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Raccolta di poesie di Vincenzo Corsaro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Il nero dell’anima

Nei lontani confini del regno di luce,

le porte si aprirono alle correnti del vuoto,

il nero vuoto della mia anima,

bandita dai signori delle cinque Contee.

Un tempo risplendeva di luce,

le stelle si specchiavano in essa riflettendo se stesse nell'universo,

in lei vi era il respiro dell'universo stesso.

 

Eccelsa fra le anime era l'eletta dei signori e vessillo del regno,

regno circondato dall'oscurità,

il nero più profondo dell'animo umano.

 

Ogni giorno amavo guardarlo,

silenziosa sfida fra luce e tenebra.

Un mattino udii le sue parole,

canti di sirena,

"Oh prediletto,

amato dai signori ai quali dispensi generosi consigli,

non sei forse tu a decidere su tutto?

Non sei forse tu al di sopra di loro?

Cosa sarebbero senza te?

Sei tu il vero Signore dei cinque regni,

è noto a tutti ormai.

Prendi nelle tue mani il comando,

nessuno ti ostacolerà,

il potere è tuo, o onnipotente,

il potereee..."

 

Parole che mai m'avevano sfiorato, 

s'insinuarono in me come serpi in grembo,

parole come colpi di frusta,

spellarono il mio cuore e lo marchiarono a fuoco.

 

Quelle parole rivestirono i miei giorni,

la notte accarezzavano il mio orgoglio,

e quella parola... "potere"

aleggiò sui miei pensieri seducendoli,

la mia anima si striò di tenebra,

la luce di cui brillava fu risucchiata in un nero vortice...

Mi ritrovai davanti all'oscurità totale,

mi sentii chiamare da sussurri come lame spezzate...

"vieni da noi...vieni...vieeeniii..."

Nere braccia di nulla mi cinsero

e sprofondai nel nero abisso!

*

Emozioni di luce

Con una sigaretta in mano,

avvolto dal silenzio della campagna che ancora dorme,

guardo il vulcano,

dalle nostre bocche muto nasce un saluto,

il suo fianco pian piano s'infiamma,

una nuova alba s'appresta.

Il sole, dopo averlo salutato,

rivolge a me il suo sorriso

trafiggendomi con le sue lance dorate.

 

La rugiada del mattino brilla sulle foglie come perle,

un tappeto di lucine,

una leggera brezza culla le poche foglie sugli alberi

spargendo l'eco del loro suono,

ciò ch'era penombra si veste di luce,

la natura indossa i suoi colori e la vita rinasce.

 

La tua anima aleggia

su tutto ciò che abbraccia il mio sguardo

e il mio essere vibra d'emozione.

 

Apro il mio cuore dove ci sei sempre tu

e insieme a te assisto a questa meraviglia che illumina ciò che esiste.

Ma non sarà mai meravigliosa come te,

perché non potrà mai illuminarlo come sai fare tu...

*

Le stagioni dell’amore

Sapessero di noi due negli anni futuri,

la gente direbbe che ci creammo,

amandoci,

un nostro mondo segreto,

conosciuto solo dagli Dei.

 

Noi troveremo la loro via

e

pazienti saremo vincitori del destino.

E voi antichi Spiriti della terra,

fate che noi viviamo in un tempo e in un posto più belli,

dove avrete disposto panieri colmi d'amore per potercene cibare.

 

 

Ma se così non fosse,

oh Dei,

datemi solo un inverno!

E una primavera,

in modo che così il mio cuore possa morire sazio fra i caldi colori del suo dolce amore,

perché avrò vissuto come voi...

avrò vissuto con lei le stagioni sue più care...

*

Scriverò di te

Scriverò di te,

di quando ti conobbi fra pergamene ingiallite,

impreziosite con l'inchiostro delle tue parole che incantano l'anima.

 

Racconterò delle danze del mio cuore al suono della tua voce

e dell'eco delle tue risa sulla mia anima,

dipingerò la tua dolcezza infinita sulle nuvole che ti hanno portata a me

e canterò con loro.

 

Descriverò le tue meraviglie di donna e bambina,

parlerò dei tuoi silenzi che abitano la mia vita

e rivestono il mio cuore

facendolo vibrare d'emozione

come un bambino al tocco d'una carezza.

 

Il tuo cuore parla al mio con i suoni del silenzio che io conosco,

silenzio che amo perché in esso c'è tutto il tuo mondo,

il tuo cuore e la tua anima rivestiti d'amore

e l'essenza della donna meravigliosa che sei.

 

Intreccerò le tue parole d'amore alle mie quando narrerò di noi,

del nostro mondo d'amore,

della nostra passione,

dell'essere una sol cosa,

un sol cuore.

*

Grazie

Vi saluto silenti sentieri di campagna,

testimoni di questi miei giorni felici.

Un inchino a voi,

stelle che mi guardate dall'alto

donandomi benevoli sguardi.

 

 

Grazie a voi,

alberi dei giorni di settembre

che mi abbracciate da sempre con intrecci di rami.

E un sorriso a voi,

sassi figli del grande vulcano su cui ho danzato.

 

 

I giorni fuggono

e ruggisce il tempo

mentre cammina con scarponi chiodati sulla mia anima,

ma si ferma davanti ai miei occhi felici

e a me,

innamorato,

un'altra vita è concessa.

*

Una nuova alba

Adoravo guardare il tramonto, perché là ero diretto.

Odiavo l'alba perché era tortura per la mia esistenza.

 

 

Poi fra il silenzio delle emozioni sei arrivata tu,

leggera,

nel crepuscolo della mia vita,

quando lasciavo che la pioggia mi bagnasse,

assorbendone lentamente ogni goccia,

perché avevo l'anima avvizzita

come un albero nato su un arido terreno.

 

Gocce di paradiso hai versato nel mio cuore,

lenito ferite mai guarite,

addolcendole.

 

Quando il sole scorge se stesso

tu sorgi sulla mia vita illuminandola,

con impeto mi aspiri negli abissi del tuo cielo,

tempeste d'amore in giorni sereni toccano il mio cuore.

 

 

Nuvole e venti passano spesso inquieti sopra me,

ma il mio cuore ricorda in pace i travagli di quella vita

perché adesso adora guardare l'alba insieme a te,

mano nella mano.

*

Ricordo quando non vivevo

Ricordo quando non vivevo.

Uno dei viandanti di questa vita

che percorrono sentieri,

senza meta o scopo,

con indosso solo il saio dell'indifferenza.

 

Un giorno ad una svolta del sentiero vidi un vecchio seduto su un sasso.

Mi fissò,

sapevo che vedeva tutto il buio che avevo dentro.

“Dove vai?” mi chiese.

“Percorro le strade della vita”,

mi sentii rispondere e non ho ancora capito perché risposi in quel modo.

“Verso dove?” insistette.

“ Verso...”.

 

 Mi bloccai,

non sapevo dove stavo andando,

non mi ero mai posto questa domanda.

Perché non mi ero mai chiesto dove andavo,

quando mi mettevo in cammino?

*

Nuove stelle e nuovo sole

Ricordo

quando il sole lentamente moriva

insieme alle stelle

che cadevano come meteore

sull'arido deserto della mia esistenza

spoglia di sentimenti ed emozioni.

La solitudine era un dolore che non mi lasciava respirare,

ma ora le stelle brillano ancora

e il sole rinasce ogni giorno.

 

Mi porge il suo saluto

giocando fra le fronde degli alberi

e dipinge con i colori dell'amore ogni mattino.

Quell'amore che avevo sempre atteso

che adesso abita il mio cuore

e lo veste di emozioni mai provate,

emozioni che mi spingono ad amarti fino a impazzirne,

fino a morirne e felice di consumarmi per quell'amore!

 

Quell'amore unico, immenso,

che arriva una volta sola nella vita,

quell'amore che travolge e stravolge,

che fa dimenticare se stessi.

 

Quell'amore che annebbia la mente,

quell'amore che strugge il cuore,

che strazia l'anima,

quell'amore che toglie il respiro

e prosciuga dentro se non lo hai accanto,

 

quell'amore ricco di passione che brucia come fiamma,

che cresce e fiorisce accecando i sensi,

che vorresti sempre stringere e abbracciare se no ti senti perduto

e che riempie e da un senso alla vita

avvolgendola di luce e di meraviglia.

Quell'amore che adesso sto vivendo!

Rinuncerei alla mia anima

pur di poter guardare i tuoi occhi scuri

 

Ti regalerei i raggi della luna per farne una collana,

se solo tu me la chiedessi.

Mi sdraierei ai tuoi piedi se solo tu dicessi "tappeto"

Sarai l'unico tronco al quale mi appiglierò

in questa piena d'amore travolgente

Ovunque tu sarai,

avrai il mio cuore in tasca

e la mia vita appesa alla tua anima

 

La mia vita...

adesso è un sogno dal quale mi sveglio tutte le mattine

prima di poter sognare di nuovo.

*

Momenti

Ci sono momenti in cui tutto si confonde e sfuma

e la notte diviene giorno

dove lei dolcemente invade i miei pensieri e l'anima.

 

Il battito del cuore è un tamburo della preistoria

che mi sveglia nel cuore della notte

e l'assenza delle sue braccia è tormento,

ma lei è comunque dentro di me.

 

E il giorno,

nelle ore in cui lei è lontana,

i pensieri diventano i carcerieri del mio respiro,

ma è comunque dolce

anche solo il pensare a lei.

*

Vieni da me

Da sempre ho desiderato viverti e respirarti

in ogni istante della mia vita.

Perché non sei qui con me?

Vieni da me te ne prego!

 

Attraversa il mare,

sarò il vento che gonfierà le tue vele.

Vola da me,

sarò le ali che sosterranno il tuo volo.

Ma vieni te ne prego,

vieni e cammina su questo mio cuore,

terreno arato dalla lontananza,

e semina i germogli delle tue carezze.

 

Anche oggi il giorno fugge e con esso il tuo incanto,

si fa buio,

e come sempre sono solo sotto il cielo della sera.

Dalle nere nuvole, con un lontano tuono,

fiammeggia la folgore annunciando il dio del tempo.

Mi canta l'antica ninnananna

tessendomi sugli occhi il buio della notte.

 

Ma io non posso, anima mia,

non posso abituarmi a tutto questo,

anche se nel sonno ti sogno!

Non sono dunque solo?

 

Fai giungere attraverso la notte

il tuo respiro nella mia anima,

in modo che l'afferri, lo stringa e si riempia d'esso,

così potrò viverti e respirarti

nell'esilio della mia solitudine.

*

Mi vestii di cielo

Vita dopo vita

confezionai l'abito più bello

per il momento che avevo sempre atteso

e quando giunse mi vestii di cielo.

 

Indossai una camicia dai riflessi di luna,

presi un raggio di sole

e lo annodai come cravatta,

scelsi le stelle più belle

e ne feci bottoni,

calzai scarpe di nuvole,

un arcobaleno come sorriso

e il fiore della vita nel taschino.

 

Attesi,

con indosso l'abito migliore,

come uno sposo sulla soglia di un sogno

con in mano il bouquet dell'eternità,

invano,

finché l'abito si sgualcì,

consumandosi fino a disfarsi.

 

Brandelli di cielo caddero,

i riflessi si oscurarono,

il raggio di sole divenne un cappio,

le stelle si spensero,

i calzari divennero nubi di tempesta

in cui ruggisce ancora la folgore del silenzio e dell'abbandono,

l'arcobaleno svanì

e l'eternità appassì.

 

Adesso, figlio della notte,

vesto di cenci e stracci,

ciò che rimane di quell'abito,

e come un reietto mi aggiro in vicoli bui,

dove ogni andito conduce

a vicoli ancora più stretti e bui.

