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Raccolta di poesie di Bowil da Wilobi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Ecco perché il poeta

 

Nell’incanto della vita

siamo rette parallele
a distanza siderale

… ufo

a stretto contagio.

 

Arenati in preminenze

superfici di primizie

perché l’oltre

ci spaventa.

Fuori dell’apparenza

sinistriamo, proprio

non ci sappiamo destreggiare.

 

Ecco

perché il poeta.

 

Da nobile anima

il poeta traduce.

Globale il piacere

attento a chi scrive

- lontano dal vezzo -

e a chi legge

- vicino, vicino -

 

Segue un’unica legge

il Poeta

 

… amor lo dirige.

 

 

 

*

Menti speciali

 

 

Cantano galli

da pollaio antico

ignari dell’audacia

che gallinelle assorbono

mentre di chicchirichì

si colma l’aria.

 

Finferli come pifferi

e topi

che non sanno più ballare

osare nemmeno

solo menar le mani

e i cani per l’aia.

 

Amara frittura d’aria

per le rose

disperse ai quattro venti.

 

Petroglifi e graffiti caratteristici

di speciali menti

per il declino della specie

 

che più

non sa progredire.

*

Sacrifici

 

 

Nulla s'adagia
sull'altare maggiore
salvo l'amore.

Vani e sacrifici biechi
trascinano mezzi e fini
sulla mai finita strada
scrosciante d'applausi
falso preludio
d'arrogante sinedrio,
mentre il Maestro, ancora


permane in attesa
di giustificazioni plausibili.

 

 

*

Voragini

 

Indispensabile per  la vita

è solo l’amore, senza

- uno straccio di rispetto -

l’ambiente è monco

e il mondo s’apre

a fesserie umane.

 

Inutili persino i santi

e gli eroi: l’eccessiva spesa

tacitamente

a qualcuno richiesta

per recondita accettazione

di lesioni e violazioni

a quei sacrosanti diritti e doveri

imposti per nascita

e uguali per tutti

 

che per molti, forse troppi

si trasformano da subito

in evidenti man rovesci

 

… voragini

in cui tutti cadiamo.

*

Giusnaturalista

 

 

Amiamo troppo

riempirci la bocca

la pancia, la mente

di io posso

e tu devi

 

per riuscire ad esser seri

giuspositivisti.

 

È libera interpretazione

d’io immacolato

e tu peccatore

la sua costrizione.

 

È bilancia che pende

truccata, è spada troncata

è benda che acceca

la morsa

di spazi speciali

pei quali

splendidi girasoli

 

neghiamo pure l’evidenza.

 

 

 

*

Prove d’apocalisse

 

Canta greve l’umano parco, spento

tanta paura addosso, al non mi pento

tremula fiamma d’aurora scadente

ché senza natura, restiamo niente.

 

Privati di luce, nessuno audace

in panni d’altri mai provati o passi

senza luce. Al cielo, sguardo fugace

impreca e prega in speranza che passi

 

come alone, fatidico  memento

non tramuti in  rabbia l’essenza vera.

Da annichilito spavaldo a chimera

 

sconfitta rifiuta e guerra non v’era.

S’affretti tramonto a far primavera

e riesca conforto ad aver sopravvento.

 

 

*

Logos e dintorni

 

 

Logos profondo

provieni dall’alto

indistinguibile e immacolato,

un foglio bianco.

Sei radicale libero

unità di fondo

per tutti uguale, pathos

a nutrimento. Ma

senza accettazione

dell’inaccessibile

accentui solo conflitti

di interessi terreni, e mai

trovar pace potrai.

Perché sei carta assorbente,

di superficie che affligge,

il Dna e dintorni

da cui prendi spunto

e l’irrazionale vesti

mentre  scrivi

 

il tuo distintivo

e singolare libro.

*

Oltre l’orgoglio

 

 

 

Arditi ceppi vuoti

di benzina insaturi.

 

Trascinati come sempre

da sirene e serpenti.

In bassifondi insanguinati

bocconi inconsistenti

di lucciole e lanterne:

 

potrà prendere solo aria

il vessillo del male.

Parvenze di vittorie

in battaglie immanenti.

Resta inutile lottare

 

l’amore ci trascende

e l’amaro… permane.

 

 

*

Pensiero logico

 

 

Poesia risiede in

"tutto il mondo è paese"

 

in via dell’amore

civico vario, ma sempre

incrocio via del bene.

In zona opposta

a via delle pene.

