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Raccolta di poesie di Paola Salzano
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Rituale d’autunno

 

Nel pomeriggio nebbioso,

foglie dorate sospinte dal

vento s’adagiano meste sui

giacigli di chi non c’è più.

Nel rituale d’autunno

lacrime rigano guance, in

memoria di un amore smarrito.

Ma nel ricordo scorre l’eterno:

un bimbo, chino sulla tomba

del nonno, guarda il suo

volto rassicurante.

La vita incrocia la morte

nell’abbraccio di maestosi

cipressi e il tempo sembra

fermarsi.

Poi ricomincia a scorrere,

lasciandosi alle spalle

una scia d’eternità.

*

L’incendio nel cielo

 

 

Stamattina un paesaggio  

ardente accoglie il mio

risveglio.

Le membra si sciolgono

lentamente, quando bagliori

rosa e d’arancio filtrano

tra le tende riempiendo

gli occhi e la mente di

giovani promesse.

Come un prodigio brucia

l’alba e colora di viola le

rade nuvole del nuovo

giorno, scaldando col suo

tepore gli alberi spogli.

Dall’alto la luna piena di

gennaio guarda incredula

l’incendio nel cielo, la cui

bellezza pare annunciare

una speranza per le anime

perdute.

Stamattina il mondo sembra

un posto meraviglioso.

 

Paola Salzano -  30/01/2021

*

L’ora dell’amore

 

Sul finir del giorno

cala un sipario di  

velluto, dal colore

rosso fuoco.

Nell’attesa indosso

il mio abito più bello,

l’odore della pelle,

solo quello.

D’un tratto i tuoi

passi, finalmente

sei arrivato.

Ti respingo solo un po’,

ma fissandoti negli

occhi, lascio andare

ogni difesa.

Poi m’abbracci con

ardore, tra le braci

mi consumi.

Viviamo per accendere

quel fuoco, che brucia

qui e adesso nell’ora

dell’amore.

*

A Natale

 

 

 

Le luci dell’abete danzano

festose nel buio della stanza

e l’agrifoglio sulla porta

ammicca sorridendo.

 

Fuori la neve candida

ricopre col suo manto di

cristalli case, alberi e

cuori affranti.

 

Ma nel camino bruciano

ceppi, crepitanti come

i ricordi ostinati dell’anno

ormai trascorso.

 

E tra le braci arde ancora

un ciocco di speranza,

per la vita che rinasce

a Natale.

 

*

Il risveglio di domenica

 

 

Il risveglio di domenica

è un raggio di luce che

filtra cauto tra le tende,

è l’aroma intenso del

caffè che riempie l’aria

di un festoso borbottio,

è un fruscio di lenzuola

mentre ti scopro piano.

Il risveglio di domenica

è la tua mano incerta ad

accarezzarmi le guance

mentre porto negli occhi

ancora scampoli di sogni,

è un tuo bacio che desta i

sensi dal torpore della notte.

Il risveglio di domenica

sei tu, che sarai il mio lunedì

e tutti i giorni che verranno,

ove mai una nube scura o 

un lampo ostile solcherà

impudente il nostro cielo.

 

*

Con gli occhi dell’anima

 

 

Con gli occhi dell’anima

inizierò a guardarti e la mia

essenza, onda in cerca del

suo mare, riconoscerà la tua.

 

Con gli occhi dell’anima

imparerò a conoscerti e

assetata in cerca di sorgente,

arriverò alla tua fonte.

 

Se un giorno poi ti incontrerò,

di sicuro ti riconoscerò

e con gli occhi dell’anima

sarò onda persa nel tuo mare.

 

*

Come la luna

In questa notte

trapuntata di stelle

mi vedrai avvolta in

un alone di incanto.

Come la luna

rifulgo nel mio spazio,

assumendo ogni volta

contorni diversi.

Appaio, mi nascondo,

mutevoli gli umori:

chiara o ambigua,

affidabile o sfuggente.

Ti disoriento, da abile

maga ti seduco.

Ma non temere,

come la luna posso

brillare di luce riflessa

ed il mio sole sei tu.

 

 

*

Ali di farfalla

 

Appartengo al cielo

e fluttuo nel vento,

ove libera coloro

il mondo.

Ondeggio sinuosa

tra fiori ed arbusti:

bianca, grigia o di

mille sfumature.

Ogni battito d’ali è

una carezza, ad

allietare i cuori di

tanti sognatori.

Possiedo uno spirito

ribelle e temo le

tele del ragno,

ordite con lo scopo

dell’inganno.

Ma non riuscirà a

catturarmi, poiché

appartengo al cielo e

fluttuo nel vento ove,

con ali di farfalla,

volo libera e coloro

il mio mondo.

