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Raccolta di poesie di Felice Serino
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Le voci remote 2


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis


Ghiorgos Seferis, poeta greco – 1900-1971

*

Buco nero

(ad una corrispondente immaginaria)


aspettando una risposta che non arriva
-ma forse sei entrata in un buco nero
dalle vicende del mondo assai lontana o
posso immaginarti già di là
a corteggiare le stelle


l'ultima poesia
che forse non leggerai
è infarcita di alcuni paroloni
filosofeggianti


benché sappiamo sia vitale
nel rivederla
fare opportuni tagli


come fa con noi questa vita
nel modellarci


stammi bene dove ti trovi - amica

 

*

Come nella prima luce

figure - paesaggi -la voce
nomina le cose
come nella prima luce


vi assegna un'anima
-gli oggetti
si fondono ai corpi - familiarizzano
coi gesti


giovane è la vita nel prodigio
dei fiori

*

Apre all’ aria la rosa

si leva il mattino azzurro
carezza la riva della luce


sull' orlo dell' abisso la rosa
apre all' aria i suoi petali

arco d' amore


lei la vita
nel suo mettersi in gioco

*

Su sfiorite rive del cuore

mea culpa? - considera
la pagliuzza non la trave


in bianchi cieli la sua anima s'impiglia
tra certezze effimere e un nodo
scorsoio l'ego si fa


mea culpa?


lungi da lui
quell'animo candido che
simpatizzerebbe con i morti


su sfiorite rive del cuore
un gabbiano solitario plana

*

L’eterna lotta

in una bolla d' inganno è racchiuso il mondo
c' è sempre un pugnale nascosto
tra le pieghe della veste


appare come animale onirico
il maligno
o travolge come un maelstrom


ogni volta che
il Cristo bagna le sue anime di luce


-tutto Egli dimentica sulla croce

*

Vita vissuta

aria ferma


di pomeriggio quando le ore
si dilatano e in una chiazza
di sole un gatto acciambellato
sembra sognare


i volti raggrinziti
dei vecchi che giocano a carte
dicono vita vissuta


ti distolgono
dal sovrappensiero bianchi voli che
si staccano dal tramonto

*

Vita nascosta 2

il muro d’aria che divide
luogo e non- luogo
o solo quell’esistere sognato
che torna come déjà vu


qui solo apparire:
l’essere è vita
parallela - nascosta

*

Vita che ti sveli

assisa sul bordo della luce
vita che abbracci
infiniti orizzonti
vita riflessa
che non sai dire se vivi
o sogni
vita in esilio finché abiti nel corpo
vita genuflessa
a adorare il sole- maja
di luce
che apri la fronte del giorno
vita- vuoto affamato


sii te stessa
"vita fedele alla vita"


...rigenerata dalla Croce
Vita che ti compi
che ti sveli

 

*

Vita centuplicata

tu nelle braccia di Dio
rapita nel sole
piccola Margot


tu rosa vestita per la vita


quella vita che
non ti fu dato vivere


ora
centuplicata


credimi
immergermi vorrei in quel Sole
che nel sogno in barlumi ora
intravedo

*

Visione

su di te vedi piegato il cielo
dalle leggiadre braccia
ti sale su per le narici
la barca di cristallo della
passione
veleggiando sul filo del respiro


nella camera della mente
non è detto non t’appaia l’angelo
dell’ affresco
che ti rapì quand’ eri bambino

*

Viaggi

"il più bello dei mari" quello
ancora da navigare o solo
sognato


così la poesia
più bella si dice
sia quella ancora da scrivere


viaggi
da odisseo viaggi mentali


apertura a ventaglio
dei sensi
in una immersione nel sé


[I° verso da Hikmet]

*

Verticalità

dolore non solo quello
da carne- urlo animale
ma sublimato
negli assi della croce
guardando in divenire
là dove conduce
Passione per la porta stretta

*

Vaghezza era o visione

quell’attraversarti la mente
da nonsense e surreali figure
daliniane
come uscite da un sogno


perdevi la percezione del tempo:
davanti a te
un lungo corridoio asettico
senza interruzione di porte


era come entrare nella morte -


infine sfociare
bagnato di luce


in altra vita -
sogno nel sogno

 

*

Una poesia tipo quella

fa sorridere una poesia tipo quella
di Neruda "ode alla cipolla"?


se ne cogli la vera profondità
penetrando fin nella radice
della terra da cui è nata


sentirai l’ebbrezza del sangue
che canta alla luce gemmante
come una celeste musica


indorato dal caldo sole
quel bulbo
finirà sotto la mezzaluna
con lacrime


-companatico dei poveri
s’ usa dire

 

*

Un vento di ossimori

posizione fetale: ideale per lasciarti
abbracciare da morfeo - in una
sospensione lucente - la mente


assediata da iperboli
grandi come case
e da un vento di ossimori

*

Un sorriso

vedi l’allodola planare
il suo volo un immaginario arco
lascia nel cielo


"l’albero lo riconosci dal frutto"


pensi
come curiosamente ti sorprenda
quel detto dei Vangeli


e come
il dimenticato aspetti solo
come pane un sorriso


-ti vedrebbe
come un angelo qui sulla terra
che gli allevii la ferita viva


il sorriso è l’inizio
-lo sai

 

*

Un nome una voce

un alone di mistero emana
dai lampioni sul lungopò la sera
ectoplasmi o perdute
identità pare s’aggirino
sui viali battuti solo
da qualche meretrice


pensi
possa ispirarti qualche verso
quest’atmosfera impalpabile e attendi
riconoscibili
un nome una voce
che ti salgano da dentro

*

Un cielo di palpiti

si punterà verso
il non- luogo dell’ Inconoscibile
intrisa la vela del sogno
del sangue della passione
uscendo dalla bocca della notte


-e siamo grumo e infinito


vivo di palpiti sarà quel cielo
tenerezza di madre ad accoglierci

*

Ulisside 4

occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi


e
un’ itaca lontana


esce dalla coda dell’occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero


ed è casa di mare aperto
l’anima del viaggio

*

Tu regina della notte

sei nelle mie corde e metti ali
a sorvolare questo male oscuro
d’un mondo fatto a pezzi
tu regina della notte


poesia che ti sveli
al lume d’una luna menomante


l’anima è inclinata nella luce


ci salverà la bellezza?

*

Tu madre del mio silenzio

tu madre del mio silenzio
tu cattedrale del sangue
indiato


-poesia- apri lunghe sospensioni
e varchi
e archi di luce ricrei
tra ciglia d’amanti


tu fai spuntare fiori tra le pietre
preservi un raggio di sole


per gli occhi persi
del povero cristo
nei giorni anodini

 

*

Tripudio di luce

aspetto l’ ineluttabile
disfacimento della veste


come l’ albero delle
foglie


quelle macerano
l’ albero è albero


il suo sangue in letargo
attende


un nuovo tripudio della luce

*

Tempo-sospensione

tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo- sospensione l’aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non- tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

*

Sul filo teso

camminando su filo teso
se la mente vacilla e
s’affaccia su orrido abisso

Tu lo sai -
è l’altro me a cui
ho dichiarato guerra per onorarti

son diviso e ogni pensiero contrasto
se emerge non da sangue

e come potrebbe
la pianta ripudiare la radice? e la corolla
che s’apre alla luce odiare la luce?

*

Spleen 4

brusio di voci


galleggiare di volti
su indefiniti fiati


si sta come
staccati
da sé


golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi


vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

*

Spleen 3

lo scoglio
e tu
come un tutt’uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce


labbra di cielo
questo
contatto di sole


vedi nell’aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all’infinito

 

*

Spampina la rosa

turbine avanza
in un batter di ciglia - deserta
la piazza solo una gatta sotto
un’auto acciambellata


han lasciato i vecchi
il loro gioco di carte


più in là la bellezza
deturpata


al crocevia del grido
la rosa spampinata

*

Sopra il senso delle cose

chi può conoscere
meglio della terra i morti


l’inverno col suo bianco manto
il silenzio copre e il loro cuore


oltre orizzonti di palpiti
vegliando aleggia
il mistero
sopra il respiro dei vivi


sopra il senso delle cose
come un sole freddo

*

Solitudine

si è al punto che
ogni giorno
è uno in più a dar scacco alla morte


-finché ci siamo- la candida
filosofia dell’anziano


il consueto giro pomeridiano
per godere un po’ di sole


non si muove foglia
ma voglia il cielo
risparmiargli una solitudine feroce
che scava come goccia nella roccia

*

Siesta

di sé t’innamora il perfetto
endecasillabo
"meriggiare pallido e assorto" -
rilassante quasi a conciliare
il sonno


di qua dove sei
la pineta - di là il mare -
chiudi il libro di Montale
e gli occhi


contro l’ obliqua luce fra i rami


in te mezzo assopito
ora perdura
il dondolio delle altalene
e dei teneri corpi


quasi fatti d’aria

*

Senza titolo 6

un’alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore


usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di Maeterlinck
in un cielo di vetro


da un luogo non- luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce

*

Senza titolo 5

le cose
mi chiamano e la morte
è lontana


vastità contemplo


l’anima
è il verso del gabbiano
nel lambire l’ onda

*

Se indietro ti volti

era solo un sogno - sarai
come la moglie di Lot mi disse
se indietro ti volti


accondiscesi sebbene
controvoglia: ribellione mi
corse nel sangue


altri vedevo passare
per la via della "prova"


ora tramutati in statue - che prima
di me ridevano

*

Se avranno voce

ed è pleonastico il tuo dire
i tempi son cambiati e
alle piante seccano
i timidi germogli


i pesci son gonfi di plastica e
i cieli di cenere
e i mari piangono coi miei occhi


lasciare parlino i fatti
se voce avranno
in una -lesta?- inversione di tendenza

*

Scrivo sull’arcobaleno

scrivo sull’arcobaleno
dove il mio angelo è assiso
in veste di musa


egli mi suggerisce parole
macerate nel sangue
che mi si nascondono


alla "vista"


a volte dall’arco-
baleno cade una sillaba
ed io la recupero


riprende vigore


all’angelo traspare un sorriso
che si fonde col mio fiato

*

Scrivere sulla sabbia

scrivere con la luce
la vita la morte
vestire di primavera i gigli


non così l’uomo
dal suo primo apparire


preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l’avere


-nel cuore la paura
del bambino

 

*

Schegge di pensiero

sai d’ essere schegge di pensiero
per unificarti alla Mente- madre


dove sei già stato vuoi tornare
ma non ricordi il "dove"


tornare
da dove ti sei staccato


come la foglia che
riprenderà ad abbeverarsi di luce
dopo essere macerata nella terra

*

Scampoli

rimanere in essere
incapsulati in una vita
ch’è copia
sfocata dell’Originale


dimezzata vita: scampoli


pure
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale


la difficile luce

*

Saremo

il sangue starà
circumnavigando il periplo dei mondi
quando l’io non esisterà più


cosa saremo nessuno può dire


saremo nel Tutto
dove tutto ha nome armonia


forse
non aureolati - fioriti
nelle braccia di Dio


come nella prima luce

*

Rosa il tuo fiato

rosa il tuo fiato
fragranza di bosco la tua pelle ambrata


apparivi sirena
distesa s’uno scoglio


allucinazione forse


mi facevi un cenno
mentre il cielo s’apriva in una luce
aurorale


come il tuo sorriso

*

Risillabare palpiti

risillabare palpiti
di soli e
generare amore dove
il cuore mette ali


elevarsi come aquila
negli’ infiniti cieli


annullarsi del pensiero
guru in stato di
levitazione

*

Ricordi

confondersi del sangue col colore
dei papaveri nel sole


ampie distese a perdersi
mentre all’orecchio del cuore
a far capolino una
melodia nel tempo andata


ricordi


ci si appiattiva scalzi col fiatone
nell’erba alta
dopo una volata e


in levità d’angeli
quasi non si toccava terra

*

Reperti

 

lui -il "cornuto"
che continua a lavorarci contro-
lo vedemmo nelle case della morte
col fumo della carne bruciata


lo riconoscemmo nella "bestia"
umana


dopo gli anni orrendi oggi
un museo: in mostra scarpe
valigie occhiali e
una montagna di capelli


i reperti
della vergogna


non sogni o finzioni quelle "nuvole"
ma


dalle fumate si sa che a levarsi
erano ali d’angeli

*

Quello squarcio di cielo

in grazia creativa mi sento
oggi che mi è clemente il tempo
-nuoto nel mio
immaginario


nell’approssimarmi agli ottanta
non mi fermo a fare bilanci
o scongiuri
né mi guardo indietro


solo il giorno
predestinato aspetto
e tanto più inimmaginabile


sarà quello squarcio di cielo
-ad attirarmi a sé

 

*

Quale il tuo nome

quale il tuo nome nel registro
della Luce
quale la tua figura
inespressa


questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli
di cui non è memoria


caduto il velo
un ri- trovarsi
moltiplicato

*

Qualcosa verrà

qualcosa verrà
in quest’ora anodina
a farsi sangue e presenza
il bianco a violare
ricamandolo di fonèmi e voci


da sirena ecco si veste
la musa
su onde a sognare
-incoronata di nuvole vaghe


come un’eco
quel melodioso canto


che si negò odisseo

*

Prove di volo

anneghi
nell’effimero d’una vita marginale


tenti nell’indaco prove di volo
-fino a che dura il sogno


da quale parte è la verità ti chiedi
nei momenti lucidi

 

*

Profumi ninnoli

credi non sarà così per sempre
non come qui a guardare
per speculum in aenigmate


quel non riuscire a focalizzare
il profilo di lei
come quando la vedevi sbucare
da dietro la curva
della strada al ritorno dal footing


tra le altre suppellettili
ora a prendere polvere
sulla specchiera stile ottocento
profumi pinzette ninnoli


la collana
orfana del collo esile


il guardarti in tralice nelle sere vuote
lei da una foto sfocata

 

*

Primavera 2

capita che il bosco mi parli
ogni volta che abbraccio il "mio" albero


-risale
a un rito atavico
l’abbraccio: patto di luce- amore-


mi parla -il bosco-
tendendo le mille sue braccia
nell’espandersi in canti che allargano il cielo


la casa degli uccelli
si fa allora santuario del cuore


empatia
che mi congiunge
all’esplosione della fioritura


come fossi io nell’albero

*

Più d’una vita 2

convivere con gli umori
di un corpo di morte


dall’animalità all’angelo: questa
l’impervia salita


più d’una vita se dal sangue
fioritura sia d’ali levate:


ogni passo ne perdi una piuma

*

Più d’una vita 2

convivere con gli umori
di un corpo di morte


dall’animalità all’angelo: questa
l’impervia salita


più d’una vita se dal sangue
fioritura sia d’ali levate:


ogni passo ne perdi una piuma

*

Parole 2

parole sulla bocca
dell’alba
in dormiveglia mentre
inizi l’interiore viaggio


cavare sangue
da neo- nate parole
in seno a un dio
non visto


dove sale la luce

*

Occhi di paradiso

quel giorno che ci hai lasciati
parlava il tuo sguardo muto
-occhi di paradiso


quel giorno
l’angelo ha colto il tuo dolore
e lo ha appeso ad una stella


ora tra arcobaleni e vento
il tuo aquilone


sparito nell’infinito


è come volesse cercare
lì il tuo cuore

*

Notte liquida

orfanezza del cuore
su sfiorite rive
occhi
come laghi in fremiti di vita


dove
distorto volto d’angelo traspare


lanciarsi anima e corpo
nell’ebbrezza della notte liquida

*

Noi due

chi resta
avrà dall’altro da lassù lo sguardo
o dai recessi dell’essere dove
si presume
risieda l’anima


chi resta alzerà gli occhi al cielo
in un atipico silenzio
rassegnato


un’altra primavera e
nuovamente
guarderà il glicine fiorire
si domanderà
dove stanno i ricordi vissuti
pezzetti di cuore


sa che tutto è
un eterno presente

*

Nell’aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell’aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d’un amore tendente alle
stelle

*

Nell’anima bambina

come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a giumella e il caldo fiato


o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta


come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l’acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole


immagini vive custodite
nell’anima bambina


che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni

*

Nell’uno

dal Tutto
ritrovarsi nell’uno
a vivere il sogno della carne


il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi


lacerato dalle lancette
d’un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

*

Nel fiume di luce

forse
veleggiando nel fiume di luce
anche loro i morti ci sognano
per non annoiarsi


dove cade il giorno
come un vibrare in nudità di sguardi
piegati sul cuore della terra


il loro bianco respiro

*

Mimesi 2

mutevolezza come
di nuvole


-parabole
-alchimie del sangue


mimesi icariana
la giovinezza frale


-nei suoi umori
intinta


la penna di Goethe

*

Mi straccerà una mano

sto incollato
a un muro
vi resterò forse fin quando
m’imbavaglierà una reclame
di nonsoché o forse
mi straccerà una mano ignota
ma sarò ancora la voce
di chi non ha voce
sarò il suo sangue
che urla attraverso
i miei squarci

*

Memoria di volo

memoria di volo
dell’ antenascita - quando l’ angelo
benigno si piegò
nel vestire la carne


ora nello smarrirsi dei mattini
in un’ aria di vetro
da memoria si torna a essere
sogno


a raccontarci è l’ infinito
mare

*

Marina

sull’onda bianca della pagina
inavvertita la musa
come un’ala si posa e
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare

*

Mare d’erba

con l’ avanzare degli anni
riduci sempre più il percorso
delle tue camminate


giungerà il momento
di affacciarti solo sull’ uscio
o dalla finestra vedere l’ immensa


distesa di verde e nello
stravedere la scambierai per quel mare
che ti vide nascere


-ti brilleranno gli occhi andando
col pensiero alla fanciullezza gaia


ora quella luce è fuggita


lascerai
impregnato quel mare d’erba
di amori e pene ed eterei voli

*

Manifesto

ritagliare dai giornali
lettere cubitali
per farne una poesia- manifesto


già vedi uomini- sandwich
popolare le piazze
il rosso grido di denuncia
abbasso x viva y


-sordi i governanti
al lamento dei poveri


vedi: giungerà il momento
in cui
si abbatterà repentino uno
tsunami


a rovesciargli la poltrona

 

*

L’Originale

si perde
armonia nel rifare una nuova
poesia da una datata:
ne risulta un vaso incrinato


allo stesso modo ogni
esemplare è intoccabile:
è dall’origine


della foglia la foglia- madre
come la pensò Iddio -
così la parola
così la natura


toccare i geni è una bestemmia
che sale al Cielo

*

L’ordine delle cose

nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
"è mancato" - invece d’ un accorato
"ci abbracceremo nell’ altra dimensione"


mancato sì alla scena
del mondo


com’ è giusto per l’ ordine delle cose
’apparenti’


la stella nana la formica

*

L’ombra 3

 

davanti
dietro di lato s’ allunga
si spezza se riflessa


in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me profilo
esangue


finché vita
avrà
da estrema obliqua luce

*

L’antagonista

aprii la valigia
era piena di libri e di sogni
di vaghe nuvole e stanche lune


gli chiesi se leggesse poesie
arricciò il naso: -non mi nutro di quella
"manna" il mio cielo è di pietra e
non ne vedi angeli affacciarsi
né madonne


-non siamo -noi due-
della stessa razza


io
da opportunista
nello scrigno non porto chimere

*

L’angelo 3

s’inzacchera le ali nella melma
del contingente
minimo sette volte in un giorno


si prende cura come una seconda madre
di chi gli fu affidato alla nascita
dalla Misericordia divina


arcobaleni e nubi son la sua dimora
transitoria


si piega sul tempo umano -
lo senti se ascolti
sostare nel buio delle vene

*

L’amore è un volo

l’amore è un volo
che si stacca dai tuoi tramonti
e lascia una mesta dolcezza


come virgola di fuoco
quel dolore che si ferma negli occhi


sulle ferite -sai-
lavora a tuo favore il tempo

*

L’afflato

si leva
da un’ alba rossa di passione
l’ afflato del cuore


quasi ad alleviare
-volo lieve di farfalla-
le brutture del mondo


asimmetriche tracce
lascia la poesia ch’ esprime
l’ angelo- farfalla

*

L’essere-pensiero

l’ angelo o essenza
primeva
in veste d’apparire


in amore converte
il suo fuoco ancestrale


è ubiquità ed ali l’angelo
o essere- pensiero


astronave di luce che
circumnaviga cieli interiori

*

Luce cosmica

il suo sguardo benevolo che
abbozza un sorriso lieve
dalla vetrata della cattedrale
illuminata lassù


mi ricorda l’angelo
sulla volta del soffitto
quando da bambino ero
cagionevole e a letto


oggi
mi sorprende un moto
di commozione


nel dilatarsi il cuore
in una luce cosmica

*

Lo sguardo velato

dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d’intenerimento


la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato


ora come allora


quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì


-ah ridicolaggini

*

Lei dalle snelle caviglie

avvenne in me un parapiglia
si sconcertarono i miei neuroni
come lei apparve -il rigoglioso seno e
le giunoniche forme- nel suo incedere al
Valentino


ogni tanto in sogno rivive
evanescente figura


inarrivabile
lungo la coda dell’occhio
lei dalle snelle caviglie

*

Le voci remote

un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis


Ghiorgos Seferis, poeta greco - 1900- 1971

*

Le sfiorite rive del cuore

le sfiorite rive
del cuore e la verde
età fuggitiva


ahi i segnacci
rossi sui quaderni


-simboleggianti nell’inconscio
gli errori adulti che
ti segnano la vita


e in lampi di ricordi
quella corsa
dei grembiuli come ali


in voli bianchi verso
casa

*

Latitante la musa

sillabe cadute dagli occhi
l’ingoio di stelle a svanire


"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":


questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico


tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa

*

Lacerazione

ragazzi strafatti
che han preso la china d’una vita
contromano


ragazzi che s’ attraggono
e vivono come se
non vivessero


invecchiano dentro gli specchi o da
hikikomori


abita il loro sangue una notte che
si lacera all’ infinito


-le famiglie:
da raccoglierne i pezzi


ragazzi che bruciano
bruciano come candele

*

La vita interiore

dirla "potenziale" questa mente
fin quando non sarà espansa
e unificata nella primaria
origine


di sogni e di pene
-scritte su cieli di carta-
e di effimere gioie
come la felicità che sempre sfugge


lei si nutre


abbeverando del sangue
della passione
la vita interiore

*

La vita infinita

con l’avvicendarsi degli anni
si risvegliava in te il bambino
negli ultimi tempi
c’era sempre lei a rifarti
il letto a tagliarti la carne
il tuo angelo
premuroso
che non ti perdeva di vista un momento


eri un omone- bambinone
te ne sei andato troppo presto
quel giorno vedevo al tuo capezzale
nei tuoi occhi cerulei veleggiare
la vita infinita

*

La verità è un lusso

la verità è un lusso dice quel padre
che non ha ottenuto giustizia dopo anni
per il figlio falciato in una rapina
trovatosi per caso lì in quel frangente


dice -un sasso sul cuore-: forse
è di un altro mondo la verità
-tutto come sempre
insabbiato prescritto


nessuno sa -
e sulle coscienze crescono peli

*

La stanza viola

la stanza viola della mente
veste l’anima
del quadro in cui ti perdi


dalla tela vedi crearsi
iridescenze -e il sangue
si spande nei colori-


presenze
daliniane
erompono dal sogno

*

La stanza del cuore

custodirvi l’essenza
primaria -
il suo fiato il suo mistero


è creativa la stanza del cuore:
la vedi tappezzata
dalla immensa pagina del mare


dove scrivere i sogni
con l’inchiostro della notte


vi respirano sinergie d’altre
dimensioni

*

La pista del sangue

sconvolgere i cieli
vorresti?
rapportare il mondo
con l’ asettico tuo doppio?


chi vuoi che spezzi
per te una lancia
se vai col lupo
seguendo la pista del sangue


in modo sistematico
vedrai crescere detrattori
a stigmatizzare le tue fisime


uomo di cartone

*

La passera

memore della bella accoglienza
me la trovo sul davanzale ogni mattina
per "condividere" la colazione


è d’un piumaggio lucido e vellutato
l’ho chiamata "nerina"


sempre puntuale
precisa come un orologio svizzero


chissà mi chiedo
chi troverà ad accoglierla quando
anch’io avrò messo "un paio d’ ali"

*

La parola nuda

mi seduce la parola enfatica
-sia d’amore o quella che
(d) enuncia


che s’attorce al cuore in un nodo
di passione


parola
nuda come la verità - mio faro


brilla
nel buio come stella
di fuoco


e non la puoi estinguere

*

La musa latitante

dalle vene del buio
-dove a raccoglierti
vuol chinarsi l’amore-


defluisce arido sangue


stai come
quel gabbiano dall’ala spezzata


che non sorvolerà il suo mare

*

La mano disegna nell’aria

la mano disegna nell’aria
il suo profilo indugia
su bocca naso e occhi


la mano della mente ben conosce
quei dettagli come la madre
che l’ ha generata - Nina stella
del cielo che mi cammina nei sogni


ora sono aghi
che trafiggono
nell’ accendersi nel sangue
la mai sopita passione


mentre la mente disegna
dove fermenta il cuore

*

La luna dei poeti

 

ho la luna dei poeti
-pesci sull’ imum coeli-


scivola
la barca della passione
verso terre di mistero


pesco sogni di ragno
nell’ intreccio di parole
nate sulla bocca dell’ alba


mentre
uno sbuffo di vento
porta afflati d’ amore

*

La luce essenziale

punti all’ esteriore
e non alle cose del cuore?


vedi: non ha consistenza quanto
non nasca da radice
del sangue o semmai sopravviva
di effimero lucore


essenziale quella luce
ch’ è la bellezza della rosa
immortale
palpitante tra le mani

*

La domanda del sangue

sordi alla domanda del sangue
noi
sotto un cielo bianco di silenzi


le parole rimaste in gola
cadono
come un infrangersi di cristalli


in nostra vece
sentiremo forse gridare
le pietre

*

La bellezza dell’angelo

con l’avanzare degli anni
senti sempre più il distacco da tutto - ogni
cosa ti lasci scivolare addosso
-come il sogno ch’è a svanire


oggi preghi lo Spirito del cielo
ti faccia luce:
ti mostri l’azzurro sentiero


per la bellezza dell’angelo

*

Isole 2

s’aggrovigliano mai combaciano
come i fili d’una ragnatela
in composizioni improbabili
tramate forse nei sogni


in un alone di luna evocano i morti
fan gesti propiziatori


sono intrecci di mani di sguardi


anime che si cercano

*

Ipotesi dell’impossibile

combatti contro i mulini
a vento delle ipotesi
ti vedi quel filo d’aquilone
tenuto da un bambino e
toccare il suo cuore e il cielo


o quel bimbo ti vedi
tenuto dal genitore per mano


o ancora -tra fremiti d’ombre-
quel figlio prodigo
che ti torna in sogno: che anni
scavalca a ritroso


per chiedere perdono
al padre sul letto di morte

*

In una goccia di luce

s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce

*

In treno

lei immersa nelle righe
nere mentre il paesaggio
-alberi case- fuggiva


sbirciavo il titolo
era in inglese - un
mattone a vederlo


distolse altera lo sguardo
lei biondo- platino e sola


conciliava un sonnellino
ora il monotono
sferragliare

*

Impossibili approdi

-orza alla banda!-


la faccia cotta dal sole
il marinaio
tende a quegli approdi impossibili
apparsi solo nel sogno


la terra è ancora lontana


facile perdere
la rotta fare naufragio


se non "credi" senza vedere

*

Il sangue sulle pietre

baluginio d’albe su vuoti
orizzonti - sale


la luce sui nomi perduti


filo spinato
taglia la memoria insonne


inani fughe


ancora grida il sangue
sulle pietre

*

Il riflesso

m’abbaglia l’accecante
riflesso d’un lunotto


tengo la strada - poi
il tunnel mi da pace


e m’acquieto con le note
di stardust


esco nella luce come destato
dal sonno della morte

*

Il nostromo

narrava dei suoi viaggi
-il mare a cullarne le memorie-
i porti toccati e lasciati
Oslo Amsterdam
le taverne ove non mancavano
scazzottate come nei film


le volte ch’ era cielo di tempesta
con gigantesche creste d’onde
-negli occhi gli si leggeva
raccontando
che bastava un niente a morire


avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti
-ci passavano nello sguardo velieri lontani


Jim il nostromo egli era
per il borgo natio
-occhi di cielo e cuore
grande come il mare

*

Il guardiano del faro

sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata


gli fa visita il gabbiano
unico amico
al crepuscolo alla stessa ora
nel becco l’argentea preda


l’uomo del faro:
non uno stravedere
come il ragazzo l’ ha sempre sognato
tra spume d’ onde e uccelli marini


altro è
questo solitario
leggendo nel profondo:


senza amici per poter
chiacchierare: una ferita
la perdita della compagna
morta qualche anno prima di parto


la sua Nina


ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle

*

Il grido che sale

era forse quell’embolo
ad allagare di visioni la mente
tutto quel rosso
come un mare di sangue


e il grido a salire
dalla vertigine del sogno


-e se sogno non era?


trovarsi diviso
tra reale e irreale -
nelle vene del buio una danza
di folletti

*

Il cielo è terso

la coda dell’occhio il gesto
come a voler scacciare una mosca
ed è un fuoristrada
a investirmi alle spalle


entra la luce
il cielo è terso - mi dò
il buongiorno


mi risponde a breve
il borbottio della moka

*

Il cammino

il sognare di sé che si sogna - forse
così la vita


perché il cammino - dici


breve il tempo
per cercarti:
trovare l’ anima -


quella luce ch’ è in te il dio
inconoscibile


ti passano davanti
le sequenze
dei tanti "me stessi" trascorsi


ma già sei altro

 

*

Il buio degli anni

(a tutte le vittime per la giustizia)


negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo
la pioggia di sangue


la vostra morte
luminosa


il sangue delle vostre primavere
di là dal buio
dell’ora
ecco levarsi alto
come un urlo
al centro della storia

*

Hikikomori

un vivere a ritroso
le spalle all’oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l’ombra e l’anima


Hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.

