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Raccolta di poesie di Giusy Montalbano
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Scrivere

"Si culla nel silenzio l’altalena dove le parole attendono
andirivieni perpetuo di guizzi e nebbie afferrandole il timore di dimenticare scompare" .

 

Scrivere è capire che
le mani hanno una propria memoria
le dita conservano artigli e carezze
della notte
e comete bianche scintillanti di fiamme
il corpo ha una memoria
dei figli che facciamo
i posti dove ci siamo fatti male
la geografia della Bellezza
che ci ha visto rinascere
e i setacci dei nostri scheletri nella terra nuda,
ma nessuna parola ha tanto significato quanto una vita
solo i miei occhi sanno pronunciare chi sono
sanno dirti cos’è amare
che è trattenersi, tanto quanto trattenere
quel poco che basta per restare
nel modo in cui il sangue della Luna è Mare.

 

*

La mia Poesia più bella

Le mie rime più belle
non furono macchiate d'inchiostro e parole
ma sciabole di respiri a spezzare l'ansimo
dell'anima senza fiato
le mie rime più belle
restano incise sulla pelle
lingue di fuoco a sfidare il vento
e la terra assopita
un fiore cucito sulle labbra
a sedurre il silenzio danzando di dolcezza
La mia poesia più bella
si fermò sugli occhi tra palpebre e ciglia
cullandosi di attesa e accoglienza
percosse impervi e oscuri tragitti
e divenne mare
che tra i seni riposa
trasudando di Luce
vive di brividi irrequieti
e scrive sul cuore meraviglie
nell'anelito perpetuo di quiete e pace.
La mia Poesia più bella sarà il mio ultimo sguardo
l'ultima cosa che di me vedrai
poi sarà soltanto una carezza Divina
che chiuderà l'eterna contesa con l'Amore
umiliato e offeso dalla mia stessa oscurità.

*

Troppa Anima

La vita dovrebbe scorrere distesa
rigagnolo di fiume nelle braccia del tempo
verso un mare che ti beve e si contrae lasciandoti acqua
dovrebbe essere una pennellata di colore intenso
sulla tela dell’immenso 
che strepita di accesa sfavillante luce
e poi un cadere lento 
di un suono prima che diventi musica
un tocco appena sfiorato
sullo sguardo 
prima di palpebre 
che trattengono rugiada tra le ciglia 
a pettinare i nodi dell’oscurità
dovrebbe essere un bacio
strappato dai denti della morte
una parola che significhi tutto
più di mille rime che non sanno come coglierti intera
dovrebbe essere
la mano che mi ripesca il cuore
divorato dal nulla
un fiato, un respiro
e invece a volte è soltanto un singhiozzo muto
che non arriva ad essere pianto
prosciugato e deriso
da troppa anima
che si spacca in due d’Amore
lanciando spasimi al Cielo.

G.M

*

Prova a sentirmi

In un soffio leggero d’aria pulita

che ti attraversa accarezzandoti il viso…

nell’alba tra sprazzi di luce e nuvole

mentre impaziente mi affaccio

ad osservarti vivere…

tra i rumori del traffico

come un silenzio che ti parla solo di Amore

nel battito d’ali di una rondine che tenta

di spiccare il suo primo volo…

prova a sentirmi …

mentre mi poso sulle labbra socchiuse

e ti bacio per dirti buongiorno..

nell’anima e nel profondo di te

ti amo e ti ascolto

passarmi come onda morbida tra tempeste

di pensieri ormai stanchi

prova a sentirmi

prova..

sono con te.

*

Tieniti la mia Luce

 

Conserva di me la Luce
quel chiarore improvviso
che ti ha acceso di bagliore 
che non conosce notte
e della notte ne fa una nenia
per cullarti quando la luna ti falcia
tieniti di me
il mare che si gonfia prima di morire 
su una riva solitaria e vuota
prenditi la Poesia
quella scritta e amata
come il sangue che mi scorre
quella incisa nel breve baleno di un attimo 
ormai eterno
tutta la mia saliva 
a dissetarti nell’arsura
e le mie lacrime
a suggellare verità
come un patto: 
pagare al posto tuo
il costo che chiede l’Amore
e lasciarti un saldo 
che non può reclamarti più nulla
tieniti la mia luce
lasciami l’ombra
io so morire
di oscurità anche per te
e cantarti il mio cuore
tra le pieghe degli occhi
che mai cadono in sonno.

*

Assolo

 

Di pelle e sospiri 

percorsi
attraversando il silenzio
bevendone sete di parole
di ossa piegate curve e ginocchia
spezzate
tra i margini di attesa e preghiera
di anima piena
anfora di dolcezza versata a stillare
ogni miseria
ogni tenerezza lambita nel vento
ali e voli rimbalzando su lacrime
saette scagliate al sole
e poi passi scesi
nell'immenso di ogni speranza
poggiata sulla duna di un desiderio nascosto
per lasciarlo inghiottire dal mare
soli si nasce
soli si muore
solcando la vita fino a spremerla
a volte una sola nota
ad aprire un assolo


che infrange il Cielo
divorandone stelle
a volte solo una voce
un grido struggente
e sei aria che sfida fiato
vibrando d'Amore
come fosse l'ultima volta.

*

Terra

Terra
rigogliosa e accesa nel palmo del sole
stagione che attende nel grembo dell’oscurità
e vivifica un sonno che mai dorme
Terra 
solcata arrovistata e sconvolta
fino alle viscere
pietra e polvere
seminata in campo a saziare la fame degli altri
Terra
straziata e ammutolita
dal calpestìo di cavalli bradi
che picchiano tamburi selvaggi
per ammiccarsi una danza di pioggia
Terra
bocciolo di rosa che apre petali di baci
e poi sabbia ingoiata da un mare in tempesta
Terra!
a volte nemmeno il Cielo ti copre
ti cade sopra con il suo drappo di stelle e luce
lasciandoti le tue nude crepe
senza nemmeno sfiorarti.

G.M

*

E sentire

Scivola il cuore
sottovoce, lento
mentre tengo fra le ciglia
il filo  immobile del mare : inquieta
percorsi dentro
umide labbra a tastare il rovescio della pelle
camminare con pensieri lieve
come fosse appena un sogno
infiltrata nell’ovatta di un cielo cobalto
intrisa di vene che spurgano aria
sentirlo scivolare il cuore
smuoverlo appena
e sentirsi fiore dentro una corolla
sentirsi campo prima del raccolto
tappeto d’erba grondante di brina
che si dondola al sole
e dal sole scoprire che puoi sorridere
senza chiederlo
sentirsi frutto acerbo
che domanda ancora un po’ di tempo
un papavero rosso che si prosta al vento
e poi ne cavalca la scia
avido di bellezza.
Attorcigliare i sensi 
a polsi e caviglie
mentre ogni cosa si spalanca a conchiglia
che anela solo di afferrare
per consumarsi in tenera dolcezza .
Mi scivola il cuore
tra le mie mani 
che disegnano ricami di luce
e raccolgono
gocce di pioggia conservata
sul ventre
a dissetare il silenzio.
Colmare gli intervalli tra respiro e fiato
fino a non esserci vuoto
fino all’Amore 
e sentire che può bastare.

*

Baci di Piuma

Ho tentato di scrivere una Poesia
che parlasse di te
sono uscite parole
ed erano mani occhi e farfalle
sillabe frenetiche di brividi e aria
danzanti e libere 
macchiate di Cielo
vortici e arabeschi di luce che non temono ombre
si sono adagiate un po’ prima di abbandonarsi
hanno sostato a lungo tra palpebre e ciglia
per impigliarsi in una goccia di rugiada 
che ti sorride ad ogni sguardo
hanno percorso ogni tua via inciampando qua e là
prima di correre ,
ti hanno accarezzato a lungo
hanno tastato cecità e patito l’attesa
prima di legarti in un abbraccio senza fine
erano parole
un  bacio dell’anima che ti tocca da dentro
formule magiche e antiche a scongiurare la morte nella solitudine
una preghiera di benedizione 
come pioggia scrosciante sul vivo che ti resta
volevo una poesia che fosse Bene
quello che non si sa scrivere 
senza  sminuire
una semplice immane strepitosa Bellezza 
musica che cantasse la tua esistenza ad ogni respiro
che fosse mare dove avresti potuto trovarmi
magari solo un riflesso della stessa acqua
che ti inonda…senza più sete
volevo fosse Poesia
non una rima qualunque
ma qualcosa di scritto che rimane ,
volevo una Poesia
sono uscite sfacciate parole carpite alla pelle che mi regge il cuore
non so cosa sia…
mi sorride tra le mani la piuma di un angelo intrepido e distratto 
mi mescola la vita l’impertinente!
mi pone in bocca baci d’amore senza  più parole!

*

Amore che canta

Cominciare in te
alba di colori accesi
che sfumano piano grigiori e nuvole
ed essere cielo morbido, azzurro e terso.
Percorrere te
ogni strada, ogni stagione
vene ed arterie
battendo il ritmo incauto del tempo
e respirarti fiato
assestando man mano il fulcro del tuo cuore
nel movimento rauco che include ogni cambiamento
Sostare in te
tra i segni innati
che ti porti appresso
e tutti quelli che la Vita ti ha lasciato
conciliando rifiuti e accettazioni
rese e ribellioni
fino a sentirti ridere e sorriderti dentro
esplodere in te
stupore acceso
di sogni e farfalle
sorvolarti addosso
scivolarti in ogni posto
toccando ogni punto nascosto
e tra baci e carezze
spingerti e sopspingerti
in voli arditi
azzardando altezze che sedano ogni dolore
posarmi…
dove puoi trovarmi
tenerti nel ventre
tra acqua e sangue
nutrirti di bellezza che conosce quiete e sonno
vorrei per te, cominciare, percorrere,sostare, esplodere e infine posarmi
ed essere Amore
il tuo Mare immenso
che ti canta.

*

Vengo dal deserto

Arrivo dal deserto Anima mia

Dopo notti e notti di luce spenta

Le mie narici spirano ancora sabbia

La mia pelle è screpolata dal sole

I miei occhi cercano sosta

Estesi , caduti e fiacchi  da troppo spazio vuoto

Giungo da lontano Anima mia

Aride dune

Mi hanno cullato

Vento di Ghibli ha squarciato le mie vesti

E l’arsura mi ha scomposta   staccandomi   lembi  di ciò che restava

Vengo dal deserto, vengo da lì Anima cara

Dal luogo dove ti ho udito gridare

Chiedere e implorare

Dal posto dove si ode l’ultima voce

Prima di cedere   il cuore e i suoi battiti  fino a scomparire

Morta di niente

Vengo dal deserto, Anima mia

Ti porto al Mare!

*

Di Brace accesa

Scorre indolente il fiume
per riversarsi vigoroso nel mare
procedano le mie stagioni
nel tripudio discordante di luci, suoni e colori
vanno discordando i miei umori
tra tempo e memoria
arrancano istanti che vorrei fermare
dissentono secoli da scontare
intanto il vento di scirocco
ansima parole da terre lontane.
Scorre ogni cosa
indugi ed incedere lesti
Il sorriso chiuso, ristretto in tentato stupore, le lacrime intenerite
da un improvviso folgore
mentre osservo le mani pettino pensieri e nei segni ci scopro
indulgenza.
Ho perso la fretta
riposto la smania di assorbire in fretta
e brucio quieta restando immobile con la mia brace accesa.

 

*

Vorrei capire

Dove finisce l'eco del silenzio
prima di suonare musica
dove tace l'ultima rabbia
prima del perdono
dove si conserva il calore di una carezza
prima di ibernare il cuore
vorrei capire
dove l'assenza è non smettere di aspettare
dove i miei occhi scavano segreti 
per uscire dalle ombre che riflettono 
ricordi amari
vorrei capire dove nasce lo stupore
prima che una gioia muoia
accorgermi quando accade
che lacrime lavano  polvere
e il pianto diventa benedizione
capire di non sapere ancora
cogliere il baleno dell'anima che vibra
a un desiderio
vorrei capire
dove danzo
dove nasco e canto
prima di darmi al mondo.

*

E’ passato il vento, è passato il tempo

E' passato vento sul davanzale
soffiava tempo
ho sentito
un eco forse solo un lamento
piangeva
antiche memorie

non si è smossa la polvere
ha tracciato segni
ha lasciato rumori

parlano
e graffiano i silenzi
lingue di fuoco
sono le parole
quando bastano a fermarti il cuore
lame cieche che tagliano l'aria
e non ti lasciano gridare
è passato il tempo
il mio e quello di molti altri
mi ha stretta: Sola!
qui dove sono
non ho braccia che arrivano al cielo
non ho finestre per spiare luce e orizzonti
soltanto occhi annacquati
di mare e poesia
che non sanno più dove posare:
chiusi
adagiati
in un sibilo di fiato
che mi tiene il battito.

