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Raccolta di poesie di Bowil da Wilobi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

L’altra poesia

 

Prescinde dai capolavori

cui si vogliono tributare allori

l’altra poesia.
L’altra poesia è quotidiana
magia che si sveglia ogni giorno
di primo mattino e ricama il sereno.

Assorbe calore per reagire

al dolore imprime la svolta. Asporta
sassolini e calli, in una

ricerca di pace e di chi tace

quando parlare non serve.

Senza evidenti pressioni opprime

gli oppressori, non vuole
sacrificare nessuno - perché
al regno d'amore … duole -

Per l’altra poesia è solo un dare

- come l’amore - lustro alla vita.

Scava nelle viscere

per riportare a galla
i nostri galloni perduti.

E scala le vette
per abbuffarsi di panorama, non

per una bandiera piantata.
L’altra poesia

armonizza i contrasti
e sfuma i contorni, vuol contenere

moti peggiori, contando su tutti

 

… per riempire il mare.

 

 

*

Il bravo e il cattivo

 


Come arpionasse
l'essenza voluta

in uso limitato,
la volitività
di un bravo o cattivo

oggetti di un voto.
Vizio di vezzo
e base d'asta e di scambio.

Per la fascia del Sahel

l’Unione sfasciata

per Russia e Ucraina
Israele e Palestina,

si striscia per prassi
- come in ogni altro conflitto -
e ci si schiera

di bravi e cattivi

contando - canterini -
sui colpi messi a segno. Lungi
dall’entrare in merito, ché giova

continuare a giocare
sinché morte
separi in casa d'altri! Uso


l’altra metà del cielo

e dedico fiori e allori
alla nostra giustizia
ovunque riesca ad ovviare
interventi postumi


sempre e comunque

… fuori luogo.

 

 

 

*

Stampati e modellati

 

Ognuno

è quello che si merita

oppure

che gli hanno meritato.

 

Raro

che il passato menta

nel riequilibrar le sorti

pareggiare i torti

e pregare i morti.

E rari

sono i conforti.

 

Conformi al vissuto

ci presentiamo alla vita

alberi carichi

dei propri frutti. Peccato

 

si continui d’incroci

a confluire in croci

 

… premature

troppo spesso.

 

 

 

*

Aforisia nr. 32

 

Anima ristretta

nel contatto umano

troppo terra terra.

 

D’amore non sarebbe

… incarcerata,

costretta a subirsi

nell’odiose catene

di primordiali istinti,

le basi di terracotta;

ormai colta e capace

persino di Marte.

 

Ma libera interprete

di gioie stellari,

salite all’Olimpo e discese

al centro comune,

incontri celesti

e confronti aperti, gradini

per capire l’ordine, il senso

senza insistere

a carpire il nesso e ordire

perseverando

nel precluderci

 

il messaggio vero.

*

Por Italia

 

Siamo alle solite

 

quelle dei trenta

o dei cinquanta …

 

“per uomini

e caporali”

come del ventiquattro

o del settantanove

… per tornare a giocare!

 

Ma quella dell’una

o millenovecentotrentasei

e ventisette

non ci ha insegnato nulla?

E quella dei mille

… ha riunito l’Italia?

 

Guerre e discorsi

senza capo né coda;

che abbia ragione il taglio

di pali illuminanti!

 

 

*

Diversiadi

 

 

Ufficiosamente

da sempre aperte

- per menti chiuse -

strade varie per iscriversi

a goliardici campionati

della vita.

Testimoni sicuri

ne danno conferma.

Ragioni diverse e anatemi

confondono sistemi

profondono fedi di regioni

e loculi

di religioni in reliquia.

Crude diversiadi

nude d’auspici

a nessuno

porteranno benefici

… una vittoria vera.

Ché l’accordo,

l’amare gli altri, non è misura

di facili parole, ma

di religioso silenzio,

predisposizione semplice

all’accoglienza

privata da vizi

dove nessuna doglia

permanga vegeta

a vincere il giorno

il chiaro di Luna

e … nell’oscurità.

 

 

 

*

Fermata obbligata

 

S’insiste

nel successo del soldo

con la pretesa

di essere vincenti.

 

Tramortire perdenti

per sfruttare i loro pozzi

calando nel fumo

ogn’altra offesa. Io

 

in libertà ho scelto:

non cerco grana

il contante, né la fama

ricerco il contatto

voglio curare l’amore

malato, l’oro vero

perché ne ho fame

è il pane migliore

 

so che nulla desidera

l’anima di meglio.

Sentiste

 

ci fareste la firma

e scendereste

 

- a nuovi patti -

 

 

*

Altro … la guerra della vita

 

 

Nessun uomo

nasce migratore

betta splendens

oca, ninja

gallina malese

scarabeo …

nessuno

 

nasce combattente

e necessità

la s’inventa.

Come potesse

riequilibrare sorti

ridare parti

cancellare torti.

 

Ma ogni battaglia

è spina nel fianco

senza esenzioni

da entrambe le parti

 

asseta colmando

spedali, fosse e cimiteri

e libri di storia

 

… pressoché mai letti

negli appropriati colori

e solidità di valori.

 

 

 

*

Il mio presepe

 

Aggiusta e giostra

una tua rettificata presenza

in ruolo immersa.
Ma non ti accorgi
della fortuna immensa
che i tuoi passi avvolge?

Di luce negli occhi
timbro di voce, di ritmo

udito. Senti il fremito
che scorre nel sangue
preludio ad un valzer, tango
baciata, una rumba,
- non spaventarlo -

Non lasciar che affondino
negli acquitrini della superbia
solitaria palude tra i tanti
problemi irrisolti, tra i mille
e più, inefficaci soldati
di cui ti sei circondato
e con cui ti sei arroccato,
disertori di pace e mercenari
di vite precarie, sprecate
per un giorno da ioni.

E gusta la vita
nei profumati risvolti
dai bassi, magari distratti


… a che serve guastarla?

 

*

L’abitazione principale

 

 


Ogni dipendenza

è giustificazione
per evitare la colpa eccessiva
del non riuscire ad affrontare

a dovere la vita.

Un provare a scaricare

insistendo a ricercare armi

proprie e improprie

bianche e nere, per la guerra

 

per non sottostare

ai ritmi del tempo, ma non

ai capricci del resto del mondo.
Incapaci

di controllare i motti
di sensi ormai cotti.

 

Dipendenti del cielo

eravamo migliori, poi

 

del terreno, impertinenti

per un germogliare, di cui

non se ne parla nemmeno.

Mentre inferiorità e servitù

e le altre dependance fioriscono

perché trovano in noi

terreno fertile e vivono

 

la nostra vita.

 

 

*

Senryu nr. 6

 

 

 

 

Cometa spersa

in questa fitta nebbia

cerca capanna.

 

 

*

Senza branchi

 


Incapaci come animali
per carenza d’istinto, solo

un contorto trasporto, pertanto

affasciniamoci del lecito

e scendiamo a godere

nei suoi nascosti meandri

naturali accorgimenti
alla porta di tutti. Bussa.
Ahh ... se ognuno entrasse
nella propria poesia,

nell’esclusività dell'anima
- un ritorno al contatto - eludendo

ogni attuale, pervasiva costruzione,

la proliferazione di droni

… portatori di pace

sarebbe per certo

esaustiva e, di comprensione
dell’inutile   sua distruzione,
sparirebbe la guerra;

quell’asservimento dei deboli
umili esecutori delle battaglie
al dio denaro di altre
meritevoli tasche e degnamente

verrebbe spartito

il relativo bottino.

Sarebbe del mondo
una marcia trionfale
sotto l'egida
di un'unica bandiera.

 

 

*

La linea

 


Demarcazione intransigente

tra la vita e la morte, un ruolo

preteso invalicabile  e confine

di glorie, di razze

e di tante altre cazzate.

 Ma allora, le caverne

non ci hanno insegnato niente?

Ci siamo persi

sulla strada dell'architettura

delle macchine da guerra. A quanti

ha dato da mangiare

bere, buttare …

 

Vieni Marija, vieni Yair,  vieni figlio

della nascosta industria del potere

venite per la marcia

 a cavalcare sul fronte della guerra

è lì, dove non c’è pace

 e scopriamo chi

oltre noi e la mamma

si venderebbe anche voi.

Anche perché più non si vive

di colpe scaricate facili

come fucili addosso agli inermi

frutti delle multinazionali

 

certo un valore aggiunto

 nella collezione di scalpi

ma poi, servirebbe scappare

a riuscire

quando è l’anima che t’insegue.

 

 

 

*

Senryusia nr. 4

 

 

Appeso al cielo

è motivo centrale.

Quadro speciale.

 

E non serve guardare oltre

cercare altri mondi

oltraggiare gli altri

ma osservarlo e viverlo

senza riserve di pensiero

e pesi cubici a trattenerci.

D’occhi liberi

cuore e orecchi, nella semplicità

di un raggio di sole estivo.

Quello che rigenera

persino la morte, quello

ch’estingue ogni debito e salda

fraterni legami.

 

E pare che passato

presente e futuro di ognuno

- … di chiunque -

nessuno escluso

sia tratto da aggiungere.

 

Io non so il perché

tu sia così importante

ma  mi adeguo

 

è il dipinto

che lo vuole.

 

 

*

Aforisia nr. 24, della gradassia

 

 

Dovremmo sorridere tutti

ma per decreto del sistema

- “la nostra piaga” -

esiste chi piange

e chi sghignazza.

 

C’è stato il tempo in cui

si manteneva la famiglia

e, non era un peso

vantaggio eccessivo

ma ora, ogni logica è sconfitta

e il flagello del sistema esagera.

 

Sale il profitto dei pesci grossi

e anche il mare

inizia ad annaspare. Ora

la prima necessità è salita alle stelle

raggiungibile solo di navicelle

per troppi costretti all’attesa

di briciole cadenti.

 

Che sia legge d’impresa

costringere altri a curare la spesa

malata, e mangiare a ore

- ora sì, ora boh -

 … sotto le stelle?

 

Forse

ci siamo spinti oltre:

dal bullismo

alla gradassia economica!

 

 

*

Registi distratti

 

 

Nel penso
mai è tempo perso.


Di tanto in tanto, io
la realtà approfondisco
perché mi accorgo
della fortunata camicia
che mi porto addosso!


Forzatura della natura?
Sovrannaturali meriti?

Partecipe tra i figli prediletti?
Diversa e pregiata razza?

Terra fresca

aria pura

acqua di rose
o fuoco di paglia?

Tocca anche tu

i tasti del se fossi

specialmente:


terremotabile, tsunamizzabile

… calpestabile

profugo, disabile

… donna


o sei cresciuto

di speciale mente!

 

 

 

*

Passi falsi

 

 

Pagine e pagine.

Abbiamo scritto di tutto

anche

penose apparenze.

 

Libri e libri

di sopraffazioni e razzie

travestite da storia.