*

Fonemi

nella bocca della notte
-la luna sopra il petto-
il letto è un mare dove sillabe
perdono sangue


"e il naufragar" non è che di parole-
carne slabbrati fonèmi


a far piovere
nelle tasche del cuore

*

Fase rem

aprono il mondo della mente
facendosi presenze
i dolci animali d’acqua e cielo


nel vortice di luce
ti si rapprende negli occhi il volo
e l’argenteo guizzo


appena desto
-assimilando ancora frammenti
di visioni-
chiederai all’onda all’uccello al vento


la chiave l’origine che
dall’apparire traspare

 

*

Energia cosmica

(a Stephen Hawking, in memoria)


ci partorì un oceano di energia
noi minuscoli granelli
finita infinità


dai buchi neri insondabili
forse nuovi mondi
nascono - inarrivabili


soli
non siamo in questa
vertiginosa vastità


in infiniti
cerchi
spaziamo


[finita infinità: da un verso di Emily Dickinson]

*

Emarginato

quest’uomo: tristezza
d’albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita


-occhi scavati
che perdono pezzi
di cielo


quest’uomo
puntato a dito
quest’uomo fatto
torcia


per gioco

*

D’un sogno

casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto

*

Dove l’angelo 3

ti dici quale angelo - quello
delle favole? mentre nel cuore
ti alberga il grido stridulo
del risentimento


-nell’ordine cosmico
è il boomerang che non vedi


dov’è l’angelo ti dici
semmai salga dal fondo
di te a illuminarti?


vieppiù continui a respingere
mani tese
in un cielo bianco di silenzi

 

*

Di sguardi è il sogno

di sguardi è il sogno o polvere
della nostra creazione noi polvere
del sogno noi sogno di Dio


tra intermittenze
di fòsfeni veleggia
l’ "occhio" per inesplorati lidi

 

*

Di qua del velo 2

 

(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)


di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno


nella palpebra del sole
un embolo d’ombra dimora
che insanguina il vento

 

*

Di palpiti di luce

bianca colomba si posa
su creste di pensieri


invertigina l’essere
tra fluttuanti sillabe
in un capriolare di palpiti di luce

*

Di luce l’abbaglio

colma la bocca
di luce l’abbaglio
della veste


sentivo nelle ossa un fuoco


come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell’aria

 

*

Di fosfeni e nubi

a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive


vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano

*

Degli abusi

strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:


sollevato da terra
per le orecchie
dalla capa ‘e pezza Angela
(spero oggi un angelo)


per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore


-abusi oggi come ieri
solo che un tempo erano "sommersi"


(capa ‘e pezza: in gergo la suora; Angela, nome fantasia)
[il grave errore consisteva nell’aver scritto "geofrafia" invece di "geografia".]

 

*

Dall’immagine spezzata

risalendo dall’immagine
spezzata
fino all’ultima ferita
in un sol grido rivivono
squarci d’identità che furono
te


li inghiottirà una
fuga di luci
bava
di ragno a
tesser latitanze

*

Dal suo sangue si leva alto

(ad Aung San Suu Kyi)


non violentate più la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto alla
compassione


non schernite più la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte


dal suo sangue si leva alto
il grido di fierezza
all’ unisono con l’ oppresso popolo

 

[Sul finire degli anni ‘80, Aung San Suu Kyi fonda la Lega Nazionale della Democrazia. Il regime birmano la condanna agli arresti domiciliari per 5 anni, poi per altri 15, e infine a 3 anni di lavori forzati, prima di essere liberata definitivamente. Viene insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1991.]

 

*

Dal mio posto protetto

mi "nascondo" nel corpo


da me emergono alfabeti
afflati
enunciate sillabe


mentre
questo che mi contiene
ha un piede nella morte


dal mio posto protetto
complice una luna che m’ispira
mando messaggi di luce


a volte
me li suggerisce un angelo

 

*

Da un imperscrutabile sentire

ti attraversano come una luce sottile:
sono sempre con te i tuoi morti
mai andati svaniti -ci crederai?-


saldano le tue radici
"vivendo" con te ancora: ubiqui e
onnipresenti


da un imperscrutabile sentire
puoi percepirne al tuo fianco la presenza


sono essi a suggerirti in un soffio
semmai ti giunga
una ispirazione


sostano dentro gli specchi


si fanno tuoi consiglieri
quando non sai deciderti
sul colore di un maglione da indossare


allucinate presenze
ti accompagnano in quel mondo parallelo
ch’è la regione del sogno

 

*

Da che sei nell’Oltre

corpo fatto ad "espiare"?
-dicevi- o più semplicemente
di esperienze ricettacolo?


smesso che hai quell’abito -soma-
il tuo Sé manifesti
che attraversi i mondi


da che sei nell’ Oltre
rinato come a primavera
l’albero nudo

*

C’è del buono

sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena


si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo


c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona

*

Cruna di luce

come quel file danneggiato che non
si riesce a eliminare: diciamo un po’ simile
lo stato d’ animo di chi non si sente
realizzato ed è la sua anima
un buco nell’immenso


ti sarà capitato un file corrotto:
ti sta sui cosiddetti ed è come
la vita che gira in tondo -i suoi
ingranaggi che non combinano


-ma dopotutto un file
è un file -dici


quel suo bel titolo ‘cruna di luce’
"chiave" non ha e nemmeno
il cammello ci può passare

 

*

Cos’è la poesia

la poesia è indefinibile
fa tremare i polsi
è l’abbraccio di un albero
il sorriso di un bambino


la poesia
nasce dal sangue e ha dimora celeste


quando si partorisce una poesia
ti si aprono i cieli


poesia
è dove l’angelo perde una piuma

*

Cosa dice il cuore

fu il caso o il destino
a farli incontrare
all’uscita del discount sotto l’ombrello


lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto


quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina - un lampo


cosa dice il cuore
dove ti porta non lo sai spiegare

*

Controsenso

no non ha senso questo tempo
frantumato fra le dita
-c’inseguono le lancette di kronos


i bambini giocano all’ikea
e non nei prati
i genitori hanno tempo solo per loro


cosa pensa -se pensa- quel pesce che agonizza
soffocato dalla plastica? che questo
è il peggiore dei mondi possibili?

*

Come nella prima luce

si è
legati al cordone del sogno
quello viscerale - che ci vede
come nella prima luce


destare in noi l’angelo
svogliato - lasciare si schiuda
il fiore dell’anelito


in un canto - che abbracci
la sacralità della vita

*

Come invisibile radice

ricordi
ventenne o giù di lì:
pane amaro i primi timidi
tentativi
ti vedi chino
su fogli e fogli fitti
i pindarici voli
le cadute


come invisibile radice
quel virgulto
negli anni
ha preso vita e sangue

*

Cieli capovolti

nel cavo del grido
deflagra rombo di tuono e
scalpitano nella testa
destrieri impazziti


egli non vede
più il corpo della madre
solo cieli capovolti e


accovacciato in un angolo
della parete che separa
vita da vita


trascorre le ore vuote suonando
l’ocarina

*

Breve il tempo

ti ricorderanno un giorno?


ti sorprendi
a evocare oggi i tuoi fantasmi


altro tempo


età dell’oro quando
il sangue sparpagliato nella luce
semidio ti levavi
come in volo


ora ingrigisce il giorno


chi a ricordarti?

 

*

Assonanze 2

aureolato di fumo
vaga il pensiero nei meandri del sogno


s’aggriccia il foglio sotto
l’impulso della penna in cerca
della giusta assonanza o
d’una metafora felice


in enfasi il cuore
s’abbevera
alla fonte generosa della musa

*

Assonanze

entri nel fiato
del mondo
col sestosenso dell’arte
appena percepibile seme


qui ne assumi
assonanze
-archi
di parole e suoni e colori-


mentre dal Sé attingi
quelle
vibrazioni d’armonia
che avvicinano a Dio

*

Antinomia la morte 2

rinfranca il pensiero d’essere
immortale -e già dalla ferita della
creazione lo sei-


la morte ti cerca?
uscito dal guscio tu sarai altro


l’anima libera sarà dai lacci
lo spazio mentale onde di luce e amore


niente d’ imprevisto se la morte
non ti sorprenda più della vita

*

Aneliti d’infinito

è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce


ti dai d’amore in aneliti
d’infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi

 

*

Andante

dopo l’ultima pioggerellina
i saltabeccanti passeri
muovono una piccola danza sul mio davanzale


troveranno le briciole della mia colazione


m’immagino in sottofondo
un andante di vivaldi


e
nello sdilinquire del cuore
mi si apre il cielo

*

Anche tu a precedermi 2

un salto a volo d’angelo
a superarti nella luce


una luna assonnata
ti sovrasta -
ammiccano stelle


anche tu
a precedermi -amico di penna-
sulla via dell’Inconoscibile - uscito
sei dal cerchio d’ombra


dal quadrante dove batte
l’ora del mondo

 

*

Alle porte del mare

cicatrici di luna il rosso grido
delle estati lunghe sulla pelle
quando liberavi le ansie
inchiodate alle porte del mare
di sandokan emulando nelle
ore di canicola
le scorribande a perdifiato pei vicoli
cerbottane e bandane
prestandosi al magico
rituale
con vele e bandiere
panni stesi nell’accecante sole

*

Alba

nella luce che sale
generosa sei
come musa che l’abbrivio dà
col primo verso


-aria
di vetro - parola sospesa


come andare in mare aperto


sogno o stato di grazia

*

Al parco 2

gli prepari il posto a tavola
come quando era in vita lo senti
vicino gli parli in sussurri e
con dolcezza


son passati tre anni da quando
lo portavi in carrozzina al parco
-nell’incipiente primavera gli alberi
mettevano folte chiome-
e ogni tanto ti fermavi
per asciugargli un filo di bava pendente


ricordi
le sue parole: chi non si dona
mangia se stesso

 

*

A prescindere

questo uscire rientrare nell’alveo celeste
è racchiuso in un tempo
rallentato
un lampo nel cuore dell’ universo


t’ è stato messo nel cuore il senso
dell’eterno - a prescindere


ogni giorno ti riscopri vivo
come il seme

*

A guidarti la mano

vedi un gabbiano planare - tu
assiso s’ uno scoglio nella
calura di luglio qualche verso abbozzi


sarà tautologico ma è quanto
ti sale da dentro:


"siamo di terra ma lo sguardo dice
la celeste origine - la sua
luce dove l’anima dimora"


è aspirazione alla bellezza
a guidarti la mano:
non con inchiostro ma col sangue
scrivi

 

*

Rinascere negli occhi

all'inizio nel tempo
primigenio
il primo stupore in un volo


ai piedi dell'angelo
sarà poi precipizio della luce


ma si resta
nella memoria della rosa
che vuole rinascere negli occhi

*

Nugoli d’ anime

riposano i corpi mentre la notte
ha tra le braccia nugoli d' anime
rivolte verso la stessa fonte di luce


ondivaghe
fuori dal guscio esse aleggiano
insinuandosi nei meandri del sogno
si trovano a percorrere
corridoi interminabili


o tra vertigini di spazi
a capriolare
si trovano in ambienti familiari
rivivono déjà-vu

 

*

La poesia che ci salva

la poesia
è la bellezza che ci salva
da questo stare inadeguati nel mondo


vedi
con la poesia non si scherza
(a parte palazzeschi e qualche altro)
essa vuole nascere dal sangue
macerarsi nel profondo fino a
mettere ali


non lo crederai ma i fonemi
aspettano solo d' essere chiamati


la costruzione
va da sé dev' essere armonica
come un diapason
col traboccare delle emozioni

 

*

Piccoli mondi

essere in sintonia
-cuore e mente-
con l'universo


come nel sogno abbandonato
il corpo -noi piccoli mondi
nell'alto mare aperto:


ulissidi
a lambire
terre dell'inconoscibile


nella pienezza dei sensi

*

Nei cieli dell’inconoscibile

e in quel momento ora x
è solo un restituire
consegnare le ferite
alla terra
la luce degli occhi al cielo


e
farsi plurale


ponti di luce nella Mente espansa
a invadere e aprire varchi


dove ali di un già presentito
sogno -aperte
per il volo-


si librano nei cieli dell'inconoscibile

 

*

In questo momento sospeso

il guanciale intriso di sogni
tu languida ti volti per un bacio
come calamite i corpi si attraggono
lenta c' inonda la luce dell' alba


sembra quasi
che la pineta affacciata sul mare
ora entri nella nostra camera -noi
rami in un ricambio di foglie-


anche in questo momento sospeso
si può sentire un assaggio d' eterno

 

*

Le impronte che hai lasciato

fermatosi il giro del tuo sangue
non avrai più nome né voce


le impronte che hai lasciato?


impigliati ai rami
fra cirri e nembi


l'essenza dei tuoi versi sparsi
i ricordi i sogni gli io che fosti


forse dal fondo dello specchio
riaffioreranno


-in una luce ferita-
quelle immagini a un moto del cuore

 

*

Tra la bestia e l’ angelo

tra la bestia e l' angelo
corda tesa sull' abisso


nel divario della mente dove destrieri
scalpitano inesausti
bivaccano i tuoi fantasmi


o si mimetizzano tra
la fantasiosa tappezzeria dei divani


semmai si annoiassero sai
dove trovarli: a giocare ore
e ore con le nuvole


tenendo al guinzaglio i sogni

*

Il caso è quel per cento

tutto è convenzione e il caso
è quel per cento che fa il destino


se ci troviamo
nel posto giusto al momento giusto
-o al contrario- è quella
sincronicità indimostrabile


che fa ruotare i mondi e noi
non siamo che
mistero a noi stessi


piccoli astri


Sincronicità: concetto di Carl Gustav Jung, 1875-1961

*

Bocche di chitarre

alla sua morte per fucilazione
anche le chitarre emisero lamenti -
a un ordine dei generali
dalle loro bocche uscirono insetti
bibliofagi
a divorare pagine e pagine
di versi sparsi per il mondo


ma lo spirito del popolo è vivo
la memoria è vasta come il mare -
venne ricomposto il poema
insanguinato
fino all'ultimo rigo-respiro


si può uccidere un poeta
non la poesia


(Federico Garcia Lorca, 1898 - 1936)

 

*

Dell’immaginario (del sogno)

li vedevo salire dal mare
dal grande mare aperto
i miei morti che dispensavano sorrisi


era esplicito il loro invito
lo si leggeva negli occhi forti
di luce


ma una vocina dal di dentro
mi diceva
che non era giunto il tempo

*

In questo giorno stordito di luce

in questo giorno stordito di luce
il mio lavoro incessante
di sole


per gli ultimi
i senza voce
i perseguitati che Lorca cantava


per i bambini scandalizzati
dal prelato


-meglio per lui dice il Vangelo
legarsi una pietra al collo


il mio è questo grido che rilancio
contro le sbarre dell' indifferenza e
la viltà di chi trama nel buio
di una notte di pietra


di chi gira sul proprio asse
ombra che sanguina nel vento


di chi segue la pista del sangue
e ha il passo pesante
sopra la tenerezza


canto per la dignità dell'uomo
che fa della sua insopprimibile libertà
ali di luce


a lambire le fonti del sogno

 

*

L’amore che sappiamo

l'amore dal volto della Bellezza
quello che avvicina
all'assoluto


non è di qui


l'amore che sappiamo
quello che ci lascia un cangiare di nuvole
ad adombrare aride spiagge


ci assalirà con un vuoto
ad ogni sospiro


dolore d' una perdita
dall' origine del mondo

*

Necrosi

cos' è che ti cresce?
fa senso vedere - cellule
morte si autoespellono
attraverso il dito in
sudorazione


porti con te questa escrescenza
pendula a mo' di piccola
cresta o mini-veliero se
ci lavori di fantasia


infine la bruciatura e
te ne liberi


al limite -pensi-
eliminare le impurità è forse
aspirare all'angelo

 

*

L’ego (3)

apri il giorno
come una scatoletta
-usa e getta


ti affidi alle vacuità dell'oroscopo
la tua nonchalance
dove ti porta
il cul-de-sac che imbocchi
ti si ritorce in un grido


ti dico svuotati
abbandona l'io: fa'
che confluisca nell'immenso mare
del noi
dov' è condivisione


ché svii da quelle insidie
dell' abbraccio mortale


la vita ti sia una colomba
che si posi sulla mano

*

Musica sacra

mi attirarono le note dell'organo


il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse


non era sogno o visione: quella musica
sacra era divenuta parte
di me del mio spirito


mentre mi avvolgeva una luce
noetica
in empatia con gli angeli e i morti

 

*

Giobbe

Signore liberami
da questa gravezza della carne
-ora mi pesano gli anni
come macigni-


ascoltami - quando
il sangue grida le ferite della luce


ed io come giunco mi piego
in arida aria

*

La parola che sanguina

colgo la parola che sanguina:


scrivo la vita che
si alterna tra naufragi e
benedizioni


ulisside impenitente
rammendo le mie vele
reduce da viaggi psichici


ho dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del mio sapermi eterno

*

Corteggerò la bellezza

trasvolerò mari d'aria
tra galassie interstellari
stanco di questo mondo ipocrita


troverò assegnato un posto
secondo i meriti
dove abiterò per sempre


lì corteggerò la bellezza
presentita mai conosciuta
sulla terra

*

Levarsi in fiore

(la crisalide si posa
sulle dita dell'alba)


muore
l'animale resta l'entità
dell' origine


Mente infinita espansa
inondata di luce


ed ecco l'anima levarsi
in fiore

*

Verrà il tempo

c' è tempo e tempo
quello della gioia quello del dolore
la vita ti ha insegnato a piangere


non puoi chiedere di essere liberato
se è stabilito
che il cornuto ti debba stare dappresso
con la tagliente sua lingua biforcuta


verrà il tempo
-oltre il tuo lento morire-
a rimarginare le ferite della luce


ora nello specchio
vedi agitarsi le ombre dei tanti
io vissuti


i tuoi errori

*

Canto di sirene

la normalità non esiste: la vita
è una continua sorpresa
in luce-ombra navigante nel sangue


saltate le coordinate
-farfalle di fumo- niente


di più facile che canto di sirene
svii
dallo scavo del profondo ove il Sé


si manifesti

*

Da quel dove che t’ ha accolto

(certe volte sembrava che un punto
ci attraesse oltre le nuvole - o
almeno così era per me)


e dunque anche tu
adesso mi precedi
varcando il mistero
con la valigia di sogni


non mi aspetto un fischio da quel dove che
t' ha accolto


-per te sempre estraniante
a ragione: essendo noi
mortali

*

Si levava alto nella luce

(a Pablo Neruda)


sia il tuo verso la ferita
a farsi nuova voce - lettera
di fuoco - j'accuse


(nella terra di sangue e d' amore
si levava alto nella luce
il tuo Canto generale


a cui facevano coro i morti ammazzati)

*

Poesia è

la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta


è dall' Origine -
dal Verbo


è lettere storte sull'acqua


poesia è del vento e della foglia


è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole


la fiamma che arde
della nostalgia di Dio

*

La Vergine (2)

la bellezza che ti colse
rosa d'amore
t'imporporava il viso di fanciulla


era il fiat
la bellezza fatta persona


ala d'angelo
a custodirti
non ti preservò dalle brutture del mondo


Mater dolorosa
pie(a)gata eri ai piedi della croce

*

Apeiron

la luce-energia
fatta densa
nella materia si oscura


di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?


forse


corpi-in-prestito che
si leveranno dal letto di tenebra


per sfociare in un
altro mare?