*

Sospinta dal vento

Dolcemente adagio con cura ogni dolore
il cuore prende il largo
esoda pensieri e inquietudini
sospinta dal vento
cullata da memoria senza più tempo
apnea per riprendere fiato
è sosta
struggimento di gioia
piena
che non so dimenticare
non ho rime per narrare il volo degli angeli trafitti
dalla fame che lascia l'arsura
ma so distinguere i segni sul volto
dei marchiati, umiliati dal fragore del silenzio

nostalgici perpetui del mare
non ho occhi che possono disegnare gli abissi della solitudine
di chi cerca ovunque Amore
ma ho mani che danzano con la luce
nell'oscurità
e l'anima forte di un giaguaro che diserta spaziando
il baratro dell'indolenza che uccide.

 

 

 

*

I miei versi, la Poesia

Ascolto scrivendo
traduco luce
 i piccoli passi incerti e balbuzienti
 della via
che dilata un pertugio d'uscita
nelle tenebre
forse
dovrei lasciarti  generose rime
che si muovano sinuose e morbide
petali di mani
vellutati come baci che
accarezzano pensieri
potresti così capire la vita come la sento
quando l' anima trema di vigore
e speranze ridono volando di gioia
ma spesso ho
artigli che escono
dagli occhi
e scivolano
senza pareti
nuotando in memoria
 che beve  tempo che non torna
ed allora i miei versi
sono sguardi adagiati
spenti sospesi
impigliati tra rovi di
orizzonti e baratri
la mia voce è soltanto
anima
salvata e ancorata a scintille
di amore che disgela le vene
Poesia nel braciere
che arde parole
sillabe roventi
che bruciano questa solitudine
cantando
nostalgia di mare.

 

 

 

 

 

 

 

*

Me ne starò qui

 

 

 

Me ne starò qui
all'ombra verde di un cipresso
attorcigliata e stretta

per lasciare andare tutti i miei

obbligati distacchi
accarezzando pensieri e nostalgia
tremando con dolcezza e cuore
amando forte, più forte il vento
folata fresca d'aria che pettina  campi bruciati
di sole estivo cocenti
io rimarrò così
ammutolita dalla mia stessa voce
stanca di cantare preghiere e chiodi
conficcati in asciutta carne
senza più sangue da versare
mi troverai lì calma
perchè sono stata nomade
errabonda stremata dal deserto
e fiuto d'attesa che ha imparato ad aspettare
parlo di giorni che si scostano dal tempo
per divenire
e piango acqua che scorre per condurre
al mare sorgiva vera pura dei miei sogni
resto così
non so più perdermi
seguo scintille e presagi di fortuna
ho palpebre di falena
perrennemente attratte
da struggente luce che richiama.

 

 

 

 

 

 

*

Il mio amore di lacrime danza

 

 

 

Muta e buia
ti avvolge la terra
mentre io scalpitando grido solitudine
scivolando e cadendo
per risalire piano
oltre il silenzio, oltre il deserto
fresca rugiada che tintinnando piove
perdonami madre
non so sostare a lungo,

immobile ad imprecare contro
i giochi scuri accaniti e crudeli delle ombre
per questo  ti cerco afferrando in volo
il vuoto del cuore
senza più fondo
avverto bagliori improvvisi di gioia
cavalcando lontane memorie
pensandoti leggera
sollevo il sepolcro ad ogni ferita
impasto tenere parole
sputando la rabbia di averti perduto
e ti canto il mio amore
che di lacrime e fuoco danza.

 

 

*

Una carezza da respirare

Si è forse mosso, un poco il mio cuore

 

l'ho sentito come sciabola ferirmi alla schiena

 

il ventre si è disteso a lungo

 

raggomitolato in un angolo

 

le ossa hanno pianto 

 

stirate con forza dal dolore

 

deve essersi mosso,

 

perchè le ginocchia hanno imprecato

 

una strada, una via

 

aggrappandosi verso un cielo immobile

 

e il vento si è fatto ribelle

 

deridendo il battito che ignaro mi danza

 

si è mosso il mio cuore

 

portando il peso di ogni dolcezza

 

che pago con il livore 

 

sulla pancia resta piegato

 

diluito in memoria che parla...

 

aspetta una carezza da respirare.

 

 

 

 

 

 

*

Senza alcuna preghiera

Il vento non spira più aria
stringe catene
immobile muta si prosta la voce
al rumore del tempo
cade sola cade
speranza di cielo
che rami non giungono a toccare
e l'albero china la schiena
per giungere
agli occhi che strisciano
il baratro di terra che trema
pelle di corteccia striata da
sfoglia di luna che dorme
mani che danzano petali dischiusi
alla notte
scortica la vita fino alle ossa
se giungi alla soglia del sole
e non sai tornare
cade la lingua
nella fornace del fuoco
senza più scrivere giorni
prima della cenere
un rombo un silenzio
senza alcuna preghiera.



*

Grandi Poeti

Di rime
aprono sipari alla Vita
mentre la morte danza furente
reclusa e immobile nelle caverne del cuore
tuonano come rombi
annunciando tempeste di luce e di pioggia
Sono grandi poeti
che amano piccoli luoghi abitati da folla di umanità
cantando Amore sopravvissuto all'oblìo del tempo
disdegnando il coro dei consensi e degli assensi
gridano solo voce nei silenzi
Grandi poeti!
Serafici angeli
che vegliate
con carezze amorevoli sogni di verde Speranza
salvandomi dai morsi demoni e neri del nulla.


*

Vorrei come alba

Scivola lento il primo chiarore del mattino
giorno imbustato
come lettera lasciata passare sotto la porta
arriva attraverso persiane
brancica qualche bagliore
si allunga sugli occhi pettinando ciglia
vorrei toccare anch'io i tuoi luoghi,
ogni tuo posto
dirti cose nuove
soltanto con lo sguardo
giungere là, proprio nel momento esatto
in cui sgusci
fuori dal sonno
e le tue braccia remano
nel canneto dei sogni
quando la pelle emerge
è tutto è semiaperto
arrivare in controluce
leggere ogni cosa che temi
ogni cosa che ami
sedermi nella terrazza della tua memoria
spremendo aurore di profumi
spezzare ogni struggimento
raschiarti l'aria
e riempirti ogni piega del cuore
destarti di vento bagnato di musica
e cantare di festa nel carbone acceso
fino alla pietra
fino all'osso
fino alla pelle
convulsa di sangue e respiro.




*

Aspettami

Aspettami dove incontro luce
libera dalla trappola delle mie stesse ombre
sgravata dal peso del dolore cresciuto nel ventre
calma da un frastuono adagiato
che rovista e mescola da sempre il mio sangue
aspettami...
mentre giro tra i vortici che spingono ossa
e mi portano ad annusare terra di fango
con i miei sguardi muti
spogli di ogni ricordo
e la mia lingua arrotolata
nelle orecchie senza eco ne ode
aspettami
senza diademi di gloria
e stendardi di vittoria
sono una piccola reduce
sopravvissuta allo sterminio spietato
del mio stesso cuore.
Arriverò contando ogni passo
tra inciampi e cadute
con questi segni fradici
crateri e solchi di vita
con questa ostinata frenesia
che rincorre traiettorie di silenzio
con tutta la mia fame sazia
di bagliore che si muove
ferma e immobile
nel tutto che mi contiene
aspettami, Tu aspettami.

*

Spirito audace

Non posso tradurre in parole
i miei spasmi incastrati
ed allora i miei versi
sono sillabe mute
ansimanti
che cercano la nettezza festiva del cielo
dalle mie labbra cade la voce
mentre tra i denti soffia la pancia
che brontola
rosicchiando la notte
qualche volta sono soltanto un' isola
selvaggia, deserta
dalla costa frastagliata di rocce
isola
dagli alberi con radici bagnate di sangue
protese , supplichevoli verso il mare
e foglie esauste di essere ombra
soffio di vento grecale
freccia di intenso
conficcata nelle pieghe di questa stessa vita
strappo di fiera bellezza che mi confonde
derubata dei suoi giorni scuri
soltanto tempo
che batte e rade deserto,
spirito audace
che nuota nell'aria
condannata a vivere.

*

L’ho vista

L'ho vista scavare un varco a morsi
nei tunnel oscuri senza uscita
muoversi cauta
piegarsi tanto da passare tra spiragli di flebile luce
l'ho sentita singhiozzare tra pianto e risa
afona urlarmi fiato
e colma di coraggio tremare di paura
l'ho scrutata nascosta in fondo a fiumi di memoria
parlarmi di una storia antica
e poi dimenarsi stretta
per stringermi più forte
mi ha atteso tutte le volte
che l'ho tradita
seguendomi in disparte
ed ha tagliato la testa ai miei dolori
mi ha preparato il pane
pescandomi nel cuore
l'ho vista...
ed è con questi stessi occhi
che adesso scrivo il mare.

*

Musica fino a volare

Sei rivolo d'acqua pura
cammini tastando
il fuscìo dei miei respiri penduli
scivoli tra maglie intasate e nodi di fiato
e dormi tra costole e cuore
questo crocevia affollato di luoghi perduti
sei suono di vento
che vibrando riposi
azzardata e spacciata canti voce
violando rime balbuzienti
che incespicano tra i miei passi spinosi
sei quest' aria genuflessa
che prega i miei distacchi
patria della terra che mi aspetta
colore acceso che affonda occhi
nel mio buio intenso
persino carezza
che ballando tra i sensi
stordisci ammaliando di danza
silenzio e dolenza
stancandomi il vuoto
mi colmi fino a volare.


*

Cercando di te, mia Poesia

Cercando te, mia Poesia
ho inarcato la schiena
questa duna di ossa tremanti
che non trova comoda posa
ho costretto le braccia a spingere aria
fino a volare
cercando di te
ho spazzato con le ciglia
la polvere di ogni dolore
mortificando il buio
per farlo nuotare nella tua luce
ho pietrificato i sassi
con sguardi e petali di suono
per sentirli vibrare nella tua musica
che mi trascina ovunque
oltre ogni rumore
cercando di te
mi sono fatta piccola,
mi sono resa semplice
carta bianca
per lasciarti scrivere
ogni parola
ti ho soffiato
il pianto
la rabbia e l'impotenza
aspettando te
ti cerco ancora
per restare in te
io faccio grande
questo tenero cuore
io faccio immensa
questa anima stesa
e sono esile piuma
che si muove soltanto
ad ogni tuo bacio.

*

Amo

Amo questo tepore sommesso
del cuore che si culla
amo la memoria quando
è ricordo di un sibilo
che diventa voce
amo questa pace
del corpo che si adagia su un pensiero
si inonda di musica
si espande di gioia
danzando dopo la pioggia
amo il silenzio che mi abbraccia
dopo ogni tempesta
e il vento che pettina il dolore
è soffio
è sospiro
che canta
amo piegarmi alla terra
prima di stendere al cielo
ogni preghiera
che invoca quiete immobile.

*

Io cerco

Io cerco il germe del suono
prima che diventi musica
e la sfumatura appena accennata
della luce che illumina un verso
quando si dondola tra pozzi e alture
io cerco un assenso
forse soltanto un appiglio
quando il mio sorriso storce il muso
e non trova piega dove stirarsi
e cerco nell'altalena dei miei sensi asciutti
un mare dove bagnare il cuore
oppiato dalla stanchezza...
io cerco e mi ritrovo
proprio quando mi perdo
c'è sempre la stessa strada che mi aspetta.

*

Ora saprai

Ora che questo tuo ricordo
mi dorme sugli occhi
saprai che so calmare le ombre
quando si muovono tra palpebre e finestre
e non trovano luogo dove aspettarti
ora che il tempo non conta granelli di attimi
e non aspetta domani
per stringerti adesso
saprai che ballo la vita
anche senza musica e accordo il rumore del silenzio
cantando il tuo nome soltanto per te
ora che passo e cammino volandonti sul cuore
senza peso e zavorre
saprai che ci sei
in ogni cosa che amo
saprai che ci separa soltanto
un odoroso tappeto di rose
che parla ad ogni pensiero.

