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Sono tornata (lei è tornata)

di Amelia Parisi
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Pubblicato il 04/04/2021 20:12:42

"Sono tornato" e "Lui è tornato" sono due film (di cui il primo è il remake italiano dell'altro) satirici, comici, surreali e, in un certo senso drammatici, in cui si ipotizzava una magica e improvvisa apparizione di Mussolini a Roma e di Hitler a Berlino, tra l'incredulità dei presenti che non li prendevano sul serio ma pensavano piuttosto ad una trovata giornalistica con  attori sosia.

Ho voluto riprendere il titolo perchè questo mio ritorno mi sa tanto di surreale, grottesco, fantasmatico e, in un certo senso, comico.

 

Giusto una nota esplicativa su quanto avevo pubblicato circa 4 anni fa e che ho infine cancellato.

Era una specie di autobiografia sulla mia vita disgraziata, in una famiglia in cui avevo subito gravissimi traumi emotivi e di cui ero rimasta prigioniera, impossibilitata ad avere una mia vita libera per via del fatto che, a causa di ciò,  avevo sviluppato gravi sintomi psichiatrici (sopratutto depressione e difficoltà di relazioni) che mi hanno di fatto reso inabile al lavoro e a una vita normale.

Più che altro volevo denunciare l'esistenza di questo tipo di condizioni, per lo più nascoste e ignorate, che possono realmente portare alla distruzione di una persona.

Avevo anche pubblicato un blog e dei video con delle mie fotografie, perchè in passato volevo fare la fotografa e avevo davvero un buon talento.

Ora ho cancellato tutto.

Sopratutto da questo sito, perchè credo che non fosse il luogo più opportuno per un tale argomento. Sarebbe stato più adatto indirizzarlo a centri che si occupano di violenza familiare, centri di studio psicologico, psichiatrico, sociale, o qualcosa del genere.

E' vero che esistono romanzi notevoli e importanti che trattano di questi argomenti, ma la cosa va fatta seguendo certe regole letterarie dalle quali il mio testo esulava. Era troppo lungo, troppo intricato, pesante, autoreferenziale, troppo realistico diceva troppo e si perdeva in dettagli che complicavano inutilmente la storia. In un romanzo non bisogna dire tutto. Anzi, meno si dice lasciando intendere, più la narazione è efficace.

Insomma, anche Christiane F. è senza dubbio interessante come spaccato della vita giovanile dell'epoca, ma per rappresentare poeticamente e con arte i tormenti dell'animo umano bisogna inventarsi qualcosa come Delitto e castigo, tanto per citarne uno.

A riguardarlo a distanza di qualche anno il mio era più che altro un necessario (necessario per me) grido di dolore di una persona disperata, ma credo non avesse nulla di "letterario".

Non so da quanto tempo le mie pagine non venissero più lette, o se, casualmente, qualcuna ne venisse ancora letta.

Ringrazio le persone che all'epoca mi hanno seguita dimostrandomi la loro solidarietà.

Nel caso dovessero incappare in questo commiato e volessero conoscere il finale...bhè, ancora non c'è un finale ma gli indizi non depongono bene.

Ho attraversato una serie di peripezie disgraziate: un tentato suicidio, lo sfratto esecutivo con la perdita di tutti i miei beni personali dopo il quale ho cercato di sopravvivere prendendo una stanza in condivisione. Pagavo l'affitto con i 200 euro concessi come aiuti sociali tramite la carta REI ( solo per sei mesi) , mangiavo alla caritas ma stavo così male in quella situazione che ho avuto un crollo psicologico colossale e sono scappata a vivere in strada. Tra le altre cose sono autistica e per me la solitudine è indispensabile come l'aria per respirare.

Da agosto a dicembre 2018 ho vissuto nella mia piccola utilitaria tra fame freddo e difficoltà inenarrabili. Ho avuto la solidarietà di molte persone del quartiere, ma anche terribile ostilità da parte di qualcuno che invocava la polizia per farmi cacciare perchè ritenuta"pericolosa".

Quando pensavo che ormai sarei morta di freddo, c'è stata l'improvvisa morte di mia madre ultraottantenne. La mia famiglia mi aveva perseguitato e rifiutato in ogni modo, ma l'eredità mi spettava per legge.

Gli immobili lasciati da mia madre danno una piccola rendita con la quale, negli ultimi due anni, con molte difficoltà, sono riuscita a vivere, e da qualche mese ho preso in affitto una casa solo per me, dopo aver vissuto per due anni nel rudere in cui si era ridotta a vivere la mia genitrice.

Ma non è un lieto fine.

Un fratello che mi odia a morte e che ha una sua indipendenza economica mi sta bloccando l'utilizzo della rendita che reclama per sè. Rischio ancora di perdere la casa e di finire per strada. Dopo due tentativi a vuoto, ho trovato un avvocato che sembra prendere sul serio le mie difese.

Seppure la rendita dovesse perdersi potrei avere una somma in denaro che mi consentirà di vivere per un pò. Qualche anno.

Quanti anni? Tre anni ? Quattro? Otto? Ancora non si sa. Mio fratello si sta inventando ogni sorta di calunnia per colpirmi il più possibile e, com'è noto, la giustizia è amministrata da chi ha il potere e l'unica legge valida è quella del più forte.

Quanti anni? Tre, quattro, otto ?

Ma del resto, che di noi può essere sicuro di vivere fino a domani mattina? Qualche anno di vita in più è sempre meglio che niente.

E per il resto come va?

Ho ancora la mia terribile, sconfinata depressione. So che non se andrà mai e mi sto allenando a conviverci e sopportarla. Ancora la mia solitudine autistica, odiata, detestata, ma di cui ho assoluto bisogno. Mi sto allenando a conviverci e sopportarla.

Mi sono interessata alla filosofia buddista che mi ha aiutato tanto, mi interesso anche di fisica quantistica e cosmologia. Il romantico richiamo delle stelle...

Ho iniziato a studiare i Ching e i Tarocchi, un pò di ginnastica, solitarie camminate lungo il fiume, vorrei iniziare a fare yoga e tai chi, seguendo corsi on-line ovviamente. Ho raccolto per strada dei semi di bellissimi alberi. Qualcuno sta nascendo. E' la speranza di poter far crescere un boschetto di bonsai.

Se il destino me ne darà la possibilità.

Non ho avuto una vita normale e so che non potrò mai averla. Allora bisogna trovare delle alternative, piccole gioie, un germoglio che spunta dal terreno, una conferenza sugli universi paralleli, guardare il sole che va giù al tramonto mentre il fiume scorre su un letto di sassi tondi.

Vorrei concludere con quella famosa frase di Gustavo Roll: "non scriverò più nulla", ma io non ho scoperto quella tremenda legge che gli dava i superpoteri e del resto, anche lui poi ha continuato a scrivere, una volta passato lo spavento.

Può darsi che sia un addio, o solo un arrivederci.

 Chissà cosa ancora mi riserva la vita.

 


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