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Raccolta di poesie di Vincenzo Corsaro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Non aver paura del buio

Dall'altopiano ad ovest

il vento di ponente annuncia l'arrivo del crepuscolo

colorando di timori e paure

il giorno ormai alla deriva con le vele ammainate.

 

 

Lo sento gemere dei tuoi sospiri di bambina

che teme ancora il buio.

La notte ti riporta attraverso la vita innumerevoli volte,

rivelandoti il futuro,

o i possibili futuri a seconda della decisione che prenderai

durante il resto dell'esistenza.

 

Non aver paura del buio,

nel campo di grano che circonda la tua casa

ci sono adesso io a vegliare su di te,

e quando sentirò i tremiti del tuo cuore

getterò un ponte fra le rive delle nostre anime e verrò da te.

 

In questa lunga notte d'inverno

sarò la luce che ne assorbirà il nero inchiostro,

catturerò mille lucciole e ne farò lanterne,

appenderò la luna al soffitto,

cristalli di neve brilleranno del suo chiarore,

tesserò una coperta di seta bianca

con fiori di vitalba,

gocce di rugiada verserò nella tua coppa,

t'avvolgerò fra le mie braccia

e t'accarezzerò con mani bianche d'amore,

placherò i tuoi timori con sussurri...

il buio s'inchinerà a te

accendendo miriadi di stelle.

 

Quando ti sarai finalmente addormentata senza più paure

e prima che il sole del mattino giaccia sui picchi

cullando in un dolce tepore ciò che abbraccia,

scivolerò fra le spighe di grano

che brilleranno come candele

illuminando i nostri sorrisi.

*

Echi di solitudine

Silenziose le folgori della solitudine

scivolano nel cielo della notte

lasciando sul mio animo un manto di tristezza,

drappeggiato da sensazioni di vuoto indefinibile.

 

Onde di sofferenza si abbattono come uragani

flagellando il mio povero cuore,

solitario scoglio in un deserto d'acqua.

 

Sento tutto il peso degli oceani

come un pugno che mi stringe il cuore,

lacerandolo con artigli di sofferenza.

 

Echi di dolore l'attraversano,

urla silenziose provengono dalle sue profondità

facendolo passeggiare sul confine della vita,

che ormai risuona come un'eco in fondo alla percezione.

*

The song of distant earth

Il futuro dell'uomo è fra le stelle,
l'universo lo attende.
Egli un giorno raggiungerà nuovi mondi,
ammirerà nuovi orizzonti, nuove albe, nuovi tramonti,
calpesterà nuovi suoli,
avrà una nuova luna, un nuovo sole.

Quando nelle calde sere d'estate
alzerà lo sguardo al cielo
e cercherà la sua stella, non la troverà.

Una lacrima brillerà
del riflesso di una miriade di stelle,
un manto di nostalgia lo avvolgerà
con una dolce melodia come un sussurro
che non giungerà dallo spazio profondo,


ma dal profondo del suo cuore,
perchè l'avrà portato con sè,
ha sempre avuto in sè
The song of distant earth.

 

https://www.youtube.com/watch?v=gRivMEEZZE8

*

Torna a volare

Ricordo quando hai aperto le tue ali nel mio cuore,

imparando a volare nei suoi spazi infiniti,

spazi pieni di un amore di cui ti nutri.

 

Hai volato fra rocce ed alberi figli di un tempo senza tempo,

poi le hai ripiegate accucciandoti in fondo al mio cuore.

Adesso vive nei tuoi silenzi,

dei tuoi silenzi,

non senti scuoterti dai suoi singhiozzi?

 

Riapri le tue ali,

non aver paura di volare,

sarò il vento che ti sosterrà,

sarò l'aria che accarezzerà le tue piume,

sarò più delicato di un fiore,

più forte del tuono della notte.

 

Non guardare la piccola nube oscura dinanzi a te,

non impedire al tuo cuore di dire "ti amo",

ma fissa il tuo volo sulla stella dell'infinito amore

che brilla dinanzi a te.

 

Vola libera senza catene

fra le pieghe della felicità,

lascia dietro te la paura di soffrire,

abbraccia il mio amore con le tue ali.

 

E quando vorrai fermarti,

vieni a riposare sulle sponde della mia anima.

*

Filastrocca del postino

Postino, tu che quando sentiamo la tua moto ci fai sospirare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ti fermi davanti a casa nostra ci metti in allarme...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando suoni il campanello ci fai prendere un accidenti...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le bollette ci fai arrabbiare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le multe ci fai morire...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando reciti "Non sparate sul pianista" ridi sotto i baffi...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che non ci porti mai un vaglia...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che sfrecci per le vie del paese, sfreccia lontano da casa nostra
e dona a noi la pace.

2012

*

Fra le pagine del tempo

Ti ho donato ali di libertà

forgiate con amore eterno.

 

Ho aperto la gabbia del mio cuore,

ti ho guardata volar via

finché lacrime hanno velato i miei occhi

e pregato gli Dei affinché veglino su di te.

 

Vivi gli immensi spazi che hai sempre sognato.

 

La porta del mio cuore sarà sempre aperta,

in modo che tu possa trovar rifugio

quando la nostalgia appesantirà il tuo volo

e sentirai il bisogno del mio calore.

 

Ti sei rifugiata nei silenzi della tua isola

avvolta in un invisibile manto,

sei andata oltre i sacri spazi

immergendoti nel tempo dell'anima,

hai visto la luce degli Dei

e sentito la loro voce nell'unirti a loro.

 

Nell'attesa

ho cavalcato il grande Drago dei tuoi sogni

e sono stato il guardiano di quell'isola.

 

Ho custodito i tuoi silenzi come la cosa più preziosa,

ho imparato ad ascoltarli e parlare con loro

dissetandomi dalla loro coppa

mentre il mio cuore sanguinava

spargendo petali di sangue,

lacrime di paradiso,

sulla solitaria attesa fra le pagine del tempo.

*

La bellezza della tua anima

Quando il giorno si risveglia dal deliquio notturno,

mi apro al nuovo mattino

e ti vedo sorgere

dalla nebbia dei sogni di tutta la mia vita,

dardo scagliato da mano divina

che ha trafitto il mio cuore.

 

Da sempre t'ho amata, cuore mio.

 

M'innamorai del tuo essere tu,

dei tuoi silenzi,

scrigno in cui custodisci il tuo amore per me,

della tua voce,

canto che danza fra le pieghe delle emozioni che suscita,

dei tuoi sorrisi,

carezze di primavera,

del tuo cuore,

fucina d'amore che m'avvolge

come fiamma che cresce e fiorisce,

di tutte le meraviglie racchiuse in te.

 

E mi basta chiudere gli occhi

per vedere la bellezza della tua anima,

manto di luce con pelle di seta,

in cui l'universo stesso si specchia

per rubare i colori di cui si veste.

*

Cantore d’emozioni

Non sono un maestro d'ascia

che fabbrica parole con maestria,

 

o un virtuoso violoncellista

sulle cui dita danzano parole come note,

 

o un menestrello che forgia storie

per le vie del mondo.

 

Sono solo un cantore d'emozioni,

che crede ancora in ciò che il cuore gli racconta...

*

Occhi neri

Adoro guardare l'alba insieme a te,

ma ancor di più quella che sorge dai tuoi occhi,

e so

che mai nessuna potrà eguagliarne la luce

in cui si specchia l'universo stesso.

Anche il sole si perde in essi

colorando le tue ciglia coi suoi raggi.

 

La prima stella della sera...

un diadema fra i tuoi capelli,

in cui la luna riflette se stessa

con intrecci di perle,

e sento

di perdermi in quegli occhi in un vortice d'amore

dove cuore e anima si sublimano in un'armonia divina

fatta dell'universo della tua anima.

*

Storia di una piccola coniglia

 

Giusto per cazzeggiare un pò :)

 

 

Mentre cammino vedo una piccola coniglia

che si dibatte in mezzo alla fanghiglia,

la prendo e la porto in famiglia.

La moglie la lava come una stoviglia

e una volta pulita gridiamo…  che meraviglia!

 

Poi succede il parapiglia

perché tutti vogliamo coccolare la piccola coniglia.

Ci si accapiglia

e ci si aggroviglia

in un parapiglia

che assomiglia a una guerriglia.

 

Allora urlo: fermi tutti, sono io il capofamiglia,

tengo io la piccola coniglia.

Tutta la famiglia

prima mi guarda con occhio da triglia,

poi dalle risate si scompiglia

e ci si riaccapiglia.

 

Ricevo un calcio alla caviglia,

un colpo alle sopracciglia

e provo a rendere la pariglia.

Sembra che tutta la famiglia

stia ballando la quadriglia,

ci si piglia e ripiglia

mentre se la svigna la piccola coniglia

stanca del nostro parapiglia,

va in camera e s’infila sotto la ciniglia

e beata s’addormiglia.

 

Ad un certo punto la figlia

non vede più la coniglia

urla e s’acciglia,

è sparita la coniglia.

Allora formiamo una squadriglia

per cercare la coniglia,

dietro le porte tutti si origlia,

dietro una sentiamo che sbadiglia,

e capiamo che si è nascosta sotto la ciniglia.

 

Piano abbassiamo la maniglia,

ci lanciamo come un’unica flottiglia

sulla povera coniglia,

ci guarda affamata e bisbiglia

che vuole un po' di vaniglia.

I nostri volti si dipingono di meraviglia

e sorridiamo perché la piccola coniglia

adesso fa parte della famiglia.

*

Sfida alla vita

Ci siamo mai chiesti cos'è la vita?

Perché viviamo, come la viviamo,

che vita stiamo vivendo?

E' la nostra? O quella degli altri?

E gli altri che vita vivono?

 

Vedo gente con sguardi inespressivi,

né un sorriso, né un'espressione di dolore,

indifferenti verso la vita, verso tutto,

ormai arresi.

 

Altri indossano la maschera di un sorriso,

ma con un pianto sommesso nel cuore

perché ancora indossano un refolo di dignità.

La vita non è mai stata facile per nessuno

e mai lo sarà.

 

Ma questo non deve farci arrendere,

ci saranno sempre ostacoli davanti a noi,

non devono farci paura, non dobbiamo aggirarli,

ma devono essere una prova da superare.

 

Facciamo della vita un'avventura,

una sfida a tutto ciò che sembra impossibile,

la vita stessa è una continua sfida.

 

Se persistiamo alla fine vinceremo,

ma,

anche se non dovessimo uscirne vincitori,

questa sfida lascerà dentro noi una nuova consapevolezza

che ci farà sicuramente sentire meglio.

*

Un sogno di libertà

Sulle ali dell’inverno

da est giunse il nemico,

così gli era stato detto.

Una danza di draghi

si snodava sulla terra,

dalle foreste, dalle pianure,

dalla madre terra essi giunsero

nel crepuscolo dell’inverno.

 

Seduto sulla bisaccia piena di niente,

mentre il mondo si sgretolava attorno a sé,

guardava attraverso la piccola fessura degli occhi gonfi di lacrime,

in un cielo rosso fuoco,

le nuvole nel loro lento movimento

e gli uccelli volare... liberi.

 

Anche se chiuso in una prigione senza sbarre,

i suoi pensieri e ideali di libertà

sorgevano indomiti

nel cuore della storia.

 

Un uomo che lotta per la libertà

può venire incatenato e rinchiuso,

ma non i suoi pensieri e i suoi ideali,

perché non si possono incatenare.

 

Essi nascono, germogliano, fioriscono,

vivono nella nostra mente e nel nostro cuore,  

prendono forma e consapevolezza

trasmettendole a tutto il nostro essere.

 

Sono liberi, senza confini,

i loro semi vengono trasportati

dalle correnti della libertà,

attecchiscono in altre menti e cuori

dando vita a quella voglia di libertà

che è innata in noi

e da sempre è il nostro sogno...

un sogno di libertà!

*

Il signore del nulla (Riproposto)

In groppa al suo destriero

alfine giunse sulla cima dell'agognata collina.

Infinite praterie, foreste e città si paravano ai suoi occhi,

fin dove lo sguardo riusciva ad abbracciare l'orizzonte

e oltre...

 

ancora oltre...

sempre più in là,

fino a sfidare l'immaginario,

fino ad estasiare il suo ego,

fino a saziare la sua sete di potere.

Il mondo era suo.

 

Povero illuso,

tu possiedi il nulla,

il tuo mondo è solo un guscio vuoto,

perché per quanto tu possa sottomettere la gente,

non potrai mai incatenare la loro anima,

 

la loro voglia di vivere,

di amare,

di cibarsi delle meraviglie che la vita ci dona,

come guardare il sole scivolare fra gli alberi al tramonto,

guardare il cielo spruzzato di stelle in una notte d'estate,

il lento levarsi del fumo da un comignolo,

il placido scorrere di un fiume,

l'inebriarsi del profumo dei fiori,

sentire il contatto della pelle della persona che ami,

ricevere il sorriso da un bambino che ti riempie l'anima.

 

No, tu non possiedi nulla,

solo il vuoto,

come la tua anima...

*

Petali d’anima

Giorni,

come alberi spogli,

nudi rami,

ore infinite senza la tua voce.

 

Il gelido vento del nord

s'avvinghia con spire di serpente,

strappando le ultime foglie e

portandole via insieme alla tua voce,

petali d'anima,

verso un mulinare di tristezza e assenza

che strazia anima e cuore,

oltre l'orizzonte del nulla.

 

Lascia un silenzio a cui strappo la pelle,

denudandolo,

con le mie nude mani scavo fino a sanguinare

inseguendo il ricordo dell'eco della tua voce,

scavo,

scavo

e scavo,

invano,

la tua voce l'ha rubata il vento...

*

Madre di un popolo

Il tempo si è fermato ai bordi di un sogno

e la lunga notte si avvolge nelle ombre.

Bella perché ha quel nome,

ancor più bella perché ha i colori del mare e del sole,

non è donna né mortale,

ma madre di un popolo.

 

Inutile il cielo per essa,

tormentosa la luce del fuoco,

beffarda la breve vita della nazione

che santificava i suoi giorni

e l'aria con canzoni e parole di tenerezza.

 

Ma lei offre sempre una speranza senza nome,

la speranza della libertà.

 

La meta al limitare dell'est,

dove apparvero le tenebre

annunciando il terribile dilemma:

dimenticare il segreto della libertà

e tornare a un mondo oscuro

e spopolato schiavo dei draghi

ma con ancora una parvenza di vita,

oppure lottare fino allo stremo

per scacciare dal proprio suolo

la morte e l'invasore.

*

Violenza!

Sangue, ancora sangue, sempre sangue
per un lembo di terra sofferta!
Si combatte ancora in quell'angolo di cosmo!

S'uccide per il possesso d'un pezzo di terra

che ha partorito un dogma.


Quando, i capi di governo, i generali, i politici,

inquinati interiormente,

non cercheranno più di contagiare

i già depauperati esseri umani

perchè denudati del loro contorno e ridotti a bestie?


Quando finiranno di preferire il denaro ad una vita umana?

Quando cesseranno d'essere macchine egoiste e sanguinarie,

quando rulli compressori che schiacciano gli uomini
per raggiungere la loro meta schifosa?


Fratelli si scagliano gli uni sugli altri
lasciando alle proprie spalle corpi squarciati dalla violenza

eretta a regola in quel gioco.
Aerei solcano spazi infuocati

in cerca di bersagli da abbattere

su quella devastata polvere.

 

 

Quando non sentirò più fremere il mio io

dilaniato da tempeste interiori in continuo dilagare?

Forse quando gli esseri umani saranno esseri umani?


Una solitaria cometa,

sfrecciando su quei burattini,

illumina per un istante un teatro

sventrato da mille proiettili umani!...

(1974)

*

Il viandante

A lungo viaggiai per il mondo,

mille e mille volte percorsi gli stessi sentieri,

e ancora li attraverso.

Ecco quel sasso.

 

Ricordo ancora quando da ragazzo vi ero seduto e lo vidi giungere.

Quello che mi colpì fu,

nonostante una grande bisaccia sulle spalle,

il suo passo lento e leggero,

sembrava sfiorare il terreno.

 

Mi chiese cosa ci facessi li e perché piangevo.

Risposi che i predoni della notte

avevano ucciso i miei genitori e bruciato la mia casa,

e adesso non avevo più niente.

 

Mi tese una mano e mi disse

"Vieni con me".