 

Costituzioni etniche

e razziali spiazzate

da fame di potere

e paletta

usata per la fama

nei tempi d’oro, di scopo

diamanti e petrolio.

 

E testamenti

nuovi e vecchi

prodotti di parte

non sempre perfetti

ché, come leggi

interpretiamo a piacere.

 

Scriviamo il diritto …

scordando dovere e rovescio.

 

 

 

 

*

Passi di gloria

 

 

Siamo nati con le ali

… solo il tempo d’imparare.

Ma tra i dubbi ci siamo persi;

smarriti e rivestiti

di artificiosi smalti.

 

Svuotiamoci

- cormorani -

dall’impregnante che c’intrappola.

 

Svestiamo martire

rivalsa ed eroe e insegniamo

vestendo l’amore

il desiderio del sapere

e la volontà di progredire.

 

È  libertà del volo

che lo chiede

vuole lasciare il segno

staccarsi da terra

e tentare di portarci

a raggiungere il sogno.

 

 

 

*

Quindiciventidue 1522

 

 

Parte dal parto

la violenza sulle donne

e cresce

d’ambiente logorante.

 

Forse

nemmeno percepisce

il senso di se stesso

nel rifiuto di essere

 

l’inesatto duplicato

di una specie sotto

parametrati paramenti

da menti, con putrefatti metri.

 

Siamo ambientazione da tundra

steppa o prateria

sala, camera,cucina

 

o cesso nel deserto.

 

 

 

*

Quinto

 

 

Non uccidere

a chi lo Comanda


e a chi
lo chiediamo?

Al palo

della luce del sole
e quanto rende evidente
autori e mandanti.
Alla roulette russa

all’eccesso colposo

ad una colpa

a quella cosciente

al dolo eventuale …


Oppure ci superiamo

ricercando anche

il seminatore di morte
chi ha reso il terreno fertile

chi crea l’occasione

la stagione

 

come fosse Dio.

 

 

 

*

Insegnamenti

 

 

Chimera

lo chiede a gran voce

e  pretese riduce:

né santi

né eroi.

 

Impegniamoci allora

nel salutar la bandiera

a controllare ego

da una sua

libertà smisurata

e saranno veri

… gli allori.

 

La vita

non è un gioco

e l’eco dei ricordi

infrange

muri e regole

e ci costringe

 

… al niente.

 

 

*

Maiuscolo

 

 

Minuscoli

nella compressione
e di mancata comprensione:

- fuori porta

l'oltremisura
e sciopereranno
i punti di sutura!


Le discussioni intelligenti
non amano sproloqui

calunniare

magari delle colonne ...

in sotterfugi diffamare,

oltraggiare
soggetti e genti,
rubare

fin giungere

ad uccidere

e oltre

il dente perdente.

Agli oggetti
si sottomettono sagaci

vogliono giungere

- d’olio scivolando  -


a dunque felice.

 

*

Quattro punto uno

 

Non abbiamo tempo
per poesia, siamo avanti noi
che tiriamo il carretto
di questo mondo imperfetto.

Non abbiamo tempo
per l'amore, a noi piace scopare
e mantenere pulito
con maggior rigore.

Non abbiamo tempo
per il rispetto, e poi
ci è stato insegnato tutt'altro:
quei seri cuscini su cui poggiare
il capo al sicuro.

Non abbiamo tempo
per famiglia e figliare
ci vieta di girare
di scoprire nuovi mondi
da poter apprezzare.

Non abbiamo tempo
per pensare, saremmo
un inutile doppione
dell'intelligenza artificiale.

Sappiamo che presto
sarà suo il primato.


Perché perdere tempo
- che non abbiamo - quando
possiamo vincere!

 

 

 

*

Armonia per le vene

 

 

Di semplice fantasia
l'incontro perfetto
tra maschio rispetto
e dolce poesia
che figliano armonia


energetico scorrere

in vena di ognuno.

Non vietarlo, muore

e noi con lei.

Nessuno si salva.

Non siano solo parole

un superficiale rivestimento

in disponibilità del vento,

poesia e rispetto

vivono nel profondo

e radicano e producono

e fortificano

acché niente stringa

 

sino a far mancare l'aria.

 

 

 

*

Uomini … donne

 

  

 

Donne e donne, uomini e uomini
tutti di fiuto, rapaci
a contratto con zolfo
travestiti segugi per piste d’abisso.
Amanti d'amaro e disumano gusto

posto a dimora

pur saggiando speranza in gocce.

Torniti d’udito da sirene distratto;
ci ingabbiano … cani
anima e core.
Forniti di mani, munite di tatto

monili che assestano

ceffoni e carezze,
di magici occhi a sguardo complici
riepiloghi di quadri
capaci di stelle.

 

Ma di ragione assetati

da cui ci lasciamo bere

 

nemmeno accompagnati

riusciamo …

Ci trattenesse

almeno un guinzaglio.

 

 

 

 

 

*

Aforisia nr. 9

 

Fiero

di essere umano.

Quanti altrettanto liberi

di sentirsi tali?

 

Troppo facile il dirlo

molto meno il riscontro, forse

una macchia di leopardo.

 

Leopoldo, Leopoldo

un Benito di grand’Italia.

Un belin

come Lorena

filu ‘e ferru d’Alsazia

o una Sissi, madonna

anche del campiglio.

 

Fieri

lo sono anche i complottisti,

mafiosi e camorristi

di quei gradini sopra

che sembrano …

regalare vita agiata.

 

Fiero di origini diverse

ferisce e infierisce

 

come il fiele

di avere più soldi

- e non ho detto

non si possano possedere -

in quel passare avanti

che persino le urgenze sposta

 

incrementando la favola

del furbo di turno.

 

 

*

Idealista

 

 

S’imbarcano pensieri

tra fobie di nuove idee

su velieri nazionali

 

s’incrociano motivi

tutti validi in superficie

sale … per l’ipertensione

 

si scontrano pareri

nessuno sa ascoltare

e parlare tacendo

 

si scordano gli ulivi

come volessero colombe

giorni comandati

 

si limita la ragione

per non sentirsi preda

di facili allusioni

 

e tutto diviene

 

una lista della spesa.

 

 

 

*

Scardiniamo l‘infedeltà

 

La fede in noi è tutto.
Eppure razzolano

obsolete tragedie
in teatri simili, da sempre tinti
e targati faida,

che sia inti-
ma o fidata fada, fascinazioni
di glorie auguste

o zariste

cinesi o accadiche
razzie
di genti diverse
avversioni
a buono e cattivo

a bello e brutto

di copie informi

dalla sorte pervenute o abusi
di un potere preteso,

in questi indefiniti tempi
dal moderno e forte predicato
un precariato ...

alla luce del sole.

Scardiniamo l’infedeltà

che ci perseguita. Fidati è fede

che da quell’oggi

ha cambiato volto

oggetto e soggetto

 

è soldo
che trascina tutto ...

 

 

*

Tutti capaci

 

 

Vestiti di ridicolo

continuiamo
a costruirci il patibolo

- … da ignari a maestri -
rappresentazioni antiche

in teatri personali.
Ché l’esperienza insegna
o almeno dovrebbe

lasciare traccia.

Eppure s’insiste

 

anziché per il bene comune
a formare società
per sottrazioni in costume
d’angolo lecito o di malcostume.

Scelte di cui ognuno

anche se non s’accorge

ne risente. Ma ormai,
nemmeno più squilli
di tromba si controlla

come piacesse il mondo

del disco incantato. Tutti rapaci


aquile, in apparenza, a celar conigli
che nemmeno provano
ad essere formiche. Ma, vi prego
non toccate il bello
sereno e pacioccone

ché come il cane non dorme
riposa e un brusco risveglio
lo trasformerebbe


… migliore tra i peggio.

 

 

*

Perseveranza del gioco

 

 

Sono cambiati i tempi.

Un tempo giunto a rispetto

s’è perso, non sa più tornare.

 

Sgomento gioca nel bosco

con libertà, ancella di vita

anch’ella macchiata e smarrita.

 

Tempi pregni di belle arti e irte

mani da coprir di baci, ora imbeci

- lli e qui - è mostra del sé, la sola

ad andare a ruba.

 

Si rubavano mestieri

ora, colmi di misteri

ci si focalizza sui proventi

anche se, di provenienza incerta.

 

Si giostrava a tempo perso

tra nascondino e rubamazzetto

e adesso

hanno preso sopravvento!

 

Si giocava a guardie e ladri

e l’abbiam portato, lungimiranti,

alla ribalta della vita. Il bello ora

 

è straccia di mattanza la camicia

un maschi contro femmine

che sa caricare

 

di caricature il mondo.

Ma del resto

se il gioco si fa duro

 

… non rimane che piangere.

 

 

 

*

Del fugare coi dubbi

 

 

 

Speciale evoluzione

specie

in giochi di prestigio

- per futilità di applausi -

utili solo a nasconderci

ai nostri stessi occhi

ed evitare commenti

opportuni giudizi

e doveri di sorta

e proseguire

a giocare con la sorte

mentre l’estate

resta alle porte.

 

Impossibile

svernare sulla terra
senza esser santi, né eroi.

 

Ma s’insiste.

Ancora non abbiamo compreso
il nostro reale peso. Ipertesi

viviamo di ipotesi, pronti
a stupirci in tesi, appesi
a fili d'ipocrisia. Incapaci
di  difendere il forte
del nostro coraggio

sotto pressione

 

da indiani inesistenti.

 

 

 

*

Giorno nuovo

 

 

Dio esiste …

solo che l’uomo

specchio d’anima stravolto

lo dipinge a gradimento

e nel tradimento

insiste.

 

Gradualmente

gli insegnamenti disattende

per insediarsi terra, terra

con voglia di ragnare

in sopravvento

 

e nell’amore

che disconosce

brucia le speranze

per giungere

 

al nuovo giorno.

 

 

*

Vita lunare

 

Nel prevaricare nasce

il costretto a subire
e nel costretto a subire

sorge nero
il sole.
Lune d'offese crescenti

con aumento del desiderio

nel buon rendere - … raro
entri a pregare in convento -

Nell’immorale

la bugia cresce

d’immortalità che trova casa

perché è solo moda

che riempie le chiese.

 

Mentre nell'indifferenza

si stabilizzano

situazioni ingovernabili
poi, nel sangue spente.

 

E nel rispetto negato

e nel razzismo celato

e nel consenso informato

e nel senso sfregiato

lasciamo s‘annacqui

un cervello malato. Noi


primattori
puranco di farsa
fingiamo e funghiamo
incapaci fuggiamo.


Alla realtà delle stelle
preferiamo le stalle
la vita in stampelle
e il vuoto interiore
che, falsa, non empie

 

 

*

Non perder tempo, ne rimane sempre meno

 

 

Non perder tempo

in gratuite alluvioni

grattugiate rivalse

per condire piatti freddi

 

accorgiti

di come vola il tempo, lui

pare costretto

a non aspettar nessuno.

