto allinganno di lingue forcute
per frotte a due teste dinsana mania.



Id: 14267 Data: 22/04/2012 20:38:05

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Sera

Sera

Ecco, sera. Di nuovo un imbrunire.
Osservo delle sporadiche nubi
tracce leggere che vanno nelloltre.
Gusto in silenzio il piacere del fumo
(non dovrei cedere alla tentazione)
e tanto lieve questattimo affonda.

Scorre. Troppo veloce scorre il metro
dun sospiro, che naufrago nel ni-ente
dellessere. Maspetta il caff forte
che addensa aroma in volute fumanti.
Lo stacco dello scrivere, sorretto,
apre allo spirito muto lattesa.

Cosa ci faccio qui? Non trovo scopo
che sia ragione allaffanno. Pretendo,
subito, tutto il silenzio negato
dalle mondane occupazioni. Basta!
Dico convinto a muso duro. Vengano
gli abbracci appassionati della notte.

Mi bevo di questanima il profumo
che esala dimmortale infuocato
amore, quello che transita dopo,
se trover e quando primavera
nuda da falsi pregiudizi e scorni.
Ed ora? Lascio che parli il mistero.


Id: 14244 Data: 21/04/2012 14:59:24

*

Cosa...

Cosa riduce in nulla lattesa?
Calma sospesa spinge a disperare
che lattimo trattenga il singulto
dellessere che spasma. Io scrivo
senza pretesa e lode e infamia, cupe
parole che inghiottono amarezza
esistenziale e rabbiosa poltiglia.
Poi che accade? Improvviso il miraggio
sbatte grigio sul viso ogni affanno
che un risucchio di passioni rimonta
in amorosa marea. Percossa
morte villana e atroce, vinta, alfine
posso appendere larco al cielo chiaro
di primaverile freddo riverbero.

Id: 14231 Data: 20/04/2012 19:55:19

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Pasqua di neve...

Pasqua di neve alta su rocce acute,
il cuore scoppia demozioni forti
e ritorti pensieri minacciosi
nembi oscurano paesaggi morti.
Non concludere, amare di questansia
tutta la forza barbara e remota.
Rintoccano campane a martello
ed io che stento ad esser fermo a scrivere
qualche timida rima perch pesa
il guardare laddove incertezza dice.

Me ne stavo tranquillo a ragionare
di quellamore che cela percorsi,
cos ebbro morsi listante al fatuo
mentre in disparte, attonito attento,
imparo larte dal gatto lupesco,
e di tutte le bestie e degli umani
carpire indizi necessari al fare.
Quando stanco dandare, mi rincuori
e mi sostieni tu, compagna scaltra
dritta nel gioco dei sogni razziati.

Id: 14158 Data: 16/04/2012 22:16:48

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Ho appena...

Ho appena terminato di scrivere,
non so ancora il modo, ma capitato:
una parola tira l'altra, ricordare,
voglia di raccontare, e poi sospirare
nel tempo ormai giudicato passato.

Un bicchiere di vino, alla fine,
fresco di frigo, aperitivo,
prima di venirti a stringere.
Una corsa, sono in ritardo,
ho rotto il silenzio narrativo,
sono andato al largo per gettare
le reti della beata vocazione
perdio e per come: arrivo!

Id: 13841 Data: 31/03/2012 09:25:35

*

Fine marzo

Fine marzo, un sole che scalda e inganna.
Ho da poco smesso di far lezione: giovani
pigri, filosofiche tirate, appelli lontani,

e che bello ora, qui, musica del silenzio
sotto e qualche timida rima senza screzio
sinsinua tra le grinze arrossate del vivere

con giusta rabbia, poich can che abbaia
Studio il mondo attorno, unombra di noia
vela stanchezza morale e che importa dire

per adesso, se non trovo peana dimpegno civile:
affonda lo stivale, lento inesorabile vile

Non sono mai vissuto con senso di patria,
sangue e suolo, lingue dei padri io che crocido
tra domestiche mura una koin di pianura,

una broda di novarese ed altro volgare eloquio.
Mi sento umano spurio e di confine estremo,
il diletto del precario stare, in limine conviene,

poi lattesaFuori bello, luce del balcone
dove i butti del glicine avvinto alla ringhiera
ottengono il mio spirito indagatore.

Ho figli da crescere! Rinnova la nenia del dovere
dopo laudace singulto della poetica franchigia.

Id: 13828 Data: 30/03/2012 18:02:15

*

Guardo fuori

Guardo fuori, dallalto.
Algidi monti, distante solitudine,
mattina rosa di luce tagliente.
Attorno lavorano i ragazzi
nella finzione del quotidiano impegno.
Dopo un istante scosso da smarrimento
torno a contemplare nelloltre.
Tetti rossi, selva di ritorte antenne,
brezza tra gli alberi, qualche ramo spezzato
Riconosco vette che ho asceso,
sentieri remoti, larici acuti nel cielo terso,
roccia, neve, ghiaccio: smarrirsi nel folto
mentre un fortunale tormenta i pascoli
e gli scrosci battono i ritorti rododendri.
Il volo chiude troppo repentino
mentre amareggiato mi ritrovo.

Duro lavoro quello del poeta
ormai smarrito tra burocratiche occupazioni
quando le sudate gualcite carte
a nullaltro servono se non a complicare
la gi pesante quotidianit degli affanni.


Galliate, 5 febbraio 2011

Id: 13764 Data: 26/03/2012 13:28:42

*

Febbre m’ha colto

Febbre mha colto. Loscuro malanno
di graffiare con segni il nero sul bianco,
per questo vado errando nel vuoto
da quando il tempo s bevuto
limpossibile. Cerco una scusa, per me,
in quanto scrivo, anche se di scuse
non riscontro ragione.