 

Quando la sera sfuma

mi rifugio in antri oscuri

e giaccio con la fiera che si aggira

fra le ferite della mia anima.

*

Verrò a cercarti

Verrò a cercarti

quando la pelle del tempo muterà

e prima che l'ultimo grano della clessidra cada

 

Verrò a cercarti

quando l'aurora svestirà i colori

il sole non sorgerà più sulla mia anima

l'imbrunire sarà uno sconosciuto

e rimarrà accesa l'ultima stella

 

Quando la coppa delle mie lacrime sarà vuota

raccoglierò la rugiada del mattino

e verrò a cercarti

 

Prima che i giorni spoglino la mia vita

verrò a cercare la tua voce e

le darò un volto

lo guarderò

lo accarezzerò

lo bacerò

e gli dirò...

 

*

I cancelli dell’anima

Con il fardello della comprensione,

la speranza stretta fra le mani,

mi fermo davanti ai cancelli della tua anima.

 

Rovi abbracciano la ruggine incisa dal tempo,

ma non mi fermano ed entro nel tuo mondo.

 

Mi accoglie un regno d'ombra e silenzio,

come se il sole non vi fosse mai sorto;

in quel luogo anche le stelle sono spente.

 

Sgomento mi guardo intorno:

una piccola luce rivela una capanna, mi avvicino.

La porta è socchiusa, entro aspettandomi il buio,

ma un cero rischiara una piccola stanza.

Fili di falasco pendono dal soffitto,

le pareti decorate dalle immagini di un amore vissuto in ere lontane e che si ripete in ogni tempo.

Su un piccolo tavolo,

chiuso dentro un barattolo,

un cuore rattrappito batte con ritmo lento

e una donna devastata dal dolore beve da una coppa colma di disperazione,

mostrando il vuoto nel petto, mettendo a nudo l'anima.

Quando s'accorge che la osservo,

afferra con rabbia il barattolo in cui vive il suo cuore,

come se volesse proteggerlo da me.

 

I suoi occhi...

Non potrò mai dimenticarli.

Lo sguardo è così gelido che anche il poco calore del cero si ghiaccia,

poi guarda quel povero cuore e piange.

Mi avvicino,

verso un cucchiaio d'amore nella sua ciotola di disperazione e la costringo a bere.

 

I suoi occhi si addolciscono,

rimette il suo cuore nel petto,

mentre veste le labbra con un dolce sorriso,

finalmente indossando la bellezza perduta.

Dai fili di falasco gocciolano perle e i ricordi alle pareti disegnano aurore.

 

La prendo per mano e la conduco ai cancelli dell'anima.

I rovi sono scomparsi,

lasciando il posto ad intrecci di cerfoglio e di gelsomino

e mentre camminiamo,

un tappeto di seta bianca e argento si srotola

per mostrare il sentiero di questo strano amore ritrovato.

*

Prendimi se ci riesci

Il sonno mi ghermì

scivolai in un sogno popolato

da maghi, fate, cavalieri, draghi, gnomi, elfi

un mondo d'inchiostro nato dalla mia fantasia.

 

In quel mondo fatato

al limitare d'un bosco

sei apparsa improvvisa dal nulla

magica visione

come Ninfa dei boschi

un tutt'uno con le foglie

il tuo viso...

non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel fiero cipiglio

mossi un passo verso te

un'aria di sfida si dipinse su di esso

e una melodiosa voce pronunciò "provaci..."

 

Avanzai ancora ma le foglie che ti vestivano ti portarono via

svanisti lasciando un'eco di risolini

Mi addentrai nel bosco alla tua ricerca

ti eri dissolta in esso...

mi ritrovai ad inseguire una voce...

ogni foglia, ramo, albero, fiore...

tutto in quel bosco cantava di te e delle tue risa che sembravano dire

"prendimi se ci riesci"

 

Ancora oggi in questo mondo non fatato inseguo quella voce...

che continua a ripetere

"prendimi se ci riesci"

*

Vestirò di conoscenza

Sento il peso del mondo su di me

chiuso in un bozzolo

ho una percezione velata di esso

che lascia spazio alla mia fantasia

di volare con le  ali della curiosità.

 

Il mio bagaglio di cose apprese e dimenticate

è una valigia vuota ormai.

 

Avrò tempo di scoprire e capire

cosa si cela là fuori

quando mi presenterò in tutta la mia nudità,

nudità che vestirò di conoscenza.

*

Fulmine o tuono?

M'hanno chiesto se sono un fulmine o un tuono.

Non ho risposto.

 

Ho rivolto la stessa domanda a me stesso

e mi son detto che no,

non sono un fulmine,

non ho ancora lacerato i veli dell'ignoranza con bagliori di fuoco

non sono un tuono,

non ho ancora suonato i tamburi della vita.

 

Sono solo un'anima vagante in questo mondo

alla ricerca di tutto ciò che non ho e non so.

 

Ma, ahimè, le mie ali son tarpate,

non sono come quelle di una farfalla

che vola di fiore in fiore,

o come quelle di un'aquila che solca immensi spazi

da un orizzonte all'altro.

 

La mia è un'anima che striscia come bruco

sempre col timore di un'ombra che incombe...

in attesa di trasformarsi in un'anima libera.

*

Una voce...

Lieve

come il respiro d'un bambino

giunse da lontano

volando su invisibili ali

leggera come alito di primavera

delicata come la carezza di un sorriso

armoniosa melodia per l'anima che ascolta...

*

Tra cuore e anima

"Non ti ho mai vista,

ma so che sei qui da qualche parte,

come faccio a diventare come te?

ad esser libero da questo corpo?"

 

"Anch'io sono legata a questo corpo"

"Si, ma tu sei legata solo con un filo,

come un aquilone che può volare libero dove vuole,

anima fra le anime nelle correnti dell'infinito,

dove la meraviglia non lo è più,

dove l'inconoscibile non ha segreti,

dove puoi guardare gli Dei

e sedere con loro,

mentre io sono prigioniero di questo corpo

subendo le sue emozioni e le sue lacrime,

fauci che ingoiano l'esistenza,

mentre gioia e serenità sono fuggite

come un tumultuoso torrente verso l'abbraccio del mare dell'oblio.

 

Non ho più la forza e la voglia di lottare

e alla fine, comunque, non resterà più niente

e tutto si dissolverà".

"Oh, nulla sarà perso,

ogni dolore e gioia incisi nel tuo cuore

li porterò con me nel regno degli Dei".

 

"So che non puoi portarmi con te,

allora ti prego,

prenditi adesso il mio dolore e portalo via da qui,

in modo che finalmente possa guardare la vita che mi resta,

con gli occhi della serenità".

*

Questa mia non esistenza

Dedicata a chi non ha il dono della vista e dell'udito

 

 

Non è forse l'alba che porta con sè luce e calore?

Non è forse il vento che ci accarezza con ciò che raccoglie?

E quando nel cielo le nuvole si rincorrono

non sono forse loro a versare lacrime su di noi?

 

Non è forse il pianto di un bambino, di un uomo o una donna

un grido di dolore e d'aiuto?

E quando una melodia di note discende nel nostro animo

non è forse lei che l'addolcisce?

 

E non sono forse io che non so cos'è la luce

il vento

la pioggia

il pianto

la musica

 

Non sono forse io che non conosco la vita?

Non sono forse io che non so chi e cosa sono?

 

Abito il buio e il silenzio è il mio compagno

Conosco solo il contatto di qualcosa di estraneo al mio mondo che mi guida...

in questa mia non esistenza!

*

Haiku

Alba di fuoco 

accende il sorriso

luce nel cuore

*

Io... il Caos

Nuotai senza più un alito di respiro
fra visioni portatrici di presagi apocalittici,

il cielo si squarciò e piovve fuoco,
la terra si aprì e sputò roccia fusa,
il buio inghiottì la luce
e l'oscurità si estese nel cielo,
ingoiando il sole in una notte innaturale,
come se la luce di quelle fiamme fosse oscurità.

 

Soffiò un vento ardente come fuoco,
un vento che era fuoco,
fiamme che si gonfiavano sopra ogni cosa,
fiamme che soffiavano attraverso ogni cosa,

divennero fuochi d'artificio in mio onore
quando giunsi improvviso da oltre l'orizzonte.

 

Sradicai pensieri ed emozioni dai cuori degli uomini
cavalcandoli con selvaggia furia,
li scagliai in un gigantesco maelstrom
dove si fusero in un coacervo di incertezze e paure.

Io, l'antico Caos, ringhiando selvaggio
assorbii ogni anelito d'ordine,
finchè non restò che un deserto di corpi e anime.

 

Da tempo immemore non assaporavo la gioia di sguardi persi nel nulla.
Ora, per la prima volta da secoli
il mio dominio sulla terra sarà eterno...

*

Ero un killer

Guardai ancora una volta il suo viso esanime.

I suoi occhi spenti mi trafissero,

un'ondata di gelo mi travolse

e per la prima volta vidi ai miei piedi un corpo senza vita.

Non numero, non bersaglio, ma una vita umana

Quel corpo poteva essere il mio, potevo essere io...

 

Qualcosa dentro me si sciolse,

la mia nera anima tremò,

piansi lacrime rosso sangue, il sangue delle mie vittime.

 

Quante vite... Mio Dio.

Senza rendermene conto invocai il tuo Nome...

dove sei stato mentre io mietevo vite con la falce insanguinata,

dove sei adesso che ho bisogno di te...

 

In quel momento di sconforto sentii il tuo richiamo,

mi accostai a te, ascoltai il tuo verbo.

Udii la tua voce cantare alla mia anima

pregnandola d'amore e bontà

e danzai di gioia alla tua chiamata.

 

Peregrina l'anima mia viaggiò alla tua ricerca

bussando di porta in porta e attraversando le paludi del pentimento.

Più m'apprestavo al tuo cospetto

più meraviglie ai miei occhi apparivano.

 

Vidi deserti trasformarsi in giardini fioriti,

cuori di pietra sgretolarsi e divenire fertile terra,

vidi cose che il mio cuore non osava immaginare.

 

Infine vi giunsi... un luogo che colmava l'anima di letizia,

il tuo nome pronunciai guardandoti

e attesi trepidante di udire la tua voce.

Un opprimente silenzio scese su di me

avvolgendomi in un sudario di sgomento...

 

Allora capii... era dentro me che dovevo ascoltare,

la tua voce mi attraversò il cuore e l'anima,

mi colmò di pace e mi prostai ai tuoi piedi.

Eccomi, sono pronto...

*

Alla ricerca di me stesso

Una miriade di lanterne appese al cielo

illuminava quel sentiero a me sconosciuto

che decisi di percorrere come un viandante

che si reca per la prima volta in pellegrinaggio

alla ricerca di se stesso.

 

M'addentrai in luoghi dove ogni cosa era nuova per me,

sconosciuta,

luoghi ammantati di una coltre di nebbia e mistero.

Un anelito di speranza albergava nel mio animo

e leniva la presenza dei miei compagni di viaggio...

gli spettri del dubbio

che facevano vacillare i miei propositi

e rendevano incerto il mio passo.

 

Infine giunsi alla sua corte...

alla mia corte...

un palazzo di cristallo.

Picchiai il battente col timore che tutto andasse in frantumi.

L'aria era così cristallina

che sembrava sul punto di frantumarsi anch'essa.

 

Uno sconosciuto m'accolse

con un fugace accenno di sorriso,

svanito quasi nel momento in cui mi vide.

Qualcosa nella scena mi diede la sensazione di già visto,

ma certo si trattava dell'immaginazione che cercava un appiglio noto

in un luogo dove tutto era estraneo.

Mi aspettai che la sua voce mi chiedesse di sapere chi ero,

o peggio, che sapesse già chi ero.