*

Sono tutta qui

Sono tutta qui:
piccola sull'orlo del cielo
lingua pungente che striscia su petali
arrotolati dal vento
sono tutta qui:
destata dal sudore dei giorni
che camminano indietro
prima di riprendere i passi
duna mossa
dagli occhi del sole
mentre il mare mi ricorda il nome
se perdo i respiri..
smarrisco l'aria
sono tutta qui:
a sollevarti la Luna
che mi gioca gli umori
con polvere antica
acrobata di note
ad accorciare stridori
prima che il freddo strazi la fune
appesa a queste labbra che piangono aurore
prima di andare
senza sapere più come tornare
senza lasciarti un bacio
che possa nuotarti nel cuore
come un colore
che cade
che danza
accarezzandoti
dolcissimo e piano...
pianissimo soffio
a parlarti di me.




*

Se Tu mi parli

Se Tu mi parli
io resto senza rumore
ed ho parole che si assopiscono cullandosi
nel caos delle mie voci nomadi in cerca di una sponda
dove vibrare
Se tu mi parli
è sempre dolce
è sempre Amore
quello che sento e non so cantare
Se Tu mi parli
io sono primula nell'altalena del Tuo vento
e cresco fiato e gioco
piccola e tenera nella foschia
dei pensieri che non trovano pace
tremante , incredula
sospiro di bellezza
Se Tu rispondi
le mie lacrime sono gocce di filigrana
arabeschi di luce e colore
che tingono la terra
nel mio deserto
dove muoio
per rinascere
in questo battito che parla di Te.

*

Giorno per giorno

Giorno per giorno
e gli occhi strisciano
senza vedere
il suono si perde
nemmeno quest'eco stridulo
colpisce il cuore
giorno per giorno
rimando il sole verso domani
mani che aggrappano voci
non ho parole
passioni che cercano solitudine
per esplodere
è gusto acerbo
autunno che si veste di tutte le stagioni
questo mio giorno per giorno
sale e dolcezza
senza sapore
è rimpiangere
nostalgia che trema come il vento
quando sbatte senza trovare posa
giorno per giorno
mentre la vita passa
su ogni attimo eterno
e tutto sembra fine
semplicemente
principio nel contrasto
sono desta
chiudendo la mente al sonno
mangio fragole odorose
solo quando dormo.

*

Stasera, la mia notte

Non sei seta che avvolgi stasera
mia notte
avvinghiata e ruvida ti posi
tra costole e cuore
accoltelli la mente
tagliandomi i pensieri
rumore
travolgi ogni suono
fino al silenzio
bacio che spacca le labbra
per divorare fame
briciole incandescenti
raccolte tra i sassi
non sei culla stasera
non ho nido
dove aspettare
oblìo di piena memoria
che lascio andare
stasera mi guardi,scura
farneticando ombre che danzano pioggia
mi trovi qui...
raccolgo piccole gocce di rugiada
nascoste tra i denti
le palpebre chiuse
ti sorridono adesso
saette di fuoco
che sfidano in guerra il sonno
prima di ogni tua parola.

*

Ho danzato con te

Ho danzato con te
accovacciata, piccola e intensa
guardando il Cielo
sospinta da un refolo calmo
nascosta nel tuo sguardo
io...
mi sono stretta così tanto
da non aver paura
abbandonata nel calore di un respiro
che camminava lento
a percorrere tutta questa nostra misera storia
senza mani e piedi
io ho danzato
con te
così vento
così musica
così Poesia
struggente come l'inchino placido
di un fiore al sole
e acqua di fiume
che scorre per morire nel mare
io ho danzato...
con te...
nuda senza pelle
coperta di fuoco
a spegnere ogni ghiacciaio che brucia
ed ora questa musica
sempre mi danza
abbraccio e voce
che mi suona
lasciandomi andare
e scorro,scorro
senza premura
per ritrovarti nel mio tempo
che è melodia
ed accompagna ogni attimo che sfugge
senza te.







*

Disegnami la Luce

Tra gli angoli celati dal timore
e lo sbalzo ribelle prima di una resa,
nella foschia che mi confonde
in mezzo ai ricordi che graffiano
e le vene gonfie come rami
che si staccano dal cuore
su tutti quei pensieri che mi portano
dove non ho meta
disegnami la luce
fallo adesso
mentre il buio mi prende
scuotendomi senza colore
assorta e lontana
senza rumore
disegnami cullata tra schiuma d'onda
che riposa
nel mare che mi vive
prova a fermarmi
quando non so dove andare
prova a sorridermi
prova a chiamarmi musica
come se
io potessi ancora diventare
stupore che non sa scrivere occhi
all'oscurità.

*

C’è Poesia ...anche qui

Indincibile sussurro
si espande nel silenzio...
abisso e aria
dove si posano carezze
c'è equilibrio nel mio volteggiare disperato, incauto
stranamente non cado
dondolo appesa tra i flutti
trascinanando residui nel mare
fino a danzare
di ogni colore che tinge questa oscurità
mai nera
bagnata
di dolci parole
che cantano luce
c'è Poesia
armonia nel nulla
occhi in questa cecità
che vede Infinito
c'è Poesia...
persino
in questo cuore
conchiglia rinvenuta
lungo la battigia
dove riposo stanca
invecchiata e disidratata
da memoria e deserto
sono
teca arrugginita dalla tenerezza che mai mi fu data
rinvenuta tra i fondali coperta di sabbia
e coralli
ricomposta prima dell'ultimo commiato
sorrido per ogni frammento inutile
perduto per sempre.


*

Stride questa musica

Tu torni sola,
io resto sola...
ti trovo adesso al confine di questo dolore
scacciando il cuore da ogni nostalgia
anche il vento ha una sua melodia
simmetrie del tempo che scrive ricordi di noi,
cammino sull'ultimo fiato che hai speso
per dirmi ti amo
piccola fune sospesa tra oggi e domani
accendo verità
per crederci ancora
tu vai sola...
io mi fermo nel mondo che volevo per noi
pagando ogni spasimo
se non ti sento
lasciandoti andare
ti stringo più forte
tu vai sola
io resto sola...
ed è distanza
che stride la sua musica.


P.S: In memoria di Giovanna, mia madre.



*

14 febbraio 2012

E continuavo a chiedermi
perchè mai il mondo non aveva cessato di correre:
il tempo batteva i suoi inutili rumori,
gli occhi saltavano danzando tra luci e ombre
le mani con le ossa
toccavano il silenzio
per morire senza afferrare
e continuavo a chiedermi
di cosa sorridesse il sole
mentre la terra fradicia
ti pioveva addosso
senza attesa
io continuavo a guardarti
senza vederti
graffiando tutti i giorni senza i tuoi occhi
dimenticandoti senza memoria
amandoti e frantumandomi ad ogni fiato
privo del tuo respiro
io continuavo a chiedermi
e non so
cosa è rimasto di quel giorno
se non la vita di adesso
che mi si sdraia a fianco
beffandosi di questi giorni
che restano
ad aspettarti sempre.







*

Poco prima di questo silenzio

Poco prima del silenzio
è stato solo cuore senza battiti
senza fragore
sospensione di ritmo
apoteosi di tutte le voci senza suono
poco prima
uno spiraglio tenue
di ogni possibile possibilità
gocce di pioggia smarrite nel deserto
uno scrosciare affranto
che non si posa
poco prima del silenzio
un affano sfogliato
e una colonna da reggere su spalle
troppo stanche
e poi calma nel fiato che manca
poco prima
è ostinatamente adesso
ogni cosa si muove
inghiottito da un refolo
che non è vento.

*

Non lascerò

Non lascerò consumare senza aria
quest'esile fiamma
la circonderò di premure
avvolgendola nel manto della pazienza
la pettinerò lenta
districandole i nodi
sussurrandole singhiozzi
prima che si tramutino in pianto
non lascerò
che il peso dei giorni
spartiscano i passi
con il pane della fame
e il mare inghiotta l'ultima preghiera
senza congiungere le mani
pagina bianca
che puoi guardare in controluce
senza macchia di storia
arriverò stremata
calando le palpebre
come un sipario
non sarà morire
non sarà spegnersi
e nemmeno dormire
sarà tornare cantando la mia solitudine.

*

Abbracciami

Abbracciami
così arenata e immobile
avviluppata tra spire di vuoto che sfiatano muti
stringimi stretta
nell'unica carezza che mi contiene intera
ho tra i capelli monete di dolore
che non pagano
ma aprono conti di immani solitudini
e pensieri che vestono sabbia fine di deserto
il mio respiro adesso scroscia come pioggia
che non bagna
e sono ferma
senza più nome
abbracciami
tu così
mentre aspetto
un giro di vento
che mi tocchi
prima che la tua assenza
diventi questo mare
che non mi sa calmare
prima che la polvere della terra che ti copre
ingoi voce che non canta
si adombri in questa preghiera
che rantola e striscia
leccandomi il cuore asciutto
terso solo di lacrime.

*

Guardami nuda

Guardami come sono
così spoglia e chiara
senza i brandelli che lascia l'amarezza
quando ti cade addosso
fissa lo sguardo un solo attimo
fermalo nei miei occhi se si dondolano
nell'altalena di luci e ombre
guardami come mi sento
crepuscolo e iride di sole
mentre il buio mi abbraccia
con questo cuore che non mi riesce
di comandare
sempre così placido e imponente
così pieno di sangue!
Guardami e dimmi
che è vero
che ho una pelle troppo nuda
che non posso nascondere
nemmeno alla morte.







*

Non chiederti

Non chiederti come sto
adesso non mi so sentire
sono come una foglia che aspetta il vento
senza rumore, senza moto
oscillo e mi dondolo nel vuoto
non chiederti come mi sento
sono tutto il sentire che può contenere
questo mondo
eppure sono silenzio
non ho parole, nè suono nè eco
sono le mani
sospese senza presa
la voce che non esce
il respiro stanco
sono il delirio
di un'immagine che mi cattura
e la paura e il tormento
di una strada senza ritorno
non chiederti come sto
sono l'odore acre della morte
per rammentarti che tutto finisce
anche questi occhi belli che hanno visto troppo
che non si sanno rassegnare
a questa vita
che mai è stata.


P.S: Dedicata a te, madre, a cui non è stata data altra possibilità di riscatto che morire alla vita.

*

Io Ti chiedo

Se il sole oggi non scalda e si nasconde
se il fiore si piega stropicciato dalla pioggia
e il vento reclama il tempo per una tempesta
io Ti chiedo Signore soltanto che non sia vano
se il mio sguardo non riposa
su orizzonti di luce
il cuore è un pugno
tra gli artigli della notte
le labbra si seccano ferite dal sale
e la gioia non mi illumina i pensieri
io Ti chiedo Signore, soltanto che non sia vano
se non trovo il coraggio di morire nel dolore
per desiderare di vivere ancora
e la mia anima non si espande al pensiero dell'amore
io Ti chiedo Signore,soltanto che non sia vano
se non trovo il modo, la strada
se mi scordo di credere
se non riconosco più il Tuo nome e la Tua mano
se Ti cerco e non Ti trovo
se la tua Nostalgia non è abbastanza
per sentire Speranza
io Ti chiedo soltanto, Signore, che non sia tutto vano!


*

Di noi e le nostre lettere perse

Ho desiderato troppe volte di dormire nella tua terra
suonare nelle tue viscere
e percuotere il silenzio
farne musica leggera che cantasse invece che pregare
ho trovato ombre agonizzanti
a distogliere i nostri sguardi
cercandoti , trovandoti e perdendoti
mi sono smarrita anch'io sfinita
nel tempo che mai ci fu dato
e forse bastava soltanto quel tanto d'amore
che apre i gigli alla dolcezza del mattino
bastava ricordare che figlia è divenire
dopo essersi scrollati di dosso l'odore
del tuo sangue sulla pelle
per non dimenticare il profumo
e madri si cresce anche nell'errore
e madri si resta comunque
adesso ho dentro tutta questa pena
che mi tiene il posto senza più trovare un luogo
dove aspettarti
sento la consistenza delle tue palpebre
acquorosa che brucia come le lacrime
ed è il tuo cuore che mi conduce
ai limiti dell'amore.

*

Il mio inno all’Amore

Se anche il mio cuore
riuscisse a comprendere il perchè delle cose
ma non avessi l'amore
io sarei soltanto memoria senza storia
se anche io avessi coraggio da non aver paura
ma la mia forza non si fecodasse
nel perdono
io sarei soltanto una roccia fredda
che si sgretola di orgoglio
perchè l'amore
non dimentica nulla per perdere
ma edifica cattedrali di memoria
su rovine di nulla
l'amore è il tempo
che non conosce stagioni
è l'apnea nel profondo
che respira in me anche se mi manca il fiato
l'amore è il Bene
che non sopporta il mio male
ed la bocca che sorregge
il mio frastuono...
perchè l'amore
è quella solitudine che tiene insieme
ogni mio vuoto
perchè l'amore è puro, l'amore è maestoso,imponente
ma l'amore di cui sono capace
non è mai grande abbastanza
quando china il mio capo
tra le mani della misericordia
e germoglia dal fuoco del pianto.