Risposi " Ma io non ti conosco,

e poi sono solo e non ho più nulla,

solo lacrime e dolore".

"Vedi", disse, "anch'io non ho niente,

eppure ho tutto".

"Com'è possibile ciò?" chiesi.

"Oh capirai" rispose.

 

Anche se titubante lo seguii,

in lui vi era qualcosa di familiare,

emanava calore e fiducia.

"Da dove vieni?" gli chiesi.

"Oh... da qualsiasi luogo, da tutti i luoghi".

"E dove vai?"

"In tutti i luoghi... ovunque".

"Sei solo?, non hai una famiglia e una casa?" chiesi ancora.

"Solo?, non sono mai solo.

Non ho una casa, ma infinite,

come pure infinite famiglie,

anche tu sei la mia casa e la mia famiglia".

"Non capisco" risposi.

 

"Ricordi che ti dissi che pur non avendo niente avevo tutto?

Or bene, ogni cuore è la mia casa,

così come ogni persona è la mia famiglia.

Non aver niente e non voler niente

vuol dire avere il cuore libero dai beni illusori,

e quindi poter contenere tutto l'amore dell'universo.

Anche il tuo cuore adesso è vuoto

e può contenere tanto amore,

e se lo donerai alle persone,

sarai anche tu nei loro cuori e loro nel tuo,

sarete un'unica cosa, una famiglia.

 

In effetti notai che non vi era più dolore e sofferenza nel mio cuore.

"Come sai che il mio cuore è vuoto

e in esso non vi è più dolore e sofferenza?" chiesi.

"Oh lo so, lo so" rispose sorridendo.

Gli sorrisi anch'io e nel guardarlo notai la bisaccia.

"Cosa porti li dentro?"

"Il dolore delle persone, anche il tuo adesso".

Lo guardai sorpreso e nel suo sorriso vidi il mio,

gli lasciai la mano e mi ritrovai solo.

Ero io quel bambino,

ero io quel viandante che vidi giungere.

*

Vorrei...

Vorrei essere il primo raggio di sole di ogni mattino

per accarezzare il tuo viso,

posarmi sui tuoi neri occhi,

sfiorare le tue labbra e donarti il respiro della mia anima.

 

Vorrei essere la prima stella della sera

e brillare solo per te quando fissi i tuoi occhi su di me.

Vorrei essere lo specchio dove ti guardi per farti bella

e poterti dire che lo sei già così.

 

Vorrei essere lì con te e viverti attimo per attimo,

sarebbe bello anche starmene in un angolo a guardarti,

solo osservarti è respiro di cielo per me,

solo amarti è vita per me.

 

Il tuo amore è un mare d'emozioni

che permeano cuore e anima

della tua essenza meravigliosa

che scorre in me come vita,

una vita che vivo come sogno.

 

Mi hai dato una vita da vivere e

sogni da sognare e

non voglio rinunciare a questi sogni,

a "quel" sogno che inseguo da sempre...

vivere fra le tue braccia.

 

Anche se solamente il mio pensiero ti sfiora,

un brivido accarezza il mio cuore e

sento il bisogno di dirti che ti amo,

il desiderio che tu lo senta,

e sentir sorridere il tuo cuore nel sentirmelo dire.

 

Ma se ciò non sarà possibile,

lo terrò segreto dentro me,

lo inciderò su alberi di lontane terre,

lo scriverò su muri a te sconosciuti,

lo affiderò al vento in modo che lo regali a cuori innamorati,

lo adagerò su ali di seta di mille farfalle

per colorare il mondo del mio grido d'amore per te.

 

Se potessi farti capire l'immensità di ciò che provo per te,

come mi fa sentire,

cosa provoca in me,

lo farei,

ma non riesco ad immaginarlo neanch'io,

semplicemente...

è un amore che ignora il tempo e abbraccia l'eternità.

*

Nacqui cieco

Nacqui cieco nel divenire dei flussi del tempo pur vedendo.

Crebbi,

stagione dopo stagione,

nell'oscurità della mente,

all'ombra di ancestrali paure

con cui nutrii cuore e anima.

 

Il velo della notte calò perenne sui miei occhi,

giorni velati d'indifferenza,

intrisi dell'oblio del tedio,

dove sentimenti ed emozioni erano sconosciuti.

 

Eppure pretesi di camminare sulle acque,

ed ogni volta sprofondai sempre più

nelle paludi del mio ego.

Sfidai senza ali gli immensi spazi,

e come Icaro abbracciai madre terra.

Osai sfidare le sacre montagne,

mille e mille volte caddi e mi rialzai,

ma come Sisifo,

mai raggiunsi la vetta.

 

Il mio non fu un camminare da uomo,

ma uno strisciare su aguzzi sassi che lastricavano i sentieri della vita,

dove la mia anima si lacerò.

Guardai attraverso quegli squarci e vidi una luce.

La seguii,

lontano viaggiai fino alle stelle,

fino a che spazio e tempo si annullarono,

mai mi arresi.

 

Finché giunsi alla sacra fonte della vita,

del sapere, dell'amore.

Guardai nel mio cuore e vidi i misteri più grandi,

allora bevvi nella profonda coppa della saggezza,

imparai ad amare me stesso,

tornai fra gli uomini col cuore colmo d'amore,

donai il mio e mi vestii del loro.

*

io

Utopia

 

(1974)

*

Figlia dei celesti Dei

Figlia dei celesti Dei,

forgiata col cuore degli universi da mani bianche d'anima,

dove pulsa, da oltre il tempo, l'amore più puro,

sei stata adagiata in un campo di grano,

culla degli Spiriti della terra,

in un giorno in cui il vento di maestrale

piegava le spighe in danze di antichi giorni,

la luce del sole si perdeva nei tuoi neri occhi

e i guardiani della notte rinchiudevano l'oscurità in gabbie di luce.

 

Amata dagli Dei come la più cara fra le figlie,

hai attraversato i flussi della vita per giungere,

nei giorni ancora da venire,

sino a me,

anima vagante in questa sterile terra dove radici non ho,

ma a me non servono radici o una casa,

la mia casa è il tuo cuore

e ovunque esso sarà là è la mia eterna dimora,

donandomi il tuo amore troppo grande per il mio cuore mortale

che brucia di una fiamma eterna che consuma.

 

E la notte, dove dorme il giorno,

sei nei miei sogni,

sussurri ai silenzi della mia anima

parlandole col canto del mare...

*

Ciò che cercavo

Nel mio peregrinare solitario per il mondo in cerca di risposte,

una volta, in un fitto bosco, m'imbattei in un vecchio,

con barba e capelli canuti e un'età indefinibile.

Aveva abiti trasandati ma un aspetto austero 

ed emanava una dignità che non lasciava dubbi.

Era solo, al rumore dei miei passi non si voltò nemmeno,

sapeva già chi poteva essere.

 

Lo salutai, mi ignorò.

Ci riprovai, e visto che non mi muovevo,

si voltò lentamente e mi guardò a lungo con occhi penetranti

che mi diedero l'impressione

che leggesse tutti i miei pensieri e segreti.

 

Gli chiesi cosa ci facesse lì,

se anche lui era di passaggio,

Si avvolse in un manto di freddezza e di silenzio

che rese gelido perfino il sole appena sorto.

Tutto ciò mi incuriosì,

visto che lui non parlava gli lanciai una silenziosa sfida,

mi sedetti di fronte a lui e mi misi ad osservarlo.

 

Dopo un lungo e pesante silenzio,

mi decisi e parlai di ciò che mi spingeva ad andare in giro per il mondo

e di ciò che cercavo.

Solo allora si decise a parlare e mi disse che viveva lì.

 

Alla mia muta domanda rispose che no, non era solo,

era circondato da ciò che una persona può desiderare di più...

animali e piante.

 

Nelle sue parole c'era qualcosa che mi turbava,

ma non riuscivo a inquadrarla.

Una risposta, o un indizio di risposta,

a una domanda che non avevo rivolto...

ma non riuscivo nemmeno a determinare quale domanda.

 

Prese da terra una foglia,

me la mostrò e disse le parole che non volevo udire ...

"La foglia vive il tempo che le spetta

e non si oppone al vento che la porta via.

La foglia non danneggia e alla fine cade per nutrire nuove foglie.

Così dovrebbe essere per tutti gli uomini e le donne,

che rifuggo con tutto me stesso".

Poi concluse chiedendomi

"Troverai le risposte che cerchi?, dove andrai?"

Risposi "Forse ne ho già trovata una che nemmeno sapevo di cercare,

mi auguro solo di non essere in ritardo".

Il suo silenzio fu più eloquente di tante parole.

 

Lo salutai e mi rimisi in viaggio immerso in me stesso.

Camminai a lungo, finché decisi di fermarmi in un posto

che sembrava adatto per le mie riflessioni.

Costruii una capanna col falasco che in quei posti abbondava,

mi procurai l'indispensabile..... 

 

 

Riflettei a lungo sulle parole udite,

parole che mi avevano toccato l'anima

risvegliando in me ciò che era dormiente.

Un giorno, non so dire dopo quanto tempo,

sentii bussare alla porta,

con grande sorpresa, ma anche con gioia devo dire,

vidi che era il vecchio saggio.

Sorpreso? mi sentii dire, lo ero, eccome.

 

Lo accolsi come il più grande dei sovrani,

la sua saggezza e il suo sapere sovrastavano ogni regalità.

Gli chiesi quale fosse il suo nome, ma mi rispose che "vecchio" andava bene,

non lo ricordava più il suo e un nome non rispecchia la persona.

Nel silenzio del suo sguardo era scolpita una muta domanda.

"Vecchio saggio, esordii, le tue parole hanno illuminato la mia anima,

ho meditato a lungo sulle tue parole e ho capito cosa volevi dire.

 

La foglia è la vita racchiusa in un corpo,

questo vive il tempo che gli è concesso, qual esso sia,

e il vento che la porta via non è altro che la morte terrena.

La nostra vita dovrebbe essere e Deve Essere il sogno nascosto di tutti noi,

dove prevalgono amore, verità e bellezza.

Nonostante molti provano a soffocarlo questo sogno non morirà

perché proviene dalla parte migliore di noi,

quella parte che continua a credere che l'umanità è positiva,

mossa da una sola, grande, maestosa energia:

l'Amore che alcuni chiamano anche Anima.

 

La nostra Anima nutrirà nuove vite,

e vita dopo vita ci porterà da dove siamo a dove vorremmo essere,

dalla morte alla vita,

dalla sofferenza alla gioia,

dall'oscurità alla luce,

fino ad abbracciare l'Amore Universale,

fino ad essere noi stessi un'unica cosa con esso e in esso."

 

Mi guardò a lungo con occhi penetranti,

poi si alzò e con un sorriso che non gli avevo mai visto mi disse

"Ormai non hai più bisogno di me,

sei in grado di percorrere da solo il sentiero che hai imboccato e che ti condurrà alla Luce,

là ci incontreremo".

*

Forze del cielo

Intorno per i boschi io vedevo le ali del cielo trasmigrare,

innamorato.

E adesso qui, sto lunghe ore silenzioso e solo ,

il pensiero per la sua voce forma figure di dolore e amore

dei bei giorni di settembre.

 

E lontano tendo l'orecchio,

se forse non giunga quella dolce melodia,

perché il mio cuore mortale

abbia anch'esso come gli altri una carezza d'amore,

e non spasimi la mia anima ansiosa di fuggire oltre la vita.

 

Sii tu per me respiro, canto della sua voce,

sii la mia felicità,

il giardino curato con tanto amore,

dove vagando fra fresie e mirti in fiore,

possa dimorare nel suo dolce amore,

mentre là fuori con tutte le sue onde il tempo impetuoso scroscia lontano.

 

E voi forze del cielo che benedite l'amore di ognuno,

benedite anche il nostro.

*

Perché solo a Natale?

Perché solo a Natale siamo tutti più buoni?
Perché solo a Natale?
La bontà non ha un periodo prestabilito,
le persone bisognose non hanno i problemi solo a Natale, ma sempre.
Per noi natale lo deve essere tutti i giorni,
la bontà va esercitata sempre,
non è una festa comandata,
neanche a noi farebbe piacere
che si ricordassero dei nostri bisogni solo una volta l'anno.
È come quando ci si rivolge all'Onnipotente solo nel momento del bisogno,
poi che fine fa?
O la festa della donna una volta l'anno,
la donna, le persone, vanno rispettate sempre.
Ecco, una semplice domanda che dobbiamo porci tutti,
sempre,
altrimenti non lamentiamoci poi se nel mondo succedono certe atrocità.
Tanta serenità a tutti...

*

Haiku

Tanto vicini

rami che si sfiorano

eppur lontani

*

Unico canto

Vieni e placami questo tormento nel cuore,

delizia dei celesti spiriti che ti hanno forgiata!

Calma la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo,

finché nel petto mortale ciò che è diviso si unisca,

finché l'antico sentimento dell'amore si levi possente e sereno

fuori dal fermento del tempo.

 

Con il tuo amore vieni a donarmi un permanere nella vita, un cuore.

Adesso poco posso offrire e solo molto perdere,

ma una cara felicità, la sola, nel ricordarmi di più ricchi giorni m'è rimasta.

Dagli Dei però ricevemmo già molto,

ci fu data la fiamma dell'amore.

 

Molto più che in misura umana sono con noi quelle forze celesti.

E ce lo indica la stella che innanzi agli occhi ci sta,

anche se mai potrà uguagliarti.

Ci parliamo e udiamo l'uno dell'altra,

presto saremo unico canto

e l'immagine del tempo che il grande spirito dispiega

ci sta avanti come segno fra lui e noi.

*

Quando soffia il vento

Quando comincia a calar la sera

le ombre s'allungano

sui ricordi di mille vite fa.

I tempi si susseguono,

lasciando ricordi che divengono leggenda,

la leggenda sbiadisce nel mito

quando ritorna il tempo che lo vide nascere.

 

In un tempo chiamato in molti modi,

un tempo ancora a venire,

un tempo da molto trascorso,

tutto tace d'improvviso al giungere del crepuscolo.

 

Le antiche barriere si sono indebolite.

Nelle valli, nei boschi e nelle case

oscurità, silenzio e paura regnano sovrani.

I viandanti affrettano il passo ormai incerto,

sui loro volti si dipingono rughe di preoccupazione,

i boschi divengono immobili ed ogni fruscio sfuma nel nulla,

i lumi nelle case si spengono uno dopo l'altro,

persino i respiri cessano.

 

Antiche creature camminano di nuovo e ne nascono di nuove,

odore di rovina e di cambiamento pervade ogni cosa,

forse vedremo la fine di un'epoca

nelle tempeste dell'esistenza

le antiche pene crocifiggeranno di nuovo il cuore degli uomini,

quando soffia il vento nell'ora che precede il buio.

*

Guardavo senza vedere

Come uno dei tanti viandanti di questa vita

percorrevo le stesse strade tutti i giorni

senza scorgerne di nuove,

da sempre guardavo senza vedere.

Poi un mattino il vento della luce

accarezzò i miei occhi e mi mostrò un nuovo sentiero,

mi fermai ad osservarlo,

qualcosa mi spinse e mi attirò nello stesso tempo ad imboccarlo.

 

Man mano che m'inoltravo sentivo me stesso svegliarsi dal sonno della vita

e con l'animo sempre più leggero,

non vi era più quel velo di nebbia attraverso cui guardavo,

una nuova consapevolezza s'impossessò di me e tutto mi fu chiaro...

Dovevo affrontare il mio lato negativo e non evitarlo,

capire che nulla mi è dovuto e che invece tutto va conquistato,

sfidai le paure, i dubbi, le pretese, l'egoismo di cui ero prigioniero,

individuai le cause vivendole e trasformandole in una gioiosa avventura.

 

La bisaccia piena del mio ego lasciò cadere una ad una

tutte le maschere che avevo indossato.

Adesso vedevo con nuovi occhi.

La natura non era solamente un ammasso inanimato di verde con macchie di colore,

ma qualcosa di vivo e meraviglioso,

con profumi, colori e suoni provenire da ogni dove.

Le persone non erano più solo dei corpi, in loro vedevo tutto...

il dolore, la gioia, l'amore,

sentivo i loro cuori,

toccavo i loro pensieri, sfioravo le loro anime.