*

In un dove

in un dove che non sappiamo
dicono c' è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza


in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l'agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove non vi sono cuori ostili

*

Barbarie

vedi passarti l' esistere - vivi
il fuori del tuo dentro - ti
appare "un sogno la vita"?
-e il dolore quello


del corpo crocifisso
o lacerato da cavalli in
direzioni opposte? ti fai


un film entri in un' era
di barbarie


tuttavia la nostra
a quella -ahinoi!- s' ispira


(Pedro Calderòn de la Barca - 1600-1681 - "La vida es sueño")

*

Palpebra del cielo

(estiva)


giocare con le nuvole
raffiguranti capre o cavalli


confondersi queste con i pensieri
allucinati di uno stato ipnagogico


lungo il nastro autostradale


per te l'estate si è chiusa
con un forte temporale agli scorci di luglio
con ombrelloni divelti e fuggi fuggi


a chi dirai
non ci sono più stagioni - sì
che ammicca una palpebra del cielo

*

Scatole nere

scatole nere nel cuore sepolte


hanno banchettato i pesci nel ventre
del relitto ignari che la storia
del mare abbia un sangue e una voce


sul fondale il salone
è un acquario dove sullo specchio
piace immaginare
-resistita al tempo- una scritta
buffa col rossetto -ma jolie-


la coda dell' occhio
ha impresso
un ovale di donna ottocentesca

*

Sembianze

aiuta la vecchia foto seppia
se non ti venisse in sogno lei:
si perdono i precisi contorni
non di rado nel labirinto interiore


ah ricreare di palpiti un vago
sentire
nel tempo caduco che mastica
sembianze e ricordi


come quando nell' immobile luce
su un' altalena si dondolava la vita

*

Caino

hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli


dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia


hai sul collo il fiato di colui
che abomina la Croce


e ti trascina nel vortice osceno

*

Il cuore della luce

(Monna Lisa)


più che lo sguardo in sé
lo avviluppa il cuore della luce
entrando nel quadro


quella luce enigmatica che
lo seduce come musica lieve
sottofondo di un oltretempo


a saziare il suo cielo


un mare aperto in quegli occhi
d'inesprimibile incanto

 

*

Dalle stanze del cuore e della mente »
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*

Come cammello

come cammello da cruna
o porta stretta passerà
di là il sangue genuflesso
l' Eccelso adorando ?


esulteranno allora le tue ossa ?


chi a dirti di capovolti cieli
-rovescio dell' apparire-
se non l'angelo inavvertito ignorato
nei giorni grassi

*

In divenire

vorresti
levitasse l'anima in cerchi
espansi nell'etere
mentre rappresi restano
negli occhi pezzi di cielo


cadono voci
come in frantumi di cristalli


su mari aperti -vedi-
si scrive la vita picara

*

Rileggendo

rileggendo capita mi sorprenda
la mia penna


sangue o inchiostro?
-quando le scrissi le parole


pareva aleggiassero
guidate da una mano d'angelo


o emergeva dal sogno il loro
criptato alfabeto


così dai fonèmi
ero portato al guinzaglio

*

Apparenze

qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti


delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma


e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla ruggine

*

Geometrie ingannevoli

(della tentazione)


giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli


il maligno si cela tra le pieghe - tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l'esistere
s' imbeve delle radici della luce


lui è lì a spiare mentre
inconscio ti pieghi nello specchio

*

Vita zingara

ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull'albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell'aria e del sole
non del peso della vita


un' idea
sarebbe trasferire nei suoi versi
insieme all'asimmetrico avanzare
l' istinto conservativo
nel loro ben ordinato universo
nonché la frequenza dell'atto
sessuale
di cui si dovrà documentare


quest' uomo ama la vita
zingara senza cappi
gli mancano solo un paio d' ali

*

Gli alberi danno udienza

il noi è scalzato dall'io
l'altro neanche più lo si calcola
la sacralità della vita è una favola


le nostre menti che
per secoli d'arte e bellezza
hanno gettato al di sopra della notte
ponti di luce

ora annaspano in un vortice mortale


palpita la terra tradita
gli alberi danno udienza agli gnomi

*

Libro sacro 2

la riga nera balza dalla pagina
è cuore sanguinante
soffio dello Spirito che accoglie


è la piaga del costato
delle mani trapassate dai chiodi


produrrà i suoi frutti
non sarà polvere nel vento
la Parola fatta pane

*

D’ ispirata luce

le ali azzurre della fantasia
sono vele ora e ti vedi
odisseo
a solcare i grandi mari
lambire inesplorate
terre
le vergini terre del sogno
dove s'imbeve il nascere
d' ispirata luce


preludio alla bellezza

*

La forma dell’acqua

il nostro sangue si confonde con l'indaco
dove il volo d' una rondine s' eclissa
dietro una nube


camminiamo con i piedi nella morte
-chi più cosciente chi meno-
siamo


senza bandiera terra di nessuno
-la forma dell'acqua
è quella che la contiene

*

In un dove riflesso

(dedicata alla donna)


affido alla pagina
questo grido inchiodato


te lo vedo
in un dove riflesso


materializzarsi nel braccio
a inane difesa dai colpi ciechi
del vile


affido alla penna
il raccapriccio
per la rosa di sangue che si espande


in questi tempi oscuri

*

Fantasia (6)

che se mi chiedessero
ti piace la vita da clochard
in un certo senso approverei: non fosse
altro che per sentirsi libero
come un uccello senza il burocratico cappio


(ma vedere un poveraccio morto all'addiaccio
sì che ti stringerebbe il cuore)


i vivi mangiano i vivi e i morti
sono concime per la terra


un giorno
mi piacerebbe spuntasse almeno un fiorellino
all'altezza del mio cuore rinsecchito e nero

*

La spina e la rosa

sin dalle acque creaturali
prerogative del cuore
la spina e la rosa


emersi da naufragi-di-sangue siamo
fioriti dagli occhi - prima
di trasmutarci nell'aria


la luce una velata "ferita"
rosa che s'asconde

*

Sosta

ricalchi i miei sentieri
riflettendoti in ogni mio pensiero
angelo che da me sei
invocato
da che ti so nell'oltre


tanto somigli -uno
stravedere?- a quello della volta
che da bambino in estasi guardavo
naso all'insù per ore


oggi -pesano gli anni e aspetto
il ritorno al grembo- mi crogiolo
s'una pietra ancora calda di sole


nel giorno che declina

*

I poeti

i poeti "maledetti" vanno via presto
neanche il tempo di assaporare la gloria
-gira nella testa un celebre verso
di Bellezza o di Rimbaud-


vogliono mostrarci il passo d'addio
affacciati a un cielo carico di futuro

*

Come onde di luce

il già e il non ancora
la prima venuta e la seconda


quando
i cieli si apriranno e


come onde di luce o
purezza d' angeli


schiuderà la parusia atomi
di verità

*

Ed è un presentire

siamo buchi neri
affamati di cielo


ed è un presentire
come una mano sulla spalla
il doppio celeste che
chiama dall' intime fibre


estrae dalle viscere la memoria e
la custodisce nell' akasha


attende il ricongiungersi
nell' abbraccio cosmico

*

Le parole

le parole giacciono avvolte
in sudari
toccate dalle mani dei morti


neo-nate
le scrive il mattino
sulle ali del vento


concepita dalla notte-madre
sanguina luce
quella che credevi smarrita

*

Sei l’attesa e la ferita

Dio ti sognò e fece
del tuo sangue una cattedrale
sede del co-creare


sei l'attesa e la ferita
-da te così distante


fatto di abissi capovolti
e frammenti di memoria - cavalchi
il dorso del mare


dove un'itaca chiami senza voce

*

Gli sponsali

(impressioni da un matrimonio)


banchetto luculliano e la musica
a palla il sorriso ebete da
"bicchiere di troppo"
lo spellarsi delle mani
il bacio casto la lacrimuccia
e


prima che il tempo li sciupi
l'indomani i fiori
andranno ad onorare i cari
familiari passati a miglior vita

*

Messaggeri

se li richiamiamo alla memoria o
solo diciamo il loro nome


ci rassicurano coi loro
impercettibili sussurri


per dire
eccoci


messaggeri incorporei
aleggiano su altri mondi - recepiscono


echi di tante entità -
vogliono dirci: "non siete soli"

*

Le parole leggere

come pensate
vogliono subito uscire nell'aria
posarsi sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade


vite in fieri
chiamano legami


fan ressa una
scrematura è tuttavia
pressante


si cercano nel sangue
in epifanie di luce

*

La luna nel bicchiere

al quartiere della movida
addentano luccichii
bevono la luna nel bicchiere


dopo l'alto livello dei decibel
un silenzio striscia lungo i muri
tra vertigini di ebbrezza


chi saprà decifrarli
i respiri spezzati dove la parola
impastata annega


e nel cuore
incenerisce la carezza di un dio

*

Immagini passeggere

la composizione dell'apparire
di cui è fatto il mondo - maya
se vuoi o fuoco dipinto


in questo vortice d'ombre
noi siamo
a noi stessi estranei: forse polvere
di stelle o solo immagini
passeggere


specchiate in un vacuo sogno


[fuoco dipinto: da un verso di Maria Luisa Spaziani]

 

*

L’affronto

oltre l'età
dell'oro o della incoscienza
sbattiamo la faccia contro la notte


il primo impatto
forse quando
ci si isola perché ci hanno
gratuitamente derisi


e non sappiamo quali
"affronti" o spine o ferite
tenga in serbo la vita
per noi


sotto un mutevole cielo

*

Chi ti credi

(contro la prepotenza e la superbia)


usi il plurale maiestatis
ma chi ti credi
aureolato tu di vacue
onorificenze
che col lupo segui la pista
del sangue


nightmare per te se
ti fronteggiasse un davide


ad abbattere con fionda quel tuo trono
di tracotanza


anche le pietre canterebbero - sì!

 

*

No man’s land (2)

l'incognita dell'ora - sempre
a metà strada noi che siamo
terra di nessuno:


il fratello oscuro
che s'agita nel sangue


a mimare
il dolore del cosmo


penetrati da tutto il freddo
del mondo -
immersi nel mistero di noi

*

Febbre azzurra

del senso del bene
che ti prende per mano o del
sentire indicibile
suggerito dall'angelo che non vedi


febbre azzurra
di quell'agitarsi nel sangue della musa
o dell'infinito spazio
della mente aperta al sogno


quando chiami i morti
la cui empatia
ti dona uno stato di grazia
che oltre il giorno perdura

 

*

Abbrividisce un cielo

un cielo abbrividisce bianco di silenzi


guarda Signore come mosche annegano
i tuoi figli - un mare di cadaveri


niente più scuote sorprende
-agonia del mondo


quando finirà: ancora e ancora
speculano sulla pelle dei miserabili
gli scafisti trafficanti di morte

*

Da una parabola 2

una terra "dove
scorrono latte e miele"?


breve
il tempo - vedi è già sera


prostrato
dinanzi alla Sua splendenza
di "roccia spirituale"


la voce odi che
disarma:


"dammi il tuo cuore"

*

Di fiammeggianti palpiti

(ad Alda Merini)


di fiammeggianti palpiti
dicevi garbata
e a un tempo sanguigna


cantando
lo spazio dell'anima


dei voli asimmetrici e
di amori tuoi devastati


cantavi


mentre ti fuggiva
dagli occhi la vita


d'albe di sogno la luce
vedevi salire ai Navigli


e senza remore
nudo esponevi
del tuo sangue il fiore
martoriato

*

L’albero intagliato

il bosco brulica di vita -
primavera l'albero
intagliato


lo abbraccia la luce - pende
dal ramo il sapore di un addio
il suo palpitante sanguinare


come la ferita di un tronco
fulminato

*

Vento salino

[ispirandomi a
"Febo, cane metafisico" di Curzio Malaparte.]


alla mia cagnetta piace inalare
il vento salino


quando sulla battigia
la lascio libera e
lei va veloce come una saetta


poi arresta la corsa e
naso all'insù -lo sguardo
un punto interrogativo-


scruta un cielo carico di nubi


forse ci vede figure
strane - forse animali


come succede a noi umani

*

Noi ombre stampate


album - libro bianco
di noi ombre stampate


vi è sospeso
il rosso grido
del fiore che anela aprirsi


fiore della nostra essenza
sdoppiata
nel tempo piegato su
quello specchio di tenebra


di figure estinte

*

La tentazione

immagina quanto debbano
sembrare infiniti
gl' istanti della carne che urla


quando
in due è diviso l'essere


entrerebbe in te un mare
sul cui fondo
ti avviluppano tanti tentacoli


se bastassero le braccia incorporee
della mente


a liberartene

*

A nuova primavera

[la carenza dell'ispirazione]


sono quello spazio
che ti dice bagnami
del tuo humus come una terra
abbandonata


che implora
di ridonarmi luce
nutrirmi coi fonèmi che conosci


farmi sentire vento
che sulle ali conduca alfabeti
come una preghiera


ah rimpiango quel sillabare
di palpiti di soli
che ora in sogni monocromatici
mi appare irraggiungibile


implora
quel vuoto spazio che sono
di farmi rinascere a nuova primavera

*

Sincronismo

[ispirandomi a Jung]


quando dici
nel posto giusto al momento giusto
-o sbagliato se vuoi- e ti chiedi
cos' era a spingerti:
fatalismo o un
sincronismo d' eventi


certo
non potevi non passare
da lì in quel preciso istante
-prestabilito?-


dove ad incrociarti era il tuo
alterego

*

La Vergine

se lo mangiava con gli occhi
il suo bambino
riscaldato dal fiato animale


dovrà -nel dolore della luce-
bagnare di lacrime i piedi della croce


Mater dolorosa - et
admirabilis


tu dal celeste manto


davanti agli ultimi ritocchi
Raffaello
insonne ti guarda rapito

*

Un non so che

a volte
un nonsoche ti attira
come lo scandire di versi armoniosi
o la luce di uno sguardo


ci vedi un mare
aperto e


pescatori cotti dal sole
a prendere a morsi la vita
sognare la morte


un bimbo che piange
una donna che aspetta il suo uomo


tutto un mondo ci vedi


non sai spiegarlo
questo incantamento che ti fa star bene


questo amare la vita

*

Nell’ultimo sangue

ora nell'ultimo sangue
è il vuoto delle braccia


ma sai non è difficile
far rivivere
la tua figura dall'ali recise:


un po' mi consola
la visione
di te languida riversa
sull'amaca


mentre gli uccelli ti cantano
sulla testa

*

Profumi ninnoli (2)

[sindrome di Stendhal]

 

profumi pinzette ninnoli
la collana sulla specchiera
resta a dire il gesto
dell'indossare


spesso
nelle sere vuote
una mano ti attira nella tela
effigie di lei e il suo sudario


ma peschi solo sogni
di ragno
dentro la vertiginosa trama

*

Onirica

altro il reale mi dico -
a trapassarmi una lama di luce


mi sveglia un'accecante
finestra-specchio


mi vive ancora una distesa
di mare
a riempirmi di serenità -
vedevo venire dal largo
i miei morti che mi sorridevano gentili


non mi sentivo carne ma solo sogno
sapevo d'essere

*

Un vago scandire di note

ti stringe il cuore un vago
scandire di note
legate a quel ricordo di lei
reciso dalle forbici del tempo


con l'imbarazzo del ragazzo imberbe
le lasciasti due versi d'addio


chissà non sia nell'aria
la risposta e la porti nel becco


il gabbiano
che scorgi al mattino
lambire le creste dell'onda


o solo plani
a inalare respiri
d'amanti dei fondali

*

L’ immaginario

[Leggendo "Finzioni" di J. L. Borges]


l’ immaginario apre al volo e a squarci
di vite trasversali


realtà sfumanti
nel mistero: parvenze a rapirti
in insondabili cieli d’ esagoni e sfere


porte spalancate
a risucchiarti
in innumerevoli stanze


fino agl’ inaccessibili meandri
del sogno

*

L’Enigma

il bambino col nasino all'insù
lo sguardo è un punto interrogativo
-i suoi perché


vagano nello spazio -alati- e
cristallizzano


altro l'Enigma
-racchiuso in una bolla-
altro i perché
dall'antichissima voce
alveo di siderali lontananze


-è il sogno il nostro specchio?


-dietro il velario di carne
chi siamo?

*

Se amore scrivi

salverà il mondo
la poesia? no di certo non è cosa
immanente: il suo grembo è di celesti
aneliti ed è voce
di conchiglie che fa eco nei sogni


è la smorfia del clown
il bacio
condito di lacrime in un addio
l'ala d'angelo che perde una
piuma se senza il cuore "amore" scrivi

*

Per stupirti

in extrema ratio
ti aggrappi a curve di sguardi
per poterti ancora stupire


conoscenza è dall'alba dell'uomo
il primo anelito


in un cielo di silenzi
il tuo richiamo si spezza

*

Déjà-vu

a perforare il bianco silenzio
l' eco d' un gemito lungo
corridoi e alle volte
di camere d' albergo dei suicidi


v' è un qualcosa d' ancestrale che torna
per condurti dove sei già stato


nel tuo profondo il pendolo oscilla
dì una vita trasversale

*

Lo spazio di un volo

ahi i ponti sgretolati
o pure considera quelli
detti collanti di carne e di sangue


e il desiderio che
si fa arco d'amore
filo teso d'acrobata


all'altro capo sei Nina


e mi vedi adesso
varcare fra nuvole in sogno lo spazio
di un volo fino alle tue braccia

*

Dire del sogno

dire del sogno
di orologi molli e
di allucinate visioni
dell'inconscio che s'apre a ventaglio
portandoti a guinzaglio lungo
corridoi asettici senza
interruzione di porte


sentirti avvitare
nella vertigine
capriolare nell'orbita
di stato ipnagogico


risalire
al grembo-casa di mare

*

Conoscerò

[ispirandomi a David Maria Turoldo]


non oso toccare
il Tuo amore: rendimi
bianco come neve


per quel giorno che
mi si schiuderà la porta
che mi tiene nella morte


invadendomi la luce


allora
conoscerò
come sono conosciuto

*

Fiore del sogno

fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori


sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della notte


fiore del sogno
che apre oblò
sul bello o sulla follia

*

Il bello che hai dentro

(a una madre)


sarai o già sei musica e luce
se vivi per il bello
che ti fa vibrare le intime corde


pensi è un miracolo questo
fagottino che ti trovi in braccio
che dorme come un angioletto


nessuno potrà strapparti
il bello che hai già dentro


che ti supera

*

Per nascere farfalla

rivolti convenzioni
ti affidi all'inaspettato che
abita ogni tua cellula e sangue


rovesci il senso
del mondo: strato su strato
risali
cieli


per nascere farfalla

*

Due note (2)

due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno


inducono
a una mestizia
che non sai dire


come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà

*

Come monnalisa (2)

simile alla monnalisa
che il tuo sguardo segue se ti sposti


è musa risvegliata l'idea latente
che in modo misterioso ti prende
corpo e anima


allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio

*

C’è del buono

sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena


si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo


c'è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona

*

Nella tua continuità

ci stai ancora bene nel tuo soma
malgrado la spada di damocle degli anni
spiace un giorno
lasciare i cari libri e
l' "abitudine" alla scrittura


ma nella tua continuità
la mente espansa
avrà infiniti collegamenti e
sarai tu il motore di ricerca


sarai nel Tutto e tutto
è te -cos' altro più-

*

Frammento di stella

da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
"trentaquattro all'alba"
di giorni da sgranare


poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la vita


e
a reggerla tutt'oggi
siamo noi i bastoni
in un mondo dagli orizzonti incupiti

*

In un tempo sospeso

in un tempo sospeso
resta appesa la sillaba
a una goccia d' inchiostro


quella che non sai dire


che si avvita nei gorghi
dell' immaginario e si dibatte
per uscire da sé


il nudo respiro
lo avviluppa
un lenzuolo di sogni

*

Chi ci dirà

chi ci dice dove
sarà la nostra essenza


non lo sapremo
che di là


forse
spogliata dell' io
convoglierà nella memoria cosmica


dove arde il sangue
col palpitare degli astri
in un continuum di vita


cosa saremo
chi ci dirà?

*

Le isole del sogno

un certo alone di magia ti avvolge
ed è quello stato di grazia
che ti fa veleggiare su navi di nuvole
verso le isole del sogno


a risillabare
fonèmi e palpiti t' invita
la musa dai generosi seni


sotto una luna ammiccante

*

La rosa di sangue

in sogno spio se
riesce a passare "qualcuno"
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell'uomo


gl' insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché "non sanno"


sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza

*

Eterno presente

Lui il Giusto l' ha in tasca
la morte


dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste


di terra e sangue
anelito e cielo siamo


oggi è il sempre
eterno presente

*

Per stupirsi

per stupirsi bisogna
fermarsi


l'impossibile si fa
possibile


riconoscere ciò che sembra
umanamente assurdo:


l'anziana rimase
gravida - la vergine partorì


stupirti -
come sentirti


scricciolo sul palmo della
Sua mano

*

Dimentica

[mi giunge voce in sogno del Glorioso]


tutto dimentica come Io ho dimenticato


nelle tue preghiere mi supplichi
di liberarti dalle catene della carne
mentre urla il sangue
le "piaghe" in questo scorcio d'anni


e come può non accoglierti la luce
se tu da questa hai origine?


ti dico dimentica
i bianchi deliri della solitudine
i voltafaccia
dei giorni perduti


dimentica
come io ho dimenticato
sulla croce

*

Cadere dai cieli del sogno

cadere dai cieli del sogno
fino allo stato di coscienza
-che ha occhi per riconoscere
il frutto proibito


avanzare su filo teso
acrobati tra nuovi barbari
votati all'arrivismo
in un battesimo di deliri


cala il sole ingoiando i sogni
la concupiscenza va di fiore in fiore


la bellezza è sfigurata e
la poesia annaspa

 

*

Come nella prima luce (2)

diciamo che non sai
da dove è venuta l'origine
di tutto


solo che sei
orfano di Dio


dai voce alla notte
sognando di uccelli
che volano in fondo agli specchi


e ti avvolge la bolla
di un tempo non-tempo


come nella prima luce

*

Relativo il tempo

relativo elastico
il tempo -sovvengono
gli orologi molli- i tuoi busillis


aleggiano sul vuoto
annegano
nel sangue della clessidra


annaspi nella spirale
del tempo uroborico - idolo del nulla
il tuo io si frange negli specchi

*

Nel mistero lucente

non vedrai più per speculum
in aenigmate
assorbirà la tua essenza il Tutto


nel suo mistero lucente
sarai nella danza la danza
sarai sull'arcobaleno del cielo


sarà come abitare una casa sul mare


con lo stridio dei gabbiani e nel
sangue vivrà per sempre il fiore
della passione


ti sorprenderai
di aver contribuito a dare al mondo
la bellezza

*

No man’s land

ti lasci scivolare addosso
le avversità o le mille e una fake
news nonché le tragiche
morti per acqua


il movimento eludono gli occhi
di un volo
sotto una luna bislacca


sei terra di nessuno
dove non battono i tamburi del sangue

*

Lo spirito delle cose

quell' essere consanguineo
con lo spirito delle cose - non sai a volte
che smarrimento ti prende


vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l'indaco
del cielo


l'inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora accadere

*

Dall’inerzia

scuotersi dall'inerzia: vegliare
con le lampade accese
nel turbinio del mondo


olio non manchi della saggezza
mentre
come acqua di fiume scorre il tempo


a riva
non cali densa tenebra

*

Un ricco Natale

 


(essenza in fuga è il cuore
a disperdersi
tra luminarie ed epifanie del nulla)


mi sovviene quel Natale
che l' angelo si staccò da me
per chinarsi benevolo
sul derelitto sotto i portici all'addiaccio


fu il calore in quel giorno santo
a farlo sentire ancora
persona


["epifanie del nulla": espressione presa in prestito da un amico poeta]

*

La mano dell’angelo

(leggendo una poesia datata)


-ma è mia questa poesia?-


avviene che il sangue dirami
il suo flusso e il cuore
sia per un attimo terra
di nessuno


le immagini tornate alla luce
poco a poco
si fanno riconoscere


come rispolverate
dalla mano dell' angelo

*

Con gli occhi dell’ Oltre

con gli occhi dell' Oltre
ci guardano i morti


e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e


quale trave ri-cresce
nel tuo occhio


con lo sguardo dell' Oltre
ci vedono i morti


se stessi e i vivi
gli è dato perdonare

*

Sognai Atlantide

vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno-incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell'oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l'antica città sparì


solo un gabbiano planato
sulla bianca cresta laggiù
sembrava farmi il verso

*

A dare smalto a un sogno

silenzio allagato di luna - una
silhouette nella mente ondeggia
e gli arzigogoli
a dirmi vano
il ricordo sgualcito dal tempo


dalla foto color seppia
mi guardano
i suoi occhi velati di mestizia


-ah l'assedio degli anni
e il cuore
a dare smalto a un sogno sbiadito

 

*

La domanda

l'abisso capovolto della croce


duemila anni
e il grido vano lacera l'aria


"Padre perché"


sasso
gettato nel lago del mistero
la domanda


a toccare una
impercettibile
morte apparente

*

Quando l’angelo

quando l'angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-


aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)


sarà un capriolare
di dolce vertigine


come immergerti in una pace amniotica

*

Allo specchio

ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre


per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti


per l'uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia


intanto la luna
non più ispira rime e sogni


divorano topi famelici
la polpa del mondo

*

In bilico

giungeremo
nell'Oltre dove le ombre
parlano col vento


increduli e colmi
di lucente meraviglia - noi resi
impalpabili
essenze e vieppiù reali


tanto che ci parrà un sogno
l'aver attraversato
nella carne la morte


nel circolo del sangue
noi in bilico


un piede nel mistero

*

Di giorni a perdere

nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all'altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l'esistere sia
quasi finzione o sogno

*

Migranti

segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia


è stato un miraggio
la terra promessa


negli occhi pezzi di cielo
a dire l' avverso destino


resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore

*

Latitante la musa

sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire


"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":


questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico


tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa

*

Allucinogeni

stato d' incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce


l' anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno


breve estasi - amara
al "risveglio"

*

Così esiste la parola

così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei


prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi


fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito

*

Tutto è ancora possibile

ti senti altrove e il più
delle volte fuori dal coro


ti chiedi se -nell'ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso
qualcosa - vorresti allora
rovesciarti come un guanto


riconoscerti come il
fuori del tuo dentro


aprirti a un' alba che
diradi questa
corolla di tenebre


e sai che tutto
è ancora possibile

*

L’ego 2

non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d)io t' inchini


l' interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di cristalli


inutile imbiancarle
le pareti pregne
d' insormontabili retaggi

*

Anse d’ ombre

anse d' ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l'anima dissolta


sogno sputato
l'essere svuotato di forme


ad un cielo muto appeso il grido

*

Di luce e di sangue

sostanza
sei di luce e di sangue


le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com' è ogni ciclo in natura


ma eco
insopprimibile in te risuona
d'immortalità:


sempre a
superarti


a superare d'un passo la morte

*

Sogno daliniano

(splendenza rubata da un
non-dove -mi dico- questo


piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli
universi)


mi ero
annullato in pensieri allucinati e


in un abbaglio di figure


Gala e Mae West mi sorridevano
sdentate


[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]

 

*

Il rovescio

spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell'ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo


il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell'orbita
di cieli dell'Oltre?


il rovescio dunque
di questa realtà che ci appare
per speculum in aenigmate?


mi aspetto buone nuove
prosit!

