Ora hai prati immensi,
nonna
e tutto tempo per apprendere l'amore
che ti fu negato.
Le tue ali d'angelo planano
sulla mia vita come zucchero filato;
m'avvolgono, sussurrano
polvere di sogni che copiosa,
spargi,
nelle mie aspirazioni,
nella mia sete di bellezza e
di avventura.
I tuoi figli non nati
sono ora liberi di parlare
e sono forse i gigli più belli,
quelli con il profumo dei tuoi
sogni più segreti.
Quando vedo la tua casa,
li immagino sbocciare,
liberi, anarchici, fuori stagione
e riempire il prato verde e ocra
sul quale non corresti,
ma che portasti con te,
sulla tua stella più alta.
E mi immaginasti
per lasciarmene una fetta
qui, in Terra,
per ricordandomi
che il nostro destino è correre;
libere, pazze,
selvagge.
Senza più paura.
Senza più obblighi.
Senza più domani.
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