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Raccolta di poesie di SilviaDeAngeliss
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Nelle onde della mente

Girano  su di un perno

le tue illazioni mentali

senza senso.

Racchiudi in esse

crudi equinozi sconfinati

su un’illusiva eresia di luna

assorta in un dirupo di tempie.

Vorresti si avvalesse

d’un  profondo fulgore

per rimodellare l’incertezza

battente su molecole di vita

attorcigliate a cattedrali non illuminate.

@Silvia De Angelis

*

Il dubbio

Quel tempo che s’allunga

sulla parabola d’incognito

prestito d’un infinito senza tregua.

Ammicca memorie d’impaccio

su linea trasversale d’oltremare

ove la cantilena d’onda

sbiascica  sonorità d’amori

repressi nella loggia.

Ricerca d’una sonda

che conduca al brulicare

d’un istante memorabile

metafora d’una scia di luce

che scalfisca profondamente

il trepidare d’un dubbio che riaffiora….

@Silvia De Angelis 

*

End of an affinity

 

Come labile e latente soffio

rilasciato su affaticati tentacoli

si fa latente

il simbolo d’una corposa affinità

fra individui

isolati dal collasso d’una trincea

divenuta infima culla….

@Silvia De Angelis 

*

Allontanando la mente

Morbida rifrazione

di fatti inconsulti

celati su falda d’ombrello.

A giro di vento si lasciano andare

nel parapiglia schermato

di pensieri opposti.

Fluttua altrove l’immaginoso

scivolando su seducenti germogli

d’alberi d’acero

innervando fantasie ed esaltazioni

distanti da inganni e cadenze

che scrollino  frutti

d’eloquenti tumulti…

@Silvia De Angelis 

*

Un bacio caldo (a mia madre)

Prima della notte

quando il vortice sazio delle ascelle

pulsa sui detriti della mente

come chiassosi passi sulla ghiaia

compari tu

nella veste ultima.

Sembri un timido cerbiatto

quasi timoroso

in quell’approdo dolce

al mio cospetto

per mormorare

di quel bene inzuppato d’amore

censito dalla deroga d’un bacio caldo

sulle membra declinate a  dedito nostalgico….

@Silvia De Angelis 

*

Cronaca lontana

 

Esonda dal cielo una nube

 

Mi sfiora la capigliatura

svelando nel refe di seta

il legame

d'una vocazione

espiata nella sommossa

d'una cronaca lontana.

E' riapparsa nella percussione

d'un suono nudo

disperso in un teorema stravagante

mentre sfreccia contromano sull’asfalto

@Silvia De Angelis 

 

 

*

Magi di spiritualità

Nell’assoluzione del pensiero

langue la scia

d’un tamburo che batta

nei rintocchi storditi del sé.

E’ alla ricerca ostinata

d’un intento saggio

che trascolori

nei magi di spiritualità

un talento superiore.

Oltrepassa la realtà

vibrante

d’orizzonti e prodigi

nel calibro d’un mistero

dimorante

su sguardi volti all’apice

d’un cielo soprannaturale.

@Silvia De Angelis 

 

*

Soffio d’una caricatura

Intonazione d’occhi

su perfettibili rotaie

parallele all’architettura d’un grafico

adulante il soffio d’una caricatura.

Faticosamente esala

una latitudine sfiorita

arruffata all’involuzione d’una cabala

in salita sull’almanacco del tempo…

@Silvia De Angelis 

*

Percezione

Focale percezione

dentro le mura astratte delle mie ciglia.

Accentua inaspettate forme nel pensiero

ribaltando un azzurro sotterfugio

in una profetizzante incandescenza

sui cardini della pelle.

Sembra quasi mirare

a un doloroso flagello.

Traverserà

il torace fiaccato

da un disavanzo della soglia

impreparata a spianare

le piaghe di un’ombra d’amore

che discosti la mano alla luna…

@Silvia De Angelis

*

Ciao papà!

 

Giaceva nell’altare solitario

quell’oggetto dimenticato

referto d’un tempo diafano

allacciato al rito genitoriale

in costante orizzonte…

Nella beffa friabile del fato

si disallineano paradigmi di logica

rilasciando insani detriti

e grigi artifici in bilico

sull’orma del  tallone.

In quel capogiro che gira all’inverso

ho ritrovato quel tuo amuleto  obliato

ora cosmico rifugio

nel colpo d’occhio quotidiano

mentre sancisco il mio sollievo

e tu da qualche parte, ridi!

@Silvia De Angelis 

 

 

*

Al capolinea

Disincanto

nell’empatia

sfuggita ad affinità

e argute ipotesi espressive.

S’approda a rotte di diniego

nella spoglia rapsodia

d’una solitaria assenza

ancorata a una terra senza suono

@Silvia De Angelis 

 

*

La pazienza

Traboccante d’equilibrio

su malferma trave

scolpisce fiati bisbigliati

la pazienza.

Pulsione in sordina

come brezza di garbino

smuove il bordo della sottana

per la memoria

di solchi d’ombra distillati.

Nell’ondosità incessante della vita

sillabe poche sull’accadere obliquo

di ragioni e fughe di deliri

posano le mani stanche

sull’ironia del caso

giocoliere muto d’eventi

su cui puntare il dito…

@Silvia De Angelis 

 

*

Soffice a sera

Soffice

a sera

ostenta tenerezza

il pensiero pacato.

Frantuma i languori del giorno

penetrando nel dedalo

di favole astruse.

Mormorano

eventi vissuti

nei messaggi bisbigliati

sulle note variopinte.

Sbiadiscono vaghe penombre

allentando il pregiudizio d’un nodo

nel battito di ciglia.

Fattosi lieve

nel distacco della tenebra

oppone il nesso al fato

nella luce del crepuscolo

divenuto inganno.

@Silvia De Angelis

*

Amore maturo

Accade un sussurro lieve

che si fa flautata voce

nell’encomio prezioso

d’un amore maturo.

Lascia altrove

rumorosi spigoli

ammorbidendo il sussulto

d’eccedenti foglie

infragilite

dall’affanno  d’un corposo autunno.

Raddolcito

come il passo disuguale di nubi

mormora dello stupore bianco

d’un lascito di neve

attesa come insperato complice d’un dono

scivolato su occhi inumiditi

@Silvia De Angelis 

*

The mother

Vocia addosso

l’ascolto indicibile e senza tempo

del riverbero di madre.

Scivola sulla caduta del giorno

dilatandosi

nella vertigine d’una fallace ansia

fino a una resa del buio

ove rivivere sogni di latte.

Non ha misura il culmine di quella gioia

così istintuale e protettiva

priva di bende agli occhi

nella clessidra di torpore

e nell’inciampo d’un battito di ciglia

@Silvia De Angelis

 

*

Una stilla di luce

Si fa strabico l’occhio

nella temporaneità fuori misura

pesante su vertebre

disconnesse dalla brevità d’un fiore.

Pagliuzze sparse nella sera

incarnano contralti lontani

dall’eco sfiancato e artificioso

in cui elargire stupori

racchiusi nel lamento

di gufi o colombi

nello sgomento d’amore

proiettato nel buio cosmico

mentre compete con una stilla di luce…

@Silvia De Angelis 

*

Nell’angolo

Metrica assillante nelle parole

brulicanti d’un’ossessione

che si fa metafora

nella traiettoria del pensiero.

Cupo

nella stesura d’un pungente trascorso

sfodera contesti e disfatte dolorose

incenerite da mani inerti

alla mercè d’una carezza mancata

nell’ angolo più sfocato del tramonto…

@Silvia De Angelis 

*

Tralasciati nel percorso

Corridoio della disfatta

ove incespicano gli obliqui passi

di coloro discriminati

da un ostico liquore antico.

Volti adombrati dal logorio

d’un sole collassato

ma desiosi di gestualità

da saltimbanco

per ghignare

con successo

sul decollo d’un sogno ambito

@Silvia De Angelis 

*

Necessità di prece

Una postura primordiale

nella modalità d’impronte spirituali

concretizza l’urgenza

d’impaginare preci.

Nel preludio di mancati alfabeti

su falsariga d’un cantico emotivo

traboccano istanze

stimolate da un travaglio

oltre il rantolo d’universo

nel rituale effetto logico d’un’illusione

galleggiante nel vuoto

@Silvia De Angelis

*

La curva del vento

Sui miei occhi

bende discostate

per assaporare flash della tua presenza.

E’ remota dai tempi degli sguardi

ma  ancor sa meditare

di  fibrillanti carezze di ciglia

mosse da un alito

d’animata follia.

Morde dolci inquietudini

sulla tremula linea di respiro

quasi  indissolubile

pur essendo in bilico

su alture d’orizzonte.

Ne supera la maestà

nel suo rilasciare

morbida impronta digitale

nelle caviglie  ansimanti

ch’eguagliano quasi la curva del vento.

