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Raccolta di poesie di rasimaco
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Rane

 

Ho amato la pioggia

 

perchè nettava il lerciume,

 

ho amato i raggi del sole

 

che asciugavano il bagnato

 

 

 

ed ho amato il soffio del vento anche quando urlava

 

 

 

perchè era il simbolo dell'alito divino.

 

Ed or che alla fine son giunto,

 

stanco, annoiato ed infastidito,

 

ho lasciato quella vecchia palude

 

dove rane

 

notte e giorno gracidavano

 

senza sapere se

 

creavano suoni o rumori molesti.

 

*

Se il tempo…

Mi è stato dato un motivo

per andare al mare,

forse due per aspettare che il tempo

mi dia un domani,

in ogni caso

aspetterò comunque

che siano andate via

con l’acqua del fiume

le mie nostalgie

per andare a pesca…

 

*

Non so sorridere

Non so sorridere

per un centimetro di sole

che batte sul mio cammino

anche se dovrei…

Non so sorridere

per una visita inaspettata

anche se piacevole…

Non so sorridere

se non quando mi ricordo di te.

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-03.07.2011

*

Derive

Di una vita

ormai resta solo

un legno alla deriva

ed un nome dimenticato,

ha avuto la sua rivalsa

questo mare

che si sporge ancora sui suoi scogli

sbattendoli con le sue onde

come quando al maestrale

lui

solo grande sovrano

s’arrende…

 

*

Illogico pensare

Ho visto uscire la luna stasera

senza permesso

ed è una vita che sprango porte

per poi vederle aprire senza chiavi

 

com’è arduo

cercarne il motivo

quando la risposta ce l’hai in tasca.

 

*

Non fa differenza

Non fa differenza

esser bambini o adulti

donne o vecchi quando

per nome hai un numero

per chiunque sei il trecentosei

o il novecentoquattro

non fa differenza

resti solo e sempre un numero.

*

Attesa

Si ferma fino all'alba il sorriso

su una lettiga …

poi è notte

notte di traumi

notte su un volto di donna

che da ragazzo hai amato.

Sei solo e non c’è nessuno

neanche un cane di parente.

Forse abbiamo parenti

da qualche parte

parenti che vedi solo quando muori

e che si chiedono

- ma questo chi era?

Mostrano visi contriti

mentre nel silenzio pensano

ai fatti loro ed a come

si stava meglio a casa.

 

*

Idee e pensieri

E grigia è

la tua anima

che nel giorno più bello

si colora con i resti

d’un gioioso convivio.

Non c’è raggio di sole

a spennellare le tue idee

né arcobaleno

a rallegrare i tuoi pensieri

che nel giro di vita

si consumano

tra nebbie di vetro e di cemento.

Ora sopravvivi

inaccessibile ed a patti

con ciò che rimane del passato.

 

Pbbl.scrivere-08.09.2011

 

*

Notte di dolore

*

Rugghia feroce stanotte

il mare

dove la nave ha innalzato la vela

ed i flutti hanno eretto barriera.

 

Non è secco di rugiada

e gronda ancora sangue

quell'arto che aveva ancora

voglia di vivere ed il dolore

ancora impera e bussa alle porte.

 

E ... uomo continuo

a capo chino ad andare...

a vivere nell'estinguersi del tempo

l'occhio volgendo all'onda selvaggia.

 

Da "Ombre sul sentiero"

*

Quella vecchia conchiglia

Ho guardato in faccia il mare

avevo voglia di vederlo

e mi sorrideva in sogno,

non volevo le solite curve

e neanche distese verdi,

sentivo sempre il suo suono

nell’oblio del tempo

ormai quasi agli ultimi granelli.

Forse qualcosa in tasca

me l’ha ricordato …

 

quella vecchia conchiglia sbrecciata.

 

 

*

Predicatore

Parli

e continui a parlare …

parole, tante parole

che cadono

in un vuoto senza confini.

I pensieri sono fissi

appesi alle pareti

come tanti quadri

inutili

come manifesti elettorali.

E la polvere continua

ad accumularsi

là dove prima c’era

il lucido dei palcoscenici …

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-15.09.2011

*

Resti di zolfo e di piombo

Nel campo …

il pensiero

unica cosa rimasta viva

ma anche quello

scema lentamente

come la speranza.

Era stato solo l’inizio.

Tronchi anneriti intorno

e case dirute …

 

là una culla piange il suo bambino

 

il freddo nelle ossa

e quel fischio lancinante

sopra il crepitio

 

bombe che tutto squarciano.

 

Fiamme e fumo e lamenti

ad invocar una madre

anche se già morta.

Lungo travi annerite

si conserva l’orma crudele

del piombo e del silenzio

che parla di morte.

La coltre del tempo

misericordiosa cela

resti di zolfo e di piombo.

*

Ormai è sera

Lontano nei campi

il vento semina folate,

piange la porta della cantina,

guaisce un cane sulla strada,

chiude una finestra curiosa

la vecchia dirimpettaia

ed asmatico si ritira il giorno

 

ormai è sera. 

 

 

Pbbl.scrivere-06.02.2009

 

*

Saprò ricordare

Nel perimetro dei miei pensieri

partoriti nelle notti di luna

saprò ricordarti

parlando con gli alberi.

Saprò ricordare ogni tuo gesto

anche nel semplice

volger lo sguardo …

e saprò ancora ricordare

un dono nel sorriso

come quello dell’ostrica

quando dona la sua perla.

Saprò ricordare

nella mia gioia ormai seduta

anche se tu dovessi dimenticarmi…

 

 

Pbbl.scrivere-01.10.2011

*

Esito (31 maggio 2022)

Lieve soffio...

l’aria.

Chissà quando vestirò di gioia e non di dolore...

mare grande

questo sciabordio di pensieri,

e dai fondali dell'intimo
mani sommerse e poi...

e poi mani che dragano il corpo,

le due facce della luna,

l'una nera,

l'altra sempre ridente,

chissà perchè...

ed io verde di speranza

ancora incredulo

d'un esito positivo vedo il risvolto.

*

La voce della ragione

Il tuo correre s’è chiuso

tra le intenzioni

sotto una lapide

dove tu l’hai costretto

per paura dei fantasmi.

L’hai messo alle corde gridando

fermati! –

e sognando un amore

l’hai ridotto in schiavitù.

Ora sei in pace con te

e con il tuo pensiero

che brucia ceri

davanti a simulacri di sentenze

di un cosmo ormai asservito

ma sogni ancora

di stendere le tue ali oltre

i confini del possibile.

*

Battaglie di pensiero

Cominciavamo a contare ogni cosa

dopo l’amputazione del pensiero e

seguivamo la pioggia

portata dagli angeli.

Senza nome era il cardo

che qua e là indisturbato

ed incurante dei piedi

cresceva in quella stagione

dai colori strani

e non s’aveva più voce

per gridare la verità

mentre dilagava il terrore.

 

Era il ’68

ed eravamo stanchi

di barricate al pensiero.

 

*

Acqua

La gente spera nell’acqua

guardando verso il cielo

in preda all’afa

ed il migrante spera che finisca presto

quest’inferno di umidità

guardando a riva

 

quanti desideri …

e tutti diversi.

 

*

Alla ricerca di me stesso

Cerco un volto

ospite

in questo mondo

di nebbie riciclate

che ad ogni istante

trasformandosi vagano

ad altre terre dirottate.

Cerco quell’ospite

sotto i pini

testimoni innocenti

di amori

che hanno lasciato impronte

e lo cerco ancora

dove vegliano custodi

le vecchie torri ormai smerlate

del luogo natio …

 

ricordi sbiaditi

ma mai cancellati.

 

 

 

Pbbl.scrivere-22.09.2011

*

Dopo l’uragano

Ho guardato negli occhi l’uragano

l'ho visto giungere con tutti i semi del dolore.

Le sabbie son divenute il mio talamo

e quando l'alba giunse

con le sue calde carezze

portò con sè il silenzio.

Nella mia casa ora
c'è la pace e l'oblio impera

ed anche gli alberi hanno perso i colori.

Non ci sono cancelli

nè muri nè porte dove le sabbie cantano

ed i ritmi della sera

si perdono nel suono del ngoni.

 

Nota: Ngoni, rudimentale strumento a corda che accompagnava i

           canti di dolore.

 

Da "voci e volti del passato"

*

Acque

Acque che irrompono,

impetuose come la tua lingua,

arroganti come i tuoi gesti,

dietro una lapide (la tua)

corrono

per fermarsi alla fine

lungo le possenti braccia

della vanità.

S'è alzato il livello ormai

e gli alberi sono vicini

si fermano lambendo

i tuoi piedi da impiccato

nella tua stessa lingua.

*

Tempo di marea

Per la durata di un tempo

parliamo

una lingua sconosciuta

che non conosce dei,

che ricorda le antiche pietre

e della distanza annulla i numeri.

 

Abbiamo lacrime che parlano di vita
e nell'ora del tramonto,

quando l'usignolo leva la sua voce,

affondiamo le radici nella fiducia.

 

Io sono l'allodola del mattino

memoria al sorgere del sole

tremula foglia al soffio lieve.

*

Ora che il tempo si veste d’inverno

Forse si sta dove ci sono altri luoghi

come in quei giorni

che cadevano d'inverno

e noi contavamo i passi della bora.

 

Ora guardiamo le case,

piccole luci nella sera

con tante anime che entrano ed escono.

 

E che parlano chiamando per nome

chi accendeva il camino

ed ora canta

nelle cattedrali del cielo.

 

Così dicono di noi

ora che siamo andati lontano.

*

Vento

Sembra voglia rosicchiare queste mura

il vento

e sulla piana battere il grano maturo.

Le zagare ormai

hanno perso petali ed alla fine cadute.

In aria annaspano

mani e pensieri seguendo rotte sconosciute.

Parole mai dette

che dicono più di un oratore da foro.

I silenzi

si son lasciati convertire

da quell'aria impetuosa che imperterrita

sulla piana imperversa.

Un cielo pietoso

versa una lacrima a quella luce che lo vela.

*

Aedi

Sono custodi della parola,

la curano,

l'accarezzano,

ne gustano il suono.

Segnano il ritmo delle risacche

quando il pensiero vola

ed i destini si compiono.

 

La catarsi

si ripete verso dopo verso

e l'eco del tempo ne riporta la memoria

nel cadere dei giorni.

 

Sono anima delle vite

soffio d'infanzie espanse

in rughe profonde degli archi temporali.

*

I segni delle stelle

Il tempo ha lasciato le sue orme

come la nera sciara sul passo incerto.

 

Ci sono orme dovunque,

franano sentieri e mete

imprimendo segni

che danno volti alle pietre.

 

Sono i segni delle stelle

a dar un soffio di vita.

 

L'anima aliena vibra.

*

Calda estate

Abbiamo ricomposto nenie

indossando calighe tra i sassi,

coreuti tra la folla

abbiamo dimenticato la nostra identità.

Là! Lontano,

sul serro da 'za Nora

vanno formiche in coppia,

son rimaste solo pietre miliari

querce ed ulivi secolari

a contare i passi

sullo sfondo di quel cielo trasparente.

Cicale e grilli

cantano

facendo coro all'afa che opprime

mentre l'ombra rimane fissa

attaccata al suo terreno.

*

Alba a Moon Valley

L’alba nel suo indorar

era come un abbraccio di madre

quando nelle fredde notti

il tempo gelava il respiro.

