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Raccolta di poesie di Vincenzo Corsaro
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Sulle bianche scogliere

Quando l'amore mi prese per mano,
Il senso delle cose intorno a me
sfumò sulle bianche scogliere dell’irreale.

 

Mi ritrovai fuori dall'unica vita che avevo vissuto,
la porta si chiuse alle mie spalle
e un mondo sconosciuto si aprì davanti a me.

 

In quel luogo che non c'è,
un sorriso sgorgò dal mio cuore
raggiungendo gli occhi velati di arcobaleni,
il mio sguardo inondò di luce e colori ciò che mi circondava.

 

Vidi accendersi i colori del buio,
sentii i suoni del silenzio danzare nell'aria,
erano i colori e i suoni dell'amore
che giunse come affilata lama d'aratro
rivoltando in solchi la mia vita
e sradicandomi da dove giacevo senza amore.

 

Fiorì in me
foggiando un nuovo futuro
alla mia nuova vita appena sbocciata,
avvolse con un velo il mio destino
e abbracciò la solitudine della mia anima.

*

Mia dolce signora

Ho sentito parlare di te ovunque mi sia recato,

tutti esaltavano la tua meraviglia,

persino i mercanti vendevano la tua bellezza,

benché nessuno di loro ti avesse mai vista,

solo parole riportate.

 

Ciò m'indusse a volerti conoscere,

da sempre, dentro me, l'avevo desiderato.

Mi misi in cammino, là verso dove si diceva tu dimorassi,

anche se nessuno lo sapeva.

 

Viaggiai per un tempo infinito,

percorsi mille e più leghe,

arrivai ai limiti dell'ignoto,

ai confini della rinuncia.

Poi, ad una svolta del sentiero rimasi impietrito,

ti vidi in tutta la tua magnificenza,

maestosa da togliere il fiato

che si frantumò in mute parole di meraviglia.

 

Una chioma di nuvole copriva il tuo capo,

trecce di bruma scendevano dalle tue spalle,

due neri occhi come grotte in cui perdersi nella profondità della tua anima,

due labbra di agata rosa che racchiudevano un sorriso

in cui il sole illuminava se stesso.

I tuoi seni, dolci colline dove respira la vita,

dai tuoi fianchi, sinuosi declivi su cui passeggiare,

s'allungava una veste fino ai tuoi piedi,

verde come incantate foreste dove vive la felicità.

 

Tu sei la montagna incantata che tutti hanno cercato invano,

io sono il fortunato a cui sei apparsa,

ai miei occhi hai concesso il privilegio di poterti ammirare.

M'inchino alla tua bellezza

mia dolce Signora.

*

Nacqui cieco

Nacqui cieco nel divenire dei flussi del tempo pur vedendo.

Crebbi,

stagione dopo stagione,

nell'oscurità della mente,

all'ombra di ancestrali paure

con cui nutrii cuore e anima.

 

Il velo della notte calò perenne sui miei occhi,

giorni velati d'indifferenza,

intrisi dell'oblio del tedio,

dove sentimenti ed emozioni erano sconosciuti.

Eppure pretesi di camminare sulle acque,

ed ogni volta sprofondai sempre più

nelle paludi del mio ego.

 

Sfidai senza ali gli immensi spazi,

e come Icaro abbracciai madre terra.

Osai sfidare le sacre montagne,

mille e mille volte caddi e mi rialzai,

ma come Sisifo,

mai raggiunsi la vetta.

 

Il mio non fu un camminare da uomo,

ma uno strisciare su aguzzi sassi che lastricavano i sentieri della vita,

dove la mia anima si lacerò.

Guardai attraverso quegli squarci e vidi una luce.

La seguii,

lontano viaggiai fino alle stelle,

fino a che spazio e tempo si annullarono,

mai mi arresi.

 

Finché giunsi alla sacra fonte della vita,

del sapere, dell'amore.

Guardai nel mio cuore e vidi i misteri più grandi,

allora bevvi nella profonda coppa della saggezza,

imparai ad amare me stesso,

tornai fra gli uomini col cuore colmo d'amore,

donai il mio e mi vestii del loro.

*

Ciao papà

Ho scritto di te tanti anni fa,

quando eri ancora con me.

Non ti ho mai dimenticato,

anche se molte volte ti ho lasciato dormire in fondo al cuore.

Cuore che vorrei fosse come il tuo

perché sei stato un papà meraviglioso.

Ricordo ancora quel lontano 21 ottobre quando ci lasciasti,

disteso su quel gelido letto ti guardavo senza piangere,

sul tuo viso era appena dipinto un sorriso che io conosco

e dentro me ho sorriso anch'io,

sapevo che eri in un mondo migliore di questo.