@Silvia De Angelis

*

Ideale

Flessibilità e morbidezza

d’un sussurro empireo

nella misura di gote

che sminuiscano il rossore

dietro l’accettazione d’un singulto

divenuto ideale

nella cascata d’un glicine

appeso a un peduncolo d’amore….

@Silvia De Angelis

*

Giochi di parole

Amo cablare

e rafforzare

l’etimologia della parola

quando si insinui

zig zagando

nel sotterfugio più profondo

palpandone il pigro anfratto.

Questi d’un tratto guizza

s’allinea

su un immaginario abaco

numerando a più non posso

le estensioni d’un concetto

che nella sua mirata equivocità

renda estrosa l’evidenza.

@Silvia De Angelis

*

Per volare...

Animatore d’un loto sfiorito

s’addentra pacato

un sipido sentore d’autunno

artificioso come il passo delle nubi

sfiancate nel deciduo di gocce a venire.

Fragili acustiche di volatili

stornano il timone d’alberi

smagriti nelle scorie aranciate

balbettanti come un allegro infante.

S’intrufola nell’abito improvvisa

una folata di vento

mentre il fiato sospira

in un  luogo lontano

ritrovando il tempo e il senso d’una storia

vibrante su un far di scapole per volare…       

@Silvia De Angelis 

*

Innovazioni difficili

Impaginazione

senza tregua

di tempo futuro

assottigliato

dal logorio verderame

di sequenze oscure.

Rari nuovi affreschi

tessono scansioni d’alfabeti

d’incerte lettere

svuotate d’essenza

nei verbi indefiniti

taciuti quasi

nell’incomprensione di rito.

@Silvia De Angelis

*

Normalità

Sull’estensione d’una postura labile

s’azzardano

pensieri concreti di normalità.

Pulsione ideale

racchiusa su lavagna nuda

in cui imprimere

volute creative

di contrappunti saggi.

Prende forma l’istintualità

in un empirico messaggio

al di fuori del banale

su profilo dello sguardo.

Marca percorsi disallineati

dietro la coda d’una cometa oscura

alla ricerca d’un acceso manto

vacante nell’infinito

 rivisitato sull’orma d’un empirico cielo

@Silvia De Angelis

*

Un viandante

Velame stordito della sera

occhieggiante nicchie seminascoste

oltre la curvatura impassibile del tempo.

Un addolcito movente

scivolato sulla risacca del pensiero

scioglie un rantolo

inclemente sul coro della bocca chiusa.

Tacciono i lampioni fuori

mentre un viandante

oltre la riva degli occhi

rivendica nei fili violacei, una carezza…

@Silvia De Angelis

                                                                         

 

*

Fra parenti

Nel vento blando

d’ammutolite gestualità

si muovono fiammelle affini

memori di geni lontani

nel crepitio d’inverni

e ricorrenti primavere.

Si modellano pensieri

e qualche inaspettato inganno

vincolato a sogni di profitto

oltre un bicchiere di tequila.

Spalmato sulla lingua

nel rumore di cose quotidiane

mai trapassate

vibra lo sguardo miope

d’un’ombra qualunquista

che s’addentri

silenziosa nel sospetto….

@Silvia De Angelis 

*

Un lacero sudario

Un passo disuguale

nell’evocazione boscosa

riflettente

una superficie umettata di muschio

emancipa lingue di fuoco.

Diviene un lacero sudario

la distesa di verde

nell’arsura d’una flemma estiva

incontenibile.

Grida nell’incipit doloroso

la natura

vittima d’una deflorazione

del tutto che respira

senza più recitare meraviglia….

@Silvia De Angelis 

*

Il riscatto

Deposto il plesso

nell’angolo buio del vicolo

con mani inerti e segnate

dal collasso d’un canone indiziato

s’evoca

un prudente adagio di passi       

nell’atmosfera d’una nuova clessidra

ove riaffiori

il  riscatto di taciturne cronache

dall’allusione d’un fiotto tumultuoso

@Silvia De Angelis 

*

Adesso (vernacolo)

 

Se semo ‘ncrociati quanno ‘ a testa nostra

ciaveva ‘na gran forza

e ce sentivamo padroni de ‘sto monno

che stava a guardà er bello

de’ ‘ a vita nostra….

Quanti momenti de gran passione

e quarche sguaiata ‘ncazzatura

che ce ridava smarto e forza

pe’ annà avanti sempre ‘n salita.

Certo mo avemo perzo quo smarto

che accecava i giorni pe’quanto

ereno lucidi e nell’opacità

de ‘sto presente che cià cambiato

forze de fora,  annamo avanti

a passi più lenti pe’ paura

de dovè ‘nciampà e facce male.

Forze erano mejo  quee litigate

pe’ poi aripiasse abbraccigati

più de prima, mo semo sempre

soridenti e bboni  ma a dì a verità

piu rincojoniti….

@Silvia De Angelis

 

ADESSO (traduzione)

Ci siamo incontrati quando la nostra testa

aveva una grande energia

e ci sentivamo padroni di questo mondo

che guardava il bello

della nostra vita..

Quanti momenti di gran passione

e qualche sguaiata arrabbiatura

che di ridava smalto e forza

per andare avanti sempre in salita.

Certo ora abbiamo perso quello smalto

che accecava i giorni per quanto

erano lucidi e nell’opacità

di questo presente che ci ha cambiato

forse al di fuori, andiamo avanti

a passi più lenti per paura

di dover inciampare e farci male.

Forse erano meglio quelle litigate

per poi ritrovarsi abbracciati

più di prima, ora siamo sempre

sorridenti e buoni, ma a dire la verità

più rincoglioniti….

*

Infine

 

Lussureggiante lampo

nella laguna dello sguardo

lascia scivolare lune lontane

come la forma dell’onda

a prendersi schianti di mare.

Brividi oltre il dovuto

nelle cadenze d’un fato

sparpagliano un’eco remoto

nel suo stare adesso

estrapolato  da un sogno

non  negoziabile

sul preambolo

imbellettato di fascinazione…

@Silvia De Angelis

*

Mai nata

 

Scavo pigmenti di pensieri

nel fermo

infermo

d’obliqua noia.

Solo lo scricchiolìo

di quel fogliame

inerme ormai

fa leva

su sottile ragnatela d’inedia.

Nel rumore asciutto

sibilante autunno

avverto un muto sentore

imbronciato nel tempo.

Si rafforza

nella malìa di secche chiome

foriere d’un capogiro

gabbato da una leggenda

di solo verde

mai nata.

@Silvia De Angelis

 

*

Oltre la vita

In quell’andare di cartapesta

s’affievolisce

l’entità d’involucro prezioso.

Stremato da latitudini frenetiche

perde il passo

rimanendo una riga indietro…

quella che non permetterà

il salto oltre la tenebra

stagionata

nella rincorsa tacita al silenzio

mentre cabla un battito disperso…

@Silvia De Angelis

*

Canto di luna nuova

 

Fa capolino il volto

nell’entroterra d’un diadema

che si spegne

saziando il denso vociare

d’un dogma di serenità.

S’accende un barlume

su cupole indecise

e il senso trascolora sogni

su miti latenti una quiete mai vissuta.

Si fa lieve il passo

oltre dune raddolcite

nell’affievolire parole vere

scritte in grassetto

sulla mezzaluce d’una stella

srotolata da una canto di luna nuova…

@Silvia De Angelis

*

Geometrie

Pieni e vuoti

nelle geometrie

raccontate dallo sguardo.

Pur se tacite

assorbono come spugne

luci artefatte

in un teatro che s’ingegna

d’interpreti inanimati.

L’emozione d’assiduo crescere

dà voce a un progetto statico

vocazione d’un salto di fantasia

ove un punto fermo

diventi più infinito e mobile

in un salto d’occhi

@Silvia De Angelis

*

Nella bocca

Si dilata la voglia di te

maturata in un anfratto

di sorte isterica

data dal  mutare d’ un sentimento.

La fisicità si fa vagabonda

celandosi nell’empirismo

di parole subdole

alla ricerca di tasche in cui rifugiarsi

quasi per disertare

una sinfonia afona

che duole nell’insana voragine

d’amore spento

nella bocca d’altra pronuncia.

@Silvia De Angelis

*

’A cappella d’Immacolata (vernacolo)

Me so’ ‘nnamorata d ‘a cappelletta

d’Immacolata ch’arberga drento

Villa Borghese pe’ decisione

de quer riccone der Principe Marcantonnio

che ciebbe ‘sta dedizione ‘mmenza

p‘a Madonna a li tempi che lui visse der  settecento

‘A chiesetta è comme ‘na bomboniera

e riccoje li dipinti de Raffaelo

che s’era preso ‘na mezza scuffia

pe’ ‘sto posto santo

che je faceva friccigà er pennello ne li colori

Vorte che s’entreccieno ner calore

de’ n’intimmità mai vista

e de fora ‘n’contorno de pini secolari

rinverditi da ‘n’emozzione

de n’atmosfera ‘ntrigante

che solo Roma co’ qua’arietta sorniona

e stuzzicarella te sa dà

comme na signora d’artri tempi

che nun cià voja d’envecchiasse….