Mi sentivo in unione e in pace con me stesso,

la bellezza era ovunque come l'amore,

m'innamorai dell'amore.

 

Cominciai ad amare tutto ciò che mi circondava

perché in ogni cosa c'è amore, in ogni cosa ci siamo noi,

l'universo stesso siamo noi.

Mi fermai e piansi come un bambino,

felice per aver riscoperto il mio io profondo 

e la meravigliosa realtà in cui siamo immersi.

Alla fine quel sentiero mi riportò dove l'avevo imboccato,

tutto ai miei occhi fu diverso,

avevo imparato a guardare.

*

Il cielo della sera

Nel cielo della sera sboccia una primavera,

le rose si aprono

e sereno sembra il mondo dorato nell'imbrunire,

non il mio cuore che un tempo amava spiare l'alba.

Prendetemi là con voi o nubi di porpora,

luce e aria sciolgano queste pene d'amore,

 

lo liberino dalle catene che lo legano a questo suolo

e fate che possa volare libero come aquila

non più legato ad esso

attraverso il mare

che a perdita d'occhio mi giace sotto

come coltre color zaffiro.

Come sempre resta inascoltata preghiera,

turbato resto sotto questo cielo,

ma le parole rinasceranno come fiori.

 

La notte mi esilia e mi tiene in incantesimo,

il mio cuore resta sveglio

ed è vano nasconderlo nel petto,

ed è vano frenare l'anima,

chi può impedire la gioia di un amore

alimentato da un fuoco divino giorno e notte?

*

Ho sognato questo mondo

Ho sognato di vivere in questo mondo,

di camminare fra strade lastricate di corpi impauriti

che guardavano le nere nubi del futuro incombere su di loro,

sentivano uragani di pensieri fra i sicomori

come ululati di lupi,

vedevano la società scendere dai monti come bruma

e avvolgerli fra le sue spire di serpente

mentre i loro corpi tremavano di paura

percossi dai fantasmi della mente.

 

Corpi senza più un cuore

perché non hanno saputo ascoltarlo.

Non è questa la realtà che volevo sognare.

 

Soffierò nei loro cuori il respiro dell'anima

e disperderò le loro paure,

nella coppa delle mie mani raccoglierò le loro lacrime

e le trasformerò in gocce di rugiada,

cospargerò di silenzi i loro pensieri

e placherò l'orda dei lupi,

 

farò sorgere mille soli di speranza e disperderò la bruma,

insegnerò loro ad ascoltare il loro cuore,

a guardare dentro se stessi e non chimere,

donerò loro ali di fenice

perché riprendano a volare nei loro sogni.

*

Se tu non amassi te stessa

Se tu non amassi te stessa

come ami gli anni custoditi nel tuo cuore

le stelle appese al cielo

la rugiada del mattino

le fresie e il mirto in fiore

i colori della vita

dell'alba che scivola nel tramonto

non saresti quella che sei

 

Non saresti quella che sei

se non amassi vivere fra le pagine di mondi fantastici

rincorrere farfalle in campi di fiori selvatici

nascondere la tua infinita dolcezza

nei silenzi che fanno vibrare il cuore di chi sa ascoltarli

 

se non amassi rinchiuderti nella tua isola

custodita dalle ali del grande drago

i vaneggiamenti di un cuore innamorato

e tutto ciò che ti rende felice

non saresti la donna meravigliosa che sei

non saresti la donna alla quale ho donato il mio cuore.

*

Ciao papà

Ho scritto di te tanti anni fa,

quando eri ancora con me.

Non ti ho mai dimenticato,

anche se molte volte ti ho lasciato dormire in fondo al cuore.

 

Cuore che vorrei fosse come il tuo

perché sei stato un papà meraviglioso.

Ricordo ancora quel lontano 21 ottobre 1979 quando ci lasciasti,

disteso su quel gelido letto ti guardavo senza piangere,

sul tuo viso era appena dipinto un sorriso che io conosco

e dentro me ho sorriso anch'io,

sapevo che eri in un mondo migliore di questo.

 

In tutti questi anni hai vegliato su di me

cercando di correggere i miei errori,

di darmi suggerimenti,

ma il mio cuore non ti ha ascoltato.

Poche notti fa ho pianto come un bambino

quando sei venuto ad abbracciarmi in sogno,

lacrime di gioia e dolore.

 

Adesso sarai da qualche parte su questo pianeta,

ma aspetta a sposarti ed avere figli,

aspetta che io concluda il mio percorso terreno,

voglio rinascere ancora come tuo figlio,

voglio che tu sia ancora il mio papà

e soprattutto voglio essere il figlio che volevi che fossi.

*

Il nero dell’anima

Nei lontani confini del regno di luce,

le porte si aprirono alle correnti del vuoto,

il nero vuoto della mia anima,

bandita dai signori delle cinque Contee.

Un tempo risplendeva di luce,

le stelle si specchiavano in essa riflettendo se stesse nell'universo,

in lei vi era il respiro dell'universo stesso.

 

Eccelsa fra le anime era l'eletta dei signori e vessillo del regno,

regno circondato dall'oscurità,

il nero più profondo dell'animo umano.

 

Ogni giorno amavo guardarlo,

silenziosa sfida fra luce e tenebra.

Un mattino udii le sue parole,

canti di sirena,

"Oh prediletto,

amato dai signori ai quali dispensi generosi consigli,

non sei forse tu a decidere su tutto?

Non sei forse tu al di sopra di loro?

Cosa sarebbero senza te?

Sei tu il vero Signore dei cinque regni,

è noto a tutti ormai.

Prendi nelle tue mani il comando,

nessuno ti ostacolerà,

il potere è tuo, o onnipotente,

il potereee..."

 

Parole che mai m'avevano sfiorato, 

s'insinuarono in me come serpi in grembo,

parole come colpi di frusta,

spellarono il mio cuore e lo marchiarono a fuoco.

 

Quelle parole rivestirono i miei giorni,

la notte accarezzavano il mio orgoglio,

e quella parola... "potere"

aleggiò sui miei pensieri seducendoli,

la mia anima si striò di tenebra,

la luce di cui brillava fu risucchiata in un nero vortice...

Mi ritrovai davanti all'oscurità totale,

mi sentii chiamare da sussurri come lame spezzate...

"vieni da noi...vieni...vieeeniii..."

Nere braccia di nulla mi cinsero

e sprofondai nel nero abisso!

*

Emozioni di luce

Con una sigaretta in mano,

avvolto dal silenzio della campagna che ancora dorme,

guardo il vulcano,

dalle nostre bocche muto nasce un saluto,

il suo fianco pian piano s'infiamma,

una nuova alba s'appresta.

Il sole, dopo averlo salutato,

rivolge a me il suo sorriso

trafiggendomi con le sue lance dorate.

 

La rugiada del mattino brilla sulle foglie come perle,

un tappeto di lucine,

una leggera brezza culla le poche foglie sugli alberi

spargendo l'eco del loro suono,

ciò ch'era penombra si veste di luce,

la natura indossa i suoi colori e la vita rinasce.

 

La tua anima aleggia

su tutto ciò che abbraccia il mio sguardo

e il mio essere vibra d'emozione.

 

Apro il mio cuore dove ci sei sempre tu

e insieme a te assisto a questa meraviglia che illumina ciò che esiste.

Ma non sarà mai meravigliosa come te,

perché non potrà mai illuminarlo come sai fare tu...

*

Le stagioni dell’amore

Sapessero di noi due negli anni futuri,

la gente direbbe che ci creammo,

amandoci,

un nostro mondo segreto,

conosciuto solo dagli Dei.

 

Noi troveremo la loro via

e

pazienti saremo vincitori del destino.

E voi antichi Spiriti della terra,

fate che noi viviamo in un tempo e in un posto più belli,

dove avrete disposto panieri colmi d'amore per potercene cibare.

 

 

Ma se così non fosse,

oh Dei,

datemi solo un inverno!

E una primavera,

in modo che così il mio cuore possa morire sazio fra i caldi colori del suo dolce amore,

perché avrò vissuto come voi...

avrò vissuto con lei le stagioni sue più care...

*

Scriverò di te

Scriverò di te,

di quando ti conobbi fra pergamene ingiallite,

impreziosite con l'inchiostro delle tue parole che incantano l'anima.

 

Racconterò delle danze del mio cuore al suono della tua voce

e dell'eco delle tue risa sulla mia anima,

dipingerò la tua dolcezza infinita sulle nuvole che ti hanno portata a me

e canterò con loro.

 

Descriverò le tue meraviglie di donna e bambina,

parlerò dei tuoi silenzi che abitano la mia vita

e rivestono il mio cuore

facendolo vibrare d'emozione

come un bambino al tocco d'una carezza.

 

Il tuo cuore parla al mio con i suoni del silenzio che io conosco,

silenzio che amo perché in esso c'è tutto il tuo mondo,

il tuo cuore e la tua anima rivestiti d'amore

e l'essenza della donna meravigliosa che sei.

 

Intreccerò le tue parole d'amore alle mie quando narrerò di noi,

del nostro mondo d'amore,

della nostra passione,

dell'essere una sol cosa,

un sol cuore.

*

Grazie

Vi saluto silenti sentieri di campagna,

testimoni di questi miei giorni felici.

Un inchino a voi,

stelle che mi guardate dall'alto

donandomi benevoli sguardi.

 

 

Grazie a voi,

alberi dei giorni di settembre

che mi abbracciate da sempre con intrecci di rami.

E un sorriso a voi,

sassi figli del grande vulcano su cui ho danzato.

 

 

I giorni fuggono

e ruggisce il tempo

mentre cammina con scarponi chiodati sulla mia anima,

ma si ferma davanti ai miei occhi felici

e a me,

innamorato,

un'altra vita è concessa.

*

Una nuova alba

Adoravo guardare il tramonto, perché là ero diretto.

Odiavo l'alba perché era tortura per la mia esistenza.

 

 

Poi fra il silenzio delle emozioni sei arrivata tu,

leggera,

nel crepuscolo della mia vita,

quando lasciavo che la pioggia mi bagnasse,

assorbendone lentamente ogni goccia,

perché avevo l'anima avvizzita

come un albero nato su un arido terreno.

 

Gocce di paradiso hai versato nel mio cuore,

lenito ferite mai guarite,

addolcendole.

 

Quando il sole scorge se stesso

tu sorgi sulla mia vita illuminandola,

con impeto mi aspiri negli abissi del tuo cielo,

tempeste d'amore in giorni sereni toccano il mio cuore.

 

 

Nuvole e venti passano spesso inquieti sopra me,

ma il mio cuore ricorda in pace i travagli di quella vita

perché adesso adora guardare l'alba insieme a te,

mano nella mano.

*

Ricordo quando non vivevo

Ricordo quando non vivevo.

Uno dei viandanti di questa vita

che percorrono sentieri,

senza meta o scopo,

con indosso solo il saio dell'indifferenza.

 

Un giorno ad una svolta del sentiero vidi un vecchio seduto su un sasso.

Mi fissò,

sapevo che vedeva tutto il buio che avevo dentro.

“Dove vai?” mi chiese.

“Percorro le strade della vita”,

mi sentii rispondere e non ho ancora capito perché risposi in quel modo.

“Verso dove?” insistette.

“ Verso...”.

 

 Mi bloccai,

non sapevo dove stavo andando,

non mi ero mai posto questa domanda.

Perché non mi ero mai chiesto dove andavo,

quando mi mettevo in cammino?

*

Nuove stelle e nuovo sole

Ricordo

quando il sole lentamente moriva

insieme alle stelle

che cadevano come meteore

sull'arido deserto della mia esistenza

spoglia di sentimenti ed emozioni.

La solitudine era un dolore che non mi lasciava respirare,

ma ora le stelle brillano ancora

e il sole rinasce ogni giorno.

 

Mi porge il suo saluto

giocando fra le fronde degli alberi

e dipinge con i colori dell'amore ogni mattino.

Quell'amore che avevo sempre atteso

che adesso abita il mio cuore

e lo veste di emozioni mai provate,

emozioni che mi spingono ad amarti fino a impazzirne,

fino a morirne e felice di consumarmi per quell'amore!

 

Quell'amore unico, immenso,

che arriva una volta sola nella vita,

quell'amore che travolge e stravolge,

che fa dimenticare se stessi.

 

Quell'amore che annebbia la mente,

quell'amore che strugge il cuore,

che strazia l'anima,

quell'amore che toglie il respiro

e prosciuga dentro se non lo hai accanto,

 

quell'amore ricco di passione che brucia come fiamma,

che cresce e fiorisce accecando i sensi,

che vorresti sempre stringere e abbracciare se no ti senti perduto

e che riempie e da un senso alla vita

avvolgendola di luce e di meraviglia.

Quell'amore che adesso sto vivendo!

Rinuncerei alla mia anima

pur di poter guardare i tuoi occhi scuri

 

Ti regalerei i raggi della luna per farne una collana,

se solo tu me la chiedessi.

Mi sdraierei ai tuoi piedi se solo tu dicessi "tappeto"

Sarai l'unico tronco al quale mi appiglierò

in questa piena d'amore travolgente

Ovunque tu sarai,

avrai il mio cuore in tasca

e la mia vita appesa alla tua anima

 

La mia vita...

adesso è un sogno dal quale mi sveglio tutte le mattine

prima di poter sognare di nuovo.

*

Momenti

Ci sono momenti in cui tutto si confonde e sfuma

e la notte diviene giorno

dove lei dolcemente invade i miei pensieri e l'anima.

 

Il battito del cuore è un tamburo della preistoria

che mi sveglia nel cuore della notte

e l'assenza delle sue braccia è tormento,

ma lei è comunque dentro di me.

 

E il giorno,

nelle ore in cui lei è lontana,

i pensieri diventano i carcerieri del mio respiro,

ma è comunque dolce

anche solo il pensare a lei.

*

Vieni da me

Da sempre ho desiderato viverti e respirarti

in ogni istante della mia vita.

Perché non sei qui con me?

Vieni da me te ne prego!

 

Attraversa il mare,

sarò il vento che gonfierà le tue vele.

Vola da me,

sarò le ali che sosterranno il tuo volo.

Ma vieni te ne prego,

vieni e cammina su questo mio cuore,

terreno arato dalla lontananza,

e semina i germogli delle tue carezze.

 

Anche oggi il giorno fugge e con esso il tuo incanto,

si fa buio,

e come sempre sono solo sotto il cielo della sera.

Dalle nere nuvole, con un lontano tuono,

fiammeggia la folgore annunciando il dio del tempo.

Mi canta l'antica ninnananna

tessendomi sugli occhi il buio della notte.

 

Ma io non posso, anima mia,

non posso abituarmi a tutto questo,

anche se nel sonno ti sogno!

Non sono dunque solo?

 

Fai giungere attraverso la notte

il tuo respiro nella mia anima,

in modo che l'afferri, lo stringa e si riempia d'esso,

così potrò viverti e respirarti

nell'esilio della mia solitudine.

*

Mi vestii di cielo

Vita dopo vita

confezionai l'abito più bello

per il momento che avevo sempre atteso

e quando giunse mi vestii di cielo.

 

Indossai una camicia dai riflessi di luna,

presi un raggio di sole

e lo annodai come cravatta,

scelsi le stelle più belle

e ne feci bottoni,

calzai scarpe di nuvole,

un arcobaleno come sorriso

e il fiore della vita nel taschino.

 

Attesi,

con indosso l'abito migliore,

come uno sposo sulla soglia di un sogno

con in mano il bouquet dell'eternità,

invano,

finché l'abito si sgualcì,

consumandosi fino a disfarsi.

 

Brandelli di cielo caddero,

i riflessi si oscurarono,

il raggio di sole divenne un cappio,

le stelle si spensero,

i calzari divennero nubi di tempesta

in cui ruggisce ancora la folgore del silenzio e dell'abbandono,

l'arcobaleno svanì

e l'eternità appassì.

 

Adesso, figlio della notte,

vesto di cenci e stracci,

ciò che rimane di quell'abito,

e come un reietto mi aggiro in vicoli bui,

dove ogni andito conduce

a vicoli ancora più stretti e bui.

 

Quando la sera sfuma

mi rifugio in antri oscuri

e giaccio con la fiera che si aggira

fra le ferite della mia anima.