Quanto stramba la vita nellassurdo
ritorno ossessivo di situazioni
complicate ed illogiche. Per non cedere
allinedia incipiente, districo
garbugliate matasse desistenza.
Assorto non maccorgo che tu sei qui
e della luce intensa che macceca.

Id: 13739 Data: 24/03/2012 17:49:02

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E’ sera...

E sera, ormai, tenebra crespa e taciturna
sospesa tra rade luci grigie di stanchezza.
Novara si ferma in qualche passante ignaro:
sono veramente rari i volti quanto troppe
le facce dure di pietra e cos smunte di vita.
Sar lindifferenza, dico, magari lestraneit
che avverto montare languida, una marea
oscura dabbracci muliebri che asfissiano
ogni entusiasmo nel sopore del conformismo.

Aspetto. Scruto la prospettiva ricurva
di via san Gaudenzio riflettersi nel porfido
lucido di gelo. Il freddo, finalmente
di stagione, accompagna questultima decade
di febbraio, mentre sostina a pungere:
maccorgo, contandoli, dei giorni trascorsi,
ecco perch ora, qualche essenziale pensiero
prima di tornare, si, senza rimpianto
nella sfericit infinita delleterno essere.

Id: 13732 Data: 24/03/2012 09:29:33

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E mentre adesso

E mentre adesso, quando riempio pagine
col quotidiano nonsenso che scrolla
interiore malanno, fuori il sole
scioglie caligini che grigie addensano
in grumi la disperazione in cielo.

Sgranano ormai questi giorni dagosto
che mi ritrovo con le mani sozze
di quanto ogni tramonto ha trascinato
nel remoto abbandono delleterna notte
dove ogni folle speranza scompone.

Sembra che manchi luce nei tessuti
che fanno carne eppure finch muore
quella pesante parte di me, lansia
barbuglia nello sforzo il sortilegio
antico: con prudenza estrema,

ti sussurro impossibili trame.

Id: 13713 Data: 23/03/2012 16:15:06

*

Discanto

Discanto

Un muto discanto: parole che non trovo
su corde esauste per tensione spezzata.
La debolezza del suono fatica
ad evocare dal sogno versi che incespicano
di rozza fattura: interrompo lardimento.
Fuori, nel verde arroventato sbava
dal silenzio luggia delleternit.
Un bordone di passioni contrappunta
gli intoppi di una giornata
cos, nella diversit del vivere
accolgo limprevisto come altro da me,
sigillato nel tuo sguardo sereno
dattenzione nel fare la magia desserci.


Id: 13707 Data: 23/03/2012 11:31:46

*

Basta!

Basta! Mi rilascio nellalito del mondo
senza fissi orizzonti, testardo toccando,
nel tetro carcame, leva sulla cagnara pesta.
Capita, talora, dincalzare il tribolante labaro
del caso cos di carne e sangue far festa,
per perire nello scempio sordo imprecando.
Quale contrappasso, muto fiacco ed amaro,
troppo si ciarla dequilibrio e coscienza,
sragionando damore in pazzia e presenza.

Id: 13689 Data: 22/03/2012 15:30:35

*

Buon tema...

Buon tema per i sentimenti, un clima
alternante fino alla volubilit
per un singolare autunno. Quale natura,
quando sono evasi i giorni destate,
smorzati in improvvisi burrascosi scrosci?
Alla malinconia ben altro necessita
piuttosto che un languida mitezza poetica.
Preferisco le lunghe grigie giornate utili
per separare il secco dallumido.

Id: 13667 Data: 21/03/2012 15:19:19

*

Come Icaro

Come Icaro


Quel silenzio, il vento tra le prominenti fronde
laddove alto osa il nido della gazza
e marzo che scuote le gracili frasche
mentre il caldo indugia tra gemme pigre
che ancora indugiano prima di schiudersi:
cos la crisalide dellanima, dentro,
nel viscerale nulla gonfio di cagliati umori,
inquieto di rimanere abortito embrione.
Malgrado l'alitare fioco dello spirito,
le ali costano il sacrificio dell'attimo:
e pi in alto cosa?

Id: 13626 Data: 19/03/2012 14:13:53

*

Accade...

Accade, certi giorni, che la vita
savvelena e non sai come scovarne
la causa. Scopro la fiacca di lettere
stantie, anche perch il mio trovare
costringe nel volo dell inquietudine.

Ho solo voglia dandarmene via,
ora. Qui, ormai, tutto guasto di fiele,
lumano limite morto dinedia.
Allora, fosco dentusiasmo
taffanni organizzando e scopri che,
quando prepari tutto e tutto pronto,
lidea del viaggio spossa primancora
di gettarti alle spalle mesi stracchi
di dura insonnia e preoccupazioni.
Lamaro gusto del tagliare sciape
consuetudini getta fuori
tanto che senti la nudit cruda
e scruti lessere pulsare forte
nellapertura della quieta vita.

Lispirazione, mosto ribollente,
trascina nella schiuma dello scrivere
ovunque. Fitti intrecci di versi,
trame schizzate nottetempo
su grigia polvere rendono anima
al gusto del partire.

Id: 13625 Data: 19/03/2012 13:56:36

*

...ecco...

Ecco, silenzio di morte notte sospesa
di presagi, ho smarrito la bava del sonno
inseguendo il dire atro in metrica offesa:
improvviso, da uno squarcio, paure che vanno,
un mare amoroso di sguincio nell'intrico
di selva nemica. Lo spirito scioglie passione
volando alle risacche lente, e cos dico
smarrendo ogni diruta presunzione,
quanto densa la dolcezza dell'attesa.


Id: 13601 Data: 18/03/2012 15:16:43