@Silvia De Angelis 

LA CAPPELLA DELL’IMMACOLATA (traduzione)

Mi sono innamorata della cappelletta

dell’Immacolata che si trova dentro

Villa borghese per decisione

di quel principe ricco Marcantonio

che ebbe questa immensa dedizione

per la Madonna al tempo che lui visse nel settecento

La chiesetta è come una bomboniera

E racchiude i dipinti di Raffaello

che s’era preso una mezza cotta

per questo posto santo

che stimolava la sua arte impressionistica

Volte che s’intrecciano nel calore

di un’intimità mai vista

e l di fuori un contorno di pini secolari

rinverditi da un’emozione

di un’atmosfera intrigante

che solo Roma con quell’aria sorniona

e particolare  ti dà

come una signora d’altri tempi

che non è capace a invecchiare

 

 

*

Nell’attesa

Scortica

fotogrammi d’esistenza
l’attesa.
Estenuante
nella sperimentazione
d’una lenta e incerta strategia
paia non aver mai fine.
E negli agganci infiniti della mente
dedita mescolare
indolenti cromatismi
si è incapaci definire
una linea compatta di colore
che nebulizzi
pensieri tumefatti dell’attimo...
@Silvia De Angelis

*

A giorni...

Mi perdo nel tuo imperturbabile silenzio.

A fatica

catturo

quel tuo inquieto errare nomade

ove incidi

l’essenza d’un mosto che bolle

lambendo quegli incastri d’esistenza

nella cui tortuosità

nuoti

incurvando scapole addomesticate

a giorni imbellettati di pretesti…

@Silvia De Angelis

*

Percezione

Focale percezione

dentro le mura astratte delle mie ciglia.

Accentua inaspettate forme nel pensiero

ribaltando un azzurro sotterfugio

in una profetizzante incandescenza

sui cardini della pelle.

Sembra quasi mirare

a un doloroso flagello.

Traverserà

il torace fiaccato

da un disavanzo della soglia

impreparata a spianare

le piaghe di un’ombra d’amore

che discosti la mano alla luna…

@Silvia De Angelis

 

*

Sul passo d’un dinosauro

Non più filtri

nè impatti nebbiosi

sull’appiglio d’un cosmo incisivo.

Dalle viscere umanoidi aggressivi

lacerano la logica del palcoscenico

arida scia di spettrali consumi.

Decadono l’orgoglio e il suono della natura

stuprata di vezzi e candore

su appetibili malie di virus

nel cammino in bilico

su passo d’un dinosauro

@Silvia De Angelis

*

Irreale obiettivita’

Idiomi, scommesse e deterrenze

su palcoscenico di media

nell’oltraggio a semine d’eventi.

Riciclati su ringhiere d’opposte arcate

mietono “fictions”

su tachicardia d’aorta

in collisione con realtà basculanti

su confini accesi in trampoli di luna

ostentando irreale obiettività

@Silvia De Angelis

*

Piccole dita

Piccole dita

d’un cuore immenso

muovono gestualità insensate

nel contorno sbiadito

d’un universo ostile.

Si fa nero l’indaco

sfumato da ombre opache

difficili da afferrare.

Crollano

nell’estensione d’un cosmo

non diluito

ove l’entità d’ uno spessore diverso

acquisti un valore insormontabile.

@Silvia De Angelis

*

I giorni annati (vernacolo)

Quanno semo più tranquilli

e avemo riposto “i grilli” da ‘na parte

ce vie’ n’mente quer tempo addietro

che cià fatto tanto penà.

Allora senza fa troppi sforzi

aripiamo ‘e cose belle

messe da parte drento ar core

pe’ sollassacce d’attimi gajardi

che te rianimeno

e t’aiuteno a campà.

N’amore ‘ntico e stuzzicherello

che fra ‘nbatticore e l’artro

t’ha rigalato emozioni

che vargheno ‘n mijardo

e saresti capace de fa

‘na doppia capriola

pe’ potello fa’ tornà….

Ma er tempo nun perdona

 core come ‘nmatto

rubbandote li giorni

che ciai a disposizzione

e sta a te piallo

da ‘a parte giusta

e fattelo carzà….

perché si nun ce riesci

fai ‘ngrosso rotolone

e nun te riarzi più…

@Silvia De Angelis

 

I GIORNI ANDATI (traduzione)

Quando siamo più tranquilli

e abbiamo riposto gli sfizi da una parte

ci viene in mente quel tempo passato

che ci ha fatto penare tanto.

Allora senza fare troppi sforzi

ricordiamo le cose belle

messe da parte nel cuore

per godere d’attimi meravigliosi

che rianimano

e aiutano a campare.

Un amore antico e stuzzicarello

che fra un batticuore e l’altro

ha regalato emozioni

che valgono un miliardo

e saremmo capaci di fare

una doppia capriola

per poterlo rivivere.

Ma il tempo non perdona

corre come un matto

rubando i giorni

che abbiamo a disposizione

e sta a noi prenderlo

dalla parte giusta

facendolo calzare…

perché se non ci si riesce

si fa una grossa caduta

e non ci si riprende più…

 

*

L’altra me

Coniugo pensieri astratti

nell’esalazione d’un sospiro di buio.

S’adagiano occhi

su orpelli estrapolati a un essere

che galleggia altrove, dimentico di me.

Non s’attenua la mancanza

ma accentua un senso d’aritmia

che scivola nell’angolo remoto del rimpianto.

L’assenza si fa confine d’uno  sguardo spento

diluito in un lieve afflato

forse indifferenza..

nella schiena soffocata dall’altra me….

@Silvia De Angelis

*

Batticuore

Si dilata

nella sera

la sbavatura d’un pensiero

emigrato sull’andatura mancata

d’un’orma remota d’amore.

La mente

divenuta

coinvolgente pifferaio

narra di sinfonie levigate

sul batticuore d’un sensuoso plagio

capace  sottrarre al silenzio

una lieve brezza di farfalla

sulla cui  porporina

impigliare dense allusioni

girovaghe sull'aria d’una costellazione

@Silvia De Angelis

 

*

Intramontabile

S’amplia

il vortice della vita

nell’iperbole del tempo.

E in quel rinnovato spettro di luce

approdato su tempie

avide d’energia

si modificano gli accordi di sempre.

Persone affini

del contorno

tendono a diradarsi

scavalcando un diverso orizzonte

ove la fragile utopia del sole

diventi intramontabile.

@Silvia De Angelis

*

Nello sguardo denudato

 

Incursione collettiva di gente

sulla parodia d’un mare

privo del sogno levigato d’un caleidoscopio.

Ambigua la moria di predilette telline

scippate sul nascere d’un rantolo d’onda.

Si fa timida la replica d’un volo asimmetrico

recitato da un gabbiano solitario

alla ricerca d’un indennizzo

per mete dissestate dal suo habitat.

Nella tempra di messaggi inclementi

nel coro della quotidianità

si rincorre un apice scorretto

abboccato a chiaroscuri incerti

che s’approprino di luce

nello sguardo denudato….

@Silvia De Angelis

 

 

 

*

Buongiorno (acrostico)

B iancore nell’alba precoce d’estate
U  nita a velluti d’erbe rigogliose
O rnano essenze muschiate e preziose
N ell’esplosione saggia della natura
G irovaghe nubi sinuose
I mpertinenti giocano nel turchino
O biettando qualche raggio di sole
R elegato ora in lontani lidi
N on lontani da spiagge di mare
O ltremodo sognanti profumate salselle

@Silvia De Angelis

 

*

Fino in fondo

Si può amare il giorno

si può amare il rumore

ove scalpiti passo di daino

mentre respira il bosco

e ne trattiene l'aroma incontaminato

 

Accarezzare il buio

assaporarne l'odore tacito

mentre emana corposi richiami di schiena sopita

tracimante graffi d'anima

ove si asciughi la bocca

nell'esalare tremuli mormorii di soffice esaltazione

 

Si può contare con l'amore

nella somma algebrica

che riporti sempre uno come risultato...

in quella solitudine unilaterale

che irriguardosa... logora fino in fondo

@Silvia De Angelis

*

In fuga

Cade e muore

nel sottoscala più recondito

l’evento addomesticato

da cruente mani

imbellettate di sangue.

Invisibili tortuosità

nel respiro acceso

rendono nomadi

azioni feroci

da instillare in un fortunale

inatteso e letale.