In tutti questi anni hai vegliato su di me

cercando di correggere i miei errori,

di darmi suggerimenti,

ma il mio cuore non ti ha ascoltato.

Poche notti fa ho pianto come un bambino

quando sei venuto ad abbracciarmi in sogno,

lacrime di gioia e dolore.

Adesso sarai da qualche parte su questo pianeta,

ma aspetta a sposarti ed avere figli,

aspetta che io concluda il mio percorso terreno,

voglio rinascere ancora come tuo figlio,

voglio che tu sia ancora il mio papà

e soprattutto voglio essere il figlio che volevi che fossi.

*

Se tu fossi qui tenendomi per mano

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
la sentiresti tremare.
La guardo, quante cose ha da raccontare.
Chi l'ha stretta, accarezzata?
La mano racconta tutto, chi l'ha amata?
Chi soffre per lei ora che è sola?

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
ti chiederei di affacciarti alla finestra.
Nelll’aria tersa sentiresti come un sussurro la nenia della mia malinconica solitudine
e l'affievolirisi della danza delle mie emozioni.
Nel cielo di un azzurro unico
vedresti sbiadire la luce della mia anima.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
vedresti le foglie tingersi di arancione e di rosso
e gli aghi dei larici di giallo accendere i boschi di nuovi colori,
i colori del tramonto della vita
dove il mio cuore si tinge di amarezza.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
sui castagni vedresti i ricci lasciar intravedere i loro preziosi frutti,
i frutti di un amore che non potrò più assaggiare.
A poca distanza vedresti raccogliere i grappoli d’uva,
maturi al punto giusto per la vendemmia,
come la mia tristezza matura anch'essa per smettere di sperare.

 

Se tu fossi qui tenendomi per mano,
ti direi che avevi creato qualcosa di bellissimo
nella terra desolata del mio cuore che non aveva mai vissuto la vita.
Riappropriarsi di essa non è facile,
è un lavoro pesante e senza sosta e va fatto da soli.
Ma non è facile lasciarti andare,
perché,
è come se tu fossi qui tenendomi per mano.

*

Quando una stella muore

Quando una stella muore

tutto l'universo piange per la sua fine,

ma gioisce per la nascita di nuove vite,

in quel luogo finisce la vita e inizia la vita.

 

Ma quando muore un sogno,

a piangere è solo il sognatore,

il suo cuore è quel luogo dove finisce la vita e inizia il nulla.

*

Un giorno mentre camminavo (1973)

Un giorno mentre camminavo,
vicino ad un cumulo d'immondizie
ho visto un bambino mal vestito, sporco,
affamato, solo, abbandonato da tutti...

l'ho guardato ed ho continuato.

 

Mi sono fermato, mi sono girato, gli ho sorriso,
gli ho porto la mano.

Incredulo s'è alzato,
s'è avvicinato,
m'ha dato la sua mano,
mi ha sorriso.

 

Rideva, era felice,
non era più solo,
aveva qualcuno accanto a 
che non lo avrebbe più abbandonato.

Insieme ci siamo avviati verso la vita...

(1973)

 

*

Non abbiamo bisogno di parole

Una parola

tante

infinite

ma a che servono

quando basta guardarti

e poterlo fare tutta una vita

e dividere i silenzi con te

Guardarti

guardarsi

non servono parole

Tutto parla con noi

mentre noi non abbiamo bisogno di parole

*

I cancelli dell’anima

Con il fardello della comprensione,

la speranza stretta fra le mani,

mi fermo davanti ai cancelli della tua anima.

 

Rovi abbracciano la ruggine incisa dal tempo,

ma non mi fermano ed entro nel tuo mondo.

 

Mi accoglie un regno d'ombra e silenzio,

come se il sole non vi fosse mai sorto;

in quel luogo anche le stelle sono spente.

 

Sgomento mi guardo intorno:

una piccola luce rivela una capanna, mi avvicino.

La porta è socchiusa, entro aspettandomi il buio,

ma un cero rischiara una piccola stanza.

Fili di falasco pendono dal soffitto,

le pareti decorate dalle immagini di un amore vissuto in ere lontane

e che si ripete in ogni tempo.

 

Su un piccolo tavolo,

chiuso dentro un barattolo,

un cuore rattrappito batte con ritmo lento

e una donna devastata dal dolore beve da una coppa colma di disperazione,

mostrando il vuoto nel petto, mettendo a nudo l'anima.

Quando s'accorge che la osservo,

afferra con rabbia il barattolo in cui vive il suo cuore,

come se volesse proteggerlo da me.

 

I suoi occhi...

Non potrò mai dimenticarli.

Lo sguardo è così gelido che anche il poco calore del cero si ghiaccia,

poi guarda quel povero cuore e piange.

Mi avvicino,

verso un cucchiaio d'amore nella sua ciotola di disperazione e la costringo a bere.