 

Soffre in misura diversa

mentre di libagioni s’offre

per morti

… soprattutto vivi.

 

È ritrovo, ristoro

un punto di contatto

un brindisi continuo

raffinato confine

che all’esilio non trova fine

- e resta pei mezzi -

 

Giustificati pezzi

di un credere anagogico

che tutto possa

trovare terreno spazio

senza conflitti ed essere asini

in un dovere

 

di pensiero logico.

 

 

*

Il signor passato

 

 

Perché perdersi tra i potevo?

Treni  immersi tra gli avrei

dovuto prendere il biglietto

almeno

quando improvvisi raptus

conducono a smarrirsi sempre

e comunque

tra giovani grovigli

e smorte esperienze.

 

Perché vietarsi

di parlare coi ricordi

tirare somme

tra sospiri di sollievo

e sassi nello stagno?

 

Perché patteggiare

vendere prima l’anima

per non tornarci più

in quei panni?

 

Passato …

sì qualche rammarico, ma

sembra se ne sia andato.

 

Perché corrergli appresso

invece che dirgli buongiorno

 

e grazie!

 

 

 

*

Prodotto avariato

 

Quando di noi

spodestando per bene
si impossessa il male

è reazione a catena
dei suoi radicali liberi

- capitali sostanziali -


Quel libero che attrae
che si veste di io posso
e col tu devi. Pare
sia sempre stato nostro
stato di grazia e libertà
che il vero ha incatenato
in secrete sempre più remote.


Ognuno si ritaglia spessore

un illustre gonfiore
- energia di reazione -
per rimbalzarci saturi

di oli esausti ... mai sazi.

 

 

*

Naturalmente

 

 

La terra brulla. Si fa secca e dura.

Contrasto, alla  fertile sua natura.

Istinto primordiale a reagire

nulla di buono lascia presagire.

 

Sarà emblema che trascina a sera?

Una decisa e pesante atmosfera!

 

Così tesi, s’incrinano i rapporti

non possono essere taciuti i torti

botte e risposte. A decreto la meglio

inusuale certo, a firma del figlio.

 

Anzi, decisamente

… la natura non mente.

 

 

*

Ciao

 

 

Ciao

più che buongiorno

può affermare ci sono.

 

Ma è  usato vuoto

pieno del niente

che pervade il mondo

- quando non opposto -

invece può dire e dare

molto di più

dipende dal viso

- privo di piglio -

occhi e sorriso.

 

Nel virtuale si  fa forza

e corazzata coraggio

affronta al meglio il mare

del più facile abuso.

 

Per dirsi ciao

non serve conoscersi

è essenza in circolo

 

se è sostanza che vive

… si nutre di noi.

 

 

 

*

Bisonti distratti

 

 

 

Senza voce gentilezza

spesso non ti accorgi

di quella allungata carezza

che l’altra guancia

non porgi immediata

 

e benefico influsso smarrisce

la strada del sorriso svanisce.

Guaio … della sua timidezza.

 

Lo schiaffo, al contrario

da prepotenza ben assestato

è già proteso ai contrasti

tra lividi chiaroscuri effetti

di quel sonoro sibilo sinistro.

 

Platea portante e palco

delle sceneggiate.

 

Pressoché tutti bisonti distratti

da evidenze attratti

calpestiamo pesanti

 

e lasciamo scorrere il profondo

senza degnarlo

 

 nemmeno di uno sguardo.

 

 

 

*

Quanto ci mancano

 

 

Quanto cordoglio giace

nelle condoglianze

 

Quanta presenza

in una messa

 

Quanto entusiasmo

in gioia fraterna

 

Quanto dolore

lavato ad un pianto

 

Quante ossa

trattenute nell’armadio

 

Quante polemiche

senza giusti fini

 

Quanta partecipazione

nella competizione

 

Quanto spazio

levato agli altri

 

Quanti concorsi

meraviglia dell’arte

 

E quanti

i titoli di coda

privati di un capo

 

Quante

le regole ovviate

 d’ovvio ego

… l’oppio dei popoli

 

Tutti sorrisi

che alla vita mancano

 

 

*

Compiti di classe

 

 

Poesia non nasce

solo sulla Firenze - Arezzo

non si riconosce

tra sola storia, amore e geografia

non si ritrova

isolata a Pietrasanta, Recanati

o in quelle vie discorrendo

… Bsharre e Lisbona

permettendo.