 

Il suo sguardo m'indusse a parlare, 

ma io esitavo,

i pensieri si frantumavano,

le parole morivano in gola,

cercavo una domanda per fargli capire che ciò che avevo perso e cercavo

era qualcosa che non avevo mai avuto.

 

I suoi occhi verdi mi trapassarono,

mi fecero sentire nudo.

Aveva esaminato ogni parola che mi usciva di bocca,

l'aveva soppesata, misurata, tenuta contro luce. ....

non cambiò posizione,

non svanì neanche quell'accenno di ghigno come maschera sul suo volto

indossata nell'udire le mie parole.

 

"Non farmi domande" replicò freddamente.

"Non sai quali rivolgere

e capiresti meno della metà delle risposte, se rispondessi.,  

cosa che comunque non farò.

 

Alla fine sei giunto fino a me,

lascia cadere quella maschera che tieni in mano,

chiudi gli occhi e guarda dentro te stesso,

togli la crosta al tuo animo,

tuffati nelle sue profondità,

afferra l'eco dei tuoi pensieri, emozioni, ricordi dormienti e risvegliali,

guardali, ascoltali, liberali e immergiti in loro".

 

Dopo un tempo che fu infinito, o fu solo un respiro?

udii la sua voce...

"Dimmi cosa vedi. Vedi me? Vedi te? Vedi noi? Guardati, guardami..."

lo guardai...

e vidi me stesso...

*

Allora capii

Mai i miei occhi avevano subito la visione di una creatura così bella,

neanche la più ardita immaginazione avrebbe potuto concepirla.

la sua bellezza era tale che mi rese difficile perfino respirare.

 

La vidi avvicinarsi con grazia eterea,

mi sorrise e si accostò con tale leggiadria che parve quasi danzare,

leggera come una foglia cullata dalla brezza primaverile,

pareva una farfalla in un campo di fiori selvatici.

 

Tutto intorno a lei sbiadiva e sfumava,

era circondata da un'alone di splendore.

 

Si posò con dolcezza sulla mia anima,

l'avvolse in un sospiro e mi sussurrò

"vieni con me".

 

Mi prese la mano e mi sentii sollevare...

guardai giù e vidi me stesso ancora seduto col capo chino...

allora capii.

*

Impronte di lacrime

La notte è stata lunga, interminabile,

ore, minuti infiniti,

sabbia bloccata in una clessidra.

 

Sabbia che adesso i primi raggi di sole indorano

infiammando le sue infinite gemme

sulle quali lascio impronte di lacrime

portate subito via dalle carezze del mare...

come la vita ha portato via i miei sogni... lei!

 

Il mormorio del mare mi porta la sua voce,

le sue risa,

i suoi sospiri...

tutto mi porta di lei.

 

Il dolore che tengo per mano 

mi trascina verso quell'immensa distesa azzurra

ed io mi ci lascio condurre,

perché lì annegherò la mia agonia e ritroverò lei.

 

L'acqua già lambisce i miei piedi

quando odo uno scalpiccio dietro me,

una vocina angelica di bimba mi chiama,

papà...

*

Una muta domanda

Ho visto nascere sorrisi, morire sogni,

ho visto lacrime di gioia e di dolore,

ho visto donare e rubare vite,

ho visto gesti di bontà e crudeltà,

ho visto nascere e morire amori,

speranze, illusioni, desideri,

ho visto... ho visto cose che nel mio animo ho accettato.

 

Ma ho visto cose che il mio cuore non potrà mai accettare...

la sofferenza delle persone malate,

la via crucis che devono percorrere fra dottori ed ospedali,

le loro speranze accendersi e spegnersi al suono di una voce.

 

Vedere nei loro occhi un'amara rassegnazione

che cercano di nascondere dietro un flebile sorriso,

un calvario senza fine

dove la croce viene portata anche dai loro cari,

un calvario dove con gli occhi rivolti al cielo

rimbomba l'eco silenziosa di una muta domanda...

perchè!!??

 

Ma lassù non c'è nessuno ad ascoltare...

nessuna mano protesa...

solo un corteo di sofferenza, rabbia e impotenza.

Allora anch'io alzando gli occhi al cielo

rivolgo la stessa muta domanda...

perchè!!??

*

Speranza!

Ogni mattina ci svegliamo

chiedendoci come sarà la giornata che ci attende.

Migliore? Peggiore? Uguale?

Ci diciamo "speriamo che non succeda niente di brutto",

o "Speriamo che oggi vada meglio",

o "chissà se oggi cambierà la mia vita?"

 

Speriamo... Speranza!

 

E difatti lei è sempre lì,

dormiente, proprio in fondo al nostro cuore...

la speranza!

 

La speranza che un piccolo miracolo accada

per migliorare la nostra esistenza.

Ma se non accade?

Ci consoliamo pensando a chi sta peggio di noi,

o speriamo che la nostra salute si mantenga sana.

 

Non si deve provare vergogna per queste aspettative,

è nella nostra natura ambire a migliorarci,

ma se ciò non fosse possibile,

manteniamo alta la nostra dignità di esseri umani

e viviamo al meglio con ciò che abbiamo.

*

Un libro da leggere

Leggeva tranquillamente un libro, 

quando una frase lo colpì...
la rilesse... non era possibile...
la rilesse ancora... e ancora e ancora.


L'autore del libro sapeva
e forse aveva sempre saputo,
e tutti adesso avrebbero saputo...
come era stato possibile?


Mille perchè gli martellarono i pensieri,
gli erosero la mente,
gli consumarono l'anima...
perchè era andata così...
perchè era andata ancora così?


Non se ne dava pace...
era stato attento,
aveva evitato di commettere gli errori precedenti,
aveva seguito tutto alla lettera,
niewnte gesti inutili,
non aveva pronunciato parole in più o sbagliate...


La sua vita,
adesso,
era un libro che gli altri leggevano?

*

Ombra fra le ombre

Immerso nel torpore dell'oblio

cerco di annegare il mio dolore,

 

odo Il brusìo delle emozioni

agitare ancor di più i miei tormenti.

 

Tremule ombre e silenziosi fantasmi

spazzano crudelmente il mio cuore,

dove lei si aggira

calpestandolo e cingendolo con una corona di spine.

 

Ricordo quando glielo offrii, 

deponendolo ai suoi piedi come una ghirlanda nuziale,

ma lei si ritirò nelle ombre e fu un'ombra,

svanì sepolta nel silenzio...

 

Silenzio che invoco e lento s'adagia in me.

 

Adesso posso quasi sentire il trascorrere del tempo,

grani di sabbia in una clessidra

che scendono uno dopo l'altro come macigni sul mio cuore,

 

lentamente...

inesorabilmente...

senza una fine! 

*

A meno che i giorni non smettano di trascorrere

Insolite nuove speranze hanno danzato nel mio animo, 

speranze che non avevo mai osato esprimere per tutto questo tempo.

 

Ora,

 

ti sei creata un posto nel mio cuore

dove credevo non ci fosse spazio per altro.

 

Hai fatto crescere fiori dove coltivavo polvere e pietre.

 

Farfalle svolazzano su quei fiori,

lampi d'ali gialle, azzurre e verdi.

 

Adesso che alberghi nel mio cuore,

ne ho chiuso l'uscio e buttato via la chiave.

 

Niente può essere più bello al mondo,

a meno che i giorni non smettano di trascorrere.

*

Un mondo d’ombra

Quando abbandonai la via maestra

e mi misi a percorrere sentieri nuovi e inesplorati,

quando abbandonai la ragione

e mi affidai all'istinto,

quando abbandonai i miei sentimenti

e li chiusi in un cuore di pietra,

quando abbandonai l'amore

e cercai solo corpi da usare,

quando abbandonai le mie emozioni

e le lasciai scappare via...

scoprii un mondo nascosto dentro un mondo

velato da un mondo.

 

Un mondo d'ombra dove le tenebre premevano contro la luce,

un mondo dove avevo cominciato a sentire su di me l'oscurità,

come se il buio avesse peso.

 

Adesso quel mondo è un segreto

sepolto in un segreto ammantato di segreto,

perché la verità brucia, ma cauterizza anche le ferite.

*

Un bacio sull’arcobaleno

Vago per i viali del parco,

estraneo a tutto ciò che mi circonda.

Con gli occhi socchiusi

e prigioniero di una dolce estasi,

sento ancora il sapore dei suoi baci sulle labbra,

il tocco delle sue mani che mi accarezzano, 

il profumo del suo corpo stretto al mio.

 

Rinchiuso nel mio stordimento

mi accorgo appena della pioggia che cade,

le nuvole, colme di gioia,

spruzzano petali di perle su di me.

 

Poi un raggio di sole s'insinua delicatamente

facendo fiorire ai miei piedi,

come per incanto,

un arcobaleno...

imprigionandomi nella sua nuance,

che inizia a danzare alle mie carezze.

 

La mia meraviglia si specchia in quel valzer di colori

che iniziano a salire su nel cielo.

Vi depongo un bacio

ed esprimo un muto desiderio

"portalo da lei,

adagialo sulle sue labbra e dille che l'amo".

*

Un lontano passato

Mi fermo a guardare la mia vita trascorsa.

Com'è stata?

Ricordo i giorni in cui essa scorreva serena.

 

Poi...

 

piano piano, impercettibilmente, è cominciata a cambiare...

Adesso vivo i miei giorni come meglio posso, 

senza nessuna certezza per il domani,

con la speranza come compagna.

 

Nel buio della notte

mi sento solo ed ho paura

a volte penso quanto sarebbe bello

avere i genitori che mi mandano a letto

sapere che al mattino tutto andrà meglio.

 

Solo,

mia madre non può più risolvere per me i problemi

e mio padre non può più promettermi

di cacciare via i mostri e fare in modo che ci creda.

 

Ora devo farlo da solo!

 

Sarebbe meraviglioso rivedere i genitori,

ascoltare la loro voce,

le loro parole che m'infondevano coraggio e sicurezza.

 

Com'è lontano nel passato tutto questo,

adesso!

*

Persone

Quello che più amo del mio lavoro

è il rapporto umano con le persone,

nessun altro lavoro riesce a darlo.

 

Essere a contatto con le persone tutti i giorni

è un'esperienza unica...

è un mettersi a confronto continuamente con gli altri

che ci migliora e ci arricchisce,

e un saluto, un sorriso, qualche frase

sono il sale che condisce ogni giorno la nostra vita,

evitando così che diventi piatta e monotona.

 

Certo, li conosco da più di trent'anni ed è come se fossero dei vecchi amici,

se non addirittura una seconda famiglia.

Non c'è monotonia nell'incontrarli tutti i giorni,

perchè ogni volta c'è sempre una sfumatura diversa,

un qualcosa di nuovo...

 

Quello che mi rende felice è vedere nei loro occhi

la gioia per un consiglio o per qualcosa che faccio per loro...

rendere felici gli altri rende felici noi stessi...

 

Ma quello che mi commuove di più,

toccandomi il cuore,

è vedere i vecchietti che aspettano dietro la porta,

trepidanti, che mi fermi da loro ad interrompere la loro solitudine,

a riempire il vuoto senza fine delle loro monotone e solitarie giornate,

pronti a raccontare scorci della loro vita passata che per me sono tesoro,

arricchendo il mio bagaglio culturale, ma soprattutto il mio animo,

donando in cambio solo un pò del mio tempo e qualche parola di conforto

che per loro sono manna dal cielo.

 

Sono così teneri...

Vedere un sorriso sul loro volto scavato dal tempo mi commuove e inorgoglisce,

il contatto umano è fonte di vita...

soprattutto per loro.

*

Luoghi

Quasi tutti i giorni percorro le stesse vie.

In esse vi sono dei luoghi a me cari.

 

Luoghi a cui rivolgo sempre un pensiero ed un sorriso

come ad accarezzarli.