*

Verrò a cercarti

Verrò a cercarti

quando la pelle del tempo muterà

e prima che l'ultimo grano della clessidra cada

 

Verrò a cercarti

quando l'aurora svestirà i colori

il sole non sorgerà più sulla mia anima

l'imbrunire sarà uno sconosciuto

e rimarrà accesa l'ultima stella

 

Quando la coppa delle mie lacrime sarà vuota

raccoglierò la rugiada del mattino

e verrò a cercarti

 

Prima che i giorni spoglino la mia vita

verrò a cercare la tua voce e

le darò un volto

lo guarderò

lo accarezzerò

lo bacerò

e gli dirò...

 

*

I cancelli dell’anima

Con il fardello della comprensione,

la speranza stretta fra le mani,

mi fermo davanti ai cancelli della tua anima.

 

Rovi abbracciano la ruggine incisa dal tempo,

ma non mi fermano ed entro nel tuo mondo.

 

Mi accoglie un regno d'ombra e silenzio,

come se il sole non vi fosse mai sorto;

in quel luogo anche le stelle sono spente.

 

Sgomento mi guardo intorno:

una piccola luce rivela una capanna, mi avvicino.

La porta è socchiusa, entro aspettandomi il buio,

ma un cero rischiara una piccola stanza.

Fili di falasco pendono dal soffitto,

le pareti decorate dalle immagini di un amore vissuto in ere lontane e che si ripete in ogni tempo.

Su un piccolo tavolo,

chiuso dentro un barattolo,

un cuore rattrappito batte con ritmo lento

e una donna devastata dal dolore beve da una coppa colma di disperazione,

mostrando il vuoto nel petto, mettendo a nudo l'anima.

Quando s'accorge che la osservo,

afferra con rabbia il barattolo in cui vive il suo cuore,

come se volesse proteggerlo da me.

 

I suoi occhi...

Non potrò mai dimenticarli.

Lo sguardo è così gelido che anche il poco calore del cero si ghiaccia,

poi guarda quel povero cuore e piange.

Mi avvicino,

verso un cucchiaio d'amore nella sua ciotola di disperazione e la costringo a bere.

 

I suoi occhi si addolciscono,

rimette il suo cuore nel petto,

mentre veste le labbra con un dolce sorriso,

finalmente indossando la bellezza perduta.

Dai fili di falasco gocciolano perle e i ricordi alle pareti disegnano aurore.

 

La prendo per mano e la conduco ai cancelli dell'anima.

I rovi sono scomparsi,

lasciando il posto ad intrecci di cerfoglio e di gelsomino

e mentre camminiamo,

un tappeto di seta bianca e argento si srotola

per mostrare il sentiero di questo strano amore ritrovato.

*

Prendimi se ci riesci

Il sonno mi ghermì

scivolai in un sogno popolato

da maghi, fate, cavalieri, draghi, gnomi, elfi

un mondo d'inchiostro nato dalla mia fantasia.

 

In quel mondo fatato

al limitare d'un bosco

sei apparsa improvvisa dal nulla

magica visione

come Ninfa dei boschi

un tutt'uno con le foglie

il tuo viso...

non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel fiero cipiglio

mossi un passo verso te

un'aria di sfida si dipinse su di esso

e una melodiosa voce pronunciò "provaci..."

 

Avanzai ancora ma le foglie che ti vestivano ti portarono via

svanisti lasciando un'eco di risolini

Mi addentrai nel bosco alla tua ricerca

ti eri dissolta in esso...

mi ritrovai ad inseguire una voce...

ogni foglia, ramo, albero, fiore...

tutto in quel bosco cantava di te e delle tue risa che sembravano dire

"prendimi se ci riesci"

 

Ancora oggi in questo mondo non fatato inseguo quella voce...

che continua a ripetere

"prendimi se ci riesci"

*

Vestirò di conoscenza

Sento il peso del mondo su di me

chiuso in un bozzolo

ho una percezione velata di esso

che lascia spazio alla mia fantasia

di volare con le  ali della curiosità.

 

Il mio bagaglio di cose apprese e dimenticate

è una valigia vuota ormai.

 

Avrò tempo di scoprire e capire

cosa si cela là fuori

quando mi presenterò in tutta la mia nudità,

nudità che vestirò di conoscenza.

*

Fulmine o tuono?

M'hanno chiesto se sono un fulmine o un tuono.

Non ho risposto.

 

Ho rivolto la stessa domanda a me stesso

e mi son detto che no,

non sono un fulmine,

non ho ancora lacerato i veli dell'ignoranza con bagliori di fuoco

non sono un tuono,

non ho ancora suonato i tamburi della vita.

 

Sono solo un'anima vagante in questo mondo

alla ricerca di tutto ciò che non ho e non so.

 

Ma, ahimè, le mie ali son tarpate,

non sono come quelle di una farfalla

che vola di fiore in fiore,

o come quelle di un'aquila che solca immensi spazi

da un orizzonte all'altro.

 

La mia è un'anima che striscia come bruco

sempre col timore di un'ombra che incombe...

in attesa di trasformarsi in un'anima libera.

*

Una voce...

Lieve

come il respiro d'un bambino

giunse da lontano

volando su invisibili ali

leggera come alito di primavera

delicata come la carezza di un sorriso

armoniosa melodia per l'anima che ascolta...

*

Tra cuore e anima

"Non ti ho mai vista,

ma so che sei qui da qualche parte,

come faccio a diventare come te?

ad esser libero da questo corpo?"

 

"Anch'io sono legata a questo corpo"

"Si, ma tu sei legata solo con un filo,

come un aquilone che può volare libero dove vuole,

anima fra le anime nelle correnti dell'infinito,

dove la meraviglia non lo è più,

dove l'inconoscibile non ha segreti,

dove puoi guardare gli Dei

e sedere con loro,

mentre io sono prigioniero di questo corpo

subendo le sue emozioni e le sue lacrime,

fauci che ingoiano l'esistenza,

mentre gioia e serenità sono fuggite

come un tumultuoso torrente verso l'abbraccio del mare dell'oblio.

 

Non ho più la forza e la voglia di lottare

e alla fine, comunque, non resterà più niente

e tutto si dissolverà".

"Oh, nulla sarà perso,

ogni dolore e gioia incisi nel tuo cuore

li porterò con me nel regno degli Dei".

 

"So che non puoi portarmi con te,

allora ti prego,

prenditi adesso il mio dolore e portalo via da qui,

in modo che finalmente possa guardare la vita che mi resta,

con gli occhi della serenità".

*

Questa mia non esistenza

Dedicata a chi non ha il dono della vista e dell'udito

 

 

Non è forse l'alba che porta con sè luce e calore?

Non è forse il vento che ci accarezza con ciò che raccoglie?

E quando nel cielo le nuvole si rincorrono

non sono forse loro a versare lacrime su di noi?

 

Non è forse il pianto di un bambino, di un uomo o una donna

un grido di dolore e d'aiuto?

E quando una melodia di note discende nel nostro animo

non è forse lei che l'addolcisce?

 

E non sono forse io che non so cos'è la luce

il vento

la pioggia

il pianto

la musica

 

Non sono forse io che non conosco la vita?

Non sono forse io che non so chi e cosa sono?

 

Abito il buio e il silenzio è il mio compagno

Conosco solo il contatto di qualcosa di estraneo al mio mondo che mi guida...

in questa mia non esistenza!

*

Haiku

Alba di fuoco 

accende il sorriso

luce nel cuore

*

Io... il Caos

Nuotai senza più un alito di respiro
fra visioni portatrici di presagi apocalittici,

il cielo si squarciò e piovve fuoco,
la terra si aprì e sputò roccia fusa,
il buio inghiottì la luce
e l'oscurità si estese nel cielo,
ingoiando il sole in una notte innaturale,
come se la luce di quelle fiamme fosse oscurità.

 

Soffiò un vento ardente come fuoco,
un vento che era fuoco,
fiamme che si gonfiavano sopra ogni cosa,
fiamme che soffiavano attraverso ogni cosa,

divennero fuochi d'artificio in mio onore
quando giunsi improvviso da oltre l'orizzonte.

 

Sradicai pensieri ed emozioni dai cuori degli uomini
cavalcandoli con selvaggia furia,
li scagliai in un gigantesco maelstrom
dove si fusero in un coacervo di incertezze e paure.

Io, l'antico Caos, ringhiando selvaggio
assorbii ogni anelito d'ordine,
finchè non restò che un deserto di corpi e anime.

 

Da tempo immemore non assaporavo la gioia di sguardi persi nel nulla.
Ora, per la prima volta da secoli
il mio dominio sulla terra sarà eterno...

*

Ero un killer

Guardai ancora una volta il suo viso esanime.

I suoi occhi spenti mi trafissero,

un'ondata di gelo mi travolse

e per la prima volta vidi ai miei piedi un corpo senza vita.

Non numero, non bersaglio, ma una vita umana

Quel corpo poteva essere il mio, potevo essere io...

 

Qualcosa dentro me si sciolse,

la mia nera anima tremò,

piansi lacrime rosso sangue, il sangue delle mie vittime.

 

Quante vite... Mio Dio.

Senza rendermene conto invocai il tuo Nome...

dove sei stato mentre io mietevo vite con la falce insanguinata,

dove sei adesso che ho bisogno di te...

 

In quel momento di sconforto sentii il tuo richiamo,

mi accostai a te, ascoltai il tuo verbo.

Udii la tua voce cantare alla mia anima

pregnandola d'amore e bontà

e danzai di gioia alla tua chiamata.

 

Peregrina l'anima mia viaggiò alla tua ricerca

bussando di porta in porta e attraversando le paludi del pentimento.

Più m'apprestavo al tuo cospetto

più meraviglie ai miei occhi apparivano.

 

Vidi deserti trasformarsi in giardini fioriti,

cuori di pietra sgretolarsi e divenire fertile terra,

vidi cose che il mio cuore non osava immaginare.

 

Infine vi giunsi... un luogo che colmava l'anima di letizia,

il tuo nome pronunciai guardandoti

e attesi trepidante di udire la tua voce.

Un opprimente silenzio scese su di me

avvolgendomi in un sudario di sgomento...

 

Allora capii... era dentro me che dovevo ascoltare,

la tua voce mi attraversò il cuore e l'anima,

mi colmò di pace e mi prostai ai tuoi piedi.

Eccomi, sono pronto...

*

Alla ricerca di me stesso

Una miriade di lanterne appese al cielo

illuminava quel sentiero a me sconosciuto

che decisi di percorrere come un viandante

che si reca per la prima volta in pellegrinaggio

alla ricerca di se stesso.

 

M'addentrai in luoghi dove ogni cosa era nuova per me,

sconosciuta,

luoghi ammantati di una coltre di nebbia e mistero.

Un anelito di speranza albergava nel mio animo

e leniva la presenza dei miei compagni di viaggio...

gli spettri del dubbio

che facevano vacillare i miei propositi

e rendevano incerto il mio passo.

 

Infine giunsi alla sua corte...

alla mia corte...

un palazzo di cristallo.

Picchiai il battente col timore che tutto andasse in frantumi.

L'aria era così cristallina

che sembrava sul punto di frantumarsi anch'essa.

 

Uno sconosciuto m'accolse

con un fugace accenno di sorriso,

svanito quasi nel momento in cui mi vide.

Qualcosa nella scena mi diede la sensazione di già visto,

ma certo si trattava dell'immaginazione che cercava un appiglio noto

in un luogo dove tutto era estraneo.

Mi aspettai che la sua voce mi chiedesse di sapere chi ero,

o peggio, che sapesse già chi ero.

 

Il suo sguardo m'indusse a parlare, 

ma io esitavo,

i pensieri si frantumavano,

le parole morivano in gola,

cercavo una domanda per fargli capire che ciò che avevo perso e cercavo

era qualcosa che non avevo mai avuto.

 

I suoi occhi verdi mi trapassarono,

mi fecero sentire nudo.

Aveva esaminato ogni parola che mi usciva di bocca,

l'aveva soppesata, misurata, tenuta contro luce. ....

non cambiò posizione,

non svanì neanche quell'accenno di ghigno come maschera sul suo volto

indossata nell'udire le mie parole.

 

"Non farmi domande" replicò freddamente.

"Non sai quali rivolgere

e capiresti meno della metà delle risposte, se rispondessi.,  

cosa che comunque non farò.

 

Alla fine sei giunto fino a me,

lascia cadere quella maschera che tieni in mano,

chiudi gli occhi e guarda dentro te stesso,

togli la crosta al tuo animo,

tuffati nelle sue profondità,

afferra l'eco dei tuoi pensieri, emozioni, ricordi dormienti e risvegliali,

guardali, ascoltali, liberali e immergiti in loro".

 

Dopo un tempo che fu infinito, o fu solo un respiro?

udii la sua voce...

"Dimmi cosa vedi. Vedi me? Vedi te? Vedi noi? Guardati, guardami..."

lo guardai...

e vidi me stesso...

*

Allora capii

Mai i miei occhi avevano subito la visione di una creatura così bella,

neanche la più ardita immaginazione avrebbe potuto concepirla.

la sua bellezza era tale che mi rese difficile perfino respirare.

 

La vidi avvicinarsi con grazia eterea,

mi sorrise e si accostò con tale leggiadria che parve quasi danzare,

leggera come una foglia cullata dalla brezza primaverile,

pareva una farfalla in un campo di fiori selvatici.

 

Tutto intorno a lei sbiadiva e sfumava,

era circondata da un'alone di splendore.

 

Si posò con dolcezza sulla mia anima,

l'avvolse in un sospiro e mi sussurrò

"vieni con me".

 

Mi prese la mano e mi sentii sollevare...

guardai giù e vidi me stesso ancora seduto col capo chino...

allora capii.

*

Impronte di lacrime

La notte è stata lunga, interminabile,

ore, minuti infiniti,

sabbia bloccata in una clessidra.

 

Sabbia che adesso i primi raggi di sole indorano

infiammando le sue infinite gemme

sulle quali lascio impronte di lacrime

portate subito via dalle carezze del mare...

come la vita ha portato via i miei sogni... lei!

 

Il mormorio del mare mi porta la sua voce,

le sue risa,

i suoi sospiri...

tutto mi porta di lei.

 

Il dolore che tengo per mano 

mi trascina verso quell'immensa distesa azzurra

ed io mi ci lascio condurre,

perché lì annegherò la mia agonia e ritroverò lei.

 

L'acqua già lambisce i miei piedi

quando odo uno scalpiccio dietro me,

una vocina angelica di bimba mi chiama,

papà...

*

Una muta domanda

Ho visto nascere sorrisi, morire sogni,

ho visto lacrime di gioia e di dolore,

ho visto donare e rubare vite,

ho visto gesti di bontà e crudeltà,

ho visto nascere e morire amori,

speranze, illusioni, desideri,

ho visto... ho visto cose che nel mio animo ho accettato.

 

Ma ho visto cose che il mio cuore non potrà mai accettare...

la sofferenza delle persone malate,

la via crucis che devono percorrere fra dottori ed ospedali,

le loro speranze accendersi e spegnersi al suono di una voce.

 

Vedere nei loro occhi un'amara rassegnazione

che cercano di nascondere dietro un flebile sorriso,

un calvario senza fine

dove la croce viene portata anche dai loro cari,

un calvario dove con gli occhi rivolti al cielo

rimbomba l'eco silenziosa di una muta domanda...

perchè!!??

 

Ma lassù non c'è nessuno ad ascoltare...

nessuna mano protesa...

solo un corteo di sofferenza, rabbia e impotenza.

Allora anch'io alzando gli occhi al cielo

rivolgo la stessa muta domanda...

perchè!!??

*

Speranza!

Ogni mattina ci svegliamo

chiedendoci come sarà la giornata che ci attende.

Migliore? Peggiore? Uguale?

Ci diciamo "speriamo che non succeda niente di brutto",

o "Speriamo che oggi vada meglio",

o "chissà se oggi cambierà la mia vita?"

 

Speriamo... Speranza!

 

E difatti lei è sempre lì,

dormiente, proprio in fondo al nostro cuore...

la speranza!

 

La speranza che un piccolo miracolo accada

per migliorare la nostra esistenza.

Ma se non accade?

Ci consoliamo pensando a chi sta peggio di noi,

o speriamo che la nostra salute si mantenga sana.

 

Non si deve provare vergogna per queste aspettative,

è nella nostra natura ambire a migliorarci,

ma se ciò non fosse possibile,

manteniamo alta la nostra dignità di esseri umani

e viviamo al meglio con ciò che abbiamo.