 

Abbisogna poesia

di argini a conforto

margini di confronto

di loghi e ritmi

che addolciscano i tempi

di eque reazioni

ai clamori dei campi

da sempre testimoni

di spregevoli battaglie

di somme ed elisioni

di moltiplicazioni

tra pani e pesci fortificazioni

di coscienze inquiete, a cui piace

 

la resa dei conti. Poesia,

lamina per vita in costruzione,

ben oltre rime e metri

è anche matematica

- la scienza esatta -

spiragli d’anima, che però mai

 

in un voto specchia.

*

Imperfettamente

 

 

Quando la legge dell'uomo

troppo si sposta

dal quadro divino,

dell'applicazione

sorge il problema

che coll'interpretazione

 

della verità ... si fan beffa.

 

 

*

Panoramica

 

 

 

Trasformerebbe

l’amore vero

la vita in autostrada

percorsa col sereno.

 

Escluso

sia amor preteso

degenere figlio

di un’odissea

 

come l’amor indifferente

figlio incoerente

di attualità perenne

che ora si può pure

 

chiamare Odessa.

 

 

*

Malesseri e virtù

 

 

Sono sottili confini

pane d’ogni tribù

i conflitti

tra malesseri e virtù.

 

E l’occasione per l’uomo

è ad ogni bivio oscuro

dal sento e vedo distante.

Opportunità che si cela

in predeterminata

o libera scelta. Ma

 

troppo spesso vincolata

da menzogne di casta.

Cumuli di rifiuti, mai

smaltiti a dovere

per torti fuori teglia

che entrano nel sangue

tossici o anoressici

per dizioni, azioni e gesti

finanche estremi

come anarchici

insurrezionalisti, al dialogo

poco propensi.

 

Sempre e solo un perseverare

un eseguire copie, croste

di corti già viste.

Esecuzioni in loco

e fuori luogo

reiterano tempeste

a ciel sereno

nel regno amaro

se non conviene.

 

Con speranza appesa

alla bonaria risoluzione

 

del motivo vero.

 

 

 

*

Soggetti, non oggetti

 

 

Prima e dopo

governarti da leggi

… e durante.

Dentro e fuori

sott’acqua

e per aria

da soli

e tra mille

attivi

o retrivi.

Acuti

tra angoli imposti

oppure

esposti ottusi

su lati esplosivi.

Nascosti

per non esser visti

tra visti d’ingresso

e permessi di soggiorno

bagno e cucina.

 

Ma tra vari commi

drammi di postille e castelli

ci siamo persi il credo

che determina la fame

di chi non mangia

la paura

di camminare tra la guerra

l’evasione

dalle catene

martiri e delinquenti

in abusati soprusi

 

oltreché

l’amore ed il rispetto

non soggetti a tassazione.

*

Il poeta deve?

 

 

Nel vasto pianeta

del si dice e si scrive

- a macchie -

le coccole sono simili

e le orecchie

per ostriche e castagne.

 

Affiancati passi a centimetri

metri, chilometri distanti

e versi

a spostarli tra montagne.

 

Tutto trae spunto

dal medesimo

o dall’altro punto

in allargata vista.

Virgole a divergere

e imprimere

direzioni diverse

per amalgamabile:

identica sostanza.

 

Ma il poeta deve

dire la sua per forza

il suo stato maggiore

ne avanza pretesa

in  corazzata colonna

cui certo

non si può dire di no

- potrebbe giungere

sino a contesa -

 

… che presidente sarebbe?

 

 

 

*

Guarda la tua roba

 

 

C’è qualcuno?

C’è qualcuno che voglia

cercare la propria taglia

e provarli?

 

Come nuovi

rammendati

lavati e stirati.

 

Senza prodigio

- libertà è nell’aria -

 

senza contagio

- aria privata di batterio

e del campo di battaglia -

 

senza orologio

- ché si respira meglio -

 

La prova è gratuita

soddisfatti o rimborsati

- daii -

ora sono panni ucraini

marcati

esterrefatti e rintronati

 

… solo allora capirai!

 

 

*

Ad ognuno la sua

 

 

La nostra leggenda

è risposta adeguata

al precario equilibrio

tra dare e avere

in un essere

che mai dissolve.

*

Marcia per la pace

 

 

La marcia per la pace

è passo spedito, senza francobollo.

Oltre PerugiAssisi, assenza

di covid permettendo

interessi nostalgici e riflessi

d’impero romano ormai morto

per spettri e fantasmi

in vasto risveglio.

 

Energia pulsante ne avanza richiesta

da presupposti appesi

a vecchi e illuminanti tralicci.