 

I suoi occhi si addolciscono,

rimette il suo cuore nel petto,

mentre veste le labbra con un dolce sorriso,

finalmente indossando la bellezza perduta.

Dai fili di falasco gocciolano perle e i ricordi alle pareti disegnano aurore.

 

La prendo per mano e la conduco ai cancelli dell'anima.

I rovi sono scomparsi,

lasciando il posto ad intrecci di cerfoglio e di gelsomino

e mentre camminiamo,

un tappeto di seta bianca e argento si srotola

per mostrare il sentiero di questo strano amore ritrovato.

 

*

Ladro di attimi

Mi son vestito di nero,

come la notte,

dove ombre furtive scivolano nel silenzio,

silenzio che avvolge le intenzioni, i gesti,

le azioni che compio come un ladro per brevi attimi

rubati ad un'esistenza che corre sui binari della vita,

verso un'unica destinazione senza fermate intermedie,

in una folle corsa verso l'ineludibile attimo che mi attende.

 

Per brevi infiniti attimi,

fermo il treno e compio quei furti

fra le pieghe della quotidianità...

invisibile

carpisco sogni,

catturo voci,

parole,

risate,

cavalco fantasie,

lascio correre le emozioni dietro ad una chimera,

dietro a quello che non avrò mai

anche se è lì a dirmi...

prendimi

*

Cuore puro

Gli altri mi credono un angelo

un cuore puro

ma io sono un angelo?

ho un cuore puro?

 

Mi sento sporco dentro.

 

Ma è mio lo sporco?

o è quello che raccolgo tutti i giorni

per le strade del mondo?

 

O tutti e due?

 

Abbiamo un cuore puro e incontaminato?

o dentro di noi grattando un po’

troveremo ciò che non vorremmo?

o ciò che non pensiamo ci sia?

 

Uno sporco atavico ammucchiatosi nel corso delle ere,

uno sporco che neanche il sangue e le lacrime

di miliardi di anime è riuscito a lavare.

 

Ma noi vogliamo lavarlo?

o ci fa comodo lasciarlo com'è?

*

La regina degli elfi

Sognai un posto magico

nascosto in una nicchia

mi invitò con un alito di sospiro

come canto di sirena

nel suo grembo ed io...

non sono Ulisse

non voglio essere Ulisse

 

Seguii quel carezzevole soffio

ritrovandomi in un angolo di paradiso

dove mi accolse una piccola cascata

mi sorrise mentre danzava fra i sassi

 

Una nube di goccioline volava leggera nell'aria

e da essa mi apparve la regina degli elfi

delle colline delle fate

 

Mi prese per mano

mi fece sedere su un sasso

mi parlò a lungo mentre io mi perdevo nella sua voce

 

La natura, madre di tutti gli esseri

ci cullò in un abbraccio

poi con occhi lucidi

si diresse verso la piccola cascata e vi sparì.

 

Io conosco quel luogo incantato

tutti i giorni mi ci reco

mi siedo su quel sasso

ed ascolto la sua voce

provenire dalla piccola cascata

che danza per me

e parla con me

*

Maschera triste

Che maschera triste quest'anno il carnevale.
Volti tristi, vuoti, delusi.
Non più labbra che sorridono come una volta.
Non più l'allegria chiusa in una parentesi.
Non più ipocrita ilarità.

 

La pioggia di coriandoli s'è attenuata nel tempo...
e nel tempo s'è infranta l'imposizione,
un tempo fatto di riflessioni e conclusioni.
In fondo era prevedibile,
non poteva durare a lungo,
è venuta a galla, corrosa dal tempo...
loro nemico.

 

La gente ha lasciato cadere la propria maschera come un frutto marcio,
divenuta troppo pesante da sopportare.
Sanno già che la loro vita è una recita giorno per giorno,
sanno già d'essere dei clowns della strada.

 

Perchè deteriorare ancora
quest'aspetto opprimente caricandosi d'ipocrisia
e d'un'altra maschera ancora?...
E finalmente hanno aperto gli occhi
e forse hanno capito.
Ma il carnevale non sarà più una maschera sorridente.

 

(1975)

*

Verso l’alba, verso la libertà…

Passano i giorni, gli anni e tu, ormai adulto,

sei sempre confinato in quel luogo,

un villaggio sperduto nel nulla,

dove le notizie arrivano con i pochi viandanti che di rado vi passano.

 

Quel posto, anche se ti ha protetto,

adesso è diventato una vera prigione che ti opprime,

il suo peso ti soffoca, ti toglie l'aria,

una barriera invalicabile

che nasconde un mondo da vedere e orizzonti infiniti da raggiungere.