 

Luoghi che mi hanno donato amarezze e gioie, 

luoghi che hanno visto nascere e morire speranze,

luoghi che fanno rivivere in me scorci di vita,

luoghi dove affiorano ricordi belli e brutti.

 

Luoghi che hanno visto nascere idee, pensieri, ricordi, emozioni, frasi...

che poi adagio sul mio amico foglio

plasmandoli con le mie emozioni

e dando loro vita con l'inchiostro del cuore. 

*

Il canto del mare

Ho udito il canto del mare

sussurrare il mio nome.

 

Ho visto le sue acque danzare fra gli scogli

e accarezzare la sabbia,

la luna specchiarsi nelle sue acque,

una leggera brezza cavalcare le sue onde

portandomi l'odore della mia solitudine.

 

Ho sentito le mie emozioni vacillare fra le fiamme di un falò

che non riesce a scaldarmi il cuore

sotto questo cielo rivestito di stelle.

 

Le guardo,

nessuna brilla per me,

ho solo il mare che canta per me.

*

Imbrunire

Gli ultimi raggi di sole,
con il loro tepore,
accarezzano le languide acque del fiume
nel loro perpetuo scorrere
in sinuose curve disegnate nel tempo.

Un riflesso di luce gioca sull'acqua
mentre una leggera brezza increspa la superficie inscenando danze dorate.

Le ultime imbarcazioni scivolano calme verso il porticciolo
e i pescatori,
con un sorriso stanco e la pelle brunita dal sole,
si salutano con gesti lenti e antichi,
incorniciati dall'aggraziato volteggiare d'un airone in cerca dell'ultima preda.

L'ultimo guizzo d'un raggio di sole,
coi suoi fiochi riflessi,
viene a salutare il giorno che scivola nell'imbrunire.

*

L’ultimo giorno

E fatalmente arriva il tuo ultimo giorno.
Sei tu al centro dell'attenzione,
il festeggiato, il più invidiato.

Non sembri contento però,
sul tuo viso si disegna un sorriso incerto, forzato,
che non riesce a nascondere il tuo stato d'animo.

Nei tuoi occhi brilla una luce remota...


Sembri viaggiare sul flusso dei ricordi,
di quella che è stata
e di quella che sarà d'ora in poi la tua vita...

 

una vita da pensionato.

 

 

(Scritta parecchi anni fa e dedicata ad un collega)

*

Quanto avrei voluto amarti!

Quanto avrei voluto amare,
amare fino a impazzirne,
fino a morirne e felice di consumarmi per quell'amore!

Quell'amore unico,
immenso,
che arriva una volta sola nella vita,
quell'amore che travolge e stravolge,
che fa dimenticare se stessi.

Quell'amore che annebbia la mente,
quell'amore che strugge il cuore,
che strazia l'anima,
quell'amore che toglie il respiro
e prosciuga dentro se non ce l'hai accanto,
quell'amore la cui passione brucia come fiamma
che cresce e fiorisce accecando i sensi.

Quell'amore che vorresti sempre stringere e abbracciare
altrimenti ti senti perduto,
quell'amore che riempie e dà un senso alla vita
avvolgendola di luce e meraviglia.
Quell'amore... che ho vissuto con te
e adesso è solo un ricordo...

*

Ci hanno rubato tutto

Ci hanno rubato il nostro io,
i nostri sogni,
la nostra anima,
la libertà,
la nostra vita,
ci hanno rubato tutto.

Ci hanno rubato tutto e non ce ne siamo accorti.

Hanno sostituito i nostri veri bisogni
con quelli artificiali,
facendoceli credere reali.

Come nella favola,
stiamo seguendo le briciole di pane
che hanno seminato loro,
per farci restare sul sentiero scelto da loro,
per condurci dove vogliono loro
e noi così ingenui a farlo.

E' questa la vita che vogliamo?
Una vita non nostra?

*

Albero solitario

Solitario in un mare d'erba,
mi offristi riparo
in un meriggio
dove le nuvole avevano inghiottito il cielo
e la luce era fuggita via.

 

Mi accogliesti sotto la tua chioma
in un abbraccio protettivo,
dandomi asilo
in quel nero turbinio da tregenda.

Il mio nome ti sussurrai
a ricordarti un amico trovato
che portò via
la solitudine che ti circondava.

*

Lui c’era

Mi ritrovai a percorrere quel sentiero a me ben noto,
l'amore e la vita mi avevano voltato le spalle,
per giungere in quel luogo dove non sarei mai voluto giungere.
Guardai il vuoto infinito sotto di me,
chiusi gli occhi e immaginai di volare...
disperdendo così amarezza e sofferenza...
un volo di libertà.


Una voce mi fermò.
Riconobbi quella voce che mi supplicò di non farlo,
ricordandomi che con quel gesto avrei portato via
il suo migliore amico... io.
Lo guardai meravigliato,
il suo sorriso mi disarmò,
fece vacillare i miei propositi,
nei suoi occhi vidi un accenno di rimprovero
e soprattutto l'amore e la presenza del mio migliore amico.


Difatti lui era lì,
nel mio peggiore momento... si,
lui c'era, ed io... non l'avevo cercato.
Se l'amore e la vita mi avevano voltato le spalle,
io non potevo voltarle a lui...
il mio migliore amico,
che con un abbraccio liberatorio alleggerì il mio fardello facendosene carico.

*

L’Amore

Il suo percorso avrà molteplici percorsi.
Egli fiorirà fra noi molte volte,
sotto molti aspetti,
come già fiorì e come sempre fiorirà,
per infinite volte.


Affilata lama d'aratro sarà il suo giungere,
rivolterà in solchi le nostre vite,
ci sradicherà da dove giacciamo in solitudine.
Egli è colui che spezza legami,
colui che forgia catene,
colui che crea futuri,
colui che muta forma al destino.
Egli è l'Amore...

*

Voglia infinita

Infinite volte
ho accarezzato e baciato il tuo corpo...

infinite volte
ho percorso i suoi sentieri,
sempre uguali...
eppure sempre diversi.

Infinite volte
mi ha regalato emozioni nuove...

infiniti profumi la tua pelle,
infiniti piccoli particolari,
infinite estasi il tuo esser donna
ed infinite voglie
di nuovi piaceri e scoperte...

il tuo corpo...
una voglia infinita.

*

Dove giocano le maree

Fra un turbinio di sentimenti
e sospinto dal vento della passione,
infine sono giunto sulle rive del tuo amore.

 

ma le sponde del tuo cuore erano deserte,
solo impronte che si allontanavano
perdendosi nel nulla del silenzio.

 

Sulla battigia, dove giocano le maree,
ho adagiato il mio cuore,
ho alzato i remi del dolore
e mi sono lasciato portare via
dalle correnti di una vita ormai a me estranea.

 

E non so se, mentre mi allontanavo,
il sapore amaro sulle mie labbra era l'acqua del mare
o le mie lacrime...

*

Quelle strane sensazioni

E' una strana sensazione indefinibile,
impalpabile,
e quando arriva mi avvolge,
mi entra dentro,
mi stuzzica gli angoli della mente
come quando ascolto il vento,
e per quanto ci provi
non riesco ad afferrare queste increspature
al limitare del pensiero.


Quello che mi lascia dentro
è uno stato di incompletezza,
quasi un rimpianto,
un qualcosa che forse poteva essere ma non è,
un qualcosa...

*

La preda

Si voltò lentamente e incontrò il suo sguardo,
occhi di brace che lo impietrirono.

 

Perle di sudore ricoprirono il suo corpo,
un'ondata di gelo gli frantumò i pensieri,
il suo cuore si raggrinzì come carta pesta,

fu pervaso da un orrore infinito
che penetrò fin nelle più nascoste pieghe dell'anima
risvegliando ricordi ancestrali di puro terrore.

Il suo corpo ormai avvizzito
si ridusse in polvere
spazzata via da un gelido vento
portando fin nelle più remote lande la lugubre risata
che echeggiò a lungo in quel luogo desolato.
Un'altra preda era stata sua.

*

Non è vivere

Non è vivere per chi la mattina non ha un lavoro che l'aspetta,
per chi non sa se riuscirà a mangiare,
per chi non ha una persona che gli vuol bene,
per chi è solo.
 
Non è vivere per chi non riceve mai un sorriso,
per chi è emarginato,
per chi viene guardato con disprezzo,
per chi non crede più nell'umanità,
per chi aspetta un miracolo tutti i giorni.
 
Non è vivere per chi affronta quotidianamente un'esistenza piena di amarezze, 
ingiustizie, stenti, solitudine...
no, non lo è!

*

L’appuntamento

Sono qui ad aspettarti... 
impaziente! 
E' il nostro primo incontro.
 
Poi finalmente arrivi...
e più ti avvicini 
più l'emozione ingigantisce dentro me.
 
Brividi percorrono il mio cuore, 
i miei pensieri si sciolgono come neve al sole,
 
le parole che dovevo dirti 
si frantumano come vetro.
 
Appena mi scorgi 
sulle tue labbra sboccia un sorriso che
m'illumina l'anima e mi scalda il cuore...
 
come il sole in una splendida alba, 
che con i suoi primi raggi 
illumina e scalda questo meraviglioso mondo...
 
meraviglioso perchè ci sei tu.

*

L’attesa

Come tutti i giorni,
seduto sotto il portico, osservava la strada,

attendeva ormai da tempo il suo ritorno.


Il vento gli accarezzò il volto
portandogli il ricordo di lei
e gli rammentò la sua solitudine.


Rivivendo i loro giorni più felici
fu travolto da un'ondata di tristezza
che gli rese difficile respirare.
Il torrente di ricordi continuò a travolgerlo,
lo annegò,
lo seppellì.


Dagli occhi piovvero lacrime di roccia fusa,
caddero illusioni e speranze,
l'anima si riempì di tormento,
il cuore si spaccò e schizzò dolore
e come tutti i giorni,
nonostante ciò,
attendeva...

*

Solo con te stesso

E poi arriva il giorno in cui ti senti crollare il mondo addosso.

Tutto ti sembra inutile, anche la vita.

 

Ti senti avvolgere dal vuoto assoluto,

dove ogni cosa perde valore.

 

E in quei momenti, senza neanche rendertene conto,

resti solo con te stesso,

hai bisogno di restare solo con te stesso,

escludendo tutto ciò che ti circonda.

 

Scandagli anima e cuore per capire,

ti immergi nei tuoi pensieri, ma essi scappano via, imprendibili,

non riesci ad imbrigliarli, vagano liberi,

se ne stanno all'ombra della mente lasciandola nuda e tremante,

come il tuo corpo,

e non riesci a capire...

*

Il quadro più bello

Oggi la natura ha disegnato per me

il suo quadro più bello,

regalandomi uno spettacolo unico,

inondando di raggi e di calore il mondo e la vita

e soprattutto l'animo mio.

 

Al primo chiarore,

piano piano scopre ciò che vi è intorno a sé.

Il lento diradarsi della bruma

a poco a poco lascia intravvedere il paesaggio intorno,

 

ciò che era ammantato d'ombra sbiadisce 

e si vela di un lucore che gioca con le ombre,

dissolvendo quest'ultime nell'aurora,

 

lasciando solo qualche pennellata sbiadita qua e là

e rivelando il meraviglioso spettacolo della vita.

*

La prima volta

Mano nella mano

giungemmo all'ombra del nostro albero segreto.

I cuori che vi avevamo incisi

erano ancora lì, come appena scolpiti,

lui li aveva nascosti e protetti per noi...

per la nostra prima volta.

 

Il nostro sguardo,

carico di timore e passione s'incontrò...

Occhi sprofondarono negli occhi,

labbra avide si cercarono, 

un abbraccio intenso ed infinito

incorniciò quei momenti 

in un quadro di emozioni,

carezze,

piaceri,

saziando voglie infuocate su un letto di foglie.