Partenze da Roma

Londra, Parigi, Lisbona,

da Madrid e Berlino

per calpestare suolo a raccolta

di Helsinki, Vienna, Stoccolma

caricare voci

ad Amsterdam, Bruxelles, Copenaghen

sguardi

a La Valletta, Lussemburgo e Dublino,

pareri

da Nicosia, Zagabria, Atene

umori

di Lubiana, Praga e Sofia

rumori

di Budapest, Bucarest e Bratislava,

colori

da Varsavia e Riga

valori

da Vilnius e Tallinn.

 

Bandiera silenziosa e bianca

direzione arcobaleno

per serpeggiare al fronte. Superficiale tratto

di una regione che non vuole

parlare di pace.

Immenso cordone senz’armi

a legar mani alla guerra.

 

Poi magari  domani si prosegue

verso

l’ulteriore conflitto.

*

Anima malata

 

L’anima è malata

e vita, spaesata, non soddisfa.

Evita pure di accorgersene

per non entrare in conflitto

e uscirne stravolta.

Ridotta uno straccio

dal dolore al proprio sacco

tra farina andata a male.

 

Allora si devia

si provano altre strade

tentativi vani

di riconciliazione inconsapevole

un consolarci d’altro

esplodendo colpi a vuoto.

Nella colpa sempre d’altri

l’amante, un cane, due, tre

buttarsi, lasciarci

e lasciare andare

a comprar sesso al mercato nero

per poi giustificare

e giungere all’estremo.

 

Inconscia speranza

che l’esoes lanciato,

d’incrociati percorsi, risolva

scrostando strati di cemento.

Costruzioni senz’arte né parte

di vite che amiamo camuffare

qualunque sia il tempo:

maschera festiva

e l’inverno dentro. Casomai

 

resta sempre il fato.

*

Sorriso fatti padrone

 

Parallela all’aorta

scorre vena poetica.

Giullari

e ciuffi del carotideo

ad irrorare. Vuole creare

sinergica armonia

una fame ragionata tra luci

e ombre proprie. Percorso

da gradi diversi

di voglia di vita.

Svariati i sistemi

ti accorgi dai modi.

Da standard mondani

comunque lontani

e dal comune

luogo immaturo

stracolmo di vizi

e pregiudizi.

Domicilio d’altri tempi

dove maturo è l’impegno

d’umano fratello

che non gioca alla guerra. Ma

quand’anche fosse, Sekhmet

Ares, Marte, soldo

nulla possono

pretendere a saldo.

Altri obiettivi e presupposti

altra l’essenza

 

nel regno maestro

dove impera il sorriso.

 

*

Ma tu servi

 

 

Cosa vuoi fare da grande?

L’insegnante!

E perché?

 

Voglio iniettare desiderio

trattare per tutti

coi guanti adatti.

Sicché possa, crescendo

avvenire una scelta

tra le passioni

 

non nel vuoto

di uno scarno tirare a campare

di uno scaltro potere

o due soldi per poter comprare

 

gli occhi della gente

… di cui sono servo.

 

 

*

Transumanista - l’attizzatoio -

 

Vecchio triangolo

quanto tempo  è passato

di sicuro, serve uno spolvero

ma poi

tizi sicuri fiammeggeranno

- già tizzi, e lasceranno cenere -

 

sicuri, d’aver compreso

che famiglia non fa per loro

non è cosa, non è casa.

Sono privi

del bisogno di una chiesa.

 

Il triangolo considerato

ha punto di vista da grandangolo

solo per l’uomo

che aspira ad essere sultano.

E chissà se donna possa

essere solo una gran sultana

o erba nuova, come al solito

per il vecchio sfascio.

 

Ma al tristangolo

nessuno ci pensa?

Nessun umano

sa essere equilatero!

 

Ma forse …

 

*

Privilegiato

 

Osservo lo specchio

è nitido.

Nessuno straccio

riflesso non c’è traccia

- scaramucce -

non c’è stata guerra

nello scorrere del tempo

sulla mia pelle.

Gli occhi

parlano chiaro

nessuno sgomento

sincero spavento

mi percorre lo sguardo.

Senza frane ogni frame.

Libero

nel sorridere alla vita

che, nonostante tutto

mi ha voluto bene.

 

Peccato non tutti possano

sentire altrettanto

per toccati tassi

di bassifondi ignobili.

 

 

*

Nemmeno un imperatore

 

Nemmeno imperatore riuscirebbe

a riunire ciò che divide il soldo.

Ducati, se sterzi.

