chiudi | stampa

Raccolta di poesie di Bowil da Wilobi
[ LaRecherche.it ]

I testi sono riportati a partire dall'ultimo pubblicato e mantengono la formatazione proposta dall'autore.

*

Statuetta e al bicocca

 

C’era una volta

niente di speciale

una semplice classica liceale

in media adeguata

per l’ingresso gratuito

con semplice istanza

a facoltà voluta.

 

Ma oltre fatidica data

la stessa media diviene

datata soluzione acquosa

insufficiente brodaglia:

non basta bussare, d'ammissione

occorre sostenere un esame.

Ma l’albicocca

- tarocco milanese, versione 2017 - decreta

pollice verso, non idonea.

 

Risolto d’indice

e mangiatene centodieci e lode

al Justo triennio torinese

ribadisce e conclude il quinquennio

con formula altrettanta piena

lasciando oboli e monete

al fuori corso

con inequivocabile svuotamento

anche del nocciolo

della famosa al bicocca.

 

Potrà mai mancare la ciliegina di stato?

Con esse minuscola d’obbligo:

per lasciar vincere borse di studio

a debito per oltre cento euro

su pavoneggiato credito

di ben cinquecento. Benedette mani!

 

E speriamo, si perda  la seconda

o meglio, andate e grattate un vinci:

sicuri ignoranti, ma vincenti!

 

Chiari messaggi …

*

Pesiamo le parole

Pesiamo le parole

 

 

Son sfinite le parole dette

dal maestro dell’imperfetto.

In quel loro passare

di bocca in bocca

e assorbire fiati

alitosi e fiatelle.

 

E finite le parole mai dette

ritirate, come magliette

vecchia moneta, per musei

differenziata o conventi

a riconvertirsi sui propri errori.

 

Le fini, sono riserva speciale

rinchiuse in barrique di salotti famosi.

Al solo pensiero di uscire per strada

senza pedigree a disposizione

come chauffeur, di possibile confusione

alla qualunque, mancano.

 

Mentre comuni, senza specifico peso

ignare vagano tra colpi di vento

tosse e tossine, tristemente

alla mercé di un volgo, dal piano

sempre più crudelmente inclinato.

 

Mentre la simpatia del loro peso

nasce e cresce nella spontanea spinta

e dipendenza di una starata o meno
bilancia interna.

 

 

*

Ah … l’amore

 

Macché ” divide et impera”

dividi il pane
e l'impero
sarà sereno.

 

Nell'amore
ti si spezza il cuore
vedere chi ha fame.
Ed inutile è girarsi
dalla parte opposta

l’amore t’insegue

nel tuo sentire.


Svincoliamoci
dallo svizziamento becero
egoista e bieco.

 

Ché non c'è bisogno d'aiuto

- salvo frangenti certi -
mentre è tanto

il bisogno d'amore.
L’esigenza di beneficenza
umilia il derubato, solo
per altrui magnificenza.


E  smettiamola

di travisare l’amore libero

e di lustrare scarpe … Poi
quel qualcuno pretende

si sente in diritto

di toccare ad altri il culo.


Armiamoci
e ci sarà meno bisogno
... anche di vendersi.

 

*

Adattati

 

Adattati ormai

a circumnavigare i problemi

protetti come errori

in cui si vuol cadere.

 

E non sempre misurato

è il rischio

per rialzarsi in comprensione

nel piacere di meritare

nel potere di spogliare nel sapere

di condire idee

 

nel plagio … di se stessi.

 

Pensiamo che evadere

sia rimasto il meglio

per restare nel coro

e continuare a contare

 

mentre la vita diventa

un gretto frutto

da collegare al caso

 

il sopravvento

di un evento utopico.

 

-  Siano mai disadattati

i veri eroi! -

 

 

 

 

*

Sicurezza stradale

 

 

Sicurezza stradale segue l'onta
di uno sfrontato benessere sociale
dove attenzione e coesione cessano
e pericolosità, tra formiche
non formiche, fa passi da gigante.

L'onda di moda
di plantari e cellulari

palmari - non pal strade -
smart e iphone
su cui si vuole fare surf
in velocità distratta.

Una crescita parallela
tra personale sicurezza e allarme sociale
per disinstallazione della concentrazione
su cui dovremmo smettere
di fare ginnastica. Con giovamento
per il fisico, non più costretto
alle cure del caso.

 

Smettiamo panni naufraghi
perché inutile

è proseguire ondivaghi, di cure
con frutta immatura.
Cassette e cassette, bacate
di velocità fuori stagione
e revisioni remote.

Servono primi da chef
e secondi piatti, altrimenti
tutto resta sullo stomaco
e si continua a raschiare il fondo

rischiando solo
di non riuscire a dormire

in forma salutare.

 

 

*

C’è da costringere un me ne fotto

 

Bilanci e rese dei conti

sempre attenti e purtroppo tinti

dal rosso al nero. Nei

 

di tanti me ne  strafotto.

Non solo sopra

periferie lontane, ma anche sotto

la propria casa.

 

Siamo tutti costruzioni

armi a doppio taglio

double face. Facce

lasciate entrambe dritte:

la versione innocua

e del  me ne fotto.

 

quando la seconda entra in pista

meglio evitare l’angolo giro

di quel ballo, l’incolumità

potrebbe risultare incauta.

 

Il bello è che divieto

risulta inutile davvero

 

come accade

per le tante attuali

piccole sfaccettature che già

gli girano attorno.