*

Io tremo troppe volte...Sola

Io tremo troppe volte, sola
quando il mio sguardo incontra altri abissi
e la luce non basta
tremo per i segni su altra carne,
le cicatrici e le ferite che gridano sangue
per i nomi incerti scritti sulla lista dei sogni
e quelli cancellati da tempeste di sabbia...
io tremo d'infinito e di bene
ma anche di solitudine e pioggia
quando le parole non bastano
e il cuore si strozza di troppa aria e mare
di poco amore e abbandono...
io tremo troppo spesso, sola
per questo scrivo
per questo amo e stringo ogni stralcio di vita
che passa dalla mente al cuore
e si accomoda in un posto sicuro proprio nello stomaco...
io tremo e sono quella foglia che si tiene aggrappata
a un ramo e si culla in pace nel vento
il fremito timido, impercettibile
che esulta vibrando
senza musica
estensione e stridore
silenzio profondo che attraversa
il rumore assordante del mondo.

*

Ho i tuoi occhi nel cuore

Ho i tuoi occhi nel cuore, madre
e sono gli stessi del mio primo bagliore alla vita
sono ogni parola d'amore rimasta impigliata nel tempo
quando tra noi c'era solo distanza
sono tutte le parole farfugliate, tremanti,impacciate
come è spesso una colpa costretta
ho i tuoi occhi, madre, nei miei
li vedrà chi mi vorrà davvero guardare
si sentiranno in ogni silenzio
che grida il mio bene
ho i tuoi occhi,
fotografie indelebili
di ogni tuo abbraccio
che soltanto io vedo
ho il mio cuore straziato,consumato dalla pena
avvolto dai tuoi occhi
che mi consolano stretta
e il viaggio se anche per te domani si ferma
sarà per me quella strada che mi porta
verso i tuoi occhi.


*

Se potessi

Se potessi
raccontarti di tutto ciò che vedo
disegnerei la scia che segue sempre il mare
quando ti trascina e passa
se potessi fermare il cuore quando sale
dalle budella al cuore
sputerei carezze senza spine
e giorni colmi di fiori
colti e salvati da prati desolati
sciolti
dalle mani del vento
quando non ti abbraccia
se potessi! Se solo io potessi
vorrei sostare tra tutte le sillabe incerte
che dondolano senza sapere se cadere o andare
dargli la spinta adatta
la giusta forza
arrampicarmi sopra i tronchi che scorrono
nel fiume della vita
ballarci sopra
e non sentire il peso dei miei piedi ruvidi
levigati per i passi sulle rocce...
se io potessi!
farei Poesia di ogni fiato
assomigliando in qualche cosa
ad una goccia d'acqua
che scivola, si posa
cade lenta e bagna gli occhi per schiarire
il cielo quando non mi vede.


*

Se un giorno casomai

Se un giorno casomai tu non ricordassi
più il mio nome
pensa ti prego al rumore dell'onda
che si infrange sulla roccia
ascolta quando si calma stanco
e tocca gentile i tuoi occhi belli
che hanno saputo leggere
tutta la strada del mio cuore pellegrino
Se un giorno casomai tu non ricordassi
più il suono della mia voce
pensa soltanto a quella parola come un tuono
che ti ha chiamato Gioia! Gioia mia, Gioia!
si aprirà un solco nella tua terra
potrai sentire un tintinnio ridere tra i denti
e un tocco di fuoco acceso
a scaldarti mentre ti abbraccio ancora
stringendoti più forte.

*

Ogni tanto

Ogni tanto,succede, mi confondo
spoglio la tristezza fino a tremare di freddo
dimentico la consistenza e il tocco delle carezze
bacio e lecco le ferite e invece vorrei morderle.
Spesso io mi confondo
e non profumo di primavera
ma sono fumo che brucia di ogni sogno infranto
sono la rosa bianca pestata dal peso della pietra,
sono il vento che sbatte senza sapere dove andare
e quel bicchiere di vino tra le tue mani
invece che gusto di vivo sangue
un cancello chiuso
le mani che non arrivano
le braccia che si chiudono
e gli occhi che mi lasciano sola.
Troppe volte io mi confondo
e raccolgo briciole dal pane del passato
me lo faccio bastare ma rimane la fame
io mi confondo...
mi rimprovero i ricordi
e qualche volta temo di perderli
e non so se è giusto sentire
che il mio cuore si spacchi sempre per amore
che il mio cuore si sani sempre nel mare.

*

Poeti

C'è un luogo dove si incontrano i poeti
quando la loro pelle è fragile
per resistere ai morsi
lì, sfiorarsi con lo sguardo è come far l'amore
toccarsi è danza che cavalca il vento
in questo luogo non si parla mai con le parole
si ascolta la pioggia quando batte sul muro
e poi rimbomba negli occhi
si piange soltanto per troppo amore.
C'è questo luogo
che disegna mappe con le vene
e scrive soltanto il nostro vero nome
in questo posto ci ho fatto un segno
per ricordarmi dove nasco e dove muoio
ci ho lasciato un bacio
come sigillo
per chiudere la porta ad ogni offesa,
ogni rancore
io lì, ci ballo tutte le sere
quando la notte mi tormenta
io lì ci ho messo tutto il mio cuore
lo trovo sempre intero
senza graffi e segni
lo trovo ogni volta più grande
come il cielo quando si dilata per lasciare ridere il sole.

*

Il mio mare calmo è la Poesia

Ti hanno chiamato musica
che suona tra le vene dell'anima
che si ode quando vibra il petto
ti hanno chiamato luce
lampo di bellezza
tuono nel silenzio
iride d'arcobaleno
ti hanno abbracciato al freddo
mangiato nella fame
sorseggiato nel deserto
ti hanno dato mille nomi
paragonato ad ogni cosa che si muove e vive
per me sei soltanto il mio Mare calmo
dove mi muovo come se tu fossi Musica, luce, bellezza
uno sguardo d'Amore
che mi accoglie sempre
quando non so dove andare.

*

Quando si incontra il Cielo


Quando il ventre
distende i pugni
incontra il cielo
e si beve il pianto, la polvere e il vento
gli occhi
riposano sempre al tramonto
su pianure di petali e vele
si può dimenticare persino
la carne e sentire la musica
delle vertigini
un 'aria che
spezza la dura scorza
dei calcagni
fino a sentire
il bagliore del sole
che trafigge le ombre
ed è danza
che arpeggia lame di fuoco
abbracciando
ghiaccio e sangue.

*

Poesia è

Un respiro nella bocca del vento
un ballo dell'anima
che stringe il silenzio
e suona melodie
per scongiurare il buio della mente
poesia è
cadenza, battito e tamburo
in pioggia
che batte il mio tempo ritrovato
perduto su davanzali scordati
è mano amorevole
che scaccia la polvere
è questa voce che vibra
tremante di commozione
tutta
racchiusa in una lacrima di passione
per la vita
che resiste ai morsi
del disicanto
in un sorriso di bellezza e stupore.

*

Questo mio cuore

Ha uno strano languore il mio cuore...
si muove lento,
fascia aliti di vento su foglie che cadano
scadenzando i respiri
ha uno strano spessore questo mio cuore
occupa lo spazio tra grani di rosario
torturate tra le dita
è una distesa di lago questo mio cuore
balza dentro gli occhi il rumore dell'acqua
rincorre la fiamma in un mozzicone spento
arde proprio quando sente più freddo
è un canto, un eco, una sola parola
questo mio cuore
grida sempre abbracci
nuota in sola goccia di rugiada
che svapora nel profumo
nascosto di un fiore
al tocco di una carezza.

*

Non piango

Non piango la tristezza
mi ha insegnato i passi nella pioggia verso il sole
non piango il distacco e nemmeno la mancanza
da essi ho appreso che ho ali per innalzarmi
oltre l'attimo presente
e riempirmi di ogni cosa
ho luoghi dove la solitudine
non è peso
e vi posso misurare ciò che conta
non piango la miseria, gli stenti ed ogni fatica
è per questo che so di essere
coraggiosa e forte
Non piango l'amore
ho il tepore del cuore
che dorme sempre al mio fianco
non piango il silenzio
ho voci,grida, ululati lontani
che mi fanno da guida
quando attraverso la notte
non piango la libertà
sono vento
spiro dove voglio, ma non mi lascio afferrare
non piango l'ipocrisia, l'egoismo e l'incoerenza
mi amo soltanto
nella lealtà e nella trasparenza
non piango niente
tranne il desiderio di lacrime
se il deserto asciuga i miei sorrisi
e non lascia la gioia nascere nei miei occhi
sempre bagnati.

*

Voglia di danzare

Io la vita l'ho vissuta tanto
bevuta in pioggia di sangue
fino a stordimi quasi fosse un calice di vino acerbo
assaporata in ogni istante
nei giorni colmi di stupore
quando la meraviglia tremava brividi e sorrisi
indossata a festa
e spogliata di ogni stupido orpello
sì, la vita io l'ho vissuta per davvero
l'ho vista nascere e morire
troppe volte per aspettarla ad abbracciarla
l'ho sentita stridere lungo la schiena
cantare tra i capelli come fa il vento
quando ti vuole bene
l'ho amata fino a scusarla di ogni dimenticanza,
di ogni incoerenza, di ogni sbaglio
l'ho presa a pugni e poi medicata...
l'ho stretta forte per sentirne il respiro
e ringraziata
io questa vita l'ho vissuta tanto..così da aver soltanto
voglia di danzarla
senza fretta.

*

Testamento di un poeta

Nel pieno vigore del mio spirito
vi lascio i miei abiti smessi
nuda ritorno ad abbracciare per l'ultima volta la terra
vi lascio i tormenti che muoiono sempre
nel sorriso del sole...
io adesso mi lascio cullare dalle onde del suono
e seguo il richiamo di campane
che qualcuno ha attaccato alla mia nascita
e tintinnano da sempre alle mie caviglie ..
nel pieno della mia forza nel cuore
depongo tutte le paure, le stanchezze, gli occhi scuri
che mi hanno stremato
prorompente e incauta cavalco l'ultima tristezza
e devasto la notte
con comete di luce che onorano la gioia di esserci stata
vi lascio ogni cosa che ho visto scritto
in ogni anima pura
il bene, la bellezza, la vita che non muore.

*

Potrebbe essere il mio amore


L'onda di vento
che scivola dolce accarezzando aride dune deserte
il fiume placido
che scorre morbido e calmo prima di baciare il mare
una pietra di lava incandescente
che spruzza scintille dai tuoi occhi
luce che cade e poi si posa
sulle labbra
disegna un incauto sorriso, tenero, appena accennato
e poi piano scompare...

potrebbe essere il mio amore
il groviglio frenetico e tonante del cuore nella pancia
la fame che si chiude
e poi improvvisamente il buco vorace da riempire
la corsa e la rincorsa
all'eco di una parola che rimbalza tra la mente e il cuore
il sole che senti nascere da dentro
e quella gioia bella
che canta dal petto
la lacrima che sale dalla gola e che arde per un nodo
di commozione
perchè mi pensi troppo
la nostalgia continua di un profumo e della mia pelle
la poesia che vedi in ogni cosa
e il tempo che non tiene i conti con il resto della vita
potrebbe essere soltanto...
niente di strano
niente di anormale
semplicemente la forza del mio di amore che si fa sentire.





*

Non temo


Ormai io temo soltanto chi uccide
la speranza...
chi stropiccia il cuore fino a corroderlo
rigirandolo tra le sue mani..
chi mi vuole i pensieri
chi mi affronta alle spalle
perchè non resiste ai miei sguardi
temo chi mi cuce addosso
giudizi e non tiene conto
del prezzo che ho dovuto pagare
per questa vita..
sono prudente
ma continuo a fidarmi..
perchè so di sicuro
che potranno ammazzare
soltanto una carcassa inutile
di ossa...
il resto...
profumo e battiti
appartiene soltanto alla Poesia..