 

Paola Salzano – marzo 2019

*

Paesaggio d’amore

 

A te che sei stata

il nido sicuro,

sostegno portante

nei miei incerti passi,

roccia tenace e

amorevole guida.

Donerei uno scrigno

fatato, colmo di melodie

che adoravi intonare

e di gioielli che amavi  

indossare.

A te che sei stata

il biglietto prezioso

per viaggiare libera

e senza paure.

Oggi e sempre dirò

grazie perché, su

una tela già sporca,

hai dipinto per me

un paesaggio d’amore.

 

“A mia madre”

 

Paola Salzano maggio 2018

 

 

*

Come un fiore selvatico

 

 

Bella e selvaggia come un

fiore di campo,

riposi sotto il sole di

un’incerta primavera.

Forte, indipendente

non chiedi ammirazione,

sai sbocciare nel silenzio.

Il tuo aroma è unico:

meno nobile di una rosa,

risplendi più di un girasole.

Colori i prati della vita,

dove sopravvivi seguendo

le orme del vento.

Ovunque generosa,

i tuoi semi diverranno

altri frutti.

Come un fiore selvatico,

indomita e spontanea

sei tu donna.

*

Non smettere

 

 

Nei tuoi occhi

ritrovo i colori della

terra che ho amato,

sulle labbra

il richiamo del mare,

fra le mani

quel calore che mai

ho scordato.

Allora non smettere

di guardarmi,

non smettere di

parlarmi,

non smettere di

sfiorarmi, ma

abbracciami più

forte che puoi.

E non andar via

o portami con te…

Insieme torneremo

a casa.

*

Sei per me

 

 

Sei unguento

che accarezza

le ferite, ghiaccio

ad alleviare il dolore.

Come aria insegui

il mio respiro, come

acqua sai spegnere

quel fuoco.

Sei scintilla

che accende braci

nel mio seno,

il tuo pensiero è

miccia per l’anima.

Tutto questo sei

per me: linfa che

impetuosa scorre

nel suo stelo, 

io non vivo che di te.

*

Rinascita

 

Al tavolo da lavoro

oggi siedo comoda.

Dimentico la storia

già vissuta, tratteggio

il mio presente e saluto

il personaggio che nel

tempo ho costruito.

Inizio così a scrivere

il romanzo della vita,

creando l’intreccio

di un racconto inedito

sulla felicità.

La trama si dipana

nel mistero di strade

sconosciute, lungo il

viaggio che ancora

ho da compiere.

Libera da zavorre,

invento nel finale

un cielo dalle mille

sfumature dove, tra

nuvole rosate, nasce

per me l’alba di un

nuovo giorno.

 

 

*

Soffio di vita

 

 

Dal primo istante

sei stata l’impronta,

quell’immagine unica.

Senza te sarei niente,

accompagni i miei gesti

e influenzi i pensieri.

Eppur ti ho tradita,

illusa dalle sirene,

ti ho allontanata.

Ma ho continuato a

sentirti nel vento tra

le foglie, nel profumo

di un fiore, a cercarti

in un sorriso sincero,

in un raggio di luna.

Attraverso il dolore

non hai smesso

di chiamarmi, così

ho capito, eri ancora

con me.

Tu, l’anima,

quel soffio di vita

che mi rende diversa.

Il filo sottile che

stringo fra le mani,

per non sentirmi mai

persa e non lasciarmi

pian piano morire.

 

*

Verso Itaca

Ho creduto più volte

di naufragare  lungo il

viaggio della vita.

Sfidando correnti avverse,

come Ulisse sono stata

tentata da maestre d’illusioni

o da chimere di un’eterna

giovinezza.

Ho sperato in venti a favore,

mentre gli dei benevoli

mi incitavano fra le onde,

rivelando sottovoce un segreto:

ogni tappa aveva un senso

e se l’avessi accolta, una

forza misteriosa, quanto

indomita, mi avrebbe

condotto verso casa.

Promisi di non stringerla 

tra le mani e di lasciarla 

libera, facendomi

trasportare fiduciosa.

Oggi so di poter nuotare

verso Itaca e attraccare

nel mio porto, solamente

grazie a lei.

Alla forza dell’amore,

solo dell’amore.

*

Inevitabile

 

Innamorarmi di te

è stato così, inevitabile,

come la luce del mattino

rischiara da sempre

il buio della notte.

E’ successo per caso,

non t’ho cercato, ma in

fondo al tuo sguardo

ho ritrovato me stessa.

T’amo così, naturalmente,

come l’acqua del fiume

inconsapevole sfocia

nel suo mare.

In questo amore

sono alla deriva ed è

semplicemente inevitabile.