 

Non serviranno, per caso

solo catene …

 

 

 

 

*

Dai “nessun uomo è un’isola”

(... e John Donne mi perdonerà)

 

 

 

Tuttamici.

 

Dove  purtroppo

ognuno sceglie in proprio.

Come nella coniugazione.

 

Tutti amici.

Tutti mici.

Tu mettitici.

Tu mi dici.

Tuttamorici.

Tutorici.

 

E poi ci sono loro

tu temici,

mietitrici e mitragliatrici

e gli altri.

 

Gli alleati di partito

e per partito preso.

 

Tutti partiti

 

sempre e solo

per una privata

e isolata spiaggia

ai tropici, ma

 

… in bella vista.

 

 

 

*

Certo che si sarebbe potuto

 

 

Ma allora taglione
aveva ragione!

 

Senza fiato sul collo

restiamo mobilio

destinato al tracollo.

 

Benché giungano tegole

non spostiamo virgole

non avanziamo.

 

Scalpitiamo

senza scolpire mai

opere degne

d’ingegno maggiore.

 

E scappiamo di vite morte

costellate di scappatoie

nascondendoci la responsabilità

quella vera, di ladri
che si perde nei meandri
… di un si poteva.


 

 

*

Sogni di gloria

 

 

Succede

sebbene campo fiorito

sarebbe successo.

 

Risorse esposte

donate crude

ma altrove sono riposte

risposte di pace.

 

Insinuano domande

nude sentenze

serbano segni

l’acceso rancore, dei propri sogni.

 

Cotte pretese a gloria sottese

restano

annose protesi.

 

E  scapito ancora

non ha capito.

 

 

 

*

Passato …

 

 

Dal nulla, pare originati

e nel nulla proseguiamo.

Come sempre originali

pesciolini programmati

alla lenza di malizie

vuota corte di primizie.

 

Siamo macchine speciali

calcolatori sostanziali

focalizzati per avere

e l’essere scordiamo

umano, dove insiste

di malessere impietrito.

 

In ipotesi imperterrito

con vere ed esclusive pietre

poste nella propria vita solo

per costruire muri muli

 

… futura memoria, di cui

non si perda traccia.

 

 

 

*

Rivoluzione

 

Dall’industriale all’agricolo

di passante moderno,

rivoluzione non è in armi

né di parole

ma in circoscritti fatti

che sviliscano

desideri di vendetta,
rettangoli di gioco

per dignitose crescite.

È  giungere a sapere

di contare e poter contare
per non metterci le tende
nel campo del male.
Senza continuare per forza

a mangiare mele.


Lasciamo i geni al tempo
dell’ereditarietà trovata, loro

si adegueranno. Sfatiamo tabù
e stubiamo le fate e studiamo
strategie migliori

… ne vale la pena.


Si matura meglio

e non si resta in attesa

di controrivoluzioni,

di Sole attorno e acqua alle radici

non oro, né deserti
né blasoni blasfemi.

 

 

*

Consapevolezza italiana

 

Viviamo da poeti …

a che ci serve poesia?

 

Poeti per strada, in riserva e

poeti con riserva di caccia

e pista riservata.

Poeti avversi e a regime

a pasta cruda o cotta.

 

Poeti servi e operai poeti

poeti strani e impervi

poeti lingua lunga e parole corte 

poeti bracchi, braccati e bracconieri

bucanieri, corsari e pirati.

 

Poeti bucaneve e scioglilingua

poeti lucidi e lucidati.

Poeti everest e overland.

Poeti con l’anima nel cuore

e poeti

annate superiori.

 

Tutti persi in vari porti

tra le attese

 

… del mondo migliore.

 

 

*

Strofe d’ottobre

 

Sss …

è tornato persistente

l’ottobre che conosco.

S’era perso di vista

all’imbrunire dei tempi

ma siccità, certo

non lo ha incantato.

 

Prevista acqua sino a sera

un sereno giorno di serenata

quando, tutt’attorno tace

d’assente fragore di tuoni e lampi

nella magia del silenzio,

lui ammalia.

 

E senza farne malattia

di troppo avverso

d’umido ch’entra nelle ossa

stemperato

traduce il verso della vita

che in ritmo Divino

disseta la terra.

 

 

 

*

Malattia regina

 

 

Figli di assurda cecità

votiamo per riempire

il nostro sacco e padri

d’inadeguata siccità

venalmente attenti all’uovo.

 

Svuotiamo l’aridità

che ci contraddistingue

e ne colmiamo il mondo.

 

Ci regaliamo estremi

di scandalosa mortalità

e assumiamo ipotesi

dalla fantasiosa fatalità

 

promuovendo l’anima

ad errabonda nobiltà.

E pare

non ci siano farmaci.

 

Avvolgiamo allora i nostri errori

tra calde riflessioni

ché tra una sudorazione e l’altra

… guariscano.

 

 

 

*

Non di solo pane è la vita

 

 


Estinto

su troppi volti

il sorriso.

 

Voltiamo pagina

 

... è luce che manca

al mondo intero.

 

 

 

*

L’Anima anima

 

 

Non resterei nel bianco

anima paradisiaca. L’anima

si è fatta terrea.

E può remare o andare alla deriva

stringere sinceri patti, secondi solo a logica

o vaneggiare per primi piatti

contorni fuori stagione e dessert-o.

 

Può friggere aria o nutrir poesia

per levare massi dalle scarpe

e permettere di volare.

 

Perché l’anima sa di valere

ma nella terra è persa

non può restare tersa

con età che avanza

se troppo, ragion propria incalza.