 

Accorgiti

del suo tatto lenitivo, lui

capace di oscurare torti

riempiendo vuoti.

 

Accorgiti

del tuo bicchiere colmo

della calma  persa

e degli inutili ricami.

 

Accorgiti

dove risiede sfortuna nera

e della tortura

che, personale, non può essere vera.

 

Non perder tempo

in frivolezze estreme e godi

del tuo non essere preda

di qualche malattia che ha fame.

 

Accorgiti

di come sono costruiti

i gironi del tuo inferno e potrai

 

far tornar l’estate.

 

 

*

Schiavi

 

 


Scansioniamo dipendenze

senza le evidenze

di fucili puntati addosso.

E  amiamo far finta
non esistano problemi
creando terra fertile
ed il loro prolificare.

Perché non sono nuvole
spostate

a ripresa dal vento
rimangono
e radicano e amplificano
emettendo radicali
liberi di incatenarci

tra nomi che spaventano

o costringono

a vita di penombra.

 

Raramente

li affrontiamo a dovere

prendendo per le corna
e non in giro.

E tra ridere e scherzare
spostiamo solo cocci
e l’oltremisura

… sebbene nulla
ci sia da festeggiare.

Mentre sulle ali
di facili entusiasmi
più facile è smarrirsi

imboccare strade difficili
ritrovandosi incapaci
dal poterle poi lasciare

 

senza dover spiccare il volo.

 

*

Dai … facciamo il punto della situazione

 

 

Evoluzione della specie! Sì
con patologica capacità

in approfittologia, perché affetti

da emorragia profonda e tanti laureati

anche in fatologia.

 

Ma veramente

non si può vivere meglio di così?

In questa balia

di un esser bambole!

Dove reazione insulsa

rimane nel sangue,
l’attrito con la vita, l’arbitrio

che allunga le distanze e riduce

una sana produzione di insulina

… e insulta.

 

Anche se predeterminato

da pregressi affronti

non può uno stato

lavarsi col dispetto, nemmeno

per effetto a sorpresa

- ... quando nessuno vede -

resta palliativo, nessun passaggio

ad un compagno di gioco.

 

Siamo stili

già in ogni origine deviati
e da quelle bambinate e ragazzate
mai pagate, quelle

che lasciano scoperti i denti

finanche il giudizio, provocando

l’impossibilità di masticare

a dovere la vita.


Stiamo creando cocchi

di noci e di mamma.

 

E senza professionisti

di vita veri, realizzati del proprio

stacanovismo appassionato

in competenze seri e svuotati

d’infetti privilegi, infausti egoismi

e inutili incombenze

è difficile andare in gol. Ora

 

giochiamo ad altro.

Disseminiamo solo bombe

così, per svago e per la curva

con possibilità immensa

di smarrir la mappa e vagare

così nel rischio.

 

 

*

Squilibrati

 


Causati dai sensi
i nostri peggiori danni …


un manometro

in oltre duemila anni

che dal rosso
non si è mai spostato.


Amiamo metri diversi
misure oggettive e a soggetto
e responsabilità
di chi  le scarica meglio


da addossare ai capi. Bestiame
scelto sul posto

per comandare …
Accettate supposte
presunte o d'indifferenza tali.
Abbagli, per svuotare
il pieno di niente interiore
che altrimenti

non sappiamo calmare.


Ad anni dalla luce d'amore
nemmeno il rumore
riusciamo a sentire
mentre, come Tommaso

per dare …
lo vorremmo vedere.

 

Impareremo mai

con l'equilibrio del senno

a gestire il nostro senso?

 

 

*

Flipper

 


Non è privilegio
della centralità della vita
l'obiettivo, l'oggetto

del nostro desiderio.
Perché al soggetto manca aderenza

a tight, smoking, al frac
alla filiforme ricerca

di formose doti

famose marionette

in fili interdentali

di quel tanto che basta

per mandare in tilt.

Come palline imprigionate
incantate da stereotipi a rimbalzo
tra respingenti e bumper
tra gedie (in master), escamotage
maquillage e rimessage - mai
messaggi diversi … -

e disinteressate
al centro del mondo.

Pretesa ristretta al fulcro

del nostro limitato mondo
dove tutto è previsto

… prescindendo.  Dove tutto, comunque vada
succede. E abbiamo un ruolo

che spetta per diritto, da protagonista

anche se non rovescia l’apparenza

 

di quel suo perenne

convolare a nozze.

 

 

*

Quale criterio

 


Quale criterio

nasconde il tempo? Quale

pare rendere tutto

così artificiale?

Quale

spezza lance

favori discreti

di cui nessuno s’accorge?

 

Quale  frantuma ali

interrompendo

 precocemente un volo?

E quale

nel trattenere pei capelli

 rinchiude in un convento?

Quale

fa salire su di un treno
senza discesa

per fermata sentimento?

Quale per sudare le sette

famose camicie e quale
per girare sconosciuti

di quattro soldi in tasca

il mondo intero?


Quale per restare

al freddo e al gelo e quale
per regalare

 

eccessiva attenzione al male?

 

 

*

Solo due parole

 

 

 

Non so chi sia meglio! Io

no di certo, non sono martire

né luce, non sono santo e mai

stato eroe. Nemmeno perfetto

né troppo in difetto. Da un pezzo

sono semplice via di mezzo. Però

di una mente mi ritrovo padrone

sempre in contrasto col mondo
che riesce solo mentirsi.

Come posso scegliere

fra me e te?

 

Non so niente di te!

Dei tuoi campi, arati e incolti

degli stampi

costruiti o seguiti, degli intagli

o dei ricalchi, dei copia incolla

o pesticidi

usati a vuoto. Né mai potrò

giungere a ridosso

della tua armatura, calcifico ripostiglio

d’ingombri d’armadio

… non dispongo
di formule magiche.


Frate, solo due parole - anche tu
non scegliere fra te e me, entrambi

 

abbiamo il diritto di vivere.

 

 

*

Colpiti si affonda o riemerge

 

 

Pascoliamo come pecore

inutile l’alpeggio

l’aria sana non ci eleva.

Unica leva poggiata alla testa

ci ancora volpi

protese al deserto.

E si sopravvive. Polpi da strada

rintanati nel proprio

tra colpi di coda, di serpenti veri

e colpi di grazia.

Tra rampicanti colpi di mano

di coccodrilli ansimanti

e colpi di scena, madre

di pavoni gonfiati. Colpi d’occhio

nemmeno fossimo aquile

e colpi di spugna, che gettiamo

non sapendo copiarne l’uso.

Colpi secchi e colpi a vuoto

- tutti, pieni di gazza -

 

Disinteressati ai colpi di Stato:

non si rimane leoni da spiaggia

fuori dal branco. E non oso pensare

a quanto siamo in grado

per un osso! Un’ambizione

 

voler essere animali

difficile da controllare

che nemmeno produce

 colpi da maestro: il carisma

… è diverso.

*

Aforisia nr. 8 (di sole e luna)

 

 

Magneticamente
ogni testa
un piccolo mondo, già

… satelliti compresi.

Non magicamente.

Il proprio sole
la propria luna
- nella fortuna -

Sole e luna
del sole e della luna
- non sempre

è sfacciata -

Eppoi le stelle
spente e accese
vicine e distanti
interessate
- con l'aiuto del cielo -

... a cosa?

Per cui, magistralmente

prescindi e previeni
scolpendoti nel cuore
che tu pure sarai

luna e sole

 

il satellite migliore

… che è nel tuo volere!

 

 

 

*

Bocciati noi

 

 

Chiusa nel cassetto

senza assetto

è priva d’effetto, dai

 

- detta poesia.

 

Rievoca passati

senza fronzoli

omissioni, trasgressioni

 

e spargi acqua

sui remoti contrasti.

 

Di conoscenti e amici

finiscono le estati

- come gli inverni -

istanti

che si atteggiano distanti

tra attestati semplici

di stima

e nessuna pagella.

 

Illumina giorni

colmando il presente

di necessaria armonia.

Scopri  le carte

e raddrizza traversi

 

con l’arte tua gentile

almeno il futuro

 

promuovi.

 

*

Testoni

 

Procediamo a tastoni
coperti d'inverno, altro l'estate
e natalizi festoni.

Teste gloriose
conservatori di boria

stravecchia, riserva d'aria
per mantenere ubriachi
inalterati grilli. E amiamo testare


di tecnologia che avanza
e ambizioni nucleari, per fare
a testate; incapaci però
in valutazione dei rischi
e conseguente prevenzione

di esplosioni a catena. E amiamo

tastare polsi e ben altro.
Là dove frullano i pensieri

sino a farsi mosto

e poi nettare. Elisir

di lungo intrattenimento che
non tratteniamo nel suo spingersi
sino a pattume.

E tostare tutt'attorno
nel privilegiante gusto
del poter poi infarcire.

E tu stai evitando ancora

la convinzione che fulcro della festa

- e della vita - sia l'essere d’amor felice

e di falce opti, di presunti fasti
per controproducente


far la festa ad altri.

 

 

*

Poesia vera

 

 

 

 

 

 * * *            * * *

*             *   *             *

*                  *                  *

*       Poesia è    di strada      *

*     è nel saggio che indica      *

*     nel brillio di una stella      *

*     il suo pulsare ritmico.     *

*      E solo se  vuoi …       *

*      ti accompagna.     *

*      Poesia vera     *

*       è vita     *

*      .     *

 

 *

 

 

 

*

Influenceable grattacielo d’egalitè

 

 

Basamento del nostro vivere

è avere diritti di spessore diverso


- risultato del basare scelte
in direzione ogine (knaus o meno)

sparate da quei cannoni,
rotolanti calchi rutilanti
,
di messa in media, oggi

come ieri, influencer che

 

influenzatore, in suono

come untore, portatore
di contagiosi virus, in italiano

avrebbe ben altre chance

ma, il modello inglese

incanta -

 

Integrato
dal fondamentale privilegio di libertà

che oramai contempla
l’essere privi di fondamenta

realizza

il palazzo della vita

a piani inclinati, giusto
per mantenerci in bilico e capire


se oltre pirla

siamo anche equilibristi.

 

 



*

Essere

 

 

 

Complicato velo l’incanto. Scende

e,  con la sua polvere, ci ricopre.

Prodotto del nostro raccolto di stelle

 

in cernita semplice tra il racconto

di una vita fatta di preventivi

scarti, senza sotterfugi.

Contrasto a pietoso

che, solo sinché ignaro

si può compatire.

Potrai, certo che potrai

 

comprar la luna per il giorno

e acclimatar l’umore,

il sole alla notte

per evitare le paure

 

ma quel velo

trasparente consistenza

dei tuoi migliori tratti

 

sincerità del tempo

in qualunque suo momento

e movimento, mai

sarà raggiunto

 

nel suo completo canto.