Segrete nicchie

celano fughe scellerate

d’ostici animi

alla ricerca di gabelle

che lascino sgretolare

il senso lacerante del misfatto

percepito sul tallone in fuga…

@Silvia De Angelis

*

Memorie misteriose

Sommersa nell’encomio della sera

scivolo nell’incapacità di vivere

vertigini emotive del pensiero.

Divinizzo flussi di memorie misteriose

rasenti lusinghe sensuose

di cangianti amori

dischiusi nell’enigma

d’un eccesso di passione.

Vibra uno stimolo di febbre momentanea

sulla bisboccia di luna irriverente

nel monologo d’un vento labile

ch’evochi primavera…

@Silvia De Angelis

 

 

*

Il pensiero

Consolidando ascolti

nella trasparenza della mente

scivola senza rumore il pensiero.

Incline a saggi remoti

è in equilibrio  su piedistallo mutevole

nel battibecco d’un filo di pausa

che ne sfumi l’essenza.

Torna poi

inatteso

con forgia densa

che ne definisca il teorema.

Nella sagoma profonda

 segnerà transiti decisi

là dove il passo

muterà andatura

nel soffio opposto del vento.

@Silvia De Angelis

 

*

Volto di pietra

Rigore cementato su temi avversi

violati da ciocche al vento.

Manuali e remore raccolti

su moto d’un sibilo

volto a ferraglie acuminate.

Sparse nelle pozze della mente

muovono regie discordi

su stive memorabili.

Si dirada un sogno d’Africa calda

precipitato nel gelo cosmico

d’un nodoso sconforto

sbavato da un acre filo di solitudine

con il volto di pietra…

@Silvia De Angelis

*

Dietro la cortina


 

Traverse emotive

in forte collisione

nell’istintiva attesa

del vederti…

Plana

d’improvviso

la densità temporale

rifugiata nell’argine

d’un confine inafferrabile.

Spasmi di molecole impudenti

si dibattono

in un approdo fuori controllo

nel turgido tremore

d'un fiato

adagiato a te.

Vibra in segreto

dietro la cortina

d'un cruciverba che ci accosti

dogma inusuale d'una sensuosità fuggente..

@Silvia De Angelis

*

Ombre rosse

Romba un frastuono

assordante di memorie.

S’offusca  un divenire

raccapricciato

dal manto d’ombre rosse.

Occhi scuri

prendono in affitto

su schemi senza rime

un’esaltazione di libertà

preordinando bagni di sangue

che il mondo non contiene.

Ideali vacillanti fan leva

su languori

d’una latente follia

verso traguardi in dissolvenza.

S’è sfondata la porta del passato

nella terra che riporta i rumori della pioggia

con l’assillante delirio da espiare.

@Silvia De Angelis

*

Er poema (vernacolo)

 

Quanno te voi godè

du’ versi ‘n santa pace

butti l’occhio

su ‘e poesie d’autori

che dicheno ‘ccellenti.

Ma poi arivi

a la seconda strofa der poema

e nun sai come fa’

pe’ capì ‘n do vo’ annà a parà ‘sto tipo.

Provi a  fa’ ‘a radice quadrata de’ ‘e parole

ma er cervello de fatto

nun riesce a staje dietro.

Allora s’enventa quarche parabbola

co’ poco significato

pe' giustificà l'incomprenzione

e annà avanti su qua lettura

che nun je carza e nun è a misura sua.

@Silvia De Angelis

 

IL POEMA (traduzione)

Quando vuoi goderti

qualche verso in santa pace

volgi lo sguardo

sulle poesie d’autori

che dicono siano eccellenti.

Ma poi giungi alla seconda strofa del poema

e non sai come fare

per capire cosa intende dire il poeta.

Provi a sforzarti sulla base delle parole

ma il cervello di fatto

non riesce a star dietro a quelle strofe.

Allora inventa qualche aneddoto

con poco significato

per giustificare l'incomprensione

e andare avanti in quella lettura

che non gli giova e non è  alla sua portata.

 

 

 

*

Fragilità nel tempo fluido

E nelle lune

soggiogate dall’entità

del tempo fluido

s’insinua

delicata

quella  impalcatura

profonda

disertando

lentamente le energie vitali

che l’hanno compiaciuta

nei virgulti acerbi.

Ora

si stupisce lo sguardo

nel meditare la sottigliezza

d’un taglio di luna

sorvolata dal roco stridio

d’ un rondone solitario

disanimato

come la sensibilità caduca

d’un dì che si spenga.

@Silvia De Angelis

*

La mano calda

 

Colmo il foglio di garze

macchiate di parole.

S’addentrano in un limbo

ove spazio e tempo

inclinano ricompense

a chi saggiando buio e solitudine

raggiunge un apice di perfezione

fra dita che passando vicino al branco

non cerchino la vicinanza

d’una mano calda….

@Silvia De Angelis

*

Il fatto

Inaspettata fanfara

rumoreggiante

su davanzale aperto

alle fauci del giorno.

Sancisce una volontà diversa

dal crisma motivato nell’attimo.

Consapevolezze e ironie

si scambiano inusuali ritmi

alla ricerca d’un talento

dolce/amaro stupefacente.

Disegnerà bocci di magnolia cangianti

nel retrovia del pensiero

divenuto crepitio d’umore

come disfatta d’un dolo…

@Silvia De Angelis

 

*

Delittuoso (Acrostico)

 

D ardo appuntito nel chiostro scellerato d’immaginoso

E stemporaneo a una datata sorgente della memoria

L ivida di rancorosa sabbia

I mpiantata in un involucro che preme a forza

T ra l’oscurita del disequilibrio interiore

T agliente come affilatissimo fioretto

U suraio d’un impietoso affondo

O stentato a forza platealmente

S ino al concerto d’una sensitività diabolica

O verdose d’un’aggressività vacante nel DNA

@Silvia De Angelis

*

Nell’uva rossa

In quei pastelli tumultuosi

d’un temporale avverso

immergo mani pensose.

Fluttuano in silenzio

nelle disarmonie

di trascorse semine diafane

seppur pungenti su cartilagini

disadorne d’energia.

E nel contesto d’una smania

che trascolori oscure avvenenze

traggo il setoso colore d’uva rossa

per pigmentare di toni euritmici

cascate di vita in avvenire.

@Silvia De Angelis

*

Er giorno allegro (vernacolo)

Quei giorni de ‘ a vita che chissà perché

te senti davero de’ bbon umore

come  si ‘no sboccio de primavera

t’avesse ridato ‘n soffio de felicità.

Allora te vesti de tutto punto

coll’abbito più malandrino

che te aritrovi e ‘na scarpetta ‘ntonata

pe’ n’abbinamento azzeccato.

Te senti ‘na gnocca pe’ ‘a via

puro si cor tacco arto

preghi Sant’Antonio de nun fatte rotolà

per tera, co’ ‘no scivolone mardestro.

Passeggi spenzierata co ‘ a voglia

solo de’ sta’ bbene.

Ma ecco che ‘na ventata ‘mprovisa

t’arza er pizzo der vestito

e manco poco…

arriva quasi a vedesse ‘a mutanda!

Ah bella te grida ‘n garzone a voce arta

te voi fa ‘n giro co’ me?

Senza nisconne l’imbarazzo

cerchi de datte ‘n tono

e je risponni gira a largo regà

che nun ciò tempo da perde co’ te!

Nun rimane che tornà a casa

e ripiasse , de niscosto, ‘a vita de sempre

senza volè strafà!

@Silvia De Angelis

 

IL GIORNO ALLEGRO (traduzione)

Quei giorni della vita che chissà perché

ti senti davvero di buonumore

come se uno sboccio di primavera

ti avesse ridato un soffio di felicità.

Allora ti vesti a nuovo

con l’abito più sfizioso

che hai e una scarpetta intonata

per un abbinamento armonioso.

Ti senti molto carica per la via

anche se col tacco alto

preghi S.Antonio di non farti cadere

in terra, con uno scivolone rovinoso.

Passeggi spensierata con la voglia

solo di star bene.

Ma ecco che una ventata improvvisa

alza il vestito

e manca poco….

arriva a vedersi quasi la mutanda!

Ah bella ti grida un ragazzo a voce alta

vuoi farti un giro con me?

Senza nascondere l’imbarazzo

cerchi di darti un tono

e gli rispondi gira a largo ragazzo

che non ho tempo da perdere con te!

*

Ignoranti

Adagiano

il passo

su esili relitti della conoscenza

ignorando identità essenziali

d’una cultura forbita.

Sono felici

anche

di non saper contare.

Si propongono con agguerriti occhi

nell’istante della ragione dovuta

celando

nella schiena

l’arma che fa sanguinare…

@Silvia De Angelis

 

*

Combaciare

Com-baciare

col senso della vita

sognando involucri stondati

e coloratissimi.

Si pagaia

su una sferzata d’azzurro mare

impiumato d’ali candide

e aranciati becchi.