Lingua e canto alle stelle,

null'altro

se non che quella sua litania

prima del tramonto.

Si ripetevano

prostrazioni e dubbi

ed il passato riesumava

memorie d'una lampada

in un dormiveglia senza parole.

Ed erano sguardi

che si facevano voce

parlando l'idioma della terra.

 

Da “Voci e volti del passato”

 

*

Attualità

Sento il freddo di questi giorni,

arreso

raggomitolo le mie ossa

 

poggiando una guancia vizza

al mio prossimo compleanno,

ciò che rimane è solo poco tempo

 

rubato al fuoco dei bivacchi.

Stasera aprirò l’ultimo giornale

vi leggerò del temporale

 

o, se volete, della battaglia

che c’è stata ieri

con le forze di gheddafi

 

ma non chiedetemi dei fiori

che ormai crescono stenti

per il poco amore.

 

Il cielo ormai si avvicina alla sera

con i suoi colori che piangono

un grigio fumo pieno di tristezza.

 

Scritta e pubblicata il 21/09/2011

 

*

Verso la mia terra

Verso la mia terra

ho solo uno sguardo di nostalgia

senza parole

 

non ho del fuoco

ma tra le mie ciglia arde il pensiero

verso la mia casa.

 

A quel congedo

ripenso di tanto in tanto e

desideri antichi

 

risalgono la china

della lunga separazione

perché tu mi sei nel cuore

 

e rimani solo leggenda.

 

*

In silenzio onora i morti

Un nome

un indirizzo

qualcuno un fiore

 

ma su tutti il silenzio

labbra serrate

nel culto della sopravvivenza.

 

Non ci sono scuse

in un orizzonte

da ciminiere popolato

 

non ci sono scuse

davanti ad un blocco di cemento

da scheletri popolato

 

e noi inerti guardiamo

illusi del

- Non è cosa mia -

 

*

In cerchio sotto il cappello

Un raptus deborda in deliri ed urli,

la foglia ride soddisfatta

ed io conto i fiocchi di neve

nel silenzio.

 

Ma

 

sarà solo e sempre il tempo

a dare il ritmo alle vibrazioni

d'una lingua ormai desueta.

 

*

Un giorno sarai vinto …

Hai corroso la carne innocente

lapidando le giovani speranze

 

la fiaccola della vita

hai spento e senza misericordia

 

di lacrime ti sei nutrito

saziando la tua crudeltà.

 

Un giorno sarai vinto

e la primavera tornerà

 

a portare le rondini e

con esse un sorriso

 

a quelle creature

cui tutto hai negato.

 

*

Eroe mancato

Rimase l’inverno

a coprir speranze,

attracco senza molo

dove cime s’annodano

a bitte d’illusioni.

Il resto d’un vissuto

da eroe a pochi cents

si consuma ora

su lande desolate

mentre la bora soffia

sempre dallo stesso lato

e tra un uragano e l’altro

i sentimenti scoppiano

naufragando frammenti

su litorali in disuso.

 

Da “Voci e volti del passato”

*

C’è stato

Materia trepidante

erano

quando anche i silenzi

crollavano

in un inutile e caotico

inizio di ricordi,

di occhi che cercavano

una via dove oggi sono

solo ruderi e ombre

e su questo paesaggio

al suono di folate

appassisce un sorriso…

dramma d’un anniversario

ormai dimenticato.

 

Da “Voci e volti del passato”

*

Prospettive

E colori di solitudine

spennellano

ritratti di donne e di bambini

traumi

di nuove società in marcia

sospese in un quesito

vuoto di prospettive.

 

Sono l’essenza

delle nuove giovani vite …

*

Io ci sarò

A capo chino

muto

all’aria tersa

nel sospiro

scontroso del mattino

io ci sarò

a veder l’aurora

e guarderò quel sorgere

insieme di speranze

battuto come la scogliera

ma sempre pronto

al nuovo sorgere.

 

*

Nella sera

Appena distinguibile nell’oscurità
si delinea la tua sagoma
isola

 

fertile d’incanti

e di misteri

invisibile ma presente


con i tuoi aromi
e le tue scogliere

di te oggi canta

 

quella vecchia nenia che giunge

insieme a raffiche di maestrale

quando sibila dietro al faro.

 

N. : … alla mia terra

*

Petali

Fiori appassiti ormai

come i fiori di cactus

che vivono un giorno

 

e si torna sui propri passi

non si vorrebbe

invecchiare così

 

mentre danzano i petali,

ora rossi ora gialli,

fiori che sanno di sogno,

 

dicono di un sorriso

che fa dimenticare i grigi

tra baci e sogni.

 

E si salgono

i gradini della cattedrale

a sentire il profumo dei monti

 

ed ascoltare

ancora una volta

la preghiera della sera …

 

*

Soldato bambino

Nel passato

obici e cannoni

distruzione e sangue e forse

 

ancora non intenzionale
quella moneta da testa o croce
tra le dita

 

Non facile la scelta quando

ti guizzano come fantasmi

la gola secca per la paura

 

e crampi allo stomaco per la fame

e dietro l’esili tue spalle

la confusione dei tuoi giorni.

 

Da “voci e volti del passato”

*

Solo le unghie

Solo le unghie restano

del gran malessere

ormai lontano da tutti

te ne vai e nel bosco

pensi a cosa sia

o a cosa possa significare

quel male mattutino

quando ti svegliano le campane

a ricordarti d’esser in questo

mondo fatto di polvere

ed in cui polvere ti annullerai.

 

Solo le unghie restano…

come la sabbia alla fine dello scivolo.

*

Un foglio ingiallito

Ho visto...

il freddo dell'acciaio sulla schiena
ha lasciato il segno.

Erano sei

e nel sangue gorgogliava

il rantolo.



Straniero e sconosciuto

ho guardato non visto.

Sei madri

nell'agonia dell'orrore

e sotto gli occhi il dolore.



L'orma del ruandeli
flagello e fiamma

su sei resti fumanti
e unico sopravvissuto

l'odore acre di carne bruciata.

Da “Voci e volti del passato”

*

Collera e Pace

La collera impera

a ritroso nel tempo si varcano confini

si sdradicano dalle radici gli alberi.

Piangono le terre invase

dai pendii lacrime cocenti gocciolano.
Sull'asfalto tra schegge e materie fumanti
scorre a fiotti il sangue


gli eroi saliranno sul podio dei morenti
e staccheranno la falce alla morte.
I nuovi germogli saran salvi

dall'empietà dell'invasore torvo.


Gli eroi

ora cederanno il passo alla pace.

*

La meta

Smussando creste d'onda

divenni ciottolo al sole.

Le illusioni sono acqua che scorre

su un palato asciutto,

il primo e l'ultimo desiderio,

una meta

nascosta dietro l'ultima curva.

Quando ci saranno i vespri

l'alloro fiorirà

e le sue bacche saranno

l'ornamento di questo andare.

Le mie campane

hanno rotto il silenzio.

*

Ricordi di casa

Io nato al caldo alito dello scirocco

e vissuto tra le nebbie stagnanti

ho cercato te

terra mia.

Sono ancora calde le ceneri nella conca,

come sono ancora vive

tra le rughe e le ginestre

le mie memorie.

Son fermi là

appesi a quelle canne del dammuso

i ricordi del pani cunsatu e delle panelle fumanti

che lo zio Cola preparava al mattino.

Ora ti ho ritrovato terra mia

ed ho compreso il senso

del canto delle cicale

e del profumo delle tue zagare.

*

Rimando

Sono muro che guarda

una terra umida verde di prati.

Sosto

sorbendo tutto il calore dell'alba

ma

non ci sono raggi all'orizzonte

e l'attesa

si fa sempre più lunga e grigia.

Attendo ancora

che il secolo traspiri umanità che non vedo.

Sì! Quella stessa che vive

rintanata nei suoi cunicoli.

Ridicola facciata

di una cattedrale dissacrata,

maschera senza contorno e senza crepe.

 

La nebbia non ha mai voluto questo.

*

Sira di frivaru

Stasira chi di nenti eni vistuta

pari na puisia lu tempu

chi lentu curri e nuddu u ferma.



Comu nu lamentu,

quannu 'nte notti d'immernu

a nivi cari,

'nte mura di sti quattru casi

u ventu

ribbumma e porta ummiri,

chi du suli iannu

sulu nu rivordu.



Vardu

da finestra ddi poviri cristi 'ncuttunati

chi si nni vannu a spassu

comu ca fussi jornu

e pensu

a quantu fussi bellu

s'agghiurnassi l'arba rirennu.

*

Un segno del tempo

Questo è il segno che incisi sull’albero

andando via da una terra amara
sotto un cielo di primavera

verde di speranze.


Azzurre

garrivano rondini

che presto sarebbero andate via.

 

Non c'erano solo sentieri

ma strade

tante strade che mani stanche

di tanti colori

avevano dipinto.

 

Nel prato cadevano lacrime

versate da occhi di ghiaccio

avevano chiesto un sogno

circonciso dal tempo.

 

*

Dietro la finestra

Piove!

Ed io guardo tra le gocce

questa primavera che ancora non c'è.

Attraverso con lo sguardo

quest'alba lattiginosa

con la voglia di starmene qui

al chiuso

fuori da questo mondo untuoso

e ricco di acidi saturi ed insaturi.

Alzo il calice

e brindo al nuovo giorno

senza la speranza che sia diverso

e magari con qualche rondine in più

in volo

ed in caccia a becco aperto.

In lontananza

sventola ancora la bandiera

sopra la porta del Municipio

è rimasta anch'essa senza medaglie

chè se l'è portate via l'ultima crisi.



*

C’era un tempo un sorriso

C'era un tempo un sorriso...

un sorriso per ogni cosa.

C'era una rosa in quel giardino

ed era rossa, rossa

come un tramonto di mezzagosto.

 

C'era sì! Quel sorriso...

ma al ritmo d'un tremore

come neve al sole s'è spento.

 

Or c'è ancora una rosa in quel giardino

una rosa bianca, bianca

come il tremore delle mie mani.

Bianca come la gracilità

che giorno dopo giorno

queste membra invade

ed insicuro il passo rende...

 

... e soffro quest'orrendo dolore

dall'amaro gusto del metallo

c'attanaglia il mio ventre

ed imprigiona i miei arti.

*

L’arte dei pupari

È diverso,

guardando l’insieme da lontano,

il concettuale dalla realtà.

Sfiori le ambizioni

ed alla fine tiri le somme

come quando annaffi la vita

raccontando storie

di allevatori di parole

o di acconciatori d’idee

o di chiunque abbia qualcosa da dire.

Parole addestrate a colpire

a fondo e senza ritegno.

Si tirano i fili senza far muovere

una sola marionetta

 

l’arte dei pupari

non è la mia …

 

 

*

Dolore e rinascita

La tempesta si scioglie

e le sue lacrime fischiano

sull’arsa terra cadendo.

 

Di dolore s’inzuppano

le sue zolle e gioia

cedono ai tuoi germogli

 

e sotto le rocche del capo

imperterrito il mare rumoreggia…

e l’indifferenza impregna

 

pareti dove

preghiera e suono

di campane fanno eco.

*

Solo se Dio vuole

Scricchiolano i sassi

sotto i tuoi passi

e del tuo passare

poco rimane.

Tu uomo sai

su cosa poggia il tuo piede,

tu uomo sai

cosa hai tra le mani

e cosa si nasconde

tra le tue parole.