 

 

*

Nel proprio posto, al sole

 

 

Osservo il vuoto
e penso al vento
a come potrebbe vivere
senza di me.

 

Osservo il mondo

e penso al tempo

al suo cuore che batte

anche per me.

 

Osservo il tempio

e penso allo scempio

che crudo consuma

popoli cotti.

 

Poi osservo l’uomo

cavillare sul puntino

e penso a papille

che non sanno gustare;

 

vive di rumore

e pillole amare.

Osservo e penso: è l’umore

di chi non sa amare …

 

 

 

*

Senryu d’assiomi insieme

 

 

Regine a cuori,

annebbiano la vista

i re di quadri.

 

Cinti d’assedio

i pensieri di sempre

fomentano ire.

 

Albe e tramonti

deturpate da piazze

in sole oscuro.

 

Restate donne:

impoverisce il quadro

maschia boria.

 

La guerra sfratta

l’anima e accasa quanto

pace riduce.

 

 

*

Non voto più

 

 

Non voto più

non è il caso

di votare a vuoto

è tempo perso.

 

Per nessun partito

 è ben speso.

S’illuminano solo

per i seggiolini delle giostre

comprati al luna park

 

che girano, girano

ma il fiocco

del giro omaggio

rimane uguale

allo stesso punto

 

e se non ti appropri

di quello stile

mai entrerai nel giro

fioco

 

e costretto

dovrai strapagare

il tuo giro vita.

 

Non voto più

… davvero.

 

 

*

Si trascina a sera

 

 

Vocia un corpo “vécio”

del proprio pregio

ormai sfregiato, con tanta

tanta “ voja de farla franca:

el vorìa tornare a far ‘l bocia”.

 

“Spécio” di un passato

votato esteta rivolto

ad ombrose estati.

 

Disinteressato alle stagioni

disincagliato dal sole

e dai flussi delle maree

 

per naturale avversione

a quel ciclo in contrasto

col credo accentratore

del proprio prefabbricato

 

abusivo,

per nulla eccentrico

né speciale.

 

E “se spécia”

ricerca spaziali attimi

ma l’anima non coglie

e s’incaglia

tra riottosi pensieri

di una vita buttata

 

che si trascina a sera.

 

 

 

 

  

Gli inglesismi „i va de moda“, i dialettismi „vedemo o co‘ adamo“? Cin cin.

*

Servizio pubblico

 

Labile confine

tra i territori del mio dovere

ed il mi spetta di diritto

e nel mezzo vocazione

erige la frontiera. La bandiera,

abusata spesso

nella terra di nessuno

che si allarga

a macchia d’olio.

Dove scivolare è facile,

adeguarsi proni e felici

ad acquisiti nuovi privilegi.

 

Indegni figli

anche di tornaconti terzi

probabili imprevisti di un gioco

che ha preso ormai la mano

e, per le orecchie, la vergogna

già gettata per ortiche. Progenie

di sottratti pregi e difetti in crescita

mai risultati innati

e per niente svincolati
da turbative, in vita

che si può considerare asta.

 

Eppure l’alto vessillo ha dato

in frangenti dà e dovrebbe

 

poter sventolare fiero.

 

 

 

(Non credo capiti solo a me, un’attesa di ben 475 giorni per poter effettuare un accertamento sanitario, 16 mesi! In una evoluzione di fatti e atteggiamenti che  lasciano trasparire una indecente normalità.)

 

 

 

*

Umanoidi, non fiori

Umanoidi, non fiori

 

Sono umanoidi

le massicce e mistiche

prese di posizione

per non dire prese

per altra gloriosa zona.

 

La storia, come la natura

si ripete sempre.

Si cambiano nomi, cognomi

bandiere

si coniano nuovi ruoli, stuoli

programmi

ma la sostanza non varia

rimane muta.

Esistevano il povero ed il ricco.

Di sicuro, ora, più povero

e, per certo, più ricco

perché entrambi hanno provato

ad essere diversi, umani

rientrando nei ranghi

di volontà o costrizione.

 

Prendi a destra, svolta a sinistra

o mantieni la via del centro

in monarchia o democrazia

in dettatura o Repubblica

Popolare o sconosciuta

i fiumi

restano fiumi

e pure gli affluenti principi

non percepiscono il senso

dell’aiuto ricevuto - pare

sia solo la mano di Dio -

 

Ruscelli, rigagnoli e torrenti

contribuiscono di proprie acque

… se tutto va bene. Chissà

permangano fieri

di essere i primi a morire

 se le rose si assentano!

*

Senza sbocco

 

 

 

Quotidiano il rischio

di ferite profonde

di cicatrici perpetue. Facili

quanto inutili zavorre

che saturano l’essere.

 

Nemmeno Saturno

riuscirebbe a scaricarle

figurarsi avere

- col suo carico ulteriore -

 

Avere …

illogico espediente

un chiodo martellante

scaccia chiodo

 

che non lascia foro

nessuna traccia

… nessuna strada

- e il tappo resta -

 

Per troppo costretto

a permanere in loco

a produrre il niente

- o peggio -

 

mentre gioca nel vuoto.

 

 

*

Il vincolo delle gemelle

 

 

Tutti nati, indistintamente

sotto il segno delle gemelle.

Le abbiamo stampate in faccia

o nell’anima, le due sorelle.

 

Sveglia e Dormiente.

Sempre in accordo

salvo intervenga

umano zampino

convincendole d’invidia

avidità, tedio

e via discorrendo.

 

Entrambe felici

del proprio ruolo

che facili invertono

al calar della notte.

 

Come se, nel suo tempo

divenissero opposte

… le paure tipiche.

 

 

 

*

Perdite

 

 

Viviamo ciechi

il nostro tempo

tra cerchi concentrici

paragoni egocentrici

incentrati solo sul noi. Rari

 

raggiungono il fronte

quello dello scontro arduo

per crescere … per discutersi.

Tutti amiamo la battaglia

vogliamo sconfiggere la noia

 

e ci associamo schiavi

liberi di assumere ruoli

per apparire miti e, sembra …

di sentirci vivi. Nessuno

 

vero Cesare in vita

- come Cristo -

come il succo

che senza privilegi personali

inosservato passa.

 

E domani, forse …

sarà raccolto.

 

 

*

Rosa pretesa

 

Senza spazio per respirare

l’essenza pura

che irradia amore

 

nessuna rosa

 

nasce più libera. Oppressa

dal calore che manca

si accalca tra chimere e

di sconosciuta direzione insiste

sulla smarrita via

costretta a rincorrere

il benessere vero

 

delle delicate spine

capaci di ritrarsi. Ora

 

fattesi aculei

o estirpate radicalmente.

 

Ma rosa non è schiava

né padrona

 

può vivere solo libera

… e sa

che di sola attesa, mai

sarà premiata.

 

 

*

Eclatanze

 

 

Circuiti stampati

e memorie al ciclostile

ragioni evidenti

di bisogni creati

 

da capricci rincorsi

per ricomporre

reali carenze

in parvenze d’affetti.

 

Effetti incoscienti

di indoli spinte

a varcare i confini

del lecito puro.

 

Tra assenti carezze

mazzate e mazzette

si producono buchi

che a deriva inducono

 

nel fiume di sangue

dove si spengono rose

si accendono vizi

e rossi, si fanno i prezzi.

 

E si muore tra le onde

e si muore tra le bombe…

 

Eh sì, tra morti dentro

è la vita … che si assenta.

 

 

*

Gli occhi del cuore

 

 

Facile come voltare pagina

girare altrove il volto, evitare

di percepire verità e tempo. Dire

- io ho, Dio me l’ha dato, i guai

si trattengano pure altrove

- di fianco al sottratto, magari -

 

Tratteggia ipotesi

di essere tu

 là steso.

 

Eddai mettitici in quei panni

sfrutta la tua perfezione presunta

- di certo - ce la puoi fare lo stesso.

 

Quattro passi sul pontile

tra acqua, terra, aria

poniti con l’etere in contatto

oltre gli elementi e la sostanza

là, dove finanche

esplodono le tue bombe.

Entra nel tu per tu

con l’essenza

contatta la sesta

e sarai al settimo cielo. Dopo

 

torna pure a galla

e guarda il mondo …

 

 

*

Serve sterrificare

 

Tranquillizzare …

dai non scherziamo!

 

Scostiamolo proprio il terrore

riproponendoci anche

di uscire dal vincolo

di questo vicolo terra terra, dove

non è tragica l'ignoranza
della parola, ma quella del cuore.

Appoggiamo la speranza

accanto alla fiducia e riponiamo
l'ascia, nel lungo e nel breve

ferisce anche noi. Perché fortune assistono

ma solo fino agli angoli degli attimi, istanti
che possono sempre cambiare  strada.

E non lasciamo i figli allo sbando
della nostra protezione: reagiranno col vento.
Assicuriamoci che crescano e possano

raggiungere l’effettiva loro altezza, il successo

meritevole del proprio plauso

senza costringerli a ricalcare orme

in cui sono possibili … misure diverse.

Prendiamo per mano i pensieri
e portiamoli alla luce

perché abbraccino l'amore, il sole
che raffredda ogni astio.

 

E chiudi un occhio anche tu

mira, sono certo vedrai

 

la bianca via della vita.

 

 

*

Dal basso si può solo crescere

 

Nel nulla

il pensiero crea

distrugge

trasforma

e noi

noi non siamo materia empirica

privi dei grigi, in scala

e dell’arcobaleno.

 

Pensiero positivo

che può crescere

e riequilibrare

il corso del fiume perso

che scorre tra questo distrutto

genere umano, troppo

troppo distratto.  E non

 

di semplicistico devio

ma in costruzione del contatto

che manca

tra indifferenza che incalza

e assenza di luce

che più

 

non si spenga a pulsante.

 

 

*

Sono

 

… e resto le mie tracce.

Quel percorso

nessun altro.

 

Chiaroscuri

e ipotesi a confronto

conforto di riuscite

e confuse proteste

casuale o meno

il contorno

professando un solo credo

in ritardo da millenni.

 

Il recuperare pezzi

di un puzzle logoro

troppo spesso

e privato del contatto

che luce accende.

 

Nessuna invenzione

trame di innovazione

solo il modello

in tentativo di parte

di riperfezionarlo.

 

Anche se credo mai

potrà trovare arte

realtà e vita.

Ma sono

e resto disperata

recita di speranza

di memoria antica

e ricordi beati

di passi dovuti

senza i quali

 

… mai si è.

 

 

 

*

Il male del voler avere



Esigenti …
Per sentirci

- fondamentalmente

carenti -
abbiamo bisogno
di copiare gli animali.


Di fare branco

e assecondare
gli istinti più bassi. Quelli
dove non serve
usare l’intelligenza
altrimenti finisce. Poni
che ci serva domani!


