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Raccolta di poesie di antonio girardi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Sinfonia omicida

Tasti bianchi e neri

violentati dal disprezzo

e dalle dita

di chi alla buona musica

ha preferito

una sinfonia omicida.

Sulle note struggenti

di una supplica

che diventa

un grido.

Poi più niente.

Nel nome della madre

soffoca

il respiro.

 

In ricordo di George Floyd, l'afroamericano ucciso dalla follia razzista di chi lo doveva, invece, proteggere.

*

Haiku a

da poco l'alba-

dentro i raggi del sole

 

sfuma la nebbia

*

Haiku 2

tra i fiori incolti -

è lì che le farfalle

 

vanno a morire.

*

L’unico rifugio

Sono un fumatore accanito

delle ore e del tempo

alla stregua del giorno

quando nel tramonto

si consuma

il mozzicone di un sole

che in ampie volute

si dissolve

oltre le colline

e sotto un cielo

che lentamente

si scolora

nel crepuscolo

e nelle braci

dentro lo sguardo

della notte.

L'unico rifugio

al mio incedere

è sotto la trapunta delle stelle

per trovare

un senso remoto

alla caligine

della mia assuefazione.

*

Per favore poeti

Per favore poeti,

se vogliamo chiamarci tali,

non condiamo sempre,

i nostri versi,

con le stelle, la luna e gli astri vari

solo per rendere efficaci le parole

ma che nulla hanno a che fare

con i sentimenti

che scaturiscono dal cuore.

L'ha fatto Leopardi

che dell'infinito

ha fatto il suo capolavoro

ed altri immortali,

senza tuttavia strafare,

come invece facciamo noi

per dare più vigore

a dei versi incerti

che non fanno rima con amore.

Ancoriamo le poesie

alla gravità della terra,

facciamole camminare

per non tarpare le loro ali.

Usiamo l'alba ed i tramonti

come cronologia della natura

e parliamo dell'amore

sprimacciando un pò Neruda.

Usiamo il vento

solo per soffiare via la retorica

e la bruma e la pioggia

senza atteggiarci al Pascoli.

Lasciamoci scrivere solo dal cuore.

L'unico, che ci potrà ambire,

ad essere immortali.

 

Questa poesia non riguarda voi poeti, anche se ho usato il plurale; è puramente personale per quelle promesse che mi faccio ogni qualvolta mi accingo a scrivere una poesia e nella quale immancabilmente cado con tutto quello che ho citato nei versi.

*

Solo il vento

Ora

lascio scorrere

piano la mia vita

così come scorre piano

l'acqua di un ruscello

priva di quell'ansia

di raggiungere presto il mare

che mi può portare alla deriva

come c'è scritto

nel mio passato

e sulle bianche ali

di un gabbiano impaurito.

Non ci sarà veliero

e sentimento

che mi potrà

portare al largo

restando quì all'approdo

del mio scorrere lento

ad aspettare l'onda

che lascio infrangere

sugli scogli

così come si infrangono

i pensieri

che solo il vento

porterà lontano.

*

Haiku

acini acerbi -

le labbra di mia madre

 

pronte al sorriso

*

Riverberi

Appese ad un pensiero

piccole gocce

riverberano

i primi tenui colori

e nuove sensazioni

ridestano il corpo

dagli umori della notte.

Dove affoga l'anima

dentro lacrime

di sogni.

*

Poeta per dovere

Non avrei mai voluto

essere un poeta

per non scrivere con quella frenesia

di raccontare

l'anima a brandelli

cercando poi di ricomporli

per non offendere quel cuore

che d'improvviso può tacere.

Non avrei mai voluto

essere un poeta

per non forgiare le parole

sopra un incudine di fogli

e non far morire quella fiamma

che arde sotto ad un'emozione.

Non avrei mai voluto

essere un poeta

per non mentire ai miei pensieri

solo per quella forza che hanno

di graffiare anche la pietra.

Per tutto questo

e per molto altro ancora

non avrei mai voluto esserlo.

Avre magari voluto

essere un menestrello

e cantare

senza essere visto

alla polvere dei cortili

e come lei dissolvermi

per non provare quella vergogna

nel denudare i sentimenti.

*

A mio fratello

Ho visto il sole

spegnersi

nei tuoi occhi.

L'ultimo raggio

scivolare piano

nel riflesso di una lascrima

che mi ha trafitto il cuore.

Ho visto il buio

ricamare le sue trame

sulle organze della notte

e l'aurora

asciugare le speranze

con le stille di rugiada.

Ho visto il tuo silenzio

navigare impetuoso

nel fiume del mio dolore

e andare piano verso il mare.

Ti ho visto immobile

nel tuo ultimo respiro

dove sospesa

brillava ancora di vita

l'ultima preghiera.

*

Io il sole e tu la luna

Ti ho amata

e ti amo

fino a carezzare l'impossibile.

Di più non posso amarti

sarebbe come spezzare

questo filo

che tiene sospesi

noi acrobati dell'amore

sopra l'infinito.

Due astri

così uguali e contrapposti

che si consegnano l'uno all'altra

sotto lo stesso cielo

che cangia solo di colore

innamorato

di quella luce magica

che sprigionano i tuoi occhi.

Io il sole e tu la luna

ad infiammare l'orizzonte

della nostra passione

che piano spegne il giorno

mentre si accende il desiderio

sotto una calda

trapunta di stelle.

*

Di ogni istante

Voglio godere

di ogni istante

inebriarmi di esso.

Voglio riscattarmi da quel tempo

dove il pensiero

viveva nell'ansia

di quello che veniva dopo.

Prima c'era il nulla.

La vita era effimera sembianza

che adesso prende forma

dentro un gigante

che la mente con fatica

riesce a contenere.

Troppo grandi i frammenti

che incidono la carne

lasciando un amaro sapido

di momenti non vissuti

gettati a piene mani

nel baratro dell'orgoglio

che vanifica ciò

per cui vale la pena

di stare al mondo.

Ora del vivere

resta solo la pena

di non risalire più la china

e so che la vita

mi aspetta

in cima alla montagna.

Con le unghie

quanto dovrò scavare

il sentiero dalla terra

che coprirà la croce

issata sul talamo

del mio dolore.

*

Una sera

Una sera

senza bussare

sei entrata

e come una sottile falce di vento

hai reciso

il fiore delicato

della sua anima.

Sei volata via così

una sera.

Una sera carica

di dolore di stelle e di silenzio.

Hai detto sono pronta

hai sussurrato di aprire quella porta.

Ci ha inondati di serenità

una sera

quando giocando con la morte

hai calciato nella rete

le sue angosce.

Ci hai lasciati così

una sera.

Una sera carica

di dolore di stelle e di silenzio.

In punta di piedi

aprendo quella porta

l'hai accostata

senza voltarti

una sera.