 

Sprovveduta umanità di pretesa

che si duole e vuole

senza donarsi mai

mentre solo spera nell’attesa:

 

in un colpo gobbo

al tavolo del lotto.

 

 

 

*

Misure di prevenzione

 

 

Da troppe parti

si prendono misure

- d’insicurezza -

 

ma non

per camicie nuove

né per la pace

non per costruire

né per bare a norma.

 

Solo decreti

dai facili calcoli

per risultati illogici:

 

… posa ceneri colmi.

 

E altrove

è calma apparente

 

previsione …

di ogni tempesta.

 

 

*

Adoratori di francobolli

 

 

Siamo bene e male
il bello e cattivo tempo


e ci misuriamo in ristretti spazi

per evitare di smarrirci
negli interstizi

sempre meno equilibrati

perdendoci  comunque

di mancati orizzonti

 tra mari e monti

 a ridosso del naso.

 

È  limitato gusto

d’esteriorità esclusiva

 non quella a disposizione

posta dal Creatore

ma quella che esclude dal poter

intravvedere il cuore.

 

Così,  tra le nuove rotte

 restiamo antiquati

 adoratori di francobolli.

 

 

*

Poesia tra morale e morale

 

Tra alto o fatto a pezzi

di destra, sinistra o di centro

poesia esiste. Esiste

in quanto tale

con le sue quote di cuore

e i suoi chiodi fissi

dove di volta in volta

ci si appendono figure.

Figure in condimenti tipici

oppure inconsueti. Dove il bello

non è brullo, ma costrutto d’acume

originalità sincera e inviti

a prender lume. Dove i versi

sono rigurgiti dell’anima

da tradurre

nel modo più pulito possibile

senza spostar gradendo

né punti, né virgole.

 

Poesia

è figlia della vita, importante parte,

sale per torta dolce. Senza essere

poesia non esiste.

 

E in vita,  sempre più claudicante

quasi  mendicante,

martire di soprusi e abusi

figli di una morale di parte

cui le porte sono state spalancate

e che già pare in segnata sorte,

io sono certo: poesia non può

voler vedere morir la madre

 

… e tu.

 

 

 

*

Padrone del tuo mondo con Cura impalliativa ché Così non va

Padrone del tuo mondo

 

 

Chiunque

subisce i clamori dei tempi

i difetti dei padri, vizi di madri

e mentori

affetti da egocentrico morbo.

Maestri di carta pestan parole

e postano pose

da mister e miss, in cui l’universo

d’adorante inchino

dovrebbe perdersi.

 

Ognuno

soggiace a leggi adeguate

minigonne aderenti

voglie di padri

e madri, di frenesie figlie

… in volontà di massa.

Sottoposti a vincoli

anche tra gabbie d’oro, prive

di serrature a giuramento.

 

Impagabile

quel riuscire ad impugnare e sottostare

a terse interpretazioni proprie

 

rispettose e libere.

 

 

Cura impalliativa

 

 

Riconosciti

e dal tuo orto raccogli il meglio

mai ti farà torto e mai

potrà coglierti impreparato

la torta alle verdure

del vicino.

 

 

 

Così non va

 

 

Non di soli occhi

si osserva attorno.

 

Non di sola lingua

nascono leccornie.

 

Non nel solo timpano

risiede melodia.

 

Non di solo tatto

si carezzano sogni.

 

Non solo nelle narici

scorrono, i favori del tempo.

 

Ma solo con l’amore

si sfama il cuore

che pompa, pompa

 

e la vita circola.

 

 

*

Voliamoci bene

 

Apriamoci

formiamo due ali

serviranno a tutti

per poter volare.

 

“Effate sto cazz

di pass a lat”

lasciamolo passare

sto buonsenso.

 

È piatto d’argento

tra posate d’oro

per  servirvi

incondizionata-

mente.

 

È decoro

un alloro

null’altro meglio

cinge una testa in senno.

 

E corona ferrea

servirà solo

per la festa

della pizza in piazza

 

… birretta?

 

 

*

Marianna di cuori

 

No, la vita non può essere

solo un asse pigliatutto.

 

La vita

viaggia su altro asse

 

quello della marianna:

la coppia.

 

La coppia che comanda il colore

- come fosse una strega -

 

… meglio se cuori.

 

Quando dirige lui 

la vita si fa gioco

 

non ci si gioca ...

la vita.

 

 

*

L’egoista

 

Sorge il sole ad ogni sguardo

appena sveglio

nudo

senza voglie.

 

Complice

un sorriso semplice.

Ma subito si arena

insegue brama

che, complicata trama

 

e non ama.

 

Ara e semina

concima e bagna

sempre e solo

nel personale campo

 

… il proprio tempio.

 

 

*

Tre Senryu da spiaggia

 

 

Leone il sole

fin sotto l’ombrelloni

… l‘altra foresta.

 

 

Ombra rubata

dal vicino ombrellone e

nessun l’arresta!

 

 

Savana estiva

affanno nel respiro

traccia sudore.

 

 

 

 

*

Pezzi unici

 

 

Pezzi unici

- anime -

da vincolo umano

uniti.


Forza è coraggio.

 

Dai
non restiamo primizie svendute

 

a prezzo di realizzo

del proprio pozzo.

*

L’arte pubblica

 

Sfinita scatola di biscotti

la politica.

 

Bello sarebbe

ritrovarne il gusto

poter leggere rispetto

in ogni sguardo

 

per carezza del buonsenso.