 

La sua chioma coprì i nostri corpi,

la sua ombra abbracciò la nostra intimità.

Una dolce melodia si levò intorno a noi

adagiandosi sui nostri sensi...

con lo stormire dei rami

ed il fruscio delle foglie,

mossi da una leggera brezza,

intonò una serenata al nostro amore.

*

Diversa bellezza

C'è una bellezza diversa

nella semplicità di una singola cosa

come un fiore fra i sassi.

 

La crudezza della pietra

rende più prezioso il fiore.

*

La luce dei tuoi occhi

Ti ho cercata per innumerevoli volte,

e per infinite volte

ho percorso molteplici sentieri senza fermarmi.

 

Nei giorni cupi

ho squarciato il velo delle nubi,

nelle notti buie

ho acceso una miriade di stelle,

nei momenti di sconforto

mi sono aggrappato alla tua visione,

nei momenti di disperazione

ho alimentato il lume della speranza.

 

E quando mi son perso...

è stata la luce dei tuoi occhi

ad indicarmi la strada che conduce al tuo cuore.

*

Il nostro cammino

Quando il nostro cammino giungerà quasi al termine,

le nostre membra giaceranno stanche,

i nostri pensieri saranno volati via,

 

basterà l'attimo del contatto delle nostre mani

per far rivivere nei nostri occhi

la luce del nostro amore

 

e sulle nostre labbra

la gioia di stare ancora insieme...

*

Principessa

Ricordo da bambini

correvamo felici e spensierati

fra l'erba alta dei campi

disegnando astratti quadri.

 

Ci rincorrevamo

fra i covoni di fieno

dove poi ci tuffavamo e rotolavamo

fra genuine risate di gioia.

 

Mi fermavo a guardarti,

il sole del mattino si perdeva nei tuoi occhi

e dava una particolare luce alla corona di pagliuzze

incastonate fra i tuoi neri capelli

mossi da una leggera brezza,

eri la mia principessa.

 

Poi mi prendevi per mano

e mi conducevi al tuo nascondiglio segreto,

dove pregni di un amore ancora acerbo

i nostri occhi

si fissavano a lungo e

una carezza suggellava

la promessa del nostro futuro amore...

*

Fra le mani

Stringi fra le mani quella di un povero,

in esse avrai l'amore;

stringi fra le mani quella di un amico,

in esse avrai il mondo;

stringi fra le mani quella di un bambino,

in esse avrai il futuro;

stringi fra le mani quella del tuo sogno

in esse avrai l'eternità.

 

 

*

Il tuo ricordo

Quando il tuo ricordo verrà a visitare i miei pensieri

lo accoglierò su un tappeto di petali di lacrime,

lo adagerò su cuscini di emozioni

lo cullerò con dolci sorrisi fra le calde pieghe del cuore

finché piano piano scivolerà fra le braccia del tempo.

 

2012

*

Cammini sui miei sogni (di William Butler Yeats)

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.

 

William Butler Yeats 1899

*

La tua eco

Ho vagato seguendo la tua eco per un tempo indefinito,

ho divorato spazi immensi,

sono arrivato ai confini del mondo,

ho navigato in oceani sconfinati,

ho viaggiato in lontane terre,

ho percorso sentieri sconosciuti,

ho visitato città immense 

e sparuti villaggi nascosti negli angoli più sperduti.

 

ho conosciuto una moltitudine di gente,  

ho toccato i loro pensieri,

ho sfiorato le loro anime,

ho vissuto giorni di speranza

e giorni di uno scoramento infinito.

 

E quando stavo per arrendermi ho capito e t'ho trovato,

t'avevo già trovato,

eri dentro me,

sei sempre stato con me

e io non ti vedevo perché guardavo lontano e non dentro me,

non avevo capito che la tua eco

è ovunque la si cerchi.

 

2012

*

Questo è l’uomo fatto a mia immagine e somiglianza...

"Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo"

 

L'uomo affondò lame nelle carni,

aprì ventri di madri,

sradicò feti dai loro grembi

immolandoli sull'altare della follia.

Agnelli divorarono lupi,

fratelli uccisero fratelli,

figli giudicarono e condannarono madri e padri.

L'uomo si accoppiò con le belve

e divenne belva,

lacerò i veli dell'anima

e li diede in pasto alle illusioni dell'immortalità.

 

"Prendete e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue"

 

L'uomo tracannò coppe di sangue come fosse vino

e bevve come una belva assetata.

Ebbro di onnipotenza

si erse a dio e si sentì dio.

In preda al delirio di grandezza,

guardò i suoi simili con disprezzo,

mentre nelle sue vene sentiva scorrere

il nettare dell'arrogante infallibilità

di chi si crede al di sopra di questo mondo.

 

Ecco, mangiatene e bevetene tutti,

questo è l'uomo fatto a mia immagine e somiglianza...

 

2016

*

Palestina

Sangue, ancora sangue, sempre sangue
per un lembo di terra sofferta!
Si combatte ancora in quell'angolo di cosmo!
S'uccide per il possesso d'un pezzo di terra
che ha partorito un dogma.

 

Quando i capi di governo, i generali, i politici,
inquinati interiormente,
non cercheranno più di contagiare i già depauperati esseri umani
perchè denudati del loro contorno e ridotti a bestie?

 

Quando finiranno di preferire il denaro ad una vita umana?
Quando cesseranno d'essere macchine egoiste e sanguinarie,
quando rulli compressori che schiacciano gli uomini
per raggiungere la loro meta schifosa?

 

Fratelli si scagliano gli uni sugli altri
lasciando alle proprie spalle
corpi squarciati dalla violenza eretta a regola in quel gioco.
Aerei solcano spazi infuocati
in cerca di bersagli da abbattere
su quella devastata polvere.

 

Quando non sentirò più fremere il mio io
dilaniato da tempeste interiori in continuo dilagare?
Forse quando gli esseri umani saranno esseri umani?

 

Una solitaria cometa,
sfrecciando su quei burattini,
illumina per un istante
un teatro sventrato da mille proiettili umani...

 

(1974)

*

Flessibile serenità

Senza assilli il cuore è sereno

e i pensieri giocano in pace.

Intorno a me brilla la fiamma della vita 

come candele accese sui mille rami del bosco.

 

Chiudo gli occhi

e  sento l'erba fresca dei prati, 

vedo i fiori aprirsi e invadermi col loro alito.

Pesci guizzano nelle sorgenti,

rondini raggiungono i nidi,

farfalle riempiono di colori e allegria i miei occhi.

 

Vago in mezzo a questo piacere,

resto lì come flessibile salice

e i dolci giochi della vita

mi si avvolgono intorno

in grappoli e tralci. 

 

*

Insonnia

Nonostante l'ora tarda,

guardo scorrere la notte.

Un'infinità di pensieri si affollano nella mia mente.

Vorrei aggrapparmi ad uno di loro e lasciarmi trasportare,

ma continuano a sgusciar via.

 

 

Mi ritrovo ad inseguirli...

imprendibili.

 

S'insinuano nelle ombre diventando un tutt'uno con esse,

vorticano intorno a me

drappeggiando il buio della stanza,

prendono forma e si muovono come animati di vita propria,

finché restano ad aleggiare come fantasmi intorno a me.

 

2012

*

Il cuore degli uomini

Chi cominciò?

Chi portò la maledizione?

Non è da oggi né da ieri e i nostri padri,

che per primi oltrepassarono la misura,

erano inconsapevoli, lo spirito malvagio li spinse.

Da troppo gli uomini amano calpestarsi e contendersi il potere,

ciascuno teme il proprio vicino

e non ha la benedizione del proprio suolo.

 

Nei loro animi in fermento,

i desideri inquieti vorticano ancora come nel caos,

la loro vita è sempre selvaggia,

desolata e gelida per le ansie che la soffocano.

Troppo furore e angoscia vi è intorno a me

e ovunque io guardi tutto va in frantumi o vacilla.

 

Allora invoco te, Dio del tempo

che da epoche immemori domini su  noi dalla oscura nuvola,

poni fine a questo scempio,

manda le tue legioni purificatrici.

 

Fa che giungano squarciando il nero inchiostro della notte,

bagliori azzurri di folgori

che cavalcheranno come guerrieri di lontane epoche.

Silenziosi scivoleranno nei cuori

e nelle anime della gente

brandendo amore, bontà, generosità come spade di fuoco

le cui lingue annienteranno superbia ed invidia,

ammutoliranno frode e menzogna,

separeranno luce e tenebra

e ristabilito sarà il sacrario della verità.

Solo allora le tue legioni avranno finito di combattere

e l'ardente lotta avrà ottenuto la quiete del cielo

e la felicità terrena.

*

Come Icaro

Sentii i miei pensieri

ribollire d'impazienza

graffiare i veli dell'anima

mordere le catene  

rompere le gabbie della ragione

 

Liberi dal suo giogo

varcarono i confini dell'immaginario

andando oltre

e ancora oltre

sempre più in là

 

Con ali di Icaro

inseguirono sogni perduti e ritrovati

sogni segreti nascosti fin nelle più remote pieghe dell'anima

Da impavidi guerrieri cavalcarono illusioni

inseguirono chimere

Osarono sfidare le ali del grande Drago

e come Icaro conobbero il

sacro fuoco divino

 

Svestiti della loro arroganza

precipitarono in un lungo

infinito volo

incontro a madre terra

in un dolce

eterno

abbraccio

*

Adesso

Il mio mondo, adesso,

è specchio della tua anima,

ma se tu volti il viso

o sei triste,

quei raggi di luminoso sorriso tremano,

svaniscono

e il mondo è nulla.

*

Bambini

Rivoglio il mio mondo,

quello che guardavo con occhi di bambino,

dove tutto era puro e innocente.

Dove era bello ascoltare i grilli nei prati,

in essi correre spensierati

incontro al sole o dietro una farfalla,

veder schiudere un fiore ai raggi del sole.

 

Ascoltare incantati i racconti del nonno

mentre fumava la pipa davanti al fuoco del camino;

stupirsi sempre dell'apparire di una caramella

nella mano del babbo al ritorno dal lavoro.

 

Un mondo dove cattiveria e malvagità erano sconosciute

e la vita scorreva lenta e serena,

vedere sempre un sorriso nel volto delle persone

e una carezza aveva il calore umano

e non le bieche intenzioni del mondo d'oggi

dove la vita veste i bambini di stracci,

li spoglia della loro innocenza,

bagna di sangue le loro mani

fa loro conoscere il fuoco delle bombe,

il morso dei proiettili e della fame,

li trasforma in cavalieri di morte e schiavi.

 

Bambini che mai lo sono stati,

bambini nati già morti,

sacrificati sull'altare di ideali distorti,

bambini rubati e trattati come merce,

bambini a cui nessuno tende una mano

per sollevarli dalla loro condizione di oggetti e mezzi,

eppure basterebbe un semplice gesto o una parola dettata dal cuore,

perché ogni bambino è anche nostro...

*

Mia dolce signora

Ho sentito parlare di te ovunque mi sia recato,

tutti esaltavano la tua meraviglia,

persino i mercanti vendevano la tua bellezza,

benché nessuno di loro ti avesse mai vista,

solo parole riportate.

 

Ciò m'indusse a volerti conoscere,

da sempre, dentro me, l'avevo desiderato.

Mi misi in cammino, là verso dove si diceva tu dimorassi,

anche se nessuno lo sapeva.

 

Viaggiai per un tempo infinito,

percorsi mille e più leghe,

arrivai ai limiti dell'ignoto,

ai confini della rinuncia.

Poi, ad una svolta del sentiero rimasi impietrito,

ti vidi in tutta la tua magnificenza,

maestosa da togliere il fiato

che si frantumò in mute parole di meraviglia.