La voglia di sapere e scoprire arde come una fiamma dentro te,

ti consuma fino al punto da farti prendere una decisione

sofferta ma irrinunciabile.

 

Una sera sul tardi,

col fagotto sulle spalle, dove hai messo le poche cose a te più care,

ti allontani come un ladro scivolando furtivo nel buio.

Per un ultima volta, prima che sparisca alla tua vista,

ti volti rivolgendo un silenzioso saluto

a quella casa che ti ha visto crescere

 

e in quella notte piena di stelle,

con la luna ad indicarti la strada,

ti sei avviato verso l'alba,

verso la libertà...

*

Voglio un mondo che sorrida

Dipingerò sorrisi nell'aria

intreccerò canti e danze per le strade

inchioderò cuori alle porte delle case

spalmerò bontà sul selciato

regalerò ali di felicità

accenderò luminarie con fiammelle d'amore

appenderò cattiveria e tristezza ad aquiloni

e li lascerò volar via

farò tutto questo perché...

voglio un mondo che sorrida

*

È appena finita una battaglia (1973)

E' appena finita una battaglia.
Ancora si leva il fumo acre dai carri bruciati,
il fango tutt'intorno è cosparso di relitti meccanici ed umani.

Mi aggiro per quel luogo violentato dalla cecità dell'uomo,
dal suo egoismo e mi accorgo di quanto crudele sia tutto ciò.

Vedo corpi squarciati da bombe,
corpi che gemono prima di volgere l'ultimo sguardo verso l'infinito.

Vedo un uomo che striscia per andare a raccogliere un suo braccio poco distante,
inutilmente.

Sotto il cingolo imbrattato di sangue di un carro armato vi è un corpo... credo.

In quel terribile scenario
s'ode il gracidare secco di corvi e avvoltoi
che calano dal nero cielo
e vanno a posarsi su quei corpi straziati
e a succhiare quel poco sangue rimasto nelle loro vene.

S'odono anche grida di iene e sciacalli
che vanno a far scempio del resto di poveri corpi.

Il fango su cui cammino è diventato rosso,
uno strano rosso cupo che grida vendetta e giustizia.

Ma non c'è nessuno ad ascoltarlo,
solo degli animali che non capiscono,
dei carri distrutti,
del fumo che sale da loro,
dei resti umani,
del silenzio interrotto a tratti dal grido di gioia di quegli animali...

e un uomo ed un cuore
che benchè soli,
disgustati e delusi
un giorno renderanno giustizia...

(1973)

*

Mano nella mano

Mano nella mano,

insieme, con la vita davanti a noi.

 

E mentre mi raccontavate dei miei capricci da bambino

i miei pensieri volavano a quei momenti

di vita spensierata,

dove tutto era innocente ai miei occhi

e il mondo esterno veniva celato alla mia purezza.

 

Ma il mio mondo eravate voi

dove io volavo fra le tue braccia

e tu m'innalzavi al cielo

con un rituale gesto antico

e mi guardavi con l'orgoglio e la gioia d'un padre,

mentre lei ci osservava

con un'espressione di commozione e felicità

negli occhi di donna e madre.

 

Adesso percorro da solo la vita,

ma so che voi siete sempre accanto a me come allora,

insieme... mano nella mano.

*

Madre terra

Madre terra, guarda i tuoi figli

alti e aitanti

perduti in se stessi.

Un tempo eri un giardino fiorito

soddisfacevi le loro necessità

l'aria serviva a respirare

le nuvole a far cadere la pioggia

l'acqua a bere e dare la vita.

 

Poi sei diventata sterile ed arida

per la loro ingordigia.

Noi, i tuoi nuovi figli

siamo ora al tuo fianco

la tua vita è la nostra adesso.

 

Non apparteniamo a quei governi con denti affilati

che banchettano con le nostre vite

muscoli per carne

sangue per vino

succhi scarlatti colano e

lasciano che tutto lo stupido affamato discorso

scivoli giù lungo il mento.

 

Accenderemo fuochi di libertà

danzeremo intorno al tuo trono

nei prati al suono della vita di un albero

dentro e fuori le ombre e

rideremo con la brezza del mattino.

 

Indosseremo le nostre armature

la libertà sarà il nostro scudo

saremo i combattenti della luce armati d'amore.

 

Cavalcheremo la terra e impareremo a guidarla

la sentiremo muoversi sotto di noi.

Ci sentirai tutti intorno a te

ci sentirai cacciare stanchi di corde d'arco

uragani notturni

rapaci d'amore e libertà.

Troveremo un posto in cui potremo sdraiarci e

guardare il mare ondeggiare

 

cammineremo sulla sabbia con le nostre donne e

vedremo crescere i nostri piccoli.

Volgeremo lo sguardo ad est

verso nuove albe...