Ecco perché siamo

pressoché tutti in guerra.


Chi nel Donbass
chi “giò debass”
chi “cunt i tass”

chi “se cuntenta dumà
da scassà i part bass”.

 

Con tanti, ma tanti
che “i restan de sass”.

E tutto per avere


anche solo l'impressione
di poter guardare tutti
dall'alto verso il basso, come

ci fosse un altro d'io.

 

 

 

*

Statuetta e al bicocca

 

C’era una volta

niente di speciale

una semplice classica liceale

in media adeguata

per l’ingresso gratuito

con semplice istanza

a facoltà voluta.

 

Ma oltre fatidica data

la stessa media diviene

datata soluzione acquosa

insufficiente brodaglia:

non basta bussare, d'ammissione

occorre sostenere un esame.

Ma l’albicocca

- tarocco milanese, versione 2017 - decreta

pollice verso, non idonea.

 

Risolto d’indice

e mangiatene centodieci e lode

al Justo triennio torinese

ribadisce e conclude il quinquennio

con formula altrettanta piena

lasciando oboli e monete

al fuori corso

con inequivocabile svuotamento

anche del nocciolo

della famosa al bicocca.

 

Potrà mai mancare la ciliegina di stato?

Con esse minuscola d’obbligo:

per lasciar vincere borse di studio

a debito per oltre cento euro

su pavoneggiato credito

di ben cinquecento. Benedette mani!

 

E speriamo, si perda  la seconda

o meglio, andate e grattate un vinci:

sicuri ignoranti, ma vincenti!

 

Chiari messaggi …

*

Pesiamo le parole

Pesiamo le parole

 

 

Son sfinite le parole dette

dal maestro dell’imperfetto.

In quel loro passare

di bocca in bocca

e assorbire fiati

alitosi e fiatelle.

 

E finite le parole mai dette

ritirate, come magliette

vecchia moneta, per musei

differenziata o conventi

a riconvertirsi sui propri errori.

 

Le fini, sono riserva speciale

rinchiuse in barrique di salotti famosi.

Al solo pensiero di uscire per strada

senza pedigree a disposizione

come chauffeur, di possibile confusione

alla qualunque, mancano.

 

Mentre comuni, senza specifico peso

ignare vagano tra colpi di vento

tosse e tossine, tristemente

alla mercé di un volgo, dal piano

sempre più crudelmente inclinato.

 

Mentre la simpatia del loro peso

nasce e cresce nella spontanea spinta

e dipendenza di una starata o meno
bilancia interna.

 

 

*

Ah … l’amore

 

Macché ” divide et impera”

dividi il pane
e l'impero
sarà sereno.

 

Nell'amore
ti si spezza il cuore
vedere chi ha fame.
Ed inutile è girarsi
dalla parte opposta

l’amore t’insegue

nel tuo sentire.


Svincoliamoci
dallo svizziamento becero
egoista e bieco.

 

Ché non c'è bisogno d'aiuto

- salvo frangenti certi -
mentre è tanto

il bisogno d'amore.
L’esigenza di beneficenza
umilia il derubato, solo
per altrui magnificenza.


E  smettiamola

di travisare l’amore libero

e di lustrare scarpe … Poi
quel qualcuno pretende

si sente in diritto

di toccare ad altri il culo.


Armiamoci
e ci sarà meno bisogno
... anche di vendersi.

 

*

Adattati

 

Adattati ormai

a circumnavigare i problemi

protetti come errori

in cui si vuol cadere.

 

E non sempre misurato

è il rischio

per rialzarsi in comprensione

nel piacere di meritare

nel potere di spogliare nel sapere

di condire idee

 

nel plagio … di se stessi.

 

Pensiamo che evadere

sia rimasto il meglio

per restare nel coro

e continuare a contare

 

mentre la vita diventa

un gretto frutto

da collegare al caso

 

il sopravvento

di un evento utopico.

 

-  Siano mai disadattati

i veri eroi! -

 

 

 

 

*

Sicurezza stradale

 

 

Sicurezza stradale segue l'onta
di uno sfrontato benessere sociale
dove attenzione e coesione cessano
e pericolosità, tra formiche
non formiche, fa passi da gigante.

L'onda di moda
di plantari e cellulari

palmari - non pal strade -
smart e iphone
su cui si vuole fare surf
in velocità distratta.

Una crescita parallela
tra personale sicurezza e allarme sociale
per disinstallazione della concentrazione
su cui dovremmo smettere
di fare ginnastica. Con giovamento
per il fisico, non più costretto
alle cure del caso.

 

Smettiamo panni naufraghi
perché inutile

è proseguire ondivaghi, di cure
con frutta immatura.
Cassette e cassette, bacate
di velocità fuori stagione
e revisioni remote.

Servono primi da chef
e secondi piatti, altrimenti
tutto resta sullo stomaco
e si continua a raschiare il fondo

rischiando solo
di non riuscire a dormire

in forma salutare.

 

 

*

C’è da costringere un me ne fotto

 

Bilanci e rese dei conti

sempre attenti e purtroppo tinti

dal rosso al nero. Nei

 

di tanti me ne  strafotto.

Non solo sopra

periferie lontane, ma anche sotto

la propria casa.

 

Siamo tutti costruzioni

armi a doppio taglio

double face. Facce

lasciate entrambe dritte:

la versione innocua

e del  me ne fotto.

 

quando la seconda entra in pista

meglio evitare l’angolo giro

di quel ballo, l’incolumità

potrebbe risultare incauta.

 

Il bello è che divieto

risulta inutile davvero

 

come accade

per le tante attuali

piccole sfaccettature che già

gli girano attorno.

 

Non serviranno, per caso

solo catene …

 

 

 

 

*

Dai “nessun uomo è un’isola”

(... e John Donne mi perdonerà)

 

 

 

Tuttamici.

 

Dove  purtroppo

ognuno sceglie in proprio.

Come nella coniugazione.

 

Tutti amici.

Tutti mici.

Tu mettitici.

Tu mi dici.

Tuttamorici.

Tutorici.

 

E poi ci sono loro

tu temici,

mietitrici e mitragliatrici

e gli altri.

 

Gli alleati di partito

e per partito preso.

 

Tutti partiti

 

sempre e solo

per una privata

e isolata spiaggia

ai tropici, ma

 

… in bella vista.

 

 

 

*

Certo che si sarebbe potuto

 

 

Ma allora taglione
aveva ragione!

 

Senza fiato sul collo

restiamo mobilio

destinato al tracollo.

 

Benché giungano tegole

non spostiamo virgole

non avanziamo.

 

Scalpitiamo

senza scolpire mai

opere degne

d’ingegno maggiore.

 

E scappiamo di vite morte

costellate di scappatoie

nascondendoci la responsabilità

quella vera, di ladri
che si perde nei meandri
… di un si poteva.


 

 

*

Sogni di gloria

 

 

Succede

sebbene campo fiorito

sarebbe successo.

 

Risorse esposte

donate crude

ma altrove sono riposte

risposte di pace.

 

Insinuano domande

nude sentenze

serbano segni

l’acceso rancore, dei propri sogni.

 

Cotte pretese a gloria sottese

restano

annose protesi.

 

E  scapito ancora

non ha capito.

 

 

 

*

Passato …

 

 

Dal nulla, pare originati

e nel nulla proseguiamo.

Come sempre originali

pesciolini programmati

alla lenza di malizie

vuota corte di primizie.

 

Siamo macchine speciali

calcolatori sostanziali

focalizzati per avere

e l’essere scordiamo

umano, dove insiste

di malessere impietrito.

 

In ipotesi imperterrito

con vere ed esclusive pietre

poste nella propria vita solo

per costruire muri muli

 

… futura memoria, di cui

non si perda traccia.

 

 

 

*

Rivoluzione

 

Dall’industriale all’agricolo

di passante moderno,

rivoluzione non è in armi

né di parole

ma in circoscritti fatti

che sviliscano

desideri di vendetta,
rettangoli di gioco

per dignitose crescite.

È  giungere a sapere

di contare e poter contare
per non metterci le tende
nel campo del male.
Senza continuare per forza

a mangiare mele.


Lasciamo i geni al tempo
dell’ereditarietà trovata, loro

si adegueranno. Sfatiamo tabù
e stubiamo le fate e studiamo
strategie migliori

… ne vale la pena.


Si matura meglio

e non si resta in attesa

di controrivoluzioni,

di Sole attorno e acqua alle radici

non oro, né deserti
né blasoni blasfemi.

 

 

*

Consapevolezza italiana

 

Viviamo da poeti …

a che ci serve poesia?

 

Poeti per strada, in riserva e

poeti con riserva di caccia

e pista riservata.

Poeti avversi e a regime

a pasta cruda o cotta.

 

Poeti servi e operai poeti

poeti strani e impervi

poeti lingua lunga e parole corte 

poeti bracchi, braccati e bracconieri

bucanieri, corsari e pirati.

 

Poeti bucaneve e scioglilingua

poeti lucidi e lucidati.

Poeti everest e overland.

Poeti con l’anima nel cuore

e poeti

annate superiori.

 

Tutti persi in vari porti

tra le attese

 

… del mondo migliore.

 

 

*

Strofe d’ottobre

 

Sss …

è tornato persistente

l’ottobre che conosco.

S’era perso di vista

all’imbrunire dei tempi

ma siccità, certo

non lo ha incantato.

 

Prevista acqua sino a sera

un sereno giorno di serenata

quando, tutt’attorno tace

d’assente fragore di tuoni e lampi

nella magia del silenzio,

lui ammalia.

 

E senza farne malattia

di troppo avverso

d’umido ch’entra nelle ossa

stemperato

traduce il verso della vita

che in ritmo Divino

disseta la terra.

 

 

 

*

Malattia regina

 

 

Figli di assurda cecità

votiamo per riempire

il nostro sacco e padri

d’inadeguata siccità

venalmente attenti all’uovo.

 

Svuotiamo l’aridità

che ci contraddistingue

e ne colmiamo il mondo.

 

Ci regaliamo estremi

di scandalosa mortalità

e assumiamo ipotesi

dalla fantasiosa fatalità

 

promuovendo l’anima

ad errabonda nobiltà.

E pare

non ci siano farmaci.

 

Avvolgiamo allora i nostri errori

tra calde riflessioni

ché tra una sudorazione e l’altra

… guariscano.

 

 

 

*

Non di solo pane è la vita

 

 


Estinto

su troppi volti

il sorriso.

 

Voltiamo pagina

 

... è luce che manca

al mondo intero.

 

 

 

*

L’Anima anima

 

 

Non resterei nel bianco

anima paradisiaca. L’anima

si è fatta terrea.

E può remare o andare alla deriva

stringere sinceri patti, secondi solo a logica

o vaneggiare per primi piatti

contorni fuori stagione e dessert-o.

 

Può friggere aria o nutrir poesia

per levare massi dalle scarpe

e permettere di volare.