Si farneticano menù evasivi

dalla metropoli di lavagna

ormai fuori dalla portata mentale

nomade in un'utopia diversa

che esali scalpore e libertà

@Silvia De Angelis

*

Voyeur

Allenti le corde d’amore

scavando in ombrose perturbazioni

insite nella tua loggia sbilenca.

Si discosta dall’incanto d’un credo sublime

l’estremo esilio d’un piacere ormai logoro

declinando  gestualità ovvie

estranee a un’uscita di senno.

Urla intriganti approdi

nei fiati distorti...

respirano clandestini in pianeti oscurati.

@Silvia De Angelis

*

Aroma di vaniglia

mi imbatto in un nubifragio di insipide parole

- quelle frammentate che ascolto nei vicoli del giorno da velate sfingi appaiate -

 

frasi monocorde dipingono un canovaccio provocatorio

- quasi a voler gettare brecciole in un fermo d'acqua esaltando l'ardito tuffo -

 

immobili vertigini fanno scaturire un vuoto dentro l'ego disperso

ove pieghe non nate sussultano in un vortice trasparente

inabile stillare vivace aroma di vaniglia

@Silvia De Angelis

*

’Na pioggerella (vernacolo)

Me perdo drento ‘na pioggerella che scenne lenta

con ‘n’ticchettìo monotono ch’aricorda

er battito d’en orologgio a pendolo

‘Mplaccabbile segna er tempo fuggitivo

d‘e stranezze d‘a vita

che se rincoreno senza tregua

pe’ fatte capì a un certo punto

quant’ è mejo a stassene da soli a ‘n’angoletto

pe’ sbircià ‘n ‘ silenzio ‘ e follie

de quelli che te stanno ‘ntorno

e nun so’ capaci nimmanco de gustasse

er concerto a mille mani

de ‘na pioggia maggica

che te stuzzica quer pizzico de core

@Silvia De Angelis

 

UNA PIOGGERELLA (traduzione)

Mi confondo dentro una pioggerella che scende lenta

con un ticchettìo monotono che ricorda

il battito di un orologio a pendolo

Implacabile segna il tempo fuggitivo

delle stranezze della vita

che si rincorrono senza tregua

per farti capire a un certo punto

quanto sia meglio starsene da soli in un angoletto

per osservare in silenzio le  follie

di coloro che ti stanno intorno

e non sono capaci ne anche di gustarsi

il concerto a mille mani

di una pioggia magica

che ti stuzzica un angolo di cuore

*

Equilibrio

Quasi in sordina

e in un tempo che s’allunga

accade una verità placida.

Attonita e silenziosa

si corica su una linea saggia

senza contraccolpi

o moleste remore.

Amplia fotogrammi

al di fuori di grigia grandine

assaporando il nesso

fra un sonoro fermento

e un angolo di buio

attrattive all’antitesi

slacciate dalla vita

su cui mescolare il fiato.

@Silvia De Angelis

 

*

Bionica

Quella minuscola stringa

che fa di me donna bionica

sa infinitesimare slanci allargati

nel cielo misurato di arti femminei

coinvolgenti dolci desidenze

nei desideri spostati

Da un ciuffo inadempiente

a un’autoreggente maliziosa

che s’inclina nella dorsale

d’una gestualità inavvertita

quel capriccioso meccanismo

concretizza in me mosse astratte

nella lusinga orizzontale

d’una piega

mentre spiega

al rumore d’un arto spossato

una mossa silenziosa di rilievo…

@Silvia De Angelis

 

 

 

*

L’eco di voce

 

Quando catapultiamo

all’inverso

idee soggettive

colmandole

d’un radioso e illogico riflesso inesistente

siamo soliti

poi

crollare

in una nudità solenne

come gelido rammarico

d’un’illusione istrionica

piombata in un dirupo  arcano

che non riproponga l’eco di voce

@Silvia De Angelis 

 

*

Capovolto

Parole scoscese

nel ventre maturo

mosse

dal remoto manto di gioventù.

Assenze

e tacite ombre

assottigliano il mantice d’andare

velato d’una scia di rondini

assorte nell’inflorescenza d’un petalo nero

informe

capovolto nel cielo.

@Silvia De Angelis

*

Immaturità

Chiaroscuri limitati

nell’acerba tempra

esaltante verità sognate

nel buio

senza una macchia di turchese.

Fioccano d’improvviso

barlumi incandescenti

su mente ignara

di cadenze assidue nel tempo.

E in quella sordità del nulla

si smarrisce il nesso prezioso del pensiero

boicottato forse

da una celata realtà solida

posta

silenziosa

di fianco….

@Silvia De Angelis

*

Verità (acrostico)

V erso un orizzonte limpido

E volve un enigmatico evento

R uotante su un ambiguo significato

I lluminato ora da schiette parole

T rainate da un senso di profonda lealtà

A nnunciata da coloro meritevoli di lode

@Silvia De Angelis

*

On emotion

Predilige il sogno

mani indaffarate

nelle incorporee fantasie.

Il pegno levigato

d’occhi semiaperti

plagia astrali sipari

mai banali

nel confine empireo

d’un altrove

silenziato

dalla caduta d’una lacrima

in sospeso

sul lievitare d’ un’emozione.

@Silvia De Angelis

*

Er purciaro (vernacolo)

 

Drento ‘no sguardo

che nun ariva ar di là d’ ‘a saccoccia

se move sempre guardingo er purciaro.

Cià timore che quarche tipaccio

‘o possa deufradà der patrimonio

che nun se deve d’abbassà nimmanco d’n centesimo.

Passa er tempo a contà li baiocchi

carezzannoli come si fossero creaturelle fraggili.

Prima d’addormisse

ignaro de’ ‘na visita notturna che ‘o po’ fa’ ‘mbruttì

aripja tutto quer ben de Dio e ‘ncomicia

a gratificà  quei spiccioli

come si fossero fijetti sua….

@Silvia De Angelis

 

L’AVARO (traduzione)

Dentro uno sguardo

che non arriva al di là della tasca

si muove sempre guardingo l’avaro.

Ha timore che qualche malintenzionato

lo possa deufradare del patrimonio

che non deve diminuire ne anche di un centesimo.

Passa il tempo a contare i denari

carezzandoli come se fossero creature fragili.

Prima di addormenarsi

ignaro di una visita notturna che lo può far imbruttire (la morte)

riprende tutto quel ben di dio e ricomincia

a gratificare quei denaro

come se fossero suoi figli

 

*

Infiniti inquieti

Ho messo da parte quella transazione d’amore

sfumandola su pianali di vento uniforme.

Salvaguardo ora l’inclinazione dell’anima

dedita a cadute irriguardose

in quel tuo altalenante esigere

oggettività discordi dal mio encomio passionale.

Pone distanza a una dolce visione

da assaporare in un assolo coinvolgente.

Se vorrai vivermi nella dimensione

d’uno struggente autunno

sarò foglia sublime che si piega al vento delle tue lusinghe

vacanti nello spazio d’ascolto aperto a infiniti inquieti…

@Silvia De Angelis

*

Dietro le spalle

Esiste un attimo speciale

che non tralasci l’ascolto del vento.

E’ assiepato in fondo

e galleggia muto nella linfa del pensiero.

Dona spessore

lasciando zampillare

quel cielo saturo di vita

senza peso

nella polifonia d’un  sofisma

che rimpolpi un vuoto siderale

nei coaguli di pioggia

dietro le spalle ignare.

@Silvia De Angelis

*

La scommessa

Di un nuovo tempo

misurato e disteso

impaginiamo

mutamenti e analogie.

Contagiano memorie d’aria fredda

nel cielo addolcito

di silenzi ammainati.

Si vivono inesplorate fogge

ornate di dolce organza

creando “quel dettaglio”

che manchi nella strategia d’un sogno

ebbro nell’oscuro

onde veder chiara la scommessa

rifugiata nel dubbio.

@Silvia De Angelis

*

Nella morsa del tempo

S’attanagliano

nella grinta ruvida

radici ammainate alla morsa del tempo.

Senza cruccio

la natura

rincara il prezzo

non corrispostole

d’una prevaricazione

a crisma vitale

nei tralci deturpati

@Silvia De Angelis

*

Discromia (acrostico)

D isarmonie scansionate di colori

I n un tema approssimativo a cui attenersi

S enza offuscarne l’originaria nascita

C ausa d’un decoro atipico e fascinoso

R uotante su un innato talento della fantasia

O ltre la logica scontata

M odellata su pregiudizi  fuori tempo

I nvariati in una dimensione statica

A cui ribellarsi per innovativi cromatismi d’epoca nuova

@Silvia De Angelis

 

*

Oltre un passo di neve

Sincopati virgulti

nel buio che s’appressa

fuori di chiacchiericci rumorosi

nella linea che s’incurva.