*

Un libro da leggere

Leggeva tranquillamente un libro, 

quando una frase lo colpì...
la rilesse... non era possibile...
la rilesse ancora... e ancora e ancora.


L'autore del libro sapeva
e forse aveva sempre saputo,
e tutti adesso avrebbero saputo...
come era stato possibile?


Mille perchè gli martellarono i pensieri,
gli erosero la mente,
gli consumarono l'anima...
perchè era andata così...
perchè era andata ancora così?


Non se ne dava pace...
era stato attento,
aveva evitato di commettere gli errori precedenti,
aveva seguito tutto alla lettera,
niewnte gesti inutili,
non aveva pronunciato parole in più o sbagliate...


La sua vita,
adesso,
era un libro che gli altri leggevano?

*

Ombra fra le ombre

Immerso nel torpore dell'oblio

cerco di annegare il mio dolore,

 

odo Il brusìo delle emozioni

agitare ancor di più i miei tormenti.

 

Tremule ombre e silenziosi fantasmi

spazzano crudelmente il mio cuore,

dove lei si aggira

calpestandolo e cingendolo con una corona di spine.

 

Ricordo quando glielo offrii, 

deponendolo ai suoi piedi come una ghirlanda nuziale,

ma lei si ritirò nelle ombre e fu un'ombra,

svanì sepolta nel silenzio...

 

Silenzio che invoco e lento s'adagia in me.

 

Adesso posso quasi sentire il trascorrere del tempo,

grani di sabbia in una clessidra

che scendono uno dopo l'altro come macigni sul mio cuore,

 

lentamente...

inesorabilmente...

senza una fine! 

*

A meno che i giorni non smettano di trascorrere

Insolite nuove speranze hanno danzato nel mio animo, 

speranze che non avevo mai osato esprimere per tutto questo tempo.

 

Ora,

 

ti sei creata un posto nel mio cuore

dove credevo non ci fosse spazio per altro.

 

Hai fatto crescere fiori dove coltivavo polvere e pietre.

 

Farfalle svolazzano su quei fiori,

lampi d'ali gialle, azzurre e verdi.

 

Adesso che alberghi nel mio cuore,

ne ho chiuso l'uscio e buttato via la chiave.

 

Niente può essere più bello al mondo,

a meno che i giorni non smettano di trascorrere.

*

Un mondo d’ombra

Quando abbandonai la via maestra

e mi misi a percorrere sentieri nuovi e inesplorati,

quando abbandonai la ragione

e mi affidai all'istinto,

quando abbandonai i miei sentimenti

e li chiusi in un cuore di pietra,

quando abbandonai l'amore

e cercai solo corpi da usare,

quando abbandonai le mie emozioni

e le lasciai scappare via...

scoprii un mondo nascosto dentro un mondo

velato da un mondo.

 

Un mondo d'ombra dove le tenebre premevano contro la luce,

un mondo dove avevo cominciato a sentire su di me l'oscurità,

come se il buio avesse peso.

 

Adesso quel mondo è un segreto

sepolto in un segreto ammantato di segreto,

perché la verità brucia, ma cauterizza anche le ferite.

*

Un bacio sull’arcobaleno

Vago per i viali del parco,

estraneo a tutto ciò che mi circonda.

Con gli occhi socchiusi

e prigioniero di una dolce estasi,

sento ancora il sapore dei suoi baci sulle labbra,

il tocco delle sue mani che mi accarezzano, 

il profumo del suo corpo stretto al mio.

 

Rinchiuso nel mio stordimento

mi accorgo appena della pioggia che cade,

le nuvole, colme di gioia,

spruzzano petali di perle su di me.

 

Poi un raggio di sole s'insinua delicatamente

facendo fiorire ai miei piedi,

come per incanto,

un arcobaleno...

imprigionandomi nella sua nuance,

che inizia a danzare alle mie carezze.

 

La mia meraviglia si specchia in quel valzer di colori

che iniziano a salire su nel cielo.

Vi depongo un bacio

ed esprimo un muto desiderio

"portalo da lei,

adagialo sulle sue labbra e dille che l'amo".

*

Un lontano passato

Mi fermo a guardare la mia vita trascorsa.

Com'è stata?

Ricordo i giorni in cui essa scorreva serena.

 

Poi...

 

piano piano, impercettibilmente, è cominciata a cambiare...

Adesso vivo i miei giorni come meglio posso, 

senza nessuna certezza per il domani,

con la speranza come compagna.

 

Nel buio della notte

mi sento solo ed ho paura

a volte penso quanto sarebbe bello

avere i genitori che mi mandano a letto

sapere che al mattino tutto andrà meglio.

 

Solo,

mia madre non può più risolvere per me i problemi

e mio padre non può più promettermi

di cacciare via i mostri e fare in modo che ci creda.

 

Ora devo farlo da solo!

 

Sarebbe meraviglioso rivedere i genitori,

ascoltare la loro voce,

le loro parole che m'infondevano coraggio e sicurezza.

 

Com'è lontano nel passato tutto questo,

adesso!

*

Persone

Quello che più amo del mio lavoro

è il rapporto umano con le persone,

nessun altro lavoro riesce a darlo.

 

Essere a contatto con le persone tutti i giorni

è un'esperienza unica...

è un mettersi a confronto continuamente con gli altri

che ci migliora e ci arricchisce,

e un saluto, un sorriso, qualche frase

sono il sale che condisce ogni giorno la nostra vita,

evitando così che diventi piatta e monotona.

 

Certo, li conosco da più di trent'anni ed è come se fossero dei vecchi amici,

se non addirittura una seconda famiglia.

Non c'è monotonia nell'incontrarli tutti i giorni,

perchè ogni volta c'è sempre una sfumatura diversa,

un qualcosa di nuovo...

 

Quello che mi rende felice è vedere nei loro occhi

la gioia per un consiglio o per qualcosa che faccio per loro...

rendere felici gli altri rende felici noi stessi...

 

Ma quello che mi commuove di più,

toccandomi il cuore,

è vedere i vecchietti che aspettano dietro la porta,

trepidanti, che mi fermi da loro ad interrompere la loro solitudine,

a riempire il vuoto senza fine delle loro monotone e solitarie giornate,

pronti a raccontare scorci della loro vita passata che per me sono tesoro,

arricchendo il mio bagaglio culturale, ma soprattutto il mio animo,

donando in cambio solo un pò del mio tempo e qualche parola di conforto

che per loro sono manna dal cielo.

 

Sono così teneri...

Vedere un sorriso sul loro volto scavato dal tempo mi commuove e inorgoglisce,

il contatto umano è fonte di vita...

soprattutto per loro.

*

Luoghi

Quasi tutti i giorni percorro le stesse vie.

In esse vi sono dei luoghi a me cari.

 

Luoghi a cui rivolgo sempre un pensiero ed un sorriso

come ad accarezzarli.

 

Luoghi che mi hanno donato amarezze e gioie, 

luoghi che hanno visto nascere e morire speranze,

luoghi che fanno rivivere in me scorci di vita,

luoghi dove affiorano ricordi belli e brutti.

 

Luoghi che hanno visto nascere idee, pensieri, ricordi, emozioni, frasi...

che poi adagio sul mio amico foglio

plasmandoli con le mie emozioni

e dando loro vita con l'inchiostro del cuore. 

*

Il canto del mare

Ho udito il canto del mare

sussurrare il mio nome.

 

Ho visto le sue acque danzare fra gli scogli

e accarezzare la sabbia,

la luna specchiarsi nelle sue acque,

una leggera brezza cavalcare le sue onde

portandomi l'odore della mia solitudine.

 

Ho sentito le mie emozioni vacillare fra le fiamme di un falò

che non riesce a scaldarmi il cuore

sotto questo cielo rivestito di stelle.

 

Le guardo,

nessuna brilla per me,

ho solo il mare che canta per me.

*

Imbrunire

Gli ultimi raggi di sole,
con il loro tepore,
accarezzano le languide acque del fiume
nel loro perpetuo scorrere
in sinuose curve disegnate nel tempo.

Un riflesso di luce gioca sull'acqua
mentre una leggera brezza increspa la superficie inscenando danze dorate.

Le ultime imbarcazioni scivolano calme verso il porticciolo
e i pescatori,
con un sorriso stanco e la pelle brunita dal sole,
si salutano con gesti lenti e antichi,
incorniciati dall'aggraziato volteggiare d'un airone in cerca dell'ultima preda.

L'ultimo guizzo d'un raggio di sole,
coi suoi fiochi riflessi,
viene a salutare il giorno che scivola nell'imbrunire.

*

L’ultimo giorno

E fatalmente arriva il tuo ultimo giorno.
Sei tu al centro dell'attenzione,
il festeggiato, il più invidiato.

Non sembri contento però,
sul tuo viso si disegna un sorriso incerto, forzato,
che non riesce a nascondere il tuo stato d'animo.

Nei tuoi occhi brilla una luce remota...


Sembri viaggiare sul flusso dei ricordi,
di quella che è stata
e di quella che sarà d'ora in poi la tua vita...

 

una vita da pensionato.

 

 

(Scritta parecchi anni fa e dedicata ad un collega)

*

Quanto avrei voluto amarti!

Quanto avrei voluto amare,
amare fino a impazzirne,
fino a morirne e felice di consumarmi per quell'amore!

Quell'amore unico,
immenso,
che arriva una volta sola nella vita,
quell'amore che travolge e stravolge,
che fa dimenticare se stessi.

Quell'amore che annebbia la mente,
quell'amore che strugge il cuore,
che strazia l'anima,
quell'amore che toglie il respiro
e prosciuga dentro se non ce l'hai accanto,
quell'amore la cui passione brucia come fiamma
che cresce e fiorisce accecando i sensi.

Quell'amore che vorresti sempre stringere e abbracciare
altrimenti ti senti perduto,
quell'amore che riempie e dà un senso alla vita
avvolgendola di luce e meraviglia.
Quell'amore... che ho vissuto con te
e adesso è solo un ricordo...

*

Ci hanno rubato tutto

Ci hanno rubato il nostro io,
i nostri sogni,
la nostra anima,
la libertà,
la nostra vita,
ci hanno rubato tutto.

Ci hanno rubato tutto e non ce ne siamo accorti.

Hanno sostituito i nostri veri bisogni
con quelli artificiali,
facendoceli credere reali.

Come nella favola,
stiamo seguendo le briciole di pane
che hanno seminato loro,
per farci restare sul sentiero scelto da loro,
per condurci dove vogliono loro
e noi così ingenui a farlo.

E' questa la vita che vogliamo?
Una vita non nostra?

*

Albero solitario

Solitario in un mare d'erba,
mi offristi riparo
in un meriggio
dove le nuvole avevano inghiottito il cielo
e la luce era fuggita via.

 

Mi accogliesti sotto la tua chioma
in un abbraccio protettivo,
dandomi asilo
in quel nero turbinio da tregenda.

Il mio nome ti sussurrai
a ricordarti un amico trovato
che portò via
la solitudine che ti circondava.

*

Lui c’era

Mi ritrovai a percorrere quel sentiero a me ben noto,
l'amore e la vita mi avevano voltato le spalle,
per giungere in quel luogo dove non sarei mai voluto giungere.
Guardai il vuoto infinito sotto di me,
chiusi gli occhi e immaginai di volare...
disperdendo così amarezza e sofferenza...
un volo di libertà.


Una voce mi fermò.
Riconobbi quella voce che mi supplicò di non farlo,
ricordandomi che con quel gesto avrei portato via
il suo migliore amico... io.
Lo guardai meravigliato,
il suo sorriso mi disarmò,
fece vacillare i miei propositi,
nei suoi occhi vidi un accenno di rimprovero
e soprattutto l'amore e la presenza del mio migliore amico.


Difatti lui era lì,
nel mio peggiore momento... si,
lui c'era, ed io... non l'avevo cercato.
Se l'amore e la vita mi avevano voltato le spalle,
io non potevo voltarle a lui...
il mio migliore amico,
che con un abbraccio liberatorio alleggerì il mio fardello facendosene carico.

*

L’Amore

Il suo percorso avrà molteplici percorsi.
Egli fiorirà fra noi molte volte,
sotto molti aspetti,
come già fiorì e come sempre fiorirà,
per infinite volte.


Affilata lama d'aratro sarà il suo giungere,
rivolterà in solchi le nostre vite,
ci sradicherà da dove giacciamo in solitudine.
Egli è colui che spezza legami,
colui che forgia catene,
colui che crea futuri,
colui che muta forma al destino.
Egli è l'Amore...

*

Voglia infinita

Infinite volte
ho accarezzato e baciato il tuo corpo...

infinite volte
ho percorso i suoi sentieri,
sempre uguali...
eppure sempre diversi.

Infinite volte
mi ha regalato emozioni nuove...

infiniti profumi la tua pelle,
infiniti piccoli particolari,
infinite estasi il tuo esser donna
ed infinite voglie
di nuovi piaceri e scoperte...

il tuo corpo...
una voglia infinita.

*

Dove giocano le maree

Fra un turbinio di sentimenti
e sospinto dal vento della passione,
infine sono giunto sulle rive del tuo amore.

 

ma le sponde del tuo cuore erano deserte,
solo impronte che si allontanavano
perdendosi nel nulla del silenzio.

 

Sulla battigia, dove giocano le maree,
ho adagiato il mio cuore,
ho alzato i remi del dolore
e mi sono lasciato portare via
dalle correnti di una vita ormai a me estranea.

 

E non so se, mentre mi allontanavo,
il sapore amaro sulle mie labbra era l'acqua del mare
o le mie lacrime...

*

Quelle strane sensazioni

E' una strana sensazione indefinibile,
impalpabile,
e quando arriva mi avvolge,
mi entra dentro,
mi stuzzica gli angoli della mente
come quando ascolto il vento,
e per quanto ci provi
non riesco ad afferrare queste increspature
al limitare del pensiero.


Quello che mi lascia dentro
è uno stato di incompletezza,
quasi un rimpianto,
un qualcosa che forse poteva essere ma non è,
un qualcosa...

*

La preda

Si voltò lentamente e incontrò il suo sguardo,
occhi di brace che lo impietrirono.

 

Perle di sudore ricoprirono il suo corpo,
un'ondata di gelo gli frantumò i pensieri,
il suo cuore si raggrinzì come carta pesta,

fu pervaso da un orrore infinito
che penetrò fin nelle più nascoste pieghe dell'anima
risvegliando ricordi ancestrali di puro terrore.

Il suo corpo ormai avvizzito
si ridusse in polvere
spazzata via da un gelido vento
portando fin nelle più remote lande la lugubre risata
che echeggiò a lungo in quel luogo desolato.
Un'altra preda era stata sua.

*

Non è vivere

Non è vivere per chi la mattina non ha un lavoro che l'aspetta,
per chi non sa se riuscirà a mangiare,
per chi non ha una persona che gli vuol bene,
per chi è solo.
 
Non è vivere per chi non riceve mai un sorriso,
per chi è emarginato,
per chi viene guardato con disprezzo,
per chi non crede più nell'umanità,
per chi aspetta un miracolo tutti i giorni.
 
Non è vivere per chi affronta quotidianamente un'esistenza piena di amarezze, 
ingiustizie, stenti, solitudine...
no, non lo è!

*

L’appuntamento

Sono qui ad aspettarti... 
impaziente! 
E' il nostro primo incontro.
 
Poi finalmente arrivi...
e più ti avvicini 
più l'emozione ingigantisce dentro me.
 
Brividi percorrono il mio cuore, 
i miei pensieri si sciolgono come neve al sole,
 
le parole che dovevo dirti 
si frantumano come vetro.
 
Appena mi scorgi 
sulle tue labbra sboccia un sorriso che
m'illumina l'anima e mi scalda il cuore...
 
come il sole in una splendida alba, 
che con i suoi primi raggi 
illumina e scalda questo meraviglioso mondo...
 
meraviglioso perchè ci sei tu.

*

L’attesa

Come tutti i giorni,
seduto sotto il portico, osservava la strada,

attendeva ormai da tempo il suo ritorno.


Il vento gli accarezzò il volto
portandogli il ricordo di lei
e gli rammentò la sua solitudine.


Rivivendo i loro giorni più felici
fu travolto da un'ondata di tristezza
che gli rese difficile respirare.
Il torrente di ricordi continuò a travolgerlo,
lo annegò,
lo seppellì.