*

Nei cieli di Torino

nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce


uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis


-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi


la metro e sei al centro
Porta Nuova la trovi
intasata di affaristi ed extra-
comunitari
un cappotto liso fa da coperta
ad un barbone e il suo cane


ad uno sputo è in sosta
una testarossa fiammante


tra i morti e i viventi
il mondo ha denti aguzzi

*

Nell’oltre

[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]


il tuo sangue spanto -Nina-
che intinge
di deliranti arabeschi le mie notti bianche


e quell' albero con i cuori incisi
a sopravviverti - le radici impregnate
del nostro amore


ma tu anima di stella
sei nell'Oltre

*

Senza titolo 3

un'alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore


usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di maeterlinck
in un cielo di vetro


da un luogo non-luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce

*

In questa vita che vivi

l'angelo veste una parabola
di carne


egli
la tua entità lucente
la tua statura


luce della vita messa negli occhi

*

Lista d’attesa

e siamo in lista d'attesa
dici con un mezzo sorriso
-dall'angolo del labbro la stessa
sigaretta mai accesa


anche vivere è un vizio che
-aggiungi scherzoso- ci dovremo
togliere un giorno


ed è umano chiedere se
possibile una dilazione al
Pantocrator


spiralante il pensiero - navigano
gli occhi in un mare
d'aria

*

I passi in cadenza

sei la mia spina
Rosa
pelle di pesca


ti elevi e danzi
sopra le nuvole
a corteggiarti le stelle


invidiano
gli angeli i tuoi passi
in cadenza


tra archi di luce

*

Ulisside

occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi


e
un'itaca lontana


esce dalla coda dell'occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero


ed è casa di mare
aperto
l'anima del viaggio

*

Autunno

amore vagabondo dicevi
di smemorate carezze
nei primi versi giovanili


perché poi vagabondo
oggi non te lo spieghi


tempo
uggioso diresti uguale
mestizia
a ottenebrare il cuore


ripensi con nostalgia
alle corse tra sciabolate di sole
nella verde età fuggitiva


autunno è la stagione dei morti

*

Hikikomori 2

stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto
così asettico e


ora non sappiamo dire
i ragazzi dove appenderanno i loro
aneliti


senza saper vedere
il giallo d' una foglia
raccogliere il grido d' un gabbiano


il virtuale li reclude
-hikikomori- nelle loro stanze
sempre più in tenera età


e il cuore annaspa


senz'aria

*

L’assente

è nella natura delle cose
-dici quasi rubandomi
luce dagli occhi-


che la foglia maceri rinasca
sul ramo e allo stesso modo
l'assente


ha il suo "posto" etereo e
d' un sangue e una voce vive
come invisibile radice

*

Orizzonti di palpiti

il cuore a specchiarsi nel grido
di luce mentre stormi
d' uccelli
disegnano asimmetrici voli


e
si mutano in forme d' animali
le nuvole


l' urgenza di ricreare orizzonti
di palpiti
su tela o bianco foglio


l' arte
è un viatico per restare
immortali

*

La scrittura

torna sulla terra
pensa alla
realtà degli ultimi ai
margini


i voli non fanno
per noi
lasciamoli ai sognatori


la tua penna sia invece un fuoco
a trapassare l'essere -voce
di chi non ne ha


e la scrittura


-angelo di giustizia- si elevi
in luce

*

Come nuvole pigre i pensieri

di quei momenti che
come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell'essenza del sogno


e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
come un arco nel cielo

*

In sogno

vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato
gli orologi molli danzare
mutando forma
i lunghi colli
di modigliani curvarsi
e gli uccelli di mantegna invadere
il mio studio
lasciando deiezioni


ancora intinto nel giallo
il pennello di kandinskji


[Opera di Dalì: "Cristo di San Juan de la Cruz", 1961]

 

*

Cosa vuoi ne sappia

(parla un agnostico)


tu dici
il sopra è il sotto citando I King
ma cosa vuoi ne sappia
di capovolti cieli e dell'essere
"rivoltato" a un colpo di vento


erudiscimi allora e dimmi
cos' è la verità tu che non
la ritieni un optional


io so soltanto di terra
e non ho baricentro


lascia perdere l'anima e dimmi
se qualcuno mi ha chiesto di nascere

 

*

In una sospensione lucente

dormire abbracciati -io che non
riprendo sonno-
il glu-glu-glu di colombi
sul terrazzo-


a inondarci la bianca luce
delle stelle che andranno a svanire


una mosca è il verso che mi ronza
in una sospensione lucente


sento che creando noi si viva
d' infinito

*

Le scale di Montale

quante volte ho sceso scale
pensando a "quelle" di Montale
-ancor giovane ti senti e il braccio
non l' hai voluto-


e quella certa luce a flettersi
sulla mia dolce indolenza
nel sentirmi chiedere che si fà
stasera


voglia non ho di uscire -ci assediano
gli anni- sediamo sui gradini
del tempo sotto una luna menomante

*

Sillabe

pilucca sillabe
la mia anima di carta

l'attraversa noetica luce


ammicca la musa nell'azzurro
dei miei vaniloqui


epifania di voli

*

Calvario

(a San Massimiliano Kolbe)


portavo le mie quattr' ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte


ti parlo
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti


ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi

*

Sperdutamente altrove

un intrico di rami
fitto a mo' di tetto -quasi
a contenere la dolce indolenza
d'un meriggiare montaliano


vastità di te solo
a spandersi
in un infinito galattico


saperti
così sperdutamente altrove

*

Dove l’angelo

un dove di trasparenza t'assale
ti entra nei sogni


azzurro soffio di vento
sul sangue psichico


luce ferita
dove l'angelo con ala pietosa


i crudi patimenti copre e il tuo cuore

*

Un arco sull’infinito

dal non-luogo che immagini
non potrai quel giorno
farci un fischio per darcene notizia


se sarai per davvero
passato a "miglior vita"
mettendo a frutto le esperienze
secondo gl'intimi
desideri irrealizzati quaggiù


e se vestirai un corpo
d'aria e sarai arco
teso sull'infinito

*

L’elemento celeste

tornerò ad essere pensiero espanso
quando dalla scena
sarò sparito
dove si curva all'orizzonte il mare


sarò forse atomo
fiore o stella e


in estasi


mi unificherò all'elemento che da sempre
mi appartiene

*

Sogno 2

è calda l'acqua dell'oceano
ove sono immerso come quando
ero nello stato prenatale


traquillo nuoto non ansia mi prende
anche se scorgo solo
davanti a me l'orizzonte


ed ecco
vedere venirmi incontro
i miei morti portati sull'acqua


e
madido di luce destarmi

*

Quella parte del mondo

[la sorte degli immigrati morti nel Mediterraneo]


è un presentito bianco grido
il cielo proiettato su
quella parte del mondo: un mare
tappezzato di cadaveri


agghiaccia il sangue mentre
la forchetta è nell'aria


o
non smuove la vista e
l'assuefazione è sovrana?

*

Due note

e come puoi oggi accennare
a quel motivetto che ti arrovella
se non è la mente
sgombra da impellenze che artigliano


restano due note nell'aria
monche
e il canto strozzato come d'un
barbagianni


mentre abita
il cuore
una danza di foglie

*

Il pozzo dei ricordi

come la volta celeste
s'immilla di presenze il sogno


in questa moltitudine
la tua
cerca il non rassegnato cuore


ma è beffarda sequenza
come seguissi
la velocità d'un treno


forse la tua figura è sepolta
in fondo al pozzo dei ricordi


da cui risale flebile
eco

 

*

Nelle nuvole hai casa

dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?


forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?


o
rivivi nel cuore
verde dell'acqua


che ti vide sirena emula del canto
di odisseo


-rapimento
dei sensi
che in sogno ancora mi seduce

 

*

Il grafomane

sei tu che graffi con la penna
questi fogli che raggricciano
come una bianca pelle


i tuoi quaderni riempi
per lasciare ai posteri parola di Dio
mentre qualcuno da lassù


guida la tua mano
a riempire fogli e fogli
come in trance


vivi di grandiose visioni celesti
e anzitempo contempli
di Dio il volto


[Jakob Lorber, si definiva "lo scrivano di Dio" - mistico e chiaroveggente sloveno, 1800 - 1864.]

*

Fedele alla vita

mia vita
senza rete t'appigli
alla Bellezza intaccabile


a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto


finché ti chiedi dov'è
lei l' irraggiungibile
non tutto è perduto


voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta - vita


fedele alla vita

*

L’inverno del cuore

[mancanza dello stato di grazia, ovvero aridità d'ispirazione]


sentirsi disabitato


simile a quell'albero nudo
da cui son fuggiti i canti


vivere
di stelle spente

*

E il vento s’impiglia

(soliloquio)


in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo


chi interroghi
sotto una luna menomante?


vedi


e se fosse soltanto un apparire
questa vita


protendimento di un luogo della mente


dove passano navi di nuvole
in sogno e figure
evanescenti e il vento


che s'impiglia in grovigli di foglie

*

La regione del sogno

la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell'ondeggiare di curve di luce


del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì


e ancora da questa


infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola


[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]

 

*

Inquieti fuochi

nuvole a stracci nell'azzurro
curve ariose di voli


vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra


ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione


inquieti fuochi son gli occhi dell'anima
mentre guardi
un gabbiano staccarsi dal tramonto

*

Sull’acqua

sul grande mare del sogno
veleggiano i miei morti
gli occhi forti di luce
con un cenno m'invitano
al loro banchetto sull'acqua
d'argento striata


m'accorgo di non avere
l'abito adatto
cambiarmi rivoltarmi
devo
vestire l'altro da sé

*

Eterno presente

kronos esce dal mare
prenatale


il domani è un imbuto
dove fluiscono gli oggi
coi sordi tamburi del sangue


dove in fondo
agli specchi annegherà la
realtà
relativa: lì il mondo che


si vede
rovesciato

*

Quel sentirti

può piacere quel po' d'intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s'intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei


poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada

 

*

Cuore di paglia

è dell'umano il tempo
non certo dell'anima e ti pare
d'esser sempre giovane anche se
vicino agli ottanta il fisico non rende


se cavalchi
un'emozione ecco spunta una lacrima
e senti capriolare
questo cuore di paglia


come un imberbe a prima cotta

*

Le mani affondi

in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all'angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all'alba svanire

*

Il grido 2

resilienza questo vivere
morigerato e anse d'ombre
dappresso dove annega il grido


sudate notti e sogni
scollati da grigie albe


e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti

*

Vanagloria

la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento

*

Fiume d’echi

rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante


anime siamo
che si cercano


fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d'amore

*

Di stagioni di sole

ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto


di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita


quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena

*

Forse una nube

(a Pierluigi Cappello)


mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa

 

*

Ulissidi

andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca


coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino


quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo


e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?


entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome

*

Più d’una vita

convivere con gli umori
di un corpo di morte


dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita


più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:


ogni passo ne perdi una piuma

*

In vaghezza di sogno

ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte - senti
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l'alba

*

Qualcuno ti conosce

-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi


ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli


davanti
a un pericolo mortale


un'invocazione ti salirà alle labbra?

*

Luce alta

luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel


un altro caffè
spezza la mattina -
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame


"Dio c'è" è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia


dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita

*

In te la luce

s'inginocchia in te la luce


ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme


a sorvegliarti è l'Occhio
interiore -
il tuo doppio di perfezione celeste


[dreamtime: il tempo della creazione]

*

Scorci di settembre

scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite


familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo


[mammone: in gergo è l'orco]

*

Cronaca

"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"


ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!

*

Eros e Thanatos

far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire


attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino


come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute

*

Sul cancello

drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto


unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra

*

L’asceta

è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura


il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta

*

Santiago

traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente


dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose


è quello stupirti
amando l'Amore


il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano


[percorso Fatima - Santiago di Compostela]

*

Memento

la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:


a ricordarci la bellezza


lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno

*

Seguendo l’ombra

i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è


la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo


mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri

*

Quel sorriso 2

senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno


l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia


ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue


e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare

*

Infinite vite

infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato


mai si chiude il cerchio?


è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu


non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi

*

Il grido 2

non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue


rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa

*

Casa di nuvole

a volte non è ancora poesia
ma la sua forma possibile


lasci che fluttuino parole
che essa prenda sangue e voce


ti lasci condurre e non sai
dove ti porti
-dimorerà
la poesia
forse in una casa di nuvole

*

Col tuo corpo d’aria

[A Mirta Rem Picci, 44 anni, suicida il 17.7.17, amica del poeta Raffaele Piazza.]


ti attirò lo strapiombo del vuoto
mentre mani cercavano afferrarti


un buco nel cuore hai lasciato Mirta
al tuo amorevole amico


ora
danzi il flamenco che amavi
col tuo corpo d'aria


e da un altrove "detti" poesie
quelle
che non hai avuto il tempo di scrivere

*

Nell’oltre

imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi


nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi

*

Tento versare versi

tento versare versi
sulla chiara facciata del foglio


"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa
son già qui arenato


potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno


pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire

*

Invettive

[a Padre Pio, tacciato di impostura]


una parola un fendente


minimizzi


l'orgoglio un ordigno
inesploso


carità
ti accompagnerà nella polvere

*

Fratto il tempo

fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda


il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi


l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce

*

Vive una luce

vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino


tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita

*

Su assonnate rive

su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati - non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue

*

Dietro un’alba cadmio

ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato
da duemilanni il suo pungiglione


dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne


l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova
la vita mangiando se stessa?


in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore

*

La cara musa (2)

 

giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara
musa latitante da giorni


intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante

*

Sprazzi di luce

non riesco a saziarmi di Te


penetri nella
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come
attraverso una smagliatura

*

Tutto è preghiera

una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza


la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode


l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange

*

Santo che soffri

Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti


t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se
di te facessimo a meno


l'ultimo giorno verrà
e noi perduti
perduti per sempre senza di te


Santo che soffri
che ci ami fino alla morte


[Il titolo è preso da Ungaretti]

*

Allucinogeni

corrono brividi nel sangue psichico

dentro l'occhio di Selene ondeggia
distorto volto d'angelo


bruciarla la vita sul filo
della notte liquida

*

Quell’età

siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo


"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo

*

Espansione

 

il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?


sognare è un po'
essere già morti


come
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella


appendice? o
espansione è il sogno?

*

Clown

la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria

 

l'ora si fà elettrica
nel cielo
di un capriolare d'umori

*

Ad altezze segrete

(volontariato)


spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze
segrete


sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita


lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso

*

Ricorda

[ispirandomi a David Maria Turoldo]


sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina


ma sei amato


immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia


ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido


ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza


pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere

*

Sic transit

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge


è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza


lo scheletro la trasparenza

*

La cara musa

ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa


sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare

*

Testimoni

di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra


vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire


-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani
di rosario

*

Dove palpita il sogno

da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo

*

Il là propizio

quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente


quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere


[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]

*

Complice l’ombra

non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola

ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente

dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali

*

Simbiosi

di notte sto bene con me e l'altro


sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno


come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte

*

Ed è sangue in luce

esilio di carne
anse d'ombre


ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli


a schiudere il giorno

*

Trasmigra il tuo giorno

compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?


lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"


-la vecchiezza un obbrobrio!


ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce

*

Se lasci che la vita

il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta


sembra imbeversi
del sangue delle sillabe


in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno


vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente

*

Sognarmi

sull'otto orizzontale
librarmi etereo


piume d'angelo a coperta
di cielo

*

Se qualcuno è a spiarti

lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo


corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi
evanescente


sogni
e sei sognato -
mondi speculari


vedi: se
qualcuno è a spiarti


non sei che tu
da un altrove

*

Fumatori d’oppio

figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio


e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole


visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue


Jonas
preso nella rete dei
fumatori d'oppio

*

L’innocente

già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"


ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale


dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente

*

Io sono il mare

danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine


poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso
profondità di cieli


verso quella
libertà che aneli

*

Mondo di luce

m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce

*

L’estro

rischiava la galera chi
procurava cibo
ai fantasmi era l'editto
del castello


pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"


o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro

*

Primavera canterina

di verde in chiome folte
natura si riveste


a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto

*

Elucubrazioni

dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente

è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare

liquida luce - oltre
la mente solo ombra o niente

*

Generazioni

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi


-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze


per le ginocchia aria di primavera

*

La grande avventura la vita

"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita


dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce
all'infinito


lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore

*

Fuoco azzurro

lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia


fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola

*

Sogno di Cupido

aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore


vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma


[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]

*

Le voci remote

un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis


Ghiorgos Seferis, poeta greco – 1900-1971

*

Primavera

si posano le uve dei suoi occhi
su silenzi sospesi
teneri corpi come giunchi
dondolano nella luce
sognando la vita altra

*

Liquida

è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo


alchimie del sangue
nel vestire la vita


il chi-sei
serpeggia
si morde la coda

*

Le voci remote

un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis


Ghiorgos Seferis, poeta greco – 1900-1971

*

Dietro il velo

splende rosacea luce
sulla bocca dell'alba


miriadi
di stelle nascoste alla vista


come la vita
dietro il velo della morte
-a cogliere
aneliti d'infinito

*

Acqua e memoria

in cadenza di respiro
acqua e memoria
siamo
scafi a solcare oceani
del periglioso esistere


su un vento salato
s'invola
la sacralità della parola

*

Arco d’amore

noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli


-frecce scoccate oltre
il corpo
dall'arco teso dell'amore

*

Fantasia

entravano nella cruna del sogno
salendo su per il naso
vele e gabbiani danzanti sulle creste
nei mari di Melville


era voce d'acque a lenire giorni
feriti
nell'anima a perdere

*

Distacco

ti fai fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di brezza

*

Velario

amare è fatica


caduta delle braccia


ma dal peso
mortale un cielo ci nasce


strappa dunque
il velario volgi lo sguardo
sul monte
al Cristo trasfigurato


agli ultimi
della terra

*

Vele di nuvole

escono fonemi
dal ventre della notte
quasi ectoplasmi
nell'alone di luna


saltabeccanti passeri
sbocconcellano
interpunzioni vaganti
con vele di nuvole

 

*

Parole

parole sulla bocca
dell'alba
in dormiveglia mentre
inizi l'interiore viaggio


cavare sangue
da neo-nate parole
in seno a un dio
non visto


dove sale la luce

*

Per volare

pensa: sono appena passato "di là"
eppure
non me ne sono accorto


vi si sta d'un bene ed è come
in un sogno
tanto ma tanto più vivido


ora
aspetto soltanto di vestire
un corpo fatto d'aria


per poter
volare

*

L’accumulo

ti preoccupi per il vestito? e
per l'oro nei
forzieri dove urlerà
la ruggine?


la so quella certa
malattia contagiosa
serpeggiarti nel sangue


guarda i gigli
del campo - Lui dice


e
ti senti come chiuso
all'angolo


Lui: ti fidi?


mai hai visto un sì benigno Cielo

accoglierti

*

Verità

non scritte sull'acqua
le mie parole


pure mi nascondo
come l'inchiostro simpatico
mi paleso a chi mi sa
leggere tra le righe


sarebbe
dare perle ai porci
uno sbandierarmi ai quattro venti
per chi è sordo
alla stregua dei potenti

*

Scrivi sul vento

non vedi di là del tuo naso
se ridimensioni la trave nell'occhio
dove l'ego veleggia
per terre di conquista


corri sul filo di abissi
di vanagloria


il tuo sogno
cattedrali di nulla


girasoli accesi ed arco-
baleni pare t'invitino
stolto che te depredi
del bello


metti in tavola
pane e rancore


disamore scrivi sul vento

*

Dove nasce una poesia

non puoi sapere come e dove nasce
una poesia - arco
teso dell'essere che


sulle ali del vento
corteggia il sogno e
pentagrammi disegna


mentre la Musa
come una Venere
esce da un bagno di liquida luce

*

Da un altrove

a volte la tua vita la pensi
come fosse
in mano a un vento che t'avvolga
in un mantello di luce


tu che in azzurre volte
ti perdi: dimmi cosa
senti da un altrove?


forse
lontananza che richiama
un altro Sé?

*

Palpiti

la parola graffiante
ferita viva lascia nel bianco


l'anima in luce
di sangue
si china sulla bellezza
mentre
rossi palpiti annoda
un navigar di vele
sull'aperto mare del sogno

*

In magico defluire

peschi un verso dal fondo del tempo
tuo non più tuo
come una matrioska altri ne nascono
in magico defluire


non sai mai dove
ti porta poesia


altri ne scaturiscono che
da dentro premono
spingendo contro il costato
grembo dove sosta un dio minore


e devi gestirne
l'impeto di sangue e luce

*

Nel sangue della parola 2

ti fai strada nel sangue della parola
al primo chiaro con la luna
che spiove sui tuoi fogli


d'indicibili fonemi s'imbeve
ora la nuova fragile
tua creatura

*

Cavalli di nuvole

i primi smarrimenti: quando ti sembrava
dovesse cascare il mondo
-disegnavi angosce o voli
pindarici nell'aria


da una feritoia ti guardava
un pezzo di cielo
-tu ragazzino -ricordi-
rifugiato in una baracca
a smaltire l' "onta" di una derisione
non sapendola costellata di prove
la tua stella


intanto
cavalli di nuvole
a sequenza
dicevano la vita leggera

 

*

Sillabe

(visione)


mettere ordine
nei cassetti della mente
non trovare una pagina volata chissà
vedi rotolano giù
dall'emisfero destro parole ubriache
mentre sul bordo
delle orbite
piccioni piluccano sillabe s-cadute

*

La slavina

perla nel cuore del Gran Sasso
il "quattro stelle" non esiste più
ghermito dalla mostruosa
mano di ghiaccio


meglio la sorte dei sopravvissuti
ti dici
e ancora sperare
sotto la neve una voce udire
pensi ai familiari perduti
deglutendo caffelatte e lacrime


[tragedia del 18 gennaio 2017]

*

L’impronta

ricominciare da qui: dove l'occhio
del cuore
segue la curva della luce


dove si schiude la rosa
tra cristalli di gelo -mentre
lasci l'impronta del "fare"
anima


ti fondi nell'azzurro
rapito dal canto di Silesius


[Angelus Silesius - 1624-1677 -; poeta e mistico tedesco.]

*

Dietro il viola

non hai un appiglio
mentre
a superarti è una luce blanda
anneghi in un mare vasto
di ossimori
come un film sfocato
questa vita in controsenso
quasi una
finzione o solo
apparenza
dietro il viola della memoria
affondano nel nulla i tanti io

*

Estasi


[gli ultimi giorni di Paolo (Saulo) di Tarso]


ovunque mi seguivano i tuoi occhi buoni


l'anima
affacciata sul Tuo sangue lucente
ha danzato per il tempo che restava

*

Un’ala d’angelo

propedeutico è l'abbraccio
bellezza nell'umano
che schiude mondi ignoti


un'ala d'angelo vibra
sulle schiuse labbra
a sigillare nuova vita

*

I sogni alla deriva

insieme a questo corpo
vedrò staccarsi i sogni -quelli mondani
su vascelli di nuvole-
andare alla deriva
sopra un mare che più non m'appartiene

*

A specchio di cielo

fraternizzo con Campana
se anelo al silenzio
in un gran porto chiuso ai mali
del mondo


dove a specchio
di cielo sia riflessa
unicamente la bellezza


[Dino Campana, "Canti orfici".]

*

Delta

dove è grido rappreso
la voce del deserto


si dirama l'essere
aprendo
di solitudine le braccia rotte

*

Chi può dire

[a un ragazzo degli anni 60]


non certo beata
gioventù
-chi può dire
cosa s'agita in un profondo fitto
di grovigli freudiani


volevi uscire da te
ti attrasse il salto nel vuoto


"non entrambi i polsi legati
un'intera nottata a fissare il soffitto
no non faccio del male ora
neanche a me stesso"


poi il fiotto di luce
a investirti
e le venti candeline -simboliche- da spegnere
non era l'ora che partissi dal mondo
quel mondo che ancora ti chiamava
nel suo grembo di cenere e oro

*

Spalliera d’aria

s'adagia ad una spalliera d'aria
l'anima monca


in occhi verdecielo
una luce analfabeta


invertigina l'essere in questo
slontanare


ma il nome è da sempre
nel seno di Dio

 

*

Non domandiamo

non svegliamo le lune di vetro
assopite
nella valigia dei nostri spostamenti


da dietro il velario
esse non sanno
dirci se siamo assoluti


non domandiamo


tantomeno alle stelle
a sbiadire nella prim' alba


e noi
nomadi d'amore
non si sa dove poggiare il capo

*

L’essenza

inadeguati noi
gettati nel mare-mondo
legati ad una stella di sangue


noi siamo l'alfabeto del corpo
che grida
il suo esserci


noi essenza degli elementi


appendici della terra


labbra del cielo

*

Nulla si perde

se
di sé
fu a innamorarti
una melodia ora smarrita
nel tempo


vedrai tornerà -
sì tornerà all'orecchio del cuore
viva come allora
valicando gli anni alle spalle


pure
ogni essenza potrai ritrovare
che ti appartiene
varcato che avrai il muro del tempo


come l'odore della salsedine
del legno bagnato


o -sublimati-
quelli della pelle
dell'amore

 

*

Levante

[leggendo David Maria Turoldo]


quanta pena
-Cristo- per togliere
il pungiglione alla morte


quando
si apriranno i cieli


e l'alba
per noi sarà luce
frontale?