*

Un pezzo di cuore

Ho un pezzo di cuore
salvo dagli occhi della morte
immune dagli schiaffi del vento
illeso dai graffi delle rocce
immacolato dalle macchie del rancore
ho luogo in questo piccolo pezzo di cuore
è caldo, amorevole, sacro
canta d'amore quando la pioggia
recide i sorrisi
abbraccia il freddo quando
soltanto il fiato non basta a scaldare
singhiozza di gioia
spalanca finestre alla speranza
e crede nel sole che nasce ogni giorno.
Ho un piccolo esteso angolo di cuore
destinato alla vita che cresce
benedetto da ogni lacrima che ritorna al mare
per essere acqua che scorre
in questo piccolo pezzo di cuore
ho disegnato una mappa
per tornare a casa.


*

La strada

Qualche volta capita
di tornare
da luoghi in cui mai è dato di arrivare
di partire
per dove mai si è pensato di potersi allontanare
capita, succede
che ogni cosa si muove
mentre resti immobile e ferma
è la strada
che invita e respinge
che si dirata e restringe
proprio al centro del cuore
dove gli ingorghi sono nodi da sciogliere
e abbracci da slegare
capita, succede
senza preavviso
senza indicazione
mentre il tempo
disegna altre vie agli angoli delle labbra
quando amore resta
a tessere gocce di stupore
ancora su foglie
che cadranno domani.

*

Certe volte

Certe volte assomiglio al colore di un vigneto
che aspetta di essere vendemmiato
so di promessa di vino distillato, uva rossa
dal sapore morbido e intenso
certe volte sono soltanto un traliccio spoglio
setacciato fino allo scheletro
da qualche grandinata improvvisa
certe volte non sono che terra umida
bagnata, in attesa del sole che scalda
e qualche volta assomiglio
a una crepa che si scretola piano
piange di polvere ...sola.
Qualche volta io sono la parola che mi danza
e spesso una musica che tenta di suonare...
sono un poeta, irriverente che oltraggia il vuoto
cantando gioie ignorate dal resto che mi circonda
qualche volta sono del mondo
tante e troppe volte il mondo intero non mi accontenta
e per finire sono la goccia sul fiore al mattino
che gioca con l'ape che ronza
e questo insidioso frastuono, questo bisogno d'amore che sento
che non mi basta.


*

Una piccola casa

Una piccola casa
profumata di mare
circondata da terra e delicate colline
abbracciata dal vento che sbuffa
per giocare a scompigliare i capelli
in questa mia piccola casa
ridono sfacciate davanzali di rose
mentre la pioggia picchietta sul tetto
reclamando note e stridori
arde un camino
bruciando un ceppo
che danza di calore
e la cenere si posa immobile
nel braciere che conserva la memoria
fuori dall'uscio mille strade e piazze
dentro la dimora del filo per ritrovare la via
soltanto una piccola casa
questo mio cuore
che racconta di giorni in cui
il sonno cade sugli occhi
lo stomaco brontola
e il freddo gela il giaciglio
che riscalda il fianco
sfama di pane
se il companatico manca
canta un posto dove sostare
scrive un luogo da cartolina
con albe radiose e vermigli tramonti
saluta di visite e baci
ti aspetta se chiedi di tornare
ti stringe più forte se decidi di restare
ti annoda un po' d'amore al dito
così da sapere dove rincasare.








*

Morsi di cielo

Il mondo che pulsa nella pancia
tulipani e artigli
tutto dentro
senza fessure
percepire chiaramente il caldo ed il freddo
quello dell'anima
esplanderlo nei sensi
sciogliere un groviglio
una matassa
dalle vene all'anima
dall'anima alla carne
non ho smesso di coltivare stupore
è un vaso sul davanzale
a innaffiarlo di me
e di tutto l'amore di cui sono capace
a volte lo sento poco,
poche stille, come se non avessi altro sangue
altre trabocca
esplode come una pioggia d'estate
pioggia e colore
donare per cancellare
come se ogni bacio fosse un bacio
del cielo alla terra
quasi un morso di cielo.

*

Ritorno da me

E ritorno a me
tra le pieghe della corteccia di ciliegio
sfregata, ruvida della bava del vento
in mezzo alle radici dove si intrecciano
mille strade incespicate su andate e ritorni
dove il lume brucia e sfarfalla snodando le viscere
ritorno da me...
dove troneggiano torri ammutolite da un richiamo
tra aria e carne
scavando pertugi
scivolandomi addosso
planando sui dossi
dominando i battiti
dondola il respiro appeso alle budella
e il mare è tutto dentro
con gli occhi strisciati tra gli argini di interi paesi
che spartiscono solitudine e amore
e mani a dividere un pane
la gioia è bambina
innocenza che conosce la vita
ma non sa disperare
ha bocca di mirtilli e rosa selvaggia
ride di musica e danza con le voci del cuore.

*

Ogni cosa mi parla

Mi dice il tempo :Non puoi fermarmi mentre ti muovo addosso
ma puoi contenermi in un solo respiro
inalandomi piano
mi dice la strada: Non ti è dato di conoscere in anticipo
nè la sosta nè la deviazione
ma puoi disegnare il percorso con le intenzioni imbevute nel sangue
delle tue arterie
mi dicono i miei occhi: C'è sempre di più di quel che vedi
cè sempre una sfumatura che sfugge, un colore che ancora non conosci
e non dipende soltanto dallo sguardo
ma dalla polvere da spazzare, nascosta tra le ciglia
occultata da ogni cosa che vuoi dimenticare
mi dice la vita: Non puoi sorridermi se prima
non hai ballato qualche volta con il fuoco e con la morte
se non hai fatto dell'amore una preghiera
del perdono una bandiera
del silenzio il tuo canto
delle parole carezze e cura
del cuore un dono
e se per ultimo non temi, non hai paura di arrivare anche oggi,
pure adesso alla fine
di questa strana avventura.

*

Io nel profondo di me vivo

Inabissata
ad inalare lo sguardo del cuore
lastricare la mente
e raschiarne il dolore e la rabbia
parole e luce come rasoi
a ferire l'oscurità e le ombre
brucia la vita
nel braciere ardente
della notte
cedendo un posto all'alba
scarto le rocce
come a cercarne ancora segreti
che regalano dolcezza
nel profondo
si sfracelano le maschere
e muoiono senza più voce sirene
ammaliatrici che ingannano
la coscienza..
nel profondo
l'anima è solo tela nidita
che rispecchia innocenza e purezza
l'anima è acqua di mare
e la poesia è solo un lapis
che disegna il senso del gioco delle nuvole
lo schioccare della pioggia
il vento sulla schiena
l'arcobaleno su ali di farfalla
le correnti, il respiro e il soffio del cuore che ride di coraggio
come un'esplosione incontenibile d'essenza
che mira all'Amore
maestra di pace
nelle inquiete tempeste del mio essere viva.

*

Potrei chiamarti amore

Gridarti gli occhi addosso
per dire che ci sei
che ricambio ogni brivido
che si posa come neve addosso
e tutto il rumore della vita
che si sente mentre fremi nel silenzio
e tutto l'amore che vive
nel fiato di un fiore che si apre al sole
così vicini
così atrocemente lontani e impossibili
così avvolti
trattenendo
tutto il calore che muove la terra
e dolce dolce
bella bella
attraversarti la pelle
fino a capirti intero
mi sono vista morire
tentata a dimenticare
ricordandoti
sfiorando il sorriso del cuore
ridendo meno delle mia follia
ed ora mio grande amore mio ti costeggio lenta
mentre come marea
sale il respiro fino a spezzarsi ed esplodere
in una stella di luce.


*

Ci sono poeti

Ci sono poeti che scrivono nella mente di notte
quando il tempo è filigrana di attimi
e poi al mattino scordano le parole
si riempono di gente e voci
si spopolano in cima a una torre
dove alzano la voce rotta.
Ci sono poeti che ricamano fili con le ciglia
e poi li salvano
per guidare aquiloni di sogni
e poi poeti che viaggiano
e tornano con la pelle escoriata e randagia
tornano con quelle parole dimenticate
scandiscono le sillabe al posto del respiro
rimescolano i capelli nella brezza
annusano i pensieri per comprenderne gli odori
posano lo sguardo sulla schiena sfuggente del mare
miagolando scivolano sulla guancia
di un bimbo addormentato
e con il tintinnare di conchiglie nelle tasche
il trascinarsi lento di una chiocciola bagnata di terra
scintille tra le mani
tirano fuori meraviglie dai cappelli.

*

Questo mio scrivere

Questo mio scrivere
mi porterà sempre altrove e nel profondo
ho occhi come mani
e bocca posata sulle labbra dal vento
questo amare amare fino a strofinare il cuore
sul marmo e farlo diventare cielo che abbraccia
questo straripare
che cerca ovunque mare
sarà la voce sarà silenzio
sarà la melodia che cerca la sua culla
per dondolarci l'anima

Questo mio scrivere, questa solitudine
che raschia i graffi
per rinascere nel sangue e sentirlo scorrere ancora
forse è soltanto un vezzo strampalato
che mi tiene ancorata alla vita
alla bellezza di un viaggio pieno di promesse
e che dal viaggio accetta l'euforia dell'arrivo
e la dolce malinconia
di un saluto.

Questo mio scrivere, è sentire
è innamorarsi ancora
per il sole che ha scaldato
per il mare che mi è tremato dentro
gli abissi e le maree che mi hanno visto sprofondare
e poi riemergere fino a piangere di bellezza
questo mio scrivere è soltanto una danza silente
con il battito del tempo
lasciando cantare la vita con i suoi colori
come una carezza che tocca di baci colmi
di sussurri..
passi nudi verso il fragore del blu che esplode
anelando silenzi di cristallo.

*

Amare

Forse soltanto non ho compreso il silenzio
quando era un abisso colmo
di tutte le parole che aspettavo
quando era muto ed eco stridulo che raschiava
un sibilo di vento,
forse soltanto non ho compreso
le mani che hanno preso tutto senza portarmi via
e la mia rima quando è andata per tornare indietro
in una lacrima e nella foschia dei miei perchè
senza assensi di una melodia,
non ho capito
tutto quel cielo azzurro
al di là di quello gravido di pioggia
il mio ieri quando era un cencio di memoria scura
senza la clemenza del perdono
forse semplicemente non ho capito il senso
di tutti quei giorni che si annullavano nel buio di ogni sera
non ho compreso molto
della via senza una meta
della sosta per riposare la mia stanchezza
delle mie radici trovate sminuzzate ma tenacemente aggrappate
e sospese tra terra e altura
saccente e povera della mia storia
umile e fiera solo delle mie vene
vivo con accanto la visione
di una strada che spinge sempre avanti
credo ed ho fede
che amare è rinascere adesso mentre qualcosa di me muore
amare è solo vita che esplode
nel mio respiro, cucita tenera tra i lembi della mia anima
amare è sole che accarezza e lima ogni duna del deserto
è calore morbido che scioglie i miei ghiacciai
in un lago di speranza per ogni tempo di neve e primavera
che sarà domani.


Poesia scelta e pubblicata sull'Antologia "Non abbiate Paura" Ursini Edizioni
Dedicata a Papa Giovanni Paolo II

*

L’oracolo dei Poeti

È un incessante pieno e vuoto
il fascino per la strada
la culla suadente del mare
se mi riposa nel sangue
gli occhi della mia solitudine
quando abbracciano il silenzio del mondo
è riempirsi e svuotarsi
di paura, occhi e memoria
è fuoco che danza
è togliersi tutto
per intingere di indaco la mente
è vestirsi di Poesia
quando guardo alla Vita
quando la penso
quando stanca la poso in un angolo
e poi la ricopro di premure e attenzione
è tutto così pieno
tutto così grande!
Ed io divento per divenire
e vedo lampi di mattine radiose
quando tutto è assopito
mi perdo in uno sguardo
visioni incandescenti
che fiammeggiano di carne e vene
e pulsano al ritmo di un tempo
che dilata e restringe il vuoto
e lo tramuta in moto
che invade e percorre
in dissonanze di toni
percuote e risveglia i sensi
fino a tuffarli
in una magma rovente
di quiete e bellezza
che dissolve e svincola
ogni catena di dolore.