*

Una società migliore

Si sono scritte e dette fiumi di parole sulla vita,
su come dovrebbe essere, come viverla, ecc.
Tutto vero, anch'io l'ho fatto,
perché ci auguriamo che essa sia migliore e più vivibile
e noi felici di veder gioire tutte le persone intorno a noi.
Ecco il punto: non lo è.
L'animo umano è di una desolazione assoluta,
ancora legato alle sue ataviche origini,
dure a morire.
Egoismo e cattiveria avevano generato un orrore
che si nutre di ciò che l'aveva creato,
un orrore ancora prigioniero dello stesso animo umano
sul quale si fonda la nostra società.
Un bambino nasce puro,
ma poi viene contaminato dallo stesso ambiente in cui cresce.
Il nostro compito è preservare la sua purezza
se vogliamo una società migliore.
Dobbiamo continuare a combattere contro la bruttura della vita
finché avremo fiato...
e se poi ci sommergerà, sprofonderemo
mordendo e graffiando...

*

Filastrocca del postino

Postino, tu che quando sentiamo la tua moto ci fai sospirare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ti fermi davanti a casa nostra ci metti in allarme...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando suoni il campanello ci fai prendere un accidenti...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le bollette ci fai arrabbiare...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando ci porti le multe ci fai morire...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che quando reciti 'Non sparate sul pianista' ridi sotto i baffi...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che non ci porti mai un vaglia...
abbi pietà di noi.
Postino, tu che sfrecci per le vie del paese, sfreccia lontano da casa nostra
e dona a noi la pace.

*

Angeli

Volti anonimi, senza un nome,

sereni e sorridenti,

con la luce della vita negli occhi,

con parole 

di speranza e coraggio

sulle labbra,

sempre disposti ad ascoltare chiunque.

 

Volti che non chiedono nulla,

ma quasi annullandosi

donano se stessi.

Sempre pronti

a portare conforto e aiuto

ad una folla di bisognosi e disperati.

 

Sempre pronti

a vivere la vita degli altri

caricandosene dolori e sofferenze.

Volti che la gente chiama "Volontari"

ma che invece io chiamo "Angeli"...

*

Malinconia

A poco a poco

vengo pervaso da un qualcosa d'indefinito,

tutto intorno a me sfuma,

si fa ovattato,

come se un manto di nebbia

si posasse su di me.

 

Un delicato velo

avvolge il mio animo

di una dolente dolcezza

fatta di sensazioni impalpabili.

 

Mi ritrovo a fluttuare

sospeso in un mondo quasi surreale,

beandomene...

*

Il mercatino dei ricordi

Mi trascino annoiato fra quelle bancarelle

piene di cianfrusaglie quasi senza vederle,

degnandole appena di uno sguardo superficiale.

Proprio quando non vedo l'ora di andar via,

un oggetto cattura la mia attenzione,

un giocattolo,

un carrarmato,

uguale a quello che avevo da bambino...

quante emozioni suscita in me.

Una miriade di ricordi si riversano nella mia mente,

quanti pomeriggi passati a giocare...

mi ritrovo a rivivere le mie epiche battaglie sempre vittoriose.

 

Mi sento chiamare

e sto quasi per rispondere: cosa c'è papà?

E' il mio amico a chiamarmi...

vengo riportato alla realtà

e quasi lo rimprovero.

 

E allora la mia diventa una ricerca del passato e del tempo che fu.

Adesso guardo con occhi diversi quelle bancarelle...

e difatti trovo un altro oggetto

non più in vendita da tempo immemore,

un accendino...

e ancora una volta una cascata di ricordi mi sommerge

trascinandomi nelle viuzze del mio paese,

dove con gli amici e col batticuore

fumavamo le prime sigarette di nascosto,

per poi osare di più facendolo sul corso principale,

esibendoci davanti alle ragazze...

 

E' ora di andar via...

lo faccio quasi a malincuore

e mentre mi allontano

mi giro a guardare quasi con le lacrime agli occhi.

Quante emozioni

in quel mercatino dei ricordi.

*

Chiederò

Scolpirò sulla luna il mio volto

e gli chiederò di sorriderti

Imprimerò le mie parole nel vento

e gli chiederò di sussurrartele

 

al mare chiederò di danzare per te

al sole di sorgere di notte

e illuminare il buio della tua solitudine

alle stelle chiederò una nuova costellazione

un cuore che brilli per te

 

e a Lui lassù chiederò di farmi ritornare da te

perché...

anche gli angeli soffrono per amore

*

Pioggia

Lenta scende la pioggia

nel tenue lucore delle prime luci dell'alba

vela la campagna ammantata di silenzio

l'accompagna con note soffuse

di un ritmico sgocciolio di perle

che di foglia in foglia scivolano adagio

raccogliendosi in rigagnoli

con un delicato gioco d'intrecci

vanno ad immergersi nel pigro ruscello.