Anche il tuo sorriso poi

è un’incombenza

qualcosa che deve apparire,

qualcosa che deve conquistare

 

senza badare a spese.

 

Povero uomo

verso il luccicar degli ori

teso… ma come dice

una vecchia preghiera

sulle sabbie scritta…

 

- solo se Dio vuole -

*

La conoscenza?

Nel turgore della tua anima

di ricordi disegnati

il peso grava

e nel delirio delle ore

tra nebbiose ragioni

e contorti cavilli

rade restano le tue idee

sfoltite sul tableau

chiamato vita.

 

E la conoscenza?

Puoi dirmi qualcosa di essa?

 

È solo orpello

dipinto di grigio

tendente al nero.

Non si vestirà mai di verde

ché più essa è grande

più avrai coscienza

e maggiori saranno i dubbi.

 

*

In riva al lago

Il lago è fermo

nella sua pallida livrea

tra le canne che fremono

ed io vedo petali

che cadono.

L’inverno non è stato

così buono per la rosa,

solo un cattivo commiato

tra il rosso infuocato

ed il verde primavera.

 

Chissà se torneranno le rondini…

*

Quel camminare scalzo

Tu che sei informità

povero ed imberbe illuso

che ne sai

di quel camminare scalzo

tra cardi e baciapiedi,

tra ginestre ed oleandri,

tra aromi d’origano e di mentuccia

ch’alle efflorescenze

del cappero spontaneo

e della nepitella s’uniscono…

 

che ne sai?

 

Mi manca

quel camminare scalzo

come il sole al giorno

quando gli orizzonti

la nebbia oscura…

 

 

*

Il canto della cincia

Ascolto il canto della cincia

come ascolto

il ribatter dell’onda,

non conosco il suo linguaggio

ma cerco d’immaginare

il suo messaggio perdersi

nel silenzio del mattino.

C’è un giardino tutto suo

in cui non posso entrare…

 

e torno ad immaginare.

 

 

P.S. ... a volte anche un particolare insignificante, quale il canto di una cincia, può portare a riflettere...

*

Volti del passato

Siede sulla difformità del muro

che ostinato sull’onda s’erge,

di quell’ombra incurante

che distorta incombe

ed il balsamo del pensiero

nei ricordi rotola la sua sequenza.

In quegli occhi acquosi

anni… tanti anni

tutti passati sotto quell’arco bianco

che ora adorna il suo capo

e nulla torna dalla deriva

solo qualche alga

ma nessuno di quei volti

ormai svaniti

come nebbiolina di primavera

al primo raggio di sole.

 

 

*

Attrazione

Ed è valzer

nenia con brio che muta

al ritmo dei cimbali

 

 -forse speranza?-

 

e tu ascolti

nel soqquadro dei sensi

sfumato all’alba

smembrato

in quei vapori

che di Venere hanno il dolore.

Saltano i ballerini dell’un-due-trè

 

 -vale ancora qualcosa questo danzare in fuga?-

 

Sempreverde

è il colore del dopo

quando scatta l’ultimo istante

tra due poli che s’attraggono

pur allontanandosi…

 

 

*

La gloria

Gioisce la gloria

bistrattata dall’eroe

che l’ha costretta a cingere

di corone la sua fronte

mentre lui cade

stramazzando colpito

sorridendo

con uno sguardo al cielo

 

*

Meglio …

Non importa avere occhi

e poi

per vedere cosa?

Nuvole o azzurri intensi?

Guardare orizzonti e

descriverli a chi

non ha occhi e cuore

per apprezzarli?

Forse meglio un bianco

senza colori e senza linee

e suoni che esprimano

il silenzio

come un corpo nudo

che esprime le sue linee

attraverso il lino

che l’avvolge…

*

Il cerchio

Non un gesto né una parola

solo uno sguardo

quasi un voler dire

-è il senso non senso della vita-

I nostri sentieri sono tracciati

su impervi pendii

ci portano verso nuove mete

verso ciò che crediamo nuovo

non vedendo il cerchio che si chiude.

 

 

*

Il tempo assoluto signore

Io sono qui

ad aspettare un arrivo

sono qui

ad aspettare la prima luce…

 

volgo lo sguardo

indietro

 

era un giorno come un altro

nulla di diverso

e se n’è andato via

via ad accumularsi agli altri

mentre il nuovo giunge

ancor più annoiato

del già trascorso…

 

è come cambiar l’abito

di cui varia solo il colore …

 

*

Dove la neve cade

È tornata a fiorire la forsizia

ed ormai la primavera fa capolino

ma non c'è gioia nei canti degli uccelli.

Laggiù ad est

dove ancor la neve cade

urla e pianti s'odono per la battaglia che infuria.
Ora anche dal mare giunge

il mortal boato dell'invasore

e la morte scivola furtiva ed inesorabile

tra quelle anime che libertà agognano.

*

E poi lacrime...

E bambini  e donne di Mariupol, 
hanno inutilmente atteso
una primavera calda e
desiderato un sole ridente.
La barbarie ha mille volti,
mentre il sangue gela nella neve
e s'ode cupo il ruggire dei carri.
Non più nenie a cullare volti spauriti
non più sorrisi ad accoglier compagni stanchi
solo l'atroce orrore che dilaga tra le macerie senza più vita.
Una carezza (e non sempre) e poi...
e poi null'altro 
solo una carezza prima della tristezza immane...
e poi lacrime... 

 

--- la follia umana non ha limiti ---

*

Dopo la tempesta

Placato ormai è

del suo furore il mare

non scuote più

onde ingorde con le sue ire.

 

Placato ormai giace

quieto

e rinasce la speranza

per chi in cerca va della sua sponda.

 

*

La verità

Lui dice la sua verità

o forse ancor meglio

quella verità che tutti conoscono

ma di cui nessuno vuol parlare.

 

È scomoda la verità

anche ai potenti

 

ma è la verità…

 

e sa di lapidi e d’incensi.

 

P.S. …a Saviano

 

*

Chiuso per ferie

Ci piace

camminare in quel corridoio

dove i muri sono

tronchi d’alberi ed il tetto

è di frondosi rami.

Odoriamo di muschio profumato

sotto gli occhi increduli

d’un assonnato ghiro

e gli aceri fanno ombra

a pensieri che inutilmente bussano

cercando d’uscire

a goder del canto della natura.

Non sanno leggere

il cartello dice

 

-chiuso per ferie-

*

Il mio esserti

Ogni tuo granello

è parte di me,

e senso puro del mio esserti

è la nostalgia

dei tuoi aromi.

 

Mi nutro dei ricordi

ed assaporo l’approdo

baciando l’orma

di quando ti lasciai …

 

dormirò alfin in pace

nell’abbraccio tuo.

 

... alla mia terra”

*

La trama del silenzio

China il suo incedere il silenzio

 

nel silenzio si grida

ciò che si pensava fosse

uno dei piaceri più intimi

ed io m’arrovello cercando

un perché alle mie parole.

 

Sono piccole

non roboanti

non stendono tappeti

sono quelle di tutti i giorni

senza aureole

o bordi dorati.

 

Sono la trama d’un tessuto

che ha per nome

 

-silenzio-

 

 

*

La casa delle stagioni

Sono passate

ed ora son chiuse le porte

di quella casa

dove ammucchiate giacciono

confuse stagioni.

Una per ogni cosa

la prima

per lo sbocciar dei sogni

la seconda

per l’esploder dei colori

ancora una

per il loro appassire

ed infine una

per il gelido soffio

che chiude ogni cosa.

Ed ora son là a rivestirsi

della fredda coltre

ch’il tempo regala.

 

 

*

Ritorni

Ritorni al profumo di zagara

ritorni in quest’estate

di pagine di verità

 

ritorni

in questo volo d’uccelli

e di canti di cicale

 

ritorni ai miei ricordi

con un sorriso d’occhi

che s’apre

quando il primo albore spinge

le ombre della notte buia.

 

E ritorni

perché così era scritto

nel grande libro dei miei giorni.

 

 

*

Al Cantara: le gole…

E gli altopiani piangono

gocce d’amore

aspettano un sorriso

 

aspettano

la tortora al mattino

per la rugiada e la sera

per il saluto,

 

ricordano parole

lontane mai dimenticate

riscoprendo

la forza del pensiero

 

e tornano al loro silenzio

a godere dell’incavo scavato

dal canto di un uccello

che lascia il nido.

 

E loro

continuano

a ricordare le parole.

 

Una vecchia leggenda narra di due innamorati che per non separarsi

si nascosero in quelle gole da cui non vennero più fuori...

 

*

Ucraina (Україна )

Non ho mai detto del dolore intenso

vivo...

forte e palpitante

ma oltre la siepe vedo fiori

e fiori ed ancora fiori sul dolore,

un mare di fiori

da coglier e da raccogliere

e farne un fascio

da deporre.

E la mente s'imbarca alla violenza del male

che opprime ed uccide,

che scoppia come mina al largo.

La mano tende dove la ferita

slarga e deborda

in una conta inesorabile ed infinita

di milioni di anime alla deriva.

Tende ancora la mano un cuore gonfio d'ira

ma a rispondere c'é solo...

il crepitio dell'acciaio.

*

Il sentiero

Continuo a correre

sospeso

in un silenzio che parla d’inverni

eppure siamo in agosto

non ho mai saputo

quanto è lungo questo sentiero

il tempo di un respiro?

O di un temporale d’estate?

Forse di una pedalata

tra i campi di primavera

rossi di papaveri…

 

dietro

rimane una noce tarlata

da scorci di paesaggio.

 

*

Mi manca un sorriso

Ho spinto la sedia

guardando la notte

ed ho visto Sirio ridere al giorno.

Mi manca un sorriso

nella serie infinita di uno

per ogni occasione

e lo cerco tra le cianfrusaglie

nascoste in cantina…

 

ma la luce

non s’accende

ed io resto

con il dubbio di quel sorriso

che mi manca.

 

 

 

Pbbl.scrivere-03.03.2012

*

Il giorno del riposo

Quando le ombre

attraverseranno le pianure

ed incontrastate

il mio cammino custodiranno

 

ogni cosa perderà il suo senso

anche il mio errare

sarà da dimenticare

perché anch’esso senza senso.

 

Allungherò la mano

verso di te

e le mie dita meditabonde

sul tuo seno si poseranno

 

il messaggio allora sarà scritto

e leggerò l’alba nei tuoi occhi

e tu saprai

ch’era tutto vero.

 

 

Pbbl.scrivere-07.10.2011

*

Vanghèli ed i suoi sogni

Vanghèli sorrideva sempre la sera

sempre sotto quello stesso cielo

che l'aveva visto nascere.

 

E sorrideva anche

la sera che giunsero i cani

dalla terra delle lune

mentre la sua Akehamuk

suonava l'imzad.

 

Il nulla cadde sul sentiero delle sabbie

ed il vento soffiò la polvere

attraverso le crepe,

poi la notte avvolse i suoi sogni.

 

Vanghèli sorride ancora

... e non sa perchè.

 

Da "Voci e volti del passato"

... la storia si ripete

 

*

Il dire … eco della facciata

Guardo questo scenario

godendone la vista,

mentre come un macigno

cala il sipario.

I motti non hanno l’ardire

e conservano l’acredine.

Quel sipario

non s’apre solo con la ciliegina

ed il motto

non ha la forza del suo colore.

