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Raccolta di poesie di Teresa Milioto
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Un Campari.

Nutre la sera

questo sfrigolio preparatorio.

aria satura di verbi ai fuochi

è la cena per le bestie.

Un Campari in mano

da semplice animale,

predatore nell’alto dei cieli 

senza bottino, hai tanti amen.

Ti siedi a tavola.
che profumino arsenicale -

Eccolo servito!

Tutto è buono come un arrosto bruciato.

Tutto è buono come il pane scordato.

Che profumino arsenicale 

ti combina a me ad ogni boccone

ti combina a me imperfettamente.

E perfettamente stiamo in nome.

*

Sei corsa o sei monte?

In un calcio la vita si compie.

In quei distanziamenti 

che irrompono d’amore,

necessari come numeri, sembra guerra.

E le mie dita di cloro 

perdono il conto dei fatti e

rendono, con uno schiocco sbadato,

la strada finita.
io del bianco muoio,

di bolle respiro, di mascherina penso. 

e dalla coda trascino un miraggio, 

perché non trovo il capo, 

non mi curo del rosso e scelgo il blu -

Ricordi quando, 

passeggeri, meta in tasca

o sulle spalle, avevamo una visione?

Sei corsa o sei monte?

Sei nube o sei terra?

Ascolta:

è un’idiozia il vento d’occasione,

porge schiaffi al senno, 

non ti accontenta.

Sei corsa o sei monte?

Sei nube o sei terra?

*

Margherite d’inizio.

Margherite d’inizio.

In bianco e nero.

Hai mai provato a sfamare

di vita un fiore?

La poesia ritorna raminga,

dolorosa, nauseante.

Di prima mattina spazia

a volere un inganno 

“poeta senza meta”

- scrivevo -

in una bolla d’acqua,

nell’immagine costante,

sdoppiata e interrotta 

di un fumetto aggraziato.

 

 

*

Celeste

Si resta perfetti
al risveglio acuto di un gabbiano.
Lui celeste mi moriva in petto
breve, come un sospiro mai compiuto
quando anche il sonno
cede a una veglia sciagurata
e l'abbraccio mi trascorre
ancora viva nel mattino.

*

Capitolo Due. Nelle note.


non vale più la morte
nel tesoro distinto di colori.
baluardo indistinto delle tempie:
inizio e vino rosseggiano le ore
accordando a dio l'arpa
di una materia universale.

(muto virtuosismo di sinfonia
incompiuta, caddi dal tuo braccio
di notte, beatrice detta, abitata
e avvelenata, tua stanza perfetta
di metallo e l'orecchio bello
sentivo con le labbra. muto virtuosismo
di gonne sollevate, intermittenze,
erba d'oro e bianco di pelle.
come è finita.
al sud la vita, l'unica mia
nell'ultima sillaba di un canto popolare
è finita nel grano,
nell'umido di un legno di pioggia,
nel gocciolio di una fontana,
quella sinfonia incompiuta dell'essere animali
di riflessione o di riflesso come l'aureola ai morti. e avere il tempo di scrivere
quando è difficile migrare).

non vale più la morte
e cieco il mondo per gli amanti,
gli amanti dell'assoluto amore:
nella fretta pietrificata
che sia in salvo la loro distruzione.

(Nelle note: Jacqueline du Pré, Adagio and Fugue in C, BWV 564)

*

capitolo uno

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