Perché carenza scippa

alla vita la parte migliore

l’arte pubblica

che ormai vota

 

… vuota.

 

 

*

Ritrovare l’anima no!

 

Grida vendetta

ogni angolo di questa terra

 

è richiesta d’aiuto

per male subito, atteso

che non è vivere

un sopravvivere d’anime

in errabonde sembianze

che strenue s’accoppiano

prive d’unità d’intenti

ma solo, per forze al limite

 

per evitare di perdersi

nell’illusione

 

di un io ramingo.

 

 

 

*

Haiku nr. 69

 

 

Vita ben spesa

gronda sangue e sudore -

Morte l’acquista

 

 

 

 

*

Ecco perché il poeta

 

Nell’incanto della vita

siamo rette parallele
a distanza siderale

… ufo

a stretto contagio.

 

Arenati in preminenze

superfici di primizie

perché l’oltre

ci spaventa.

Fuori dell’apparenza

sinistriamo, proprio

non ci sappiamo destreggiare.

 

Ecco

perché il poeta.

 

Da nobile anima

il poeta traduce.

Globale il piacere

attento a chi scrive

- lontano dal vezzo -

e a chi legge

- vicino, vicino -

 

Segue un’unica legge

il Poeta

 

… amor lo dirige.

 

 

 

*

Menti speciali

 

 

Cantano galli

da pollaio antico

ignari dell’audacia

che gallinelle assorbono

mentre di chicchirichì

si colma l’aria.

 

Finferli come pifferi

e topi

che non sanno più ballare

osare nemmeno

solo menar le mani

e i cani per l’aia.

 

Amara frittura d’aria

per le rose

disperse ai quattro venti.

 

Petroglifi e graffiti caratteristici

di speciali menti

per il declino della specie

 

che più

non sa progredire.

*

Sacrifici

 

 

Nulla s'adagia
sull'altare maggiore
salvo l'amore.

Vani e sacrifici biechi
trascinano mezzi e fini
sulla mai finita strada
scrosciante d'applausi
falso preludio
d'arrogante sinedrio,
mentre il Maestro, ancora


permane in attesa
di giustificazioni plausibili.

 

 

*

Voragini

 

Indispensabile per  la vita

è solo l’amore, senza

- uno straccio di rispetto -

l’ambiente è monco

e il mondo s’apre

a fesserie umane.

 

Inutili persino i santi

e gli eroi: l’eccessiva spesa

tacitamente

a qualcuno richiesta

per recondita accettazione

di lesioni e violazioni

a quei sacrosanti diritti e doveri

imposti per nascita

e uguali per tutti

 

che per molti, forse troppi

si trasformano da subito

in evidenti man rovesci

 

… voragini

in cui tutti cadiamo.

*

Giusnaturalista

 

 

Amiamo troppo

riempirci la bocca

la pancia, la mente

di io posso

e tu devi

 

per riuscire ad esser seri

giuspositivisti.

 

È libera interpretazione

d’io immacolato

e tu peccatore

la sua costrizione.

 

È bilancia che pende

truccata, è spada troncata

è benda che acceca

la morsa

di spazi speciali

pei quali

splendidi girasoli

 

neghiamo pure l’evidenza.

 

 

 

*

Prove d’apocalisse

 

Canta greve l’umano parco, spento

tanta paura addosso, al non mi pento

tremula fiamma d’aurora scadente

ché senza natura, restiamo niente.

 

Privati di luce, nessuno audace

in panni d’altri mai provati o passi

senza luce. Al cielo, sguardo fugace

impreca e prega in speranza che passi

 

come alone, fatidico  memento

non tramuti in  rabbia l’essenza vera.

Da annichilito spavaldo a chimera

 

sconfitta rifiuta e guerra non v’era.

S’affretti tramonto a far primavera

e riesca conforto ad aver sopravvento.

 

 

*

Logos e dintorni

 

 

Logos profondo

provieni dall’alto

indistinguibile e immacolato,

un foglio bianco.

Sei radicale libero

unità di fondo

per tutti uguale, pathos

a nutrimento. Ma

senza accettazione

dell’inaccessibile

accentui solo conflitti

di interessi terreni, e mai

trovar pace potrai.

Perché sei carta assorbente,

di superficie che affligge,

il Dna e dintorni

da cui prendi spunto

e l’irrazionale vesti

mentre  scrivi

 

il tuo distintivo

e singolare libro.

*

Oltre l’orgoglio

 

 

 

Arditi ceppi vuoti

di benzina insaturi.

 

Trascinati come sempre

da sirene e serpenti.

In bassifondi insanguinati

bocconi inconsistenti

di lucciole e lanterne:

 

potrà prendere solo aria

il vessillo del male.

Parvenze di vittorie

in battaglie immanenti.

Resta inutile lottare

 

l’amore ci trascende

e l’amaro… permane.

 

 

*

Pensiero logico

 

 

Poesia risiede in

"tutto il mondo è paese"

 

in via dell’amore

civico vario, ma sempre

incrocio via del bene.

In zona opposta

a via delle pene.

 

Soffre in misura diversa

mentre di libagioni s’offre

per morti

… soprattutto vivi.

 

È ritrovo, ristoro

un punto di contatto

un brindisi continuo

raffinato confine

che all’esilio non trova fine

- e resta pei mezzi -

 

Giustificati pezzi

di un credere anagogico

che tutto possa

trovare terreno spazio

senza conflitti ed essere asini

in un dovere

 

di pensiero logico.