 

Un raggio di sole appare timidamente

per svanire subito dopo

come a voler salutare il nuovo giorno.

Qua e là s'ode un fruscio,

la vita riapre il suo uscio.

 

Si leva l'antico odore della terra bagnata,

permeando ogni cosa e inebriando il mio animo,

lieto d'assistere a queste piccole

meraviglie della natura.

*

Flower of the forest

Nascosto agli sguardi

per non sciupare la tua purezza

e accarezzato da un raggio di sole,

fuggevole visione di fulgida bellezza

appari ai miei occhi

*

Ali di drago

Ho visto una moltitudine di gente

affiggere peccati ai muri dell'abominio,

l'immoralità dipinta sui volti

con risa di scherno sulle bocche,

danzare sull'altare della giustizia

calpestandola,

trascinare la fede nella polvere

con corde legate a cavalli in furioso galoppo.

 

Corpi abbandonati alla lascivia,

scintillio di lame affondare in ventri e gole

come bastoni conficcati nella terra,

sangue sgorgare da quegli squarci,

gonfiarsi,

ribollire di silenti grida di pietà e giustizia...

 

Ho invocato quella divina... di giustizia,

nessuno m'ha ascoltato lassù,

abbandonati alla mercé dei mercanti di vita

come agnelli sacrificali.

 

Allora... sarò io l'angelo vendicatore,

vestirò ali di drago

e tremenda sarà la mia ira.

 

Il mare ribollirà come un oceano di lava,

il vento ruggirà furioso sradicando ogni cosa,

le nubi oscureranno e inghiottiranno il cielo,

calerò su di loro spargendo fiamme

come semi portati dal vento.

 

inonderò di fuoco e terrore il loro animo,

purificherò i loro cuori,

la terra sarà scossa fin nelle sue più profonde intimità,

si aprirà,

ingoierà ciò che rimarrà di quell'orrore,

poi,

affiderò le ceneri al vento

per ricordare,

per non dimenticare

*

Il signore del nulla

In groppa al suo destriero

alfine giunse sulla cima dell'agognata collina.

Infinite praterie, foreste e città si paravano ai suoi occhi,

fin dove lo sguardo riusciva ad abbracciare l'orizzonte

e oltre...

 

ancora oltre...

sempre più in là,

fino a sfidare l'immaginario,

fino ad estasiare il suo ego,

fino a saziare la sua sete di potere.

Il mondo era suo.

 

Povero illuso,

tu possiedi il nulla,

il tuo mondo è solo un guscio vuoto,

perché per quanto tu possa sottomettere la gente,

non potrai mai incatenare la loro anima,

 

la loro voglia di vivere,

di amare,

di cibarsi delle meraviglie che la vita ci dona,

come guardare il sole scivolare fra gli alberi al tramonto,

guardare il cielo spruzzato di stelle in una notte d'estate,

il lento levarsi del fumo da un comignolo,

il placido scorrere di un fiume,

l'inebriarsi del profumo dei fiori,

sentire il contatto della pelle della persona che ami,

ricevere il sorriso da un bambino che ti riempie l'anima.

 

No, tu non possiedi nulla,

solo il vuoto,

come la tua anima...

*

Gli occhi del cuore

Quante volte

i nostri occhi si sono cercati

incontrati

 

Sguardi fuggevoli come il soffio d’ali d’una farfalla

pieni di domande

speranze

 

In quei momenti carichi di silenzio

quante cose si son detti

mille e più parole

 

parole che le nostre labbra

non avranno mai il coraggio di pronunciare…

*

Imparerò ad ascoltare

Al bussar dell'alba
leverò le stanche membra dal mio agitato sonno
indosserò ciò che rimane di me
prenderò per mano il poco tempo rimastomi e
imboccherò quel sentiero sempre più erto e accidentato
che conduce alla vita.

Indomito continuerò la mia ricerca con l'animo a brandelli
folate gelide l'attraversano
e... questa volta imparerò ad ascoltare
Il frusciar delle fronde mi parlerà della natura...
cingerò il capo con una corona di rami e foglie intrecciati
assorbirò la loro linfa
scorrerà in me
e... imparerò

Osserverò gli animali
vivrò con loro
come loro
ringhierò e azzannerò
avrò amplessi e partorirò cuccioli
mi ciberò di loro
e... imparerò

Poi m'immergerò fra la gente
sarò la loro ombra
ascolterò le loro parole
sarò la loro eco
sarò lo specchio delle loro espressioni
i loro gesti saranno i miei
morderò i loro silenzi.

Toccherò i loro pensieri
sfiorerò le loro anime...
scaverò nelle loro memorie
nei loro cuori
sradicherò i loro ricordi
stendendoli su sassi imbiancati
e... imparerò ad ascoltare la verità...

