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L’ombra più dolce. Il cane Kimi

Argomento: Scienza

di guido brunetti
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Pubblicato il 30/11/2021 11:52:13

Guido Brunetti

 

Il cane Kimi: l'ombra più dolce

 

L'ombra più dolce mai lasciata. Che accompagna in silenzio l'essere nel suo cammino ontologico.

E' l'immagine che proietta il nostro cane Kimi, il quale in tutti questi anni ci ha riempito di affetto, tenerezza, gioia, benessere. Verso il carissimo "cucciolo" Kimi nutriamo in famiglia- soprattutto da parte di mia moglie Anita e mio figlio Valentino- sentimenti di gratitudine perché ci ha aiutato a crescere, donandoci tanti momenti di felicità e di attaccamento.

 

Kimi non c'è più. E' una grave perdita che ci procura dolore e sofferenza. Un vuoto incolmabile. Possedeva una grande capacità di trasmettere emozioni, calore e affezione.

 

Un'immagine onirica tra sogno e realtà, alba dell'avvenire e tramonto della luce, inquietudine dell'animo e serenità dello spirito.

Una poesia, quella di Billy Collins, che è un intreccio di sentimenti, una narrazione struggente. Che mai dovrebbe concludersi. La separazione del cane dal suo padrone.

I versi del grande poeta americano generano intense emozioni, brividi di smarrimento. Un profondo affetto, una devozione, una fedeltà e tanta tenerezza. Ecco i bellissimi versi.

"Un cane sul suo padrone"

Per quanto possa sembrare più giovane,

invecchio più in fretta di lui,

sette a uno

dicono sia il  rapporto.

Qualunque sia il numero,

lo supererò un giorno

e gli starò davanti

come faccio nelle nostre passeggiate nel bosco.

E se questo riuscirà mai

anche solo a sfiorargli la mente,

 sarà l'ombra più dolce

che io abbia mai lasciato impressa sulla neve o sull'erba.

Ti seguirò- conclude il cane- anche dopo la morte".

Una poesia struggente, che penetra nell'abisso sfuggente dell'animo umano.

 

In realtà, la capacità del cane di provare emozioni proviene dalla storia dell'evoluzione. Ricerche sul comportamento animale indicano che la morte di un conspecifico induca in alcune specie di animali comportamenti interpretabili come espressione di "emozioni complesse di dolore e di sofferenza".

Konrad Lorenz, premio Nobel per la medicina assimila l'atteggiamento delle oche che perdono il partner alla prostrazione osservata nei bambini orfani. uno stato generale di abbandono e di perdita, con la testa penzoloni e gli occhi infossati nelle orbite.

Esitono prove che gli animali sentano il dolore. Insomma, nella testa del cane c'è più di quanto noi supponiamo. I cani sono in grado di risolvere problemi in situazioni nuove. I cani guida o per ciechi devono saper reagire in modo appropriato alle novità.

Le emozioni e i sentimenti, come mostrano ricerche neuroscientifiche, nascono da aree del cervello, che coinvolgono il sistema limbico e l'amigdala, Questi meccanismi cerebrali rivestono un ruolo fondamentale nella formazione di legami tra gli individui della stessa specie.


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