 

 

*

Il signor passato

 

 

Perché perdersi tra i potevo?

Treni  immersi tra gli avrei

dovuto prendere il biglietto

almeno

quando improvvisi raptus

conducono a smarrirsi sempre

e comunque

tra giovani grovigli

e smorte esperienze.

 

Perché vietarsi

di parlare coi ricordi

tirare somme

tra sospiri di sollievo

e sassi nello stagno?

 

Perché patteggiare

vendere prima l’anima

per non tornarci più

in quei panni?

 

Passato …

sì qualche rammarico, ma

sembra se ne sia andato.

 

Perché corrergli appresso

invece che dirgli buongiorno

 

e grazie!

 

 

 

*

Prodotto avariato

 

Quando di noi

spodestando per bene
si impossessa il male

è reazione a catena
dei suoi radicali liberi

- capitali sostanziali -


Quel libero che attrae
che si veste di io posso
e col tu devi. Pare
sia sempre stato nostro
stato di grazia e libertà
che il vero ha incatenato
in secrete sempre più remote.


Ognuno si ritaglia spessore

un illustre gonfiore
- energia di reazione -
per rimbalzarci saturi

di oli esausti ... mai sazi.

 

 

*

Naturalmente

 

 

La terra brulla. Si fa secca e dura.

Contrasto, alla  fertile sua natura.

Istinto primordiale a reagire

nulla di buono lascia presagire.

 

Sarà emblema che trascina a sera?

Una decisa e pesante atmosfera!

 

Così tesi, s’incrinano i rapporti

non possono essere taciuti i torti

botte e risposte. A decreto la meglio

inusuale certo, a firma del figlio.

 

Anzi, decisamente

… la natura non mente.

 

 

*

Ciao

 

 

Ciao

più che buongiorno

può affermare ci sono.

 

Ma è  usato vuoto

pieno del niente

che pervade il mondo

- quando non opposto -

invece può dire e dare

molto di più

dipende dal viso

- privo di piglio -

occhi e sorriso.

 

Nel virtuale si  fa forza

e corazzata coraggio

affronta al meglio il mare

del più facile abuso.

 

Per dirsi ciao

non serve conoscersi

è essenza in circolo

 

se è sostanza che vive

… si nutre di noi.

 

 

 

*

Bisonti distratti

 

 

 

Senza voce gentilezza

spesso non ti accorgi

di quella allungata carezza

che l’altra guancia

non porgi immediata

 

e benefico influsso smarrisce

la strada del sorriso svanisce.

Guaio … della sua timidezza.

 

Lo schiaffo, al contrario

da prepotenza ben assestato

è già proteso ai contrasti

tra lividi chiaroscuri effetti

di quel sonoro sibilo sinistro.

 

Platea portante e palco

delle sceneggiate.

 

Pressoché tutti bisonti distratti

da evidenze attratti

calpestiamo pesanti

 

e lasciamo scorrere il profondo

senza degnarlo

 

 nemmeno di uno sguardo.

 

 

 

*

Quanto ci mancano

 

 

Quanto cordoglio giace

nelle condoglianze

 

Quanta presenza

in una messa

 

Quanto entusiasmo

in gioia fraterna

 

Quanto dolore

lavato ad un pianto

 

Quante ossa

trattenute nell’armadio

 

Quante polemiche

senza giusti fini

 

Quanta partecipazione

nella competizione

 

Quanto spazio

levato agli altri

 

Quanti concorsi

meraviglia dell’arte

 

E quanti

i titoli di coda

privati di un capo

 

Quante

le regole ovviate

 d’ovvio ego

… l’oppio dei popoli

 

Tutti sorrisi

che alla vita mancano

 

 

*

Compiti di classe

 

 

Poesia non nasce

solo sulla Firenze - Arezzo

non si riconosce

tra sola storia, amore e geografia

non si ritrova

isolata a Pietrasanta, Recanati

o in quelle vie discorrendo

… Bsharre e Lisbona

permettendo.

 

Abbisogna poesia

di argini a conforto

margini di confronto

di loghi e ritmi

che addolciscano i tempi

di eque reazioni

ai clamori dei campi

da sempre testimoni

di spregevoli battaglie

di somme ed elisioni

di moltiplicazioni

tra pani e pesci fortificazioni

di coscienze inquiete, a cui piace

 

la resa dei conti. Poesia,

lamina per vita in costruzione,

ben oltre rime e metri

è anche matematica

- la scienza esatta -

spiragli d’anima, che però mai

 

in un voto specchia.

*

Imperfettamente

 

 

Quando la legge dell'uomo

troppo si sposta

dal quadro divino,

dell'applicazione

sorge il problema

che coll'interpretazione

 

della verità ... si fan beffa.

 

 

*

Panoramica

 

 

 

Trasformerebbe

l’amore vero

la vita in autostrada

percorsa col sereno.

 

Escluso

sia amor preteso

degenere figlio

di un’odissea

 

come l’amor indifferente

figlio incoerente

di attualità perenne

che ora si può pure

 

chiamare Odessa.

 

 

*

Malesseri e virtù

 

 

Sono sottili confini

pane d’ogni tribù

i conflitti

tra malesseri e virtù.

 

E l’occasione per l’uomo

è ad ogni bivio oscuro

dal sento e vedo distante.

Opportunità che si cela

in predeterminata

o libera scelta. Ma

 

troppo spesso vincolata

da menzogne di casta.