*

Uno dei miei giorni

Oggi è uno dei miei giorni, di quei giorni
dove il fiato inciampa
nel cuore colmo di zolle
migrano i miei passi
continuamente rivoltati
spinti verso una scia di polline
sulla superfice di uno stagno
oggi il mio sangue è tempo
è suono di campane intermittenti
è l’ansimo di foglie
che stentano a cadere
è una scatola vuota di rumori
è arrancare in una tenda gonfiata dal vento
su una finestra aperta ad ogni spiraglio
oggi sono una briciola sul davanzale
tutto è terra che si muove
ed io rimango ferma
con i miei occhi impastati d’olio
e tra i denti il gelo della foresta alle mie spalle
ogni apice in me si increspa
mentre l’aria torce le vene
oggi il mio nome ha un’odore selvatico
pungente di nerofumo e melassa
e geme di struggente dolcezza
oggi è proprio uno dei miei giorni, di quei giorni
di ore che passano
temporale che diventa tempesta
e spilli di pioggia fissano il mare
come una lettera d’amore
rubata dal vento e mai letta.

*

Vieni, Amore e torna

Vieni Amore e torna
tra sibili di vento che gridano
pensieri debilitati, sfiniti,
incatenati nel tumulto di parole
senza più carezze.
Toccami, scuotimi
marca e segnami la via
che conduce alla mia essenza
sostati e fermati,
rimani e resta come primavera,
stagione che odora di bellezza.
Vieni Amore, torna
tocca le mie labbra
prosciuga e secca ogni mia ferita
respira del mio stesso fiato
rivoltami e stirami l'anima
tra i battiti e questa infinita attesa
fatta di giorni uguali
afferrami, seducimi
conquistami, richiamami
stringimi e sospingimi
tra eternità e passaggio
tra vuoto e pienezza
torna Amore torna!
Sarò piuma e raggio di sole
mi insinuerò tra i versi e le parole
sarò emozione, fremito che trema
o forse solo poesia
che ride di pioggia.
Torna, Amore torna
rugiada tra le mie ciglia
che si dondola in gocce
sulle palpebre dopo la notte
cantami la speranza
danzami nel fiato
torna Amore torna!
Chiamami con il mio nome
io sono qui... fiore nudo spalmato
contro il cielo bagnato.

*

Grata alla Poesia

Benedetto calice
di traboccante rime
sfaccettato pianto in versi
mosaico di sorrisi dimenticati
attaccato alla coda delle comete
hai cosparso l'anima di stelle pungenti
a te sono deliziosamente grata
perchè di gioia mi hai soffocata
per tutti quelli che non sanno più cos'è felicità
a te ho innalzato il canto
ed ho raccontato amore
nei giorni più acuti di sangue e pugnali
per te ho posto il viso
in grembo all'ombra
dove i lupi stanno in agguato
il petto ho teso sul precipizio della disperazione
in bilico, danzando
ed ho costellato i miei passi di sillabe infiammate
di acqua, fuoco e brividi
rivoltando il cuore verso il sole
fino a sentirlo fremere nella bocca dello stomaco
e l'ho sentito tenero, morbido
dappertutto
avvinghiarsi alla vita,
dilatarsi ovunque
steso a spaccare e rompere il rigore della Terra.

*

Donne


Ah! Quanto siamo belle noi donne,
quando ascoltiamo il mormorio
e il contorno delle nostre voci antiche
e sappiamo cogliere il bagliore autentico
di ogni attimo pallido e smorto della vita...
siamo così belle!
accarezzate dal tremore
e dal battito che ci dondola nel tempo
semplicemente belle
con gli occhi fieri
ostinatamente aggrappati al desiderio
di essere felici
stanche e sfinite
dell'infinito che non basta
con le nostre fughe impetuose
i nostri leggiadri ritorni
i nostri giochi di lampo
e il nostro riso che esplode
l'anima aperta che vaga
in boschi, monti
e distese di grano
siamo così tenere noi donne!
con le nostre lacrime chiuse in conchiglie
il nostro cuore nel ventre
le nostre bocche fiorite
piene di tanta meraviglia, di troppi incanti
e le nostre canzoni che vanno bramando
sete
le nostre parole d'amore
come spirali di fuoco
che ballano di pioggia.

*

La Poesia è la mia culla

La Poesia è la mia culla
dove poso il cuore
tra la vite selvatica
e foglie di fronde rigogliose
di un albero accarezzato da primavera.
la Poesia è una barca
che naviga sul mare dei piaceri e delle pene
tra i tumulti e il silenzio
tra il sangue sempre acceso
e l'acqua a placare gli incendi.
La Poesia mi è madre
mi accoglie e mi dondola
mi comprende e mi perdona
mi incoraggia e mi placa
mi nutre con molliche di pane
per insegnarmi il pane che sazia.
La Poesia è un taglio sul bastone
del dolore
dalla fessura invinsibile
distribuisce il balsamo per lenire e curare
bilancia l'amore così da alleggerire il peso
dei giorni e delle ore
per costruire un nido nelle mani da donare.

*

Rimani tra le mie ciglia

Niente "grigi".
Quando non ridi sembra che stai per piangere.
Tra il bianco( il riso) ed il nero( il pianto) c'è una enorme gamma di "grigi". Le espressioni del tuo volto è come se bypassassero questi "grigi" e stessero in equilibrio (precario?) tra il bianco bianchissimo ed il nero nerissimo.
Ma in realtà sto dicendo una bugia perché anche i tuoi "neri" li trovo luminosi.
Direi che l'abisso del tuo mare interiore è di un blu notte, mai nero.






Rimani tra le mie ciglia
come gocce di rugiada incastrato
tra le stagioni senza tempo,
come pulviscolo..frammenti minuti
visibili solo all'anima..
rimani così
eterno ma con la tua storia
inizio e fine
che nasce e muore ad ogni sguardo
tra le mie ciglia
intrappolato e libero di vagare
in ogni cavità di luce e ombre
tra chiaro e scuro
come la luce che penetra e poi scompare..
io ti catturo nei miei occhi sempre
mentre ti guardo specchiandomi nel cuore
che si apre e chiude ad ogni battito.


*

Io che non sono sole

Io che non sono sole,
ma per essere luce baratto ogni stella della notte
contro tutto il niente che investe..
e poi ragiono, ragiono e faccio i conti e le divisioni,
ma sono sempre con il riporto diviso due
la somma non è giusta ,uguale e mai torna
mi porto dietro sempre una risonanza di parole..dolci, amare ,
lisce come seta , assurde e controllate,
parole come carezze e altre come lame e rose sulla pelle
a comporre rime ed intere collane di rosari
per incoronare la gloria del domani
per spartire la solitudine tra vento e marea
per specchiare il cielo e portarlo negli occhi
per trovare il sorriso anche in mezzo a bufera e tempesta
io che non sono sole
e mi porto dietro le foto da bambina con tutto lo stupore
i fili d'erba tra le labbra e pezzi di geranio da succhiare
nel deserto di un giardino senza primavere
ho nelle tasche ciotoli di pietra tolte tra le dita dei miei piedi nudi..
semi di girasole rosicchiati nei gradini di una chiesa
e mozziconi di candele consunte e spente
io che non sono il sole,
ma con i suoi raggi ho fatto ghirlande da portare in dono
e amo fino a farmi male
che credo nell' imperioso rumore del silenzio
che insegna a camminare al buio
io che non sono sole...
ma so ferire l'oscurità e le ombre
disegnando il senso del gioco delle nuvole
lo schioccare della pioggia
sulle gote come rigagnoli di mare
l'arcobaleno su ali di farfalla
le correnti, il respiro e la ruga che ride di coraggio
come un'esplosione incontenibile d'essenza
che mira all'amore,
maestra di pace
nelle inquiete tempeste del mio essere viva.




*

Fenice

Cantava la Fenice ardente dal lungo collo d'oro
dai colori cielo e sangue
mentre la fiamma bruciava...
cantava ed il suono era la voce dei delfini
che trascinavano un cuore lacerato
negli abissi del mare
acqua e sale a ricucire gli strappi
orlando contorni e delimitando confini
disorientata e sola
nella vastità del profondo
sgomento e timore annodato nel ventre
mentre gli occhi famelici della morte
reclamavano bandiera
cantava Fenice
fuoco e brace dispersa, annusando l'odore
della sua carcassa vuota
della mente buco del dolore
la sua voce...onda soave a sollevare
fino a non sentire più distanza e nemmeno braccia
fino al silenzio a rompere tutto il rumore
Fenice...dal lungo collo d'oro
che danza volando divampando viva.


*

Io penso a te

Io penso a te

Volevo solo tu sapessi
che io penso a te,
e sei carezza calda che scivola senza rumore
l'oasi di pace in mezzo alla tempesta
io penso a te,
ad ogni tua parola che spegne i lampi e i tuoni
in mezzo al mare
io penso troppo a te
a quella gioia che formicola sul cuore
e arriva alle labbra con un sorriso che non so fermare
io volevo dirti soltanto che penso a te
e vedo mille fiori sparsi sulla strada deserta
sento la tua dolcezza che mi porta in un altro mondo
il tuffo , l'apnea e il respiro profondo
io penso a te
e vedo i tuoi occhi riflessi nei miei
osservo le tue spalle e le tue mani che non mi fanno dormire
io penso a te
e so che riposi nel mio petto
come una rosa che si schiude ad ogni fiato.

*

Povero cuore

Povero cuore!
Graffiato dalla ruvidità della nebbia
inciso e tagliuzzato da spifferi d'aria tagliente
gonfio negli occhi
bruci nella gola come le lacrime quando
affogano nei singhiozzi,
deliri agognando silenzio
povero cuore mio!
assolvimi dalla colpa del bene che ti cresce
sfoglia ogni corona di spina
per le rose negate,
firma nel mio sangue Amore
nome dell'unica alleanza di pace
solca con i battiti ogni ruga d'espressione
e sorriso di consenso a questa via
senza guardarmi scivolare nel fiume della tristezza
per aver troppo creduto, troppo aderito alle promesse
della tua voce
e se per caso mi riconosci
non dirmelo, lasciamelo capire piano
pulsa più forte
e scaldami fino a difendermi dalla buca di gelo
dove ti cullo piccolo inquieto solo e sperduto.

*

Speranza

Come rugiada su petali d’ibisco
lacrime soffocate, strozzate, inghiottite e poi versate
catarsi che riscatta dalle dure oppressioni,
terge e cancella odio e rancore.
Come il primo timido ritroso raggio di sole,
incerto ed esitante all’alba di un mattino
così la mia speranza,
fragranza fruttata, intensa e penetrante
l’aspirazione che rapisce i sensi
e mi conduce al centro del mio piccolo universo
dove l’anima mia brama prepotente
di assaporare armonia
o solo beata tregua e pace.

*

Ti ringrazio Vita

Ti ringrazio vita!
Per i miei occhi curiosi
che scrivono nuove albe
su fogli spiegazzati da notti senza luna
per ogni spazio arioso
per la pace candida
e la profonda e intensa esultanza del cuore
che si eleva oltre ogni tempo.
Ti ringrazio vita!
per il ritmo monotono della quotidianità
spezzato dalla fantasia
per ogni cosa peso che mi avviluppa , mi contorce
senza avvincermi..
per le ginocchia sbucciate
da innumerevoli arrampicate lungo le pareti lisce
scoscese e qualche volta ruvide della mia anima
per le mani
con le vene rigonfie e nodose
che spalancano sipari di immane bellezza
su attimi stanchi
per i calci e gli schiaffi di euforia
che mi lasciano bambina sempre
le colate di stupore acceso
su ogni imprevedibile sguardo
che poni sulla mia esistenza.
Ti ringrazio vita!
Perchè hai segnato l'inizio del mio viaggio
nella mia memoria
con una traccia che inseguo quando sfuggo ai morsi dell'inutile nulla
e che trovo
nel ricordo atavico
di essere stata vera, giusta, bella e pura
alla presenza dell'eternità.

*

Ho visto

Ho visto la notte
incastrarsi tra il muschio nelle rocce
andare e venire
avvolgermi e strapparmi dai morsi dei corvi
ho visto lo slancio scattante del mattino
saltarmi nel sangue e attraversarmi
e la speranza perduta nel tempo
risarcita tutta in un attimo di immenso.

Ho visto strade e vie tortuose
e dedali oscuri di passioni
spianate e incise da croci di distacco
il cuore allargarsi per incanto
destarsi e adattarsi a nuovi spazi
sugli occhi, sulla bocca
e tra i miei seni fino a librarsi festoso
tra rime e canti
per posarsi poi nel ventre come un figlio.