 

Perché l’anima sa di valere

ma nella terra è persa

non può restare tersa

con età che avanza

se troppo, ragion propria incalza.

 

Sprovveduta umanità di pretesa

che si duole e vuole

senza donarsi mai

mentre solo spera nell’attesa:

 

in un colpo gobbo

al tavolo del lotto.

 

 

 

*

Misure di prevenzione

 

 

Da troppe parti

si prendono misure

- d’insicurezza -

 

ma non

per camicie nuove

né per la pace

non per costruire

né per bare a norma.

 

Solo decreti

dai facili calcoli

per risultati illogici:

 

… posa ceneri colmi.

 

E altrove

è calma apparente

 

previsione …

di ogni tempesta.

 

 

*

Adoratori di francobolli

 

 

Siamo bene e male
il bello e cattivo tempo


e ci misuriamo in ristretti spazi

per evitare di smarrirci
negli interstizi

sempre meno equilibrati

perdendoci  comunque

di mancati orizzonti

 tra mari e monti

 a ridosso del naso.

 

È  limitato gusto

d’esteriorità esclusiva

 non quella a disposizione

posta dal Creatore

ma quella che esclude dal poter

intravvedere il cuore.

 

Così,  tra le nuove rotte

 restiamo antiquati

 adoratori di francobolli.

 

 

*

Poesia tra morale e morale

 

Tra alto o fatto a pezzi

di destra, sinistra o di centro

poesia esiste. Esiste

in quanto tale

con le sue quote di cuore

e i suoi chiodi fissi

dove di volta in volta

ci si appendono figure.

Figure in condimenti tipici

oppure inconsueti. Dove il bello

non è brullo, ma costrutto d’acume

originalità sincera e inviti

a prender lume. Dove i versi

sono rigurgiti dell’anima

da tradurre

nel modo più pulito possibile

senza spostar gradendo

né punti, né virgole.

 

Poesia

è figlia della vita, importante parte,

sale per torta dolce. Senza essere

poesia non esiste.

 

E in vita,  sempre più claudicante

quasi  mendicante,

martire di soprusi e abusi

figli di una morale di parte

cui le porte sono state spalancate

e che già pare in segnata sorte,

io sono certo: poesia non può

voler vedere morir la madre

 

… e tu.

 

 

 

*

Padrone del tuo mondo con Cura impalliativa ché Così non va

Padrone del tuo mondo

 

 

Chiunque

subisce i clamori dei tempi

i difetti dei padri, vizi di madri

e mentori

affetti da egocentrico morbo.

Maestri di carta pestan parole

e postano pose

da mister e miss, in cui l’universo

d’adorante inchino

dovrebbe perdersi.

 

Ognuno

soggiace a leggi adeguate

minigonne aderenti

voglie di padri

e madri, di frenesie figlie

… in volontà di massa.

Sottoposti a vincoli

anche tra gabbie d’oro, prive

di serrature a giuramento.

 

Impagabile

quel riuscire ad impugnare e sottostare

a terse interpretazioni proprie

 

rispettose e libere.

 

 

Cura impalliativa

 

 

Riconosciti

e dal tuo orto raccogli il meglio

mai ti farà torto e mai

potrà coglierti impreparato

la torta alle verdure

del vicino.

 

 

 

Così non va

 

 

Non di soli occhi

si osserva attorno.

 

Non di sola lingua

nascono leccornie.

 

Non nel solo timpano

risiede melodia.

 

Non di solo tatto

si carezzano sogni.

 

Non solo nelle narici

scorrono, i favori del tempo.

 

Ma solo con l’amore

si sfama il cuore

che pompa, pompa

 

e la vita circola.

 

 

*

Voliamoci bene

 

Apriamoci

formiamo due ali

serviranno a tutti

per poter volare.

 

“Effate sto cazz

di pass a lat”

lasciamolo passare

sto buonsenso.

 

È piatto d’argento

tra posate d’oro

per  servirvi

incondizionata-

mente.

 

È decoro

un alloro

null’altro meglio

cinge una testa in senno.

 

E corona ferrea

servirà solo

per la festa

della pizza in piazza

 

… birretta?

 

 

*

Marianna di cuori

 

No, la vita non può essere

solo un asse pigliatutto.

 

La vita

viaggia su altro asse

 

quello della marianna:

la coppia.

 

La coppia che comanda il colore

- come fosse una strega -

 

… meglio se cuori.

 

Quando dirige lui 

la vita si fa gioco

 

non ci si gioca ...

la vita.

 

 

*

L’egoista

 

Sorge il sole ad ogni sguardo

appena sveglio

nudo

senza voglie.

 

Complice

un sorriso semplice.

Ma subito si arena

insegue brama

che, complicata trama

 

e non ama.

 

Ara e semina

concima e bagna

sempre e solo

nel personale campo

 

… il proprio tempio.

 

 

*

Tre Senryu da spiaggia

 

 

Leone il sole

fin sotto l’ombrelloni

… l‘altra foresta.

 

 

Ombra rubata

dal vicino ombrellone e

nessun l’arresta!

 

 

Savana estiva

affanno nel respiro

traccia sudore.

 

 

 

 

*

Pezzi unici

 

 

Pezzi unici

- anime -

da vincolo umano

uniti.


Forza è coraggio.

 

Dai
non restiamo primizie svendute

 

a prezzo di realizzo

del proprio pozzo.

*

L’arte pubblica

 

Sfinita scatola di biscotti

la politica.

 

Bello sarebbe

ritrovarne il gusto

poter leggere rispetto

in ogni sguardo

 

per carezza del buonsenso.

Perché carenza scippa

alla vita la parte migliore

l’arte pubblica

che ormai vota

 

… vuota.

 

 

*

Ritrovare l’anima no!

 

Grida vendetta

ogni angolo di questa terra

 

è richiesta d’aiuto

per male subito, atteso

che non è vivere

un sopravvivere d’anime

in errabonde sembianze

che strenue s’accoppiano

prive d’unità d’intenti

ma solo, per forze al limite

 

per evitare di perdersi

nell’illusione

 

di un io ramingo.

 

 

 

*

Haiku nr. 69

 

 

Vita ben spesa

gronda sangue e sudore -

Morte l’acquista

 

 

 

 

*

Ecco perché il poeta

 

Nell’incanto della vita

siamo rette parallele
a distanza siderale

… ufo

a stretto contagio.

 

Arenati in preminenze

superfici di primizie

perché l’oltre

ci spaventa.

Fuori dell’apparenza

sinistriamo, proprio

non ci sappiamo destreggiare.

 

Ecco

perché il poeta.

 

Da nobile anima

il poeta traduce.

Globale il piacere

attento a chi scrive

- lontano dal vezzo -

e a chi legge

- vicino, vicino -

 

Segue un’unica legge

il Poeta

 

… amor lo dirige.

 

 

 

*

Menti speciali

 

 

Cantano galli

da pollaio antico

ignari dell’audacia

che gallinelle assorbono

mentre di chicchirichì

si colma l’aria.

 

Finferli come pifferi

e topi

che non sanno più ballare

osare nemmeno

solo menar le mani

e i cani per l’aia.

 

Amara frittura d’aria

per le rose

disperse ai quattro venti.

 

Petroglifi e graffiti caratteristici

di speciali menti

per il declino della specie

 

che più

non sa progredire.

*

Sacrifici

 

 

Nulla s'adagia
sull'altare maggiore
salvo l'amore.

Vani e sacrifici biechi
trascinano mezzi e fini
sulla mai finita strada
scrosciante d'applausi
falso preludio
d'arrogante sinedrio,
mentre il Maestro, ancora


permane in attesa
di giustificazioni plausibili.

 

 

*

Voragini

 

Indispensabile per  la vita

è solo l’amore, senza

- uno straccio di rispetto -

l’ambiente è monco

e il mondo s’apre

a fesserie umane.

 

Inutili persino i santi

e gli eroi: l’eccessiva spesa

tacitamente

a qualcuno richiesta

per recondita accettazione

di lesioni e violazioni

a quei sacrosanti diritti e doveri

imposti per nascita

e uguali per tutti

 

che per molti, forse troppi

si trasformano da subito

in evidenti man rovesci

 

… voragini

in cui tutti cadiamo.

*

Giusnaturalista

 

 

Amiamo troppo

riempirci la bocca

la pancia, la mente

di io posso

e tu devi

 

per riuscire ad esser seri

giuspositivisti.

 

È libera interpretazione

d’io immacolato

e tu peccatore

la sua costrizione.

 

È bilancia che pende

truccata, è spada troncata

è benda che acceca

la morsa

di spazi speciali

pei quali

splendidi girasoli

 

neghiamo pure l’evidenza.

 

 

 

*

Prove d’apocalisse

 

Canta greve l’umano parco, spento

tanta paura addosso, al non mi pento

tremula fiamma d’aurora scadente

ché senza natura, restiamo niente.

 

Privati di luce, nessuno audace

in panni d’altri mai provati o passi

senza luce. Al cielo, sguardo fugace

impreca e prega in speranza che passi

 

come alone, fatidico  memento

non tramuti in  rabbia l’essenza vera.

Da annichilito spavaldo a chimera

 

sconfitta rifiuta e guerra non v’era.

S’affretti tramonto a far primavera

e riesca conforto ad aver sopravvento.

 

 

*

Logos e dintorni

 

 

Logos profondo

provieni dall’alto

indistinguibile e immacolato,

un foglio bianco.

Sei radicale libero

unità di fondo

per tutti uguale, pathos

a nutrimento. Ma

senza accettazione

dell’inaccessibile

accentui solo conflitti

di interessi terreni, e mai

trovar pace potrai.

Perché sei carta assorbente,

di superficie che affligge,

il Dna e dintorni

da cui prendi spunto

e l’irrazionale vesti

mentre  scrivi

 

il tuo distintivo

e singolare libro.

*

Oltre l’orgoglio

 

 

 

Arditi ceppi vuoti

di benzina insaturi.

 

Trascinati come sempre

da sirene e serpenti.

In bassifondi insanguinati

bocconi inconsistenti

di lucciole e lanterne:

 

potrà prendere solo aria

il vessillo del male.

Parvenze di vittorie

in battaglie immanenti.

Resta inutile lottare

 

l’amore ci trascende

e l’amaro… permane.

 

 

*

Pensiero logico

 

 

Poesia risiede in

"tutto il mondo è paese"

 

in via dell’amore

civico vario, ma sempre

incrocio via del bene.

In zona opposta

a via delle pene.

 

Soffre in misura diversa

mentre di libagioni s’offre

per morti

… soprattutto vivi.

 

È ritrovo, ristoro

un punto di contatto

un brindisi continuo

raffinato confine

che all’esilio non trova fine

- e resta pei mezzi -

 

Giustificati pezzi

di un credere anagogico

che tutto possa

trovare terreno spazio

senza conflitti ed essere asini

in un dovere

 

di pensiero logico.