Cumuli di rifiuti, mai

smaltiti a dovere

per torti fuori teglia

che entrano nel sangue

tossici o anoressici

per dizioni, azioni e gesti

finanche estremi

come anarchici

insurrezionalisti, al dialogo

poco propensi.

 

Sempre e solo un perseverare

un eseguire copie, croste

di corti già viste.

Esecuzioni in loco

e fuori luogo

reiterano tempeste

a ciel sereno

nel regno amaro

se non conviene.

 

Con speranza appesa

alla bonaria risoluzione

 

del motivo vero.

 

 

 

*

Soggetti, non oggetti

 

 

Prima e dopo

governarti da leggi

… e durante.

Dentro e fuori

sott’acqua

e per aria

da soli

e tra mille

attivi

o retrivi.

Acuti

tra angoli imposti

oppure

esposti ottusi

su lati esplosivi.

Nascosti

per non esser visti

tra visti d’ingresso

e permessi di soggiorno

bagno e cucina.

 

Ma tra vari commi

drammi di postille e castelli

ci siamo persi il credo

che determina la fame

di chi non mangia

la paura

di camminare tra la guerra

l’evasione

dalle catene

martiri e delinquenti

in abusati soprusi

 

oltreché

l’amore ed il rispetto

non soggetti a tassazione.

*

Il poeta deve?

 

 

Nel vasto pianeta

del si dice e si scrive

- a macchie -

le coccole sono simili

e le orecchie

per ostriche e castagne.

 

Affiancati passi a centimetri

metri, chilometri distanti

e versi

a spostarli tra montagne.

 

Tutto trae spunto

dal medesimo

o dall’altro punto

in allargata vista.

Virgole a divergere

e imprimere

direzioni diverse

per amalgamabile:

identica sostanza.

 

Ma il poeta deve

dire la sua per forza

il suo stato maggiore

ne avanza pretesa

in  corazzata colonna

cui certo

non si può dire di no

- potrebbe giungere

sino a contesa -

 

… che presidente sarebbe?

 

 

 

*

Guarda la tua roba

 

 

C’è qualcuno?

C’è qualcuno che voglia

cercare la propria taglia

e provarli?

 

Come nuovi

rammendati

lavati e stirati.

 

Senza prodigio

- libertà è nell’aria -

 

senza contagio

- aria privata di batterio

e del campo di battaglia -

 

senza orologio

- ché si respira meglio -

 

La prova è gratuita

soddisfatti o rimborsati

- daii -

ora sono panni ucraini

marcati

esterrefatti e rintronati

 

… solo allora capirai!

 

 

*

Ad ognuno la sua

 

 

La nostra leggenda

è risposta adeguata

al precario equilibrio

tra dare e avere

in un essere

che mai dissolve.

*

Marcia per la pace

 

 

La marcia per la pace

è passo spedito, senza francobollo.

Oltre PerugiAssisi, assenza

di covid permettendo

interessi nostalgici e riflessi

d’impero romano ormai morto

per spettri e fantasmi

in vasto risveglio.

 

Energia pulsante ne avanza richiesta

da presupposti appesi

a vecchi e illuminanti tralicci.

Partenze da Roma

Londra, Parigi, Lisbona,

da Madrid e Berlino

per calpestare suolo a raccolta

di Helsinki, Vienna, Stoccolma

caricare voci

ad Amsterdam, Bruxelles, Copenaghen

sguardi

a La Valletta, Lussemburgo e Dublino,

pareri

da Nicosia, Zagabria, Atene

umori

di Lubiana, Praga e Sofia

rumori

di Budapest, Bucarest e Bratislava,

colori

da Varsavia e Riga

valori

da Vilnius e Tallinn.

 

Bandiera silenziosa e bianca

direzione arcobaleno

per serpeggiare al fronte. Superficiale tratto

di una regione che non vuole

parlare di pace.

Immenso cordone senz’armi

a legar mani alla guerra.

 

Poi magari  domani si prosegue

verso

l’ulteriore conflitto.

*

Anima malata

 

L’anima è malata

e vita, spaesata, non soddisfa.

Evita pure di accorgersene

per non entrare in conflitto

e uscirne stravolta.

Ridotta uno straccio

dal dolore al proprio sacco

tra farina andata a male.

 

Allora si devia

si provano altre strade

tentativi vani

di riconciliazione inconsapevole

un consolarci d’altro

esplodendo colpi a vuoto.

Nella colpa sempre d’altri

l’amante, un cane, due, tre

buttarsi, lasciarci

e lasciare andare

a comprar sesso al mercato nero

per poi giustificare

e giungere all’estremo.

 

Inconscia speranza

che l’esoes lanciato,

d’incrociati percorsi, risolva

scrostando strati di cemento.

Costruzioni senz’arte né parte

di vite che amiamo camuffare

qualunque sia il tempo:

maschera festiva

e l’inverno dentro. Casomai

 

resta sempre il fato.

*

Sorriso fatti padrone

 

Parallela all’aorta

scorre vena poetica.

Giullari

e ciuffi del carotideo

ad irrorare. Vuole creare

sinergica armonia

una fame ragionata tra luci

e ombre proprie. Percorso

da gradi diversi

di voglia di vita.

Svariati i sistemi

ti accorgi dai modi.

Da standard mondani

comunque lontani

e dal comune

luogo immaturo

stracolmo di vizi

e pregiudizi.

Domicilio d’altri tempi

dove maturo è l’impegno

d’umano fratello

che non gioca alla guerra. Ma

quand’anche fosse, Sekhmet

Ares, Marte, soldo

nulla possono

pretendere a saldo.