Mormorii di remote smorfie

in questo stare silenzioso

intraprendono ludiche bisbocce

su strati d’olio

accendendo il riso

d’un rituale d’amore.

S’appressa superando il confine

nella dolcezza d’un canto lieve

a far giorno, nell’orgoglio tacitato

oltre un passo di neve….

@Silvia De Angelis

*

Bagatella

Preziosa bagatella

eccezione d'amore

trae sollievo

e dolce sollazzo

da labbra vellutate

e sensi evoluti

 

Suadente

proietta

in sinuosa ebbrezza

emanando setosi cascami.

Dolcemente rinverditi

nel conforme

attutiscono un vuoto inerme

manipolato da un silenzio

che addomestichi dita intriganti

@Silvia De Angelis  

*

Alba (haiku)

Brevi dintorni

d’un sogno coinvolgente

alba in risalto

@Silvia De Angelis

*

Rondini

Affastellati garriti

nel circuito d’indaco

altare solitario

di stormi ansimanti.

Ali ginnaste

propongono origami

nella caratura di muti slanci.

Ammiccano vorticose giostre

nel controluce pacato

d’una tessitura d’amore

accovacciata

nell’abbraccio

sulla zampa d’un candelabro

@Silvia De Angelis

*

Fraggilità (vernacolo)

Se moveno co’ tanta lentezza

quee perzone corpite da ‘ a vita.

Pare che ‘a fraggilità

che s’è ‘ngoiata l’energia

ha rallentanto i battiti der core .

Fa fatica quer muscolo

a ripiasse da ‘n dolore ‘mproviso

che ha stravorto er pensiero

caduto drento ‘n pozzo buio

,ndove er sole nun riesce a entrà…

Eppure quarche vorta

abbasta ‘n soriso  sincero

e ‘na stretta de mano

pe’ fa riaccenne ‘n monno spento.

Anco ‘no sguardo

dato co’ dorcezza

 po’ fa’ rifiorì ‘na speranza

de giorni co’ più colori

ove ‘no sboccio de primavera

e ‘n motivetto allegro

te coccolino er profonno

come nun t’aricordavi più…

@Silvia De Angelis

 

FRAGILITA’ (traduzione)

Si muovono con tanta lentezza

quelle persone colpite dalla vita.

Sembra che la fragilità

che ha ingoiato l’energia

abbia rallentato i battiti del cuore.

Fa fatica quel muscolo

a riprendersi da un dolore improvviso

che ha stravolto il pensiero

caduto dentro un pozzo buio

dove il sole non riesce ad entrare.

Eppure qualche volta

basta un sorriso sincero

e una stretta di mano

per far riaccendere un mondo spento.

Anche uno sguardo

dato con dolcezza

può far rifiorire una speranza

di giorni con più colori

ove uno sboccio di primavera

e un motivetto allegro

ti coccolino il profondo

come non ricordavi più…

 

 

               

*

Stradivario

Scalpita

nel carisma quasi eversivo

per l’unicità

la sonorità d’uno stradivario.

In bilico

sulla sintonia d’uno sbuffo di vento

ne assottiglia il sibilo

profanando l’alchimia d’una nota tremula

emancipata sul filo catartico d’un’emozione.

@Silvia De Angelis

*

Colpo d’occhio

Palestrato il pensiero

su salite d’eventi boccheggianti

evade da opache consuetudini

lastricate di gelo.

E nel solleone di scie di luce

corde vocali espandono

l’ampiezza d’un suono

trepidante di riso

baipassante scalfitture

d’una disfatta pungente

ancora in bilico sul colpo d’occhio.

@Silvia De Angelis 

*

Colloquio (acrostico)

 

C onsegna di parole

O ltre la linea d’ascolto

L anguiscono il perimetro della mente

L imitato a profonde ideologie

O fferte dall’interlocutore

Q uieto nell’elargizione d’un concetto

U manamente utile

I  ntinto nella consapevolezza

O pzione che non può tradire…

@Silvia De Angelis

*

Disarmonie nel tempo

Disarmonia nell’atmosfera

nel suo cipiglio adirato.

Scalpita la cabala del tempo

nella numerologia impazzita.

Volte celesti  arruffate

si fan lattiginose

nella densità di grumi opachi.

Caramelle di grandine

scartano chicchi tempestosi

nel gelo coinvolto

in una primavera inconsistente

mentre ritaglia

sull’orizzonte

abbagli d’ un radicale mutamento.

@Silvia De Angelis

*

Barche (haiku)

Gente di mare

nelle barche pescose

onda ammansita

@Silvia De Angelis

*

Incomprensione

Nel vociare assiduo

tra due diversi

s’espande e si contrae

il torace

su dissimili argomenti.

Agguantano le menti

parabole e lucide tensioni

nel flusso d’effetti contrapposti.

E in quei nodi

sempre più stretti

difficili da districare nel fermento

nasce

accigliato

un silenzio arrugginito

contorto

nei fili spinati d’ incomprensione.

@Silvia De Angelis

 

*

Comete

Mi accomiato dolcemente dal giorno

serbando  inclinazioni in caduta libera

nella provocazione del buio che incalza….

Pensieri raggomitolati si sciolgono lentamente

ampliando linee d’inconscio addentrate

nella muscolatura che si rilascia silenziosa.

Si allentano brusche presunzioni di vissuto

venato nei grigi e beffe pungenti

raggiungono la periferia lontana fino

a rendersi improbabili ...quasi invisibili.

Il fato sembra ammorbidirsi e sveste

la mente d’aspri nettari

sfumando la percezione mutevole di stelle

in un cospetto di comete avvolgenti la fragilità d’amore

@Silvia De Angelis

 

*

A Testaccio (vernacolo)

 

Cianno ‘na storia quell’anfore vote de Roma ‘ntica

frantumate pe’ diventà ner tempo er monte de li cocci.

‘Na discarica secolare che cià er vanto de fa nasce

er nome de Testaccio ar sapore de ‘n’core generoso e fumantino.

‘Sto quartiere cià drento ‘a storia de Roma ‘ntica

‘ndo li nobbili s’emmischiaveno co’ l’artiggiani

pe’ sbragasse n’a quiete de quer circondario

e gustasse ‘a coda a ‘a vaccinara e l’animelle.

Grideno li regazzini ne li cortili d‘e case popolari

a rincore er pallone e tifà p’a squadra der core.

Ma puro oggi Testaccio vive ‘e memorie der passato

drento ‘n’emozzione maggica che nun ze po’ spiegà

arinforzata d’a bellezza de qua piazza famosa

de Santa Maria Libberatrice ‘ndo leggere ballerine

poseno er passo n’a ringhiera ‘n controluce

cor gemito stupito che je fa eco.

@Silvia De Angelis

 

A TESTACCIO (traduzione)

Hanno una storia quelle anfore vuote di Roma antica

frantumate per diventare nel tempo il monte dei cocci.

Una discarica secolare che ha il vanto di far nascere

il nome di Testaccio al sapore d’un cuore generoso e fumantino.

Questo quartiere ha dentro a storia di Roma antica

ove i nobili facevano congrega con gli artigiani

per rilassarsi nella quiete di quel circondario

e gustarsi la coda alla vaccinara e le animelle.

Gridano i bambini nei cortili delle case popolari

e rincorrono il pallone tifando per la squadra del cuore.

Ma pure oggi Testaccio vive le memorie del passato

dentro un’emozione magica che non si può spiegare

rafforzata dalla bellezza di quella piazza famosa

di Santa Maria Liberatrice ove leggere ballerine

posano il passo nella ringhiera in controluce

col gemito stupito che  fa loro eco.

*

Dolce deriva

Nella galassia sparuta

traggo il solco indeciso

dedito intravedere

squarci d’intensa linearità.

Mi sorprendi tu

nell’intuizione di un fremito sanguigno

volto scomporre

gravide impronte di disamore.

Si dilegua l’assillo di memorie

nella proiezione d’un cantico

che scolpisca emozioni.

Interrompe dense quote di silenzio

in uno squarcio d’impeto su  fragili tempie

mentre il ciacolare di sensi

inclina la schiena su dolce deriva….

@Silvia De Angelis

 

 

*

Sulla notizia

Voci amplificate ch’intruppano

su portata d’eventi graffianti

tessiture d’esistenza.

Alfabeti impaginati

si muovono sull’impeto di cronache

contaminate da un impatto smisurato.

S’accentua

il passo equilibrista

d’un intelletto esasperato

nell’incastro di scansioni contagiate.

Si smorzano col sogno

d’una sfera empatica

che sfiammi impronte d’adrenalina

soggiogate da un infuso di plagio

@Silvia De Angelis

*

Dentro la luce

M’allontano

dalla fluidità del codice comune

addentrandomi

in movenze estranee

alla levità

d’uno sciame qualsiasi.