 

Una chioma di nuvole copriva il tuo capo,

trecce di bruma scendevano dalle tue spalle,

due neri occhi come grotte in cui perdersi nella profondità della tua anima,

due labbra di agata rosa che racchiudevano un sorriso

in cui il sole illuminava se stesso.

I tuoi seni, dolci colline dove respira la vita,

dai tuoi fianchi, sinuosi declivi su cui passeggiare,

s'allungava una veste fino ai tuoi piedi,

verde come incantate foreste dove vive la felicità.

 

Tu sei la montagna incantata che tutti hanno cercato invano,

io sono il fortunato a cui sei apparsa,

ai miei occhi hai concesso il privilegio di poterti ammirare.

M'inchino alla tua bellezza

mia dolce Signora.

*

Nacqui cieco

Nacqui cieco nel divenire dei flussi del tempo pur vedendo.

Crebbi,

stagione dopo stagione,

nell'oscurità della mente,

all'ombra di ancestrali paure

con cui nutrii cuore e anima.

 

Il velo della notte calò perenne sui miei occhi,

giorni velati d'indifferenza,

intrisi dell'oblio del tedio,

dove sentimenti ed emozioni erano sconosciuti.

Eppure pretesi di camminare sulle acque,

ed ogni volta sprofondai sempre più

nelle paludi del mio ego.

 

Sfidai senza ali gli immensi spazi,

e come Icaro abbracciai madre terra.

Osai sfidare le sacre montagne,

mille e mille volte caddi e mi rialzai,

ma come Sisifo,

mai raggiunsi la vetta.

 

Il mio non fu un camminare da uomo,

ma uno strisciare su aguzzi sassi che lastricavano i sentieri della vita,

dove la mia anima si lacerò.

Guardai attraverso quegli squarci e vidi una luce.

La seguii,

lontano viaggiai fino alle stelle,

fino a che spazio e tempo si annullarono,

mai mi arresi.

 

Finché giunsi alla sacra fonte della vita,

del sapere, dell'amore.

Guardai nel mio cuore e vidi i misteri più grandi,

allora bevvi nella profonda coppa della saggezza,

imparai ad amare me stesso,

tornai fra gli uomini col cuore colmo d'amore,

donai il mio e mi vestii del loro.

*

Ciao papà

Ho scritto di te tanti anni fa,

quando eri ancora con me.

Non ti ho mai dimenticato,

anche se molte volte ti ho lasciato dormire in fondo al cuore.

Cuore che vorrei fosse come il tuo

perché sei stato un papà meraviglioso.

Ricordo ancora quel lontano 21 ottobre quando ci lasciasti,

disteso su quel gelido letto ti guardavo senza piangere,

sul tuo viso era appena dipinto un sorriso che io conosco

e dentro me ho sorriso anch'io,

sapevo che eri in un mondo migliore di questo.

In tutti questi anni hai vegliato su di me

cercando di correggere i miei errori,

di darmi suggerimenti,

ma il mio cuore non ti ha ascoltato.

Poche notti fa ho pianto come un bambino

quando sei venuto ad abbracciarmi in sogno,

lacrime di gioia e dolore.

Adesso sarai da qualche parte su questo pianeta,

ma aspetta a sposarti ed avere figli,

aspetta che io concluda il mio percorso terreno,

voglio rinascere ancora come tuo figlio,

voglio che tu sia ancora il mio papà

e soprattutto voglio essere il figlio che volevi che fossi.

*

Se tu fossi qui tenendomi per mano

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
la sentiresti tremare.
La guardo, quante cose ha da raccontare.
Chi l'ha stretta, accarezzata?
La mano racconta tutto, chi l'ha amata?
Chi soffre per lei ora che è sola?

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
ti chiederei di affacciarti alla finestra.
Nelll’aria tersa sentiresti come un sussurro la nenia della mia malinconica solitudine
e l'affievolirisi della danza delle mie emozioni.
Nel cielo di un azzurro unico
vedresti sbiadire la luce della mia anima.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
vedresti le foglie tingersi di arancione e di rosso
e gli aghi dei larici di giallo accendere i boschi di nuovi colori,
i colori del tramonto della vita
dove il mio cuore si tinge di amarezza.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
sui castagni vedresti i ricci lasciar intravedere i loro preziosi frutti,
i frutti di un amore che non potrò più assaggiare.
A poca distanza vedresti raccogliere i grappoli d’uva,
maturi al punto giusto per la vendemmia,
come la mia tristezza matura anch'essa per smettere di sperare.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
ti direi che avevi creato qualcosa di bellissimo
nella terra desolata del mio cuore che non aveva mai vissuto la vita.
Riappropriarsi di essa non è facile,
è un lavoro pesante e senza sosta e va fatto da soli.
Ma non è facile lasciarti andare,
perché,
è come se tu fossi qui tenendomi per mano.

*

Quando una stella muore

Quando una stella muore

tutto l'universo piange per la sua fine,

ma gioisce per la nascita di nuove vite,

in quel luogo finisce la vita e inizia la vita.

 

Ma quando muore un sogno,

a piangere è solo il sognatore,

il suo cuore è quel luogo dove finisce la vita e inizia il nulla.

*

Un giorno mentre camminavo (1973)

Un giorno mentre camminavo,
vicino ad un cumulo d'immondizie
ho visto un bambino mal vestito, sporco,
affamato, solo, abbandonato da tutti...

l'ho guardato ed ho continuato.

 

Mi sono fermato, mi sono girato, gli ho sorriso,
gli ho porto la mano.

Incredulo s'è alzato,
s'è avvicinato,
m'ha dato la sua mano,
mi ha sorriso.

 

Rideva, era felice,
non era più solo,
aveva qualcuno accanto a 
che non lo avrebbe più abbandonato.

Insieme ci siamo avviati verso la vita...

(1973)

 

*

Non abbiamo bisogno di parole

Una parola

tante

infinite

ma a che servono

quando basta guardarti

e poterlo fare tutta una vita

e dividere i silenzi con te

Guardarti

guardarsi

non servono parole

Tutto parla con noi

mentre noi non abbiamo bisogno di parole

*

I cancelli dell’anima

Con il fardello della comprensione,

la speranza stretta fra le mani,

mi fermo davanti ai cancelli della tua anima.

 

Rovi abbracciano la ruggine incisa dal tempo,

ma non mi fermano ed entro nel tuo mondo.

 

Mi accoglie un regno d'ombra e silenzio,

come se il sole non vi fosse mai sorto;

in quel luogo anche le stelle sono spente.

 

Sgomento mi guardo intorno:

una piccola luce rivela una capanna, mi avvicino.

La porta è socchiusa, entro aspettandomi il buio,

ma un cero rischiara una piccola stanza.

Fili di falasco pendono dal soffitto,

le pareti decorate dalle immagini di un amore vissuto in ere lontane

e che si ripete in ogni tempo.

 

Su un piccolo tavolo,

chiuso dentro un barattolo,

un cuore rattrappito batte con ritmo lento

e una donna devastata dal dolore beve da una coppa colma di disperazione,

mostrando il vuoto nel petto, mettendo a nudo l'anima.

Quando s'accorge che la osservo,

afferra con rabbia il barattolo in cui vive il suo cuore,

come se volesse proteggerlo da me.

 

I suoi occhi...

Non potrò mai dimenticarli.

Lo sguardo è così gelido che anche il poco calore del cero si ghiaccia,

poi guarda quel povero cuore e piange.

Mi avvicino,

verso un cucchiaio d'amore nella sua ciotola di disperazione e la costringo a bere.

 

I suoi occhi si addolciscono,

rimette il suo cuore nel petto,

mentre veste le labbra con un dolce sorriso,

finalmente indossando la bellezza perduta.

Dai fili di falasco gocciolano perle e i ricordi alle pareti disegnano aurore.

 

La prendo per mano e la conduco ai cancelli dell'anima.

I rovi sono scomparsi,

lasciando il posto ad intrecci di cerfoglio e di gelsomino

e mentre camminiamo,

un tappeto di seta bianca e argento si srotola

per mostrare il sentiero di questo strano amore ritrovato.

 

*

Ladro di attimi

Mi son vestito di nero,

come la notte,

dove ombre furtive scivolano nel silenzio,

silenzio che avvolge le intenzioni, i gesti,

le azioni che compio come un ladro per brevi attimi

rubati ad un'esistenza che corre sui binari della vita,

verso un'unica destinazione senza fermate intermedie,

in una folle corsa verso l'ineludibile attimo che mi attende.

 

Per brevi infiniti attimi,

fermo il treno e compio quei furti

fra le pieghe della quotidianità...

invisibile

carpisco sogni,

catturo voci,

parole,

risate,

cavalco fantasie,

lascio correre le emozioni dietro ad una chimera,

dietro a quello che non avrò mai

anche se è lì a dirmi...

prendimi

*

Cuore puro

Gli altri mi credono un angelo

un cuore puro

ma io sono un angelo?

ho un cuore puro?

 

Mi sento sporco dentro.

 

Ma è mio lo sporco?

o è quello che raccolgo tutti i giorni

per le strade del mondo?

 

O tutti e due?

 

Abbiamo un cuore puro e incontaminato?

o dentro di noi grattando un po’

troveremo ciò che non vorremmo?

o ciò che non pensiamo ci sia?

 

Uno sporco atavico ammucchiatosi nel corso delle ere,

uno sporco che neanche il sangue e le lacrime

di miliardi di anime è riuscito a lavare.

 

Ma noi vogliamo lavarlo?

o ci fa comodo lasciarlo com'è?

*

La regina degli elfi

Sognai un posto magico

nascosto in una nicchia

mi invitò con un alito di sospiro

come canto di sirena

nel suo grembo ed io...

non sono Ulisse

non voglio essere Ulisse

 

Seguii quel carezzevole soffio

ritrovandomi in un angolo di paradiso

dove mi accolse una piccola cascata

mi sorrise mentre danzava fra i sassi

 

Una nube di goccioline volava leggera nell'aria

e da essa mi apparve la regina degli elfi

delle colline delle fate

 

Mi prese per mano

mi fece sedere su un sasso

mi parlò a lungo mentre io mi perdevo nella sua voce

 

La natura, madre di tutti gli esseri

ci cullò in un abbraccio

poi con occhi lucidi

si diresse verso la piccola cascata e vi sparì.

 

Io conosco quel luogo incantato

tutti i giorni mi ci reco

mi siedo su quel sasso

ed ascolto la sua voce

provenire dalla piccola cascata

che danza per me

e parla con me

*

Maschera triste

Che maschera triste quest'anno il carnevale.
Volti tristi, vuoti, delusi.
Non più labbra che sorridono come una volta.
Non più l'allegria chiusa in una parentesi.
Non più ipocrita ilarità.

 

La pioggia di coriandoli s'è attenuata nel tempo...
e nel tempo s'è infranta l'imposizione,
un tempo fatto di riflessioni e conclusioni.
In fondo era prevedibile,
non poteva durare a lungo,
è venuta a galla, corrosa dal tempo...
loro nemico.

 

La gente ha lasciato cadere la propria maschera come un frutto marcio,
divenuta troppo pesante da sopportare.
Sanno già che la loro vita è una recita giorno per giorno,
sanno già d'essere dei clowns della strada.

 

Perchè deteriorare ancora
quest'aspetto opprimente caricandosi d'ipocrisia
e d'un'altra maschera ancora?...
E finalmente hanno aperto gli occhi
e forse hanno capito.
Ma il carnevale non sarà più una maschera sorridente.

 

(1975)

*

Verso l’alba, verso la libertà…

Passano i giorni, gli anni e tu, ormai adulto,

sei sempre confinato in quel luogo,

un villaggio sperduto nel nulla,

dove le notizie arrivano con i pochi viandanti che di rado vi passano.