Il sorriso sorge spontaneo

mentre il predicatore s’erge

impappagallito e gongolante

della sua platea e gli occhi

rimbombano

sulle pareti fasulle dell’ipocrisia.

 

 

*

Propositi e… spropositi

Dove sono andati i tuoi propositi

piccolo sgorbio

che dalla tana in cui

immagazzini le tue mielate facce

costruisci il tuo palco

di parole senza fondo?

 

Eri tu il costruttore del mondo?

O il salvatore dell’universo?

 

Forse i “mea culpa”

sono finiti nella tasca di dietro

 

dimenticati.

 

*

Hai

Hai dissacrato i padri

Hai tolto la benda

alla tua falsa nettezza

hai guardato negli occhi di satana

emulandone i paradigmi

e le sue moine

ed ora …

guarda alla fame di questo mondo

e ricorda

 

e poi …

rifletti sulle nuove miserie.

 

 

*

Vuoto a perdere … come dire parole senz’anima

Ed è un vuoto a perdere

questa stagione violentata,

senza parole e senza silenzio.

Io sono altrove

ma lo sento il ronzio diffuso

della menzogna che canta

suadente e briosa

da cui c’è da imparare

 

sì …

perché le parole non bastano mai

 

ed io credo ancora

a tutto ciò che si dice.

 

*

Correre non ci salva

Oggi inseguiamo l’attimo

sempre in fuga dal presente

finché ci sarà quel caro

e mai dimenticato infinito

ad attendere i nostri contorni

abbozzati nel rimpianto.

E continuiamo a correre

lasciando disabitato

il nostro “quotidie”

ed immaginando sempre

alla prossima svolta

un giardino più bello.

 

*

Epicuro aveva ragione?

Prendo oggi

quello che la vita mi da

spiccando il volo e

sorridendo senza pensare

a quando saranno finiti

i miei transumati inverni.

Come un tritura carte

ingoio i miei spazi,

lacrima il mio occhio

alla tristezza del mondo

mentre alla quiete m’avvio

al fioco tremolar d’una lucerna.

*

Il vecchio puledro

È alle spalle ciò che ormai resta

di sogni e di futuri.

Rami spogli e

colline ormai dirute

dall’intemperie e dagli anni

sono recinto dove

recalcitrante scalpita

il vecchio puledro mai domo.

 

*

È l’uomo … ad aver paura

È l’uomo

ad aver paura

per le sue malefatte

quando tra le radici dell’olmo

s’acquatta in attesa

e la terra si apre

dove il fulmine

ha lasciato l’impronta

e l’acqua, che a fiotti scorre,

invade l’ingombro sentiero.

 

È l’uomo

ad aver paura

ormai accasciato

da famelici occhi braccato

per anni di raffiche

a quest’inerme terra

inflitte.

 

*

Alba d’autunno

È senza vento quest’alba

ferma sui primi raggi

a scrutare il vuoto

del silenzio in bilico

come in attesa …

 

ed il giuggiolo lancia

il suo disegno in aria

mentre s’apre grigio

questo fosco autunno …

 

 

 

*

Tempo perso

Centellino mattini

gesticolando a ritroso
con il pensiero stretto
in un pugno di conchiglie
a consumare idee

frullando e

rifrullando propositi.

Ma ora tace

il giallo dello sdegno

pensiero fisso

per tutte quelle volte

che ho scremato il mio tempo

dormendo randagio

sulla panchina dei sogni

stretto al mio cartone di vita

ignorando la nebbia
della sera che cala.

 

 

*

Di verità ignorate si può anche vivere

Mi nutro della tua negazione

differente da ogni differenza

facendo a pezzi

opinioni e protagonismo

del mio essere venduto a peso

senza il buongusto di dire grazie

all’eccitazione di un momento

che reclama viveri

per tante verità ignorate.

*

Offerta

Ho offerto rose

intrecciate ad aghi di pino

le prime perché

in questa stagione sono più belle,

i secondi perché

hanno un profumo intenso

 

davanti alla porta di casa ho messo

ciò che il sole ci ha donato

il calore di un sorriso

 

per te

viandante che passi …

 

 

*

Nero come la crisi

È la fratina infreddolita e tremula

che batte i denti sui vetri

dopo avere guardato

quest’orizzonte messo di traverso

con un sole che nasce già pallido

ed esangue si spegne.

 

Era nata con altro auspicio

quando stendeva il suo canto

all’alba correndo felice

senza nebbie e senza tuoni.

 

Ora anche i suoi sogni

si sono tinti del nero scialle

della vedova senza figli quando

salmodia le sue lacrime

sussurrando a bassa voce.

 

 

 

 

*

Condivisione

Guardiamoci

nel come vorremmo essere

 

abbaglio di un sapore dolce
maturato nel buio della notte

quando il volto accarezza

l’ultimo soffio di passione …


e andiamo dove cresce
il primo assaggio del giorno

che esplode dal semicerchio

cui s’appendono le nostre vite …

 

solo l’amore

è sapido di luce gialla.

 

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-12.04.2012

*

Pensiero

Questa luce che così intensa

spulcia le idee degli occhi

togliendo impurità alle pagine

d’un libro mai aperto,

 

strappa un foglio la volta

ingrigendo il custodire

geloso di un corso

quasi al terminal ormai stinto.

*

Finestra sulla valle di Lusevera

Conduci questa voce

con la dolcezza delle note

che, come una preghiera nella sera,

ad una finestra sulla valle

diffonda il profumo verde

della notte immensa.

 

Sorride come un ospite

il bosco che respira

nella brezza d’un borino

mentre un brivido scuote

la mia schiena china.

*

Sudario...

È un sudario

quello che copre la tua bocca

mentre sciorini le tue parole.

 

Una parte della vita

che urla la sua rabbia

prima di meritata estinzione

tra le stigee melme.

 

Pensa...

livore ... null'altro che livore

corona a malsani pensieri

e grezze manie d'immenso...

 

ma d'immenso c'è solo l'abisso

d'un'incolmabile vacuità.

*

Il mio malanno

Eppure a fine gennaio

è tornato a soleggiare

prima che la vecchia vite

si risvegliasse

a ricordarmi che l’inverno

si avviava ormai al suo tramonto.

Ma il mio malanno

va oltre l’orizzonte quando

s’ode il crepitio dietro la schiena

a dirmi con un brivido

ch’è ora di chiuder la finestra…

 

*

Fui uomo

Fui uomo quando

il tremor mortis chiese il suo pegno

ed il dolore invase la mente.

Ho avuto paura il giorno del grande vento

mentre indifferente osservavo

lo scorrer dei grani.

 

Ora è dura pietra

il corpo,

grezzo marmo appena inciso,
scultura mal riuscita

la mia carne che come barca in disarmo
riposa.

 

Vela ormai a brandelli

agogna inane il morire del tempo.

 

*

È più bello …

Più bello è il vivere in fiera,

assenze ed essenze

del non ho visto,

del “neòteros”.

Eppure la mia ribalta

m’ha costretto a scegliere

l’asserzione o il diniego,

l’esistere o soltanto il vegetare,

il partire come un bambino

o soltanto l’indugiare,

in quell’attesa, che della vacuità

ha il sapore, della prossima stagione.

Ogni immaginare va oltre

il dire …

resta solo sogno

 

realtà virtuale dei desideri –

 

ed io mi lascio cadere

nell’accadrà…

 

 

Pbbl.scrivere-26.04.2012

*

Dal mio oblò ti parlo

Ed è disabitata

questa ombra che s’allunga

mentre l’argine si sgretola

lasciando al fiume

i tuoi sedimenti

che il sapore hanno

di un altrove visto in fiera.

Corri per la china

rincorrendo i tuoi rancori

ma non trovi la risposta

che ti verrà resa con gl’interessi

la prossima stagione quando

il giardino si vestirà a festa.

Allora avrai dimenticato

il colore degli insetti

che hanno torturato le tue notti

ed il fragore della tempesta

quando cruenta s’abbatteva

con i suoi sbuffi ed i suoi lamenti

senza angoli di sole.

 

 

Pbbl.scrivere-03.05.2012

*

Pasta vecchia

Sono pasta vecchia

riposo solo nella tomba e

ora che la notte è sempre più vicina

vorrei avere i giorni

consumati nell'attesa,

recuperare gli istanti di fermo stazione

e con quelli acquistare un biglietto,

un sospiro ed un sorriso

che s'allunghi sulla piana

ora che nasce il giorno,

sperando che questo sia ancora lungo.

 

 

 

 

*

Ore di luce

A me bastano poche ore di luce

con quelle avrò di che sognare,

vedrò pascoli con tante erbe

vedrò colline  vicine e lontane,

guarderò gli alberi

vestirsi per poi spogliarsi

e vedrò anche te

nell'azzurro di questa stagione.

 

Sai resta ancora luce per ritornare a vederti

resta ancora luce per assaggiare un tramonto

resta ancora luce per sorridere insieme.

 

 

N.d.a. : … alla mia terra.

*

Il tuo tempo

Godine fin che vuoi

io sono aria che passa

ciò che nessuno mai pagherà

 

tu invece resterai là

ad angolo di strada a segnare

il cammino per il viandante.

 

Sì!

Io sono il tempo

il viandante sono io.

 

Il viandante è il tempo

ed io sono il tempo

il tuo tempo.

 

 

*

Come le rondini

Il mio lavoro s’è fermato

vedendo
un nido sotto il cornicione

era abbandonato

ed anche io ora sto andando via

legando le mie occhiate

a quei tralicci dove

le rondini

tornano a riposar le ali.

Le ho viste spesso

quest’anno

e sempre mi son chiesto

se anch’io come loro

sarò sempre nave sulle onde.

 

*

La “V” di verità

Pronuncia la “V” di verità

fatta a pezzi

non chiedere il perché

la verità

non te la diranno mai.

 

Nella rete della loro mania

del prezzo fisso

è rimasto imbrigliato

il pesce più grosso

quello delle tante parole.

 

E le parole sono volate via

disperse in venti d’autunno

inevitabile epilogo

per fatti rinsecchiti al sole.

 

Ho rimesso il mio abito di pace

i dardi sono ormai inutili

le spoglie del nemico giacciono

imbiancate al suolo.

 

*

Era primavera

E polvere si stende stenta

e bigia sulle parole

non c’è più un sole a stemperar
la memoria …


allora era primavera

anche se era altra

da ciò che m’era orizzonte,

 

era cielo amabile oltre

la triste cera del giorno

con il brulicar dei sensi.

 

Ora raccolgo solo conchiglie

finché non giunge il vespro,

poi alzerò lo sguardo a quel cielo

rimasto ancora amabile.

 

*

L’uomo e le sue stagioni

e come fiera in agguato

giunge improvviso

quest’autunno fardello impietoso,

e vacilla la primavera

tra le sue fugaci gioie

che come caduche foglie

il verde lascian degl’orizzonti

ché l’inverno col suo grigio manto

è già in arrivo.

 

Tra i rami spenti s’annida ancor

l’allodola

di sparute larve in cerca …

 

 

 

 

*

La fortuna

La fortuna è come l’aria

la puoi toccare

o sfiorare,

la puoi accarezzare

o respirare,

è come una bella donna

che ti sorride e t’ammalia

ma non saprai quando

l’attimo ti si porgerà sul palmo

e se …

ti si porgerà mai.

 

*

Impressioni d’inverno

Non c’è inverno senza

brezze sottili e polveri

che permeano e contaminano
primavere non più tali.

