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Amo le parole »
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Firenze l’alba da Monte Morello
Firenze e l’ alba da Monte Morello Il sole nasce ad oriente le speranze nel quartiere arrivavano da oriente si attendeva da oriente il sole dell’avvenire. . L’appuntamento la sera nel cortile della vecchia casa, zaini e coperte per salire alla luce della luna sulla cima del Monte. . Si saliva cantando canzoni di lotta e d’amore, in testa i più anziani, poi i ragazzi scatenati, per ultime le coppie degli innamorati. . Si stendevano le coperte alla Croce sul Monte ci si abbracciava stretti per difenderci dal freddo. Il sonno, poi, l’aveva vinta. . “Il sole, il sole”, un urlo svegliava l’accampamento la sfera infuocata si affacciava dalle Alpi del Giogo, una luce radente, divina, irreale. v. 150 . R. Mosi, “Ritorni”, Ladolfi Editore, Canto III vv. 125-150
Id: 74565 Data: 14/02/2026 20:14:19
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Vento
Vento Ritorno alla finestra aperta sui primi anni della mia vita i papaveri dei campi, le pievi campanili, fabbriche, ciminiere per sfondo Monte Morello. Il vento supera agile il Monte investe sibilando il mio mondo, scompiglia le chiome degli alberi, le braccia dei filari allineati nei campi. Le ombre della sera disegnano figure al galoppo fra le spighe agitate del grano, onde s’infrangono contro la casa isola al limitare dei campi. Un tappeto di lucciole rosse invade il mio breve orizzonte fra lo stridio incessante dei grilli che si alza fino alle pallide luci del cielo. Un carro torna dal mercato la luce del fanale avanza per la strada di campagna. Mi addormento al canto lontano del carrettiere. Vento dalle molte voci che scendi dal Monte, fammi volare sulle tue ali per le strade dell’eterno ritorno, alla vecchia casa assediata dalle tue braccia. La tua voce invade ancora la mia testa, mi sorprende agli angoli del quartiere si confonde con il fracasso del traffico, il vocio dei motori. La tua voce, cadenzata dalle stagioni, è rimaste la stessa nel tempo? Strisciavi una volta sulle acque della palude ai margini della boscaglia. Ti slanci ora contro i vetri del Palazzo di Giustizia, dei supermercati, dell’Università. Umile sterratore, scavo scopro gli strati del tempo. Appaiono segni della vita passata sotto le presenze di oggi, grumi intricati di memoria, cerco il senso del mio, del nostro esistere. (Canto I da: Roberto Mosi, Ritorni, Ladolfi Ed., 2026)
Id: 74528 Data: 09/02/2026 10:57:42
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Solitudine, silenzio
Nella città devastata nessun pensiero per la sua solitudine. Arriva all’angolo della strada sfila sotto la mia terrazza sussurrando piano piano. Si ferma al semaforo rosso riparte pensosa per il Centro alle fermate sale il silenzio in vestaglia da camera verde. Compie il giro per le vie mute sfila ancora sotto la terrazza per la nuova corsa nella città con la sua inutile solitudine. Roberto Mosi
Id: 58307 Data: 28/04/2020 18:00:26
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La nuova stagione »
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Per Lucia »
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Avari di futuro »
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Bivigliano, rinomata località di mare
Il Sogno avanza con le onde del mare, investe la spiaggia di Bivigliano, accarezza le statue di Bacco e Arianna. Il Sogno fa due piroette nella piazza, un giro intorno alla Chiesa, si siede al bar del bagno Bellavista. Al Bivio due frecce, "Per i giovani, località marina" in basso, "Per l'Eterna Giovinezza, Fonte di Andrea", in alto. Il Sogno osserva il risveglio arrivano coppie di giovani barche scendono in acqua il mare è gremito di vele. Al Bivio passano bus diretti alla "Fonte di Andrea". Dopo la curva si fermano il Notaio presenta il Contratto. Per ogni bicchiere d'acqua vola via il peso degli anni per ogni promessa dell'anima accesso libero alla spiaggia. Il Sogno si veste di sera il lungomare brilla di luci di addobbi: "L'Anima Tua per l'Eterna Giovinezza !". Roberto Mosi Anno 2016 - R. Mosi, Antologia "Poesie 2009-20016", Ladolfi Editore - R. Mosi, Romanzo "Esercizi di volo", Europa Edizioni
Id: 40355 Data: 23/11/2016 10:19:25
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Il leone con la parrucca
Il leone ruggisce dalla maglietta bianca, sopra la parole: "Per me è possibile tutto". Le leonesse intorno, lo sguardo stupito. Sulla criniera bianca una folta parrucca bionda. Firenze, 31 ottobre 2016
Id: 40060 Data: 31/10/2016 20:03:33
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Un canto per Barbie
Un canto per Barbie L'angolo dello studio è invaso da bambole culle, lettini fino ai piedi della scrivania. Anna porge il biberon della sera, rimbocca le coperte, canta la ninna nanna. Solo Barbie non dorme piange disperata, la prende in braccio e, improvviso, il canto: "Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa, trionferà!" Barbie s'addormenta di colpo. Sono stupito, dalla rivoluzione ad una nenia per Barbie. 8 ottobre 2016
Id: 39940 Data: 24/10/2016 15:53:41
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Il temporale
Il temporale La mantella rossa attraversa la città nel diluvio di pioggia seguita dall'ululato degli allarmi colpiti dalle saette. Le ruote sollevano profonde scie d'acqua. Il diavolo fugge dall'inferno?