 

Quel posto, anche se ti ha protetto,

adesso è diventato una vera prigione che ti opprime,

il suo peso ti soffoca, ti toglie l'aria,

una barriera invalicabile

che nasconde un mondo da vedere e orizzonti infiniti da raggiungere.

La voglia di sapere e scoprire arde come una fiamma dentro te,

ti consuma fino al punto da farti prendere una decisione

sofferta ma irrinunciabile.

 

Una sera sul tardi,

col fagotto sulle spalle, dove hai messo le poche cose a te più care,

ti allontani come un ladro scivolando furtivo nel buio.

Per un ultima volta, prima che sparisca alla tua vista,

ti volti rivolgendo un silenzioso saluto

a quella casa che ti ha visto crescere

 

e in quella notte piena di stelle,

con la luna ad indicarti la strada,

ti sei avviato verso l'alba,

verso la libertà...

*

Voglio un mondo che sorrida

Dipingerò sorrisi nell'aria

intreccerò canti e danze per le strade

inchioderò cuori alle porte delle case

spalmerò bontà sul selciato

regalerò ali di felicità

accenderò luminarie con fiammelle d'amore

appenderò cattiveria e tristezza ad aquiloni

e li lascerò volar via

farò tutto questo perché...

voglio un mondo che sorrida

*

È appena finita una battaglia (1973)

E' appena finita una battaglia.
Ancora si leva il fumo acre dai carri bruciati,
il fango tutt'intorno è cosparso di relitti meccanici ed umani.

Mi aggiro per quel luogo violentato dalla cecità dell'uomo,
dal suo egoismo e mi accorgo di quanto crudele sia tutto ciò.

Vedo corpi squarciati da bombe,
corpi che gemono prima di volgere l'ultimo sguardo verso l'infinito.

Vedo un uomo che striscia per andare a raccogliere un suo braccio poco distante,
inutilmente.

Sotto il cingolo imbrattato di sangue di un carro armato vi è un corpo... credo.

In quel terribile scenario
s'ode il gracidare secco di corvi e avvoltoi
che calano dal nero cielo
e vanno a posarsi su quei corpi straziati
e a succhiare quel poco sangue rimasto nelle loro vene.

S'odono anche grida di iene e sciacalli
che vanno a far scempio del resto di poveri corpi.

Il fango su cui cammino è diventato rosso,
uno strano rosso cupo che grida vendetta e giustizia.

Ma non c'è nessuno ad ascoltarlo,
solo degli animali che non capiscono,
dei carri distrutti,
del fumo che sale da loro,
dei resti umani,
del silenzio interrotto a tratti dal grido di gioia di quegli animali...

e un uomo ed un cuore
che benchè soli,
disgustati e delusi
un giorno renderanno giustizia...

(1973)

*

Mano nella mano

Mano nella mano,

insieme, con la vita davanti a noi.

 

E mentre mi raccontavate dei miei capricci da bambino

i miei pensieri volavano a quei momenti

di vita spensierata,

dove tutto era innocente ai miei occhi

e il mondo esterno veniva celato alla mia purezza.

 

Ma il mio mondo eravate voi

dove io volavo fra le tue braccia

e tu m'innalzavi al cielo

con un rituale gesto antico

e mi guardavi con l'orgoglio e la gioia d'un padre,

mentre lei ci osservava

con un'espressione di commozione e felicità

negli occhi di donna e madre.

 

Adesso percorro da solo la vita,

ma so che voi siete sempre accanto a me come allora,

insieme... mano nella mano.

*

Madre terra

Madre terra, guarda i tuoi figli

alti e aitanti

perduti in se stessi.

Un tempo eri un giardino fiorito

soddisfacevi le loro necessità

l'aria serviva a respirare

le nuvole a far cadere la pioggia

l'acqua a bere e dare la vita.

 

Poi sei diventata sterile ed arida

per la loro ingordigia.

Noi, i tuoi nuovi figli

siamo ora al tuo fianco

la tua vita è la nostra adesso.

 

Non apparteniamo a quei governi con denti affilati

che banchettano con le nostre vite

muscoli per carne

sangue per vino

succhi scarlatti colano e

lasciano che tutto lo stupido affamato discorso

scivoli giù lungo il mento.

 

Accenderemo fuochi di libertà

danzeremo intorno al tuo trono

nei prati al suono della vita di un albero

dentro e fuori le ombre e

rideremo con la brezza del mattino.

 

Indosseremo le nostre armature

la libertà sarà il nostro scudo

saremo i combattenti della luce armati d'amore.

 

Cavalcheremo la terra e impareremo a guidarla

la sentiremo muoversi sotto di noi.

Ci sentirai tutti intorno a te

ci sentirai cacciare stanchi di corde d'arco

uragani notturni

rapaci d'amore e libertà.

Troveremo un posto in cui potremo sdraiarci e

guardare il mare ondeggiare

 

cammineremo sulla sabbia con le nostre donne e

vedremo crescere i nostri piccoli.

Volgeremo lo sguardo ad est

verso nuove albe...

*

Una società migliore

Si sono scritte e dette fiumi di parole sulla vita,
su come dovrebbe essere, come viverla, ecc.
Tutto vero, anch'io l'ho fatto,
perché ci auguriamo che essa sia migliore e più vivibile
e noi felici di veder gioire tutte le persone intorno a noi.
Ecco il punto: non lo è.
L'animo umano è di una desolazione assoluta,
ancora legato alle sue ataviche origini,
dure a morire.
Egoismo e cattiveria avevano generato un orrore
che si nutre di ciò che l'aveva creato,
un orrore ancora prigioniero dello stesso animo umano
sul quale si fonda la nostra società.
Un bambino nasce puro,
ma poi viene contaminato dallo stesso ambiente in cui cresce.
Il nostro compito è preservare la sua purezza
se vogliamo una società migliore.
Dobbiamo continuare a combattere contro la bruttura della vita
finché avremo fiato...
e se poi ci sommergerà, sprofonderemo
mordendo e graffiando...

*

Filastrocca del postino

Postino, tu che quando sentiamo la tua moto ci fai sospirare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ti fermi davanti a casa nostra ci metti in allarme...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando suoni il campanello ci fai prendere un accidenti...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le bollette ci fai arrabbiare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le multe ci fai morire...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando reciti 'Non sparate sul pianista' ridi sotto i baffi...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che non ci porti mai un vaglia...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che sfrecci per le vie del paese, sfreccia lontano da casa nostra
e dona a noi la pace.

*

Angeli

Volti anonimi, senza un nome,

sereni e sorridenti,

con la luce della vita negli occhi,

con parole 

di speranza e coraggio

sulle labbra,

sempre disposti ad ascoltare chiunque.

 

Volti che non chiedono nulla,

ma quasi annullandosi

donano se stessi.

Sempre pronti

a portare conforto e aiuto

ad una folla di bisognosi e disperati.

 

Sempre pronti

a vivere la vita degli altri

caricandosene dolori e sofferenze.

Volti che la gente chiama "Volontari"

ma che invece io chiamo "Angeli"...

*

Malinconia

A poco a poco

vengo pervaso da un qualcosa d'indefinito,

tutto intorno a me sfuma,

si fa ovattato,

come se un manto di nebbia

si posasse su di me.

 

Un delicato velo

avvolge il mio animo

di una dolente dolcezza

fatta di sensazioni impalpabili.

 

Mi ritrovo a fluttuare

sospeso in un mondo quasi surreale,

beandomene...

*

Il mercatino dei ricordi

Mi trascino annoiato fra quelle bancarelle

piene di cianfrusaglie quasi senza vederle,

degnandole appena di uno sguardo superficiale.

Proprio quando non vedo l'ora di andar via,

un oggetto cattura la mia attenzione,

un giocattolo,

un carrarmato,

uguale a quello che avevo da bambino...

quante emozioni suscita in me.

Una miriade di ricordi si riversano nella mia mente,

quanti pomeriggi passati a giocare...

mi ritrovo a rivivere le mie epiche battaglie sempre vittoriose.

 

Mi sento chiamare

e sto quasi per rispondere: cosa c'è papà?

E' il mio amico a chiamarmi...

vengo riportato alla realtà

e quasi lo rimprovero.

 

E allora la mia diventa una ricerca del passato e del tempo che fu.

Adesso guardo con occhi diversi quelle bancarelle...

e difatti trovo un altro oggetto

non più in vendita da tempo immemore,

un accendino...

e ancora una volta una cascata di ricordi mi sommerge

trascinandomi nelle viuzze del mio paese,

dove con gli amici e col batticuore

fumavamo le prime sigarette di nascosto,

per poi osare di più facendolo sul corso principale,

esibendoci davanti alle ragazze...

 

E' ora di andar via...

lo faccio quasi a malincuore

e mentre mi allontano

mi giro a guardare quasi con le lacrime agli occhi.

Quante emozioni

in quel mercatino dei ricordi.

*

Chiederò

Scolpirò sulla luna il mio volto

e gli chiederò di sorriderti

Imprimerò le mie parole nel vento

e gli chiederò di sussurrartele

 

al mare chiederò di danzare per te

al sole di sorgere di notte

e illuminare il buio della tua solitudine

alle stelle chiederò una nuova costellazione

un cuore che brilli per te

 

e a Lui lassù chiederò di farmi ritornare da te

perché...

anche gli angeli soffrono per amore

*

Pioggia

Lenta scende la pioggia

nel tenue lucore delle prime luci dell'alba

vela la campagna ammantata di silenzio

l'accompagna con note soffuse

di un ritmico sgocciolio di perle

che di foglia in foglia scivolano adagio

raccogliendosi in rigagnoli

con un delicato gioco d'intrecci

vanno ad immergersi nel pigro ruscello.

 

Un raggio di sole appare timidamente

per svanire subito dopo

come a voler salutare il nuovo giorno.

Qua e là s'ode un fruscio,

la vita riapre il suo uscio.

 

Si leva l'antico odore della terra bagnata,

permeando ogni cosa e inebriando il mio animo,

lieto d'assistere a queste piccole

meraviglie della natura.

*

Flower of the forest

Nascosto agli sguardi

per non sciupare la tua purezza

e accarezzato da un raggio di sole,

fuggevole visione di fulgida bellezza

appari ai miei occhi

*

Ali di drago

Ho visto una moltitudine di gente

affiggere peccati ai muri dell'abominio,

l'immoralità dipinta sui volti

con risa di scherno sulle bocche,

danzare sull'altare della giustizia

calpestandola,

trascinare la fede nella polvere

con corde legate a cavalli in furioso galoppo.

 

Corpi abbandonati alla lascivia,

scintillio di lame affondare in ventri e gole

come bastoni conficcati nella terra,

sangue sgorgare da quegli squarci,

gonfiarsi,

ribollire di silenti grida di pietà e giustizia...

 

Ho invocato quella divina... di giustizia,

nessuno m'ha ascoltato lassù,

abbandonati alla mercé dei mercanti di vita

come agnelli sacrificali.

 

Allora... sarò io l'angelo vendicatore,

vestirò ali di drago

e tremenda sarà la mia ira.

 

Il mare ribollirà come un oceano di lava,

il vento ruggirà furioso sradicando ogni cosa,

le nubi oscureranno e inghiottiranno il cielo,

calerò su di loro spargendo fiamme

come semi portati dal vento.

 

inonderò di fuoco e terrore il loro animo,

purificherò i loro cuori,

la terra sarà scossa fin nelle sue più profonde intimità,

si aprirà,

ingoierà ciò che rimarrà di quell'orrore,

poi,

affiderò le ceneri al vento

per ricordare,

per non dimenticare

*

Il signore del nulla

In groppa al suo destriero

alfine giunse sulla cima dell'agognata collina.

Infinite praterie, foreste e città si paravano ai suoi occhi,

fin dove lo sguardo riusciva ad abbracciare l'orizzonte

e oltre...