E nel taglio d’una luce di traverso

assecondo

proiezioni

zampillanti d’emotività pura

in cui convogliare sensi senza peso

su occhi ammorbiditi di colore

come in candido risveglio di neve.

@Silvia De Angelis

*

Autentica

Avverto

lieve

un suono

consono all’approdo

d’una moina intrigante.

Sei tu

nel teorema che intarsia

vermigli eccessi d’un attimo cruciale.

Nel gemito in caduta

sei attento a non spezzare lo stelo

d’un’emozione prolungata

nella percussione d’un’enfasi voluttuosa

straripante sulle curve tese

vulnerabili al librare d’un salto scabroso

nell’irrealtà divenuta autentica.

@Silvia De Angelis

 

 

 

*

Cielo (acrostico)

 

C rogiolarsi dietro l'abbaglio d’un respiro

I  n uno spicchio di cielo terso

E mpatico e fuggente

L ibero da infrastrutture

O ve rivivere un’illusione penzoloni

    sull’abito sbiadito

     @Silvia De Angelis

*

Nel sogno d’un guazzo

 

Svogliature irrisolte

sul greto d’un capriccio colorato

Dissolvenze sfumate

si muovono

su vene svelate

alla ricerca d’un’emozione voluttuosa

che scosti una goccia di nera pece

S’ode dal vuoto d’un fossile

un sibilo dolcissimo

fuori dal pallore d’un cielo

ritratto nel sogno d’un guazzo

@Silvia De Angelis

*

Dietro la cortina

Traverse emotive

in forte collisione

nell’istintiva attesa

del vederti…

Plana

d’improvviso

la densità temporale

rifugiata nell’argine

d’un confine inafferrabile.

Spasmi di molecole impudenti

si dibattono

in un approdo fuori controllo

nel turgido tremore

d'un fiato

adagiato a te.

Vibra in segreto

dietro la cortina

d'un cruciverba che ci accosti

dogma inusuale d'una sensuosità fuggente..

@Silvia De Angelis

 

 

*

Quer momento (vernacolo)

 

E quanno meno te l’aspetti

succede quer miracolo

che te sognavi quarche vorta

ma accannavi de niscosto

pe’ paura de rimanè deluso

e dopo nun faccela a campà.

Quer giorno ch’ariva cià ‘n’sapore novo

perché immischia l’euforia

a ‘no strano pizzicore drento

che messi nzieme

te danno l’impressione de volà arto

come nun hai fatto mai.

Cerchi de godette quei minuti

co’ tutta l’energia e te senti

‘n patre eterno ‘ntoccabile

lontano da tutti l’artri

che nun possono capì

der tesoro che t’ha riservato er fato

in quer momento

che rimarà scorpito ‘n fonno

fino a prima de’ morì….

@Silvia De Angelis

 

QUEL MOMENTO (traduzione)

E quando meno te lo aspetti

succede quel miracolo

che sognavi qualche volta

ma accantonavi di nascosto

per paura di rimanere deluso

e dopo non farcela a vivere.

Quel giorno quando arriva ha un sapore nuovo

perché mischia l’euforia

a uno strano pizzicore dentro

che messi insieme

ti danno l’impressione di volare alto

come non hai fatto mai.

Cerchi di goderti quei minuti

con tutta l’energia e ti senti

un padre eterno intoccabile

lontano da tutti gli altri

che non possono comprendere

del tesoro che ti ha riservato il fato

in quel momento

che rimarrà scolpito in fondo

fino a prima di morire

 

*

Viaggio astrale

 

Grandinano sogni magenta

nell’inesplorato impatto del buio.

S’impaginano tessiture

e favole astruse

su zoppe leggende

mischiate a focali bugie.

Nell’estuario d’un soffio di fiato

che volge a Oriente

si vive un empirico affresco

nella scansione di sé stessi

uscenti dalla corporeità.

Si destreggia l’aura

su una caduca livrea

fluttuando alla deriva

“di quelle interiora” della coscienza,

scivolate

fatiscenti

su un arcaico sciamanismo…..

@Silvia De Angelis

*

Un cromosoma speciale

E’ un' esponenziale vertigine

a trapelare

da una mossa celebre

che si ripeta

nella razza evoluta.

Rafferma

la forza eterna

d’un cromosoma speciale

pronto a ricordare

il vezzo peculiare d’un avo

attento assai

a fare d’impronta

un saggio unico

riportato

nel poi del tempo

per far parlare ancora di sé.

@Silvia De Angelis

 

  

*

Mai più

Un commiato

per sempre

il “mai più”.

Demarca

un’indefinita linea sfrontata.

Nel suo sconcerto

trafigge

il grandangolo d’immaginoso

avvezzo a un caleidoscopio di colori

spaiati

e rigenerati

nell’ assortimento senza fine.

@Silvia De Angelis

*

Amore (acrostico)

 

A rroccare su un piedistallo d’emozione

M olto vicino a contrazione d’aorta

O forse traiettoria d’affini consensi

R estii ad ammutolirsi negli scenari del giorno

E stemporaneo a un rumoroso collasso di sensi, che preme..

@Silvia De Angelis

 

*

Sognando ancora

Evanescente il volto…

sono assenti focali presenze.

Andare contromano

al di là d’un fortunale

planando dolcemente

su un soffice fermento d’epifanie

inclinate sul raggio d’un cerchio inarrestabile

sognando ancora….

@Silvia De Angelis

*

La Papessa

Protesa
verso mete espressive di saggezza
dove un azzardo
muta un’astrazione di suoni e sguardi
muove un supporto aulico
Giovanna
tramutato in sacra vocazione.
Nel concerto d’emotività pura
s’oppone un’ovvietà carnale d’amore
tardiva
nell’indugio del destino
volto a un supremo cielo d’incoronato.
E’ infiorescenza e benessere per i fedeli
in quel regno armonico di pace.
Ma in avversi chiaroscuri
si consuma un tranello
scalfente l’autorità della Papessa
caduta nel pallore d’un silenzio
ove l’accento d’un segreto
è inagile placare insonni bocche...

@Silvia De Angelis

*

Mosse delle mani

Come sampietrini
smussati da consone stagioni
in una foggia disarticolata
e priva di bellezza
così
molti
svestiti di sani pensieri
annacquano a dismisura
logiche geometrie.
Affondano gioie e verità
in un retrogusto inquieto
mai assolto
ingarbugliato in mosse delle mani
alla ricerca d’un’ombra
che faccia razzia di melograni e lune

@Silvia De Angelis

*

Italia (acrostico)

 

I mmersa in un oceanico azzurro

T i mostri nel tuo immenso talento d’arte

A tavico e sempre rinverdito

L uce e tradizione nel valore ammaliante

I ntinto in colori vivaci e inalterabili

A ssommati a un geometrico stivale

    che ti rende unica

@Silvia De Angelis

*

Disvelato

 

Mormora

su ciglia spente

l’estuario della sera.

Viola

titubante

il lieve glissare d’un segreto.

S’apre su ancheggio

d’ambrate  sagome

stupefacendo il sogno

dermico movente d’onirico.

Sbircia

temerario

sull’orlo d’una verità

celata sottovoce

che diventi istintuale grido

d’un velo disvelato.

@Silvia De Angelis

 

*

Emozioni del futuro

 

Lievemente

dissimula

le tinte dell’attimo

quel salto di tempo dell’esistere.

Assottiglia

il vortice d’un’emozione

resasi quasi piana

al riflesso del turchino

affranto dalla malìa

d’un sole irriverente

mentre silenzioso

diserta

il manto d’alchimie vissute.

@Silvia De Angelis

 

*

Dover tacere

 

Un tacere assoluto

nello sconcerto di mani inerti

quando la mente ginnasta

simula una pausa

cangiando il vero che preme.

Una sensazione di buio

arrotonda il senso di quiete

piombato su occhi melati.

Celano il capogiro d’un vento pressante

su sillabe e fronde

scivolate su silenzio sterminato

d’una cortina di cemento

abbandonata dall’iride in corsa

@Silvia De Angelis

*

Suoni d’amore

L’effluvio di un’emozione cattura il viola

disperso nella visione menzognera

d’un amore effimero

spettatore di sussulti ormeggiati sulle rive

mentre il suono dell’acqua si fa forte.

Si discostano  insenature dai cardini della pelle

nell’orizzonte d‘una stagione cupa

dentro le vene levigate di sospiri

e alchimie d’amore sbriciolate

scampate alla deriva d’un tempestoso ardire.

Si ripropongono impudenti e inaspettate

nella svogliatura d’un dì qualsiasi

come uno schiocco altisonante

mentre  labbra aderenti al vetro

si nutrono di suoni d’amore.

@Silvia De Angelis

*

Fuggenti verità

 

Si piegano giunchi

al volere di giorni

sbriciolati

da un vociare addosso

di palpiti amari.

S’addensano parole senza forma

nella metrica d’accelerati battiti

sconnessi alla sacralità d’amore.