*

Nella pienezza


asessuato angelo
dall'immarcescibile aureola
so chi sei ti riconosco
venendomi in sogno
angelo mio specchio
io di te riflesso
nient'altro anelo
che riunificarmi
a te nella pienezza

*

Qui da dove guardi

gratifichi la stima
di te con un éclair
insieme le ingoi
quelle morti per acqua
tutto già visto già ingerito


pure
cos'è che d'irreale aleggia
nell'aria vitrea qui
da dove guardi
giro piatto d'orizzonte

*

La svolta

impalpabile
mistero è a volte la vita
come il sogno
coi suoi criptati messaggi
da decifrare


ti senti pedina
sulla scacchiera
in un magico sincronismo


ed è la svolta
che poi
ti rivolta la vita

*

Dell’eden

proiezione sei e lamento
come d'animale disperso


a trapassarti una spada di luce


riflesso di Vita vera
se dell'eden
ti abita solo
quella vaghezza come in sogno

*

La grande avventura la vita

impastato di sole tu
senza paese
di terra e cielo sei
ricorda ti veste dignità


ancor giovane hai braccia
forti
per capovolgerla la vita
esci dall'inedia solleva
sulle larghe spalle i tuoi figli
fagli scoprire
gli orizzonti
dove grida la luce

*

Ulisside

ordito del tempo-maya
isso la vela
per terre
in sogno intraviste
risillabando
palpiti di soli
miraggi d'eldoradi
-la prua che fende
le onde
esce dalla coda dell'occhio

*

Come ostia di luce

[Ai martiri della cristianità, che hanno combattuto la buona battaglia.]


irta di rovi
la "parete" inclinata del cielo


vi lasciaste brandelli
d'anima e pelle
ora
il sangue a fiorire
come ostia di luce

 

*

Chissà forse una nota

un rebus di parole
frammenti
di nonsense emersi
dal sogno non del tutto svaniti
tentare di farne una
poesia?


ma è come volere
estrarre sangue dalle pietre


quel gabbiano che ora vedi danzare
sulla spuma dell'onda
-non certo uscito
dal tuo sogno-
chissà non ti porti nel becco
una felice nota

 

*

In sogno

si amalgama il sangue
con alfabeti d'acqua
se inattesi
risalgono
dal mare i miei morti
nell'alone di luna

 

*

L’angelo

(conversione di San Paolo)


l'angelo sognai
sulla via di Damasco
aprirmi l'altra faccia del giorno
caddi bocconi in estasi
vedevo gli alberi camminare
tutto il mare
in una brocca

*

Quel sussulto del sangue

come
non trattenere il muto grido che sale
fin dal midollo delle ossa
per te Nina ora come stella
del cielo
come quel sussulto
del sangue a non espandersi
in vasti echi
contro muri di cristallo
in questa solitudine che artiglia


morta in me l'attesa
e il giorno azzurro
e il vento e l'odore di te
oggi
che del sangue sei grumo raccolto

*

Hitchcock

mi ha squarciato la carotide
un solitario uccello nero
sparito poi alla vista
nel cielo di cobalto


distratti mi oltrepassavano i passanti
mentre mi dissanguavo


sul marciapiede
il sangue disegnava arabeschi
del sogno
-degni
del genio di dalì

 

*

Casa di riposo (2)

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza


la nuvola
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore


là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno - gli alberi
orfani di foglie e canti

*

Il Grido

non altro che
raccogliere su foglio
il Grido l'amaro
sangue -morte per acqua-


parole a segnare
vergogne


dall'alto spettrale
silenzio su vite
lacerate

*

La tua vaga essenza

tocco in sogno la fiorita
riva delle tue braccia:
è una dolce pena questo lieve
sfiorare la tua vaga essenza
a un lunare complice chiarore

*

Nomade d’amore

gli occhi luccicanti
delle finestre
contro la lavagna della notte
che disegna arabeschi
di mistero


dove ti porta il filo
dell'immaginario o del
sognare


dove
questa strana ma feconda
inquietudine
serpeggiante nel sangue
tutti i libri letti i mari
solcati -odisseo tu
nello spirito- dove
questo cuore nomade
d'amore
ti porta

*

L’accumulo

Tu non persegui
chi usa bilance false
lasci gli si ritorca
l'ingiustizia e l'oro
diventi capestro o ruggine


ahi l'accumulo
cui spezza il cerchio
la morte

*

Un secchio di stelle

un secchio di stelle
acqua e pensieri
ondivaghi e le stimmate
di te
nella memoria come sangue
rappreso


nel fondo a ravvivarsi
ali
e venti aquilonari
l'ingoio di soli su orizzonti
di fuoco

*

Nei miei sogni

c'è un donnone nei miei sogni
mi perdo fra le sue grandi mammelle
piccolo piccolo mi faccio e
come scricciolo
mi c'infilo
nel suo caldo grembo


al riparo degli tsunami del mondo

*

Ulisside

(l'ispirazione)


prende forma la vela
dalle profondità inconsce
la governa ulisside
o forse si lascia guidare


sull'infinito mare del sogno


speculari all'acqua
emergere vede parole


il fonema del canto
su curvature di luce

*

Il saluto spezzato

[11 settembre: a 15 anni dalla strage]


tutti ricordano dove si trovavano
in quei fatali attimi
quando il cielo si oscurava
ingoiando cenere e odio


tutti
ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto
-uno per tutti la mano levata
quel saluto spezzato


come il battito dell'ora in cima
alla torre


come il pulsare del cuore
straziato

 

*

Il tuo volare alto

l'anima spando sulla terra
a ricambiarmi una solitudine
ampia come il cielo


mi appresto a gran passi agli ottanta
e ancor più poesia ti canto
-del mio sangue azzurra ala


ai confini della sera in quel
farneticare che richiama la morte


il tuo volare alto
come preghiera

*

Poesia-finestra

dici poesia intendi finestra


affaccio dell'anima
bagnata da alfabeti di lune


è finestra su un mare aperto
poesia


per l'orecchio del cuore-conchiglia

*

Lo spazio d’un soffio

schegge di voci
di abbandono


il pallore di luna riflette
nel bicchiere luce ubriaca


occupi
lo spazio d'un soffio


in fine consegnerai
il nome

*

Un cielo bianco di silenzi

(L'ortografia)


punto sul vivo
da strafalcioni
anche il foglio sembra aggricciarsi
attraversato da una fuga d' immagini


in un bailamme di fonemi -dalle acque
del sogno a risalire strambe
parole nell'aria di cristallo-


illividisce
un cielo bianco di silenzi

 

*

Isole

concatenarsi di sequenze evanescenti
sognare di te tu di me ma mai
questi mondi paralleli s'incontreranno
li inghiottiranno onirici buchineri
così le nostre vite
trasversali un fondersi di corpi
ma isole
gli universi dell'anima mondi
di celeste fuoco che si sfiorano e
mai
combaciano

*

Stanze 2

le notti inzuppate di sogni
quando
nonsense veleggiano
sulle ondivaghe acque dell'inconscio


o ti vedi seguire
una successione di stanze
e ti perdi e ti ritrovi
in un'altra realtà-sogno o dimensione

*

Luce e ombra

se posso
mi cerco un posto all'ombra
-non m'ispira il tipo lucertola-
ti guardo attraverso gli occhiali
scuri mentre leggi per ore
distesa su uno scoglio


ha un che d'incantesimo
questa sospensione palpabile nell'aria


linea d'ombra e luce
a separarci
ma metti i tuoi ridicoli puntigli

*

Prima del gesto

(altra visione di Giuda)


ti saresti ubriacato col prezzo del sangue
soffocando nel vino
quella lacerazione infinita


ma avresti solo ritardato la fine


prima del gesto estremo
scacciasti via da te quella luce
a guisa d'angelo


non potevi saperlo
eri scritto nel Libro per un ruolo
ingrato
-sulle labbra ancora il fuoco
del bacio


[Giuda Iscariota, secondo Giuseppe Berto, nel romanzo "La Gloria", aveva una missione da compiere e non è morto dannato.]

 

*

L’albero di Giuda

tagliando per la pianura
non trovavi più il cuore


sulle punte delle stelle ti volevi
trafitto
e il sangue quasi ricamasse
una scritta ingloriosa


ma il tuo albero
ecco venirti incontro


e già il cappio
vederlo
-sinistro

*

Conosco le voci 2

(a tutte le vittime per la giustizia)


conosco voci che aprono strade
di libertà e amore
conosco i nemici della luce
che aizzano i cani neri della notte
lacerando i sogni di nuovi mattini


conosco i nomi
dei poeti assassinati
che dal sangue han levato la voce
-i loro j'accuse
come lingue di fuoco


conosco la "fame" dei senzavoce
il profondo dove si apre il grido

*

Associazioni

i nasi all'insù contro la luce
livida d'un cielo che non promette
un rondone rimasto impigliato
chissà come sbatte furioso le ali


strana associazione
d'idee se va la mente
al 'falco alto levato' di Montale


[Le parole virgolettate nell'ultimo verso sono tratte da Ossi di seppia, 1920-1927.]

*

Del sogno

linea di divisione
-luna del sangue
a ricreare ancestrale
luogo-non luogo


ectoplasmi


-cerchio del sogno


asimmetrico volo

*

Migrante

il ragazzo lasciato bocconi
sull'arenile
sembra dormire
avvolto dal manto della notte
gli lava dalla salsedine
la parte del viso
un cane randagio


ora non sentirà più i morsi
della fame


è sazio di cielo


sul corpo un fremito di stelle

*

Vertigine

'donnez moi
dammi una scala per il paradiso'
dicevo
in dormiveglia e ancora
quali nonsense
aborti di parole frasi
sconnesse


strascichi
bave


era uno scivolare
in me senz'appiglio


come
affetto da demenza
senile o
scoprire in me il bimbo
accoccolato nella mente

*

Nero della notte

(a un dissoluto)


punto di non ritorno?


quale
sprofondo ad accoglierti


non sai più
chi sei
dentro giorni perduti


ah ti trapassi una spada di luce
ti canti nel sangue
un angelo
che ti aiuti a grattare il nero
della notte


a sollevarti
dal tuo sudario
di morte

*

Fame

tutto relativo
non Dio
non la fame


ho visto un'ombra
aggirarsi tra i rifiuti
non era un cane randagio
era
un uomo


pro(re)gresso?


la giustizia
artiglia urla
fame di Dio

*

Mimesi

icaro e le ore
acrobate
dove spegnere
inconfessati ardori


il "grido"
espanso
che nell'aria trema


l'angelo
è di cenere

*

Libro di poesie

aspettare per farne
-forse- un "mattone"? o subito
licenziarlo
libercolo smilzo?


alle spalle
l'assedio degli anni: mi spingono nella
strettoia -o foce-
dell'ignoto


gioco
col tempo che resta
a sfidare la morte


visti non visti
i giorni
sciabolate di luce


a sfogliare mesi anni

*

Quella sospensione

non già l'appagata
sorpresa ma in vita
tenere l'attesa
cullare
il desiderio
-avrebbe forse
sentenziato il saggio
de 'I Ching'


sentire nelle vene
serpeggiare
il prolungarsi d'un'attesa
lancinante ma dolce


trattenere quella
sospensione lucente
simile a stillicidio
che scavi la pietra


I Ching - Il Libro dei Mutamenti

 

*

Creatura di sabbia

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido


Sogno sono di me


io creatura
di sabbia

*

Fiore di poesia

'lo gnaolio dei gatti
in amore tra gugliate di luce'


belli sti versi
che leggo sorseggiando
un drink ma dove
vai a parare me lo dici?


timore della pagina bianca?


scandagliare devi
macerarti
immergere le mani nel sangue
a far nascere nuovo fiore
di poesia


musica
che arrivi al cuore

*

Dall’immagine infranta

(a Danilo Dolci)


risalire dall'immagine infranta
-quella dopo
la caduta-
dove è voce
del sangue la ferita del cielo


limare le parti
non combacianti
con la figura del divino


innamorato
dell'uomo nuovo
tu guardi al bambino


che tende
le prime radici nell'aria

*

Inanellati aleggiano pensieri

(la fatica dello scrivere)


inanellati aleggiano pensieri
si frantumano ri-compongono
tu aureolato di fumo
a lasciarti corteggiare
dal misterico chiarore d'una
complice luna


rima sì rima no baciata o
interna e che suoni


un corpo-a-corpo con la parola


intanto


di Selene un dardo
il foglio trapassa
dove ristagna esangue
poesia

 

*

Distacco

giungere dove ogni
linea s'annulla
un brivido bianco
e sei altro


fiume
che perde nel mare
il suo nome

*

Infinitudine

parabole di carne


siamo archi tesi
nella mano
dell'eterno presente


noi
nel divenire appoggiati ad una
spalliera d'aria

*

Cospirazioni di Altrove »
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*

In sospeso divenire »
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*

Gl’ intoccabili

sì onorarli
i morti che
ci perdonano con un velo di pietà


quelli che sognarono
il loro eldorado
ragazzi degli anta presto
dipartiti


ora di qualcuno
d'essi verrà detto
era un pezzo di pane
-anche se di certo avrà
portato con sé i suoi scheletri


o si saranno nell'altra
dimensione dissolti

 

*

Brandelli d’amore

falesie di pensieri
tesse ragno di luce


vertigine: come
sarà senza il corpo
-serbata la vita
nella Pietà del sangue


solo espanso
pensiero saremo?


ci consoli certezza
di portare in salvo brandelli
d'amore

 

*

Dell’indicibile essenza noi sostanza e pienezza »
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*

Quell’onda che ti tiene lieve »
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*

Il sogno di Dio

in seno a cieli
di cui non è memoria
assai prima del corpo
quando già da sempre era la Parola


il sogno di Dio


il Suo soffio


poi la fatidica
domanda “dove sei
Adamo”


e furono
i cieli
capovolti

*

Nell’uno

dal Tutto
ritrovarsi nell'uno
a vivere il sogno della carne


il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi


lacerato dalle lancette
d'un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

*

Momenti

di cos'è fatta la vita-energia
se non di momenti
rallentati
-per cui è un girare in tondo
su te stesso


o forse
di virgole di sangue
e amore
rapprese in un grido
sul vetro del cielo

*

Di qua del velo

(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)


di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno


nella palpebra del sole
un embolo d'ombra dimora
che insanguina il vento

*

La casa delle nuvole

ha bisogno di manutenzione -sai
per produrre versi come miele
-vanno oliati gl'ingranaggi
verificata la tenuta
perfetta dell'ossatura
l'efficienza della struttura


tenerla in ordine come
un condominio


ma tu la ritieni come fosse
di proprietà esclusiva:


contenitore di sogni
è risorsa a cui chiunque
può accedere -ti basta?

 

*

Il sogno di te

in una sospensione lucente
ride la tua immagine d'aria


nella fodera del cuore
ho intagliato
il sogno di te


sulle ali del vento le parole
che ti dedico

*

L’abbraccio

(in dormiveglia)


si concentra ed espande
l'amore in quel vivere-morire
delle prensili braccia
sospensione apparente carne e cielo

*

Farsi infinito

in apparente spaziotempo
un infinito sospeso


-sogno fatto
carne


la vita è alfabeto del tempo
da sillabare
vuoto di forme - ombre


nel bianco respiro
dalle labbra quest'anima s'invola

*

Epifanie

vita che si guarda
vivere e ci guarda
vita che si pensa ed è


-riflessa vita che
apre la fronte del mattino


ed è esistere
nel suo ricrearsi


epifanie

*

L’Albero

di Te
il dito
la saliva il fiato:


ri-fiorire vita
in cuore disabitato


e gli esecrandi
crimini? non
ricordi


dal sacrificio estremo
l'Albero di sangue
si è ingemmato


sopra uno
sconquasso di secoli

 

*

Presentire

finirà qui tutto
il visibile
-col panorama dei sensi


a sopravviverci voce
di sangue in un non-tempo
inconoscibile


l'astronave-di-luce
tra cirri e nembi e corpi
celesti

*

Angeli caduti

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete


ora
non sanno più chi sono


presi nella ruota
del tempo
mendicano avanzi di luce -
curano
le ali spezzate


per risalire nell'azzurro

*

Dell’ indicibile essenza

dell' indicibile essenza
noi sostanza e pienezza


solleva l'angelo un lembo
di cielo:


in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce

*

Nel paese interiore

nel paese interiore
eiaculo i miei sogni -
vivo una stagione
rubata al tempo -mimesi
icariana sul vetro del cielo-


nel paese interiore
brucia il mio daimon
di febbre e di luce

*

Un dio cibernetico?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
-ma la notte del sangue
conserva memoria di volo


vita
sovrapposta alla sfera celeste
regno d'immagini
epifaniche


emozioni
elettroniche


eclissi dell'occhio-pensiero

*

L’esistere specchiato

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte


ma a te presente
il Sé -il celeste- l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere


un mondo in un altro


Le nove porte: gli orifizi del corpo secondo la Bhagavadgita

*

Senza titolo

fine del giorno
inargentata sul mare
-negli ultimi guizzi
di luce palpita
il cuore delle barche


e la vita? si perpetua
-la vita non può morire


impregnata fin nel verde
dei frondosi rami
casa degli uccelli


la casa è il secondo corpo
-così
strato su strato
i malli dell'anima


questo mondo
l'altro
-da cui beve energia

*

Se segui la pista

raggio nella carne
l'altro che di te
preesiste


è avvolgerti d'ombra
il suo ritrarsi
se segui
col lupo
la pista del sangue

*

Le vele

le vele le vele
decantate dal visionario di Marradi
sui verdi mari del sogno
dove prende l'anima il largo


bianca schiuma ti spruzza
chiarore selenico
dipinge di poesia il cielo


Dino Campana, poeta, di Marradi – 1885-1932

*

Come lo stelo

(Giovedì Santo)


primavera ha le mani
piene di fiori
ma come lo stelo
il cuore mio si flette
in arida aria

*

Levante

levante del cuore dove
rinasci


la mente in espansione
la tua
empatia
tutto un mondo che trasloca
nel lasciare la casa del corpo


la penna tuo viatico
vita a fiorire
in un mare d'amore-endorfina

*

Angeli di carta

gli occhi un po' stanchi
vedo nel mio cielo volare
gli angeli di carta di Rafael
mi pare udirne
il profumo i celesti canti


oh mi vengano in sogno
queste creature fiammanti
le fraterne ali
a coprire
le miserie degli umani


Rafael Alberti, poeta spagnolo – 1902-1999

*

Nel giardino d’infanzia

risalgono dal cuore giorni analfabeti
a dire l'urlo della rosa
l'insaziato stupore


e i me stessi
a spiare
dalle crepe dei muri o
a giocare tra losanghe di luce


in un tempo che lento rimonta

*

La vita nascosta

(Pasqua di Resurrezione)


in seno a cieli di cui non è memoria
dove nessun grido resta
inascoltato
è la vita nascosta


percepisco
il sangue mio elevato in fioritura
da acqua e luce primaria
benedetto

*

L’ombra 2

meridiana a perpendicolo
poi eccola s'allunga
l'ombra oscuro specchio
che mi ripete
si spezza allorché riflessa
tra pigre nuvole nel lago

*

Farsi ulissidi

ancora sorpresi dalla vita
ci trovi la morte


vivi
delle prime nuove
come nell'età
impastata di sole e illusione


o farsi ulissidi
nel ricucire vele
per respirare il salso
di aperti mari

*

Rosa di paradiso

Tu fiore del mio sangue
dal profumo rosa di paradiso
perdonami se non c'ero quando
m'imploravi "Eli Eli"
ma si doveva sostenere
la lingua della Parola


e Tu
occhi rovesciati
chino sulle miserie
abbracciassi dalla Tua croce il mondo

*

Briciole di poesia

anima
casa di mare
dove a frotte s'annidano
gli uccellini azzurri di Maeterlinck
a ispirarmi l'abc del sogno
a beccare briciole di poesia


ferve nel tuo cielo
un volteggiare
di fòsfeni ed ali


Maurice Maeterlinck, poeta e drammaturgo - 1862-1949
[Nella fiaba teatrale L'Oisseau Bleu (1909), ciò che rappresenta l'Uccello Azzurro è il segreto delle cose e della felicità.]

*

Le vele del sogno

me ne andrei quasi di soppiatto
alle prime luci
mentre si fredda la tazzina
mai portata alle labbra


entrerebbe il vasto orizzonte
nei miei occhi azzurrocielo
il mare aperto
nell'abbraccio
delle vele del sogno

*

Nell’infinito di noi 2

il tuo volteggiare Nina
nelle stanze viola della memoria
-dicevi il reale non è fatuo
apparire o entrare nello specchio
dell'essenza evocando
palpiti di luce
di un tempo senza tempo


noi dal celeste palpito
dicevi- qui siamo
affratellati nel sangue
con la terra e la morte

*

Il figlio

non più carrube Signore
torno a casa


non più miraggi
d'eldoradi


sì torno a casa
all'amore totale


indegno
sia io sgabello
ai Tuoi piedi

*

Radici di cielo


ondivago in te l'oscuro
l'alterego che insaziato nutri
albero capovolto che geme
con radici intricate di cielo


ma è un esplodere di vita
l'aprirsi
del fiore

*

Una giornata di

suvvia eccedi
a chi pensi
dare la colpa
come si dice è stata una giornata
così


esageri se pare
ti si spalanchi
d'instabilità un baratro
viola in fondo agli occhi

*

La misura del sogno

avevi l'occhio lungo tu
nel dire che la vita ricalca
le orme dei passi


altro sangue i destini
che ci unirono


sai:
nelle acque della memoria
oggi di te non cerco
che la misura del sogno


nell'ondivaga luce degli occhi
trasparenze

*

Divagazioni

non vai da nessuna parte
quando dici
non siamo che manichini
in mano al destino -ce lo facciamo
in parte noi stessi


dovresti sapere che la vita
ha in tasca la morte e l'occhio
lungo oltre l'umano
orizzonte


in cospirazioni del nascere


come il puzzle di parole
neo-nate
a cui hai sospeso il respiro


custodite
in segreto
in luminosa nube

 

*

Complice la luna

entrare
nel labirintico specchio del sogno
dove inconfessate brame
si librano sul filo
di acrobate notti
complice una pettegola luna

*

Vita contromano

(a James Dean)


il gesto del cogliere
la rosa sul filo del burrone
dove palpebra la luce
lo strappo
nella rete la smorfia che tradisce
quel mordere intestino


l'apparirti anamorfosi il mondo
che ravviva
non sai se deliri o sogni:


del tuo essere "bipolare"
ottenebrato splendere

*

Sinergie

sognare
immerso nell'azzurra luce
il sogno sono io disincarnato
che prove di volo inizio
falena contro il soffitto
col sembiante del fanciullo luminoso


ah quel senso d'onnipotenza
nel guidare
me stesso entro la via regia *
vedermi ospitale
dare udienza ai miei morti
che risalgono pare
dal mare
per "incarnare" il sogno


* definizione di Freud del sogno

 

*

Allunate derive

visioni aprono varchi
nel cuore ove fanno eco
i ricordi e allunate
derive trattengono
vibratile fiammella


resta indefinito
sogno o piuma di nulla
misteriosa fanciulla che si piega
nello specchio

*

Guerriera di luce


(a Santa Madre Teresa)


toccato dalle tue scarne mani
il derelitto
come angelo passava nell'aria


guerriera di luce tu
ultima tra gli ultimi
facesti tua
del reietto la dolorante carne


il tuo annullarti
consegnato alla sacralità del giorno

*

Dal principio Qualcuno mi sognava

la mia essenza
si specchia
nel bianco di cieli anteriori


dove
a iniziare voli
in un battere d'ali fuggono
piccole morti


e ad abbracciare il sereno
quel ricucire strappi
nell'azzurro


io sto da sempre
nella scia d'infinito nascere

 

*

L’essenziale

molto dire con poco
degli elementi solo
un accenno come una
pennellata
lasciare immaginare
-l'acqua che canta alla fonte
lo specchio del ghiacciaio che acceca


non è detto potresti rinvenire
come in sogno lucido
tra il soffice manto
il messaggio
di quel saggio abitatore delle nevi

 

“per una vita proba
l'essenziale”

 

*

Le tue case di vetro

(ad Antonia Pozzi)


vi specchiavi la verde età
fuggitiva
dipoi a trapassare i vent'anni
la freccia di cupido


ti abbeveravi nei cieli
di Poesia
dove ora svolazzano
senza tempo
bianche colombe le pagine
di vita


vergate fitte
al rango di passioni accese


[Luoghi dove ha soggiornato o abitato: Misurina, Pasturo, Milano.]