Id: 39873 Data: 20/10/2016 16:04:21
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Messaggi amre
La Rete mi vuole bene mi abbraccia di messaggi, si preoccupa della salute, del mio futuro. Come va il tuo udito, non devi isolarti: senti quando gli amici parlano a bassa voce? Hai vuoti di memoria giramenti di testa: Villa Serenella ti aspetta per un check up. Prestiti su misura in meno di mezz'ora: è pronto il contratto soldi a portata di mano. Il miglior prezzo per il tuo funerale: cerimonia sontuosa bara di palissandro. Benedico la Rete. Si occupa anche dei fatti del cuore: Maria mi manda messaggi per incontrarmi. Sarà vero amore? Roberto Mosi, Firenze, 13 settembre 2016
Id: 39360 Data: 13/09/2016 23:05:11
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La stanze della memoria
Cianfrusaglie nelle stanze per il mercato del modernariato, quadri di vecchie ideologie le cornici dipinte di rosso, canti del lavoro e della riscossa manifesti gremiti di bandiere. Le squadre degli operai mettono in ordine le pareti raschiano le ombre dei ricordi, tracce di gioia e di dolore lontane delusioni d'amore. Stendono il bianco della calce bagnano d'olio i cardini delle porte e delle finestre. L'Architetto cambia gli arredi, l'ambiente riluce di nuovo di voci e immagini multimediali. Vago in solitudine per le stanze rimbomba l'eco dei passi. Cerco invano il mio io. Roberto Mosi Golfo di Baratti, 3 settembre 2016
Id: 39252 Data: 06/09/2016 10:04:02
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Il senso della vita
Sono giunto al prato dove sorge la baita, a tre quarti del cammino. L'Ufficio Centrale di Statistica ha detto che, forse, vivrò fino a cento anni. Il sentiero prosegue per i fianchi della montagna fino alla vetta. Un cammino da compiere in oltre venti anni, novemila giorni, vestito da scalatore corde, chiodi, moschettoni piccozza, ramponi. Per premio finale, scoprire all'arrivo il senso della vita. Roberto Mosi 31 agosto 2016
Id: 39192 Data: 31/08/2016 16:45:58
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Dove vanno le badanti per Ferragosto?
Dove vanno le badanti per Ferragosto? Sono tutto un tremito per te, badante, giunta dall'altra parte del mare, profumi di fiori d'oriente la pelle lucida d'ambra. La memoria oggi non assiste, i denti sono rimasti nel bicchiere fra le bolle del cookident. Dove vanno le badanti per Ferragosto? I bottoni davanti sono sganciati, si erge il bianco del pannolone. Al tuo braccio il passo è sicuro, percorro il paesaggio quotidiano del quartiere, di periferia, nella calda mattina. Dove vanno le badanti per Ferragosto? Suona il cellulare ti chiamano dall'altra parte mondo, le parole ballano su uno strano registro sei allegra, sei triste ti ecciti, piangi, urli premi l'apparecchio dentro di te, forte forte. Dove vanno le badanti per Ferragosto? La panchina finalmente di stecche di legno verde, il giardino è deserto, gli alberi ci regalano il fresco dell'ombra. Mi raggiunge il gatto nero, sorrido, lo saluto gli parlo della giornata. Dove vanno le badanti per Ferragosto? E' l'ora del pranzo, mi solleva dalla panchina, sono in posizione eretta lancio in avanti la gamba sinistra poi di seguito la destra. Al tuo braccio scompare il tremito delle mani. Roberto Mosi Firenze, Ferragosto 2016
Id: 39052 Data: 19/08/2016 11:17:45
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Moby Prince »
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