Ho visto l'amore
nascondersi, mostrarsi
rivelarsi nella piena dell'anima
a spalancarmi il petto
nella tempesta che inonda ogni cosa
e affonda di notte il silenzio
nel giorno e nel momento consacrato in dono
nella compassione che stringe e che abbraccia
l'ho visto
giocare come un bambino
leggiadro, innocente
come un vate
saggio e imponente
l'ho visto implorare uno sguardo
mentre celebrava una festa segreta
in mezzo a sepolcri di occhi incavati nel nulla

*

Di me io ti darei

Di me io ti darei silenzi
quando hai bisogno di chiuderti per ritrovarti
parole da sussurrati mentre dormi
per essere presente nei tuoi sogni
quella saggezza che ho appreso
cadendo e rialzandomi…

quando sei confuso e non sai che fare
la mia audacia per dire e fare
quel che vuoi senza il timore di essere giudicato
note e poesie per cullarti
quando senti la nostalgia di te bambino
e gli anni scorrere sul viso e sulla pelle
a raccontarti invece del tempo che è passato

baci e carezze per farti capire che mi piaci sempre
che ancora sento il desiderio di volerti amare
il mio coraggio ostinato, caparbio
per intraprendere e vivere ogni possibilità
prima che sia soltanto una sterile resa.

Io ti darei tutto ciò che più mi piace
tutto ciò che io vorrei per me
tutto l’amore che conosco
tutto il dolore che ho perdonato
per farti sentire accarezzare eternamente dalla vita
dolcemente, teneramente, così come fa
il cuore quando si placa
e si solleva lieve
in una danza festosa di bellezza.

*

Per vivere

Non vagherò più,non strapezzerò le foglie per leggerne il dolore
non fiuterò le tracce del mio sangue per affogarci dentro il cuore
e non mi limiterò a saperla la bellezza
ne curerò il desiderio di incontrarla
per non spegnere l'incanto e lo stupore
perchè forse non sai che di questa mia fame di gioia
ne ho fatto pane
di questa arsura
ne ho fatto mare
danzando con poetico abbandono
leggera
offrirò il mio viso sporco d'argilla alla terra
vibrando ad ogni carezza che il vento vorrà offrirmi
così docile e fiera
così sola e affollata di voci ed aromi
così tumultuosa e serena
struggente e gioiosa
metà polvere metà cielo
proverò a mischiarmi alla vita
obbligata alla morte per sentirmi nascere.

*

Parlarti di te

Sono adagiata
tra il brusio caotico del mondo
e la sciabordio del mare che risuona nel profondo
e non comprendo se l'eco che arriva
è vibrazione o silenzio
semplicemente tutto scorre troppo in fretta o troppo lento
i passi seguono orme che portano su una terra di mezzo
le palpebre si ostinano a tenere il conto del cielo che
scivola sotto gli occhi
in questa confusione seguirò la via del profumo
andrò per mare
sfidando Medusa
che pietrifica il cuore
ricambierò lo sguardo con torce di luce fiammante
che si infuocano di pioggia
lei penserà a me come una stella folle che vaga di cuore nelle tenebre
mi rimanderà alle onde
e la mia schiena sorriderà
forte di vento come quando ti prende alle spalle.
Oggi, non so se corre più veloce il sangue o il tempo
e non so dove vorrei arrivare
ma vorrei toccarti, raggiungerti, addormentarmi dentro...
parlarti di te.

*

Il richiamo

Itaca, devo averla conosciuta, la sento, mi chiama
mi pulsa nella gola il suo canto
e la sua morbida nostalgia mi confonde e mi fa tenera
come se fosse cuore
una coppa o solo una bocca che raccoglie rugiada e candore
e la distanza non può essere più paura...
e sono una piccola fragile barca che il mare intorno morde e accarezza
di carta, guidata dal vento
vibrante nella disarmonia imperfetta e incompiuta
che scivola a picco lungo i bordi tra oscillazioni ardite e abbandono
piegando l'anima per non sgualcirla oltre fino a sfiorare la riva
per toccarla almeno con gli occhi...
ho perso la misura di ogni lontananza
ed imparo a spingere con i fianchi
quasi viva, nuda di incanto
sotto le palpebre granelli minuscoli di sabbia
e la certezza che arriverò zuppa e fradicia di tempesta...
gocciolante e tremante
umida di orizzonti
danzando ancora sul sorriso di un bambino
e in uno sprazzo blu di gioia serena.

*

Se amore mi trova

Sai, forse non so raccontare del sangue
lavato dal dolore
e ingarbuglio mille parole per districare i nodi
che ho nell'intimo e nel profondo,
sai, forse non so spiegarti dei miei occhi macchiati
delle vene gonfie delle mani
della mia voce trattenuta e poi lasciata andare
della dolcezza che ho sentito come colpa
della pelle come condanna
non so scrivere quanto pesa l'anima
su questo piccolo corpo
e non so dare sempre un posto adatto a questo cuore..
sbaglio e mi inciampo
tra memoria e attese
e mi allontano senza andare
sai, forse non so più cosa offrire e sono troppo piena,
piena di umanità e solitudine
disegno arcobaleni e musica
danzo con spiragli di luce
divento goccia e poi mare
lacrima e pioggia
uno stelo d'erba che si dondola nel vento
e il sorriso che esplode improvviso
nell'occhio del ciclone
se amore mi trova
mi canta i pensieri
mi insegna la via
abbracciandomi di poesia.










*

Prenditi il tempo

Prenditi il tempo,
quello della distanza
il mio, tutto quanto
prima di sentirti amore
e poi quel tempo del tuo nome caduto tra i miei seni
la commozione tenera di una lacrima
e tu soltanto morbida gioia
prenditi il tempo,
per il respiro nell'affanno
di inseguirti nel mio fiato che romba
per i tuoi occhi senza veli
le tue mani di farfalla
la tua voce che scivola, caldo brivido
a percorrermi la schiena,
prenditi il tempo,
un solo istante,
il baleno di un soffio
per abbracciarmi e trattenermi
per sentirmi mentre mi muovo
in volo sotto lo sguardo ignaro del mondo
che non sa che mi sono messa a riposare
adagiata in un sospiro languido
che ti bacia sempre
balzando lieve
dalla bocca al cuore.





*

La notte lava la mente

La notte lava la mente
inonda di respiri e lacrime
un battito inceppato dalle ferite
quelle a cui non so ancora dare un nome
una colpa e un pretesto per concedergli
spazio e dimora nel petto
la notte lava la mente
spalanca le fauci dell'anima in un morso
ad azzannare bagliori di possibili possibilità
frenando il fanatico attaccamento ai lividi
indossati quasi come
emblema di coraggio
la notte lava la mente
mi trema addosso come la paura
di perdere tutto ciò che so
delle scarpe prima dei piedi
del passaggio prima della sequenza
delle rughe prima degli anni addosso
della carne bollente di fango e di stelle
del fluire nel vento
come un canto ora melodioso ora troppo lento
di smarrire l' incastro perfetto
con la solitudine
che mi unisce al cuore della vita
la notte mi lava
dorme sul mio nome
mentre ogni rumore si adatta
ad ogni piega delle mie moltitudini...
e lo sguardo al mattino
balla straripante, gitano tra case e distanze.




*

Parlate parole!

Parlate parole, assopite sulle labbra
tratteggiate nei miei occhi
mute tra le dita
ascoltate nei suoni dentro le note,
tra i sensi , le grida e l'anima
dondolate nei pensieri che escono dagli argini
ballando sul cuore aperto e spalancato
al silenzio.
Parlate parole , danzate nella mente
fremete delle mie effervescenze
liberatevi, abbandonate le mie acque
infrangete nel corpo
penetrate la pelle raggiungendo e inondando le vene
ramificatevi, defluite scivolando lungo le membra
violentando i sensi di stupore e meraviglia
sussultate balzando dal cuore e infine: esplodete!
Marea spumosa
macinata tra gioie e dolori
acqua e farina per il pane della fame
contate il tempo della notte che prega il sonno.
Parlate parole nel cuore che romba
nel battito che cresce
nel rumore del respiro e l'ansimo lento dell'attesa
parole custodite e nascoste nelle mani
tesori di baci mai spediti
grafie di lettere inevase
buste chiuse d'albe di desideri
graffiate il tempo impietoso che segna reticoli di distanze
Piccole parole, parlate !
voi che state addormentate tra fragili sospiri
bagnate , umide ed indomite
sussurrate alle labbra socchiuse il soffio di un fiore, una poesia
una corolla di miele dove attingere dolcezza
scintille d'ignoto dove udire l'eco
del vagito candido e innocente della vita
sarà il mio pianto e la mia musica di gioia
che commuove il cielo
in un giorno di festa.

*

Provate a fermarlo

Provate a fermare l'amore
se vi riesce
quando intreccia le lacrime in radici
e ti affonda alla vita
mentre strappa dagli occhi la polvere della notte
avvolgendoli in veli d'aria
in abissi di pensieri
fino a fremere alla vista del sole.
Provate a fermare l'amore
se vi riesce
su di una barca solitaria e carica di cuore
che ogni giorno sceglie un nuovo itinerario
per continuare ad andare
provate a zittire il mondo che pulsa nella pancia
il tutto dentro senza fessure e pieno di finestre
ed i sensi come un groviglio, una matassa
dalle vene all'anima
dall'anima alla carne
ogni stilla di sangue come pioggia d'estate
provate a fermarlo quest'amore
in questo giorno senza sponda
nell'ovunque e nell'altrove
in ogni attimo di ogni tempo
incastrato tra le ciglia
tra chiaro e scuro
come luce che penetra e poi scompare
addosso come legno bruciato
tutto nelle narici e nelle mani
fermatelo quest'amore
mentre sogna e desidera quel che il cuore brama
quando danza svestito di ieri in un giorno di festa
e sa cantare e piangere al centro del fuoco
quest'amore, abbandonato e solo
vagabondo in mezzo ai posti occupati
che non teme il proprio viso riflesso allo specchio
ed ha occhi per tutti
quest'amore che chiedo, questo amore che voglio da dare
che mi vive
che mi muove
che mi espande e mi racchiude
imperlato di profumi che sfuggono al vuoto
amore come fili di respiro
su una foglia cullata e invaghita dal vento
che smuove ogni durezza
accarezzandomi di poesia.








*

Quel che conosco

Conosco parole
che sostano e riposano nella penombra
rivelazioni stracciate a nenie
in attesa del sonno
so della calma
alle porte di un istante
e il cauto sollevarsi in volo
lo sciogliersi della cera sulle ali
il distacco e le unghie
che si oppongono come artigli alle rocce
la vita in sospeso
e il grido dell'aquila in amore.
Conosco il ristoro del silenzio
l'impetuoso contatto contro il rumore
e la mia solitudine sbiadita in un abbraccio
il vento che fischia alle orecchie
l'oceano gorgogliante
che smuove la superfice del tempo
so le parole e il suono delle lacrime
bevute nel deserto
gli spasimi ed anche tutta la dolcezza
del sangue che si muove nelle vene
il rivesarsi della marea sulla pelle
la corrente che scivola e che mi scorre
e poi soltanto spazio che mi sovrasta.
Conosco il mio sguardo
rapito, denso e remoto
che strappa ardori immersi e affogati
nella più cruda disperazione
e infine so dei miei occhi
che scavano e giocano la luce
rimestandola come creta
per dileguare la paura della notte.

*

Datemi una poesia

Datemi una poesia
scritta e incarnata tra pieghe
della mia anima nuda
incisa dentro gli occhi
sputata ad ogni mio sguardo
datemi delicate rime
a districare nodi tra ciocche di capelli
ribelli
unguento al ginepro e balsamo di rosa
ad accarezzare le mie labbra
secche e tagliuzzate dal vento
gelido di inverno senza fine
datemi, datemi una poesia
una sola parola
che risvegli i miei sensi
accartocciati come fogli
intere pagine macchiate
di scolorina a cancellare
ogni traccia
datemi bellezza
e delicata armonia
per ripescare il cuore
offeso, umiliato
deriso per la sua sottile spoglia
datemi amore che sia
soltanto vita
vita che esplode
ad ogni nuova alba
e rinasce ad ogni tramonto.

*

La mia voce, il mio canto

La mia voce non è sempre canto
qualche volta è lo stridore rauco
del cuore che raschia amore dal mondo
non è un volo sognante, leggero, etereo
piuttosto una picchiata fulminante
che graffia la schiena
paralizzando ogni intenzione
La mia voce non è sempre canto
è l'ultimo fiato prima dell'apnea
è sapere del mare
che mischia i colori
confondendo le braccia
è la notte che danza
mentre il buio disegna l'ombra ai passi
e il rumore che scricchiola sul pavimento bagnato.
La mia voce non è sempre canto
non è musica di poeta
dispensata a commensali storditi da elisir per la gioia
è un singhiozzo dispettoso
che salta sui crateri che fanno certi sguardi
si impiglia tra le lontananze
incespica su certe parole
balbettando il tempo delle attese.