 

E soleggiati sentieri e scorci
s’aggrappano ad un gennaio

di brevi tramonti
nel magenta effusi

d’intristiti alberi

mentre lontano s’ode
nell’aria tersa
il rumoreggiar dell’onda

sotto i pontili del vecchio molo.


E si schiudono

i miei pensieri al tempo …

 

 

*

Figlio dell’amore

Ha riposto la sua faretra

come quell’ansa di fiume

dove allenta la sua corsa

l’acqua e

dove stagnano le libellule

gironzolanti in cerca

senza posa e senza festa.

 

Veste l’abito da lavoro

tra le chiacchiere della gente

mentre grida allo scandalo

lui … fariseo che

era figlio dell’amore

ed in nome dell’amore

elargiva compensi

d’alto protagonismo.

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-24.05.2012

*

Cambio d’abito

Vesti l’abito da festa

per comprimere i tuoi pensieri

 

ma la sera

 

quando rientri nei tuoi panni

comprendi quanto

 

ti sia costosa

quella cravatta a prestito.

 

 

 

Pbbl.scrivere-26.05.2012

*

4 novembre

Da quest’uscio

son passate tante anime,

anime sante

ma anche esseri ch’hanno circuito

di tutto,

pure gli scarti del vicolo,

vicolo che è solo istante.

 

Istante trascorso sottocasa,

il tempo d’un caffè al volo

preso scartando le carte

in un solitario durato una vita.

 

Ed oggi,

quattro novembre,

si chiude quella ferita

scoprendo il pieno di tanti vuoti

dov’hanno trovato rifugio

i pensieri più intimi e celati

 

-i sogni di un tempo-

 

 

*

Che verità?

Che l’astrofisica regoli il mondo

si dice,

che l’arcobaleno porti la tregua

si dice,

che il sole sorga ogni giorno

si dice,

 

ma la vera verità

viene mai detta?

 

Essa è come un cubo a sei facce

ne mostra sempre cinque

e la sesta

rimane sempre nascosta.

 

 

 

 

*

Di sera

Guardo spesso ed a lungo tra le stelle

in cerca d'un angolo

in cui posare i miei pensieri.

Guardo anche di tanto in tanto

le creste del Grilli ...

 

Desiderio o follia?

O forse voglia di tornare?

 

C'è sempre la brezza che accarezza

i suoi ruvidi fianchi e di fronte

le balze di San Marco

e sentieri che si snodano tra gli ulivi

dalle foglie appuntite.

E poi le case

sparute, di pietra,

e tegole annerite nel verde assolato.



*

Nassirya

Caddero uno sull’altro

e non ditemi ch’erano mercenari …

 

Caddero con l’occhio semichiuso al cielo

mormorando tutta la tempesta

ch’era nel cuore.

 

Erano figli nostri

Erano fratelli.

 

Il loro cammino ormai

è solo corteccia di tiglio

e per quando avranno freddo

ci sarà solo un drappo di tre colori.

 

Ed il loro giuramento?

Giace sbiadito sotto i loro nomi …

 

 

 

Pbbl.scrivere-08.06.2012

*

Ho vissuto ( ma era un dono?)

Quando son nato m’hanno detto

ch’era stato un dono,

un dono di Dio …

 

ero piccolo

non mi reggevo in piedi,

guardavo già il sentiero,

ma ero un dono,

un dono di Dio.

 

Ho creduto senza chiedermi

guardando oltre il sentiero.

Ho avuto paura di morire

un giorno e m’hanno detto

 

-è umano!-

 

Ho preso a prestito

ciò che m’hanno offerto

pronto sempre a ripagare

questo era il sentiero …

 

ma era un dono,

un dono di Dio.

 

Pbbl.scrivere-17.06.2012

*

Verso nuovi lidi

Cammino davanti ai pensieri

e sorrido pensando,

guardo quel viso di luna

che sta andando via

 

e sento tutta

del suo andar la tristezza.

Quanta malinconia

 

- in ogni partire …-

 

è come spinger lo sguardo

da una finestra ch’ogni mane

aprivi e chiuderla

per guardare altrove.

 

Una stanza nuova

dove non sai …

 

 

 

Pbbl.scrivere-19.06.2012

 

*

Sole che sbiadisce

Si è stanchi ormai

come spine conficcate,

come vecchie barche sull’arenile

o come vecchi gabbiani

raggrinziti sullo scoglio.

 

E sono stanco anch’io

per tutte le vite che ho visto,

che mi sono sfuggite

tra le dita e che

sono andate

ad ammucchiarsi là

dove il sole cade.

 

Guardo ancora oggi ma

non mi parla d’aurora

quel sorgere lento.

 

 

 

*

Solo nuances (la morte di due amanti)

Il suono del liuto giunge

ancora …

desiderio?

Forse no … solo “nuances”

 

Si stringono le braccia

a colmare aria o forse

non serve appendere festoni

a celebrar feste

su questa sfera dove

alberga il nero ormai.

 

La melodia continua

corteggiando il fiore

mentre si spegne

nella tristezza

il canto …

 

ho appena intravisto

il sorriso beffardo

della nera signora

che canta la storia

di ognuno di noi.

 

 

Pbbl.scrivere-29.06.2012

*

Tre momenti

*

E tutto è movenza,

viaggio interiore prima di

lasciare il quotidiano al testimone.

Ritroverò con le mie occhiaie vuote

le nicchie dove son rimasto

acquattato nel mio dolore,

e ritornerò ad assaporare

i desideri intatti

così come li ho lasciati.

*

È necessità quasi umana
quasi un lungo elastico istante
questo raccolglier molliche
sulla rampa di una scala.

*

Ora dormi bimba

sul palmo della mia mano

poggia i tuoi sogni

a custodirli

ci penserà il tempo.

*

 

P.S. una partenza, una vita ed una ninna nanna

Pbbl.scrivere-26.01.2012

*

La pioggia non viene sola

La pioggia è stanca di cadere

ci trasformiamo in tralicci morbidi

per sorreggerla

e lasciamo un mondo che d’antico

ormai ha poco.

 

Siamo ombre di questo passato

che credevamo

divenisse luce ed impero,

che avesse ritmo e melodia,

ma il tuono ci ha regalato solo

un arcobaleno viandante.

*

Una voce, la ragione, i dubbi …

Si sente una voce

quando sale dalla terra,

è un richiamo intimo

nel sibilar del vento,

e s’ode anche il brusio

d’altre voci.

 

Tra le note variano i dubbi

ed anche il loro significato

ha una ragione, a noi celata

ma chiara nella sera,

che luccica come una stella

appena apparsa.

 

Sola la ragione

danza tra le foglie,

d’umido della notte intrise,

mosse a snocciolar litanie

di un credo di cui appena

se ne percepisce il senso …

 

e dietro gli alberi indifferente

spicca lo scintillio di una luna

che inosservante passa.

 

Pbbl.scrivere-10.07.2012

 

*

In memoria

Fosca è l’alba immota

nella sua gelida coltre

come sangue rappreso

ad una ferita slabbrata.

 

Si stringe tra le sue piume

un pettirosso spaurito

a ricordarmi

un inverno d’altri tempi.

 

Allora erano altri anni

allora tu eri vivo e

sulle tue labbra

non c’era il tuo peana.

 

Sei stato un uomo libero

tra i liberi aria nell’aria

ed il tuo okomfo

era appeso al tuo fianco.

 

Ora tutto s’è fermato

come acqua nella gora

i tuoi occhi son rimasti fissi

al rosso di quell’orizzonte dove

 

il tuo okomfo è stato infisso

nell’arsa terra che tanto amavi …

 

Da “Voci e volti del passato”

Pbbl.scrivere-02.02.2012

*

Vorrei...

Vorrei sapere dei granuli

scivolati tra le dita e,

come l'acqua dei torrenti,

mai più ritornati.

Sì!

Di quei granuli

che, le tante storie

di uomini e non, narrano.

Storie

perse nei labirinti del tempo.

E ...

ritornare indietro

per vedere dove l'alfa

squarciando le tenebre sorse

e sentir dell'immensità

l'effluvio.

*

Meridiana

Guardo spesso

ora che non sorride più il sole

indietro,

alla mia memoria,

rivedo la mia lunga corsa

in questa terra di nostalgie.

 

Guardo anche verso

gli accidenti del sentiero

ch’al corpo stanco

serban le due rive.

 

Forse il tuo corpo vivrà

nel grande mare

ma il mio

diventerà mare …

 

 

*

Foglie

Il silenzio si stende e

tra le nebbie canta la sua nenia

all’ombra del salice

dove le foglie finiscono di morire.

 

Che strano mondo

quello dei desideri che ardono

soffocati

sotto questo sole arancio
da una messa in scena.

 

Ghiaccio che si scioglie

di un mondo che non mi parla

e che quando lo fa

dice poco della solitudine.

 

e le foglie rimangono sempre là

prigioniere

come la mia anima.

 

 

Pbbl.scrivere-26.08.2012

*

Piccoli, grandi, vecchi …

Io sono di terra

essenza di carne su cui cammini …

 

e guardo il sentiero

tra i muri dove tutti passano

piccoli, grandi, vecchi …

e problemi nei loro pensieri

 

piccoli, grandi, vecchi …

 

e di questo andare e venire

raccolgo i colori

 

vorrei fossero rosa e verde

 

ma, ahimé!

Sono quasi tutti sul grigio

ed a volte anche peggio

 

sul nero.

 

 

*

Il sorriso del destino

Passavo di rado

davanti casa sua e lui era là,

sempre seduto davanti la porta,

sempre sorridente

con la sua vita in mano.

 

Mi divertiva il sorriso di Peppi

era innocente

come quello terso e lindo

di un bambino.

 

Senza volerlo sorridevo anch’io

guardando il bianco dei suoi denti.

 

Era senza malizia il suo sorriso

non pensava mai

a ciò che sarebbe stato

 

solo al presente

solo alle sue “monachedde”

 

e quando alzava lo sguardo

leggevi la sua gioia

 

la gioia di una luce

la luce del poco …

 

NB: le "Monachedde" in siciliano sono le capinere.

 

Da “Voci e volti del passato”

 

Pbbl.scrivere-31.08.2012

 

*

Parole nel silenzio

Il cemento parla,

sottovoce nel silenzio,

con il fragore del temporale

nel buio della notte,

come i battiti del tuo cuore

quando ripensi ad un bacio

che avresti voluto dare

ma che ti è rimasto sulle labbra.

 

Ritorno ancora sulla quiete

dove fiorì il tuo amore,

eri luce,

il tutto ed il nulla.

 

 

 

Pbbl.scrivere-05.09.2012

*

Sole d’inverno

Mi mortifica questo sole

che pallido ed ostinato

ferma il giorno che svanisce

 

ed io

 

nella malinconia

d’una campana lontana

cedendo al suo volere

in silenzio m’avvio

ai miei pensieri.

 

*

È giunto il tempo

Questa vigna,

maniacale nel suo allineamento,

che da anni

 

si muove al vento

o respira la notte

quando tutto è silenzio

e nel buio

s’ode solo il fremito dell’erba,

 

mi dice che

ormai è giunto il tempo …

 

Il tempo di raccogliere

tra le rughe di questa terra

le mie cose.

 

Cose d’un tempo,

di sorrisi e di lunghi sguardi,

cose che riportano

pensieri e riflessioni.

 

E quando

sarà pieno il mio fardello

farò la mia vendemmia.