 

*

Nell’armadio

a volte m'invita a visitarlo
lo spolvero lo lucido e
grato mi si apre in un sorriso
tutto denti
m'improvvisa una danza


indossa una maschera per
l'occasione


si sente solo
quando
le volte non lo considero
lo sento frugarmi nelle viscere
nutrirsi del mio sangue


fortuna ch'è un tipo da
acqua in bocca

 

*

Così la vita

sprovveduto senza guardia
andavi giù al primo colpo
quello non previsto
neanche dall'oroscopo

groggy ammaccato
ti avvitava l'umana giostra
come rivederti bambino
tra la folla la volta che
t'eri perso

così
a portarti in giro
su piani inclinati
la vita

*

Una certa luce a flettersi (2)

una certa luce a flettersi
nella dimora della mente:
quel tuo ostinato cercare
tra i naufragati ricordi
il volto amato
reciso dalle forbici del tempo

nell'assedio degli anni
oggi ti sorprendi
a dar corpo alle ombre

di fantasmi inanelli il tuo presente

*

Come monnalisa

dove trovarti nudità
di poesia tu assisa nell'olimpo
degli aedi
abiti forse nel puro
sguardo del neonato o nel bagliore
della lama
uscito da una novella di borges


imprendibile sei e sdegnosa
mi segui come lo sguardo
di monnalisa
esci dal quadro e
sguinzagli i malcelati sogni

*

Il filo dei ricordi

aprire a ventaglio la mente
su pindarici voli e lucidi
sogni


vi ci trovi tra vaghe
nuvole un nugolo
di uccelli a farti corona
riportandoti
nel becco il filo dei ricordi
e i versi
amati e persi

*

La tentazione

è innegabile
abbiano avuto debolezze i santi
prima d'involarsi


risalendo in strenua lotta
luce dopo luce
alla parte angelica

*

Blu marino


sciami di pensieri
sparpagliati
in riflessi di luna fantasma
ore dilatate un'alba fitta
d'inchiostro blu marino


altri me a sciorinare
-tenerezze in sorrisi di fiori-
della vita anteriore

*

Vivere in volo

fantasia questo vivere
in volo
nella liquida luce


notti acrobate
a fare incetta di sogni
per un'alba d'inchiostro

*

Di fosfeni e nubi


a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive


vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano

*

Di luce l’abbaglio

(testimonianza)


colma la bocca
di luce l'abbaglio
della veste


sentivo nelle ossa un fuoco


come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell'aria

*

Vertigine di specchi


un'incognita ti resta la vita
nebulosa sogno o cos'altro
che ti avviluppa in una bolla


o forse solo velo da strappare
col beneplacito del tuo angelo


vedi
alle spalle i frammenti di te
in una vertigine di specchi
aggrapparsi al vuoto
ricacciati
indietro
dall'unghiuta morte

*

Cul-de-sac (2)

tu che deambuli come
su inclinati piani
dimmi che vedi in questa
bolla d'alcool e droga
se mondi immaginifici o
sorta d'inferni


ti scagli sulla madre per la
giornaliera dose
tu potenziale omicida
su strade d'asfalto allucinate


ahi che non vede mai giorno
il tuo cul-de-sac
è rovi e croci
sangue pestato nei tuoi vaneggiamenti

 

*

Vaghezze di luna

vola nel sangue della parola
l'anima gemmante


un'alba cadmio
accoglie
in vaghezze di luna
l'erratico cuore

*

Dove l’angelo

falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s'eleva la parola - dove
il senso di sé t'innamora


dove l'angelo
perde una piuma

 

*

Anamorfosi

del sognato
ricordi a brani
mentre l'io è anamorfosi
nella "valvola" del sogno


ti svegli e ti ritrovi davanti
a un te dagli enigmi irrisolti
un circolo vizioso
il tuo uroboro


ti appare anamorfosi
a volte
anche questa vita che imita
sempre più il sogno
nell'avvicendarsi degli anni
i treni persi
alle stazioni

 

 

*

Un occhio di riguardo

un occhio di riguardo
per quei tralci che non
secchino anzitempo


-noi protendimento
dell'Albero che nei secoli affonda
le sue radici


un occhio di riguardo
ché a prezzo di sangue
fu il riscatto

*

Ulissidi


ulissidi e la vela della
passione su perigliosi flutti


intrisi di mistica luce
a sbraitare di gioia
il cuore
sull'orizzonte la terra
promessa

*

Fantasia 3

la barca trasparente del sogno
dove ti porta?
palpiti
seguono la scia
uscendo dalla
camera della mente


immagini icastiche
gli argini rompono
del trasognato sguardo

*

Fantasia 2

dipingono il mio sonno i morti
veleggiando al chiaro d'una luna
complice sul filo
d'orizzonte
ricreando gl'incantesimi del
bambino in me mai perduto


veleggiano
discreti sul filo del respiro
entrandomi su dalle narici
con la barca di cristallo
dei sogni
le vele al vento per l'ignoto

*

In una piega del vento

luce obliqua sui tuoi anni andati
sui tuoi fogli nell'aria sparsi


quale data incideranno
sulla tua lapide un giorno
non ti è dato sapere


ma sono degli uomini
le convenzioni
e scomodare kronos è eresia


rinascere in una piega del vento
senza guerre né odi
per la rotta del cielo


pindarici voli
che ti lasciano
le ali spezzate

*

A bocca piena

trucidata vita
dai lenzuoli di sangue nei telegiornali
un dire assuefatto freddo
che ti sorprende non più di tanto a bocca piena
che non arriva al cuore


-per quei bambini occhi rovesciati
a galleggiare
su un mare di speranza
la cui patria è ora il cielo


violata la sacralità
vita che non è più vita
vilipesa resa
quale fiore a uno strappo feroce
di vento

*

Dammi l’abbrivio

dammi l'abbrivio musa
nel dormiveglia o
nel profondo fa che s'accenda
la mia casa di nuvole in verdi
cieli e alfabeti


sostieni quella
neo-nata struttura
arco di parole e suoni
che si parte
dal cuore a navigare
il più bello dei mari


[ultimo verso: da Hikmet]

 

*

Vicolo

dolore antico
di donne in nero a segnarsi
se dal profondo si levano i morti
a dare infausti presagi


vicolo
inghiottito da un grappolo di case
appese a strapiombo


ricettacolo
d'umori ancestrali
in un tempo cristallizzato sospeso

*

Sfiorite rive

sfiorite rive
in cadenza d'anni l'azzurra
vastità di te solo


si svenano
in caducità di foglie i giorni
accartocciati
sul viale della dimenticanza

*

Aneliti d’infinito

è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce


ti dai d'amore in aneliti
d'infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi

*

Già grande ti vedo

dai che ti porto alle giostre
finiti i compiti
promettimi
che prima di dormire
stasera dirai una preghierina
per quei bambini saltati in aria


-la larga macchia rossa sull'asfalto
nella liquida luce degli occhi
penetrare
in quell'abbaglio
fino al sogno-incubo


su
da bravo che ti porto alle giostre
ci perderemo nella
fantasmagoria di luci


ecco: già grande ti vedo


a risvegliarti domani
convitato di pietra
il Tempo

*

Nell’ora sospesa

quel giorno ti sbarberanno
t'infileranno il vestito buono
ma
non serve prodigarsi più di tanto
non restano che spoglie l'anima è già via


nell'ora sospesa
fisseranno compunti quel viso di marmo
mentre il tuo presente ha chiuso la porta


il pugno o la palata di terra
con la benedizione dell'officiante poi
a tavola com'è uso per dire la vita
continua


qualcuno forse già alticcio
leggerà con deferenza
alcuni tuoi versi trovati in tasca


restano in rete briciole di te

*

Il limite

(ad un materialista)


devi ammetterlo
come nave incagliata ti senti
bravo al più
nel leggere fondi di caffè


non certo alla tua portata
della poesia il rinnovato sangue
i frammenti di stelle la lucente
coda di cometa a cui s'attaccano
in sogno i bimbi


non certo quei misteri insondabili
che impregnano i muri di casa
con le anime dei morti
che abitano il tuo vuoto


non alla tua portata
quella profondità
del gran mare del sogno che
è vita che si lascia vivere

*

Come asessuato angelo


sospesa nel vuoto m'appari
asessuato angelo
mentre in dormiveglia mi rigiro


giungerà mi dici squarciando
le nubi lui l'Atteso
ci sorprenderà come un ladro
a strapparci alla morte
carne della sua carne


e ruggine allora sarà l'oro

*

Nel vasto mare del sogno

nel vasto mare del sogno
galleggia l'immagine
di te esile scricciolo
a sussurrare all'orecchio
del cuore edulcorate parole


ritrovarci
nel nostro giardino d'infanzia
mano nella mano
impastati di sole a rincorrere
saltabeccanti piccioni
riandare alle incoscienti
acrobazie per i soli tuoi occhi


interrotte
dall'acuto richiamo
di tua madre per la merenda


smosse le acque del sogno
ora a svanire
da un oltre ti sento

 

*

L’oltraggio

perso nelle forme strane
delle nuvole mi sento
lontano da un mondo estraneo


assisto all'oltraggio
della rosa che si
perpetua


sono esposto alla vita

*

Il carro dell’oro


sotto cielo aperto
una ad una
cadute le teste


a calcificarsi sorrisi ebeti
sul trasfigurato carro
dell'oro

*

Una certa luce a flettersi

di buon'ora bisticci con la lampo
t'insegue tiranno il tempo


una certa luce a flettersi nel cuore
fa strada a un dove che non trovi


perdurasse quel lampo che viene va
prima che lo fermi su carta ma


se non torna non ha "dignità"


raduni pezzi di un puzzle scombinato
nello sperdimento d'una stagione andata

*

Alterigia

[Ispirandomi al verso di Vincenzo Cardarelli: "vorrei coprirti di fiori e d'insulti"]


m'appiglio alla tua fredda
grazia come ad un
corrimano: sto su inclinato
piano mentre t'offri
a una vertigine di distanze


ancor più ora ti fai
preziosa

*

Sotto porticati

sotto porticati
cartoni e
cappotti lisi hanno respiri


a un passo
vetrine ridono in abbagli di sole


più in là privati
paradisi


un rombo testarossa è strappo
d'anima a dividere
la terra tra i "morti" e i vivi


il mondo ha denti aguzzi

*

Navi di nuvole

(visione)


raggio verde balena
nel tramonto


su navi di nuvole
vedere apparire angeli
udirne i celesti canti


rassicuranti presenze
ondeggianti lievi
tra i pensieri
orfanezze d'amore a consolare


messaggeri
di luce
ondeggianti nel sogno
ad ascendere dove s'inalba
il cuore

 

*

La parola

la parola è nostra
madre


che genera la
danza e la gioia nuda


la parola
dice di sé
del tempo del primo stupore


t'apre
il terzo occhio


parla all'orecchio del cuore

*

Da un dove

 

i repentini voltafaccia del tempo
alle soglie dell'autunno
le foglie già morenti


invita due corpi il tepore
delle lenzuola
nella bocca dell'alba


sai
il momento migliore
per il dono dell'ispirazione è quando
ti giungono ovattati i rumori
e tu in un tuo mondo
col sonno di un eterno respiro


più tardi poi sul lungomare
sulla pelle la fresca brezza
forse un gabbiano
avrà per te
nel becco un verso prezioso

*

Doppio celeste


rigenerarsi in linfa a disperdere
grumi


dove si china
l'anima a contemplare


nel profondo di te ecco
il cielo farsi d'un "azzurro"
misterico e
tu da un suo lembo
a spiare


un te senza morte
-specchiato

*

Vele stanche


leggi scavi ché nasca
-ne va del creare affossato-
linfa nuova a diradare
quella nebbia della mente


dal grembo della notte esca
la tua barca


vi spiri augurante
il buon vento a gonfiare
le tue vele stanche
per nuova ventura nel mare
blu d'inchiostro


dove è bello
finanche morire

*

Cielo amore

manto d'azzurro palpito
capovolto abisso


misericorde
ben conosci il fondo delle pene


di noi mendichi d'infinito
specchio sei


dove invertigina il cuore
nell'abbraccio delle stelle

*

Occhi secchi

clessidre di sangue emotivo
a sovrastarti
stillicidio nella mezzaluce


a chi chiedere di questo
ginepraio di pena e
l'oro del mattino fatto piombo


occhi secchi
a perdere
pezzi di cielo


nel sangue degli echi

*

E sarai raggio

sei disceso angelo per vivere
in carne la morte


non sguardo dal ponte: vieppiù ti lega
trama di dolore e rara gioia


le spoglie deporrai e sarai raggio
di quel Sole che non puoi vedere

*

Cul-de-sac

dritto ti c'infili
se pensi che
la fine è sempre in atto
e il mondo
è un addio dopo l'altro
è maschera invece per chi
finge di non accorgersi


negli occhi ti restano
saltabeccanti
sui resti di una festa
colombi a frotte

*

Fammi luce

 

ti prego fammi luce
in questo pauroso dedalo dell'io
assalito dai mostri della mente
avvolto
nella camicia di nesso degl'istinti


sono cieco fiume senza foce
da me diviso arreso


fammi luce


e sarà giorno quando
ti saprò riconoscere
staccato dalla mia ombra mortale

*

Auschwitz

il velo della memoria
in luce di sangue si ravviva


è fiore che s'apre
nell'urlo

*

I passi all’indietro

nell'ora dolente
Ti consegno i passi all'indietro
le volte
che ho svoltato l'angolo
davanti all'ingiustizia


al cuore sperso
dona corazza
di verità senz'alibi


rivestimi Signore
con veste di fuoco

*

Chimera

vaghezza di nuvole a stracci


tu
nella mezza luce mi chiami
poesia chimera


mi conforta la tua ala
vellutata d'angelo


quando come in sogno
visiti
le vuote stanze
di quest'anima vagante

*

Nudità


(di un sogno ricorrente)


labirintici corridoi


ti vedi venire contro
traversandoti una
moltitudine


ti fa strano che
non fan caso che giri nudo


poi come un ladro ti trovi a spiare
dentro stanze ottocentesche
aspettandoti semmai
un incontro piccante

*

Il pensiero vola


il pensiero vola


quindi
volo


anche se zavorra
giù mi trattiene


le invidio tuttavia
per quegli ossicini cavi
le creature del cielo


noi
-peso di terra-
ossa come vetro
a sbriciolarsi con gli anni

*

Il Tuo splendere

su un remoto
di assonnate rive
-spiumata
di luce l'anima-
torna


a far breccia il Tuo splendere


settanta volte sette
ho conficcato i chiodi
altrettante non
basteranno
lacrime da versare


sulle Tue luminose piaghe

*

Trompe-l’oeil

(l'ispirazione)


nella mezzaluce
t'invita l'occhieggiare
del trompe-l'oeil


la visione centrata
nell'intime corde
ti sale
da un remoto
di ancestrali lidi

*

Spleen

 

brusio di voci


galleggiare di volti
su indefiniti fiati


si sta come
staccati
da sé


golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi


vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

*

Quante piccole vite

(a Iqbal)


tra trame
di tappeti e catene lasciò
a terra la sua ombra e
s'involò


quante piccole vite
su di sé per farne
una


-indivisa-


la sua
firma di sangue su
un Sogno immenso

*

Colui che intinge con me (2)

Gesù aveva i suoi "followers"
ma per nessuno vorresti la sua fine
(in)gloriosa


quale fuoco ti attraversa la carne
giuda-di-turno


nel laccio dell'inganno il mondo


la croce è la porta stretta che
ha chiavi d'aria

*

Vaghezza d’immagini

non un appiglio neppure
l'aggancio da un sogno


vaghezza d'immagini
preavvertite quasi
a scivolare di sguincio
nella immensità dei silenzi
senza il tempo di rubargli
l'ultimo fiato


-complice una quasi
misterica luce


boccheggia l'anima
nell'eco d'un grido
come di un frantumarsi di cristalli

*

Come sbuffo di fumo


riconoscilo
l'hai tirata per i piedi
non un'immagine
viva che susciti
un tuffo al cuore
né metafore o
enjambements


se spazi nel tuo mondo trovi


-anche un
batter d'ali a ispirarti


invece
buttata lì


lei dal fondo
del bianco grida
la immeritata
striminzita vita

*

Lo sguardo velato

dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d'intenerimento


la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato


ora come allora


quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì


-ah ridicolaggini

 

*

Dall’oblò

la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine


è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra


le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e


infine sbarchi
boccheggiando
col mar di terra

*

Kandiskij


sfilacciano sogni
di ragno
graffi di luce


a destarti un'alba
bagnata di colore


quel giallo
spalmato
nel canto della tela

*

Asimmetrici voli

parole
colte e frante
nella febbre d'un grido


aperte ali dei sensi
contro
pareti di cristallo


scrivere sul sangue
di un sogno kafkiano

*

Quell’uomo che


quell'uomo che
"incurante"
della tempesta dormiva


che ha diviso il mare
che è uscito dalla morte
squarciando i cieli


quell'uomo che
se il granello
di senape non muore


uomo-dio fattosi
bambino ed ultimo
Dio incarnato


trascinato dal cielo
dal peccato

*

Un dove

trafitto
da ustioni di luce
quasi a difesa avvolto
in un mantello di vento


vano
interrogare un dove


in bianchi cieli
l'angelo è di pietra


l'anima un buco
nell'immenso

*

Spleen (2)


lo scoglio
e tu
come un tutt'uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce


labbra di cielo
questo
contatto di sole


vedi nell'aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all'infinito

*

In linfa d’alfabeti

manca poco possano piovere
lettere
nel tuo sogno controllato
e tu
ti veda
riflesso in pozzanghere
a cogliere parentesi unghie-di-luna
e il grido
delle a le sospensioni delle e


poco manca
sia la musa un donarsi in linfa
d'alfabeti
di cui s'imbeve il tuo sogno
lucido

*

La nudità del sangue

pindarici voli
leggevo nel tuo cielo
e i tumulti del sangue
in cadenza di note
sul pentagramma di sogni
rubati e franti


oltre quel fatuo fuoco
è ora un discendere
nel tuo specchio
incrociare la nudità del sangue


dal profondo ti vedo
riavere il cielo
veleggiando sicuro


ed è la corazza che indossi
a darti la forza del perdono


laddove
ti appariva debolezza

*

Dal giardino dei sogni

forse quando
il tuo orizzonte è a chiudersi
sullo scenario del mondo
e tutto è consegnato all'evidenza
della fine

 

dal giardino dei sogni
ti strizzerà l'occhio
ancora qualche verso

 

lo vergherai in fretta
su un tovagliolo al bar
prima che si disintegri nell'aria

 

come i tuoi io
dagli anni risucchiati

 

*

Volare basso

volare basso
per dare tanto con poco


lei a volte si cela
nello specchio o nel buio del divano


luce affebbrata
la parola che ti tiene avvinto


celeste fuoco

*

Vanagloria

vita che mi mastichi
mia vita
dagli equilibri spezzati
e anse d'ombre
dove annegare il grido


difendimi
dal mio profondo


uccidi in me quel capriccio
aureolato
solo
da esibire

 

*

Antinomia la morte

ritenere antinomia
la morte - la tua


come un abbaglio o un
trapassare di veli


e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza


" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga

*

In quest’aria stagnante

pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare


in quest'aria stagnante
come un olio passa
la luce
sopra il dolore

*

La parola essenziale

non altra che quella
l'unica
annunziata
che la mente arrovella


fanne cuore e centro
il raggio renda armonico il disegno
senza
ne urlerebbe la trama


il sangue fatto
acqua

*

Vita sollevaci

vita sollevaci
dall'ignavia dei giorni
-serpe mimetica


fa che non sprofondiamo
in questo buio di stelle calpestate


le addomesticate coscienze
fanne bottiglie
a navigare mari di speranza


e
come un fuoco
vivo a forma di croce


giunga
il messaggio
della tua sacralità

*

E’ bello sognare

come tirare su
un secchio di ricordi
custoditi in fondo al tuo cuore


come riesumare
i tuoi morti
aspettarti da loro fausti presagi


o l'apparire
di vagoni di nuvole e lunghi
corridoi di porte chiuse


dove ti sembra essere stato

 

*

La Musa

dove inginocchiata è la luce
lo spirito contempla


come un incantesimo
la novità di lei la tua corda
sfiora


accordando
il tuo vagheggiare


s'anima il tuo cielo
in volo d'angeli


e febbre
è la parola

*

In un angolo remoto

la vita d'un uomo
nella luce degli occhi


i paesi esotici i mari
che ha varcato


a barattare per nuove
esperienze
la vecchia pelle
di coriaceo ulisside


ma si passa una vita
intera
senz'ancora conoscersi:


in un angolo remoto
l' ombra da tenere
al guinzaglio

*

A volo d’angelo

il nero asfalto il lenzuolo
i nasi all'insù l'attico
al ventesimo
depressione dicono


autopsia perché:
se non s'è
tirato un colpo
si è "solo" spaccato

*

Come in primavera

impoverito mi sento
quando
sfuggono a volte le note
di quell'aria struggente che alberga
nell'anima e
-breve appagamento
di fioriture e voli-
nelle ore vuote m'accompagna
a sprazzi


pure ritorna
rivivendo in letizia
come in primavera la chioma di verde
a ornare quell'albero triste
-superato il morso del gelo

*

Schegge di stelle

a mitigare il gelo delle parole
che il tuo volto a volte
veste


non riesco ma a notte
quando
il tuo corpo s'apre a una luna complice
schegge di stelle mi
sorridono

*

Questo giovane cuore

(alla figlia)


capriolare nell'ante-nascita
tu rosa vestita per la vita *


tuffarti nell'azzurro e
respirare la poesia pura
d'incontaminati cieli vorresti


ah non debbano i veleni del mondo
-mio e tuo anelito-
intaccare questo giovane cuore

 

* termine preso in prestito dall'amico poeta
Raffaele Piazza

 

*

Senza titolo 2


ho sognato d'essere
un bosco devastato


e in me cadevo


cadevo


con schianti d'alberi

*

I cieli del jazz

capricci di note
facce ondivaghe in acque del sogno
la nausea lungo
i corridoi di latrine
il gemito del sax le gonfie gote
tempo
rallentato avvitato
nel marasma di umori


poi il mattino li raccoglie
spugne
e l'anima della musica che attraversa
muri di separazione

*

L’estro

dicono abbia avuto
da piccolo
"familiarità" con le feci


-oddio! strillava la madre
e le comari:
-niente paura è roba sua


e già l'estro emergeva
ché ci scribacchiava per terra
tra losanghe di luce

*

Nell’anima bambina

come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a coppa e il caldo fiato


o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta


come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l'acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole


immagini vive custodite
nell'anima bambina


che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni

 

*

Pasqua

del Suo olocausto
ha ribaltato il fondo
rovesciato la pietra
che teneva in scacco la Vita


-escono lucenti raggi
da acqua e sangue del costato


al canto d'osanna
l'angelo
si china sul giorno umano

*

Blasfemìa

ricusi l'abisso capovolto
intriso
del Suo sangue


dall'orlo della luce
ti distanzi
in vaghezza dell'effimero


vanagloria leva al cielo
un pugno d'aria

*

Spleen 2

ali e croci dell'esistere
sono il veliero che attende il buonvento
sotto i mille occhi di un cielo allucinato
a farmi il verso un gabbiano
in volo da un dove non so dire

*

Controllare il sogno

è diventata la sua arte
ne sa uscire
e rientrare quando vuole
e secondo l'umore persino
programmarlo


mentre prende sonno
basta che si concentri
e in vividi colori le appaiono
pesci uccelli fiori
vasta varietà di flora e fauna
finestra su cui s'affaccia
un mondo altro


nel suo luogo di degenza
un bell'evadere dal grigiore è vivere
questo exo-esistere
parallelo


lei divenuta oggetto di scherno
un libro aperto
lei amica-madre dei gatti
col loro gnaolìo alla luna

 

*

Ti cadevano gli occhi

capre e cavalli di nuvolette pigre
in un cielo dilatato nel respiro
ecco da dietro l'angolo apparire
la ragazza dalla maglietta rossa
a fare footing nella luce
lattiginosa del mattino


poi t'accorgi d'aver solo sognato
-desiderio fatto pensiero allucinato-
e nel ritrarsi quel cielo
la ragazza s'è come sovrapposta
a quella vista la prima volta
al parco or sono trentanni


quando
dovunque guardavi
ti cadevano gli occhi su quella figura
esile nell'alone
di luce lunare


ma tant'è che stasera
ti "cadono" gli occhi davanti
al teleschermo

*

Resurrezione

rinfranca
il Tuo offrirti in croce
chicco che germoglia
in esplosione di vita


ma il silenzio del cuore
si fa abisso:
duemilanni e la pietra
sepolcrale come non fosse
rimossa:


al primo canto
a rinnegarti

*

A darti l’abbrivio


a darti l'abbrivio
sarà forse l'urlo
del fiore che s'apre


creare
è del funambolo senza rete o
è come andare su vetri


una parola un taglio

*

Luce di luna

(l'ispirazione)


ti dai d'amore e in veste
notturna t'ammanti
all'occhio del cielo


in silente vaghezza
il tuo porgerti china
sul sangue che ridèsti


nell'essere mio: m'irradia
d'epifanie luce
di luna

*

Un cielo ci nasce

dal peso mortale
un cielo ci nasce


penetra luce
nella ferita più fonda


siamo respiro cosmico
legati a una stella
di sangue
originaria armonia
che nel vivere si frange

*

Divergenze

la luna
china sulle mie notti disfatte
di poeta in erba
a carpire versi da "urlo"
beat ante litteram
coi sogni di gloria nel cassetto
in cerca della parola
luminosa che "spacca"


e tu rivolto alla mia
"crisalide"
che andavi blaterando nel
citare la preistoria
carducci et similia

*

Chiedilo alla luce

scrivere la luce
inginocchiato nella luce


inspirando bellezza
ch'emana
come da un tempo altro


pure
ami la luce
ferita:


chiedile
delle infinite crocifissioni


fattene guanciale
in notti di pianto

 

*

Nei fondali


per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine


-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio


non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi


finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro

*

Ancora in volo

perduto in me
l'aquilone ancora in volo
dal tempo che
più che reale m'era sogno
la vita


ora forse nascosto
dietro le nuvole o
a giocare col vento


in cadenza di vortici
imprevedibili


come l'esistere

*

L’indicibile

dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile


ciò
che non può essere detto


ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare


le voci
trattenute
nella gola del vento


l'indicibile
nella luce della bellezza

*

Il lebbroso

alle sue spalle
un cielo bianco cadmio


e la figura
ieratica
a fendere la folla
chiudere le distanze


luminosa
Farfalla "vede" posarsi
sulle dolenti piaghe

*

L’attesa

ti tiene in vita come a fine inverno
la primavera canterina


(non già l'appagamento
senza più desideri)


ti tiene in vita quel non so
che riempia i vuoti


(come il trepidare per l'uscita
delle prime poesie o
per il primo appuntamento)


ecco risuona l'attesa
come un'eco di mare


sei la vela che si gonfia di vento

 

*

Il grido

ad un cielo
sordo ad ogni voce ed eco
appeso il grido
testa e croce ti giocasti l'anima
nel bailamme
d'un'allucinata notte
a simulare la morte

*

Spleen

lei dagli occhi blucielo
inquadrata in un ritaglio del
tuo sogno lucido


ed è un morire dentro
percorrere
l'acciottolato d'un bianco accecante
che conduce al mare


e quel sorriso
a durare nel cuore
perdutamente altrove


ti fa il verso il gabbiano
planato
sulla tua isola di spleen

 

 

*

Auschwitz

impigliato
il cuore al filo spinato
sui prati di sangue


decorati dal fiore dell'urlo
mai dissolto nell'aria tremante
-grido
che cammina
nella memoria della storia


coperto dal velo
di pietà

*

Rosa d’amore

vita che ti attraversa
in un vento di luce


angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno

*

Poesia ti libri

dal sangue un nascere d'ali
poesia ecco ti libri
in verde cielo d'alfabeti
dove l'anima si ascolta e
la vita si guarda vivere

*

Luce d’amore

carne che presto
si dissolverà nell'aria
occhi
che rideranno al cospetto
dell'Assoluto


il tempo è breve
delle ombre allungate sul cuore


invaderà tutto l'essere
quella Luce che addenti

*

Se gratti l’argento

[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]


paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio


quasi
non t'appartenessi


realtà sfumata nel mistero


non sei che parvenza
sognata da un dio


nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere

 

*

Funamboli

metti noi due
guardali
in bilico sulla corda
tesa dell'esistere
a contare gli anni come grani
nelle curve dei silenzi
gli abbagli nel vuoto del cielo
lo sporgersi sul tempo che viene


e le cicatrici di luna nelle
primavere risalendo in luce
da inverni amari di
catarro e croci

*

Casa di riposo

sono io oggi
ad imboccarti
al pomeriggio poi il solito
giro nel viale
lo scricchiolio delle ruote sul selciato
gli alberi vedi han perso la bella chioma
ed è ancora clemente il tempo
tu adagiata in una smarrita indolenza
riflesso
nei tuoi occhi il cielo
t'asciugo con garbo un filo
di bava lucente
ora che non hai più voce
mi giunge eco di madre
mangia se stesso chi
non si dà

*

Poesia si fa

è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi


è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio


casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata


poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte

*

Mi piace il tuo garbo

(a mia moglie Angela)

 

ora dici mi piace
ancora il tuo garbo
e un pizzicotto mi chiedi
per vedere se non è un sogno
nel letto abbracciati
nel dolce tepore
l'attesa
che salga la luce e c'inondi
grati al cielo d'essere
insieme sembra anniluce
o primavere scandite che
han visto le nostre tenerezze i silenzi

*

Sogno di carta

alti muri
di carta
laceri strati e strati
senza via d'uscita
labirinti mentali
ove galleggiano improbabili
parole e voci
bagaglio d'un viaggio kafkiano

*

Fine anno

semmai un aggancio
la mano del vicino
ora
che un senso di sperdimento
è la vita rivoltata
ma le volte che vi hai sputato


girovagare tra
luminarie e vetrine
ti richiamano all'incanto del bambino
mentre ti lacera dentro
la morte del clochard
sotto i portici nel gelo