Come assetato berrò alla sua fonte
mi disseterò e mi vestirò d'essa e
richiuderò gli squarci al mio animo
Poi...
imboccherò l'ultimo sentiero
seguirò la prima stella della sera e
mi dirigerò là... dove tramonta il sole!

*

Ciò che non t’aspetti

E proprio quando credi d’essere ormai solo,

abbandonato da tutti

e ti ritrovi a volteggiare

sulla lama del rasoio della vita…

 

proprio allora,

in quei momenti,

ci sarà sempre una persona

che indosserà parte della tua anima…

 

Un sorriso sboccerà dalle tue labbra

perché avrai scoperto di non essere solo

e che ci sarà sempre qualcuno

che scalderà il tuo cuore...

*

Una lacrima

Alzò gli occhi al cielo

e urlò tutta la sua rabbia,

tutta la sua disperazione,

tutto il suo dolore.

 

 

Chinò il capo

e una lacrima gli solcò il viso,

sfiorò le sue labbra,

la raccolse nelle mani e la fissò intensamente,

 

 

poi con delicatezza le chiuse,

le avvicinò al cuore

e desiderò essere anche lui una lacrima,

per nascere dai suoi meravigliosi occhi neri,

per poi morire sulle sue labbra.

*

Mattino

Irrompe improvviso da oriente
con lance dorate trafigge l'oscurità
dissolve la bruma
squarcia il velo della notte
porta luce e calore
sulla terra e sugli uomini
tutto s'illumina d'un radioso sorriso
quando egli si veste della sua maestosità

*

Stella cadente

Un manto di stelle

drappeggia la notte appena scesa

luminarie appese a festa

pennellate di stelle cadenti

come fuochi d'artificio

planano dolcemente

illuminando la volta celeste

 

Una stella volteggiando come farfalla

si posa sulla mia spalla

ammicca, sorride

La raccolgo fra le mani

la cullo dolcemente

è venuta a brillare per me...

per esaudire un mio desiderio

Solo...Non ho più un desiderio da chiedere

 

Con occhi lucidi le sussurro

che è giunta tardi ormai

La guardo mestamente...

accarezzandola con una lacrima

le rivolgo un silenzioso grazie!

*

Prendimi se ci riesci

Il sonno mi ghermì

scivolai in un sogno popolato

da maghi, fate, cavalieri, draghi, gnomi, elfi

un mondo d'inchiostro nato dalla nostra fantasia.

 

In quel mondo fatato

al limitare d'un bosco

sei apparsa improvvisa dal nulla

magica visione

come Ninfa dei boschi

un tutt'uno con le foglie

 

il tuo viso...

non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel fiero cipiglio

mossi un passo verso te

un'aria di sfida si dipinse su di esso

e una melodiosa voce pronunciò 'provaci...'

 

Avanzai ancora ma le foglie che ti vestivano ti portarono via

svanisti lasciando un'eco di risolini

Mi addentrai nel bosco alla tua ricerca

ti eri dissolta in esso...

mi ritrovai ad inseguire una voce...

ogni foglia, ramo, albero, fiore...

tutto in quel bosco cantava di te e delle tue risa che sembravano dire

'prendimi se ci riesci'

 

Ancora oggi in questo mondo non fatato inseguo quella voce...

che continua a ripetere

'prendimi se ci riesci'

*

Nei venti del tempo!

Ho cavalcato silenti urla agonizzanti invocare il tuo nome

quando eri svanita nella bruma di un mattino

 

Ho affidato i miei pensieri al vento come adusta foglia

con la segreta speranza che trovasse la tua eco

 

Ho scalato montagne di dolore

aggrappandomi con mani nude e tremanti

agli appigli dei rimpianti di un amore finito

 

Ho navigato in oceani di sofferenza

onde di ricordi mai sopiti

s'abbattevano con furia sullo scafo ormai eroso del mio cuore

 

Ho percorso sentieri lastricati di tormento

ogni mio passo calpestava una lacrima di sangue

come aratro che scava un profondo solco sul mio volto

 

Sono arrivato sino alla fine di ogni cosa...invano!

poi...

ho abbandonato il mio destino alla deriva nei venti del tempo

lasciando che si arenasse fra le pieghe dell'oblio...

*

Dama nera

In questa mia vita,

mare flagellato da tempeste,

percorso da uragani,

acqua che ribolle innalzandosi al cielo

per poi svanire come nebbia

t'ho cercata,

pellegrino col peso della vita sul cuore

in viaggio verso la fine dei suoi giorni.