 

*

Acqua fresca

Sono tornato

là dove nel silenzio l’acqua

faceva il salto

in quel baratro sconfinato,

là dove la terra si apriva

a far uscir le sue lacrime.

Lacrime d’amore per i suoi figli

dimenticati e sparsi

come ceneri al vento.

Di qualcuno era rimasto il nome

di qualche altro neanche quello.

 

Ma io son tornato

a riveder le zolle che m’han cresciuto ...

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-09.09.2012

*

E verrà il tempo

Verrà

il tempo in cui gli umili

della mietitura agli arnesi

porranno mano.

 

S’allungherà

l’ombra sull’argine

dove indisturbata

l’indifferenza scorre.

 

E tante fluiranno

lacrime nella valle e sui fiori

ma tu clochard ramingo

avrai il sorriso della tua libertà.

*

Il gusto della vittoria

Quando sibilava incessante la bufera

dell'urlo del vento non ho avuto paura

ed il gelo dei ghiacci mi ha dato forza.

E quando l'afa del rosso

ha seccato la mia gola

ho succhiato sassi e masticato l'amaro delle foglie

per lenire l'istinto,

ed ho guardato dritto negli occhi il mio nemico

che, vinto, ha chinato il capo.

Ho purificato due volte la mia acqua

ed ho pagato a caro prezzo la mia libertà



ma quando mi alzo la mattina

mastico ancora il gusto della vittoria.

*

Tramonto, uno dei tanti

La notte ora è più lunga

come quest'attesa su un binario morto

il grande camino è acceso

ed io mi narro nei tuoi occhi di giada.

Con la mia solita stretta al cuore cammino

e vago per vicoli e case nella nebbia.

*

Terzista

Corri

e corri ancora

là dove la terra

stupita ti guarda.

 

Semina il tuo grano

ma solo dal tuo sacco

germogliar deve

la parola …

 

o rimarrai sempre

terzista a pagamento.

 

 

Nota: dedicata a chi attinge alle greppie altrui.

*

Praia

Calda e forte,

sensuale come una donna

nel pieno rigoglio.

 

Mi portano gli effluvi

di quella spiaggia abbandonata

sempre battuta dal levante

e dalle sue onde.

 

E quando

lo scirocco imperversa

e si chiude in gola il respiro

senti dentro tutto il ruvido

delle reti stese al sole

e guardi le palme

inchinarsi al suo volere

mormorando sibilline.

 

 

 

Pbbl.scrivere-16.09.2012

*

Considerazioni

S’è accesa anche stanotte

là, sulla collina

del vecchio casolar la luce …

 

e nella nebbia ch’avanza

s’affievolisce la danza

di quel fumo gracile

che dal camino s’alza.

 

Sulle mie spalle

un brivido …

sarà freddo?

O forse

pensieri che tremano …

 

chiudo la mia finestra

spingendo fuori il brusio che

da questo meschino mondo

 

nella sera s’alza.

 

 

 

Pbbl.scrivere-21.09.2012

*

21 giugno...

E venne quel giorno d'estate

(Vanghèli sorrideva sempre pensando

alle foglie cadute ieri)

i gatti annusavano il vento

ed il gallo marrano continuava a coccolare

le sue chiocce madri.

 

Sulla piana ormai restavano

scoperte più lapidi che sassi ed

al malinconico tocco

rispondeva sempre il frinire dei grilli.

 

Quanti stracci neri

e tutti appesi alle finestre.

 

Era il 21 giugno d'un anno andato a male.

Da "Voci e volti del passato"

*

Il senso delle cose

Furono i miei occhi a morire

quando

non vidi più il colore della terra

e la linea scura del tempo

allungarsi davanti a me.

 

Crollare o chinarsi stanco

e placare i sogni al nascere

è lasciare agli altri

il bisbiglio delle cose.

 

Mutare rotta in un oceano

di pensieri in tempesta

quando urla il fragore delle acque

che spingono

 

o voler schivare

irti monti che sinistri incombono

com’in morsa i visceri stringendo

sarebbe sensato …

 

ma l’io rigetta

 

 

*

Le tue paure

È lunga questa notte

come un inverno senza luna,

e nulla ti copre

se non il vertice della tua paura.

Il sonno che ormai a tratti rabbrividisce

sosta nei lunghi corridoi

dove un letto muto cammina

rimarginando silenzi.

E tu

come scoglio in angoscia

resti a guardare

questo andar senza perché …

 

 

Pbbl.scrivere-25.09.2012

*

Ricordo ancora...

Ricordo ancora quelle creste

e gli alberi

e l'erba sotto i piedi,

il sorriso di uno specchio d'acqua

ed il beccheggiare d'un respiro.

Il racconto di passeggiate

antelucane,

e lo stupore per la natura che avvolgeva i pensieri.

E la musica

e la danza frenetica di Ara

ascoltata la sera

per una resa più cheta

ai bui d'un sogno...

 

*

L’ombra ed il sentiero

Il gelsomino è stato germoglio

quando sulla terra era notte,

ora l'autunno cresce

come l'erba dei prati di montagna.

Io sono nato ch'era quasi alla fine

il gelo delle notti m'ha nutrito

e quando dal disgelo

è nata primavera ho visto

il sentiero tracciato e la mia ombra

seguirlo.

*

Fonemi

Sì...!

Erano solo fonemi

generati da labbra mute,

certezze o incertezze

racchiuse nello scrigno che tutto

vede e prevede.

 

Ed era pura follia

pensare che domani

avrei pensato

o forse un semplice pensiero

che mi ha ridato lucidità

nel credere che il domani

è già trascorso

mentre …

 

illusi

lo attendiamo ancora

come ultimo volo alla speranza.

 

 

Pbbl.scrivere-04.10.2012

*

I miei prati

Ora li vedo,

cristallizzati,

remoti come l’aroma

portato dai venti di quell’Africa

che tanto lontana non è.

 

E sono quei prati,

stenti, colorati di arso

che qua e là si macchiano di verde.

 

Colore delle tue speranze

di quando pargolo

ci giocavi spensierato

e ad ogni sorgere sorridevi.

 

Ora li vedo,

cristallizzati,

stretti nella morsa del tempo

come curve

del giorno e della notte.

 

 

 

Pbbl.scrivere-11.10.2012

*

Altro tempo

E sono ombra di me stesso

ombra di una terra di fuoco,

Ahaggar

là dove la verde Abalesa respira

e dove Tin Hinan riposa.

Occhi di uno stelo di rovo

in un miraggio di fonte

assorto cammino

e come fiore muto mi lascio al vento.

 

Ho visto gli occhi del cielo

lasciare la terra

 

qua

non ci son spighe da vendere.

 

 

Da "Voci e volti del passato"

 

*

La spada del giusto

Ed i tuoi canti per me saranno profumo

e svanirà nell’alba il velo che è timore,

riderò delle paure quando il primo sogno

salirà la scala dei narcisi.

 

Le viole avranno un fremito

e sarà piacere oscuro

portar ghirlande di delusione

là dove assisa sta la pazienza.

 

Urlerò il mio silenzio

qual canto in tuo onore e vedrò

angeli volare con ali d’argento

recando in mano la spada del giusto.

 

 

 

Pbbl.scrivere-12.10.2012

*

Caro prezzo d’un palco

Siamo lontani dalla buonuscita,

vita moltiplicata nella sterilità

dell’opulenza che imputridisce

e la coscienza è solo mare …

 

sì! Un mare d’incongruenza.

 

Ridi pagliaccio …

tra le tinte del tuo sorriso

la tua solitudine.

 

Hai la tua bella facciata

e gongoli nel tuo nulla

ma la sera piangi

sulla lapide della tua felicità.

 

Il prezzo della tua gloria.

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-17.10.2012

*

Vuoti geometrici

Si strutturano pensieri a caso

tra i due estremi della banalità,

spazio sempre più ristretto

da lacci dai colori sgargianti,

e sempre più disperato è il grido

del naufrago che affonda.

 

E sempre più

la quiete ingorda,

come pace sazia e falsa,

su questa distesa di nulla

che tutto ingoia,

come scusa non richiesta

si posa.

 

 

 

Pbbl.scrivere-20.10.2012

*

Quel giorno …

Quanta gioia ho visto

nei tuoi occhi al sole appena sorto

in quella cornice che il giorno porgea.

 

Quanta gioia nell’incognita

che porta tremore al destino

e che disfa trame nel silenzio sorte.

 

Avremo millenni ad occhi chiusi

ogni volta che penserai ai vuoti

del vento ed ai golfi aperti

 

dal sussurrar amore

dove riposa l’anima.

 

Il tempo chiudendo lo spiraglio

ci dirà della notte e del giorno

ci darà la luce ed il buio

 

e condenserà le paure in un bacio.

 

 

 

Pbbl.scrivere-23.10.2012

*

Dove volano le nuvole

In estasi profonda corre la mente

dove realtà non giunge …

dove i giorni e le notti

sorridono,

 

carta da zucchero per ciò che fu

nell’opulenza dell’essere.

 

E corre come nuvole in cielo

che, bizzarre e sparse,

a fugar tempesta vanno …

 

*

Recita a soggetto

Vanghèli parlava da solo

ed il suo arrivo era sempre un accento

sì … di gioia su quell’ultima

vocale che corteggiava la terra

su cui trepidi riposavano

i tuoi sospiri …

 

e parlava anche di fili scoperti

su cui stendeva parole

dirette al tuo cuore

 

quasi a voler camuffare

quel battito violento

ch’improvviso esplodeva

sol ad un’occhiata.

 

E si perdevan nell’aria

quelle note d’amore arpeggiate

come una recita a soggetto

a platea vuota …

 

 

Da “Voci e volti del passato”

Pbbl.scrivere-01.11.2012

*

Sentori di una tarda primavera

Non è ancora fiorita

la forsizia,

ora che il giorno scioglie i fumi

cadenzato e lento batte il remo

spruzzi di schiuma spezzata

scagliando a poppa.

 

Rompe il suo volo

un gabbiano per un’insperata

preda in tuffo

mentre gocciola il sole

sorrisi a chi lacera la notte.

 

Sei tornata primavera

ma …

d’un falso tepore hai il sapore.

 

 

Pbbl.scrivere-23.03.2012

*

Dal pulpito sul quale stai

Scende la cappa sulle cose

come un foglio che volteggia

prima di cadere.

 

Metti in conto anche questo

scrivendo i tuoi appunti

sulla tavola che regge i tuoi gomiti.

 

Ripensa alle rondini

di quando era primavera

e rifletti sul tempo che scorre

sulle cianfrusaglie mentre

osservi quel volo di ritorno.

 

Scivola con la mente

sulle cose che ti hanno sorriso

ma anche

sulla forma che ha la tristezza

e guardala negli occhi

scendendo per le scale.

 

Quel pulpito, e tu lo sai,

non era per te …

 

Pbbl.scrivere-24.03.2012

 

*

Notturni

Un foglio oggi
spiegazzato … trito …
un altro anche domani,
malridotto.

 

Come fulmini
a scandire un temporale
s’abbattono i giorni
nati per rimescolarsi
e ritornare.

 

Sono quel serbatoio
di sensazioni e di sogni
nel riverbero che porta la luce.
Chissà se rivedrò il mio domani …

 

 

 

 

*

8 dicembre

Che dire del mare fermo o

d'un orizzonte vago?

Ora non canta più il merlo sul fico

ed anche la vecchia ghiandaia

sente il freddo di questo inverno.