Dagli occhi piovvero lacrime di roccia fusa,
caddero illusioni e speranze,
l'anima si riempì di tormento,
il cuore si spaccò e schizzò dolore
e come tutti i giorni,
nonostante ciò,
attendeva...

*

Solo con te stesso

E poi arriva il giorno in cui ti senti crollare il mondo addosso.

Tutto ti sembra inutile, anche la vita.

 

Ti senti avvolgere dal vuoto assoluto,

dove ogni cosa perde valore.

 

E in quei momenti, senza neanche rendertene conto,

resti solo con te stesso,

hai bisogno di restare solo con te stesso,

escludendo tutto ciò che ti circonda.

 

Scandagli anima e cuore per capire,

ti immergi nei tuoi pensieri, ma essi scappano via, imprendibili,

non riesci ad imbrigliarli, vagano liberi,

se ne stanno all'ombra della mente lasciandola nuda e tremante,

come il tuo corpo,

e non riesci a capire...

*

Il quadro più bello

Oggi la natura ha disegnato per me

il suo quadro più bello,

regalandomi uno spettacolo unico,

inondando di raggi e di calore il mondo e la vita

e soprattutto l'animo mio.

 

Al primo chiarore,

piano piano scopre ciò che vi è intorno a sé.

Il lento diradarsi della bruma

a poco a poco lascia intravvedere il paesaggio intorno,

 

ciò che era ammantato d'ombra sbiadisce 

e si vela di un lucore che gioca con le ombre,

dissolvendo quest'ultime nell'aurora,

 

lasciando solo qualche pennellata sbiadita qua e là

e rivelando il meraviglioso spettacolo della vita.

*

La prima volta

Mano nella mano

giungemmo all'ombra del nostro albero segreto.

I cuori che vi avevamo incisi

erano ancora lì, come appena scolpiti,

lui li aveva nascosti e protetti per noi...

per la nostra prima volta.

 

Il nostro sguardo,

carico di timore e passione s'incontrò...

Occhi sprofondarono negli occhi,

labbra avide si cercarono, 

un abbraccio intenso ed infinito

incorniciò quei momenti 

in un quadro di emozioni,

carezze,

piaceri,

saziando voglie infuocate su un letto di foglie.

 

La sua chioma coprì i nostri corpi,

la sua ombra abbracciò la nostra intimità.

Una dolce melodia si levò intorno a noi

adagiandosi sui nostri sensi...

con lo stormire dei rami

ed il fruscio delle foglie,

mossi da una leggera brezza,

intonò una serenata al nostro amore.

*

Diversa bellezza

C'è una bellezza diversa

nella semplicità di una singola cosa

come un fiore fra i sassi.

 

La crudezza della pietra

rende più prezioso il fiore.

*

La luce dei tuoi occhi

Ti ho cercata per innumerevoli volte,

e per infinite volte

ho percorso molteplici sentieri senza fermarmi.

 

Nei giorni cupi

ho squarciato il velo delle nubi,

nelle notti buie

ho acceso una miriade di stelle,

nei momenti di sconforto

mi sono aggrappato alla tua visione,

nei momenti di disperazione

ho alimentato il lume della speranza.

 

E quando mi son perso...

è stata la luce dei tuoi occhi

ad indicarmi la strada che conduce al tuo cuore.

*

Il nostro cammino

Quando il nostro cammino giungerà quasi al termine,

le nostre membra giaceranno stanche,

i nostri pensieri saranno volati via,

 

basterà l'attimo del contatto delle nostre mani

per far rivivere nei nostri occhi

la luce del nostro amore

 

e sulle nostre labbra

la gioia di stare ancora insieme...

*

Principessa

Ricordo da bambini

correvamo felici e spensierati

fra l'erba alta dei campi

disegnando astratti quadri.

 

Ci rincorrevamo

fra i covoni di fieno

dove poi ci tuffavamo e rotolavamo

fra genuine risate di gioia.

 

Mi fermavo a guardarti,

il sole del mattino si perdeva nei tuoi occhi

e dava una particolare luce alla corona di pagliuzze

incastonate fra i tuoi neri capelli

mossi da una leggera brezza,

eri la mia principessa.

 

Poi mi prendevi per mano

e mi conducevi al tuo nascondiglio segreto,

dove pregni di un amore ancora acerbo

i nostri occhi

si fissavano a lungo e

una carezza suggellava

la promessa del nostro futuro amore...

*

Fra le mani

Stringi fra le mani quella di un povero,

in esse avrai l'amore;

stringi fra le mani quella di un amico,

in esse avrai il mondo;

stringi fra le mani quella di un bambino,

in esse avrai il futuro;

stringi fra le mani quella del tuo sogno

in esse avrai l'eternità.

 

 

*

Il tuo ricordo

Quando il tuo ricordo verrà a visitare i miei pensieri

lo accoglierò su un tappeto di petali di lacrime,

lo adagerò su cuscini di emozioni

lo cullerò con dolci sorrisi fra le calde pieghe del cuore

finché piano piano scivolerà fra le braccia del tempo.

 

2012

*

Cammini sui miei sogni (di William Butler Yeats)

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.

 

William Butler Yeats 1899

*

La tua eco

Ho vagato seguendo la tua eco per un tempo indefinito,

ho divorato spazi immensi,

sono arrivato ai confini del mondo,

ho navigato in oceani sconfinati,

ho viaggiato in lontane terre,

ho percorso sentieri sconosciuti,

ho visitato città immense 

e sparuti villaggi nascosti negli angoli più sperduti.

 

ho conosciuto una moltitudine di gente,  

ho toccato i loro pensieri,

ho sfiorato le loro anime,

ho vissuto giorni di speranza

e giorni di uno scoramento infinito.

 

E quando stavo per arrendermi ho capito e t'ho trovato,

t'avevo già trovato,

eri dentro me,

sei sempre stato con me

e io non ti vedevo perché guardavo lontano e non dentro me,

non avevo capito che la tua eco

è ovunque la si cerchi.

 

2012

*

Questo è l’uomo fatto a mia immagine e somiglianza...

"Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo"

 

L'uomo affondò lame nelle carni,

aprì ventri di madri,

sradicò feti dai loro grembi

immolandoli sull'altare della follia.

Agnelli divorarono lupi,

fratelli uccisero fratelli,

figli giudicarono e condannarono madri e padri.

L'uomo si accoppiò con le belve

e divenne belva,

lacerò i veli dell'anima

e li diede in pasto alle illusioni dell'immortalità.

 

"Prendete e bevetene tutti:

questo è il calice del mio Sangue"

 

L'uomo tracannò coppe di sangue come fosse vino

e bevve come una belva assetata.

Ebbro di onnipotenza

si erse a dio e si sentì dio.

In preda al delirio di grandezza,

guardò i suoi simili con disprezzo,

mentre nelle sue vene sentiva scorrere

il nettare dell'arrogante infallibilità

di chi si crede al di sopra di questo mondo.

 

Ecco, mangiatene e bevetene tutti,

questo è l'uomo fatto a mia immagine e somiglianza...

 

2016

*

Palestina

Sangue, ancora sangue, sempre sangue
per un lembo di terra sofferta!
Si combatte ancora in quell'angolo di cosmo!
S'uccide per il possesso d'un pezzo di terra
che ha partorito un dogma.

 

Quando i capi di governo, i generali, i politici,
inquinati interiormente,
non cercheranno più di contagiare i già depauperati esseri umani
perchè denudati del loro contorno e ridotti a bestie?

 

Quando finiranno di preferire il denaro ad una vita umana?
Quando cesseranno d'essere macchine egoiste e sanguinarie,
quando rulli compressori che schiacciano gli uomini
per raggiungere la loro meta schifosa?

 

Fratelli si scagliano gli uni sugli altri
lasciando alle proprie spalle
corpi squarciati dalla violenza eretta a regola in quel gioco.
Aerei solcano spazi infuocati
in cerca di bersagli da abbattere
su quella devastata polvere.

 

Quando non sentirò più fremere il mio io
dilaniato da tempeste interiori in continuo dilagare?
Forse quando gli esseri umani saranno esseri umani?

 

Una solitaria cometa,
sfrecciando su quei burattini,
illumina per un istante
un teatro sventrato da mille proiettili umani...

 

(1974)

*

Flessibile serenità

Senza assilli il cuore è sereno

e i pensieri giocano in pace.

Intorno a me brilla la fiamma della vita 

come candele accese sui mille rami del bosco.

 

Chiudo gli occhi

e  sento l'erba fresca dei prati, 

vedo i fiori aprirsi e invadermi col loro alito.

Pesci guizzano nelle sorgenti,

rondini raggiungono i nidi,

farfalle riempiono di colori e allegria i miei occhi.

 

Vago in mezzo a questo piacere,

resto lì come flessibile salice

e i dolci giochi della vita

mi si avvolgono intorno

in grappoli e tralci. 

 

*

Insonnia

Nonostante l'ora tarda,

guardo scorrere la notte.

Un'infinità di pensieri si affollano nella mia mente.

Vorrei aggrapparmi ad uno di loro e lasciarmi trasportare,

ma continuano a sgusciar via.

 

 

Mi ritrovo ad inseguirli...

imprendibili.

 

S'insinuano nelle ombre diventando un tutt'uno con esse,

vorticano intorno a me

drappeggiando il buio della stanza,

prendono forma e si muovono come animati di vita propria,

finché restano ad aleggiare come fantasmi intorno a me.

 

2012

*

Il cuore degli uomini

Chi cominciò?

Chi portò la maledizione?

Non è da oggi né da ieri e i nostri padri,

che per primi oltrepassarono la misura,

erano inconsapevoli, lo spirito malvagio li spinse.

Da troppo gli uomini amano calpestarsi e contendersi il potere,

ciascuno teme il proprio vicino

e non ha la benedizione del proprio suolo.

 

Nei loro animi in fermento,

i desideri inquieti vorticano ancora come nel caos,

la loro vita è sempre selvaggia,

desolata e gelida per le ansie che la soffocano.

Troppo furore e angoscia vi è intorno a me

e ovunque io guardi tutto va in frantumi o vacilla.

 

Allora invoco te, Dio del tempo

che da epoche immemori domini su  noi dalla oscura nuvola,

poni fine a questo scempio,

manda le tue legioni purificatrici.

 

Fa che giungano squarciando il nero inchiostro della notte,

bagliori azzurri di folgori

che cavalcheranno come guerrieri di lontane epoche.

Silenziosi scivoleranno nei cuori

e nelle anime della gente

brandendo amore, bontà, generosità come spade di fuoco

le cui lingue annienteranno superbia ed invidia,

ammutoliranno frode e menzogna,

separeranno luce e tenebra

e ristabilito sarà il sacrario della verità.

Solo allora le tue legioni avranno finito di combattere

e l'ardente lotta avrà ottenuto la quiete del cielo

e la felicità terrena.

*

Come Icaro

Sentii i miei pensieri

ribollire d'impazienza

graffiare i veli dell'anima

mordere le catene  

rompere le gabbie della ragione

 

Liberi dal suo giogo

varcarono i confini dell'immaginario

andando oltre

e ancora oltre

sempre più in là

 

Con ali di Icaro

inseguirono sogni perduti e ritrovati

sogni segreti nascosti fin nelle più remote pieghe dell'anima

Da impavidi guerrieri cavalcarono illusioni

inseguirono chimere

Osarono sfidare le ali del grande Drago

e come Icaro conobbero il

sacro fuoco divino

 

Svestiti della loro arroganza

precipitarono in un lungo

infinito volo

incontro a madre terra

in un dolce

eterno

abbraccio

*

Adesso

Il mio mondo, adesso,

è specchio della tua anima,

ma se tu volti il viso

o sei triste,

quei raggi di luminoso sorriso tremano,

svaniscono

e il mondo è nulla.

*

Bambini

Rivoglio il mio mondo,

quello che guardavo con occhi di bambino,

dove tutto era puro e innocente.

Dove era bello ascoltare i grilli nei prati,

in essi correre spensierati

incontro al sole o dietro una farfalla,

veder schiudere un fiore ai raggi del sole.

 

Ascoltare incantati i racconti del nonno

mentre fumava la pipa davanti al fuoco del camino;

stupirsi sempre dell'apparire di una caramella

nella mano del babbo al ritorno dal lavoro.

 

Un mondo dove cattiveria e malvagità erano sconosciute

e la vita scorreva lenta e serena,

vedere sempre un sorriso nel volto delle persone

e una carezza aveva il calore umano

e non le bieche intenzioni del mondo d'oggi

dove la vita veste i bambini di stracci,

li spoglia della loro innocenza,

bagna di sangue le loro mani

fa loro conoscere il fuoco delle bombe,

il morso dei proiettili e della fame,

li trasforma in cavalieri di morte e schiavi.

 

Bambini che mai lo sono stati,

bambini nati già morti,

sacrificati sull'altare di ideali distorti,

bambini rubati e trattati come merce,

bambini a cui nessuno tende una mano

per sollevarli dalla loro condizione di oggetti e mezzi,

eppure basterebbe un semplice gesto o una parola dettata dal cuore,

perché ogni bambino è anche nostro...

*

Mia dolce signora

Ho sentito parlare di te ovunque mi sia recato,

tutti esaltavano la tua meraviglia,

persino i mercanti vendevano la tua bellezza,

benché nessuno di loro ti avesse mai vista,

solo parole riportate.

 

Ciò m'indusse a volerti conoscere,

da sempre, dentro me, l'avevo desiderato.

Mi misi in cammino, là verso dove si diceva tu dimorassi,

anche se nessuno lo sapeva.

 

Viaggiai per un tempo infinito,

percorsi mille e più leghe,

arrivai ai limiti dell'ignoto,

ai confini della rinuncia.

Poi, ad una svolta del sentiero rimasi impietrito,

ti vidi in tutta la tua magnificenza,

maestosa da togliere il fiato

che si frantumò in mute parole di meraviglia.

 

Una chioma di nuvole copriva il tuo capo,

trecce di bruma scendevano dalle tue spalle,

due neri occhi come grotte in cui perdersi nella profondità della tua anima,

due labbra di agata rosa che racchiudevano un sorriso

in cui il sole illuminava se stesso.

I tuoi seni, dolci colline dove respira la vita,

dai tuoi fianchi, sinuosi declivi su cui passeggiare,

s'allungava una veste fino ai tuoi piedi,

verde come incantate foreste dove vive la felicità.

 

Tu sei la montagna incantata che tutti hanno cercato invano,

io sono il fortunato a cui sei apparsa,

ai miei occhi hai concesso il privilegio di poterti ammirare.

M'inchino alla tua bellezza

mia dolce Signora.

*

Nacqui cieco

Nacqui cieco nel divenire dei flussi del tempo pur vedendo.

Crebbi,

stagione dopo stagione,

nell'oscurità della mente,

all'ombra di ancestrali paure

con cui nutrii cuore e anima.

 

Il velo della notte calò perenne sui miei occhi,

giorni velati d'indifferenza,

intrisi dell'oblio del tedio,

dove sentimenti ed emozioni erano sconosciuti.

Eppure pretesi di camminare sulle acque,

ed ogni volta sprofondai sempre più

nelle paludi del mio ego.

 

Sfidai senza ali gli immensi spazi,

e come Icaro abbracciai madre terra.

Osai sfidare le sacre montagne,

mille e mille volte caddi e mi rialzai,

ma come Sisifo,

mai raggiunsi la vetta.

 

Il mio non fu un camminare da uomo,

ma uno strisciare su aguzzi sassi che lastricavano i sentieri della vita,

dove la mia anima si lacerò.

Guardai attraverso quegli squarci e vidi una luce.

La seguii,

lontano viaggiai fino alle stelle,

fino a che spazio e tempo si annullarono,

mai mi arresi.

 

Finché giunsi alla sacra fonte della vita,

del sapere, dell'amore.

Guardai nel mio cuore e vidi i misteri più grandi,

allora bevvi nella profonda coppa della saggezza,

imparai ad amare me stesso,

tornai fra gli uomini col cuore colmo d'amore,

donai il mio e mi vestii del loro.

*

Ciao papà

Ho scritto di te tanti anni fa,

quando eri ancora con me.

Non ti ho mai dimenticato,

anche se molte volte ti ho lasciato dormire in fondo al cuore.