T'ho guardata

sfiorando i confini del tuo regno

senza il coraggio di varcarli,

t'ho spiata,

ammirando le tue sinuose forme,

il tuo incedere...orme nell'aria,

la magnanimità nel concedere i tuoi favori

accogliendo a braccia aperte chi a te si rivolge.

 

Anch'io ho cercato molteplici volte le tue braccia

magnifica Dama Nera

specchiandomi nell'immenso vuoto dei tuoi neri occhi,

un'invisibile filo m'impediva d'abbracciarti,

di venire nel tuo grembo.

Antiche paure?

false credenze?

amore per la vita?

Forse.

Ma adesso son qui inerme,

senza armatura,

vinto,

arreso,

ad offrirti il mio nudo petto,

o Morte...

*

Delusione

Rinascerò dalle ceneri della delusione subita

che come un fiume di lava

ha spazzato via la fiducia che nutrivo in quella persona,

lasciando un deserto di nera pietra ancora fumante.

Poi...

tutto succede in un attimo,

come quando ci si sveglia da un bellissimo sogno

e si piomba nella dura e cruda realtà

e ci si ritrova ad indossare il saio della delusione e dell'incredulità.

Quella persona non era come credevo e mi chiedo...

ma come ho fatto a non accorgermi di ciò?

Come mi son lasciato ingannare dalle sue parole

dietro le quali si nascondeva l'inganno,

dai suoi sguardi d'angelo

dietro i quali si nascondeva la perfidia,

dal suo falso pudore

dietro il quale si nascondeva la meschinità?

Quante persone esistono così?

Ti fidi di loro,

ti affidi a loro fino a mettere il cuore nelle loro mani...

Mani che giocano con la nostra fiducia,

che velano il loro vero volto,

mani che nascondono sempre un pugnale pronto a colpirti...

E' proprio vero che le cose non sempre sono come sembrano...

*

Il bambino che è in noi

Ritrovarmi con i vecchi amici

che non vedevo da tanto tempo

è sempre un'emozione unica,

un tuffo nel passato e nei luoghi

che ci hanno visto ragazzi.

Un viaggio nel tempo dei ricordi...

ai quali si dà vita

con racconti, aneddoti, battute,

che diventano sempre più spiritose.

L'allegria e le risate s'impadroniscono di noi,

si cercano episodi sempre più reconditi,

sino a regredire a quando si era piccoli.

Nonostante molte rughe

scolpiscano il nostro volto e il nostro animo,

si scherza e si ride senza ritegno

facendo venire fuori

il bambino che è in noi,

quel bambino che ci ha visto crescere

standosene in disparte,

osservandoci

e aspettando questi momenti

per regalarci istanti di gioia

che avevamo dimenticato,

lasciandoci dentro una sensazione di sollievo e serenità,

dove i problemi della vita sono sconosciuti e banditi.

Ho imparato a prenderlo per mano

e a portarlo con me

in ogni occasione che si presenta,

a lui... non importa l'età che ho...

*

Finché

Finché ci sarà un'alba e un tramonto,

un cielo macchiato di stelle

e ali che lo solcano,

finché la notte regalerà sogni

e il giorno sorrisi,

finché il vento porterà il profumo dei fiori

e il respiro degli alberi,

finché l'odore della terra mi farà sentire a casa

e nel mio cuore ci sarà amore,

sarò l'uomo più ricco...

*

Vorrei vedere la gente sorridere

Ad ogni nuova alba tutto si schiude ad essa,

così pure le speranze, i sogni, le paure, i timori

messi a dormire la sera prima.

 

Timidi sorrisi si accendono sui volti affacciati al nuovo giorno,

silenziose preghiere s'innalzano in un'invocazione.

I minuti, le ore trascorrono lente, un secondo dopo l'altro,

come uno stillicidio, stilettate al cuore.

 

Quando la fine del giorno s'appresta,

le paure riprendono vita e s'allungano come ombre

su sogni e speranze rimaste nel limbo dei desideri incompiuti.

Il nostro orgoglio viene ancora una volta trafitto,

bastoni conficcati nella terra.

 

Tutto ciò che si chiede è vivere con la dignità

che l'uomo ha sempre indossato

anche se adesso vecchia e lacera,

e non come quella gente dai volti consumati,

abiti sciupati, occhi frenetici, troppo brillanti,

disperati, speranzosi quando sanno che non c'è speranza e

che si sono arresi.

 

Accovacciati contro un muro, sotto i ponti,

mentre stringono le mogli, i mariti, i figli,

non solo esausti, ma logori e inespressivi,

a volte si destano da quel torpore 

per elemosinare dai passanti una moneta,

un pezzo di pane, qualsiasi cosa.

Sarebbe una vita di stenti...

sarebbe una vita...senza vita.

Ed è per tutto questo,

per evitare tutto questo che vorrei un mondo migliore, 

e vedere la gente sorridere.