Altri obiettivi e presupposti

altra l’essenza

 

nel regno maestro

dove impera il sorriso.

 

*

Ma tu servi

 

 

Cosa vuoi fare da grande?

L’insegnante!

E perché?

 

Voglio iniettare desiderio

trattare per tutti

coi guanti adatti.

Sicché possa, crescendo

avvenire una scelta

tra le passioni

 

non nel vuoto

di uno scarno tirare a campare

di uno scaltro potere

o due soldi per poter comprare

 

gli occhi della gente

… di cui sono servo.

 

 

*

Transumanista - l’attizzatoio -

 

Vecchio triangolo

quanto tempo  è passato

di sicuro, serve uno spolvero

ma poi

tizi sicuri fiammeggeranno

- già tizzi, e lasceranno cenere -

 

sicuri, d’aver compreso

che famiglia non fa per loro

non è cosa, non è casa.

Sono privi

del bisogno di una chiesa.

 

Il triangolo considerato

ha punto di vista da grandangolo

solo per l’uomo

che aspira ad essere sultano.

E chissà se donna possa

essere solo una gran sultana

o erba nuova, come al solito

per il vecchio sfascio.

 

Ma al tristangolo

nessuno ci pensa?

Nessun umano

sa essere equilatero!

 

Ma forse …

 

*

Privilegiato

 

Osservo lo specchio

è nitido.

Nessuno straccio

riflesso non c’è traccia

- scaramucce -

non c’è stata guerra

nello scorrere del tempo

sulla mia pelle.

Gli occhi

parlano chiaro

nessuno sgomento

sincero spavento

mi percorre lo sguardo.

Senza frane ogni frame.

Libero

nel sorridere alla vita

che, nonostante tutto

mi ha voluto bene.

 

Peccato non tutti possano

sentire altrettanto

per toccati tassi

di bassifondi ignobili.

 

 

*

Nemmeno un imperatore

 

Nemmeno imperatore riuscirebbe

a riunire ciò che divide il soldo.

Ducati, se sterzi.

 

Sprecato Sergio, un Mattarella

Presidente della Repubblica

se preferito al vivere

è giocare.

Se quel ferire si predilige

quel predisporre trappole

come si potessero

guadagnare altre vite.

 

Anche se monopoli

resta il gioco prediletto

dove il padrone, mai parco

è teatro delle vittorie

di seggio ambiguo.

 

Una sola

l’ipotesi vincente

scena poco onesta

e deliberatamente

non aderente

ad un grande Presidente

che vorrebbe

 

tutto si facesse serio

senza gli inciuci

del nostrano cincischiare

 

che chiara avversione …

mostrano.

 

 

*

Vittoria

 

Evviva

Vittoria senza battaglia

solo schermaglie esigue.

Ecco come

si vince la guerra.

 

Ennesimo segno

benevolo signor destino.

Per gioia terrena

seme d’amore

germoglia ancora. È nato

 

altro pregiato, umano frutto.

Prende e luce irradia

pretesa del buon Dio

perché a sua immagine viva

d’acume, amore e fantasia.

Goccia raggiante

al mondo aggiunta

per la felicità

di mamma e papà.

 

Regalo del campo

d’alto grado ora

posso fregiarmi anch’io

 

… e ne veleggio fiero.

 

 

*

La vita è adesso

 

Fuori d’ogni complotto

si ritrova il filotto

- chissà, serva la messa -

Ma la mente non tace

e guardia, al ladro mente.

 

Tutti tesi

tra fantasmi di seta

restiamo stesi

in attesa del Sole.

 

Schiavi in catene

chiavi in mano

rinchiusi in taniche.

Contenitivi gusci

 

e senza gheriglio

gridiamo all’imbroglio.

Eppure a portata

… è il caffè!

 

Paura del conto?

 

 

 

*

Tanka nr. 3

 

 

 

 

Bicchieri pieni

 

poetici discorsi

 

di versi in versi

 

poesia folleggia.

 

Poetica euforia.

 

 

 

 

*

Politikese

 

Percorso facile

coi fucili

e intoppi felici, fermi

a guardare l’attesa

 

il più vecchio del mondo

di sentenza in sentenza

- senza giudizio -

sino in Cassazione

 

al Consiglio Superiore

che si possa dare:

sparare

per non dover sperare.

 

Ma il risultato

è banale

 

apri la finestra

e guarda.

*

Percorso galattico

 

 

Due mondi paralleli

realtà e poesia.

 

Movimento e libertà.

Sentimenti d’espressione

ancorati al pavimento.

Dove gradualmente

aumenta la distanza.

Avariato germoglio

di un piattume  crescente

tra presunte evasioni

in opposte visioni

di vita che va

nei rimbalzi

di vuoto nel vuoto.

 

Mancanza che annaspa

evoluzioni vagheggia.

Siderali i magheggi

che sospingono oltre

di fusione

il momento soave

con diffusione

di azioni su misura.

Semplice e astratta

s.p.a. (società per azioni)

e l’idillio concreto

di un’unisona

prosecuzione.

 

Ché il mondo è uno

per realtà poetica.

*

Etica due (potrebbe chiedere) la rivincita

 

Non approfitta etica.

Etica non calpesta.

Di dolor gratuito

l’incremento evita

perché nausea

le produce abuso. Sa

 

delle fondamenta sterili

di circuiti oscuri

costruiti ai limiti dell’illecito

o abbracciati in dirittura.

 

Dove sola, si dissocia etica.

