:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia proustiana 2021 [Invito a partecipare]
Premio "Il Giardino di Babuk" VII Edizione 2021: le interviste agli autori
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 847 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sun Jun 13 03:56:48 UTC+0200 2021
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

La scatola in soffitta

di Laura Traverso
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 18/09/2014 16:16:05

 

 Avevamo finalmente finito di selezionare le cose di chi ci aveva lasciato. Eravamo in soffitta a compiere quel lavoro tristissimo, fatto di abiti, oggetti e ricordi di chi avevamo tanto amato.

Tienila tu la scatola” e con lo sguardo disperato, mentre gli occhi non sapevano trattenere le lacrime, mia sorella mi porse il contenitore impolverato e scolorito.

Il nastro sfilacciato, dal colore indefinibile che tratteneva il coperchio, era stato sciolto, poco però, appena al punto da poter esplorare dentro e capire…

Il cuore mi batteva forte: avevo tra le mani la storia, la sua storia che poi era diventata anche la mia, la nostra, di tutta la famiglia.

 

                                     ***

Quando ero bambina, parecchio tempo fa, era una consuetudine ricordare i defunti, il 2 novembre, e pregare per loro.

Si accendeva un grosso cero e attorno si ponevano le fotografie di chi avevamo amato, di chi aveva fatto parte della nostra esistenza. 

Era, allora, un rito molto sentito tra i vivi, creava unità, e in quei momenti, più che mai, ci si ricollegava attraverso il ricordo e la preghiera, con chi se n’era andato per sempre.

Rammento, a fare da cornice al cero erano in molti. Conoscevo i loro volti, la loro fisicità, attraverso quelle foto, in bianco e nero, che stavano appoggiate al mobile della camera da letto dei miei genitori.

Ogni anno apparivano in occasione della giornata dedicata a loro. L’insieme mi faceva venire in mente un fiore: giallo al centro e con tanti petali attorno.

Tra quei “petali” ce n’ era uno che mi aveva colpito particolarmente: forse perché era giovane e bello o forse perché era vestito da soldato.

Di quel soldato, andando avanti nel tempo, avevamo conosciuto la storia. Si chiamava Carlo, viveva a Genova e gli toccò partire per la guerra, in Russia. Non tornò mai più, fu dichiarato disperso.

Penso che ciò sia ancora peggio che dire morto: così è più difficile trovar pace e rassegnarsi; lei, ne sapeva qualcosa…  E lui, mio padre, fu grande, credo che in pochi avrebbero rispettato, e pure condiviso, un amore precedente… fu davvero un bel gesto nei confronti di mia madre, compiuto con sincerità e buoni sentimenti. Per quel comportamento, noi figlie, e pure mia madre, l’amammo ancora di più.

    

                                       ***

Dovevano sposarsi, anzi, lo erano già per procura (si diceva così, se non sbaglio). Ma era anche tutto predisposto affinché, grazie ad una licenza-premio, per buona condotta, il matrimonio avvenisse davvero. Erano molto poveri allora, c’era la guerra e lui, lo sposo, avrebbe dovuto indossare, per la cerimonia, un abito preso a prestito dal fratello.

Quel giovane corpo, però, non poté indossare più niente, rimase intrappolato nella steppa, assieme a troppi altri…

 

                                       ***

Ho impiegato molte sere a ripercorrere la loro lunga storia d’amore attraverso le moltissime lettere racchiuse in quella scatola. La scatola non è più la stessa, adesso è lucente e colorata, l’ ho rinnovata, ho cambiato anche il nastro che la chiudeva, l’ho messo rosso, il colore dell’amore.

All’interno, a far compagnia a quegli scritti ingialliti dal tempo, ho aggiunto tanti petali di fiori profumati. La tengo tra le mie cose più care.

A volte penso a quando non ci sarò più, mi dispiacerebbe tanto che quelle lettere andassero perdute. Mi piace pensare che, una figlia, un’altra figlia  le custodirà…

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Laura Traverso, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Laura Traverso, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Irene (Pubblicato il 03/02/2015 15:33:07 - visite: 547) »