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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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La repubblica del Pornasio

di Ivan Pozzoni
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Pubblicato il 21/03/2018 23:47:19

 

Finalmente, l’Italia è diventata un Pornasio,

l’amore di battere (sui tasti) ha adescato il cittadino medio,

la borghesia ex democristiana si spintona nelle redazioni dell’atelier,

epigoni, a branchi, pascolano sui monti d’Elicona,

sui blog ipertrofizzano critici non degni di Nota,

sono diventati tutti vati, arroganti e maleducati,

l’attempato scrittore del ‘92 ci richiama,

con insulti d’ogni genere, alla deferenza,

lontano kilowatt dal capire che esser usciti con due plaquette

Collelieto da 1000€ è indice di mera deficienza,

vallo a far intendere che la democrazia lirica non è la democrazia dei dilettanti,

non basta saper mettere una croce sotto un testo a diventare Cavalcanti.

 

Mettiamoci una croce sopra, dai!, e una fossa sotto,

a vecchi rincoglioniti blateranti con lo stile di Zanzotto,

c’è un ritorno ad Omero, buon’anima, nella corsa al precipizio

delle giovani promesse della poesia contemporanea, settantenni da Odissea (nell’ospizio),

i dati sociologici ci dicono che s’è alzata l’aspettativa di vita artistica,

magari con pasticche di Viagra a sbloccare afflussi alla vena conformistica,

e noi, “generazione dimenticata”, a quarant’anni vagiamo rannicchiati in posizione fetale,

accompagnati da cinquantenni e sessantenni in piena crisi prepuberale.

 

Pornasio, l’arte italiana è diventata una Reggenza del Carnaio,

tutti arrapati a mettere bibliografie sui siti come scambisti nel capannone d’un materassaio,

a chiedere recensioni, a scrivere recensioni, a vendere recensioni,

a sostenere, con burbanza, che collaborare ad antologie a pagamento è un gesto da cafoni,

salvo scoprire i medesimi, coerenti, a vender corsi e introduzioni a prezzi di mercato,

l’artista mestierante vuole essere appagato, o strapagato?, lasciando a fine corso, debito, certificato.

 

Chi non sa fare niente scrive, o cerca di candidarsi in assemblea

di condominio, rionale, comunale, regionale, nazionale o europea,

roba che a saperlo Giordano Bruno sarebbe morto di diarrea,

senza il fastidio di dover finire al rogo nel tentativo disperato di difendere un’idea,

sono stati inutili cinque anni d’università, tre di liceo, due di ginnasio:

se avessi fatto il baby squillo o l’enfant prodige della grammatica italiana,

avrei meritato maggiore stima nell’artistica repubblica del Pornasio? 

 

     [Qui gli austriaci sono più severi dei Borboni, 2015]


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