 

Sprecato Sergio, un Mattarella

Presidente della Repubblica

se preferito al vivere

è giocare.

Se quel ferire si predilige

quel predisporre trappole

come si potessero

guadagnare altre vite.

 

Anche se monopoli

resta il gioco prediletto

dove il padrone, mai parco

è teatro delle vittorie

di seggio ambiguo.

 

Una sola

l’ipotesi vincente

scena poco onesta

e deliberatamente

non aderente

ad un grande Presidente

che vorrebbe

 

tutto si facesse serio

senza gli inciuci

del nostrano cincischiare

 

che chiara avversione …

mostrano.

 

 

*

Vittoria

 

Evviva

Vittoria senza battaglia

solo schermaglie esigue.

Ecco come

si vince la guerra.

 

Ennesimo segno

benevolo signor destino.

Per gioia terrena

seme d’amore

germoglia ancora. È nato

 

altro pregiato, umano frutto.

Prende e luce irradia

pretesa del buon Dio

perché a sua immagine viva

d’acume, amore e fantasia.

Goccia raggiante

al mondo aggiunta

per la felicità

di mamma e papà.

 

Regalo del campo

d’alto grado ora

posso fregiarmi anch’io

 

… e ne veleggio fiero.

 

 

*

La vita è adesso

 

Fuori d’ogni complotto

si ritrova il filotto

- chissà, serva la messa -

Ma la mente non tace

e guardia, al ladro mente.

 

Tutti tesi

tra fantasmi di seta

restiamo stesi

in attesa del Sole.

 

Schiavi in catene

chiavi in mano

rinchiusi in taniche.

Contenitivi gusci

 

e senza gheriglio

gridiamo all’imbroglio.

Eppure a portata

… è il caffè!

 

Paura del conto?

 

 

 

*

Tanka nr. 3

 

 

 

 

Bicchieri pieni

 

poetici discorsi

 

di versi in versi

 

poesia folleggia.

 

Poetica euforia.

 

 

 

 

*

Politikese

 

Percorso facile

coi fucili

e intoppi felici, fermi

a guardare l’attesa

 

il più vecchio del mondo

di sentenza in sentenza

- senza giudizio -

sino in Cassazione

 

al Consiglio Superiore

che si possa dare:

sparare

per non dover sperare.

 

Ma il risultato

è banale

 

apri la finestra

e guarda.

*

Percorso galattico

 

 

Due mondi paralleli

realtà e poesia.

 

Movimento e libertà.

Sentimenti d’espressione

ancorati al pavimento.

Dove gradualmente

aumenta la distanza.

Avariato germoglio

di un piattume  crescente

tra presunte evasioni

in opposte visioni

di vita che va

nei rimbalzi

di vuoto nel vuoto.

 

Mancanza che annaspa

evoluzioni vagheggia.

Siderali i magheggi

che sospingono oltre

di fusione

il momento soave

con diffusione

di azioni su misura.

Semplice e astratta

s.p.a. (società per azioni)

e l’idillio concreto

di un’unisona

prosecuzione.

 

Ché il mondo è uno

per realtà poetica.

*

Etica due (potrebbe chiedere) la rivincita

 

Non approfitta etica.

Etica non calpesta.

Di dolor gratuito

l’incremento evita

perché nausea

le produce abuso. Sa

 

delle fondamenta sterili

di circuiti oscuri

costruiti ai limiti dell’illecito

o abbracciati in dirittura.

 

Dove sola, si dissocia etica.

Etica dovrebbe invece

correre al riparo

e di pestati pugni

e piantati piedi, pretendere

il proprio posto al sole.

Relegata ai margini

di un sistema acidulo.

 

Sapor di società

in cui civile, fattosi genio

 

si è rintanato nella lampada.

 

 

*

Fosse solo un calesse

 

 

Varco del mondo

in attesa del reso

- nel suo tempo -

del momento prestato

Passaggio obbligato

nessuno esentato.

 

L’atto è dovuto.

Giacché ristretti

tra legno e cemento

che trattengono il nulla

rimane solo

elemento mutante

un passaggio di stato

un adesso hai provato, adesso

puoi scegliere cosciente

se fermarti, oppure

ricominciare.

 

Obbligarti a sudare

diviene inutile.

Quindi appostato aspetto

nel far quel che devo

in quel posso ché voglio

 

vederne la faccia

dirle quello che penso

farci anche  giri di danza

che di resistenza mi privi

per appoggiarmi

 

come fosse un calesse.