*

Finestre d’aria

fa strano guardarlo
mentre il bacio deponi
come su freddo marmo


dici sembra
dormire


se immagini di aprirgli
la spaziosa fronte
vedresti attraverso
finestre d'aria


come uccelli aleggiare
alfabeti felici
che dicono l'inesprimibile

*

Flebili echi di conchiglia

fai che voltarti
alle spalle ampie aperture
d'un livido cielo
dove gorghi
hanno succhiato linfa
ai molteplici io


ancora flebili echi
di conchiglia
dal mare aperto dei ricordi
che il sogno criptato
fa suoi

*

Il tuo sangue che vola alto

(a Madre Teresa)


non ombra che occulti
la tua anima di piccola donna
immensa
come il mare
specchio alla bellezza


la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi


oltre


le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male


non v'è ombra a coprire
il grido di luce in te
gemmante

*

Luce al tuo passo

Luce al tuo passo

(ad un figlio)


reinventati la vita


non t'accorgi d'essere
vivo per apparire


dai una mano di bianco
alla tua anima d'autunno


migliora la tua aura


fermati estatico
davanti ad un volo o l'esplodere
gemmante di un fiore


ringrazia il Signore


fai pace
con la vita che mordi e ti morde


è luce
al tuo passo l'angelo che
sulle tue orme cammina

*

L’inesprimibile

questo rebus
che sei
intreccio d'anima e istinto
sul bordo del tempo
vago sogno in te
specchiato
l'indefinito
di te


un sé
dilatato in cieli
ancestrali
dove l'esistere è il suo
pensarsi

*

Fiore nero

l'avvicendarsi degli anni a cogliere
il nero fiore della morte


i figli emigrati
in cerca di eldorado


e l'anima che ha perso pezzi del suo cielo


trasudano presenza della tua metà
le fredde pareti e


le lettere d'amore ingiallite
nel fondo del baule

*

Ricordo un angelo

da piccolo
ricordo un angelo
raffigurato al soffitto


con lui mi confidavo quando
la febbre mi teneva a letto


nell'azzurra volta
trovavo altre nuove figure
lassù nascoste
mute testimonianze
di mie visioni


così passavo le ore
pomeridiane
mentre una lama di luce
cadeva obliqua
dalle socchiuse persiane

 

*

Allucinate visioni

la sensazione di cadere
in un vuoto vertiginoso


ma si era soltanto assopito


le voci confuse
della tivù si fondevano
con le sue allucinate visioni
di fosfeni


più netta la linea
di demarcazione


ora
che la sua testa emergeva
come da alti muri d'acqua

*

Lettere amo indorare

finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze


percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi


insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate


ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre


invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio

 

*

Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine


quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte


e tu non avrai più nome


allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati


mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani

 

*

L’ora che dall’alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita

*

Luna park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci


un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato

*

La penna nella luce

(ad un agnostico)


e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre


glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria


tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita

 

*

La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria


lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni


lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema

*

Da mondi di vetro

(visione)


da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri

*

Gocce di sogno

navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle


come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco


ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia

*

Al crocevia dei venti

(la fatica dello scrivere)


magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna


una quasi presenza
al crocevia dei venti

*

Nell’inquieto mio cielo

[ispirandomi alla figura di Giobbe]


nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome


disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito


sì fiorirà


come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste

*

Echi d’infanzia

bacia il sole
immense distese a
maggese


così anche il cuore in
fioritura


con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce


vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa

 

*

Le vene cariche di notti

(stato depressivo)


le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso


laddove
è a confondersi col sogno la vita


il tuo imbuto a
risucchiarti

 

*

Il posto riservato

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita

*

Nell’infinito di noi

(visione)


abbracci senza
mani
di corpi immateriali


i nostri
volti unificati


noi fatti d'aria


tu ed io


una sola persona

 

*

La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra


nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole


un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente

*

Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

 

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

 

porta
sogni e nuvole al guinzaglio

 

*

Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade

*

Maremondo

gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos

avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno


tornerò ad essere un grumo appena


come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo

*

Nella fragilità dei giorni

un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce


laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso


e in sé disperso

*

Vele


acqua mutata in vino
perché continui la festa


così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra

*

Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro

*

Ancora a sorprenderci

dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco


ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna


ancora a sorprenderci
in fermento la vita


e tu che vai
filosofando

*

L’indefinito

 

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch


l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell’intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato


l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

 

*

Uno di quei sogni

quando sai
essere un sogno e ne esci


o vorresti trattenertici


trovandoti davanti a un mare
sconfinato
fasciato di luce
vivissima


dai colori caldi
da far vibrare
l'anima e i sensi


quasi un flash


frammento di sogno
vigile


come fosse solo dipinto

 

*

Nomade d’amore

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere


Tu
a farti bambino ed ultimo


per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe

*

Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere


conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo


e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade


conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava


e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino


per risorgere o morire

 

*

Questo improbabile azzurro

(risposta da un corrispondente immaginario)


che ne so di questo
improbabile azzurro
rarefatto e mutevole
scandaglio il mio tempo-clessidra
di sangue emotivo
attendo
giungano da un dove un'eco
un nome
guardo in fondo
al pozzo degli anni
l'ombra dei miei io perduti
o semmai vi tremi
sospeso
l'angelo che dici

*

La separazione

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

*

La migliore poesia

quella
che devo ancora scrivere
-si dice così e sarà vero


è un brusio indistinto
a volte
come un moto del cuore


a ispirarmi: forse un angelo
la cui ala si libra
nel mio sangue


ma lettere storte
restano scritte sull'acqua


fermentano
in me alfabeti
che attendono sempre
di nascere

 

*

Luce ed ombra

luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni


guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

*

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu


un sentirti perso: senza
un appiglio o un io
reale


e vorresti in quell'attimo
aggrapparti con l'anima a radici
del cielo


-come ad una madre

*

Non era questa la vita

non era questa
la vita che volevi
bambole in panno lenci un amorino
più avanti negli anni poi
il male che covava nascosto


sedicianni:
vita breve ma abbastanza per dirci
se davvero hai amato e quanto


da angeli ora sei accolta
lì nella casa del cielo
non bambole o un amorino
per il tuo non-tempo
nel mistero di luce corteggi
le stelle

 

*

La maschera strappata

ti scoprirai alla fine
vulnerabile
offrendo il costato alla lancia
dell'amore


dallo squarcio il sangue redento
non ti darà adito
di scaricare
la tua croce addosso al vicino


la tua maschera
la strapperà per sempre
l'amore che ti av-vince

*

Spazi aperti

(a Danilo Dolci)


palestra di vita
a formare allievi
aperto seme
l'anima che s'infinita
nei colori del cielo


sognavi la "città terrestre"
di là delle notti
che si spaccano alla volta
del cuore


al rango della luce
spazi aperti
sognavi
per un'alba che sa di nuovo

*

Il guardiano

il mostro è guardiano
del labirinto interiore


oh quale dispendio
della mente in sudari di calce
anelante alla riva
primigenia del sangue


l'angelo è di cenere
dove grida
la carne
le ustioni della luce

*

Cieli di cobalto

segmenti
di luce schizzati dalla tela
a colpire i sensi
in forma di danza
ad accendere i sogni:
all'orizzonte
lungo le rive degli occhi
cieli di cobalto
venati
in prismatico chiarore
dal grido giallo di kandinskij

*

Quel nugolo

più quel nugolo
di mosche assale il mio "desco"
più il mio cuore Lo cerca
allo stremo d'una impari lotta

sparire vorrei le volte
che nei sogni mi vedo
un giuda
il cappio a oscillarmi davanti

può la pianta ripudiare
la radice?
e la corolla che s'apre nella luce
odiare la luce?

*

Il lampo

livida luce a torino
questo cielo che non promette
la testa sul libro e dei versi
che vengono a torturarmi
alla mia destra in panchina
il fumo di un tizio s'inanella
grazieadio sottovento
in soccorso il lampo verrà
della musa a posarsi
colomba sulla mente aperta?

*

Fiume d’echi

fuoco delle attese dove
anime si cercano e
nell'aria liquida
voci annoda il fiume
di luce e ricama
sospiri

*

Quel che sono


(ispirandomi a Nicodemo)


sono quelle immagini
che in me parlano
a consegnarmi a un io
vissuto come in sogno


nell'avvicendarsi degli anni
m'inerpico sulle spalle
di quell'io di ieri
per vedere il mondo dall'alto

*

Sale la luce

(a Dario Bellezza)


alba d'un bianco cadmio
che annega i sogni d'una notte
famelica di corpi
alle spalle
di quest'ombra che ti pesa sugli occhi
sale la luce che ti tiene
avvinto
all'arida ora dei vivi

*

La vita a raccontarsi

volti
galleggianti sul mare del sogno
nella composizione
della luce
aprirsi di corolle
palpitanti anemoni
la vita
a raccontarsi
con la bocca dei morti
col sangue delle pietre

*

Il giorno a schiarire

il giorno a schiarire
risalendo
con gl'occhi della memoria
ad arcobaleni e
transiti propiziatori
riscoprendo quel vento che
nel suo azzurro vortice
risucchi lo sprofondo d'apatia e
rigonfi le vele per
l'avventura

*

Deliri

in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri


nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita


lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali

*

Le radici del cuore

cogliere una piccola morte
nello strappo di radice
dove altra ne nasce
dal suo grido


cogliere l'inesprimibile
di questo morire
che s'ingemma d'eterno

*

Fiore di sangue

vuoi bastare a te stesso
il tuo "assoluto" è polvere
che abita nella bocca dei morti
pazzia fare a meno di Lui
quattr'ossa in croce
altro non sei nella vastità di cieli
ma a un tempo quel fiore
di sangue del divino
in te profuma e canta
-urla la radice se la strappi

*

Sarebbe forse un cadere

sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue
mostro della mente che
come un gioco m'intrappola
in un giro vizioso ed io
a mordere il giorno
come sfuggirgli dove nascondermi
uscire da me stesso
annullarmi
ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi
nel tuo fresco lenzuolo
oggi è un penare che non sostengo più

*

Nel chiuso della stanza

le mosche assassine della mente
nel cantare il Tuo nome
nel chiuso della stanza


ah più breve sia l'arco
che da Te mi separa
e da questo naufragio di sangue
la Tua mano mi tragga

*

Ali di farfalle

sono emerso da profondità oniriche
come da abissi senza scafandro
lì ho incontrato i miei morti


la luna si bagnava nei loro sguardi
dai sorrisi spiccavano voli
improponibili farfalle
ali enormi mi avvolgevano
in un senso di pace
mentre mi perdevo
nei loro vertiginosi colori
come in un quadro di kandinskij

*

Come in sospensione

aria dolce della sera
unghia di luna
sovrastante
la linea cielomare
questo sentirsi
come in sospensione
un sognarsi altro da sé
a dilatarsi in un
ignoto spazio
mentre la vita impone
suoi ritmi

*

Oasi di verde

sul lato opposto un po' d'ombra
il solito giro poi
la panchina il libro
oasi di verde da respirare
vaghezza di nuvole a riflettersi
sulla pagina
e i gridi
dalla vicina scuola
di chi anela alla libertà degli uccelli
e la ragazza a fare footing
tempo quattro minuti tondi
e ecco da dietro l'isolato laggiù
ti rispunta la maglietta rossa

*

Anche tu a precedermi

(all'amico Flavio)


anche tu a precedermi
sulla via dell'Inconoscibile


piena la valigia
avevi di falci di luna
e di balenii di vergini aneliti


te ne disfacesti insieme al corpo
per "vestire" una verità nuda


oggi dallo scrittoio del cuore
a te mi volgo
e i tuoi versi mi suonano
come una profezia

*

Forse un angelo

a trascendersi in me
è forse un angelo
nel punto dove l'anima vibra
come diapason
e in un mutevole cielo d'occhi
mi asseconda
a snudare la bellezza
da frammenti di parole e suoni

*

Magnetici occhi ha la notte

(a Hemingway)


come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell'ombra
occhi in liquido cielo
capovolto

*

Kronos


fratto il Tempo
non più riflette lo specchio
– esser vivo
quasi una finzione
sogno congelato
dove si piega il cuore
senza remissione

*

I ricordi del cuore

quel po' di stordimento
dopo un bicchiere di troppo
è la vita che scorre al contrario
la brezza marina la mente a vagare
resuscitando fantasmi
ti risalgono dal profondo abbozzando
la smorfia del pianto
il loro grido a confondersi
con quello dei gabbiani
bianche creature danzanti
sulle onde crestate
che a beccate ti sembrano
straziare
i ricordi del cuore

*

La notte laterale

è il gravitare dell'ombra
che ti segue a lato
o l'orbitare dell'unghiuta morte
questo saperti
enigma
vederti come
in una vertigine di specchi
a scalare la notte

*

Altra veste

un vedermi lontano
io che vesto parole
di carne
alfabeti di sangue
da me lontanissimo
ché ad altra
sembianza anelo
per voli su mondi
ultraterreni

*

Sulle labbra

(ad un interlocutore immaginario)


come dire ferire di penna
tu a dileggiare il vero
intingendo nell'azzurro
eludendo l'angelo


poi svanirai nella luce
anche tu
qualcuno al tuo capezzale
forse potrà leggere il verso
più bello
sulle labbra morenti
mentre invochi la madre

*

Nell’arco degli occhi

andare come su cocci
la pelle dell'anima
tesa come tenda
oltre le stanze viola della mente
vedere
infine quel male oscuro
uscire dal tuo specchio e
il fiore della grazia
aprirsi a ventaglio
nell'arco degli occhi

*

Vita contromano

(a James Dean)


teso sul grido
d'una vita contromano
animo di ragazzo bruciato
a perderti in un oceano di
spleen
brami ti visiti in sogno
nel risalire dagli anni
la dolce madre
-profondità celestiale-
le dita affusolate
nei capelli

*

In divenire


appoggiato alla spalliera
d'aria del divenire
tu -
arcoteso
futuro anteriore o
tempo che ti mastica
sangue del pendolo

*

Nell’indaco cielo del sogno

a Walt Whitman


nell'indaco cielo del sogno
odo l'aedo
cantare le tue odi
con sottofondo di musica celeste
mentre
fluttuante nel mare d'erba del cielo
tornato fanciullo ti vedo
giocare coi capelli di Dio

*

Critici

(semiseria)

 

ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo
ravvivano il grido di luce
della parola sofferta
concepita nelle viscere
ove hanno asilo le lettere del sogno
vanno con la lente fino
all'intimo pertugio
ti spellano rivoltano
risalendo al lampo
della musa
dove regna la parola annunciata
hanno l'aureola da edotti
sotto i soli bianchi delle lampade

*

Eldorado

aneliti annodi al tuo giorno
novello ulisside
voci di conchiglia echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di eldorado
rammendi la tua vela stracciata

*

Rinverdire

aria screziata
d'umori anonimi
in un rigurgito
rinverdire dell'anima
dissolta quasi nel bailamme
biancore di cieli
dove annegare
il grido

*

Nuova poesia

non dirmi
che questa in grafia minuta
è "inconsistente" come
la mia "collezione di farfalle"


cielo grigio si riflette
negli occhi


-unforgettable


piove l'immagine
di te attraverso il vetro
mentre


il marciapiede si allontana


ho da dare i miei occhi a quel che passa

 

*

E’ da giorni

è da giorni che
persiste una visione
come di creatura uno scricciolo che
voglia nidificarmi nella testa
decido di adagiarla
sul bianco della pagina-lenzuolo
con la delicatezza d'una nutrice
quasi ne tremo ed è
un tripudio del sangue
come chi trovi un tesoro

*

Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra


con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

*

Luce annoda

luce annoda le voci
nell'aria liquida
fuoco delle attese
dove
anime si cercano


-un fiume d'echi

*

Il tuo detrattore

come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e
lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce

*

La tua stagione

(a Rimbaud)


in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai


vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e
"maledetta"

*

Vita di mare

essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab

*

Nuvole vaghe

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare

*

Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli


poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi


a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

*

Borderline


la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito

*

Far posto all’angelo

dev'esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza


chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all'angelo


che provvido
mi aiuti a scalzare
ogni giorno la morte

*

Ulissidi

veleggiare verso lidi
dell'Origine
impastati di luce
alchemica
in fondo agli occhi
aperti mari
dei sensi

*

Il preesistere

e tu a chiederti il perché
dell'effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla


e del preesistere
d'ogni singola specie non dici
che si sa nominata
e trasfigurata è oltre
quell'orizzonte dove
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi

*

Più d’una vita

l'insistente
mostro della mente
e l'embolo d'ombre
e quanta
morte in questa vita
più d'una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza

*

Nell’aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell'aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d'un amore tendente alle
stelle

*

Mio sangue alato

tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore


vita: mio sangue alato


ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

*

Prima del tempo

prima del tempo
non c’era che amore
quello-che-muove-
il-mondo
danza nel cielo
della Luce-pensiero
della notte
a scalzare le tenebre

*

A lato del cuore

non voltarti
indietro - mi dico -
percorri lo stretto
marciapiede a lato del cuore:
nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate
ascolta il grido
verticale
che da caduta si fa preghiera

*

Al parco

(fuori da un periodo depressivo)


vade retro male di vivere
nuova luce
di orizzonti leggo nello sguardo
dell'anziano sottobraccio nella
macchia di sole a farci isola
ora che nuovi
m'appaiono i semplici gesti
un sorriso una parola
forse questo
il senso mi dico
Lui ben sa
"utilizzarmi" al meglio
va-de re-tro mal du vivre
ti riconosco dal tuo odore
acre ti ricaccio nel buio
fondo

*

L’esistente

è dall'origine
della foglia la foglia-madre
così della parola
il cuore la luce
Verbo che muove
i mondi
il dio in noi
la bellezza dell'oltre

*

Alzheimer

i suoi giorni
come un vortice di foglie
a dilatare deliri
gioca
con le ombre sui muri
vuole afferrare
la biancaluna
incorniciata nella finestra


alle prime luci riaffiora
un barlume
di quell'io bifronte
che ha perso la strada di casa

*

Allo scoperto

(a Francesco futuro Santo)


uscire nudo allo scoperto
un morire al mondo
spoglio
di alibi-corazze
il cuore che risale
in luce
sue macerie
la vertigine del tempo vuoto

*

Docile alle Tue mani


docile pasta alle Tue mani
plasmami secondo il Tuo volere


sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi


farfalla lucente di Tue piaghe

*

D’un sogno

casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto

*

Brandelli d’amore

dammi Signore
un collante di passione


-atto di fede
che snudi il giorno-


per fissare nel blucielo
brandelli d'amore


pezzetti
di me

*

Ali


riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose

*

Scampoli di vita

tra le pagine del cuore
sfogliate dalle dita del vento
passano bluffando con la morte
scampoli di vita


non può dimenticarci
la bellezza

*

La condanna

(a tutti i carcerati e alla loro metà)


bianco urlo dell'altra metà del cielo


(tempo scandito
a elaborare:
due prigioni - di qua di là
delle sbarre
-patteggiare dell'essere
con lo stillicidio che squaderna le ore)


dal fondo del mondo
luce ferita dove è terra
di nessuno


dove il cappio
oscilla

*

L’offerta

vagheranno le nostre ombre
la sera sulla terra
quando non saremo più
inavvertite
si chineranno sul fratello
come offerta
di perdono ad un'offesa
legata al sangue o alla lama
della parola
-balsamo sul cuore
inconsolato
sarà l'angelica
ala

*

La tentazione

(a Padre Pio)

 

estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi
sull'umano
azzurra ala la parte angelica

*

La ricerca

uscire
dal porto -il cuore in mano-
issare la vela della
passione
dietro lo stridulo
urlo dei gabbiani
tra le vene bluastre del cielo
foriero di tempesta
squarciare
nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che geloso nasconde
negli abissi
i suoi figli

*

Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

*

Chi siamo

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):


non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore

*

Alta Engadina

diario [mentre "mi" scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]


è il caso di dire
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio
riflettente una luce
quasi
ultraterrena


a bucare la notte
-mentre qui
mi scrivo

*

Il mio posto

 

a David Maria Turoldo


nella tua costruzione
Signore dove
metti il mio tassello


quale
il mio posto:


sia pure
l'ultimo - ma
come Tu disponi:


indelebile
profumerà
per Te il fiore
del mio sangue

*

Nell’ultimo

a Madre Teresa


di Cristo mi graffia
la bellezza


tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne

*

Un appiglio

[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra...]

 

giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento


un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d'inchiostro?

*

Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

*

Step


pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria

*

Un déjà vu

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare


gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni


e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso (avvolto
nel mantello del vento)
sporgersi da una rupe
di passione
in un amen
il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza
del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
-la morte un paradosso

*

Senza carta e penna

(semiseria)


a tratti l'anima
ora esulta ora si perde
nei bui corridoi di parole dove
una quartina balenante e poi indistinta
vuol farsi luce ma quasi per sfida
inafferrabile si fa
gioca a nascondino con lui preso
di sorpresa nei suoi vortici... ahi!
sprovveduto poeta che non sa
raccogliere in tempo un sangue vivo

*

Kronos

fratto il Tempo


non più riflette
lo specchio - esser vivo
quasi una finzione


Sogno congelato
dove si piega
il cuore


-senza remissione-

*

Nel sangue della parola

[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi
dalla morte di Alda Merini]


nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa


nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi


nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto

*

Questo Sogno

nel momento che
questo sogno di carne
si trasfigura
in cristalli di luce


una nuvola di uccelli
uscirà dal suo arioso
cranio


a glorificare il Signore

*

Glorificare la luce

(a un martire della cristianità)


complice il buio: a perdersi fra
le cose i gesti - nessuno
ad ascoltare il Grido - Dio
dov'era...


nessun canto d'angelo
-il suo cadavere trafitto
sulla punta delle stelle

*

Nell’azzurro riflesso

(ad un corrispondente immaginario)


un altrove in me ride sereno
-ti scrivo oggi col cuore


come vorrei -in quest'ora benigna-
che la sprezzante tua penna
s'intingesse
nell'azzurro riflesso
dove sputi

*

Come in sogno

[a chi è affetto da attacco di panico]


come nel sogno quando
a quattro zampe ti trovi
-impotente-
a graffiare la terra in salita


... poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire

*

Ad Ungaretti

nel carnato della terra
d'alessandria -zolla
palpitante nel sole


nascita di un dio minore
a battesimo d'inchiostro

*

Io ero là

(nella ricorrenza dell'11 settembre)


quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo)
(auto-
difesa inconscia per non viverlo
quel momento?)


-ma io "ero" là
tra vite spaginate nell'aria:


io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto


...e in me


cadevo

*

Sogno un mare d’erba

(a Walt Whitman)


amo le tue odi dolce vecchio
Whitman -
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) - ed ecco
ti si ricongiunge l'ex
"allievo" - il profeta *
barba-di-luce - fluttuante
nel mare d'erba del cielo


* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,
morto il 5.4.97

*

L’ego

ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego


inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo

*

La bellezza della rosa

[ispirata da una omelia]


le tue scelte abbiano
profumo di Paradiso
-anche se
verità attira
l'odio del mondo


la bellezza della rosa brilla
del sangue sulle spine

*

Colui che intinge

non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue


di giuda è piena la storia - tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l'obliquo raggio
degli occhi

*

Non è che un perpetuo tramare

la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:


non è che un perpetuo
tramare
"cospirazioni" del nascere


miracolo d'amore

*

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu


un sentirti perso - fuori
dal tuo centro - quasi senza
un io reale


... e in quel frangente
aggrapparti con l'anima
a radici del cielo


-come ad una madre

*

L’energia s’addensa

l'energia s'addensa in un tempo
rallentato


-noi qui nel divenire


-palpiti d'anima e cielo


(un
trascendersi)

*

Vortice di foglie


distrazione
del Supremo - dici - la nostra parte
mancante? ovvero caduta
d'angelo nel mare-mondo?


non siamo
che un vortice di foglie


ma se il precipitare
in se stessi è in vista di risalita
(alla notte
segue il giorno)


allora non esiste
-sai- chi potrà recidere
questo cordone ombelicale col cielo

*

Negazione della morte

inargenta sul mare la fine del giorno


sapere che Qualcuno
da sempre mi conosce


notte d'ossidiana ora m'avvolge
mi sogna nelle vene del buio
io
non posso morire


morire alla vita...

*

Cos’è il mare


non puoi spiegarlo
alla bimba dagli occhi di luna
se non l'ha mai visto prima


se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull'acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia...


lei può solo sognarlo - il mare -
come una carezza di vento
salato e spazi
aperti e voli


vederlo nel proprio cielo
alla stregua in cui s'immagina
un altrove
chiamato paradiso

*

Aleph

 

nell'oltre non c'è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo


è una chiarità che t'attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate


lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca


-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te - (l'aleph del poeta cieco)*


è dove ti si svela ogni
contrario - la vita non è prima
della morte


* Jorge Luis Borges

*

Congetture

si vive
per approssimazione


si sta come
d'autunno...
di ungarettiana memoria


o
dall'origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte
... fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un'altra cosa...


congetture


ma lasciatemi sognare
un sogno che non pesa

*

Come un irradiarsi di cieli

 

Amore è una parola a rischio
Nelo Risi


Amore è


come un irradiarsi di cieli
anteriori


esaltazione al calor bianco


o
pane impastato con lacrime


un lungo lungo gemito più
che sospiro di vento e foglie


casa del sole e delle ombre


dove disarmato
è il cuore

*

Mare dentro

 

riverberi maja di luce


rosso schermo dietro
gli occhi (te supino) in
barbagli a lenti
tratti


le vene del mare coniughi
con geometrie
di gabbiani sul filo arcuato
d'orizzonte


questa vastità
di cielo e mare
dentro - le
anime del mare -


... come perdersi


[Pola, 6 agosto 2011]

*

Fragile palpito

in una selva di gridi
come lepre braccata
dal tuo incondizionato amore:


Tu che governi i cieli
"bisogno" hai di me?


perché pungoli questo
fragile palpito


fino al sonno della morte?