Là...

ci sono tutti

allineati come soldatini in parata

quegli anni

di cui tutti parlano.

*

Corrugazioni

Il giorno tuo è scaduto

nell’imbelle mano della notte,

nel sudario s’annida

l’acaro del livore che lega le campane

prima della resurrezione,

ma giunge da lontano l’olezzo

che porta solo un nome.

 

Il tuo …

 

inciso su una lapide,

resti sedimentati d’una facciata,

ed una data

ormai illeggibile

 

con sotto la corona d’alloro

dell’ultima cena e dell’aspide

ch’in essa alberga.

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-14.11.2012

*

Senza titolo 29

Il flauto addolcirà le mie sere

mentre spargo le parole al vento

ed a piene mani semino

il gelsomino bianco della mia terra.

 

Una lacrima scende sulle vie del nulla.

*

Vaniloquio

È finita la farsa,

burla che solo a tergo

si poteva creare.

 

Cosa fare dietro le quinte?

E la maschera?

Continuare a tirare le fila

e di esili pupi celare

le verità rudi e storpie?

 

Forse ancor meglio

porre fine al primo atto

calando quel sipario

che divide i liberi voli

da quelle vette tronfie.

 

Sì! Si aprano i cancelli

il verbo urente scalpita

nella fucina incidendo le coscienze

prima di divenire

vaniloquio.

 

 

Pbbl.scrivere-17.11.2012

*

Viaggio

E son venuto da solo

a questo mondo,

senza pagare niente per il viaggio

ed ho visto

tutto quello che c’era da vedere,

il bello ed il brutto,

sorrisi di gioia e pianti di dolore.

Ho visto dipinti i colori

della fame e quelli della sete

e nessuno mai girarsi indietro

in un sorriso di pietà.

Si ! ho visto tutto

ed ora il momento è giunto

che mi vede alla fine del viaggio,

senza nessun saluto alla stazione.

*

Grigio

Ho comprato un barattolo di prugne,

oggi,

non c'erano sogni dentro.

Stasera fa freddo tra queste mura

ed i sogni sono spariti,

lo avverto dai piedi sempre in movimento,

lo avverto dal silenzio che grava

sulle pareti

nonostante la musichetta lontana

che arriva dall'incrocio.

È il vecchio che strimpella

la sua chitarra

con il suo asciugamani scuro sul collo

e la tazza bianca a terra.

 

È tutto grigio intorno

come la nebbia che sale.

*

Il mio nulla

I miei cenci sono tutti qua

raccolti tra le gambe,

non ci sono impronte intorno

il mio nulla è avvolto

dentro una tasca dello zaino.

Lo tengo stretto il mio nulla

poca roba

ma è mio solo mio.

Quante presentazioni e rappresentazioni

tutte orme sacrificali,

pimpanti espressioni a quel dio podio

che or t'incensa e doman t'infanga.

 

Ma il mio nulla resiste

impavido dentro la mia sacca lisa.

*

23 luglio 2013

Passi... solo passi

impronte immobili

dietro un confessionale

ed una rosa appassita

in un portafiori asciutto.

Passi ... ed ancora passi

rimbombo in una cattedrale vuota

ed un ciarlare di pensieri

in un bisbiglio sussurrato.

Passi ... ormai lenti

ed una lingua che ripete sempre

le stesse cose

ad un orecchio sordo, distante ed ottuso.

Un tempo tutto era rose e fiori

e sul rovescio il distacco dalla vita

*

Mai

I giorni scorreranno

sulle palpebre e sui simulacri,

anche su quelli più avvenenti,

 

la polvere si depositerà

ogni cosa seppellendo

sotto le scorie del tempo,

 

così come la distanza

velerà l’orizzonte

e per il cesto oltre l’orlo

le parole aspre saranno pressa.

 

Ma tutto ciò

non velerà mai le carezze

del giglio chiamato amore

e l’alga del desiderio

che da esso germoglia.

 

 

*

Cortigiana

Segui l’orma della starna

e del suo canto appena spento,

come pure l’ululato alla luna

che lascia il suo nostalgico segno

nel chiarore della notte …

 

ma non lasciano tratto

i tuoi lai

che simili a querulo latrato

nella valle si diffondono.

 

Sei come una bella donna

che della cedevol banchina

non ha il coraggio ma

tra le callosità degli sguardi celandosi

la sua mancia intasca.

 

Non guarirai mai

dal tuo mal d’amor venduto …

 

 

 

Pbbl.scrivere-23.11.2012

*

Come in quel novembre

Signori si scende!

Questa …

è l’ultima fermata

capolinea.

 

Raccogliete le vostre cose

prima di scendere

potrebbero tornarvi utili

al prossimo freddo.

 

E non dimenticate

la borsa dei danari

vi servirà

per riporre le mance …

 

E sulla trama come

in quel novembre scalzo

lunghi silenzi

tornano a stendersi.

 

 

Pbbl.scrivere-16.04.2012

*

Queste mani

Guardale queste mani

sono grandi, sono grosse

il freddo ferro dei cannoni

hanno toccato.

 

Il muro che ti circonda

hanno alzato e quell’orizzonte

al grido di “terra , terra”

hanno rotto

 

ed il drappo della resa

prima della sera

serrandosi caparbie

hanno sventolato.

 

Il tremito che le scuote

è vetro ormai ed ha

il profumo della terra ed

il sapore del vento che gela il respiro.

 

 

 

Pbbl.scrivere-19.04.2012

*

Come l’aria

E sono acqua

in questo scorrere

sempre diverso

sempre più lento.

 

E sono aria che

s’espande al mattino

e che torna a chiudersi

a sera.

 

E sono terra

di cui vestirò domani

le moine del tempo

(ore inutili … illusioni)

 

Vuoti a perdere senza speranza

inseguendo il giorno

 

 

*

Quando verranno le ombre

Sarà la sera a dire di noi

saranno i tuoi occhi

a contar le stelle nel momento

dell’orgoglio ed opaco

sarà il ricordo dei torti.

 

Verranno attimi in cui le spine

si spezzeranno spuntate

ed a patirne non sarà il cuore

e tutto si dissolverà

nelle bufere del

-fu una volta –

 

Tutto se lo vorrai

resterà sull’orlo

come un germoglio

appena nato e senza tristezza.

 

Tutto se lo vorrai

sarà cuore

e sarà anche parola

in un silenzio muto di occhi …

*

Raccolta

Raccogli polvere tra le dita

quella polvere da te stesso prodotta

 

Vaghi nel vago

ed i tuoi strali dividono la virgola

 

Senza il punto vanno

oltre le barriere

 

Che ormai rotte

olezzi d’essenza seminano

 

Domani … l’operatore

avrà il suo bel da fare.

 

 

 

Pbbl.scrivere-16.12.2012

*

Canto di nostalgia

Canta il torrente alla vecchia rupe

delle ferite racconta il vento

delle primavere ormai

non c'è più ricordo.

 

Il vecchio pozzo è asciutto

ed in secca è rimasta

una secchia arrugginita.

 

Il sentiero non conduce a nulla

sterpi ed erbacce l'hanno invaso.

 

Il mio silenzio

è canto di nostalgia

per quelle quattro mura

semidiroccate,

 

le mie parole

sono lacrime di luna

tra le canne del serro da za Nora.

*

Ragne

Restiamo …

ed è festa di colori

per un ritorno inatteso.

 

Nessuno bussa due volte alla porta

così

quando ti tocca spegnerai la candela

 

che stanca ancora

guarda la tua via reggendo

un moccolo a pensieri contorti.

 

Era la tua testa a far male

ma ora va già meglio

è stato solo un subbuglio.

 

Lo stupore ha

di nuovo assunto il suo ruolo

 

ed or dirige le danze

per dar letizia agl’intervenuti.

 

*

Sui campi del nulla

Come cime di rami dissepolti

s’animano queste anime

in fila in attesa

d’un posto in Paradiso.

 

Sorridono beate

sedute sul crinale

nella melodia del salmo

che salvarle dovrebbe.

 

Preghiera

o paura di morire?

 

Io sono la folla

la voce che viene dalla piana

dove incespica il tuo peccato.

 

E tu continui a pregare

alle raffiche della consunzione

genuflessa anima

di nulla vestita.

 

Le tue son parole

ormai piene di fede o di nulla …

 

Pbbl.scrivere-25.12.2012

*

Quel luogo che t’ha visto nascere

La scodella è vuota,

cerchi tornando là dove

la tua strada s’è aperta,

e prima di notte scriverai

un nuovo capitolo, suonando

un campanello che t’è stato duro.

 

Dell’esser suo amico

conscio

la mano con dolcezza

al cancello poggi, tracciando

fantasie che nell’alba

solo vaghi ritorni saranno.

 

Quel luogo che t’ha visto nascere,

nella polvere del vinto

vero vincitor,

è rimasto sempre più solo,

mentre nell’aridità si spegne

anche la speranza.

 

 

Pbbl.scrivere-31.12.2012

 

*

Una mattina come un’altra

In stazione stamane è tutto fermo

s’agghinda la cassiera

per i primi clienti.

 

Apre la porta il sole

entrando con un raggio

e nell’aria stantia

non ci son spifferi.

 

S’ode solo il rumore

dell’anta che cigola

e lo stridio d’un treno sui binari …

 

I pensieri non fanno rumore

 

*

La pietra

C’era una pietra lungo il sentiero

dove s’allunga l’occhio

in cerca di ricordi.

 

Ora è forse tardi per rispolverarli,

qualcosa è rimasto a sbirciare

fuori dal buco.

 

Qualcuno di essi ritorna ancora

verso i luoghi che videro

i miei giochi piccoli e sinceri.

 

Il braccio dell’orologio s’è fermato

sulle dodici com’anche quella lacrima

aggrappata alle ciglia d’una madre.

 

Ormai sul vecchio piedistallo c’è

una figura grigia, stinta per il tempo,

i miei ricordi …

 

si son fermati là.

Da "Voci e volti del passato"

 

 

Pbbl.scrivere-13.01.2013

*

E neve … è venuta giù!

Nulla è rimasto di ciò ch’era,
interrogativi …

solo interrogativi.

 

La neve ha coperto

il crollo del bagliore

e le domande lasciano segni

sul tuo farfugliare indistinto.

 

La neve

è tangibile con il suo gelido tocco

ed un giorno sarà manto

al tuo giardino.

 

Non fioriranno più

i maliosi papaveri e sarà spento

il sorriso della terra

ad accoglierti costretta.

 

 

 

 

Pbbl.scrivere-17.01.2013

*

Cercando ancora

Eccolo qua il tuo correre

lungo questo filare

il sapere di ogni tronco,

l’insenature e vederne il germoglio

ed il crescere ed il morire.

 

Laggiù lontano

presso il sentiero battuto

ti vedo emergere dal verde

ed inseguire la tua voglia …

 

Il sapere o il credere?

 

Chissà … cerca ancora

forse avrai fortuna ad incontrare

il vecchio saggio ma

non la certezza.

 

 

Pbbl.scrivere-20.01.2013

*

Sulla terra di nessuno

Siamo rondini senz’ali

il nostro garrire si perde al vento

come il lamento delle nostre corde

d’eterni confini ormai stanche.

 

Nessuno vede

ed i pensieri vanno

come tempo che scorre

 

testimoni sempre impassibili

un cielo immobile

e quello Iudrio

ch'eterno al mar fluido va.