*

Parole

Canto incarnato dal silenzio
sensi stropicciati, diafani
sfruttati da troppe espansioni
abbracciano ancora petali
di innocenze perdute
rime scavate nel petto
ripiegate ed urtate
infilzate come lame nel vuoto di battiti e respiri
destate a riscaldare il fianco delle ombre
sciolte tra i capelli
a snodare i pensieri
rime screpolate imperfette
come pelle esposta alle intemperie
svegliate
per sedurre il tempo
a rallentare la corsa alla notte
scritte e affidate
per quel senso sublime dell'amore
che ribatte sul dolore
bocca stesa sull' anima
e vita ingoiata
depositata come eco in gocce di suoni
e qualche volta soltanto parole odorose di sangue
che scelgono di stare come un coltello
ben affilato e poggiato
soltanto poggiato tra stomaco e cuore.

*

Raccontami e parlami

Raccontami e parlami delle volte
che ti sfioro l'anima
se sono come il vento
quando si infila tra i capelli
se sono musica tra mani che si toccano
giocami tra ansimi e pioggia quando bagna
danzami tra i sensi quando scivolano,
dammi un colore
e pelle come specchio immemoriale del mare
racchiudimi in fremiti e ali di farfalla
confondimi con voce di gabbiano.
Scrivimi nel ventre
posati e lasciati riposare
prova a farmi muovere tra respiro e vene
nascondimi tra le pieghe dei tuoi occhi
lasciami cadere come neve nel deserto
e lingua di luna come lava
annodami e stringimi
portami alla bocca e ingoiami
fino ad arrivare altrove
altrove che non ancora non conosci
parlami e raccontami amore
dimmi soltanto se mi senti adesso
mentre ti cammino dentro.

*

Deve essere accaduto

Deve esserci stato un tempo
dove il silenzio era fragore
e la strada un viaggio di stupore
vibrante di cuore su questa terra
ogni rumore pietra a rimbalzare contro le montagne
per diventare musica
deve esserci stato un tempo
della rabbia scucita
degli occhi inabissati ai confini dell'anima
a disegnare la poesia del mare
come culla suadente
per riposare il sangue
dove la linea della vita si è diramata in fiume
e l'arsura è diventata fame d'immenso
dove il profumo della pelle
si è confusa con l'essenza
deve esserci stato qualcosa
dove l'eco del mio nome è stato richiamo
dove ogni posto era casa e pane
ed ogni voce un tuono di sguardi
a spezzare la solitudine
deve essere successo, deve esserci stato
è vero,
io posso andare
in luoghi nella memoria
dove mi ritrovo
così abbandonata
così vera e perduta
così trepidante e tenera
ad aspettare ancora un vento
che mi scuote
si poggia sulle labbra
abbraccia il mio respiro
amandomi di vita.

*

Oggi

Oggi è uno di quei giorni
dove il fiato inciampa
nel cuore colmo di zolle
migrano i miei passi
continuamente rivoltati
spinti verso una scia di polline
sulla superfice di uno stagno.
Oggi il mio sangue è tempo
è suono di campane intermittenti
è l'ansimo di foglie
che stentano a cadere
è una scatola vuota di rumori
è arrancare in una tenda gonfiata dalla brezza
su una finestra aperta ad ogni spiraglio
oggi sono una briciola sul davanzale
oggi tutto è terra che si muove
ed io rimango ferma
con i miei occhi impastati d'olio
e tra i denti il gelo della foresta alle mie spalle
ogni apice in me si increspa
mentre l'aria torce le vene
oggi il mio nome ha un'odore selvatico
pungente di nerofumo e melassa
e geme di struggente dolcezza
su fiori nudi spalmati
come mani contro un cielo bagnato
di ore che passano
temporale che diventa tempesta
e spilli di pioggia che fissano il mare
come una lettera d'amore
rubata dal vento e mai letta.

*

Tra il cuore e la mia voce

Tra il cuore e la mia voce
ho polvere di storia
che qualche volta oscura il sangue e le parole
ho distanze e strade
e in mezzo mare
ho impotenza di sogni senza ali
e suoni di arpe melodiose che stridano sui capelli
tra il cuore e la mia voce
ho una melodia disarmonica
e una nota stonata che vibra tremula
agonizzante, disperata
sempre troppo in alto o troppo in basso
ho rovine
arse dal sole
atrofizzate dal ghiaccio.
Tra il cuore e la mia voce
ci sono passi e
la sequenza improbabile del mio esile equilibrio
sulla fune del tempo
il respiro silente di ogni primavera salvata
prima del sonno della notte
c'è il mormorio del bosco
la povertà dei monti
e degli alberi
dalle radici deboli
che insegnano i vuoti e le cadute
c'è una distesa di cavalli indistinti
di fantasmi e luoghi
senza caravona di pane.
Tra il mio cuore e la voce
c'è poesia
che è la mia resa intrisa di perdono
la mia pietra levigata e scritta dall'amore
del vento
c'è la mia bocca
che indossa stupore di bimba
e canta un libro scritto nelle viscere
della speranza
c'è un fiume che abbraccia gli argini
e riposa come collana
sulla fronte del sole.







*

La poesia ha fatto di me

La poesia ha fatto di me occhi
che stringono come tenaglie
fotografie e lampi di memoria
ha fatto di me la voce
arroventata dalla luce delle ombre
lingua a strisciare sull' anima stesa
a tappeto.
Ha fatto di me un posto
da inseguire nel sonno,
un luogo aspro e selvaggio
da setacciare con in mano
la falce della luna
quando la mia vita si veste
con la vita dei mattini che attendo.
Ha fatto di me parole
come tormento e dono
eccessive e scontate
come gocce assuefatte
da ogni sapore,
stanche e vitali
ha fatto di me
ogni cosa che stringo
ogni cosa che voglio
ogni cosa che amo
fino alla follia di perdermi
nel cuore del sole.

*

Rugiada

Narrami lo slancio del mattino
dopo la notte
la goccia di miele che scivola
sulle amarezze dei giorni senza storia
scuotimi dall’inerzia e dall’oblio
cullami con mani colorate da arcobaleno
conduci e guidami attraverso stalattiti e rocce.

Narrami che è vero
che succede, che gli occhi hanno palpebre
che ridono alla brezza
che i mondi sognati scavano archi nelle grotte
e che si sente il sole ridere dentro al petto.

Dimmi e narrami e non mi sentirò tradita
per aver tremato, cantato e amato di poesia.
Narrami di me regina
di me farfalla
che dondola fidandosi delle braccia della Vita
parlami del mare
che arriva sulle labbra
di un cielo che aspetta
sarà sentire ancora Amore
sarà come bere rugiada
che scende
fresca dalle ciglia.




*

Ti parlerò di me

Ti parlerò di me,
delle mie stagioni e del mio tempo
di tutto quello che avrei voluto fare
e mai ho fatto,
dei giorni scuri
e di quelli pieni sole.
Ti parlerò
scavando in fondo
alla ricerca di qualcosa
da poterti lasciare sempre
un petalo di rosa
da conservare tra le pagine
di un libro di poesie
un sorriso
tolto con fatica dal mio cuore stanco,
ti parlerò
degli uomini della mia vita
di un padre che ho dovuto perdonare
quando era tutto troppo tardi
per ricominciare
di comete impazzite che hanno sorvolato
il mio cielo
e di tutti quelli che sono rimasti sempre
e che ho ritrovato indenni
sopravvisuti al vento dell’oblio
ti parlerò...
senza stancarmi
delle mie nebbie e delle mie foschie
delle mie battaglie perse
e di tutte quelle che non ho mai
avuto il coraggio di iniziare,
di ciò che sono
dannatamente fragile e forte uguale
del mio sentire tutto
con questi sensi affinati dal dolore
ti parlerò,
in silenzio mentre ti guardo
per ascoltare solo te
che mi trascini morbido sull’anima
senza far alcun rumore.

*

Gelsomino e tempesta

Ho smarrito il rigore

arreso e mansueto il mio sguardo

si è fatto comodo

lenta e morbida sfoglio i giorni

dagli occhi soffio petali mentre

resto affollata

di bandiere e presagi

colma di farfalle e germogli di parole

che cercano aria, che vogliono terra

so soltanto aprire finestre

mostrare attenzione alle briciole e al sale

mordicchiare il respiro del vento

rannicchiarmi in un istante di tempo

e ancorare i pensieri sul davanzale

capitolarmi tra gli spazi rassegnati

e i conti a venire

so soltanto improvvisare una danza invisibile

che si poggia orizzontale

che si spoglia la polvere

come la brezza leggera del mio mare

che odora di gelsomino e tempesta.

*

Dal deserto

Vivo nel deserto che parla
il cuore chiude la bocca alle ombre
la sabbia mi inonda di parole
lontane
nel deserto l'abitudine alle lacrime
è solo sorriso
e gocce disciolte da stupore
deserto di lago
dove si ode ogni soffrire
ed ogni gioia del mondo
con il viso disteso
espressione marmorea di venere setosa
e ombelico ad ascoltare i rumori del vento
fuori e dentro
il profilo disegnato dalle dune del cielo
e la luce che passa
la mente si adagia piano
inerpicandosi in ogni sentiero,
per perdersi in mille rivoli rumorosi,
scrosci d'acqua di torrente,
ansimante il flusso si fa fiume, discende
bagna ogni argine
ho ancora mille luoghi mai uditi , mai esplorati
e poi soltanto acqua dolcissima
che placa ogni arsura.
Amore che arriva dal deserto.

*

I poeti non temono la morte


I poeti non temono la morte
conoscono i segreti dell'esistere
derubati dai morsi delle tenebre
imparano la vita
dalla follia e dal dolore
dalla mancanza e dalle assenze
dall'oscurità che risucchia i loro passi.
I poeti non temono,
non temono la morte
catturano brandelli di verità
sbranati dal vento
li ricompongono nella penombra
li ricuciono e li assemblano
minuscole molecole e scintille
invisibili di tessere grezze di sole
per ricomporre la benevolenza della strada
che conduce all'interezza.
I poeti non temono
la morte
fanno delle loro ceneri fuochi che ardono
delle loro rovine pietre incandescenti
fiamme bagnate che bruciano
per spegnersi nel mare
e dentro il mare tornare
per vivere.

*

Le mie rose

Le mie rose più belle
sono quelle che ho salvato dalla morte
sono quelle che ho trovato in cima
ad alture brulle
sbocciate tra oscurità e ombra
sciolte e acquietate
nel cavo della mia mano
le mie rose più belle
sono quelle ripulite dalle spine dei giorni dei tormenti
petali mescolati all’ acqua del pianto
che hanno cancellato i passi della paura
le mie rose, sono ancora rime
tutte quelle che ancora mi incantano
mescolati al mio sangue
non piangono rovine
cantano terre
respirano brividi.
Le custodisco per noi
un giorno te li sfoglierò
guardandoti negli occhi.

*

La voce dei poeti

Parlano
i poeti parlano
e la loro voce è ondulata dalle mani del vento
il tono è carezzevole e possente
il timbro è forgiato dal rimbombo dei vuoti.
Parlano
parlano i poeti parlano
con suoni fischiati dalle viscere
leccati dal sangue delle carcasse
dei loro abbandoni.
Parlano e troppe volte si chiudono in un silenzio
pieno di fragore, colmo di ogni rumore.
Questi poeti!
Che usano le parole come strade
conducono l’anima sulle labbra
per un bacio eterno che serri
la morte al di là della soglia
per tornare nel sangue e nel fremito
del loro ombelico tremanti di vita.

*

Pioggia


Pioggia

Ho desiderato la pioggia
di essere felice senza lacrime
bagnata senza tristezza
tranquilla senza solitudine
ho desiderato
essere acqua
cadere di pancia sulla terra
e sentirne il suo profumo selvaggio
sgravarmi dal peso che porta il dolore
e sfumarmi come la gioia
verso l'alto
salire sul sorriso e correre con il vento
fermarmi e piantare qualcosa
qualsiasi cosa
percorrere la memoria
e cavalcarla, spronandola al galoppo
a percorrere il mondo
e di nuovo la vita
essere pioggia
che si struscia sulle rocce
saltare sui fossi
per far risuonare la voce
e sentire che potrei morire
se non posso danzare nuda
sotto l'acqua
sedermi in perfetto silenzio
in mezzo a una tempesta
per tornare poi al tepore di una casa
fradicia di cielo, colori, terra
e pianto.

Giusy Montalbano