Nell’impatto smisurato

avverse movenze

lasciano decadere il tema iniziale

disperso in verità fuggenti

nel viso intriso di farine bruciate

@Silvia De Angelis

*

Il tacere d’un usignolo

 

Un pallore stralunato

rafferma

grigi toni del cemento

in cui si muovano

sagome addestrate

a un andar di vita mozzafiato.

Manca stupore

negli occhi sbigottiti

al riflesso

d’uno specchio deformante

ove l’intristire di macchie verdi

e l’aridità di  bocci torti

schiudano esclamazioni

imposte alla gola

da uno spigolare sbieco

di voce

disincantata

al tacere d’un usignolo.

@Silvia De Angelis

*

Sulla mano

 

Parla il palmo

d’ingredienti a venire.

Mediatore d’un vincolo

ove s’incrociano linee

nell’estuario d’una premonizione

smania d’un balbettio.

Geografia rampicante e instabile

nel cesello d’incroci

flessibili

nel rituale che sbricioli il nirvana

non manifesto

ma giocoliere di grovigli

nell’astrazione d’un evento

sulla mano….

@Silvia De Angelis

 

*

Tacere scaltro

 

Si ammorbidisce

quel tacere scaltro del buio

portatore d’un subbuglio clandestino.

Si intravedono beffe e inclinazioni

sull’apice d’un’osservazione velata

interrotta

solo dal tintinnio d’una goccia piovana

ripetitrice d’un sogno lontano

condensato nel soliloquio

d’un incaglio di mare

@Silvia De Angelis

*

Animazione

 

Dentro la fantascienza

d’un’idea astrusa

si interpongono

eventi già vissuti

ai quali si vorrebbe dare

un saggio epilogo.

E in quel creativo puzzle

di irreali simulazioni

s’accresce l’ego

interprete assoluto

e ginnasta

d’un’ animazione del pensiero.

@Silvia De Angelis

*

Segni più

 

Di qua e di là

s’annidano cronache di vita

nell’estensione

d’un meditare taciturno

Volgono a Oriente

quei pensieri

che richiedano soluzioni

d’una logica insiemistica

E nella sommossa

d’un complesso ardire

vagano insoluti teoremi

smarriti

nell’ispezione profonda di tempie

rincorrenti somme

talvolta storpie

d’un’aritmetica che volga al meno

addendi stracolmi di segni più…

@Silvia De Angelis

*

Dimenticare

 

Tasselli accecanti

nell’ematoma dolente.

Infusi raddolciti nella falsariga

d’un affresco di benessere

traboccante d’intesa.

Espressione che si tinge di sole

nel ristoro di sofferenti pensieri

ammainati in un oscuro solaio

privo di luna e frutti acerbi

da dimenticare…

@Silvia De Angelis

*

Buio illune

 

Quell’ispirazione invadente

fra sensuosità

e imperfezione di sentimento

travalica le stanze della ragione.

Coinvolta nello stupore

e irragionevole trasporto

scivola

nell’evoluzione di mani e membra

al di fuori d’inganni

strappati all’incestuosità d’una notte

nel suo buio illune.

@Silvia De Angelis 

*

Fioca luce

Sterzo su evolute trazioni del presente

lasciando scivolare

nessi scomodi al respiro

nel risveglio d’una luce fioca.

Svuotata di conforto

supero incognite gravose

nella bocca

che aggiunge respiri all’ugola

vogliosa d’un canto originale.

Dita impalpabili si muovono

a sorreggere codici svelati

nelle mani solide

sognanti carichi di fiducia

oltre segrete tane.

@Silvia De Angelis

*

Fantasia d’artemisia

 

Intrappolata

nei tracciati invisibili del mio oltre

scorgo negli spicchi di voce

un impalpabile gioco di tulle nero

delicato antidoto

a rarefatte malinconie amorose

arginate a fatica

nel presagio di luce lunare

scivolata nel rito d'apogeo 

su fragilità d’artemisia.

@Silvia De Angelis

 

*

Controvento

 

S’accappona quell’esile pelle

devastata da inconfessati remoti.

 

Nel fremito sanguigno

ribollono sottili angherie taciute.

Non sa giovare al suo estro

un’ilare filamento di primavera

dettato da chi  sa intonare bisbigli

nelle mani solidali

solo  impoverisce un vuoto insano

al di là d’ una corolla fragile

sfibrata da un soffio controvento.

@Silvia De Angelis 

 

 

*

Memoria della stirpe

Seppur con la benda agli occhi

s’alterna il passo       

su stelle senza rotta.

L’impronta immobile d’occhi

della stirpe veglia su mitica memoria.

Segno inconfutabile

del tempo mentitore

che non chiede l’ora

ma inspessisce modelli d’angeli trascorsi

in un credo nuovo

abbarbicato a sillabe d’anagrafe…

@Silvia De Angelis

*

Asimmetria

Asimmetria

sfalsata ribalta d’un eccezione

che di regola sfugga il nesso

mutandone la via

Diviene fascino

per chi aduli contraddizioni

e transiti di luna accesa a mezzanotte

quando una stella vibri fra le dita

e la punta in più  che la fa unica

mischi l’attenzione

a un inedito sapore

spalmato sul palato

che ne smorzi la tonalità

@Silvia De Angelis

 

 

*

Tangibile

 

nel gioco stondato del giorno e della notte

s'invaghisce la curva dello sguardo

rovistando nel ventre di luce

più o meno avvolgente

nel fievole brusìo di luminosità pacata

si scontra sgargiante un raggio

deciso nell'impatto crudele di vuoto visivo...

oltre la sberla d’identità

@Silvia De Angelis

*

Al di là del sombrero

 

Deterrenze celate

nell’omero del potente

zelante nel fiutare

scampanii d’armamenti artificiosi

su acustica d’un sonoro bellico.

Indenne a ciocche scomposte

di madri piangenti

pone il gomito

su evolute ferraglie

accentuando l’idioma d’un pretesto

al di là del sombrero

scivolato su cruento video di guerra

in technicolor.

@Silvia De Angelis

*

Oltre occhi di primavera

 

Ammiccano sfocate allegorie

nell’accadere rem

d’una tenebra daltonica.

Imbalsamo stupore

nella visuale d’una figura scarmigliata

senza identità.

S’accentuano intensi

oscuri ingredienti

di non godibile auspicio.

Balbetta nei giorni

il vincolo d’un evento

proposto dalla farsa d’ immaginoso

come presagio

d’un rituale che va oltre occhi di primavera.

@Silvia De Angelis 

*

Delicatezza

Gioco effimero

d’addolciti occhi.

Sentimento invisibile quasi

nel fluire d’un tocco

motivato, essenziale e setoso :

delicatezza.                 

Oltre il sublime

si spinge

quest’astrazione

in impercettibili respiri,

vaghi come un lampo di silenzio

capace sfiorare come un soffio

la mente

esule da un punto segnato della vita

ove infinito non si realizzi…

@Silvia De Angelis

*

Il lido

 

E’ quella misura consona a noi stessi

a scivolare nell’impatto di stagioni fioche.

Le vorremmo enfatizzare

con luccichii enormi

in quel contenitore della sfera empatica

inebetito d’assenze

nei guizzi d’adrenalina.

Un cambiamento d’intenti

morde su lingua annodata

a echi della sera

quando un transito banale di luna

accenda visioni astratte

su risorse appese a un filo.

Si muove allora labile nell’universo

un rituale smorzato

alla ricerca d’un lido lontano

che non sia convesso

sul forse appena d’andare d’un veliero…

@Silvia De Angelis 

*

Entità del tempo

 

Prima di cedere all’oppiaceo fascino di nebbie

s’addentra

l’entità del momento

su curve e rizomi del pensiero.

Si libra

attento

sul fluire di mulinelli

nell’emotività elaborata dalla mente.

 E’ allora che s’incammina il tempo

per strade verticali

tracciando misure d’essenza variabili

su un diametro altalenante

destreggiato da una rapida corsa

d’ore alla ricerca di perfezione..

@Silvia De Angelis

 

 

*

Il cerchio

 

Rincorre il cerchio

la fatica dell’umore

dedito conchiudere

un meccanismo alienante

inclinato  su scapole

ambiziose d’un volo

oltre il costato del buio.

Spingono i piedi

verso l’andirivieni della risacca

nella spuma che annaspa

su concavo arenile

infrangendosi a forza

su scogli cobalto…

@Silvia De Angelis

 

*

Mamma

 

Garofano e gelsomino

nell’empatia latente

appoggiata alla retorica

d’un dogma d’amore

impalma respiri estatici

inconfondibili.

Un monologo

nel crepitio d’un sentimento

che non muore

riaffiora duttile nell’essenza

d’un verbo dal tono maiuscolo e grandioso

al di là di qualsiasi proroga :

mamma..

@Silvia De Angelis