*

Si dice di Agostino

[Al Dottore della Chiesa
il quale dava da "masticare" il Verbo]


si dice di Agostino - era forse
un sogno? -
gli fosse apparso un angelo-bambino
che voleva raccogliere
con una conchiglia
tutto il mare in una buca


la morale tra le righe: nulla è
impossibile a Dio


(prima che passasse nell'aria e fosse aureolato
da giovane Agostino era un dissoluto)

*

Venne a trovarti la poesia

giunse come un vento lieve
a frugarti le pieghe
dell'anima
e guidandoti verso stanze
inconsce
mondi paralleli ti apriva


ora sperimenti
il tuo daimon
-a divorarti
per sempre

*

Fosfeni

a Maurice Maeterlinck, drammaturgo


è finestra sul cielo
il cuore invaghito a carpire
fòsfeni lampi


tu custode
dei sogni - dal cuore puro -
ti libravi come
i tuoi uccellini azzurri
che "si nutrono di raggi di luna"


e
si espandono
nell'Inconoscibile
tra svolìo di ali...

*

Nel cerchio di dolore

nel cerchio di dolore
lo tiri in ballo - ed è sì umano
quel "Padre perché m'abbandoni"
occhi rovesciati e veste
di sangue -


tu cerchi
una via d'uscita
eviti la porta stretta

*

Da una parabola

"non puoi servire due padroni"


scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli


non così l'uomo
dal suo apparire


preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l'avere


-nel cuore la paura
del bambino

*

Cosa resterà

siamo mistero a noi stessi
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l'albero
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri


la tua la mia storia
scritta sull'acqua

*

Sogno bagnato

[dalla parte dei traditi ed uccisi]


vedere l'angelo
della morte
entrare nel mio sogno


ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani


"tu quoque brute"
... per mano di chi
si credeva amico

*

Il raggio verde

[ad Agnes (Madre Teresa)]


filtra raggio verde
dalla porta
della conoscenza


vi accede l'anima
assetata in estasi


sanguinando amore

*

Dai cieli del sogno

precipitare dai cieli del sogno
fino all'età adulta
richiami di sapori
di voci l'odore
del mare inalare il vento
salato sibilante sotto
le porte -
gibigiane echi
liturgie
di memorie
l'iniziazione del sesso
i segreti


... cieli dell'adolescenza
passati come in sogno

*

Vòlti al cielo

(ai martiri della cristianità)


(testimoni -
non maestri coi loro
fiumi di parole)


vòlto al cielo colui
che grida nel deserto - l'uomo
pneumatico - *


in visione celeste rapiti e
fulminati
sull'altare le mani
a benedire - rosso fiore
sul petto -


* per San Paolo è l'uomo spirituale

*

Alberi che camminano

[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]


a Madre Teresa
e altri 'grandi' fino a Gino Strada


il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi
che camminano


oggi dallo scrittoio del cuore
vorrei dirti gino
che insieme a te si alzano
dalla radice del bene


alberi che camminano
anche se
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo

*

Nell’urlo

(mercoledì delle Ceneri)


nel giro delle braccia
le acque del mutamento - le mani
a impugnare il limite


penetrare in sé
nel profondo - eredità
di cicatrici - dove si tende
una strada nel cielo


rigenerarsi nell'urlo
della croce

*

Quel senso di

aspettando sempre qualcosa
qualcuno:
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperdimento quando la vita
è a chiederti
dove sei tu


quel senso di...


aspettandoti -
aspettando di nascere

*

Di altrove

[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]


di altrove
è lettura capovolta il mondo


chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere


così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

*

Aung San Suu Kyi

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione


non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte


dal suo sangue si leva alto
il grido di purezza
a confondere intrighi di potenti

*

Non ricordo

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?


-non ricordo: in verità ti dico
l'Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato


ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

*

Di qua del velo

onirica visione dell'eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno


un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

*

A ritroso

(Hikikomori)


un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l'ombra e l'anima


hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.

*

Dove piove musica

[a David Maria Turoldo]


ai confini del cuore
zona rischio lebbra


dov'è l' essenza
luogo non luogo dove
piove musica


rendimi bianco
come neve delle vette


Signore

*

Per metafore

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce


(farfalla
di fumo)


foglio bianco
schizzato grido

*

E tu a dirmi

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua "follia"


e tu a dirmi: Lui
l'irrivelato
nasconde il suo azzurro - è
lamento amoroso

*

Armonia cosmica

espansione a irradiare
poesia a labbra
di luce


indicibile fiore
del sangue

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso
-avvolto nel mantello
del vento-
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso

*

Dell’indicibile essenza

dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza


solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce

*

Step

pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente
in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria

*

Ti so dolce presenza

 

A Carlo Acutis, morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura della Causa di Beatificazione)


ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
nell'apparirmi in sogno mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai


-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste

*

L’invito

Il poeta: un vuoto
G. Seferis


e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto


parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole


la plasmi a scalpelli di luce

*

Ri-creare la Bellezza

A Lolek (Karol Wojtyla)


la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce


- posata sulla stoltezza
del mondo

*

L’esistere specchiato

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *


ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -


un mondo in un altro


*il corpo secondo la Bhagavadgita

*

Nel segreto del cuore

 

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte

*

Libro sacro

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola

*

In una goccia di luce

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce

*

Sic transit

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge


è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza


lo scheletro la trasparenza

*

Spiove luce

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria


siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?

*

A specchio di cielo


a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore

*

Momento

ad Angela


torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano


ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell'eterno

*

Mondo


freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato


tu esperienza della ferita
per l’amore che lasci morire
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?


dell’uomo incompiuto vòlto al cielo
tu mondo piaga e grido

*

Se ci pensi


capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?


se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d'ali


- e tu immagine
passeggera
dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -


ci sei ma non ti appartieni
sebbene all'esistere
ti attacchi
come ostrica allo scoglio


mentre ti ripugna
il disfacelo lo scandalo
della morte
il salto nel vuoto

*

Entrare nella luce

leggere sull'acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi


nella parusia entrare nella luce
goccia
che si frange nel sole
- che contiene un mondo

*

Lacera trasparenza

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio


sapore dell'origine


fuoco e sangue del nascere

*

Ricorda

[ispirandomi a David Maria Turoldo]


sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina


ma sei amato


immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia


ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido


ricorda: sei parte
dell'Indicibile - sua
infinita Essenza


nato
per la terra
da uno sputo nella polvere

*

Insostanziale la luce

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)


luce verde della memoria
scuote la morte:


il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile

*

In sogno ritornano

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
si affaccia nel tuo sogno sudato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell'inconscio dove naviga il sangue
e tu non puoi disfartene

*

Maya

il di qua dice l'asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno


sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito


non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra


si è dunque
del cielo o anelito
d'infinito ancor prima
del primo respiro?


- certa è la fiamma che dentro
ci arde - sottile -

*

Ad altezze segrete

(volontariato)

 

sperimentare l'Indicibile


spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

 

sperimentare l'Altro da sé
nel diversamente abile - pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita -
lui ti ricambia con l'oro
di un sorriso

*

L’essenziale

arrivare all'essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)


così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all'Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico

quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra

*

Morire a ritroso


amiamo ciò che passa
legati eppur distanti
a corpi di carne mentre
il tempo scava lento
per noi e per la morte che
buca la notte
è un morire a ritroso finché
si esce da questa
vita da questa
morte

*

La notte laterale

unghie crescono nella morte
il gravitare dell'ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte

*

Sotto un mutevole cielo

[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]


sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso


cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell'ora dolce dei vivi

*

Sperdimento

silenzio-ombelico di luce -
affondo
in vertigini di cielo

 

... unforgettable...
le uve dei suoi occhi
ad addolcire il sangue

 

(sperdimento il tempo
che si sfoglia e squama
questo cuore di paglia)

*

Sospensione

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

 

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi

*

Dal di fuori

precipitati da un primo
mondo di luce indivisa -
essere qui e insieme
altrove


dal di fuori il pulsare
dell'universo
impregnato di dolore e di canto


questo dolore questo
canto: ne siamo
l'essenza


siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno

*

Quel sorriso

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell'aria
ti appare ora sospeso come fumo

 

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove -
l'ha disperso il vento

*

Se questo mondo

se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

 

su me che sono altro
scommetti pure la tua vita
di me non vergognarti:
ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d'amore

 

sono il mattino che ti coglie
cuore di madre

*

Nell’abbraccio del mistero

terebrante luce: intima
ferita celeste

 

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

 

nell'abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi

*

Io-un altro

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte

*

Per speculum in aenigmate

chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa


questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria


...caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia


un ri-trovarsi:
moltiplicato

*

Stanze

[ispirata leggendo Il corponauta -
appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]


io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell'oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me


rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell'abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue

*

A risalire le ore


non resteranno tracce
dei giorni informi
solo parole
scritte sull'acqua

 

a risalire le ore
del sangue il vortice
del vuoto: solo
parlerà l'amore
che si è donato

*

Gioco di specchi

l'ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te - insospettato

 

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi...

*

Ha memoria il mare

grovigli di rami
disegnano
la forma del vento
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d'acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

 

interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce

*

Parvenza d’amore

pietre ancora calde di sole
con la luce declinante
una virgola di amore ti è rimasta
negli occhi
-un sangue rappreso

 

come un olio è passata la luce
sopra il dolore -
pseudoincarnazione di
un sogno -

*

Creatura

mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

 

Signore non posso
che offrirti il mio niente -

 

fragile creatura
una morte ti devo

*

Il peculio di luce

(a Simone Weil)

 

(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco
fremiti di vita)

 

ha mani che sfondano muri
di solitudine

 

amore

 

germoglia grido di luce
da nuovo dolore

*

L’ombra

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce - se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

 

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

 

che estinta con l'ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra - senza un grido
tutt'uno con la morte -
senza perché - solo ombra

*

Sprazzi di pace

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento - quasi
provenisse dall'oltre

 

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare -

 

il vissuto la vita
sognata

*

Mio sangue alato

tu come un'esplosione
all'aprirsi del fiore -

 

vita: mio sangue alato

 

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato

*

Fantasia

nel giro d'una
luna
ti sognerò levarti
da orizzonti di fuoco
su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore

*

Poesia cosmica

io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

 

sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo

*

M’inondò il sogno

fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo
vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

 

il mio sangue confuso col cielo
della memoria
precipitato nella vita

*

In un punto dell’eterno

(momento)

 

spiove luce di stelle
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza
biancore irreale
carne-e-cielo
l'Io
nell'oceanosogno si guarda cadere
a imbuto
fuori del tempo
fino all'attimo prenatale
alla luce del sangue

*

Voli a solcare l’indaco

(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)

 

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...

*

Creatura di sabbia

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido

 

Sogno sono di me

 

io creatura
di sabbia

*

Poesia

scavare nascere nel bianco - parola
intagliata nel cielo del sogno -
è come estrarre sangue dalle pietre

 

(ecco forbici di luce
sfrondarti):
la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

 

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)

*

Sei luce sei fuoco

presente a te
chiamami amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio
galattico
presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro

*

Gravide di lampi

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni

*

Infanzia

[Eravamo nell'età illusa
Eugenio Montale]

 

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell'oro del sole appesi
alla luna

 

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

 

quel sentirsi dèi - quasi
alati senza peso - e
non sapere la vita


Innocenza nostalgia del paradiso

*

Vita in nuce

sangue del pendolo
tempo-maya dagli occhi
di giada
capovolti

 

nell'oltre è cuore
del sole abisso
di cielo - antimondo

*

Sospensione

tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale

*

In fondo agli specchi

(a J. L. Borges)

 

in un moltiplicarsi di specchi
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno
-lì è il centro il mondo
rovesciato

*

Vento di memorie

è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
vento di memorie
la vita
-ora sospesa
carne e cielo

*

Angeli caduti

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

 

ora non sanno più chi sono

 

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce - curano
le ali spezzate

 

per risalire nell'azzurro

*

La vita inesauribile

la mente in stand-by
ti culla un canto
d'alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che ti scorre
dentro come un fiume (batte
rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita - più vita - allontani
per paradosso la tua
dissoluzione

*

Angelo della poesia

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

io-non-io: in me ti trascendi e sei

d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore

*

Il lago del mio spirito

al di fuori di me -
io stesso luogo-non-luogo -
mi espando

 

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

 

fremito d'acque e stelle

*

Chi siamo

caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):

 

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma
dove l'essere si aprirà
in fiore

*

Uroboros

calato
in un io che non sai dire
chi sia se non presenza
passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell'amore:
attesa di pienezza nel pleroma

*

E violentaci dunque

 

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell' AIDS)


(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)

 

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
presto non più
che mucchietto d'ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo
-tu bambino già adulto-
con la purezza del tuo giorno breve

 

mentre questa morte - vedi -
già s'ingemma di sole

*

Nel paese interiore


nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell'anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

 

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce

*

Trasfigurati aneliti


(a Emanuel Swedenborg)

 

(quest'abito sta stretto - è
peso di terra

 

un fuoco passa per la carne)

 

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

 

per volare fra le braccia della
luce

 

profonde azzurrità
l'attraggono - sua origine e
sorgente

 

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli

*

Risalire all’immagine infranta

(A Danilo Dolci)

 

risalire all'immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo - limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
il tuo credo e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell'uomo nuovo - del suo
costruirsi incessante -

*

Un dio cibernetico?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)

 

vita
sovrapposta alla sfera
celeste regno d'immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell'occhio-pensiero

*

Anche per voi

 

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte

*

Essere

bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte)

 

essere
come momento
il Sé
universale

 

perdersi in chiarità
di cielo
farsi libro aperto

 

(dove albeggiano
azzurrità
di strade alte)

*

A risalire vortici

a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d'ore
ubriache)

 

vorresti tuffarti
nell'azzurro fonderti
con la luce

*

Nei tuoi occhi di vento

[A Davide, morto a 17 anni
il 16.4.1995, la domenica di Pasqua]

 

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

 

eri la loro preda di turno: sul collo
il fiato di quella banda di cani
armati di mazze

 

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

 

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

 

ti ho rivisto all'obitorio: sentivo
palpitare un intero
universo
nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo

*

Iqbal

[in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995.]

 

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

 

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli

 

quel mattino che nascesti in cielo - dimmi -
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?

*

Sogno

(a Dino Campana)

 

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta - in un istante

 

l'anima del
poema mai concepito
s'imbeveva di alfabeti
ineffabili -
galleggiava in quella luce
bianca

*

Parola

(una stella di sangue è il sole
della pagina)

parola - tua preda o forse
tu
sua preda

amore
zenitale

le nozze del fuoco

*

Come sospesi

è perdersi nelle stanze
arimaniche
questo disconoscerti
poesia della vita
è come stare sospesi
nello sporgersi
da delirante vetta interiore
l'aprirsi
di crepaccio
la sua bocca ad urlo

*

La vita nelle mani del vento


palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata testa e croce

*

Magnetici occhi ha la notte

(a Hemingway)

come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell’ombra
occhi in liquido cielo
capovolto

*

Lsd

nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d'amore immagine
accartocciata mortale

*

Io

da acque amniotiche
gettato dentro il mare-mondo
l'io: tanti io diversi

io sospeso spasimo
fatto vertigine e sogno
io-onda io moltiplicato
e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
d'arto amputato

*

Tiro alla fune

luce/ombra le mie due metà
tendo all'Uno all'androgino
l'io la linea che mi
divide
in grovigli di vene
sussistono tutti i contrari
un tiro alla fune
finché
non si frantuma il mio corpo
di vetro

*

Grido il mio nome

smarrimento dell'essere a
mimare la morte
io anelito sulla
bocca di Dio
perduto grido il mio nome
nei crinali del vento
discendo
nel mio specchio
attendo
una nuova nascita

*

Giro di luna

giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata

*

Azzurre profondità

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce

*

Dentro una sospensione

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte -
col terzo occhio (in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine) fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
-appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico

*

Cielo indaco

confondersi del sangue con l'indaco
cielo della memoria dove l'altro-
di-te preesiste - sogno
infinito di un atto d'amore

*

Fragile foglia

e nel momento del distacco

l'io si farà fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di vento

*

L’ angelo

noi lacere trasparenze

-sostanza di luce e di sangue-

a superare d'un passo la morte

 

solleva l'angelo un lembo di cielo

svela l'altra faccia del giorno

*

Libro

mastica piano la morte

il libro del corpo - orecchio

del cuore - : fatuo

risillabare palpiti di soli

fino all'ultimo

rigo-respiro

 

-congelato di bianca luce

 

*

Nascosto starò nella rosa

finché non avrà inghiottito

il tempo osceno il suo grido

nascosto starò nella rosa

azzurra

 

perché non intacchino

i veleni del mondo

la bellezza del cuore

*

Dentro silenzi d’acque

[Incontro]

 

sul lago s'è alzata la luna

dentro silenzi d'acque

è dolce la luce

nel respiro

delle foglie una smania che dilania

abbraccia i contorni della notte

*

Ho sognato di essere trasparente

vortico in un vento

di luce

 

da fenditure di un sogno

spio il mondo

*

Inverni

quanti ancora ne restano

nel conto apparente degli anni

incorniciati nella finestra i rami

imperlati di gelo e la coltre

candida che copre

anche il silenzio dei morti

 

immacolato manto

come una immensa pagina bianca

la immagini graffiata da

due righe di addio

il sangue delle parole già

rappreso mentre

è lo spirito a spiare da un

lembo del cielo

*

Nostos

in lampi di visioni

vita sognata

con occhi di cielo

 

il sangue ad ascoltare

la verde età

fuggitiva

*

Ladro di parole

[l'ispirazione della poesia]

 

la farfalla immagine-pensiero

sotto la volta del bicchiere

-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo

attimo e poi il volo...-

la destrezza nel carpirne la luce

frangente nei colori -

l'inavvertito suono

*

La visione

ancora sono sogno e inizio

di pensieri e sento

un angelo con l'ali

vellutate coprirmi

 

nel bianco silenzio

allagato di luna

mi do d'amore mia "fuga"

nell'intima mia essenza

sorda al mondo

*

Marina

sull'onda bianca della pagina

inavvertita la musa

come un'ala si posa e

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare

*

Ali

riscattare le ali

contro l'ingiuria del tempo

risalire

luce dopo luce

a un'alba rossa di vene esplose

*

In divenire

appoggiato alla spalliera

d'aria del divenire

tu -

 

arcoteso

 

futuro anteriore o

tempo che ti mastica

sangue del pendolo

*

Forse un angelo

a trascendersi in me

è forse un angelo

nel punto dove l'anima vibra

come diapason

e in un mutevole cielo d'occhi

mi asseconda

a snudare la bellezza

da frammenti di parole e suoni

 

qui nel mio sangue

ecco si leva il fiore

che non so dire

*

Quel che sono

(ispirandomi a Nicodemo)

 

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

 

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

*

Fiume d’echi

fuoco delle attese dove

anime si cercano e

nell'aria liquida

voci annoda il fiume

di luce e ricama

sospiri

*

Nell’infinito di noi

(visione)

 

abbracci senza

mani

di corpi immateriali

 

i nostri

volti unificati

 

noi fatti d'aria

 

tu ed io

 

una sola persona

*

Munch

nel buconero

del Grido

spiralante la vertigine

 

la raccolgo dentro

un foglio

 

vedi

 

pesco sogni di ragno

rimasti

nell'intreccio della tela

*

Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare

di palpiti

alle rive del cuore

 

aria dolce come

di labbra

incanutire di fronde

nella liquida luce

*

Il pensiero vola

il pensiero vola

 

quindi

volo

 

anche se zavorra

giù mi trattiene

 

le invidio tuttavia

per quegli ossicini cavi

le creature del cielo

 

noi

-peso di terra-

ossa come vetro

a sbriciolarsi con gli anni

*

Naufragi

il viso un libro

le pagine

gli io indefiniti

maschere che indosso

se non mi trovo

 

poi s'apre

il corpo -occhi

lapidati- nell'emergere

dai tanti me

 

*

Vivere in volo

fantasia questo vivere

in volo

nella liquida luce

 

notti acrobate

a fare incetta di sogni

per un’alba d’inchiostro

*

Una certa luce a flettersi

una certa luce a flettersi

nella dimora della mente:

quel tuo ostinato cercare

tra i naufragati ricordi

il volto amato

reciso dalle forbici del tempo

 

nell’assedio degli anni

oggi ti sorprendi

a dar corpo alle ombre

 

di fantasmi inanelli il tuo presente

*

Di altrove

di altrove

è lettura capovolta il mondo

 

chi ti dà

occhi buoni per il cielo

se non sai vedere

 

così la cieca

sopraffazione

la gioia cattiva del sangue

*

Dai vetri

tè per due ed un sorriso

ricambiando lo sguardo

sopra il bordo della tazza

 

dai vetri il fermento

con gli ultimi guizzi di luce

e un altr’anno alle spalle

 

altro non t’aspetti

non la bottiglia dall’oceano

tutto già accaduto

 

pure

tenti glissare

sui sussulti del sangue

*

Sconnessione

pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni

 

ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo:

e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae

*

Nascita

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

*

Blu marino

sciami di pensieri

sparpagliati

in riflessi di luna fantasma

ore dilatate un’alba fitta

d’inchiostro blu marino

 

altri me a sciorinare

-tenerezze in sorrisi di fiori-

della vita anteriore

*

Ondivaghe maceri parole

quando ti rigiri tra le lenzuola

-ondivaghe maceri parole

dove latita il cuore-

somigli al gabbiano ferito

che solo in sogno ritrova

il suo mare - la vita altra

*

Nudo alla luce

è velo che cadrà la carne

 

rendere fruttuosa la morte

"perdendo" la vita

 

rovescio

dell'io tra nome e senza nome

 

ma è l'amore che mi sceglie

 

-nudo

alla luce

 

ho sognato d'essere trasparente

*

Angelo della luce

adagiati creatura del sogno

sulla curva del nostro abbandono

 

la lontananza è ferita insanabile

un cielo d'astri divelti

 

e tu balsamo sei

-tu orifiamma tu altezza

sognato stargate-

dove voce insanguinata c'inchioda

 

dalla caduta

 

*

Fonèma

insufflato dal dio

passa come un vento di mare

il ricercato fonèma

 

che nel sogno dispiega le ali

di scintillante bellezza

*

Ricambio d’ali

va controtempo in un ricambio d'ali

l'angelo insozzato di mondo

 

nel sonno del giusto

abbevera le radici

del sangue della luce

*

Indivisa sostanza

sono indivisa sostanza

dimora delle origini

porto il respiro di voci

tra ramate ombre

 

nelle trame del vento

lascio si dilegui la morte

mi vivono nella carne

illimitati cieli

 

mi ustiono di rosacea luce

 

*

L’essenza

inadeguati noi

gettati nel mare- mondo

legati ad una stella di sangue

 

noi siamo l’alfabeto del corpo

che grida

il suo esserci

 

noi essenza degli elementi

 

appendici della terra

 

labbra del cielo

*

In un levarsi di voli

scuce tempo Penelope sdegnosa

così noi a sfogliare le ore morte

 

fuori dal tempo uroborico

in un levarsi di voli sarà voce

del sangue a dirci che forse

non sarà stato che un sogno la vita

*

La misura del sogno

avevi l’occhio lungo tu

nel dire che la vita ricalca

le orme dei passi

 

altro sangue i destini

che ci unirono

 

sai:

nelle acque della memoria

oggi di te non cerco

che la misura del sogno

 

nell’ondivaga luce degli occhi

trasparenze

*

Le vele del sogno

me ne andrei quasi di soppiatto

alle prime luci

mentre si fredda la tazzina

mai portata alle labbra

 

entrerebbe il vasto orizzonte

nei miei occhi azzurrocielo

il mare aperto

nell’abbraccio

delle vele del sogno

*

Un canto nelle vene

scompariremo

 

sì - la verità ci attende

 

spariremo alla vista

per essere altro: forse

vaghezza di nuvola o

sorriso di fiori

 

saremo volti

che galleggiano

sulla superficie del sogno

 

e avremo nelle vene un canto

*

Briciole di poesia

anima

casa di mare

dove a frotte s’annidano

gli uccellini azzurri di Maeterlinck

a ispirarmi l’abc del sogno

a beccare briciole di poesia

 

ferve nel tuo cielo

un volteggiare

di fòsfeni ed ali

*

Senza titolo

ora

il mio sangue si eleva

al battesimo della luce

 

vedi

sono fiorito

 

e la morte non la ricordo più

 

sono uscito da lei come da un fiume

di tenebra

*

Elegia

ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda

 

anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché

 

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

*

Geografia di graffi

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

 

pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa

 

poi mi guardai
la geografia di graffi

 

e mi toccai
inebetito

*

Lungopò

noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio

 

le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d’acqua

 

tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso

 

mi chiedo quanti inverni

ancora nelle ossa

che gemono nelle giunture

*

Angelo

angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all’ indietro
a contemplare i lineamenti perfetti

 

nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m’ incantavo

 

poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo

 

quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi

*

La rosa di sangue

in sogno spio se

riesce a passare "qualcuno"

per la cruna

Dio non è stanco

mai dell'uomo

 

gl' insulti gli sputi

gli scivolano addosso

Lui perdona sempre perché "non sanno"

 

sempre viva è la rosa di sangue

e splende di bellezza

*

Sapremo

sapremo - io di te tu di me dei nostri

scheletri nell'armadio

di ciò che non ci siamo detti

delle ammutolite coscienze nell'ora

alta delle scelte

dove si curva l'orizzonte dei pensieri

 

sapremo - non per speculum

in aenigmate: trasparenti saremo

*

E oggi che mi ritrovi uomo fatto

padre che sei rimasto di me più giovane

consumato anzitempo

una vita sul mare e le brevi

soste col mal di terra

 

avevi la salsedine nel sangue

 

così presenti

mi restano le rare passeggiate

mattutine e mai che mi avessi preso

per la strada in discesa

a cavalcioni sulle spalle

 

di carezze non eri capace

 

e oggi che mi ritrovi

uomo fatto

sai: mi fa male quel distacco