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Raccolta di poesie di Michele Fiorenza
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Stelle

STELLE

 

Fummo noi due, insieme,

a cominciare a vedere le stelle,

prima volta per te,

prima volta per me,

a contarle insieme,

stupiti di quante fossero.

 

Stelle…

quasi ogni sera,

tra baci e carezze

ed emozione finale.

 

E dopo capire

quanto fosse l’amore

ancora rimasto.

 

Tesoro facesti

di parte di me,

per mostre gira

il nostro tesoro, adesso.

 

Dopo, la nebbia…

ma fianco a fianco

ancora sempre,

respiro nel respiro,

a guardare la luna,

il sole, il mare…

 

A guardare noi,

le luci degli occhi,

i riflessi dell’anima.

 

Anime pure, noi due,

che ancora talvolta

dolcezze troppo dolcezze

uniscono insieme.

 

Solo io, che mai lo dissi ad alcuna

diversa da te,

alzando il capo

posso dirti fiero

e convinto:

“Ti amo”.

 

E le stelle

rimarranno a guardare…

 

Michele Fiorenza – 27.08.2011

opera registrata

 

 

*

La mia libertà

LA MIA LIBERTA’

La mia libertà
è un messaggio in bottiglia
che si dondola e va.

La mia libertà
è chiusa nel vetro
che navigherà.

Lo scoglio l’attende
lontano, in futuro,
per romper la cella
e sbiadire l’inchiostro.

La spiaggia l’attende
e un ragazzo curioso
che aprirà per capire.

La mia libertà
è scritta nel vento,
che porta via le parole
e il mio sentimento.

La mia libertà
ha ali di carta
e gambe di piombo,
un pensiero che vola
sulle onde del mare
alla brezza e nel sole.

Michele Fiorenza

*

L’erba

L’ ERBA

Dopo il muro l’erba
cresce indisturbata
e si dondola al vento della notte.
La natura stessa respira
nel creato
e si rivela nel silenzio,
quando l’uomo è via, lontano
e non la può sentire.

Così l’erba sino ai monti
e dopo i monti l’erba,
come i giorni alla morte
e dopo morte i giorni
per un’altra valle,
che la stessa luna
consolerà ancora.

La vita come un viaggio
per divertirsi, e poi…
riparte il treno
e non sai dove sei
serenamente giunto.

Anche l’erba muore,
ma chissà se ricorda
il suo fresco cullarsi
sotto il cielo stellato,
chissà se conosce quel sole
che sorgerà al mattino
per il nostro, come il suo, destino.
Forse capisce
e ringraziando tace.


Michele Fiorenza



*

L’azzurro mattino

L’ AZZURRO MATTINO

Le barche si cullano mute
nel piccolo porto,
alla brezza mattutina,
e il sole si alza
stendendo i suoi raggi
sulle docili acque.
Il vento comanda il canneto
da cui ieri sera
s'irradiava il tuo riso argentino...

Fra poco anche tu ti alzerai
e apparirai come il giorno,
più radiosa del sole,
e i tuoi capelli
giocheranno col vento
a coprire e scoprire i tuoi occhi
splendenti
di un amore più grande di te...

E mi verrai vicino,
camminando sull'erba
ricolma di rugiada,
e guarderai con me
l'azzurro mattino
sul piccolo porto
dove mute
le barche sonnecchiano ancora.

E io mi sveglierò...
come sempre ormai
quando sogno di te,
lieto e infelice
per questa vana rivalsa del cuore.

opera registrata

*

Il giardino degli angeli

IL GIARDINO DEGLI ANGELI

Nel giardino degli angeli
ho atteso invano
che il paradiso si aprisse.
Ho atteso per ore,
per giorni, per anni.
Ho pregato sull'erba
del giardino degli angeli,
sotto il cielo più bello
di tutto il creato.

L'aria, sospinta
da invisibili colpi di ala,
agitava foglie
rossicce e dorate;
le staccava dai rami frondosi
di alberi bruni
ad ogni tramonto,
e spandeva ad ogni alba
un profumo di fiori
bellissimi e rari,
mentre un suono di organi e squille
copriva le meste parole
di chi nell'attesa
pregando credeva
si potessero aprire le porte
del suo paradiso...
Non bussate alla porta
di quel paradiso,
perchè una tempesta
scenderà giù dal cielo
e un fulmine d’oro
colpirà quell’incauta mano.
Veniteci in volo,
sul bianco alato cavallo,
con la fulgida spada
di chi crede e non teme

… E gettate una croce pietosa
sul mio povero corpo,
che esanime giace
nel giardino degli angeli.