 

ancora oltre...

sempre più in là,

fino a sfidare l'immaginario,

fino ad estasiare il suo ego,

fino a saziare la sua sete di potere.

Il mondo era suo.

 

Povero illuso,

tu possiedi il nulla,

il tuo mondo è solo un guscio vuoto,

perché per quanto tu possa sottomettere la gente,

non potrai mai incatenare la loro anima,

 

la loro voglia di vivere,

di amare,

di cibarsi delle meraviglie che la vita ci dona,

come guardare il sole scivolare fra gli alberi al tramonto,

guardare il cielo spruzzato di stelle in una notte d'estate,

il lento levarsi del fumo da un comignolo,

il placido scorrere di un fiume,

l'inebriarsi del profumo dei fiori,

sentire il contatto della pelle della persona che ami,

ricevere il sorriso da un bambino che ti riempie l'anima.

 

No, tu non possiedi nulla,

solo il vuoto,

come la tua anima...

*

Gli occhi del cuore

Quante volte

i nostri occhi si sono cercati

incontrati

 

Sguardi fuggevoli come il soffio d’ali d’una farfalla

pieni di domande

speranze

 

In quei momenti carichi di silenzio

quante cose si son detti

mille e più parole

 

parole che le nostre labbra

non avranno mai il coraggio di pronunciare…

*

Imparerò ad ascoltare

Al bussar dell'alba
leverò le stanche membra dal mio agitato sonno
indosserò ciò che rimane di me
prenderò per mano il poco tempo rimastomi e
imboccherò quel sentiero sempre più erto e accidentato
che conduce alla vita.

Indomito continuerò la mia ricerca con l'animo a brandelli
folate gelide l'attraversano
e... questa volta imparerò ad ascoltare
Il frusciar delle fronde mi parlerà della natura...
cingerò il capo con una corona di rami e foglie intrecciati
assorbirò la loro linfa
scorrerà in me
e... imparerò

Osserverò gli animali
vivrò con loro
come loro
ringhierò e azzannerò
avrò amplessi e partorirò cuccioli
mi ciberò di loro
e... imparerò

Poi m'immergerò fra la gente
sarò la loro ombra
ascolterò le loro parole
sarò la loro eco
sarò lo specchio delle loro espressioni
i loro gesti saranno i miei
morderò i loro silenzi.

Toccherò i loro pensieri
sfiorerò le loro anime...
scaverò nelle loro memorie
nei loro cuori
sradicherò i loro ricordi
stendendoli su sassi imbiancati
e... imparerò ad ascoltare la verità...

Come assetato berrò alla sua fonte
mi disseterò e mi vestirò d'essa e
richiuderò gli squarci al mio animo
Poi...
imboccherò l'ultimo sentiero
seguirò la prima stella della sera e
mi dirigerò là... dove tramonta il sole!

*

Ciò che non t’aspetti

E proprio quando credi d’essere ormai solo,

abbandonato da tutti

e ti ritrovi a volteggiare

sulla lama del rasoio della vita…

 

proprio allora,

in quei momenti,

ci sarà sempre una persona

che indosserà parte della tua anima…

 

Un sorriso sboccerà dalle tue labbra

perché avrai scoperto di non essere solo

e che ci sarà sempre qualcuno

che scalderà il tuo cuore...

*

Una lacrima

Alzò gli occhi al cielo

e urlò tutta la sua rabbia,

tutta la sua disperazione,

tutto il suo dolore.

 

 

Chinò il capo

e una lacrima gli solcò il viso,

sfiorò le sue labbra,

la raccolse nelle mani e la fissò intensamente,

 

 

poi con delicatezza le chiuse,

le avvicinò al cuore

e desiderò essere anche lui una lacrima,

per nascere dai suoi meravigliosi occhi neri,

per poi morire sulle sue labbra.

*

Mattino

Irrompe improvviso da oriente
con lance dorate trafigge l'oscurità
dissolve la bruma
squarcia il velo della notte
porta luce e calore
sulla terra e sugli uomini
tutto s'illumina d'un radioso sorriso
quando egli si veste della sua maestosità

*

Stella cadente

Un manto di stelle

drappeggia la notte appena scesa

luminarie appese a festa

pennellate di stelle cadenti

come fuochi d'artificio

planano dolcemente

illuminando la volta celeste

 

Una stella volteggiando come farfalla

si posa sulla mia spalla

ammicca, sorride

La raccolgo fra le mani

la cullo dolcemente

è venuta a brillare per me...

per esaudire un mio desiderio

Solo...Non ho più un desiderio da chiedere

 

Con occhi lucidi le sussurro

che è giunta tardi ormai

La guardo mestamente...

accarezzandola con una lacrima

le rivolgo un silenzioso grazie!

*

Prendimi se ci riesci

Il sonno mi ghermì

scivolai in un sogno popolato

da maghi, fate, cavalieri, draghi, gnomi, elfi

un mondo d'inchiostro nato dalla nostra fantasia.

 

In quel mondo fatato

al limitare d'un bosco

sei apparsa improvvisa dal nulla

magica visione

come Ninfa dei boschi

un tutt'uno con le foglie

 

il tuo viso...

non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel fiero cipiglio

mossi un passo verso te

un'aria di sfida si dipinse su di esso

e una melodiosa voce pronunciò 'provaci...'

 

Avanzai ancora ma le foglie che ti vestivano ti portarono via

svanisti lasciando un'eco di risolini

Mi addentrai nel bosco alla tua ricerca

ti eri dissolta in esso...

mi ritrovai ad inseguire una voce...

ogni foglia, ramo, albero, fiore...

tutto in quel bosco cantava di te e delle tue risa che sembravano dire

'prendimi se ci riesci'

 

Ancora oggi in questo mondo non fatato inseguo quella voce...

che continua a ripetere

'prendimi se ci riesci'

*

Nei venti del tempo!

Ho cavalcato silenti urla agonizzanti invocare il tuo nome

quando eri svanita nella bruma di un mattino

 

Ho affidato i miei pensieri al vento come adusta foglia

con la segreta speranza che trovasse la tua eco

 

Ho scalato montagne di dolore

aggrappandomi con mani nude e tremanti

agli appigli dei rimpianti di un amore finito

 

Ho navigato in oceani di sofferenza

onde di ricordi mai sopiti

s'abbattevano con furia sullo scafo ormai eroso del mio cuore

 

Ho percorso sentieri lastricati di tormento

ogni mio passo calpestava una lacrima di sangue

come aratro che scava un profondo solco sul mio volto

 

Sono arrivato sino alla fine di ogni cosa...invano!

poi...

ho abbandonato il mio destino alla deriva nei venti del tempo

lasciando che si arenasse fra le pieghe dell'oblio...

*

Dama nera

In questa mia vita,

mare flagellato da tempeste,

percorso da uragani,

acqua che ribolle innalzandosi al cielo

per poi svanire come nebbia

t'ho cercata,

pellegrino col peso della vita sul cuore

in viaggio verso la fine dei suoi giorni.

T'ho guardata

sfiorando i confini del tuo regno

senza il coraggio di varcarli,

t'ho spiata,

ammirando le tue sinuose forme,

il tuo incedere...orme nell'aria,

la magnanimità nel concedere i tuoi favori

accogliendo a braccia aperte chi a te si rivolge.

 

Anch'io ho cercato molteplici volte le tue braccia

magnifica Dama Nera

specchiandomi nell'immenso vuoto dei tuoi neri occhi,

un'invisibile filo m'impediva d'abbracciarti,

di venire nel tuo grembo.

Antiche paure?

false credenze?

amore per la vita?

Forse.

Ma adesso son qui inerme,

senza armatura,

vinto,

arreso,

ad offrirti il mio nudo petto,

o Morte...

*

Delusione

Rinascerò dalle ceneri della delusione subita

che come un fiume di lava

ha spazzato via la fiducia che nutrivo in quella persona,

lasciando un deserto di nera pietra ancora fumante.

Poi...

tutto succede in un attimo,

come quando ci si sveglia da un bellissimo sogno

e si piomba nella dura e cruda realtà

e ci si ritrova ad indossare il saio della delusione e dell'incredulità.

Quella persona non era come credevo e mi chiedo...

ma come ho fatto a non accorgermi di ciò?

Come mi son lasciato ingannare dalle sue parole

dietro le quali si nascondeva l'inganno,

dai suoi sguardi d'angelo

dietro i quali si nascondeva la perfidia,

dal suo falso pudore

dietro il quale si nascondeva la meschinità?

Quante persone esistono così?

Ti fidi di loro,

ti affidi a loro fino a mettere il cuore nelle loro mani...

Mani che giocano con la nostra fiducia,

che velano il loro vero volto,

mani che nascondono sempre un pugnale pronto a colpirti...

E' proprio vero che le cose non sempre sono come sembrano...

*

Il bambino che è in noi

Ritrovarmi con i vecchi amici

che non vedevo da tanto tempo

è sempre un'emozione unica,

un tuffo nel passato e nei luoghi

che ci hanno visto ragazzi.

Un viaggio nel tempo dei ricordi...

ai quali si dà vita

con racconti, aneddoti, battute,

che diventano sempre più spiritose.

L'allegria e le risate s'impadroniscono di noi,

si cercano episodi sempre più reconditi,

sino a regredire a quando si era piccoli.

Nonostante molte rughe

scolpiscano il nostro volto e il nostro animo,

si scherza e si ride senza ritegno

facendo venire fuori

il bambino che è in noi,

quel bambino che ci ha visto crescere

standosene in disparte,

osservandoci

e aspettando questi momenti

per regalarci istanti di gioia

che avevamo dimenticato,

lasciandoci dentro una sensazione di sollievo e serenità,

dove i problemi della vita sono sconosciuti e banditi.

Ho imparato a prenderlo per mano

e a portarlo con me

in ogni occasione che si presenta,

a lui... non importa l'età che ho...

*

Finché

Finché ci sarà un'alba e un tramonto,

un cielo macchiato di stelle

e ali che lo solcano,

finché la notte regalerà sogni

e il giorno sorrisi,

finché il vento porterà il profumo dei fiori

e il respiro degli alberi,

finché l'odore della terra mi farà sentire a casa

e nel mio cuore ci sarà amore,

sarò l'uomo più ricco...

*

Vorrei vedere la gente sorridere

Ad ogni nuova alba tutto si schiude ad essa,

così pure le speranze, i sogni, le paure, i timori

messi a dormire la sera prima.

 

Timidi sorrisi si accendono sui volti affacciati al nuovo giorno,

silenziose preghiere s'innalzano in un'invocazione.

I minuti, le ore trascorrono lente, un secondo dopo l'altro,

come uno stillicidio, stilettate al cuore.

 

Quando la fine del giorno s'appresta,

le paure riprendono vita e s'allungano come ombre

su sogni e speranze rimaste nel limbo dei desideri incompiuti.

Il nostro orgoglio viene ancora una volta trafitto,

bastoni conficcati nella terra.

 

Tutto ciò che si chiede è vivere con la dignità

che l'uomo ha sempre indossato

anche se adesso vecchia e lacera,

e non come quella gente dai volti consumati,

abiti sciupati, occhi frenetici, troppo brillanti,

disperati, speranzosi quando sanno che non c'è speranza e

che si sono arresi.

 

Accovacciati contro un muro, sotto i ponti,

mentre stringono le mogli, i mariti, i figli,

non solo esausti, ma logori e inespressivi,

a volte si destano da quel torpore 

per elemosinare dai passanti una moneta,

un pezzo di pane, qualsiasi cosa.

Sarebbe una vita di stenti...

sarebbe una vita...senza vita.

Ed è per tutto questo,

per evitare tutto questo che vorrei un mondo migliore, 

e vedere la gente sorridere.