Etica dovrebbe invece

correre al riparo

e di pestati pugni

e piantati piedi, pretendere

il proprio posto al sole.

Relegata ai margini

di un sistema acidulo.

 

Sapor di società

in cui civile, fattosi genio

 

si è rintanato nella lampada.

 

 

*

Fosse solo un calesse

 

 

Varco del mondo

in attesa del reso

- nel suo tempo -

del momento prestato

Passaggio obbligato

nessuno esentato.

 

L’atto è dovuto.

Giacché ristretti

tra legno e cemento

che trattengono il nulla

rimane solo

elemento mutante

un passaggio di stato

un adesso hai provato, adesso

puoi scegliere cosciente

se fermarti, oppure

ricominciare.

 

Obbligarti a sudare

diviene inutile.

Quindi appostato aspetto

nel far quel che devo

in quel posso ché voglio

 

vederne la faccia

dirle quello che penso

farci anche  giri di danza

che di resistenza mi privi

per appoggiarmi

 

come fosse un calesse.

*

Non tra molti

 

Carico d’entusiasmo

e sentimento contagiosi.

Bello

perché fuori dallo schema.

Finanche il sorriso rideva.

Pulito

nemmeno da apparire vero.

 

Non nato per la scherma

duellato e vinto

in concessione

intensamente breve.

 

Nel calvario silenzioso

verso l’alto

sospinto il crocifisso

dove terso

è ogni respiro.

 

Seminato

hai seminato.

Verrà raccolto

o di nuovo

tutto buttato al vento?

 

Uno dei pochi

... e non tramonti.

 

*

Il problema maggiore

 

 

Il problema maggiore

è non essere felici

non essere

nelle sole mani di Dio

avendo occasione

d’incontrare falci

 

... le nostre.

 

 

 

*

Tabula rosa

 

Senno affamato

senza traccia all’interno

e nemmeno saperlo

caccia spropositi

verso il mondo intero.

Pretesa, imprecisata caciara

avvisaglia promessa

propensa a dare solo battaglia.

 

E di mano alzata, tesa

priva di resa, abbatte

l’ira sua infame.

Illogico criterio

di  anima asfaltata

arida landa su cui tutto scorre

bottiglie e bicchieri compresi.

 

Non s’accorge del danno, mentre

lumicino s’allontana e spegne

persino l’ultima speranza.

 

O forse, no.

Fosse solo l’attacco

della migliore difesa

solo paura …

 

di una responsabilità creata

senza e ben oltre la portata!

 

 

*

Portatori sani

 

Sempre pronti al carnevale.

 

Capaci d’insistere

nel permanere giovani

architravi di vite cartapesta.

 

Carri

promozioni di tempesta e dardi

più che strali

arcani e tensioni

e paure. Passioni

come non fosse mai passato Cristo

e premature bocciature

in vaglio assente del poi.

Presenti

e armati fino ai denti, eclissate

solo le intenzioni.

Cioccolato e zucchero ai conigli

sia mai s’accorgano

e rimandino la festa

dando inizio alla battaglia

ad evitare, ingloriosa

la padella.

 

Ma non nel comprendere

la semplicità del seme

 

tra buona terra

e cure amorevoli.

 

*

Nia, non Mostra

 

 

Pressoché tutti

potenziali poeti

purtroppo

di una poesia personale.

 

La poesia

ha ben altra posa

ha le accortezze

di una sposa

tutt’altra l’attesa:

la leggi

e ti senti a casa,

non d’altri

a parlarti

è solo il tuo specchio

- brutti i difetti -

 

Non primeggia

accomuna

nostra poesia

… non  mia.

 

*

Solo una domanda

Con i miei migliori Auguri di Buona Fine e Sereno 2022

 

 

Solo una domanda

 

 

 

 

Perché perdersi

tra sublimi complimenti

bravo, più, per

 

di una quota

dove la pressione sale

l’aria si fa rarefatta e

 

d’ossigeno sempre più carente

si fatica a respirare

rischiando la situazione pratica

in cui pressoché impossibile

è trattenersi

in una normale vita,

 

quando puoi ritrovarti

nello speciale dare

del poeta vero?

 

*

Elitaria verità

 

 

Elite, oggi

è spinta d’etoile

toelettatura d’insieme

per rendere

meno rozzi.

Capelloni non ammessi

e banditi i figli

di rose rosse e gigli

seppure

senza artigli

e contadini.

Potrebbero arrogarsi

ergersi incongrui giudici.

Non come gli attuali

cui pare

la verità ben poco importi.

Esportano saggezza.

L’appoggiano evidente

a quanto posto all’attenzione

della loro illesa maestà.

- La ricerca … per prassi

spetta a ben altri infatti

oneri  relativi annessi -

Per lasciare

permanga prelibato piatto

- da chef -

ad artisti e principi del foro

affinché possano

 

condirla a gradimento.

*

Tresche sparse

Un amo

nudo e crudo

dal si è

ed il suo tempo, ci attende.

 

A mo’ di culla, per acque sperse

a ritrovare Mosè. Pochi

 

all’appuntamento ligi

pressoché tutti da esche attratti

d’esiguo e spessore incerto

che raramente

strappano allo scorrere

trascinando

mentre spesso altri

… agganciano.

 

Distinguibile segno d’amo-

re, prosecutore in giusta scala

di giorni proficui e note da fiaba.

Chiave maestra alla porta

violino d’apertura, per la vita che amo.

 

Amo'

tu conosci la strada

se arrivi prima, aspetta

 

senza fretta.