I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.
A piedi scalzi, a passo lento
Percorrevo sul mare quella pedana,
quella pedana che aveva ospitato te
con altri corpi. Diversi. Tanti ad osservare il mare.
Ad ogni passo
la legna sotto i miei piedi
emetteva un suono,
uno scricchiolio,
una vibrazione diversa
nella quale cercavo qualcosa di te,
che mi riportasse a te,
che raffigurasse te.
Nulla!
Allora l'udito, deluso, chiese alla vista di guardar meglio.
La vista s'aguzzò,
scrutò in ogni dove,
in ogni angolo,
in ogni crepa,
ma nulla.
La legna di quella pedana di te non mostrava nulla.
La vista, affranta, chiese all'olfatto: "Respira i suoi odori, cercala, inseguìla."
L'olfatto allora, orgoglioso e sicuro di riconoscere il suo odore tra tanti, respirò tutta l'aria. Tutto quello che lo circondava si fece strada nelle narici.
Nulla! Ancora nulla.
L'olfatto con tono nostalgico disse al tatto: "Tocca ogni tavola e la sentirai!"
Il tatto, pieno di sé, toccò ogni lembo di quella pedana, ogni millimetro fu accarezzato.
Ma nulla! Di lei, nulla.
Il tatto, fosco e pietoso, disse al gusto: "Tu solo saprai riconoscerla!"
Il gusto allora, sghignazzando, rispose:
"Sapevo che a me vi sareste rivolti, adesso andate, presto soddisferò le vostre voglie."
Nonostante i risultati degli altri sensi, il gusto non ci pensò sù e dopo qualche attimo iniziò a gustare tutta la pedana alla ricerca di lei.
Ogni anfratto fu percorso fino a quando la lingua esausta disse: "Di lei alcuna traccia ho gustato. Di lei, il nulla.
Al ché i sensi riuniti decisero di rivolgersi all'anima e con tono desolato le chiesero: "Solo tu puoi rintracciarla, va' su quella pedana, utilizzaci come meglio credi e trovala."
L'anima si concentrò:
chiuse gli occhi,
ascoltò il mare,
gli odori della salsedine pervadevano il corpo, la brezza accarezzava la pelle,
il mare parlava con il suo incessante mormorio, come se volesse raccontar storie antiche d'amori perduti,
ogni scricchiolio della legna sotto i piedi sembrava un'eco dei sui passi, una danza di memorie.
Il sapore delle alghe si fece strada tra le rattristite papille e dopo tempo l'anima disse:
"Nulla. Ho sentito il nulla. Lei è il nulla."
Ti avevo vista perfetta come il cielo sereno, ma oggi tutto è grigio, il vuoto regna e gli occhi vedono chiaro.
Le mie mani che un tempo
Accarezzavano il tuo corpo mentre riposavi,
oggi neanche per errore ti sfiorano.
Le mie parole, i miei gesti, che alla tua anima son sempre stati dedicati, oggi a te non son più rivolti.
Mi resta solo un colpo al cuore, quel colpo che alle spalle mi è giunto quando mi preoccupavo di proteggermi dal fronte.