Cuore che vorrei fosse come il tuo

perché sei stato un papà meraviglioso.

Ricordo ancora quel lontano 21 ottobre quando ci lasciasti,

disteso su quel gelido letto ti guardavo senza piangere,

sul tuo viso era appena dipinto un sorriso che io conosco

e dentro me ho sorriso anch'io,

sapevo che eri in un mondo migliore di questo.

In tutti questi anni hai vegliato su di me

cercando di correggere i miei errori,

di darmi suggerimenti,

ma il mio cuore non ti ha ascoltato.

Poche notti fa ho pianto come un bambino

quando sei venuto ad abbracciarmi in sogno,

lacrime di gioia e dolore.

Adesso sarai da qualche parte su questo pianeta,

ma aspetta a sposarti ed avere figli,

aspetta che io concluda il mio percorso terreno,

voglio rinascere ancora come tuo figlio,

voglio che tu sia ancora il mio papà

e soprattutto voglio essere il figlio che volevi che fossi.

*

Se tu fossi qui tenendomi per mano

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
la sentiresti tremare.
La guardo, quante cose ha da raccontare.
Chi l'ha stretta, accarezzata?
La mano racconta tutto, chi l'ha amata?
Chi soffre per lei ora che è sola?

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
ti chiederei di affacciarti alla finestra.
Nelll’aria tersa sentiresti come un sussurro la nenia della mia malinconica solitudine
e l'affievolirisi della danza delle mie emozioni.
Nel cielo di un azzurro unico
vedresti sbiadire la luce della mia anima.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
vedresti le foglie tingersi di arancione e di rosso
e gli aghi dei larici di giallo accendere i boschi di nuovi colori,
i colori del tramonto della vita
dove il mio cuore si tinge di amarezza.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
sui castagni vedresti i ricci lasciar intravedere i loro preziosi frutti,
i frutti di un amore che non potrò più assaggiare.
A poca distanza vedresti raccogliere i grappoli d’uva,
maturi al punto giusto per la vendemmia,
come la mia tristezza matura anch'essa per smettere di sperare.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
ti direi che avevi creato qualcosa di bellissimo
nella terra desolata del mio cuore che non aveva mai vissuto la vita.
Riappropriarsi di essa non è facile,
è un lavoro pesante e senza sosta e va fatto da soli.
Ma non è facile lasciarti andare,
perché,
è come se tu fossi qui tenendomi per mano.

*

Quando una stella muore

Quando una stella muore

tutto l'universo piange per la sua fine,

ma gioisce per la nascita di nuove vite,

in quel luogo finisce la vita e inizia la vita.

 

Ma quando muore un sogno,

a piangere è solo il sognatore,

il suo cuore è quel luogo dove finisce la vita e inizia il nulla.

*

Un giorno mentre camminavo (1973)

Un giorno mentre camminavo,
vicino ad un cumulo d'immondizie
ho visto un bambino mal vestito, sporco,
affamato, solo, abbandonato da tutti...

l'ho guardato ed ho continuato.

 

Mi sono fermato, mi sono girato, gli ho sorriso,
gli ho porto la mano.

Incredulo s'è alzato,
s'è avvicinato,
m'ha dato la sua mano,
mi ha sorriso.

 

Rideva, era felice,
non era più solo,
aveva qualcuno accanto a 
che non lo avrebbe più abbandonato.

Insieme ci siamo avviati verso la vita...

(1973)

 

*

Non abbiamo bisogno di parole

Una parola

tante

infinite

ma a che servono

quando basta guardarti

e poterlo fare tutta una vita

e dividere i silenzi con te

Guardarti

guardarsi

non servono parole

Tutto parla con noi

mentre noi non abbiamo bisogno di parole

*

I cancelli dell’anima

Con il fardello della comprensione,

la speranza stretta fra le mani,

mi fermo davanti ai cancelli della tua anima.

 

Rovi abbracciano la ruggine incisa dal tempo,

ma non mi fermano ed entro nel tuo mondo.

 

Mi accoglie un regno d'ombra e silenzio,

come se il sole non vi fosse mai sorto;

in quel luogo anche le stelle sono spente.

 

Sgomento mi guardo intorno:

una piccola luce rivela una capanna, mi avvicino.

La porta è socchiusa, entro aspettandomi il buio,

ma un cero rischiara una piccola stanza.

Fili di falasco pendono dal soffitto,

le pareti decorate dalle immagini di un amore vissuto in ere lontane

e che si ripete in ogni tempo.

 

Su un piccolo tavolo,

chiuso dentro un barattolo,

un cuore rattrappito batte con ritmo lento

e una donna devastata dal dolore beve da una coppa colma di disperazione,

mostrando il vuoto nel petto, mettendo a nudo l'anima.

Quando s'accorge che la osservo,

afferra con rabbia il barattolo in cui vive il suo cuore,

come se volesse proteggerlo da me.

 

I suoi occhi...

Non potrò mai dimenticarli.

Lo sguardo è così gelido che anche il poco calore del cero si ghiaccia,

poi guarda quel povero cuore e piange.

Mi avvicino,

verso un cucchiaio d'amore nella sua ciotola di disperazione e la costringo a bere.

 

I suoi occhi si addolciscono,

rimette il suo cuore nel petto,

mentre veste le labbra con un dolce sorriso,

finalmente indossando la bellezza perduta.

Dai fili di falasco gocciolano perle e i ricordi alle pareti disegnano aurore.

 

La prendo per mano e la conduco ai cancelli dell'anima.

I rovi sono scomparsi,

lasciando il posto ad intrecci di cerfoglio e di gelsomino

e mentre camminiamo,

un tappeto di seta bianca e argento si srotola

per mostrare il sentiero di questo strano amore ritrovato.

 

*

Ladro di attimi

Mi son vestito di nero,

come la notte,

dove ombre furtive scivolano nel silenzio,

silenzio che avvolge le intenzioni, i gesti,

le azioni che compio come un ladro per brevi attimi

rubati ad un'esistenza che corre sui binari della vita,

verso un'unica destinazione senza fermate intermedie,

in una folle corsa verso l'ineludibile attimo che mi attende.

 

Per brevi infiniti attimi,

fermo il treno e compio quei furti

fra le pieghe della quotidianità...

invisibile

carpisco sogni,

catturo voci,

parole,

risate,

cavalco fantasie,

lascio correre le emozioni dietro ad una chimera,

dietro a quello che non avrò mai

anche se è lì a dirmi...

prendimi

*

Cuore puro

Gli altri mi credono un angelo

un cuore puro

ma io sono un angelo?

ho un cuore puro?

 

Mi sento sporco dentro.

 

Ma è mio lo sporco?

o è quello che raccolgo tutti i giorni

per le strade del mondo?

 

O tutti e due?

 

Abbiamo un cuore puro e incontaminato?

o dentro di noi grattando un po’

troveremo ciò che non vorremmo?

o ciò che non pensiamo ci sia?

 

Uno sporco atavico ammucchiatosi nel corso delle ere,

uno sporco che neanche il sangue e le lacrime

di miliardi di anime è riuscito a lavare.

 

Ma noi vogliamo lavarlo?

o ci fa comodo lasciarlo com'è?

*

La regina degli elfi

Sognai un posto magico

nascosto in una nicchia

mi invitò con un alito di sospiro

come canto di sirena

nel suo grembo ed io...

non sono Ulisse

non voglio essere Ulisse

 

Seguii quel carezzevole soffio

ritrovandomi in un angolo di paradiso

dove mi accolse una piccola cascata

mi sorrise mentre danzava fra i sassi

 

Una nube di goccioline volava leggera nell'aria

e da essa mi apparve la regina degli elfi

delle colline delle fate

 

Mi prese per mano

mi fece sedere su un sasso

mi parlò a lungo mentre io mi perdevo nella sua voce

 

La natura, madre di tutti gli esseri

ci cullò in un abbraccio

poi con occhi lucidi

si diresse verso la piccola cascata e vi sparì.

 

Io conosco quel luogo incantato

tutti i giorni mi ci reco

mi siedo su quel sasso

ed ascolto la sua voce

provenire dalla piccola cascata

che danza per me

e parla con me

*

Maschera triste

Che maschera triste quest'anno il carnevale.
Volti tristi, vuoti, delusi.
Non più labbra che sorridono come una volta.
Non più l'allegria chiusa in una parentesi.
Non più ipocrita ilarità.

 

La pioggia di coriandoli s'è attenuata nel tempo...
e nel tempo s'è infranta l'imposizione,
un tempo fatto di riflessioni e conclusioni.
In fondo era prevedibile,
non poteva durare a lungo,
è venuta a galla, corrosa dal tempo...
loro nemico.

 

La gente ha lasciato cadere la propria maschera come un frutto marcio,
divenuta troppo pesante da sopportare.
Sanno già che la loro vita è una recita giorno per giorno,
sanno già d'essere dei clowns della strada.

 

Perchè deteriorare ancora
quest'aspetto opprimente caricandosi d'ipocrisia
e d'un'altra maschera ancora?...
E finalmente hanno aperto gli occhi
e forse hanno capito.
Ma il carnevale non sarà più una maschera sorridente.

 

(1975)

*

Verso l’alba, verso la libertà…

Passano i giorni, gli anni e tu, ormai adulto,

sei sempre confinato in quel luogo,

un villaggio sperduto nel nulla,

dove le notizie arrivano con i pochi viandanti che di rado vi passano.

 

Quel posto, anche se ti ha protetto,

adesso è diventato una vera prigione che ti opprime,

il suo peso ti soffoca, ti toglie l'aria,

una barriera invalicabile

che nasconde un mondo da vedere e orizzonti infiniti da raggiungere.

La voglia di sapere e scoprire arde come una fiamma dentro te,

ti consuma fino al punto da farti prendere una decisione

sofferta ma irrinunciabile.

 

Una sera sul tardi,

col fagotto sulle spalle, dove hai messo le poche cose a te più care,

ti allontani come un ladro scivolando furtivo nel buio.

Per un ultima volta, prima che sparisca alla tua vista,

ti volti rivolgendo un silenzioso saluto

a quella casa che ti ha visto crescere

 

e in quella notte piena di stelle,

con la luna ad indicarti la strada,

ti sei avviato verso l'alba,

verso la libertà...

*

Voglio un mondo che sorrida

Dipingerò sorrisi nell'aria

intreccerò canti e danze per le strade

inchioderò cuori alle porte delle case

spalmerò bontà sul selciato

regalerò ali di felicità

accenderò luminarie con fiammelle d'amore

appenderò cattiveria e tristezza ad aquiloni

e li lascerò volar via

farò tutto questo perché...

voglio un mondo che sorrida

*

È appena finita una battaglia (1973)

E' appena finita una battaglia.
Ancora si leva il fumo acre dai carri bruciati,
il fango tutt'intorno è cosparso di relitti meccanici ed umani.

Mi aggiro per quel luogo violentato dalla cecità dell'uomo,
dal suo egoismo e mi accorgo di quanto crudele sia tutto ciò.

Vedo corpi squarciati da bombe,
corpi che gemono prima di volgere l'ultimo sguardo verso l'infinito.

Vedo un uomo che striscia per andare a raccogliere un suo braccio poco distante,
inutilmente.

Sotto il cingolo imbrattato di sangue di un carro armato vi è un corpo... credo.

In quel terribile scenario
s'ode il gracidare secco di corvi e avvoltoi
che calano dal nero cielo
e vanno a posarsi su quei corpi straziati
e a succhiare quel poco sangue rimasto nelle loro vene.

S'odono anche grida di iene e sciacalli
che vanno a far scempio del resto di poveri corpi.

Il fango su cui cammino è diventato rosso,
uno strano rosso cupo che grida vendetta e giustizia.

Ma non c'è nessuno ad ascoltarlo,
solo degli animali che non capiscono,
dei carri distrutti,
del fumo che sale da loro,
dei resti umani,
del silenzio interrotto a tratti dal grido di gioia di quegli animali...

e un uomo ed un cuore
che benchè soli,
disgustati e delusi
un giorno renderanno giustizia...

(1973)

*

Mano nella mano

Mano nella mano,

insieme, con la vita davanti a noi.

 

E mentre mi raccontavate dei miei capricci da bambino

i miei pensieri volavano a quei momenti

di vita spensierata,

dove tutto era innocente ai miei occhi

e il mondo esterno veniva celato alla mia purezza.

 

Ma il mio mondo eravate voi

dove io volavo fra le tue braccia

e tu m'innalzavi al cielo

con un rituale gesto antico

e mi guardavi con l'orgoglio e la gioia d'un padre,

mentre lei ci osservava

con un'espressione di commozione e felicità

negli occhi di donna e madre.

 

Adesso percorro da solo la vita,

ma so che voi siete sempre accanto a me come allora,

insieme... mano nella mano.

*

Madre terra

Madre terra, guarda i tuoi figli

alti e aitanti

perduti in se stessi.

Un tempo eri un giardino fiorito

soddisfacevi le loro necessità

l'aria serviva a respirare

le nuvole a far cadere la pioggia

l'acqua a bere e dare la vita.

 

Poi sei diventata sterile ed arida

per la loro ingordigia.

Noi, i tuoi nuovi figli

siamo ora al tuo fianco

la tua vita è la nostra adesso.

 

Non apparteniamo a quei governi con denti affilati

che banchettano con le nostre vite

muscoli per carne

sangue per vino

succhi scarlatti colano e

lasciano che tutto lo stupido affamato discorso

scivoli giù lungo il mento.

 

Accenderemo fuochi di libertà

danzeremo intorno al tuo trono

nei prati al suono della vita di un albero

dentro e fuori le ombre e

rideremo con la brezza del mattino.

 

Indosseremo le nostre armature

la libertà sarà il nostro scudo

saremo i combattenti della luce armati d'amore.

 

Cavalcheremo la terra e impareremo a guidarla

la sentiremo muoversi sotto di noi.

Ci sentirai tutti intorno a te

ci sentirai cacciare stanchi di corde d'arco

uragani notturni

rapaci d'amore e libertà.

Troveremo un posto in cui potremo sdraiarci e

guardare il mare ondeggiare

 

cammineremo sulla sabbia con le nostre donne e

vedremo crescere i nostri piccoli.

Volgeremo lo sguardo ad est

verso nuove albe...

*

Una società migliore

Si sono scritte e dette fiumi di parole sulla vita,
su come dovrebbe essere, come viverla, ecc.
Tutto vero, anch'io l'ho fatto,
perché ci auguriamo che essa sia migliore e più vivibile
e noi felici di veder gioire tutte le persone intorno a noi.
Ecco il punto: non lo è.
L'animo umano è di una desolazione assoluta,
ancora legato alle sue ataviche origini,
dure a morire.
Egoismo e cattiveria avevano generato un orrore
che si nutre di ciò che l'aveva creato,
un orrore ancora prigioniero dello stesso animo umano
sul quale si fonda la nostra società.
Un bambino nasce puro,
ma poi viene contaminato dallo stesso ambiente in cui cresce.
Il nostro compito è preservare la sua purezza
se vogliamo una società migliore.
Dobbiamo continuare a combattere contro la bruttura della vita
finché avremo fiato...
e se poi ci sommergerà, sprofonderemo
mordendo e graffiando...

*

Filastrocca del postino

Postino, tu che quando sentiamo la tua moto ci fai sospirare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ti fermi davanti a casa nostra ci metti in allarme...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando suoni il campanello ci fai prendere un accidenti...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le bollette ci fai arrabbiare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le multe ci fai morire...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando reciti 'Non sparate sul pianista' ridi sotto i baffi...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che non ci porti mai un vaglia...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che sfrecci per le vie del paese, sfreccia lontano da casa nostra
e dona a noi la pace.

*

Angeli

Volti anonimi, senza un nome,

sereni e sorridenti,

con la luce della vita negli occhi,

con parole 

di speranza e coraggio

sulle labbra,

sempre disposti ad ascoltare chiunque.

 

Volti che non chiedono nulla,

ma quasi annullandosi

donano se stessi.

Sempre pronti

a portare conforto e aiuto

ad una folla di bisognosi e disperati.

 

Sempre pronti

a vivere la vita degli altri

caricandosene dolori e sofferenze.

Volti che la gente chiama "Volontari"

ma che invece io chiamo "Angeli"...

*

Malinconia

A poco a poco

vengo pervaso da un qualcosa d'indefinito,

tutto intorno a me sfuma,

si fa ovattato,

come se un manto di nebbia

si posasse su di me.