 

 

*

Il signor passato

 

 

Perché perdersi tra i potevo?

Treni  immersi tra gli avrei

dovuto prendere il biglietto

almeno

quando improvvisi raptus

conducono a smarrirsi sempre

e comunque

tra giovani grovigli

e smorte esperienze.

 

Perché vietarsi

di parlare coi ricordi

tirare somme

tra sospiri di sollievo

e sassi nello stagno?

 

Perché patteggiare

vendere prima l’anima

per non tornarci più

in quei panni?

 

Passato …

sì qualche rammarico, ma

sembra se ne sia andato.

 

Perché corrergli appresso

invece che dirgli buongiorno

 

e grazie!

 

 

 

*

Prodotto avariato

 

Quando di noi

spodestando per bene
si impossessa il male

è reazione a catena
dei suoi radicali liberi

- capitali sostanziali -


Quel libero che attrae
che si veste di io posso
e col tu devi. Pare
sia sempre stato nostro
stato di grazia e libertà
che il vero ha incatenato
in secrete sempre più remote.


Ognuno si ritaglia spessore

un illustre gonfiore
- energia di reazione -
per rimbalzarci saturi

di oli esausti ... mai sazi.

 

 

*

Naturalmente

 

 

La terra brulla. Si fa secca e dura.

Contrasto, alla  fertile sua natura.

Istinto primordiale a reagire

nulla di buono lascia presagire.

 

Sarà emblema che trascina a sera?

Una decisa e pesante atmosfera!

 

Così tesi, s’incrinano i rapporti

non possono essere taciuti i torti

botte e risposte. A decreto la meglio

inusuale certo, a firma del figlio.

 

Anzi, decisamente

… la natura non mente.

 

 

*

Ciao

 

 

Ciao

più che buongiorno

può affermare ci sono.

 

Ma è  usato vuoto

pieno del niente

che pervade il mondo

- quando non opposto -

invece può dire e dare

molto di più

dipende dal viso

- privo di piglio -

occhi e sorriso.

 

Nel virtuale si  fa forza

e corazzata coraggio

affronta al meglio il mare

del più facile abuso.

 

Per dirsi ciao

non serve conoscersi

è essenza in circolo

 

se è sostanza che vive

… si nutre di noi.

 

 

 

*

Bisonti distratti

 

 

 

Senza voce gentilezza

spesso non ti accorgi

di quella allungata carezza

che l’altra guancia

non porgi immediata

 

e benefico influsso smarrisce

la strada del sorriso svanisce.

Guaio … della sua timidezza.

 

Lo schiaffo, al contrario

da prepotenza ben assestato

è già proteso ai contrasti

tra lividi chiaroscuri effetti

di quel sonoro sibilo sinistro.

 

Platea portante e palco

delle sceneggiate.

 

Pressoché tutti bisonti distratti

da evidenze attratti

calpestiamo pesanti

 

e lasciamo scorrere il profondo

senza degnarlo

 

 nemmeno di uno sguardo.

 

 

 

*

Quanto ci mancano

 

 

Quanto cordoglio giace

nelle condoglianze

 

Quanta presenza

in una messa

 

Quanto entusiasmo

in gioia fraterna

 

Quanto dolore

lavato ad un pianto

 

Quante ossa

trattenute nell’armadio

 

Quante polemiche

senza giusti fini

 

Quanta partecipazione

nella competizione

 

Quanto spazio

levato agli altri

 

Quanti concorsi

meraviglia dell’arte

 

E quanti

i titoli di coda

privati di un capo

 

Quante

le regole ovviate

 d’ovvio ego

… l’oppio dei popoli

 

Tutti sorrisi

che alla vita mancano

 

 

*

Compiti di classe

 

 

Poesia non nasce

solo sulla Firenze - Arezzo

non si riconosce

tra sola storia, amore e geografia

non si ritrova

isolata a Pietrasanta, Recanati

o in quelle vie discorrendo

… Bsharre e Lisbona

permettendo.

 

Abbisogna poesia

di argini a conforto

margini di confronto

di loghi e ritmi

che addolciscano i tempi

di eque reazioni

ai clamori dei campi

da sempre testimoni

di spregevoli battaglie

di somme ed elisioni

di moltiplicazioni

tra pani e pesci fortificazioni

di coscienze inquiete, a cui piace

 

la resa dei conti. Poesia,

lamina per vita in costruzione,

ben oltre rime e metri

è anche matematica

- la scienza esatta -

spiragli d’anima, che però mai

 

in un voto specchia.

*

Imperfettamente

 

 

Quando la legge dell'uomo

troppo si sposta

dal quadro divino,

dell'applicazione

sorge il problema

che coll'interpretazione

 

della verità ... si fan beffa.

 

 

*

Panoramica

 

 

 

Trasformerebbe

l’amore vero

la vita in autostrada

percorsa col sereno.

 

Escluso

sia amor preteso

degenere figlio

di un’odissea

 

come l’amor indifferente

figlio incoerente

di attualità perenne

che ora si può pure

 

chiamare Odessa.

 

 

*

Malesseri e virtù

 

 

Sono sottili confini

pane d’ogni tribù

i conflitti

tra malesseri e virtù.

 

E l’occasione per l’uomo

è ad ogni bivio oscuro

dal sento e vedo distante.

Opportunità che si cela

in predeterminata

o libera scelta. Ma

 

troppo spesso vincolata

da menzogne di casta.

Cumuli di rifiuti, mai

smaltiti a dovere

per torti fuori teglia

che entrano nel sangue

tossici o anoressici

per dizioni, azioni e gesti

finanche estremi

come anarchici

insurrezionalisti, al dialogo

poco propensi.

 

Sempre e solo un perseverare

un eseguire copie, croste

di corti già viste.

Esecuzioni in loco

e fuori luogo

reiterano tempeste

a ciel sereno

nel regno amaro

se non conviene.

 

Con speranza appesa

alla bonaria risoluzione

 

del motivo vero.

 

 

 

*

Soggetti, non oggetti

 

 

Prima e dopo

governarti da leggi

… e durante.

Dentro e fuori

sott’acqua

e per aria

da soli

e tra mille

attivi

o retrivi.

Acuti

tra angoli imposti

oppure

esposti ottusi

su lati esplosivi.

Nascosti

per non esser visti

tra visti d’ingresso

e permessi di soggiorno

bagno e cucina.

 

Ma tra vari commi

drammi di postille e castelli

ci siamo persi il credo

che determina la fame

di chi non mangia

la paura

di camminare tra la guerra

l’evasione

dalle catene

martiri e delinquenti

in abusati soprusi

 

oltreché

l’amore ed il rispetto

non soggetti a tassazione.

*

Il poeta deve?

 

 

Nel vasto pianeta

del si dice e si scrive

- a macchie -

le coccole sono simili

e le orecchie

per ostriche e castagne.

 

Affiancati passi a centimetri

metri, chilometri distanti

e versi

a spostarli tra montagne.

 

Tutto trae spunto

dal medesimo

o dall’altro punto

in allargata vista.

Virgole a divergere

e imprimere

direzioni diverse

per amalgamabile:

identica sostanza.

 

Ma il poeta deve

dire la sua per forza

il suo stato maggiore

ne avanza pretesa

in  corazzata colonna

cui certo

non si può dire di no

- potrebbe giungere

sino a contesa -

 

… che presidente sarebbe?

 

 

 

*

Guarda la tua roba

 

 

C’è qualcuno?

C’è qualcuno che voglia

cercare la propria taglia

e provarli?

 

Come nuovi

rammendati

lavati e stirati.

 

Senza prodigio

- libertà è nell’aria -

 

senza contagio

- aria privata di batterio

e del campo di battaglia -

 

senza orologio

- ché si respira meglio -

 

La prova è gratuita

soddisfatti o rimborsati

- daii -

ora sono panni ucraini

marcati

esterrefatti e rintronati

 

… solo allora capirai!

 

 

*

Ad ognuno la sua

 

 

La nostra leggenda

è risposta adeguata

al precario equilibrio

tra dare e avere

in un essere

che mai dissolve.

*

Marcia per la pace

 

 

La marcia per la pace

è passo spedito, senza francobollo.

Oltre PerugiAssisi, assenza

di covid permettendo

interessi nostalgici e riflessi

d’impero romano ormai morto

per spettri e fantasmi

in vasto risveglio.

 

Energia pulsante ne avanza richiesta

da presupposti appesi

a vecchi e illuminanti tralicci.

Partenze da Roma

Londra, Parigi, Lisbona,

da Madrid e Berlino

per calpestare suolo a raccolta

di Helsinki, Vienna, Stoccolma

caricare voci

ad Amsterdam, Bruxelles, Copenaghen

sguardi

a La Valletta, Lussemburgo e Dublino,

pareri

da Nicosia, Zagabria, Atene

umori

di Lubiana, Praga e Sofia

rumori

di Budapest, Bucarest e Bratislava,

colori

da Varsavia e Riga

valori

da Vilnius e Tallinn.

 

Bandiera silenziosa e bianca

direzione arcobaleno

per serpeggiare al fronte. Superficiale tratto

di una regione che non vuole

parlare di pace.

Immenso cordone senz’armi

a legar mani alla guerra.

 

Poi magari  domani si prosegue

verso

l’ulteriore conflitto.

*

Anima malata

 

L’anima è malata

e vita, spaesata, non soddisfa.

Evita pure di accorgersene

per non entrare in conflitto

e uscirne stravolta.

Ridotta uno straccio

dal dolore al proprio sacco

tra farina andata a male.

 

Allora si devia

si provano altre strade

tentativi vani

di riconciliazione inconsapevole

un consolarci d’altro

esplodendo colpi a vuoto.

Nella colpa sempre d’altri

l’amante, un cane, due, tre

buttarsi, lasciarci

e lasciare andare

a comprar sesso al mercato nero

per poi giustificare

e giungere all’estremo.

 

Inconscia speranza

che l’esoes lanciato,

d’incrociati percorsi, risolva

scrostando strati di cemento.

Costruzioni senz’arte né parte

di vite che amiamo camuffare

qualunque sia il tempo:

maschera festiva

e l’inverno dentro. Casomai

 

resta sempre il fato.

*

Sorriso fatti padrone

 

Parallela all’aorta

scorre vena poetica.

Giullari

e ciuffi del carotideo

ad irrorare. Vuole creare

sinergica armonia

una fame ragionata tra luci

e ombre proprie. Percorso

da gradi diversi

di voglia di vita.

Svariati i sistemi

ti accorgi dai modi.

Da standard mondani

comunque lontani

e dal comune

luogo immaturo

stracolmo di vizi

e pregiudizi.

Domicilio d’altri tempi

dove maturo è l’impegno

d’umano fratello

che non gioca alla guerra. Ma

quand’anche fosse, Sekhmet

Ares, Marte, soldo

nulla possono

pretendere a saldo.