 

Da “Voci e volti del passato”

Pbbl.scrivere-02.02.2013

*

Canto nostalgico

È questo mare

a dirmi del sicano antico

quando le brezze sue

nella sera spirano.

 

Il volo del gabbiano

la gioia porterà dei ricordi

e la vecchia vela sfilacciata

sarà per me ritorno.

 

E quando bacerò

i tuoi piedi o terra

del mio amor saprai

quanto fu grande.

 

 

Pbbl.scrivere-06.02.2013

*

I sogni non fanno fiori

Solo son partito smussando estremi da sogno

in ginocchio ho pregato chiuso nella notte

incidendo su un foglio

tutto il mio amore come un fiore

che cosciente sa d’un incerto domani.

 

E s’è allungato anche il cingolo dello stupore

e non riesco ad urlare nei tuoi occhi

come fa il vento e perderò anch’io petali

come quell’ultima rosa che non t’ho regalato.

*

Al gelo

Eravamo come quell’inverno

a riscaldarci in trincea

il brandy in tasca

moriva goccia a goccia.

 

Ed il muso del lupo

spiava a bordo campo

e la neve inclemente

ghiacciava i pensieri.

 

Eravamo spalla a spalla

ad attender il palo dei soccorsi

e vivevamo dentro lo stesso respiro.

 

Da “Voci e volti del passato”

*

Senza parole

Metterai la mano in tasca

a cercare due spiccioli

sono quelli che la tua anima

t’ha lasciato quando

al mercato del pesce se n’è andata

a riempir le crepe lasciate dal fumo

 

-il fumo delle tue parole-

 

 

Pbbl.scrivere-29.12.2012

*

Carnevale

Era carnevale

quante maschere nella navata

e tutte sembravano vere

quante verità uccise

dietro una maschera senza sospiri.

 

Ora siamo sull'orlo

e tra un fuscello e l'altro

sul fondo raschio un benvenuto

son rimaste solo

ombre che schiariscono lentamente

come nebbia al primo sole.

*

Rispondo con un fiore

Ho parlato al vento

e lui m'ha risposto con un fischio

ho mostrato il candore dei miei denti

ed ho visto il rosso delle tue labbra

ero pazzo d'amore

e non lo sapevo.

Oggi riscrivo la felicità

un cielo naturale e voci argentine

due guance rosse ed il sorriso

di due bimbi.

 

Benvenuto sia l'albero della cuccagna...

*

De consumptis

Ho esaurito le parole
e solo ora la mia bocca tace.

Come castelli di sabbia

sotto la forza dell'onda

si sono sgretolati idee e propositi.

 

La colonna era forte nella notte fredda

e tutto sorreggeva,

ora ha perso la sua rigidità

ed accasciata giace.

 

E giace immota

anche l'ultima goccia.

 

Sarà il mio silenzio

a macerare le durezze

del granito che mi circonda.

*

Il tempo degli amori.

Nella piana non serve tirar le redini

tanto siamo sempre in ritardo

e sulla roggia il tempo crolla

le trote, ormai, sono andate via.

 

È il tempo degli amori

e quando sorgerà la luna

si riuniranno laggiù dopo il salto

dove le acque son più profonde.

 

Inizieranno le danze

in una sarabanda

ch'all'ultimo confine le porterà.

 

Sarà il disgelo a dare i frutti

come una fumata prima dell'alba.

 

*

Reminiscenze

Ho sognato un bacio

il bacio della rispettabilità,

in un mare che puntava le sue onde

su scogli del silenzio.

 

Ho attraversato un guado

il guado sul fiume dell'indifferenza

dove anche i demoni

diventavano angeli.

 

Il mio pensiero ha urlato

contro il lento scorrere del tempo

e le sue malefatte

sgranando rosari d'insolenze.

 

Son riuscito solo a rimanere

fuori dal gregge della stoltezza

ed a cancellare

la coscienza dei moralisti.

*

Risveglio di primavera

E rinasco in questo mattino.

Fuori ...

gemmano i rami,

una rondine smarrita garrisce

ed il sole s'alza sonnacchioso.

 

Ho creduto ai sogni

allo scorrer all'infinito delle acque

e mi son vestito di bianco

come alle sue nozze

una sposa.

 

Eran tanti i presenti

sull'erba qualche stilla di rugiada

gocce cadute da occhi inumiditi

che hanno letto emozioni

nell'attesa.

*

Dentro la notte

Dentro la notte, al buio della parola,

aspettavamo,

e l'acqua era come l'aria

non conoscevamo i sogni

anche se erano gli unici possibili.

 

Il cielo è rimasto sempre alto su di noi

e nell'abisso dell'impossibile

erano sprofondate le nostre idee,

unica traccia di noi

in quell'orizzonte di tempeste.

 

Ascoltavamo

ma senza nulla chiedere

il rombo del tuono

quando la luce s'apriva

in mille e mille rivoli bianchi.

Da “Voci e volti del passato”

*

Il mio mondo.

Il mio sentiero è là

dove al frinire delle cicale

il frinire dei grilli risponde.

 

Tra l'essere e l'oblio

ho scelto la mia luce
che sorge sempre ad est

dove il sicano pose la sua pietra.


La mia casa è laggiù
lontana nel tempo
ma sullo scoglio duro

e vicina al tramonto.

 

Il mio mondo è una terra nuova

con un letto da campo ed un cielo di stelle.

 

*

… Forse …

Sorrido

-forse, penseranno, è matto-

Mentre guardo l’acqua

cammino nel vuoto.

Anch’essa sorride

pensando a noi.

È sera d’inverno e l’acqua gela

nel suo natural contenitore

dopo l’ansa a gomito e

dietro ancora quante storie

tutte trascorse …

forse

mai più si ripeteranno

ma domani tornerà di nuovo

il sole

forse …

 

*

Un sorriso di vita

Ed il tuo cuor che batte

a quel verone

l’occhio spaurito volge.

 

Tra quelle nuvole si perde

il tuo sguardo da bambino

d’un sorriso in cerca …

 

un sorriso di vita.

 

E siamo giorni che scorrono

in un lento rosario

di quelle labbra amate all’eterna ricerca.

 

Labbra che ci dicano “amore”

labbra che ci diano speranza

labbra che ci cantino una ninna nanna.

 

 

 

Pbbl.scrivere-06.03.2013

 

*

Mezzo pieno

Volano basse stasera le rondini

la primavera ha chiuso le porte

 

tra le crepe del cielo

danzano i soli di un'illusione ottica.

*

Sensus?

Conobbi il mondo

enigma e metafora

fu la fine.

*

Viaggio senza ritorno

Quanto passato tra questi capelli grigi,

non stupirti dei ricordi

sono quei qualcuno

diventati ombre al tramonto.

 

Un niente sotto una lapide

un’idea ad illuminare il respiro

presenza ed assenza il pensiero

che diventa freddo nel toccare terra.

 

Ed i cipressi impassibili guardano

i tanti viaggi senza ritorno,

sorridono dall’alto accennando un saluto

mentre un refolo scompiglia loro la chioma.

 

 

Pbbl.scrivere-15.03.2012

*

Ricordi

Tra questi ciottoli si perdono i miei giochi

quando bambino sorridevo alla vita.

 

Ricordo di te il sorriso

come della tua mamma la lunga treccia.

 

Ricordo le risa innocenti

quando correvi dietro alle lucertole

ed al gatto legavi la coda.

 

Sì, ricordo ancora la sua mano gentile

porgermi quella cioccolata calda

quando fuori era tempesta ed urlava il vento.

 

Da “Voci e volti del passato”

Pbbl.scrivere-01.04.2013

*

Anche la speranza

In questa città morta,

dove anche i muri sono ombre

di sussurri e di folate

che si perdono nei vortici,

 

non ci sono lapidi

 

ma solo bare in attesa,

corpi che guardano

una Bibbia od un Corano

aspettando la resurrezione.

 

-La speranza è l’ultima a morire-

 

Dicono in tanti,

ma quando tu sei già morto

sbattendo le ciglia ed aspirando aria

anche la speranza

è già chiusa in una bara.

 

L’immenso spazio della notte

ha ingoiato i suoi tempi

ed è rimasta solo polvere

e qualche promessa dimenticata.

 

Da “Voci e volti del passato”

Pbbl.scrivere-04.04.2013

*

Ricordi e non-ricordi

Siamo rimasti qui a dir
della vita e del vino

di notti senza stelle

mentre il respiro invecchia

su lastre senza appigli.


Tutto racconta di noi
anche l'erba delle aiuole

che parla in un sussurro

al vento che la spinge

della solitudine nel buio.

Altre vite ci saranno

e tanti ricordi ancora

quando poggerem la fronte

sulla fredda mano

ma nessun d'essi

della nostra mente

sarà conforto.

*

Nuda

È firmato il tuo vestito,

una delle più in voga la targhetta,

eppure sei nuda nella tua semplicità

 

-come se la firma fosse solo fittizia-

 

come il tuo cammino a mezza strada

simile ad un treno che corre sui binari

tra due città diverse e lontane.

*

Giocatore di scacchi

Ed era la parola poetica a dire di me,

era un tacito accordo

tra me ed il pensiero pressante

come fumando l'ultima sigaretta

del condannato.

 

Avevo sospeso il fumo e la sua aureola

guardando la barca lontana nella baia,

chissà se e dove andava

e se tutto aveva un senso.

 

Avevo ancora la mano sulla fronte

guardando quel niente di nuovo

dal piccolo uomo rimasto fermo al palo

come un giocatore di scacchi

perplesso sull'ultima mossa.

*

Pensieri di vento

E senza tregua soffia, crudele, la bora

porta con sè aromi di quell'est lontano

e l'occhio gelido dell'innevata steppa.

Riempirà di sogni i vostri sonni

e sulle mani avrete l'urlo della tempesta,

e nelle notti di luna

la quiete calerà il suo sipario.



Cadrà la neve con chicchi grossi

il bordo dei fossi tracimando

conoscerete l'ombra che rincorre i desideri

e sarete vestiti della vostra stessa anima.

*

Il vuoto no …

Ed il vuoto è senza confini

come un baratro senza ritorno,

neanche una stella vorrebbe entrarci

anche se non ha paura dei grandi silenzi

ma essi parlano

e dicono cose che gli altri non sanno

 

ma il vuoto no …

si riempie solo di pensieri

 

 

 

Pbbl.scrivere-15.04.2013

*

Una sera sul sentiero

Apparve il signore dei ricordi tra gli ulivi del Grilli,
in sogno ho rivisto i fiori del terrazzo da zà N
ora
e poi...

una lacrima

quando il tramonto si chiudeva

sulla rosea tua guancia.



Era già il tempo delle viole
e piangevano le tamerici...

*

L’uomo ed il tempo

E resta mattino

questo giorno che non vuol morire

rimane sospeso

come un grappolo d’uva al suo tralcio

sconfinato

come la notte che non s’acqueta.

 

Da lontano giunge

pietrificato nella sua stessa forza

l’urlo d’una campana

segno d’un dolce richiamo.

 

Sul sentiero passa

nella sua palandrana stretto

un signore in nero

e nel soffio del vento sorride

dicendoti

io sono il tempo anche tu come me

passerai …

 

*

Debiti

Ho pagato anche per le ciliege oggi,

domani sarà la volta delle cipolle

e forse dopo

i miei occhi piangeranno

per i debiti insoluti.

 

Da "Una stella cadente"

*

Debiti Ho pagato anche per le ciliege oggi, domani sarà la v

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