 

Un delicato velo

avvolge il mio animo

di una dolente dolcezza

fatta di sensazioni impalpabili.

 

Mi ritrovo a fluttuare

sospeso in un mondo quasi surreale,

beandomene...

*

Il mercatino dei ricordi

Mi trascino annoiato fra quelle bancarelle

piene di cianfrusaglie quasi senza vederle,

degnandole appena di uno sguardo superficiale.

Proprio quando non vedo l'ora di andar via,

un oggetto cattura la mia attenzione,

un giocattolo,

un carrarmato,

uguale a quello che avevo da bambino...

quante emozioni suscita in me.

Una miriade di ricordi si riversano nella mia mente,

quanti pomeriggi passati a giocare...

mi ritrovo a rivivere le mie epiche battaglie sempre vittoriose.

 

Mi sento chiamare

e sto quasi per rispondere: cosa c'è papà?

E' il mio amico a chiamarmi...

vengo riportato alla realtà

e quasi lo rimprovero.

 

E allora la mia diventa una ricerca del passato e del tempo che fu.

Adesso guardo con occhi diversi quelle bancarelle...

e difatti trovo un altro oggetto

non più in vendita da tempo immemore,

un accendino...

e ancora una volta una cascata di ricordi mi sommerge

trascinandomi nelle viuzze del mio paese,

dove con gli amici e col batticuore

fumavamo le prime sigarette di nascosto,

per poi osare di più facendolo sul corso principale,

esibendoci davanti alle ragazze...

 

E' ora di andar via...

lo faccio quasi a malincuore

e mentre mi allontano

mi giro a guardare quasi con le lacrime agli occhi.

Quante emozioni

in quel mercatino dei ricordi.

*

Chiederò

Scolpirò sulla luna il mio volto

e gli chiederò di sorriderti

Imprimerò le mie parole nel vento

e gli chiederò di sussurrartele

 

al mare chiederò di danzare per te

al sole di sorgere di notte

e illuminare il buio della tua solitudine

alle stelle chiederò una nuova costellazione

un cuore che brilli per te

 

e a Lui lassù chiederò di farmi ritornare da te

perché...

anche gli angeli soffrono per amore

*

Pioggia

Lenta scende la pioggia

nel tenue lucore delle prime luci dell'alba

vela la campagna ammantata di silenzio

l'accompagna con note soffuse

di un ritmico sgocciolio di perle

che di foglia in foglia scivolano adagio

raccogliendosi in rigagnoli

con un delicato gioco d'intrecci

vanno ad immergersi nel pigro ruscello.

 

Un raggio di sole appare timidamente

per svanire subito dopo

come a voler salutare il nuovo giorno.

Qua e là s'ode un fruscio,

la vita riapre il suo uscio.

 

Si leva l'antico odore della terra bagnata,

permeando ogni cosa e inebriando il mio animo,

lieto d'assistere a queste piccole

meraviglie della natura.

*

Flower of the forest

Nascosto agli sguardi

per non sciupare la tua purezza

e accarezzato da un raggio di sole,

fuggevole visione di fulgida bellezza

appari ai miei occhi

*

Ali di drago

Ho visto una moltitudine di gente

affiggere peccati ai muri dell'abominio,

l'immoralità dipinta sui volti

con risa di scherno sulle bocche,

danzare sull'altare della giustizia

calpestandola,

trascinare la fede nella polvere

con corde legate a cavalli in furioso galoppo.

 

Corpi abbandonati alla lascivia,

scintillio di lame affondare in ventri e gole

come bastoni conficcati nella terra,

sangue sgorgare da quegli squarci,

gonfiarsi,

ribollire di silenti grida di pietà e giustizia...

 

Ho invocato quella divina... di giustizia,

nessuno m'ha ascoltato lassù,

abbandonati alla mercé dei mercanti di vita

come agnelli sacrificali.

 

Allora... sarò io l'angelo vendicatore,

vestirò ali di drago

e tremenda sarà la mia ira.

 

Il mare ribollirà come un oceano di lava,

il vento ruggirà furioso sradicando ogni cosa,

le nubi oscureranno e inghiottiranno il cielo,

calerò su di loro spargendo fiamme

come semi portati dal vento.

 

inonderò di fuoco e terrore il loro animo,

purificherò i loro cuori,

la terra sarà scossa fin nelle sue più profonde intimità,

si aprirà,

ingoierà ciò che rimarrà di quell'orrore,

poi,

affiderò le ceneri al vento

per ricordare,

per non dimenticare

*

Il signore del nulla

In groppa al suo destriero

alfine giunse sulla cima dell'agognata collina.

Infinite praterie, foreste e città si paravano ai suoi occhi,

fin dove lo sguardo riusciva ad abbracciare l'orizzonte

e oltre...

 

ancora oltre...

sempre più in là,

fino a sfidare l'immaginario,

fino ad estasiare il suo ego,

fino a saziare la sua sete di potere.

Il mondo era suo.

 

Povero illuso,

tu possiedi il nulla,

il tuo mondo è solo un guscio vuoto,

perché per quanto tu possa sottomettere la gente,

non potrai mai incatenare la loro anima,

 

la loro voglia di vivere,

di amare,

di cibarsi delle meraviglie che la vita ci dona,

come guardare il sole scivolare fra gli alberi al tramonto,

guardare il cielo spruzzato di stelle in una notte d'estate,

il lento levarsi del fumo da un comignolo,

il placido scorrere di un fiume,

l'inebriarsi del profumo dei fiori,

sentire il contatto della pelle della persona che ami,

ricevere il sorriso da un bambino che ti riempie l'anima.

 

No, tu non possiedi nulla,

solo il vuoto,

come la tua anima...

*

Gli occhi del cuore

Quante volte

i nostri occhi si sono cercati

incontrati

 

Sguardi fuggevoli come il soffio d’ali d’una farfalla

pieni di domande

speranze

 

In quei momenti carichi di silenzio

quante cose si son detti

mille e più parole

 

parole che le nostre labbra

non avranno mai il coraggio di pronunciare…

*

Imparerò ad ascoltare

Al bussar dell'alba
leverò le stanche membra dal mio agitato sonno
indosserò ciò che rimane di me
prenderò per mano il poco tempo rimastomi e
imboccherò quel sentiero sempre più erto e accidentato
che conduce alla vita.

Indomito continuerò la mia ricerca con l'animo a brandelli
folate gelide l'attraversano
e... questa volta imparerò ad ascoltare
Il frusciar delle fronde mi parlerà della natura...
cingerò il capo con una corona di rami e foglie intrecciati
assorbirò la loro linfa
scorrerà in me
e... imparerò

Osserverò gli animali
vivrò con loro
come loro
ringhierò e azzannerò
avrò amplessi e partorirò cuccioli
mi ciberò di loro
e... imparerò

Poi m'immergerò fra la gente
sarò la loro ombra
ascolterò le loro parole
sarò la loro eco
sarò lo specchio delle loro espressioni
i loro gesti saranno i miei
morderò i loro silenzi.

Toccherò i loro pensieri
sfiorerò le loro anime...
scaverò nelle loro memorie
nei loro cuori
sradicherò i loro ricordi
stendendoli su sassi imbiancati
e... imparerò ad ascoltare la verità...

Come assetato berrò alla sua fonte
mi disseterò e mi vestirò d'essa e
richiuderò gli squarci al mio animo
Poi...
imboccherò l'ultimo sentiero
seguirò la prima stella della sera e
mi dirigerò là... dove tramonta il sole!

*

Ciò che non t’aspetti

E proprio quando credi d’essere ormai solo,

abbandonato da tutti

e ti ritrovi a volteggiare

sulla lama del rasoio della vita…

 

proprio allora,

in quei momenti,

ci sarà sempre una persona

che indosserà parte della tua anima…

 

Un sorriso sboccerà dalle tue labbra

perché avrai scoperto di non essere solo

e che ci sarà sempre qualcuno

che scalderà il tuo cuore...

*

Una lacrima

Alzò gli occhi al cielo

e urlò tutta la sua rabbia,

tutta la sua disperazione,

tutto il suo dolore.

 

 

Chinò il capo

e una lacrima gli solcò il viso,

sfiorò le sue labbra,

la raccolse nelle mani e la fissò intensamente,

 

 

poi con delicatezza le chiuse,

le avvicinò al cuore

e desiderò essere anche lui una lacrima,

per nascere dai suoi meravigliosi occhi neri,

per poi morire sulle sue labbra.

*

Mattino

Irrompe improvviso da oriente
con lance dorate trafigge l'oscurità
dissolve la bruma
squarcia il velo della notte
porta luce e calore
sulla terra e sugli uomini
tutto s'illumina d'un radioso sorriso
quando egli si veste della sua maestosità

*

Stella cadente

Un manto di stelle

drappeggia la notte appena scesa

luminarie appese a festa

pennellate di stelle cadenti

come fuochi d'artificio

planano dolcemente

illuminando la volta celeste

 

Una stella volteggiando come farfalla

si posa sulla mia spalla

ammicca, sorride

La raccolgo fra le mani

la cullo dolcemente

è venuta a brillare per me...

per esaudire un mio desiderio

Solo...Non ho più un desiderio da chiedere

 

Con occhi lucidi le sussurro

che è giunta tardi ormai

La guardo mestamente...

accarezzandola con una lacrima

le rivolgo un silenzioso grazie!

*

Prendimi se ci riesci

Il sonno mi ghermì

scivolai in un sogno popolato

da maghi, fate, cavalieri, draghi, gnomi, elfi

un mondo d'inchiostro nato dalla nostra fantasia.

 

In quel mondo fatato

al limitare d'un bosco

sei apparsa improvvisa dal nulla

magica visione

come Ninfa dei boschi

un tutt'uno con le foglie

 

il tuo viso...

non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel fiero cipiglio

mossi un passo verso te

un'aria di sfida si dipinse su di esso

e una melodiosa voce pronunciò 'provaci...'

 

Avanzai ancora ma le foglie che ti vestivano ti portarono via

svanisti lasciando un'eco di risolini

Mi addentrai nel bosco alla tua ricerca

ti eri dissolta in esso...

mi ritrovai ad inseguire una voce...

ogni foglia, ramo, albero, fiore...

tutto in quel bosco cantava di te e delle tue risa che sembravano dire

'prendimi se ci riesci'

 

Ancora oggi in questo mondo non fatato inseguo quella voce...

che continua a ripetere

'prendimi se ci riesci'

*

Nei venti del tempo!

Ho cavalcato silenti urla agonizzanti invocare il tuo nome

quando eri svanita nella bruma di un mattino

 

Ho affidato i miei pensieri al vento come adusta foglia

con la segreta speranza che trovasse la tua eco

 

Ho scalato montagne di dolore

aggrappandomi con mani nude e tremanti

agli appigli dei rimpianti di un amore finito

 

Ho navigato in oceani di sofferenza

onde di ricordi mai sopiti

s'abbattevano con furia sullo scafo ormai eroso del mio cuore

 

Ho percorso sentieri lastricati di tormento

ogni mio passo calpestava una lacrima di sangue

come aratro che scava un profondo solco sul mio volto

 

Sono arrivato sino alla fine di ogni cosa...invano!

poi...

ho abbandonato il mio destino alla deriva nei venti del tempo

lasciando che si arenasse fra le pieghe dell'oblio...

*

Dama nera

In questa mia vita,

mare flagellato da tempeste,

percorso da uragani,

acqua che ribolle innalzandosi al cielo

per poi svanire come nebbia

t'ho cercata,

pellegrino col peso della vita sul cuore

in viaggio verso la fine dei suoi giorni.

T'ho guardata

sfiorando i confini del tuo regno

senza il coraggio di varcarli,

t'ho spiata,

ammirando le tue sinuose forme,

il tuo incedere...orme nell'aria,

la magnanimità nel concedere i tuoi favori

accogliendo a braccia aperte chi a te si rivolge.

 

Anch'io ho cercato molteplici volte le tue braccia

magnifica Dama Nera

specchiandomi nell'immenso vuoto dei tuoi neri occhi,

un'invisibile filo m'impediva d'abbracciarti,

di venire nel tuo grembo.

Antiche paure?

false credenze?

amore per la vita?

Forse.

Ma adesso son qui inerme,

senza armatura,

vinto,

arreso,

ad offrirti il mio nudo petto,

o Morte...

*

Delusione

Rinascerò dalle ceneri della delusione subita

che come un fiume di lava

ha spazzato via la fiducia che nutrivo in quella persona,

lasciando un deserto di nera pietra ancora fumante.

Poi...

tutto succede in un attimo,

come quando ci si sveglia da un bellissimo sogno

e si piomba nella dura e cruda realtà

e ci si ritrova ad indossare il saio della delusione e dell'incredulità.

Quella persona non era come credevo e mi chiedo...

ma come ho fatto a non accorgermi di ciò?

Come mi son lasciato ingannare dalle sue parole

dietro le quali si nascondeva l'inganno,

dai suoi sguardi d'angelo

dietro i quali si nascondeva la perfidia,

dal suo falso pudore

dietro il quale si nascondeva la meschinità?

Quante persone esistono così?

Ti fidi di loro,

ti affidi a loro fino a mettere il cuore nelle loro mani...

Mani che giocano con la nostra fiducia,

che velano il loro vero volto,

mani che nascondono sempre un pugnale pronto a colpirti...

E' proprio vero che le cose non sempre sono come sembrano...

*

Il bambino che è in noi

Ritrovarmi con i vecchi amici

che non vedevo da tanto tempo

è sempre un'emozione unica,

un tuffo nel passato e nei luoghi

che ci hanno visto ragazzi.

Un viaggio nel tempo dei ricordi...

ai quali si dà vita

con racconti, aneddoti, battute,

che diventano sempre più spiritose.

L'allegria e le risate s'impadroniscono di noi,

si cercano episodi sempre più reconditi,

sino a regredire a quando si era piccoli.

Nonostante molte rughe

scolpiscano il nostro volto e il nostro animo,

si scherza e si ride senza ritegno

facendo venire fuori

il bambino che è in noi,

quel bambino che ci ha visto crescere

standosene in disparte,

osservandoci

e aspettando questi momenti

per regalarci istanti di gioia

che avevamo dimenticato,

lasciandoci dentro una sensazione di sollievo e serenità,

dove i problemi della vita sono sconosciuti e banditi.

Ho imparato a prenderlo per mano

e a portarlo con me

in ogni occasione che si presenta,

a lui... non importa l'età che ho...

*

Finché

Finché ci sarà un'alba e un tramonto,

un cielo macchiato di stelle

e ali che lo solcano,

finché la notte regalerà sogni

e il giorno sorrisi,

finché il vento porterà il profumo dei fiori

e il respiro degli alberi,

finché l'odore della terra mi farà sentire a casa

e nel mio cuore ci sarà amore,

sarò l'uomo più ricco...

*

Vorrei vedere la gente sorridere

Ad ogni nuova alba tutto si schiude ad essa,

così pure le speranze, i sogni, le paure, i timori

messi a dormire la sera prima.

 

Timidi sorrisi si accendono sui volti affacciati al nuovo giorno,

silenziose preghiere s'innalzano in un'invocazione.

I minuti, le ore trascorrono lente, un secondo dopo l'altro,

come uno stillicidio, stilettate al cuore.

 

Quando la fine del giorno s'appresta,

le paure riprendono vita e s'allungano come ombre

su sogni e speranze rimaste nel limbo dei desideri incompiuti.

Il nostro orgoglio viene ancora una volta trafitto,

bastoni conficcati nella terra.

 

Tutto ciò che si chiede è vivere con la dignità

che l'uomo ha sempre indossato

anche se adesso vecchia e lacera,

e non come quella gente dai volti consumati,

abiti sciupati, occhi frenetici, troppo brillanti,

disperati, speranzosi quando sanno che non c'è speranza e

che si sono arresi.

 

Accovacciati contro un muro, sotto i ponti,

mentre stringono le mogli, i mariti, i figli,

non solo esausti, ma logori e inespressivi,

a volte si destano da quel torpore 

per elemosinare dai passanti una moneta,

un pezzo di pane, qualsiasi cosa.

Sarebbe una vita di stenti...

sarebbe una vita...senza vita.

Ed è per tutto questo,

per evitare tutto questo che vorrei un mondo migliore, 

e vedere la gente sorridere.