Altri obiettivi e presupposti

altra l’essenza

 

nel regno maestro

dove impera il sorriso.

 

*

Ma tu servi

 

 

Cosa vuoi fare da grande?

L’insegnante!

E perché?

 

Voglio iniettare desiderio

trattare per tutti

coi guanti adatti.

Sicché possa, crescendo

avvenire una scelta

tra le passioni

 

non nel vuoto

di uno scarno tirare a campare

di uno scaltro potere

o due soldi per poter comprare

 

gli occhi della gente

… di cui sono servo.

 

 

*

Transumanista - l’attizzatoio -

 

Vecchio triangolo

quanto tempo  è passato

di sicuro, serve uno spolvero

ma poi

tizi sicuri fiammeggeranno

- già tizzi, e lasceranno cenere -

 

sicuri, d’aver compreso

che famiglia non fa per loro

non è cosa, non è casa.

Sono privi

del bisogno di una chiesa.

 

Il triangolo considerato

ha punto di vista da grandangolo

solo per l’uomo

che aspira ad essere sultano.

E chissà se donna possa

essere solo una gran sultana

o erba nuova, come al solito

per il vecchio sfascio.

 

Ma al tristangolo

nessuno ci pensa?

Nessun umano

sa essere equilatero!

 

Ma forse …

 

*

Privilegiato

 

Osservo lo specchio

è nitido.

Nessuno straccio

riflesso non c’è traccia

- scaramucce -

non c’è stata guerra

nello scorrere del tempo

sulla mia pelle.

Gli occhi

parlano chiaro

nessuno sgomento

sincero spavento

mi percorre lo sguardo.

Senza frane ogni frame.

Libero

nel sorridere alla vita

che, nonostante tutto

mi ha voluto bene.

 

Peccato non tutti possano

sentire altrettanto

per toccati tassi

di bassifondi ignobili.

 

 

*

Nemmeno un imperatore

 

Nemmeno imperatore riuscirebbe

a riunire ciò che divide il soldo.

Ducati, se sterzi.

 

Sprecato Sergio, un Mattarella

Presidente della Repubblica

se preferito al vivere

è giocare.

Se quel ferire si predilige

quel predisporre trappole

come si potessero

guadagnare altre vite.

 

Anche se monopoli

resta il gioco prediletto

dove il padrone, mai parco

è teatro delle vittorie

di seggio ambiguo.

 

Una sola

l’ipotesi vincente

scena poco onesta

e deliberatamente

non aderente

ad un grande Presidente

che vorrebbe

 

tutto si facesse serio

senza gli inciuci

del nostrano cincischiare

 

che chiara avversione …

mostrano.

 

 

*

Vittoria

 

Evviva

Vittoria senza battaglia

solo schermaglie esigue.

Ecco come

si vince la guerra.

 

Ennesimo segno

benevolo signor destino.

Per gioia terrena

seme d’amore

germoglia ancora. È nato

 

altro pregiato, umano frutto.

Prende e luce irradia

pretesa del buon Dio

perché a sua immagine viva

d’acume, amore e fantasia.

Goccia raggiante

al mondo aggiunta

per la felicità

di mamma e papà.

 

Regalo del campo

d’alto grado ora

posso fregiarmi anch’io

 

… e ne veleggio fiero.

 

 

*

La vita è adesso

 

Fuori d’ogni complotto

si ritrova il filotto

- chissà, serva la messa -

Ma la mente non tace

e guardia, al ladro mente.

 

Tutti tesi

tra fantasmi di seta

restiamo stesi

in attesa del Sole.

 

Schiavi in catene

chiavi in mano

rinchiusi in taniche.

Contenitivi gusci

 

e senza gheriglio

gridiamo all’imbroglio.

Eppure a portata

… è il caffè!

 

Paura del conto?

 

 

 

*

Tanka nr. 3

 

 

 

 

Bicchieri pieni

 

poetici discorsi

 

di versi in versi

 

poesia folleggia.

 

Poetica euforia.

 

 

 

 

*

Politikese

 

Percorso facile

coi fucili

e intoppi felici, fermi

a guardare l’attesa

 

il più vecchio del mondo

di sentenza in sentenza

- senza giudizio -

sino in Cassazione

 

al Consiglio Superiore

che si possa dare:

sparare

per non dover sperare.

 

Ma il risultato

è banale

 

apri la finestra

e guarda.

*

Percorso galattico

 

 

Due mondi paralleli

realtà e poesia.

 

Movimento e libertà.

Sentimenti d’espressione

ancorati al pavimento.

Dove gradualmente

aumenta la distanza.

Avariato germoglio

di un piattume  crescente

tra presunte evasioni

in opposte visioni

di vita che va

nei rimbalzi

di vuoto nel vuoto.

 

Mancanza che annaspa

evoluzioni vagheggia.

Siderali i magheggi

che sospingono oltre

di fusione

il momento soave

con diffusione

di azioni su misura.

Semplice e astratta

s.p.a. (società per azioni)

e l’idillio concreto

di un’unisona

prosecuzione.

 

Ché il mondo è uno

per realtà poetica.

*

Etica due (potrebbe chiedere) la rivincita

 

Non approfitta etica.

Etica non calpesta.

Di dolor gratuito

l’incremento evita

perché nausea

le produce abuso. Sa

 

delle fondamenta sterili

di circuiti oscuri

costruiti ai limiti dell’illecito

o abbracciati in dirittura.

 

Dove sola, si dissocia etica.

Etica dovrebbe invece

correre al riparo

e di pestati pugni

e piantati piedi, pretendere

il proprio posto al sole.

Relegata ai margini

di un sistema acidulo.

 

Sapor di società

in cui civile, fattosi genio

 

si è rintanato nella lampada.

 

 

*

Fosse solo un calesse

 

 

Varco del mondo

in attesa del reso

- nel suo tempo -

del momento prestato

Passaggio obbligato

nessuno esentato.

 

L’atto è dovuto.

Giacché ristretti

tra legno e cemento

che trattengono il nulla

rimane solo

elemento mutante

un passaggio di stato

un adesso hai provato, adesso

puoi scegliere cosciente

se fermarti, oppure

ricominciare.

 

Obbligarti a sudare

diviene inutile.

Quindi appostato aspetto

nel far quel che devo

in quel posso ché voglio

 

vederne la faccia

dirle quello che penso

farci anche  giri di danza

che di resistenza mi privi

per appoggiarmi

 

come fosse un calesse.

*

Non tra molti

 

Carico d’entusiasmo

e sentimento contagiosi.

Bello

perché fuori dallo schema.

Finanche il sorriso rideva.

Pulito

nemmeno da apparire vero.

 

Non nato per la scherma

duellato e vinto

in concessione

intensamente breve.

 

Nel calvario silenzioso

verso l’alto

sospinto il crocifisso

dove terso

è ogni respiro.

 

Seminato

hai seminato.

Verrà raccolto

o di nuovo

tutto buttato al vento?

 

Uno dei pochi

... e non tramonti.

 

*

Il problema maggiore

 

 

Il problema maggiore

è non essere felici

non essere

nelle sole mani di Dio

avendo occasione

d’incontrare falci

 

... le nostre.

 

 

 

*

Tabula rosa

 

Senno affamato

senza traccia all’interno

e nemmeno saperlo

caccia spropositi

verso il mondo intero.

Pretesa, imprecisata caciara

avvisaglia promessa

propensa a dare solo battaglia.

 

E di mano alzata, tesa

priva di resa, abbatte

l’ira sua infame.

Illogico criterio

di  anima asfaltata

arida landa su cui tutto scorre

bottiglie e bicchieri compresi.

 

Non s’accorge del danno, mentre

lumicino s’allontana e spegne

persino l’ultima speranza.

 

O forse, no.

Fosse solo l’attacco

della migliore difesa

solo paura …

 

di una responsabilità creata

senza e ben oltre la portata!

 

 

*

Portatori sani

 

Sempre pronti al carnevale.

 

Capaci d’insistere

nel permanere giovani

architravi di vite cartapesta.

 

Carri

promozioni di tempesta e dardi

più che strali

arcani e tensioni

e paure. Passioni

come non fosse mai passato Cristo

e premature bocciature

in vaglio assente del poi.

Presenti

e armati fino ai denti, eclissate

solo le intenzioni.

Cioccolato e zucchero ai conigli

sia mai s’accorgano

e rimandino la festa

dando inizio alla battaglia

ad evitare, ingloriosa

la padella.

 

Ma non nel comprendere

la semplicità del seme

 

tra buona terra

e cure amorevoli.

 

*

Nia, non Mostra

 

 

Pressoché tutti

potenziali poeti

purtroppo

di una poesia personale.

 

La poesia

ha ben altra posa

ha le accortezze

di una sposa

tutt’altra l’attesa:

la leggi

e ti senti a casa,

non d’altri

a parlarti

è solo il tuo specchio

- brutti i difetti -

 

Non primeggia

accomuna

nostra poesia

… non  mia.

 

*

Solo una domanda

Con i miei migliori Auguri di Buona Fine e Sereno 2022

 

 

Solo una domanda

 

 

 

 

Perché perdersi

tra sublimi complimenti

bravo, più, per

 

di una quota

dove la pressione sale

l’aria si fa rarefatta e

 

d’ossigeno sempre più carente

si fatica a respirare

rischiando la situazione pratica

in cui pressoché impossibile

è trattenersi

in una normale vita,

 

quando puoi ritrovarti

nello speciale dare

del poeta vero?

 

*

Elitaria verità

 

 

Elite, oggi

è spinta d’etoile

toelettatura d’insieme

per rendere

meno rozzi.

Capelloni non ammessi

e banditi i figli

di rose rosse e gigli

seppure

senza artigli

e contadini.

Potrebbero arrogarsi

ergersi incongrui giudici.

Non come gli attuali

cui pare

la verità ben poco importi.

Esportano saggezza.

L’appoggiano evidente

a quanto posto all’attenzione

della loro illesa maestà.

- La ricerca … per prassi

spetta a ben altri infatti

oneri  relativi annessi -

Per lasciare

permanga prelibato piatto

- da chef -

ad artisti e principi del foro

affinché possano

 

condirla a gradimento.

*

Tresche sparse

Un amo

nudo e crudo

dal si è

ed il suo tempo, ci attende.

 

A mo’ di culla, per acque sperse

a ritrovare Mosè. Pochi

 

all’appuntamento ligi

pressoché tutti da esche attratti

d’esiguo e spessore incerto

che raramente

strappano allo scorrere

trascinando

mentre spesso altri

… agganciano.

 

Distinguibile segno d’amo-

re, prosecutore in giusta scala

di giorni proficui e note da fiaba.

Chiave maestra alla porta

violino d’apertura, per la vita che amo.

 

Amo'

tu conosci la strada

se arrivi prima, aspetta

 

senza fretta.