*

Non tra molti

 

Carico d’entusiasmo

e sentimento contagiosi.

Bello

perché fuori dallo schema.

Finanche il sorriso rideva.

Pulito

nemmeno da apparire vero.

 

Non nato per la scherma

duellato e vinto

in concessione

intensamente breve.

 

Nel calvario silenzioso

verso l’alto

sospinto il crocifisso

dove terso

è ogni respiro.

 

Seminato

hai seminato.

Verrà raccolto

o di nuovo

tutto buttato al vento?

 

Uno dei pochi

... e non tramonti.

 

*

Il problema maggiore

 

 

Il problema maggiore

è non essere felici

non essere

nelle sole mani di Dio

avendo occasione

d’incontrare falci

 

... le nostre.

 

 

 

*

Tabula rosa

 

Senno affamato

senza traccia all’interno

e nemmeno saperlo

caccia spropositi

verso il mondo intero.

Pretesa, imprecisata caciara

avvisaglia promessa

propensa a dare solo battaglia.

 

E di mano alzata, tesa

priva di resa, abbatte

l’ira sua infame.

Illogico criterio

di  anima asfaltata

arida landa su cui tutto scorre

bottiglie e bicchieri compresi.

 

Non s’accorge del danno, mentre

lumicino s’allontana e spegne

persino l’ultima speranza.

 

O forse, no.

Fosse solo l’attacco

della migliore difesa

solo paura …

 

di una responsabilità creata

senza e ben oltre la portata!

 

 

*

Portatori sani

 

Sempre pronti al carnevale.

 

Capaci d’insistere

nel permanere giovani

architravi di vite cartapesta.

 

Carri

promozioni di tempesta e dardi

più che strali

arcani e tensioni

e paure. Passioni

come non fosse mai passato Cristo

e premature bocciature

in vaglio assente del poi.

Presenti

e armati fino ai denti, eclissate

solo le intenzioni.

Cioccolato e zucchero ai conigli

sia mai s’accorgano

e rimandino la festa

dando inizio alla battaglia

ad evitare, ingloriosa

la padella.

 

Ma non nel comprendere

la semplicità del seme

 

tra buona terra

e cure amorevoli.

 

*

Nia, non Mostra

 

 

Pressoché tutti

potenziali poeti

purtroppo

di una poesia personale.

 

La poesia

ha ben altra posa

ha le accortezze

di una sposa

tutt’altra l’attesa:

la leggi

e ti senti a casa,

non d’altri

a parlarti

è solo il tuo specchio

- brutti i difetti -

 

Non primeggia

accomuna

nostra poesia

… non  mia.

 

*

Solo una domanda

Con i miei migliori Auguri di Buona Fine e Sereno 2022

 

 

Solo una domanda

 

 

 

 

Perché perdersi

tra sublimi complimenti

bravo, più, per

 

di una quota

dove la pressione sale

l’aria si fa rarefatta e

 

d’ossigeno sempre più carente

si fatica a respirare

rischiando la situazione pratica

in cui pressoché impossibile

è trattenersi

in una normale vita,

 

quando puoi ritrovarti

nello speciale dare

del poeta vero?

 

*

Elitaria verità

 

 

Elite, oggi

è spinta d’etoile

toelettatura d’insieme

per rendere

meno rozzi.

Capelloni non ammessi

e banditi i figli

di rose rosse e gigli

seppure

senza artigli

e contadini.

Potrebbero arrogarsi

ergersi incongrui giudici.

Non come gli attuali

cui pare

la verità ben poco importi.

Esportano saggezza.

L’appoggiano evidente

a quanto posto all’attenzione

della loro illesa maestà.

- La ricerca … per prassi

spetta a ben altri infatti

oneri  relativi annessi -

Per lasciare

permanga prelibato piatto

- da chef -

ad artisti e principi del foro

affinché possano

 

condirla a gradimento.

*

Tresche sparse

Un amo

nudo e crudo

dal si è

ed il suo tempo, ci attende.

 

A mo’ di culla, per acque sperse

a ritrovare Mosè. Pochi

 

all’appuntamento ligi

pressoché tutti da esche attratti

d’esiguo e spessore incerto

che raramente

strappano allo scorrere

trascinando

mentre spesso altri

… agganciano.

 

Distinguibile segno d’amo-

re, prosecutore in giusta scala

di giorni proficui e note da fiaba.

Chiave maestra alla porta

violino d’apertura, per la vita che amo.

 

Amo'

tu conosci la strada

se arrivi prima, aspetta

 

senza fretta.